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Arriva il Pos unico per i buoni pasto elettronici

Pos unico

C’è un’importante novità in tema di buoni pasto elettronici. Finalmente, i locali potranno leggere i ticket elettronici con un unico dispositivo, indipendentemente da quale sia la società emettitrice. La novità è contenuta nella legge di conversione del Decreto sviluppo (decreto-legge 16 luglio 2020), approvata in via definitiva dal Parlamento lo scorso 10 settembre e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 14 settembre 2020, quindi già entrata in vigore.

Legge, la numero 120 del 2020, nel nuovo articolo 40 bis recita infatti: «In caso di buoni pasto in forma elettronica di cui all’articolo 4, comma 3, del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 7 giugno 2017, n. 122, è garantito agli esercizi convenzionati un unico terminale di pagamento». Questo significa che si chiude l’epoca in cui un locale doveva dotarsi di Pos diversi, quasi uno per ogni società emettitrice, e relativi costi, per leggere e incassare i ticket digitali, in quanto la norma dispone chiaramente che agli esercizi convenzionati dovrà essere assicurato un unico terminale di pagamento, sebbene non specifichi i tempi di questo passaggio. La stessa legge infatti precisa che la novità dovrà essere attuata e regolamentata da un decreto del ministero dello Sviluppo economico con il ministero dei Trasporti e Anac, l’agenzia Anticorruzione. E con un’altra importante precisazione: che la norma, allo stato, impatta unicamente sulle gare a evidenza pubblica, ovvero sul buono elettronico per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Nonostante, tali limitazioni, la novità è stata accolta molto favorevolmente da Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi, per il risparmio non da poco che garantirà a titolari e gestori dei locali che si muovono all’interno del circuito dei buoni pasto. «Il Pos unico consentirà ai nostri imprenditori di ridurre le spese in maniera significativa – ha commentato Aldo Cursano, vice presidente vicario della Federazione -. Con il vecchio sistema si era costretti a sostenere il 25% di spese ogni 1.500 euro di fatturato, solo per installazione, commissioni e contratti di affitto dei vari lettori elettronici. Mai come ora ogni tipo di taglio ai costi di gestione di un’attività è ossigeno puro per un settore in difficoltà come il nostro».

Un primo importante passo, dunque, per rendere il sistema dei buoni pasto, che nel nostro Paese ha nel complesso un giro d’affari da 3,2 miliardi di euro all’anno, meno oneroso per il mondo del fuoricasa. Un passo, però non ancora risolutivo. Un altro punto critico è rappresentato dalle commissioni che, secondo i calcoli di Fipe, oggi toccano il 20% del valore dello stesso buono pasto. Un peso sul quale gravano anche gli effetti delle gare per la fornitura dei buoni alla pubblica amministrazione, che da sola totalizza quasi il 40% del giro d’affari del mercato. Tema anche questo sul quale Fipe si sta battendo da tempo. «La scontistica sul valore nominale del buono pasto, imposta dalle gare al massimo ribasso, è insostenibile per gli esercenti e confermiamo con forza il nostro impegno a cambiare questo stato di cose – ha infatti proseguito Cursano -.  Il plauso per l’introduzione del Pos unico resta tale, ma fatto 30 proviamo a fare 31 e speriamo che l’attenzione dimostrata al nostro comparto non si affievolisca».

Che succede se un mio dipendente è positivo al Covid-19?

dipendente positivo al Covid-19
Riassumiamo le norme in essere e le procedure da attivare se un lavoratore manifesta i sintomi del virus sul posto di lavoro

Tra le complicazioni che i gestori dei locali devono affrontare in questo periodo, la necessità di salvaguardare al massimo la salute dei propri dipendenti e dei clienti assume un’importanza primaria.

Paolo Bergamo Covid-19
Paolo Bergamo, consulente del lavoro, contitolare dello Studio Themis di Jesolo (Ve)

Abbiamo chiesto a Paolo Bergamo, consulente del lavoro contitolare dello Studio Themis di Jesolo (Ve), di riassumerci i termini del problema: «Il primo obiettivo è minimizzare il rischio di contagio – spiega l’esperto -; per questo il datore di lavoro deve informare preventivamente i dipendenti sulla situazione di rischio, sui comportamenti da adottare (indossare la mascherina, mantenere la distanza interpersonale di almeno 1 metro, osservare le regole di igiene delle mani) e sull’organizzazione del lavoro adottata in modo da rispettare le norme sul distanziamento e sul massimo affollamento consentito per ogni singolo ambiente (clicca qui per approfondire)».

Le linee guida sono contenute nel “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” sottoscritto il 24 aprile dai ministeri interessati e dalle parti sociali (Scaricalo qui).

Febbre e sintomi influenzali a casa 

Il parametro fondamentale da tenere sotto controllo è la febbre: «Se un dipendente ha una temperatura superiore a 37°5 o altri sintomi influenzali – spiega Bergamo – è tenuto a non recarsi al lavoro e a telefonare al proprio medico curante per concordare come procedere. È precluso l’accesso al lavoro anche ai dipendenti che negli ultimi 14 giorni hanno avuto contatti con soggetti positivi al Covid-19 o provenienti dalle zone che l’Oms ha definite a rischio».
In tutti questi casi, l’assenza del dipendente disposto in quarantena è equiparata alla malattia.

Febbre e sintomi influenzali sul lavoro  

Sul posto di lavoro è opportuno rilevare la temperature dei dipendenti all’ingresso (attenzione: essendo un dato sensibile, va trattato nel rispetto della privacy).

