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Triestespresso, affrontare le difficoltà guardando al futuro

TriestEspresso
Prende il via domani la decima edizione della fiera biennale del caffè triestina, che ha ampliato la superficie espositiva

Sono ben caldi i motori di TriestEspresso Expo 2022 che si svolge dal 27 al 29 ottobre. Ha sottolineato le luci e le difficoltà che il settore attraversa Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, che attraverso Aries organizza l’evento: «I 160 stand con visitatori pre-iscritti da 42 Paesi dimostrano che l’interesse verso questo salone è alta. Per accontentare le richieste abbiamo realizzato una tensostruttura da 2.600 metri quadri esterna al Trieste Convention Center (Tcc) del Porto Vecchio di Trieste, che con i suoi 8 mila metri quadrati non poteva accogliere tutti gli espositori». Ai segnali positivi si uniscono le difficoltà delle aziende del settore legate ai costi dell’energia e delle materie prime, ai quali verrà dedicato il convegno inaugurale Dal caffè all’espresso tra sostenibilità e aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, giovedì 27 settembre dalle 10,30 alle 11,45 presso la sala B hall 27. Un incontro che, ha proseguito Paoletti, «consentirà di entrare nel dettaglio nel merito dei costi dell’energia e delle materie prime, ma anche della sostenibilità ambientale, per lanciare proprio da Trieste un segnale forte e ricco di contenuti».

L’edizione della ripartenza vede espositori provenire da Italia, Tanzania, Spagna, Slovenia, Germania, Malta, Etiopia, Corea del Sud, Grecia, Belgio, Svizzera, Turchia e Brasile, per complessivi 160 stand.

Il programma di eventi, incontri, degustazioni, workshop e lezioni è ricco. Ne riportiamo il programma, che comprende numerose degustazioni guidate dei caffè delle torrefazioni presenti in fiera e premiate all’interno della guida Camaleonte - Guida dei caffè e delle torrefazioni d’Italia, a cura di Andrej Godina e Mauro Illiano.

Giovedì 27 ottobre

ore 10.30 – 11.45 - Sala B Hall 27 - Convegno inaugurale - Dal caffè all’espresso tra sostenibilità e aumento dei costi dell’energia e delle materie prime


ore 12.00 – 13.00 - Sala A Hall 27 -presentazione  L’assaggio del caffè in un libro - Andrej Godina e Massimiliano Marchesi

ore 14.30 – 15.00 - Sala A Hall 27 - (CECAFÉ ) - presentazione Caffè del Brasile: Qualità, Sostenibilità e Commercio Internazionale

ore 15.00 – 15.30 - Sala A Hall 27 - presentazione Viaggio nella terra del caffè - Alessandra Almeida, Direttrice Esecutiva del Museo del Caffè di Santos

ore 16.00 – 18.00 - Sala A Hall 27- speech - Il ruolo della donna - Coffee Today

Degustazioni guidate

11.00 – 11.20  - Hall 30 Stand 05  - BWT Best Water Tecnology

15.00 – 15.20 - Hall 28 bis Stand 20 - La San Marco

Ore 08.00 – 15.00 - Sede della Camera di Commercio Venezia Giulia, Piazza della Borsa, 14 - Mostra fotografica TriestEspresso Photo Days 2022

Venerdì 28 ottobre

ore 10.00 – 11.30 - Sala B Hall 27 - workshop Coffee Today: Macchina del caffè /Sostenibilità

ore 11.00 – 12.00 - Sala A Hall 27 - degustazioni guidate Università del caffè – Illycaffè Le persone del caffè: un album di fotografie - a cura di Andrea Appelwick, docente dell’Università del Caffè di Illycaffè - in lingua inglese

ore 14.00 – 17.00 - Sala B Hall 27 - summit Trieste Coffee Experts – L’Anteprima by Bazzara

ore 15.00 – 16.00 - Sala A Hall 27 - tavola rotonda Progetto pilota di simbiosi industriale: possibili percorsi di valorizzazione del silverskin del caffè, a cura di Area Science Park, con la collaborazione di Assocaffé Trieste e Gruppo Italiano Torrefattori Caffè

ore 10.00 – 18.00 - Show area Hall 28 - campionato Leva Sensory Contest campionato dedicato ai baristi

Degustazioni guidate

11.00 – 11.20 -Hall 28 bis Stand 21 -  Amigos Caffè 
12.00 – 12.20 -Hall 28 Stand 14 - Dersut 
14.00 – 14.20 - Hall 28 bis Stand 19 - Demus 
15.00 – 15.20 - Hall 27 Stand 5 -Primo Aroma 

16.00 – 16.20 - Hall 28 Stand 13 -  Bristot (Procaffè) 

Mostre

Hall 28 Orario apertura della fiera - Viaggio nella terra del caffè, del Museu do Café de Santos

ore 08.00 – 15.00 - Sede della Camera di Commercio Venezia Giulia, Piazza della Borsa, 14 - Mostra fotografica TriestEspresso Photo Days 2022

ore 17.00 – 18.45 - Sala Maggiore, Camera di Commercio Venezia Giulia, Piazza della Borsa, 14 - proiezione del film Caffè e Vino – due mondi un documentario

