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La Brillante di Evoca, innovazione e funzionalità

La Brillante
La nuova macchina superautomatica completa la gamma del brand e pone particolare attenzione a design, affidabilità e lavorazione del latte.

La Brillante è la nuova macchina da caffè superautomatica di Gaggia Milano, marchio di Evoca Group, che si affianca ai modelli La Radiosa e La Solare, completando la gamma del brand. Si caratterizza subito per il suo stile contemporaneo, che si sposa al meglio con le ultime tecnologie del settore e si inserisce in qualsiasi arredo

Le sue ridotte dimensioni (308 x 570 x 629H mm) e le finiture ramate e brillanti permettono un facile inserimento nella zona caffetteria e offrono il piacere di un macchina che piace al primo sguardo. 

Il gruppo erogatore Z4000 è preciso e affidabile; inoltre il nuovo sistema di schiumatura del latte permette di offrire bevande calde di eccellente fattura ed anche di soddisfare le particolari esigenze di ogni preparazione nonché le richieste anche dei clienti finali più esigenti, dosando minuziosamente la quantità di schiuma desiderata.

La macchina è sormontata da tre tramogge, che, in base al modello scelto, possono essere dedicate una a caffè in grani, le altre due a prodotti liofilizzati (cioccolata, orzo, ginseng o decaffeinato), oppure a due tipologie di caffè e un liofilizzato. Con il suo touchscreen da 7”, l’interfaccia risulta intuitiva per i tecnici e il personale non specializzato, nonché per un eventuale utilizzo in modalità self-service da parte del cliente finale. 

Infine, La Brillante è facile da usare sia per i tecnici sia per il personale non specializzato: attraverso il touchscreen, con un solo tocco è possibile programmare cicli di pulizia della macchina completamente automatizzati (indispensabili per garantire un buon prodotto erogato e una macchina ben funzionante a lungo) o fare affidamento su suggerimenti utili per la soluzione di problemi tecnici. 

Dal 13 al 17 ottobre si potranno verificare la funzionalità e l’estetica de La Brillante nell’ambito di Host presso lo stand di Evoca, pad. 22 stand F35/G46.

Gelato Festival World Masters elegge il miglior gelatiere nordamericano 2023

Si chiama Golan Chetrit e ha sbaragliato gli altri concorrenti con il gusto Halva Nagila

Gelato Festival World Masters ha eletto il miglior gelatiere del Nord America. Si tratta di Golan Chetrit della gelateria Noi Due Gelato di New York. Si è aggiudicato il primo premio come Miglior Gusto del Nord America 2023 con il suo gelato "Halva Nagila". Le semifinali nordamericane si sono tenute nel weekend del Labor Day a Los Angeles.

Sfida per 11 maestri

Gelato Festival World Masters è la più prestigiosa competizione per gelatieri singoli al mondo. L'iniziativa è realizzata insieme ai partner strategici Carpigiani e Sigep - Italian Exhibition Group. Nell'ambito di una serie di competizioni in oltre 22 Paesi, Golan Chetrit ha gareggiato insieme ad altri 11 maestri gelatieri provenienti da tutti gli Stati Uniti e dal Canada. La competizione si è tenuta il 2 e 3 settembre 2023 a Los Angeles. In questa occasione i concorrenti si sono contesi il posto per le finali del Nord America nel 2025.

Gelato Festival World Masters: la giuria

In questa tappa ogni gelatiere è stato giudicato sia dal pubblico che ha partecipato all’evento sia da una giuria tecnica di rinomati professionisti del settore culinario. Tra questi, c'erano Sally Camacho Mueller di Curtis Stone Events, Mattia Agazzi di Gucci Osteria da Massimo Bottura Beverly Hills e Rob Gentile di Stella West Hollywood. Golan Chetrit e altri quattro semifinalisti accederanno alle finali nordamericane del 2025 e avranno la possibilità di partecipare alle finali mondiali in Italia in programma lo stesso anno.

Chi sono i semifinalisti per il Nord America

La semifinale del Gelato Festival World Masters ha eletto 5 semifinalisti per il Nord America. Ognuno gareggerà alle finali del Nord America nel 2025 con i gusti presentati durante la competizione. Golan Chetrit della gelateria Noi Due Gelato (NYC) ha partecipato con il gusto "Halva Nagila" (gelato all'halva con tahini, sciroppo di datteri e riso croccante tostato). Gabriele di Marco del ristorante Oretta (Toronto, ON) ha presentato il gusto "Sapori di Sicilia". Maria Liliana Biondo della gelateria uGOgelato (Cincinnati, OH) ha gareggiato con il gusto "Mandorland". Melanie Wolf di Pompelmo Gelateria (Westerly, RI) ha presentato il gusto "Taste The Tropics". Infine, Giuseppe Lollino della gelateria Vero Coffee & Gelato (Franklin Park, IL) ha portato il gusto "Tribute to Setteveli". La giuria tecnica ha dato la sua menzione speciale a Simona Vacca della gelateria Il Gusto (West Covina, CA). Ha presentato il gusto "Saffron Rosegarden".