«Se un lavoratore manifesta sintomi sul luogo di lavoro – spiega l’esperto – deve comunicarlo immediatamente al responsabile, che provvede al più presto a isolarlo e munirlo di mascherina. Quindi deve avvisare l’autorità sanitaria competente e collaborare per gestire la situazione delle persone che possono essere state a contatto con il dipendente che ha manifestato i sintomi». 

Va chiuso il locale? «La decisione spetta all’autorità sanitaria, che può decidere se sottoporre tutti a tampone o eventualmente disporre la quarantena e la chiusura temporanea».

Rientro al lavoro una volta guariti  

E se un dipendente è risultato positivo al tampone o ha avuto il Covid-19, può rientrare al lavoro? «Il suo rientro – conclude l’esperto – può avvenire solo dopo che ha trasmesso il certificato del medico competente da cui risulti l’avvenuta negativizzazione».

 

 

 

 

 

Piacere Lavazza, l’app multicanale amica dei bar

App Piacere Lavazza
Il contenuto del kit di ripartenza Lavazza
Il contenuto del kit di ripartenza Lavazza

Nel corso del lockdown l’impegno di Lavazza si è focalizzato sulla volontà di aiutare in modo concreto i bar partner a superare la difficile situazione. Il primo strumento messo a disposizione degli oltre 10mila operatori Lavazza è stato il kit di ripartenza, con alcuni strumenti pratici (dai materiali di servizio – grembiuli, bicchieri monouso, materiale cartotecnico – agli strumenti di comunicazione al consumatore) che hanno supportato i baristi durante la fase di riapertura, consentendo loro di offrire una coffee experience di qualità in totale sicurezza.

Con Piacere Lavazza, l’app sviluppata per i coffee lover che nel fuoricasa come tra le mura domestiche cercano una piacevole esperienza di gusto, si compie un ulteriore passo in questa direzione: i bar che aderiscono all’iniziativa possono infatti diventare un punto di riferimento per i consumatori e attrarre nuovi flussi di clienti.

A chi scarica l’app su Google Play Store o su Apple Store viene offerta la possibilità di scegliere il proprio bar dove gustare un caffè offerto da Lavazza. Sin dalla registrazione gli utenti possono accumulare chicchi virtuali di caffè e partecipare alla Collection Piacere Lavazza con cui ottenere premi come caffè, accessori o vivere esperienze di formazione e degustazione. La raccolta punti avviene inserendo i codici contenuti nelle confezioni di macchine e capsule del sistema domestico A Modo Mio, completando le missioni indicate nell’app e anche acquistando una tessera da 10 consumazioni (di cui una omaggio) presso un locale.

Igor Nuzzi, regional director Italia e Svizzera
Igor Nuzzi, regional director Italia e Svizzera

«La nostra app ha la particolarità di unire l’online all’offline, il fuoricasa ai consumi di casa ed è veramente multicanale - ci dice Igor Nuzzi, regional director Italia e Svizzera Lavazza -. Ci consente anche di dare sostanza al claim della nostra comunicazione televisiva A casa come al bar: i consumatori di A Modo Mio potranno conoscere un po’ meglio i bar Lavazza e continuare la propria esperienza di gusto a casa con le capsule». Queste ultime si confermano sempre più un elemento strategico: il processo di conversione dalla moka al single serve che prosegue da anni, negli ultimi mesi ha accelerato.

«Osserviamo i dati aggiornati a luglio 2020 - prosegue Igor Nuzzi -: il mercato delle capsule è cresciuto del 31,6% sull’anno precedente. Arriviamo da diversi anni in cui la crescita è stata intorno al 20%; nessuno si sarebbe aspettato questo dato che sorprende ancora di più quando andiamo a segmentare la crescita nei vari periodi: gennaio-febbraio 18,5%, marzo-aprile 41,5%, maggio-luglio 32,6%. C’è stata un’ulteriore accelerazione dovuta a maggiori consumi domestici sia nella fase di lockdown sia nella successiva grazie allo smartworking e al fatto che qualcuno si sta ulteriormente convertendo al mondo del single serve». È insomma una realtà che non si può ignorare e che apre nuove sfide anche al bar.

Alcuni caffè della linea ¡Tierra!
Alcuni caffè della linea ¡Tierra!

Tra le finalità dell’app c’è infatti anche l’accesso degli utenti alla cultura del caffè attraverso contenuti editoriali che permetteranno di conoscere meglio questo prodotto e fare scelte differenziate che sarà importante offrire anche nei locali. «Si tratta di un’opera di crescita e diversificazione che promuoviamo da qualche anno - afferma Nuzzi -. Abbiamo già migliaia di bar che affiancano alla classica miscela altre più evolute con una differente offerta di prezzo. Al barista spetta il compito di guidare il cliente nella scelta spiegandogli le caratteristiche e le differenze tra i caffè. Ovviamente ci vorrà del tempo, ma è importante sottolineare che crescono i consumatori che si rivolgono a prodotti premium per i quali sono disposti a pagare qualcosa di più. Noi da anni lavoriamo per quella fascia di qualità superiore con ¡Tierra!, che sta funzionando bene su tutti i canali di vendita, compresi i bar che credono nella diversificazione e si impegnano nel raccontarla».

#TasteTheGreen, scopri P31 Aperitivo Green e le promozioni per i locali

P31 Aperitivo Green grazie al suo moderato tenore alcolico consente l’ideale combinazione per ottenere l’esclusivo P31 Green Spritz. L’alternativa green al solito spritz.

