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Sette misure straordinarie: le richieste del comparto dolce, gelato e ristorazione

Le associazioni del mondo horeca chiedono sette provvedimenti speciali al Governo

È la prima volta che il mondo dolce, del gelato e della ristorazione italiana si compattano ed esprimono un documento unico per richiedere al Governo e alle istituzioni l'adozione di sette misure straordinarie a sostegno delle attività nel mondo food. Ampia l'adesione delle associazioni del settore, che chiedono al Governo l’adozione immediata di misure essenziali, che riportiamo:

  1. sospensione di leasing e mutui e recupero delle mensilità congelate in coda al periodo previsto dalla relativa misura posta in essere;
  2. cancellazione delle imposte nazionali e locali pertinenti (a titolo indicativo e non esaustivo TARI, IMU, affissione, occupazione suolo pubblico, etc.), credito per utenze relative alle attività commerciali;
  3. accesso al credito senza interessi, garanzia pubblica sugli affidamenti e finanziamenti alle PMI;
  4. proroga della cassa integrazione straordinaria per almeno il 50% del personale in forza al 23.02.2020 e fino al 31.12.2020;
  5. reintroduzione dei voucher;
  6. ammortizzatori e incentivi per chi non licenzia e/o assume dipendenti fino al 31.12.2020;
  7. superamento delle persistenti criticità in capo al tema affitti.

Si tratta di azioni che oggi rappresentano, secondo i firmatari, la più concreta strada da percorrere per salvaguardare il presente e costruire il futuro dell’intero settore. La volontà di tutti gli aderenti è che il lavoro posto in essere per rispondere all’emergenza in atto non si esaurisca con il cessato pericolo, ma che diventi un progetto, una base per la ripartenza. Uno stimolo per il consolidamento di un approccio diverso e di un metodo di lavoro unitario per fare fronte comune  in tutte quelle occasioni in cui sarà necessario far arrivare la voce della ristorazione italiana. A firmare l'appello sono ben importanti realtà Associative presenti nel Paese (di cui fanno parte cuochi, ristoratori, pizzaioli, gelatieri, pasticceri, panificatori, responsabili di sala): A firmarlo sono le seguenti 19 realtà Associative presenti nel Paese (di cui fanno parte cuochi, ristoratori, pizzaioli, gelatieri, pasticceri, panificatori, responsabili di sala): ADG, Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto; A.P.A.R., Associazione Provinciale Pasticceri Artigiani Reggini; A.P.G.A., Associazione Pasticceri Gelatieri Artigiani; AIG, Associazione Italiana Gelatieri; AMPI, Accademia Maestri Pasticceri Italiani; APCI Associazione Professionale Cuochi Italiani; Associazione Cibo di Mezzo; CHIC, Charming Italian Chef, Compagnia Gelatieri; Conpait, Confederazione Pasticceri italiani; Conpait Gelato; E.P.P.C.I., Eccellenza Professionale Pasticceria Cioccolateria Italiana; FIC, Federazione Italiana Cuochi; Gelatieri per il Gelato; IMPRENDISUD Gruppo Ristorazione; JRE, Jeunes Restaurateurs Italia; Le Soste di Ulisse; Ri.Un., Ristoratori Uniti; Ristoranti del Buongusto. Approfondimenti e contatti sono reperibili ai rispettivi siti. www.ambasciatoridelgusto.it www.apar.rc.it www.associazioneitalianagelatieri.it www.accademia-maestri-pasticceri-italiani.it www.apci.it www.cibodimezzo.it www.charmingitalianchef.com www.facebook.com/compagniagelatieri www.conpait.it eppci.it www.fic.it gelatieriperilgelato.com www.jre.eu/it/italia lesostediulisse.it/it/ www.ristoratoriuniti.org www.prenotoio.com

Campari e Intercos Group insieme per produrre gel disinfettante

Campari_Intercos emergenza sanitaria

Campari moltiplica l’impegno a sostegno delle strutture sanitarie impegnate nel fronteggiare l’emergenza sanitaria. Il Gruppo milanese, dopo la donazione di un milione di euro all’Azienda socio sanitaria territoriale Fatebenefratelli Sacco di Milano, è infatti protagonista di una nuova iniziativa solidale.

