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Gli appuntamenti food&beverage della Milano Design Week 2024

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Casa Masciarelli (credit foto: Helenio Barbetta)
Gli eventi, all'insegna di gusto e creatività, firmati dalle realtà dell’industria del fuoricasa da non perdere nei giorni del Fuorisalone

Sta per prender il via l’annuale appuntamento della Milano Design Week, la settimana del Salone del Mobile e del Fuorisalone, evento clou per il settore dell’arredo e del design. In scena dal 15 al 21 aprile, la manifestazione come da tradizione porta con sé un ricco programma di eventi, mostre, installazioni, party, che animeranno la città facendone un epicentro di creatività. Tra i tanti appuntamenti diversi sono quelli firmati dalle realtà dell’industria del fuoricasa, che ha sempre giocato un ruolo da protagonista nella programmazione della Design Week. Un fil rouge lega tra loro il mondo del design e quello del design, fatto di qualità, creatività innovazione, stile ed eleganza.

Ecco una selezione degli appuntamenti inviati in redazione a tema food&beverage che vi segnaliamo

L'aperitivo by Campari Soda

Design Week 2024 Campari Soda_MDWPartiamo da Campari Soda, il brand di aperitivi che con la sua iconica bottiglietta disegnata dal futurista Fortunato Depero è anche un’icona di design. Il marchio lunedì 15 aprile (ore 11) inaugurerà la sua prima edicola, in partnership con The Milaneser, quella di Porta Genova (Piazzale Stazione Genova, 3), che sarà personalizzata nello stile Campari Soda da installazioni di diversi artisti tra i quali Pietro Terzini, creativo contemporaneo, designer e artista, partner del progetto. Per l’intera settimana della Design Week, il chiosco offrirà momenti di intrattenimento, merchandising brandizzato e incontri con alcuni artisti designer emergenti, quali Martina Lorusso, in arte Momusso (mercoledì 17 ore 17) e Giovanni Esposito, in arte Quasirosso (venerdì 19 ore 17).

Ma non solo perché da martedì 16 fino a sabato 20 aprile (dalle 19), a Base Milano, si potrà vivere l’esperienza dell’aperitivo by Campari Soda, con party e musica con dj set curato da Le Cannibale.

Infine, in omaggio alla città il marchio sarà presente in Garibaldi con il ledwall angolare posizionato sulla facciata della stazione di Milano Porta Garibaldi, completamente brandizzato, e in Via Melchiorre Gioia con il tradizionale murale che celebra la nascita di Campari Soda. Opera questa che verrà rinnovata durante la Design Week e il 21 verrà svelata la nuova facciata con la bottiglietta di Depero.

La nuova brand identity di Keglevich Vodka

Design Week keglevichSiamo tornati. E siamo alla frutta è il nome del pop-up bar nel secret garden dello Showroom Seletti (Corso Garibaldi, 117), dove Keglevich Vodka presenterà dal 16 al 21 aprile la sua nuova brand identity. Nel nuovo logo, moderno e pop, ma insieme capace di comunicare l’heritage del marchio, campeggia l’aquila, simbolo della casata Keglevich che racchiude il cartiglio con il cognome del Conte Istvan Keglevich, il fondatore. La sua forma è presente anche sul collarino delle bottiglie, con il blu, tonalità istituzionale della dinastia e del brand, che contraddistingue la vodka dry, mentre, sulle bottiglie dei gusti frutti, dominano i più disparati e allegri colori.

Per festeggiare il lancio della nuova brand identity nel pop-up bar, in stile informale e ironico, il cui bancone è nascosto tra sagome giganti di frutta, verranno proposte la Keglevich classica, le sue tante varianti alla frutta, i nuovi Cocktail Pronti Da Bere, a bassa gradazione alcolica e ideali per l’aperitivo, firmati dal marchio, nelle due varianti vodka soda e vodka lemon, e signature cocktail Keglevich Fruit & Soda. A dare ulteriore risalto all’operazione per tutta la settimana del design, una campagna di Fake Out of Home animerà i profili social del marchio e non solo e una bottiglia di Keglevich alla fragola sarà protagonista di una pacifica invasione di Milano.

L’arte di No. 3 London Dry Gin

Design Week 2024 N3 GinNo. 3 London Dry Gin celebra la creatività con Unlocking No. 3 flavours, installazione ideata dalla designer Alessandra Baldereschi per l’occasione e che sarà in mostra dal 15 al 28 aprile all’Università Statale di Milano. L’opera esplora gli elementi chiave del distillato premium distribuito in Italia da Pallini, che l’artista ha interpretato attraverso un lampadario spiraliforme che ridisegna il quotidiano con uno stile quasi fiabesco. Con questa installazione, realizzata dall’azienda Sturm di Milano, la designer dà vita alle note di gusto e al profilo dei sapori di No.3 Gin, rappresentando gli ingredienti e l’aroma in una spirale che si sprigiona dall’elegante bottiglia dal caratteristico colore turchese.

Zacapa e la magia del Guatemala

Design Week 2024 ZACAPA_LIPSTOSOUL_STILLS_2_FILM_FRAME_219Zacapa Soul Nest è invece l’esperienza multisensoriale, che unisce design e fine dining firmata da Zacapa Rum per raccontare la magia del Guatemala, sua terra di origine. Esperienza che si può vivere negli spazi di Palazzo Crivelli (dal 16 al 20 aprile) nel cuore di Brera (ore 10 alle 21), dove il designer Massimiliano Locatelli ha elaborato un ambiente abitabile arricchito da una capsule collection di alcuni suoi pezzi iconici interpretata in chiave Zacapa. Un luogo che parla del rum e della sua convivialità: dai muri girevoli che aprono punti di ingresso diversi per enfatizzare l’inclusività, a tavoli e sedie disegnate con l’intreccio del petate, ovvero gli intrecci ottenuti dalla manipolazione della tipica fascia di foglie di palma essiccate, simbolo della cultura Maya ed emblema dell'inesauribile legame tra cielo e terra, per offrire momenti di pausa e relax per degustare il distillato. Completa l’esperienza, nella sala centrale che porta all’istallazione, la proposta food&beverage firmata Carlo Cracco, con una speciale drink list a base Zacapa abbinata alle creazioni dello chef.

Il laboratorio di esperienze di Don Papa Rum

Design Week Don Papa Masskara06745Il Bobino, dal 16 alle 18 aprile, aprirà le sue porte per il Don Papa Experience Lab, alle iniziative del rum delle Filippine. Si comincia alle ore 16, quando accompagnati dai suoni della natura e da profumi ad alto potere evocativo, si possono ammirare i pezzi d’arredo creati da Rippotai, start up di home decor eco-sostenibile, e la nuova opera Save Planet Earth, realizzata per l’occasione da TVBOY, artista urbano fra i più celebrati e riconoscibili, focalizzata sul rischio di distruzione delle giungle tropicali. Il programma prosegue con le Sensory Tasting Don Papa Rum, degustazioni bendate per scoprire le sfumature sensoriali del rum, anche miscelato, come in The Darker Don, inedito drink creato proprio per il Fuorisalone. Per chiudere con il Masskara Party, party con protagonista Don Papa Masskara, che rimanda alla festa in maschera che si tiene a Bacolod, sull’isola di Negros.

