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Wcc Iba: è Leo Ko di Hong Kong il miglior bartender del mondo

Si è conclusa a Roma la World Cocktail Championship di Iba: sul podio della categoria Classic, argento per Jose Valentin (Porto Rico) e bronzo per Atilla Bus (Ungheria). Nel flair trionfa l’argentino Roman Zapata

Con il Gala e la serata finale, fra spettacoli di flair e ultimi cocktail versati, si è conclusa la tre giorni Iba, che dopo ben 36 anni è tornata a Roma con la World Cocktail Championship. Ottanta concorrenti da 68 Paesi diversi che si sono visti avvicendarsi e gareggiare nelle varie categorie del mondiale, ospitato nelle sale del Marriott Park Hotel dal 29 novembre al primo dicembre. Direttori d’orchestra e padroni di casa, i nostri Giorgio Fadda, presidente Iba dal 2020, e Angelo Donnaloia, che nei due giorni precedenti era stato protagonista con le finali Aibes, di cui è presidente.

Tanti i premi che sono stati assegnati nella serata finale, ma i più importanti sono certamente quelli della categoria Classic, vinta dal concorrente di Hong Kong, Leo Ko, che ha convinto la giuria con il suo cocktail shakerato Came to connect, a base di Gin Fabbri, Campari, un homemade al caffè, sciroppo di vaniglia Monin e on top una schiuma a base di passionfruit. Secondo classificato il portoricano Jose Valentin e terzo l’ungherese Atilla Bus. Per la verità, quest’ultimo era stato dato per vincitore, per via di un misunderstanding. Lacrime e ringraziamenti, salvo poi vedersi soffiare il premio dal collega di Hong Kong, che in seguito a un riconteggio è risultato il campione. Per il povero ungherese saranno state di nuovo lacrime, stavolta di delusione. Si è tuttavia consolato con la sua squadra, quella dell’Ungheria, che per il 2023 ha portato a casa la storica insalatiera, che di anno in anno viene assegnata al miglior team.

Particolarmente spettacolare l’esibizione dei sei finalisti della gara flair, che si sono battuti a colpi di shaker e bottiglie volanti. Vincitore assoluto, l’argentino Roman Zapata, che ha colpito tutti con la sua esibizione ispirata a Wolfgang Amadeus Mozart (era anche vestito a tema). Argento per il lettone Deniss Trifanovs, Bronzo al polacco Kacper Smarz.

La ricetta

Came to connect di Leo Ko

Ingredienti:
45 ml Gin Fabbri
55 ml Homemade (preparato con 1 Lt Campari; 10g Earl Grey Tea; 8g caffè)
0,5 ml Monin Vanilla Syrup
Top up con Passionfruit foam

Preparazione: drink shakerato, chiusura con foam on top

Il napoletano Emmanuele Marano vince la The Sidecar Competition di Rémy Martin

Il bartender del La Mela di Napoli si aggiudica la finalissima romana con la sua versione del Sidecar intitolata Inseparable e stacca un biglietto per andare a visitare le cantine in Cognac e scoprire l'ultracentenaria tradizione di Rémy Martin

Quando si dice “gli ultimi saranno i primi”. Si chiama Emmanuele Marano il vincitore della The Sidecar Competition, organizzata da Rémy Martin: ha gareggiato per ultimo e ha sbaragliato i tre validissimi concorrenti, già vincitori delle tappe intermedie di Roma, Milano e Catania (oltre a quella napoletana in cui aveva prevalso lo stesso Marano).

Tenutasi alla Terrazza Molinari di Roma il 27 novembre, la finalissima ha visto cinque giudici d’eccezione: oltre al brand ambassador Molinari (che distribuisce Rémy Martin), Marco Fedele, c’erano infatti quattro big della miscelazione capitolina, ovvero Patrick Pistolesi, Massimo D’addezio, Paolo Sanna e Riccardo Marinelli.

Una giuria tutta tecnica, quindi, chiamata a valutare il drink in base all’esecuzione, allo speech, alla presentazione, al gusto e all’aderenza al tema, che era appunto reinterpretare il glorioso Sidecar. Il premio per Marano: un viaggio nella regione del Cognac, per visitare le cantine Rémy Martin e scoprirne dal vivo la tradizione ultracentenaria.

Napoletano, vent’anni e tanto cuore, Emmanuele Marano è bartender del La Mela Experience Cocktail Club di Napoli, recentissima apertura in quel di via Chiaia, che ha ridato vita a una storica discoteca della Dolce Vita partenopea e che vede fra i protagonisti l’imprenditore Francesco Cappuccio (che ha nel suo portfolio anche l’Antiquario). A convincerlo a partecipare con il suo drink Inseparable, racconta, «l’istruttore della scuola di bartending Professional Bartender School, dove si è svolta la finale di Napoli della Sidecar». La sua presentazione è stata ricca di dettagli e di storia, ma anche con un tocco personale, caratterizzato da una cartolina che ha fatto realizzare per l’occasione da un artista napoletano e ha donato ai giudici: un Sidecar in viaggio fra Napoli e Roma, con un angioletto a vegliare. «Ho fatto aggiungere questo dettaglio perché proprio il giorno prima della finale napoletana è venuto a mancare mio nonno e per me era importante che ci fosse», afferma il vincitore. A caratterizzare il cocktail preferito dai giudici, un Cointreau infuso al pimento e l’utilizzo di un sea honeymix (miele e acqua di mare edibile) per rinfrescare e contrastare.

