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“Breve storia della vodka e del suo parente Polugar”

Ogni popolo ha un proprio distillato di riferimento, che è il risultato di una abbondanza di una determinata materia prima e della capacità, anche con attrezzature semplici e domestiche, di tramutarla in “spirito nazionale”.
La Russia è nota per la produzione della vodka ma, quando la vodka non c’era, che cosa si beveva in Russia e nell'allora impero? E soprattutto, quand'è che è nata la vodka come la conosciamo noi oggi? E ancora che cos'è il Polugar? In pochi minuti cerchiamo di fare un breve percorso tra i distillati storici russi e quelli moderni.

Sky sospende la fatturazione a bar e hotel fino al 3 aprile

Sky Business emergenza sanitaria

In un momento così difficile per tutto il Paese, Sky ha deciso di andare incontro ai suoi clienti del fuoricasa colpiti dal blocco delle attività. La società ha infatti deciso di sospendere la fatturazione del servizio Business Bar Hotel fino al 3 aprile.

«Servire i propri clienti business e fare quanto possibile per supportarli è una dimostrazione di vicinanza nei loro confronti e Sky lo farà anche fornendogli i necessari aggiornamenti», spiega una nota rilasciata dalla società per annunciare la sua decisione.

Più nello specifico, Sky, contattata da bargiornale.it, ha spiegato che la sospensione della fatturazione interessa i clienti business bar e hotel per il periodo dall’8 marzo al 3 aprile e che «questa sospensione non verrà richiesta o riaddebitata successivamente».

Ripensare il reparto f&b degli alberghi. Gabriele Frongia ci spiega come

Gabriele Frongia food&beverage manager Plaza Hotel Lucchesi Firenze

Il settore alberghiero, specialmente di alta fascia, è stato il primo a essere colpito dalle conseguenze dell’epidemia che stiamo fronteggiando, con un immediato crollo delle prenotazioni già dall'ultima settimana di febbraio. Ripartire, una volta superata l'emergenza, richiederà scelte strategiche importanti da parte dei manager degli hotel per salvare il salvabile in termini di posti di lavoro e di fatturato per questo anno. Il segmento food&beverage in questo senso si troverà di fronte a un bivio. Ne parliamo con Gabriele Frongia, da 4 anni F&B manager di Plaza Hotel Lucchesi di Firenze e vincitore del premio Miglior F&B Manager d'Italia nel 2018 dall'Aifbm (Associazione italiana food&beverage manager).

In un albergo, normalmente, come è distribuito il settore F&B?

Nella maggior parte dei casi la ristorazione in albergo, quando è in attivo, lo è perché buona parte delle revenue derivano delle colazioni. In alcuni hotel rappresentano fino al 60% del reparto F&B, in altri, per esempio quando c'è un cocktail bar e un ristorante, si va intorno al 30%.

Come immagini i primi mesi del dopo-virus?

Quando la situazione migliorerà c'è da aspettarsi che le persone abbiano voglia di uscire e confido che molti ristoranti e bar vivano una buona ripresa. Nell'hotellerie la faccenda è diversa: ci aspettiamo una occupazione molto inferiore alla media. Andrà ripensato un po' tutto, a partire dal servizio del mattino. Sotto un certo numero di colazioni il servizio tradizionale a buffet comporta molti sprechi, per cui una buona parte, tipo caffetteria e piatti caldi, può esser proposta a vassoio. Non si può togliere il buffet anche per un discorso di immagine, ma cercare di suddividere il servizio già comporterebbe un buon risparmio. Premettendo che non ci sono dati precedenti di supporto a questa tesi, ma solo considerazioni logiche, le scelte in futuro saranno due, entrambe radicali: tagliare sul settore F&B oppure vederlo come una risorsa per generare nuove entrate, investendo in modo da renderla una attività “parallela” all'hotel. In molti negli ultimi anni si sono mossi per creare bar e ristoranti aperti e appetibili agli esterni, chi non lo ha fatto dovrà cercare di muoversi in quel senso.

E quali sono i passi da fare per aprirsi all'esterno?