I gusti scelti dal pubblico

Il pubblico presente al Gelato Festival World Masters di Los Angeles ha scelto due gusti. Il primo è quello di Francia Michelle Magsaysay della gelateria Francy's Artisanal Ice Cream (Bergenfield, NJ), che ha presentato il gusto "Patata viola e formaggio con craquantes". Il secondo è di Lauren Brock della gelateria Butterfat Gelato (Pittsburgh, PA): "Carrot Cake".

Portioli a Host, caffè e innovazione in primo piano

Latta Gourmet da 3 kg
Il suo stand si propone quale punto di incontro per i baristi che vogliono rendere più accogliente, professionale e speciale il proprio locale.

 

Portioli si prepara ad essere protagonista nell’ambito di HostMilano, l’evento internazionale che riunisce le figure di primo piano del mondo della ristorazione e dell’accoglienza, in programma dal 13 al 17 ottobre presso Fieramilano, Rho.

Si tratterà di un vero punto di incontro per i professionisti del settore, un luogo dove monitorare le filiere e gli stili di consumo e un’opportunità per approfondire tematiche di attualità, best practices e scenari internazionali.

Per i baristi partecipare a Host è un’occasione di grande importanza, perché avranno l’opportunità di sperimentare di persona le ultime tendenze del settore, apprendere nuove tecniche di preparazione del caffè e scoprire bevande innovative.

In questo contesto, Portioli sarà a fianco degli operatori, fornendo consulenza e supporto per una personalizzazione accurata delle loro proposte.

Il suo stand al Pad. 14 - Stand C34 C42 D33 D41, sarà un punto di incontro dove scoprire i diversi progetti dell’Azienda. Al suo interno saranno infatti presenti tutte le linee di prodotto con diverse miscele disponibili in tutti i formati, per soddisfare le diverse esigenze della clientela. Saranno inoltre allestiti ambienti con i prodotti Portioli, dimostrando come il marchio possa arricchire ogni bar, offrendo non solo caffè di alta qualità, ma anche prodotti di merchandising per rendere il locale ancora più speciale.

Tra le novità proposte c’è la Latta Gourmet da 3 kg, una miscela di caffè in grani 100% arabica per bar con un aroma dolce e delicato; il suo pack sarà caratterizzato da una grafica elegante, nello stile Portioli.

Per i baristi la partecipazione a Host rappresenta un’occasione imperdibile, per trovare ispirazione e crescita professionale. Visitando lo stand Portioli i professionisti potranno scoprire quanto di nuovo e inedito è stato pensato per migliorare e rendere ancora più speciale l’esperienza dei loro clienti.

Quindi, non perdere l’occasione. Ti aspettiamo a Host al Pad. 14 - Stand C34 C42 D33 D41 per scoprire tute le sorprese che Portioli ha preparato per te.

Rivoire Firenze apre nel cuore di Milano e annuncia nuovi progetti

Lo storico caffè di Piazza della Signoria a Firenze apre una nuova insegna a Brera. La proprietà ci anticipa le prossime mosse

Milano accoglie un nuovo indirizzo firmato Rivoire Firenze. In via Formentini 9, nel cuore di Brera, arrivano le eccellenze gastronomiche dello storico caffè di Piazza della Signoria a Firenze. Il nuovo Rivoire ha appena inaugurato i suoi spazi con un'offerta dedicata alla nuova stagione.

Gli spazi del nuovo Rivoire Firenze

A Brera, nel cuore di Milano, Rivoire ha inaugurato un punto vendita sviluppato su due piani, con un ampio dehors. Tratto comune con l'indirizzo fiorentino è la ricercatezza degli arredi. Infatti, anche in via Formentini sarà possibile ammirare le originali e affascinanti decorazioni delle pareti, completamente rivestite di grandi immagini di dipinti rinascimentali, in sintonia con l'ambiente contemporaneo.

L'offerta del nuovo Rivoire

Se le prelibatezze di pasticceria, e in special modo di cioccolateria, sono ciò che dal 1872 hanno reso famoso Rivoire Firenze in tutto il mondo, il locale milanese è pronto ad accogliere i clienti tutti i giorni dalle 8 a mezzanotte. Per spezzare i pomeriggi sono in programma le merende. Il menu si compone di proposte della tradizione, ma anche di reinterpretazioni di piatti celebri riletti con suggestioni inedite di grande personalità. Completano l'offerta una ricca cantina dove ciascun vino ha una storia da raccontare. La cucina propone piattini di finger food, che rendono più completa l’esperienza di gusto dell’aperitivo con cocktail preparati secondo una mixology molto progredita e sviluppata, frutto di ricerca e di esperienza. Le ricette sono rese uniche dall’impiego di materie prime di altissima qualità, di cui molte elaborate in casa. Come il Se Fémm, “cosa facciamo” in dialetto milanese, variante del Negroni a base di gin, bitter, vermouth rosso e rosolio al bergamotto prodotto internamente. «Vogliamo offrire ai nostri ospiti un'esperienza che spazia tra il dolce ed il salato, tra il cioccolato, che è il punto di partenza alla pasticceria vista in chiave moderna, dalla ricercatezza della cucina, a quella dei cocktail, unici», spiega Carmine Rotondaro, titolare di Rivoire dal 2018.

