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Surgelati Orogel sempre più amati nel fuori casa

Orogel

Il 2019 è stato un anno importante per il settore dei surgelati, i cui consumi hanno registrato un aumento dell’1,3% per un volume d’affari complessivo (verdure, ittico, carne e piatti pronti) di 4,7 miliardi di euro. Aumento che ha interessato anche il comparto del fuori casa, con i consumi stimati arrivati a 318.500 tonnellate, in crescita dell1,1% sull’anno precedente, ed equivalenti a oltre il 37% dei consumi totali. In questo scenario si situano anche le ottime performance registrate da Orogel, tra i maggiori produttori italiani di ortaggi freschi surgelati, coltivati direttamente dalle proprie 1.616 aziende agricole associate.

Il Gruppo ha chiuso infatti il bilancio 2019 con un fatturato consolidato di 275 milioni di euro, in crescita del 3% sull’anno precedente, e un utile netto di 25,5 milioni. Utile accantonato a riserva a sostegno dei forti investimenti che sta portando avanti.

Particolarmente brillanti i numeri registrati nel fuoricasa, con la divisione Orogel food service che ha ottenuto una crescita del fatturato del 7,4% pari a 60 milioni di euro. Numeri che difficilmente potranno essere replicati nell’anno in corso, in quanto il periodo di lockdown ha generato una perdita complessiva sull’anno per il settore dei surgelati stimata tra i 600 e i 650 milioni di euro. Flessione dalla quale non è stata esente la divisione Orogel food service, che nei primi 5 mesi ha subito un calo delle vendite del 31%. La ripartenza delle attività lascia sperare in un recupero nella seconda parte dell’anno, con l’obiettivo di replicare, o contenere a una soglia del 10% in flessione, i risultati del secondo semestre del 2019.

Un gruppo in grande salute

Lo stato di salute del Gruppo si evince anche dal numero degli occupati: sono 1056 i dipendenti diretti Orogel, mentre 2040 quelli consolidati delle aziende associate, 86 unità in più rispetto al 2018. E ancor di più dalla quota detenuta nel settore dei vegetali surgelati. I prodotti a marchio Orogel rappresentano il 17% a valore e il 14,5% a volume dell’intero mercato, ma il Gruppo produce anche l’11,3% di prodotti vegetali commercializzati con i marchi della distribuzione: in pratica 1 confezione su 4 di vegetali surgelati consumati in Italia.

Tra i prodotti Orogel che hanno registrato le migliori performance i passati di verdura Verdurì, le zuppe Virtù di Zuppa e i carciofi Tantocuore, ma ottimo anche l’andamento dei minestroni e degli spinaci Cubello, con quote superiori alla media aziendale. Un buon successo è stato riscontrato anche da alcune novità dell’azienda, come i tortini vegetali Le Meraviglie e Virtù di brodo, il brodo vegetale, privo di sale, additivi e addensanti e fatto sono con verdure coltivate in Italia.

Qualità e investimenti: le basi del successo

Un successo, quello del Gruppo, che ha diverse ragioni. A partire dall’alta qualità dei prodotti, garantita dal controllo totale della filiera, dal campo alla consegna al punto vendita, e dai tre siti produttivi di eccellenza, in Romagna, Veneto e Basilicata, situati al centro di aree produttive per ridurre al minimo il tempo tra raccolta e surgelazione. A questo si aggiunge la spinta all’innovazione, con utilizzo di tecnologie che garantiscono la conservazione delle proprietà organolettiche e nutrizionali dei prodotti, il tutto supportato da un costante impegno negli investimenti.

Questi, focalizzati sul potenziamento e l’efficientamento produttivo, nell’ultimo decennio sono stati pari a 175 milioni, ma per il triennio 2020-2022 il Gruppo ha già stanziato risorse per 80 milioni. Emblema di questo impegno la struttura Orogel 3, un magazzino automatico a -25/30 °C per i surgelati, tra i maggiori del genere in Italia e che costituisce anche un’eccellenza in ambito europeo, inaugurato lo scorso anno e frutto di un investimento di 40 milioni di euro. Il suo completamento è parte di un ulteriore progetto da 25 milioni di euro per il quale il Gruppo ha presentato domanda di finanziamento a Regione Emilia Romagna e al ministero dello Sviluppo economico attraverso Invitalia.

Non minore è infine l’impegno del Gruppo verso la sostenibilità, con l’obiettivo di riconvertire le produzioni della intera propria filiera a “coltivazioni a residuo zero”. Impegno che si manifesta anche con l’utilizzo di fonti energetiche green, l’impiego di impianti di cogenerazione, l’attenzione al risparmio energetico e al riutilizzo degli scarti di lavorazione fino all’impiego di mezzi alimentati a metano per il trasporto di materie prime e prodotti e di pack in plastica riciclabile al 100%.

