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Salsa di peperoni D’Amico, il nuovo dressing per piatti e stuzzichini

Salsa di peperoni D'amico

Si arricchisce di una nuova referenza la linea Pesti e salse di D’Amico. È la Salsa di peperoni, nuova specialità lanciata dall’azienda campana, specializzata nella produzione di conserve alimentari, per stuzzicare la curiosità e il gusto dei clienti che tornano a frequentare i locali con nuove gustose proposte per l’aperitivo e la pausa pranzo.

Composta con peperoni gialli e rossi grigliati e amalgamati con olio di girasole, si caratterizza per lo stuzzicante contrasto tra il gusto dolce delle sue materie prime e la leggera nota piccante regalata alla ricetta dall’aggiunta di peperoncini, per il colore arancio intenso e l’aspetto cremoso caratteristico dei pesti.

Qualche idea per il servizio

Proprietà che la rendono perfetta per completare piatti e stuzzichini. Per esempio, può essere utilizzata come condimento per torte salate, panini, bruschette, ma anche per preparazioni più elaborate, ma sempre pratiche e veloci da realizzare anche al bar, come quelle suggerite dagli chef D’amico. Un esempio sono gli Asparagi con salsa soffice ai peperoni e crostini di pane caldo, da preparare semplicemente lessando gli asparagi con sale e, dopo averli abbattuti velocemente con acqua e ghiaccio, condendoli con olio extravergine d’oliva, aceto di vino bianco e prezzemolo tritato e poi con la Salsa di peperoni, aromatizzata con un filo di extravergine e del timo fresco tritato, e poi mescolata con un po’ di panna montata. Il piatto si completa con del pane tagliato a crostini e tostato con olio e uno spicchio di aglio.

Altro suggerimento semplice e veloce da fare, ma di grande effetto, è una Burratina con zucchine e melanzane su salsa di peperoni, olive leccine, aceto balsamico e tarallo al finocchietto sbriciolato. Si prepara scottando le zucchine e le melanzane, tagliate a tocchetti con un filo di extravergine e aglio, aggiungendo un pizzico di sale e di pepe e, a fine cottura, del basilico fresco spezzettato con le mani. A questo punto le verdure si sistemano al centro del piatto, adagiandovi sopra la burratina e aggiungendo tutto intorno la Salsa di peperoni. Infine, si mettono le olive, si sbriciola sul tutto il tarallo al finocchietto e si guarnisce con gocce di glassa aceto balsamico e foglie di basilico.

La nuova referenza, disponibile in vasetto di vetro da 130 g, amplia la gamma Pesti e salse di D’Amico che comprende Pesto alla genovese (anche nella versione sensa aglio), Pesto con pomodori secchi, Salsa tartufata, Pesto di carciofi, Pesto di olive nere e Pesto di pistacchio.

Esclusivi blended High West distillati nelle Montagne Rocciose

Gamma blended whiskey di High West Distillery, Utah
Gamma blended whiskey di High West Distillery, Utah

Distribuiti da Compagnia dei Caraibi, i blended whiskey American Prairie Bourbon e Double Rye! si aggiungono ai già noti Rendezvous Blended Rye Whiskey e Campfire Blended Whiskey di High West Distillery, Utah (Usa).

Diventato nel 1896 il 45° Stato Usa, lo Utah è famoso per i grandi deserti e le Montagne Rocciose, ma anche per essere abitato dalla numerosa comunità cristiana dei Mormoni. Terra di cacciatori e minatori, in Utah nel 1870 si potevano contare oltre 37 distillerie.

Questa tradizione è stata ripresa e rinvigorita nel 2006 per opera dei coniugi David e Jane Perkins, lui un valente biochimico, lei figlia di distillatori (Rochester Distilling, NY). Dopo una visita in una distilleria in Kentucky, i coniugi Perkins si innamorarono dell'atmosfera western che vi si respirava e decisero di aprire un loro impianto in tema, dedicandolo ai rye whiskey e ai loro blended.

Nasce così il primo impianto High West Distillery, allestito nella città di Old Town Park City, a 2.100 metri di altezza, nella catena delle Rocky Mountain, al centro di una importante riserva naturale, prima distilleria legale a essere autorizzata dalla fine del Proibizionismo americano degli Anni Trenta. La capitale Salt Lake City si trova a soli 40 minuti di auto lungo la statale US 80.

Realizzata quasi interamente in legno, la prima distilleria sorge accanto a un saloon e ristorante ricavato dal recupero di una vecchia scuderia poi trasformata in The National Garage agli inizi del Novecento, ancor oggi show room dell’azienda. Nel 2015 è stata inaugurata la nuova, grande e moderna distilleria nella vicina città di Wanship nelle Wasatch-Uinta Mountains.

Insieme con il master distiller Brendan Coyle, i coniugi Perkins hanno messo a punto una gamma di 4 referenze d'alta qualità, privilegiando la distillazione di whiskey di segale (più quella di altri cereali) ispirata al mondo dei pionieri del Far West, a cominciare dalle iconiche bottiglie in vetro da 70 cl con etichetta old style di Aucutt Design e dallo storico impianto da 250 galloni con bollitore in rame che consente la produzione solo in piccoli lotti.

Schede prodotti High West
Distribuiti da Compagnia dei Caraibi, i nuovi blended whiskey American Prairie Bourbon e Double Rye! si aggiungono ai già noti Rendezvous Blended Rye Whiskey e Campfire Blended Whiskey di High West Distillery, Utah.

