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Ultimi giorni per partecipare alla Cardenal Mendoza Gold Jigger Competition

Cardenal Mendoza Gold Jigger
Cardenal Mendoza Clásico
C'è tempo fino al 25 giugno per partecipare al concorso internazionale organizzato dal brandy di Jerez, che sfida i bartender a creare un cocktail originale con una referenza della gamma. La finale in Spagna in occasione della Cardenal Mendoza Golden Week

Ultima chiamata per la Cardenal Mendoza Gold Jigger, il cocktail contest internazionale di Cardenal Mendoza. La deadline per prendere parte al concorso organizzato dal marchio di brandy di Jerez (Spagna), la cui gamma è distribuita in esclusiva in Italia da Ribaldi 1957, è fissata al prossimo 25 giugno.

Giunta alla sua sesta edizione, la competition sfida i bartender a dare prova della loro creatività dando vita a un originale cocktail che abbia come base ed esalti una referenza della gamma del marchio di Bodegas Sánchez Romate. Gamma realizzata ancora oggi con metodo tradizionale, utilizzando come materia prima il vino dei vitigni autoctoni Airén, distillato in alambicchi di rame e poi affinato con metodo solera per almeno 15 anni in botti che hanno contenuto Sherry Oloroso e Pedro Ximenez.

Come partecipare alla sfida

Per prendere parte alla Cardenal Mendoza Gold Jigger Cocktail Competition occorre iscriversi entro il 25 giugno sul sito del concorso, compilando l’apposito modulo di registrazione. Tra tutte le candidature pervenute, una giuria di Cardenal Mendoza selezionerà 30 concorrenti da tutto il mondo in base alla loro creatività nel rispondere alle domande presenti nel modulo di iscrizione stesso.

Ognuno di loro riceverà quindi tre bottiglie di Cardenal Mendoza, il Clásico, l'Angêlus, dai sentori più agrumati, con scorza d’arancia infusa, e il Nebulis, affinato in botti dove sono stati bruciati tralci di vite, dal gusto leggermente affumicato, per creare la sua ricetta originale.

La ricetta andrà pubblicata sulla pagina Instragram del concorrente, dal 15 luglio al 15 settembre, utilizzando l'hashtag #GoldJiggerCM e taggando @cardenalmendozabrandy. La ricetta va pubblicata completa, quindi con l’elenco di tutti gli ingredienti, loro quantità e tecnica di preparazione, e accompagnata da una foto del drink. Una giuria del marchio valuterà i lavori presentati, considerando creatività, originalità e replicabilità della ricetta, valorizzazione del brandy e presentazione, e decreterà i tre bartender che si contenderanno la vittoria nella finale della competizione.

La finale in Spagna

Questa si svolgerà dal 29 al 31 ottobre in Spagna, a Jerez de la Frontera, la casa del marchio, nel corso della decima edizione della Cardenal Mendoza Golden Week, l’evento che celebra il Brandy de Jerez. Durante la settimana i tre finalisti si sfideranno in una serie di prove per aggiudicarsi i premi Gold, Silver e Bronze Jigger, che andranno, rispettivamente, al primo al secondo e al terzo classificato, ma vivendo al tempo stesso un’esperienza esclusiva tra degustazioni, seminari, incontri tra professionisti che caratterizzeranno la manifestazione. Inoltre, visiteranno la cantina Sánchez Romate, per scoprire il patrimonio di una casa con oltre due secoli di storia.

Ritorna la campagna Condividi Coca-Cola

Condividi Coca-Cola
Rivolta alla Gen Z, la campagna promuove la condivisione autentica, con lattine e bottiglie personalizzate per connettere le persone. Inaugurata a Milano con un’installazione esperienziale in Piazza Gae Aulenti, proseguirà con un tour in alcuni centri commerciali d’Italia e attivazioni speciali

Riflettori puntati sulla la Gen Z in casa Coca-Cola. È a questo pubblico che guarda in particolare l’iconico marchio con il ritorno di una delle sue campagne più amate, Condividi Coca-Cola, che, lanciata per la prima volta nel 2011, si impose per il suo carattere innovativo, sostituendo da lattine e bottiglie delle bevande l’iconico logo con i nomi delle persone. Un progetto sviluppato per rafforzare i momenti di connessione tra le persone, che trasformava ogni lattina o bottiglia in un gesto autentico di condivisione.

Un messaggio che oggi torna rafforzato, sono 120 i nomi e 20 i nickname impressi sui pack disponibili fino ad agosto nelle attività del fuori casa che hanno aderito alla campagna, e rivolto alle nuove generazioni di consumatori. Un pubblico completamente cresciuto in un mondo digitale, con un'elevata familiarità con la tecnologia e i social media, ma desideroso di connettersi con le persone in modo autentico, come rilevato da una ricerca di Kantar sulla Gen Z. In un mondo dove le connessioni si consumano spesso dietro a uno schermo, Condividi Coca-Cola invita a tornare a legami autentici, reali, vissuti, e a celebrare l’amicizia e le connessioni umane, anche attraverso un gesto semplice, come offrire una lattina con un nome, una dedica, un pensiero, rendendo così Coca-Cola un simbolo di condivisione e connessione.

Il lancio a Milano

La nuova campagna ha preso il via ufficialmente con un evento a Milano, dove dal 6 all’8 giugno in Piazza Gae Aulenti, luogo simbolo del rinnovamento urbano della città, è stata attivata una speciale installazione esperienziale, dove i tanti giovani presenti si sono trovati insieme dal vivo e hanno potuto personalizzare la propria lattina con messaggi unici, come il soprannome di una persona cara. Una festa con dj set e impreziosita da alcuni ospiti d’eccezione, tra i quali, oltre ad alcuni giovani influencer, il cantante Mahmood, idolo della Generazione Z.