SABATO 29 OTTOBRE

ore 10.30 – 12.00 - Sala B Hall 27 - presentazione del libro L’abbinamento tra caffè e alimenti inteso come forma d’arte - a cura di Bazzara

ore 11.00 – 12.00  - Sala A Hall 27 - degustazioni guidate Università del caffè – Illycaffè Le persone del caffè: un album di fotografie - a cura di Andrea Appelwick, docente dell’Università del Caffè di illycaffè - lingua inglese

ore 12.00 – 13.30  - Sala B, Hall 27 - workshop Energia, Logistica, Situazione mercato caffè rincari materie prime a cura di Coffee Today

ore 15.00 – 16.00 - Sala B Hall 27 - training pills - Università del Caffè – Illycaffè: Coffee talk: il mercato Horeca in evoluzione - a cura di Pierpaolo Segrè, docente dell’Università del Caffè di illycaffè

ore 10.00 – 13.00 - Show area hall 28 - campionato Leva Sensory Contest campionato dedicato ai baristi

ore 14.00 – 16.00 - Show area hall 28 - gara macinatura - 4a tappa del Master Coffee Grinder Championship

Degustazioni guidate

11.00 -11.20  - Hall 28 bis Stand 4 – 5 Caffè San Giusto 
12.00 -12.20 - Hall 28 Stand 18 – 19 - Bloom Specialty Coffee 

14.00 -14.20 - Hall 30 Stand 07 Torrefazione Goriziana

Mostre

Hall 28 - Orario apertura della fiera - Viaggio nella terra del caffè, del Museu do Café de Santos

ore 10  18 - Sede della Camera di Commercio Venezia Giulia, Piazza della Borsa, 14 - Mostra fotografica TriestEspresso Photo Days 2022

Barawards, i protagonisti: Andrea Pomo

Andrea Pomo_Barawards 2021
Intervista al vincitore del Premio Campari Group Bartender under 30 dell’anno a Barawards 2021: «Credo sia fondamentale capire che in fondo non arriviamo mai al traguardo, ammesso che ci sia»

Dal Lago di Garda, fini alla corte dei grandissimi di Roma. Andrea Pomo, 28 anni, ha vinto il premio come Bartender Under 30 dell'anno, certificando una carriera che seppur cominciata da poco, promette benissimo. Il bar è l'ultimo tratto di un cerchio che doveva chiudersi per Andrea, figlio di uno chef e di una protagonista del mondo dell'hotellerie; l'approccio con un bar diurno di Malta, dove scatta la scintilla con il mondo della notte per puro caso. «Mi chiesero di sostituire un collega, mi avevano promesso una serata tranquilla. Si rivelò un pool party di centocinquanta persone: miscelazione e interazione col pubblico mi stregarono», e da allora un crescendo di esperienza e formazione, con Leonardo Veronesi al Riva Bar di Riva del Garda, e soprattutto con il dream team del Jerry Thomas, nel 2018. Da pochi mesi, Andrea è brand ambassador per Diageo.

I giovani bartender hanno storicamente sempre combattuto con il pregiudizio di chi vede il bancone come un ripiego, e non una possibilità di carriera: «Ma la professione sta cambiando aspetto, è vista meglio. Il consumatore si è formato a sua volta, quindi chi davvero è innamorato di questo lavoro spinge per sapere sempre di più, ed è una grossa chiave per alzare la qualità di tutto il movimento. Per noi più giovani è più facilità ottenere informazioni rispetto al passato, ma serve forse ancora più passione, perché lo stile di vita ne risente e alla fine ci si fanno i conti».

Giovane, sì, ma un'idea su quanto serva per interpretare il ruolo di bartender c'è eccome: «Umiltà, sacrificio, creatività e disponibilità all'ascolto. Credo sia fondamentale capire che in fondo non arriviamo mai al traguardo, ammesso ci sia. Non dobbiamo mai smettere di cercare la novità da un lato, e studiare il classico dall'altro; seguire gli insegnamenti dei più esperti rimane la cosa più importante da fare».

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GelatOn the road, il primo cammino europeo dedicato a coni e coppette

gelato
gelato (Pxhere)
Per la prima volta viene inaugurato un percorso dedicato a un alimento

Il gelato artigianale ha un suo cammino europeo. GelatOn the road sarà il primo percorso nel Vecchio Continente dedicato a un alimento. Ad annunciarlo, il presidente di Longarone Fiere Dolomiti, Gian Angelo Bellati. Il progetto ha ricevuto un finanziamento da 3 milioni di euro e avrà per centro proprio Longarone.

Attraversare l'Europa per il gelato

Il progetto GelatOn the road è stato approvato e finanziato dalla Commissione Europea. Partirà dalla Georgia e passerà attraverso Bulgaria, Serbia e Croazia, arrivando a Slovenia, Italia e risalendo verso Austria, Germania, Polonia, Belgio, Lussemburgo, per scendere giù fino in Spagna. Al centro di questo percorso c'è appunto Longarone, dove ha sede il Mostra Internazionale del Gelato, la fiera più antica dedicata al gelato. Il percorso punta sul gelato artigianale come prodotto turistico di consumo da promuovere, ma anche per promuovere la conoscenza dell'artigianato alimentare in tutta Europa. Riconosciuto nel 2012 dal Parlamento europeo, oggi il gelato artigianale è ancora l'unico alimento ad avere una sua giornata europea. Il suo essere orientato alla salute, è anche un alimento sostenibile, che incoraggia le iniziative a chilometro zero.

Un prodotto, tanti territori

GelatOn the Road è stato riconosciuto dall'Ufficio di Venezia del Consiglio d'Europa, che ha come obiettivo anche quello di riconoscere itinerari capaci di trainare attività, attirare cultura, movimentando persone e merci. Così, dopo aver ispirato la Giornata europea del gelato artigianale, prevista per il 24 marzo, dopo dieci anni Longarone torna al centro della scena del mondo del gelato con un cammino dedicato a coni e coppette artigianali. «Si tratta di un itinerario che ha l'obiettivo non solo di portare turismo, di portare business – ha spiegato il presidente di Longarone Fiere Dolomiti, Gian Angelo Bellati – ma che vuole anche confrontare le varie capacità di tutti questi territori attraversati di produrre il gelato artigianale, il gelato di qualità, e portare tutte queste esperienze di tutte le imprese del settore a Longarone Fiere, quando si celebra appunto la Mostra Internazionale del Gelato. È la dimostrazione di come i progetti europei siano importanti per una fiera molto internazionalizzata com'è la fiera del gelato».

