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Margherita Olivieri vince The Duppy Share Caribbean Rum Competition 2023

Paolo Galgano e Louis Brendle consegnano il biglietto aereo per Barbados alla vincitrice Margherita Olivieri
Distribuito in Italia da Fine Spirits, The Duppy Share Caribbean Rum ha invitato alcuni dei migliori bartender italiani a proporre nuovi e ricercati cocktail per l'estate.

Barlady de Il Bistrotto di Bogliasco (Genova), Margherita Olivieri ha vinto la prima edizione di The Duppy Share Caribbean Rum Competition 2023. L'evento è stato organizzato dall'importatore Fine Spirits di Genova presso il Sushi & Beach Restaurant Bar Il Clandestino, gestito dallo chef Moreno Cedroni in una spettacolare baia nel Comune di Portonovo di Ancona, sulla Riviera del Parco Regionale del Monte Cònero.

Alla vincitrice è andato in premio un viaggio studio (con due biglietti) di una settimana all'isola Barbados (Antille) in visita a Foursquare Distillery dove viene prodotto il rum mix The Duppy Share Caribbean Rum of Jamaica & Barbados.

Posto d'onore per Andrea Arcaini (Rita's Tiki Room, Milano) e Marco Maria Dell'Accio (Maré, Cucina, Caffè, Spiaggia, Bottega, Cesenatico-FC e Milano/Naviglio Grande).

Andrea Arcaini, Marco Maria Dell'Accio, Margherita Olivieri al banco

L'evento è stato organizzato da Paolo Gargano (ceo), Chiara Beretta e Mirko Turconi (Brand Ambassador) di Fine Spirits e da Louis Brendle (Brand Ambassador The Duppy Share Caribbean Rum). In giuria era presente anche lo chef Moreno Cedroni.

La giuria con Louis Brendle, Paolo Gargano e Moreno Cedroni

Gli altri partecipanti: Matilde Barbaro (Il Mercante cocktail bar, Venezia), Matteo Piazza (Twenties Social Club, Albenga-SV), Christian Torcasio (Macondo, Bologna), Marco Sarri (Big Easy, Prato), Umberto Oliva (Bella Bistrot, Milano), Pierluigi Soccodato (Metropolita Mixology Bar, Roma), Marco Torre (Bar Cavour, Torino).

Dopo la prima fase delle eliminatorie, i finalisti Andrea Arcaini, Margherita Olivieri e Marco Maria Dell'Accio si sono sfidati a colpi di Daiquiri, con la vittoria definitiva di Margherita Olivieri.

Le ricette finaliste

Sapore di Mare
di Margherita Olivieri (Bistrotto, Bogliasco-GE)
Ingredienti
10 cl The Duppy Share Aged
2 cl Dolin Rouge Vermouth de Chambéry
6 c sciroppo di ananas, salvia e peperoncino home made
6 cl succo di limone
Preparazione
Shaker, versare in tumbler alto con ghiaccio a cubetti, guarnire con salvia fritta.

Duppy Share-ing Punch
di Andrea Arcaini (Rita's Tiki Room, Milano)
Ingredienti
28 ml The Duppy Share White Falernum
70 ml Black Tea Syrup
70 ml The Duppy Share Aged
7 ml The Bitter True Pimento Dram
Preparazione
Blender con ghiaccio, mescolare in una boule di ceramica, versare in ciotole di ceramica su cubo di ghiaccio, guarnire con noce moscata.

Zombie Cream Soda
di Marco Maria Dell'Accio (Maré, Cesenatico-FC e Milano/Naviglio Grande)
Ingredienti
4cl The Duppy Share Aged
4 cl The Duppy Share White
3 cl Liquore alla Vaniglia
5 cl sciroppo di zucchero
8 cl centrifugato di passion fruit
10 cl centrifugato di ananas
100 gr latte intero
Preparazione
Gasatura nel sifone, decanter, versare nel tumbler su cubo di ghiaccio.

La leggenda degli spiriti dei Caraibi

I "duppy" sono fantasmi (o spiriti) presenti in molte leggende caraibiche. Originari della Giamaica, sono noti per la loro grande passione per il rum. Sarebbero proprio loro, secondo la tradizione, a vagare per le distillerie e rubare l’Angel Share, vale a dire l'alcol del rum che invecchia nelle botti di rovere che evapora parzialmente con il tempo. Come i duppy della leggenda, anche The Duppy Share, brand londinese indipendente fondato nel 2015 da George Frost e Jessica Swinfen, è impegnato nella ricerca dei migliori rum dei Caraibi, con i quali crea dei blend unici.

Protagonista di vendite record nel Regno Unito, da qualche tempo The Duppy Share sta conquistando anche i mercati internazionali grazie alla scelta indovinata dei rum mix e alla grafica d'impatto delle etichette sulle bottiglie.

Per nove mesi Frost e Swinfen hanno viaggiato per i Caraibi alla ricerca di distillerie proprio come i duppy. L’obiettivo era quello di trovare un rum che fosse accessibile ma anche di grande carattere, e la scelta è caduta molto presto sulle tipologie di rum dalla Giamaica e da Barbados.

Ogni isola caraibica ha infatti un proprio stile distinto, conseguente soprattutto dall'origine delle ex-colonie (inglesi, francesi, spagnole, olandesi): i rum di Barbados tendono a essere morbidi, più leggeri rispetto quelli giamaicani, che dal canto loro sono potenti e ricchi di esteri. L’unione armoniosa tra questi due tipi di rum ha creato il primo rum di The Duppy Share, l’Aged.

La gamma The Duppy Share Caribbean Rum

The Duppy Share ha lanciato nel 2020 Spiced, 100% Pot Still giamaicano prodotto a partire da un blend di rum bianchi da Worthy Park e Clarendon, e arricchito da 10 spezie caraibiche biologiche, tra le quali la noce di cola e lo zenzero; un rum equilibrato e di livello, ricco di morbidi aromi di ananas che donano dolcezza, e con la sferzata vivace delle spezie ad aggiungere profondità.

L’anno successivo è arrivato White, prodotto a partire dalla stessa base dello Spiced con l’intenzione di celebrare la Giamaica e la sua cultura; creato per essere il primo rum bianco da bere liscio e in shot, ma ottimo anche per accompagnare cocktail a base di rum bianco, per la sua nascita ha visto la collaborazione creativa del rapper e pioniere musicale Kano.

