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Bevande vegetali Adez tra gusti tradizionali e mix inediti

Adez Soia & Riso
Abbinamenti gustosi di cereali e frutta secca si uniscono a referenze classiche quali Mandorla, Cocco e Avena per cappuccini e smoothie freschissimi.

Tre gusti single seed (Mandorla, Cocco e Avena) e altrettanti multi-cereale (Avena & Frutta Secca, Mandorle & Cereali Zero Zuccheri e Barista Soia & Riso) compongono la linea di bevande vegetali di Adez, pensata per accontentare chi preferisce gusti più tradizionali e chi vuole sperimentare abbinamenti e gusti inediti. Tutte le bevande vegetali sono arricchite con vitamine e minerali e offrono il giusto equilibrio tra gusto e nutrimento. 

Osserviamo da vicino le novità della gamma Adez 100% vegani. Il gusto Mandorla & Cereali Zero Zuccheri unisce alla mandorla riso, avena e quinoa, in una combinazione gustosa per la colazione. Barista Soia & Riso offre una crema dalla buona consistenza ed è indicato per realizzare cappuccini gustosi grazie all’ideale abbinamento di gusto con l’espresso; infine Avena e Frutta Secca (nocciole, mandorle e noci) completa le combinazioni di gusto che offrono una colazione con una marcia in più.

Per chi preferisce i gusti tradizionali, c’è la linea single seed con Mandorla, Cocco e Avena, senza zuccheri aggiunti. Tutte le varianti si prestano alla realizzazione di smoothie a tutte le ore nelle giornate estive e per la colazione: unite a qualche biscotto o della frutta permettono di iniziare la giornata con il piede giusto .

L’azienda del Gruppo Coca Cola accompagna l’arrivo della nuova linea con la campagna 100% vegano, anche se tu non lo sei, che invita a gustare l’ampia gamma di alternative a base vegetale firmate Adez.

Due ricette realizzate da Manuela Fensore, campionessa mondiale di Latte Art 2019, semplici, gustose e 100% vegane, che ricreano il giusto equilibrio tra gusto e nutrimento.

Cappuccio Adez Barista Soia & Riso con zenzero. Ingredienti: una tazzina di espresso, 260 ml bevanda Adez Barista Soia & Riso, 3 gr di zenzero in polvere. Preparazione: realizzare l’espresso, montare la bevanda vegetale con lo zenzero (arrivare al massimo a 55-60°C) e realizzare il cappuccino che risulterà aromatizzato allo zenzero.

Smoothie Adez Mandorle & Cereali Zero Zucheri con banana, mandorle tritate e farina di carrube. Ingredienti: 150 ml di bevanda vegetale Adez Mandorle & Cereali Zero Zuccheri, 1 banana, 3 gr farina di carrube, 10-15 mandorle dolcina: per la decorazione, mandorle a scaglie, farina di carrube. Preparazione: versare nel mixer la banana a rondelle, la farina di carrube, la bevanda vegetale e 3-4 cubetti di ghiaccio, azionando per 15-20 secondi. Versare in un bicchiere da frappè e decorare in superficie con alcune mandorle a scaglie e una spolverata di farina di carrube. Un mangia e bevi nutriente ed energetico per affrontare al meglio la giornata.

Eurovo, due novità di prodotto per la pasticceria

Prodotti ProUp Eurovo
Il gruppo incrementa le proprie reference nel segmento hi-protein. Da ora a disposizione dei professionisti anche albume a temperatura ambiente e uova sode

Il Gruppo Eurovo presenta due novità per il segmento hi-protein a marchio ProUp. Pasticceri e professionisti del food service potranno aggiungere al proprio magazzino altre due referenze: le uova sode, pratiche e già sgusciate, e l’albume da conservare a temperatura ambiente. Questo prodotto permette di avere per 6 mesi 100 gr di proteine naturali in dispensa. Inoltre, questi due articoli sono adatti ai gusti e alle esigenze alimentari di tutti, in particolare di chi non può includere il latte o il lattosio nella propria dieta.

Albume d’uovo da 1 lt e uova sode

L'albume d'uovo della linea ProUp è pensato per poter essere conservato per 6 mesi a temperatura ambiente. È senza additivi e apporta 100 grammi di proteine naturali, una quantità che rende questo prodotto particolarmente performante sotto il profilo nutrizionale. Le uova sode della linea ProUp sono uova italiane da allevamento a terra pronte per essere utilizzate per catering o la preparazione di prodotti per il pranzo. «Siamo proiettati al miglioramento continuo e riserviamo grande importanza al settore della Ricerca & Sviluppo per poter offrire ai nostri target una scelta sempre più funzionale – ha affermato Federico Lionello, Direzione Commerciale e Marketing di Gruppo Eurovo – Grazie a questo approccio, siamo riusciti ad inserirci in un segmento per noi completamente nuovo e a continuare a crescere in questa direzione. Quella dell’hi-protein è una sfida. Abbiamo deciso di scommetterci e siamo riusciti a portare una ventata di innovazione con una gamma che interpretasse le tendenze alimentari delle nuove generazioni, sempre più attente alla forma fisica e al benessere generale».