FoodNess ToGo, l’app completa che semplifica la vita a gestori e clienti

Foodness ToGo

Si chiama FoodNess ToGo la novità di Foodness per il mondo bar. Ma non è un nuovo free form dell’azienda specializzata nella produzione di questa categoria di prodotti per il fuori casa. Questa volta l’azienda di Curtatone (Mantova) ha infatti deciso di venire incontro alle esigenze dei locali puntando sulle tecnologie digitali sviluppando un app studiata per facilitare la gestione delle attività e per offrire ai loro clienti una vasta gamma di servizi.

FoodNess ToGo è infatti un’app, di uso facile e intuitivo che consente al bar di essere geolocalizzato su una mappa interattiva, di creare una vetrina digitale, di gestire ordini al tavolo e i servizi di asporto e delivery, di creare menu digitali e molto altro. Uno strumento completo, insomma, che da un lato vuole favorire il processo di digitalizzazione dei locali, dall’altro consentire ai loro clienti di fruire in modo smart del locale stesso e di tutti i servizi che questo offre.

Tante funzionalità per un bar davvero smart

Una delle funzionalità della nuova app, di grande utilità in generale e in particolare in questo momento, è la possibilità di creare menu digitali. FoodNess ToGo, contiene già tutti i prodotti Foodness precaricati, ai quali ogni bar può aggiungere i propri semplicemente fotografandoli e caricandoli dal proprio smartphone. Il bar crea così il proprio menu che può contenere anche offerte settimanali, studiate valutando le rotazioni dei prodotti, grazie al servizio di statistica dei consumi presente nell’applicazione. Nella sua vetrina virtuale il locale con pochi click può anche mettere in evidenza eventuali prodotti artigianali in vendita, creando un piccolo e-commerce, oltre a evidenziare i servizi presenti offerti e facilitarne la prenotazione. Per esempio, un locale vicino a una spiaggia può mettere in evidenza la prenotazione di ombrelloni, mentre un locale di città la prenotazione di una postazione di smart working, dotata di ricarica per il cellulare e di prese elettriche, se offrono tali servizi. In modo altrettanto facile si possono evidenziare eventi e serate, come un happy hour o il brunch della domenica.

Foodness ToGo schermata 1L’app consente poi di gestire ordini per l’asporto e il delivery, semplificandone così la gestione, di ricevere ordini su più postazioni all’interno del locale, agevolando il flusso di informazioni e permettendo di gestire le comande da più camerieri, e di scegliere le forme di pagamento accettate, contanti o elettronici, in quanto l’app permette anche una semplice archiviazione dello scontrino digitale.

La vetrina digitale, i menu e le promozioni del locale, inoltre, possono essere facilmente condivisi sui canali social del bar, in modo da aumentarne la visibilità.

Nuovi servizi per i clienti

Comoda e facile da utilizzare per il gestore, FoodNess ToGo lo è anche per i clienti. Questi una volta che l’hanno scaricata, tramite QR code che troveranno all’interno del bar o da GooglePlay e App Store, e che si sono registrati, con mail o attraverso i più comuni social network, potranno infatti accedere dal loro telefono a tutti i servizi messi a disposizione del locale.

Foodness ToGo schermata 2Per esempio potranno trovare il locale attraverso una ricerca per ragione sociale, mappa oppure attraverso il QR code corrispondente, consultare il menu ed effettuare le ordinazioni. Ordinazioni che il cliente può fare comodamente da casa, nel caso voglia fruire del servizio di delivery, da casa o in prossimità del bar, nel caso di prodotti d’asporto, o addirittura all’interno stesso del bar per il servizio al tavolo. Così comodamente e facilmente può saldare il suo ordine in anticipo, attraverso un pagamento elettronico.

Come per tutti i prodotti Foodness anche per la nuova app l’azienda mette a disposizione dei locali un kit di comunicazione per l’interno e l’esterno per veicolare ai clienti la presenza del nuovo strumento. Kit composto da adesivi con QR code che rimanda al link dell’app, da posizionare sulla vetrina e sui tavolini, e totem e crowner che spiegano ai consumatori tutti i vantaggi del suo utilizzo.

Rapporto con i fornitori: la visita è ancora necessaria?

fornitori
Foto di Reimund Bertrams da Pixabay

Razionalizzare: è la parola d'ordine con cui i gestori più evoluti hanno affrontato la ripresa post lockdown. Un'attitudine che ha coinvolto tutti gli aspetti della gestione, comprese le relazioni con i fornitori. Dall'indagine fatta da TradeLab e Bargiornale sulle scelte dei gestori di bar, ristoranti e hotel alla riapertura emerge una grande attenzione agli acquisti. «In questi mesi - spiega Bruna Boroni, Director industry away from home di TradeLab - oltre il 50% dei gestori prevede di ridurre l'elevato numero di fornitori con cui lavora per rendere più efficiente la gestione degli approvvigionamenti. In generale, i gestori dichiarano che utilizzeranno meno i grossisti - probabilmente anche per un tema legato ai pagamenti ancora dovuti -, cercando di rivolgersi direttamente ai produttori, soprattutto attraverso i siti aziendali. In lieve aumento anche l'utilizzo del Cash&carry».