Il miglior panettone Fipgc si fa ad Avellino

Vincitore Campionato del Mondo del Panettone
Vincitore Campionato del Mondo del Panettone
Il Campionato del mondo del Panettone promosso dalla Federazione ha premiato Raffaele Romano del Gran Caffè Romano di Solofra, in provincia di Avellino

Milano, addio: il panettone d'eccellenza non si fa più all'ombra della Madonnina. Secondo la giuria del Campionato del Mondo del Panettone della Federazione Internazionale di Pasticceria Gelateria e Cioccolateria (Fipgc) i migliori maestri del grande lievitato vivono e operano da Roma in giù. La competizione, che si è svolta lo scorso 23 ottobre al Castello Ducale Orsini di Fiano Romano (RM), ha premiato Raffaele Romano del Gran Caffè Romano di Solofra, in provincia di Avellino.

Il vincitore assoluto

Durante il Campionato del Mondo del Panettone si sono sfidati 66 pasticceri italiani e internazionali. Sono arrivati in finale, dopo aver partecipato a una selezione di 350 panettoni provenienti da tutto il mondo, persino dal Giappone. Su tutti ha trionfato Raffaele Romano, 49 anni, che assieme al fratello Gianfranco porta avanti la tradizione pasticcera di famiglia, nata 109 anni fa. Romano ha presentato un panettone classico, che rispecchia rigorosamente tutti i canoni previsti dal disciplinare di produzione del panettone artigianale, comprese la famosa lievitazione naturale, il ricorso a burro di centrifuga e uova fresche, uvetta sultanina e scorza di agrumi candita. Persino profumo, sofficità, alveolatura, taglio sono stati giudicati come assolutamente perfetti.

La giuria del Campionato del Mondo del Panettone

L’arduo compito di valutare il migliore panettone del mondo spetterà ad una giuria esterna alla Federazione e che sarà composta da Alessandro Bertuzzi, campione italiano di pasticceria ed esperto lievitista, Simona Lauri, tecnologa alimentare, Fabio Bertoni, docente panificatore, esperto di lievitati, pasticceria e pasticceria da forno e da Ettore Cioccia pasticcere spagnolo di origini italiane, maestro di pasticceria internazionale. «Il panettone è oramai da alcuni anni un must in tutte le pasticcerie d’Italia e quest’anno il livello qualitativo dei prodotti finalisti al Campionato mondiale era davvero altissimo – spiega Matteo Cutolo, presidente Fipgc – Sono certo che la crescente capacità dei pasticceri di tutta Italia nella realizzazione dei panettoni porterà a un incremento delle vendite in queste festività, ed è un segnale di cui il settore dopo questi mesi di difficoltà ha estremamente bisogno».

Gli altri premiati

La giuria ha concentrato i riconoscimenti tra i concorrenti del centro-sud Italia. Luigi Fusco da Scafati (Salerno) si è imposto nella categoria panettone innovativo col suo Panettone delizia al limone che, evidentemente, prende spunto dalla celebre specialità sorrentina per proporre un panettone al profumo di sud che presenta un cuore di pan di Spagna imbevuto al limone. Il miglior panettone decorato (in pieno stile cake design) lo ha realizzato, invece, Marianna Brunaccini di Aversa (Napoli) con una creazione il cui nome è La magia del Natale.

vincitore panettone decorato
La vincitrice della categoria Panettone decorato
Per la categoria panettone salato la vittoria è andata al Tuscany, realizzato da Beatrice Volta di Quarrata, in provincia di Bologna. Si tratta di un panettone col cuore di pappa al pomodoro, guarnito all’esterno con una zuppa di cavolo nero, guanciale e pecorino toscano. Per il miglior pandoro, si torna nuovamente al centro-sud, nella forneria di Salvatore Albanesi di Fiano Romano (RM). Infine, una menzione speciale per il panettone premiato dalla giuria popolare. Infatti, per la prima volta nella storia del Campionato anche il pubblico ha potuto esprimere la propria preferenza. A conquistare i palati dei visitatori è stato il panettone classico mandorlato con canditi di Sicilia realizzato dal maestro Carmelo Patti di Messina. A lui il premio Miglior Panettone Ducale Orsini 2022.

Barawards, i protagonisti: Mattia Capezzuoli

Mattia Capezzuoli_BARAWARDS 2021
Intervista al vincitore del Premio Roner Bartender dell’anno a Barawards 2021: «Il premio è un evento straordinario, che certifica la bontà del lavoro ordinario»

Una doppietta che certifica professionalità e dedizione. Già premiato nel 2020 come Bartender Under 30 dell’anno, Mattia Capezzuoli del Camparino in Galleria si è aggiudicato il titolo di Bartender dell’anno per il 2021. Romano, trentun anni a maggio, è approdato alla Sala Spiritello, nell’icona dell’aperitivo milanese dopo un pellegrinaggio di formazione che lo ha visto al bancone del The Botanical e dello speakeasy 1930. Oggi è il braccio destro di Tommaso Cecca, con il quale ha contribuito a portare il Camparino in Galleria al 27esimo posto nella classifica 2021 dei World’s 50 Best Bars (nel 2022 è al numero 73): «Un anno estremamente positivo per me e per tutto il team, ricco di viaggi ed esperienze che mi aiutano nella crescita personale e professionale. Il premio è stato inaspettato, non avrei mai pensato di riuscire a confermarmi: questo dimostra come la figura del bartender può evolvere con il tempo».