Un tour nella Penisola

Ma la festa non si ferma a Milano. Da metà giugno partirà anche il tour Condividi Coca-Cola, che attraverserà l’Italia da nord a sud facendo tappa in alcuni dei principali centri commerciali, con momenti di gioco, personalizzazione e divertimento.

Nell’ambito dell’iniziativa, il marchio continuerà a promuovere anche l’amato abbinamento pizza e Coca-Cola, con una presenza speciale al Pizza Village di Napoli e Milano. Inoltre, fino alla fine della campagna, è possibile partecipare al concorso promozionale Condividi Coca-Cola, con premi tanti premi instant-win, tra i quali l’esclusiva giacca in denim Coca-Cola, e la possibilità di partecipare al sorteggio finale per accedere a esperienze esclusive nei principali festival musicali europei.

L’aperitivo italiano al centro della Sabatini Cocktail Competition

Sabatini Cocktail Competition 2025
Aperte fino al 7 luglio le iscrizioni per il concorso firmato dal marchio toscano, che quest'anno sfida i bartender a reinterpretare i classici della mixology e dell'aperitivo italiano portandoli idealmente Oltreoceano. Il vincitore volerà a Miami per uno stage al ViceVersa di Valentino Longo

The American Dream è il tema della nuova edizione, la sesta, della Sabatini Cocktail Competition, la gara di bartending organizzata dal marchio toscano distribuito da Compania dei Caraibi. Gara che quest’anno si arricchisce di un tocco di internazionalità, grazie al nuovo format studiato in collaborazione con il ViceVersa di Miami del bartender Valentino Longo (leggi ViceVersa, il nuovo cocktail bar con cucina di Valentino Longo a Miami). La sfida lanciata ai bartender (dai 18 ai 35 anni) è di reinterpretare i grandi classici della miscelazione e dell’aperitivo italiano, fornendone una versione alcolica a base di Sabatini Gin e una analcolica a base di Sabatini 0.0, capaci di portarli idealmente Oltreoceano.

Il concorso vuole insomma celebrare il rito nazionale dell’aperitivo nella sua forma più autentica e moderna, valorizzandone lo spirito conviviale e mostrandone l’adattabilità ai contesti internazionali, ma mantenendone ben salda la tradizione e l’animo Italiano, e, insieme, esaltare l’eleganza e la versatilità dei prodotti del marchio.

Come partecipare

Per partecipare alla sfida occorre iscriversi entro il 7 luglio sul sito della Sabatini Cocktail Competition, compilando l’apposito form con i propri dati, caricando le due ricette ispirate al tema della gara (complete di ingredienti, loro quantità, tecnica preparazione) e le foto dei drink, ognuno dei quali con la bottiglia del distillato Sabatini utilizzato. La ricetta alcolica deve contenere obbligatoriamente almeno 40 ml di Sabatini Gin, mentre quella analcolica 30 ml di Sabatini 0.0, e vanno accompagnate da una breve descrizione dell’ispirazione alla base delle creazioni. In entrambe le ricette sono ammesse le preparazioni homemade (ma descrivendo in ricetta ingredienti e modalità di preparazione).

La finale a Cortona

Le proposte saranno valutate da una giuria di selezione che, novità, di quest’anno, decreterà direttamente gli 8 bartender che si contenderanno la vittoria nella finale della competizione, che si terrà l’8 e il 9 settembre or nella suggestiva Villa Ugo di Cortona (Arezzo), culla del brand e della dinastia dei suoi creatori. Qui i finalisti presenteranno i propri cocktail a una giuria di esperti, che valuterà l’originalità della ricetta, gusto e aroma, rispondenza al tema, presentazione e valorizzazione del prodotti Sabatini. La valutazione potrà comprendere anche prove di conoscenza del brand, dei prodotti e della capacità di elaborare gli ingredienti, oltre che di verifica della conoscenza della lingua inglese.

Si vola a Miami da Valentino Longo

Il vincitore, altra novità di questa edizione della Sabatini Cocktail Competition, volerà davvero Oltreoceano: il premio è infatti uno stage di 3 giorni presso il ViceVersa, dove il bartender affiancherà Valentino Longo e il suo team e una guest night finale che gli permetterà di firmare una drink list Sabatini del cocktail bar di Miami.

Nuovo look per le specialità firmate Ottoz

Ottoz gamma
Una nuova immagine visiva, che unisce eleganza contemporanea e fedeltà alla propria tradizione, per gli spiriti alpini dello storico marchio valtellinese, distribuiti in esclusiva da Spirits&Colori

Etichette rinnovate, forme identitarie e una grafica che racconta il territorio: cambio di look per la linea di spirit Ottoz, storica distilleria della Valle d’Aosta, fondata nel 1902 da Laurent Ottoz, pioniere del Génépy, e acquisita nel 2005 da Distillerie Saint Roch – Levi, altra storica realtà della regione.

Il marchio, le cui specialità sono distribuite in esclusiva da Spirits&Colori, ha rinnovato la sua immagine visiva, attraverso un restyling che coniuga eleganza contemporanea e fedeltà alle radici, per valorizzare l’anima storica della distilleria e per rendere il marchio ancora più riconoscibile e in linea con i gusti di oggi. Ogni bottiglia, dalla distintiva silhouette a base rettangolare alla veste grafica rinnovata, diventa così l’espressione di una tradizione che evolve senza rinunciare alla sua autenticità, e capace di parlare con un linguaggio visivo attuale alle nuove generazioni di bartender e consumatori. Un lavoro che ha interessato tutte le specialità a marchio Ottoz.