  • “Altro…”

    I grossisti restano il canale privilegiato, usato da oltre 9 gestori su 10. Quel che accadrà, probabilmente, è un processo di selezione reciproca, in cui i gestori si affideranno ai fornitori più affidabili e più generosi nell'accogliere le loro richieste e i distributori a loro volta selezioneranno con cura chi sostenere, anche finanziariamente, e a chi magari non dare ulteriore credito.

    «Un altro elemento interessante che emerge - continua Boroni - è la diffusione nell'utilizzo delle piattaforme generaliste (alla Amazon, per intendersi) anche da parte dei gestori dei locali fuori casa: dichiarano di utilizzarle oltre il 40%, e un 9% ritiene che nel prossimo futuro incrementerà l'utilizzo di questi canali».

    Ma cosa vorrebbero i gestori di bar, ristoranti e hotel dai loro fornitori? La richiesta più importante (è venuta dal 69% degli intervistati) è il ritiro dei prodotti invenduti, specie se a scadenza ravvicinata. Molto importante è valutata una maggiore flessibilità nei termini di pagamento (62%), mentre nella fornitura di materiali la fanno da padrone le richieste di materiali specifici per la gestione della sicurezza (disinfettanti, mascherine, prodotti per la sanificazione ecc.) e per il delivery.

    Richieste aggiuntive a fronte di meno acquisti e più dilazioni: come uscire da questo vicolo cieco? Una possibile risposta la danno gli stessi gestori, mostrandosi molto più pronti di quanto spesso gli stessi distributori ipotizzino nel ricorrere a forme più evolute di gestione degli ordini.  «Un 44% degli intervistati ha dichiarato di preferire che il contatto con gli agenti, anziché attraverso la visita, avvenga via mail, telefono o videocall - spiega Boroni -. E a questi si aggiunge un 33% disposto a ordinare direttamente al telefono o tramite mail. Non mancano i gestori più evoluti: il 10% ha dato la propria preferenza all'acquisto tramite un'area del sito dedicata, un altro 16% tramite App, di un singolo fornitore (9%) o di un gruppo di fornitori (7%)». I più tradizionalisti si dimostrano i gestori di bar diurni, mentre i più innovativi sono i gestori di bar serali (più propensi alla tecnologia) e gli albergatori, più orientati invece sulla sostituzione delle visite con telefonate e mail. A.M.

La Radiosa di Gaggia è #hereforyou con la massima igiene

La Radiosa, erogazione latte per cappuccino

Il riaccendersi delle insegne dei bar, dei ristoranti e delle caffetterie dopo il lockdown è un forte segnale positivo per l’horeca e la sua clientela. Al banco bar è più che mai importante assicurare la massima qualità dei prodotti erogati e serviti, nonché la loro igiene e quella delle macchine per la preparazione del caffè. Risponde a queste esigenze  La Radiosa, il primo modello di macchina superautomatica di Gaggia Milano, pronta a ripartire insieme ai baristi e ai gestori delle strutture ricettive in generale.

La macchina superautomatica La Radiosa di Gaggia
La macchina superautomatica La Radiosa di Gaggia

Grande funzionalità. La macchina combina tecnologia e stile, con un touchscreen da 10’’ che consente la personalizzazione delle icone delle selezioni così come dei profili led, creando le combinazioni di colori preferite e molto altro ancora. Un’elettronica avanzata e la connettività integrata assicurano la massima comodità di utilizzo: grazie alla tecnologia Wi-Fi e Bluetooth e alla connessione alla rete Internet preimpostata è possibile gestire la macchina da remoto, in modo pratico e funzionale. Attraverso la pompa volumetrica per l'infusione controllata elettronicamente, è possibile regolare il flusso di caffè e ottenere esclusive sfumature di gusto. Anche la densità delle bevande solubili può essere regolata a proprio piacimento. Inoltre, con la tecnologia EvoMilk, la macchina utilizza un nuovo sistema di erogazione di latte fresco che consente sia di erogare bevande a base di latte caldo e freddo perfettamente montato, sia di preimpostare le dosi, la temperatura e la densità del latte fresco per ottenere un prodotto perfetto.

Massima igiene: Gaggia #careforyou
Massima igiene: Gaggia #careforyou

Massima igiene. In conformità con le normative igienico-alimentari EN 16889 e nel rispetto dei rigidi protocolli NSF, il design de La Radiosa è stato studiato con l’obiettivo di dare vita a un prodotto elegante, funzionale e garanzia di igiene in qualsiasi situazione. L’automazione del ciclo di confezionamento della bevanda a base di caffè, latte e cioccolata, esclude qualsiasi interazione umana e assicura la massima igiene. Dopo ciascuna erogazione la macchina effettua la pulizia dei circuiti latte e caffè attraverso cicli di risciacquo automatico con acqua a 90°C.  A conclusione del servizio giornaliero il sistema EvoMilk propone un innovativo ciclo di lavaggio e sanificazione che, dopo un semplice avvio, viene portato a termine in piena autonomia utilizzando specifici prodotti detergenti anch’essi approvati da NSF. Infine, è facilitata la pulizia delle superfici esterne, del touchscreen capacitivo e delle finiture.

