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Belvedere lancia Heritage 176, distillato di malto di segale

Belvedere lancia Heritage 176, nuovo distillato a base di malto di segale. Un prodotto innovativo che punta a diventare protagonista nel mondo della mixability

Belvedere (Gruppo LVMH - Moët Hennessy) lancia Heritage 176, la vodka che non è una vodka. Con un 2% di segale maltata in aggiunta, propone a professionisti e consumatori un nuovo distillato che esce dai canoni della vodka classica e che punta a diventare protagonista nel mondo della miscelazione.

Heritage 1746 è un distillato che si candida a giocare un ruolo da protagonista nella mixability
La bottiglia di Heritage 1746 è da 700 ml. La gradazione alcolica è di 40° vol.

Dopo la degustazione segretissima tenutasi a luglio a Roma, è finalmente arrivato il momento di scoprire questa novità con il lancio ufficiale che avviene proprio oggi, 1° settembre 2020, a livello internazionale. In Italia, la prima persona a raccontarla è stata Flavia Di Giustino, brand manager di Belvedere Vodka, Hennessy Cognac, Ardbeg e Glenmorangie Whisky (portfolio spirits), che, lo scorso luglio, davanti a un pubblico selezionato di bartender professionisti riuniti presso il Drink Kong di Patrick Pistolesi ha guidato una degustazione comparata delle quattro referenze del brand polacco.
Si è partiti dalla vodka “pure”, passando per le due “monorigine” (Belvedere Smogóry Forest e Belvedere Lake Bartężek), fino ad arrivare alla nuova nata, la Heritage 176 appunto (formato 700 ml, 40% vol. alc.), che si distingue per un profilo maltato, complesso e corposo. La novità è che si tratta di un blend, che prevede un 98% di Belvedere in purezza, più un 2% di distillato di segale maltata. Questo le conferisce un leggero retrogusto di whisky rye e la rende un prodotto più complesso e intrigante. Senza contare che quel 2% di aggiunta la fa uscire dai confini tradizionali della vodka classica, che per definizione deve essere “inodore, insapore, incolore”. Anche se, come hanno studiato gli esperti di Belvedere, questo procedimento in realtà non è una novità, perché va a riprendere antiche tecniche di distillazione già diffuse in Polonia nell’antichità. Un’eredità, quindi, da qui il nome Heritage, a cui si aggiunge il numero 176, che sono i gradi Fahrenhait a cui viene portato il forno nell'ultima fase del processo di maltazione (il kilning). Quale vuole essere la collocazione sul mercato di un prodotto così peculiare? Per Belvedere senza dubbio la miscelazione. È per questo che alla fine della degustazione i bartender presenti sono stati sfidati a provare a utilizzare la Heritage 176 per i loro cocktail. Tuttavia, ha ammesso Flavia Di Giustino: «Mi sono innamorata della semplice versione di Heritage 176 on the rocks».

Il caffè si tuffa nella birra nei drink di Sergio Barbagallo

Lo shottino di caffè si tuffa nella birra
Lo shottino di caffè si tuffa nella birra

Il passaggio dal caffè alla birra e la loro unione è naturale per chi apprezza il buono dell’amaro; e il risultato finale è non solo piacevole, ma può essere anche “divertente” grazie a insolite modalità di preparazione. Torniamo sull’argomento con Sergio Barbagallo, titolare di Etna Roaster. Le coffee beer sono una realtà nata in America e presto arrivata in Europa, soprattutto in virtù degli aromi presenti in birre scure come le stout, ad alta fermentazione, che presentano aroma di tostato, con note di cioccolato, caffè e liquirizia. Ne presentano diverse versioni sia birrifici sia torrefazioni che hanno inserito questa specialità nella propria offerta. Il caffè è per lo più ottenuto per infusione, spesso da singole origini che, accanto al classico tostato, offrono un ventaglio di aromi che vanno a unirsi, esaltare e completare quello delle birre, tra cui sono entrate anche le chiare.