Aromi di Sicilia con Caffè Moak

Design Week 2024 Moak x Seletti_Latte limited editionQuattro progetti con altrettanti diversi partner segnano l’esordio di Caffè Moak alla Design Week. All’interno di Casa Seletti (corso Garibaldi 117) nel corner disegnato ad hoc Spazio Moak x Seletti verranno proposte le miscele e non solo della torrefazione siciliana, che per l’occasione ha sviluppato anche una limited edition di latte brandizzate Seletti, con pattern geometrici che dialogano con l’immaginario del marchio di design. L’incontro tra caffè, dolci prelibatezze siciliane e mondo del design prosegue nello spazio di Caleido Contract Café, dove si potranno scoprire arredi e complementi di un gruppo di aziende made in Italy: le lampade Olev, i mobili Sitia e Codutti, i tappeti Matteo Pala e i complementi Prodital Leather. All’insegna della moda la terza partnership: nella boutique di Testoni 1929 (via del Gesù) Caffè Moak offrirà caffè, tisane e specialità della pasticceria siciliana (dal 18 al 20 aprile). Infine, al Lùbarino, il chiosco nel cuore di Brera di LùBar, il raffinato bistrot per gli amanti dello slow street food, una speciale miscela Moak verrà proposta in cold brew (dal 18 al 20 aprile).

Il debutto della limited edition La Marzocco-Rimowa

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La Marzocco sarà presente alla design Week con uno store in zona Brera (via Palermo 21) dedicato alla macchina per caffè espresso La Marzocco-Rimowa Linea Mini, frutto della collaborazione con l'iconica maison di valigiera di lusso tedesca. Una limited edition in cui ogni componente richiede 40 ore di lavorazione artigianale.

Per tutta la settimana nello store ci saranno anche gli esperti di Accademia del Caffé Espresso, il centro culturale polifunzionale de La Marzocco, con un ricco palinsesto di eventi, che comprende diversi workshop per imparare a fare un espresso con l’estrazione ideale o per apprendere a riconoscere i vari aromi presenti nel caffè. Ad arricchire il calendario anche una serie di appuntamenti legati al benessere e alla creatività culinaria

Con Julius Meinl nella cultura delle caffetterie viennesi

Design Week Tazzina JM RossaSempre in tema caffè, le miscele di Julius Meinl saranno protagoniste alla ViennaCoffeeHouse, spazio ospitato nel Design Palazzo Austria, all’interno di Palazzo Confalonieri, dove si potrà vivere un’esperienza in piena atmosfera viennese. A suggellare l’incontro tra la torrefazione e il design l’iconica tazzina rossa creata nel 2004 in collaborazione con l’architetto e designer Matteo Thun, ispirata al logo del marchio dove domina un Faz rosso. Realizzata anche in versione nera, con porcellana nera accompagnata dal logo dorato dell’azienda, l’elegante tazzina si ispira al famoso quadro di Paul Cezanne Bacio della Medusa e rilegge in stile moderno la cultura delle caffetterie viennesi, richiamando in particolare il mondo dei caffè letterari della Vienna dell’Ottocento, quando Julius Meinl vide la nascita.

Focus su sostenibilità e AI per Illycaffè

illy Caffè Monte Napoleone_MDW 2024_7All’insegna della sostenibilità e dell’innovazione l’allestimento, creato con Kartell, che trasformerà il Flagship store illy di Via Montenapoleone, e che esprime in modo scenografico l’impegno delle due realtà italiane nella tutela del Pianeta attraverso il rafforzamento di modelli di produzione di economia circolare. Protagonista dell’allestimento sarà infatti il nuovo frutto della collaborazione tra illycaffè e l’azienda di design l’A.I. Console, realizzata con riciclo delle capsule Iperespresso illy e disegnata da Philippe Starck. Un elemento d’arredo (nei colori bianco, nero, grigio e arancio ruggine) dalla linea snella e alla gamba centrale, versatile e adatta a diversi contesti, che rappresenta il terzo progetto di questo tipo realizzato dalle due aziende, dopo la sedia Re-Chair nel 2022 e la poltroncina Eleganza nel 2023.

La giungla urbana di Monkey 47

Design week Monkey 47_Limited edition Experimentum 2y09_ RomeMain Sponsor di Isola Design District, Monkey 47 ha allestito quartiere Isola il suo pop-up bar in una “una giungla” urbana che farà immergere i visitatori in una installazione olfattiva tra i profumi della Foresta Nera, dove il gin viene prodotto. Ad alternarsi dietro il bancone (dal 16 al 21 aprile) i bartender di alcuni rinomati locali di tutta la Penisola: Libertine di Montecatini Terme, Dirty Miscele Creative di Ascoli Piceno, Caravella Café&Spirits di Castellammare di Stabia, Triplo Cocktail Bar di Roma e la crew del Mag Café di Milano, che proporranno signature a base Monkey 47 (dalle 18.30), con colonna sonora firmata Isola Radio. Durante il giorno lo spazio sarà aperto al pubblico con talk e vernissage e dal tramonto si terranno masterclass per imparare a miscelare e workshop tenuti dall’artista MODedition, famoso per la lavorazione artigianale del rame.

Oltre a esporre i progetti vincitori di Isola Design Awards, l’hub avrà ospiterà i tre vincitori di Monkey 47 Call for designers, il creative talent per la realizzazione di un gadget sostenibile ispirato al brand: un pocket per sottobicchieri aromatici da taschino, in legno di recupero permeato di essenze profumate, ispirato alla figura del colonnello inglese Montgomery Collins della Royal Air Force creatore della ricetta di Monkey 47. Il gadget accompagnerà la speciale box Experimentum 2y09: Rome, l’edizione esclusiva e limitata della collezione del gin quest’anno dedicata all’Italia che ha tra le botaniche nocciole italiane e fave di cacao, distribuita in esclusiva durante la Design Week. Come da tradizione un murales, che raffigura la scimmietta Max, mascotte del marchio, dell’artista street art milanese Mate artist impreziosirà l’area intorno al bar.

Consorzio Prosecco Doc brinda alla convivialità

Design week TuorloxProsecco5806 Il Consorzio Prosecco Doc celebra la convivialità e il legame tra vino e creatività con Sparks by Prosecco Doc, il raffinato bar creato ad hoc in zona Brera (via Statuto 4, dal 15 al 21 aprile, ore 11-21) dai toni dorati e dall’atmosfera raffinata. Protagonista, insieme alle bollicine italiane, l’artwork del giovane street artist torinese Greg Goya, famoso per le sue ludiche performance volte a interrogare le emozioni delle persone tramite la parola e messaggi lasciati in strada e negli spazi pubblici. In questa occasione il quesito da cui nasce Sparks, l’opera realizzata dall’artistica che impreziosirà le vetrine della location è: «Qual è l’ultima cosa che hai festeggiato?», che vuole interrogare ospiti e visitatori sul senso della condivisione dei momenti più belli.

Veuve Clicquot mostra la potenza del Sole

Oaxaca. Veuve Clicquot
Foto di Alex Webb - Magnum Photo

Veuve Clicquot, in questa sua seconda partecipazione al Fuorisalone, presenta la mostra itinerante Emotions of the Sun, organizzata con la leggendaria agenzia Magnum Photos, nello spazio appositamente creato dalla designer francese Constance Guisset presso Garden Senato. In esposizione, 40 fotografie di diverse dimensioni e formati, scattate da otto fotografi di cinque continenti, e rappresentative della potenza del Sole, simbolo della “Solaire Culture” che anima la maison di champagne caratterizzata dall’iconico colore giallo. Sempre il Sole è al centro del menu Sun in your plate, pensato per accompagnare la mostra e proposto presso il Clicquot Café. Ispirati dalla primavera, gli chef Jean Imbert di Plaza Athénée a Parigi, Mory Sacko di MoSuke Parigi, Valentina Rizzo di Farmacia dei Sani a Ruffano (Lecce) e Karime Lopez, di Gucci Osteria di Firenze, daranno vita a creazioni “solari”, da abbinare agli champagne di Veuve Clicquot (mostra e il Cafè saranno aperti dal 16 al 21 aprile, dalle 11 alle 21).