Gaggia è pronta a ripartire accanto ai baristi
Gaggia è pronta a ripartire accanto ai baristi

#hereforyou. Gaggia è pronta a ripartire insieme a tutti i protagonisti del mondo horeca. È vicino a loro dal 1938 (anno in cui Achille Gaggia depositò il brevetto per “Lampo”, dando il via all’era moderna dell’espresso italiano), è presente anche e sempre lo sarà in futuro. C’era tra i banchi universitari, nelle notti insonni prima di un esame. C’era la mattina del primo giorno di lavoro. C’era in ogni frettolosa pausa-pranzo. C'era nei momenti di relax. E vuole esserci anche nei giorni difficili, come questi. Tutto sembrerà diverso, ma la quotidianità non tarderà a tornare: e allora sarà un piacere riscoprirla, magari con un buon caffè che, dopotutto, è solamente il modo più amaro di addolcirla. Ulteriori informazioni al sito al sito: www.gaggiaprofessional.com

Lancio internazionale Stock per Iovem di Bruno Vanzan

Lancio internazionale Iovem con Virginia Barberini e Marco Alberizzi di Stock Spirits, Bruno Vanzan e Adriano Costigliola di Iovem Srl

Un prodotto così speciale come Iovem non poteva sfuggire all'interesse di una grande casa liquoristica come Stock che ha cominciato a distribuirlo da quest'oggi a livello internazionale. Lanciato poco più di un anno fa all'Honesty Club di Milano, il liquore/nettare viola creato dall'ingegno del bartender internazionale Bruno Vanzan ha già collezionato vari riconoscimenti a cominciare dal Premio Innovazione Categoria Alcolici dell'evento Barawards 2019 by Bargiornale.

La presentazione del lancio internazionale di Iovem è avvenuta in un luogo simbolo della Milano da bere del terzo millennio come piazza Gae Aulenti, alla presenza di Virginia Barberini, Senior Brand Manager Stock Spirits Italia; Marco Alberizzi, AD Stock Spirits Italia; il creatore di Iovem, l'international bartender Bruno Vanzan; Adriano Costigliola, founder e amministratore di Iovem Srl.

Dedicato a Giove, dio dell'Olimpo (sempre raffigurato in mezzo a fulmini e saette) la ragione del sucesso di Iovem risiede essenzialmente nell'equilibrato bilanciamento di ingredienti come miele (il miele fermentato o idromele era la bevanda preferita degli dei classici con il nome ambrosia perché conferiva immortalità), mosto di vino rosso (che le conferisce l'originale colore viola), limone e zenzero (usati fin dall'antichità per corroborare le bevande conferiscono note agrumate rinfrescanti e piccanti). Il risultato è una piacevole liquore da 15° alcolici in bottiglia di vetro serigrafata con una inconfondibile grafica da 70 cl, ottimo da bere on the rocks, oltre che come ingrediente dei più diversi coicktail, a cominciare dai twist di ricette storiche (Iovem Sour, Iovem Mule, Thunder Tonic, Purple Negroni, Lampo Fizz, Iovem Old Fashioned).

Imprenditore e celebrità televisiva nota al grande pubblico, bartender campione del mondo nella miscelazione e nel flair, e punto di riferimento nel mondo degli spirits, così commenta Bruno Vanzan: «In un’epoca in cui si pensa che ci sia ben poco da scoprire, Iovem fa un salto nel passato per creare nel presente una nuova categoria liquoristica, il nettare che non c’era. Con un nuovo gusto e dal colore viola per il nuovo modo di bere italiano – ha dichiarato Bruno Vanzan, Presidente di Iovem Srl – abbiamo messo a punto un progetto di espansione sicuramente ambizioso. Dopo un primo anno ricco di soddisfazioni sul mercato italiano, sono riconoscente a Marco Alberizzi (ad Stock Italia) e molto soddisfatto per aver raggiunto l’accordo. Con il mio team abbiamo sempre cercato eccellenza e innovazione in ogni aspetto della nostra attività e siamo entusiasti di lavorare a stretto contatto con Stock Spirits Italia che condivide in pieno questi nostri valori. La scelta di un’azienda storica e rappresentativa dello stile di vita italiano è una garanzia per la nostra azienda, che ci permetterà di consolidare l’offerta sul mercato».

Amministratore Delegato di Stock Italia, Marco Alberizzi ha dichiarato: «Stiamo lavorando per costruire una portfolio company con una forte vocazione nel mondo degli international spirits, ma orgogliosamente italiana per stile, qualità e tradizione. Ed è proprio qui che si inserisce Iovem, un’innovazione 100% italiana nata dalla grande esperienza di Bruno Vanzan, figura di spicco nel mondo del bartending con cui siamo entusiasti di collaborare.
Iovem è l’ennesima freccia al nostro arco, dopo l’acquisizione di Distillerie Franciacorta, che ci proietta fra i top player della grappa e la recente partnership distributiva con Beam Suntory, a testimonianza della forte volontà della nostra azienda di investire sul mercato italiano. Iovem va oltre la semplice innovazione di prodotto, è un nettare che sfugge alle classiche definizioni e reinventa un nuovo modo di bere miscelato. E’ adatto a tutte le occasioni, dall'aperitivo al dopo cena, grazie a una parade di cocktail, rigorosamente viola, pensata e studiata dall’eccellenza creativa di Bruno che sa conquistare il palato e stupire alla vista».

