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Formazione, i corsi Unigrà dell’autunno

training center Unigrà
Il training center Unigrà

Tra le aziende che hanno scelto di investire per offrire ai professionisti preziose opportunità di formazione c'è anche Unigrà. L'azienda di Ravenna, nata nel 1972, che produce materie prime, semilavorati e prodotti finiti per tutti i canali del settore - industriale, artigianale, retail e ho.re.ca - ha presentato a inizio anno la sua scuola a Conselice (Ravenna). I corsi sono concepiti sotto la direzione del maestro pasticcere Maurizio Santin.

Approfondimenti su mignon, torte e colazioni

  • Pasticceria mignon e choux. Il calendario autunnale dei corsi di specializzazione per i professionisti inizia martedì 22 e mercoledì 23 settembre con questo corso dimostrativo di terzo livello a cura del maestro Maurizio Santin.
  • Torte forno. Lunedì 28 e martedì 29 settembre è previsto un corso pratico di terzo livello su questo tema, condotto dal docente Stefano Laghi.
  • Colazioni. Martedì 6 e mercoledì 7 ottobre si esplora il mondo delle colazioni con un corso pratico di secondo livello a cura del maestro pasticcere Felice Nichilo che illustrerà le opportunità offerte in questo campo dai prodotti del brand GLF.

I corsi base su cioccolato, panificazione e gelateria

Ci sono anche appuntamenti per i meno esperti, dei corsi pratici per studiare le basi della pasticceria. Da martedì 20 a giovedì 22 ottobre il maestro cioccolatiere Carola Stacchezzini terrà un corso pratico di primo livello dal titolo Cioccolato base, mentre mercoledì 28 e giovedì 29 ottobre il maestro panificatore Enrico Zolesi si concentrerà sul tema Panificazione base, con l'utilizzo di prodotti GLF. E ancora, da martedì 17 a giovedì 19 novembre il maestro gelatiere Massimo Vasini offrirà una panoramica sulla Gelateria Base, con l'utilizzo di prodotti a marchio Martini Linea Gelato.

Da inizio novembre spazio al Natale

Da novembre ci sarà anche spazio per approfondire le tipicità del Natale.

  • Soggettistica di Natale. Un corso dimostrativo di terzo livello a cura del maestro pasticcere e cioccolatiere Maurizio Frau, in programma martedì 3 e mercoledì 4 novembre.
  • Il panettone. Un corso di secondo livello sul grande lievitato da ricorrenza. Sarà a cura del maestro pasticcere Nicola Musolino, è in programma giovedì 12 e venerdì 13 novembre.

A dicembre Servida e Siccardi in cattedra

Martedì 24 e mercoledì 25 novembre in cattedra prenderà posto il maestro pasticcere membro dell'Ampi Alessandro Servida per un corso dimostrativo di terzo livello sulle monoporzioni. Martedì 1 e mercoledì 2 dicembre il maestro pasticcere Felice Siccardi terrà un corso pratico di secondo livello sulla pasticceria classica, con focus sull'utilizzo dei prodotti Master Martini. Per iscrizioni e informazioni è a disposizione il sito web di Unica  

Cinque premi per Gruppo Caffo alla Sip Awards International Spirits Competition

Gruppo Caffo premi

Sono ben cinque i riconoscimenti conquistati da Gruppo Caffo alla Sip Awards International Spirits Competition, competizione internazionale dedicata agli spirit che si svolge in California. Premi assegnati a tre prodotti di punta del gruppo calabrese: Emporia Gin, Vecchio Amaro del Capo Red Hot e Petrus Boonekamp.

Riconoscimenti che bissano il successo dello scorso anno, quattro allora i premi conquistati dal gruppo in questo contest dal carattere molto particolare. Si tratta infatti di una delle pochissime competizioni riconosciute a livello internazionale, dove a giudicare i prodotti provenienti da tutto il mondo è un panel di giudici composto esclusivamente da consumatori, che valuta le diverse proposte, circa 1000 quelle in gara nell’ultima edizione, con una  una degustazione “alla cieca”.

Giudici che hanno assegnato a Emporia Gin la doppia medaglia d’Oro nella categoria Gin e l’Innovation Awards, il premio per l’innovazione attribuito agli spirit ritenuti innovativi e con un profilo di gusto unico. Un doppio grande risultato per il gin artigianale superpremium (alc 45% in vol) lanciato lo scorso maggio, dal carattere morbido e dal gusto pieno, fine con una stuzzicante nota sapida, e dal ricco bouquet aromatico, fresco, gentile e mai pungente, dal quale emergono delicate nome di ginepro, agrumi e spezie. Un prodotto frutto di due anni di ricerche, la cui ricetta prevede l’utilizzo di ingredienti molto particolari, quali il ginepro fenicio, varietà che cresce spontaneamente in Calabria, dove, secondo la leggenda, fu portato, appunto, oltre 3000 anni fa, dai fenici, e l’acqua del mare Tirreno. Ricetta completata da una selezione di botaniche, rigorosamente provenienti da coltivazioni calabresi, raccolte e lavorate stagionalmente, tra le quali alcune specialità di quelle terre, quali le scorze di bergamotto e la radice di liquirizia, che vanno ad aggiungersi alle scorze di limone, di lime, salvia, assenzio, sambuco, coriandolo, e da un processo di produzione che prevede una doppia distillazione.

