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Alimentazione fuori casa senza glutine, il programma dell’Aic per locali inclusivi

senza glutine
Con il programma Afc l'Associazione italiana celiachia offre formazione, consulenza e visibilità ai locali per creare un'offerta idonea ai consumatori celiaci. Un'opportunità per amplare la propria clientela e per incrementare il business

Sono sempre più numerose, purtroppo, le persone che scoprono di avere qualche patologia alimentare. Una delle più diffuse è la celiachia: secondo i dati del ministero della Salute in Italia si contano circa 240.000 celiaci accertati con diagnosi, ma si stima che il loro numero in realtà sia molto superiore, addirittura oltre mezzo milione. Numeri che non possono essere ignorati dalle realtà del fuoricasa e dell’hospitaity, per le quali garantire un’offerta gluten-free sicura e di qualità significa rendere il locale più attrattivo per un bacino di potenziale clientela rilevante. Tanto più che un sondaggio dell’Aic (Associazione italiana celiachia) ha mostrato che nell’80% dei casi i clienti celiaci tornano nel locale dove hanno trovato un’offerta idonea alle loro esigenze, e, poiché spesso in un locale non si va da soli, consumano insieme ad altre 3-4 persone.

Per aiutare i locali a diventare più inclusivi e aprirsi questa nuova opportunità di business, l’Aic ha messo appunto il Programma Afc (Alimentazione fuori casa senza glutine), un progetto che offre competenze e conoscenze utili a gestire il rischio “glutine”.

Formazione, consulenza e controllo

Tre i pilastri sui quali si fonda il programma: formazione, consulenza e controllo, aspetti fondamentali per garantire al cliente il senso di sicurezza e fiducia nel locale.

Per quanto riguarda il primo, il programma prevede un corso base sulla celiachia e sull’alimentazione senza glutine rivolto al gestore e all’operatore che si occupa della preparazione degli alimenti. I corsi organizzati in tutta Italia dalle sezioni locali dell'Aic, si compongono di una parte teorica, nella quale vengono illustrati regole e procedure da applicare nella preparazione di pasti senza glutine, e una patica, dove vengono spiegate le caratteristiche tecnologiche dei prodotti base gluten fee.

A completamento della formazione il programma comprende anche un’attività di consulenza con incontri direttamente nel locale durante i quali gli esperti dell’associazione supportano il gestore nella definizione del menu, delle aree per la preparazione dei pasti gluten free, sulle modalità di stoccaggio dei prodotti, sul loro servizio.

Infine, il monitoraggio periodico dell’attività per verificare il rispetto dei requisiti del progetto, e quindi tutte le regole per la preparazione e somministrazione degli alimenti gluten-free per evitare rischi di contaminazione.

Dare visibilità ai locali

Ma non solo, perché il programma offre ai locali che entrano nel network Afc anche visibilità, attraverso la guida cartacea, la Guida italiana alla ristorazione senza glutine, con l’elenco di tutte le realtà del fuoricasa aderenti, che costituisce un punto di riferimento per i celiaci e che, di conseguenza, garantisce la massima conoscenza del locale tra i clienti in target. A questo si aggiunge un’apposita app per smartphone, con la mappa dei locali ai quali viene consegnata ogni anno una vetrofania del progetto da esporre. Vetrofania con il logo del programma Afc, un piatto con forchetta e coltello e il marchio Spiga Barrata, marchio quest’ultimo, di proprietà di Aic, che per i consumatori celiaci rappresenta la garanzia di sicurezza e idoneità alla propria dieta.

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Bordiga spegne 135 candeline e regala un nuovo pack all’Amaro St. Hubertus

St. Hubertus Bordiga
L'iconico amaro di montagna della distilleria di Cuneo, prodotto fin dal 1890, si presenta in una nuova elegante bottiglia, 100% in vetro e dallo stile contemporaneo

Sono 135 le candeline spente quest’anno da Bordiga. Un prestigioso traguardo che la distilleria ha festeggiato regalando un nuovo vestito a uno dei suoi prodotti più storici e iconici: l’Amaro St. Hubertus. Aggettivi che l’amaro merita in pieno. Storico perché è una delle referenze più antiche della casa di Cuneo, prodotta e commercializzata sin dal 1890 e realizzata con una ricetta regalata al Cavalier Pietro Bordiga, il fondatore dell’azienda, da un amico cacciatore alpino. Iconico perché questo distillato, con il suo carattere insieme potente ed elegante, è una celebrazione della montagna, che nel vocabolario di Bordiga si traduce con Alpi Occidentali: da lì arrivano le materie prime, rigorosamente raccolte a mano, che compongono la formula dell’amaro, ma anche quelle alla base dell’intera produzione dell’azienda.

Svelata nel corso di una serata svoltasi presso il Relais Fiocco di Neve di Limone Piemonte, la nuova bottiglia è nata per rendere omaggio e valorizzare l’Amaro St. Hubertus e la sua storia, aggiungendovi un tocco di contemporaneità e spingendo su un altro tema da sempre al centro dell’attività dell’azienda: l’attenzione alla sostenibilità

Elegante, sostenibile, contemporaneo

Il nuovo pack è infatti realizzato al 100% con vetro riciclato e certificato, che arriva esclusivamente dalla raccolta differenziata del vetro. Da qui il colore azzurro non sempre uniforme della bottiglia, dovuto proprio alla fusione insieme di bottiglie in vetro più chiaro e più scuro, e la presenza di leggere differenze di sfumature cromatiche che si può percepire fra una bottiglia di amaro e l'altra.

A impreziosire il nuovo vestito un’etichetta anche questa rinnovata e studiata per suggellare il profondo legame tra St. Hubertus e la montagna. A partire dalla carta ruvida con la quale è realizzata, scelta per dare matericità al prodotto, e dalla sua forma frastagliata, che vuole rendere l’idea delle impervie vette alpine. A campeggiare nella parte superiore l’immagine del camoscio, animale alpino per eccellenza, che vive sopra i 2500 metri d'altitudine nutrendosi di quelle essenze che ritroviamo nel St. Hubertus e da sempre simbolo dell'amaro. Nella parte inferire c’è invece la scritta “St. Hubertus” in lamina ramata che impreziosisce il prodotto e contribuisce all’eleganza del pack.