Non c'è una ricetta vincente, i contesti vanno sempre analizzati nella loro specificità, caso per caso. Una volta che le attività riprenderanno è facile aspettarsi una “guerra di prezzi”. Siamo consapevoli che sarà necessario ridurli, perché la crisi sta toccando tutti. Un leggero ritocco in basso dei prezzi può essere una scelta giusta, purché però non danneggi il posizionamento e la percezione del locale: non andrei oltre il 20%. Poi occorre creare un rapporto con il tessuto cittadino, promuovendo eventi che possano portare il cliente non semplicemente a “consumare”, ma anche a godere di un intrattenimento. Nel nostro caso in estate facciamo molta musica dal vivo e questo si è rivelato un formidabile strumento di attrazione per la clientela esterna. Oppure si possono creare collaborazioni con altre realtà, per esempio ristoranti o bar noti in città. Le strutture che cominciano ad affrontare ora questo discorso possono anche provare a collaborare con portali di prenotazioni tipo OpenTable o TheFork, una strategia che talvolta funziona, ma che sul medio periodo è meglio evitare. Insomma, occorrerà fare scelte coraggiose, ma auspico che il settore food&beverage possa trarre anche vantaggi dalla situazione, consolidando il suo ruolo e fungendo quasi da traino a quello delle camere. In fondo, quando si va in un bar e lo vediamo frequentato, la cosa ci lascia presagire bene. Lo stesso vale per un ospite che vede gremito il bar o il ristorante dell'hotel dove soggiorna.

Aver paura fa male. Il chirurgo Adolfo Panfili spiega perché e come contrastarla

La paura agisce sul sistema nervoso, e lo indebolisce. Ecco perché bisogna mantenere la giusta qualità della vita anche in questo periodo. Lo spiega nel video che pubblichiamo qui sotto, Adolfo Panfili, chirurgo ortopedico con lunghissimo curriculum di valenza internazionale e uomo di grande cultura. È presidente dell’AIMO, Associazione Internazionale di Medicina Ortomolecolare di cui è il fondatore.

È stato allievo del doppio premio Nobel Linus Pauling, inventore della medicina Ortomolecolare. Il Prof Panfili ha rivisitato ed ampliato questa scienza fondendola con altre scienze e tecniche fra cui l’uso delle cellule staminali. È il primo chirurgo ad aver effettuato in Italia interventi di chirurgia robotica mini invasiva in ortopedia con il sistema Mazor. 

È, inoltre, autore di numerosi libri per il nostro gruppo editoriale. Per Tecniche Nuove ha scritto, tra i tanti, Medicina Ortomolecolare,  La dieta pH, Il dente avvelenato, e molti altri volumi che si trovano qui. E, per contribuire a modo nostro all'emergenza virus, Tecniche Nuove offre fino al 31 marzo consegna gratuita per ordini di qualsiasi importo.

Qui il video

 

Coca-Cola dona 1,3 milioni alla Croce Rossa Italiana

Coca-Cola e Croce Rossa

Anche Coca-Cola scende in campo a sostegno di chi è impegnato in pima linea nella gestione dell’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese. Il colosso mondiale del beverage ha infatti donato 1,3 milioni di euro a Croce Rossa Italiana che, coordinata dalla Protezione civile, sta fornendo un prezioso contributo a contrastare l’epidemia da Covid-19.

Risorse, messe a disposizione tramite il supporto di The Coca-Cola Foundation, il braccio filantropico di Coca-Cola nel mondo che mette a disposizione un fondo dedicato alle emergenze, e di Coca-Cola Italia, che consentiranno di acquistare ambulanze attrezzate, mezzi per l'assistenza personale, materiali per trasporto ad alto contenimento biologico, ma anche macchine e ciclomotori per assistere le persone a casa e dispositivi medici sia per medici e volontari sia per uso ospedaliero. Risorse che, inoltre, potranno anche finanziare attività di volontariato rivolte agli ospedali e a favore delle categorie più deboli per tutta la durata dell’emergenza.

Ma non solo. Come piccolo gesto di immediata vicinanza, Coca-Cola sta anche donando forniture di prodotto agli oltre 10.000 operatori sanitari impegnati da oltre un mese nella gestione dell’emergenza.

Alle azioni su scala nazionale si aggiungono poi le donazioni di prodotti avviate a livello regionale dai dipendenti degli stabilimenti di Coca-Cola Hbc Italia di Nogara (Verona), Marcianise (Caserta), Rionero in Vulture (Potenza), Oricola (L’aquila) e Lurisia (Cuneo) alle strutture sanitarie che si trovano nei loro pressi. Le iniziative solidali non hanno trascurato un’altra categoria di lavoratori, ovvero gli autotrasportatori, che in questi giorni con grandi sacrifici stanno garantendo l’approvvigionamento alimentare nei punti vendita della grande distribuzione, ai quali verrà offerto un pranzo d’asporto.