Sul podio con Marano, i tre vincitori delle tappe intermedie: Alessio Baneschi di Cecina (LI) che a Milano aveva convinto con il suo Late Night Sidecar infuso al caffè; Sara De Pascalis del Triplo di Roma, che nella tappa della capitale aveva proposto il suo Oxymère; Michele Serrafino del Retrò di Caltanissetta con il suo cocktail Exubérant di nome e di fatto.

La Ricetta
Inseparable – Emmanuele Marano

Ingredienti:

45 ml Rémy Martin V.s.o.p.
15 ml Cointreau al pimento
30 ml Cordiale alla pera
10 ml Sea Honey Mix

Garnish: cubetti di pera candita
Tecnica: stir and strain
Bicchiere: Nick&Nora

La musica entra nello shaker con Oscar Quagliarini

Il pianista e compositore Alessandro Sgobbio che con la sua musica ha accompagnato i cocktail di Oscar Quagliarini nella serata organizzata da Organics by Red Bull a Milano (foto di Chiara Broccoli)
Il mixologist e "naso" protagonista della serata milanese firmata da The Organics by Red Bull, con i suoi drink e le sue fragranze proposte "in pairing" con la musica modale del pianista Alessandro Sgobbio. Un incontro tra cocktail, profumeria e musica per un'esperienza multisensoriale totale

Il primo impatto che un cocktail ha sul consumatore arriva molto prima del sorso. Già piuttosto rodato il lavoro svolto negli ultimi anni sull’aspetto visivo di una ricetta, con garnish e presentazioni tornate al minimalismo (bicchieri inclusi), il potere olfattivo di un cocktail è stato il terreno di sperimentazione per eccellenza di Oscar Quagliarini: il pioniere per eccellenza nell’avvicinamento di profumeria e miscelazione, che anche da un punto di vista tecnico scava in profondità. L’utilizzo di un profumo come elemento integrante di un drink, con una vaporizzazione appena prima del servizio, è per Quagliarini «un modo per amplificare i sentori della ricetta, che si valorizza ed è anche divertente. Una fragranza può introdurre nuove sensazioni per il consumatore, o creare un continuum o un contrasto con gli altri ingredienti».

Sperimentare con la profumeria

L’approccio di Quagliarini rimane ancora un unicum nel panorama italiano: mentre all’estero non è nel complesso rarissimo trovare sperimentazioni con la profumeria, in casa nostra si fatica decisamente. «Penso sia anche per una forma di rispetto velato, sono stato il primo e quindi nessun altro si propone. Più in generale però, vedo il mondo del bar ottuso, che rischia di rimanere senza futuro finché non arriveranno nuovi innovatori che potranno aiutare il sistema a guardare oltre: mi viene in mente Tony Conigliaro». In profumeria invece lo spazio c’è eccome. Quagliarini è già al lavoro su due nuove essenze: Eteriamen-Te, a base di cocco, tabacco, incenso, cannabis e cocaina. E Money never sleeps, con richiami alle varie essenze della carta come materia prima.

Una frontiera inesplorata: l’impatto della musica

Un’ulteriore frontiera inesplorata è quella dell’impatto che la musica può avere sulla degustazione, ed è su questo che si è incentrata una serata organizzata da Organics by Red Bull, presso l’Organics SkyGarden @Cielo di Milano. Alle fragranze e ai drink di Quagliarini, realizzati con i prodotti Organics, faceva da contorno la musica modulare di Alessandro Sgobbio, compositore, pianista e produttore tra i più interessanti e apprezzati nomi del panorama jazz internazionale. Note di degustazioni e di suoni, dunque: la musica, a detta di Sgobbio, «permette di aggiungere un tassello in più all’esperienza multisensoriale del cocktail, arrivando quindi ad abbracciare simultaneamente tutti i sensi».

Lo stile di Sgobbio si è fatto estensione delle ricette di Quagliarini, che sottolinea come la musica aiuti «a coordinare la respirazione, che è un aspetto fondamentale. Quando i ritmi accelerano si fa più fatica a godere davvero di un buon cocktail, mentre un clima più disteso permette di gustarlo al meglio». Sgobbio ha quindi optato per microvariazioni pianistiche ed elettroniche, che hanno a loro volta ricalcato gesti e abitudini dei bartender: «Essendo il cocktail l’arte elegante della manualità, del dosaggio e della sapienza, ciascuno ogni volta unico e irripetibile, questo tipo di sonorità si sposa alla perfezione, proprio per via di questa loro specifica (e intrigante) combinazione di precisa gestualità».

Eclettico e visionario: Oscar Quagliarini

Classe ’78, Oscar Quagliarini è uno dei volti più noti del bartending europeo. Eclettico e visionario, ha legato il proprio nome a progetti di varia natura, in Italia e nel mondo (soprattutto Parigi, ma anche Russia, Messico, Singapore). Dopo esperienze di sperimentazione in Africa Orientale, dove si è concentrato sulle macerazioni, Quagliarini ha virato sulle fragranze, con le quali ha iniziato a lavorare per la realizzazione di liquori; è il pioniere dell’utilizzo della profumeria in miscelazione, e continua a lavorare come consulente per le principali realtà nazionali e internazionali.

Riparte La Mela a Napoli: un night storico, rivisitato dai big della mixology partenopea

La Mela Iencarelli
Vincenzo Iencharelli, direttore de La Mela
Simbolo della Dolce Vita napoletana, il locale è oggi un raffinato cocktail bar, che propone una miscelazione contemporanea firmata da Vincenzo Iencharelli, e un moderno ristorante fusion, con la cucina curata da chef Edoardo Estatico

Dai concerti di Peppino di Capri, alle feste con i dj contemporanei. Parlare de La Mela nel capoluogo partenopeo è parlare di notte, di serate leggendarie. La festa dello Scudetto di Maradona, festeggiata nel suo privè, le leggendarie serate anni Ottanta, ma anche i tanti ospiti speciali: da Patty Pravo a Giorgio Armani, passando per Naomi Campbell e Ornella Vanoni.