Due nuove apertura in programma

«Milano, per la sua posizione strategica sullo scacchiere degli affari internazionali, è stata scelta come primo, fondamentale tassello di un progetto più ampio che vede Rivoire diventare simbolo di esclusività, prestigio, buon gusto, lusso, seduzione e creatività made in Italy nel mondo, con l’apertura di altri spazi dedicati in tutte le principali e più prestigiose destinazioni». Le prossime aperture dell'insegna Rivoire saranno prima in Piazza Oberdan e poi in Piazzale Cadorna, sempre a Milano. Con l'indirizzo a Brera avranno in comune «lo stesso stile, che trae ispirazione dallo storico locale fiorentino rivisto in chiave moderna con rivestimento artistico delle pareti e pezzi di antiquariato quali lampadari, mezzi busti ecc.». Circa l'offerta gastronomica, «tutti i nuovi locali avranno il cioccolato preparato dal nostro maestro cioccolatiere, ma ognuno avrà una propria carta de ristorante e cocktail, ci saranno punti in comune, ma saranno comunque unici».

A tu per tu con Andrea Benvegna vincitore di Patrón Perfectionists 2022

In questa intervista Bargiornale incontra Andrea Benvegna, attuale detentore italiano di Patrón Perfectionists. Il bartender del Surf di Imperia, con una carriera di successo in alcuni dei migliori locali di Londra (Connaught Bar) e di New York, racconta la sua vittoria, i suoi drink, l'esperienza in Messico e la sua idea di miscelazione la con Patrón, tequila super premium di Gruppo Bacardi.

Il 30 settembre si chiudono le iscrizioni per partecipare alla nuova edizione di Patrón Perfectionists. Un twist sul Paloma questo è il tema della prima sfida della cocktail competition dal brand di tequila super premium di Gruppo Bacardi. Tutte le ricette saranno sottoposte al vaglio di una giuria di esperti che selezionerà le migliori 10. I loro autori si daranno battaglia nella finale nazionale della Patrón Perfectionists, in programma a fine novembre.

A valutare le loro prove sarà una giuria composta da alcuni bartender della famiglia di Patrón Tequila, ovvero Cristian BugiadaAndrea Benvegna, vincitore dell’ultima edizione del contest (leggi Arriba Mexico! per Andrea Benvegna, vincitore tricolore della Patrón Perfectionist), Giulia Cuccurullo, e la giornalista food and beverage Annalisa Testa.

Il vincitore italiano si aggiudicherà un biglietto per il Messico dove, il prossimo anno, prenderà parte alla finale internazionale della competition, che come da tradizione si svolge presso l’Hacienda Patrón, sull’altopiano di Jalisco. Qui il finalista si sfiderà con i campioni degli altri Paesi in gara. Ad attenderli una serie di sfide che decreterà il vincitore mondiale.

 

 

 

Dry Milano festeggia i suoi 10 anni con serate e cocktail speciali

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Il team del Dry Milano (foto di Silvia Sirpresi)
Il locale milanese precursore del pairing tra pizza e cocktail festeggia il decennale con Ten Years of Taste, una serie di serate speciali, fino al 17 settembre, con bartender ospiti che propongono loro signature dedicati all'anniversario

«La combo tra pizza e cocktail oggi, nonostante sia ormai in voga, è ancora inusuale. Figuriamoci dieci anni fa...». Edris Al Malat è il bar manager di Dry Milano, nella centrale via Solferino, da due anni. Non era al bancone quando, nel 2013, il locale ha aperto. Ma ha ben chiaro quale è stato (ed è) il ruolo di un indirizzo a suo modo rivoluzionario, «precursore del pairing tra pizza e cocktail». Per festeggiare il suo decennale, Dry propone Ten Years of Taste, una lunga settimana di serate speciali dal 12 al 17 settembre, ospitando barman amici, italiani e non solo, che propongono drink dedicati all'anniversario.

Zero sprechi

«In questi dieci anni il format è rimasto pressoché uguale, con una proposta che va dall'aperitivo al dopocena», racconta Edris Al Malat a Bargiornale.it. «Ma da quando sono arrivato abbiamo deciso di puntare sul concetto di zero spreco: con lo chef pizzaiolo Lorenzo Sirabella ci siamo seduti a un tavolo e abbiamo pensato a come usare al bar scarti della cucina che andrebbero buttati. E viceversa».

Così con gli scarti e le parti filamentose della zucca viene infusa la vodka per creare un twist autunnale sul Moscow Mule, mentre l'acqua di governo della mozzarella finisce nel Mozzarella Sour, un whisky sour dove lo sciroppo a base di acqua della mozzarella, a contatto con il limone, si chiarifica. I limoni ischitani spremuti al bancone, invece, trovano una seconda vita in cucina, dove le bucce sono usate per creare dolci.