Infine, i dipendenti dello stabilimento siciliano di Sibeg, l’imbottigliatore siciliano autorizzato che si occupa della produzione e della commercializzazione delle bevande a marchio The Coca-Cola Company nell’isola, doneranno 80.000 euro all’Azienda Ospedaliera Universitaria “Policlinico-Vittorio Emanuele” di Catania, attraverso l’acquisto diretto di apparecchiature e dispositivi medico-diagnostici per i reparti di Terapia intensiva e Rianimazione.

Il Resentin: una storia di grappa

Parliamo di grappa e di tradizione con una serie di contributi curati da Mauro Uva e Marco del Bon di Fucina del Bere, scuola per barman del veronese che punta alla valorizzazione del territorio e dei prodotti di qualità​. In questo primo episodio parliamo di Resentin: ovvero della storia, dell'origine e della modalità di preparazione di uno dei pi golosi abbonamenti tra caffè e grappa.​ Nota al margine. I soldati al fronte della Prima Guerra Mondiale, non avendo a disposizione le tradizionali caffettiere, ricorrevano a una comune pentola. Da qui il termine: Caffè dell'Alpino. A tale proposito Fucina del Bere ha ritrovato il volume "Servizio del Vitto Militare", pubblicato nel 1917, di cui vi alleghiamo un estratto.

Estratto da: Servizio del vitto militare

 

Da Natfood e Almaverde Bio una ricca gamma di prodotti bio per il bar

Natfood Almaverde Bio prodotti bio

Alla ripresa delle attività gli operatori bar avranno a disposizione nuove frecce per il loro arco, con le quali conquistare i consumatori, “puntando dritto alla gola”, e favorire una rapida ripresa del comparto. Come la nuova gamma di prodotti biologici sviluppata da Natfood in collaborazione con uno dei maggiori specialisti del settore, il consorzio Almaverde Bio. Dedicata al mondo del fuoricasa e pensata per andare incontro alla crescente domanda, sempre più forte anche nei bar, di prodotti 100% naturali e di alta qualità, la nuova gamma comprende un’offerta completa di prodotti che coprono i diversi momenti di consumo, spaziando dalle bevande calde, solubili o in capsula, alle creme fredde, dalle granite ai frozen smoothie agli sciroppi aromatizzatori.

Prodotti realizzati esclusivamente con materie prime e ingredienti selezionati di elevata qualità, provenienti rigorosamente da filiera biologica certificata, e del tutto privi di grassi, emulsionanti, stabilizzanti e, a maggior cura al benessere, di sciroppo di glucosio, in quanto dolcificati con zucchero di canna e cristalli d’agave, un dolcificante naturale con ridotto indice glicemico e con apporto proteico.

Andando più nel dettaglio, per quanto riguarda le bevande calde, quatto sono le referenze che compongono la nuova linea di solubili bio: il classico orzo, fatto al 100% con orzo di provenienza italiana, Cereal Mix, a base di orzo e una miscela di cereali, forniti entrambi in busta da 200 g, il caffè al ginseng, preparato con caffè 100% Arabica ed estratto naturale di ginseng, e la sua versione Light, entrambi in busta da 500 g.

Le stesse referenze sono anche disponibili nella versione in capsule compatibili Dolcegusto, linea questa che comprende altre quattro specialità, quali il caffè al ginseng allo zenzero, il caffè al ginseng e curcuma, Nocciolino caffè, ovvero un caffè alla nocciola, e Mokaccino, tutti forniti in box da 30 capsule.

All’avanguardia anche nello sviluppo tecnologico, Natfood per la preparazione delle bevande calde bio ha messo a punto anche una soluzione innovativa dedicata: l’erogatore MilleCups, una macchina combinata che unisce un prodotto solubile e il cassetto per le capsule compatibili Dolcegusto. Compatto (solo 22 cm di larghezza) e semplice da utilizzare, il nuovo sistema, fornito in comodato d’uso, è stato pensato per garantire una maggiore praticità all’operatore bar nella preparazione dei prodotti alto vendenti, quali appunto i caffè al ginseng e gli orzi, potendo erogare sia i prodotti solubili sia quelli in capsula ed è dotato di sistema di lettura Rfid che, leggendo il codice tag presente sulle confezioni, garantisce al consumatore l’autenticità del prodotto bio erogato. In alternativa, l’azienda può fornire anche il solo erogatore per bevande in capsula o per i solubili, sempre dotati di lettore Rfid.

