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Artista del panino, in corso l’edizione 2021

Manda la tua ricetta entro il 18 ottobre per partecipare alla sesta edizione del concorso Artista del Panino, contest organizzato da Vandemoortele in collaborazione con Bargiornale

 

Si è aperta ufficialmente il 5 luglio 2021 la sesta edizione del concorso Artista del Panino, contest riservato ai professionisti italiani e organizzato da Vandemoortele in collaborazione con Bargiornale.

Questa sesta edizione, anche grazie al miglioramento della situazione sanitaria, si porta dietro alcune novità. La più importante è il ritorno di una grande semifinale in presenza nella quale verranno selezionati gli otto finalisti.

Come partecipare

  • possono partecipare: titolari, gestori di attività, baristi e chef domiciliati in Italia che siano maggiorenni al momento dell’invio della ricetta.
  • Per partecipare è necessario inviare, tra il 5 luglio e il 18 ottobre 2021, la propria ricetta. Per farlo basta collegarsi al link http://iniziative.bargiornale.it/artistadelpanino registrarsi e seguire poche e chiare istruzioni.
  • Chi non conosce i prodotti Agritech (marchio Vandemoortele) può, sempre tramite il link qui sopra, richiedere (entro il 24 settembre 2021) il kit contenente tutte le referenze previste nel regolamento.
Per ogni ricetta bisognerà indicare
  • il nome/titolo della ricetta
  • il tipo di panino utilizzato (da scegliere tra le 11 referenze Agritech previste e che illustriamo nella gallery qui sotto), l’elenco degli ingredienti necessari alla realizzazione con le relative quantità per una persona e l'indicazione del tempo di preparazione della ricetta (massimo 10 minuti)
  • la descrizione delle fasi e dei processi di preparazione della ricetta;
  • una fotografia del panino in formato jpg o tiff;

Ogni concorrente potrà inviare fino a tre ricette. Il tema è libero.

Alla chiusura delle iscrizioni...

Subito dopo la chiusura delle iscrizioni, quindi dopo il 18 ottobre, la nostra giuria selezionerà 30 ricette (per 30 finalisti) che saranno ammesse alla semifinale che si terrà a Genova entro il 15 dicembre di quest’anno. Qui i concorrenti verranno chiamati a preparare e servire alla giuria le loro creazioni e solo i primi otto classificati si aggiudicheranno il diritto di partecipare alla finale che si terrà a Milano entro il giugno 2022.

Infine i premi. Il vincitore andrà in Grecia (potra scegliere  tra Rodi, Creta, Karpathos, Kos, Mykonos, Corfù, Zante). Il secondo classificato si metterà in tasca un buono spesa del valore di 1.000 euro.

Le 11 referenze tra cui scegliere per la realizzazione del vostro panino

 

1Cuore di melograno con quinoa rossa e miglio

Pane di semola rimacinata di grano duro (ben il 48% sul totale) al melograno con quinoa rossa e miglio parzialmente cotto e surgelato. Ha forma di cuore e un peso di 100 grammi. Un formato originalissimo nella forma e negli ingredienti. Perfetto per farciture di grande creatività.

 

 

2Bollo galiziano

Pane di tipo "0" cotto e surgelato. 240 millimetri di lunghezza per 120 grammi di peso. Un pane che racconta delle tradizioni della regione nordoccidentale della spagna. La lunga lievitazione gli dona durabilità anche da scongelato. Perfetto anche da essere servito tagliato in due porzioni.

 

3Ciabattina di grano duro pretagliata 100% cotta

Pane alla semola rimacinata di grano duro da 16,5 centrimetri di lunghezza per 100 grammi di peso. La semola rimacinata gli dona grande aroma e sapore e lo rende adatto a ogni tipo di farcitura, che sia di carne, pesce, salumi o verdure e formaggi.

 

4Baguelino Multicereale scuro

Panino di forma allungata a base di farine di (frumento, segale, malto di frumento torrefatto, avena) con lievito madre e semi (8%) e cereali (6,5%) surgelato, precotto. Peso: 125 grammi. Sapore pieno e una decisa vena salutistica nei contenuti e nelle possibili farciture.

 

5Pangog alla curcuma

Pane alla curcuma cotto e surgelato. Ha forma di bun (il classico panino da hamburger) con un diametro da 12 centimetri e un peso di 90 grammi. Perfetto per l’hamburger si presta a ogni tipo di farcitura classica o innovativo.

 

 

6Bughy pretagliato

Pane tipo "0" con strutto e olio di oliva, cotto e surgelato. 20,5 centrimetri di lunghezza per 80 grammi di peso. Molto morbido e molto amato dai clienti, si presta a ogni tipo di farcitura.

 

 

7Mafaldina siciliana

Pane alla semola rimacinata di grano duro, parzialmente cotto e surgelato. Prodotto dall’aspetto irregolare con semi di sesamo in superficie. Pesa 100 grammi e ha una misura di circa 175 millimetri. Offre un palato ben sostenuto e si sposa ai profumi aromatici delle erbe e, ovviamente al gusto deciso di formaggi, salumi e a molto altro.

 

8Trancio ligure ai cereali

La classica focaccia ligure all’olio extravergine di oliva dalla forma rettangolare per 185 millimetri di lunghezza e 180 grammi di peso. Un prodotto di grande carattere che ama in particolare le verdure, ma che va a nozze con pesci, molluschi e, ovviamente, carni o salumi.

 

9Focaccetta all’olio pretagliata

Focaccia tonda di diametro di 14 centimetri a base di farina (grano tenero tipo "00"; orzo maltato; frumento maltato). Pesa 120 grammi. Eclettica nelle farciture

 

10Focaccia toast ai cereali

Stesse dimensioni del toast , ma tutto il sapore della focaccia. Bastano solo 3' in piastra da surgelata per offrire una ricetta da farcire come si preferisce. Da 15 cm per lato pesa 140 grammi

 

 

11Croissant vuoto «Le Delizie»

Pasta lievitata sfogliata surgelata con burro. È il classico croissant, pronto per la lavorazione dal peso di 70 grammi. Per ricette di grande eleganza.