Le specialità di casa Ottoz

Specialità tra le quali spicca il Genepy Classique (alc 35% in vol), la ricetta moderna del liquore con il quale ha preso il via la storia della distilleria, dove la classica infusione idroalcolica di Génépy viene integrata con erbe balsamiche per un sorso fresco, immediato e versatile. Un prodotto pensato anche per la miscelazione contemporanea, lavorando particolarmente bene in cocktail come Last Word, Bijou o Greenpoint, che ora si presenta in una bottiglia dalla grafica raffinata ed essenziale che sottolinea la doppia anima del prodotto, autentica e innovativa.

O, ancora, il Genepy Elixir Centenario (alc 38% in vol), la versione dedicata agli intenditori che riprende l’antica ricetta di inizio Novecento, preparata con génépy maschio infuso in alcol per un mese, custodito da un packaging in stile più classico e autorevole.

Gamma di specialità che ha la sua punta di diamante in Ebo Lebo Gran Riserva (alc 36% in vol), amaro realizzato con 42 botaniche, tra le quali génépy e zafferano coltivati localmente dall’Azienda Agricola Rosset Terroir, che si distingue per il ricco profilo aromatico. Un prodotto pluripremiato, vincitore del titolo di Miglior Amaro al Mondo ai World Liqueur Awards 2020, cui il nuovo pack dal design elegante racconta anche visivamente il legame con il territorio valtellinese.

Così come non meno intrigante è Gin 8Z (alc 42% in vol), un London dry dall’intenso bouquet aromatico di erbe alpine e mediterranee e dal sapore secco e piacevolmente agrumato, realizzato con otto botaniche (ginepro, stella alpina, génépy, timo, salvia, menta, limone e coriandolo) che si veste di uno stile pulito e moderno che lo rende subito distinguibile nella bottigliera di un cocktail bar.

Chef Fresche Idee: tutti pronti per la bella stagione

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Tre nuove referenze, create all’insegna della stagionalità, vanno ad arricchire la gamma di piatti pronti di Parma Is. Ricette gustose, invitanti e clean label, per una pausa pranzo saporita, veloce e nutrizionalmente bilanciata

Tre nuove ricette compongono la Collezione primavera-estate 2025 di Chef Fresche Idee, il brand con cui Parma Is firma una linea di piatti freschi pronti solo da scaldare. Tutte da gustare, create per esaltare i prodotti e i gusti della bella stagione, le new entry della gamma sono: la Fregola con sugo di polpo, una pasta di semola di grano duro made in Sardegna esaltata dai sughi di pesce; il Polpo, patate e olive, un appetitoso grande classico della cucina estiva, e il Pollo rustico, caponata e mix di cereali (riso jasmine, grano saraceno, bulgur, quinoa e miglio), un piatto bilanciato, che offre un perfetto equilibrio di proteine, carboidrati e lipidi.

Stuzzicanti novità con le quali Chef Fresche Idee amplia la sua offerta, confermando l’approccio innovativo ai piatti pronti che ne ha decretato il successo di mercato, fin dal lancio nel 2023: ricette semplici, realizzate con materie prime di qualità e senza conservanti, presentate in packaging accattivanti, che si conservano a lungo (shelf life 30 giorni) e pratici e veloci da portare in tavola. E, ovviamente, di indiscutibile bontà.

Buono come appena fatto

Perché gustare una ricetta Chef Fresche Idee è proprio come assaggiare un piatto appena realizzato (e impiattato!) da uno chef, ma sempre a disposizione nel frigo del locale. La cottura sottovuoto a bassa temperatura ne esalta gusto e tenerezza, lasciando inalterate proteine, vitamine e sali minerali, e assicurando un piatto integro, bilanciato e nutrizionalmente corretto. Poi interviene la pastorizzazione a freddo che mantiene le ricette fresche come appena cucinate e ne garantisce la stabilità e la sicurezza alimentare per 30 giorni.

Merito dell’efficace azione di abbattimento microbiologico svolta dalla tecnologia delle alte pressioni (Hpp - High pressure processing), che sottopone l’alimento confezionato a un’elevata pressione idrostatica (fino a 6mila bar), garantendone sicurezza e freschezza. Una tecnologia in cui è specializzata HPP Italia, l’azienda del gruppo ParmaFood, del quale Parma Is è parte, che è leader in Italia in quest’ambito.

«Siamo molto soddisfatti del successo di mercato riscontrato dai piatti pronti Chef Parma Is - commenta Giulio Gherri, presidente di ParmaFood Group -. Adesso la linea si arricchisce di tre nuove referenze che strizzano l’occhio all’estate: fanno da apripista alle prossime preparazioni, che saranno sempre più legate alla stagionalità e alle eccellenze del periodo. Perché a noi piace fare le cose tradizionali in modo nuovo: l’innovazione sta proprio in questo».

Sempre belli (da vedere). Sempre buoni (da gustare)

Piatto che vince però non si cambia. Anche le tre nuove ricette arrivano nell’elegante vassoio nero quadrato, confezionato in skinpack. Una confezione (da 200 g per la fregola, da 250 g per pollo e polpo) che, grazie all’effetto skin, esalta forme e colori degli ingredienti, rendendo il piatto ben visibile e appetitoso, anche solo alla vista: nel segno di un marketing sensoriale che fa pregustare fin da subito il sapore del piatto.

In onda dai 30 secondi ai due minuti

Non solo buoni come fatti in casa, ma anche “veramente” pronti e perciò veloci e facili da preparare. Come per le altre proposte della linea Chef Fresche Idee, per gustare i nuovi piatti basta scaldarli nel microonde per 2 minuti (solo 30 secondi per il polpo!) et voilà… il pranzo è pronto.