Due premi anche per Vecchio Amaro del Capo Red Hot, la versione al peperoncino piccante di Calabria dello storico liquore alle erbe di casa Caffo, anche questa lanciata pochi mesi fa: la medaglia di Bronzo nella categoria Amaro e, nella stessa categoria, il Consumers’ Choice Awards, premio che esprime la fiducia da parte dei giudici consumatori nei confronti di un brand.

Infine, la medaglia di Bronzo nella categoria Bitter andata a Petrus Boonekamp, lo storico “amarissimo” acquisito da alcuni mesi da Gruppo Caffo e oggetto di un nuovo progetto di rilancio in Italia e all’estero. Un prodotto (alc 45% in vol) con oltre due secoli di storia, realizzato con un mix di erbe e di spezie e del tutto privo di zucchero, che insieme contribuiscono al suo gusto deciso, dalla componente amara particolarmente spiccata, ma sempre gradevole.

Le exit strategy per la ristorazione: diretta streaming martedì 15 settembre dalle 10 alle 12.30

work forum ristorazione
Appuntamento in diretta streaming sui canali Facebook Planetoneservice e Redazione.ristoranti per il 3° Work forum: un ragionamento a più (autorevoli) voci sul futuro della ristorazione italiana

Jazz, la nuova linea di bicchieri Bormioli ispirata ai ruggenti anni Venti

collezione Jazz Bormioli Luigi

Un sofisticato design vintage design vintage si combina con materiali all’avanguardia in Jazz, la nuova linea di bicchieri ottici per la miscelazione di Luigi Bormioli.

Le sfaccettature ampie e lineari che caratterizzano le quattro referenze della nuova gamma, la Cocktail Coupe, la Flûte, e i bicchieri Long Dink e Rocks Whisky, rimandano infatti ad atmosfere di altri tempi, esattamente agli anni Venti dello scorso secolo, un progetto che la collezione evidenzia già dal suo nome. Il nome Jazz allude infatti in modo esplicito al genere musicale che fece da colonna sonora agli “anni ruggenti” negli Stati Uniti del Proibizionismo e degli speakeasy, un’epoca immortalata ne Il Grande Gatsby, il romanzo di Francis Scott Fitzgerald al cui immaginario la nuova linea rimanda.

Cocktail Coupe Jazz Bormioli LuigiGuardano più in dettaglio le referenze della collezione, la Cocktail Coupe è una coppa con capacità di 30 cl, pensata per rispondere alle esigenze dei bartender cultori del bere miscelato artigianale e di qualità, ispirato alla tradizione dei grandi club del passato.  Un modello che si caratterizza per le linee eleganti date dal lungo stelo sul quale poggia la coppa sfaccettata, perfetta per valorizzarne il contenuto.

Flûte Jazz Bormioli LuigiLa Flûte, con la sua coppa alta e slanciata, della capacità di 21 cl, rappresenta invece la soluzione ideale per il servizio degli sparkling cocktail, a partire da un grande classico come il Kir Royal.

Lonk Drink e Rocks Whisky Jazz bormioli LuigiCompletano la collezione i due bicchieri, il Long Drink, alto e slanciato, con una capacità di 45 cl, concepito per il servizio di bibite e long drink, e il Rocks Whisky, della capacità di 35 cl, che invece si presta in particolare al servizio del whisky on the rocks.

Eleganti e raffinati, i modelli della collezione Jazz, come tutti i bicchieri firmati Bormioli sono realizzati in SON.hyx, un vetro sonoro superiore senza piombo, sviluppato dalla vetreria di Parma e protetto da brevetto, caratterizzato da straordinaria trasparenza e brillantezza, grazie al bassissimo contenuto di ferro. Caratteristica che gli regala una sensazione di leggerezza e quasi di immaterialità e di restituire in tutta la sua pienezza il colore reale del liquido contenuto. Le proprietà del vetro, combinate a particolari processi produttivi, garantiscono poi ai prodotti una notevole resistenza meccanica e ai lavaggi industriali, che consentono loro di conservare le caratteristiche di trasparenza e brillantezza iniziali anche dopo oltre 3000 lavaggi in macchine professionali. Inoltre, gli steli della Cocktail Coupe e della Flûte sono stati sottoposti al trattamento permanente anti abrasione Titanium Reinforced, brevettato Bormioli, che ne aumenta la robustezza.

illy, la tazzina dei 20 anni e il barattolo che dà gioia

La tazzina del ventennale

Fondata a Napoli nel 1999 e trasferita nel 2002 a Trieste, l’Università del Caffè è il polo di eccellenza dedicato ai professionisti della filiera del caffè e ai cultori del gusto. Voluta dal figlio del fondatore dell’azienda, Ernesto Illy, lo scorso anno ha festeggiato 20 anni di storia. Ed ecco che sulla scia delle celebrazioni per il suo ventennale, arriva la tazzina celebrativa limited edition.