La storia di questo night è cominciata nel 1967: quando i fratelli Campanino, di professione musicisti, scoprirono le infinite potenzialità di quei scantinati di Via dei Mille, quartiere Chiaia, trasformandoli in un night famoso, meta obbligata per tantissimi artisti di passaggio, per quattro decenni. Da qualche anno, e dopo diverse gestioni, La Mela aveva chiuso i battenti, fino alla sua rinascita di pochi mesi fa. Ne è autore Francesco Cappuccio, imprenditore partenopeo che ha segnato profondamente la storia recente della miscelazione partenopea e ispirato il modo stesso di intendere la notte in tutta la Campania. Da capo del progetto, assieme alla proprietà storica del locale, ha affrontato la sfida apportando un profondo restyling, che ha coinvolto spazi, bancone e sale. Il nuovo La Mela è al tempo stesso un moderno ristorante fusion e un raffinato cocktail bar, con uno sguardo alla città e l’altro proiettato sul mondo.

Le tre sale

Un aspetto che colpisce sin da quando si scendono le scale dal piano della strada, per accedere la sala iniziale. Le sale sono tre, dalle diverse sfumature. Entrando in quella iniziale, veniamo accolti dalle tinte oro del bancone, alternate all’ambra della sala: sono esaltate dalla luce soffusa finemente studiata, proveniente da punti luce in alto. Passando alla seconda sala, veniamo accolti dalla sensualità del rosso: è presente sui divanetti e sui pouf, contrastato solo dalla colonna centrale a forma di palma, che con il suo oro dona un aspetto di lussuria all’intero ambiente. È pur sempre un locale notturno. Rossa è anche la tenda che separa la red room al privè: qui a colpire è il tavolo scuro, in nero minimale con inserti in oro: assieme al piccolo bancone sulla destra e alle pareti vintage colorate con tinte celestiali, caratterizzano lo stile dello spazio dedicato all’area privè.

Cucina fusion e miscelazione contemporanea

Nel nuovo corso del night napoletano sono due le parole d’ordine: cucina fusion di qualità e miscelazione contemporanea. La prima è offerta dallo chef Edoardo Estatico: nel suo approcciarsi all’avventura, ha ragionato seguendo la logica degli assaggi per due o quattro persone.  Nel suo menu celebra Napoli, abbracciando diverse culture, dalla peruviana, alla napoletana. Ne è ottimo esempio il Viaggio in Grecia, nel quale troviamo una pita greca con tzatziki è completata da moussakà con braciola al ragù napoletano, oppure il Tacos Naples, con peperone del Piquillo ripieno, provola di Agerola e chorizo Joselito.

La proposta mixology di Vincenzo Iencharelli

La miscelazione è curata dal direttore Vincenzo Iencharelli (ex storico bartender de L’Antiquario). Nel farlo, ha scelto una via giocosa che parte dal nome, mutuandone l’essenza. La mela è il frutto proibito, una provocazione che ritroviamo nei nomi dei signature presenti, come Touch Me oppure Il Triangolo.

Il primo ben rappresenta lo spirito della miscelazione presente: parte da una base tequila, che viene affinata nei sensi da un cordiale di passion fruit e pepe di Sichuan, per poi ricevere carattere e armonia da bitter, lime e soda al pompelmo. Il risultato è un miscelato semplice e sofisticato, un drink gradevole e non difficoltoso alla bevuta, tuttavia non privo di quel respiro internazionale e della complessità che merita una proposta metropolitana. Piccante ma sensuale, come i ritmi che si respirano in questo posto, riportato alla vita da chi ha reso Napoli una tappa internazionale del cocktail Made in Italy.

Simone Broglia è il campione italiano della Patron Perfectionists

Patron Perfectionists _Simone Broglia
L'head bartender di The Soda Jerk Verona trionfa nella finale italiana della competition di Tequila Patrón e stacca il biglietto per il Messico, dove il prossimo marzo gareggerà per il titolo mondiale

Sarà il giovanissimo bartender Simone Broglia, originario della Valpolicella, a rappresentare l'Italia alla finale internazionale di Patron Perfectionists 2024, firmata dal Gruppo Bacardi e giunta alla sua settima edizione.

Broglia, classe '97, head bartender di The Soda Jerk Verona, volerà a marzo in Messico per partecipare alla finale che vedrà la partecipazione di bartender provenienti da 14 Paesi dei cinque continenti.

L'incoronazione di Simone si è tenuta lunedì 27 novembre a Firenze a Il Locale, affascinante ed esclusivo cocktail bar con le migliori proposte secondo The World's 50 Best Bars, dove si è svolta la finale italiana in cui hanno gareggiato 10 bartender da tutto il Bel Paese.

Le sfide

I partecipanti hanno dovuto duellare come sempre a colpi di tequila. Le sfide alle quali hanno preso parte sono state due. La prima a tema Margarita de Mexico, ovvero partendo dal classico Patrón Margarita hanno dovuto celebrare il Messico, utilizzando un suo ingrediente per creare una nuova versione di uno tra i cocktail più amati al mondo. Protagonista del drink il Tequila Patron Silver, con una dose minima di 45ml/1.5oz più un massimo di altri 5 ingredienti.