Non occorre nemmeno rimuovere la pellicola. Il film di rivestimento gioca infatti un ruolo chiave: gonfiandosi grazie al calore del prodotto, crea una sorta di bolla che mantiene i vapori al suo interno, rendendo la cottura omogenea e lasciando inalterati gli aromi. È possibile anche riscaldare la ricetta saltandola in padella per 5 minuti.

Gusto in tempo

I piatti Chef Fresche Idee sono dedicati a tutti quei locali che vogliono offrire ai loro clienti proposte di alta qualità, pur non disponendo di una cucina attrezzata e di personale specializzato. Tante soluzioni in grado di accontentare ogni tipologia di pubblico, accomunate in più dalla grande attenzione per una corretta alimentazione.

Coltivare la professionalità senza prendersi sul serio

L'editoriale del numero di giugno 2025 di Bargiornale a firma dei vicedirettori Andrea Mongilardi e Stefano Nincevich. Dedicato a chi sa fare accoglienza con leggerezza

“Non siamo chirurghi. Non operiamo a cuore aperto”. Chi sa fare ospitalità, che altro non è che far star bene le persone che entrano nel proprio locale, lo ha ben chiaro in testa e (se) lo ripete spesso. Perché sa che non salva vite umane, ma sa anche che è capace di renderle (anche solo temporaneamente) più leggere.
E, soprattutto di questi tempi, non è poco.
Niente alibi: la grande ospitalità non è prerogativa dei locali importanti. Un maestro come Dario Comini lo ha sempre sostenuto: l’accoglienza è un arte che si può (si dovrebbe) praticare in qualsiasi bar. E chi lo ha capito e la mette in scena ogni giorno ha più clienti degli altri.   

Già, i clienti. Dopo anni in cui il focus di molti professionisti era più su come ci si esibiva - o si esibivano le proprie conoscenze - dietro al bancone che su chi ci si sedeva davanti, oggi si riscopre l’importanza della relazione con chi entra nel locale. Importanza accresciuta dal fatto che entrano meno persone di prima (le visite nel 2024 sono calate) e che quelli che entrano sono sempre più attenti a dove e come spendono i loro soldi, visto che in tasca ne hanno meno che in passato (nei vent’anni dal 2003 al 2023, ci ricorda il Censis, il reddito disponibile lordo pro-capite si è ridotto in termini reali del 7%).

In tempi di confusione, frustrazione, disillusione e solitudine, i bar possono riconquistare quel ruolo fondamentale che hanno storicamente avuto: quello di esser luoghi di incontro e di socializzazione, di chiacchiera e di confronto, di sfogo ma anche di decompressione. Un’oasi dove le persone possano rifugiarsi e trovare un po’ di ristoro (“contro il logorio della vita moderna” come recitava una vecchia pubblicità).
L’ingrediente chiave per ricreare questo habitat? La leggerezza. Una ricetta che mescola ironia, un pizzico di cinismo, complicità, sfottò, divertimento. Che presuppone la capacità di non prendersi troppo sul serio, pur prendendo molto sul serio il proprio lavoro.

La copertina di giugno 2025 di Bargiornale. Il protagonista è Diego Cabrera, creatore del Salmon Guru, format di cocktail bar sbarcato a Milano dopo Madrid e Dubai

Diego Cabrera (a cui abbiamo dedicato la copertina) è un maestro nella capacità di far convivere una qualità della proposta di altissimo livello - frutto di ricerca incessante e di una creatività spinta - con uno stile di accoglienza scanzonato, divertente e fuori dagli schemi. Leggero, appunto. Ma che non dimentica il profondo rispetto per ogni cliente.
Tutto il contrario della sciatteria o della disattenzione verso chi entra tipica dei peggiori bar (non solo di Caracas), come pure dell’atteggiamento predatorio di chi pensa che siccome quel cliente non tornerà più (succede in tante città turistiche) gli si può dare la qualunque, e magari facendogliela anche strapagare.

Due i motti di Diego Cabrera che potrebbero cambiare (in meglio) la vita di ogni gestore: il primo è “Già che devi farlo, perché non farlo bene?”. Il secondo: “Trasforma ogni cliente in un ambasciatore del tuo locale”. 

Qromo, una soluzione unica per gestione e pagamenti

Qromo
Come funziona il sistema pensato per i locali che unisce in un unico strumento le funzioni di cassa, pos, gestionale, ordini, pagamento e prenotazioni. Senza bisogno di hardware e software aggiuntivi

All-in-one: una formula che significa tutte le soluzioni - o le soluzioni a tutte le esigenze - in un'unica applicazione: è il sistema di gestione e pagamento messo a punto per il mondo dei locali da Francesco Basile e dai suoi soci (Paolo Biglioli e Matteo Denti). Si chiama Qromo e promette di semplificare («di molto», spiega Basile) la vita ai gestori, offrendo loro un cruscotto semplice da usare, facile da capire e ricco di informazioni utili sull'andamento del business.

Già adottato in location ad alta affluenza (dallo Juventus Stadium alla Fiera di Rimini), è in realtà uno strumento che risponde bene anche alle esigenze di locali indipendenti, non necessariamente dai grandi numeri.

Francesco Basile, founder e ceo di Qromo

«Qromo à nato dalla mia esperienza lavorativa in Cina - spiega Basile, che oltre ad essere il fondatore ricopre la posizione di ceo dell'azienda - dove ho potuto osservare un mercato dei pagamenti digitali molto più evoluto. Da lì l'idea di portare da noi le soluzioni più avanzate».