Sono due gli anni impiegati nella ricerca e nei test di prodotto che hanno visto partecipi e primi protagonisti anche i gondolieri di Venezia, patria dello Spritz.

Una ricetta unica, che oggi rende P31 Aperitivo Green la combinazione perfetta tra naturalezza e gusto.

P, come Pedrocchi, storico caffè padovano nel quale il liquore è nato, e 31 come gli ingredienti che compongono la sua ricetta, tra i quali oltre venti tra essenze ed erbe officinali e aromatiche giunte in Italia attraverso la Via della seta. Una formula segreta di cui ciò che è dato sapere riguarda la presenza dell’assenzio, che dona al prodotto note fresche, della camomilla e vaniglia, che rilasciano in bocca sapori dolci, senza dimenticare i chiodi di garofano e lo zenzero, capaci di sbrigliare aromi pungenti e decisi.

ACQUISTA ORA LE PROMOZIONI DI P31 APERITIVO GREEN

P31 Green Spritz_ok
P31 Green Spritz

Il risultato è un prodotto dalla bassa gradazione alcolica (alc 11% in vol), un aperitivo versatile che, grazie alla sua ricchezza di sapori, è ottimo da servire liscio con alcuni cubetti di ghiaccio, e ideale per l’arte della mixology, dove si propone come ingrediente principale per contribuire a realizzare sia cocktail dal gusto deciso sia long drink rinfrescanti, dal sapore delicato e pronti a conquistare il palato di un pubblico trasversale ed eterogeneo. Come il suo cocktail di punta, il P31 Green Spritz, che contiene due parti di P31 Aperitivo Greentre parti di Proseccouna parte di soda o acqua gassata e delle gocce di lime.

Un bouquet di aromi che impreziosisce e arricchisce nel gusto le ricette dei cocktail

Per il lancio 2020, è stato affidato a Giorgio Facchinetti, esperto di flair bartending e mixology, il compito di raccontare tutte le potenzialità del prodotto e le possibilità che offre nella creazione di cocktail, con il suo gusto ricco e il colore verde accattivante e dirompente che caratterizza il bicchiere e conquista anche alla vista.

E davvero il bere miscelato è terreno fertile per P31 Aperitivo Green che, versato nel bicchiere, sprona e solletica la creatività del bartender al bancone. I drink si rincorrono l’uno con l’altro, tra twist e signature, come mostra il ricettario del brand (scopri le ricette a questo indirizzo): un ideale invito all’assaggio per gli amanti della mixology, attratti a scoprire di persona nuove frontiere del bere.

P31 Smerando Pre Dinner
P31 Smerando Pre Dinner

Ricettario ricco di tanti preziosi suggerimenti. Come il P31 Negroni Green, dove P31 Aperitivo Green sposa gin e vermouth bianco di qualitá superiore, completato, come guarnizione, da un tocco discreto lime. E ancora, P31 Vodka Martini Green, reinterpretazione di un classico senza tempo, dove si va ad amalgamare con vodka, Martini dry e peel di lime. O il fresco Green Devil, dove, in un bicchiere stile calice colmo di ghiaccio, l’aperitivo si lega a vodka, ginger beer, lime spremuto, zenzero a cubetti e a un tris di fragola, ribes, menta. Infine si può gustare P31 Aperitivo Green anche On The Rocks, versione per veri intenditori.

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Le promozioni per i professionisti

Il team di P31 Aperitivo Green ha a cuore la soddisfazione dei suoi clienti e per questo ha messo a punto diverse promozioni dedicate ai professionisti e ai locali. Non solo, ha anche deciso di aggiungere un ulteriore vantaggio alla promozione “Conf. Da 6 P31 Aperitivo Green 1L + 6 Bottiglie Prosecco cuvée brut”. Con il codice: BARGIORNALE è possibile ottenere in omaggio, per chi acquista questa promozione, i 6 calici con logo per offrire ai propri clienti un’esperienza completa!

Per maggiori dettagli è sufficiente registrarsi come bar al sito e accedere all’area riservata ai professionisti del settore.

Clicca qui per entrare nello shop esclusivo di P31 Aperitivo Green. Pronto a “surfare” sull’onda verde? #Fatto30FaiP31 #TasteTheGreen

Avviso dunque a tutti i locali che hanno voglia di novità e sono pronti a sperimentare: c’è del nuovo in città. Per saperne di più, è sufficiente seguire l’onda verde

#liftthebar, il progetto di Pernod Ricard a sostegno dei locali

Le masterclass sui social , una piattaforma per ordini ai locali, kit asporto Happy Hour e un Ape Car per preparare e servire i drink anche all’esterno del locale. È ricco di strumenti e iniziative #liftthebar (Lift The Bar), il progetto solidale lanciato da Pernod Ricard a sostegno dei locali. Un progetto articolato in diverse attività sul territorio, unite dalla stessa finalità: far tornare la gente al bar e aiutare il rilancio dei locali, facendo crescerne il business.

A cominciare da My Social Bar, le masterclass dedicate ai gestori di locali per meglio utilizzare i canali social, tramite la piattaforma Zoom, un veicolo imprescindibile per raccontare il locale e sua prima vetrina. Un utile programma di formazione che consente di imparare i trucchi “del mestiere”, dal tema dei post alla sponsorizzazione, per promuovere in modo efficace la propria attività e dare potenza ai propri profili, strumenti di comunicazione e promozione fondamentali sul lungo periodo.