Con già una dozzina d’anni di bagaglio, Capezzuoli descrive una professione che negli ultimi due lustri ha visto un grande balzo di considerazione: «Siamo passati dal vedere il bartender come un lavoratore da discoteca, che versa e serve quasi senza precisione, a una posizione che invece racchiude cultura merceologica, conoscenza tecnica e scientifica, un approccio personale che guidi l’ospite verso nuove esperienze». L’evoluzione dei tempi ovviamente aiuta: «È cambiata la comunicazione, è più facile informarsi e di conseguenza la ricerca è molto più approfondita: in generale, il bartender inizia a essere visto come qualcuno che può trasmettere delle informazioni e dei contenuti, non più solo qualcuno che prepari da bere». Il premio è il coronamento di un lavoro che prosegue nel quotidiano: «I riconoscimenti e le classifiche fanno ovviamente piacere, ma è con la costanza di ogni giorno che un professionista dimostra quanto vale. Un premio è un evento straordinario, che certifica la bontà del lavoro ordinario».

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I 110 anni di Gruppo Cimbali tra innovazione responsabilità e inclusività

Nuovo esterno Mumac
Una realtà in crescita, attenta ai giovani e all’ambiente, celebra l’anniversario con il restyling di Mumac che rinnova il 30% delle apparecchiature esposte

Gruppo Cimbali ha festeggiato 110 anni dalla fondazione e contemporaneamente i 10 anni dalla nascita di Mumac, il suo museo d’impresa che accoglie la più grande esposizione permanente dedicata alla storia e alla cultura della macchina espresso professionale.

I termini responsabilità, inclusività e tecnologia sono stati più volti richiamati nei discorsi che hanno accompagnato l’incontro insieme a una grande attenzione ai giovani. A cominciare dal presidente Maurizio Cimbali che ha sottolineato come negli ultimi anni si sia investito molto su di loro.

L’Azienda che dà lavoro a 850 persone, di cui il 30% lavora all’estero, ha visto l’ingresso di numerosi under 35 di 10 nazionalità diverse. Il Gruppo è in crescita sia per linee interne sia grazie ad acquisizioni (le più recenti sono state l’americana Slayer nel 2017 e la veneta Keber, produttrice di macine, nel 2019), e guarda al futuro con fiducia, consapevole di dovere affrontare numerose sfide tecnologiche (l’innovazione è un elemento base per la crescita), ponendo una crescente attenzione alla sostenibilità e all’impegno sociale. Tutto ciò con umiltà, ovvero con la capacità di ascoltare e di mettersi in gioco per fare meglio e di più.

Maurizia Cimbali, amministratore delegato del Gruppo, ha posto l’attenzione su Mumac - Museo della macchina per caffè, che vede rinnovato il suo assetto espositivo e ora accoglie nuove macchine da collezione in uno spazio che è un riferimento per gli appassionati del mondo del caffè e del design. La sua missione è sviluppare la cultura del caffè, un impegno che rivolge sia all’interno - i dipendenti - sia all’eterno, coinvolgendo professionisti, coffee lover e curiosi. È stato anche ricordato come gli spazi che hanno accolto gli ospiti, furono destinati ad hub vaccinale tra marzo e agosto 2021.

Presente e futuro. Tornando all’innovazione, sono oltre 60 i professionisti del reparto R&D (l’investimento previsto per il 2023 sullo sviluppo del prodotto è oltre il 5% del fatturato) che  lavorano ogni giorno per progettare e sviluppare macchine ad elevate prestazioni. Tutte le attività si svolgono in-house e si riflettono nei 66 brevetti che l’azienda possiede, 19 dei quali depositati negli ultimi tre anni. Tra le tecnologie all’avanguardia vi è il Naso Elettronico, che ha vinto il Premio Innovazione Smau 2021: un software in grado di identificare le miscele attraverso un algoritmo di Intelligenza Artificiale; e, ancora, l’interazione touchless con Cup4you – Evo, un’applicazione che, attraverso una connessione Wi-Fi, offre una nuova interazione con le macchine superautomatiche. La sostenibilità è il filo rosso che collega tutte le attività che Gruppo Cimbali propone.

Mumac si rinnova. Il polo nato dieci anni fa per tutelare il patrimonio di un importante settore del made in Italy è un hub culturale con quattro poli: Mumac, Museo della macchina per caffè, con l’esposizione delle collezioni Cimbali e Maltoni; Mumac Library, biblioteca storica del caffè; Hangar 100, uno spazio annesso multifunzione per esposizioni temporanee. Il primo ospita 100 pezzi delle collezioni Cimbali e Maltoni e ha visto rinnovato un 30% delle apparecchiature esposte grazie al supporto del collezionista Enrico Maltoni, tra cui spiccano una macchina a vapore La San Marco a colonna prodotta nel 1929 a Udine e una Eterna a due gruppi della serie Zenith del 1952. Il suo progetto di riorganizzazione è stato affidato ai designer Antonella Andriani e Ambrogio Rossari con l’obiettivo, ha spiegato Barbara Foglia, Mumac manager, «di diventare sempre più museo per tutti, con lo sguardo volto alla responsabilità, sia sociale sia culturale, d’impresa». Il restyling si è sviluppato su canoni di responsabilità sociale, culturale e ambientale, riutilizzando il più possibile il materiale esistente; l’inclusività è l’orientamento che ha portato ad allargare lo sguardo ai bisogni di visitatori con difficoltà di accesso ai contenuti, ora disponibili a più livelli di lettura e approfondimento; infine l’interazione, a cominciare dall’esterno dove accoglie gli ospiti una tazzina bianca di dimensioni enormi. Gli spazi espositivi sono stati integrati con un apparato di QRcode grazie a cui i visitatori possono approfondire la conoscenza delle macchine per caffè attraverso descrizioni, fotografie d’archivio e video, curiosità e dettagli custoditi nella Mumac Library. La riapertura del Mumac è avvenuta domenica 23 ottobre.