Università del Caffè: al centro la formazione
Università del Caffè: al centro la formazione

Al centro c'è il logo dell’Università del Caffè, in un insieme di tratti che riporta alla mente l’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, che per l’occasione presenta un 20 stilizzato insieme all’anno della fondazione e quello del ventennale, il 1999 e il 2019. Il bordo si presenta variopinto sia sulla tazza sia sul piattino e crea un sensazione armonica con tutti i suoi colori che richiamano e uniscono idealmente le 27 filiali in tutto il mondo. In questo decoro raffinato prende una forma concreta l’idea di un circolo virtuoso che valorizza la qualità attraverso la conoscenza, l’essenza stessa di Università del Caffè, un luogo dove i docenti da vent’anni agiscono con dedizione, consapevoli che solo una cultura diffusa dell’eccellenza garantisce una crescita condivisa e sostenibile. Un oggetto emblematico dove il sapore e l’aroma del caffè si fondono con la storia e l’esperienza dell’Azienda triestina.

Il nuovo barattolo firmato da Olimpia Zagnoli
Il nuovo barattolo firmato da Olimpia Zagnoli

Al contempo, il barattolo in alluminio illycaffè si veste di nuova creatività d’autore limited edition con un carosello di tratti e colori che trasmettono gioia e positività. La firma l’artista milanese Olimpia Zagnoli, esponente di spicco della new wave dell’illustrazione italiana. L’invito a ripartire insieme, ognuno con il suo ritmo, ricolorando ognuno i propri pensieri e il proprio futuro si esprime in un carosello di persone e colori, in una parata di tonalità accese e sgargianti. La migliore espressione del #LIVEHAPPilly, che prende il via dal rito mai banale legato a una tazzina di caffè.

L’Università del Caffè di illy conta 27 filiali in tutto il mondo e fa della ricerca, dell’innovazione e dell’eccellenza i suoi grandi pilastri a cui con gli anni si sono uniti nuovi riferimenti che completano la mission dell’attività dell’azienda di Trieste, tra i quali la formazione e al divulgazione della cultura del caffè hanno un posto di grande importanza.

La sua formazione comprende tutta la filiera fino al consumatore finale grazie ad un team globale di 120 docenti che offrono a ciclo continuo formazione a produttori, professionisti del settore e consumatori: dal 2000 ad oggi sono stati formati oltre 270 mila studenti. Il fiore all'occhiello è il Master universitario in Economia e Scienza del caffè Ernesto Illy, rigorosamente a Trieste, che si avvale del contributo dell'Università di Trieste, Udine, la SISSA (Scuola internazionale Superiore di Studi avanzati) e il CMB (Consorzio di Biomedicina Molecolare) e che comprende 400 ore di formazione in cui si approfondisce ogni aspetto dell’intero ciclo produttivo.

Bitter Chinato, la nuova creazione di Distilleria Nardini

Bitter Chinato Nardini

Elegante, versatile, dal gusto che richiama antichi sapori ed esprime al meglio l’arte liquoristica della distilleria più antica d’Italia. È il Bitter Chinato, l’ultimo nato di Distilleria Nardini, un liquore aperitivo che guarda in modo deciso al mondo della miscelazione.

Il nuovo prodotto è frutto di una segretissima ricetta messa a punto dalla squadra Nardini, sotto la guida del master distiller della casa, Andrea Manzoli, che prevede l’uso di un gran numero di botaniche, ricercate e super selezionate, e un complesso processo di lavorazione artigianale. A comporre il Bitter Chinato è infatti un macerato di erbe a base di china e altre botaniche al quale, dopo l’infusione e la separazione della parte solida, viene unita la parte bitter. La miscela così ottenuta, peculiarità del nuovo prodotto, non viene però filtrata, ma lasciata decantare in uno speciale serbatoio, in modo da evitare che gli oli essenziali non restino intrappolati nel filtro e, invece, permettere agli ingredienti utilizzati di “entrare nel prodotto”, conservando inalterate intensità e caratteristiche organolettiche e regalando al Bitter Chinato il suo profilo unico.

Perfetto per la miscelazione

Il risultato di questo processo è un liquore aperitivo (alc 27% in vol) rotondo e vellutato, dal sapore complesso, ricco e strutturato, nel quale emergono note agrumate, accompagnate da note di erbe e di spezie, per un finale in crescendo dominato dalle note della china.

Peculiarità che ne fanno un ingrediente perfetto per la mixology, in particolare per dare nuove sfumature di gusto ai grandi classici dell’aperitivo italiano, a partire dall’Americano, proseguendo per il Mi-To e il Negroni, ma anche per rivisitare altri classici della miscelazione internazionale e, ovviamente, per dare vita a originali creazioni.

Disponibile in bottiglia da 1 l, Bitter Chinato è un prodotto dallo stile vintage che esprime la sua eleganza e ricercatezza anche nel pack, grazie alla grafia manuale del logo e all’etichetta materica con dettagli dall’inconfondibile stile crafted, chiusa dal nuovo logo Nardini 1779.

Tyson entra nel food-service con una ricca linea di specialità di pollo

Tyson Foods

Una ricchissima linea di specialità surgelate a base di pollo accompagna il lancio nel mercato del food-service europeo di Tyson, brand di punta di Tyson Foods, tra le maggiori realtà alimentari del mondo e nel settore degli alimenti proteici. La multinazionale, fondata nel 1935 da John W. Tyson e con sede a Springdale, in Arkansas, Stati Uniti, punta dunque decisamente sul mondo dei locali per continuare la sua crescita nel Vecchio Continente, con un’offerta tutta giocata su qualità, versatilità e praticità, oltre che su una grande varietà.