L’ultimo nato in casa Duppy Share è XO: prodotto a partire da un blend di vari vintage di melassa da Barbados, contiene un Foursquare 5 year old., un 8 yo (95%) e un 12 yo, invecchiati in botti ex-Bourbon in clima tropicale, e poi trasportati in Inghilterra per l’imbottigliamento. Un rum di alta qualità profumato di violetta, caramello e albicocche secche, ricco di aromi vanigliati e caramellati, con un ricco finale lievemente affumicato e insieme fresco.

La gamma esclusiva dei prodotti Fine Spirits
The Duppy Share è distribuito in esclusiva per l’Italia da Fine Spirits, società di importazione e distribuzione specializzata in spirits di qualità, spesso prodotti da realtà artigianali e micro distillerie. Accanto a brand prestigiosi come i whisky scozzesi Dalmore e Glendronach, il rum Longueteau, il giapponese Ki No Bi Kyoto Dry Gin, lo Sherry Valdespino, nel portfolio compaiono alcune realtà molto interessanti e qualitative di questi ultimi anni, tra cui i whisky e i gin Isle of Harris, i distillati finlandesi Kyrö, la gamma internazionale Transcontinental Rum Line, il sudafricano Mhoba Rum e l’innovativa distilleria artigianale toscana Winestillery.

Il Clandestino, una meta per tutti i gourmet

Inaugurato nel luglio del 2000 da Maurizio Fiorini e dallo chef Moreno Cedroni (2 Stelle Michelin e fondatore de La Madonnina del Pescatore di Senigallia), Il Clandestino Suschi Beach Bar & Restaurant è il ristorante di pesce diventato Primo Classificato per 50 Top Italy, Guida ai Migliori Ristoranti Italiani 2023. Ricavato da una palafitta in riva al mare, nel mezzo di una rigogliosa macchia mediterranea, il locale si è ispirato per l'insegna a una famosa canzone del cantautore reggae francese (di origine spagnola) Manu Chao.

 

 

Immagine coordinata del bar: con Portioli per distinguersi dalla concorrenza

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Dalle tazzine ai bicchieri, dagli accessori all’abbigliamento: è ricchissima la linea di prodotti di merchandising, eleganti e funzionali, fornita dalla torrefazione per valorizzare il servizio e l’immagine del locale

Chi gestisce un bar sa bene come la grafica rispecchi l’immagine del locale e come sia importante fare attenzione all’immagine coordinata, anche impiegando accessori e oggetti di merchandising forniti da un’azienda specializzata come Torrefazione Portioli. I baristi più attenti all’immagine coordinata espongono, infatti, le insegne Portioli personalizzate per catturare l’attenzione dei passanti.

Il valore dell’immagine per il successo del locale

Da sempre il visual merchandising gioca un ruolo fondamentale tra le attività di marketing di un locale e nasce dal desiderio del barista di farsi riconoscere e distinguersi dalla concorrenza, per aumentare il numero del clienti e ottenere un significativo incremento del fatturato.

L’obiettivo del merchandising per il bar è suscitare desideri, emozioni e curiosità rispetto all’assaggio di un espresso erogato a regola d’arte, l’espresso Portioli.

Dalla tazzina agli accessori: i prodotti a marchio Portioli

Al barista che vuole catturare l’attenzione del passante e fidelizzare la propria clientela, Torrefazione Portioli propone un’importante linea di prodotti a marchio dedicata. Tra questi ci sono le tazze da caffè Portioli in porcellana bianca, ideali per il servizio al bar, grazie alla resistenza a graffi, a urti e ai lavaggi in lavastoviglie. Altrettanto esteticamente accattivanti sono le tazze e i bicchieri in vetro Portioli, realizzate con vetro trasparente personalizzato con grafica e logo Portioli Style.

Inoltre, tra i prodotti a marchio della torrefazione si possono annoverare portatovaglioli,  porta zucchero, vassoi e una linea di abbigliamento completa, che comprende, oltre al classico grembiule da lavoro, anche la camicia, la T-shirt e la polo. Per i locali più signorili Portioli ha pensato di impreziosire le proprie camicie con cravatte e papillon, mentre nei bar dallo stile giovane il barista può indossare il cappellino con logo Portioli.

PiantiAmo il futuro, il progetto di Nestlé Professional e Accor

Progetto PiantiAmo il futuro
Per ogni macchina revisionata nelle 77 strutture alberghiere in Italia, verrà piantato un albero in collaborazione con Parco Nord Milano.

Intraprendere un cammino di sostenibilità lungo tutta la filiera del caffè è un compito decisamente complesso, al quale concorrono numerosissimi passaggi e figure. 

Tramite Nescafé Plan, Nestlé e Nescafé hanno messo in campo una strategia volta al miglioramento delle pratiche di coltivazione del caffè. Nato nel 2010, l’impegno si è rinnovato nel 2022 con il lancio di Nescafé Plan 2030, nel quale si delineano gli obiettivi sulla sostenibilità per i prossimi anni: continuare a supportare i coltivatori di caffè nell’adozione di pratiche di agricoltura rigenerativa (ovvero un approccio che mira a migliorare la salute e la fertilità del suolo, nonché a proteggere le risorse idriche e la biodiversità) e puntare a ridurre le emissioni di gas serra e migliorare le condizioni di vita delle comunità degli agricoltori.  

Il progetto si inserisce nel più ampio commitment del Gruppo, impegnato da anni nella transizione verso un sistema alimentare rigenerativo e che si pone l’ambizioso traguardo di raggiungere le Zero Emissioni Nette di gas serra entro il 2050. 

La sfida alla sostenibilità coinvolge sempre più la seconda parte della filiera, dove consumatori e imprese sono invitati ad adottare stili di vita e processi produttivi più responsabili.

È nato così il progetto PiantiAmo il futuro: un albero per ogni macchina che rinasce, che punta alla rigenerazione delle apparecchiature e rinnova la lunga collaborazione tra Nestlé Professional e Accor, uno dei principali gruppi alberghieri a livello mondiale.

Nescafé si impegna a piantare un albero per ogni macchina di caffè revisionata e attualmente presente presso le strutture italiane di Accor. La piantumazione avverrà il prossimo autunno all’interno del Parco Nord Milano: oltre 630 ettari di verde nella periferia nord della Metropoli, al fine di dare il segno di un cambiamento fatto di piccoli passi, ma destinato a una lunga crescita.