Sergio Barbagallo
Sergio Barbagallo

«Il panorama brassicolo offre diverse specialità che vedono unite birra e caffè - ci dice -, ma mancava un abbinamento post produzione. Ho così pensato all’Irish Car Bomb, che a mezza pinta di Guinness unisce uno shot con 30 ml di Irish whiskey». La base del nuovo drink, Imperial Coffee, è stata una birra Ciaùla del Micro Birrificio Artigianale Alveria, una imperial stout realizzata con malti scuri che conferiscono, oltre al colore, una complessità di note tostate unite a un corpo leggero. «Ho cercato di conferire maggiore corpo con il caffè - riprende Barbagallo - ma mancava sempre qualcosa. Allora ho pensato di realizzare una preinfusione versando nel macinato della miscela ThreeBlend (composta di caffè provenienti da El Salvador, Brasile ed Etiopia) il liquore Tia Maria, composto da rum e caffè. Il corpo è risultato quello giusto, inoltre mentre il bicchierino affonda, gli acidi grassi del caffè reagiscono con la schiuma che prima “monta” in modo “esuberante” per poi ridursi leggermente. Bevendo questo drink si susseguono sentori positivi: il tostato della birra, il gusto fruttato del caffè la nota di rum che persiste unito a un corpo denso e un retrogusto di cioccolato al latte, che dà un effetto finale simile a un budino». Si possono realizzare unioni piacevoli con scure come imperial stout, porter, oppure con chiare come pils e lager; sono invece sconsigliate bevande con un carattere spiccato. Un’altra ricetta vede uniti 250 ml di Alveria Centobocche Saison con uno shot realizzato estraendo 19 gr di singola origine Brasile Fazenda Lagoa di Etna Roaster preinfusi con l’amaro di arancia rossa Amara di Fratelli Mazza. L’aroma speziato e la piacevole effervescenza della birra (fare molta attenzione quando si “tuffa” il bicchierino nel boccale affinché non trabocchi) si uniscono al meglio agli aromi fruttati del Brasile e ai gusti mediterranei dell’amaro.

Shottino di caffè nella birra
Shottino di caffè nella birra

Imperial Coffee Ingredienti: 250 ml birra Ciaùla imperial stout di Alveria, 10 ml Tia Maria, 40 ml espresso realizzato con la miscela Three Blend (El Salvador, Brasile ed Etiopia) di Etna Roaster (21 gr). Procedimento: Macinare direttamente nel filtro il caffè, pressarlo e versare su di esso il liquore Tia Maria; lasciare assorbire per 50-60 secondi (rimuovere eventuali eccessi non assorbiti) quindi estrarre l’espresso in un bicchierino. Versare (non fino all’orlo) la birra nella pinta da 33 cl. Servire al cliente la pinta e lo shottino di caffè, lasciandogli il compito di “affondare” il secondo nel primo. È un drink con un buon corpo che si beve a 10-14°C; indicato nella mattinata, nel pomeriggio o a fine serata.

Le Fragranze igienizzanti alimentari by Bespoke tra le esclusive di OnestiGroup

Fragranze igienizzanti alimentari Aqva di gin

New entry tra le esclusive di OnestiGroup. È la nuova linea di Fragranze igienizzanti alimentari Aqva di gin, che l’azienda di Fiorenzuola D’Arda (Piacenza) distribuirà in esclusiva per l’Italia a partire dalla metà di settembre.

Prodotta da Bespoke Distillery, la nuova linea è stata creata declinando in fragranze alimentari i distillati Aqva di gin, la collezione di fragranze, ispirata al mondo dei profumi, pensata per offrire ai bartender una soluzione per personalizzare in modo veloce e semplice le proprie creazioni e i grandi classici della mixology. E come per Aqva di gin anche la nuova linea di fragranze è stata realizzata in tre versioni: Speziata, dal ricco bouquet speziato e preparata con ginepro rosso, fava tonka, galanga, pepe rosa, chiodi di garofano e cardamomo. Floreale, dall’intenso aroma floreale e fatta con ginepro rosso, lavanda, fiordaliso, boccioli di rosa e zagara; Agrumata, dalle note agrumate e preparata con ginepro rosso, mandarino, bergamotto, limone e arancia dolce e amara.

Tre diverse referenze molto versatili, da utilizzare per igienizzare le mani o profumare cocktail e proposte food, per potenziarne l’esperienza sensoriale gusto olfattiva, ma senza alterare il gusto delle preparazioni.

Tutti e tre i prodotti hanno un contenuto di alcol del 70% in volume, e sono state realizzate, per quanto riguarda l’aspetto dell’igienizzazione, secondo i criteri dell’Organizzazione mondiale della sanità. A questo si unisce l’alta qualità dei prodotti, ottenuti con materie prime selezionate e un accorto processo di lavorazione. Questo prevede la raccolta a mano delle principali botaniche utilizzate, cresciute spontaneemente e seguendo il ciclo della natura. Le botaniche subito dopo la raccolta vengono poste in infusione, cui segue la fase di estrazione e, infine, le lunghe distillazioni a temperatura controllata.

Le Fragranze alimentari igienizzanti Aqva di gin saranno disponibili in kit da 3 pezzi, da 12,5 cl ognuno, che contiene tutte e tre le referenze, nella versione standard oppure con plexiglass espositivo.