Sguardi newyorkesy per Casa Masciarelli

Design Week Anotherview_NEW YORK MILANO MASCIARELLIpgE sempre in campo vini, Masciarelli Tenute Agricole celebra il legame con il design all’insegna del leitmotiv ItaloAmericana. L’azienda vitivinicola abruzzese ospiterà, nel suo pied-à-terre in Corso Magenta, l’installazione del collettivo di designer Anotherview, composto da Tatiana Uzlova, Marco Tabasso e Robert Andriessen. Una finestra su New York, che si potrà ammirare su prenotazione il 18 e il 19 aprile. Altro appuntamento a stelle e strisce, nello stesso luogo, mercoledì 17, lo cooking-show (solo su invito) con la chef italo-americana Giada De Laurentiis insieme a Mario Di Giovanni, chef del Castello di Semivicoli, il wine resort della cantina abruzzese. Per tutta la settimana na stesa location si potranno degustare i vini di Casa Masciarelli e saranno esposti gli schizzi della linea di biancheria per la tavola che la chef De Laurentiis ha firmato con La Tigre, studio di graphic design di Milano.

Gusto 17: un gioiello di gelato per DoDo

Design Week Gusto 17 x DoDoLo store in via Savona di Gusto 17, il concept di gelato artigianale gourmet, si trasforma in un’installazione di design personalizzata DoDo per festeggiare i 30 anni di vita del marchio italiano di gioielli e charm. Nel “nuovo” spazio, fino al 21 aprile, oltre alla gamma classica di gelato e pasticceria gelato di Gusto 17, tutti e solo a base di ingredienti naturali selezionati tra le eccellenze del territorio, verrà proposta la capsule collection di gusti creata per la ricorrenza e ispirata al rosa tangerine, colore iconico del brand di gioielli. Le nuove creazioni sono la DoDo Ruby Stracciatella, una stracciatella tempestata di pepite e screziature di cioccolato rosa, e il DoDo DoNut, un delizioso stecco gelato a forma di ciambella ripieno di gelato artigianale al cocco e “vestito” dalle nuance di cioccolato rosa.

Gli show cooking di Chef in Camicia per Negroni Salumi

Chef In Camicia e Negroni_Design WeekIl food truck di Negroni Salumi fa sosta allo spazio Base Milano con un programma di show e degustazioni insieme ad alcuni talenti culinari di Chef in Camicia. Il programma di show cooking prende il via il 17 aprile (ore 12-14) con Chef Ferruccio e Chef Lello, prosegue il 18 (ore 19-21) con Chef Vittoria e si conclude il 19 (ore 12-14) con Chef Lello. Tra le esclusive che si potranno degustare il Social Panino, realizzato con il pregiato Culatello di Zibello Dop della linea Essenza di Negroni, gamma premium a base di sole carni 100% italiane. Ogni giorno, invece, verrà proposto un menu creato da Chef Lello con focacce a base di tre ricette ideate per celebrare la Linea Essenza Negroni: Gran Crudo, con sottili fette di prosciutto crudo a lunga stagionatura, Gran Cotto con prosciutto cotto Alta Qualità a lenta cottura a vapore, e Mortadella Riserva, con mortadella cotta lentamente al forno e prodotta con tecniche tradizionali.

 

 

Barawards 2024: candidature aperte fino al 30 giugno per professionisti e locali

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Al via Barawards 2024, la decima edizione del premio all'eccellenza dell'ospitalità made in Italy. Manda la tua candidatura entro il 30 giugno

Barawards, il premio volto a valorizzare la professionalità e l’eccellenza nei bar, ristoranti e hotel italiani, promosso da Bargiornale, Ristoranti, Dolcegiornale e Hotel Domani, riviste edite dal gruppo Tecniche Nuove, riparte aprendo le candidature per la sua decima edizione.

Anno dopo anno, il premio ha fatto scoprire, portato alla luce e dato lustro a decine di professionisti e di luoghi dell'ospitalità, premiando i migliori esempi, professionali e imprenditoriali: persone e aziende che con le loro doti, la loro creatività, il loro coraggio, la loro visione e capacità imprenditoriale hanno saputo rinnovarsi, trovare idee o soluzioni per continuare a fare ospitalità di eccellenza, per offrire ai propri clienti un servizio sempre migliore e una qualità top.

Un premio che vuol far conoscere i tanti grandi professionisti e buoni modelli capaci di essere di ispirazione ed esempio per tutta la community.

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Brazzale inaugura il suo Science Center per fare innovazione su burro e gelato

Inaugurato il Brazzale Science Nutrition & Food Research Center (BSC): un investimento in ricerca e innovazione su burro e gelato per l'azienda di Zanè

A tre anni dalla nascita del Brazzale Science Center nascono i nuovi Laboratori di Ricerche Analitiche. Gli spazi che sorgono a Cogollo del Cengio (Vi), sono intitolati a Tino Brazzale, dottore in chimica industriale e per lunghi anni responsabile tecnico dell’azienda.

In ricordo di Tino Brazzale

Fondati dal professor Fernando Tateo, Ordinario di Scienze e Tecnologie Alimentari UniMi, e dalla professoressa Monica Bononi, Associato di Scienze e Tecnologie Alimentari UniMi, i laboratori del Centro Bsc svolgono ricerche analitiche e tecnologiche per assolvere al compito di sostegno e valorizzazione nutrizionale del latte e derivati. Inoltre, svolgono attività di Ricerca e Sviluppo nella gestione dell’estesa produzione Brazzale. A presiedere l’attività del Brazzale Science Nutrition & Food Research Center sono Roberto Brazzale e Piercristiano Brazzale, figli di Tino insieme a Gianni. «In un momento così bello il pensiero va al nostro papà Tino, “el dotòre” - ha spiegato Roberto Brazzale, presidente Brazzale - Grazie alla profonda formazione umanistica di cui ha goduto quella generazione sapeva collocare la scienza e le sue applicazioni al servizio dell’uomo e del bene, strumento e non fine».

Le caratteristiche dei nuovi laboratori

La sede dei laboratori di Cogollo del Cengio (VI) dispone di strumentazione di alto livello scientifico, coprendo le attività di cromatografia in fase liquida ed in fase gassosa, corredate di sistemi di riconoscimento per spettroscopia MS ed MS/MS. Il parco di strumentazioni analitiche del Bsc, che ha già visto la fase di collaudo, è abilitato a studi di caratterizzazione delle materie prime e di prodotti finiti per il settore lattiero-caseario. Inoltre, spazia in applicazioni di larga finalità tecnologica in settori differenziati correlati all’industria dei prodotti dolciari e derivati, pur con finalità nutrizionali diverse. «I nuovi laboratori di Bsc hanno per obiettivo primario in tecnologia l’impiego di sostanze naturali ed in analitica l’identificazione e il controllo delle sostanze naturali. Prediligono quelle attività che permettono di realizzare prodotti in cui la natura si esprime al suo massimo livello. Ma perché le materie prime, come il latte o la panna, possano esprimersi appieno è necessaria la conoscenza profonda della loro intima natura. Il latte è una materia prima di straordinaria complessità e le caratteristiche dei prodotti finiti dipendono dalla sua composizione, legata a fattori ambientali e gestionali che possono essere conosciuti in modo impensabile grazie all’impiego di avanzata strumentazione e di competenza in ricerca. La dedica a Tino Brazzale nasce dal suo impegno sui temi su cui ha lavorato una vita intera. Leggendo la sua tesi di laurea è evidente come lui avesse già chiaro che le caratteristiche dei prodotti finiti sono il risultato delle proprietà naturali del latte e alla ottimale combinazione dei molteplici composti di cui è ricchissimo.