 

 

Clicca qui per iscriverti al concorso Artista del Panino 2021

 

La ghost gelateria è firmata Alberto Marchetti

Il maestro gelatiere Alberto Marchetti è stato scelto dalla ghost kitchen Helbiz per aprire un laboratorio, una ghost gelateria che ogni giorno preparerà freschi e mantecati al momento 20 gusti di gelato

Il maestro gelatiere torinese Alberto Marchetti è stato scelto da Helbiz per aprire all’interno della nuova ghost kitchen di Milano un suo laboratorio, una "ghost gelateria" che ogni giorno preparerà, freschi e mantecati al momento, 20 gusti di gelato. Il gelato artigianale firmato Marchetti sarà così pronto per essere consegnato dai butlers (i "maggiordomi") di Helbiz, preparati per raccontarne tutte le qualità ai clienti che lo ordineranno in delivery. Helbiz Kitchen Disponibilità 12 ore al giorno, 7 giorni su 7, dalle 11:30 del mattino (orario del primo ordine) sino alle 23:30 (ultimo ordine). Il gelato sarà ordinabile attraverso l’app Helbiz a Milano, ma sono già in progetto nuove aperture in altre città, a Torino, Bari, Roma, Firenze e Napoli.

Parola d'ordine: sostenibilità

«Quando un anno fa - dichiara in una nota Alberto Marchetti - abbiamo iniziato a lavorare su questo progetto, giovane e sostenibile, sono stato molto felice che Rossella, Salvatore, Stefano e Paolo volessero me per preparare il gelato dei loro menu. Ho sempre creduto molto nell’importanza di consegne a domicilio etiche (Helbiz fornisce soluzioni di micromobilità per le aree urbane, e ha da poco espanso il business con il progetto della ghost kitchen, ndr): a Torino siamo noi stessi ad effettuare le consegne e ho trovato in Helbiz la stessa attenzione ai valori che più contano per me, sostenibilità compresa. Paolo Scocco (Head of New Business Development di Helbiz, ndr) ha parlato in questi giorni di "una rivoluzione fatta con gusto". Ebbene, sono fiero di far parte di questa rivoluzione».

A riconferma dell'impronta sostenibile delle attività di Helbiz, tutte le operazioni, dalla preparazione dei cibi alla consegna a domicilio, sono condotte con un occhio all'ambiente, grazie a una cucina tutta elettrica e a consegne con mezzi e strumenti 100% elettrici.

Due nuovi gusti per celebrare la partnership

Tra i gusti di gelato proposti nel menù di Helbiz ci sono anche due novità: il gusto di gelato Helbiz – fatto con lamponi e yogurt InAlpi – e il Tiramisù, un dolce al cucchiaio preparato con i savoiardi del biscottificio artigianale Giovanni Moro di Forlì, il mascarpone, lo zucchero e il Caffè Vergnano.  

Nasce AlbaHorecAcademy per formare i professionisti del fuoricasa del Sud Piemonte

AlbaHorecAcademy
Spin-off di Alba Accademia Alberghiera, la nuova realtà offre una ricca offerta formativa, articolata in corsi dedicati a chi ha aperto da poco o sta per aprire un locale e master di approfondimento su temi specifici

Fornire ai professionisti di oggi e di domani le competenze tecniche, amministrative e gestionali per promuovere e gestire il proprio locale, dando una nuova visione sull’ospitalità contemporanea e sulla qualità dei servizi necessaria per soddisfare i clienti. Con questo obiettivo è nata AlbaHorecAcademy, spin-off di Alba Accademia Alberghiera, dal 1965 centro di riferimento per la formazione professionale enogastronomica e turistica nel Sud Piemonte per ragazzi, adulti, professionisti e aziende.

La nuova realtà è espressamente dedicata ai professionisti del canale horeca, con l’intendo di fornire a imprenditori e operatori tutti gli strumenti e la formazione necessaria per avviare e gestire con successo un locale e garantirne l’attività del tempo, in un settore che richiede sempre maggiori standard di professionalità e qualità. Imprenditorialità e tensione verso la qualità rappresentano ormai fattori indispensabili per poter operare in un comparto già di per sé competitivo e, in particolare, in un territorio come quello del Sud Piemonte, ma non solo, che richiama un turismo internazionale sempre più attento ed esigente, alla scoperta di nuove esperienze. Non a caso lo spin off nasce anche su forte input e con il supporto dei principali attori della filiera, dalle associazioni di categoria ai fornitori, dai distributori ai produttori.

E a creare cultura d’impresa, cultura del servizio e cultura della qualità punta proprio la ricca offerta formativa di AlbaHorecAcademy, articolata in percorsi pensati per chi si accinge ad aprire un locale, lo ha aperto da poco, e in una serie di approfondimenti su tematiche specifiche, per rafforzare alcuni aspetti dell’attività, dal bartending all’aperitivo, dal coffee tender alle certificazioni internazionali sul vino Wset.

Tra i primi, per esempio, il corso base Startup (56 ore), che spazia sui temi della gestione del locale, il calcolo del drink e food cost, la gestione del banco, la colazione e il pranzo veloce, le tecniche di miscelazione, fornendo nozioni anche sul mondo della birra, dei vini e degli spumanti, o il Master Sala (80 ore), che invece tocca tutti gli aspetti della gestione della sala, dall’accoglienza alla scelta dei prodotti, o Imprenditore di Successo (32 ore), che fornisce le competenze per migliorare la gestione dell’attività, dal progetto al rapporto con personale e fornitori, dall’organizzazione degli spazi ai metodi per una gestione efficiente del locale.

I corsi verticali sono invece master pensati per rafforzare le competenze su specifici aspetti della proposta e del servizio. Tra questi, per esempio, vi è il corso Bartender (24 ore), un approfondimento sulle tecniche di miscelazione, dalle classiche alle più moderne, con focus sulla creazione di ingredienti home made e di pre-batch, Coffeetender (16 ore) sulla caffetteria di qualità, dove si illustrano anche i diversi metodi di estrazione e le tecniche di latte art, Aperitivo (16 ore), dove si esplorano tutte le potenzialità del food nel mondo del bar, creando nuove opportunità di business, e poi ancora Panino Gourmet (16 ore) per creare un’offerta panini di altissima qualità, e Pranzo Veloce (16 ore), che affronta il tema della gestione del pranzo veloce, sia da consumare nel locale, ma anche per l’asporto e il delivery.