SuperGood, la nuova linea di tè aromatizzati di Twinings

Twinings SuperGood

Twinings continua a innovare la sua gamma di tè e infusi. L’ultima novità è SuperGood, una linea di tè aromatizzati composta di quattro referenze: SuperGood cocco e frutto della passione, SuperGood lampone e frutto della passione, SuperGood ciliegia e fragola e SuperGood menta e zenzero.

Una linea che si caratterizza dunque per abbinamenti di sapori inediti e dedicati, in particolare, ai consumatori bar più giovani e più desiderosi di esplorare nuovi gusti. Una fascia di clientela che sempre più mostra la sua predilezione per le miscele originali e dal profumo fruttato.

Dal carattere brioso, le nuove referenze vogliono dare all’operatore bar la possibilità di offrire al consumatore un’esperienza sensoriale appagante da godere in ogni momento della giornata, dalla colazione al breack di metà mattina o pomeriggio.

Andando più nel dettaglio, SuperGood cocco e frutto della passione, fresco e fruttato, è un tè nero aromatizzato nel quale la dolcezza del cocco si combina perfettamente alla briosità del frutto della passione, per una miscela dalle note esotiche.

Dal gusto ricco e profumato, SuperGood lampone e frutto della passione è invece un tè verde il cui gusto armonico si sposa con la freschezza estiva del lampone e le note dolci ed esotiche del frutto della passione per un risultato particolarmente dissetante per ogni momento della giornata.

Un risultato finale di grande freschezza, ideale per il break del primo pomeriggio, garantisce anche SuperGood ciliegia e fragola, nel quale la base di tè nero è aromatizzata dal gusto dolce della ciliegia e dalle vivaci note di fragole.

Infine, SuperGood menta e zenzero, nel quale il sapore e il profumo delicato del tè verde sposano le note frizzanti dello zenzero e la freschezza della menta, dando vita a una miscela dal piacevole gusto vivace e speziato, perfetto per la seconda parte della giornata.

Da servire calde, senza latte o limone, eventualmente addolcendo a piacere con zucchero o miele, le referenze della linea SuperGood di Twinings sono disponibili in confezioni dai colori vibranti, ognuna delle quali contiene 20 filtri piramidali (1,6 g di miscela per ogni filtro).

Sucre d’Or, Massari e Paillasson premiano il re dello zucchero artistico

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La scultura in zucchero di Lorenzo Puca

Non capita tutti i giorni, e si intende in senso letterale: il premio al Meilleur tireur de sucre artistique du monde, ossia il Miglior artista al mondo dello zucchero, viene assegnato una volta ogni 10 anni. Si chiama Sucre d'Or, e finisce nelle mani del professionista che ha lasciato il segno in termini di stile, estetica, tecnica e innovazione nella lavorazione dello zucchero artistico. Quest'anno la premiazione si terrà in Italia, a Roma, domenica 6 settembre. alla presenza dei Maestri Gabriel Paillasson e Iginio Massari.

La prima edizione nel 1997: onore a Paillasson

La paternità del premio è francese. A conferire l'Oscar dello zucchero è Déco Relief, azienda francese specializzata in ingredienti e materiali professionali per l'alta pasticceria. La prima assegnazione avvenne nel 1997 e vinse proprio il Maestro Paillasson, unico ad aver ricevuto il prestigioso riconoscimento di Meilleur Ouvrier de France sia per pasticceria che per gelateria e creatore - nel 1989 - della Coupe du Monde de la Pâtisserie, la competizione che ogni due anni vede sfidarsi il meglio dell'alta pasticceria internazionale.

Nel 2007 sul trono sale Stephane Klein

Nel 2007, invece, a meritarsi l'onorificenza fu Stephane Klein, pasticcere di Belfort (Alsazia) che ha dedicato allo zucchero artistico l'intera sua vita professionale. Tanto che oggi Klein è considerato un maestro assoluto della materia. Passare dal suo laboratorio e dalle sue lezioni è un dovere per i professionisti che vogliano affinare le loro capacità di lavorazione dello zucchero artistico.

Edizione 2020: la premiazione a Roma il 6 settembre

La particolarità di quest'anno è duplice. Intanto, si è giunti al 2020 perché nel 2017 la giuria ha ritenuto che non ci fosse un campione perfettamente in linea con gli altissimi standard del premio. Così si è deciso di prendere più tempo. In più, per la prima volta la premiazione si terrà in Italia, come detto a Roma il 6 settembre a Palazzo Naiadi, Hotel Exedra. Il Maestro Iginio Massari sarà ospite d'onore, mentre il Maestro Gabriel Paillasson premierà il vincitore. Grande attesa per il nome, ovviamente, visto che la location scelta - la nostra Capitale - fa sperare in un vincitore italiano. Il riconoscimento andrà "a colui che abbia messo in campo, nella lavorazione dello zucchero artistico, creatività e uno stile personale, riconoscibile; ma anche nuovo sguardo e innovazione all'interno di questa spettacolare disciplina decorativa", si legge in una nota. Dunque, sarebbe un ottimo punto a favore della pasticceria italiana poter vantare un risultato di questa portata. Nella foto: la scultura in zucchero di Lorenzo Puca presentata a Sigep 2020