Con Iovem, grappe Franciacorta e i liquori Beam Suntory (Jim Beam Bourbon Whiskey, Maker's Mark Kentucky Whisky, Cognac Courvoisier, Larios Gin eccetera) si accresce l’offerta di Stock Spirits Italia, principalmente conosciuta per Brandy Stock 84, limoncello Limoncè e vodka Keglevich, rispettivamente leader dei propri segmenti di mercato.

Le idee per l’estate nel nuovo Ricettario Bonduelle da scaricare

cous cous frutti di mare Bonduelle

È arrivata l’estate e anche per i bar è tempo di aggiornare il menu con nuove e fresche ricette ad hoc per questa stagione. Ad aiutare gli operatori in questo sforzo il nuovo Ricettario per l’estate di Bonduelle Food Service Italia, punto di riferimento nel mondo dei vegetali per il fuori casa. Un utile strumento di lavoro pensato per fornire ai professionisti tante idee, ispirazioni e consigli per rinnovare la proposta food con ricette ricche di gusto, ma di esecuzione facile e veloce, e in linea con le moderne tendenze alimentari. Professionisti che possono scaricarlo gratuitamente sul sito dell’azienda, semplicemente registrandosi.

Ricette, create dagli chef Bonduelle, che mettono al centro il potenziale dell’alimentazione vegetale nelle sue più varie declinazioni. Verdure, insomma, non più solo come contorno, ma come protagoniste di stuzzicanti preparazioni in grado di conquistare ogni cliente, dall’antipasto o dagli appetizer per l’aperitivo al dessert, passando per le insalatone, primi e secondi piatti fino al dessert.

Per ogni portata gli chef Bonduelle, oltre alle ricette, hanno aggiunto 5 consigli, ovvero dei suggerimenti che possono aiutare l’operatore a liberare la sua fantasia e quindi a creare proposte originali con le quali ampliare ulteriormente l’offerta del locale.

Tante proposte per conquistare ogni cliente

PASSION FRUIT RIPIENI DI INSALATA RUSSA CON MAIONESE AL POMPELMO ED ERBA CIPOLLINASi inizia con gli antipasti, ricette che si possono proporre con successo anche come appetizer per l’aperitivo, con preparazioni come Passion fruit ripieni di insalata russa con maionese al pompelmo, da preparare semplicemente farcendo i gusci del frutto della passione con Insalata russa minute di Bonduelle rigenerata in microonde, condita con olio pepe e sale, e mantecata con maionese e succo di pompelmo.

3_INSALATINA_DI_FINOCCHI_CON_MELOGRANO_FETA_GRECA_MAIS_E_PISELLI_MANGIATUTTO_lowIl ricettario propone una bella varietà di insalate e i piatti freddi, perfetti per i clienti desiderosi di piatti leggeri e freschi. Come l’Insalatina di finocchi con melograno, feta greca, mais e piselli mangiatutto, anche questa velocissima da preparare. Basta affettare i finocchi con l’affettatrice e aggiungervi i Piselli Mangiatutto Bonduelle passati in padella e il Mais Sursweet Bonduelle, il melograno sgranato e la feta, condendo il tutto con aceto di lamponi.

cous cous frutti di mare BonduelleCosì come non mancano ricette di primi piatti, con idee mai banali, dove la gamma di ingredienti principe di queste preparazioni, quali pasta e riso, si amplia con ingredienti di tendenza, come cous cous e cereali, per fornire una scelta ampia e soddisfare diversi gusti. Un esempio perfetto ne è il Cous Cous ai frutti di mare con verdure grigliate e pesto al basilico, da preparare facendo rosolare gamberi, calamari, cozze e vongole in un sauté con aglio e peperoncino, sbriciolato e poi aggiungendoli al cous cous cotto in acqua bollente e salata o in un fumetto di pesce con zafferano, e completando con le verdure del Contorno Grigliato Andalusia di Bonduelle e decorando con pesto al basilico e parmigiano.

Non meno varia la proposta per i secondi piatti, a base carne, pesce, o interamente di verdure, tutti molto gustosi e facili da preparare. Come il Carpaccio di manzo con peperoni grigliati, primo sale e barbabietole, che si fa accompagnando a un carpaccio di manzo condito con olio, sale, pepe e succo di limone, i Peperini Grigliati Bonduelle, solo rigenerati in microonde, le Barbabietole a fette ambient Bonduelle e formaggio primo sale tagliato a cubetti.

Cup cake al cioccolato con mousse alle caroteIrresistibili, infine, le proposte per il dessert. Come il Cup Cake al cioccolato con mousse alle carote, dove la base, ovvero il Cup Cake si completa con l’originale musse fatta frullando a crema le Carotine Primizia Bonduelle (dopo averle rinvenute in microonde) e poi amalgamandole a panna montata con zucchero e, infine, decorando il tutto con marshmallow tagliati a cubetti e miscelati con buccia di lime.