L'essenza della montagna

Pack che veste di nuovo un prodotto la cui formula è rimasta immutata da oltre 130 anni e che contempla tra gli ingredienti il lichene scandinavo, che si trova in soli due posti al mondo: il Circolo polare artico e le Alpi Occidentali. Tra le altre botaniche, ci sono componenti balsamiche, come, oltre ai licheni, la menta piperita, e l’achillea, componenti amare, incarnate da due tipi di genziane spontanee montane: la lutea, che viene raccolta in autunno e della quale si utilizza la radice, e l'acaulis, la classica genzianella che si raccoglie in primavera e della quale si utilizzano i tipici fiori blu. La ricetta è completata da altre botaniche, tenute segrete, come le precedenti tutte raccolte a mano dai montanari, e da acqua alpina.

Dalla loro lavorazione, che prende prima un’infusione in alcol e poi una distillazione, nasce l’Amaro St. Hubertus (alc 38% in vol), dal carattere potente ed elegante, dato dal perfetto equilibrio tra la parte balsamica e le componenti amare, che si fondono in un finale di grande persistenza. Perfetto come classico dopo pasto, questo amaro per le sue caratteristiche si presta anche come aperitivo insolito, in questo caso da servire con ghiaccio, ma anche come ingrediente per la miscelazione.

Protagonista dei cocktail in pairing

E proprio in questa veste è stato protagonista delle creazioni, firmate dalla barlady Lucia Lanza del 1786 di Cuneo, proposte in abbinamento ai piatti durante la cena che è seguita alla presentazione del nuovo pack. Ovvero Pepper joy, dove è stato miscelato con chutney di peperone, Vodka Masca Bordiga e celery bitter e tintura al pepe, in pairing con Vitello con insalata piemontese, kiwi e cassia. Hubertus Mary, dove si è unito a Vodka Occitan, succo di limone, soia, succo di pomodoro e salsa Worcester, proposto in abbinamento a Plin con aglio nero e burrata. St. Hubertus Sour, dove l’amaro si è miscelato con succo di limone e sciroppo di zucchero, in accompagnamento a Maiale con osmosi di anguria, gambero, maionese di mare e bisque. Per chiudere con un’originale versione dell’Alexander, dove ha sostituito il cognac, unendosi a liquore al cacao bianco, panna liquida ed Elisir al ramasin Bordiga, per accompagnare il Bonet.

 

Appuntamento a Host per il mondo horeca

Host 2023
Dal 13 al 17 ottobre a Fieramilano, torna la manifestazione internazionale dedicata al mondo dell'ospitalità. Oltre 1800 espositori da tutto il mondo al momento registrati e più di 800 gli eventi in programma

C’è un appuntamento da segnare in agenda per gli operatori del mondo dell’ospitalità: la nuova edizione di HostMilano, in programma dal 13 al 17 ottobre prossimi a Fieramilano, a Rho. Come da tradizione, la manifestazione a cadenza biennale, nei suoi cinque giorni, metterà in mostra tutte le novità e tendenze in ambito bar, caffè, ristorazione, pizza, pasta, gelato, arredo e bakery, con un focus quest’anno sull’innovazione sostenibile.

A presentare le loro soluzioni espositori da tutto il mondo, sono 1826 quelli attualmente registrati, dei quali il 40% provenienti dall’estero, da ben 50 diversi Paesi, con in testa Germania, Spagna, Francia, Usa, Svizzera, Paesi Bassi, Regno Unito, Turchia e Cina.

Una folta presenza che riflette l’andamento positivo del settore dell’ospitalità e della produzione di macchine e tecnologie per cucine e laboratori professionali. Comparto quest’ultimo il cui valore, secondo una ricerca di Future Market Insights, solo per il food service equipment sfiorerà i 44 miliardi di dollari quest'anno, per toccare i 76 miliardi nel 2032, grazie a un incremento medio del +5,6% annuo. Con i prodotti italiani che giocano un ruolo rilevante, considerando che il food service equipment made in Italy ha chiuso il 2022 a oltre 4,5 miliardi di euro, con una crescita del 4,5% sull’anno precedente, e che rappresenta oltre il 10% del mercato mondiale.

Oltre 800 eventi in programma

Il tema dell’innovazione sostenibile sarà al centro anche del ricco programma di eventi che come sempre caratterizzano la manifestazione. Oltre 800 quelli che si terranno nelle cinque giornate, che permetteranno ai visitatori professionali di prendere parte a masterclass, show cooking, tavole rotonde, percorsi di gusto, competizioni e incontri con chef stellati, bartender e designer.

Tra questi le premiazioni di Smart Label – Host Innovation Award, il riconoscimento promosso da HostMilano e Fiera Milano in partnership con Poli.design e patrocinato da Adi (Associazione per il Disegno Industriale), che premia servizi e progetti innovativi nel settore dell’ospitalità. 157 le candidature dall’Italia e dall’estero, il 40% delle quali legate ad aspetti tecnologici e il 23% riferite alla sostenibilità, con le proposte vincitrici che saranno esposte nell’area dedicata Smart Products, un palcoscenico per l’innovazione di punta.

Gli eventi clou per bar e caffetteria

Nel mondo caffetteria da segnalare gli appuntamenti a cura di cura di Aicaf (Accademia italiana maestri del caffè) e Altoga (Associazione nazionale torrefattori e importatori di caffè e grossisti alimentari). Spiccano il format itinerante tra gli stand di Coffee Addition con Gianni Cocco e le tante sfide tra operatori bar. Come il Gran Premio della Caffetteria Italiana, dove si affronteranno nella preparazione di cappuccini, espressi e drink freddi a base di caffè baristi, barman, addetti alla caffetteria provenienti non solo dall’Italia, ma anche dai Paesi associati Aicaf (Croazia, Marocco e Messico). La Moka Challenge, aperta a tutti, e le Lags Battle Italy e World Lags Battle, rispettivamente, il campionato italiano e quello mondiale, evento che coinvolge 50 Paesi, di latte art del circuito Lags (Latte Art Grading System).