Sono infatti ben 28 le referenze che compongono la sua proposta, appositamente studiata dei centri di innovazione Tyson, uno situato nel Paesi bassi l’altro nel Regno Unito, per soddisfare le preferenze dei consumatori europei, spaziando dagli impanati agli spiedini, dal crudo e al fritto, e aiutare così i gestori ad accontentare ogni cliente. Una strategia di espansione supportata dall’acquisizione, lo scorso anno, delle attività europee del colosso brasiliano dell’alimentare Brf, attività focalizzate sul comparto avicolo, che ne rafforza la capacità di servire al meglio i clienti in Europa.

Qualità e praticità

Pronti in pochi minuti, dopo un breve passaggio in forno o in microonde, i prodotti Tyson si prestano alla perfezione sia per realizzare piatti per il momento del pranzo, accompagnandoli con insalate o contorni di verdure, sia come finger food o stuzzicanti appetizer, magari abbinandoli a qualche salsa, per accompagnare drink, un boccale di birra o un calice di vino al momento dell’aperitivo.

Preparati con carne di alta qualità, approvvigionata da fornitori che seguono processi di allevamento rispettosi degli animali, i prodotti destinati al mercato europeo provengono dalle aziende del gruppo nei Paesi Bassi, Thailandia e Brasile e vengono lavorati senza aggiunta di aromi artificiali, coloranti e conservanti.

Bastoncino doppio di pollo mediterraneo TysonAlcuni esempi della ricca proposta dell’azienda sono il Bastoncino doppio di pollo mediterraneo (confezione da 1 kg), preparati con teneri filetti in una marinata di peperoni, aglio ed erbe, tra le quali basilico, origano e timo, e tenuti tra due spiedini, che li rendono piacevoli alla vista e facili da consumare.

I Filetti di petto di pollo fritto “southern style” (confezione da 1,2 kg), filetti fatti al 100% con petto di pollo ricoperto di croccante pangrattato fritto nello stile del sud degli Stati Uniti e tagliato a mano in una forma naturale, perfetti da proporre come piatto unico con insalata di cavolo e patatine fritte o come, per una proposta più informale, come hamburger come da tradizione nel sud degli Usa.

Bocconcini di pollo impanati TysonI Bocconcini di pollo impanati (confezione da 1 kg), croccanti bocconcini di filetto interno di petto di pollo marinato, tagliati a mano e ricoperti con pangrattato di fiocchi di mais, ideali da accompagnare con salse, come appetizer e perfetti anche per i bambini.

I Bocconcini di pollo in pastella (confezione da 1 kg), gustosi bocconcini di pollo tritato e passato in pastella croccante, ottimi da servire con salsa e patatine fritte.

Oltre alle tante referenze già pronte ci sono poi anche i prodotti crudi, come i teneri e versatili Filetti di petto di pollo crudo (confezione da 2 kg), un prodotto che non può mancare e che permette di realizzare numerose ricette e completare le insalate.

I prodotti Tyson hanno una shelf life media di 18 mesi (conservati in congelatore a -18 °C) e vengono proposti in confezioni completamente riciclabili, calibrati in modo da consentire agli operatori di controllare le porzioni ed evitare lo spreco di cibo.

Su strada, casual, accessibile: il nuovo bar d’albergo secondo Farulla

Lobby Bar
Il Lobby Bar dell'Hotel Chapter di Roma

Aprire il bar d'albergo alla città, togliere quella barriera - spesso fisica, quasi sempre psicologica - che tiene lontani i non clienti (e qualche volta anche i clienti), riaffermare il valore della qualità del servizio in un contesto più contemporaneo, meno ingessato: sono le linee guida con cui Mario Farulla (riguardatevi, se non l'avete vista, la videointervista in cui racconta del Late Late show andato in onda in pieno lockdown) ha disegnato l'offerta del Lobby Bar dell'Hotel Chapter Roma, fresco di inaugurazione (il bar, non l'hotel). La prima barriera "buttata giù" è quella dell'ingresso: direttamente su strada, per non "costringere" gli avventori a dover passare attraverso la lobby dell'albergo, azione che può scoraggiare chi non è avvezzo a frequentare questi luoghi.

L'inaugurazione apre una nuova frontiera per il design hotel di Marco Cilia, che a meno di un anno dall'apertura lancia una doppia sfida: un bar ispirato al concetto di lusso accessibile e un ristorante fine dining (di prossima apertura) affidato a Davide Puleio, miglior giovane chef 2020 secondo la Guida Michelin che nel 2020 gli ha assegnato una stella per L'Alchimia di Milano, il locale da cui proviene.

Dalla colazione alle 2 di notte

Mario Farulla
Mario Farulla, bar manager del Lobby Bar dell'Hotel Chapter di Roma

Il Lobby Bar non è (solo) un cocktail bar, ma un vero bar, aperto dalle 7 del mattino alle 2 di notte. Dove, fin dalla mattina, si mescolano gli ospiti dell'hotel, desiderosi di consumare il propri o breakfat, e i clienti esterni, attirati da una proposta di colazione internazionale all'insegna della salute, fatta prevalentemente di prodotti bio e italiani. Insalate protagoniste del business lunch, in attesa che arrivi il momento dell'aperitivo, dove entra in scena la squadra capitanata da Farulla (con lui ci sono Damiano Di Benedetto e Gianluca Tuzzi, ex-Baccano, e Alessandra Del Pico).