In collaborazione con Intercos Group, altra realtà lombarda e tra i maggiori produttori di cosmetici, ha avviato la produzione di gel igienizzanti a base alcoolica per le mani, destinata agli operatori sanitari degli ospedali della Lombardia, regione duramente compita dall’esplosione del contagio.

L’alcol puro donato da Campari viene trasformato in gel disinfettate e imbottigliato dallo stabilimento Cosmint del Gruppo Intercos a Olgiate Comasco, in provincia di Como, con le prime 15.000 bottigliette realizzate che verranno distribuite alle varie strutture ospedaliere partendo da quelle che ne hanno maggiore bisogno. A consegnare gli igienizzanti provvederanno direttamente le due realtà, che hanno deciso di farsi carico, oltre che della produzione, anche di tutta la logistica del prodotto.

«Consapevoli del continuo bisogno di gel igienizzante negli ospedali e in tutti i presidi medici, abbiamo deciso di donare una quantità di alcool puro, originariamente destinato alle nostre produzioni, in quanto materia prima essenziale per questa tipologia di prodotti – ha dichiarato Bob Kunze-Concewitz, ceo di Campari Group, in una nota –. Abbiamo quindi deciso di unire gli sforzi con Intercos Group, un’azienda leader mondiale nel proprio settore e come noi di origine lombarda, per la produzione e l’imbottigliamento del prodotto finito».

L’idea di Ciacco: consegnare il gelato e, insieme, le materie prime

https://www.ciaccolab.it/

È partito bene a Parma, da oggi è attivo anche a Milano: Stefano Guizzetti, il gelatiere titolare di Ciacco, ha deciso di provare qualcosa di diverso. Si è attivato per le consegne a domicilio del suo gelato, ma anche per le materie prime che usa in laboratorio.

Piccoli produttori del parmense

Da sempre legato a piccoli produttori del territorio, Stefano ha deciso di dare loro spazio: non potendo restare aperto, porta lui il gelato ai clienti che lo desiderano. Ma ha elencato, sul suo sito, i prodotti della sua filiera che può consegnare assieme alle vaschette, alle creme spalmabili e ai suoi succhi di frutta. Ci sono i formaggi - parmigiano, robiola, ricotta - due birre artigianali, frutta fresca e caffè.

«Ora è un acquisto programmato»

«Restano attive le consegne con le app di delivery che già avevamo», spiega a Dolcegiornale, «quindi Deliveroo, Glovo e Foodracers su Parma. Se vogliono il gelato, possono contare su quello. Però risulta molto apprezzato l'home delivery fatto in casa: i clienti preferiscono vedere arrivare me, insomma, e il 60% degli incassi ora viene da questo servizio. I pagamenti si possono fare con le carte, con PayPal e Satispay, e io incentivo quelli anticipati solo per una questione di sicurezza igienica, perché azzerano i contatti». Il costo di consegna è di 3 euro, ma diventa gratuita dai 25 euro di spesa in su. «Mi ha colpito una cosa: il gelato è un prodotto da acquisto d'impulso, ma i clienti lo programmano da un giorno all'altro senza problemi, in questa situazione». Quanto all'altra idea, «mi sembrava sensato aprire un canale di vendita in più ai miei fornitori. Questo resta un momento drammatico per tutti, e ogni soluzione per non far dimenticare l'esistenza di realtà piccole e di alta qualità è un bene. A Parma è andato bene nei primi giorni, ora sto partendo su Milano e vediamo come procede». Sempre nella speranza di poter riaprire presto le gelaterie.

Milani racconta online la filiera, la preparazione la degustazione del caffè

Caffè in diretta - La Moka

La sosta forzata di questi giorni per molti baristi come per il cliente finale sono occasioni per frequentare corsi online, aggiornarsi e accrescere le proprie conoscenze. Già si dice che il 2020 sarà l’anno della cucina online in cui cuochi provetti e neofiti ai fornelli, sperimentano nuove ricette, perfezionano quelle più classiche, scoprendo il piacere del fatto in casa, dal pane con il lievito madre alla pasta fresca e molto altro.

Caffè in diretta di MilaniQuando si arriva al caffè, il consiglio di Caffè Milani è di sceglierlo con cura e realizzarlo con attenzione. Per offrire ai propri interlocutori gli strumenti per comprendere a fondo il mondo del caffè e delle sue numerose modalità di trasformazione ha scelto due vie: tre corsi on line e otto rapidi incontri per scoprire le origini e degustare altrettanti caffè della Torrefazione di Lipomo (Como).