Gli appuntamenti gelato-pastry

Altro appuntamento clou il dibattito ai più alti livelli sulle tendenze e le nuove tecniche per il settore pastry, con Pasticceria di lusso nel mondo by Iginio Massari, ovvero l’hub del maestro Massari che ospiterà le dimostrazioni, le degustazioni e i talk di oltre venti tra i più importanti pastry chef della scena internazionale, tra i quali Michel Belen Albi, Markus Bohr, Pierre Marcolini, François Stahl e Andrea Zanin.

Sempre in ambito gelato-pastry ci sono poi le grandi sfide tra maestri firmate Fipgc (Federazione internazionale pasticceria gelateria cioccolateria) come The World Trophy of Pastry Gelato and Chocolate, con 12 nazionali in gara, la quarta edizione del Cake Designers World Championship, dove si affronteranno squadre provenienti da Italia, Brasile, Usa, Polonia, Belgio, Sri Lanka, Francia, Messico, Perù, Giappone, Cina e Malaysia, e il The World Trophy of Professional Tiramisù, dove a sfidarsi saranno invece i team di Italia, Giappone, Cina, Perù, Colombia, Australia, Francia e Paesi Bassi.

La formazione sulla ristorazione

Senza dimenticare gli eventi di Smart Food - Smart Chefs - Smart Future, un percorso tra ingredienti, persone e sostenibilità delineato da Apci (Associazione professionale cuochi italiani), i workshop di Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), sulle grandi sfide della ristorazione, quali transizione digitale, sostenibilità e competenze. E le masterclass e gli incontri dedicati alla formazione dell'Academy 2023 della Fic (Federazione italiana cuochi).

Come partecipare a Host

Host 2023 apre i battenti dal 13 al 17 ottobre dalle ore 9.30 fino alle 18.30. L’ingresso per un giorno acquistato online ha un costo di 50 euro (65 se in biglietteria) per 2 giorni 55 euro (altrimenti 75), per 3 giorni 85 euro (invece di 115) euro e per 5 giorni 95 euro (altrimenti 130 euro).

Per ulteriori info: host.fieramilano.it

 

Bilancio di Sostenibilità La Genovese, impegno per un futuro sostenibile

Bilancio sostenibilità La Genovese
Nel suo primo report la Torrefazione di Albenga (SV) per la prima volta fa il punto del suo impegno in ambito sociale, ambientale e culturale.

La Genovese ha pubblicato il suo primo Bilancio di Sostenibilità, con cui propone un rendiconto dell’impegno aziendale in ambito sociale, ambientale, culturale e lo sforzo intrapreso negli ultimi anni a garanzia dei propri clienti, dei consumatori e dell’ambiente, che coinvolge anche il suo coffee shop CoffeeStorming.

Per la Torrefazione di Albenga (SV) è la testimonianza della volontà di raggiungere una sempre maggiore sensibilità, al fine di rivolgere l’impegno aziendale verso una sostenibilità ambientale, sociale ed economica, con l’obiettivo di garantire nel tempo la soddisfazione di tutti gli stakeholder, la tutela dei loro interessi, generando con le proprie azioni un impatto positivo sul territorio, con il quale c’è un forte legame.

«Abbiamo deciso di monitorare il nostro impegno, realizzando il nostro primo Bilancio di Sostenibilità relativo al 2022 perché sia da stimolo nel nostro agire quotidiano e nel nostro lavoro con uno sguardo costante all’Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile» ha affermato Alessandro Borea, AD. Gli obiettivi che la Torrefazione vuole raggiungere  si focalizzano su Uguaglianza di genere (goal 5), Energia pulita e accessibile (goal 7), Lavoro dignitoso e crescita economica (goal 8), Consumo e produzione responsabili (goal 12), Lotta contro il cambiamento climatico (goal 13), Vita sulla terra (goal 15).

Il percorso aziendale verso la sostenibilità è complesso e richiede una misurazione precisa dell’impatto sull’ambiente e la ricerca di azioni orientate a una sua mitigazione, come l’aumento di prodotti sostenibili, il miglioramento del ciclo produttivo a partire dall’efficienza energetica, l’uso di imballi riciclabili e compostabili. A questo proposito è in atto la transizione tra gli imballaggi flessibili in triaccoppiato con nuovi 100% riciclabili e alu-free; per la tostatrice è  stato inoltre installato un innovativo bruciatore green. Tutta l’energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili ed il gas consumato è a CO2 compensata. 

Per il 2023 ha preso il via il percorso di realizzazione di una matrice di materialità, strumento di ascolto il cui fine è creare un dialogo costante con tutti i soggetti coinvolti dalle attività aziendali, al fine di conoscere le loro reali aspettative riguardo l’impegno verso la sostenibilità sociale e ambientale. In azienda saranno ulteriormente sviluppati il percorso di formazione delle risorse umane e il benessere in ambito lavorativo.

L’impegno per i futuro mira a incrementare il numero di referenze biologiche, certificate Rainforest Alliance e provenienti da micro aziende.

Il Bilancio di Sostenibilità per La Genovese evidenzia che «oggi per noi è arrivato il momento di cominciare a monitorare il nostro impegno verso un futuro più sostenibile - afferma Alessandro Borea nella Lettera agli Stakeholder che apre il report -. Scriverlo in numeri ci è utile per poterci migliorare anno dopo anno con consapevolezza». 