Chi era Tino Brazzale

Valentino Brazzale - il “dottor Tino” per tutti - è nato a Zanè nel 1922, laureato in chimica industriale all’Università di Padova con una corposa tesi sul burro, Tino Brazzale era amato per la sua grande umanità e per la vivida intelligenza. Curioso e arguto aveva compilato tutti i numeri de “La Settimana enigmistica” fin dal primo numero, e il suo amico di gioventù Luigi Meneghello ne aveva, sotto pseudonimo, raccontato la vivacità in “Libera nos a Malo”. Atleta di buon livello aveva tra i suoi amici più cari campioni olimpici e primatisti, che poteva frequentare al centro di atletica federale di Schio. Ha sempre sostenuto la moglie concertista Fiorella Benetti, nelle attività concertistiche, nella fondazione del festival musicale “Asiagofestival” e dell’Istituto Musicale Città di Thiene. Persona riservata e anticonvenzionale, Tino Brazzale rifiutava ogni apparizione o carica pubblica ed aveva al centro della sua vita la propria famiglia. Brazzale ha dedicato la sua vita professionale allo sviluppo del burrificio industriale Burro delle Alpi di Zanè. Potenziato negli anni Cinquanta con il nuovo impianto, da primato per tecnologia e dimensioni, ha affiancato la sua attività al primo burrificio industriale degli anni Venti. Accanto al burro, Tino Brazzale aveva seguito da vicino la produzione pionieristica del formaggio Grana Padano nella pianura vicentina dopo la Seconda guerra mondiale. Tra gli anni Ottanta e Novanta ha vissuto la grande evoluzione delle tecnologie di confezionamento, sia del burro che dei formaggi.

Cos’è il Brazzale Science Nutrition & Food Research Center

Il Brazzale Science Nutrition & Food Research Center (Bsc) è un dipartimento del gruppo, con un’autonoma struttura di personale e risorse, che si occupa di svolgere ricerca scientifica nel settore della nutrizione e per il sostegno all’immagine e del valore nutrizionale di latte e derivati, anche a sostegno della qualità analitica a sostegno delle attività produttive di Brazzale S.p.A. La struttura segue l’andamento produttivo di latte e derivati del mercato nazionale ed estero dei derivati del latte. L’obiettivo di Bsc è anche quello di formare e informare l’azienda e il suo personale, con corsi e giornate dedicate a vari reparti produttivi. Tuttavia, mira anche alla formazione indiretta dei consumatori, sia attraverso pubblicazioni e convegni sia con la gestione di un sito che già oggi ospita testi e documenti sulle attività e le ricerche scientifiche del centro, oltre a commentare temi di innovazione scientifica di settore. «L’attività del centro di ricerca ha cambiato l’azienda - ha aggiunto Roberto Brazzale - Oggi, ad esempio, grazie a Bsc conosciamo nei minimi dettagli la meravigliosa composizione del Burro Superiore Fratelli Brazzale e del latte con cui viene prodotto. Questa conoscenza, impossibile da raggiungere con i tradizionali laboratori aziendali, ci permette di conservare l’altissima qualità in tutte le stagioni, scegliendo sempre la materia prima ideale. Ma non solo: grazie al Centro di ricerca sono nati prodotti innovativi, come il BurroAroma Brazzale e il Gelato Fratelli Brazzale, ma anche nuove possibilità come quella della confezione riciclabile nella carta per il Gran Moravia grattugiato che ne conserva perfettamente le caratteristiche. Senza dimenticare i tanti studi di cui si dà pubblica nota [...]. Con un obiettivo ancora più alto: restituire ai prodotti lattiero caseari l’apprezzamento che meritano grazie alla corretta informazione al consumatore».

Gli obiettivi di Brazzale Science Nutrition

La finalità etica centrale del Bsc è il programma di valorizzazione attualizzata del ruolo indiscutibilmente centrale del latte e derivati nell’alimentazione umana. La finalità operativa attuale è quella di svolgere ricerca analitica e tecnologica su temi di analitica e riconoscimento anche di composti in tracce, rispondendo anche a necessità di gestione ottimizzata della produzione e della sicurezza. La sede direzionale e coordinativa dell’attività R&D e di ricerca nel settore alimentare ha invece vita in Zanè (VI) presso gli Stabilimenti di produzione della Brazzale. Il Centro BSC svolge attività di formazione diretta al personale interno aziendale, presiede alla formazione e sostegno del sistema di qualità analitica. Provvede a sostenere gli indirizzi avanzati di controllo industriale della produzione, intervenendo negli studi di soluzione di problematiche di qualità legate a materie prime e prodotti finiti. Risulta compresa nell’attività del Bsc quella di sperimentazione diretta nella preparazione dei formulati derivati da materie prime di ogni genere e grado, cui è destinata la sezione “R&D preparativa”, sita nella stessa sede di Cogollo del Cengio. La sede ha attività interattiva con esperti della preparativa industriale, e avrà all’attivo l’organizzazione di attività di formazione chimico-industriale per operatori del settore, attività che comprenderà anche l’organizzazione di congressi di studio finalizzati a specifici settori dei derivati dei prodotti lattiero-caseari. Fa capo alla sezione-base del Centro di Zanè l’organizzazione di corsi permanenti di aggiornamento sul tema didattico di “Chimica delle Sostanze Naturali”. Questa sezione didattica sarà destinata alla parte più larga possibile di operatori dell’industria alimentare a livello nazionale.

Margarita Challenge di Cointreau: Matteo Freguglia è il campione italiano

Con il cocktail Fil Rouge, il bartender dell'Argot di Roma, Matteo Freguglia, stacca il pass per volare ad Angers e competere nella selezione internazionale

Un omaggio a Roma: è con un drink dedicato alla città in cui vive e lavora che Matteo Freguglia, classe 2000, originario di Rovigo, ha vinto la finale nazionale dell'edizione 2024 della Margarita Challenge targata Cointreau, che si è svolta lo scorso 10 aprile presso cocktail bar Blind Pig di Roma. Tema della competition, rivisitare il celebre drink messicano con uno o più ingredienti che richiamassero una città italiana.

Mentuccia romana e crusta di crostata con le visciole (il tipico dolce del Ghetto) sono stati i tocchi di "romanità" che hanno portato Freguglia, barman dell'Argot di Roma, sul podio. Dieci i partecipanti arrivati da tutta Italia per competere nella finale romana. Ogni bartender ha avuto a disposizione 3 minuti per il set up della postazione e 5 minuti per la realizzazione della propria versione del Margarita. A premiare il cocktail denominato Fil rouge del bartender di origine rodigina, una giuria composta da Giorgio Chiarello, Andrea Cason, Gaetano Massimo Macrì e Marco Fedele (brand ambassador di Molinari, che distribuisce Cointreau in Italia).

Nel nome Fil Rouge ritroviamo l'ispirazione del drink di Matteo Freguglia, che vuol essere una dichiarazione d’amore per la Capitale, celebrandola proprio attraverso un impercettibile ma potente fil rouge con la Francia, esaltato dall'importante presenza del Cointreau, protagonista assoluto del miscelato.

Il vincitore porta a casa un biglietto speciale per visitare la storica distilleria della Maison Cointreau, ad Angers, in Francia, dove parteciperà a un’esclusiva masterclass. Freguglia stacca anche un pass per la selezione della challenge internazionale di Cointreau, che coinvolgerà i 10 migliori bartender del mondo nella celebrazione di un cocktail emblematico come il Margarita.