El Barman Practico, Julio Cesar Clave Editore, 1947

Nato in Uruguay nei primi del ‘900, Julio Cesar Clavé fu l’autore del manuale “El Barman Práctico”, e proprio quest'ultimo rappresenta la sua più grande eredità lasciata al mondo del bartending.
Clavé inizia la sua professione all’età di tredici anni lavorando in diversi locali al fianco di grandi barman di del tempo come Luis Rezzani, sarà suo discepolo fino al 1920, arricchendosi così di numerose esperienze.

Nel 1943, la svolta, Clavé iniziò ad insegnare l’arte del bartending a fianco di professionisti del calibro di Julio Castro, Aureo Cerdeira e Teodoro Fernández, e dopo diversi viaggi all’estero decise, nel 1947, di pubblicare il suo unico, ma pregevole, lavoro: “El Barman Práctico”: un manuale che verrà negli anni successi stampato numerose volte e che rimane, purtroppo, per il momento, l’unica testimonianza e traccia della sua vita professionale.

Il testo contiene le ricette di diversi cocktail; dai classici contemporanei del tempo ai cosiddetti “American Drinks”. Al suo interno possiamo trovare uno dei classici argentini il “San Martin cocktail” (pag 68) un mix in onore del generale, patriota e rivoluzionario argentino Don José de San Martín (1778–1850) insignito del titolo onorifico di liberatore per aver contribuito all’indipendenza dell’Argentina, Cile e Perù. Troviamo poi il Gin Fizz “Jauja” drink molto famoso a Montevideo (pag 41) e realizzato appunto in uno dei tradizionali bar della capitale dell’Uruguay il “Cafe Jauja”.

Ultimo ma non ultimo il “Clarito”, altro grande classico argentino creato dalle mani del grande decano dei bartender argentini, Santiago Policastro “Pichín” autore del manuale “Tragos Magicos”. L’autore dirà, nelle sue pagine, a proposito di questo cocktail: “Ho ascoltato le opinioni di chi veniva dall'estero, e mi ha fatto male sentire parlare di cocktail come il Martini secco e dolce, il Daiquirí, l'Alexander e tanti altri pensando che noi, con liquori così buoni non avessimo un nostro cocktail, capace di farne una concorrenza non solo leale, ma anche onorevole" Nasce così "Clarito", un cocktail secco, forte, deciso, di colore quasi trasparente e che racchiude nel suo chiaro e trasparente aspetto una combinazione armoniosa di bevande secche e dalla forte gradazione alcolica. "E nei lunghi anni che sono trascorsi, ogni giorno la mia soddisfazione è maggiore per essere riuscito, in un momento felice, ad interpretare con "Claríto" il palato del bevitore argentino”

Non manca nel libro la presenza anche di prodotti italiani, come il Fernet Branca, anche in diverse preparazioni o un grande classico come l’Americano.

Buona lettura dal Bibliotecario.

Titolo : El Barman Practico
Autore : Julio Cesar Clave
Editore : Julio Cesar Clave
Anno : 1947 (ristampa del 1956 - Quinta Edizione)
Lingua : Spagnolo
Peso : 19,8 Mb

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Arrivata la certificazione B Corp per Elephant Gin

Elephant Gin B Corp
Tessa Gerlach, fondatrice con il marito Robin di Elephant Gin
Il gin super premium di Compagnia dei Caraibi, sempre attivo sul fronte della sostenibilità e nella tutela dell'elefante africano, entra a far parte della community di realtà certificate per le alte performance ambientali e socali raggiunte

Un importante traguardo è stato conseguito da Elephant Gin. Il gin super premium, acquisito alla fine dello scorso anno da Compagnia dei Caraibi (leggi Compagnia dei Caraibi acquisisce Elephant Gin), ha ottenuto la certificazione B Corp, rilasciata da B Lab, ente no profit Usa, che certifica il raggiungimento di elevate performance di sostenibilità sociale e ambientale.  La certificazione interessa e valuta la totalità delle azioni di un’impresa, toccando cinque aree fondamentali: governance, risorse umane, comunità, ambiente e clienti. E in tutte Elephant Gin ha raggiunto gli standard richiesti. Inoltre, nel quadro della certificazione, l’azienda ha sottoscritto un accordo legalmente vincolante con il quale si impegna ad anteporre le persone e il Pianeta al profitto.

La tutela dell'elefante africano

La certificazione sancisce e premia l’attenzione alla sostenibilità al centro dell’attività dell’azienda fin dalla sua fondazione nel 2013 a opera di Tessa e Robin Gerlach. Un impegno che vede Elephant Gin molto attivo sul fronte della salvaguardia della flora e della fauna africana, in particolare degli elefanti e del loro habitat naturale.