Pasticceria Velo, un afternoon tea con la carta della cioccolateria

Pasticceria Velo
Pasticceria Velo
Il salotto di alta pasticceria si prepara ad accogliere gli appassionati del rito british con i dolci di Andrea Cingottini

Pasticceria Velo si prepara ad accogliere gli appassionati di dolci e tè nei pomeriggi invernali con un menu tutto dedicato all'afternoon tea. A pochi passi da Piazza del Popolo, a Roma, al primo piano di uno dei palazzi progettati da Giuseppe Valadier, l'offerta dolce sarà curata come tutta la pasticceria dal resident pastry chef Andrea Cingottini.

Autunno significa afternoon tea

Tra le formule offerte da Pasticceria Velo, quella studiata per l'autunno omaggia la pausa dolce e salata consumata nel Regno Unito. C'è la formula classica, con finger sandwich, piccola pasticceria e biscotteria. Ma è possibile anche scegliere una formula personalizzata, che prevede, oltre alla scelta di un tè accuratamente selezionato, un’alzatina con biscotteria secca, una selezione di mignon, pasticceria salata e una monoporzione a scelta. È disponibile la carta della cioccolateria, con assaggi di cioccolati al rum, nocciola o al caffè (esclusivamente con cioccolato peruviano lavorato in un’azienda locale), ma anche praline al tè jasmine o tè verde. Circa tè e infusi da gustare, sono disponibili 22 referenze, tra cui anche il tè bianco, il karcadè o il matcha. Per chi preferisce puntare su una drink list alcolica, a curarla c'è Luigi Traettino, Restaurant Manager e Direttore di Sala. È lui che firma i signature cocktail di Velo.

Chi è Andrea Cingottini

Dietro le preparazioni di pasticceria di Velo c'è Andrea Cingottini. Il pastry chef ha 26 anni e può vantare la formazione presso l'Accademia di pasticceria, nonché quella nelle cucine di Acquolina, ristorante una stella Michelin del gruppo The First. Strizzando l'occhio all'estetica francese, il suo carnet di dolci omaggia il gusto italiano della pasticceria mignon, le praline di cioccolato e le torte classiche, senza dimenticare le ricette più moderne. Tra le creazioni più identificative, ci sono la Bocca della verità (crostatina di frolla con confettura di visciole, mousse di ricotta di pecora), il Maritozzo moderno, una rielaborazione al contrario del classico dolce romano (mini maritozzo di 7 g bagnato da una mousse a base di infusione di maritozzi tostati, con uva passa e arancia candita, ricoperto da glassa al caramello), Classico Montblanc, Millefoglie XL e Tarte Tatin. Non mancano la Cheescake al Tè Matcha e mandarino, una Camomilla in monoporzione con cuore di mele a dadini, gel di mela e mousse con infusione alla camomilla; Miele, ananas e zenzero, mousse con miele millefiori e polline (direttamente dalla prestigiosa azienda di Giorgio Poeta), un dolce dai tanti contrasti gustativi e sensoriali.

Mamò Gelateria arriva nel cuore di Roma

Mamò Gelateria
Mamò Gelateria
Dopo l'apertura in via Ugo Ojetti, il format di Cristian Monaco arriva a due passi dal Pantheon

Dopo l'apertura in via Ugo Ojetti, il pluripremiato gelatiere Cristian Monaco apre un nuovo punto Mamò nel cuore di Roma. In piazza della Rotonda, a due passi dal Pantheon, con un banco immerso in un'atmosfera jungle, prende vita una nuova Mamò Gelateria. Obiettivo: portare un prodotto d'eccellenza in una zona turistica.

Tanti gusti e piccola pasticceria

Sono ben 60 i gusti gelato esposti, di cui più della metà privi di glutine. Fra questi ci sono Sacher L’originale, Pan di Spagna al cioccolato, Marmellata di Albicocche, Crostatina, Millefoglie con Crema Chantilly, Zabaione, Nocciola Piemonte IGP e l’immancabile Sicilia Romana (gelato alla mandorla con cremino al pistacchio, mandorle e pistacchi caramellati). Inoltre, è disponibile un corner di piccola pasticceria con vetrina, in cui occhieggiano Tiramisù, Cheescake, Panna cotta, Cannoli siciliani.

Mamò Gelateria
Mamò Gelateria

Mamò Geleateria, un franchise di famiglia

Il franchise nasce dalla mente di Cristian Monaco, che resta responsabile della produzione e della formazione, ma coinvolge anche i suoi fratelli. Andrea seguirà la comunicazione e le attività legate alla vendita del gelato. Simone sarà il responsabile della gestione logistica di Mamò Lab.

Cristian Monaco e i suoi fratelli
Cristian Monaco e i fratelli Andrea e Simone
Nonostante la replicabilità del modello, anche qui il gelato viene lavorato direttamente da Cristian nel Mamò Lab di recente apertura. In questo modo è possibile acquistare al dettaglio un gelato d'eccellenza, scegliendo uno dei punti vendita sparsi nella Capitale. La lista ingredienti corta garantisce un prodotto fresco e genuino, preparato ogni giorno. «Quello che doveva essere un esperimento si è poi rivelato un progetto vincente – spiega Cristian Monaco – Il nostro successo è dato dall’attenzione e dalla meticolosità che mettiamo nella produzione, senza delegare mai troppo. Tutti i prodotti passano sotto le mie mani e i rapporti con chi investe nel nostro marchio sono rapporti di qualità».