Paolo Pisano, marketing manager Nestlé Professional Bevande e trade asset manager sottolinea l’orgoglio nel dare il via a questo progetto a fianco di un’importante realtà con cui sono condivisi l’impegno e l’attenzione per la sostenibilità. Inoltre, aggiunge, «speriamo che questo sia solo l’inizio di un percorso virtuoso, con obiettivi a breve e lungo termine che cercheremo di raggiungere grazie al contributo di tutti». Un auspicio condiviso da Fabiano Aouad, VP operations management eco & midscale Italy & Greece, che aggiunge «Il nostro impegno va oltre la diminuzione delle emissioni di carbonio e l’eliminazione della plastica monouso: per Accor, preservare la natura significa anche utilizzare in modo responsabile le risorse naturali, promuovendo un’economia circolare, proteggere gli ecosistemi locali e favorire il contatto tra hotel, ospiti e comunità del territorio». 

Pasticceria Gruè lancia un gusto che porta il nome dell’insegna

Il gusto Gruè andrà ad arricchire la vetrina di venti gusti, tutti preparati con ingredienti naturali

L'estate di Pasticceria Gruè sarà all'insegna del gelato di qualità. Marta Boccanera e Felice Venanzi, maestri pasticceri dell'insegna romana, portano in vetrina venti gusti, tutti preparati con ingredienti naturali. Tra le novità della stagione ci sono il gusto Gruè e una speciale Stracciatella.

Il gelato secondo Pasticceria Gruè

Pasticceria Gruè applica alla gelateria la stessa attenzione e cura riservata ai prodotti di pasticceria. Il prodotto artigianale è preparato solo con ingredienti naturali, senza conservanti, coloranti e grassi idrogenati. Le ricette sono studiate nei minimi dettagli per ottenere il bilanciamento ottimale dei gusti. Inoltre, per mantenere l’eccellenza il gelato non viene esposto nelle vaschette a vista, ma conservato nelle carapine. «Il gelato è un prodotto versatile che può essere abbinato facilmente. Noi da Gruè, oltre che in coppa, sfuso, in coppetta e in cono, lo proponiamo in abbinamento ai muffin alla vaniglia e al cioccolato, come farcitura della brioche, con la frutta e anche con il panettone», spiegano i due pasticceri fondatori.

I gusti dell'estate 2023

I gusti tra i quali scegliere da Pasticceria Gruè sono venti. Si va dalle creme classiche ai gelati alla frutta, passando per le “creazioni” che sono un trait d’union tra gelateria e pasticceria. Tra i classici di Gruè c’è il gusto Crema arricchito dal gusto intenso dei baccelli di vaniglia. Non manca il gelato alla Nocciola con nocciola Igp Piemonte e quello al Pistacchio con pistacchio di Bronte Dop. A questi si aggiungono Zabaione, preparato con Marsala Vergine Riserva “Terre Arse” Florio invecchiato 15 anni, e Caramello salato che sono tra i più amati dalla clientela. Presente anche Ricotta agli agrumi con zest di limoni di Sorrento. Il Cioccolato è preparato con base acqua e quindi adatto agli intolleranti al lattosio e ai vegani. Mantiene comunque la cremosità, grazie alla massa fondente 75% utilizzata come ingrediente. Adatti anche all'alimentazione vegana anche tutti i gusti alla frutta: dai classici Fragola o Limone, fino al freschissimo Basilico e lime, perfetto come sorbetto o anche da servire in abbinamento a piatti di carne o pesce, o il corposo e intenso Mango Alfonso.

Le novità in carta

Tanti i gusti novità del 2023. C'è il Gruè: un gelato al cioccolato fondente Caraibe 66% Valrhona realizzato con infusione di semi di cacao e vaniglia. Ma c'è anche una versione speciale della Stracciatella: fior di latte con cioccolato fondente a scaglie anch’esso Caraibe 66% Valrhona, tra le creme. Tra i gusti alla frutta, disponibili anche il Lampone con pralinato di cocco e il Mela e cannella. Alla gamma della gelateria si aggiungono le coppe, tra cui quella con Ricotta agli agrumi, pistacchio e sbriciolata di cannolo siciliano. Ci sono anche gli stecchi artigianali pralinati. Non mancano le torte gelato come la Noisette, con gelato al cioccolato, alla nocciola e fondente a scaglie, e quelle a forma di coccinella, orso, riccio dedicate ai clienti più giovani dell'insegna.

I prezzi del gelato di Gruè

I prezzi dei coni di Pasticceria Gruè vanno da 3 euro (due gusti) a 4 euro (tre gusti). Le coppe servite al tavolo vanno da un minimo di 6 euro a un massimo di 12 euro. Le torte gelato hanno un prezzo che va dai 27 euro a salire.

Forte dei Marmi, il Caffè Principe riapre grazie al Gruppo Prada

CAFFè PRINCIPE
Il locale, adiacente alla boutique Prada Donna, si prepara a riaccogliere il pubblico in un ambiente rinnovato

Il Gruppo Prada ha annunciato la riapertura del Caffè Principe di Forte dei Marmi. Il progetto pone al centro la valorizzazione del territorio e della tradizione italiana, attraverso la valorizzazione di un luogo storico della costa tirrenica. Con questa operazione, prosegue l’impegno del Gruppo nel settore dell’alta pasticceria, iniziato 9 anni fa con l'acquisizione di Marchesi 1824.

La storia del Caffè Principe

L’iconico bar pasticceria si trova in via Carducci, cuore della vita cittadina e ritrovo per i villeggianti di Forte dei Marmi. Aperto negli anni Trenta dalla famiglia Galli di Firenze, il Caffè Principe ha visto transitare importanti nomi del jet set internazionale. Tra i suoi tavoli, dalla colazione all’aperitivo, si sono avvicendati cantanti, attori, personaggi noti dello spettacolo. Poi il locale ha vissuto un lento declino, fino all’arrivo di Patrizio Bertelli, patron del Gruppo Prada. Lui ha dato vita a questa nuova operazione.

Il nuovo Caffè Principe secondo Prada

Adiacente alla boutique Prada Donna, il Caffè Principe si prepara ad accogliere i clienti in spazi ristrutturati con l’intento di preservare, riscoprire e dare nuovo valore a uno storico caffè italiano. L'operazione ha mirato a salvaguardare l’identità originaria, riportando il Caffè Principe agli anni della sua apertura. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’architetto fiorentino Michele Bonan, si è concentrato su un’accurata attività di ricerca. Ciò ha reso possibile rievocare gli arredi originali risalenti agli anni ‘50, come i lampadari, le sedute per il dehors, i tavoli in formica e le poltrone in vimini. Il Caffè Principe viene dunque incorporato all’interno della famiglia di Pasticceria Marchesi 1824, lo storico marchio meneghino, per ridare vita ad un luogo depositario di tradizione, simbolo della gastronomia dell’ospitalità del territorio locale. Dettaglio da non trascurare: il Caffè Principe conserverà il suo nome d'insegna.