Menu stagionali e signature immancabili

«Il menu delle pizze e dei drink cambia ogni quattro mesi, seguendo la stagionalità», spiega Edris Al Malat. «Ma sia nel food sia nei cocktail ci sono dei signature che non escono mai dalla lista». Un altro evergreen sempre presente sono i classici dimenticati, cavallo di battaglia di Dry fin dal primo giorno di apertura: dal French 75 al Sazerac, passando per l'Hanky Panky, da dieci anni la loro lista campeggia uno dei muri del locale. Che nel 2017 ha inaugurato una seconda sede, molto più grande, tra Porta Venezia e Repubblica, oggi chiusa per concentrarsi sullo «spirito originale» di via Solferino.

Il programma della Dry Week

Cosa bisogna aspettarsi, quindi, dai festeggiamenti della cifra tonda? «L'ideazione è partita da inizio anno, volevamo creare qualcosa che rimanesse nella memoria», spiega l'head bartender del cocktail bar (premiato, tra l'altro, con l'ottavo posto in Italia della 50Top Pizza). Così è nata la Dry Week, che precede di qualche giorno la Milano Fashion Week della moda. A inaugurarla la serata solo a invito dello scorso lunedì. «Il lunedì di solito è il nostro giorno di chiusura, quindi abbiamo invitato al nostro bancone barman dei principali locali di Milano dove amiamo andare quando non lavoriamo», racconta Edris Al Malat. La bottigliera è passata quindi nelle mani di Ceresio 7, Rita & Cocktails, Ronin... mentre in cucina prendono spazio chef amici.

La Dry Week continua con sei serate aperte a tutti, dove ospiti nazionali e internazionali, insieme ai partner (Amaro Lucano, Authentica, Bulldog Gin, Campari Academy, Divise Goeldlin collection, Gin Nordès, Ice 3, Il Casolare di Mimmo la Vecchia Mozzarella di Bufala Campana Dop, Mancino Vermouth, Pernod Ricard, Salumi Levoni), propongono tre cocktail speciali in vendita a 14 euro ognuno. «Per i festeggiamenti ci siamo concentrati sulla parte bar, perché stravolgere anche la parte della pizza sarebbe stato molto difficile», spiega il barman.

Al bancone sfilano il vincitore della Campari Bartender Competition Dario Tortorella (mercoledì 13), Cameron Moncaster e Samuel Dames dello Swift di Londra (giovedì 14), Natale Palmieri di Cinquanta Spirito Italiano e Vincenzo Pagliara di Laboratorio Folkloristico (venerdì 15), Alex Frezza dell'Antiquario (sabato 16), Louis Lai e Christopher McNulty del Candelaria di Parigi (domenica 17). Mentre ad aprire le serate (martedì 12) sono stati Riccardo Carli e Fausto Bigongiali del Jeffer Cocktail Bar e Simone Covan del Santa Cocktail Bar.

Ed Edris Al Malat? Il barman del Dry, per una settimana, si riposa. Ma tra le proposte protagoniste della serata dell’11 c'è stato anche il suo cavallo di battaglia, l'Hibiscus Margarita (Vida Mezcal, Tequila Espolon Blanco, cordiale al lemongrass e ibisco). «Un cocktail che consigliamo di abbinare con la Margherita con provola affumicata e pepe di Sarawak», dice il bar manager. Perché non bisogna dimenticare che lo spirito del Dry Milano è tutto lì, nell'incontro tra pizza e drink.

International Coffee Tasting invita a iscriversi alle sessioni di assaggio

Logo International Coffee Tasting
Prende il via il concorso organizzato dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè che valuta caffè provenienti da tutto il mondo.

Da metà settembre parte la complessa macchina dell’International Coffee Tasting 2023, il concorso organizzato dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) che tramite commissioni i assaggiatori, valuta caffè proposti dalle torrefazioni di tutto i mondo.

Lo scorso anno furono 400 i prodotti valutati (le torrefazioni provenienti dai Paesi Orientali risultarono le più premiate)  e si prevede un superamento di quella soglia in quanto - osserva Carlo Odello, presidente, «vediamo confermato il trend di crescita degli ultimi anni. Come sempre la competizione è aperta a ogni preparazione di caffè, seppure dalle iscrizioni emerge una una preponderante partecipazione nelle categorie espresso, sia miscela sia singola origine». L’invito a tutti i soci assaggiatori è a candidarsi per partecipare alle sessioni di assaggio, che offrono l’opportunità di scegliere le tendenze del mercato, nonché di mettersi alla prova con i colleghi, perché, riprende Odello, «la formazione non è solo quella che si riceve nei corsi, ma anche quella che si può praticare sul campo e International Coffee Tasting è un’occasione unica in questo senso».