Baritalia Talks: lunedì 7 settembre c’è Tommaso Cecca, head bartender del Camparino

Tommaso Cecca, head bartender del Camparino
Tommaso Cecca, head bartender del Camparino

Tommaso Cecca, head bartender del Camparino, sarà ospite a Baritalia Talks lunedì 7 settembre dalle ore 15.30 alle 16.30 per raccontarci del Camparino. Non un semplice locale, ma una parte viva e primaria nella storia di Milano, nato nel 1915 all’imbocco della Galleria Vittorio Emanuele II, per volontà di Davide Campari, figlio di Gaspare, il creatore del “Bitter all’uso d’Hollanda” e fondatore dell’azienda Campari. Tra gli argomenti trattati nel corso dell'intervento, realizzato in partnership con Campari Academy e Camparino, si parlerà delle origini del locale, del suo glorioso passato e di come è stato trasformato sia negli ambienti sia nella proposta food & beverage. La chiacchierata con Tommaso Cecca riguarderà anche il concept del nuovo menu e l'impegno sulla responsabilità ambientale. Non mancheranno, ovviamente, i drink classici e contemporanei proposti in questo luogo simbolo della miscelazione italiana.

La settima puntata dei nostri webinar, realizzati in collaborazione con i partner dell’edizione 2020-2021 di Baritalia, sarà trasmessa sulle pagine Facebook Redazione Bargiornale Baritalia e su Instagram Redazione Bargiornale. Tommaso Cecca sarà disponibile a rispondere a tutte le vostre domande e curiosità. Vi basterà lasciare un commento sotto la diretta Facebook trasmessa da Redazione Bargiornale Baritalia. La redazione si occuperà di riportare le vostre domande e le vostre considerazioni al protagonista del nostro webinar. Ricordiamo che tutti video di Baritalia Talks saranno disponibili su Bargiornale PREMIUM e potranno essere scaricati previa registrazione.

Un momento imperdibile!  Ci sarà da imparare ma, come sempre, anche da divertirsi. Conduce in studio Stefano Nincevich.

 

IL PROGRAMMA DI BARITALIA TALKS (in aggiornamento)

Lunedì 22 giugno dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Compagnia dei Caraibi

Dal Messico a Barbados: cultura e miscelazione attraverso il Mar del Caribe

Relatori Michele Tuveri, ambassador The Real McCoy Rum e Francesco Pirineo ambassador Tequila Ocho. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 29 giugno dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Red Bull

La miscelazione secondo Bruno Vanzan

Relatore Bruno Vanzan. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 6 luglio dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia talks with Coca-Cola Hbc Italia

La rivoluzione della Bollicina

Relatore Alexander Frezza, L'Antiquario. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 20 luglio dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Molinari

Cointreau - The Art of The Mix

Relatore Luca Moroni, brand ambassador Molinari. Modera Stefano Nincevich

 

Lunedì 27 luglio dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Organics by Red Bull

Tropical Mixology: la frizzante miscelazione dei Caraibi

Relatore Jonathan Di Vincenzo. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 3 agosto dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Campari Academy

Easy mix: rinfrescanti, facili e veloci

Relatore Luca Casale, Campari Academy Coordinator. Modera Stefano Nincevich

 

Lunedì 7 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Campari Academy

Il Camparino raccontato da Tommaso Cecca, head bartender Camparino

Relatore Tommaso Cecca. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 14 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Compagnia dei Caraibi

Salvia&Limone  -  La Doppia Natura del Gusto

Relatore Emanuele Russo, Spirits Educational Specialist

Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 21 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Nonino Distillerie

Relatore Simone Caporale. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 28 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Nonino Distillerie

Relatore Sam Ross. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 5 ottobre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia talks with Coca-Cola Hbc Italia

LE DATE di BARITALIA 2020-2021 si svolgeranno con questo calendario

  • 16 novembre 2020 Firenze
  • Il 14 dicembre 2020 Torino
  • 1 febbraio 2021 Palermo
  • 1 marzo Reggio 2021 Reggio Calabria
  • 29 marzo 2021 Cagliari
  • 26-27 aprile 2021 ultima tappa e final show a Milano

In pack monodose i prodotti per l’aperitivo Foodbar di Conserve Italia

prodotti monodose aperitivo Foodbar Conserve Italia

Permettere al locali e ai loro clienti di celebrare il rito dell’aperitivo con la qualità di sempre, ma con un’attenzione alla sicurezza in più. È con questo obiettivo che Conserve Italia ha lanciato le nuove confezioni monodose di appetizer della gamma Foodbar. Una novità tutta all’insegna di una maggiore sicurezza pensata per il canale del fuoricasa alle prese con le nuove modalità di consumo post-lockdown.