Ampi fa 30 anni: Milano ospiterà il simposio pubblico 2023

L'Accademia celebra il suo trentennale con un evento itinerante in città e un convegno. Tra i nomi coinvolti Norbert Niederkofler, Patrick Roger, Davide Oldani, Massimiliano Alajmo

Il 9 e il 10 ottobre l'Accademia Maestri Pasticceri Italiani (Ampi) celebra il suo trentesimo anniversario dalla fondazione con un evento itinerante per le strade di Milano e il XXVII simposio pubblico dell'organizzazione. Dopo i festeggiamenti vissuti durante l'ultima edizione di Sigep, il direttivo e gli accademici hanno voluto coinvolgere anche la città con iniziative e contenuti di alta qualità.

Il tram della dolcezza

Lunedì 9 ottobre sarà la giornata dedicata a Milano e ai suoi cittadini. A bordo del mezzo brandizzato Ampi, si percorrerà il centro con soste in tappe strategiche (Castello Sforzesco, P.za Cairoli, P.za della Repubblica, C.so Genova, ecc.). In ogni tappa gli oltre 50 accademici faranno assaggiare gratuitamente e in anteprima assoluta la limited edition del Dolce del Trentennale Ampi. Si tratta di una tortina da viaggio in formato monoporzione. Il “dolce tour” Ampi si concluderà in Piazza Duomo con una foto celebrativa di gruppo, una passeggiata in Galleria Vittorio Emanuele II e un’ultima dolce degustazione durante la Golden Hour. Il Tram-Dolcezza è un veicolo, non solo fisico. Si tratta di un mezzo che porta alla ribalta i valori legati all’alta pasticceria promossi dai Maestri Ampi. Si tratta di una strategia di comunicazione inusuale per un’Accademia storica. Tuttavia, si inserisce perfettamente nella nuova visione del gruppo, aperto allo scambio e alle sinergie, lungimirante con un’attenzione particolare alla crescita dei giovani.

Il programma del simposio pubblico Ampi

Martedì 10 ottobre si terrà il simposio pubblico Ampi, a cui si potrà accedere solo su invito. L'evento è destinato al confronto e alla crescita. Negli spazi di Fondazione Prada (Milano, Largo Isarco, 2) è prevista una giornata di convegno con relatori nazionali e internazionali. La mattina sarà dedicata al tema: “Il laboratorio dello stupore - I percorsi di sviluppo della pasticceria tra estetica, etica, contaminazioni e artigianalità”. Coordinati sul palco dalla giornalista Eleonora Cozzella, i relatori si avvicenderanno a coppie, dibattendo sui temi legati alla visione e allo sviluppo del comparto. I relatori daranno vita a talk a due sui temi dell’etica, dell’artigianalità, dell’estetica e delle contaminazioni. Tra i professionisti coinvolti ci saranno: i pasticceri Christine Ferber di Maison Ferber, Patrick Roger di Patrick Roger Maison e Sadaharu Aoki di Patisserie Aoki Paris, gli chef Norbert Niederkofler di Atelier Moessmer, Massimiliano Alajmo de Le Calandre (***) e Davide Oldani del D’O (**), il Direttore Marketing & Head of CSR del Gruppo Prada Lorenzo Bertelli e l’imprenditore Pierpaolo Ruta di Antica Dolceria Bonajuto. I lavori proseguiranno nel pomeriggio con il tema “Guardare oltre - La pasticceria e il contesto competitivo: conoscere i driver del cambiamento per governarli (e non farsi governare)”. In programma speech tecnici di overview tenuti da aziende leader come Deloitte e Futurebrand che anticiperanno il dibattito conclusivo.

Birra & musica con il sole al tramonto per Corona Sunsets Festival World Tour

Platea diurna del Corona Sunsets Festival World Tour
Oltre dieci ore di grande musica sul palco del Teatro del Silenzio di Lajatico (Pisa) e un pubblico pagante (23€) di oltre settemila persone hanno decretato il successo della tappa italiana del Corona Sunsets Festival World Tour.

Dopo il debutto al Glen Country Club di Clifton/Capetown (Sudafrica) il 10 aprile 2023 (dove è nato questo tipo di evento nel 2016) e il passaggio sulla spiaggia di Santa Marta (Parco Tayrona, Colombia) il 10 giugno scorso, la festosa macchina organizzativa di Corona Sunsets Festival World Tour è atterrata in Italia il 22 luglio, avendo scelto come location per l'evento, da organizzare rigorosamente al tramonto, il magico Teatro del Silenzio di Lajatico (Pisa) nei pressi di Volterra.

Inaugurato 18 anni fa dal tenore Andrea Bocelli su disegno dell'arch. Alberto Bartalini, il palco ha visto il montaggio di una gigantesca ruota mandala colorata, rappresentazione dell'universo tantrico e del sole, oltre al ricorso a un potente impianto sonoro completo di straordinari effetti luce di grande effetto, specie in fase notturna.

Così per oltre dieci ore, a cavallo di un incantevole tramonto, dal pomeriggio a notte inoltrata, oltre 7mila entusiasti fans hanno seguito le esibizioni musicali di nove artisti internazionali e locali, singoli o in gruppo, con la bellezza di un consumo di oltre 20mila bottiglie in vetro chiaro da 33 cl serigrafate nei tradizionali colori giallo-bianco-blu di Corona Extra, la famosa birra messicana chiara da 4,5% alc del gruppo multinazionale AB-InBev. Birre debitamente stappate e versate, una dopo l'altra, in ecologici bicchieri di carta, facendo la fila davanti a 7 instancabili punti bar (più uno per il light food). A richiesta era disponibile anche la versione analcolica 0,0% (in lingua spagnola Cero) oltre ad acqua minerale naturale (con ghiaccio). A temperare il caldo torrido delle colline toscane un gradevole vento si era alzato a inizio giornata.
Nell'apposito Eco Village realizzato davanti al palco non sono mancati altri corner per il merchandising Corona Extra e alcune tende trucco-parrucco (servizio gratuito, ma con lunghe attese) come Hair Lab by L'Oréal Professionel Paris e Class Hair per acconciature con treccine e Make Up Lab dove potersi farsi truccare in modalità face painting con i colori giallo-bianco-blu della birra messicana.