La ricetta vincitrice
Fil Rouge di Matteo Freguglia

  • 25 ml Cointreau l'Unique
  • 45 ml Cordiale di Mentuccia Romana
  • 45 ml Tequila alla vaniglia
  • Crusta crostata e viscioleTecnica: shaker.

Maurizio Stocchetto: «Recuperiamo il lato divertente del nostro lavoro»

A tu per tu con il titolare del Bar Basso Maurizio Stocchetto. Le nuove frontiere della creatività e il recupero di un valore inestimabile: la gioia di lavorare al bar.

Leggenda della bar industry, Maurizio Stocchetto nel bar c’è nato. E non in un bar qualunque, ma nel Bar Basso, vera e propria istituzione a Milano e non solo: è qui che nel 1972 ad opera di suo papà Mirko è nato il Negroni Sbagliato, cocktail diventato immortale.

E proprio dalla creazione dello Sbagliato e del contesto di grandi trasformazioni sociali e di costume, quello della fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, nel quale è nato, prende il via l’intervista di Ernesto Brambilla a Maurizio Stocchetto negli studi di Bargiornale.Tv a Mixology Experience. Al centro del colloquio le nuove frontiere della creatività e come questa, valore fondamentale per un bartender, debba trovare un equilibrio con la capacità di cogliere e assecondare i desideri dell’ospite per rendere davvero felice e soddisfacente la sua esperienza.

Così come non meno importante è recuperare la gioia di lavorare al bar, un lavoro faticoso e che impone sacrifici, ma che ha una sua dimensione divertente e giocosa ed è in grado di offrire tante opportunità e soddisfazioni. Parola di uno che nel bar c’è nato.

La Marzocco presenta il grinder Swan e Rimowa Linea Mini

La Marazocco Swan
Il primo macinacaffè per uso commerciale dell'Azienda fiorentina e al Fuorisalone la limited edition della macchina a un gruppo che unisce design e ingegneria.

«In tutti i nostri test abbiamo riscontrato che programmare la dose in base ai giri delle macine si è rivelato il metodo più affidabile e preciso per garantire, ogni volta, la costanza della dose», osserva Aric Forbing, technical product manager de La Marzocco nel presentare la macchina che segna l’entrata dell’Azienda premiata lo scorso anno come Best Coffee Equipment Supplier, nel mercato della macinatura per uso commerciale: il macinacaffè on demand Swan. 

Ha macine coniche da 83 mm, misura 23 x 47,8 x 54,1 (altezza) cm, pesa 25 kg e assicura una macinatura a bassa temperatura grazie all’utilizzo di una trasmissione a cinghia che separa il motore dalle macine, nonché all’esclusivo design di queste ultime. 

È dotato di una tecnologia antistatica brevettata che permette al caffè appena macinato di cadere direttamente dalle macine al portafiltro, senza rimanere attaccato ad alcuna superficie; grazie a ciò non si devono rimuovere i residui della macinatura precedente e si preservano l’ordine e la pulizia della postazione di lavoro.

La macinatura si attiva automaticamente quando il portafiltro viene appoggiato sulla forcella; grazie al sistema di controllo della potenza del motore, la velocità di macinatura  è mantenuta costante, indipendentemente dalla resistenza opposta dai chicchi di caffè o dalle modifiche alla granulometria del macinato. Ancora, grazie al preciso monitoraggio del numero di rotazioni delle macine, il dosaggio è molto preciso, senza l’utilizzo di un timer.

Come osserva Scott Guglielmino, global product manager, questo macinadosatore è stato «progettato per dare il meglio nei locali in cui la mole di lavoro è sempre al massimo».

L'interfaccia utente Swan è costruita con la stessa architettura della Linea PB e permette al barista di comprendere la struttura e le funzioni del menu senza dovere imparare a usare una nuova macchina.

Con Swan La Marzocco ha rinnovato il suo impegno nel design e nell’innovazione delle attrezzature per caffè, come pure il legame con i professionisti del settore, offrendo loro un’esperienza ancora più ergonomica, precisa e piacevole. Inoltre, ampliando le conoscenze e diversificando la produzione, l’Azienda rafforza la sua presenza sul territorio fiorentino diffondendo la cultura del caffè di qualità e creando nuovi posti di lavoro.

Rimowa Linea Mini è la nuova macchina espresso messa a punto grazie alla collaborazione tra La Marzocco e Rimowa, maison tedesca di valigeria di lusso: ne è nata una macchina che sposa al meglio design e ingegneria, rivisitata per presentare una serie di componenti su misura realizzati dagli artigiani delle Officine Fratelli Bambi.

Ogni componente della limited edition richiede 40 ore di lavorazione artigianale dedicata. La macchina presenta all’esterno i pannelli scanalati in alluminio provenienti dallo stabilimento di Colonia, assemblati e installati interamente a mano. L’alto livello di artigianalità si estende anche alle finiture, dal telaio alla base, che presenta i due loghi dei marchi per celebrarne l’unione.

Dal 15 aprile, durante la Milano Design Week, è possibile scoprire la nuova macchina presso il pop-up La Marzocco Store in via Palermo 21 e al temporary Caffè Rimowa al Fuorisalone, presso lo Spazio Maiocchi.

Giorgia Cullurà è la nuova Lady Amarena Junior

Lady amarena junior 2024
La studentessa dell’Iiss Salvatore Pugliatti di Taormina si è aggiudicata la seconda edizione del contest di Fabbri dedicato alle bartender del futuro

È stata proclamata la Lady Amarena Junior 2024. È Giorgia Cullurà, 17 anni, studentessa della IV A dell’Iiss Salvatore Pugliatti di Taormina. La giovane bartender si è aggiudicata la seconda edizione della versione dedicata alle scuole di Lady Amarena, la competition internazionale di mixology al femminile firmata Fabbri 1905.

Fortemente voluto da Nicola Fabbri, amministratore delegato di Fabbri 1905 e ideatore di Lady Amarena, per valorizzare il talento delle aspiranti bartender, il concorso è andato in scena presso l'Istituto alberghiero Karol Wojtyla di Catania. In gara le studentesse di 8 istituti professionali da tutta la Sicilia, che si sono sfidate nella preparazione di una ricetta di cocktail analcolico di loro creazione, dando prova di creatività, padronanza tecnica e di conoscenza della lingua inglese, lingua nella quale dovevano presentare il loro drink.

Cullurà si è imposta sulla concorrenza con il suo Mon Amuri, un bubble smocked drink al cioccolato, cockail nato dalla sua passione per il cioccolatino Mon Chéri e realizzato con Amarena Fabbri, succo di mela e succo di melograno.

Alle sue spalle si è classificata Ilenia Miriam Paternò di Enna con il cocktail Mojo Amarena, mentre il terzo gradino del podio è andato a Valeria Maria La Fauci di Milazzo con il drink Mrs Pink Almond.

La competizione a squadre

Ma questa seconda edizione di Lady Amarena Junior si è caratterizzata per l’introduzione di una novità: la competizione a squadre, aperta anche ai talenti maschili, per promuovere l’arte dell’ospitalità a 360°, a partire dal ruolo di cameriere di sala per arrivare a chi propone food pairing da abbinare al drink.

Ad aggiudicarsela il team dell’Iss Pugliatti di Taormina, composto da Cullurà, che si è affermata anche per la qualità del suo speech in inglese, da Kathryn Daleo, distintasi per il miglior servizio, e Valeria Puglisi, miglior “food pairing”. A proposito di abbinamento Mon Amouri è stato accompagnato nel servizio a un Iris, dolce tipico siciliano di pasta lievitata dolce fritta, proposto con crema e Amarena Fabbri.