Disponibile nelle buste monoporzione i prodotti più richiesti per l’aperitivo a marchio Apé, il brand di Conserve Italia che raccoglie le proposte di qualità per il canale bar dedicate a questo momento, perfette per accompagnare qualsiasi bevanda: le olive verdi denocciolate, disponibili in formato da 30 g, le patatine, croccanti e stuzzicanti, sempre in formato da 30 g, e le arachidi, in busta da 20 g.

Pratiche e versatili, le nuove confezioni monodose vanno ad allargare la già ampia e variegata gamma Foodbar di Conserve Italia, composta dalle referenze dei marchi Valfrutta, Valfrutta Granchef, Cirio Alta Cucina e Apé. Gamma che va dai Pronti al Vapore Valfrutta ai Cotti a Vapore Valfrutta Granchef, dai Pomodorini e Datterini Cirio Alta Cucina fino alle creme spalmabili, ai sottoli e sottaceti Valfrutta Granchef e agli altri prodotti per l’aperitivo Apé, quali crostini, tortillas, patatine. Soluzioni che l’operatore bar può utilizzare al meglio per dare vita a originali proposte, facili e veloci da realizzare con l’ausilio di poche attrezzature, magari ispirandosi ai suggerimenti, anche per quanto riguarda la presentazione, e alle ricette che trova sul portale dedicato.

Horeca Work Forum, in diretta le exit strategy per la caffetteria

1° Work Forum Caffetteria

Martedì 1 settembre appuntamento dalle 10,00 alle 12,30 sul canale You Tube o sulla pagina Facebook di Planet One per seguire in diretta al primo Horeca Work Forum dedicato alla Caffetteria, che vedrà addetti ai lavori, istituzioni, media e personaggi tra i più importanti e influenti del settore riuniti per fare squadra, condividere idee, metodologie ed esperienze. È la fase culminante della prima parte del BootCamp & Work Forum Horeca 2020 in programma ad Assisi dal 31 agosto al 15 settembre che proseguirà il 7 e 8 settembre con Locali serali e mixology bar per concludersi il 14-15 settembre con la sessione dedicata a Food Ristoranti e Hotel.  Tutto questo nella suggestiva cornice del Borgo Orti Antichi di Assisi, il nuovo Centro Studi Scientifico di Planet One che insieme a Bargiornale ha intercettato l’esigenza di fare un punto della situazione sul post Covid. Tema comune sarà un’analisi degli scenari, delle tendenze e del profilo dei consumatori del futuro; tutti i partecipanti sono invitati a fare rete, confrontarsi e collaborare per individuare le Exit Strategy necessarie per una ripartenza consapevole e sostenibile dell’intero settore.

In programma 3 Work Forum su Caffetteria, Mixology, Ristorazione e Hotel

Il primo Work Forum sul tema La caffetteria del futuro - Exit strategy, vedrà la partecipazione di Stefania Proietti, sindaco di Assisi, Giorgio Mencaroni, presidente Umbria Confcommercio-consigliere nazionale Federalberghi e Michele Cannone marketing manager global Lavazza. Inoltre collegamenti video con esperti e rappresentanti di enti ed imprenditoria da varie parti del mondo.

Ogni BootCamp rappresenterà per tutti i partecipanti un momento importante e unico di scambio e di formazione, un team building interattivo con oltre 50 tra i migliori trainer, talenti ed esperti di settore, su tematiche trasversali al mondo horeca. Si spazierà dal benessere alimentare e fisico alla leadership e il management, dall’architettura e il design per i locali del futuro alla comunicazione social, dalla fitoalimurgia all’herbal mixology. Tutto questo per creare contenuti e trasmettere saperi in grado di trasformare le tendenze e i momenti di crisi in opportunità di crescita e di sviluppo.

I 3 Work Forum in programma

??????????? - Martedì 1 settembre 2020 - dalle 10.00 alle 12.30

???????? - Martedì 8 settembre 2020 - dalle 10.00 alle 12.30

???????????? ? ????? - Martedì 15 settembre 2020 - dalle 10.00 alle 12.30

Su Youtube https://www.youtube.com/user/planetoneservice o su Facebook www.facebook.com/planetoneservice.