Sicuro, comodo, veloce: il Pos conquista i gestori

Pos SmartPOS
Secondo una ricerca di Bva Doxa per Nexi,alto è il gradimento dei gestori del fuoricasa verso il Pos, considerato sicuro, veloce e capace di soddisfare le richieste dei clienti. Molto apprezzata anche la possibilità di incassare in mobilità

Reso obbligatorio per legge (leggi Pos obbligatorio: ecco quando scatta la sanzione), il Pos, il dispositivo che permette di accettare pagamenti elettronici, pare abbia fatto breccia anche nel cuore dei gestori dei locali. A dirlo una recente ricerca condotta da Bva Doxa per conto di Nexi, tra le maggiori PayTech in Europa, che è andata a indagare le preferenze e i bisogni delle piccole e medie realtà del fuoricasa e del retail per incassare presso il punto vendita e in mobilità. E il quadro che ne emerge mostra un deciso apprezzamento da parte dei gestori di tali attività verso il dispositivo e i pagamenti cashless.

Secondo la ricerca, il 97% degli esercenti del mondo horeca utilizza regolarmente il Pos per incassare, dimostrando inoltre grande interesse per le future evoluzioni dei pagamenti digitali. Gli operatori del settore considerano il Pos lo strumento più sicuro per accettare pagamenti (88%), il più veloce (67%), quello capace di soddisfare le richieste dei propri clienti (88%).

Ma non solo. Perché per il 70% degli intervistati il Pos rende complessivamente la propria attività più moderna, oltre che più attrattiva, soprattutto per i turisti stranieri e, ancora di più, per quelli provenienti da Paesi al di fuori dell’area euro, che, proprio attraverso il Pos, possono pagare direttamente in valuta propria con un tasso di cambio vantaggioso.

Incassare in mobilità

Un altro motivo di apprezzamento riguarda la possibilità di incassare in mobilità. Dalla ricerca infatti emerge che il 62% degli operatori del fuoricasa predilige il Pos, considerandolo la soluzione ottimale per ricevere pagamenti lontano dalla cassa, fuori dal locale o direttamente presso il luogo dove è stata svolta la prestazione, come nel caso dei locali che fanno servizio di delivery.

I gestori, inoltre, considerano il mobile Pos ideale per accettare pagamenti al tavolo (48%), per semplificare gli incassi all’esterno (56%), per eliminare le complessità legate alla gestione dei resti (31%) e, in generale, per velocizzare i processi di pagamento (44%). Non da ultimo, sempre il mobile Pos per il 31% degli operatori garantisce un ulteriore vantaggio, quello di aumentare la soddisfazione del cliente, aspetto fondamentale per un locale.

«I risultati della ricerca Bva Doxa sono coerenti con la crescente diffusione in Italia dei pagamenti digitali che, specialmente negli ultimi 3 anni, sono sempre più apprezzati da cittadini e imprese - commenta Giulio Vasconi, marketing director, Sme market di Nexi – L’horeca è uno dei settori più sensibili ai vantaggi offerti dai Pos e come Nexi investiamo costantemente in tecnologia e innovazione per mettere a loro disposizione le migliori soluzioni sia per incassare presso il punto vendita sia per accettare pagamenti in mobilità».

Le soluzioni Nexi

E nella gamma di soluzioni dell’azienda spicca lo SmartPos, il dispositivo intelligente di ultima generazione, con doppio schermo, facile e intuitivo da utilizzare, che, oltre ad accettare tutti i pagamenti digitali, inclusi i buoni pasto, permette di accedere a una serie di servizi integrati per gestire l’attività: dalle prenotazioni al magazzino, dagli ordini al delivery e molti altri, che rendono più snello, veloce ed efficiente il flusso di lavoro.

Mentre per l’accettazione dei pagamenti in mobilità, la soluzione proposta è Mobile Pos, il dispositivo piccolo e leggero, trasportabile ovunque, che, collegato allo smartphone o al tablet via Bluetooth, grazie a un’apposita app Android, consente di incassare e gestire i pagamenti digitali tramite tutti i tipi di carta di credito, bancomat, anche contactless, e smartphone, e inviare le ricevute via email.

Eureka apre in Cina e raddoppia in italia

Inaugurazione Conti Valerio - Cina
Ha da poco aperto il nuovo stabilimento nella zona a Sud di Shanghai (Cina) che rifornirà l’area asiatica. A settembre il raddoppio produttivo a Sesto Fiorentino.

I macinacaffè italiani hanno successo nel mondo e Conti Valerio, l’azienda produttrice dei macinacaffè Eureka, lo sottolinea aprendo in Cina e raddoppiando in Italia, confermando l’area di Sesto Fiorentino (FI) quale Grinder Valley italiana.

L’azienda ha infatti inaugurato il nuovo stabilimento produttivo a Ningho, città nell’est della Cina che si affaccia sul Mar Cinese Orientale a Sud di Shanghai. Frutto di un investimento di cinque milioni di euro, la nuova filiale fa capo e una news company, la Conti Valerio (Ningbo) Electrical Equipment Co.,Ltd e svolge la sua attività su un’area produttiva di 3600 mq, fungendo da base alle operazioni nel far east; qui infatti si producono macinacaffè esclusivamente per il mercato asiatico commercializzati nei canali professionale e domestico.  

«In Cina verranno prodotte linee di macinacaffè che consolideranno la nostra presenza nell'intero continente asiatico – commenta Maurizio Fiorani, managing director - rafforzando la vicinanza rispetto ai partner locali e offrendo un servizio ancora più rapido ed efficiente. Siamo entusiasti di portare la nostra esperienza nei macinacaffè di alta qualità in un mercato in forte sviluppo, mantenendo elevati standard di qualità e affidabilità». Negli ultimi anni partnership estere e una politica di espansione della filiera hanno dato una forte spinta alla crescita aziendale.

Nel 2022, infatti, la Conti Valerio ha completato l'acquisizione della Italmill di Bergamo, specializzata nella produzione di macine meccaniche, che in futuro sarà coinvolta anche nella produzione della filiale asiatica, e che raddoppierà gli spazi dello stabilimento con un aumento del 30% della capacità produttiva. Nello stesso anno è stata acquisita anche l’Alfa Meccanica di Sesto Fiorentino specializzata nella meccanica di precisione, che sarà oggetto presto di ulteriori investimenti. I componenti di alta qualità e tecnologia evoluta made in Italy, saranno dunque protagonisti anche sul mercato cinese.