La seconda, invece, è stata a tema Paloma e condivisione. Paloma Shared Dna è stata la sfida che ha messo più alla prova i concorrenti per ciò che riguarda il racconto di una storia che si cela dietro una ricetta, la creatività e l'ingegno. Partendo dal Patrón Paloma che avevano creato nella sfida d'ingresso sono stati chiamati a creare un rituale di servizio, per quattro persone, capace di celebrare l'essenza del Paloma e la convivialità. Tequila Patrón, in questo caso Reposado, doveva essere presente per un minimo di 120 ml/4oz più altri 5 ingredienti.

La giuria

I bartender sono stati valutati da una giuria formata da 4 esperti strettamente legati alla Tequila Patrón: Cristian Bugiada, re nella miscelazione a base agave e co-founder de La Punta Expendio de Agave di Roma, Giulia Cuccurullo, Patron Perfectionists 2020 Global Winner (leggi Patrón Perfectionists Cocktail Competition: vince l’italiana Giulia Cuccurullo) e head bartender dell'Artesian Bar London, Andrea Benvenga, vincitore della finale italiana 2022 (leggi Arriba Mexico! per Andrea Benvegna, vincitore tricolore della Patrón Perfectionist), e la giornalista food&beverage Annalisa Testa.

Una gara di alto livello

Gusto, aspetto, ispirazione e coinvolgimento e originalità sono stati i parametri con i quali i giurati hanno esaminato i concorrenti, in una competizione dove il livello generale, come ci racconta Cristian Bugiada, è stato elevatissimo. «Ho partecipato più volte alla Patron Perfectionists come giurato e devo dire che questa finale italiana è stata diversa rispetto alle altre, con una qualità dei concorrenti davvero alta, tanto che decretare il vincitore non è stato così semplice. Ci siamo confrontati per quasi due ore, e alla fine, cercando di avere una prospettiva più internazionale, abbiamo deciso di far volare in Messico Simone Broglia che ha dimostrato grande completezza, composta da un'ottima tecnica, competenze e una spiccata personalità. Abbiamo visto in lui anche la capacità, spesso rara, di sapersi districare dagli imprevisti, riuscendo a risolverli senza perdere la calma e, in più, un'affascinante spensieratezza e un'allegria trainante capace di coinvolgere chiunque gli sia difronte».

Tanta creatività in campo

Anche per Giulia Cuccurullo è stata una bellissima gara. «I concorrenti sono stati bravi a leggere i briefs in maniera estremamente creativa. Abbiamo assaggiato cocktail davvero eccellenti, con sfumature legate alle loro personalità. C'è chi ci ha fatto vivere il Messico e le sue atmosfere attraverso i racconti e chi lo affatto attraverso i gusti. Abbiamo scelto Simone per la sua tecnica e per la sua professionalità ma anche per la sua capacità di saper coinvolgere tutti, dai giudici al pubblico, in maniera naturale e senza perdere di vista la gara e la perfetta esecuzione dei drink».

La Valpolicella vola in Messico

Broglia ha vinto con due cocktail che sicuramente nella sua vita non dimenticherà: Karime Margarita, con Tequila Patrón Silver, Liquore al Tomatillo e Aceto di Patrón Silver accompagnato da un garnish di Churros salato con polvere di banana e gel di Tomatillo, e con Mi Mesa con Tequila Patrón Reposado congelata, Cerveza Cordial (Cordiale del Paloma), Acqua di Porcini e Smetana al vino Ripasso con garnish a base di muschio e pompelmo e pasta cotta nell’acqua di funghi.

«Karime Margarita è dedicato alla chef Karime Lopez di Gucci Osteria a Firenze. È stato proprio leggendo di lei e di una sua ricetta, il Churros alla Banana Split, che ho tratto ispirazione per questo cocktail. Mi Mesa, invece, l'ho dedicato alla mia terra, la Valpolicella. Non conosco il Messico, mentre i luoghi in cui sono nato sono parte di me ed è per questo che ho voluto portare, e porterò, la Valpolicella in uno dei Paesi che mi hanno sempre attratto e insieme a essa volerò per la finale con uno dei riti che più mi divertono: lo “shot time”, come tra amici amiamo chiamarlo, che trovo sia uno tra i rituali più conviviali che si possono vivere tra le mura di un bar».

Maniva con Mineral Seltz e Smile–Box sempre più sostenibile anche nell’horeca

Maniva
Qualità, sostenibilità e tecnologia. Uniscono tutto ciò le innovazioni firmate Maniva: l'acqua selz minerale in fusti d'acciaio, che dopo il consumo vengono recuperati e riutilizzati, e il pack green che custodisce l'acqua minerale

Un binomio di prodotti che riescono a unire qualità e sostenibilità, insieme a ricerca e tecnologia, a tutto vantaggio del settore dell’horeca. Sono Mineral Seltz e Smile-Box, le due innovazioni proposte con successo per i segmenti della ristorazione, dell’ospitalità e del fuori casa da Maniva, l’azienda bresciana ubicata fra le Alpi Retiche e attiva nella produzione di acqua minerale dal 1998.

L’Acqua Mineral Seltz Maniva è un'acqua seltz concepita specificatamente per il mondo della miscelazione, vista la capacità di mantenere invariata la gassatura fino all’ultima goccia, e che utilizza le alte qualità organolettiche proprie della fonte alpina Maniva.

Una soluzione unica che viene fornita in fusti d’acciaio da 20 litri di ultima generazione, realizzati per una durata superiore ai 30 anni, che non hanno bisogno di manutenzione e che garantiscono la purezza, non permettendo variazioni di gusto al prodotto miscelato.