Attenzione e supporto ai progetti di sostenibilità ambientale

Da sempre l'attenzione alla sostenibilità e all'ambiente è centrale per Corona Extra (e il gruppo AB-InBev). Ricordiamo che Corona è il primo marchio globale di bevande qualificato Net-Zero Plastic Footprint; collabora con campagne di recupero plastica nell'ambiente marino in collaborazione con il partner no-profit Oceanic Global secondo i criteri Blue Standard; supporta il progetto Scart del Gruppo Hera per trasformare i materiali di scarto in opere d'arte e design; ha realizzato per il Corona Sunsets Festival un apposito Eco Village; ha invitato la comunità Seaqual Initiative ad essere presente al festival con una serie di workshop sul tema della pulizia dei mari; ha collaborato con Artinsolite offrendo uno spazio del festival per una rassegna di maxi opere d'arte live firmate David Pompili, Luca Bellandi e Gianni Lucchesi.

«Corona Sunsets Festival World Tour è un evento fondamentale nel palinsesto globale del brand che con questo Festival ha dato vita a un progetto ambizioso, che sta facendo il giro del mondo - ha dichiarato Arnaud Hanset, Country Director di AB-InBev per l’Italia, nel corso della presentazione alla stampa nell'area hospitality insieme con Rory Davidson, Corona Marketing Director Europe - Il Festival dimostra ancora una volta l’impegno dell’azienda nel creare un fenomeno mondiale che unisce le persone attraverso il potere della natura, del tramonto e della musica. Inoltre il Festival, come luogo di aggregazione, è il momento ideale per godersi un momento di completa disconnessione dalla routine quotidiana, con una birra Corona fresca per il proprio Aperitivo con gli amici, in una location davvero unica e speciale».

Arnaud Hanset, Country Director AB-InBev Italia e Rory Davidson, Corona Marketing Director Europe

Dieci ore di grande musica internazionale e locale

Sul palco del Corona Sunsets Festival della tappa italiana di Lajatico  si sono avvicendati nove artisti. A "rompere il ghiaccio" è stata la scatenata suonatrice svizzera di arpa elettrica Kety Fusco, seguita dal cantautore livornese Bobo Rondelli con una serie di ballate "goliardiche". A sole ancora alto si è esibita la raffinata cantautrice e polistrumentista Francesca Michielin che ha coinvolto il pubblico con successi famosi come Vulcano e Nessun Grado di Separazione. Il cantautore di musica alternative e indie rock Venerus ha proseguito con le sue atmosfere "sognanti".
A salutare il tramonto sulle circostanti colline toscane ha provveduto il gruppo elettropop Planet Funk che ha scatenato l'entusiasmo e la partecipazione del pubblico con brani iconici come Chase The Sun e Who Sad? più la novità Any Given Day tratta dal loro prossimo album in lavorazione. Insieme con i tastieristi toscani Marco Baroni e Alex Neri, e il bassista Sergio Della Monica, si è distinto il lussemburghese (rientrante) Alex Uhlmann (chitarra e voce).
Una necessaria fase relax è stata offerta dal gruppo di danzatori (tutti rigorosamente in bianco) Sunset Moment. Di seguito la rock band pisana Zen Circus con le sue canzoni provocatorie, spesso condite di volgarità, tipo Non Voglio Ballare, che hanno anche improvvisato un stage diving lanciando sul pubblico due canottini pneumatici, sui quali si sono fatti portate in giro sulla testa degli spettatori, seguiti da alcuni squali gonfiabili.
Un momento di grande musica è stata l'esibizione del gruppo torinese Subsonica che ha eseguito brani trascinanti come Discolabirinto e Tutti I Miei Sbagli, in attesa di pubblicare il loro nuovo album. A chiudere l'evento ha provveduto il dj belga Felix De Laet in arte Lost Frequencies, con una esplosione di suoni e luci provenienti dal palco e dalle quattro grandi torri di supporto.

La festosa macchina del Corona Subsets Festival si trasferisce nei prossimi mesi in altre speciali location a tramonto certificato in Cile, Perù, Giappone, Cina, Brasile, Repubblica Dominicana e Gran Bretagna.

Ringraziamo per l'ospitalità il Resort Casale Le Torri *** di Ponsacco (Pisa) fornito anche di una energizzante piscina e il Caseificio Senti Chi Capra di Andrea Filippeli di Fauglia (Pisa) per la visita al suo eco-allevamento-modello di Capre Camosciate delle Alpi.

Aperitivo Corona al Tramonto, un evento costruito con tante promozioni, dagli Autogrill a 150 locali selezionati

Particolarmente importante la promozione riservata all'evento Corona Sunsets Festival World Tour (in collaborazione con l'agenzia di comunicazione Goigest), a cominciare dalle due anteprime: al parco di Milano City Life il 27 maggio e al Rama Beach di Castelvolturno (Caserta) il 25 giugno.

In contemporanea AB-InBev Italia ha organizzato altre promozioni sul tema Aperitivo Corona al Tramonto.
La prima ha visto l'offerta nelle stazioni Autogrill della confezione Set Mini Bucket composta da tre secchielli in alluminio per il food pairing, a fronte dell'acquisto di due bottiglie Corona Extra.

La seconda ha coinvolto oltre 150 locali selezionati, mettendo in palio biglietti gratuiti per il superconcerto toscano, oltre a vario merchandising, a fronte dell'invio di una foto che testimoniasse la bevuta di Corona Extra in compagnia. In particolare poi, venti locali hanno ricevuto in dote un originale box in legno Tavolo con Altalene, già presentato all'Aperitivo Day di Milano del 26-28 maggio, operativo fino a settembre.

