Home Blog Pagina 376

Keglevich premiata per la campagna Skip the Ordinary

Keglevich premio pubblicità
Pieno di riconoscimenti per la campagna social, sviluppata con Leagas Delaney, che ha segnato il nuovo posizionamento del brand di vodka di Stock Spirits Group

Tanti riconoscimenti per Skip the Ordinary di Kevlevich. La campagna social del brand di vodka di Stock Spirits Group si è aggiudicata il primo posto nella sezione Social Media di MediaStar, il premio tecnico italiano della pubblicità che ogni anno viene assegnato alle migliori campagne. Premio ancora più ricco, considerando che nella stessa competizione, la campagna si è aggiudicata anche due Special Star per la Copy Strategy, grazie alla coerenza e al grado di innovatività del messaggio, e per la Direzione Creativa. Ma non solo. Perché il piano editoriale nato dalla campagna ha portato al brand anche altri riconoscimenti, come il Post of the week del Social Creative Awards, contest che celebra le migliori creatività social valutate da una giuria internazionale di esperti di comunicazione e marketing.

Lanciata lo scorso anno, e sviluppata con l’agenzia creativa Leagas Delaney, Skip the Ordinary ha dato il via al nuovo posizionamento di Keglevich. Posizionamento con il quale il brand ha risposto alla sfida posta al mondo del fuoricasa e all’intera bar industry dalla difficile situazione venutasi a creare nell’ultimo anno: rimettersi in gioco e ripensarsi in modo nuovo. Skip the Ordinary lo fa raccontando la natura, appunto, “non ordinaria” di Keglevich, invitando a guardare la realtà da nuovi punti di vista. Un messaggio che vuole essere anche un invito lasciarsi alle spalle il solito modo di fare le cose, esplorare nuove possibilità, mettere in discussione vecchie abitudini per sperimentare modi diversi di vedere e di fare. Il tutto all’insegna dell’attitudine provocatoria e positiva del brand, quindi con un linguaggio divertente e ironico, ma mai superficiale.

Il nuovo posizionamento è stato lanciato con una video strategy pianificata sui social media e un piano editoriale di trenta post che hanno rafforzato e ampliato il concept. Concept che ha guidato anche tutte le iniziative del brand realizzate per il canale del fuoricasa e che continuerà a guidare anche le prossime che partiranno con la stagione estiva.

A sottolineare l’efficacia della campagna e del messaggio, oltre al giudizio dei tecnici del comparto pubblicità, anche l’apprezzamento riscontrato presso il pubblico social, con 37 milioni di impressions (visualizzazioni), 5,5 milioni di reach (utenti o account unici che hanno visto il contenuto) e 3,5 milioni di interazioni: numeri davvero fuori dall’ordinario.

 

Millot 74%, il cioccolato bio al sentore di Madagascar

Valrhona Millot 82
Valrhona presenta un cioccolato il cui cacao deriva tutto da un'unica piantagione in Madagascar, con la quale l'azienda francese collabora da anni per una produzione biologica e di alta qualità

Un cioccolato biologico certificato il cui cacao ha origine tutto da un'unica piantagione: lo ha presentato Valrhona e si chiama Millot 74%.

Valrhona Millot 49
Il cacao della piantagione bio di Valrhona in Madagascar
L'azienda francese porta avanti da tempo una collaborazione esclusiva con questa piantagione, che si trova in Madagascar. Il cacao è coltivato secondo i dettami dell’agricoltura biologica. Nasce così il Grand Cru Millot 74% con una nota aromatica particolarmente acida e fruttata, influenzata dal terroir della piantagione Millot di cui 600 ettari sono destinati solo alla coltivazione del cacao.

Da abbinare a caffè e pane tostato

Il cioccolato Millot 74% è composto da soli tre ingredienti: cacao, burro di cacao e zucchero di canna. Una lista ingredienti corta che dà origine a un cioccolato grezzo, che rispecchia la sua zona di origine. Si presta bene a numerose applicazioni e Valrhona lo presenta come un prodotto «ottimale per la preparazione di cremosi e ganache. Si sposa particolarmente bene con gli aromi di caffè, pane tostato e rum scuro. Le note fruttate danno vita a deliziose armonie con il ribes nero, l'albicocca candita e i datteri. Infine, la mandorla tostata, la castagna e il mais tostato rientrano tra le migliori associazioni».

Valrhona Millot HD_31508_MILLOT_SAC 3KG_2
Il sacco da 3 kg di cioccolato Millot 74%

La certificazione B Corporation

Valrhona ha conseguito nel 2020 la certificazione B Corporation, un riconoscimento che premia le aziende che investono allo stesso modo nelle proprie performance economiche, sociali e ambientali. Millot 74% è disponibile per i pasticceri e professionisti in sacchi di formato 3 kg.

Il barman, il rabarbaro e l’importanza dello storytelling

Pier Strazzeri
Pier Strazzeri
Insieme ai fratelli Vita ha creato l'Amaro RabarBaro. Pier Strazzeri, barman, titolare del BarCastello di Abbiategrasso, narratore

Ci troviamo ad Abbiategrasso. “La città, non la fermata del metro”, come dice il suo motto stampato sulla maglietta nera. La t-shirt è di Pier Strazzeri, titolare del BarCastello, nato nel 1971 sotto la buona stella dell’ospitalità. Un concetto di accoglienza coltivato a modo suo. Un mix, scoppiettante come le Frizzy pazzy, di ironia, competenza, esperienza, schiettezza che affascina chi lo conosce. A cominciare dai suoi affezionati ospiti.