Tutti i corsi, che prendono il via dal prossimo settembre, sono tenuti da professionisti del campo di grande esperienza e si tengono presso i laboratori, dotati di attrezzature professionali all’avanguardia, presso la sede dell’Accademia, ad Alba (corso Barolo, 8).

La Pasticceria Giosuè si rinnova con un restyling minimale e raffinato

La pasticceria Giosuè di Montello (Bg) ha rinnovato il suo layout. Fra i segni distintivi, la lunga vetrina sospesa da terra

BERGAMO. Un raffinato layout per il rinnovo della Pasticceria Giosuè di Montello - Pasticceria artigianale specializzata in torte a tema e personalizzate, mignon e pasticceria secca - che ha voluto dare risalto al prodotto stesso e alla sua qualità, senza rinunciare a uno stile elegante e minimale. Poche tonalità dai cromatismi sobri e un taglio lineare di forme e volumi rappresentano la cornice ideale per poter mettere in risalto i prodotti esposti. Da qui la scelta di una pavimentazione con grandi piastrelle quadrate 120 x 120 cm con un moderno effetto cemento e un banco cassa in ceramica rivestito in piastrelle con fughe in ferro nero naturale.

Via gli orpelli, spazio al prodotto

Nel locale la vera protagonista è la scenografica vetrina che corre lungo tutta la parete, caratterizzata da un rivestimento in Calacatta Oro Venato di Laminam che richiama le texture della pietra naturale. Pensata come elemento caratterizzante dell’intero progetto, è stata realizzata sospesa da terra e illuminata nella parte inferiore per accentuare l’effetto di leggerezza che si voleva ricreare. Avendo a disposizione solo due pareti non finestrate si è cercato di rendere lo spazio a disposizione il più funzionale possibile, sfruttando la zona retrostante la vetrina in modo da renderla facilmente agibile agli operatori. Evitando il modello classico a parete che sarebbe risultato troppo invasivo, si è optato per il posizionamento di un banco ad isola per il confezionamento dei prodotti, con un pensile aperto in ferro e legno e uno scaffale espositivo a vista inserito in una nicchia già esistente. Nello spazio esterno, sotto il porticato, un angolo di ispirazione green, arredato con una piccola altalena in legno, è perfetto per i clienti in attesa.

I dettagli

Legno: è stato usato solo legno di rovere verniciato naturale con taglio a sega per il bancone ad isola dietro la vetrina, per il pensile a vista e per una libreria a giorno in una nicchia. Icone: sulle pareti tinteggiate con sagome geometriche in due tonalità di grigio, spiccano una scritta con il nome della pasticceria, inserti ovali e cerchi nelle tonalità pastello. Spazi: per sfruttare al meglio i 60 mq, dietro alla vetrina si è creata una zona per il confezionamento con un banco a isola corredato da struttura pensile a vista. Illuminazione: La zona vendita vanta faretti a incasso e un lineare sistema su guida fissa di faretti. Sopra il banco cassa, una lampada a sospensione di forma sferica. Progetto di interni: Frigogelo/Multiproget; lighting: by Marta Mannino - Studio Switch

Morettino Coffee Bike si presenta a Palermo con Baritalia

Morettino Coffee Bike
La piccola e rivoluzionaria caffetteria su due ruote vuole diffondere la cultura del caffè proponendo più origini e blend e diversi metodi di estrazione

La terza tappa di Baritalia Summer Tour al Talea (Orto Botanico) di Palermo accoglie concorrenti, visitatori e ospiti con un’insolita idea di caffetteria ecologica itinerante: la Morettino Coffee Bike, una piccola rivoluzione del caffè su due ruote. Assemblata da giovani artigiani siciliani, questa bicicletta-caffetteria vuole diffondere la cultura del caffè proponendone diversi metodi di estrazione e percorsi di degustazione, al fine di incentivare un consumo sano e sostenibile della bevanda più amata dagli italiani.

Come ogni realtà attenta all’evoluzione del mercato, la Torrefazione di Palermo che ha da appena compiuto cento anni di vita, ha realizzato il progetto di microtorrefazione Morettino Coffee Lab per diffondere una maggiore consapevolezza sul caffè e sui vari metodi di estrazione, incontrando i nuovi trend di consumo sostenibile e all’aria aperta grazie anche alla collaborazione de La Marzocco: suoi sono i moduli Modbar e i macinacaffè ondemand presenti sulla Coffee Bike e scelti per raccontare l’esperienza autentica del caffè in tutte le sue forme e sfumature di gusti e aromi.

Un piacere per i coffee lover e una piacevole scoperta per chi ancora non conosce il vasto mondo del caffè, che potrà scegliere tra singole origini di arabica in purezza e blend, nonché spaziare tra più modalità di estrazione. Un cammino che vuole portare a una nuova consapevolezza nella scelta dei caffè, in funzione delle caratteristiche sensoriali desiderati, dei diversi momenti di degustazione e di piacere di cui si vuole godere.

Durante la tappa palermitana di Baritalia, viene presentata una limited edition del progetto Morettino Coffee Bike che propone degustazioni di singole origini e blend realizzati espresso (Blend #87 e singola origine Nicaragua  Finca Un Regalo De Dios) e filtro (Guatemala Finca El Puente ed Ethiopia Yirgacheffe) con il Coffee Sommelier della Scuola del caffè Morettino Nicola Battista. Tra le chicche in degustazione per i partecipanti c’è anche un Cold Brew dal cuore siciliano, una ricetta nata dalla collaborazione e dall’amicizia tra Nicola e il barman di Talea, Adriano Rizzuto. Un caffè estratto a freddo in modalità lenta (letteralmente goccia a goccia) e aromatizzato con ghiaccio al gelo di melone e le erbe dell’Orto botanico di Palermo.