«Partiamo con un menu di grandi classici rivisitati - spiega Farulla - in attesa di lanciare, tra meno di un mese, un menu completamente nuovo, che definirei "generazionale". Per i drink ci ispiriamo al concetto di eleganza minimalista, fatta di bei bicchieri e di decorazioni semplici, accompagnati da un bar food d'eccellenza studiato dallo chef Puleio, che sarà ordinabile fino all'1.45 di notte». Il lusso accessibile è fatto anche di prezzi contenuti: «I nostri drink costano tutti tra i 10 e i 12 euro, ben lontani dai 20-30 di molti bar d'albergo».

La capienza è di 45 posti a sedere, ma potrà salire a 80-90 clienti una volta passata l'emergenza Covid-19.

Focus sulla personalizzazione del servizio

Ma Farulla punta soprattutto sul servizio: «Puntiamo su un'accoglienza personalizzata e calda, che permetta a ogni cliente di sentirsi a casa. Per questo abbiamo tolto la divisa giacca e cravatta, scegliendo un'uniforme che rispecchia il nostro modo di essere: jeans, grembiule e scarpe da ginnastica».

Tra i progetti dell'immediato futuro, un programma di dj set dal vivo tutti i weekend con un musiche hip hop e indie rock.

Tramontano vince il contest San Gennà

Angelo Mattia Tramontano - Gran Caffè Napoli 1850 di Castellammare di Stabia - foto di Giuseppe Carfora

La terza edizione del contest "San Gennà... Un dolce per San Gennaro" ha visto trionfare il pasticcere Angelo Mattia Tramontano del Gran Caffè Napoli 1850 di Castellammare di Stabia. Il concorso, ideato per omaggiare il santo patrono di Napoli, ha avuto il suo culmine con la premiazione sulla terrazza del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo. A valutare l'operato dei partecipanti, la giuria tecnica formata da Gino Fabbri, presidente dell’Ampi (Accademia Maestri Pasticceri Italiani), il Relais Dessert Luigi Biasetto e l’Ad di Mulino Caputo, Antimo Caputo.

Angelo Mattia Tramontano - Gran Caffè Napoli 1850 di Castellammare di Stabia - foto di Giuseppe Carfora
Angelo Mattia Tramontano con la monoporzione "È sango e nun è acqua"

Una monoporzione che riproduce la sagoma del Santo

Tramontano, che è responsabile della pasticceria del Gran Caffè Napoli 1850 dal 2018, ha ideato il dolce "È sango e nun è acqua". Una monoporzione del peso di 80/90 grammi, che riproduce la sagoma stilizzata di San Gennaro. Il suo cuore è una madeleine all'olio di oliva e basilico, realizzata con farina 00 Classica Mulino Caputo, accompagnata da una bavarese alla vaniglia, con gelatina di amarene Agrimontana e copertura in cioccolato bianco. Il pasticcere 32enne ha creato la sagoma dello stampo avvalendosi della tecnologia di una stampante 3D. Ha studiato tutto nei minimi particolari, incluso il packaging.

Tutti i concorrenti del contest San Gennà 2020 con Antimo e Mauro Caputo presso la terrazza del Renaissance Mediterraneo
Tutti i concorrenti del contest San Gennà 2020 con Antimo e Mauro Caputo presso la terrazza del Renaissance Mediterraneo

Sul podio una sbriciolata e una sfogliatella

Al secondo posto si è classificato Ciro Poppella, dell’omonima pasticceria napoletana, che ha presentato una sbriciolata, battezzata "Ampolla di San Gennaro", e realizzata lavorando un mix di farina 00 Mulino Caputo e farina di pistacchi, farcita con crema di pistacchi a marchio Agrimontana e rifinita con lamponi. Sul terzo gradino del podio è salito Aniello Iervolino, giovane executive pastry chef dell’Hotel Regina Isabella e del Ristorante Indaco di Ischia. Ha presentato alla giuria "'A Santarella", un dolce che fa riferimento alla sfogliatella Santa Rosa, da cui trae ispirazione: un impasto brioche realizzato con farina Caputo Oro, completato con un tappo di sfogliatella riccia, farcito con una crema al liquore Strega e finito con un gel all'amarena chiara Agrimontana.

«Qualità e identità nei dolci di Napoli»

«Veder crescere questo evento anno dopo anno, toccare con mano l’impegno, la creatività e il desiderio di confrontarsi, che anima anche i pasticceri più affermati oltre che le giovani leve, per noi è davvero ragione di grande soddisfazione. Napoli ha una lunga tradizione pasticcera e il nostro augurio è che emerga sempre più la capacità di creare dolci di estrema qualità e identità», ha dichiarato Antimo Caputo.  