Bruno Pilzer è il nuovo presidente dell’Istituto tutela grappa del Trentino

Bruno Pilzer, presidente Istituto tutela grappa del Trentino

È Bruno Pilzer il nuovo presidente dell’Istituto tutela grappa del Trentino, l’istituto nato nel 1960 per tutelare la produzione trentina del distillato, ovvero ottenuto esclusivamente da vinacce prodotte nella regione, e di qualificarla con l’apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”. Una produzione pari ogni anno a circa 7500 ettanidri e che rappresenta il 10% del totale nazionale in bottiglie da 70 cl.

Classe 1959, tra i decani del settore, Pilzer, originario di Faver, nel comune di Altavalle, in Val di Cembra, dove si trova l’azienda di famiglia, la Pilzer con la quale collabora, rappresenta una delle tradizioni distillatorie tra le più storiche del Trentino e del nostro Paese. Enologo, da anni lavora con la Fondazione Edmundo Mach di San Michele all’Adige, che si occupa di ricerca scientifica, istruzione e formazione, sperimentazione, consulenza e servizio alle imprese nei settori agricolo, agroalimentare e ambientale, inizialmente come analista, poi nella gestione della distilleria della Fondazione e recentemente anche come docente nel corso di Alta Formazione.

La grappa guarda al futuro

Eletto all’unanimità dai 25 soci, 22 dei quali distillatori, Pilzer ha annunciato le prossime sfide che attendono l’Istituto e che saranno al centro del suo programma. «Il nostro obiettivo è di guardare sempre al futuro, senza perdere la tradizione – ha dichiarato il neo presidente -. Vogliamo allo stesso tempo dialogare con il consumatore di oggi e di domani, puntando su un concetto di promozione più dinamico e con un contatto diretto con l’appassionato». Una strategia che passa per la promozione integrata del territorio e delle sue eccellenze, ovviamene a partire dalla grappa. «L’idea è di diventare un modello di “grappa turismo”, così come da sempre esiste nel vino – ha chiarito Pilzer –sfruttando il know how di tante distillerie che già da anni lo stanno facendo, per creare un percorso emozionale alla scoperta della grappa trentina che a differenza di altri distillati internazionali può contare su storie di persone e di territori tutte diverse tra di loro». La formazione e il miglioramento continuo della qualità gli altri aspetti su quali si focalizzeranno le attività dell’Istituto. «Partiamo da una base ottima che è rappresentata dalla Fondazione Mach che ha cambiato l’approccio didattico anche nei confronti della grappa e dei distillati – ha spiegato – per poi avere un confronto continuo tra i soci distillatori per garantire agli appassionati del nostro prodotto quella continuità e quella eccellenza che da sempre ci ha permesso di fare la differenza».

Il nuovo Cda

Insieme alla nomina del nuove presidente, l’assemblea dei soci ha rinnovato l’intero consiglio di amministrazione dell’Istituto. Alla vicepresidenza è stato eletto il giovane Alessandro Marzadro, della terza generazione dell’omonima distilleria. Completano il Cda: Rudy Zeni della Distilleria Zeni, Bernardino Poli di Casimiro, Carlo Pezzi di Pezzi, Giuliano Pisoni della Distilleria Pisoni, Luigi Cappelletti della Cappelletti Nova Salus, Fabio Andreis di Distillerie Trentine e Franco Bertagnolli della Bertagnoli.

La sostenibilità al centro delle strategie di crescita di Sanpellegrino

Sanpellegrino sostenibilità

La riduzione dell’impatto ambientale, a partire da un’accorta gestione dell’acqua, sempre più al centro delle strategie di crescita di Sanpellegrino. A testimoniarlo il nuovo report di sostenibilità del Gruppo, che illustra le attività messe in campo a tutela dell’ambiente, per promuovere una crescita sostenibile e la creazione di valore che sia anche fonte di benessere per le comunità dove si opera.

The Future we Share, questo il nome dello studio, evidenzia l’impegno di Sanpellegrino sul fronte ambientale, con la particolare attenzione data alla salvaguardia delle risorse idriche. L’azienda gestisce il ciclo industriale dell’acqua mantenendo costante l’equilibrio tra prelievo e ricostituzione della falda e riducendo progressivamente l’impronta ecologica sui territori. Impegno che si riflette anche nel conseguimento della certificazione Aws (Alliance for Water Stewardship) che premia il modo con cui le imprese si prendono cura della risorsa attraverso il rispetto del bilancio idrico, la condivisione di conoscenze e la collaborazione con il territorio per preservare e migliorare la qualità dell’acqua disponibile e delle aree circostanti. Lo scorso anno il Gruppo ha concluso l’iter di certificazione del sito produttivo Nestlé Vera di Santo Stefano Quisquina in Sicilia, mentre gli stabilimenti lombardi e toscani dove si imbottigliano, rispettivamente, S.Pellegrino e Acqua Panna otterranno la certificazione tra la fine di questo e l’inizio del prossimo anno. Non meno importanti i risultati ottenuti grazie alla continua ottimizzazione dei processi, che, sempre nel 2019, hanno permesso di risparmiare 307 milioni di litri di acqua, con un utilizzo di 0,6 l per ogni litro imbottigliato, a fronte di 0,7 l del 2018. .