Shake Your Future arriva a Napoli per costruire il futuro di 50 giovani

Martini Shake Your Future 2022
Rodrigo Gentil ha partecipato al programma di Shake Your Future 2021. Oggi lavora al Vale la Pena di Roma
Al via la terza edizione del programma promosso dal Gruppo Bacardi, che offre formazione in ambito bartending a ragazzi provenienti da contesti difficili. Alle città di Milano, Roma e Torino si aggiunge Napoli. Mentore d'eccezione sarà Alex Frezza de L'Antiquario
«Ero a Londra, stavo bevendo un cocktail e ho fissato intensamente la coppetta nella quale me lo stavano servendo. Ho pensato "io voglio fare questo". Ho deciso in quel momento quale sarebbe stato il mio futuro, me lo ricordo come fosse ora. Tenetevi stretti i momenti chiave come questo, i ricordi e i pensieri che vi danno una scossa, perché continueranno a darvi la carica per il futuro». Alex Frezza è apparso sinceramente emozionato davanti ai giovani che lo avranno come mentore speciale. Il co-titolare de L'Antiquario di Napoli (fresco di ingresso della classifica dei 50 Best) rappresenta una delle novità della terza edizione di Shake Your Future, il progetto del Gruppo Bacardi che offre ai giovani provenienti da contesti sociali difficili un programma di formazione e di costruzione di un futuro migliore. Dietro al bancone dei migliori cocktail bar del mondo.
Stephane Cluzet, general manager Italy Gruppo Bacardi, con gli studenti della classe 2022 di Shake Your Future

Napoli si aggiunge a Milano, Roma e Torino

I team di Bacardi ha presentato la terza edizione dell'iniziativa con un evento dedicato, a Milano, sulla Terrazza Martini. Il coinvolgimento di Alex Frezza non è certo casuale: Shake Your Future toccherà, quest'anno, una quarta città, Napoli, che va ad aggiungersi a Milano, Roma e Torino. Cinquanta i ragazzi coinvolti, contro i 25 di ciascuna delle due edizioni precedenti, selezionati grazie al lavoro di diverse associazioni (Consorzio Mestieri Lombardia, Centro educativo di accoglienza e solidarietà di Roma, Liberi tutti società cooperativa sociale di Torino, Politiche per il lavoro giovanile di Napoli, Rotary Club Palermo, Adecco per le politiche attive e Randstad Italia divisione social and inclusion). Gli studenti beneficeranno di sessioni di formazione in ambito bartending di 10 settimane, a partire dal 24 ottobre, grazie alla collaborazione con tre scuole del settore: European Bartender School (sedi a Roma e Milano), Sweet&Sour (Torino) e iBar Academy Italia (Napoli). Verranno formati nell'arte della mixology e avranno anche la possibilità di svolgere esperienze presso alcuni partner on trade del Gruppo Bacardi. A corso completato riceveranno un attestato, un diploma riconosciuto a livello internazionale.

«La cultura dell'ospitalità è la base»

«La mia missione è inculcare passione e voglia di fare questo lavoro per la vita», ha continuato Frezza, che donerà i suoi preziosi consigli ai ragazzi. «Cercherò di dare il mio, a partire da un punto fermo: far conoscere loro la cultura dell'ospitalità. Chi fa questo lavoro deve capire che si inserisce in una storia millenaria di cultura dell'ospitalità mediterranea. Poi vengono l'esperienza e i trucchi del mestiere».

Alex Frezza de L'Antiquario di Napoli porterà la sua testimonianza agli studenti

«Siamo incredibilmente orgogliosi della percentuale di diplomati che grazie a Shake Your Future oggi lavorano in bar e ristoranti in città di rilievo», ha dichiarato Stephane Cluzet, Country Manager Italy di Martini & Rossi - Bacardi Group. «Il nostro impegno è quello di assicurare un percorso di crescita sia al programma che ai suoi studenti. Portare avanti questo ambizioso progetto non sarebbe possibile senza il sostegno dei nostri partner del mondo dell'ho.re.ca., che offrono un'esperienza di lavoro inestimabile ai nostri studenti. Siamo felici di restituire il nostro contributo introducendo nuovi barman di talento». Tra gli interventi del management di Bacardi anche quello di Jacob Briars, Global Advocacy Director, il quale ha parlato di nuova golden age del bere miscelato e dell'importanza di una solida formazione professionale per chi si approccia a questo mestiere.

Asia e Sud Africa, presto anche Messico e Nord America

Briars ha raccontato i piani di espansione del progetto Shake Your Future: la scuola è già attiva in Francia e Spagna, è stata lanciata da poco in India e Sud Africa e si progetta il lancio in Messico e Nord America. Gruppo Bacardi sogna in grande e fissa un obiettivo ambizioso: inserire 10.000 bartender nel mercato del lavoro a livello internazionale entro il 2030. Con tanta energia - palpabile durante la presentazione della terza edizione, che ha beneficiato dei contributi dei ragazzi già inseriti nel mondo del lavoro dopo le sessioni degli anni precedenti e dell'entusiasmo dei futuri studenti - e con un punto fermo, ben sintetizzato dal Vice President Global on-trade Sean Kerry: «Fare le cose giuste è il nostro goal».