Ai progetti per la tutela del grande mammifero a rischio di estinzione il brand destina, anche in questo caso fin dalla su nascita, il 15% dei profitti e, attraverso la Elephant Gin Foundation (leggi Elephant Gin rafforza il suo impegno a tutela dell’elefante africano), sempre istituita dai Gerlach, sono stati finora devoluti alla causa oltre un milione di euro.

Fortissimo è infatti il legame del marchio con il Continente Nero. Dai loro viaggi in Africa i due fondatori hanno preso ispirazione per la creazione della gamma Elephant, che, oltre all’Elephant London Dry Gin, comprende Elephant Sloe Gin (alc 35% in vol) dal profilo aromatico, Elephant Strength Gin (alc 57% in vol), un distillato corposo e di grande forza, ed Elephant Orange Cocoa Gin (alc 40%), che invece spicca per il carattere fresco.

E dall’Africa provengono anche 5 rare botaniche, delle 14 totali, della ricetta del primo nato del marchio, l’Elephant London Dry: l'Artiglio del Diavolo dal Sudafrica e dal caratteristico sapore aromatico e amaro, il Bucco, che ricorda il ribes nero, il frutto del Baobab dal Malawi, la Coda di leone, considerata un'erba dai poteri magici in Sudafrica e l'Artemisia africana, che dona al gin una nota floreale e amara.

«Negli ultimi dieci anni abbiamo voluto rendere omaggio a ciò che ci ha ispirato fin dall’inizio, supportando progetti di salvaguardia degli elefanti africani, collaborando con le comunità Masai locali, istituendo un centro per la formazione e mettendo al centro delle nostre decisioni aziendali pratiche commerciali sostenibili – ha commentato Tessa Gerlach -. Siamo davvero molto orgogliosi di far parte della comunità B Corp, che può ispirarci a continuare a lavorare con impegno per il pianeta».

Una comunità, quella di B Corp, in crescita costante: sono 6854 le aziende certificate dal 2013 (anno della prima certificazione) nel mondo e tutte con lo stesso obiettivo: creare un'economia più inclusiva rigenerativa ed equa per le persone e il Pianeta.

Estetica e praticità nelle nuove coppette Click Clack di Rcr

Coppette Stack Rcr
Realizzate In Eco-Crystal Glass, le nuove coppette che arricchiscono la collezione Stack, sono un prodotto multifunzione e dal design salva spazio. Sono impilabili in due modi e sovrapponibili a seconda delle esigenze

Estetica e innovazione tecnologica sono un tutt’uno nelle ultime nate di Rcr Cristalleria Italiana. Si tratta delle coppette Click Clack, che arricchiscono la collezione Stack, che già conta i bicchieri Dof e Hb (leggi Anche lo spazio diventa sostenibile con la collezione Stack di RCR).

Le nuove arrivate sono prodotti multifunzione e dal design salva spazio. Sono infatti impilabili in due modi e sovrapponibili a seconda delle esigenze, permettendo di creare originali presentazioni multipiano per servire snack, dessert, finger food, stuzzichini. Una caratteristica che offre un di più in termini di praticità anche quando non usate, consentendo di riporle impilate in modo da risparmiare spazio.

Ma un ulteriore valore aggiunto è rappresentato dal materiale con il quale sono realizzate: l’Eco-Crystal Glass, un cristallino ad alte prestazioni e amico dell’ambiente, ottenuto con materie prime purissime che rendono ogni prodotto 100% riciclabile.

Le loro virtù non finiscono qui. Sono infatti anche molto pratiche da lavare in lavastoviglie, grazie alle proprietà del materiale, che ha un’elevata resistenza agli urti e ai lavaggi professionali (fino a 4.000) e ad accorgimenti quali il sistema anti scolo sul fondo e il sistema anti-incastro, studiato per prevenire rotture.

Otaleg raddoppia: Marco Radicioni porta gelato, dolci e caffè anche a Monteverde

Marco Radicioni
Entro metà giugno 2023 il maestro gelatiere Marco Radicioni aprirà un nuovo punto vendita, in cui il gelato incontrerà la pasticceria e lo specialty coffee.

Otaleg si sdoppia. Oltre al punto vendita di Trastevere, la famosa insegna del gelato creata da Marco Radicioni aggiungerà una nuova apertura a Monteverde Vecchio, a Roma. Il locale aprirà ufficialmente nella prima metà di giugno, accostando pasticceria e caffè al gelato. Inoltre, lo spazio sarà anche un punto d'incontro per produttori e professionisti del food alla ricerca di contaminazioni creative. Nelle parole del maestro gelatiere: «Sarà una bottega d'incontro».