Inoltre Morettino ha riservato per i vincitori della tappa di Palermo il corso Brewing & Coffee Mixolgy alla Scuola del caffè Morettino e una selezione di singole origini Coffee Lab.

Il progetto Morettino Coffee Bike continuerà il suo viaggio durante l’estate con varie tappe nelle principali città e località turistiche siciliane, per portare in giro la cultura del caffè.

Morettino Coffee Bike Limited Edition
Morettino Coffee Bike Limited Edition

Per Davide Longoni c’è un Grande Fratello che controlla il campo

Davide Longoni
Nasce il progetto di Vodafone con il breader Davide Longoni: controllare i campi con la banda ultra larga 5G

MILANO. Chi ama il cinema di fantascienza ricorderà le trebbiatrici a guida autonoma di Interstellar, film che immaginava un futuro high tech nei campi di mais. Non è tempo, ancora. Però in Italia c’è un campo seminato a segale, a Chiaravalle, tenuto sotto controllo da speciali occhi elettronici. Il campo è monitorato da sensori di ultima generazione collegati alla rete 5G, che osservano e trasmettono in tempo reale le condizioni del campo, alimentano con una enorme mole di dati algoritmi predittivi per suggerire irrigazione mirata, ad es., o per arginare l’effetto di malattie del raccolto. È un progetto avviato nell’ambito dell’iniziativa 5G Vodafone Smart Agriculture col Panificio Davide Longoni (Mi), proprietario del campo in questione (di Davide e del suo nuovo laboratorio abbiamo scritto qui), al fine di avere il controllo della filiera del pane. Il 5G, la “quinta generazione” delle reti di comunicazione mobile, permette, rispetto agli standard attuali, maggiore velocità di trasmissione, tempi di risposta molto più rapidi e anche la possibilità di gestire un numero superiore di connessioni in contemporanea. Questa sorveglianza ad alta tecnologia non riguarda solo la segale in campo, ma anche gli impasti in laboratorio. Anche lì, grazie a sensori e videoanalisi, è possibile valutare il pH dell’impasto, monitorare la lievitazione del pane da remoto, avvisare il team che il prodotto è pronto per la cottura. Questo enorme blocco di informazioni può arrivare fino al cliente finale: basta inquadrare un QR Code sull’etichetta del pane per avere accesso a tutta la sua storia. «Questo progetto - spiega Giorgio Migliarina, direttore di Vodafone Business - dimostra come si possa ora parlare di digitalizzazione e integrazioni a scala di tecnologie diverse in filiere molto frammentate e distribuite, come quelle dell’agricoltura e del food, che hanno una quota significativa di piccole e medie imprese che contribuiscono al Made in Italy».

L’intervista a Davide Longoni

Che vantaggio dà il monitoraggio costante delle colture sul campo? I sensori e le sonde installate nei campi danno all’agricoltore una grande quantità di dati e informazioni, sia per quanto riguarda le fasi di semina che di raccolto. L’obiettivo è poter monitorare costantemente da remoto le condizioni del campo così da poter intervenire in tempo per prevenire danni e malattie al raccolto stesso. Quale, invece, il vantaggio nelle fasi successive di lavorazione? Cosa permette di fare questo sistema in fase di lievitazione? I vantaggi che si riscontrano sul campo vengono poi trasportati nel laboratorio. Come l’agricoltore, anche il panificatore ha accesso a una gran quantità di informazioni, anche da remoto, che permettono di disegnare al meglio la situazione. Poter monitorare grazie alle videoanalisi 5G e alle reti neurali le fasi di lievitazione, i livelli di pH ecc. La tecnologia rende il processo più efficiente, avvisando il panificatore di eventuali problemi e dandogli così la possibilità di intervenire in tempo. Il consumatore finale apprezza di poter avere una visione sull’intera filiera del pane? Vi porta un beneficio concreto? Certo: avere un prodotto che è stato monitorato dal campo al laboratorio, con la possibilità di tenere sotto controllo costante il processo di lievitazione del pane, ad esempio, significa poter consegnare al nostro cliente un prodotto migliore, che ha compiuto tutte le fasi nel migliore dei modi, riducendo al minimo la possibilità di errore. Un prodotto, per di più, con una trasparenza totale, dalla catena di approvvigionamento alla produzione. Panificio Longoni ha allargato i propri orizzonti, diventando non solo panificatore ma anche agricoltore, con i campi di proprietà. Quali sono i prossimi progetti? Ne abbiamo diversi: dall’apertura di un nuovo laboratorio destinato alla produzione di lievitati dolci con una nuova bottega integrata (nella quale venderemo pane e dolci) alla collaborazione nell’apertura di MadreProject, una scuola dedicata alla formazione di nuovi talenti del mondo della panificazione. Sarà a Chiaravalle, proprio accanto ai nostri campi, così da poter insegnare sia la parte tecnica e da laboratorio che quella agricola, che nella nostra filosofia sono sempre fortemente intrecciate.

L’Antiquario è la special guest estiva dell’Hotel Parker’s di Napoli

Alex Frezza L'Antiquario_Parker's
Alex Frezza dietro il bancone del Bidder’s Bar del Parker’s
Collaborazione all'insegna dell'alta miscelazione tra il luxury hotel e il cocktail bar partenopei: per tutta l'estate lo staff de L'Antiquario sarà presente nel Parker’s con una drink list creata ad hoc da Alex Frezza

Nei primi mesi del post pandemia, a Napoli si respira aria di nuovo. Più precisamente, all’Hotel Parker’s: uno degli alberghi a cinque stelle più importanti del capoluogo, con i suoi 150 anni di storia, espressi in un palazzo antico del quartiere Vomero che, con la vista mozzafiato e le balconate del suo bar, è uno dei posti più suggestivi della città. La cornice adatta per la neonata collaborazione con L’Antiquario, tra i locali più importanti e decisivi della scena mixology del Mezzogiorno. Nata dall’iniziativa della famiglia Avallone, proprietaria della struttura, e dal direttore dell'hotel, Andrea Prevosti, la collaborazione si sviluppa nel formato “pop up”, una formula che espande il concetto di guest shift, prevedendo la costante presenza nell’albergo dello staff de L’Antiquario tutti i giorni, per i mesi estivi fino a settembre. Come se il famoso cocktail bar napoletano vivesse contemporaneamente in due posti.