Altrettanto pratico e funzionale il supporto che viene offerto con Safeorder.net. Questa è una piattaforma che permette di avere 6 mesi di abbonamento gratuito per i migliori clienti Pernod-Ricard. Attraverso la piattaforma, i bar possono creare il loro menu digitale e segnalare l’offerta di tutti i loro servizi, consultabile dai consumatori tramite smartphone. Ma lo strumento consente ai clienti anche di effettuare ordini e pagare il conto direttamente dal proprio dispositivo. Un servizio che permette di ridurre assembramenti, contatti diretti con il personale e code alla cassa. La piattaforma permette, inoltre, l'attivazione del take away con notifiche sms.

È sempre per rendere più funzionale il servizio take away, Pernod Ricard ha creato il kit d’asporto Happy Hour monouso, composto da un vassoio con integrato il porta bicchiere e una vaschetta per stuzzichini, finger food e tutto ciò che può servire per un aperitivo a regola d’arte. Non poteva mancare, a completare il tutto, un kit di bicchieri brandizzati con le più note marche di alcolici del colosso francese del beverage, come Beafeater London Dry Gin, Absolut Vodka, Rhum Havana Club, Jameson Irish Whiskey.

Infine, l’Ape Car Malfy Gin, che girerà per l’Italia, permettendo così ai locali di ampliare la superficie del proprio bar e di aver un altro punto per la preparazione e il servizio dei cocktail. In ogni tappa, sei giorni, Pernod Ricard mette a disposizione un bartender per stuzzicare la curiosità e la gola dei clienti con una propria drink list, firmata Malfy, il gin italiano superpremium della famiglia Pernod Ricard. Un prodotto perfetto per un Gin&Tonic, abbinato all’Acqua Brillante Recoaro.

 

Whitley Neill Gin, un viaggio sensoriale tra i sapori del mondo

Whitley Neill Gin

Arte tradizionale e sapori contemporanei caratterizzano i gin Whitley Neill, importati e distribuiti in esclusiva in Italia da Compagnia dei Caraibi. Gin dai sapori esotici e di casa, che rimandano a luoghi vicini e lontani e che conducono in un affascinante tour esperienziale intorno al mondo, abbracciando appieno quel sentire glocal oggi così diffuso.

E in effetti proprio da tanti diversi viaggi sono stati ispirati questi distillati. Quelli fatti dal loro creatore, Johnny Neill, discendente diretto di John James Whitley, il primo della famiglia Whitley ad avviare l'arte della distillazione nel lontano 1762 e da cui il brand prende il nome.

Come il Whitley Neill Original (alc 43% in vol, bottiglia da 700 ml), un premium London dry gin ispirato alla bellezza e al mistero dell’Africa. Gin che Neill ha creato come omaggio a sua moglie, di origini africane, armonizzando botaniche tradizionali del distillato, con qualche innesto nuovo, come l’uva spina, e botaniche africane, come il frutto del baobab. Botaniche che vengono lasciate macerare in alcol di cereali la notte prima della distillazione, effettuata in piccoli lotti in un antico pot still in rame nella distilleria di Birmingham (Regno Unito). Il risultato è un gin tipicamente liscio, leggero e agrumato, più morbido e rotondo rispetto a quelli tradizionali, con note ricche di ginepro, agrumi e spezie esotiche, con un finale lungo, con una leggera sfumatura di erbe, cacao e scorze di limone candite, mentre al naso è agrumato e pepato, con un caratteristico aroma floreale.

Un mondo di sapori

Stessa lavorazione e cura nel dettaglio hanno anche le referenze, ognuna delle quali rappresenta un viaggio intrapreso da Neill.

Così Whitley Neill Parma Violet (alc 43% in vol) è un omaggio all’eleganza italiana, grazie alla presenza tra gli ingredienti del fiore di violetta, che infonde una sottile nota floreale al suo gusto intenso. Con aromi di ginepro seguiti da una nota floreale erbacea, apportato sempre dalla violetta, è perfetto da servire con ghiaccio e sorprendente in miscelazione.

Whitley Neill Blood Orange (alc 43% in vol) celebra invece il viaggio di nozze siciliano di Neill. Vincitore della medaglia d’argento all’edizione 2018 dell’International Wine & Spirit Competition, si distingue per le note citriche e mediterranee apportate dall’arancia rossa di Sicilia.

Complesso, morbido, fragrante, ma ben bilanciato, Whitley Neill Aloe & Cocumber (ac 43% in vol) richiama le verdi colline dell’Africa centrale, grazie ai sentori terrosi dell’aloe Karoo e a quelli freschi del cocomero.

Sapori esotici caratterizzano Whitley Neill Lemongrass & Ginger (alc 43% in vol), ispirato da un viaggio in Oriente, nel quale le fragranti note agrumate della citronella vengono esaltate da quelle pungenti dello zenzero.

Whitley Neill Pink Grapefruit (alc 43% in vol) si distingue per la presenza, tra le botaniche, dei pompelmi rosa spagnoli, le note citriche e al tempo stesso delicate dei quali emergono da un fondo delicatamente dolce e agrumato.

Protagonista di Whitley Neill Quince (alc 43% in vol) è la mela cotogna turca, il cui sapore emerge tra quelli di ginepro e di scorza di agrumi, per poi lasciare il posto a dolce note di albicocche e pesche. Il finale è lungo e fruttato e si apre a sentori di fiori d'arancio e pompelmo.

Rievoca l’atmosfera di un giardino inglese d’antan Whitley Neill Rhubarb & Ginger Gin (alc 43% in vol), grazie al tocco aspro e croccante del rabarbaro che si unisce alla nota calda e pungente dello zenzero, per chiudersi con un finale corposo.