Chi è Marco Radicioni

Marco Radicioni, classe 1971, nasce come gelatiere domestico appassionato. Dopo gli studi alberghieri, inizia nelle cucine romane dell'hotel Excelsior. Il gelato è una passione così grande, che inizia a farselo a casa. Poi inizia a frequentare le migliori gelaterie di Roma e, da una proposta di Claudio Torcé, Radicioni decide di andare a gestire una delle insegne di questo maestro. È il 2010. Un paio di anni dopo nasce Otaleg, a Colli Portuensi. Laboratorio a vista, preparazioni anticonvenzionali nate da una ricerca appassionata, una mantecatrice verticale chei suoi colleghi non usano più. Radicioni seleziona le materie prime personalmente. Nel 2018 si sposta a Trastevere e ogni giorno porta nel suo banco almeno trenta gusti diversi.

L'intervista a Marco Radicioni

Marco Radicioni, da dove nasce l'esigenza di questo nuovo spazio? Volevo avere uno spazio più grande per il mio laboratorio. Il punto vendita di Trastevere è un missile, ma un po' piccolo. Ho trovato questo ex ristorante, a Monteverde Vecchio, in cui c'era già la predisposizione per la corrente a 50kw. Così ho pensato di aggiungere anche la vendita con un passaggio in più: giocare su dolci e caffè, due passioni che – come il gelato – sono una costante della mia vita. Gelato, caffè, dolci: come li proporrai? I dolci saranno curati da Francesca Cogliandro, che è in Otaleg dal primo giorno. Voglio che la comunicazione e la simbiosi tra gelato e dolci sia totale: pensiero, sviluppo, materie prime e ricette devono essere in sintonia. Come il gelato, i dolci dovranno partire solo da frutta di stagione e farine non raffinate. Un dialogo simile sarebbe stato impossibile con un pasticcere esterno. Chi ci sarà al caffè? Negli ultimi anni, grazie a Federico Pezzetta, ho scoperto gli specialty coffee. Dopo aver acquistato tutta l'attrezzatura, ho capito che avevo l'hardware, ma non il know how. Così ho scelto di cercare persone consapevoli, con gli strumenti per tirare fuori il massimo da quel chicco. Durante una manifestazione, a Milano, ho conosciuto Gianni Olimpo ed è stato amore a prima vista. Ho chiesto prima una consulenza e poi, forse contagiato dal mio entusiasmo, è venuto a lavorare con me. Stiamo preparando ricette di caffè che ci stanno facendo impazzire di gioia.

Gianni Olimpo, Francesca Cogliandro, Marco Radicioni
Quale sarà la formula del locale? L'insegna sarà uguale a quella di Trastevere, Otaleg!, senza aggiungere nulla. Sarà aperto dalle 8.30 di mattina alle 21, con proposte per la colazione, la merenda e l’aperitivo che tengono insieme le tre linee. D'estate rimarremo aperti fino a mezzanotte. Il gelato sarà pronto dalla mattina. Chi entrerà, troverà la sorpresa: gelato insieme a dolci e caffè. Inizieremo con una ventina di posti a sedere, sistemati su due livelli. Al piano strada ci saranno le vetrine, il laboratorio sarà al piano inferiore e sarà a vista. Così, chi vorrà, con un po' di sforzo, potrà venire a vedere come lavoriamo. Inoltre, in questo locale ci sarà spazio anche per serate e incontri tra artigiani, produttori e professionisti del cibo. Al momento non ci sarà l'aperitivo, che vogliamo preparare dopo l'estate. Ciò che so per certo è che, dopo quattro anni da imprenditore, le mie idee evolvono rapidamente, ed è una caratteristica che voglio portarmi anche in questa nuova avventura. Cosa ci sarà nella vetrina del nuovo Otaleg? Renderai omaggio a Monteverde con un gusto speciale? La mia vetrina sarà un modo per riaprire le braccia al quartiere. Porterò nel banco alcuni gusti che facevo nel primo punto vendita di Monteverde: lo zabaione e alcuni tipi di ricotte che ho smesso di fare a Trastevere. Ci saranno gusti dedicati alla pasticceria e al caffè. Ci sarà un gusto specifico per Monteverde Vecchio. In più, utilizzerò materie prime prese da alcune botteghe vicine. Ma le contaminazioni saranno molte con professionisti come Irene Volpe. Vorrei che il nuovo Otaleg diventasse una bottega d'incontro.

Orogel surgela e salva i libri alluvionati di Forlì

L'azienda ha messo a disposizione una sua cella frigorifera per ospitare gli antichi volumi provenienti dalle biblioteche invase dall'acqua nell'alluvione in Romagna, che per essere recuperati devono essere surgetali e conservati al freddo

Il processo di surgelamento di Orogel non garantisce solo la qualità dei suoi vegetali, ma anche la salvezza di un inestimabile patrimonio culturale. Il patrimonio culturale è costituito dagli antichi volumi custoditi nei depositi e nelle biblioteche di Forlì allagati nell’alluvione in Emilia Romagna.