Per chi vuole scoprire il cammino dalla pianta alla tazzina è stato messo a punto l’appuntamento settimanale Caffè in diretta, con il brand ambassador Andrea Pinturi. Sono tre gli incontri online su Facebook alla pagina Caffè Milani proposti in diretta dalle 18,00 alle 18,30 per tre martedì:

  • Caffè Milani: germogli di caffè7aprile - La filiera del caffè: le sue specie più note (arabica e robusta), con panoramiche sui luoghi, i metodi di lavorazione, il lungo viaggio in sacchi di iuta attraverso mari e oceani verso i Paesi in cui si svolgono la tostatura, la miscelazione fino al confezionamento;
  • 14 aprile - Moka senza segreti: come utilizzare al meglio uno strumento che la maggior parte degli italiani possiede e utilizza (sempre più spesso la si trova anche al bar), ma spesso in modo errato;
  • 21 aprile - Altri metodi di estrazione: come si utilizzano la french press, il V60, il chemex, lo spettacolare syphon e l’areopress.

Oltre a ciò, la pagina Facebook e il canale YouTube di Caffè Milani propongono tra aprile e maggio la degustazione delle monorigini della linea Puro e di due miscele, prendendo il via dalla presentazione delle terre d’origine, con differenze spesso molto grandi tra loro (basti pensare alle grandi piantagioni in Brasile e i “coffee garden” etiopi), per arrivare alla descrizione della tazza, dall’aroma al gusto al retrogusto. In rassegna le monorigini puro Etiopia, Brasile, Guatemala, Papua, Colombia e le miscele Action Bio, Fine Caffè e Gran Espresso.

Tutti i caffè sono in vendita all’e-shop  https://caffemilanishop.ecwid.com/: la spedizione è gratuita in tutta Italia senza alcun minimo di spesa.

Da Illva Saronno donazione di gel disinfettante al Banco Farmaceutico

Illva Saronno Banco Farmaceutico

Da qualche giorno un carico speciale viene trasportato in diverse aree della Penisola da camion e furgoni in uscita dallo stabilimento di Illva Saronno. Non si tratta del celebre Disaronno, lo storico liquore noto in tutto il mondo, ma di gel disinfettante: il contributo dell’azienda in questo momento di emergenza sanitaria. Illva ha infatti riconvertito parte della sua produzione per realizzare igienizzante per mani. Così ben 100.000 bottigliette formato mignon 50 ml del brand Disaronno sono state trasformate in confezioni tascabili di gel igienizzante e donate alla Fondazione Banco Farmaceutico, una onlus che raccoglie medicinali da donatori e aziende per consegnarli alle realtà assistenziali che si prendono cura delle persone in difficoltà.

Le bottigliette saranno distribuite da Illva e Banco Farmaceutico a nove enti assistenziali che, in tutta Italia, offrono cure e medicine alle persone povere.

«Il nostro know-how è compatibile con le necessità di questo momento di crisi: per noi è dunque un dovere e un piacere mettere a disposizione i nostri impianti produttivi per far fronte a questo terribile momento e dare una mano a chi ne ha più bisogno – ha spiegato Aldino Marzorati, amministratore delegato del Gruppo Illva Saronno -. Il Banco Farmaceutico è il partner giusto per rendere concreto il nostro contributo e supportare attivamente le persone che in questo momento sono costrette a rinunciare a un bene come questo, necessario per la loro prevenzione sanitaria».

Un aiuto a chi è in stato di indigenza

Più nello specifico, le realtà alle quali le confezioni di gel saranno consegnate sono: la Caritas di Roma, di Milano, di Firenze e di Palermo, l’Opera San Francesco per i poveri, la Fondazione Progetto Arca e i Fratelli San Francesco sempre di Milano, il Centro Astalli di Roma e di Palermo, il Banco Farmaceutico Cosenza. Realtà che a loro volta provvederanno a consegnare i gel a chi non può permettersi di acquistare beni di prima necessità, perché si è trovato senza lavoro per via delle restrizioni messe in atto per bloccare il contagio, o perché già si trovava in condizione di indigenza, una situazione di disagio che l’emergenza sanitaria sta aggravando ulteriormente.