Whitley Neill Raspberry (alc 43% in vol) è invece ispirato alla Scozia. Premiato con la medaglia di bronzo all’International Wine & Spirit Competition del 2018, ha infatti il tipico carattere delle brughiere scozzesi, dove nascono numerosi e forti i lamponi, la botanica che lo caratterizza. Deciso e fruttato, con una nota quasi agrumata, è ideale per una miscelazione moderna che strizza l’occhio al grande nord.

Whitley Neill Blackberry (alc 43% in vol), infine, porta echi delle campagne inglesi più classiche.  Rotondo e piacevolissimo al palato, ha una nota pronunciata di mora, seguita da dolci sentori di agrumi e da una piccante nota di pepe nero, che nel finale lascia spazio alla calda nota di cassia. Peculiarità che ne fanno un prodotto intrigante per i bartender, regalando ai cocktail una particolare nota amarcord.

Mondoffice, leader italiano dell’e-commerce, lancia la gamma Ho.Re.Ca

Mondoffice

Il 2020 ha modificato profondamente lo scenario del settore horeca. C’è chi si è riconvertito in un business nuovo. Chi ha sviluppato soluzioni innovative per rispondere ai bisogni dei suoi clienti. Chi ha saputo rinnovarsi mettendo in campo competenze trasversali e chi, invece, ha dovuto rivedere la propria strategia, per reinventarsi in un settore mai pensato prima.

In tale scenario, Mondoffice, tra i principali operatori italiani nell’e-commerce di prodotti e servizi per ogni ambiente di lavoro e professionalità, ha ampliato la sua gamma per accompagnare l’evoluzione del business dei professionisti dell’ospitalità. Forte del suo approccio consulenziale, l’azienda garantisce la miglior soluzione per ogni esigenza, grazie a una forza vendita e un servizio clienti specializzati e dedicati.

Sicurezza e protezione per il benessere di tutti

Sicurezza e protezione sono i must sui quali l’azienda biellese ha concentrato le sue azioni di selezione delle migliori proposte per il lavoro e la gestione sicura del personale e di qualsiasi consegna, anche a domicilio. Ogni passaggio della filiera di lavoro e consegna è analizzato dagli esperti Mondoffice per integrare la gamma di prodotti dedicati, via via che le indicazioni sanitarie o istituzionali modificano processi o definiscono nuove esigenze.

Take Away e sostenibilità in un’unica soluzione

A causa dell’emergenza sanitaria, la difficile situazione economica nella quale si trova il settore horeca potrebbe aumentare la richiesta di contenitori monouso in plastica. Una soluzione tradizionale, a basso costo, e non sostenibile che a oggi ha causato l’accumulo di rifiuti sui fondali marini del Bel Paese, dei quali il 12% è rappresentato da questa categoria di prodotto. Che sia un bar, un ristorante o una grande impresa il team di consulenti Mondoffice fornisce le più attuali soluzioni, che abbinano praticità e salvaguardia dell’ambiente, con una selezione di prodotti riciclabili, compostabili e numerose proposte ottenute da materiali riciclati sino al 100%, senza rinunciare all’igiene. Una scelta concreta perché ogni professionista del settore possa garantire un servizio take away efficiente ed essere parte attiva di un reale processo di economia circolare.

Ordini puntuali e tracciabili a portata di click

Da sempre, la società investe sull’e-commerce come piattaforma di vendita per rispondere alle esigenze di tutti. Il sito è progettato e costruito per accogliere in modo efficiente le oltre 40.000 referenze che mette a disposizione. E per un pubblico che si affaccia ora a questa modalità di acquisto, ha attivato tutte le funzioni più semplici per orientarsi tra le scelte, con indicazioni specifiche e approfondimenti che il digitale consente in modo più ampio del catalogo cartaceo. Infatti, anche quest’anno l’Istituto Tedesco di Qualità ITQF ha premiato la sua qualità, inserendo Mondoffice nella rosa dei migliori e-commerce di Italia. L’azienda garantisce la spedizione in giornata di tutti gli ordini pervenuti entro le ore 17. Una flotta di trasportatori dedicati raggiunge il luogo di lavoro in tutta Italia entro le 24/48 ore. In più, oltre al trasporto gratuito e all’eliminazione della documentazione cartacea, è possibile tracciare lo stato dell’ordine grazie al sistema di tracking.

Di Clemente: «Porto Pasticceria Martesana nel futuro»

Martesana 2020
Vittorio Santoro con Domenico Di Clemente, executive pastry chef di Pasticceria Martesana
Domenico Di Clemente esordisce accanto a Vincenzo Santoro al timone del team di Pasticceria Martesana con una torta che racconta la sua lunga esperienza in Toscana. E con l'idea di rafforzare il prestigio di una delle cattedrali del dolce di Milano

Ha lasciato la strada vecchia e prestigiosa per la nuova, forse trovando altrettanto splendore. Perché - lo riconosce subito anche lui - Pasticceria Martesana è una delle "cattedrali" del dolce di Milano. E Domenico Di Clemente sa che dovrà trattarla con i guanti di velluto, nel suo nuovo ruolo di Executive Pastry Chef.