In città acqua e fango hanno invaso l’archivio comunale in zona Cava e il seminario diocesano, nel quartiere San Benedetto. Così sotto le acque sono finiti numerosi antichi volumi di inestimabile valore, alcuni risalenti al Quattrocento. Volumi che il freddo può salvare.

Da qui la richiesta fatta all’azienda, tra i principali produttori italiani di vegetali surgelati, di offrire riparo ai volumi nelle sue celle. I volumi sono quindi stati accolti nel reparto congelamento di Orogel a Cesena, dove vengono surgelati e conservati a una temperatura di -25 °C.

«A sorpresa ho ricevuto questa richiesta dalle Belle Arti e dalla Biblioteca e volentieri faremo spazio nel nostro stabilimento ai libri antichi della Biblioteca di Forlì alluvionati negli ultimi giorni. La nostra fabbrica è abituata a conservare al meglio la qualità», ha raccontato Bruno Piraccini, presidente di Orogel, all’agenzia Ansa. Un’operazione che l’azienda svolge su frutta e verdura, che vengono surgelate a tre ore dalla raccolta. E che ora si rivela fondamentale per salvaguardare anche i preziosi volumi. Volumi il cui numero è destinato ad aumentare, in quanto sono attesi nuovi arrivi anche da altre località della regione invase dall’acqua.

«Mai mi sarei aspettato che questa procedura in velocità tornasse utile anche per il nostro patrimonio letterario, per il quale volentieri riorganizzeremo gli spazi in magazzino – ha aggiunto Piraccini -. A Pievesestina, una frazione a 4 chilometri da Cesena, abbiamo uno stabilimento all'avanguardia, totalmente computerizzato, che mantiene costanti le bassissime temperature e che per fortuna, nonostante sia a 800 metri dal fiume, non ha subito danni. Per protocollo interno, sia a tutela della salute dei lavoratori che delle produzioni, l'uomo qui non entra e non mette mano, e siamo pronti a fare la cura del freddo ai libri della Romagna».

Spritz e cocktail ok con l’Acqua Mineral Seltz Maniva

Michele Foglio, amministratore delegato del Gruppo Maniva, con i fusti di Mineral Seltz Maniva
Il gruppo bresciano firma un'acqua di seltz in fusti con tutta la garanzia organolettica di un’acqua minerale. Fornita in fusti in acciaio a rendere o in plastica a perdere da 20 l per soddisfare ogni tipo di locale, elimina i problemi di sgassatura e facilita la preparazione di cocktail. Un’ innovazione che non necessita di manutenzione e che fa della sostenibilità una delle sue bandiere, considerato che l'acqua è contenuta in fusti d’acciaio di durata ultra trentennale, recuperati, sanificati e reimmessi nel mercato e che il processo di produzione prevede l’utilizzo di sola energia 100% green.

I boomers si ricordano ancora che una volta sui banconi dei bar non mancava mai, accanto a shaker e jigger, il sifone portatile del seltz che erogava acqua potabile arricchita di anidride carbonica per diluire o dare quel tocco di frizzantezza in più ad aperitivi e cocktail. Un rito, quello del seltz, che si è perso nel tempo e il glorioso sifone è, nella maggior parte dei casi, finito in cantina o nel cassetto delle attrezzature "perdute". A rinvendirne i fasti ci ha pensato recentemente il Gruppo Maniva, che con le etichette di Acqua Minerale Maniva, Balda, Classica, Verna, Vaia, le bibite gassate Maniva e con la distribuzione delle bibite Tomarchio, offre una gamma di prodotti diversificati per il fuori casa e si posiziona come una realtà di peso nel settore delle acque minerali e delle bevande. È così nata l’Acqua Mineral Seltz Maniva, un'acqua seltz che mantiene invariata la gassatura e utilizza le alte qualità organolettiche proprie delle fonti alpine Maniva. Viene fornita in fusti di ultima generazione, che non hanno bisogno di manutenzione e che garantiscono la purezza, la qualità e la gassatura dell’acqua.

Due le tipologie di fusti, entrambi da 20 l

Due le tipologie di fusti proposte, entrambi da 20 l dotati di attacco a baionetta tipo “S” di uso universale, oppure da attaccare alla classica spina usata già per birra o per bibite gassate: uno dei fusti è in plastica vuoto a perdere, adatto ai locali dal medio/basso consumo di acqua di seltz, l’altro in acciaio a rendere, antiscivolo, impilabile, personalizzato e con tag incorporato per la radiofrequenza Rfid. A proposito di fusti in acciaio, l’azienda bresciana si è dotata di fusti realizzati per una durata superiore ai 30 anni, adempiendo precisamente alle raccomandazioni dell’UE di incentivare il riutilizzo dei contenitori per alimenti. Una volta consumati tutti i 20 l di Mineral Seltz Maniva contenuti nei fusti, l’azienda recupera i vuoti che, sanificati, vengono riutilizzati per lo stesso uso. Tutto il processo di sanificazione viene gestito con energia 100% green, unicamente da fonte rinnovabile. Last but not least, l’impianto di spillatura di Mineral Seltz Maniva non ha più bisogno di essere corredato dal carbonatatore per la gassatura e da filtri di protezione e trattamento, grazie alle proprietà dell’acqua minerale naturale Maniva.