Pier, cinquant’anni ben portati, capelli alla Drugo e un guardaroba trafugato dall’armadio del Grande Lebowsky. Il popolo dei social lo conosce per le sue magistrali photoshoppate ai grandi barman di città. Lui che è di provincia e ne tiene alta la bandiera. Una provincia dove può succedere di tutto. Anche le storie più inaspettate. Così quando è uscita la storia del “suo” Amaro RabarBaro - Fundeghera 1939, profumava di qualcosa troppo romantico e provinciale per essere vero. Sembrava una di quelle belle favole di famiglia raccontata bene, ma da incasellare nel libro del fantastico. Una storia bella perché immateriale, emozionante, salvifica. Come in un'abile storytelling dove si crea la storia anche laddove la storia non c’è. E invece no. Pier Strazzeri era sincero. Così com’è autentico il progetto di cui è entrato a far parte. Per questo, prima di raccontare la storia dell’Amaro RabarBaro, dobbiamo fare un passo indietro, porgere le nostre scuse e cedere il microfono al nostro anfitrione. «Ad un certo punto capita a tutti di domandarsi se quello che si sta facendo è realmente quello che si vorrà fare per il resto della vita. Nonostante un lavoro sicuro e ben avviato nell'azienda del padre, i fratelli Mattia e Luca Vita hanno voglia di cambiare qualcosa. Sono ormai almeno due anni che ascoltano il nonno, anch'egli in azienda, raccontare episodi passati del tempo che fu. E così scoprono che il bisnonno Natale Mario Vita nel 1939 aveva una fundeghera a Ossona». La fundeghera, per chi telefona da fuori provincia di Milano, era la tradizionale bottega alimentare che riforniva di cibo e di vino le famiglie del circondario. Prima molto prima che arrivasse l’Esselunga. Ma continuiamo: «E con tutto quel vino il buon Natale Mario si dilettava a creare un vermouth da bere con gli amici nei giorni di festa. Nasce da questi ricordi il marchio "Fundeghera 1939" dei fratelli Vita. Nessuna ricetta trovata in un cassetto polveroso bensì i racconti del nonno che aiutano a ricostruire quello che veniva prodotto, quasi per gioco, dal bisnonno. Da questa ricerca nascono tre prodotti: un vermouth molto morbido e vellutato, un bitter senza coloranti nato da un’attenta ricerca e mappatura degli ingredienti e un liquore ai fiori di sambuco, costruito sulla base di un vino che storicamente veniva commercializzato in Fundeghera e caratterizzato dall'utilizzo di miele come dolcificante». A questa allegra tripletta si è unito l'Amaro RabarBaro nato da un’amicizia spontanea tra Pier Strazzeri e i fratelli Luca. Dopo essermi aggiornato sulla storia di famiglia, ho cominciato a fare una ricerca incrociata tra la storicità e l'attuale richiesta del mercato.

Amaro RabarBaro - Fundeghera 1939

E sul ricordo di una caramella di cui era ghiotto quando ero bambino, è nata l'idea di rendere quella caramella un liquore amaro da miscelazione. Il processo di produzione viene seguito artigianalmente. Occorrono 60 giorni per ottenere un infuso di rabarbaro in modo da avere un prodotto finito con il 31% vol. alcol, necessario per poter resistere a una vigorosa shakerata. E poi 45 giorni di infusione per genziana e china. A completare il profilo organolettico e una lacrima di liquirizia per legare gli ingredienti in un Amaro che si presta anche a una bevuta liscia. La bottiglia ricorda i vecchi contenitori dei rimedi medicamentosi farmaceutici ritrovate nelle cantine della Fundeghera del bisnonno e anche l'etichetta rimanda a quei tempi, in continuità con la filosofia dei prodotti dell'azienda. Presentato nel 2018 al BCB di Berlino ha ottenuto da subito un ottimo riscontro, confermato nel 2019 al Roma Bar Show, dove ha raggiunto molti consensi da parte degli operatori del settore. Proprio grazie al robusto tenore alcolico cdi Amaro RabarBaro si riescono ad ottenere ottimi risultati in miscelazione abbinandolo a diversi prodotti presenti in ogni bottigliera come bourbon, scotch, Cognac e bitter vari.

 

IL SOLITO

di Pier Strazzeri

Ingredienti

30 ml Bitter Fusetti

30 ml Punt e Mes

25 ml Amaro RabarBaro

 

Preparazione

Build. Decorare con zest di limone

 

 

BERLINO

di Pier Strazzeri

Ingredienti

50 ml Amaro RabarBaro

10 ml Sciroppo al Basilico

10 ml Aceto di Melograno c'è

 

Preparazione

Tecnica shake and double strain. Guarnire con una foglia di basilico

Candida le tue ricette per Baritalia Lab a Cagliari

Baritalia Cagliari
L'elenco dei prodotti del paniere della seconda tappa di Baritalia a Cagliari. Le modalità di invio delle vostre ricette (da inviare entro il 2 giugno), i locali ospiti speciali dell'evento che si svolgerà il 21 giugno 2021

Candidati per la terza tappa di Baritalia Lab Cagliari mandandoci le tue ricette (al massimo 5) entro il 2 giugno con i prodotti del paniere messo a disposizione dalle aziende partner. Il tema di quest’anno del laboratorio di miscelazione itinerante organizzato da Bargiornale? Il cocktail più ordinato di sempre: il “Fai Tu!” Esatto per questa edizione di Baritalia Lab il tema è libero! La sfida è rivolta ai bartender maggiorenni e dallo spirito libero. Puoi consultare il regolamento completo a questo indirizzo.

Ti basterà selezionare il prodotto sponsor con il quale partecipare, scegliere almeno un altro prodotto dal nutrito paniere delle aziende sponsor (vedi l'elenco completo in fondo) e inviarci da 1 a 5 ricette al massimo. Le ricette che Bargiornale riterrà più interessanti entreranno a far parte del match. La sfida di Baritalia Cagliari è riservata a chi come te è un bartender professionista e vuole candidare ricette originali o rivisitazioni di cocktail classici. Se la tua ricetta sarà scelta andrai direttamente in gara. In giuria troverai un ambassador per ognuna delle aziende partner. Ai coach delle aziende si affiancheranno giudici diversi di tappa in tappa, selezionati fra i maggiori esperti di mixology di Cagliari e di tutta la Sardegna.

Per la tappa di Cagliari in giuria avremo come giudici d'onore i rappresentanti dei migliori locali della Sardegna.