La parola chiave è semplificazione: «Con Qromo il gestore ha uno strumento che gli permette di risparmiare soldi e tempo  e di prendere decisioni basate sui dati anziché solo sulla propria sensibilità - racconta Basile -, perché fa contemporaneamente da cassa, pos e gestionale, permette di creare menu digitali, di raccogliere le prenotazioni e di far fare ordini e pagamenti direttamente dal cliente senza che si muova dal tavolo. Questo significa avere un unico interlocutore per tutto, senza problemi di hardware, software e sistemi che non si parlano».

Basile ne sottolinea la rapidità di adozione («la configurazione viene fatta in autonomia, assolutamente intuitiva e non richiede più di 10 minuti, né l'installazione di software specifico»), la possibilità di usare i propri device senza necessità di comprarne altri («l'iPhone diventa un lettore di pagamento»), la convenienza e l'economicità («il costo massimo per il sistema è 99 euro al mese, mentre la commissione media effettivamente pagata è dell'1,5%, inferiore a quelle dei principali circuiti di pagamento se consideriamo non la commissione base, ma quella che si paga a consuntivo») e l'aiuto nell'ottimizzare la gestione: «Qromo restituisce ai gestori un livello di analisi dei dati molto approfondito: si può ad esempio ottenere la ripartizione del fatturato per fasce orarie o per condizioni meteo, usando l'Ai predittiva per definire quale sarà il traffico dei gironi successivi e quindi valutare l'effettiva necessità di personale».

Il Magutt di Milano è uno dei locali che ha adottato Qromo: «Lo gestiamo con due dipendenti - spiega Basile, che ha voluto aprire questo bar per testare le soluzioni ideate - con un tablet e una stampante. Non facciamo servizio al tavolo, ma i clienti possono ordinare e pagare direttamente dal tavolo inquadrando un qr code. L'operazione è velocissima: dal pagamento all'emissione dello scontrino passano 6 secondi».

Ad oggi, Qromo è adottato da oltre mille locali, per un transato totale superiore ai 50 milioni di euro. Lato clienti, vanta sei milioni di consumatori serviti e 18 milioni di visualizzazioni dei menu digitali.

I benefit per i neo assunti spiegati bene

cameriera sorridente bar
Una guida per orientarsi tra i benefit per i neo assunti: la legge di bilancio 2025 ha previsto sostegni o regimi di favore per i lavoratori degli esercizi di somministrazione alimenti e bevande che riguardano affitti, bollette e straordinari festivi

Fra le novità dell’ultima Legge di bilancio in materia di lavoro (Legge di bilancio 2025, articolo 1, commi 386-391 e 395-398), troviamo il regime temporaneo di favore per i lavoratori dipendenti assunti a tempo indeterminato nel 2025, per i primi due anni dalla data di assunzione.

Sconto fiscale per i rimborsi dell'affitto

La legge stabilisce che non concorrono alla formazione del reddito solo ai fini fiscali (e non contributivi), entro il limite complessivo di 5.000 euro annui, le somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro per pagamento dei canoni di locazione e delle spese di manutenzione dei fabbricati locati dai dipendenti stessi, alle seguenti condizioni:

  1. che l’importo del reddito da lavoro dipendente, percepito nell’anno precedente la data di assunzione, non sia superiore ai 35mila euro;
  2. che sia stato effettuato il trasferimento della residenza nel comune di lavoro, qualora questo sia situato a più di cento chilometri di distanza dal comune di precedente residenza;
  3. che venga rilasciata al datore di lavoro, da parte del lavoratore, una apposita dichiarazione sostitutiva (articolo 46, Dpr n. 445/2000), nella quale lo stesso attesti il luogo di residenza nei sei mesi precedenti la data di assunzione.

Una nota: tali somme rilevano ai fini della determinazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) e si computano per l’accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali.

Utenze domestiche: i rimborsi sono fuori dal reddito imponibile

Ci sono novità anche per la generalità dei dipendenti, per i quali il regime di favore disposto dalla nuova Legge di bilancio prevede un aumento del limite dell’importo non imponibile di alcuni valori percepiti dai lavoratori dipendenti, per il corrente periodo d’imposta e i due successivi. Con deroga al vigente limite di 258,23 euro, per i periodi d’imposta 2025, 2026, e 2027, non concorrono a formare il reddito, entro il limite complessivo di 1.000 euro, il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti, nonché le somme, erogate o rimborsate, agli stessi lavoratori, per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale, delle spese per la locazione dell’abitazione principale o per gli interessi sul mutuo relativo all’abitazione principale. L’importo è elevato a 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli, compresi quelli nati fuori del matrimonio, riconosciuti e i figli adottivi, affiliati, o affidati, che posseggano un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

Tale beneficio si applica alle seguenti condizioni:

  1. che il lavoratore dipendente dichiari al datore di lavoro di avervi diritto, indicando il codice fiscale dei figli;
  2. che esso rilasci al datore di lavoro apposita dichiarazione, nella quale attesti il luogo di residenza nei sei mesi precedenti la data di assunzione.

Le circolari dell’Agenzia delle Entrate (5/E del 7 marzo 2024, e 23/E del 1° agosto 2023) indicano che le predette agevolazioni si possano applicare anche ai redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente (amministratori di società, collaboratori coordinati e continuativi).

Integrazione per straordinari festivi e lavoro notturno

Per quanto riguarda il trattamento integrativo per i lavoratori di ristorazione e turismo è previsto che spetti un trattamento integrativo speciale per i lavoratori privati degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande (articolo 5, legge n. 287/1991) e per i lavoratori del comparto del turismo, compresi gli stabilimenti termali, per il periodo dal 1° gennaio al 30 settembre 2025. Tale trattamento integrativo, pari al 15% delle retribuzioni lorde corrisposte in relazione al lavoro notturno e alle prestazioni di lavoro straordinario effettuate nei giorni festivi, non concorre alla formazione del reddito. Il trattamento integrativo è erogato al datore di lavoro, che a sua volta lo riversa al lavoratore, a condizione che:

  1. i predetti lavoratori siano titolari di reddito da lavoro dipendente di importo non superiore a 40.000 euro nel periodo d’imposta 2024;
  2. che i lavoratori stessi ne facciano richiesta al datore di lavoro, dichiarandovi, per iscritto, l’importo del reddito di lavoro dipendente conseguito nel 2024.