Ten Summer Club, Varese
Boa Beach, Trieste/Muggia
Mokai Beach, Salò (Brescia)
Capannina Beach, Jesolo (Venezia)
Type, Milano/Isola
Chiringuito Ortobello, Milano/San Siro
Sugar Cocktail Therapy, Milano/Naviglio Pavese
DumBO Space, Bologna
La Goletta Seaside Food & Craft Spirits, Genova/Porto Antico
Re Pub On The Beach, Bellaria/Rimini
Dogana Beach, Firenze/Lungarno
La Nunziatina, Pisa
Marine Village Villaggio Tognazzi, Roma/LIdo di Ostia
Bud Beach 8, Roma
Bamboo Beach Barletta, Barletta/BT
Cala Diavolo, Monopoli (Bari)
Oltremura Lounge Bar, Cisternino (Brindisi)
Beach Bar Calamosca, Cagliari
Sun Club, Erice (Trapan)
Afrobar, Catania.

 

 

 

Sanbittèr Gusto Agrumi, il nuovo aperitivo analcolico ready to drink

Sanbittèr Gusto Agrumi
In bottiglia di vetro da 20 cl, il nuovo arrivato tra gli aperitivi analcolici Sanbittèr unisce al gusto leggermente bitter la freschezza degli agrumi

La nota bitter, tipica degli aperitivi Sanbittèr incontra la vivacità degli agrumi, in Sanbittèr Gusto Agrumi, il nuovo analcolico ready to drink del marchio di Sanpellegrino.

Dal colore aranciato, la nuova referenza è stata pensata per incontrare il palato di tutti, grazie al suo gusto semplice e rinfrescante e al sapore ben bilanciato. In primo luogo ai clienti bar che vogliono bere in modo salutare, rinunciando all’alcol, ma non al gusto. Ma non solo.

Perché, se è perfetto da servire solo, rigorosamente fresco, accompagnato da una fettina di limone, Sanbittèr Gusto Agrumi si presta bene anche a miscelarsi con gli spirit, per dare vita a cocktail originali, ma sempre creati in nell’ottica del bere consapevole. In particolare, si sposa molto bene con il gin, distillato che più riesce a esaltare i sapori agrumati del nuovo aperitivo, in un giusto equilibrio di gusti dei due prodotti.

La proposta suggerita dai bartender del marchio, ideata per essere replicata in modo facile e veloce in ogni bar è, per esempio, il Ginbittèr, drink da preparare aggiungendo al nuovo prodotto 1/3 di gin, da completare guarnendo con una scorza di limone.

Disponibile in bottiglietta di vetro da 20 cl, dal design elegante, Sanbittèr Gusto Agrumi rende ancora più ricca la gamma di aperitivi analcolici ready to drink di Sanbittèr, che già conta le referenze Sambuco, Passion Fruit, Pompelmo e Zenzero.

Continuano a correre le vendite di Campari Group

Campari Group
Un altro semestre in forte crescita per il gruppo, le cui vendite hanno sfiorato gli 1,5 miliardi, in aumento del 16% a valore rispetto ai premi sei mesi del 2022. A spingere forte sono aperitivi, tequila e i bourbon premium, grazie anche al buon andamento del fuoricasa

Continuano a crescere a doppia cifra le vendite di Campari Group. A dirlo i numeri della relazione finanziaria semestrale, che confermano i risultati molto positivi registrati nei primi tre mesi dell’anno (leggi Prosegue il boom di vendite per Gruppo Campari), che a loro volta seguivano l’ottima annata 2022 (leggi Crescita a doppia cifra per le vendite di Gruppo Campari nel 2022).

Ma vediamo i numeri. Nei primi 6 mesi dell’anno in corso le vendite sono state pari a 1,457 miliari di euro, in aumento del 16% a valore sul periodo gennaio – giugno 2022, con un utile prima delle imposte rettificato pari a 326,2 milioni, +7,2% rispetto allo stesso periodo 2022 e l'utile netto pari a 216,9 milioni.

Risultati dovuti una dinamica sostenuta dei brand del Gruppo, in particolare negli aperitivi, tequila e premium bourbon, grazie anche ai buon livello di consumi nel fuoricasa, in un constesto che manda segnali promettenti anche per il resto dell’anno. «‘Guardando al resto del 2023, rimaniamo fiduciosi sullo slancio positivo del business nelle combinazioni chiave di brand e mercato rispecchiando la stagionalità e l’attesa normalizzazione della crescita dei volumi, grazie alla forza dei nostri marchi, e al buon andamento del canale on-premise», ha commentato Bob Kunze-Concewitz, chief executive officer di Campari Group.

Ottime performance dei marchi globali

Guardando un po’ più nel dettaglio l’andamento dei marchi, quelli a priorità globale (59% delle vendite totali del Gruppo) hanno registrato una crescita organica del 15%. In forte crescita le vendite di Aperol, +32,4% (+26,6% nel secondo trimestre), trainate dalla crescita a tre cifre nel mercato principale degli Stati Uniti (+122,5%) e del Global Travel Retail, e dalla crescita a doppia cifra in Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Spagna, Canada, Australia e in altri mercati europei.

Sostenuti, anche gli incrementi registrati da Campari, +13,2%, e dal portafoglio Wild Turkey, +12,5%, quest’ultima guidata dagli Usa, il suo principale mercato, Australia, Giappone e Corea del Sud, con l’espressione di alta gamma Russell's Reserve che ha registrato un incremento addirittura del 76%.

Molto positivo anche l’andamento del portafoglio di rum giamaicani, +13,9%, trainato dal mercato principale, la Giamaica, e dal Regno Unito, grazie al trend che si conferma favorevole nella categoria del premium rum. Più contenuta, ma sempre importante, la crescita di Skyy, +7,3%, grazie alle piazze di Cina, Australia, Corea del Sud, Giappone, e al Global Travel Retail. Unico marchio in controtendenza è Grand Marnier, che ha continuato a risentire del destoccaggio negli Stati Uniti ed è calato del -30,1%.

Crescita a due cifre anche per i marchi regionali

Ancora meglio hanno fatto i marchi a priorità regionale (pari al 24% del totale), cresciuti del 16,7%. A partire da Espolòn protagonista di un incremento a doppia cifra, 43,4%, grazie al continuo forte slancio nella sua principale piazza, gli Usa, dove il brand continua ad attrarre consumatori e guadagnare quota di mercato. A due numeri anche la crescita di The GlenGrant, trainata dalla premiumizzazione, in particolare in Corea del Sud, Australia, Giappone e Cina.