Diverse anche le novità dedicate ai mesi più caldi. Si comincia con le creme fredde bio, nei gusti caffè, con caffè Arabica, e yogurt. Disponibili in busta da 500 g, si preparano nel granitore, che l’azienda può fornire con vasca da 2 o 5 l, semplicemente aggiungendo 700 ml di acqua al contenuto di una busta. Si prosegue con le granite bio nei classici gusti limone, menta e fragola, in bottiglia da 500 ml da diluire con 2,5 l di acqua nel granitore. Altra novità i frozen smoothie bio, una linea di 6 mix di frutta surgelata pretagliata, ottimi come fresca proposta per la pausa pranzo, ma anche per un gustoso e salutare snack per tutti gli altri momenti della giornata. Forniti in busta monodose da 150 g, si preparano nel blender, aggiungendo al contenuto d una confezione 200 ml di succo di mela Almaverde Bio (in brik da 1 l).

Completa le novità firmate da Natfood e Almaverde Bio la linea sciroppi aromatizzatori biologici, nei tre gusti nocciola, vaniglia e caramello, studiati per regalare quel tocco di sapore in più e decorare cioccolate calde, cappuccini, bevande vegetali e caffè.

L’intera linea bio è accompagnata da un ricco set di materiali di servizio, quali tazze e tazzine per le bevande calde, bicchiere con coperchio per gli smoothie, coppette per le creme fredde e le granite, e di comunicazione, come appositi crowner, espositori da banco e la targa Almaverde Bio, che sottolinea come il locale proponga prodotti bio controllati e approvati dal consorzio.

ALMA, partono subito le lezioni a distanza

Alam

«Siamo riusciti a ricavare dallo stallo un'opportunità». In sole due settimane, la scuola di cucina ALMA di Colorno (Parma), uno dei più autorevoli centri di formazione per cucina, pasticceria e ospitalità, ha predisposto una piattaforma di e-learning per permettere ai suoi corsisti di seguire alcune lezioni. Provando a sfidare la chiusura causata dall'emergenza sanitaria in corso.

Il backstage di una delle video lezioni realizzate in ALMA

«Così trasmettiamo il "saper fare"»

«Il problema», spiega a Dolcegiornale Giacomo Bullo, responsabile comunicazione di ALMA che ha seguito in prima persona il progetto, «è che noi non siamo una università. Al centro delle nostre lezioni - includo anche il Corso superiore di pasticceria e il Corso tecniche di pasticceria - c'è la gestualità, il "fare", non soltanto teoria da far ascoltare in videolezione. Ci siamo chiesti: come rendiamo tutto ciò? A scuola chiusa, abbiamo attrezzato quattro aule in modo che diventassero dei set. Abbiamo coinvolto professionisti che si occupassero di regia e riprese, scegliendo una troupe abituata a seguire dirette per programmi sportivi, quindi abituata a seguire movimenti ad alta velocità». Oltre ai tecnici, è stato utile un coordinamento più attento ai contenuti. «Ho affiancato io la troupe, da diplomato ALMA», spiega Bullo, «perché serviva una persona che avesse competenze legate alla gastronomia. Ho seguito passo passo l'operatore e e la regia, perché non "tagliassero" al momento sbagliato o perché seguissero i procedimenti in modo organico».

«Il prossimo step? Video lezioni in streaming»

Il risultato è disponibile su una piattaforma online che è a disposizione degli studenti dei corsi di pasticceria e di cucina. «I ragazzi trovano delle videolezioni di 3 ore/3 ore e mezza. Con le loro credenziali, entrano e possono fruire a seconda del corso a cui sono iscritti. Sulla stessa piattaforma trovano anche le slide con gli appunti collegati. Questo», spiega ancora Bullo, «era il primo step. Il secondo sarà la costruzione di un calendario vero e proprio con lezioni in streaming, con il docente che interagisce a turno con le sezioni dei diversi corsi - quindi con 20 persone alla volta. Ripasso in streaming ed esercizi, poi si allargherà anche ad altri ambiti. Ci stiamo sforzando per portare tutte le materie sull'e-learning». Non si prospettano "esami per corrispondenza", ma si farà una distribuzione di questionari per verificare se agli studenti di ALMA sta arrivando tutto quello che deve arrivare.