Vincenzo Santoro con Domenico Di Clemente
Accanto al maestro Vincenzo Santoro e al suo team, Domenico dovrà dare nuova impronta all'offerta dolce e salata della storica insegna, che oggi conta tre punti vendita in via Paolo Sarpi, in via Cagliero e in Santagostino (e che punta a una quarta apertura in città). Di Clemente arriva da anni di esperienza nel lusso, al Four Seasons di Firenze, e non vede l'ora di impostare la nuova rotta di Martesana. Di cosa ha bisogno Pasticceria Martesana oggi? «Sto prendendo le misure, sto valutando ora bene come lavora il team e le referenze. Martesana copre una gamma ampia, oggi è già una pasticceria a 360°. Dalla prima colazione alle mignon innovative, fino al salato, ai dolci importanti per matrimoni e ricorrenze. Coprono bene tutto, e si nutrono della storia che Vincenzo rappresenta». Come state impostando il lavoro? «Con lui c'è un confronto costante fra storia e prospettive, impostiamo visioni sul futuro. Ora siamo nella fase in cui studiamo insieme, per poi sviluppare diverse cose, per esempio la nuova gamma di cioccolato». Su cosa punterà Martesana, sia in termini di prodotto che di segmento di mercato? «La situazione del Covid ha scombussolato tutti i piani, questo è innegabile. Resta da smontare la ritrosia del cliente a frequentare i locali. Stiamo vedendo come andare noi dal cliente in modo più efficace - anche perché è una cosa che Martesana già faceva prima che arrivassi io. Vogliamo raggiungere, con le consegne, non solo il cliente a casa sua, ma anche la clientela che, dall'ufficio, andava a godersi un momento di break in pasticceria. Il prossimo anno sarà improntato su come sistemare questo aspetto». Concretamente, come si fa? «Stiamo creando pacchetti di offerte mirate e rafforziamo il servizio di consegne. Stiamo valutando il coffee break da portare nelle sedi delle aziende, un lunch box firmato Martesana con salato e dolce, per il quale potremmo lavorare su una nuova gamma di sandwich particolari». Temete una Milano più "vuota"? «Non la temiamo, stiamo cercando di andare incontro alle esigenze di questa nuova realtà».
Torta Tuscia Martesana
La torta Tuscia, dessert che esordisce in questi giorni in Pasticceria Martesana, firmato dal nuovo pastry chef Domenico Di Clemente
Che cosa porti dall'esperienza al Four Seasons di Firenze? «Vengo dal settore dell'ospitalità di lusso, e trovo che Martesana abbia questo nel sua DNA. Dobbiamo portarlo in una dimensione nuova, dimostrare che anche Martesana sta al passo con i tempi senza snaturarsi». C'è una cosa imparata da Vito Mollica (chef del Four Seasons Firenze, ndr) che pensi ti servirà a Milano? «Abbiamo scritto la storia del Four Seasons di Firenze, in dieci anni insieme. Direi il rispetto della professionalità e quello verso la materia prima. Ora devo riscoprire la pasticceria di lusso in una dimensione diversa. Avendo alle spalle quella grande esperienza e 13 anni all'estero, posso portare impronte culturali diverse e in una città come Milano sono punti di forza. Non serve un riadattamento, per me è una evoluzione e spero di offrire qualcosa in più». Esordirai con un tuo dolce "signature"? «Presentiamo un dolce che ho voluto fortemente avere qui. Si chiama Tuscia. È una torta che racchiude i sapori della Toscana, proprio per sottolineare la transizione: bavarese alla castagna con all'interno un bavarese leggera al rosmarino. La proporremo come torta speciale per un po', ma è solo l'inizio. Poi seguiranno altre belle novità».  

American Bar Recettes des Boissons Anglaises et Américaines, 1907

Quando si parla di “Martini Cocktail” e della sua evoluzione è anche necessario fare il nome del Barman Inglese Frank P. Newman; infatti il suo manuale del 1904 rimane uno dei primi riferimenti ad una ricetta chiamata “Dry Martini”.

Frank pur essendo inglese, nasce infatti a Londra il 9 giugno del 1868, diverrà noto a Parigi, città in cui svolgerà la sua professione principalmente al “The Cosmopolitan - English & American Bar”, cocktail bar di sua proprietà. Dopo quindici anni di esperienza, più precisamente nel 1900, pubblicherà il suo unico lavoro dal titolo “American-Bar, Recettes des Boissons Anglaises et Américaines” una raccolta di 274 ricette suddivise in 5 parti: i Cocktails; i Short Drinks; i Long Drinks; i Hot Short Drinks e in ultimo i Grands Punchs.

“De barman comme celui de musicien, il ya toujours quelque du nouveau à apprendre” così scriveva Frank P. Newman "il Barman e come il Musicista, c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare" il libro andò molto bene, tanto che a seguito delle numerose richieste, il suo manuale venne ristampato arricchendolo di ben 325 proposte, sia classiche che di nuove; non più suddivise in categoria ma elencate in ordine alfabetico, nel 1904. Un libro destinato non solo ad operatori nel settore ma anche a semplici cultori, tanto da ottenere, per una terza volta nel 1907 con 327 proposte, un’ulteriore ristampa

All’interno del libro si possono trovare molti dei signature Cocktails di Frank P. Newman; tra cui il Frank’s Brace-Up, il Frank’s Champagne Cup e tanti altri. Tra le sue più note ricette, facili da trovare riportate in altri importanti manuali abbiamo drinks come:

Maiden's Blush.

Fill the shaker half full of broken ice and add :

1 tablespoonful of Grenadine, 2 dashes of Oxygénée, 1/2 gill of Gin

Shake well and strain into a small wine- glass.

Dal manuale : 1922 - Cocktails How to mix Them di Robert Vermeire

 

Chinese Cocktail.