Le indicazioni per i datori di lavoro

In caso di erogazione delle somme, i relativi importi devono essere indicati nella Certificazione unica e il sostituto d’imposta recupera il credito maturato per detta erogazione tramite compensazione nel modello F24 utilizzando il codice “1702”, denominato “Credito maturato dai sostituti d’imposta per l’erogazione del trattamento integrativo speciale per lavoro notturno e straordinario effettuato nei giorni festivi dai dipendenti di strutture turistico-alberghiere” da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per la compilazione, va utilizzata la sezione “Erario”, colonna “importi a credito compensati”. Nei campi “rateazione/regione/prov./mese rif.” e “anno di riferimento” sono indicati, rispettivamente, il mese e l’anno in cui è avvenuta l’erogazione del trattamento integrativo speciale, nei formati “00MM” e “AAAA”, ad esempio febbraio 2025 andrà inserito nei campi come 0002 e 2025.

Vergnano World Cup: iscrizioni aperte fino al 30 giugno

Giunta alla seconda edizione, la Vergnano World Cup allarga i suoi confini ed è alla ricerca dei migliori baristi del mondo. Scopri come candidarti

C’è tempo fino al 30 giugno per candidarsi alle selezioni per partecipare alla seconda edizione della Vergnano World Cup. Una gara per baristi di rilievo internazionale, che coinvolge diversi paesi nel mondo. Ne abbiamo parlato con Fabio Dotti, Master trainer di Accademia Vergnano, nonché parte del team aziendale che si occupa dell’organizzazione della competition e giudice della stessa. «Dopo il successo della prima edizione - spiega - dagli iniziali sette paesi, ci stiamo muovendo per coinvolgere più nazioni. L’organizzazione è ancora work in progress, ma possiamo dire già che saranno più di dieci».

Per chi supererà la prima selezione delle candidature, appuntamento in Accademia Vergnano a Chieri il 22 settembre, per la finale nazionale; quindi, il 17 ottobre, tutti i vincitori di tappa saranno invitati a Torino per la finale mondiale. Per il vincitore assoluto, il premio è un’esperienza unica: un viaggio da sogno in una piantagione di caffè, per scoprire da vicino le origini di ogni chicco.

«Competizioni come questa - commenta Dotti - servono non solo a mettere in luce l’abilità del barista su un palcoscenico internazionale, ma anche a creare un forte legame fra il brand Vergnano e il mondo del bar. Non vediamo i baristi solo come clienti, il nostro obiettivo è coinvolgerli e fidelizzarli sempre di più, facendoli innamorare del brand, che vogliamo sia percepito come premium, e facendoli sentire parte di un processo di crescita reciproca». Per i partecipanti è un’importante occasione di confronto, che dà loro la possibilità di misurarsi con colleghi da tutta Italia, nonché di essere valutati da prestigiosi coffee expert.

«Il livello dei partecipanti - racconta Dotti - l’anno scorso è stato notevole. E ci aspettiamo ancora di più quest’anno». Quella organizzata da Vergnano è una competizione completa, che va a valutare le capacità di un barista di preparare un espresso perfetto, valorizzando le miscele messe a disposizione dall’azienda, quindi una prova di latte art su cappuccini che naturalmente devono essere bilanciati a regola d’arte, un’esibizione di creatività con un drink a base di caffè (alcolico/analcolico), infine un assaggio con una prova bendati. «Quest’ultima è la prova più oggettiva di tutte: i ragazzi devono riconoscere fra tre assaggi della stessa miscela il caffè preparato alla perfezione, quello sottoestratto e quello sovraestratto. Un po’ per l’emozione, un po’ per le conoscenze di base, l’anno scorso abbiamo visto che è stata la prova che ha ribaltato di più le situazioni».

La preparazione, quindi, è d’obbligo, sia nella capacità di preparare che di riconoscere un buon espresso. È in gioco la formazione, un asset fondamentale per Vergnano: «In Italia abbiamo undici accademie Vergnano, grazie alle quali stiamo diventando leader nella formazione. L’obiettivo è formare le nuove generazioni di baristi, ma anche consentire loro di seguire un percorso che li aiuti ad emergere nel mondo del lavoro. In più, occasioni come questa competition servono ai più ambiziosi a farsi conoscere e a veder riconosciuti i loro sforzi».

 

The Roof a Pompei: una nuova drink list dedicata alla città eterna

Cocktail fumanti come il Vesuvio e ispirazioni prese dal sito archeologico di Pompei, al The Roof i nuovi 10 signature di Ferdinando Longobardi

Poteva un cocktail bar a Pompei non ispirarsi alle meraviglie del sito archeologico più famoso d'Europa? La nuova cocktail list del The Roof è un viaggio nella Pompei di ieri e di oggi, tra archeologia, arte e spirito internazionale. Il cocktail bar sulla terrazza panoramica dell’Hotel Habita79 MGallery Collection di Pompei, che con i suoi 162 posti a sedere, offre una vista sul Vesuvio e i Monti Lattari, si presenta al pubblico con i nuovi 10 signature cocktail (tutti in carta a 15 euro), creati da Ferdinando Longobardi, bar manager e mente del progetto beverage, insieme a Giovanni Langella e Christian Cascone, head bartender, che ripercorrono la storia della città resa eterna dall'eruzione del 79 d.C., non senza un twist contemporaneo.