Grazie alla sua vittoria, la giovane bartenderraccoglie lo scettro di Aurora Grasso, Lady Amarena Junior 2023 (leggi Ad Aurora Grasso il titolo di Lady Amarena Junior), meritandosi, insieme al titolo, il diritto di esibirsi durante la finale internazionale di Lady Amarena, che si terrà il prossimo ottobre a Bologna.

Ampi, quattro nuovi maestri in squadra

Dopo la sessione di esame Yuri Cestari, Cesare Murzilli, Alessandro Tiscione e Nicolò Trovò entrano a far parte di Accademia

L'Accademia Maestri Pasticceri Italiani (Ampi) ha eletto quattro nuovi maestri. Yuri Cestari, Cesare Murzilli, Alessandro Tiscione e Nicolò Trovò sono stati proclamati durante l'ultima sessione d’esame, entrando così a far parte dell'istituzione dedicata ai più importanti pasticceri d'Italia.

Il saluto di Ampi ai quattro maestri

Salvatore De Riso, presidente Ampi, ha dato il benvenuto ai nuovi maestri, definendo gli ingressi portatori di «nuova linfa, idee, esperienze e differenti approcci all’alta pasticceria artigianale di qualità. Un momento importante che rientra nella nostra filosofia di rinnovamento ed evoluzione in atto negli ultimi anni. Cari Yuri, Cesare, Alessandro e Nicolò benvenuti in ‘famiglia’».

Chi è Yuri Cestari

Classe 1987, pasticcere e cioccolatiere appassionato, Cestari oggi è consulente di pasticceria e cioccolateria all’interno di scuole e aziende. Nel 2018 assieme ad Alexandre Bourdeaux realizza il software di creazione di ricette online Ganache Solution. Nel 2023 assieme a Filippo Falciola fondano BETAcioc, un innovativo laboratorio di produzione di cioccolato con annessa aula di ricerca e sviluppo.

Chi è Cesare Murzilli

Classe 1985, Murzilli è attualmente Executive Pastry chef del Portrait Milano e collabora con varie aziende del settore. Nel corso della sua carriera ha lavorato nelle cucine di alcuni dei migliori ristoranti italiani e collaborato con nomi prestigiosi della pasticceria, come Denis Dianin, Fabrizio Fiorani e Emmanuele Forcone. Con quest'ultimo ha sviluppato Pastry Video Book piattaforma di formazione online completamente dedicata alla pasticceria.

Chi è Alessandro Tiscione

Classe 1988, figlio d'arte, Tiscione muove i primi passi in cucina ma si appassiona ben presto alla pasticceria. Oggi è docente nelle maggiori scuole di pasticceria d’Italia e collabora con aziende del settore come consulente e dimostratore in Italia ed all’estero. Nella sua carriera ha lavorato in diversi ristoranti stellati e ha affiancato i migliori pasticceri italiani e internazionali.

Chi è Nicolò Trovò

Classe 1988, Trovò è attualmente titolare della Pasticceria Dòlse a Vigonza (PD), frutto di un percorso professionale svolto nel mondo dell’alta pasticceria e ristorazione stellata internazionale. Dopo aver viaggiato per il mondo ed aver appreso nuove tecniche ha deciso, nel 2018, di aprire la sua prima pasticceria incentrata sulla filosofia fondata sulla qualità delle materie prime e sulla ricerca continua di abbinamenti e tecniche nuove da proporre al cliente.

Gli esami di ammissione dei nuovi maestri Ampi

Gli esami si sono svolti in occasione del XXXII Simposio Tecnico che si è tenuto dall’8 al 10 aprile presso Alma, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana a Colorno (PR). Il XXXII Simposio, intitolato “Tecniche & Tecnologie per ottimizzare la produzione”, ha visto, nelle prime due giornate, momenti di formazione e condivisione sulle pratiche innovative di realizzazione e conservazione. Il punto di partenza? Due dolci della tradizione italiana: la Millefoglie e la Zuppa inglese. Durante la terza e ultima giornata si sono, infine, svolti gli esami di ammissione che hanno l’obiettivo di valutare i candidati sulle abilità tecniche, metodo di lavoro, organizzazione e pulizia, creatività, conoscenza e capacità di parlare in pubblico. L’accesso a questa fase è stato solo l’ultimo step di un percorso di selezione dei candidati, attuato dalla parte della Commissione Tecnica. I giudici hanno compiuto anche visite a sorpresa nei rispettivi luoghi di lavoro e attività. Quest’anno si è registrato un boom di richieste per accedere all'Accademia Maestri Pasticceri Italiani. Anche per questo la Commissione si è dichiarata pienamente soddisfatta per la preparazione dei candidati. «Siamo felici di aver avuto davanti ragazzi volenterosi e contenti. Guardare il loro sorriso, durante la proclamazione è stato un orgoglio anche per noi. Speriamo di far accedere sempre più talenti in Ampi, per far sì che l’Accademia diventi sempre più un punto di riferimento per la pasticceria italiana in tutto il mondo».

Rapporto Fipe 2024: bar e ristoranti tornano ai livelli pre-pandemia

Segnali incoraggianti dai dati 2023 del Rapporto Fipe: cresce l’imprenditoria femminile, aumentano i contratti a tempo indeterminato e gli investimenti

Segnali incoraggianti dal 12° Rapporto Ristorazione 2024, curato da Fipe-Confcommercio: la fotografia del settore dei pubblici esercizi (dati 2023) dimostra come i numeri siano in crescita, ritornando ai livelli pre-pandemia. Le parole d’ordine sono fiducia, innovazione, sostenibilità, inclusione, con una forte incidenza dell’imprenditoria femminile e straniera, ma anche tanti nuovi innesti di under 35.

L’intero comparto dei pubblici esercizi registra nel 2023 il valore aggiunto a quota 54 miliardi di euro, con un recupero del +3,9% rispetto al periodo pre-Covid. Dallo studio emerge anche il buon andamento della spesa delle famiglie nella ristorazione, che ha raggiunto la soglia dei 92 miliardi di euro, tornando al di sopra dei livelli pre-pandemia.

Una leggera contrazione rispetto all’anno precedente (-1,2%) si ravvisa nel numero delle imprese della ristorazione, giunte a 331.888 unità: di queste, 132.004 sono bar, 195.471 ristoranti, take away, gelaterie e pasticcerie e 3.703 aziende che offrono servizi di banqueting e catering. «La contrazione del numero delle imprese - ha commentato Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio - non è necessariamente una cattiva notizia, se si traduce in un rafforzamento delle competenze e un aggiornamento dei format». A dimostrazione della dinamicità del settore, oltre diecimila imprese hanno avviato l’attività nel 2023 (+6,5% sul 2022), ma fa da contraltare un non lusinghiero tasso di sopravvivenza delle nuove imprese, che supera, a cinque anni, appena il 50%.

Una ristorazione sempre più inclusiva, nota Luciano Sbraga, direttore del Centro studi di Fipe-Confcommercio: «Il 28,9% delle imprese è gestito da donne, con una più alta incidenza nel canale bar (33,1% del totale); le imprese guidate da under 35 sono il 12,9% del totale, in questo caso concentrate principalmente nel segmento ristoranti (60,3%); le attività sotto il controllo di imprenditori stranieri sono oltre 50mila (circa il 14% del totale)».