  1. American Bar Biffi, Cagliari. Dietro la sua porta si nasconde un grande perfect serve
  2. Agua De Mar, Alghero. Dove il clubbing incontra la miscelazione
  3. Bar Napoleone, Carloforte. Tutto il mondo del cocktail in una piccola isola
  4. Imbibe Drink Therapy, Alghero. Gli psicanalisti del cocktail
  5. Li Neuli Country Club, Arzachena. Il fascino discreto del lusso smeraldino
  6. Maracaibo, Alghero. Il dive bar sulla spiaggia
  7. Mint Julep, Olbia. Craft cocktails e pizza gourmet
  8. Miscellaneous, Iglesias. Dove l’arte e la cultura incontrano l’Old Fashioned
  9. Osteria dei Shardana, Orosei. Spirito della canna e miscelazione locale
  10. Spirits Boutique, Olbia. Bottega di spiriti e miscele d’autore
  11. The Duke, La Maddalena. Tappa d’obbligo per girovaghi cultori della bellezza

GUARDA IL NOSTRO TOUR PER I COCKTAIL BAR
DI BARITALIA IN SARDEGNA

Come inviare la ricetta

Niente di più facile. Puoi inviare la tua ricetta per Baritalia Cagliari in 5 facili mosse: registrati in pochi secondi su Bargiornale Premium, clicca su Baritalia Lab, seleziona la tappa alla quale vuoi partecipare, scegli dal menu a tendina il prodotto-base con cui creare il tuo drink, seleziona gli altri prodotti, invia la tua ricetta.

I prodotti-base di Baritalia Lab a Cagliari

  • Amaro Nonino Quintessentia (Nonino)
  • Campari (Campari Group)
  • Gin Grifu Silvio Carta (Coca-Cola Hbc Italia)
  • Gin Whitley Neill (Compagnia dei Caraibi)
  • Organics Bitter lemon by Red Bull (Red Bull)
  • Rum Mount Gay (Molinari)
  • Vecchio Amaro del Capo (Caffo)

Candida la tua ricetta

I prodotti del paniere generale di Baritalia Lab a Cagliari

  • Amaro Petrus
  • Amaro Vecchio Amaro del Capo Red Hot Edition
  • Cachaça Magnifica Safra do Ano
  • Cognac Remy Martin 1738
  • Gin Bulldog
  • Gin Emporia
  • Grappa Nonino Monovitigni Riserva 18 mesi
  • Grappa Nonino Monovitigni Vendemmia Bianca
  • Grappa Nonino Monovitigno Il Moscato
  • Organics Simply Cola by Red Bull
  • Organics Tonic Water by Red Bull
  • Organics Viva Mate by Red Bul
  • Ron Barceló
  • Sambuca Molinari Extra
  • Tequila Corralejo
  • Vermouth di Torino Rosso 1757
  • Vodka Snow Leopard
  • Whiskey Wild Turkey 101
  • Whiskey Peaky Blinder Bourbon
  • Whisky The Classic Laddie

Abbiate cura dei vostri ospiti

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale
L'editoriale del numero di maggio 2021 di Bargiorane a firma del direttore Rossella De Stefano, dedicato alla ripartenza dell'attività dei bar #restart

Per molti, quella dello scorso 26 aprile, è stata una falsa ripartenza.

Tra limitazioni d’orario, a causa del coprifuoco, l’obbligo di servire solo all’esterno e le condizioni meteo avverse, in molti hanno preferito tenere abbassate le serrande. Numeri alla mano, il 46,6% dei bar non è dotato di spazi all’aperto e questa percentuale s’impenna nei centri storici dove vigono regole stringenti. È quanto riportato in una nota diffusa alla stampa dalla Fipe.

cover Bargiornale maggio 2021Comprensibile, dunque, la levata di scudi e il senso di beffa e disagio che serpeggia tra gli imprenditori del fuori casa. Serve coraggio, lo ripetiamo (ahinoi) da mesi. Serve riorganizzare l’offerta in vista del primo giugno, fatidica data in cui tutti potremo riaprire.

Perché, pur tra mille difficoltà e incertezze, il desiderio di tornare a consumare fuori casa emerge forte e chiaro.

Ne parliamo nelle pagine del numero di maggio di Bargiornale con Alison Angus, head of lifestyles di Euromonitor Interntional, una vita passata a scrutare il futuro per individuare i nuovi trend di consumo. Ai nostri microfoni l’esperta ha dichiarato: «La fine delle restrizioni scatenerà nei clienti la voglia di concedersi tutte le esperienze a cui hanno dovuto rinunciare. Passata l’euforia cominceranno però a fare i conti con la realtà, con quello che si potranno permettere».

Angus individua quindi quattro parole chiave attorno alle quali costruire la strategia per il futuro prossimo venturo: sostenibilità, convenienza, sicurezza e tecnologia.

Per ripartire. Tutti, questa volta! #restart

Sca Italy in pedana con le macchine di Cimbali, Rancilio e Anfim

Daniele Ricci, campione italiano Baristi 2020
Daniele Ricci, campione italiano Baristi 2020
A più di un anno dalle ultime competizioni, l’annuncio delle aziende sponsor dei prossimi campionati nazionali. Il primo appuntamento a Sigep 2022

SCA Italy ha comunicato i nomi delle aziende che si sono aggiudicate il bando biennale 2022-23 in qualità di partner ufficiali per le attrezzature dei prossimi Campionati italiani (frattanto i campioni 2020 non hanno ancora potuto disputare le finali internazionali). I concorrenti delle gare Baristi concorreranno con la Faema President GTi di Gruppo Cimbali. La macchina ufficiale delle gare di Latte Art e Coffee in Good Spirits è la Rancilio Specialty RS1 e i macinacaffè sono di Anfim marchio distribuito da DMItalia. Saranno in pedana durante le prossime due finali nazionali, la prima della quali  attualmente è prevista nell’ambito di Sigep Rimini.

Sottolinea la grande importanza degli sponsor e del loro sostegno all’associazione Alberto Polojac, coordinatore nazionale Sca Italy: «Mai come quest’anno è fondamentale la vicinanza delle aziende produttrici verso tutti quei baristi e professionisti del caffè che, pur essendo fra i soggetti più colpiti dalla crisi dell’ultimo anno, continuano a impegnarsi nelle gare nazionali, con passione e spirito di rivincita, per rappresentarci con orgoglio sui palchi delle competizioni mondiali».

Viste da vicino Osserviamo  le principali caratteristiche delle macchine prescelte, tutte realizzate per offrire il massimo delle prestazioni nella lavorazione di caffè particolari quali sono gli specialty.