“State a casa”. E’ un invito, ma anche la video ricetta di Gianpietro Sartori

Gianpietro Sartori, del Caffè Roma di Marostica (Vi), è stato Artista del panino 2018. Come tanti anche lui si è trovato a dovere sospendere l'attività. Ma Gianpietro, oltre che grande professionista, è anche un piccolo artista. Disegna, gira video e, oggi, insegna. Trasmettendoci una piccola parte della sua cultura gastronomica.

Ecco allora, per i lettori di Bargiornale, la sua videoricetta. Composta da 2 hamburger da 90 grammi, spinaci, robiola, cipolle stufate e senape. E naturalmente un bun (il più classico tra i pani da hamburger) alla barbabietola che da colore e gusto a tutta la ricetta. il Nome? "State a casa".

Pochi ingredienti. Ma scelti con intelligenza utili per preparare oggi a casa e domani nel vostro locale un goloso hamburger. Occhio ai dettagli e buona preparazione.

Ecco il nuovo ricettario Iba. Scarica la versione definitiva

Il board dell'Iba ha approvato la versione definitiva del nuovo ricettario 2020, che bargiornale.it vi presenta in anteprima e che potete scaricare dal link in fondo all'articolo. Il nuovo ricettario contiene l'elenco aggiornato con le ricette codificate dei drink dall'International bartenders association, l’organizzazione mondiale del settore bartending alla quale aderiscono 65 associazioni di categoria di tutto il mondo.

Punto di riferimento per tutti gli operatori del settore, la nuova lista, la sesta a partire dall’esordio ufficiale nel 1961, è stata messa a punto nel corso dell’ultima assemblea dell’associazione, svoltasi in Cina lo scorso novembre, affinata nel corso degli ultimi mesi, fino all'approvazione nella sua versione definitiva, nei giorni scorsi, a opera dell'intero board Iba. Contiene in totale 97 drink, comprese le 7 varianti riportate nelle note ad alcune ricette di cocktail (nello specifico si tratta del Puccini, Rossini e del Tintoretto, riportati nella scheda del Bellini; del White Russian, riportato nella scheda del Black Russian, della Caipiroska e della 
Caipirissima,
riportati nella scheda della Caipirinha; del Kir Royal riportato nella scheda del Kir) ed è stata aggiornata, come di consueto, tenendo conto delle effettive richieste del mercato, in modo da avere un corpus aggiornato e agile, con ricette di consolidata e riconosciuta identità, fruibile dai bartender che così possono offrire nei locali un bere miscelato sempre in evoluzione.

«Interessante, ma comunque consueto nel mondo dei cocktail, è il ritorno di alcune ricette classiche – ha commentato Giorgio Fadda, vicepresidente Iba -. Spesso vediamo ritornare in auge cocktail che sembravano essere stati dimenticati o di altri che sembravano essere completamente spariti dalle bar list di tutto il mondo. Non può stupire, invece, il ritorno di quelli più classici che mai: quelli che resistono grazie alla familiarità e alla popolarità quale simbolo di classe e prestigio: una sorta di effetto nostalgia».

Come nella lista precedente, i cocktail sono divisi in tre categorie: The Unforgettables, 33 drink, che raccoglie le ricette classiche indimenticabili che rappresentano la “Bibbia” delle origini del bere miscelato di consolidata diffusione mondiale; Contemporary Classic, 31 drink più le 7 varianti, dove rispetto alla precedente lista del 2011 alcuni cocktail completamente dimenticati sono stati sostituiti da quelli che rimangono popolari in tutto il mondo come simbolo del bere di classe e prestigio; New Era Drinks, 26 cocktail, la voce che tradizionalmente conta il maggior numero di novità, calibrate sulle evoluzioni dei consumi e delle mode del momento.

Voce quest’ultima che nella sua nuova edizione rende omaggio alla miscelazione italiana con l’inserimento dello Spritz, oltre che nella versione con Aperol, anche in quelle con Campari, Cynar e Select, e con gli ingressi dello Spicy Fifty, creazione di Salvatore The Maestro Calabrese, e del Trinidad Sour, cocktail nato da un’idea di Valentino Bolognese, scomparso qualche anno fa, con il quale si era aggiudicato la finale della Angostura Cocktail Competition nel 2008 a Parigi, presentandolo con il nome di Trinidad Special, ricetta poi modificata e portata al successo dal barman newyorkese Giuseppe Gonzales. Omaggio che si conclude con Ve.n.to, cocktail a base del nostro distillato nazionale, la grappa.