Rendezvous Blended Rye Whiskey è stato il primo prodotto della gamma, un blend di straight rye whiskey con un’alta percentuale di rye utilizzato (80-95%) lungamente invecchiati, dai 5 ai 18 anni in botti di rovere bianco (46° alc). Presenta note di cannella, chiodi di garofano e melassa, con sentori di speziati e di frutta candita. Da degustare liscio a 16-18 °C con uno splash di soda o cubetti di ghiaccio oppure in cocktail classici come Manhattan, Old Fashioned e Sazerac. Prende il nome da Mountain Man Rendezvous, una volta periodico incontro annuale dei cacciatori e minatori dello Utah, in seguito diventato lo storico West Whiskey Festival.

Campfire Blended Whiskey è ricavato dall’assemblaggio di bourbon, rye e peated whisky (torbato) con invecchiamenti che vanno dai 4 agli 8 anni (46° alc). La dolcezza del bourbon si arricchisce con il sentore speziato del rye e con un finale leggermente affumicato (da cui il nome Campfire ovvero bivacco). Da bere liscio con aggiunta di uno splash di soda a 16-18 °C o con un cubetto di ghiaccio, oltre come ingrediente di vari cocktail.

Double Rye! È un blend di due straight rye whiskey invecchiati da 3 a 7 anni (46° alc). Il profilo gustativo si caratterizza per forti (doppi) sentori piccanti di cannella, chiodi di garofano, eucalipto, anice e noce moscata, oltre che erbacei e di menta. Perfetto da mescolare nei cocktail, la sua ricchezza aromatica gli permette di essere assaporato anche liscio a 16-18 °C o con ghiaccio.

American Prairie Bourbon prende il nome da American Prairie Reserve, un progetto che punta a creare la più grande riserva faunistica dedicata al mondo della prateria americana, 5mila miglia quadrate riservate ad animali come bisonti e antilopi pronghorn (in etichetta), al quale High West partecipa donando il 10% del ricavato del suo prodotto a tema. Blend di due straight bourbon invecchiati da 3 a 13 anni provenienti da distillerie di Indiana e Kentucky, presenta un profilo gustativo caratterizzato da note di mais dolce, frutta tropicale, torrone alla vaniglia, con un finale di miele (46° alc). Da gustare liscio o in cocktail.

#iotidovoce: Bargiornale intervista Giorgio Borrelli

Ai nostri microfoni risponde Giorgio Borrelli, titolare con la moglie Valentina, del Caffe Valentina di Cagliari. Artista del panino nel 2016 e autore di libri, Giorgio è un vero Maestro del panino. In questo periodo è stato tra i primi professionisti in Italia ad attivare un servizio di Delivery. Che, dice, rimarrà anche in seguito.

Ecco la nostra intervista

The Bartender’s Manual (Revised Edition) di Theodore Proulx, 1888

Theodore Proulx

Di Theodore Proulx, autore del manuale, non abbiamo, se non pochissime, informazioni: di origine canadese, nasce a Montreal 11 Agosto del 1861 per poi traferirsi a Chicago dove si laureerà in legge, al Chicago College of Law, nel 1890. Questo è tutto quello che è possibile ricavare da alcuni vecchi quotidiani e testi che citano e danno testimonianza di un certo avvocato Theodore Proulx nella capitale dell’Illinois tra il 1890 e il 1900 circa. Quello che sappiamo per certo invece è che all’eta di 27 anni, precisamente nel 1888, pubblica il suo ricettario dal titolo “The Bartender’s Manual”, una versione aggiornata di un manuale; il primo, che riscosse sicuramente consensi ma di cui ad oggi, almeno per il momento, non si hanno tracce.
Nonostante l’età, questo manuale è uno dei pochi testi che, prendendo in considerazione alcuni aspetti della professione del “Bartender” e di chi intraprende questo mestiere, si possa definire ancora, ad oggi, attuale in aspetti che potrebbero apparire scontati ma non lo sono. Argomenti che vengono messi in luce nelle pagine iniziali come anche nel paragrafo dedicato ai “Suggerimenti e Osservazioni”.
Interessanti sono inoltre le righe dedicate alla vocazione del bartender: un breve paragrafo dove sotto il nome di “where bartenders spring from” dove sono illustrati aspetti che pur facendo parte dell’esperienza diretta vissuta dall’ autore, sono in un certo senso sono esemplificativi del percorso anche di molti altri bartenders.
Il manuale contiene un centinaio di ricette tra cui lo Champagne Cocktail e il Mint Julep, per citarne un paio, ma viene ricordato soprattutto per essere uno delle prime testimonianze a contenere tracce sull’ Old-Fashioned e sul Martini cocktail. All’interno dello stesso è inoltre presente una sezione dedicata alle bevande miscelate sotto il nome di “Medical Drinks” e cioè miscele da consumarsi per alleviare fastidi quali il mal di testa o il mal di stomaco.
Ultima curiosità, il manuale riporta al suo interno due drink rispettivamente dal nome “Champagne Bowl Punch” di Harry Stiles, collega e veterano di Theodore Proulx e il “Jim Gore Punch” che prende invece il nome da uno dei fondatori di “Chapin & Gore”: il Salone di prima classe in cui l’autore esercitò la sua professione.
Un manuale dunque da leggere.
Il Bibliotecario

Titolo: The Bartender’s Manual (Revised Edition)

Autore: Theodore Proulx.

Pubblicazione: 1888

Stampato da: The J.M.W. Jones Stationery & Printing Co., Chicago

Numero di pagine pdf: 60

Lingua: Inglese

Peso: 14,2 Mb

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Prezzo del caffè al bar, in tazza si vuole un espresso o caffeina calda?