Un’edizione limitata per la Bric del Gaian 2012 di Distillerie Berta

Bric del Gaian Distillerie Berta

Arriva in edizione limitata la nuova edizione di Bric del Gaian, una delle etichette simbolo delle grappe di Distillerie Berta. Come da tradizione, questa grappa viene infatti prodotta utilizzando selezionatissime vinacce di Moscato d’Asti in purezza di una singola annata. Selezione che per questa nuova edizione è stata ancora più accurata e severa, in quanto le vinacce alla sua base sono della vendemmia 2012, un’annata che in Piemonte è stata particolarmente calda e siccitosa, condizioni che hanno messo talvolta a repentaglio la qualità delle uve Moscato, e quindi hanno spinto la istilleria piemontese e decidere di produrre solo poche bottiglie (formato 700 ml), ma di eccellente qualità.

Qualità garantita, oltre che dal rigoroso processo di selezione delle materie prime, anche dalla perizia nell’arte della distillazione e dalla cura in tutti i passaggi di lavorazione che da sempre caratterizza Distillerie Berta. Le vinacce, che giungono all’interno di contenitori a chiusura ermetica, brevettati dalla stessa azienda, vengono distillate con metodo discontinuo in caldaie in rame a vapore, soluzione che permette di preservarne al meglio le caratteristiche organolettiche. Il distillato riposa poi in botti tostate di diverso legno, tra le quali anche botti ex whisky, nella cantina delle Distillerie, scavata nella collina di Casalotto, la frazione di Mombaruzzo (Asti), dove l’azienda ha la sua sede.

Dall’insieme di questi fattori nasce dunque la Bric del Gaian (alc. 43% in vol), una grappa dal carattere complesso, delicata e di grande personalità. Dal colore ambrato, si presenta al naso con un complesso bouquet, nel quale spiccano note di salvia scarea, frutti di bosco, pompelmo e vaniglia, mentre al palato è avvolgente, ricca, setosa e persistente, perfetto connubio tra le caratteristiche del vitigno autoctono Moscato e la complessità conferita dall’affinamento in legni diversi.

Focaccina dolce col gelato, novità nata fra gelateria e pizzeria

focaccia dolce col gelato

A Este (Pd) un gelatiere e un pizzaiolo si sono alleati e hanno dato vita a una nuova proposta estiva, la Focaccina dolce farcita di gelato. Merito del Maestro Gelatiere Giuseppe Schizzerotto della gelateria VanigliaCioccolato e del pizzaiolo Alberto Morello della pluripremiata pizzeria Gigi Pipa. Si tratta di una Focaccia Veneta Dolce in monoporzione, realizzata artigianalmente da Alberto Morello con il suo lievito madre e la farina di Petra Maiorca 0202 di grano intero biologico al 100%, italiano e di tipo integrale del Molino Quaglia. La farcitura della focaccia è il gelato al gusto Fiordilatte di Giuseppe Schizzerotto, prodotto artigianalmente con ingredienti naturali e rigorosamente italiani.

Monodose o pack da asporto

La novità è disponibile in due diverse tipologie di personalizzazione (e a breve sarà lanciata la terza, legata (e a breve ne sarà lanciata la terza, legata alla filosofia dell’orto di Alberto Morello): Focaccia Veneta Dolce con granella di pistacchio e Focaccia Veneta Dolce con panna montata. Disponibile per tutta la stagione estiva alla pizzeria Gigi Pipa e alla gelateria VanigliaCioccolato di Este, la nuova Focaccina Dolce è inoltre disponibile anche in multipack per l’asporto da 4 focacce da abbinare a una vaschetta di gelato.

Pagamenti digitali: scarica lo speciale

pagamenti digitali
Uno speciale di dieci pagine dedicato ai pagamenti digitali, da scaricare gratuitamente previa registrazione: i dati di mercato, gli strumenti e le soluzioni presenti sul mercato

Limite ai contanti e bonus Pos. Le novità dal primo luglio

bonus Pos
Foto di tomekwalecki da Pixabay

Dal primo luglio entrano in vigore due importanti novità in tema di pagamenti. Novità che interessano direttamente anche il mondo dei locali: il nuovo limite all’uso del contante, fissato a 2.000 euro, e il cosiddetto “bonus Pos”, ovvero il credito d’imposta sui pagamenti elettronici. Misure emanate dal governo per contrastare l’evasione fiscale e, al tempo stesso, e sempre in ottica di contrasto all’evasione, incentivare l’uso di strumenti di pagamento tracciabili, come appunto quelli elettronici, rendendone la gestione meno costosa.

Per quanto riguarda l’utilizzo del contante, dall’inizio del mese di luglio la soglia scende da 3.000 a 2000 euro, come stabilito dal collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2020, il decreto legge 124/2019. Ciò significa che tutti gli scambi di denaro in contante sono permessi fino alla cifra massima di 1.999,99 euro. Oltre tale soglia occorre utilizzare forme di pagamento tracciabili, come bonifici o pagamenti elettronici.