Pratico e green

Il processo virtuoso e sostenibile introdotto da Maniva fa sì che, una volta consumati tutti i 20 litri di Mineral Seltz Maniva contenuti nei fusti, l’azienda recuperi i vuoti e, una volta sanificati, vengano poi riutilizzati per lo stesso uso. Sanificazione che viene peraltro gestita con energia 100% green, unicamente da fonte rinnovabile.

Inoltre, con l’impiego dei fusti, l’impianto di spillatura di Mineral Seltz Maniva non ha più bisogno di essere corredato dal carbonatatore per la gassatura e da filtri di protezione e trattamento, sempre grazie all’alta qualità e alle proprietà dell’acqua minerale naturale Maniva.

Smile-Box, il pack sostenibile di acqua minerale Maniva

Lo sviluppo commerciale e i dati di vendita 2023 sono stati più che soddisfacenti anche per il posizionamento dello Smile-Box Maniva, che si è dimostrato un prodotto attrattivo e versatile, particolarmente richiesto nei segmenti bar, vending, ospitalità e on the go.

Smile-Box è un nuovo packaging sostenibile e multistrato, che custodisce, preserva e mantiene inalterate le caratteristiche organolettiche e i benefici alcalini delle naturali proprietà di acqua minerale Maniva.

Lo Smile-Box Maniva pH8, questo il nome esteso del prodotto, è stato concepito per offrire un’alternativa ulteriore alle classiche modalità di confezionamento di Maniva e testato a lungo per individuare il più valido contenitore ispirato ai criteri del totale riciclo e recupero, in grado di coniugare ricerca, benessere e sostenibilità ambientale.

Si consolida così progressivamente il ruolo di Maniva come innovatore di prodotti e di packaging a misura dell’horeca, intercettando e soddisfacendo le richieste sempre più specifiche dei professionisti del fuori casa, grazie all’ideazione e alla promozione di prodotti distintivi e pienamente sostenibili.

Pagamenti cashless, le soluzioni migliori per il tuo locale

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Iscriviti al webinar gratuito del 10 gennaio 2024 alle 15:00, organizzato da Bargiornale e TeamSystem, e scopri le soluzioni che ti permettono di controllare meglio il business del tuo locale

I servizi digitali sono ormai una parte irrinunciabile dell’offerta di un locale, e tutto ruota attorno alla possibilità di pagare il conto senza usare contanti. Su questo fronte i comportamenti del cliente si sono evoluti moltissimo negli ultimi anni, in concomitanza con le nuove norme relative all'obbligo di accettare pagamenti cashless.

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"PAGAMENTI CASHLESS: LE SOLUZIONI MIGLIORI PER IL TUO LOCALE"

Verso il pareggio con il contante

Secondo i dati raccolti dall'Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano, nel primo semestre del 2023 il transato dei pagamenti digitali in Italia ha raggiunto quota 206 miliardi di euro, in crescita del +13% sullo stesso periodo del 2022. Nonostante il forte impulso derivante dalla pandemia si stia lentamente esaurendo, i pagamenti digitali a fine anno potrebbero raggiungere un valore tra i 425 e i 440 miliardi, un valore di poco inferiore al totale del transato in contanti.

Normativa e nuove abitudini di acquisto: le opportunità

Non c'è solo il tema delle nuove abitudini di acquisto del consumatore: ormai la normativa impone a tutti i contribuenti con partita IVA l'obbligo di accettare pagamenti in moneta elettronica. Dunque, anche i titolari di bar e ristoranti devono accettare pagamenti cashless, pena la doppia sanzione prevista dalla legge.

«Certamente i consumatori ormai chiedono di poter pagare cashless - spiega il direttore dell'Osservatorio Innovative Payments Ivano Asaro - ma gli esercenti non pensino di dover solo “subire” questo cambiamento, perché ci sono opportunità da cogliere per migliorare la gestione, eliminare costi nascosti e far funzionare meglio il business». Sul mercato esistono soluzioni che permettono ai gestori di migliorare l'efficienza e il controllo sul proprio business, introducendo sistemi di pagamento digitale integrati con il gestionale.

Appuntamento con il webinar gratuito il 10 gennaio alle 15:00

A questi temi è dedicato il webinar Pagamenti cashless: le soluzioni migliori per il tuo locale, organizzato da Bargiornale assieme a TeamSystem, in programma il prossimo 10 gennaio dalle 15.00 alle 16:30. Il webinar è gratuito, ma per partecipare occorre registrarsi compilando il modulo di iscrizione.

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Durante il webinar esploreremo lo scenario di mercato e le proposte della tech company TeamSystem. «Le nostre soluzioni permettono ai gestori di essere più efficienti in sala e in cucina, integrando i servizi di incasso e pagamento digitali direttamente nel software di cassa», spiega Giulia Filippi, Product Marketing Manager di TeamSystem. Il focus sarà sul sistema Cassa in Cloud di TeamSystem, che permette la gestione del menu digitale, del self ordering, il controllo finanziario in tempo reale del locale, fino al pagamento cashless senza Pos fisico.

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Al MCF con Gianni Tratzi alla scoperta di Idealcup

Idealcup - Gianni Tratzi
Allo stand L17 il sistema per digitalizzare le attrezzature, facendo dialogare le macchine da caffè, i macinatori e il barista prevenendo guasti e sprechi.