Ridurre l’impatto del packaging

Importante anche l’impegno di Sanpellegrino nella riduzione dell’impatto del packacing, che viene portato avanti a monte e a valle della filiera: nel primo caso attraverso gli investimenti nella ricerca di materiali alternativi, nel secondo sensibilizzando i consumatori sulla corretta raccolta differenziata e aumentando le performance di riciclo con l’obiettivo di arrivare al 100% dei propri imballaggi riciclabili e riutilizzabili entro il 2025.

Sanpellegrino, inoltre, è tra i sei soci fondatori di Coripet, un consorzio volontario per il recupero e l’avvio al riciclo dei contenitori in Pet per liquidi alimentari, recuperando la materia prima e impiegandola per la produzione di nuove bottiglie. Il consorzio si propone, infatti, di contribuire a raggiungere gli obiettivi della direttiva Europea Sup (Single use plastics) che prevedono la raccolta di almeno il 77% delle bottiglie in Pet sempre entro il 2025.

Processi ottimizzati e logistica più green

Altre strategie messe in campo per rendere l’attività sempre più sostenibile riguardano l’ottimizzazione dei processi produttivi e una logistica più green. Per quanto riguarda il primo aspetto, il Gruppo, sin dal 2011, ha migliorato le prestazioni energetiche di tutti i siti produttivi con l’utilizzo del 100% di energia elettrica acquistata da fonti rinnovabili. Negli ultimi 9 anni sono state ridotte del 58% anche le emissioni di CO2, raggiungendo il livello di 13 grammi di anidride carbonica prodotti per litro d’acqua imbottigliato.

La logistica è stata resa più sostenibile grazie a diverse scelte, che vanno dalle produzioni più vicine ai consumatori alla predilezione per il trasporto su rotaia, dall’ottimizzazione dei carichi all’utilizzo di mezzi all’avanguardia, come la flotta alimentata a Lng (gas naturale liquefatto), combustibile con minori emissioni di anidride carbonica e ossidi di azoto, rispetto ai più moderni veicoli a diesel. E i chilometri percorsi dall’acqua minerale su tale sono passati dal 6% del totale nel 2018 al 12,3% nel 2019.

Un forte legame con i territori

Altro perso fondamentale della strategia del gruppo è il forte legame con le comunità nelle quali opera, con l’impegno nella valorizzazione economica e turistica delle aree dove sono presenti le fonti. Testimonianza dei risultati ottenuti attraverso questa politica di creazione di valore condiviso è l’indice Lai (Local acceptability index) che esprime il giudizio della comunità sull’azienda rispetto alla gestione dell’acqua, all’impatto sull’ambiente e allo sviluppo socio-economico, che nello scorso anno ha visto un incremento sia per S.Pellegrino, con un apprezzamento pari al 90%, sia per Acqua Panna, arrivato all’87%, sia per Levissima, 86%.

Il sostegno alle comunità durante l’emergenza

Il Gruppo, inoltre, anche nello scenario sconvolto dall’emergenza sanitaria ha messo in atto diverso iniziative a sostegno delle comunità locali più colpite. In particolare, ha stanziato 250.000 euro a favore dell’Ats di Bergamo per le attività sociosanitarie extra-ospedaliere sul territorio e a supporto degli operatori sanitari che hanno svolto attività di assistenza domiciliare nel bergamasco e in Val Brembana. Inoltre, ha fornito 10.000 mascherine e dispositivi di protezione individuale al personale sanitario territoriale e domiciliare della zona e acqua agli operatori impegnati direttamente nella gestione dell’emergenza. Sostegno proseguito anche attraverso Levissima che ha sospeso gli investimenti pubblicitari in tv per donare all’Ats della Montagna e all’Asst Valtellina e Alto Lario 200.000 euro per l’ospedale di Sondalo e le attività socio-sanitarie nei territori di Valdisotto, Valdidentro, Bormio, Sondalo, Livigno e Valfurva, fornendo anche acqua ai pazienti e al personale di queste strutture e alla popolazione più fragile dell’Alta Valle.