Erogazione espresso

La riapertura dei locali è stata in molti casi accompagnata da un incremento del costo della tazzina. Si tratta di un passo da tempo auspicato a causa dei margini minimi (stimati in 10-15 centesimi a tazza) a fronte di un prezzo medio nazionale di 1 euro (dato Fipe-dicembre 2019). A questa che ormai è una vera emergenza, si sono uniti i costi legati alle nuove dotazioni (disinfettanti, barriere, materiale da asporto) che la riapertura ha imposto; da qui un aumento che ha toccato punte massime di 2 euro a Milano, 1,70 a Firenze, 1,50 a Roma e 1,20 a Genova: rincari che numerosi consumatori considerano ingiustificati e hanno denunciato al Codacons, il cui presidente, Carlo Rienzi, ha dichiarato: «È un vero e proprio scandalo che commercianti ed esercenti scarichino i mancati guadagni e i maggiori costi legati al coronavirus sui consumatori finali».

Un annuncio di Codacons
Un annuncio di Codacons

Insomma; il cliente vuole bere un espresso, ovvero il risultato finale di una lunghissima filiera i cui costi sono fermi ormai da anni, o una tazzina di “caffeina calda”?

Gli operatori hanno risposto con toni anche molto duri, purtroppo in ordine sparso. Iei-Istituto Espresso Italiano attraverso il suo presidente Luigi Morello,  afferma «Rienzi, prima di dire se il caffè è troppo caro dovrebbe informarsi sull'origine del prodotto e sulle le condizioni di servizio, visto che in Italia il caffè al banco è storicamente tra i più economici in Europa e il margine sulla tazzina in questi anni si è notevolmente ridotto: parlare di rincari in modo generico è pura demagogia». Il problema è che con un prezzo che non garantisce margini adeguati viene bloccato lo sviluppo dell’intero settore, a cominciare dal barista che non ha risorse da investire per innovare la propria attività, per formare se stesso e i collaboratori, per fornire un servizio migliore al cliente. Ma di nuovo ne risente l’intera filiera; non bisogna dimenticare che in molti paesi produttori i coltivatori vivono in condizioni di assoluta povertà.

Logo Iei
Logo Iei

Tra l’altro la posizione del Codacons, seppure supportata da alcune segnalazioni, non trova conferma su base generale: proprio un sondaggio condotto dall'agenzia internazionale YouGov per conto dell'Istituto Espresso Italiano a inizio maggio ha evidenziato la volontà degli italiani di premiare con un prezzo maggiore i baristi che investiranno in qualità migliore e applicheranno con zelo le norme di sicurezza.

Il prezzo di una tazzina di Espresso in Europa. Il prezzo di un espresso in Italia è tra i più bassi in Europa. In Nord Europa si va da 2,36 a 3,00 euro, in Austria e in Germania tra 1,75 e 1,90, in Francia 1,60, in Spagna 1,39, in Russia e in Polonia 1,50 e in Grecia e in Romania 1,30.

Da Prezioso Allestimenti sistemi divisori su misura per riaprire in sicurezza

divisori Prezioso Leonardo

Con il Dpcm del 17 maggio il governo ha dato il via libera alla riapertura delle attività del fuoricasa, prevedendo però una serie di misure per garantire la piena sicurezza di clienti e personale. Misure, in particolare quelle per assicurare il distanziamento interpersonale, fondamentale per evitare e prevenire ogni possibilità di contagio, che richiedono un ripensamento dell’architettura degli stessi spazi dei locali. A dare una mano ai gestori a raggiungere questo obiettivo ha provveduto Prezioso Allestimenti, specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni espositive e d’arredo su misura, con una proposta di moduli divisori pensati per soddisfare in pieno le nuove esigenze del mondo del fuoricasa.

Soluzioni made in Italy che abbinano all’estrema cura del design un elevato livello di personalizzazione e una facilità di installazione che le rende facilmente implementabili in ogni locale, senza alcun intervento di personale specializzato.

Scegliere la qualità: il vetro

Ma la grande peculiarità della gamma di soluzioni dell’azienda di Novate Milanese (Milano), che la differenzia dalla stragrande maggioranza delle proposte concorrenti, è che hanno il vetro come materiale primario: un materiale ecologico, in quanto riciclabile praticamente all’infinito, resistente e duraturo nel tempo ed estremamente facile da pulire e igienizzare. Una scelta insomma, che unisce eleganza, praticità e sostenibilità, rispetto all’impiego di materiali plastici, che con il lavaggio si rigano, perdono colore con il passare del tempo e più difficilmente smaltibili.

La soluzione ad hoc per ogni locale

La gamma di divisori è proposta in tre differenti linee di design, Rey, Nyla e Arya, in modo da consentire al gestore di scegliere quella che meglio si adatta all’estetica del suo locale, composte dai medesimi elementi modulari e da una serie di elementi accessori che consentono di trovare la soluzione ad hoc per ogni situazione.

Prezioso Leonardo divisori tavoloPiù nello specifico, ogni collezione comprende sia divisori da tavolo autoportanti, con pannello in vetro temperato e supporto in legno, sia piani in appoggio da collocare sul piano esistente, con fresata nella quale viene inserito il pannello in vetro (soluzione questa ideale anche per poter continuare a utilizzare un tavolo la cui superficie si sia danneggiata). Queste soluzioni possono essere fornite con diverse configurazioni: pannello laterale, centrale o entrambi.

A questo si aggiungono i divisori laterali, sempre con pannello in vetro temperato e sostegno in legno dotato di aggancio laterale alla parte inferiore del tavolo e facilmente asportabile grazie alle cerniere a incastro, e i divisori da cassa in vetro temperato con apposita fessura passamoneta nella parte inferiore e sostegno in legno.