Una nuova etica dietro il bancone

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale
L'editoriale del numero di ottobre 2022 di Bargiornale, a firma della direttrice Rossela De Stefano, dedicato alla sostenibilità, un nuovo modo di fare impresa che molti bar hanno abbracciato. E che raccontiamo con dovizia di particolari e di esempi all'interno del giornale, in uno speciale dedicato

Nella religione degli Inca, Pachamama è la Madre Terra e la protettrice dei raccolti. L’enciclopedia Treccani ci ricorda che pachamamas sono ancora chiamati, nelle regioni agricole dell’America Meridionale, i campioni di cereali collocati nei campi a scopo augurale.

Bargiornale
La copertina di Bargiornale del numero di ottobre 2022

A Pachamama è dedicato il cocktail in copertina su Bargiornale di ottobre 2022, un drink simbolo della cosiddetta miscelazione circolare, che porta la firma di Giacomo Giannotti del Paradiso di Barcellona, appena eletto miglior bar del mondo . Una vittoria anche dell’Italia - Giacomo è originario di Marina di Carrara - e di un nuovo passo nel fare impresa, più attento alla condivisione, alla sostenibilità e alla consapevolezza che porta reali benefici a tutti. Lontano dal greenwashing dietro cui si celano molti. Il trionfo nella classifica dei World’s 50 Best Bars dovrebbe convincere anche i più riluttanti.

A questo nuovo modo di fare impresa abbiamo dedicato l’intero numero di Bargiornale di ottobre 2022, cercando di rispondere con onestà alla domanda che riecheggia in ogni dove: ma ne vale davvero la pena? Si può avere un impatto positivo sul pianeta e allo stesso tempo preservare la sostenibilità economica dell’impresa? Per rispondere siamo volati da Barcellona in Argentina, nella terra di Tato Giovannoni, ci siamo spinti da Hong Kong a Singapore, per ritornare in Italia, nelle province del Belpaese. Abbiamo disturbato persino l’ingegnere dei cocktail, Giovanni Ceccarelli. A tutti il nostro ringraziamento per aver condiviso saperi ed esperienze per creare un presente migliore per tutti noi e per le generazioni future.

Da dolce stellato a panettone: nasce PanVita

PanVita
PanVita
Il progetto è nato dalle menti del pastry chef Roberto Rinaldini e dallo stellato Enrico Bartolini

Prendere un signature dessert e trasformarlo in un panettone: è questa l'impresa compiuta da Roberto Rinaldini e dallo chef Enrico Bartolini con PanVita. Dopo esser stato protagonista della carta del Mudec di Milano, questa ricetta trasformata in grande lievitato si prepara a conquistare la tavola natalizia.

Da dessert a panettone

Zabaione tradizionale, gelato al pistacchio di Bronte, arance amare, fior d’arancio e uova fresche: un insieme calibrato e sapiente di ingredienti, sapori e sfumature al palato che, nelle mani di Rinaldini, diventa PanVita. Il pluricampione del mondo di pasticceria e membro di Relais Dessert ha composto un panettone al profumo di arancia e fiori di sambuco con cubetti di pistacchio e scorze di arance candite, accompagnato da una salsa delicata - in vasetto a parte - di zabaione al Marsala. La farcitura va apposta al momento della degustazione, per arricchire la fetta in modo equilibrato.

L'esperienza oltre il panettone

PanVita offre un'esperienza anche estetica, non lasciando nulla al caso perfino nel packaging. Il dolce è infatti contenuto in un sacchetto di raso, omaggiando nei materiali e grafica le creazioni di haute couture. Inoltre, il percorso di degustazione è guidato da una card con precise istruzioni di taglio, presentazione e fruizione, che danno all'incontro con il lievitato un tono celebrativo.

PanVita, il meglio di due menti

«Si tratta di una produzione cui teniamo molto, qualcosa di prezioso dalla grande potenzialità espressiva – racconta Roberto Rinaldini – Ho avuto occasione, nei mesi scorsi, di assaggiare il signature dessert di Enrico al Mudec e ne sono rimasto incantato. Da lì è nata l'idea di una collaborazione. Enrico ha creduto in questo progetto. Mai prima d'ora un pastry chef e uno chef avevano realizzato una collaborazione di questo tipo. Dal nostro rapporto di amicizia è nato un sodalizio professionale caratterizzato da una grande passione, fatto di confronto per raggiungere un obiettivo comune. In PanVita abbiamo messo il meglio di entrambi».

Enrico Bartolini e Roberto Rinaldini
«Questa collaborazione con Roberto mi onora molto, è un grande pasticcere – afferma Enrico Bartolini – L’albero di arance servito con lo zabaione ha un significato speciale, perché è stato protagonista del menu che ha portato il grande riconoscimento delle tre stelle al Mudec. È apparso vincitore anche nella semifinale della decima edizione Masterchef e ora è ispirazione per il PanVita con gli ingredienti che lo caratterizzano: le arance, il pistacchio e lo zabaione. Il Natale 2022 sarà speciale anche per questo». PanVita è acquistabile in tutti gli store Rinaldini di Rimini, Milano (ad esclusione di Rinascente) e Roma, ma anche online su rinaldinipastry.com e enricobartolini.net.

La competitività delle torrefazioni frutto di innovazione e sostenibilità

Competitive Data: ripartizione dei ricavi delle torrefazioni a valore per area geografica - preconsuntivo 2021/2020
Competitive Data: ripartizione dei ricavi delle torrefazioni a valore per area geografica - preconsuntivo 2021/2020 (1)
Competitive Data delinea il nuovo scenario per i produttori nell’horeca, alle prese con più variabili. Il quadro del mercato di cialde e capsule

Nell’edizione 2022 del report Caffè nel canale horeca dal 2019 al 2024 realizzato da Competitive Data, si evidenzia ancor più uno scenario già indicato nei precedenti rapporti, che vede le torrefazioni leader scavare un solco sempre più profondo tra loro e la concorrenza, grazie all’intreccio sempre più correlato tra sostenibilità, digitalizzazione, struttura economico-finanziaria e quota di mercato.