Bargiornale Tv incontra Giorgio Fadda, nuovo presidente IBA

Giorgio Fadda è il 5º presidente italiano nella storia dell'IBA, International Bartenders Association. Prima di lui figure mitiche come Pietro Grandi, Angelo Zola, Stefano Preti e Umberto Caselli. Dopo un grandioso passato c'è un presente da costruire (o ricostruire) e un futuro da rilanciare. Quale sarà la strategia di Fadda e del suo board? Su quali azioni punterà nella gestione dell'Iba? Quale senso ha avuto la codificazione 2010 e quale quella attuale? Quanto è  importante coltivare le radici per il rilancio? Quale sarà il nuovo rapporto con i sostenitori, le istituzioni e le altre scuole e associazioni? Di questo, e molto altro, parliamo con Giorgio Fadda, già presidente Aibes, poi vice presidente IBA, oggi al timone di un'associazione di barman che conta ben 60.000 iscritti in tutto il mondo.

Il panino contemporaneo: una rivoluzione nel segno della qualità

panino
I Panini della Rinascita è il progetto dell’Accademia del Panino Italiano per sostenere i locali dopo il lockdown. Una chiamata alle armi che ha coinvolto un centinaio di locali da Nord a Sud, invitati a interpretare con le loro ricette cinque parole chiavi, simbolo della ripartenza. Un’occasione per indagare le tendenze in atto

Il Cotto, pomodoro, mozzarella e insalata non morirà mai. Rappresenta per il fast casual quello che la Margherita rappresenta per le pizzerie o il Negroni per i bar: classici e immortali destinati a venir proposti, e con successo, anche in futuro. Ma anche il panino (e fortunatamente, diciamolo) nel corso del tempo è cambiato, si è evoluto e ha ampliato i propri orizzonti e ingredienti. Lo raccontano i locali italiani (compresi tanti chef stellati sempre più puntuali a proporre i propri panini d’autore), lo si percepisce dal nostro concorso Artista del Panino (scopri come partecipare) e lo spiega l’Accademia del Panino Italiano, nata da pochi anni, ma già osservatorio di rilievo dell’offerta che ruota attorno al pane nel mondo bar. Negli scorsi mesi l’Accademia ha, tra l’altro, dato vita ai Panini della Rinascita: in sostanza un menu composto dalle ricette di un centinaio di locali italiani che raccontano la ripartenza, nel segno del panino naturalmente.

Lo scorso aprile, poi, proprio l’Accademia del Panino Italiano, contemporaneamente al lancio della sua Panino Map (una app che segnala al cliente le migliori paninerie nella zona in cui si trova in quel momento e non solo), ha concluso un’importante opera di studio delle tendenze in atto.

Pane, ricette, salse, hambuger: i nuovi trend del panino

Barbara Rizzardini, direttrice dell’Accademia del Panino Italiano, commenta così le tendenze emerse negli ultimi cinque anni: «La prima rivoluzione ha riguardato il pane,  sempre più protagonista e spesso ingrediente primario da cui si parte per dar vita a una nuova ricetta. Poi ecco le ricette salubri, digeribili e leggere e, all’interno di questo trend, le richieste sempre più frequenti di panini vegetariani o a base pesce. Naturalmente non parliamo di tonno in scatola, ma di pesce fresco, spesso crudo o appena scottato. Tra gli ingredienti che sono cambiati di più non possiamo poi dimenticare le salse. Anche qui siamo di fronte a un fenomeno tutto nuovo. Sempre meno salse industriali, che pur ci sono e sono loro stesse migliorate, e sempre più preparazioni home made che spesso riflettono lo stile del locale e il territorio dove il locale opera. Ultimo capitolo, l’hamburger, panino per eccellenza in molti Paesi del mondo e in particolare del Nord America. I locali del nostro Paese ne hanno italianizzato la ricetta grazie a pani che hanno migliorato il classico bun americano e grazie a ingredienti come formaggi e verdure della tradizione nazionale con i quali hanno dato vita a ricette davvero uniche. Questo fenomeno ha anche portato alla fine della “guerra” tra “panino italiano” e hamburger, non più visti come offerte contrapposte dai gestori italiani, ma vissute come proposte complementari». Tanto che anche Panino Giusto, per i panini della rinascita, ha dato vita a un hamburger (forse per la prima volta nella sua storia).

La crescita dell'hamburger gourmet

La tendenza viene confermata anche da Emeline Dany, titolare di La Baghet, “negozio itinerante”, ovvero senza una sede fissa, impegnato in eventi e delivery. Protagonista de La Baghet è sia una baguette rivisitata, messa a punto da Emeline e da Davide Longoni, panettiere Doc con due punti vendita a Milano, sia in generale il pane di qualità che gioca, per le farciture, con l’origine francese di Emeline e la sua passione per il cibo italiano. «L’hamburger gourmet è in continua crescita - dice Dany - e così i panini a base di pesce, visto dal cliente come ingrediente sano e digeribile di per sé. Infine ho notato, anche a Milano (magari in altre città è più normale), il diffondersi del  quinto quarto quale ingrediente caratterizzante del panino. I Fratelli Torcinelli (street food alla pugliese in zona Vigentina a Milano con tre soci a guidare l’attività, uno dei quali è Piero Caroli, ben conosciuto per aver fondato la Trattoria Trippa con Diego Rossi, ndr) e la Macelleria Popolare ne hanno fatto il loro elemento caratterizzante, ma molti altri stanno guardando alle frattaglie come a una possibile novità da proporre al cliente». Insomma, occhio, in futuro, a fegati, rognoni, cuori e interiora varie.