Il percorso comincia proprio da Pompei, il drink simbolo: un gin nobilitato da un cordiale di caprettone (vitigno storico della zona), yuzu per un influsso asiatico e polvere di lampone che evoca il celebre rosso pompeiano. C'è poi Dedalo, twist sul Paloma con tequila, sciroppo d'uva e soda al pompelmo rosa, che rende omaggio all'omonima statua alle porte degli scavi. Have è invece un delicato gin tonic con cordiale di sakura e albicocca Pellecchiella del Vesuvio, limone e tonica richiamo poetico all’accoglienza latina e allo spirito da giramondo del suo ispiratore. Il 79 d.C. è un colpo di scena liquido: mezcal, cordiale di lime e basilico, con un tocco piccante di jalapeño. «È il nostro cocktail più teatrale. Come il Vesuvio prima dell’eruzione, sembra tranquillo ma poi esplode di sapore», spiega Longobardi. Servito in ceramica siciliana con tappo rimuovibile, è un piccolo capolavoro scenico. Tra le esperienze più immersive c’è Gli Amanti, servito con champagne e una boccettina da versare al momento contenente vodka, simple syrup, tamarindo dolce, e limone. Il cliente “ridà vita” al drink, esattamente come facevano gli archeologi ottocenteschi con i celebri calchi. Il lato più ironico della lista arriva con Priapo, tiki drink afrodisiaco a base di rum Barcelo, sherbet ai lamponi, passion fruit e home mix alla cannella, ispirato al mosaico del dio Priapo nella Casa del Fauno. L’estetica ne fa uno dei best-seller della carta (nonché quello più popolare sui social). C’è poi Venus, un Boulevardier chiarificato allo yogurt alla fragola, con bitter al cioccolato, servito in una coppetta “lava” dai toni rosso fuoco, omaggio alla Dea Venere e alla lava del Vesuvio. Velvet Martini, invece, celebra il vitigno coda di volpe e gioca su texture e contrasti con bitter alla pesca, mentre Petite, amaro e fresco, chiude il menu con una strizzata d’occhio alla “Piccola Pompei” scoperta in Francia, mescolando amaro locale, rosolio al bergamotto, Chartreuse verde, limone e soda.

La proposta culinaria firmata dallo chef Roberto Lepre è pensata per accompagnare l’esperienza beverage, ma anche per diventare protagonista. «Quest’anno abbiamo ampliato il menu per offrire una cena completa: dalle tapas ai primi piatti, fino ai dolci. Il cliente può vivere qui l’intera serata, senza dover cambiare location», racconta Longobardi. Il menu ha un’anima internazionale e contaminata, ma radici ben piantate nel territorio: lievitati realizzati con mosto d’uva dei cocktail, antipasti da condividere fra cui, Capesante ai carboni servita con spinaci al burro, 'nduja e quinoa soffiata (tapas 13 euro, regular 19 euro); Ricciola al kamado laccata in salsa agrodolce con puntarelle alla romana e maionese di papacelle (tapas 13 euro, regular 19 euro), Spaghetti di Gragnano Igp con burro di Normandia, astice e limone; Agnolotti strigliati di pasta fresca al basilico, provolone del Monaco e carciofi di Schito in doppia consistenza. Il best seller è il Burger, preparato con bun home made ai semi di sesamo, hamburger di Scottona, rucoletta all’insalata, salsa smokey, lamelle di Parmigiano Reggiano 24 mesi e cipolla di Tropea caramellata, viene servito con patatine fritte e maionese al ginger. Non mancano, ovviamente, i dolci artigianali. «Ogni elemento nel piatto parla con il drink, sono frutto di uno studio a quattro mani tra cucina e bar», aggiunge lo chef.

La forza di The Roof Pompei è la sua capacità di unire mondi: l’archeologia e il design contemporaneo, il drink d’autore e l’accessibilità, l’ospitalità di hotel e la vivacità di uno street bar. «Volevamo creare un luogo in cui bere bene fosse per tutti, non solo per chi alloggia in hotel. Abbiamo rotto il cliché dell’hotel elitario, formale e inaccessibile». Missione riuscita: oggi The Roof è frequentato da un pubblico eterogeneo: locali e turisti, dai 22 ai 45 anni e oltre. Si arriva anche da Napoli, per vivere serate complete tra aperitivi, cena e dopocena. Un progetto che ha sdoganato l’hotel bar in Campania, aprendo le porte a una nuova idea di convivialità. «Per me, che sono pompeiano, dopo varie esperienze nazionali e internazionali, lavorare qui è stato un po’ come chiudere un cerchio. Ma è anche un punto di partenza: vogliamo essere un esempio per altri hotel, che possono diventare hub creativi e aperti, non più luoghi distanti. The Roof è la dimostrazione che si può fare», conclude Longobardi.

Palermo Coffee Festival, specialty tra contaminazioni e sostenibilità

Palermo Coffee Festival
L’appuntamento dedicato al caffè, alle filiere sostenibili del vino, dell’olio e di altre eccellenze, è organizzato da Morettino con un calendario ricco di eventi.

Venerdi 6 e sabato 7 giugno torna presso il Marina Yachting nel porto della Città, il Palermo Coffee Festival, giunto alla terza edizione. L’appuntamento dedicato al mondo degli specialty coffee e alle filiere sostenibili del vino, dell’olio e di altre eccellenze della Trinacria è organizzato da torrefazione locale Morettino in collaborazione con Sca Italy, Slow Food Coffee Coalition, Gambero Rosso e offre un programma ricco di contenuti.