Cresce la spinta agli investimenti, che, come dice Stoppani, «è indice di recuperata marginalità e di fiducia del settore». Dato a cui si aggiungono i finanziamenti a fondo perduto, come il contributo attrezzature, il cui bando è aperto fino al 30 aprile 2024. Nel 2023, circa un imprenditore su due ha investito nel rinnovo del parco attrezzature e nel potenziamento degli strumenti digitali. In particolare, nel comparto bar i principali investimenti hanno riguardato il rinnovo delle attrezzature per la refrigerazione (12,6%), motivati principalmente da una spinta all’efficientamento energetico, ma anche l’acquisto di strumenti per la digitalizzazione (10,9%) e il rinnovo di arredi come il banco bar (9,7%). E per il 2024 le imprese annunciano un piano di investimenti che sfiora i 4 miliardi di euro. Parallelamente, il tema sostenibilità è sempre più sentito: circa 9 ristoranti e bar su 10 hanno adottato misure concrete per il controllo dei consumi energetici e il rispetto dell’ambiente.

Il 2023 può essere considerato un anno positivo anche dal punto di vista dell’occupazione: con un +6,4% rispetto al 2022 e +2,3% rispetto al 2019, il settore dei pubblici esercizi raggiunge quota 1,4 milioni di addetti (6,4 unità per impresa), dei quali oltre la metà sono donne. Focalizzando l’attenzione sul solo lavoro dipendente, le oltre 165mila aziende con almeno un dipendente hanno impiegato, nella media dell’anno, 1.070.839 lavoratori (6,4 unità per impresa), superando dell’8,1% il livello pre-pandemia (circa 80mila unità in valore assoluto). Pur essendo ancora sentito il tema del reperimento di personale qualificato (lo denuncia il 70% degli intervistati), si è riassorbita l’emorragia dei contratti a tempo indeterminato, cresciuti di oltre 11mila unità rispetto al 2019, che oggi costituiscono la forma prevalente dei rapporti di lavoro nel settore della ristorazione (58,5%).

 

 

 

Più ricca l’offerta Nardini con i distillati Schladerer e Vulcanica Vodka

Nardini Schladerer
La storica distilleria si è assicurata la distribuzione in esclusiva per l'Italia dei pregiati distillati di frutta e di altre specialità super premium della distilleria tedesca della Foresta Nera e della vodka di alta gamma che nasce alle pendici dell'Etna

Ancora più ricca l’offerta di spirit super premium di Distilleria Nardini. La distilleria più antica di Italia ha ampliato il suo catalogo grazie a due accordi di distribuzione siglati con Schladerer, lo specialista tedesco dei distillati di frutta, e con Vulcanica, il brand di vodka siciliana.

Il primo accordo porta nel portafoglio Nardini diverse specialità della distilleria tedesca, fondata dalla famiglia Schladererg nel 1844 nella Foresta Nera, oggi guidata da Philipp Schladerer (sesta generazione della famiglia), a cominciare proprio dai suoi distillati di frutta per i quali è nota in tutto il mondo. Prodotti 100% naturali, realizzati artigianalmente con frutta selezionata di coltivatori locali e distillata in alambicco pot still, per garantire una drink esperience che restituisca nella sua forma più pura il gusto della materia prima.

Nello specifico, verranno distribuiti in esclusiva per l’Italia: l’Acquavite di Ciliegie (alc 42& in vol), fatta con ciliegie autoctone della Foresta Nera e che includono le varietà secolari Dollenseppler, Schwarze Schüttler e Benjaminler; Acquavite di Lamponi Selvatici (alc 42% in vol) con di bosco raccolti completamente maturi; Acquavite di Prugnole (alc 42% in vol), con prugnole selvatiche raccolte dopo le prime gelate; Acquavite di Prugne Mirabelle (alc 42% in vol), a base di prugne Mirabelle, piccole, gialle e molto dolci, tipiche della zona della Foresta Nera e della Lorena; Acquavite di Mele e Pere (alc 38% in vol), con materie prime selezionate dalle regioni del Markgräflerland, della Foresta Nera e del Lago di Costanza; Acquavite di Prugna (alc 42% in vol), con prugne Damson della regione tedesca del Baden, naturalmente agrodolci e dal sapore pieno; Acquavite di Pere Williams (alc 40% in vol), con pere Williams raccolte al loro apice, quando sono di colore giallo dorato.

La linea di specialità rare

Ma non solo, perché nel catalogo Nardini entrano anche le specialità super premium di Schladerer della linea Rarità, dove il livello qualitativo si alza ulterirmente, grazie all’impiego di materie prime particolarmente rare e ricercate. Ne fanno parte N.1 Prugna Selvatica (alc 43% in vol), distillato a base del raro zibetto, una specie di prugna selvatica di piccole dimensioni che cresce principalmente nella Foresta Nera meridionale, fatto maturare in botti di frassino; N.2 Amarena (alc 43% in vol), fatto con le amarene coltivate nel Markgräflerland, nel sud-ocest dela germania; N.3 Pera Rossa Williams (alc 43% in vol), co le dolci e succose pere Red Williams provenienti dalla Valle del Rodano francese; N.4 Prugnolo Selvatico (alc 43% in vol), con le prugnole selvatiche delle foreste dei Carpazi, raccolte dopo il primo gelo quando raggiungono la loro perfetta maturazione; N.5 Nocciola (alc 43% in vol), preparato con le nocciole della regione del Mar Nero, particolarmente aromatiche con un alto contenuto di oli, tostate subito dopo la raccolta.

Completa l’offerta firmata dalla casa tedesca il Gretchen Dry Gin (alc 44% in vol), preparato secondo una ricetta di famiglia del 1947 che prevede l’uso di 18 botaniche, tra le quali, oltre al ginepro. Un distilled dry gin, fruttato e armoniosamente aspro, che si caratterizza per gli spiccati sentori di coriandolo e ginepro, accompagnati da note floreali e di frutti maturi, come mela cotogna, lampone e piccoli agrumi, e da sfumature balsamiche di germogli legnosi e un tocco speziato di pepe.

La vodka siciliana

Nardini Vulcanica Vodka AmbientataDalla Sicilia arriva invece l’altra esclusiva premium di Nardini, Vodka Vulcanica, creata da Stefano Saccardi e Sonia Spadaro, fondatori di Musa, la società di Catania proprietaria del marchio (leggi Vulcanica, la vodka premium siciliana fatta con i grani antichi). Una vodka artigianale, autentica e sofisticata, che valorizza le eccellenze dell’isola. È infatti preparata con sei differenti varietà di grani antichi siciliani coltivati alle pendici dell'Etna: Perciasacchi, Russello, Maiorca, Timilia, Biancolilla e Margherito.

Vulcanica viene sottoposta a una doppia distillazione, che le conferiscono corpo e morbidezza e a una filtrazione leggera che preserva gli oli essenziali, permettendo al sapore dei grani di Sicilia di rimanere persistente e sprigionarsi al palato (alc 40% in vol). Un distillato perfetto da servire puro o con ghiaccio e che lavora bene anche in miscelazione.

LEC, il ritorno al gelato del duo Grom-Martinetti accanto a Charles Leclerc

LEC Peanut Caramel Tango - ambientato
Peanut Caramel Tango è il gusto all'arachide con variegato al caramello e fiocchi di caramello
Basso contenuto calorico, tante fibre e proteine: LEC è il gelato in barattolo destinato alla Gdo ideato dagli ex patron di Grom con il pilota Ferrari di F1 Charles Leclerc

C'è un ritorno clamoroso nel mondo del gelato, ed è quello di Federico Grom e Guido Martinetti. C'è una new entry altrettanto clamorosa nel mondo del gelato, ed è l'ingresso - con piglio imprenditoriale - di Charles Leclerc, assieme al suo manager di lungo corso Nicholas Todt. I due fondatori di Grom - catena acquisita dal 2015 da Unilever e dalla quale oggi i due ex patron sono completamente "fuori" - assieme al pilota Ferrari hanno lanciato una linea di gelati in vasetto per la Gdo.