Faema President GTi
Faema President GTi

Gruppo Cimbali ha scelto la macchina espresso Faema President GTi in funzione del suo connubio tra qualità, ergonomia, ricerca e innovazione. È una macchina in grado di garantire con i suoi gruppi termo-controllati indipendenti una qualità in tazza costante.  «Con questa iniziativa -  afferma Josep Feixa, direttore vendite Italia - la nostra collaborazione con Sca Italy si solidifica ancora di più in un momento in cui l'unica visione possibile per tutto il settore è di uscire compatti da questo periodo così sfidante».

Rancilio Specialty RS1
Rancilio Specialty RS1

La macchina espresso Rancilio Specialty RS1 esprime il meglio della tecnologia di estrazione ed è dotata di un sistema vapore innovativo che permette di regolare la potenza dell’erogazione vapore per lavorare agevolmente e in velocità con bricchi di diverse dimensioni e con ogni tipo di latte; il sistema multiboiler e il gruppo erogatore in acciaio inox, garantiscono inoltre la massima stabilità termica. Tutti i parametri della macchina - caffè, vapore, acqua - e le operazioni di pulizia sono gestibili dal touchscreen. «Negli ultimi mesi abbiamo sperimentato nuovi modi di comunicare e di fare business - osserva Luca Creti, direttore vendite Italia -, ma non abbiamo mai pensato che si potessero affrontare le sfide del mercato post Covid come ambasciatori del made in Italy senza la spinta dei grandi eventi di settore».

Anfim SP II+
Anfim SP II+

I macinacaffè Anfim fanno il loro esordio sul palcoscenico di una finale nazionale con il nuovo modello SP II+, equipaggiato con la tecnologia Proximity Switch, un potente motore con un basso numero di giri, macine al titanio, regolazione micrometrica e doppia ventilazione: caratteristiche che garantiscono performance di alto livello in modo costante. Alberto Cocci, titolare DM Italia, commenta «È un piacere per DM Italia, e il suo storico partner Hemro Group, essere sponsor delle finali Italiane dei campionati Barista, Latte Art e Coffee in Good Spirits. Entrambi siamo il partner di riferimento per ogni iniziativa intrapresa da Sca nel corso degli anni».

Potere parlare di nuovo di eventi in maniera concreta, con il supporto delle aziende che da sempre sostengono l’Associazione nella sua attività, rappresenta per gli operatori del settore un momento di grande sollievo: è un passo in avanti verso la tanto attesa ripartenza e quel mondo affascinante che sono le competizioni.

Festa della mamma tra fiori, gioielli in cioccolato e scrigni preziosi

Idee da cui trarre ispirazione: una mini rassegna dei dolci più particolari per la Festa della mamma 2021, ideati da maestri e pastry chef

La Festa della mamma è una delle ricorrenze primaverili che più attirano clienti in pasticceria. Abbiamo già dato qualche dritta in proposito, proprio sul tema della progettazione dell'offerta di torte, monoporzioni e altri dolci ad hoc per questo tipo di occasioni. Ora lasciamo spazio, in prossimità della festa che cade il 9 maggio, alla creatività dei pasticceri, con una mini rassegna di idee particolari per la Festa della mamma. Vediamo, insomma, cosa è nato quest'anno in alcuni dei laboratori di pasticceria più noti.

Cofanetti e amore in casa Knam

Lo chef Ernst Knam (che sta preparando l'apertura di due nuovi locali) per questa occasione ha realizzato diversi prodotti limited edition: una scultura chiamata LOVE realizzata interamente in cioccolato fondente Perù Pachiza 70% e tre cofanetti con all’interno diversi prodotti. C'è uno scrigno di color rosso a forma di cuore in cioccolato fondente dipinto a mano con dei motivi floreali e, al suo interno, delle pepite di cioccolato fondente. Uno scrigno nella versione piccola a forma di cuore rosso in cioccolato fondente con all’interno pepite di cioccolato fondente, lecca lecca fondenti bicolor, lollipop e praline cuore di gusti e colorazioni diversi. Si aggiungono due proposte firmate Frau Knam: lo Scrigno Festa della Mamma – versione 1 comprende un cuore bianco in cioccolato fondente Perù Pachiza 70% ed è impreziosito da fiori arancioni, rossi e gialli dipinti a mano. All’interno, pepite in cioccolato fondente Frau Knam Señorita 72. Lo Scrigno Festa della Mamma – versione 2 contiene invece una versione più piccola del cuore bianco e un cofanetto di cioccolatini Cuore Diamante; la variante bianca realizzata in cioccolato bianco con un cremino al gianduja, la una rossa in cioccolato bianco con un cremino al cioccolato fondente e crispy lampone.

Da Peck una torta in due versioni

Il pensiero per la mamma firmato Peck - e Galileo Reposo, pastry chef della celebre gastronomia milanese - è un'altra proposta in edizione limitata. Si chiama Mamm’arena e sembra una nuvola rosa di meringhe spumose. L’amarena si fonde con la dolcezza dello yogurt aromatizzato al limone. La torta è nata anche in versione monoporzione.

Un collier in cioccolato: il gioiello di Biasetto

Un altra grande firma della pasticceria italiana, Luigi Biasetto, ha pensato a un classico: il collier, un gioiello per omaggiare le mamma. Solo che il prezioso regalo è in cioccolato. Un cuore di cioccolato al centro, fra perle di cioccolato bianco ripiene di cremino alle mandorle. Il cremino è profumato con l’aroma della rosa bulgara. La collezione di "gioielli" di pasticceria comprende anche altri dolci della collezione speciale MammaMia ideata per l'occasione: oltre al collier ci sono bracciale, anello, macaron, cioccolatini, torte e un lievitato speciale.

Guido Gobino: dillo con un fiore

Il maestro torinese del cioccolato Guido Gobino ha realizzato una scatolina dedicata alla Festa della mamma 2021, impreziosita da una fascia illustrata con note floreali. All’interno, una selezione di dragée: la nocciola Tonda e Gentile Trilobata, con una ricopertura di Blend 75% e la mandorla Siciliana, con una ricopertura di cioccolato al latte, entrambe decorate con i colori della primavera.