Negli ultimi tempi si parla molto di criteri di valutazione del caffè e della loro attendibilità. Iiac applica all’analisi sensoriale criteri scientifici, chiamando gruppi di giudici che applicano il suo metodo di assaggio alla cieca; la taratura dei giudici sensoriali avviene all’inizio di ogni giornata e i giudizi espressi sono validati statisticamente, escludendo dall’elaborazione del punteggio finale quelli meno attendibili. Infine, il punteggio che decreta l’assegnazione della Gold Medal è basato esclusivamente su parametri oggettivi, al fine di evitare che il gradimento personale di un assaggiatore possa assumere rilevanza. 

Per garantire una maggiore severità nell’assegnazione delle medaglie - precisa Odello - abbiamo istituito un doppio filtro per garantire una maggiore severità nell’assegnazione delle medaglie. Dunque, non è solo necessario che il caffè in gara ottenga un punteggio pari o superiore a 85 punti ma anche che rientri nel 25% superiore della classifica della giornata». 

Sempre per garantire la massima trasparenza del proprio operato, già dall’anno scorso Iiac ha reso pubblico la formula per il calcolo del punteggio finale con il peso attribuito ai singoli parametri.

I soci Iiac che desiderano candidarsi per partecipare alle commissioni di International Coffee Tasting 2023 possono scrivere a info@assaggiatoricaffe.org o contattare la segreteria al numero 030 381558.

Panettone Day 2023: ecco i pasticceri vincitori

Ad aggiudicarsi il titolo di miglior panettone tradizionale è Domenico Napoleone. Assegnati anche i premi per le nuove categorie

È di Domenico Napoleone, dalla Pasticceria F.lli Napoleone di Rieti, il panettone tradizionale che si aggiudica il primo premio di Panettone Day 2023. La finale dell'undicesima edizione della manifestazione, condotta dal direttore di Dolcegiornale Rossella De Stefano, ha svelato i lievitati più interessanti del 2023, in un mix di tradizione e ricerca.

La giuria di Panettone Day 2023

Nella Sala Mengoni da Cracco in Galleria, a Milano, i dolci dei venticinque finalisti sono stati analizzati e giudicati da una giuria guidata dal presidente Gino Fabbri. A giudicare i grandi lievitati c'erano anche Carlo Cracco, lo chef padrone di casa, Marco Pedron, direttore didattico della pasticceria di Congusto, il panificatore Adriano del Mastro, la pasticciera Marta Boccanera di Grué a Roma e Giordano Berrettini, vincitore dell'edizione 2022.

Domenico Napoleone, il miglior panettone classico

Sul banco d'assaggio dei sei giudici c'erano 25 lievitati per tre sezioni: tradizionale, creativo dolce e al Cioccolato Gold. Più due nuove categorie: il miglior panettone per la colazione, in collaborazione con 1895 Coffee Designers By Lavazza, e il miglior lievitato al cubo, che prova a cambiarne la classica forma. Per quanto riguarda il panettone classico, a convincere gli esperti è appunto la proposta di Napoleone, che porta a casa anche il riconoscimento come miglior panettone del Lazio. «Sono undici anni che partecipo. È sempre stata una sfida con me stesso più che con gli altri, una sfida a superare me stesso», racconta a Dolcegiornale dopo aver ritirato il premio, accompagnato dal fratello Bruno. «Il panettone per me è una sfida che è cominciata nel 1985. E questo premio è per una persona che non c'è più, abbiamo portato a termine il lavoro per lui», spiega con la voce piegata dall'emozione.

Bartolo Carbè firma il miglior panettone creativo

Il riconoscimento per il miglior panettone creativo dolce va a Bartolo Carbè dell'Antico Forno Carbè di Siracusa, che ha presentato una proposta alla mela e cannella. Con questo panettone ha convinto la giuria ad assegnargli anche la nuova menzione dedicata al lievitato che meglio si accompagna al caffè e si adatta alla prima colazione, una modalità di consumo molto diffusa nelle case degli italiani.

Francesco Bertolini crea il miglior panettone al Cioccolato Gold

Il primo classificato come panettone al cioccolato gold è invece Francesco Bertolini di Bertolini & Figli a San Bonifacio (Verona): anche nel suo caso mela e cannella con gocce di Cioccolato Gold, copertura Gold e foglia d'oro.

Santo Giarrusso, miglior lievitato al cubo

Grande curiosità per la nuova categoria in gara, quella del lievitato al cubo (non si può chiamare panettone perché la sua forma è stabilita dal disciplinare). Cotto, cioè, in un particolare stampo in modo da giocare con i volumi destagionalizzando il prodotto. Proprio nell'ottica di allontanarsi dal Natale Santo Giarrusso della Pasticceria Pasubio di Catania ha ideato il cubo al cioccolato e menta che ha vinto questa innovativa categoria. Tutti i panettoni finalisti dell'undicesima edizione di Panettone Day realizzata in collaborazione con Braims, Novacart, Callebaut, Vitalfood, 1895 by Lavazza e Congusto, sono in vendita nel temporary store di corso Garibaldi 50 a Milano dal 3 al 28 ottobre.