1 dash Angostura, 3 dashes Maraschino, 3 dashes Curacao, 1/6 Syrup Grenadine, 1/3 Jamaica Rum.

Shake well and strain.

- Diabola Cocktail.

2/3 Dubonnet, 1/3 Gin, 2 dashes of Orgeat Syrup.

- Night-Cap.

I yolk of a Fresh Egg, 1/3 Anisette, 1/3 Curacao (Orange), 1/3 Brandy.

Shake well and strain into a small wineglass. (Recipe F. Newman, Paris.)

- Za Za Cocktail.

2 dashes of Pepson Bitters, 1/3 Nicholson Gin, 2/3 Cinzano Italian Vermouth.

Shake well, strain into cocktail glass, with a cherry.  (Recipe by F. Newman, Paris.)

Dal manuale : ABC of Mixing Cocktails (Fifth Edition) by Harry MacElhone

Buona lettura dal Bibliotecario.

Titolo: American Bar Recettes des Boissons Anglaises et Américaines

Autore: Frank P. Newman

Pubblicazione: 1907 (Terza Edizione)

Stampato da: Société française d'imprimerie et de librairie

Numero di pagine: 141

Lingua: Francese

Peso: 10,5 mb

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Prima, la professionale a 1 gruppo di Victoria Arduino guarda al futuro

Dettaglio frontale della macchina Prima

Prima, retroUnisce qualità estetiche e funzionali a ricerca tecnologica e innovazione la macchina espresso professionale a 1 gruppo Prima della linea Eagle One di Victoria Arduino. È dedicata ai baristi che stanno progettando il coffee business, ai roaster che vogliono ricercare e offrire una piacevole coffee experience per i loro clienti, ai professionisti che desiderano un espresso di alta qualità e a tutta la comunità internazionale dei coffee lover. Tutto è stato progettato per essere compatto, performante e sostenibile, a cominciare dal design, che pone attenzione anche all’impatto ambientale del prodotto, in termini di risparmio energetico.

Prima, profiloPrima infatti incorpora la tecnologia NEO (New Engine Optimization) che rappresenta un approccio nuovo nel riscaldamento dell’acqua per l’estrazione del caffè a bassi consumi in quanto, spiega Lauro Fioretti, product manager Simonelli Group, «sfrutta la tecnologia del riscaldamento istantaneo che richiede volumi e quindi caldaie più piccole, in quanto viene riscaldata solo l’acqua che serve. Grazie a questa tecnologia, Prima è in grado di riscaldare l’acqua velocemente e di garantire alte performance, aumentando l’efficienza energetica: le caldaie hanno volumi sensibilmente ridotti,  sono coibentate e rivestite da materiale isolante che evita dispersioni energetiche. In questo modo la macchina è pronta per preparare caffè e cappuccini in soli 8 minuti». Nelle caldaie in acciaio inox ci sono pressioni più elevate che consentono un’alta produttività di vapore secco con un rapporto elevato potenza/velocità. Prosegue Fioretti: «Il vapore Stem-by-ware diversamente da altre macchine della stessa categoria, è controllato elettronicamente attraverso le leve dal nuovo design ergonomico, quindi semplici da utilizzare».

Prima si regola tramite un'appLa regolazione si effettua tramite un’apposita app che permette di impostare temperatura e tempo di estrazione, nonché di programmare vapore e acqua calda, verificare le performance della macchina, avviare le operazioni di pulizia, impostare il risparmio energetico. Permette inoltre di creare e memorizzare le proprie ricette, condividerle oppure impostare sulla macchina del cliente quelle proposte dalla roastery. Infine, è una macchina eclettica, che sposa con naturalezza qualsiasi ambiente e può cambiare a seconda degli spazi in cui è inserita grazie alla disponibilità di colori e finiture che interpretano la tendenza del momento con edizioni d’autore.

Prima misura 411 x 510 x 379(H) mm e pesa 37 kg, il piano scaldatazze è di 330 x 280 mm e l’altezza dei gruppi 153 mm.

Milano Design CityDal 28 Settembre al 10 Ottobre Victoria Arduino e Prima saranno partner di Milano Design City, una manifestazione urbana dedicata al design, inteso come cultura del progetto e dell’innovazione, con un focus sugli aspetti della sostenibilità. Prima sarà presso lo showroom Cappellini (via Santa Cecilia 4) in una innovativa ambientazione home, all’Istituto Marangoni in via Cerva 24 con un allestimento murale e presso la torrefazione boutique Cafezal in via Solferino 27, dove sarà possibile vivere una piacevole coffee experience. Prima sarà partner anche dell’evento Designers Week 2020 promossa dal magazine Interni nell’ambito della manifestazione.

Salmon guru, il regno di Diego Cabrera

Salmon Guru
I fermentati a base di tè zuccherato fanno capolino anche nel menu del Salmon Guru di Madrid e creano un ponte fra il bar e la cucina. Si fermenta ogni tipo di ingrediente privilegiando la chiave del food pairing

Calle Echegaray è una delle vie più antiche di Madrid, connette Plaza del Sol al Barrio de las Letras, il quartiere degli artisti. È qui che, quasi quattro anni fa, apre quello che da fuori sembra un piccolo locale con un nome eccentrico, Salmon Guru. Il patron, Diego Cabrera, è una delle figure più apprezzate della bar industry spagnola dell’ultimo decennio, non stupisce quindi che in poco tempo il bar sia finito sotto i riflettori della critica internazionale, tanto d’aver scalato la corrente dei World’s 50 Best Bars di ben 28 posizioni in un solo anno, attestandosi al diciannovesimo posto nell’ultima chart (2019).