I fondatori di LEC: da sinistra Nicholas Todt, Guido Martinetti, Charles Leclerc e Federico Grom

L'idea nata da un incontro tra Leclerc e Grom

LEC, questo il nome scelto per il nuovo brand di gelato presentato oggi a Milano. «Mi è sempre piaciuto, sin da bambino, quando guardavo i gran premi di Formula 1 in tv mangiando gelato sul divano, e sognando di partecipare alle gare», ha spiegato il pilota monegasco. «Un incontro casuale con Federico Grom, dovuto ad amicizie comuni, mi ha portato a parlare di un piccolo sogno: aprire una gelateria a Monte Carlo. Lui mi ha spronato a pensare più in grande».

Cinque gusti in barattolo da 460 ml

Il progetto è stato sviluppato negli ultimi due anni. Ora il gelato è pronto, in cinque gusti - vaniglia, cacao con pezzetti di cioccolato, arachide con variegato al caramello, caramello salato con fiocchi di caramello al cioccolato, variegato al pistacchio con crumble al pistacchio - disponibili nei punti vendita di Bennet, Borello, Despar Nord-Est, Esselunga, Iper La grande i, in formato barattolo da 460 ml a un prezzo consigliato di 4,99 euro.

La ricetta: meno grassi, più fibre e proteine

La firma sulla ricetta è quella di Guido Martinetti, che si è concentrato su un obiettivo: produrre un gelato goloso ma a ridotto contenuto calorico, lavorando in particolare sulla riduzione dei grassi. I gelati di LEC, infatti, hanno al massimo 399 Kcal per barattolo (460 ml). Il contenuto calorico massimo dei gelati a marchio LEC è di 150 Kcal/100 g, inferiore nella misura del 32% (con picchi del -41% per certi gusti) rispetto alla media di mercato dei gelati in vaschetta nella Gdo (che si attesta sulle 221 kcal/100g secondo le stime di Unione Italiana Food). Basso contenuto di grassi e zuccheri inferiori di almeno il 30%, fino al 50% in alcuni casi, rispetto alla media UIF dei gelati in vaschetta più venduti sul mercato italiano. Martinetti ha lavorato con edulcoranti come eritritolo e stevia.In più, elevato contenuto di fibre e proteine. «Da sportivo, per me la dieta equilibrata è una cosa molto importante nella mia vita - ha spiegato Leclerc. «Ma non è solo un valore da atleta avere attenzione a questo aspetto. Oggi è importantissimo per molte persone, e io volevo che questo valore si trasmettesse con il nostro gelato».

L'espansione: ambizioni internazionali

Le quote della società che gestisce il marchio LEC sono parimenti suddivise tra i quattro soci: Grom, Martinetti, Leclerc e Todt. Proprio a Nicholas Todt, figlio del leggendario team manager Ferrari negli anni d'oro dei mondiali di Michael Schumacher e manager sportivo affermato, è affidato il progetto di internazionalizzazione del brand. Anche la scelta dei gusti appena lanciati è frutto di una studio sulle potenzialità di questo gelato sui mercati esteri, oltre che su quello italiano. L'ambizione è di portare i gelati LEC anche oltre confine al più presto, a partire dalla Francia forse già da quest'anno. Per ora il gelato è "solo" in barattolo e solo per la Gdo, ma i quattro fondatori non escludono l'idea di gelaterie a marchio in futuro. «Tutto può accadere», ci hanno ripetuto Martinetti e Grom. «Mai avremmo pensato di ritrovarci insieme per un progetto sul gelato», hanno detto dichiarati i due ex patron di Grom. Ci voleva l'impulso di un giovane talento del motorsport per far ripartire la loro storia (quasi) da capo.

Come funziona il premio istituito con la “Legge Massari”

Approvato anche in Senato il disegno di legge che istituisce il premio "Maestro dell’arte della cucina italiana". Ci sono anche le categorie dolci. Il presidente Apei a capo del comitato tecnico

«Sono veramente felice che dopo circa venti anni di attesa questa legge sia stata approvata, cosi finalmente consentendo agli artigiani del food di essere riconosciuti dallo Stato e di lottare al pari delle nazioni che hanno già aperto questo via da oltre un secolo - commenta il Maestro Iginio Massari alla notizia dell'approvazione in Senato del disegno di legge che istituisce il premio di "Maestro dell’arte della cucina italiana".

La "Legge Massari" presentata a Sigep

L'idea del premio è nata proprio dal Maestro bresciano, decano dei pasticceri italiani, tanto da essere stato ribattezzato dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida "Legge Massari". Proprio il Ministro insieme al Presidente Apei (Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana) all'ultima edizione di Sigep avevano illustrato il provvedimento che punta a riconoscere i mestieri di pasticcere, chef e artigiano del cibo al pari di quanto avviene già in altri Paesi, come Francia, Belgio e Spagna. «In Italia non è mai stata coniata ufficialmente la definizione di un mestiere - aveva spiegato Iginio Massari -. C’è una differenza sostanziale tra il professionista e l’artigiano che con l’intelligenza delle mani è in grado di dar vita a prodotti belli e buoni. Questa legge ci equipara ad altre Nazioni, partendo oggi dal cibo, ma con l’auspicio che possa allargarsi man mano a tanti altri mestieri d’eccellenza». Il Ministro Lollobrigida aveva sottolineato: «Offriamo a Iginio Massari la guida della commissione che sarà incaricata di giudicare tecnicamente la qualità dei Maestri meritevoli del riconoscimento di “Maestro dell’Arte della Cucina Italiana”. A lui va il nostro ringraziamento per l’azione propulsiva e promozionale del cibo italiano nel mondo, di cui è un Ambasciatore senza pari».

Come funziona il riconoscimento

Il disegno di legge (approvato ieri in Sentato, come detto, dopo un passaggio in Camera dei Deputati) prevede l’istituzione del premio di "Maestro dell’arte della cucina italiana", «conferito - spiega una nota di Fratelli d'Italia - ai cittadini italiani che si siano in maniera encomiabile distinti nel campo della gastronomia e, con la loro opera, abbiano esaltato il prestigio della cucina italiana, illustrando la Patria e contribuendo a valorizzare l’eccellenza nazionale».

Sei premi, uno per ogni categoria del settore food

Il premio sarà conferito annualmente dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, è previsto che vengano conferiti sei premi di Maestro dell’arte della cucina italiana, uno per ciascuna delle categorie previste: gelateria, pasticceria, cucina, vitivinicoltura, olivicoltura e arte casearia. Tra i requisiti per la candidatura, è necessario avere concluso un percorso formativo pluriennale e aver maturato almeno 15 anni di comprovata e riconosciuta esperienza nel settore di riferimento. Il premio è costituito da una medaglia di bronzo con l’emblema della Repubblica italiana e la dicitura, declinata in ragione dell’appartenenza a una delle categorie di merito, di "Maestro dell’arte della gelateria italiana", "Maestro dell’arte della pasticceria italiana", "Maestro dell’arte della cucina italiana" e così via per le sette categorie. «Il traguardo - conclude Massari - è stato conseguito grazie alla sensibilità di persone che hanno offerto valore e nuovo lustro all’artigianalità della nostra nazione. In questo lungo cammino sono stato sostenuto dai miei figli Debora e Nicola, senza l’impegno e la dedizione dei quali questo obiettivo non si sarebbe consolidato».

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