Altre confezioni, infine, verranno distribuite al Comune di Saronno, ai comuni limitrofi e ai dipendenti di Illva Saronno.

Birra Menabrea arriva a casa con lo speciale delivery

Birra Menabrea

Una speciale beer delivery per garantire agli italiani il piacere di assaporare una delle loro birre preferite. È l’iniziativa lanciata da Birra Menabrea che ha attivato un servizio di consegna a domicilio delle sue birre. Servizio pensato per placare la sete di gusto dei consumatori della Penisola, in un momento in cui è importante restare a casa, e, al tempo stesso, per sostenere l’attività dell’azienda di Biella e dei suoi dipendenti.

Il servizio, al momento già attivo in diverse aree del Paese, a partire dal Piemonte per proseguire con Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Campania, Sicilia, Toscana e Sardegna, è in continuo aggiornamento, con l’obiettivo di essere esteso al più presto in tutta Italia. A occuparsi della consegna è la rete di distribuzione di Birra Menabrea, che garantisce la consegna in tutta sicurezza nell’arco di 24-48 ore dal momento dell’ordine.

Un'ampia selezione di specialità

Per usufruirne basta semplicemente visitare il sito internet Menabrea, cercare il distributore che offre il servizio più vicino al proprio indirizzo e procedere con l’ordine.

Menabrea Linea 150°
Le birre della Linea 150° di Menabrea

Disponibile un’ampia selezione di specialità dello storico birrificio fondato nel 1846. A partire dalle tradizionali birre della Linea 150°, in bottiglia da 33 cl: Bionda, una premium lager dal gusto peno e raffinato (alc 4,8% in vol); Ambrata, dal gusto moderatamente amaro (alc 5% in vol); Weiss, una birra non filtrata ad alta fermentazione dal sapore delicato e fruttato (alc. 5.2%); Strong, una doppio malto chiara di bassa fermentazione caratterizzata da un piacevole equilibrio di gusti dolce e amaro (alc 8% in vol); Rossa, una doppio malto dal dolce aroma di malto tostato e zucchero di canna sostenuta da un corpo strutturato (alc 7,5% in vol).

A queste si aggiungono la Linea Arte in lattina (33 cl), con la Pils dal gusto leggermente amaro, dato dai pregiati luppoli e dall’aroma floreale (alc 5,2% in vol), e, infine, la nuovissima Non filtrata, ultima novità della casa, dal sapore pieno, corposo con retrogusto morbido (alc 5,2% in vol), in bottiglia da 33 cl.

Dagli elisir ai moderni bitter: un viaggio nella storia degli amari

Fabrizio Tacchi ci porta indietro nel tempo lungo l’affascinante storia degli amari. Quelli che oggi chiamiamo così sono prodotti relativamente recenti, nati solo alla fine dell’800, ma la loro storia è molto più antica, eredi degli elisir conosciuti fin dal medioevo che venivano prodotti con almeno un ingrediente amaro usato in gran quantità a cui si attribuivano straordinarie capacità medicamentose. E che vennero appunto sostituiti, con la nascita della moderna medicina a fine ‘800, nelle farmacie in cui erano venduti, da farmaci e prodotti chimici molto più efficaci nella cura dei malanni. E proprio per non disperdere queste conoscenze secolari, gli amari vennero addolciti con l’aggiunta di zucchero, e usati inizialmente per curare piccoli disturbi digestivi o dell’appetito, per poi spopolare nel secolo seguente come vere e proprie bevande spiritose, fino ad oggi, dove sono diventati una vera e propria molto apprezzata, oltre che diffusa, categoria merceologica. Fabrizio Tacchi ne ripercorre per noi le orme fin dall'ultima parte del X secolo quando con la nascita presso la Scuola medica di Salerno del primo orto botanico della storia con oltre settecento varietà di piante, la traduzione di moltissimi scritti medici arabi e greci diedero vita a nuove applicazioni nel campo dell’erboristica e della distillazione, da lì in poi gli orti botanici sorsero nelle principali città d’Italia, dal Vaticano a Pisa, da Bologna a Firenze nacquero nella penisola, anche grazie ai frati che nei vari monasteri studiavano elisir e tonici,  numerosi centri produttivi liquoristici d’eccellenza che ancora oggi conservano il loro prestigio.