Cura del particolare e massima personalizzazione

Completano le collezioni le pareti divisorie autoportanti, interamente in legno, perfette per creare dei separé da utilizzare per separare i tavoli tra loro, delimitare alcune aree o creare percorsi all’interno del locale, e le colonnine igienizzanti, totem disinfettanti in legno (h 150 cm) dotati di dispencer automatico di gel igienizzante, da posizionare, come richiede la normativa, in vari punti del locale, in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici. Pareti divisorie e totem sono inoltre dotati di basamento in legno con ruote che permettono di spostarle senza fatica.

Prezioso leonardo totem dispencer igienizzanteNel mettere a punto la sua linea di sistemi, Prezioso Allestimenti non ha trascurato anche modalità di vendita come il take away, destinata ad assumere un peso maggiore nel bilancio di un locale, sviluppando una soluzione ad hoc. Questa è composta da una struttura protettiva verticale in legno (per esempio 80 x 30 x 190 cm), con ruote orientabili frenanti e con pannello in vetro nella parte superiore, dotato di fessura per il passaggio del cibo da asporto.

Ma la proposta per l’azienda, oltre che per varietà e qualità, spicca anche per la massima possibilità di personalizzazione per quanto riguarda misure, finiture, colori e decori. Basamenti, piani e pareti, per esempio, possono essere forniti con finitura legno o laminato nelle più diverse colorazioni, oppure possono essere arricchite con tappezzeria o con la grafica a scelta del cliente, o sfruttati per veicolare messaggi pubblicitari o informazioni.

Per visualizzare il catalogo completo clicca qui

Per informazioni:

progetti@preziosoallestimenti.com

Tel. 023561447

Pubblicato il Decreto Rilancio: le misure per il fuoricasa

Decreto Rilancio
Foto di loufre da Pixabay

Il Decreto Rilancio (decreto legge 24 del 19 maggio 2020) è realtà. Il provvedimento messo a punto dal governo, dopo la firma del Presidente della Repubblica Sergio Matterella, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale (supplemento ordinario n. 21/L alla Gazzetta ufficiale n. 128 del 19 maggio 2020) ed è finalmente entrato in vigore.

Un decreto importante, in quanto nei suoi 266 articoli contiene le misure a sostegno di imprese, lavoratori, professionisti e famiglie per contrastare la crisi economica generata dall’emergenza sanitaria. Misure che mobilitano oltre 55 miliardi di euro e che vanno dallo stop alla prima rata dell’Irap per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato al bonus per le partite Iva, dalla proroga degli ammortizzatori sociali, con altre 9 settimane di cassa integrazione, agli aiuti a fondo perduto per le piccole aziende, dal bonus sulle bollette alla proroga delle scadenze fiscali, dal credito d’imposta per gli affitti e molto altro. Vediamo più in dettaglio quelle che riguardano più direttamente il mondo del fuoricasa.

Sostegno alle imprese 

Tra le principali misure immediate previste a sostegno di imprese e degli altri operatori economici con partita Iva, lavoratori autonomi e professionisti colpiti dall’emergenza sanitaria:

Contributo a fondo perduto

Il provvedimento riconosce un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita Iva, con fatturato nel 2019 inferiore a 5 milioni di euro. Il contributo spetta se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 è stato inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato/corrispettivi. L’ammontare del contributo è determinato in percentuale rispetto alla differenza riscontrata, con un importo minimo riconosciuto pari a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche, ovvero:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi nel 2019 non superiori a 400.000 euro;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi sopra i 400.000 euro e fino a un milione di euro;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro e fino a 5 milioni di euro.

Il contributo non concorrerà alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e sarà erogato, nella seconda metà di giugno, dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al beneficiario;

Cancellazione saldo e acconto Irap

Il decreto ha previsto l’esenzione dal versamento del saldo dell’Irap dovuta per il 2019 e della prima rata, pari al 40%, dell’acconto Irap dovuta per il 2020 per le imprese con un volume di ricavi fino a 250 milioni e i lavoratori autonomi con un corrispondente volume di compensi. Resta però l’obbligo del versamento degli acconti per il periodo di imposta 2019.

Credito imposta per i canoni di locazione

Riconosciuto un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione per i mesi di marzo, aprile e maggio per tutti gli immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività imprenditoriale per le imprese con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente e che abbiano riscontrato una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% nel mese di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019. Alle strutture alberghiere spetta indipendentemente dal volume di affari registrato sempre nel 2019.

La misura del credito sarà, invece, pari al 30% dei relativi canoni in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività imprenditoriale.

Il credito d’imposta è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione, successivamente all’avvenuto pagamento dei canoni, e non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive. Il credito d’imposta può anche essere ceduto al locatore o al concedente o ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

La misura non è cumulabile con il credito d’imposta di cui all’art. 65 del Decreto Cura Italia.

Esenzione prima rata Imu

Il Decreto Rilancio ha cancellato l’acconto Imu, quota-Stato e quota-Comune, in scadenza il prossimo 16 giugno per gli alberghi e gli stabilimenti balneari, a patto che proprietario e gestore coincidano.

Taglio alle bollette elettriche

È stata prevista la riduzione della spesa sostenuta per le utenze elettriche non domestiche connesse in bassa tensione per i mesi di maggio, giugno e luglio. Il taglio passa attraverso una rimodulazione, da parte dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) delle voci delle componenti fisse, come “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema”.