Due gli spazi dedicati: il Bidder’s Bar del Parker’s (l’unico italiano segnalato da Ian Fleming come Bond’s Bar, ossia quei posti dove potenzialmente James Bond potrebbe bere uno dei suoi Vesper) e l’ampia terrazza dell’albergo, destinata alle aperture durante il weekend.

Una joint-venture che prevede anche una cocktail list, realizzata appositamente da Alex Frezza, anima e titolare de L'Antiquario. La drink list spazia dai grandi bestseller del cocktail bar napoletano, come il Tè Nel Deserto (un ponte tra Europa e Africa, nel suo unire il tè alla menta al gin, assieme a un liquore alle arance), alle recenti incursioni nella cultura napoletana come nell’Old Fashioned Sarracino (bourbon, sherry, liquirizia e menta) e nel Martini di Rinforzo, che alla struttura del classico per eccellenza aggiunge colatura di alici e il liquido di un’insalata giardiniera.

Degne di nota, anche le rivisitazioni in chiave sorbetto dei classici con champagne della storia della miscelazione. Come nel French 75 (chiamato Parker’s 75), arricchito con un sorbetto al limone e miele, nel Russian Spring Punch di Dick Bradsell (rinominato Russian Summer Punch), impreziosito da un sorbetto ai frutti di bosco e nell’Old Cuban di Audrey Saunders (chiamato Audrey, in suo onore), arricchito da una pallina di gelato all’ananas e menta. Non manca il tocco del grande bartender napoletano, espresso nel Frezza’s Daiquiri, un affascinante blend di rum agricoli, Barbados e Giamaica, miscelato con lime, maraschino e assenzio e shakerato con menta. Ottime premesse, per un’iniziativa che dimostra l’ennesima prova di maturità per una delle scene cittadine più dinamiche dell’intero Paese.

Le ricette di Alex Frezza

Frezza’s Daiquiri

Ingredienti:

30 ml Veritas rum, 15 ml rhum Bologne blanc, 15 rhum Brielle Blanc, 30 ml succo di lime, 10 ml liquore del cuore di Frezza (1/3 assenzio, 1/3 Curacao, 1/3 maraschino), foglie di menta (in shakerata), 1 dash Angostura

Preparazione:

Shake and fine strain

Bicchiere:

coppetta

Pop Up Spritz

Ingredienti:

30 rosolio di bergamotto, 30 aperitivo infuso alle fragole, 30 ml Perrier, top champagne

Preparazione:

Build

Guarnizione:

fragole e arancia

Bicchiere:

calice da vino

Pieno di medaglie per Nardini all’International Wine & Spirit Competition

Grappa Extrafina Selezione Bortolo Nardini
La Grappa Extrafina Selezione Bortolo Nardini premiata con la medaglia d'oro "Eccezionale"
Un oro "eccezionale" assegnato alla Grappa Extrafina, cinque argenti e due bronzi è il ricco bottino di premi conquistato dalla storia distilleria nell'edizione 2021 della prestiogisa competitione internazionale

È un medagliere ricchissimo quello che Distilleria Nardini porta a casa dall’edizione 2021 dell’International Wine & Spirit Competition (Iwsc). Sono infatti ben 8 le medaglie che la storica distilleria italiana si è aggiudicata nella prestigiosa competition internazionale dedicata al mondo dei vini, degli spirit e dei liquori. Medagliere nel quale spicca la Gold Medal Outstanding, ovvero la medaglia d'oro “eccezionale” che si è aggiudicata la Grappa Extrafina della Selezione Bortolo Nardini nella categoria Grappa. Si tratta del più alto riconoscimento attribuito nella competizione e che viene assegnato alle referenze con caratteristiche di equilibrio e complessità eccezionali e che si distinguono nettamente dagli altri prodotti della loro categoria.

Caratteristiche evidenziate nella nota della giuria, dove si esalta il bouquet «meravigliosamente espressivo di frutta di frutteto, mele rosse, buccia di pera, mandorle tritate con un tocco di lavanda» di Grappa Extrafina (alc. 42% in vol) e le sensazioni che regala al palato, «finemente equilibrate e cremose, lunghe e pieno di fascino, con un tocco di pompelmo succoso che le accompagna».

A rendere più completo il successo, le due medaglie d’argento, sempre nella categoria Grappa, andate ai due iconici prodotti di casa Nardini: la mitica Grappa Bianca (alc 50% in vol) e la Grappa Riserva 3 anni (alc.50% in vol). Infine, il bronzo a Grappa Riserva 7 Anni (alc45% in vol), altra referenza della Selezione Bortolo Nardini.

Ma non solo, perché medaglie sono arrivate anche per la produzione liquoristica e nel campo degli aperitivi di Nardini. Nel primo caso si tratta delle due medaglie d’argento assegnate ad Amaro Nardini (alc 31% in vol) e a Virtù di Rabarbaro (alc. 19% in vol), l’amaro a base di rabarbaro cinese, nella categoria Digestive.

Nel secondo dell’argento assegnato a Bitter Chinato (alc 27% in vol), il liquore aperitivo lanciato lo scorso autunno, e del bronzo andato a Mezzoemezzo (alc. 22% in vol), altro iconico prodotto Nardini, nella categoria Cocktail.

Riconoscimenti che quindi spaziano su tutto l’arco della produzione della distilleria di Bassano del Grappa Vicenza), dalle referenze storiche alle più recenti, e che certificano l’alta qualità dei sui prodotti, riconosciuta a livello internazionale.

Premi arrivati in una competizione che quest’anno ha visto in gara oltre 4.000 etichette da 86 Paesi di tutto il mondo, valutate da una giuria di esperti del settore, riconosciuti a livello internazionale, con un rigoroso processo di valutazione che prevede una doppia sessione di assaggi alla cieca. Valutazione alla quale segue una successiva e dettagliata analisi chimica per garantirne l’integrità e la coerenza tra quanto provato dai giudici e quanto si trova poi nelle bottiglie in commercio.