“Ristoacasa”, la vetrina digitale della Fipe, è anche per pasticcerie e gelaterie

Una piattaforma aperta a tutti gli esercizi commerciali che hanno deciso di avviare il servizio di delivery, incluse pasticcerie e gelaterie. Ora possono avere il supporto della startup Ristoacasa.net messa in campo da Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi). Si tratta di una vetrina digitale già attiva e a disposizione di tutti gli esercizi (principalmente ristoranti, ma, come detto, anche bar, gelaterie, pasticcerie) che fornisce agli utenti le informazioni necessarie alla richiesta del servizio di consegna a domicilio e cioè telefono, indirizzo, sito internet, tipologia di offerta e fascia di prezzo. Questo strumento consente di individuare tramite geolocalizzazione tutti i locali che fanno delivery, soprattutto quelli che decidono di gestirlo con i propri mezzi sfruttando le risorse umane aziendali ed evitando, per evidenti ragioni di economicità, di appoggiarsi a fornitori esterni.

Contatto diretto con il locale

Il servizio permette agli utenti di circoscrivere l’area di ricerca dei ristoranti e individuare quelli presenti ad una distanza definita dalla propria abitazione. La prenotazione di un pasto a domicilio, di un gelato o di un prodotto di pasticceria potrà essere effettuata tramite contatto diretto con il ristorante. Tra le imprese della ristorazione tradizionale solo il 5,4% era già in grado, al momento dell’entrata in vigore del blocco delle attività dovuto all’epidemia covid-19, di fornire un servizio di food delivery. Il 10,4% si è subito attivato per svilupparlo. Il 40% dei ristoratori segnala una buona crescita della domanda di cibo a domicilio.

Tra quelli che oggi si dichiarano non interessati al mercato del food delivery, e che pertanto hanno chiuso totalmente l’attività, il 35,5% ritiene di non avere i mezzi necessari per farlo mentre il 64,5% pensa che in questa situazione non sia economicamente sostenibile.

Cambia anche l’approccio dei consumatori al food delivery. Circa il 10% di chi prima non lo utilizzava mai ha iniziato a farlo. Tra quelli che, al contrario, ne hanno ridotto l’uso il 69% preferisce cucinare in proprio; un consumatore su quattro ha timore del contagio e il 14% preferisce risparmiare.Le preferenze dei piatti ordinati vedono nettamente al primo posto la pizza (68%), seguono piatti tipici della cucina italiana (26%) e il classico hamburger con patatine (22%).

«A causa delle misure restrittive in vigore per contrastare l’epidemia da Covid-19, il food delivery è diventato un servizio particolarmente apprezzato dai consumatori e per molti ristoranti è l’unico modo per tenere in piedi l’attività. Il lancio della piattaforma Ristoacasa va proprio in questa direzione», dichiara Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe, «Vogliamo supportare gli imprenditori a sviluppare al meglio il servizio a domicilio, dando visibilità anche a chi per la consegna conta sulle proprie forze, magari impiegando in questo servizio il personale attualmente inutilizzato. Per questo invitiamo tutti gli imprenditori che vedono nel delivery un’opportunità per la propria azienda ad utilizzare sin da subito questo nuovo strumento. Come Federazione sentiamo il dovere di richiamare l’attenzione delle imprese alle misure di sicurezza raccomandate dalle autorità sanitarie in un momento difficile come questo».

Dal lato dei consumatori

La nuova situazione generata dalle limitazioni agli spostamenti cambia in maniera sostanziale l’approccio con il food delivery sia per i fruitori abituali che per quelli saltuari o addirittura per quelli che mai ne avevano fruito. Secondo il Centro Studi Fipe, tra gli utilizzatori saltuari del periodo pre covid-19, il 24% da quando è iniziata la crisi ha fatto ordini almeno 1 o 2 volte, così come il 53% di coloro lo aveva utilizzato solo poche volte. Tra quelli che prima non l’avevano mai utilizzato poco meno del 10% ha iniziato a farlo. Il minor ricorso al food delivery, invece, è essenzialmente dovuto ad un maggiore impegno degli intervistati a cucinare a casa (69%), un consumatore su quattro lo fa per timore del contagio e il 14% per risparmiare. Per quanto riguarda le preferenze sui piatti, tra chi utilizza ancora oggi il food delivery, il 68% ordina soprattutto pizze, il 26% preferisce piatti tipici della cucina italiana e il 22% va sul classico hamburger con patatine. Da questi risultati si evince come il servizio a domicilio sia molto apprezzato dai consumatori e che, data la situazione attuale, il freno principale è il timore per la sicurezza alimentare. Per visitare la piattaforma clicca qui: https://www.ristoacasa.net/  