 

 

Inaugurata a Venezia Ca’ Select, la casa dello storico aperitivo

Ca' Select _credits Helenio Barbetta
Ca' Select a Venezia (credit foto: Helenio Barbetta)
Nata all’interno di un ex laboratorio industriale nel sestiere di Cannaregio, la casa di Select celebra il legame tra l’iconico bitter e la sua città di origine. Uno spazio esperienziale nel mondo dello storico aperitivo che riporta anche in Laguna parte del processo produttivo

Taglio del nastro per Ca’ Select, la casa di Select Aperitivo a Venezia. L’apertura in anteprima internazionale dello spazio polifunzionale dedicato al brand di bitter di Gruppo Montenegro è avvenuta il 24 maggio con un con un evento esclusivo, che ha fatto da première alla Select Spritz Week, la manifestazione alla sua prima edizione, dedicata alla cultura veneziana e all’autentico Spritz Veneziano, firmata sempre Select (leggi A Venezia, dal 25 al 28 maggio, la prima Select Spritz Week).

Il progetto di Ca’ Select è stato fortemente voluto da Gruppo Montenegro per celebrare e valorizzare il profondo legame tra il suo brand e la città della Laguna, sua terra di origine. È proprio nel cuore di Venezia, per l’esattezza nel Sestriere di Castello, infatti che nel 1920 i Fratelli Pilla mettevano a punto la ricetta di questo bitter, destinato a diventare un protagonista dell’aperitivo italiano. Ma a raccontare tutti i dettagli sulla nascita del progetto, e non solo, è Marco Ferrari, ceo di Gruppo Montenegro, in questa intervista rilasciata a bargiornale.it all'inaugurazione di Ca' Select.

 

Un'esperienza immersiva nel mondo di Select

Concepito per offrire un’esperienza immersiva nel mondo del marchio e della cultura della sua città, il nuovo spazio è frutto di un importante lavoro di recupero architettonico di un ex laboratorio industriale nel sestiere di Cannaregio, elaborato dallo studio Marcante-Testa. Lo spazio, che si sviluppa per 700 mq e organizzato su due livelli, è suddiviso in quattro zone funzionali. La zona bar-mixology per la degustazione dell’originale Spritz Veneziano. L’area eventi, dedicata alla cultura e alla socialità. L’area produttiva, con la quale è stata riportata in Laguna una parte fondamentale della produzione del bitter, ovvero la macerazione di alcune delle 30 tra erbe e spezie della sua ricetta. Il percorso espositivo, curato da Studio Fludd, che rappresenta un viaggio nel tempo tra Europa e Oriente, un’avventura interattiva che mostra una Venezia diversa e autentica.

Ad arricchire gli spazi concorre poi l’opera dell’artista ucraino Koshevoy Bogdan, vincitore dell’Open Call lanciata da Select lo scorso anno nell’ambito del progetto artistico Ca' Select Arte e rivolta ad artisti e visual designer under 35, volta a reinterpretare aspetti dell’immaginario e della tradizione veneziana attraverso il linguaggio della grafica.

Una celebrazione dell'artigianato veneziano

Ma la location è anche una celebrazione delle maestranze veneziane, grazie all’utilizzo di elementi di pregio e materiali che appartengono a storiche tradizioni artigianali locali. Come i mosaici su disegno all’ingresso, ispirati ai bozzetti di Mariano Fortuny e realizzati a mano dalla storica Fornace Orsoni, il pavimento in seminato alla veneziana, arricchito con intarsi in vetro rosso e marmo di sodalite blu, il rivestimento del bancone bar con lastre in vetrofusione tipiche della tradizione muranese che richiamano le acque della laguna e i rivestimenti in ceramiche dei volumi interni dell’area produttiva che come delle micro-architetture ricordano i forni delle antiche vetrerie muranesi.

Street food: come far girare il business su ruote

Street food
Courtesy James Fird/Pexels
I costi di allestimento, la scelta degli eventi, gli errori da evitare: i consigli di Francesco D'Agostinis, fondatore di Street Food Specialst

Non è un Ape o un camioncino: è un'impresa: è il punto di partenza di Francesco D'Agostinis, fondatore di Street food specialist e autore del libro "Street food business. La ricetta perfetta per portare la tua azienda lontano dal rischio di una nuova caduta".