Positivo l’andamento di Crodino, mentre decisamente sostenuto è stato quello di Aperol Spritz ready-to-enjoy. Altro marchio in forte crescita è Magnum Tonic, +46,9%, grazie al boom di vendite nel Regno Unito e in Giamaica, che si confermano i suoi mercati d’elezione, mentre le specialità italiane, gli spumanti Cinzano e il vermouth sono rimasti stabili.

Bene i marchi locali

Infine, i marchi a priorità locale (pari al 9% del totale), le cui vendite sono aumentate dell’8%. I migliori risultati li hanno ottenuti Campari Soda e Skyy ready-to-drink, che hanno registrato un incremento a doppia cifra. Mentre positivo, ma meno spumeggiante, è stato l’andamento di X-Rated e Wild Turkey ready-to-drink.

 

 

The Blender, punto di incontro tra coffee lover e partner Lavazza

The Blender - Caffè Society
The Blender - Caffè Society
Online il magazine dedicato alla cultura del caffè che riunisce gusto, esperienza, responsabilità e creatività, rivolto ad appassionati e professionisti.

Nasce per diffondere la cultura del caffè a una platea diversificata: coffee lover che cercano nella tazzina una pausa di socializzazione, di energia, ma anche un’esperienza gratificante; una platea di consumatori spesso molto giovani che “vivono” nel web e vogliono saperne di più sul caffè; gli imprenditori - baristi, ristoratori, pasticceri… - che possono attingere a nuove esperienze e fare storytelling, proponendo nuove modalità di consumo. Tutto questo - e molto altro - è The Blender, il digital magazine di Lavazza dedicato al caffè a tutto tondo.

Diffondere la conoscenza del caffè non è decisamente cosa nuova per Lavazza - ha osservato nel corso della presentazione Igor Nuzzi, regional director Italy & Iberia - «lo facciamo da molti anni nei nostri Training Center. Vogliamo proseguire con loro il rapporto privilegiato che ha preso il via con il kit di ripartenza nel periodo del covid, i Coffee Defenders che ci aiutano a fare cultura del caffè: la maggior parte delle persone non conosce la differenza tra un caffè e l’altro, le varietà botaniche, le diverse modalità di estrazione, la filiera: quando si racconta tutto ciò rimangono sorpresi. Pensiamo che The Blender possa essere la piattaforma migliore per creare una comunità di persone appassionate di caffè, a più livelli, e per valorizzare i nostri partner».

Il nuovo digital magazine, la cui direzione editoriale è affidata a Yam112003, introduce un racconto capace di ispirare stili di vita ed esperienze grazie alla voce del brand, di esperti, di influencer e personaggi di rilievo nel mondo dell’enterteinment e dei professionisti del mondo del fuoricasa. Lo fa anche attraverso un’immagine nuova, riconoscibile e accattivante, con elementi grafici artistici e immagini di impatto.

Gusto, esperienza, responsabilità e creatività sono le quattro anime che lo compongono.

Il gusto è rappresentato dai diversi blend del caffè e dagli abbinamenti migliori, passando per ricette e guide dei posti da provare, fino ad esplorazioni degli ultimi trend e sapori dal mondo.

Un’area del magazine è invece dedicata all’esperienza perché un caffè non è mai un semplice caffè, ma rappresenta un momento da vivere assieme agli amici per chiacchierare, del tempo da dedicare a se stessi, nello smartworking o nel divertimento.

La responsabilità, uno dei valori fondanti della visione Lavazza,  prende vita nei  contenuti, nelle storie e nei consigli pratici che saranno di ispirazione per il consumatore.

Una tazzina di caffè diventa il baricentro di un mondo fatto di creatività: design, arte, illustrazione, musica, fotografia, che si ritrovano nei locali presentati per design innovativo e originale, nei racconti e punti di vista di chi li ha ideati.

Infine un assaggio dei contenuti di apertura. Nella sezione Caffè Society si parla di come la caffetteria stia cambiando e dei nuovi format che piacciono ai consumatori; Master of…mette in luce le nuove professionalità legate al caffè; Food Backstage propone incontri con chef e bartender e il “dietro le quinte” delle loro preparazioni. Whislist suggerisce il podcast da ascoltare per una pausa o gli accessori da avere a casa per preparare un buon caffè; City Guide riporta indirizzi utili per gustare un buon caffè (si prende il via dalla costa ligure, Roma e Napoli). Molto altro sarà presto online.

Seu Pizza Illuminati lancia due nuove pizze dolci

Il pizzaiolo romano e sua moglie, Valeria Zuppardo, da diversi anni declinano i dolci dell'infanzia in dessert. Ecco le ultime due novità

Seu Pizza Illuminati celebra l'estate con due nuove pizze dolci ispirate. Con occhio attento all'estetica, anche queste due nuove proposte cavalcano l'effetto nostalgia, portando ancora una volta al centro dell'esperienza il momento del dessert. «Il dolce è parte integrante del menu», spiegano Seu e sua moglie Valeria Zuppardo. Ecco, dunque, come hanno combinato ingredienti di pasticceria con la pizza.

Le pizze dolci di Seu Pizza Illuminati

Al centro della carta dolci di Seu Pizza Illuminati ci sono, da sempre gli snack dell'infanzia. si va così dalla pizza Bounty a quella Cioccorì, passando per le ricette After Eight, Snickers, Winner Taco e Fior di Fragola. Per l'estate 2023 in carta ci sono la Summer e la Croccante.

Pizza Dolce Summer
Gli ingredienti presenti sulla prima pizza dolce sono: namelaka alla banana, crema al cocco, purea al limone, chips di banana, scorza di limone candito, cocco rapè, crumble di arachidi.
Pizza dolce Croccante
Sulla seconda pizza ci sono crema alla vaniglia, namelaka al cacao, purea di amarene, crumble al cioccolato e nocciole, amarene.