Un Lucano con: le dirette con i bartender by Lucano e Coca-Cola Hbc

Lucano Coca-Cola Hbc Italia

Scatta ogni mercoledì e venerdì alle 16 l’appuntamento con Un Lucano con, la serie di incontri virtuali con i bartender firmati da Amaro Lucano e Coca-Cola Hbc Italia. Un’iniziativa con la quale le due realtà vogliono offrire agli operatori del mondo dei locali, forzatamente costretti a casa dall’emergenza sanitaria, un momento di approfondimento sulla miscelazione, sulle evoluzioni nel campo beverage e dei locali.

A condurre gli incontri Leonardo Vena, amministratore delegato di Lucano 1894, che in ogni puntata, in diretta sulla pagina Instagram di Amaro Lucano, ospiterà in collegamento uno dei gradi protagonisti della scena mixology. Protagonista dell’appuntamento di venerdì 4 aprile, in collegamento da Dubai (Emirati arabi uniti), Francesco Galdi, global beverage manager del Buddha Bar Group (vi comunicheremo i prossimi appuntamenti in programma appena definita la scaletta).

Ogni incontro offrirà l’occasione per parlare delle nuove tendenze della mixology, raccontare aneddoti su questo mondo, sui suoi grandi maestri e sulla storia dei cocktail. Poiché molti degli ospiti lavorano all’estero, gli incontri permetteranno anche di allargare lo sguardo al panorama internazionale, approfondendo le specificità dei locali nei quali stanno operando e della scena bartending del Paese e come a quelle latitudini si sta vivendo l’attuale momento. Ogni ospite, inoltre, nel corso della chiacchierata, preparerà alcuni cocktail di sua ideazione, a base di uno o più prodotti di casa Vena, a partire ovviamente da Amaro Lucano, tutti distribuiti in esclusiva da Coca-Cola Hbc, e con ingredienti di facile reperibilità: un modo per vederlo all’opera e scoprire l’idea di miscelazione che ne guida la ricerca e il suo metodo di lavoro.

Knam lancia la sfida benefica della Cake’s Anatomy

Ernst Knam cioccolato senorita
Ernst Knam durante il viaggio in Perù alla scoperta dl cacao Senorita

Fioccano le iniziative a favore di ospedali e operatori sanitari, anche nel mondo pasticceria. Lo chef Ernst Knam ha appena lanciato, attraverso i suoi social, una campagna che mira a coinvolgere gli altri colleghi maestri pasticceri. Si chiama Cake's Anatomy Challenge, con l’obiettivo di "addolcire" tutti gli ospedali italiani.

Cake's Anatomy Challenge
Ernst Knam in versione casalinga

«Chi è con me?»

Una volta che la situazione di emergenza attuale sarà affievolita e le condizioni lo permetteranno, Knam regalerà a tutti gli ospedali di Milano una sua creazione formato maxi: una grande crostata al cioccolato Frau Knam Señorita 72, il cioccolato di altissima qualità che lui stesso ha selezionato e importato dal Perù. Nell'annunciare l'idea, Knam ha invitato a partecipare alla challenge i pasticceri di tutta Italia, volti noti e non, chiedendo loro che dolce pensano di portare negli ospedali della loro città.  La "chiamata" è stata indirizzata da Iginio Massari, all'Ampi (Accademia Maestri Pasticceri Italiani) e a Luigi Biasetto, Sal De Riso, Roberto Rinaldini, Leonardo Di Carlo, Pasticceria Martesana, Gino Fabbri Pasticcere, Fabrizio Galla, Luca Montersino, Gianluca Fusto, Davide Comaschi e Emmanuele Forcone.