Cocktail list ufficiale Iba 2020

Besuschio, le idee da provare durante la chiusura forzata

Il messaggio è, più o meno: ci tocca chiudere, chiudiamo. Ma intanto, di tutto quello che si può fare in un momento come questo, tentiamo tutto. La Pasticceria Besuschio di Abbiategrasso (Milano), con i suoi 175 anni di storia, ha attraversato persino due guerre. «Senza chiudere», dicono dalla famiglia che da generazioni segue il negozio in pieno centro. Ci voleva il coronavirus cinese, insomma, per costringere ad abbassare la serranda. Ma dietro, il cuore pulsante di questo luogo storico tiene botta.

Lo staff della Pasticceria Besuschio

«Ho attivato i nostri contatti social»

Ci spiega Giacomo Besuschio, il più giovane della famiglia: «Tanto per cominciare, ci siamo attivati con le consegne a domicilio. Naturalmente seguendo tutte le indicazioni per farle in sicurezza. Mi muovo io, personalmente, perché il servizio della piattaforma di digital delivery che avevamo in mente non è ancora attivo». Cosa ancora più importante: i clienti se li sono cercati uno a uno: «Ho stimolato i nostri contatti social, chiedendo di che cosa avevano bisogno e offrendomi di andare a portare il prodotto».

Le ricette per chi è chiuso in casa

Sempre a partire dai contatti sui social network, è partito un inedito test: «Per la prima volta ci cimentiamo con ricette da spiegare agli amatori, chiusi in casa. Con dei video su Facebook o con le stories su Instagram, abbiamo iniziato a dare ricette semplici per preparare dei dolci a casa. L'idea è venuta dopo che ho postato un piccolo video di un soufflé al cioccolato: mi hanno chiesto la ricetta e ho pensato potesse essere una bella trovata».

Un database per facilitare il lavoro in futuro

Oltre al lavoro di "pubbliche relazioni", c'è da fare anche dietro le quinte. «Sfruttiamo questo momento per inserire in un programma apposito tutte le nostre ricette. Sarà accessibile anche dal laboratorio, in modo da facilitare il lavoro a tutti i dipendenti quando dovremo riaprire», conclude Giacomo Besuschio.  

Emergenza sanitaria, Gruppo Lavazza dona 10 milioni di euro

Nuvola Lavazza - Il contesto urbano ©AndreaGuermani

Gli italiani ci sono, pronti a fare ognuno la propria parte. Gli appelli a donare sangue durante l’emergenza coronavirus hanno avuto una risposta al di sopra delle aspettative in tutta Italia. I richiami piccoli e grandi si susseguono e dal mondo delle imprese arrivano diverse iniziative di solidarietà.

Presente nel mondo da 16 anni con la Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza Onlus per promuovere e realizzare progetti di sostenibilità economica, sociale e ambientale a favore delle comunità produttrici di caffè, il Gruppo torinese ha deciso di dare un segno positivo e un impegno concreto sul proprio terreno di appartenenza, per far fronte alla difficile situazione sanitaria che ha colpito l’Italia. Ha così stanziato 10 milioni di euro destinati a progetti di sostegno per la sanità, la scuola e le fasce deboli della Regione Piemonte.

Sei dei dieci milioni rispondono all’iniziativa di raccolta fondi #IOCISONO organizzata dalla Regione Piemonte - Sostegno emergenza Coronavirus: saranno destinati all’acquisto di quanto necessario a sostenere le strutture sanitarie e tutto il personale impegnato in prima linea ad affrontare questa difficile situazione. Alla Fondazione La Stampa - Specchio dei tempi sono destinati altri 3 milioni, destinati a dotare gli ospedali di nuove apparecchiature e di materiale sanitario per le terapie intensive e i pronto soccorso; fornire kit igienizzanti gratuiti alle scuole torinesi che ne fanno richiesta; portare agli anziani in difficoltà fisiche ed economiche generi di prima necessità.

Un milione di euro verrà inoltre destinato a rispondere ai “piccoli e grandi” appelli fatti da numerosi enti e associazioni attive sul territorio piemontese, a sostegno delle fasce più deboli e disagiate della popolazione.

Quello del Gruppo Lavazza insieme ai suoi collaboratori è un impegno concreto che vuole dare a tutti un segnale positivo, nella convinzione che con il contributo congiunto e immediato di tutti si potrà uscire dall’emergenza per guardare con nuova fiducia al futuro, consentendo all’Italia di ripartire.

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