«Abbiamo aperto in Cina perché qui c'è una catena di sub fornitura adeguata – prosegue Fiorani -. Il mercato asiatico, ad oggi, rappresenta circa il 25% del fatturato di Eureka e ci attendiamo un incremento significativo nei prossimi tre anni».  Qui il consumo privilegia caffè più leggeri, e le nuove macchine saranno tarate sulle esigenze dei clienti asiatici. Procederanno di pari passo gli investimenti sulla sostenibilità, con il sempre più diffuso utilizzo di materiali riciclabili e packaging riciclati nel nostro ciclo produttivo.

Come anticipato, il prossimo settembre verrà inaugurata la sede della Conti Valerio a Sesto Fiorentino, oggetto di un ingente investimento per il raddoppio produttivo, arrivando a un totale di 10 mila mq di superficie, di cui 4500 mq dedicati a magazzino centralizzato.

Adolfo Stefanelli, l’outsider che studia da fuoriclasse delle praline

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Studio sulla cioccolateria e attenzione al cliente: la formula vincente di Adolfo Stefanelli, pasticcere salentino che ha aperto il secondo pdv a Milano

«Non avevo alternativa alla pasticceria. Quando ero bambino invece delle macchinine chiedevo in regalo lo sbattitore». Adolfo Stefanelli usa spesso la parola passione mentre racconta il suo secondo punto vendita, aperto a Milano in via Molino delle Armi quattro anni e mezzo dopo il primo. Passione per la viennoiserie francese, passione per il cioccolato, passione per un'idea di pasticceria classica che si evolve. Salentino, autodidatta, ha lavorato nell'organizzazione della pasticceria di grandi alberghi all'estero e nel 2018 ha aperto il primo negozio che porta il suo nome a Milano. «Non sono un accademico, mio padre non ha voluto. Tutto quello che faccio è frutto di prove e delle mie idee», spiega.

«Sognavo di aprire una cioccolateria»

Quali forme prende la passione di Adolfo Stefanelli si capisce bene entrando nel nuovo negozio (più piccolo dell'altra sede di via Premuda, che ha 50 coperti e una cucina per i pranzi), aperto tra le mura che per decenni hanno ospitato una storica pasticceria. Lo spazio è moderno ed elegante, la cura per i particolari traspare in ogni dettaglio. Dall'accoglienza alle confezioni, fino alla vetrina che mette in bella mostra una sterminata distesa di raffinate praline multicolor. Perfette esteticamente, sono scrigni delicati che racchiudono ripieni complessi e stratificati, con un buon equilibrio. «Mi sto specializzando in una camicia sottilissima», spiega Stefanelli, che parla del cioccolato come si farebbe di un grande amore. «Vicino a dove abitavo da bambino c'era una sola cioccolateria. Quando entravo e sentivo quel profumo sapevo che da grande avrei voluto aprirne una».

Ci sono anche proposte "senza"

Le varianti di praline esposte (una scatola da nove pezzi costa 16,20 euro) sono venticinque: dalla Sacher alla arachidi e cioccolato, dall'arabica al caffè a quella al cannolo siciliano, dai boeri (con ciliegia con il nocciolo che arriva dritta dai terreni dei genitori del pasticciere) a quella al pistacchio. C'è anche il cioccolatino al pasticciotto all'amarena, dolce tipico del Salento che Stefanelli ha portato a Milano con buon successo. E ci sono le praline che riprendono alcune delle torte, come la Lady (una cheesecake riletta in chiave moderna e geometrica) o la Vela che è una frolla con ganache di cioccolato fondente. Molte proposte sono senza latte, senza farina di grano o vegani, perché «amo accontentare i clienti». In totale, ogni giorno sono circa centoventi i dolci disponibili, comprese le proposte per la colazione, una ventina di tipi di mignon (1,80 euro al pezzo), le torte classiche e moderne e la pasticceria da tè, che è rigorosamente in sacchetti. «Per me è un sacrilegio avere un biscotto che prende aria», dice Stefanelli.

Tra cioccolata calda e tartellette salate

La caffetteria snocciola una serie di «caffè di pasticceria» (con panna, in ghiaccio o salentino, shakerato) e quelli che il padrone di casa definisce «dolci espressi» (4,50 euro), simili a dolci al cucchiaio e a base di caffè. Come Crema, con caffè espresso, crema pasticceria e panna, oppure Operà, con caffè espresso, cioccolato fondente e panna. Altro must la cioccolata calda, densa e avvolgente, che viene fatta al momento a ogni ordine ed è servita con due meringhe. Non manca anche qualche proposta salata, come le piccole tartellette perfette per l'aperitivo, che vengono offerte in accompagnamento a cocktail e vino.

Un lab unico per ottimizzare

Nel maggio 2018, quando ha aperto la sua prima pasticceria in viale Premuda 12 a Milano, Adolfo Stefanelli aveva solo 26 anni. Nessuna accademia alle spalle, aveva le idee ben chiare sul tipo di proposta che voleva portare in città, scelta perché vista come un «mercato libero e aperto». I milanesi sembrano aver apprezzato: nonostante il periodo della pandemia, a novembre 2022 ha inaugurato il secondo negozio, in via Molino delle Armi 23. «Per il momento abbiamo due laboratori distinti, perché ogni pasticceria possa avere prodotti sempre freschissimi», spiega. «Ma è molto faticoso». Tra i progetti per il futuro ci sono un maxi-laboratorio per centralizzare alcuni processi (come per esempio il confezionamento) e l'e-shop per la vendita online.

L'intervista ad Adolfo Stefanelli

Qual è la proposta per la colazione?

«Invece che sulla brioche all'italiana ho preferito puntare sul croissant parigino. Sul banco lo propongo sempre vuoto, neutro, in modo che si possa declinare in otto o nove varianti diverse grazie alle farciture fatte al momento. La farcitura dei croissant viene infatti fatta sempre davanti ai clienti, tranne che in due casi».

Adolfo Stefanelli

Quali?

«Gli unici croissant che sono già pronti sul banco sono quello bicolor al pistacchio e quello con zabaione e sbrisolona. Sono tra i più venduti. Poi abbiamo, tra le altre cose, il pain au chocolat, la veneziana, le frolle, le crostatine vegane e i pasticciotti, un classico salentino. Non potevo non portarli a Milano: ne facciamo una montagna».

Come sono i vostri pasticciotti?

«Li proponiamo sia classici, a 3 euro, sia in formato mignon. Nel weekend abbiamo anche delle farciture speciali: al pistacchio, all'amarena e al cioccolato».

Per quanto riguarda il salato?

«È una zona turistica, quindi abbiamo molta richiesta di colazione salata. Immancabili sono i croissant farciti con il salmone oppure con prosciutto e formaggio, ma fin dal mattino abbiamo anche tramezzini (con tacchino al limone, avocado e salmone, vegetariano...), toast e omelette ripiene, apprezzate soprattutto da chi segue una dieta proteica».