 

Metro Village, la nuova casa di Metro Italia

Inaugurazione Metro Village
Tanya Kopps, ceo di Metro Italia, inaugura la nuova sede
La nuova sede sorge sullo storico punto vendita di San Donato Milanese, ed è uno spazio innovativo concepito per favorire un nuovo modo di vivere il lavoro

Trasformare il classico ufficio in un luogo aperto, dove condividere esperienze, scambiare e idee e far nascere nuovi progetti interfunzionali. È con questa logica che è stato concepito Metro Village, la nuova casa di Metro Italia, che sorge sopra lo storico punto vendita di San Donato Milanese, alle porte di Milano.

Un progetto nato oltre un anno e mezzo fa dalla volontà del colosso del commercio all'ingrosso di avvicinare la sede al business e ai professionisti dell’horeca, e soprattutto di essere all’avanguardia, oltre che nell’offerta di prodotti e servizi offerti ai professionisti dei fuoricasa, grazie a un assortimento forte di più di 30.000 referenze, anche verso i suoi dipendenti, offrendo loro uno spazio di lavoro innovativo, pensato all’insegna della cultura dell’inclusione. Una struttura che contribuisca a migliorare ulteriormente la quotidianità delle quattrocento persone che vi lavorano, trasformando l’ufficio in uno spazio di condivisione.

Non a caso le differenti aree di lavoro del Metro Village, inaugurato ufficialmente con il taglio del nastro ad opera della ceo di metro Italia, Tanya Kopps, portano il nome delle più importanti piazze delle città italiane, Piazza della Scala, Piazza di Spagna, Piazza San Carlo e Piazza della Signoria, a evocare quel clima e quella funzione di convivialità, incontro e scambio che le nostre piazze da sempre svolgono.

Postazioni prenotabili, ambienti insonorizzati e molto luminosi rendono poi la nuova casa estremamente confortevole. Numerosi sono gli ambienti comuni che, oltre alle sale meeting, per le riunioni formali, comprendono diversi spazi attrezzati con divanetti a quattro posti, che garantiscono la privacy, spazi in condivisione per telefonate, pause o scambi informali tra colleghi.

Il tutto con un occhio di riguardo verso la sosteniblità: arredi e pareti divisorie sono stati realizzati con materiali riciclati o di recupero, mentre per evitare ulteriori sprechi e generazione di rifiuti gli uffici sono paperless.

Insomma, una ridefinizione degli spazi che vuole essere anche una ridefinizione dello stesso modo di lavorare, ancora più attento alle esigenze delle persone. A questo scopo, inoltre, gli stessi dipendenti continueranno ad alternare giornate di lavoro in ufficio e in smart working, proprio per favorire un miglior equilibrio tra vita e lavoro.

 

Alla scoperta di The Busker, l’Irish whiskey di Illva Saronno

The Busker Irish whiskey
Con tre distillati diretta espressioni di altrettanti stili della categoria e un blend dei primi tre prodotti, la linea The Busker offre un'esprienza completa del mondo dei whiskey irlandesi

100% irlandese, ma con un tocco di italianità. È così che si presenta The Busker, la collezione di Irish whiskey di Illva Saronno. Una collezione con la quale la multinazionale italiana, nota in tutto il mondo per l’iconico Disaronno, ha ampliato il suo ricco porfolio spirit, già forte di altri brand di prestigio, come Tia Maria, Artic, Isolabella, Zucca, Aurum, con un brand di proprietà che segna il suo ingresso nel mercato dei whiskey irlandesi.

Un’operazione che, come da dna di Illva Saronno, unisce tradizione e innovazione. La nuova gamma nasce infatti nel pieno rispetto della tradizione irlandese, ma con un’impronta contemporanea, che si evince già dal pack, con la bottiglia a base rettangolare e dalle linee leggermente sinuose, e da un’etichetta pulita ed essenziale che riporta le principali informazioni sul prodotto. Ma che soprattutto si riflette nelle diverse tipologie di invecchiamento, con il passaggio in legni diversi, per personalizzarne gusto e aromi. Quattro le referenze che la compongono: The Busker Single Grain, The Busker Single Malt, The Busker Single Pot Still, che rappresentano dirette ed autentiche espressioni dei tre diversi stili dell’Irish whiskey e The Busker Triple Cask Triple Smooth, che è un blend degli altri tre. A illustrarci il progetto e le peculiarità dei prodotti una masterclass online tenuta da Claudio Giuliano, marketing manager di Illva Saronno, ed Emanuele Michelangeli, brand ambassador per il mercato Italia.

«La linea The Busker nasce con l’obiettivo di avvicinare e far conoscere anche ai non esperti del prodotto, l’affascinante mondo dei whiskey irlandesi – ha spiegato Giuliano -. Con queste quattro diverse referenze abbiamo toccato tutti gli stili per consentire ai locali di offrire ai loro clienti un’esperienza degustativa completa. Un’esperienza che, in più, unisce alta qualità a un prezzo mainstream, proprio per la volontà di renderla accessibile a tutti».

La gamma viene interamente prodotta nella distilleria di Royal Oak di proprietà di Illva Saronno, fondata nel 2016, che sorge in una tenuta del XVIII secolo situata nella Contea di Carlow nella antica regione della Irlanda Orientale «Una posizione strategica in quanto nelle sue vicinanze si trova uno dei maggiori e più rinomati produttori di orzo d’Irlanda, consentendo così di scegliere e approvvigionarci delle migliori materie prime – ha spiegato Giuliano -. Materie prime provenienti da territori circostanti e anche l’acqua utilizzata per la distillazione viene prelevata attingendo dalla falda acquifera sottostante, dal più grande lago sotterraneo del Leinster. Il fiume Barrow che scorre di fianco la distilleria, infine, garantisce anche l’acqua per raffreddare i macchinari. A ulteriore garanzia di qualità tutta la produzione avviene internamente, e ciò assicura un controllo totale e rigoroso in ogni passaggio del processo, dalla selezione degli ingredienti all’invecchiamento».