Salmon sta per salmone ed è la trasfigurazione della filosofia di Cabrera e soci: nella mitologia nordica è l’animale che rappresenta l’innovazione e la rinascita. Nuota contro corrente ma depone le uova nel posto in cui è nato, ricordandosi sempre da dove è partito. Guru, invece, è parte del nome del locale, un ristorante indiano, che occupava gli spazi prima dell’arrivo di Diego Cabrera. Guru non solo suona bene, ma in spagnolo vuol dire “alla ricerca della luce”. Il guru è anche colui che apprende e condivide in modo dinamico, ed è ciò che il team del locale madrileno fa con i propri clienti.

Tre ambienti per uno spazio eclettico

Il locale visto dal di fuori non dà molto nell’occhio. Ha una sola scritta non illuminata, con due lampioni verdi ai lati della porta d’ingresso, che una volta aperta conduce a uno spazio eclettico e polivalente.
La prima stanza è  un classico american bar con una bottigliera curata e qualche dettaglio stravagante per catturare l’attenzione del cliente come una strana rana rossa che osserva da un angolo.
È l’anticamera di una seconda stanza, molto più eccentrica, illuminata da luci stroboscopiche, con cartoni animati disegnati alle pareti, un tavolo conviviale da 16 posti a sedere, al centro del quale si apre una “station” su misura utilizzata per le guest bartending che vengono ospitate dal locale.
Infine, la terza stanza è in stile asiatico, più tranquilla e con luci soffuse. La capienza massima del Salmon Guru è di 72 persone, mai una di più. Tutte sedute e servite debitamente al tavolo.

Fermentati protagonisti del menu

Innovativo per vocazione, Salmon Guru segue il filone tracciato dalla cucina moderna spagnola e lo trasferisce al mondo del bar. Uno dei menu degli spazi tematici del bar è dedicato all’Amazzonia, ed è il risultato di un viaggio nella foresta più grande al mondo, alla scoperta di sapori nuovi e al contempo antichi: uno di questi è il “tepache”, un fermentato tipico del Sud delle Americhe, a base di buccia di ananas. Insieme ad un’altra bevanda tipica, la “chicha morada” (anche qui buccie di ananas, ma anche mais rosso e spezie), sono stati i primi fermentati ad entrare in carta.

Sono prodotti a bassa gradazione, con un massimo di 2,5 gradi alcolici, che vengono utilizzati anche come base per la creazione di virgin cocktails o di drink low alcool. Una “chicha morada” ha all’interno tutte le caratteristiche di un punch, con parti dolci, acide, alcoliche e speziate tutte in un’unica bevanda. Un’altra categoria su cui il Salmon ha puntato sono i kombucha (ottenuti dalla fermentazione del tè): il più utilizzato è quello di zenzero e limone, che viene acquistato da un fornitore locale per assicurarsi uno standard qualitativo costante. La poliedricità dell’offerta consente però di poter sperimentare qualcosa di più estremo come la Kombucha di Ardbeg (il whisky viene flambato, “bruciando” tutto l’alcol) e di chili serrano, oppure quella di Pandan&Violetta: entrambi i drink sono il risultato di numerose prove e di tanto impegno e pazienza.

Nosh, l’eleganza provenzale del gelato bio

Ecosostenibile, dal design raffinato, offre un gelato preparato con materie prime bio e che si adatta alla stagionalità. Questo ormai è il profilo "must" della gelateria metropolitana, e non fa eccezione Nosh, che si presenta come una "boutique" del gelato in quel di Milano.

Il team di Nosh: Fabio, Antonella e Beatrice

Un sogno nato negli anni '80

Si trova in via Boccaccio, a pochi passi dalla stazione Cadorna, e nasce da una iniziativa di Antonella Vienna (che ancora aveva nel cuore Gelateria Ecologica, storica gelateria milanese degli anni Ottanta che lei stessa da giovane sognava di rilevare) e Fabio Finizza (è lui che mette mano al mantecatore). Accessori e packaging in PLA, compostabili e plastic free. Scelta delle materie prime attenta, tutto rigorosamente bio e stagionale. Solo ingredienti selezionati e provenienti da piccoli produttori: latte, panna, farina di carrube, frutta e zucchero. Il latte arriva ogni giorno a Milano, entro 24 ore dalla mungitura, da un allevamento della Valtellina. Frutta e ortaggi sono di piccole aziende agricole del territorio lombardo (per esempio per fragole, lamponi, more e mirtilli) o, in qualche caso, extra regione ma italiane al 100%.

Oltre ai classici, i gusti vegani e quelli "di stagione"

I gusti: ci sono, oltre ai classici, anche i vegan e gluten-free. I cioccolati sono tutti a base acqua, come i gusti alla frutta, rigorosamente stagionali, che utilizzano solo gli zuccheri presenti naturalmente nella polpa. Nella "carta" autunnale spiccano i gusti dattero, marroni, zucca e amaretto, sorbetto al Mandarino. E poi il gelato al fico, sa assaggiare da solo o con la ricotta.

Il gusto signature è alla lavanda

L'interno della gelateria Nosh è in stile rétro ed è curato dal noto interior designer Andrea Castrignano, con boiserie e dettagli che riportano dentro ad alcune pasticcerie parigine. Lo stesso gusto signature della gelateria, il gusto Nosh appunto, è legato all'interior design. Si tratta di un gelato alla lavanda che celebra il color "Provenza", scelto da Castrignano quale motivo trainante del design della gelateria di via Boccaccio.  

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