Il caffè non è buono: a chi diamo la colpa? Come si determina la qualità oggettiva di un caffè? Si tratta di una domanda “classica” che vede capro espiatorio talvolta il torrefattore, altre volte la miscela, la macchina espresso o il macinacaffè… come venirne a capo?

In occasione del Milan Coffee Festival, Gianni Tratzi, titolare di MezzaTazza Consulting, società di consulenza per il bar retail e la coffee industry, presenta Idealcup, un nuovo sistema che rileva in tempo reale le prestazioni di una o più macchine espresso e macinacaffè e permette di individuare eventuali anomalie ancor prima che il barista possa avvertire un cambiamento in tazza.

Realizza un monitoraggio anche riguardo l’usura delle macine, la capacità filtrante del sistema di trattamento delle acque e la performance della macchina qualora vi sia calcare (cambiano i valori elettrici): tutto ciò al fine di limitare al massimo l’insorgere di problemi, prevenendoli con grande anticipo. Tutti questi dati sono visualizzabili in un cruscotto digitale accessibile da qualsiasi dispositivo connesso ad internet, telefono o pc.

«Si tratta di uno strumento utile sia al barista, alla catena di locali e sia al torrefattore - spiega Tratzi - e nasce dalla constatazione di come la maggior parte degli interventi di controllo che mi vengono richiesti riguardino la regolazione della macinatura, fenomeno confermato anche nelle nostre interviste fatte agli attori del mercato. Il più delle volte il barista non la esegue, tuttavia con le vibrazioni e l’usura il macinatore si stara e dà problemi in fase di estrazione. Spesso, purtroppo, ci sono commerciali delle torrefazioni che non sanno intervenire in modo corretto. Potere rilevare dati oggettivi - da remoto - consente di fornire indicazioni precise, gestendo con precisione le uscite tecniche, e facendo risparmiare sia il torrefattore che il barista.

Idealcup permette di digitalizzare le attrezzature, facendole dialogare tra loro e con il barista. Il tutto installando un piccolo dispositivo che consente di misurare le prestazioni della macchina da caffè e raccoglierne i dati fondamentali, da analizzare su una piattaforma dedicata; grazie a ciò il barista, il proprietario del locale, il torrefattore o il tecnico specializzato, ricevono una situazione precisa dello stato di salute delle attrezzature, i consumi reali di caffè e le statistiche sul lavoro eseguito. Si può chiedere un report giornaliero, settimanale o mensile che arriva via mail; è in fase di elaborazione una live chat che dialogherà con l’operatore, guidandolo alla soluzione di alcuni problemi.

Il sistema, inoltre, è utile a chi ha clienti molto lontani dalla propria sede e non potrebbe raggiungerli rapidamente e con un costo contenuto, nonché a chi lavora con apparecchiature dalla tecnologia datata, che a livello tecnico sono pressoché identiche da 20 anni, ma che non hanno interfaccia tecnologica.

I vantaggi non finiscono qui. Per conoscere da vicino Idealcup, non rimane che recarsi al Milan Coffee Festival allo stand L17.

Mig 2023, Alberto Luisotto vince la Coppa d’Oro

Si chiude la Mostra Internazionale del Gelato artigianale. Assegnato riconoscimento Green a Martini Linea Gelato e BRX Salvalacqua

Cala il sipario su Mig 2023, la sessantatreesima edizione della Mostra Internazionale del Gelato artigianale. ADal 26 al 29 novembre, a Longarone Fiere Dolomiti è andato in scena il momento più atteso da tutti i professionisti: l'assegnazione della Coppa d'Oro. Il titolo è stato assegnato ad Alberto Luisotto di Eiscafe Crema Gelato. Inoltre, assegnato il riconoscimento Green a Martini Linea Gelato e BRX Salvalacqua.

Il tema della Mig 2023

Quest’anno la competizione ha visto i maestri del “dolce freddo” darsi battaglia sul gusto cioccolato fondente, un gelato a base acqua che ha fatto gareggiare tra loro tecniche e mixaggi di ingredienti diversi. Gli oltre cento gelatieri in gara hanno creato prodotti eccezionali, che ancora una volta hanno messo in difficoltà la giuria.

I professionisti premiati

Il primo premio di Mig 2023 è stato assegnato ad Alberto Luisotto (Eiscafe Crema Gelato, Gröbenzell Germania). «È un’emozione grandissima aver vinto la Coppa d’Oro, dopo diversi piazzamenti negli anni passati» ha detto visibilmente commosso il vincitore. Il secondo classificato è stato Cristiano Antoniazzi (Gelateria Dolce Gelato, Gorizia), seguito da Antonio Tacco (Huesca, Spagna). Tacco è nipote di emigranti zoldani che hanno aperto la prima gelateria decenni fa a Palma di Maiorca. «Era la prima volta che partecipavo alla Coppa d’Oro e il terzo posto mi riempie di gioia», le parole di Tacco. Il miglior fondente giovane invece è quello di Sara Gallonetto (Gelateria Gallonetto, Venezia). Quest'ultima si è aggiudicata anche la Coppa Under 32, intitolata alla memoria di Giorgio De Pellegrin.

Assegnato il Premio Mig Green

Durante Mig 2023 è stato assegnato anche il riconoscimento per le imprese più sostenibili. Nella categoria esposizione per lo stand più green in fiera, menzione speciale per La Cialcon e primo premio a Martini Linea Gelato. La motivazione ufficiale: «Una grande azienda per cui la sostenibilità non è di maniera, ma una maniera di fare sostenibilità. La scelta dei materiali e l'adozione di soluzioni a basso impatto ambientale unitamente ad una idea di progetto basata sulla modularità che permette di riconfigurare e riutilizzare lo stand in più manifestazioni ed eventi». Nella categoria per la promozione della sostenibilità, menzione speciale ad Agrimontana, e primo premio a BRX – Salvalacqua. La motivazione: ha «saputo promuovere, attraverso le proprie campagne pubblicitarie, l’attenzione e la sensibilità per la sostenibilità nel mondo delle gelaterie artigianali”.