Dal pane ai pani (di sempre miglior qualità)

Parlavamo del pane. Più che di pane al singolare ormai dobbiamo parlare di pani perché la rivoluzione, o meglio l’evoluzione del panino in sé è nata da questo ingrediente. Dalla ciabattina bianca al pane integrale, dalla focaccia (declinata oggi in numerose varianti regionali) al pane col lievito madre, il passo non è stato breve certo, ma c’è stato. L’attenzione al buon pane (definizione che include farine e il giusto formato, ma anche altri componenti del pane stesso come semi, verdure e via dicendo) è in crescita e, seppur non diffusa nella totalità dei locali, è il fattore che spesso fa la differenza.
Cura particolare del pane, per esempio, in Sicilia dove Angelo Trifiro della Panineria Mas (due locali a Milazzo, uno sul lungomare del centro città e uno in un centro commerciale in zona, aperti tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013) lavora con ciabatte classiche, integrali, ai cinque cereali, alla curcuma e poi con pagnotte di varie dimensioni e perfette sia per il pane conzato (un classico in Sicilia) sia per altre ricette. Il menu propone varie sezioni (Class, Mas, Gold, Componila Tu, oltre a proposte vegetariane o a base di pani speciale) con la possibilità di scegliere il formato della ciabatta o parte di essa: tre misure di pane da 15, 20 e 25 centimetri che possono essere ordinate intere o in porzioni più piccole. Con una maxi pagnotta Trifiro ha, per esempio, dato vita a una particolare ricetta “multicliente”: una pagnotta da 300 grammi riccamente farcita e adatta a due o quattro persone (la ricetta è qui a fianco).
«Proponiamo una quarantina di panini - dice Trifiro - che farciamo sia con prodotti nazionali sia con materie prime della zona, anche trasformate da noi. Le ricette cambiano con le stagioni e a seconda della nostra voglia di inserire nuovi ingredienti. Cosa piace? La tradizionalità del gusto siciliano è sempre molto gradita dai nostri clienti che anche nel panino cercano i sapori della nostra terra. E poi piace la stagionalità delle ricette. Ecco perché panini che vedono la provola dei Nebrodi o il salame di Sant’Angelo di Brodo sono protagonisti in inverno, mentre quelli con formaggi freschi, le erbe, come basilico o la mentuccia, e le verdure del territorio (poi lavorate secondo tradizione, come le melanzane fritte, le zucchine marinate) sono richiestissimi d’estate». Altro aspetto non meno importante è la qualità delle materie prime usate, una qualità non generica che Trifiro traduce con materie prime tracciabili e biologiche. «Naturalmente trasferiamo queste informazioni al cliente che gradisce e che ci premia con la sua fedeltà. Il risparmio sulle materie prime non paga e se anche il prezzo finale dei nostri panini è quello che è, la clientela percepisce e giustifica il conto finale».

E dopo la riapertura? «La riapertura ha portato meno clienti, con l’assenza quasi totale di quelli stranieri e meno capacità e propensione alla spesa. Oggi facciamo in media 200 panini al giorno, contro i 400 dell’anno scorso (con punte di 500 nei giorni di agosto). Paghiamo ovviamente la paura delle persone di uscire, i minori coperti dovuti al distanziamento dei tavoli e le norme di sicurezza in genere alle quali però non voglio assolutamente venir meno. Da noi le mascherine ci sono e i tavoli distanziati anche. Insomma, voglio fare di tutto per arrivare a ottobre e novembre, che saranno i mesi di svolta, sapendo di aver fatto quanto possibile per contrastare la situazione, anche a costo di convincere i clienti meno disponibili».

C'è più mare nei panini

Piacciono, come dicevamo, i panini farciti con i prodotti del mare. Tanto che i carpacci di tonno o salmone selvaggio, i gamberi rossi di Mazara, il polpo, la salsiccia di tonno (una creazione fatta in casa) hanno fatto sì che Panini di Mare (cinque locali tra Torino, Milano e Puglia, Peschici e Vieste) ripartisse alla grande, segnando un fatturato simile a quello del 2019 nei locali di Milano e addirittura in crescita del 10% rispetto al fatturato di luglio dello scorso anno nei due locali pugliesi. «Sarà l’insegna che trasmette fiducia, oppure la proposta in sé che è molto gradita nel periodo estivo, ma devo dire che la nostra riapertura sta andando bene» spiega Mario Ottaviano che con Ersilia Montalto, è l’artefice di Panini di Mare. Che aggiunge: «Non abbiamo mai puntato molto sul delivery. Proposte come le nostre vanno raccontate e gli stessi ambienti dei locali fanno parte della proposta. Sono progettati per dare benessere e per trasmettere il profumo del mare durante il pasto. Eliminando quelli si toglie parte dell’esperienza».
Anche da Panini di Mare il pane riveste una particolare importanza. Ecco allora tre tipologie di prodotto (due surgelate e una artigianale). Una a lunga lievitazione da grano Senatore Cappelli per il cestino del pane. Poi un multicereali impiegato per i panini («Una tipologia che si sposa bene con le ricette di mare - dice Ottaviano»). E infine il pane, un jolly, di Antonio Cera del Forno Sammarco di San Marco in Lamis (Fg), fornitore, tra l’altro, di vari ristoranti stellati.