Roma, Federico Prodon apre il terzo negozio e punta sul gelato

Prodon
Il professionista diventato famoso grazie a Bake Off Italia inaugura il suo terzo punto vendita nella Capitale. Clean label, studio sul bilanciamento delle ricette, prodotti di stagione, ricerca sui gusti: è questa la ricetta per un gelato goloso e digeribile.

Terzo punto vendita a Roma per Federico Prodon. Il pastry chef ha deciso di mettere a punto un progetto dedicato alla pasticceria e, per la prima volta, anche alla gelateria. Dopo i punti vendita di Borgo Pio e Mercato Centrale, per questo terzo locale Prodon sbarca nel quartiere Parioli, in via Giovanni Schiaparelli, 21/23. «No, non ho cambiato mestiere di nuovo. Ho solo voluto dedicarmi a un altro aspetto dei dolci, sempre con l’approccio da pasticcere».

Chi è Federico Prodon

Lasciato alle spalle il suo passato da broker assicurativo, oggi Federico Prodon è un pasticcere professionista. Ha all’attivo tre punti vendita. Diventato famoso grazie al programma Bake Off Italia (2014), ha al suo attivo numerosi corsi professionali tenuti presso la scuola A Tavola con lo Chef. Ha un’esperienza di circa due anni alla guida del reparto pasticceria del Caffè Hungaria. Ha scritto due libri, uno sulle crostate e uno sui dolci nel bicchiere, entrambi editi da Gribaudo.

Federico Prodon
Con l’apertura del punto vendita di Borgo Pio, in Vicolo del Farinone 19, Federico Prodon ha deciso di “metterci il nome”, aprendo la sua prima boutique di pasticceria. Dallo scorso aprile ha aperto il corner presso il Mercato Centrale alla stazione Termini di Roma, quindi l’ultima avventura con il punto vendita dei Parioli.

Creatività in 65 mq

Federico Prodon inaugura la sua Federico Prodon Pâtisserie e Crémerie in uno spazio di 65 mq. Bianco alle pareti, l’immancabile verde Tiffany del packaging e fantasiose monoporzioni colorano il negozio. L'appuntamento della colazione sarà impreziosito dalla viennoiserie, che arriva quotidianamente dal laboratorio di Borgo Pio. Con essa, ci sono anche biscotti secchi e le torte da forno, disponibili anche per la merenda. Disponibili sedici posti a sedere tra interno ed esterno.

Il negozio
Per il servizio del gelato Prodon ha scelto con convinzione le carapine. «Sono consapevole che dal punto di vista del marketing non è la scelta migliore, perché non consente di vedere il gelato, ma nel rispetto della mia filosofia prediligo questa soluzione perché salvaguarda il prodotto dall’ossidazione».

Bilanciamento prima di tutto

«Già nel laboratorio di Borgo Pio, dove tuttora c’è la produzione della pasticceria, avevo iniziato a lavorare sul gelato. Si inizia per gioco, poi diventa una sfida», ha spiegato Prodon. Questo gioco ha portato il pastry chef a mettere a punto un prodotto fresco, realizzato con l’approccio da pasticcere. Al centro, il bilanciamento della ricetta. «Il gelato, così come i dolci, va vissuto come una coccola che ci facciamo, quindi non dovrebbe far male. Pertanto, tendo a ridurre al massimo gli zuccheri e i grassi e utilizzo le migliori materie prime, come panna francese e latte rigorosamente made in Italy», ha specificato Prodon.

Etichetta Clean Label

Il gelato di Prodon ha l’etichetta Clean Label. Con questa espressione, il pasticcere vuole sottolineare l'assenza di emulsionanti, addensanti o fibre che possano rendere difficile la digestione. «In altre parole, nessun addensante con la E davanti, neanche la carruba. Ho scelto di utilizzare fibre di lino e fibre di patata». Anche sul capitolo zuccheri, la scelta di Prodon è all’insegna della naturalità: «Preferisco utilizzare, con moderazione, un buon zucchero da barbabietola italiana, piuttosto che zuccheri alternativi».

Il gelato di Federico Prodon

Il divertimento del pasticcere: le creme

Per Prodon il divertimento che consiste nello studiare sempre nuovi gusti, fare abbinamenti arditi (che lui definisce “licenze poetiche”) e far entrare quando possibile nel gelato le preparazioni della pasticceria. Il risultato è una selezione, che può arrivare fino a 32 varietà. Si va dai classici alle più curiose variazioni sul tema. La formazione da pasticcere si legge in controluce grazie a gusti come Sacher. Fatto con un cioccolato 85% Michel Cluizel, si propone come una variazione di biscotto Sacher con olio evo e albicocche semicandite del Vesuvio. La Stracciatella è realizzata con cioccolato Milchel Cluizel 55% in pezzi, preparata con un fior di latte con infuso di gruè di cacao. Malaga è un gusto retrò, amato da Prodon, realizzato con uvetta australiana bagnata nello Zibibbo di Marsala”. Il gusto preferito del pastry chef è Marron Glacé. Lo prepara con pasta di marroni di provenienza francese, rum e marrons glacés in pezzi. Con la frutta a guscio, Prodon si diverte a combinare le diverse provenienze dei prodotti, creando il suo blend personale. Il Pistacchio non è solo Bronte. La Nocciola mescola tonda gentile del Piemonte con la nocciola del viterbese e quella dell’avellinese. La Mandorla è un mix di Avola e di mandorla amara per dare carattere.

Come saranno i sorbetti di Prodon

Nei sorbetti di Federico Prodon grande attenzione viene data alla stagionalità e alle intolleranze a uova, glutine e lattosio. Da questa filosofia di base nascono i gusti Pera Williams e fava tonka, Mela verde e menta, Lampone e fiori di sambuco. Andando un po’ più lontano Banana, vaniglia Bourbon del Madagascar e zest di lime oppure quello Cocco e succo di lime che danno una freschezza tropicale all’estate.

L'offerta di Federico Prodon Pâtisserie e Crémerie

Il gelato di Federico Prodon Pâtisserie e Crémerie è proposto in coni o coppette, che vanno dai 3 ai 5 euro. La vaschetta è proposta al costo di 30 € al kg. «Siamo su una fascia di prezzo relativamente sostenuta, ma questo è giustificato dagli alti costi delle materie prime che utilizziamo», spiega il pasticcere. Un ulteriore servizio che Prodon ha scelto di dedicare al cliente dei Parioli è quello dell’ordinazione “tailor made”. «Il cliente viene da noi, sceglie il dolce che preferisce e noi lo facciamo preparare su misura e lo consegniamo direttamente a casa con i nostri furgoni refrigerati».