Appuntamento a Mig 2024

«Quest’anno abbiamo spinto molto su innovazione e sostenibilità, mettendo al centro la professione del gelatiere, quale figura che grazie a maestria ed esperienza produce il “Dolce Freddo”. E l’apprezzamento delle imprese è stato molto alto», ha affermato il presidente di Longarone Fiere Dolomiti, Michele Dal Farra. «Guardiamo già al 2024, spingendo ancora più forte su queste tematiche - ha aggiunto il direttore di Mig, Alessandro Piccinini - Questo è un appuntamento che ha radici nella storia e che guarda al futuro. Un appuntamento che vogliamo rendere sempre più “figo”».

Da Edna tante gustose proposte per dare al locale un tocco di originalità

Edna mix di mini muffin
Con una gamma di oltre 700 prodotti da forno surgelati e fine food, l’azienda permette di creare una proposta appetitosa e originale per ogni momento della giornata. Facendo risparmiare tempo e denaro

Mancanza di personale, enorme pressione sui costi, massicci aumenti dei prezzi dovuti a un’inflazione galoppante. Sono diversi gli aspetti critici con i quali gli operatori del fuoricasa si trovano a fare i conti. La carenza di manodopera qualificata, che si tratti di stare dietro al bancone, in cucina o ai tavoli, in più, rende la situazione ancora più complessa da gestire. Tuttavia, esiste un'opzione per alleviare questa situazione: misure di razionalizzazione sotto forma di soluzioni che si possono preparare con largo anticipo, facendo risparmiare così risorse e tempo prezioso nei momenti chiave. Anche se non risolvono tutti i problemi che gli operatori devono affrontare, almeno rendono il percorso un po‘ più agevole. Ci riferiamo a quella tipologia di prodotti dei quali Edna, è un precursore: prodotti da forno già cotti, solo da scongelare o riscaldare per 3-5 minuti, pretagliati e subito pronti da preparare.

Una ricca gamma che accontenta ogni gusto e tendenza

Con i suoi oltre 700 articoli della gamma surgelati e articoli fine food, l’azienda, che ha la qualità come missione, permette di arricchire l’offerta di ogni locale con prodotti originali e appetitosi, che guardano a tutte le tendenze di consumo e che fanno risparmiare tempo e denaro.

Se il locale ha scelto il green per distinguersi dagli altri concorrenti e offre solo prodotti biologici, nessun problema. Anche in questo caso Edna ha un assortimento molto interessante. Basta solo provare il mix Panini bio Gourmet, composto da 6 panini da 35 g (panino classico, panino al sesamo, rosetta con semi di papavero, filoncino e nodino a impasto brezel, rosetta con cereali misti). Già cotti e solo da scongelare sono la soluzione migliore per dare un tocco internazionale e di qualità con una sola confezione.

Il gusto a colazione

Per chi al mattino vuole accompagnare il servizio del cappuccino o del caffé con una proposta food gustosa e con un tocco di colore c’è il mix di mini muffin da 20 g: gusto mirtillo, red velvet e marmorizzato, sempre veloci e semplici da servire.

Una menzione d’onore meritano i mini-cookies di Edna, croccanti all'esterno e morbidi all'interno. Perfetti come spuntino veloce tra un pasto e l'altro, ma anche per arricchire qualsiasi buffet di colazione o selezione di dessert. Preparati con la migliore pasta frolla, senza olio di palma, ma con burro e con ingredienti pregiati, come le gocce di cioccolato bianco al latte o le delicate nocciole in combinazione con mirtilli rossi, i mini cookies conquistano per sapore e aspetto e per la loro facilità di utilizzo. Un mini peccato di gola, ma con ingredienti di alta qualità.

Abbiamo stuzzicato l'appetito e non volete più privare i vostri clienti e ospiti di tutte queste prelibatezze? Allora date un'occhiata al sito www.edna.it e ne troverete delle belle e gustose.

A Marina Nissim di Bolton Group il premio Imprenditore dell’anno di Ey

Imprenditore dell'anno 2023 vincitori
Alla chairwoman di Bolton Group, proprietario di Rio Mare, va il prestigioso riconoscimento assegnato agli imprenditori che hanno contribuito alla crescita economica, ambientale e sociale del Paese. Ma sono diversi i premi speciali assegnati in questa 26a edizione agli imprenditori del food

È andato a Marina Nissim, chairwoman di Bolton Group, il Premio Ey L’Imprenditore dell’anno 2023, il prestigioso riconoscimento riservato agli imprenditori che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo economico, ambientale e sociale del Paese.

Ad assegnare il premio promosso da Ey, tra le maggiori società al mondo di consulenza e revisione contabile, una giuria indipendente, composta da noti esponenti del mondo accademico, dell'economia e dell'imprenditoria. Giuria che ha scelto Nissim «per la capacità di condurre un Gruppo internazionale, i cui prodotti sono consumati ogni giorno da milioni di persone, con prioritaria propensione alla sostenibilità, all’ambiente e alla valorizzazione delle persone, portando l’azienda verso una crescita globale ed etica», si legge nella motivazione.