Intramontabili salumi e formaggi

Insomma pesci, verdure, hamburger. Ma in fondo il panino non chiama anche e soprattutto salumi e formaggi? «Assolutamente sì», dice Domenico Bianco, titolare della Salumeria Bianco a Putignano, “degusteria” con 20 coperti, un menu con una decina di panini territoriali e soprattutto la possibilità di creare un panino partendo dalle oltre cento referenze tra salumi e formaggi presenti in negozio. Bianco sottolinea che: «Il panino è un mezzo per far conoscere quel patrimonio di salumi e formaggi che abbiamo in Italia. Soprattutto quando vengono contestualizzati in abbinamento con altri ingredienti come salse, verdure o anche tra formaggi e salumi stessi, quando riescono a migliorarsi l’uno con l’altro».
Da Bianco i panini sono quelli classici, spesso a base salumi. Ma che salumi: dalla Bresaola di Fassona Piemontese alla mortadella artigianale al pistacchio di Bronte, dal Culatello di Zibello al Capocollo di Martinafranca, fino al pastrami naturale e via di questo passo.

Gli abbinamenti del futuro? «Quelli che rispettano la materia prima. Dopo i primi panini gourmet di 10-15 anni fa (a volte delle accozzaglie messe insieme solo per stupire il cliente) oggi siamo fortunatamente arrivati alla semplificazione delle ricette. E, come avviene nell’alta cucina, si dà risalto all’ingrediente protagonista del panino e le altre materie prime, poche e ragionate, servono ad armonizzare il tutto. Questa è, secondo me, la strada da seguire».

theGINday 2020 diventa itinerante: dal 10 al 14 settembre in oltre 40 locali di Milano

theGINday

TheGINday invaderà Milano dal 10 al 14 settembre 2020. L’evento che da sempre si è distinto per la sua carica di innovazione nel fare e diffondere la cultura del distillato che più di ogni altro negli ultimi anni spopola nei cocktail bar di tutto il mondo, anche in tempi di grande incertezza, come quelli attuali, si mostra ancora una volta multiforme e capace di rinnovarsi. Motivo per cui l’ottava edizione, programmata nella seconda settimana di settembre del 2020, diventa totalmente itinerante.

«A metà luglio il numero dei contagi era sceso quasi a zero, così avevamo preso coraggio nel confermare il nostro evento, l'ottavo theGINday. – riferisce Luca Pirola, fondatore di Bartender.it e creatore di Mixology Experience -. Ad oggi le prospettive sono nuovamente cambiate: proprio per questo vogliamo essere garanti della totale sicurezza dei nostri ospiti senza dover modificare il livello qualitativo che ha sempre contraddistinto i nostri eventi professionali in questi ultimi 10 anni. Pur avendo già investito e lavorato molto a questo progetto, le Istituzioni competenti ci chiedono una rinnovata prudenza ed altri accorgimenti, che oltre alle normative ed alle implementazioni da noi inseriti e già approvati, non ci permetterebbero di svolgere l’evento fieristico nel format che avevamo progettato ad hoc per questa ottava edizione.».

Proprio per questo motivo nasce theGINweek: degustazioni, appuntamenti e workshop presso i locali aderenti, che saranno in tutto e per tutto co-protagonisti dell'evento che porterà theGINday a diffondersi per tutto il capoluogo lombardo, tutti coloro che vorranno partecipare potranno leggere e seguire in tempo reale il calendario degli eventi che verrà costantemente aggiornato sui canali social dedicati (Instagram e Facebook). Tutti i brand che hanno aderito nei mesi a theGINday 2020 saranno dunque presenti in moltissimi locali di Milano da giovedì 10 a lunedì 14 settembre con assaggi, degustazioni e drink. Così racconta sempre Pirola «Abbiamo voluto creare un circuito di cocktail bar che, in tutta tranquillità, portasse il pubblico a conoscere i prodotti che le aziende presenteranno, con produttori ed esperti presenti, offrendo, come sempre, un'esperienza unica e facendolo in tutta sicurezza.»

Tutti i cocktail bar aderenti a theGINweek

  • 1930
  • Backdoor
  • Banco
  • Barba
  • Bob
  • Bulk
  • Carico
  • Ceresio 7 Pool&Restaurant
  • Cinc Food&Drink
  • Chinese Box
  • Drinc Cocktail&Conversation
  • Drinc Different
  • Dry Milano (Solferino)
  • Dry Milano (Vittorio Veneto)
  • Elelettrautocadore
  • Excelsior Gallia Terrazza
  • IT Milan
  • ITER
  • Kanpai
  • Lacerba
  • MAG Cafè
  • Mandarin Oriental Bar&Bistrot
  • Milord
  • Moebius
  • Morgante Cocktail&Soul
  • Nik’s & Co
  • Nottingham Forest
  • Octavius
  • Officina
  • Opera 33
  • Pandenus (Gae Aulenti)
  • Pandenus (La Foppa)
  • Pandenus (Melzi d’Eril)
  • Pandenus (Mercato)
  • Pandenus (Risorgimento)
  • Pravda
  • Rita Cocktail Bar
  • Rita Tiki’s Room
  • Surfer’s Garden
  • The Doping Club
  • The Spirit Milano
  • UGO
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