Realizzato con un importante investimento, quello di The Busker è un progetto di respiro internazionale. La distilleria ha avviato la sua produzione nel 2017 e nel 2020, passati i tre anni richiesti come minimo di maturazione dal capitolato del whiskey irlandese, i primi lotti hanno fatto il loro esordio sul mercato Usa, la piazza principale per questi prodotti, e di recente sono stati lanciati anche sul mercato italiano e in altre importanti piazze europee.

Un viaggio nel mondo dell’Irish whiskey

Il viaggio nel mondo The Busker prende il via con The Busker Single Grain (alc 44,3% in vol) un whiskey estremamente morbido al palato e caratterizzato da una nota dolce, accompagnata da sentori di vaniglia, caramello, rovere e fieno. «È una perfetta espressione della tipologia dei Grain whiskey, che secondo il disciplinare possono essere prodotti utilizzando, insieme al malto d’orzo anche un altro cereale, che in questo caso specifico è il mais, che ne accentua la nota dolce, e distillati in continuo in colonne - ha spiegato Michelangeli -. La distilleria Royal Oak dispone di un sistema di distillazione a 5 colonne alte circa 16,5 m l’una, che serve a ottenere un distillato più pulito, che consenta alle peculiarità delle materie prime di emergere lasciando intatta l’unicità delle note proprie di un distillato di alta qualità» . Ma un altro segreto di questo prodotto consiste nel suo particolare invecchiamento, fatto in botti bourbon e in rare botti di Marsala provenienti da una delle cantine più antiche della Sicilia, le Cantine Florio 1833, altro storico brand di casa Illva, rigorosamente selezionate a mano, che ne arricchiscono il bouquet.

Tutt’altro carattere presenta The Busker Single Pot Still (alc 44,3% in vol), espressione più caratteristica e unica del whiskey irlandese: i pot still. «Si tratta di una categoria prodotta esclusivamente in Irlanda e nata per un’esigenza economica all’inizio dell’Ottocento, quando la tassazione sul malto d’orzo in divenne sempre più pesante e i produttori di iniziarono a produrre whiskey mischiando al malto d’orzo dell’orzo non maltato, esente dal tributo», ha raccontato il brand ambassador. La presenza di questa materia prima, unita alla tripla distillazione discontinua e completata dall’affinamento in botti ex boubon e sherry, regala un prodotto dai ricchi profumi di fiori freschi, miele, quercia e chiodi di garofano, che anticipa un gusto intenso di speziate note di pepe, con sentori erbacei, ben bilanciate da sentori di vaniglia e caramello. Un whiskey da meditazione, complesso e sorprendente, che costituisce una vera chicca per gli appassionati.

Ottenuto con una tripla distillazione discontinua di 100% di marzo d’orzo e affinato in botti ex bourbon e sherry, The Busker Single Malt (alc, 44,35 in vol) ha come peculiarità la sua estrema eleganza. Eleganza che si avverte già al naso, grazie al suo profumo fruttato con sentori di mela e banana, di pino e fiori di sambuco, per proseguire al palato, che accarezza con il suo carattere morbido, regalando una vasta gamma di sensazioni gustative da assaporare lentamente, che cominciano con note di cioccolato e biscotto per chiudersi con un finale dolce e corposo.

Chiude la gamma The Busker Triple Cask Triple Smooth (alc. 40% in vol) un blend dei tre Single frutto di tutta la maestria ed esperienza di John Ramsey, il master blender di Royal Oak e vera autorità del settore. «Un prodotto che racchiude in sé tutte le peculiarità e le sensazioni regalate dai whiskey dai quali prende vita, unendo alla nota dolce del Single Grain l’apporto speziato del Single Pot Still, racchiudendole nella morbidezza ed eleganza del Single Malt. Un prodotto ottimo anche per la miscelazione», ha concluso Michelangeli.

Una linea pulipremiata

A suggello della qualità dei prodotti i già numerosi premi che le referenze The Busker hanno conquistato in alcuni dei più prestigiosi concorsi internazioanle del mondo spirit. The Busker Single Pot Still è stato premiato con la Doppia medaglia d'oro all'edizione 2021 della San Francisco World Spirits Competition (Sfwsc), competizione nella quale The Busker Triple Cask Triple Smooth The Busker Single Grain si sono aggiudicate quella di oro e The Busker Single Malt quella d'argento. Tre medaglie d'argento sono andate alle tre referenze della Single collection anche ai World Whiskies Awards 2021.

Medaglie che si aggiungono a quella di Platino ottenuta dal Single Malt ai Los Angeles Spirits Awards 2020, dove si è aggiudicato anche il titolo di Best Irish Whiskey. A completare il trionfo, i due ori andati al Single Pot Still e al Triple Cask Triple Smooth e l'argento assegnato al Single Grain.

C’è una pasticceria al vertice del sindacato dei locali storici

La Fipe ha presentato il sindacato italiano dei locali storici, con l'obiettivo di rappresentare le istanze di questo comparto così "delicato" del fuori casa

Locali o monumenti storici? Secondo la Fipe-Confcommercio sono circa 200 i pubblici esercizi, bar, ristoranti gelaterie e pasticcerie, che hanno le carte in regola per definirsi locali storici. Luoghi che si distinguono dal punto di vista architettonico e da quello culturale. Dai quali - visto che di pubblici esercizi si tratta - sono transitate personalità e momenti che hanno fatto la storia d'Italia. 

Si può aderire con più di 70 anni di attività

Assieme alla Federazione italiana dei pubblici esercizi si è costituito un primo gruppo, composto da nove imprese, che ha deciso di costituire il primo sindacato nazionale dei locali storici. Una associazione, presentata ufficialmente a Roma, nel corso di un incontro che ha visto la partecipazione del presidente di Fipe, Lino Enrico Stoppani, e del Ministero dello Sviluppo Economico, cui potranno aderire i titolari di tutti i bar e ristoranti in attività da oltre 70 anni, che abbiano conservato ed esposto al loro interno cimeli, documenti e testimonianze dell’epoca.