Agevolazioni dehors

La normativa ha introdotto una serie di agevolazioni per le concessioni del suolo pubblico in favore dei pubblici esercizi. Nello specifico, dal primo maggio e fino al prossimo 31 ottobre è stata prevista

- l’abolizione del pagamento della Tosap e Cosap per le autorizzazioni e concessioni in essere;

- le domande di nuove concessioni per l’occupazione di suolo pubblico o di ampliamento delle superfici già concesse possono essere presentate per via telematica, allegando solo la planimetria, con esenzione dell’imposta di bollo;

- ai soli fini di assicurare il rispetto delle misure di distanziamento connesse all’emergenza da Coronavirus, la posa in opera temporanea di dehors, elementi di arredo urbano funzionali all’attività di ristorazione, ecc. posti su aree di interesse culturale o paesaggistico non è subordinata alle autorizzazioni di cui agli artt. 21 (che riguarda gli interventi soggetti ad autorizzazione) e 146 (relativo alle autorizzazioni attinenti la gestione dei beni soggetti a tutela) del D.Lgs. n. 42/2006 e non è soggetta al limite temporale di 90 giorni previsti dall’art. 6, comma 1, lett. e-bis del Dpr 380 del 2001;

Crediti d’imposta per adeguare e sanificare gli ambienti e per l’acquisto di dispositivi di protezione

Per sostenere e incentivare l’adozione di misure legate alla necessità di adeguare i processi produttivi e gli ambienti di lavoro il Decreto ha previsto alcune agevolazioni a favore degli esercenti attività d’impresa:

  • credito d’imposta pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 (fino a massimo 80.000 euro) per gli interventi necessari a far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del Covid-19 che riguardano l’adeguamento degli ambienti, come, tra le varie, l’acquisto di arredi di sicurezza, apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti o dei clienti;
  • credito d’imposta pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 (fino a massimo 60.000 euro) per la sanificazione degli ambienti, l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi ecc.), di prodotti detergenti e disinfettanti, di altri dispositivi di sicurezza, come termometri, termoscanner, tappeti, vaschette decontaminanti e igienizzanti. Stesso incentivo interessa anche l’acquisto di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, come barriere e pannelli protettivi.

Misure in materia di lavoro

Presenti nel Decreto Rilancio anche misura in tema di lavoro. Eccole:

Fondo d’integrazione salariale

La norma ha previsto ulteriori nove settimane di assegno ordinario, oltre alle nove già previste dal Decreto Cura Italia per sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Inoltre, è stato nuovamente introdotto l’obbligo di consultazione sindacale preventiva necessario alla presentazione della domanda di integrazione salariale.

La fruizione delle nove settimane aggiuntive di assegno ordinario, erogato dal Fondo d’integrazione salariale, è così articolata:

- cinque settimane fruibili entro il 31 agosto 2020 per i soli datori di lavoro che abbiamo interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di nove settimane;

- quattro settimane fruibili per i periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020.

Per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi e spettacolo è possibile usufruire delle predette quattro settimane anche per periodi precedenti il 1° settembre 2020.

Cassa integrazione in deroga

Allo stesso modo è stata articolata la fruizione delle nove settimane aggiuntive di integrazione salariale, ovvero:

- cinque settimane fruibili entro il 31 agosto 2020 per i soli datori di lavoro che abbiamo interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di nove settimane;

- quattro settimane fruibili per i periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020.

Anche in questo caso, per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi e spettacolo è possibile usufruire delle predette quattro settimane anche per periodi precedenti il 1° settembre 2020.

Per quello che riguarda, le imprese che occupano fino a 5 dipendenti, permane la non obbligatorietà dell’accordo sindacale che è, invece, obbligatorio per le aziende che occupano almeno 5 dipendenti.

Per le aziende che rientrano nel campo d’applicazione della cassa in deroga e hanno unità produttive/operative in almeno cinque tra regioni e province autonome la domanda di cassa integrazione deve essere inoltrata al ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Congedi per i dipendenti

Fino al 31 luglio 2020, e per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a 30 giorni, i genitori lavoratori dipendenti hanno diritto a fruire, per i figli di età non superiore ai 12 anni di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50% della retribuzione. Inoltre, è stato esteso ai genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori di 16 anni il diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l'infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza corresponsione di indennità.

Sospensione dei licenziamenti

È stato esteso a cinque mesi, a decorrere dal 23 febbraio 2020, il termine previsto dal decreto-legge Cura Italia entro il quale sono vietati i licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e quelli collettivi e sono sospese le procedure in corso.

Sorveglianza sanitaria

Fino alla data di cessazione dello stato di emergenza per rischio sanitario sul territorio nazionale, i datori di lavoro assicurano la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori più esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio dovuta a immunodepressione, anche da patologia Covid-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità.

Nuove indennità per i lavoratori

Il Decreto Rilancio ha previsto anche nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza sanitaria. Nello specifico:

  • per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell'Assicurazione generale obbligatoria già beneficiari per il mese di marzo dell’indennità, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è prevista un’indennità pari a 600 euro per il mese di aprile 2020;
  • per i lavoratori dipendenti e autonomi che a seguito dell’emergenza sanitaria hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro (lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori intermittenti, lavoratori autonomi, lavoratori a domicilio) è prevista un’indennità per i mesi di aprile e maggio 2020, pari a 600 euro per ciascun mese;
  • ai lavoratori dello spettacolo che hanno i requisiti previsti dal Decreto Cura Italia, è erogata una indennità di 600 euro per ciascuno dei mesi di aprile e maggio 2020.

Lavoro agile

Per agevolare la conciliazione di lavoro e famiglia, fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria, i genitori lavoratori dipendenti che hanno almeno un figlio minore di anni 14 potranno svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali.

Proroga o rinnovo di contratti a termine

Il decreto permette il rinnovo o la proroga, fino al 30 agosto 2020, dei contratti di lavoro subordinato a tempo determinato in essere, anche in assenza delle causali previste dalla normativa vigente.