«Loro salvano vite, noi regaliamo un sorriso»

Ecco l'appello di Ernst Knam: «Di solito, quando in rete qualcosa ha successo e viene seguito da tante persone, si dice che è diventato “virale”. Basta con questa parola. Stiamo imparando tutti che nella vita, quella vera, conta chi combatte ciò che è virale, ogni giorno, per ciascuno di noi. Tutti i giorni accendo la TV, apro la finestra, parlo con persone e mi rendo conto di quanto siamo fortunati ad avere medici infermieri, operatori sanitari, paramedici e tutte le persone che in prima linea rischiano la propria vita per aiutarci a vincere questa guerra contro un nemico invisibile. Io faccio dolci, regalo sorrisi. Loro...loro fanno molto di più, salvano vite. Allora, ho pensato...perché non promettiamo a tutti loro che, appena la situazione ce lo permetterà, che passerà anche, tanto, per merito loro, noi pasticceri proveremo a regalargli qualche sorriso?».

Nardini in campo nell’emergenza con una soluzione igienizzante all’alcol

Nardini soluzione igienizzante

Una soluzione disinfettante per la pulizia delle mani e delle superfici. È il contributo di Nardini per fronteggiare l’emergenza sanitaria. La distilleria più antica d’Italia, è stata fondata nel 1779 a Bassano Del Grappa, ha infatti deciso di convertire una delle linee di produzione dei suoi rinomati distillati alla produzione di una soluzione igienizzante a base di alcol etilico a 79 gradi, acqua e aromi naturali ottenuti dagli oli essenziali utilizzati per la preparazione del suo celebre liquore Acqua di Cedro.

Efficace per eliminare virus e batteri che si depositano sulle tutte le superfici e sulle mani, e quindi per prevenire il contagio da Coronavirus, la soluzione viene prodotta in formato tascabile nebulizzabile, con i primi lotti donati all’ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa e all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, territori dove l’azienda ha, rispettivamente, il quartier generale e il principale stabilimento di distillazione.

L’alcol igienizzante verrà donato anche all’Associazione nazionale Alpini per l’ospedale da campo di Bergamo, città particolarmente colpita dal suggello, a sigillare il legame tra l’azienda e il corpo degli Alpini. Un legame centenario che risale al periodo della Grande Guerra, combattuta per lo più tra le montagne del veneto, Trentino e Friuli, quando la grappa bianca di Nardini era diventata per le truppe alpine n vero e prezioso bene di conforto.

La soluzione nel formato tascabile da 10 cl, inoltre, verrà data in omaggio a tutti gli ordini effettuati online attraverso la piattaforma e-commerce di Nardini a partire da venerdì 3 aprile e fino a esaurimento delle scorte.

 

Essity dona mascherine e tute protettive alle strutture sanitarie toscane

Essity_Tork emergenza sanitaria

Anche Essity si aggiunge all’elenco, sempre più numeroso, delle aziende che non vogliono far mancare il loro contributo a favore di chi è impegnato nel fronteggiare l’emergenza sanitaria. La multinazionale svedese, tra i maggior gruppi mondiali nei settori dell’igiene e della salute e attiva nel canale horeca in particolare con il brand Tork, specializzato nell’offerta di prodotti e servizi per la pulizia professionale, ha annunciato una donazione di 51.600 dispositivi di protezione individuale alla Toscana. Regione, questa, dove il gruppo è presente con una sede legale e amministrativa ad Altopascio, in provincia di Lucca, e tre stabilimenti situati sempre ad Altopascio, a Porcari (Lucca) e a Collodi.

La donazione include mascherine, tute protettive, guanti, camici, occhiali e visiere per protezione facciale, presidi indispensabili per garantire la sicurezza degli operatori sanitari impegnati nel contrasto del contagio, ma che nel nostro Paese scarseggiano. I dispositivi saranno messi a disposizione di Regione Toscana che li fornirà alle varie strutture ospedaliere del territorio e all’Ospedale San Luca di Lucca.

Inoltre, Essity ha deciso di donare alla Croce Verde di Lucca oltre 1200 mascherine e un sistema di sanificazione per le ambulanze utilizzate dai volontari che operano nei comuni della lucchesia.

Prodotti e fondi anche alla lombardia

In aggiunta, il gruppo ha effettuato una donazione di 20.000 euro a Regione Lombardia, a sostegno degli ospedali del territorio, territorio nel quale è presente con i propri uffici commerciali di Legnano (Milano) e si è impegnata e sta predisponendo una ulteriore donazione di prodotti essenziali per l’igiene e la salute da destinare al nuovo ospedale Covid-19 appena inaugurato presso la Fiera di Milano, che a breve comincerà a ospitare i primi pazienti affetti dal contagio.

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