E fondamentale è stato il contributo dato da Marina Nissim nell'indirizzare e guidare in questo percorso Bolton Group, multinazionale a carattere familiare, fondata dal padre Joseph Nissim, cui ha dedicato il premio, a Milano nel 1949, e che detiene oltre 60 marchi, tra i quali Rio Mare, in diverse categorie di mercato, che oltre il food includono l’home care, adhesives, personal care e beauty care. Fin dai primi anni Duemila, la chairwoman, che è anche parte della CEO Roundtable on Ocean ed è una dei 77 leader d’impresa che hanno firmato la CEOs Call to Action per un nuovo modello di sviluppo sostenibile, ha infatti orientato le attività del gruppo verso la sostenibilità, estendendola progressivamente dalla filiera del tonno a tutti i prodotti realizzati e commercializzati.

I vincitori dei premi speciali

Durante la serata di premiazione, svoltasi alla Palazzo della Borsa di Milano, oltre alla proclamazione dell'Imprenditore dell'anno, sono stati assegnati anche i premi speciali, diversi dei quali andati a imprenditori di realtà del food attive anche nel fuori casa.

Tra questi il Premio Speciale Giuria assegnato a Enrico Cerea, executive chef del gruppo Da Vittorio, «per aver saputo con sapiente intuizione fare dell’attività di famiglia un modello di business innovativo, valorizzando il proprio patrimonio culturale con metodologie all’avanguardia e portando così l’azienda a risultati eccellenti».

A Romana Tamburini, presidente di Surgital,specializzata nella produzione di pasta fresca surgelata, on un'offerta per il food service che include anche piatti pronti e sughi surgelati, è andato il Premio Tradizione Italiana, per «la passione e il coraggio che le hanno permesso di dare vita a una grande azienda alimentare, facendo del connubio tra tradizione italiana e innovazione il segreto del successo del proprio business».

Mentre il Premio Crescita Globale è stato assegnato a Dario Roncadin, amministratore delegato dell’azienda di famiglia, la Roncadin, attiva nella produzione di pizza una pizza surgelata di alta qualità, «per la sua visione strategica e innovativa che gli ha permesso di guidare la crescita globale dell’azienda, portando un simbolo dell’eccellenza italiana all’estero, pur mantenendo il forte legame con il territorio e il sostegno dell’economia locale».

Infine, il Premio Startup, andato a Francesco Giberti e Luca Masseretti, rispettivamente ceo e fondatore e cfo fondatore di Babaco Market, realtà che offre un servizio di delivery di frutta e verdura nato per ridurre gli sprechi generati nei campi, «per aver saputo trasformare un problema in un’opportunità, ed aver così creato con coraggio un business impegnato concretamente nella protezione della biodiversità e nella valorizzazione della ricchezza del nostro territorio».

Forno Brisa è Specialty Bakery al Milan Coffee Festival

Brisa Coffee Roaster
Appuntamento a Milano per conoscere da vicino un modello all day che fonde panificazione e caffetteria, a cui si accompagnano trasparenza e consapevolezza.

Abbiamo visitato più volte Forno Brisa, raccontato la sua evoluzione, parlato con i suoi responsabili e con chi ogni giorno si impegna a raccontare e divulgare ciò che c’è alle spalle dei due prodotti protagonisti di quelli che ora sono cinque locali: il pane e il caffè. 

«Unirli non è stato una novità: lo aveva già fatto Princi - afferma Pasquale Polito, founder insieme a Davide Sarti -.  Ciò a cui noi aspiravamo era lavorare sulla qualità in più ambiti e quindi proporre un format nel quale pane e caffè fossero il risultato di un processo di studio, ricerca e formazione, di pari dignità. A spronarci in questo percorso il desiderio di rendere le persone molto più di semplici clienti: pane e caffè non sono solo prodotti da acquistare e consumare, ma strumenti con cui parlare di ambiente, sostenibilità, economia». Il concetto di qualità che viene offerto prevede selezione, conoscenza e studio: conoscere la filiera è il primo passo per offrire ai clienti trasparenza e consapevolezza.

Di qui il format della Specialy Bakery, un modello che una squadra sempre più numerosa e affiatata ha saputo costruirsi addosso, convinta che la qualità riguardi tutta l’offerta, non solo il pane.

La fonte di questo successo e di questa crescente consapevolezza è stata raccontata all’interno del libro Ricette Rubate per artigiani, sognatori e startupper, dove l’osservazione, lo studio di formule vincenti e il “furto” sono indicate quali vie maestre per comprendere come muoversi, dunque avere successo. Non solo: «Sono numerosi i professionisti che ci hanno aiutato nella strutturazione di un format che non esisteva e che trovava riferimenti solo in alcune città europee. - continua Polito - Avere qualità in ogni settore di vendita, prevede attenzione anche nella fase progettuale. Abbiamo costruito un team di professionisti composto da esperti del mondo specialty, architetti, produttori di macchine del caffè e tostatrici e altre maestranze con lo scopo disegnare un ambiente che fosse all’altezza della qualità che volevamo proporre, dove tutto potesse essere stoccato, processato e servito al meglio. La cura del servizio è anche questo: occuparsi del prodotto nella sua circolarità, non solo nella fase di selezione e trasformazione ma anche di offerta al pubblico che deve poter godere dell’esperienza, del gusto e dei valori che ci appartengono».

Altro da dire? Tanto, veramente tanto. Il principale consiglio in questi giorni è di andare a verificare e ascoltare in prima persona la realtà della Specialty Bakery con i suoi protagonisti al Milan Coffee Festival, in programma dal 2 al 4 dicembre presso il Superstudio Più di via Tortona.

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