Rinaldini, una torta e un box limited edition

Il maestro Roberto Rinaldini non poteva esimersi: si è fatto ispirare dalla rosa, ed ecco il risultato. La torta Mamy, con Pan di Spagna alla vaniglia, croccantino di wafer al gianduia bianco, cremoso ai frutti esotici, purea di frutti rossi, crema leggera al lampone ed una glassa al cioccolato bianco e lamponi. Adagiata sulla torta e realizzata completamente a mano, una rosa color rosso scarlatto in cioccolato bianco, impreziosita da piccole gocce di rugiada, finemente ricreate. La seconda proposta è la Butterfly Box, la confezione di MacaRAL in limited edition firmata Rinaldini decorata con le farfalle, sinonimo di purezza.

Gino Fabbri e Dario Comini: per la mamma si mobilitano il pasticcere e il bartender

Ultima segnalazione - non certo per importanza - è l'inedita e doppia creazione di due assi delle rispettive professioni, il maestro di pasticceria Gino Fabbri e il bartender Dario Comini. Una interpretazione dolce/cocktail proprio per la Festa della mamma, nata nell'ambito dell'iniziata di Fabbri 1905 "Pasticcere e Bartender: due volti della stessa passione" del mese di maggio (avevamo già parlato qui delle puntate precedenti del format). Gino Fabbri ha realizzato Fresca estate alla fragola, «una pavlova particolarmente estiva, rivista con Fragola Fabbri e con un tocco esotico dato dal frutto della passione. Essendo una ricetta a base di mascarpone, limone di Amalfi, meringa all'italiana, è pensato anche per chi a casa si vorrà dilettare con un dolce di pasticceria». Dario Comini, invece, ha presentato il cocktail Love: «Ho utilizzato Marendry: un bitter unico nel suo genere, con una nota di amarena. Ho pensato ad un drink per professionisti ma anche da replicare a casa, particolare anche nella presentazione, una tazzina da tè dal gusto rétro».  

Iconica e sostenibile: la nuova bottiglia di Beefeater Gin

Beefeater nuova bottiglia
The Fresh New Beefeater, la nuova bottiglia
Il nuovo pack riprende la forma del tipico mattone di Londra, a sottolineare il legame con la città. Ed è tutta in vetro riciclato, per una scelta di sostenibilità. Una svolta green evocata anche dai drink a zero scarti creati per il brand da Kevin Faccio

Un pack potentemente simbolico, ispirato alle origini, ma proiettato nel futuro, il tutto sintetizzato da un iconico design contemporaneo. È così che è stata concepita la nuova bottiglia di Beefeater, il London dry gin premium, tra i fiori all’occhiello del porfolio Pernod Ricard.

Dove il richiamo alle origini è dato dall’estetica di The Fresh New Beefeater, il nome della nuova bottiglia, che rimanda al classico mattone di Londra, a sottolineare il forte legame di questo gin, tra i più premiati al mondo, con la città nella quale è stato creato due secoli fa da James Borrough e dove ancora oggi viene prodotto. Una forma che al tempo stesso ha un alto contenuto simbolico, rappresentando, appunto il “primo mattone” verso un mondo più sostenibile. Aspetto questo che trova concretezza nell’utilizzo per la realizzazione del pack di vetro interamente riciclato. Ma non solo. Perché con il nuovo pack si riduce anche il consumo di plastica, con un risparmio di 410 tonnellate di materiale all’anno.

Estetica e funzionalità

La nuova bottiglia è stata presenta in anteprima a Milano, in un evento svoltosi al Vapore 1928, da Rebecca Calinghi, ambassador Beefeater, che ha ne ha raccontato tutti i particolari che ne fanno un pack iconico. A partire dai dettagli estetici, come la trasparenza del vetro, che esalta la purezza del contenuto, per proseguire con le scanalature e il brand in rilievo sui lati, che riflettono la luce e rendono il pack una vera e propria scultura dall’elegante timbro contemporaneo. Estetica raffinata che però non dimentica la funzionalità: così le sfaccettature ai lati, nel riprendere la forma del tipico mattone londinese, favoriscono anche la presa aumentando il grip mentre si versa. Alla raffinatezza del pack contribuisce poi il tappo dal cappuccio rosso mat, sul quale fa bella mostra la scritta in oro, in evidenza.

Spirito londinese

Rinnovata anche l’etichetta, dalla forte identità visuale, ora in rilievo, per regalare anche una sensazione tattile, e di dimensioni più piccole rispetto alla precedente. In primo piano, su uno sfondo, che riporta il disegno di alcuni monumenti caratteristici di Londra, e contornato da linee dorate che sottolineano il posizionamento premium del prodotto, l’immagine del beefeater, da sempre presente. Il nome di questo gin venne infatti scelto come omaggio alle “Yeoman Warders”, le guardie della Torre di Londra che vegliano sui gioielli di Sua Maestà che un tempo vi erano custoditi. Guardie chiamate beefeater perché, secondo una delle teorie più accreditate, il loro salario includeva una razione di carne di manzo, appunto “beef” in inglese. Novità della nuova etichetta è che il beefeater tiene in mano un mazzo di chiavi dorate: un rimando alla più antica funzione pubblica che ancora si svolge quotidianamente a Londra, la “cerimonia delle chiavi”, risalente al XVII secolo e che consiste nella chiusura serale delle porte della Torre.

Cambia il contenitore, ma non il contenuto. Al suo interno vi è infatti il gin preparato secondo la storica ricetta di Borrough e rimasta immutata nei secoli. Ricetta a base di nove botaniche (ginepro di Toscana, mandorla, semi e radici di angelica, radici di giaggiolo, scorza di limone, scorza di arance di Siviglia, semi di coriandolo e radici di liquirizia) fatte macerare per 24 ore prima della distillazione, un processo lungo che permette un’estrazione completa e ottimale del sapore dei vegetali. Distillazione che avviene nella distilleria a Kennington, nella city, dotata di 9 imponenti alambicchi in rame, sotto la supervisione del master distiller Desmond Payne, una vera autorità nel mondo del gin. In questo modo si ottiene un London dry dall’aroma complesso e bilanciato, dai marcati sentori di ginepro e agrumi, e dal sapore secco e speziato, dalle marcate note di ginepro accompagnate da quelle fresche e decise degli agrumi, con un finale lungo che richiama sentori di liquirizia.