Campari Group: l’addio del ceo Bob Kunze-Concewitz dopo 16 anni

Campari Group Bob Kunze-Concewitz
Bob Kunze-Concewitz, ceo di Campari Group
Da 18 anni nel Gruppo e da 16 alla sua guida, l'amministratore delegato lascerà dall'aprile del 2024. Gli succederà Matteo Fantacchiotti, managing director Asia Pacific, nominato deputy ceo con effetto immediato

Si chiude l’era di Bob Kunze-Concewitz in Campari Group. Il ceo del Gruppo, ruolo che ricopre da 16 anni, ha deciso di lasciare, presentando le dimissioni che saranno operative a partire dall’aprile del prossimo anno. Kunze-Concewitz, ha spiegato il suo addio con la volontà di dedicarsi alle proprie passioni, dopo 18 passati in azienda. Alla sua successione il cda di Campari ha selezionato come nuovo amministratore delegato Matteo Fantacchiotti, managing director Business Unit Asia-Pacific, che assumerà sempre il prossimo aprile. Per garantire un passaggio di consegne fluido, ordinato e graduale, Fantacchiotti è stato nominato deputy ceo con effetto immediato.

L'era di Bob Kunze-Concewitz: 16 anni di successi

Il “regno di Kunze-Concewitz” è stato uno dei periodi d’oro per gruppo Campari. Sotto la sua guida l'azienda è cresciuta di circa 3 volte in termini di vendite nette e redditività, grazie a una combinazione di crescita organica ed esterna, con 27 acquisizioni dal 2007 per un investimento complessivo di circa 3 miliardi di euro. Il ceo ha costruito negli anni un leadership team forte, composto da top manager con una profonda esperienza nel settore, acume strategico e forti competenze operative. Insieme, hanno definito una strategia di brand building di grande successo, focalizzata sui marchi globali prioritari ad alta marginalità e sui principali marchi regionali.

Tra i maggiori risultati lo sviluppo di marchi chiave nella categoria aperitivi, come Aperol, le cui vendite nette sono incrementate di 12 volte dal 2007, diventando il marchio più importante del Gruppo. Il rilancio di Campari, oggi tra i brand più apprezzati e consumati al mondo. E ancora, l’affermazione di Espolòn nella categoria del premium tequila, diventato uno dei marchi più importanti e in più rapida crescita negli Stati Uniti. Inoltre, in questi 16 anni la presenza internazionale del Gruppo è cresciuta da 6 a 25 reti di distribuzione, che coprono il 93% delle vendite, e da 9 a 23 impianti di produzione nel mondo.

Dopo il ritiro, si prevede che Kunze-Concewitz diventi amministratore non esecutivo del gruppo, proposta che sarà presentata dal board all’assemblea degli azionisti, sempre ad aprile 2024.

«Guidare Campari Group è stato un onore, il percorso professionale più emozionante della mia carriera. Abbiamo raggiunto risultati straordinari, di cui sono estremamente orgoglioso, ma nessuno di questi sarebbe stato possibile senza il contributo straordinario, la passione e l’impegno di tutti i Camparisti nel mondo – ha dichiarato Kunze-Concewitz nella nota stamp ache ha annunciato il suo addio -. Sono grato per la fiducia e il sostegno che ho sempre ricevuto dal management team e dal consiglio di amministrazione, in particolare dal presidente. Ho detto più volte che questa azienda è fatta di marchi e di persone: ora disponiamo di un portafoglio composto da alcuni dei brand più ammirati nel settore degli spirit, curato da uno straordinario gruppo di professionisti in tutto il mondo. L’ottima salute dei nostri marchi e la nostra solida organizzazione mi consentono di ritirarmi per dedicarmi alla famiglia e coltivare le mie passioni. Sono molto felice di passare il testimone a Matteo, un top manager che ho reclutato personalmente e che ha già contribuito in modo significativo a Campari, grazie alle sue capacità di leadership e alla profonda esperienza nel settore degli spirit, in particolare nella fascia super premium».

Il successore Fantachiotti

A succedere al manager sarà Matteo Fantacchiotti, managing director Business Unit Asia Pacific, ruolo dove ha conseguito importanti risultati. Sotto la sua guida, il Gruppo nella regione si è molto potenziato, tramite l'internalizzazione della distribuzione diretta in mercati chiave come Corea del Sud, Giappone, Nuova Zelanda e India, in combinazione con la creazione di un forte hub regionale a Singapore.

Laureato in Economia e Commercio, ha iniziato la sua carriera nel settore cosmetico per poi trascorrere più di 20 anni nel settore beverage in Nestlé Waters, Diageo, dove ha ricoperto ruoli chiave nello sviluppo della Global Luxury Division, e Carlsberg Group¸ in varie posizioni manageriali con responsabilità crescenti, dalla gestione dei mercati, alla guida di attività globali di vendite e marketing, apertura di nuove business unit e lancio di nuove attività.