Stock Spirits Italia festeggia i primi cento anni di House of Suntory

House of Suntory compie 100 Anni
Importati e distribuiti da Stock Spirits Italia, i famosi distillati giapponesi, Whisky Yamazaki e Hakushu in testa, di House of Suntory sono al centro dei festeggiamenti per i 100 anni di fondazione dell'azienda del Sol Levante.

In occasione del Centenario, House of Suntory espone fino al 18 luglio prodotti e memorabilia dei grandi whisky giapponesi nelle sei grandi vetrine de La Rinascente che si affacciano a Milano sotto i portici di piazza Duomo. Grande pranzo-degustazione al Ristorante Maio de La Rinascente.

Icona dei consumi di lusso, dalla moda al design al food, il grande magazzino milanese è stato scelto dalla multinazionale giapponese per celebrare in Italia la sua storia imprenditoriale e i proporre distillati superpremium come i whisky Yamazaki, Hakushu, Hibiki e Toki (nei vari invecchiamenti e nelle edizioni limitate  per i 100 anni), oltre a Haku Vodka e Roku Gin.

Fino al 18 luglio tutte le vetrine de La Rinascente saranno così dedicate alle pregiate referenze di House of Suntory, allestite elegantemente con ideogrammi (Kanji) realizzati a mano su un grande telo da un maestro di shodo (arte giapponese della calligrafia) e con giochi di luce e di suoni che richiamano il profondo legame di House of Suntory con la natura. Per l’occasione, è stato inoltre allestito, al settimo piano, un pop-up store dedicato, dove scoprire tutte le raffinate produzioni dell’azienda giapponese, alcune delle quali approdano per la prima volta in Italia. In particolare:

The Yamazaki Single Malt Japanese Whisky 12 yo e 18 yo edizione limitata dedicata ai 100 anni - single malt di punta di Suntory, multistrato con aromi di frutta e Mizunara, uno dei brand di whiskey giapponesi più apprezzati nel mondo.

The Hakushu Single Malt Japanese Whisky 12 yo e 18 yo edizione limitata dedicata ai 100 anni, composti da whisky di malto accuratamente selezionati dai miscelatori della distilleria Hakushu, che lavorano con la torba e ammorbidiscono il palato utilizzando l'eccezionale acqua di montagna della zona, filtrata attraverso antiche rocce di granito.

Hibiki Suntory Whisky, whisky miscela di malto e grano provenienti dalle distillerie Yamazaki, Hakushu e Chita.

Hibiki Suntory Whisky

Suntory Whisky Toki, è una vivace miscela di whisky delle distillerie Hakushu, Yamazaki e Chita, che unisce il vecchio e il nuovo - l'orgogliosa eredità della Casa Suntory e il suo spirito innovativo - per creare un prodotto al tempo stesso innovativo e senza tempo. Non a caso, il termine “toki” significa “tempo”.

Suntory Whisky Toki

Roku Gin, gin premium pluripremiato che combina sei botaniche giapponesi e celebra la vita di ogni stagione; nella lingua nipponica, “Roku” si traduce come il numero “sei”, come le piante che lo compongono e che sbocciano nelle diverse stagioni.

Roku Gin

Haku Vodka, appena giunto sul mercato italiano, prodotta con l’hakumai, il riso bianco giapponese, sarà disponibile a breve sul mercato italiano. Il nome Haku significa "bianco" o "brillante": un omaggio all'abilità di padroneggiare una vodka chiara, dal gusto pulito e luminoso, filtrata attraverso il carbone di bambù.

Haku Vodka

Al centro di ogni referenza domina la cultura del whisky giapponese ispirata dall'armonia con la natura (Wa), esaltata dall'artigianato giapponese (Monozukuri) e vissuta come un'autentica esperienza culturale (Omotenashi). Per questo, il centenario è un traguardo importante non solo per House of Suntory, ma in generale per tutta la tradizione giapponese degli alcolici: l’azienda, infatti, nel corso dell’ultimo secolo ha contribuito a plasmare e ad arricchire la cultura nipponica sottolineandone la maestria artigianale, l’attenzione per i dettagli e l’incessante ricerca della qualità.

Pranzo degustazione al Ristorante Maio de La Rinascente

Per l'occasione l'importatore e distributore Stock Spirits ha organizzato un pranzo degustazione italo-giapponese firmato dallo chef Luca Seveso presso il ristorante Maio sulla Terrazza al 7.o piano con vista sulle guglie del vicino Duomo. Il pranzo è stato preceduto da un aperitivo a base dei Highball Suntory Toki (Suntory Whisky Toki, acqua tonica, cubetti di ghiaccio e scorza di limone), accompagnato da finger food come minitartare di fassona piemontese, tartellette tonnate, spiedini di gamberi in tempura (realizzati con una panatura piacevolmente croccante a base di pan grattato al latte giapponese Lucake), frittelline di cous cous vegetariane con funghi enoki.

Highball Suntory Toki

Ha portato un saluto di buon augurio il Console Generale del Giappone, Kobayashi Toshiaki.

Il saluto del Console Generale del Giappone, tra Veronika Zelnikova e Marco Ghezza

Il primo piatto era costituto da un Risotto Milano-Tokyo allo zafferano con sashimi di tonno in salsa ponzu, abbinato a minicalici di Whisky Yamazaky 12 yo e Whisky Yamazaki 18 yo.

Piatto di mezzo invece era un Maialino croccante cotto a bassa temperatura condito con pezzetti di peperone e cipolla e salsa teriyaki, abbinato a minicalici di Whisky Hakushu 12 yo e Whisky Hakushu 18 yo.

Maialino croccante

Gran finale con una Sfera bisquit da rompere con un martelletto per apprezzare la farcitura di un morbido di tiramisù al tè matcha, abbinato a un minicalice di Whisky Suntory Hibiki.

Sfera bisquit con tiramisù

E allora Kampai! (Svuota il bicchiere! brindisi giapponese).

Foto di gruppo Stock Italia & Beam Suntory

National Brand Ambassador del gruppo Beam Suntory (oltre che sommelier e bartender), Marco Ghezza ha ripercorso le tappe dell'inarrestabile sviluppo dell'azienda Yamazaki Distillery fondata nel 1923 da Shinjiro Torii (prefettura di Osaka) per ricreare liquori e distillati occidentali come Porto e Whisky ma adattati al gusto più leggero giapponese, all'insegna dell'armonia con la natura. Allo scopo volle diventare master blender dopo un lungo soggiorno in Scozia. Il primo vero successo lo ottenne nel 1937 lanciando il Suntory Whisky nella bottiglia squadrata kakubin, diventata poi un'icona di tutti i suoi distillati.