Decreto Rilancio

I cinque fattori chiave della ripresa

ripresa
Foto di Pexels da Pixabay

Sono cinque gli elementi che hanno caratterizzato il comportamento di consumo fuori casa in Cina durante la ripresa. Elementi che, secondo The Npd Group, rappresentano delle utili bussole per capire cosa succederà nelle prossime settimane anche da noi. Eccoli:

  1. Crescono i consumi individuali più di quelli di gruppo.
  2. Colazione e pranzo guidano la ripresa.
  3. Restano importanti fiducia e fedeltà.
  4. Continua il momento favorevole di delivery e take away.
  5. Torna a crescere la sensibilità al prezzo.

Ripresa a tre velocità

La multinazionale specializzata in ricerche di mercato ha individuato tre fasce in cui collocare le occasioni di consumo, in funzione della loro presumibile reattività alla ripresa:

ripresa
Matteo Figura di The Npd Group Italia

«Stimiamo che a riprendere per prime e più velocemente saranno le colazioni settimanali, i pranzi individuali e gli snack pomeridiani, questi ultimi però non consumati in loco - spiega Matteo Figura, responsabile della divisione Foodservice di The Npd Group Italia -. Sono queste le occasioni di consumo su cui suggeriamo di puntare in questa fase iniziale. Prevediamo una ripresa più lenta per colazioni e snack nei fine settimana, le cene individuali e i consumi serali dopo cena non in loco».

Ultimi a ripartire, secondo Figura, saranno pranzi e cene familiari, snack pomeridiani e consumi serali all'interno dei locali.

Nuove strategie da mettere in pista

Figura individua una serie di parole chiave su cui sarà fondamentale puntare per favorire la ripresa. Sono un mix di tecnologia e rapporto umano: digitalizzazione, promozioni e premi, fiducia e fedeltà, salute e benessere.

«Suggeriamo di continuare a puntare sul delivery, investendo nell'evoluzione digitale: non solo con le App per la presa delle consegne, ma anche per sviluppare modalità tipo "click&collect" o per la collocazione di totem dove i clienti possono ordinare presso il punto vendita».

Qualità e sicurezza saranno parole fondamentali, un binomio imprescindibile. «Una delle chiavi per invogliare i clienti a tornare e a spendere sarà la capacità di fornire esperienze di lusso accessibile».

«Il percorso verso la nuova normalità sarà lungo - conclude l'esperto -: è importante che nel frattempo si definiscano nuove strategie di ricrescita e ci si prepari in vista della ripresa».

Come creare un buon team nel locale

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Condivisione, insieme, accomunati: tre parole con cui in queste settimane ci siamo dovuti confrontare spesso. Condivisione di destini e di difficoltà, ma anche di spazi e di affetti. Vissuti insieme ad altri. Accomunati da un tempo sospeso da costruire e da inventare.
Tempo utile, oltre che indispensabile, per pensare, progettare e programmare la ripartenza. Che molti invitano a considerare come una nuova partenza.
Con il proprio team, il cui contributo sarà fondamentale per creare quel clima speciale e inedito - un mix di sicurezza e calore umano - che permetterà di riguadagnare più velocemente la fiducia dei clienti. Come valutate la vostra squadra? Da Champions League, né carne né pesce o da zona retrocessione?

Abbiamo chiesto a Maurizio Papa, creatore del metodo Time to Lead, come fare per trasformare il proprio team di collaboratori in una squadra da scudetto. «Come sanno bene gli allenatori - spiega - non basta mettere insieme le persone per formare una squadra, né è sufficiente dire a ognuno cosa deve fare. Un gruppo di persone che lavorano insieme non sono necessariamente una squadra».

Maurizio Papa, creatore metodo Time to Lead

Papa sottolinea un equivoco di fondo in cui spesso si cade nella scelta dei collaboratori: «Li assumiamo in base alle competenze e poi li valutiamo per i loro valori: puntualità, educazione, rispetto ecc.». Vista dalla prospettiva dei collaboratori: «Ognuno sceglie il posto di lavoro per ragioni proprie, spesso legate alla necessità di dover lavorare. Per creare una squadra occorre portarli a lavorare per la soddisfazione di farlo».
Non con un colpo di bacchetta magica. O meglio: non abbiamo notizie dell’esistenza in commercio di esemplari in grado di produrre un simile effetto, ma se dovessimo scoprirli vi avviseremo per primi.

I quattro bisogni fondamentali

Papa propone un percorso a tappe, che parte dalla soddisfazione di quattro bisogni fondamentali: sicurezza, variabilità, importanza, condivisione.

«La sicurezza è legata al luogo di lavoro, allo stipendio, alla mansione, alla fiducia nel datore di lavoro, nel capo, nei colleghi. Senza sicurezza, le persone si demotivano, restano sulla difensiva e si orientano al compito e non al risultato. La sicurezza, invece, promuove un ambiente sereno e un comportamento collaborativo».
Papa però mette in guardia dalla troppa sicurezza: «Si rischia la monotonia, la noia, il dare per scontato. Ecco allora che va mescolata con una certa dose di variabilità, che significa nuove sfide, obiettivi da raggiungere, abilità da imparare e mettere in pratica, responsabilità precise da portare avanti».
Sicurezza e variabilità devono essere tra loro in equilibrio: «Troppa sicurezza crea un ambiente tipo “ufficio postale”, troppa variabilità rende l’ambiente nervoso e stressante».

Il terzo bisogno chiave è l’importanza: «Ogni persona ha bisogno di essere considerata, che gli venga attribuito il merito di un miglioramento e abbia il riconoscimento dei risultati ottenuti. Se mancano questi elementi, l’effetto è pensare “chi me lo fa fare?” o sviluppare comportamenti polemici, negativi, ostili».
Fondamentali, per sviluppare questo bisogno, i riconoscimenti emozionali per gli obiettivi raggiunti e i premi per i risultati ottenuti, così come le domande riguardo a specifici punti di vista. Anche qui, il troppo stroppia: «Un eccesso d’importanza crea le prime donne, che finiscono per spaccare la squadra».