L'intervista a Pier Daniele Seu e Valeria Zuppardo

Cosa vi ha ispirati nella scelta del filone "Merendine anni Ottanta" per le vostre pizze dolci?

La scelta delle Merendine degli anni 80 è strettamente legata al processo creativo che dà vita ai nostri menù. La pizza di Pier Daniele é una pizza evocativa, dei ricordi, che si cimenta nel ricreare la Madeleine di Proust in versioni sempre attuali.

Dal Solero al Winner Taco: quanto pesa l'effetto nostalgia nello scontrino medio?

Non notiamo una propensione alla scelta delle pizze “brandizzate” nei nostri menù. È sempre la curiosità a muovere i clienti, quindi prima o poi le proveranno tutte. Il prezzo è uguale per tutte le pizze dolci e riteniamo che la scelta dipenda dagli ingredienti, più che dal nome.

Quanto conta il dolce oggi nell'esperienza in pizzeria?

Il dolce è parte integrante di un menù, l’ultimo ricordo che si porta a casa a conclusione dell’esperienza e deve essere in linea con la stessa, senza cadere nei cliché semplicistici di una pizzeria, ma allo stesso tempo, rimanendo fedeli al proprio format di ristorazione.

Sarà Marco Ferrari il nuovo ceo del Gruppo Illva Saronno

Illva Saronno MARCO FERRARI ceo
Il manager, che vanta una lunga esperienza internazionale nel settore degli spirit, assumerà la guida del Gruppo, che produce, tra gli altri, l'iconico Disaronno Originale, dal 1° ottobre. Succede ad Aldino Marzorati, che è stato il primo ceo esterno alla famiglia Reina

Cambio della guardia al vertice di Illva Saronno. A guidare il gruppo, produttore dell’iconico Disaronno Originale, distribuito in più di 160 Paesi e liquore italiano più venduto al mondo, sarà Marco Ferrari, scelto come nuovo ceo.

Torinese, classe 1973, laurea in Economia all’Università degli Studi di Torino, Ferrari assumerà la carica a partire dal prossimo 1° ottobre. Il nuovo ceo vanta una lunghissima esperienza internazionale nel settore degli spirit. Esperienza iniziata nel 1996 in Bacardi prima in Italia, poi nel Regno Unito e infine con ruoli Global. Passato in Fratelli Branca nel 2008, successivamente è passato in Stoli Group in Lussemburgo, per approdare poi in Gruppo Montenegro, dove ha ricoperto la posizione di amministratore delegato dal 2014 al 2023.

«Sono entusiasta di entrare a far parte di un gruppo solido e di successo come il Gruppo Illva Saronno. Credo ci siano tutti gli ingredienti per continuare a guidarlo verso una crescita duratura nel tempo – ha commentato il manager in una nota che annuncia la nomina -. Il Gruppo Illva Saronno ha una storia ricca di successi. Mi impegnerò a dare il mio contributo per farlo diventare sempre più grande in un mercato molto competitivo. Ringrazio molto la famiglia Reina per la fiducia e Aldino Marzorati per l’ottimo stato in cui lascia questa splendida azienda».

Balzo del fatturato nel 2022

È davvero ottimo, a leggere i numeri dell’ultimo bilancio, è lo stato del Gruppo, che conta 605 collaboratori in tutto il mondo, e proprietario, oltre che di Disaronno originale anche dei marchi Tia Maria e The Busker Irish Whiskey, dei vini Corvo, Florio e Duca di Salaparuta e attivo nei semilavorati per gelaterie con le marche di Disaronno Ingredients. Illva ha infatti chiuso il 2022 con un fatturato di 321,9 milioni di euro, in crescita del 18,5% sull’anno precedente. In crescita del 25,4% anche l’utile netto consolidato arrivato a 38,8 milioni, grazie anche ai forti investimenti in ricerca e sviluppo.

Aldino Marzorati resta presidente

Ferrari succede nella carica ad Aldino Marzorati, da 20 anni in azienda, che manterrà la carica di presidente anche al fine di facilitare la transizione. «Un periodo vissuto intensamente con tanto impegno e sentendo una grande responsabilità, soprattutto nei confronti di tutti i dipendenti che mi hanno accompagnato e consentito di raggiungere risultati eccezionali; ringrazio tutti per questa eccitante esperienza, che mai avrei immaginato di poter fare, e che orgogliosamente ho percorso – ha commentato Marzorati nella medesima nota -. Dopo questo lungo viaggio assieme, ho ritenuto d’intesa con il Consiglio di amministrazione che fosse il momento giusto per passare a un nuovo leader capace di sfruttare i punti di forza di Illva Saronno e cogliere le significative opportunità del futuro. Lascio a Marco un Gruppo ulteriormente cresciuto negli anni, solido e che potrà sicuramente contribuire a far crescere ancora, augurandogli ogni successo personale e aziendale».

La proprietà guarda al futuro

E soddisfatta dei risultati raggiunti e fiduciosa del raggiungimento di nuovi importanti traguardi è anche la famiglia Reina, proprietaria di Illva Saronno. «Siamo molto lieti dell’ingresso di Marco Ferrari, un manager di grande esperienza, nel Gruppo Illva Saronno – così la famiglia Reina ha salutato l’arrivo del neo ceo -. Siamo fiduciosi che, sotto la sua guida, Illva Saronno continuerà la sua crescita e capitalizzerà su quanto è stato realizzato finora sotto la guida di Aldino Marzorati, che a nome di tutto il Consiglio di amministrazione ringrazio per quanto ha fatto per il Gruppo. Per quasi 20 anni ha affiancato Augusto Reina, storica guida del Gruppo (leggi Lutto nella liquoristica italiana: si è spento Augusto Reina, patron di Illva Saronno), dando un grande contributo alla crescita nel mondo dei nostri brand, per poi diventare il primo ceo esterno alla famiglia Reina».

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