«Sono onorato e orgoglioso della nomina – ha commentato il neo nominato deputy ceo -. Bob lascia Campari Group in una posizione fenomenale. Gli straordinari risultati ottenuti dal Gruppo sotto la leadership visionaria di Bob sono per me fonte di ispirazione per continuare questo viaggio, facendo leva sulla nostra comprovata strategia di crescita, in continuità con il passato, combinando una forte attività di brand building con acquisizioni finalizzate alla generazione di valore. Campari Group è oggi un'organizzazione molto solida, costruita su infrastrutture a livello globale, marchi fortissimi e Camparisti di talento. Non vedo l’ora di continuare a lavorare con il management team di Campari Group, che avrò il privilegio di guidare e con il quale porteremo la nostra azienda alla fase successiva del suo percorso di crescita».

Coupe du Monde de la Pâtisserie: posticipate le selezioni Italia

Coupe du Monde de la Pâtisserie
Coupe du Monde de la Pâtisserie, nuove date per le selezioni dei professionisti italiani

Coupe du Monde de la Pâtisserie posticipa le selezioni italiane. La squadra che parteciperà alla competizione il prossimo gennaio 2024 sarà individuata durante il nuovo appuntamento, fissato per giovedì 28 settembre. Luogo dell'incontro: Cast Alimenti a Brescia. Impegnato dagli anni 2000 impegnato nelle selezioni nazionali e nel coordinamento degli allenamenti e nella promozione della cultura dolciaria italiana nel mondo, il Club Italia è oggi messo alla prova da inattesi cambiamenti da parte del comitato organizzatore francese della Coupe du Monde de la Pâtisserie.

Le novità della Coupe du Monde de la Pâtisserie

Per la prima volta, la selezione sarà a squadre di due persone, come richiesto dal regolamento per la gara europea. I candidati dovranno così dedicarsi alla realizzazione dei seguenti elaborati: torta gelato, pièce in zucchero, dessert al piatto da ristorazione e pièce in cioccolato. I due membri della squadra prima classificata andranno a comporre il nuovo team, che rappresenterà il nostro tricolore alla Coppa Europa. La competizione internazionale si terrà al Sirha Europain di Parigi, dal 21 al 24 gennaio 2024. Superata questa sfida si potrà così accedere alla Coupe du Monde de la Pâtisserie a Lione, in programma al Sirha, dal 23 al 27 gennaio 2025.

Obiettivo del Club Italia: vincere

Il Club Italia, presieduto da Alessandro Dalmasso, è nato su volontà di Gabriel Paillasson, fondatore nel 1989 della Coupe du Monde de la Pâtisserie. Obiettivo: selezionare, preparare ed accompagnare la squadra e la delegazione italiana a Lione, portandola sui gradini più alti della classifica. Lo scorso anno la nazionale italiana è arrivata terza, rimanendo così tra i migliori tre paesi nel campo della pasticceria. Tutte le attività di promozione, selezione ed allenamento sono possibili grazie al fattivo sostegno e alla concreta collaborazione di più protagonisti che credono nell'iniziativa, dai soci fondatori agli sponsor tecnici.

Caffè Vergnano supporta la Fede Academy

Carolina Vergnano e Federica Pellegrini
Carolina Vergnano e Federica Pellegrini
Due borse si studio per giovani promettenti all’interno del progetto di Federica Pellegrini, testimonial di Women in Coffee per la Torrefazione

Tramite il progetto di sostenibilità Women in Coffee, Caffè Vergnano prosegue la sua collaborazione con Federica Pellegrini puntando sul valore positivo dello sport.

Lo fa erogando due borse di studio che andranno a supportare giovani talenti del nuoto e la loro grande passione per questa disciplina all’interno di un percorso dedicato della Fede Academy, situato all’interno del centro Aquagranda a Livigno (Sondrio).

Il progetto è stato sviluppato con il marito ed ex allenatore Matteo Giunta ed ha l’obiettivo di motivare i giovani, far crescere la loro consapevolezza e avvicinarli al nuoto fornendo utili consigli tecnici e di vita. Lo sport fa bene alla salute, si sa, ma al contempo ha il positivo effetto di diffondere valori di cui da sempre Caffè Vergnano è portavoce, come il principio dell’uguaglianza, delle pari opportunità, della passione oltre a un profondo messaggio di empowerment. Insieme a Fede Academy si propone come simbolo di tutto questo e molto altro, affinché le azioni positive siano di esempio per le generazioni future. 

La Torrefazione torinese è impegnata nel progetto Women in Coffee, nato in collaborazione con l’International Women in Coffee Alliance, con lo scopo di favorire un processo di crescita, di autodeterminazione e di miglioramento nelle donne e non solo. 

«Siamo felicissimi, come Caffè Vergnano, di essere al fianco della Fede Academy fin dalla sua nascita perché siamo sicuri che assieme potremo fare la differenza e contribuire al sogno di molti giovani futuri campioni di nuoto - ha affermato Carolina Vergnano, amministratore delegato - . 