I drink a zero scarti di Kevin Faccio

Caratteristiche che i partecipanti all’evento hanno potuto apprezzare nei cocktail che hanno accompagnato la presentazione della nuova bottiglia. Una doppia drink list, The sustainable cocktail Beefeater, con le creazioni sostenibili del bartender pavese Kevin Faccio, e The fresh new Beefeater, con tre nuovi signatur del brand.

Per quanto riguarda la prima, in linea con la svolta green di Beefeater, che oltre che nella nuova bottiglia si sostanzia anche in un’ottimazione del processo produttivo dello stesso gin, attraverso una riduzione dei consumi di acqua e di emissioni di CO2, Faccio ha creato tre drink a zero scarti: Oldness Colada, Brot Collins e Gin House Blues (in fondo all’articolo le ricette complete). Le materie prime vengono cioè sfruttate in tutte le loro potenzialità fino al loro totale esaurimento, utilizzando gli scarti per creare nuovi ingredienti. Un concept di miscelazione sostenibile che sarà al centro del progetto del suo nuovo locale che vedrà la luce nei prossimi mesi a Pavia. Oldness Colada è infatti realizzato con Beefeater, estratto di carota, sciroppo di cocco e curcuma e un top di meringa cocco e ananas, preparata con scarti di estrazione dei due frutti. Il drink è accompagnato da una cialda, ottenuta dalla cottura in forno degli scarti di estrazione della carota, condita con sale e paprika.

In Brot Collins, invece, Faccio ha unito il gin a succo di lime, a uno sciroppo di conservazione della mostarda e a waste brot, un brodo home made ottenuto dalla cottura in acqua di buccia e foglie di ananas, calotte di lime, ciuffi e buccia di carota. Il tutto completato da una spruzzata di tintura di scorze spray, ottenuta dall’infusione in acqua delle scorze di lime scartate dopo la spremitura. A guarnirlo un tortellino dolce con farina di mandorle ripieno di mostarda e polpa di scarto dall’estrazione dell’ananas.

Infine, in Gin House Blues, il bartender ha miscelato il London dry con un estratto di ananas, Daiquiri Bitter syrup, fatto con le calotte spremute di lime, zucchero e una miscela di rum Havana 3 e acqua, una sorta di drink nel drink, e ultimato con Angostura bitter. A guarnirlo una tintura di scorze e una polvere di scorze, quest’ultima fatta essiccando e riducendo in polvere le scorze esaurite della tintura.

I nuovi signature Beefeater

Tre anche in nuovi signature Beefeater (le ricette in fondo all’articolo). Il Frozen Beefeater G&T, la versione del brand del classico long drink, dove l’aspetto “frozen” è dato dal raffreddamento del bicchiere con CO2, in modo da diminuire la diluizione del ghiaccio e conservare più a lungo il sapore del cocktail, guarnito da una ferra di arancia e una di limone. Il fresco e primaverile Fresh Basil Smash, dove il gin si unisce a succo di limone, sciroppo di agave, olio extarvergine di oliva e un ciuffo di basilico. L’esotico e fruttato Matcha Piña Colada, rivisitazione della classica Piña Colada, che nasce dall’incontro tra il gin, tè matcha, succo fresco di ananas, succo di limone, latte di cocco e top di soda.

REGISTRATI SU PREMIUM.BARGIORNALE.IT
E SCARICA LO SPECIALE GIN

Le ricette

Gin House Blues di Kevin Faccio

Gin House Blues di Kevin Faccio

Ingredienti:

50 ml Beefeater Gin, 50 ml estratto di ananas, 30 ml Daiquiri Bitter syrup*,

2 dash Angostura bitter

Preparazione:

shake

Guarnizione:

tintura di scorze**, polvere di scorze***

Bicchiere:

coppetta

*Daiquiri Bitter syrup: mettere 10 calotte esauste dalla spremitura del lime in un contenitore e ricoprire di 150 gr di zucchero. Lasciare 12 ore sotto zucchero in modo che gli oli essenziali sciolgano lo zucchero. Togliere le calotte e sciogliere il restante zucchero con 50 ml di acqua e 50 ml di rum Havana 3.

**Tintura di scorze di lime: mettere sotto 200 ml di alcol a 96 gradi per 24/48 4 scorze di lime usati in precedenza per il succo. .

***Polvere di scorze: mettere le scorze in precedenza utilizzate per la tintura in essiccatore e poi ridurle in polvere

Oldness Colada di Kevin Faccio

Ingredienti:

50 ml Beefeater Gin, 40 ml estratto di carota, 10 ml sciroppo di cocco e curcuma*,

top di meringa cocco e ananas**

Preparazione:

shake

Guarzinione:

cialda alla carota***

Bicchiere:

tumbler basso

* Sciroppo di cocco e curcuma: frullare la polpa di un cocco e la sua acqua e filtrare con un colino. Pesare e aggiungere parte uguale di zucchero e sciogliere. Quando lo zucchero è completamente sciolto aggiungere circa mezzo cucchiaio di tè di curcuma.

** Meringa cocco e ananas: preparare con 200 g di albumi una miscela con 2 cucchiai di polpa di ananas di scarto dell’estrazione e 1 cucchiaio e mezzo di pezzi di cocco scartati dalla preparazione dello sciroppo, mescolare e montare con un minipimer fino al raggiungimento della densità desiderata.

Cialda alla carota: con gli scarti ottenuti dall’estrazione della carota preparare un impasto con 1/4 di farina del peso della polpa di farina. Stendere su una teglia, aggiungere sale grosso e paprika in polvere e cuocere in forno 40 minuti a 180 °C.

Brot Collins di Kevin Faccio 

Ingredienti:

50 ml Beefeater gin, 30 ml succo di lime, 25 ml sciroppo di conservazione della mostarda, 40 ml waste brot*, tintura di scorze spray

Preparazione:

build

Guarnizione:

tortellino dolce**

Bicchiere:

collins

* Waste brot: in una pentola aggiungere acqua e tutti gli scarti dei prodotti utilizzati nei drink, bucce di ananas, legno di ananas (la parte centrale dura), foglie di ananas, calotte di lime, ciuffi di carota, bucce di cocco, bucce di carota, e cuocere per 40/50 minuti, come per un brodo vegetale, filtrare e imbottigliare.