La due-giorni, spiega Andrea Morettino, rappresentante della quarta generazione della famiglia di torrefattori e ideatore del festival, «offre un messaggio di condivisione, di cambiamento e di rigenerazione culturale, che testimonia la dimensione internazionale a cui Palermo può e deve ambire. Il festival vuole anche essere un’occasione di confronto con i più giovani, con l’obiettivo di stimolarli a una maggiore consapevolezza verso la materia prima, perché siamo quello che mangiamo e che beviamo».

I momenti di interesse sono davvero numerosi, a cominciare dalle masterclass: ne sono in programma otto sul confronto del mondo del caffè con altri prodotti, nonché sulle contaminazioni del caffè in cucina, condotti da nomi di primo piano come Andrej Godina e Mauro Illiano - curatori della Guida dei caffè e delle torrefazioni del Gambero Rosso, Marzio Taccetti - coordinatore editoriale della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, Maria Antonietta Pioppo - wine master sommelier e degustatrice ufficiale di olio Evo, Emanuela Dughera - Slow Food Coffee Coalition, lo chef Gioacchino Gaglio della Gambero Rosso Academy, accompagnati da Arturo e Andrea Morettino. 

La  Slow Food Coffee Coalition, la rete internazionale che si batte per la salvaguardia dell’ecosistema e dei diritti dei lavoratori nell’intera filiera del caffè, di cui Morettino fa parte sarà protagonista di masterclass dedicate agli specialty della rete e dibattiti sull’importanza di sostenere un caffè buono, pulito e giusto.

Sca Italy propone il nuovo format dedicato alle gare di caffetteria, i cui vincitori avranno accesso alle finali nazionali con volo, vitto e alloggio offerti dall’Associazione. Il 6 giugno dalle 9 alle 17 la competizione Coffee Triathlon, per chi vuole mettersi alla prova con espresso, brewing e mixology. Sabato 7 giugno, dalle 9 alle 17, Latte Art Throwdown prevede una sfida a eliminazione diretta a due con la preparazione di un cappuccino in latte art. Le gare sono gratuite e aperte a tutti, ma i posti sono limitati. È necessario iscriversi su scaitaly.coffee/eventi-sca-italy. 

L’evento ospita il Roaster Village, con venti tra le migliori microroastery italiane che offrono slot di degustazione dei propri caffè. In parallelo sono previste esibizioni di latte art di Giuseppe Fiorini e competizioni amatoriali di tostatura a cura di Paolo Scimone. Infine, sabato 17 Antonio Cappadonia preparerà la vera granita al caffè siciliana con l’antico metodo delle neviere.

Si prosegue con Coffee Talk: venerdì alle 18 il tema è Sicilia inedita e colture tropicali con Andrea Morettino a raccontare il progetto della piantagione di caffè sperimentale a Palermo in compagnia di Hugo Gallardo, che produce il primo rum made in Sicily. Sabato alle 11 è la volta di Valentina Palange e il suo libro Il caffè in Italia fa schifo, in cui smonta le convinzioni e i falsi miti sul caffè nel nostro Paese.

Ogni sera un gustoso incontro tra caffè e mixology con aperitivi al Morettino Lab, organizzati con Palermo Cocktail Week; il tutto accompagnato da concerti e musica live.

Il programma completo al sito della manifestazione.

Sabir, lo shisha bar di Palermo che ora punta tutto sul food pairing

"Un menu mediterraneo da bere e mangiare": un percorso in quattro proposte di food pairing pensate dal bar manager Sergio Mannino per il Sabir di Palermo

"Un menu mediterraneo da bere e mangiare": è così che si presenta la linea di pairing food&drink pensata da Sergio Mannino per il suo Sabir, cocktail bar nel quartiere Libertà/Politeama a Palermo. Uno shisha bar, uno di quei locali dove si può andare e, sorseggiando un buon drink, fumare il narghilè. Siamo nel cuore di Palermo, una città in cui si sono mescolate nei secoli influenze arabe, normanne, bizantine e così via. Ma anche un porto, con la sua lingua franca. Ed è proprio a questa lingua franca parlata nei porti del Mediterrano che il bar manager e titolare Sergio Mannino si è ispirato per il nome Sabir, che vuol dire sapere.

Il suo sapere multiculturale lo trasmette quotidianamente dietro al bancone. E adesso anche in cucina, con il suo menu di food pairing, vero e proprio incrocio culturale fra cibo e miscelazione. Quattro le tapas globetrotter abbinate ad altrettanti cocktail della drink list, in un viaggio tra ingredienti identitari e creatività mixology: le Kofte arabe (polpette speziate di carne) che si intonano al Gipsy Spice, un omaggio all'Ederlezi, festa di primavera dei rom dei Balcani a base di metaxa, miele, limone, pepe e zenzero; lo Tzaziki mediterraneo con yogurt greco e cetriolo, si accompagna con il cocktail storico del Sabir, intitiolato Masticazzi, per assonanza alla mastica, che fa da base; Patate e feta funzionano in pairing con un Mezcal Margarita; la Bruschetta con stracciatella e pomodorini secchi è il piatto più italiano e dialoga perfettamente con i sentori mediterranei dell’Aegean Cocktail (mastiha Roots, genziana, Noilly Prat, cappero e salamoia).
Scorgendo il resto dell'ultima cocktail list, che cambia ogni sei mesi e che nell'ultima release si ispira alle festività del Mediterraneo e del Sud globale, troviamo una serie di signature cocktail narrativi, tecnicamente articolati e suddivisi per gradazione alcolica (espressa in una scala a pallini). A completare l’offerta, il narghilè, simbolo ottomano e rituale conviviale, disponibile in diversi blend.

 

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