Il cammino comune prosegue e si arricchisce di nuove iniziative perché il miglior risultatao si ottiene quando si lavora insieme per un obiettivo comune, quando si lotta fianco a fianco per realizzare “grandi” sogni, non solo nello sport».

Molino Dallagiovanna, Luca Rubicondo è il nuovo Pastry Ambassador

Il volto di Rubicondo Pasticceri di Solaro, in provincia di Ravenna, vince la Pastry Bit Competition

Luca Rubicondo è il nuovo Pastry Ambassador di Molino Dallagiovanna. Il titolo gli è stato conferito durante la finale della prima edizione di Pastry Bit Competition, che si è tenuta il 9 settembre a Gragnano Trebbiense, in provincia di Piacenza. Qui è stata celebrata anche la prima edizione de La Festa dei Granai, organizzata dall'azienda.

Chi è Luca Rubicondo

Pastry Bit Competition celebra la sua prima edizione con il nome di Luca Rubicondo, pastry chef di Rubicondo Pasticceri di Solarolo, in provincia di Ravenna. Sarà lui il volto ufficiale del Molino per il settore pasticceria in Italia e nel mondo. Con un’esperienza quasi ventennale alle spalle, Rubicondo lavora presso la “Rubicondo Pasticceri” a Solarolo, in provincia di Ravenna. Oltre l’esperienza nell’attività di famiglia, nella quale è cresciuto e in cui tuttora lavora, ha lavorato alla “Patisserie des Reves” a Parigi, al “Grand hotel Da Vinci” a Cesenatico, da “Enzo’s resturant” ad Adelaide (Sud Australia) e da “Farina pizza e cucina” a San Francisco. È consulente tecnico per l’azienda di cioccolato Callebaut. I suoi tre luoghi più significativi sono: Milano perché è una città piena di possibilità; Parigi per le boutique di pasticceria; e San Francisco perché gli ha “rubato” il cuore. Il suo dolce preferito è una sua creazione, è a forma di pizza e si chiama “dolza”. La base è una mousse/bavarese e con i vari abbinamenti e decorazioni sembra a tutti gli effetti una pizza ma è un dolce di pasticceria. Da qui a 5 anni, spera di avere concretizzato il suo progetto di pizze dolci, portandole anche al di fuori della sua area geografica. Per Luca la pasticceria oltre che il suo lavoro rappresenta la sua prima passione e non perde occasione, anche nel tempo libero, di documentarsi o sperimentare nuove idee.

Gli altri finalisti di Pastry Bit Competition

I finalisti di Pastry Bit Competition (nell’ordine in cui hanno gareggiato) sono stati: Alessandro Fiorucci della pasticceria “Pane e Salame F.lli Lattanzi” di Roma (Roma); Gianluca Bolzani della pasticceria “Bolzani” di Vicenza; Luca Borgioli della pasticceria “Gabardina” di Montemurlo (Prato); Domenico Giove della pasticceria “La Patisserie Giove” di Ginosa (Taranto); Serena Nardelli della “Bis – Bar Pasticceria” di Martina Franca (Taranto); Gabriele Giambastiani pasticcere presso il “T Hotel” di Cagliari (Cagliari); Dalila Capretta pasticcera del ristorante “Arca” di Alba Adriatica (Teramo); Salvatore Catapano pasticcere presso “Casa Celestino” di Sant’Angelo d’Ischia (Napoli).

Molino Dallagiovanna al debutto con Pastry Bit Competition

Pastry Bit Competition, che si affianca al Pizza Bit Competition, è una gara rivolta ai professionisti della pasticceria. Molino Dallagiovanna ha promosso l'iniziativa insieme al maestro Leonardo Di Carlo, pioniere della Pasticceria Scientifica. Il media partner della manifestazione è stato Gambero Rosso. Una giuria di esperti, blogger e giornalisti sono stati chiamati a valutare i concorrenti della Pastry Bit Competition. A guidarli, il maestro Leonardo Di Carlo. La finale è stata presentata da Andrea Mainardi e Daniele Persegani, chef e noti conduttori televisivi.

Cos'è La Festa dei Granai

La Festa dei Granai nasce per celebrare il forte legame con il territorio, la Wheat Valley, cuore pulsante della produzione di grano tenero in Italia. L'obiettivo è far conoscere le tante eccellenze del piacentino e valorizzare l’attività degli agricoltori locali. Proprio a loro, infatti, è dedicato il premio “Chicco d’Oro”, destinato al migliore agricoltore che si è distinto nella produzione di determinate categorie di grano: Grano biscottiero all’Azienda agricola Carella, Grano panificabile all’Azienda agricola Chioso di Bersani, Grano di forza all’azienda Ferrari Silvano Giorgio, Grano taylor all’azienda Roberto Scrocchi. La scelta del periodo non è casuale perché a settembre il grano, raccolto nel periodo estivo e sottoposto, come da tradizione, al riposo di 40 giorni dopo il raccolto, è pronto per essere macinato.

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