Il quarto bisogno è la condivisione: «Quando c’è condivisione le persone sono informate sugli aspetti chiave dell’azienda, apprendono reciprocamente e sono unite da un senso di squadra. Al contrario, si sviluppano i momenti di sfogo e le persone sono slegate tra di loro e dall’azienda per cui lavorano».

La soddisfazione di questi quattro bisogni chiave è la base su cui costruire un team proficuo e produttivo per qualunque azienda; a maggior ragione per un’azienda come un bar, basata sulle (buone) relazioni tra le persone: i clienti, certo, ma anche lo staff, dal momento che chi entra nel locale percepisce l’atmosfera che si respira. E, se l’ambiente di lavoro è intossicato o velenoso (dal punto di vista delle relazioni tra le persone che ci lavorano), in qualche modo lo percepirà. E - finita in fretta la propria consumazione - difficilmente gli verrà voglia di tornare a varcare la porta d’ingresso del locale.

Si parte dalla fiducia

«La prima cosa da costruire è la fiducia - spiega Papa -, che nasce attraverso la condivisione. Una cultura della condivisione si crea attraverso riunioni o briefing che facciano nascere l’abitudine di confrontarsi. Le persone devono sentirsi libere di dire cosa pensano e di chiedere ciò che non sanno. In questo modo si rende possibile il confronto, che può essere anche animato. Perché le persone sono interessate a raggiungere l’obiettivo comune ma possono avere idee diverse su come fare. Naturalmente, la sintesi spetterà al leader».

Dalla discussione e dal confronto nasce il committment, l’impegno personale di ognuno: «Non perché tutti sono necessariamente d’accordo, ma perché si fidano: del leader, dei colleghi, del fatto che magari non hanno capito tutto. E di conseguenza scelgono di sostenere la strategia e di impegnarsi a perseguirla, offrendo il proprio contributo. Esattamente il contrario di molti consensi di facciata, in cui le persone dicono sì ma pensano che tanto faranno di testa propria, impazienti che arrivi il momento in cui le cose non funzionano per poter dire, o anche solo pensare, “io l’avevo detto” o “lo sapevo”».

Quando le persone si impegnano personalmente a fare ciò che hanno detto, si crea la cosiddetta accountability, ovvero l’assunzione di responsabilità individuale e, di conseguenza, collettiva: «Le persone mantengono la parola data e cercano di farlo al meglio. Con tutt’altro spirito rispetto a chi dà il proprio ok, ma poi assolve all’impegno preso con il minimo sforzo, disinteressandosi dell’obiettivo e del risultato. O, addirittura, viene meno all’impegno preso».
Il punto d’arrivo di tutto questo processo è un team focalizzato sui risultati di squadra anziché su quelli individuali. «In questi gruppi quando qualcosa non funziona, si cerca di individuare dov’è il problema per individuare la soluzione. E si vince solo quando vince la squadra».

Troppa fatica?

Tutto molto bello, ma sorge spontanea una domanda: perché fare tutta questa fatica? Ne vale la pena? «Senza una squadra coesa, il titolare finisce per impegnare il suo tempo a controllare e farsi il sangue marcio, guardando agli errori o alle cose che non vengono fatte o vengono fatte male. E finisce col pensare di avere in casa dei nemici o degli incapaci, a cui per di più deve pagare lo stipendio. Viceversa, un buon team farà crescere il titolare e l’attività grazie a nuovi punti di vista, più creatività, senso critico e voglia di migliorarsi».

 

Cast Alimenti, le opportunità per la formazione professionale

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In attesa di ritornare alle attività in aula, Cast Alimenti si è attivata per costruire percorsi di apprendimento a distanza ad hoc per tutti i suoi interlocutori, dai giovani studenti ai professionisti in cerca di approfondimenti specifici.

Appuntamenti in video e analisi gratuite con i consulenti

L'offerta formativa online si basa prima di tutto su una piattaforma webinar dedicata per realizzare lezioni a distanza rivolte a studenti, formatori, professionisti dei mestieri del gusto, aziende dell’agrifood e del food-tech. Sul canale You Tube di Cast Alimenti è ripartito l'appuntamento di informazione “I martedì in Cast Alimenti”, in cui la scuola e le aziende partner presentano temi di approfondimento professionale. Per i professionisti e agli operatori che hanno già una propria attività e desiderano informazioni qualificate su diversi argomenti, è prevista una consulenza a distanza da parte di Cast Impresa, che fornisce una prima analisi gratuita di esigenze e aspettative degli imprenditori del food.

Spunti e riflessioni nel podcast gratuito

Parallelamente, è partito anche il progetto di podcast gratuito #riapriamoci al futuro. Iniziativa di informazione realizzata con la collaborazione di alcune aziende partner della scuola guidata da Vittorio Santoro, è rivolta ai professionisti e fornisce loro spunti e consigli per ripartire in modo più consapevole dopo la lunga chiusura causata dall'emergenza sanitaria. Ai podcast seguiranno dei webinar, sempre gratuiti, di approfondimento delle tematiche, e delle consulenze personalizzate.