Presidente è il titolare di Pasticceria Marescotti a Genova

Si chiama Associazione Gli Storici, ed è presieduta da Alessandro Cavo, titolare della Pasticceria e Liquoreria Marescotti (1780) di Genova. «Sarà prima di tutto un sindacato attivo nel promuovere politiche di valorizzazione e sostegno a questo tipo di attività. I locali storici, infatti, rappresentano un patrimonio collettivo ma non sono mai stati trattati come tali dagli ultimi governi. Senza politiche mirate e tutele speciali, nel giro di pochi anni i centri storici saranno destinati a lasciare spazio solamente ai brand internazionali a scapito dei locali storici. Se non invertiamo questo trend, non solo perderemo professionalità, posti di lavoro e Pil, ma perderemo un pezzetto della nostra memoria collettiva» ha detto Cavo in una nota diffusa dalla Fipe.

Un fondo per aiutare i locali storici

Marco Valenza, proprietario dei caffè Paszkowsky (1903) e Gilli (1733) di Firenze, ha approfittato per ricordare che «a differenza di ogni altro bar o ristorante, noi abbiamo costi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, 10 volte superiori. Basti pensare che per imbiancare una parete, dobbiamo chiedere il nulla osta alla Soprintendenza, ed effettuare stratigrafie a nostre spese prima di poter procedere con i lavori. A questo si aggiunge la concorrenza delle grandi aziende che non siamo in grado di contrastare e con la loro presenza massiccia nei centri storici, fanno lievitare i costi degli affitti che, per noi, diventano insostenibili». L'idea è affrontare insieme problemi comuni come questi. Le richieste prioritarie sono già chiare: «La creazione di un fondo rotativo che consenta agli imprenditori di acquistare gli immobili, evitando di rimanere ostaggio di dinamiche di mercato che vedono lievitare i canoni di locazione. La possibilità di introdurre un credito di imposta per ammortizzare gli oneri degli interventi ordinari e straordinari di manutenzione di locali che sono un patrimonio pubblico. E, infine, la pianificazione di una campagna di promozione dei pubblici esercizi storici all’estero, con conseguente tutela dei marchi».  

Al via la guida del Camaleonte, bussola del mondo del caffè

Il Camaleonte
Curata da Andrej Godina e Mauro Illiano, la gu si propone quale spazio di incontro tra torrefattore e consumatore. Sono aperte le adesioni dei produttori alla nuova iniziativa

L’obiettivo è molteplice: smarcare il caffè dai classici stereotipi con aggettivi come “intenso”, forte”, “aromatico”, permettere alle torrefazioni di dare una precisa connotazione in termini di flavore ai propri caffè e offrire all’operatore come al consumatore finale la possibilità «di scegliere in base a dati oggettivi, come il flavore, la tostatura, le note aromatiche che più gli piacciono e provarne di nuove». Così Andrej Godina introduce un progetto messo a punto con Mauro Illiano: la realizzazione della prima guida ai caffè e alle torrefazioni d’Italia. Le griglie e la struttura della Guida del Camaleonte (come il variopinto rettile, i chicchi di caffè cambiano colore durante la tostatura) sono pronte ad accogliere le storie delle torrefazioni che vorranno aderire all’iniziativa e i loro caffè. «Il format che abbiamo individuato è analogo a quello delle guide dei vini, con una presentazione della torrefazione e dei caffè sottoposti ad assaggio, con note sintetiche di degustazione - prosegue Godina -. Penso che sarà un importante strumento per il consumatore e per le torrefazioni; inoltre, finalmente si potrà fotografare un comparto italiano rilevante (soprattutto per l’espresso) che oggi non ha una vetrina unica».

L’accesso alla guida da parte delle torrefazioni avviene mediante l’acquisto di spazi suddivisi per taglie, in base al numero dei prodotti recensiti: Small con info di contatto, breve storia e un massimo di 3 referenze di caffè; Medium: spazio con info di contatto, eventuale locale di somministrazione di proprietà, breve storia e un massimo di 5 referenze di caffè; Large: spazio con info di contatto, eventuale locale di somministrazione di proprietà, una caffetteria consigliata dall’azienda, breve storia con video della torrefazione e un massimo di 10 referenze di caffè.

«Il vero senso della guida dei caffè è creare un nuovo spazio di incontro tra torrefattore e consumatore attraverso un linguaggio semplice, che non esprimerà giudizi, ma ad alcuni permetterà di scoprire una ricchezza di proposte, di gusti e aromi che, purtroppo, ancora troppi ignorano; ad altri indicherà dove trovare caffè dai gusti particolari, anche insoliti - afferma Mauro Illiano -. La sua realizzazione sarà la prima pagina di una nuova storia da scrivere tutti insieme: torrefattori, assaggiatori e consumatori, affinché l’eccellenza del caffè italiano possa riaffermarsi in tutta la sua unicità».

L’uscita è prevista nel gennaio 2022 e sarà in forma cartacea e digitale; quest’ultima, tramite un’APP dedicata, consentirà di ricercare i caffè per tipologia (grani, moka, monoporzionato, qualità commerciale, qualità Specialty, caffè certificati…) oppure per caratteristiche aromatiche. Ad esempio, basterà digitare le parole “cacao” o “caramello” e saranno evidenziati i caffè con queste caratteristiche. L’esauriente video di presentazione del progetto sottolinea come la scheda prodotto di ogni caffè ne evidenzierà solo i pregi, nonché simboli che indicano se il caffè è biologico o specialty, la modalità di estrazione suggerita per ogni referenza (espresso, moka/napoletana,  filtro o monoporzionato), e le eventuali certificazioni che lo accompagnano. Oltre alla classificazione generale sono previsti premi e menzioni per le torrefazioni e per i caffè: per chi li meriterà saranno un importante valore aggiunto.

Per ricevere informazioni scrivere a info@guidadeicaffe.com o contattare gli autori: Andrej Godina 340 865 4848, Mauro Illiano 331 290 9949.

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