** Tortellino dolce: per l’impasto: 200 gr farina di mandorle,2 tuorli; per il ripieno:

150 gr scarti di estrazione dell’ananas, 4/5 pezzi di frutta in mostarda tagliata a cubetti. Preparazione: impastare la farina di mandorle con i tuorli fino a ottenere un impasto duro e compatto. Stendere con un mattarello, dividere in quadrati e inserire 1/2 cucchiaino di scarto di ananas e un cubetto di frutta in mostarda per ogni tortellino, quindi chiudere.

Frozen Beefeater G&T

Frozen Beefeater G&T

Ingredienti:

50 ml Beefeater Gin, 100 ml tonica

Preparazione:

build

Bicchiere:

balloon

Fresh Basil Smash

Fresh Basil Smash Beefeater

Ingredienti:

50 ml Beefeater Gin, un mazzetto di basilico, 25 ml succo di limone, 10 ml sciroppo di agave, 2,5 ml di olio Evo

Preparazione:

shake

Bicchiere:

tumbler basso

Matcha Piña Colada

Ingredienti:

50 ml Beefeater Gin, un cucchiaio di tè matcha, 30 ml succo fresco di ananas, 10 ml succo di limone, 50 ml latte di cocco, 10 ml soda o acqua frizzante

Preparazione:

build

Bicchiere:

highball

 

Menù: soluzioni per la ristorazione veloce

Menù
Ricchissima la gamma di ingredienti e ricette studiate dalla storica azienda di Medolla per ogni tipologia di locale con l'obiettivo di aiutarlo a mettere a punto una proposta food capace di stupire e conquistare i clienti

Un’ampia gamma di proposte studiate per la ristorazione veloce. È questa l’offerta di Menù, storica azienda di Medolla (Modena), attiva nella produzione di specialità alimentari per il canale horeca, per il mondo dei locali e le attività della piccola ristorazione che vogliono rendere produttivi gli spazi all’aperto e i dehor. Soluzioni, per i diversi momenti di consumo, che consentono di creare facilmente piatti di qualità capaci di stupire la clientela. Con la garanzia di qualità e servizio del marchio Menù, da quasi 90 anni al fianco degli operatori del settore di tutta la Penisola.

Una soluzione per ogni modello ristorativo

Una gamma ricchissima che, grazie alla sua completezza e varietà, permette a ogni tipologia di locale e di attività ristorativa di trovare una soluzione appositamente studiata per il suo specifico target. Io mangio al bar, per esempio, è una linea che, dall'aperitivo alla pizza gourmet, dal panino alle pietanze più elaborate, offre i migliori prodotti per realizzare nel bar piatti veloci in grado di conquistare il cliente. Un altro esempio è Un mare di gusto, proposta pensata per la bella stagione e per tutti quei locali, in particolare quelli negli stabilimenti balneari, che non dispongono di una cucina attrezzata, ma non vogliono rinunciare a un’offerta gastronomica di qualità.

I trend più innovativi

Menù offre ai suoi clienti gli ingredienti e le ricette per i piatti più trendy del momento, come la linea Hamburger, panino icona degli Usa che negli ultimi anni si è trasformato in un piatto vero e proprio da servire alla clientela più esigente. O la linea Poké, le colorate bowl hawaiane, e ancora Pizza p.al.a., l’originale pizza “in pala” fragrante, leggera, croccante e altamente digeribile pronta da farcire per essere ultimata in forno.

Proposte facili e veloci da preparare

L’elevato contenuto di servizio e la facilità di preparazione rendono i prodotti Menù adatti a tutti quei locali che vogliono proporre piatti di grande appeal, pur dovendo lavorare in spazi piccoli. La linea Microonde Maxigusto, per esempio, contempla ricette da preparare solo con l’ausilio di un forno microonde. Dagli aperitivi agli antipasti, dai piatti unici ai primi piatti, dai condimenti alle farciture, le gamme Menù assecondano qualsiasi esigenza.

Qualità e servizio garantiti

Ogni prodotto Menù è, inoltre, garantito in tutta la filiera: dalla scelta delle migliori materie prime freschissime, che provengono principalmente dalla campagna emiliana e dai principali mercati nazionali, alle lavorazioni effettuate con una tecnologia avanzata, fino alla sicurezza delle confezioni.

Inoltre, grazie alla forte presenza territoriale della forza vendite dell’azienda, ogni attività su tutto il territorio italiano potrà essere seguita da vicino, potendo contare sull'esperienza e la professionalità dei consulenti Menù.

Scopri tutte le linee Menù create per la ristorazione veloce e la piccola ristorazione

Per informazioni: marketing@menu.it, Tel. 0535 49711

Colorante alimentare bianco, stop dell’Unione Europea

Secondo nuovi studi il biossido di titanio (E171), colorante con effetto sbiancante usato anche in pasticceria, non può più essere considerato sicuro come additivo alimentare. Le associazioni dei consumatori chiedono il divieto immediato

Finisce sotto accusa il biossido di titanio, una sostanza impiegata come sbiancante in dolci e caramelle, ma anche in prodotti da forno, creme spalmabili e frutta secca trasformata. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare ha aggiornato la sua valutazione a proposito del composto (il cui identificativo è E171) a seguito di una richiesta della Commissione europea avanzata lo scorso anno.

«Non può più essere considerato sicuro»

Il gruppo che, all'interno dell'Autorità europea, si esprime sugli additivi e sugli  aromatizzanti alimentari ha condotto nuovi studi (dopo che una indagine del 2016 aveva manifestato la necessità di uno studio più approfondito) e ha concluso "bocciando" il biossido di titanio: non può più essere considerato sicuro come additivo alimentare. Il problema è che i dati non permettono di escludere la genotossicità, ossia la capacità del composto chimico di modificare il Dna umano. «Anche se le evidenze di effetti tossici in genere non sono state conclusive - afferma il gruppo di lavoro che ha raccolto ed esaminato i nuovi studi - sulla scorta di nuovi dati e metodi ancora più solidi non abbiamo potuto escludere timori di genotossicità e, di conseguenza, non abbiamo potuto stabilire un livello di sicurezza per l'assunzione quotidiana di questo additivo alimentare».