Il limite dei 2.000 euro vale anche se l’importo viene frazionato, cioè se il pagamento in contanti viene diviso in diverse tranches. Si tratta comunque di una soglia temporanea, destinata ad abbassarsi ulteriormente: dal primo gennaio 2022, infatti, il limite sarà portato a 999,99 euro, lo stesso fissato nel 2011 dal governo Monti e rimasto invariato fino al 2015.

Pesanti le sanzioni che scattano in caso di superamento del tetto, variando a seconda della somma del pagamento e della gravità dell’infrazione commessa. Sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 2.000 a un massimo di 50.000 euro per i contraenti che violano le disposizioni sul limite dei contanti fino alla soglia limite di 250.000 euro, e da un minimo di 15.000 fino a un massimo di 250.000 euro se si va oltre i 250.000 euro. Con una sanzione che va da 3.000 a 15.000 euro anche i professionisti che non segnalano la violazione, trasgredendo quindi alla normativa antiriciclaggio.

Pos meno caro

Insieme ai nuovi limiti ai pagamenti cash, dal primo luglio entra in vigore la misura che incentiva l’utilizzo dei pagamenti elettronici, il bonus Pos. Contenuto anche questo nel decreto legge 124/2019, nello specifico all’art. 22, consiste in un credito d’imposta per le commissioni addebitate per l’utilizzo della moneta elettronica del quale possono fruire esercenti e professionisti.

Il credito, pari al 30% di quanto viene addebitato per le spese bancarie, va in pratica a coprire parte dei costi sostenuti da professionisti e imprese sulle transazioni effettuate mediante l’accettazione di carte di credito, debito e altri pagamenti elettronici tracciabili.

Più in dettaglio, la misura si applica alle imprese e professionisti che nell’anno precedente hanno realizzato ricavi o compensi fino a 400.000 euro. Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione, mediante modello F24, e a partire dal mese successivo a quello nel quale la spesa è stata sostenuta. Dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi del periodo di maturazione e nelle dichiarazioni successive per gli importi residui non ancora utilizzati in compensazione, ma non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.

Come ottenerlo

La procedura per ottenere il credito è stata definita in modo preciso dai provvedimenti attuativi messi a punto dall’Agenzia delle entrate (qui) e dalla Banca d’Italia (qui). La procedura prevede per gli operatori finanziari, ovvero il fornitore del Pos, l’obbligo di trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate, entro il ventesimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento, le informazioni necessarie a controllare la spettanza del credito d’imposta.

Sempre il fornitore del Pos deve trasmettere all’esercente entro il 20 del mese successivo una serie di informazioni, tra le quali l’elenco delle transazioni effettuate e le informazioni relative alle commissioni corrisposte.

A loro volta, gli esercenti del Bonus Pos devono conservare tutti i documenti relativi alle commissioni addebitate dalla banca per le transazione eseguite con strumenti di pagamento elettronici per 10 anni (a partire dall'anno in cui il credito d'imposta è stato utilizzato) e metterli a disposizione dell’amministrazione finanziaria se lo chiedesse per eventuali controlli.

Patrick Hoffer, un aiuto concreto al mondo del caffè

Patrick Hoffer

Il ritorno al bar per il rito di un buon espresso o di un cappuccino e brioches è stato tra i principali desideri degli italiani durante il lockdown: un’abitudine che alla riapertura molti hanno accolto con entusiasmo già dalla prima fase limitata al solo asporto. Il lavoro a casa e la paura del contagio hanno poi costituito un freno all’ingresso nei locali, che piano piano sta lasciando il posto alla fiducia e al ritorno al “solito”, anche se in modo disomogeneo. Le zone centrali delle città, dove è maggiore la concentrazione di uffici e ha un peso maggiore il turismo, soffrono degli effetti dello smartworking e del ridotto numero di vacanzieri (anche questi in lento incremento), mentre le zone periferiche e i locali in piccole località non turistiche hanno recuperato buona parte della propria clientela (70-80% e anche più). «Il quadro migliora, ma rimane assolutamente preoccupante - afferma Patrick Hoffer del Consorzio Promozione Caffè, nonché della torrefazione Corsino Corsini -. Basti considerare il fatto che delle 800 torrefazioni presenti in Italia, il 90% opera quasi esclusivamente con il canale horeca, in cui le vendite di caffè tostato sono state prossime allo zero, con una perdita di circa 72 milioni di euro. Il tessuto economico della maggior parte dei locali italiani è molto fragile: spesso si tratta di aziende di famiglia, sane ma molto semplici: non hanno alle spalle realtà come le grandi catene che ci sono all’estero, strutturate e con capitali. Un primo passo urgente per aiutarle e sostenerle è una riduzione del costo del personale: con il bel tempo tornano i clienti, ma il lockdown ha lasciato il segno. Bisogna dare agli operatori la possibilità di avvalersi dei propri collaboratori senza pesi eccessivi sui bilanci». Un dato positivo che emerge da una ricerca dell’Università Roma Tre per Unione Italiana Food, è che l’aspetto di forza costituito dal made in Italy, nell’ambito del quale il caffè è considerato come eccellenza, si prevede non sarà intaccato dalla crisi legata al Covid.