«Niente può sostituire il lavoro in aula»

«Le molteplici iniziative di formazione a distanza che abbiamo attivato e stiamo anche ora implementando», afferma in una nota Vittorio Santoro, presidente e direttore di Cast Alimenti, «si stanno dimostrando essenziali per le condizioni generali di questo complesso periodo. Resta ferma, però, la nostra volontà e il nostro massimo impegno per riportare gli allievi quanto prima nelle aule in condizioni di massima sicurezza. Le attività online possono, infatti, aiutare a trasferire contenuti teorici, ma non possono sostituire componenti fondamentali per una scuola come la nostra.  In particolare, è indispensabile per gli allievi imparare la manualità di ciascuna professione, così come acquisire competenze di collaborazione nel lavoro in brigata». Su questo tema, Cast ha supportato l'iniziativa di Alma e di 20 scuole professionali, che chiedevano al governo misure urgenti per poter ripartire. «Ulteriore aspetto di grande importanza non demandabile alla virtualità, è l’utilizzo corretto di tecnologie e  attrezzature professionali», spiega Santoro. «Aspetto che qualifica e distingue l'offerta didattica di Cast, essendo dotata delle soluzioni tecnologiche più innovative presenti sul mercato. È solo all'interno della scuola che si realizza la nostra filosofia: trasferire qualità formativa in modo che diventi stabilmente parte integrante del patrimonio professionale dei nostri allievi».  

Fonte Plose arricchisce la linea di mixer Alpex con la Bitter Lemon

Bitter Lemon Alpex Fonte

Una fresca novità ha atteso i locali alla riapertura. È Bitter Lemon, una nuova referenza che arricchisce la gamma di toniche e bibite sodate premium Alpex Supreme Tonic Water firmata Fonte Plose e dedicata al mondo della miscelazione.

Realizzata con ingredienti selezionati e di qualità, acqua pura, succo naturale di limone, aromi naturali e anidride carbonica, senza coloranti, conservanti e edulcoranti artificiali, Bitter Lemon è una bevanda fresca e dagli aromi di agrumi molto spiccati e non convenzionali, nata per offrire per offrire nuove opportunità alla fantasia e al gusto dei bartender e, al tempo stesso, mettere a disposizione un’interessante alternativa, gustosa e dissetante alle tradizionali bibite da proporre ai consumatori.

Alpex Fonte Plose
La linea di mixer premium Alpex di Fonte Plose

Per quanto riguarda la miscelazione, la sua freschezza e il retrogusto di limone e mandarino la rendono perfetta per sposarsi con basi quali gin e vodka, sia per dare nuove interpretazioni dei grandi classici sia per originali creazioni. Ma le stesse peculiarità la rendono ideale anche per essere servita in purezza, meglio ancora con un peel di limone o con ghiaccio e una fogliolina di menta o basilico.

Disponibile in bottiglia da 20 cl (in confezione da 24 pezzi), Bitter Lemon si aggiunge alle altre referenze della gamma Alpex, dedicata alla mixology e ai locali che vogliono differenziarsi con un’offerta di prodotti tutta giocata sulla qualità e l’italianità: Acqua Tonica Indian Dry, Acqua Tonica Italian Taste, Ginger Beer, Ginger Ale e Soda Water.

Martini rende più green lo storico stabilimento di Pessione

Martini sostenibilità

Un netto taglio alle emissioni di CO2 e ai costi di gestione. È quanto ottenuto da Martini & Rossi con l’intervento di efficienza energetica che ha interessato lo storico stabilimento di Pessione, alle porte di Torino.

Lo stabilimento, che si estende su una superficie di 161.000 metri quadri e che rappresenta uno dei principali siti produttivi al mondo del Gruppo Bacardi, del quale Martini fa parte, è stato dotato di un nuovo impianto di cogenerazione, ovvero un sistema per la generazione di energia elettrica e termica, in sostituzione di due cogeneratori presenti e attivi da 20 anni.

Il nuovo impianto, un Ecomax 9 Ngs, progettato e installato da AB realtà italiana tra le più apprezzate a livello internazionale nel campo della cogenerazione e della valorizzazione delle energie rinnovabili, ha una potenza elettrica di 1200 kW e una potenza termica di ulteriori 1100 kW ottenuti dal recupero termico del motore per la produzione di acqua calda.

Attivo 3500 ore all’anno, l’impianto genera energia per tutte le esigenze delle attività del sito. L’energia elettrica alimenta tutti i macchinari di produzione e imbottigliamento, mentre quella termica viene impiegata sotto forma di vapore per i processi di distillazione, fermentazione, disinfezione degli impianti e, nel periodo invernale, per il riscaldamento dei locali, e sotto forma di acqua calda per le varie fasi di lavaggio in cantina e in imbottigliamento e nei tunnel di riscaldamento delle linee di imbottigliamento spumante.

Il tutto con importanti benefici per l’ambiente e per i costi di gestione. Grazie al nuovo cogeneratore, più efficiente e performante, Martini ha infatti ottenuto una forte riduzione delle emissioni in atmosfera di CO2 e, al tempo stesso, un risparmio sulla bolletta elettrica di 200.000 euro all’anno e di 1500 MWh, rispetto alla situazione precedente con i due cogeneratori, a testimonianza di quanto gli sforzi in sostenibilità ripaghino anche sotto il profilo economico.

Lo stabilimento di Pessione, dove vengono realizzati 48 differenti prodotti tra vermouth, spumanti, liquori, con circa 120 milioni di bottiglie prodotte all’anno, e dal 2017, anche 23 referenze di Rum Bacardi, circa 40 milioni di bottiglie, già noto per la qualità delle sue lavorazioni, diventa anche un gioiello green.

L’intervento di efficienza energetica, messo in campo per ridurre i consumi energetici dei cicli produttivi del sito di Pessione, testimonia ancora una volta l’impegno di Martini nella sostenibilità ambientale, impegno che coinvolge l’intero ciclo produttivo, dalle materie prime fino al confezionamento del prodotto, passando per la riduzione dai consumi d’acqua e di energia fino alle strategie sul packaging per la riduzione degli scarti.

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