«Nella passata edizione avevamo ipotizzato che il covid avrebbe avvantaggiato le realtà più solide e strutturate, capaci di sfruttare le opportunità che si sarebbero presentate sul mercato, ed è puntualmente ciò che è avvenuto nel 2021, con movimenti significati nella parte alta del ranking dove si sono registrati cambiamenti importanti - afferma Giandomenico De Franco, amministratore unico di Competitive Data -. Tra le previsioni a medio e lungo termine si accennava a una serie di fattori che sarebbero stati determinanti, come lo sfruttamento dei big data in chiave commerciale e, in uno senario futuribile, ma con fondamenta ancora fragili al momento, il metaverso, dove già alcune torrefazioni (la più grande è Lavazza), hanno fatto il loro ingresso. Si tratta tuttavia della punta di un iceberg, la maggior parte delle aziende del settore è ferma, senza una chiara visione di come muoversi non solo nel futuro, ma anche nell’oggi, faticando a intercettare e ingaggiare ampie fasce di popolazione che si muovono tra i vari canali social. Un’immobilità che sul lungo termine non può dare frutti positivi».

Sostenibilità e responsabilità sociale caratterizzano le strategie delle realtà che si mostrano più solide e in crescita nonostante le condizioni di mercato sfavorevoli, grazie anche a innovazione, tecnologia e digitalizzazione.

«Nel 2022, inoltre, c’è stato un buon movimento da parte di realtà di fascia medio-alta che si sono organizzate per affrontare il nuovo scenario competitivo attraverso acquisizioni e partnership, trovando nuove economie di scala, ampliando il raggio d’azione e ritagliandosi nuove opportunità» - riprende De Franco.

Osserviamo ora l’andamento del mercato nel canale horeca: nel 2021 le vendite hanno fatto registrare un parziale rimbalzo a valore del +21%, attestandosi su un controvalore di 588 milioni di euro (nel 2020 erano stati 468), tuttavia ancora lontano dai livelli pre-covid pari a 866 milioni di euro. Questo recupero parziale è da imputare soprattutto a un quadro sanitario incerto che ha mostrato una ripresa “ad elastico” nel corso dell’anno.

Per quanto la capacità dei bar italiani a reggere un calo prolungato dei ricavi, l’analisi registra un piccolo recupero della solvibilità del Sud, grazie ai numerosi lavoratori in smart working che hanno fatto ritorno alle loro case, nonché a una maggiore presenza di turisti italiani, che hanno preferito non andare in vacanza all’estero. Si mostra invece in calo il Centro, mentre il Nord quest’anno è con un basso livello di rischio, soprattutto il Nord-Ovest. Il quadro globale vede un miglioramento complessivo rispetto a un anno fa, grazie al parziale recupero dei consumi nel 2021 e all’uscita dal mercato degli operatori più compromessi, che è proseguita anche nei primi mesi del 2022.

Guardando al futuro, non è possibile delineare un singolo trend a causa delle molte variabili si interne sia esterne al mercato; così è stato calcolato in circa 80 milioni di euro la differenza tra uno scenario ottimistico e non, quindi l’impatto che emergenza pandemica, rincari energetici, crescita dell’inflazione, restrizioni monetarie avranno sui risultati complessivi del caffè nel canale horeca nel 2022. Nel medio termine, bisognerà inoltre governare megatrend quali sostenibilità, digitalizzazione, premiumizzazione e scenari geopolitici internazionali.

Porzionato, cresce l’attenzione all’ambiente

Il mercato porzionato vede posizionati in pianta stabile tra le prime dieci aziende i principali operatori delle capsule compatibili, che nel 2021 crescono a un tasso doppio rispetto ai sistemi originali. L’analisi Il mercato delle cialde e capsule per caffè dal 2019 al 2024 nuovamente di Competitive Data, mostra come l’innovazione si stia sviluppando soprattutto sul fronte sostenibilità, dove le torrefazioni leader stanno investendo in termini di packaging riciclabili o compostabili, e di rispetto dei criteri ambientale, sociale e di governance lungo tutto la catena del valore.

La produzione, che include anche l’importazione di capsule speciali delle multinazionali estere, cresce del +12,4% a valore nel 2021 attestandosi a 1.607,0 milioni di euro. Le esportazioni si attestano a 382,0 milioni di euro, in crescita del +13,0%. La crescita del mercato interno è stata del +12,2%, per un controvalore di 1.225,0 milioni di euro, con l’area Famiglie a far registrare la crescita maggiore (+13,6% a volume).

Guardando ai prossimi anni, le torrefazioni dovranno sempre più fare i conti con una maggiore quantità e complessità di variabili con ampie ripercussioni a livello sociale, economico, competitivo, politico, climatico, sanitario, energetico, che possono abbattersi con violenza sugli equilibri aziendali, e che rende necessario tracciare (almeno) due tipi di scenario. Il deterioramento del quadro attuale (costi energetici + inflazione + ritorno emergenza sanitaria) dimezzerebbe la crescita prevista per il 2022; ma è nel 2023 che il permanere di determinate condizioni ambientali  manifesterebbero il carico più pesante, facendo volgere in negativo nuovamente il canale OCS/vending, e riducendo al lumicino le potenzialità di crescita dell’area Famiglie, anche a volume.

(1) analisi condotta a luglio 2022 su 220 bar con fatturato significativo. Universo di riferimento 140.213 bar

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