Espresso piacere inossidabileA fronte del numero elevato di imprese che soffrono e che rischiano di non riaprire, «il Consorzio vuole fare qualcosa di concreto per aiutare il mondo del caffè - riprende Hoffer -: è infatti in corso una campagna di comunicazione che vuole contribuire a riportare il cliente nei locali, puntando sulla sicurezza e sul piacere che solo un espresso, un cappuccino, una colazione al bar sanno dare».

Un’ultima nota sul tanto dibattuto aumento del costo della tazzina: «il prezzo è libero, nessuno lo può imporre, ma è deciso dal mercato stesso - conclude Hoffer -. Chi offre un prodotto di qualità, riesce a dare un valore alla tazzina e a farlo riconoscere dal consumatore. Può pertanto aumentare il suo prezzo, dando il giusto riconoscimento al proprio prodotto e al proprio lavoro. Ritengo che il percorso di formazione e di crescita professionale del barista intrapreso dalla maggior parte dei torrefattori sia il modo più corretto ed efficace per innalzare la qualità del prodotto, quindi il suo valore».

Logo Consorzio Promozione CaffèIl Consorzio Promozione Caffè riunisce Aziende che producono e commercializzano le diverse tipologie di caffè torrefatto, caffè decaffeinato, caffè solubile e capsule e cialde di caffè, oltre che produttori di macchine professionali per caffè. Da oltre 20 anni promuove un programma di educazione e informazione sul caffè e le sue caratteristiche, il comparto caffè e il mercato, gli effetti del caffè sul benessere sulla base delle evidenze scientifiche pubblicate.

Alexander Frezza lunedì 6 luglio a Baritalia Talks

Alexander Frezza de L'Antiquario di Napoli ospite speciale di Baritalia Talks
Alexander Frezza de L'Antiquario di Napoli ospite speciale di Baritalia Talks

Alexander Frezza sarà ospite speciale il 6 luglio, alle 15.30, di Baritalia Talks. Il webinar del famoso padrone di casa de L’Antiquario di Napoli sarà trasmesso sulle pagine Facebook Redazione Bargiornale Baritalia e su Instagram Redazione Bargiornale. Il titolo dell’intervento di Alexander Frezza, realizzato in partnership con Coca-Cola Hbc Italia è "La rivoluzione della bollicina". Dal suo divano il famoso bartender ripercorrerà trend e mode nel mondo delle bollicine; il processo di popolarizzazione innescato dalle bevande sodate; il grande ritorno di collins e highball; il come bevevamo un secolo fa e come beviamo oggi. Ampio spazio sarà dedicato anche al tema dei mocktail, cocktail analcolici, ma dalle sembianze simili ai cocktail classici e alcolici. Si parlerà non solo di ingredienti, ma di come si sono evoluti i bicchieri, le attrezzature, gli stili di servizio ecc.

Per qualsiasi dubbio o curiosità sarà possibile rivolgere domande a Alexander Frezza potete lasciare un commento sotto la diretta Facebook trasmessa da Redazione Bargiornale Baritalia. La redazione si occuperà di riportare le domande più interessanti, ma anche i vostri saluti J, al protagonista del nostro webinar.

Tutti i video di Baritalia Talks saranno disponibili sulla nostro sito e potranno essere scaricati previa registrazione.

Un momento imperdibile!  Ci sarà da imparare ma, come sempre, anche da divertirsi. Conduce in studio Stefano Nincevich.

 

 

 

 

Il programma dei webinar di Baritalia Talks (in aggiornamento)

 

Lunedì 22 giugno dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Compagnia dei Caraibi

Dal Messico a Barbados: cultura e miscelazione attraverso il Mar del Caribe

Relatori Michele Tuveri, ambassador The Real McCoy Rum e Francesco Pirineo ambassador Tequila Ocho. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 29 giugno dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Red Bull

La miscelazione secondo Bruno Vanzan

Relatore Bruno Vanzan. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 6 luglio dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia talks with Coca-Cola Hbc Italia

La rivoluzione della Bollicina

Relatore Alexander Frezza, L'Antiquario. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

 

Lunedì 13 luglio dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Campari Academy

Easy mix: rinfrescanti, facili e veloci

Relatore Luca Casale, Campari Academy Coordinator. Modera Stefano Nincevich

 

Lunedì 27 luglio dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Red Bull

Relatore Jonathan Di Vincenzo. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 7 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Campari Academy

Il Camparino raccontato da Tommaso Cecca

Relatore Tommaso Cecca. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 14 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Compagnia dei Caraibi

Relatore Emanuele Russo. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 21 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Nonino Distillerie

Relatore Simone Caporale. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 28 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Nonino Distillerie

Relatore Simone Caporale. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 5 ottobre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia talks with Coca-Cola Hbc Italia

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