Marco Ghezza National Brand Ambassador Beam Suntory

Ribattezzata nel 1963 Suntory Limited, successivamente House of Suntory, negli anni l'azienda si è affacciata con successo sul mercato internazionale con una ricca gamma di distillati e birre. Acquisendo un ricco portafoglio prodotti da altre società come Allied Domecq, nel 2011 ha fondato la sussidiaria americana Beam Suntory, diventando oggi il terzo produttore internazionale di bevande alcoliche. L'attività è gestita dal nipote Shingo Torii e, solo in Giappone, può contare su cinque distillerie.

«Come distributori ufficiali di Beam Suntory, terzo produttore mondiale di distillati, che per House of Suntory produce i whisky artigianali Yamazaki, Hakushu, Hibiki e Toki, siamo davvero orgogliosi di dare il via anche in Italia ai festeggiamenti di questo importante traguardo - ha dichiarato Valentina Simonetta, direttore marketing di Stock Italia. House of Suntory è diventata oggi sinonimo dei migliori whisky giapponesi al mondo e ha senza dubbio costruito un'eredità degna di essere celebrata: crediamo fortemente nel connubio tradizione-innovazione e pensiamo che le sue esclusive referenze, di rara qualità, possano rispondere efficacemente alle esigenze del mercato del fuoricasa italiano, fatto di consumatori sempre più attenti ed esigenti, in cerca di esperienze sensoriali e culturali profonde».

Valentina Simonetta direttore mkt Stock Spirits Italia

Presentata da Veronika Zelnikova, Senior Brand Manager Beam Suntory, di particolare rilievo è stata la presenza in kimono di Yoko Takada, esperta nell'arte della calligrafia shodo, che ha preparato a richiesta una serie di quadretti traducendo in ideogrammi giapponesi le più diverse frasi o nomi.

 

 

Nuovo look per la Tea Collection BioPlose di Fonte Plose

Tea Collection Fonte Plosenuovo pack
Le quattro referenze della collezione di tè freddi biologici di Fonte Plosa sono ora disponibile nel nuovo formato da 275 ml e dal design rinnovato

Cambio di look per la Tea Collection BioPlose. La gamma di tè freddi biologici di Fonte Plose, lanciata nel 2017, è disponibile ora in un pack dal design rinnovato e più grande.

A custodire i tè è ora una bottiglia, sempre rigorosamente in vetro e vap (vetro a perdere), da 275 ml, che va a sostituire quella da 250 ml, e che viene consegnata in cartoni da 12 pezzi, invece dei precedenti 24, una scelta quest’ultima che l’azienda ha fatto per facilitare i locali nella gestione dei prodotti anche in termini di spazio.

Il lavoro di rinnovo ha interessato anche il design del contenitore, che ha abbandonato la forma quasi conica per assumere linee più classiche, e l’etichetta, che è stata svecchiata e arricchita di particolari ispirati a colori e forme di stile sempre dal tratto italiano.

Quattro referenze a tutto gusto e benessere

Immutato è invece rimasto il contenuto, i tè di alta qualità, frutto delle originali ricette messe a punto da Fonte Plose e prodotti solo con ingredienti rigorosamente bio, senza uso di coloranti, conservanti e zuccheri aggiunti.

Una gamma nata all’insegna del gusto e del benessere e composta da quattro referenze dove, accanto ai classici Thè Limone e Thè Pesca, troviamo il Thè verde, molto apprezzato per le proprietà antiossidanti, diuretiche e antinfiammatorie, e Thè Bianco & Zenzero. Ricetta quest’ultima frutto della più ricercata qualità di tè, nota per la sua azione energizzante, in abbinamento alla radice dello zenzero, spezia stimolante e tonica dalle proprietà antinfiammatorie e digestive, con un gustoso contrasto tra il gusto delicato del primo e le note pungenti del secondo cui l’aggiunta di estratto di fiori di  sambuco dona un ulteriore tocco di originalità.

 

Nuova Simonelli, la precisione silenziosa dei nuovi grinder

Nuovi macinacaffè Nuova Simonelli
L’Azienda di Belforte del Chienti (MC) presenta due nuovi modelli caratterizzati da praticità, ergonomia e facilità di manutenzione.

La tecnologia e l’ergonomia che Nuova Simonelli ha messo a punto per coffee shop, catene e ristoranti si trovano nei nuovi macinacaffè on demand MDJ  e MDXS: offrono una macinatura consistente e di qualità insieme a semplicità d’uso e di manutenzione e si affiancano alla Serie GX presentata lo scorso anno.

Il modello MDJ con macine da 75 mm è indicato per locali con una vendita di caffè fino a 3 chili al giorno. Anche durante le ore di punta assicura una macinatura precisa e velocizza il flusso di lavoro grazie al display touchscreen e al comodo gancio portafiltro che semplifica il lavoro del barista. Misura 21,5 x 35 x 60,5 cm, ha una tramoggia da 1,6 kg e pesa 16 kg; disponibile con carrozzeria nei colori nero, bianco e rosso.

l'MDXS on-demand con macine da 65mm ha una capacità di macinatura di 1,5 kg di caffè al giorno, dunque è indicato per local medio vendenti, come coffee shop, coffee corner, alberghi e ristoranti. Si distingue per la sua consistenza della dose, il funzionamento silenzioso e la facilità d’uso. Il coperchio della tramoggia da 1,6 kg ha fori di aerazione che offrono una temperatura costante a vantaggio della fragranza del caffè. Misura 21,2 x 29 x 58,5 cm, pesa 21 kg ed è disponibile con carrozzeria nei colori nero, bianco e rosso.

Entrambi i modelli sono caratterizzati da un’operatività silenziosa che assicura le migliori condizioni sia per chi lavora sia per il cliente; questo grazie al nuovo sistema di sospensioni che isola il motore per eliminare i rumori indesiderati. La regolazione della macinatura è micrometrica, mentre il nuovo clump crusher offre un flusso continuo del caffè nel portrafiltro, riducendo gli sprechi.

Al fine di aumentare la facilità di utilizzo e la produttività, mantenendo un’alta qualità, sono dotati di accorgimenti in grado di far lavorare bene il barista; inoltre si caratterizzano per l’estrema semplicità della pulizia e la progettazione finalizzata a rendere agevole e veloce l’intervento tecnico: tutto ciò si traduce in massima affidabilità e bassi costi di manutenzione.

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