Francesco D'Agostinis, fondatore di Street Food Specialist

«Un'attività di street food - spiega l'esperto - per essere di successo deve fin dall'inizio strutturarsi con un progetto imprenditoriale. Anche perché i costi per attrezzare un mezzo a food truck non sono banali: parliamo di 15-20 mila euro per un'Ape, di un valore compreso tra i 50 e i 65mila euro per i food truck medi, tipo carrello, e di 100-130mila per i camion. Prima di scegliere su quale mezzo orientarsi e come allestirlo, va definita con chiarezza l'idea di business». 

Gli errori più comuni

D'Agostinis mette l'accento su due tra gli errori più diffusi in chi pubblicizza la propria attività: «Il primo è parlare di qualità. Perché la qualità deve essere un prerequisito dato per scontato. E non potrà mai essere un elemento differenziante, soprattutto se lo diciamo noi». Quanti sono quelli che dicono di essere i migliori nel fare una certa cosa? Sono credibili? La credibilità viene se lo dicono gli altri, non se lo dici tu.

Il secondo è focalizzare la propria comunicazione solo sul prodotto: «Se parlo solo del mio hamburger o del mio panino, anche in questo caso non riuscirò a emergere tra tutti quelli che fanno i panini. Devo raccontare perché scegliere il mio. Prendiamo il caso di una pomata lenitiva: nel raccontarla, non si spiega come è fatta, ma ci si sofferma sul fatto che fa passare il prurito».

Il punto di partenza (o ripartenza) corretto è quindi pensare al proprio modello di business. L'esperto suggerisce di focalizzarsi su un tipo di prodotto e un target specifico di clienti: «Il percorso da seguire è partire da cosa chiede il mercato da una parte e da cosa si sa fare dall'altra, per poi individuare un target di clientela e decidere il proprio posizionamento e il naming adeguato» afferma D'Agostinis.

Quanto al prodotto, D'Agostinis evidenzia come ci sia un generale appiattimento dell'offerta: «La maggior parte degli street fodder fa le stesse cose: panini, patatine ecc. Dimenticando che ogni regione ha una ricchezza di piatti e di specialità che offrono enormi opportunità per differenziarsi».

La scelta degli eventi

«Un'aspetto chiave del lavoro dello street fooder è decidere dove fisicamente collocarsi: è chiaro che - se abbiamo chiaro il target a cui vogliamo rivolgerci - questo ci permette di indirizzare meglio le nostre scelte. Di località, di tipo di evento, di quartiere. Soprattutto, occorre conoscere le regole vigenti nel luogo dove intendo lavorare, dal momento che ogni Comune ha le proprie».

Gli eventi sono, in genere, il punto di riferimento degli street fooder: «C'è un problema di scelta di quelli più adatti, in funzione del target a cui mi rivolgo. Va poi fatta una stima delle presenze, anche sulla base dello storico, per definire le necessità produttive e di conseguenza gli acquisti da fare, anche in funzione della mia capacità produttiva oraria e totale». 

L'invito finale dell'esperto è a studiare da imprenditori: «Per far funzionare l'attività occorre concentrarsi sul modello di business, studiare il giusto posizionamento e dedicarsi seriamente al marketing».

Il Campionato di Macinatura sostiene le donne con Iwca

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In vista dell’avvio della seconda stagione del Master Grinder Coffee Championship, Fabio Verona ha coinvolto la rete globale a sostegno delle donne.

Riprende il via il Master Grinder Coffee Championship, il campionato internazionale di macinatura messo a punto da Fabio Verona, docente Iiac, formatore per Costadoro e autore del libro Professione Barista - Manuale pratico per l’espresso perfetto. 

La prima selezione è in programma per il 17 giugno presso la Diemme Academy di Padova; chi fosse interessato a iscriversi (i posti sono limitati) lo può fare al sito mastergrinderchampionship.com. 

Un’interessante novità di questa seconda edizione è il coinvolgimento dell’International Women’s Coffee Alliance, la rete globale a sostegno delle donne lungo tutta la filiera produttiva del caffè che raggruppa 33 realtà in tutto il mondo, attraverso l’associazione italiana Women in Coffee Italy, alla quale «ho aderito coinvolgendolo direttamente attraverso il Campionato di Macinatura, che diventa così anche etico e sostenibile» - afferma Verona. 

L’obiettivo dell’Associazione internazionale è quello di promuovere e incoraggiare lo sviluppo della comunità internazionale delle donne che lavorano nel mercato del caffè aiutandole a emanciparsi, migliorando la loro vita e quella delle comunità di cui fanno parte.

«Il supporto non sarà solo di comunicazione - riprende Fabio Verona -, ma grazie al sostegno degli sponsor del Mcgc, il vincitore riceverà l’iscrizione all’associazione e tutti i roaster sponsor che decideranno di utilizzare un caffè della filiera che segue le linee guida della Iwca, avranno delle speciali agevolazioni».