Verso il ritiro del composto

La Commissione europea intende proporre agli Stati membri il ritiro del biossido di titanio, che uscirebbe così - con percorso graduale - dall'elenco degli additivi alimentari consentiti. Si registrano già le prime reazioni da parte di associazioni di consumatori. Assoutenti ha diffuso una nota con la quale chiede al Ministero della salute di «adottare provvedimenti urgenti a tutela della salute dei cittadini».

Assoutenti e Altroconsumo: «Stop immediato all'utilizzo»

«L’Autorità Europea ha evidenziato il rischio che la sostanza sia genotossica e possa essere assorbita dall’organismo – spiega il presidente di Assoutenti Furio Truzzi – un potenziale pericolo per la salute umana che, in base al principio di precauzione, deve portare le istituzioni italiane a misure atte a garantire la sicurezza alimentare. Chiediamo al Ministero della salute di vietare da subito la commercializzazione in Italia di prodotti come dolci e caramelle, prodotti da forno, brodi e salse destinati al consumo umano e che contengano al loro interno biossido di titanio». Anche Altroconsumo ha chiesto lo stop immediato, sottolineando che la Francia lo ha già vietato dal gennaio 2020: «L'esperienza dalla Francia dimostra che i produttori possono farne tranquillamente a meno, visto che molti l'hanno già eliminato dagli ingredienti. È venuto il momento di vietare questo additivo in tutta l'UE».

Egro Next Touch Coffee tra i vincitori dell’iF Design Award

Egro Next Touch Coffee premio
La giuria internazionale del prestigioso concorso internazionale di design ha premiato la superautomatica Egro disegnata in collaborazione da MM Design

Un prestigioso riconoscimento internazionale suggella l'eccellenza della Next Touch Coffee. La superautomatica del brand Egro progettata per il drip coffee, si è aggiudicata il premio iF Design Award 2021 nella categoria Product. Progettata in collaborazione con lo studio MM Design, la Egro Next Touch Coffee si è distinta tra le oltre 10.000 candidature registrate per la qualità del design, l’estetica e l’innovazione in termini di estrazione caffè.

«È un risultato prestigioso che premia la sinergia tra il nostro dipartimento R&D e MM Design» - commenta Ruggero Ferrari, ceo Rancilio Group - e riconosce, nel design e nella tecnologia, i caratteri distintivi dei prodotti Egro».

In finale, la giuria, composta da 98 esperti internazionali, ha voluto premiare la Next touch Coffee anche per lo straordinario lavoro di progettazione e sviluppo dell’interfaccia touchscreen: una soluzione intuitiva e facile da usare anche in modalità self-service e che offre all’utente la possibilità di personalizzare facilmente ogni bevanda.

Assegnato da iF International Forum Design, storica istituzione di design indipendente con sede a Hannover (Germania), l’iF Design Award è uno dei principali concorsi internazionali di design del mondo, che ogni anno premia l’eccellenza del design internazionale in diverse categorie.

Egro Next Touch Coffee e tutti i progetti premiati saranno segnalati sia nella prossima edizione della iF World Design Guide sia nella nuova iF Design App.

SCOPRI EGRO NEXT TOUCH COFFEE

Coca-Cola sempre più green con la nuova bottiglia tutta in plastica riciclata

Coca-Coca bottiglia plastica riciclata
Il colosso del beverage veste le sue bevande con una nuova bottiglia sostenibile, realizzata al 100% in rPert. Operazione che coinvolge anche i marchi Fanta, Sprite e FuzeTea

Coca-Cola spinge sul green. Lo fa lanciando la sua prima bottiglia realizzata con il 100% di plastica riciclata (rPet). Una nuova, ulteriore conferma dell’impegno del colosso mondiale del beverage verso un’economia circolare e un futuro sostenibile. Tanto più che la nuova bottiglia non vestirà solo i prodotti Coca-Cola, ma anche gli altri brand del suo porfoglio, quali Fanta, Sprite e FuzeTea. Solo per quest’anno si tratta di ben 150 milioni di bottiglie interamente in plastica riciclata, con un utilizzo di questo materiale triplicato in volumi rispetto al 2020.

Nei prossimi mesi saranno infatti realizzate interamente in plastica riciclata tutte le bottiglie di Coca-Cola, Coca-Cola Zero Zuccheri, Coca-Cola Senza Caffeina, Coca-Cola Light Taste, Coca-Cola Gusto Limone Zero Zuccheri nel formati da 330 ml, 450 ml e 660 ml. Quelle di Fanta Original, Fanta Senza Zuccheri Aggiunti e Sprite da 450 ml e 660 ml e FuzeTea da 400 ml e 1,25 l. La nuova bottiglia è destinata a tutti i canali.

Un’innovazione resa possibile grazie all’abolizione del limite del 50% di rPet utilizzabile nella produzione di bottiglie e che si colloca all’interno del percorso di sostenibilità di lungo periodo di Coca-Cola, che con il programma World Without Waste, che ha tra gli obiettivi rendere i pack 100% riciclabili entro il 2025, ha investito solo in Italia 100 milioni di euro negli ultimi 10 anni per rendere più green la sua attività.

Oltre all’impiego di plastica riciclata nella produzione di pack, Coca-Cola da anni è impegnata anche nella riduzione della materia prima negli imballaggi in vetro, alluminio e plastica. Impegno che non interessa solo gli imballaggi primari, quelli a diretto contatto con le bevande, ma anche quelli secondari. Un esempio è la recente introduzione di KeelClip, un innovativo sistema di imballaggio in carta riciclata, protetto da brevetto, che permette di eliminare completamente l’involucro in plastica dalle confezioni multiple di lattine (leggi Coca-Cola più green con il nuovo pack KeelClip). Una soluzione che garantisce un risparmio di 450 tonnellate di plastica all’anno.

Ma non solo. Per rendere più agevole il riciclo dei pack in nuovo bottiglie trasparenti, Coca-Cola ha provveduto a eliminare il colore dalle bottiglie di Fanta, operazione che ora sarà replicata anche su quelle a marchio Sprite.

css.php