Un nuovo look per Acqua di Cedro Nardini

Acqua di Cedro Nardini nuova bottiglia

Dopo gli aperitivi Bitter Nardini e Mezzoemezzo, un altro storico prodotto di casa Nardini cambia look. La distilleria più antica d’Italia ha infatti rinnovato l’immagine del suo liquore Acqua di Cedro, disponibile ora in una nuova bottiglia corredata da una altrettanto nuova etichetta.

Il nuovo pack si caratterizza per le forme più squadrate ed estremamente eleganti, che donano al liquore un aspetto contemporaneo, ma senza tradire il legame con la tradizione e la storicità del marchio. A regalare alla bottiglia un’immagine fresca, moderna e di stile contribuiscono poi il nuovo tappo a “T”, il collarino dedicato di colore giallo, impreziosito dalla firma “Nardini” in corsivo, e la grafica rinnovata dell’etichetta. Una grafica estremamente raffinata, impressa su carta silk touch, che termina con il nuovo logo Nardini, anche questo dai tratti molto moderni.

Un restyling con il quale Distilleria Nardini vuole confermare la capacità di stare a passo con i tempi, coniugando la tradizione delle antiche ricette con un’immagine in grado di parlare ai nuovi consumatori. Un’operazione che replica sul piano dell’immagine la capacità dei suoi prodotti di guardare e aprirsi alle nuove modalità di consumo.

Cristallina e pulita alla vista, Acqua di Cedro (alc. 29% in vol), disponibile nei formati da 70 e 100 cl, è un esempio perfetto di tale discorso. Storico pezzo della tradizione liquoristica, con le sue fresche note agrumate e floreali, grazie all’infusione delle scorze di cedro, è da servire ghiacciata come fine pasto, ma ideale anche come ingrediente per la miscelazione, grazie alla sua versatilità, per realizzare cocktail inediti come il Cedro Tonic, preparato miscelando il liquore (15 cl) con acqua tonica e decorando con menta e una scorzetta di limone.

Aqva di gin Speziata conquista l’argento all’Iwsc 2020

Aqva di gin Speziata

Arriva dal Regno Unito un prestigioso riconoscimento per Aqva di gin Speziata. Il distillato creato e prodotto da Bespoke Distillery, giovane realtà italiana fondata da Vincenzo Russo, rampollo di una famiglia con una lunga tradizione nella distillazione, e il bartender Flavio Esposito, si è aggiudicato la medaglia d’argento nella categoria Contemporary gin all’edizione 2020 dell’International Wine & Spirit Competition (Iwsc), tra i maggiori concorsi a livello mondiale dedicati ai vini e agli spirit.

Un riconoscimento di grande prestigio per l’innovativo prodotto per la miscelazione messo a punto e lanciato dal duo Russo - Esposito meno di un anno fa e distribuito in esclusiva nel nostro Paese da OnestiGroup.

Aqva di gin è infatti una linea di distillati o, meglio, di fragranze distillate pensate per offrire ai bartender una soluzione per personalizzare in modo veloce e semplice le proprie creazioni, ma anche i grandi classici della mixology. Ispirata al mondo dei profumi e progettata secondo la piramide olfattiva, la linea di fragranze è al momento disponibile in tre diverse referenze: Agrumata, Floreale e Speziata. E proprio quest’ultima versione (alc 40% in vol), dal gusto aromatico con intense note speziate, che lasciano spazio alle note calde di galanga e fava tonka con un finale piccante di pepe rosa, è stata appena premiata con l’argento e menzione “speciale” all’Iwsc.

Competizione, questa, tra le più prestigiose e autorevoli che ogni anno vede in gara referenze provenienti da oltre 90 paesi di tutto il mondo, e nella quale ogni prodotto è sottoposto a un rigoroso processo di valutazione che prevede una doppia sessione di assaggi alla cieca, da parte di un panel di 400 esperti riconosciuti a livello internazionale, e una successiva e dettagliata analisi chimica per garantirne l’integrità e la coerenza.

Ideale per punch e cocktail pre dinner, Aqva di gin Speziata, che viene prodotto con una doppia distillazione discontinua e che ha tra le sue botaniche principali, oltre a quelle già citate, il ginepro, il cardamomo e i chiodi di garofano, ha anche raccolto il giudizio lusinghiero di Virginia Miller, presidentessa del West North America per The World's 50 Best, nel panel di giudici dell’Iwsc. «Non ho avuto la possibilità di provare le versioni Floreale o Agrumata di Aqva di gin, ma la Speziata è un'interpretazione intrigante che ricorda gin invecchiati in botte con spezie calde e note autunnali e invernali, richiamate dalla galanga, fava tonka e pepe rosa – ha dichiarato -. Questo non è un gin da utilizzare in tutte le ricette classiche, ma con il quale creare cocktail unici. Il finale è persistente con una consistenza cremosa».

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