Ogni tappa offrirà inoltre la possibilità di incontrare un membro dell'Associazione italiana e scoprire come rafforzare l'empowerment femminile nel processo produttivo del caffè.

La gara. La prova - della durata di 15 minuti - consiste nel fare combaciare il profilo descritto dal torrefattore sponsor della tappa tramite il profilo gustativo e il tds. La postazione di gara ha la classica forma a “L” delle competizioni Sca e il concorrente ha a disposizione un chilo di caffè e deve giungere al risultato attraverso ripetuti interventi sulla macinatura e sulla dose accompagnati da assaggi di verifica; ogni passaggio dovrà essere giustificato, ma in modo da non svelare i segreti del caffè e del migliore settaggio del grinder agli altri concorrenti. Ottenuta l’estrazione desiderata deve consegnare ai giudici 4 estrazioni: 3 per i giudici, la quarta verrà utilizzata per misurare il tds. Scriverà su un’apposita scheda anche la ricetta utilizzata. La giuria sarà composta da 2 giudici sensoriali, 1 giudice tecnico e 1 capo giudice, carica alla quale è stato designato Luca Ventriglia; della squadra dei giudici farà parte anche Luca Bernardoni, vincitore dell’edizione 2022. È concesso un overtime massimo di 2 minuti.

Vince chi si avvicina maggiormente al profilo dichiarato dal torrefattore che ha messo a disposizione il caffè della tappa; verranno premiati i primi tre classificati di ogni selezione e accederanno alla finale i vincitori.

Cremeria Capolinea raddoppia: più dolci ed eventi nel secondo punto vendita

Cremeria Capolinea Simone De Feo Monica Fantuzzi
Simone De Feo e Monica Fantuzzi inaugurano un nuovo store a Reggio Emilia. Al centro del nuovo store gelato, panettone e pasticceria in teglia.

Cremeria Capolinea fa il bis. Simone De Feo e Monica Fantuzzi taglieranno il nastro di un secondo punto vendita che aggiungerà al brand più spazio per dolci ed eventi. Il nuovo progetto, inaugurato nel quartiere Baragalla, a Reggio Emilia, lo scorso 19 maggio, è stato concepito come un luogo di esplorazione. Qui l'offerta di lievitati e gelato avrà ancora più spazio. Al banco, oltre a gelato e panettoni, ci sarà la pasticceria in teglia di ispirazione nordeuropea.

Pasticceria nordica: spazio per la sperimentazione

«I lievitati mi affascinano in tutte le loro forme - ha spiegato Simone De Feo - Ho rilevato la storica gelateria Capolinea a Reggio Emilia, ormai 13 anni fa, e non ho mai smesso di divertirmi, esplorando tra gelato, lievitati e birra. E per muovermi sempre di più in questa direzione, ho sentito la necessità di avviare un secondo punto di vendita, più grande, capace di ospitare degustazioni (verticali sul gelato e sui lievitati o food-pairing), eventi per adulti e bambini. Nel mio percorso da lievitista, ho iniziato con le focaccine, poi ho fatto i plumcake, poi i panettoni e i grandi lievitati delle feste. Ora voglio misurarmi un prodotto che tradizionalmente si trova nelle bakery di Copenaghen o di Oslo e ormai in tantissimi forni in tutta Italia. Immaginate un cinnamon rolls: perfetto con il caffè a colazione, ma anche ad accompagnare un gelato o una granita di mandorle!».

Gelato stagionale e panettone estivo

Nel nuovo punto vendita l'offerta si completerà di ciò che ha reso famoso il brand Cremeria Capolinea, cioè gelati e lievitati. Infatti, sarà possibile scegliere tra gelati (in coppetta, in cono o serviti con la focaccina), granite e semifreddi. ​​Non mancherà il caffè con le speciali selezioni di Caffè Terzi.

Un punto di incontro per gli eventi

All’interno del nuovo store, Cremeria Capolinea proporrà un calendario di eventi pensati per adulti e bambini. I giovedì pomeriggio d’estate (14 e 21 giugno, alle ore 17; 28 giugno e 5 luglio, alle ore 21) la gelateria ospiterà una cantastorie di Reggio Emilia che racconterà fiabe di autori diversi durante una merenda che abbinerà il gelato ogni volta a un dolce scelto ad hoc. Si andrà dal panettone Milano per Gianni Rodari ai cinnamon rolls per i Fratelli Grimm, passando per i giricoccola per Italo Calvino, e tè freddo e biscotti per Roald Dahl. L’appuntamento è gratuito ed è riservato a bambini di età superiore ai 3-4 anni. Non mancheranno degustazione speciali. Si andrà dal gelato gastronomico in pairing con la birra artigianale fino alla proposta di lievitati artigianali da mangiare insieme al cioccolato di Lim Chocolate. Le date e gli appuntamenti saranno pubblicati sui canali social di Cremeria Capolinea e sul sito.

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