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Volcafe con Ilo, no al lavoro minorile nelle terre del caffè

Volcafe in Colombia, scuola a Nariño
Volcafe in Colombia, scuola a Nariño
Un nuovo passo verso la sostenibilità e il rispetto dell’obiettivo 8.7 dell’Agenda 2030 dell’Onu che impegna i Paesi ad eliminare il lavoro dei più giovani.

La piaga del lavoro minorile a livello mondiale interessa 160milioni di bambini e ragazzi tra i 7 e i 15 anni e vede la produzione di caffè al quarto posto per numero di Paesi dopo oro, laterizi e canna da zucchero. 

Per questo Volcafe, tra i quattro maggiori trader a livello globale con 160 anni di esperienza e una presenza capillare nei Paesi produttori di caffè, ha aderito alla Piattaforma sul Lavoro Minorile dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo)  che riunisce le imprese con  l’obiettivo di operare insieme verso l’eliminazione del lavoro dei più giovani nelle terre d’origine. 

Tim Scharrer, direttore operativo e direttore regionale Europa e Nord America di Volcafe sottolinea la grande soddisfazione dell’Azienda e afferma «vogliamo condividere le nostre esperienze, imparare dagli altri e agire di concerto con tutte le principali parti interessate nel tentativo di prevenire e porre fine alla piaga del lavoro minorile». L’impegno si unisce infatti a quello di più operatori del settore, come trader e torrefattori, tra cui la tedesca Tchibo e Nestlé, nel progetto La fine del lavoro minorile nelle catene globali di fornitura guidato dall’Ilo e promosso dalle Nazioni Unite, l’Unicef, la Fao e l’Unione Europea. Quest’ultima ha stanziato un fondo di 10milioni di euro per affrontare le cause profonde del lavoro minorile concentrandosi principalmente sul caffè. 

L’azione avrà una durata di 40 mesi e sarà attuata in Honduras, Uganda e Vietnam: in questi Paesi Volcafe ha una presenza radicata da tempo e potrà dare un importante contributo alla divulgazione del progetto e alla sua migliore attuazione. Un obiettivo che persegue da tempo, collaborando con Ong, autorità locali e altri attori del settore per realizzare una serie di progetti che aiutano gli agricoltori a migliorare il loro reddito: la migliore leva per svincolare ragazzi e bambini dall’obbligo di contribuire al sostentamento della famiglia, permettendo loro di accedere all’istruzione. A tal fine, insieme ad alcuni partner, ha fornito gli strumenti per la didattica, costruendo o ristrutturando decine di scuole in Colombia, Perù, Tanzania, Uganda e Vietnam. In Costa Rica e in Guatemala sono stati messi a punto campi giornalieri in cui i coltivatori e i lavoratori possono lasciare in sicurezza i propri figli durante i periodi del raccolto.

«Nel 2015 abbiamo lanciato il progetto Volcafe Way che mira alla sostenibilità,

all’ottimizzazione delle risorse nei Paesi produttori e all’innalzamento della qualità del prodotto - afferma Adriano Bagnasco, general manager Volcafe Italia -. I 250 agronomi che nei diversi Paesi d’origine vivono la realtà locale, ne colgono le necessità e suggeriscono interventi su misura per le diverse situazioni. Questa attenzione si trova anche all’interno del nuovo e migliorato programma per i caffè con provenienza responsabile Volcafe RS, un nuovo standard che crea un approccio armonizzato nell’approvvigionamento responsabile del caffè, ottemperando a più di 50 criteri di sostenibilità (Control Points) che coprono temi economici, di tutela dell’ambiente e sociali, tra cui la protezione ed educazione dei bambini».

I Mionetto Signature Spritz firmati Vincenzo Pagliara

Mionetto copia Vincenzo_Pagliara_RomaBarShow
Il mixologist e co-titolare del Laboratorio Folkloristico a Pomigliano d'Arco firma per la Cantina di Valdobbiadene sei Spritz d'autore. Ecco le ricette

A tutto Spritz con Mionetto. La storica cantina di Valdobbiadene ha lanciato la sua cocktail list focalizzata, e non poteva essere diversamente per il produttore veneto di bollicine, sull’aperitivo della tradizione veneta impostosi da anni tra i drink best seller in tutta la Penisola e all’estero.

Una drink list d’autore: a firmarla per il brand è Vincenzo Pagliara, figura di primo piano della scena mixology italiana e internazionale, vincitore della finale italiana di World Class 2022, co-titolare del Laboratorio Folkloristico a Pomigliano d'Arco (Napoli) e che ora con il socio Francesco Manna si appresta all’apertura di un secondo locale, il Palartè ad Acerra (leggi Ritorno, bar e cucina di quartiere, il nuovo all day long ad Acerra). Frutto di questa collaborazione sono sei intriganti Signature Spritz: quattro dei quali ispirati ad altrettanti città italiane, Sorrento, Milano, Taormina e Capri.

Protagonisti delle ricette il Prosecco Mionetto e l’ultimo nato della casa, Mionetto Aperitivo (leggi In arrivo da Valdobbiadene il nuovo Mionetto Aperitivo), ottenuto da una originale ricetta a base di agrumi e botaniche selezionate, 100% naturali, e caratterizzato dal perfetto equilbrio di gusto dolceamaro. Un prodotto (alc 11% in vol) che per la sua nota dolce data dall’arancia rossa e dalla liquirizia, la fresca acidità degli agrumi e la nota bitter delle botaniche e dell’arancia amara si combina perfettamente con gli aromi freschi e fruttati del Prosecco Mionetto: un’abbinata ideale per dare vita, appunto, a uno Spritz.

Partendo da questa combinazione, Pagliara ha messo a frutto la sua creatività per realizzare inedite interpretazioni del cocktail, dai sapori sorprendenti, giocando di volta in volta su ingredienti che rimandano alla città alla quale il drink è dedicato, come nel caso di Capri Spritz dove troviamo il limoncello, o ingredienti inusuali per questo drink, come la grappa presente nel Taormina Spritz.

Aperitivo anche in versione zero alcol

In questo percorso di ricerca trova spazio anche una proposta analcolica, Mionetto Spritz Zero Alcohol. Altra novità della cantina di Valdobbiadene è infatti la versione Alcohol Free di Mionetto Aperitivo, che presenta le stesse caratteristiche di sapore di quella alcolica, ma che guarda al crescente trend degli spirit e cocktail  a bassa o zero gradazione alcolica.

Un mondo, quello del no e low alcol, cui l’azienda ha rivolto l’attenzione da tempo anche nella sua produzione più tradizionale. Non a caso la Cantina ha nella collezione Prestige di bollicine anche il Mionetto 0.0% Alcohol Free. Prodotto qust’ultimo che Pagliara ha unito a Mionetto Aperitivo Alcohol Free,  per creare, uilizzando questi due soli ingredienti e una fetta di arancia come guarnizione, il Mionetto Spritz Zero Alcohol.

I Signature Spritz di Vincenzo Pagliara

Mionetto Spritz

Mionetto Spritz
Ingredienti:
60 ml Mionetto Aperitivo, 90 ml Mionetto Prosecco, 10 ml succ d’arancia fresco, 10 ml orange cordial, 1 dash orange bitter
Preparazione:
build
Bicchiere:
calice grande
Guarnizione:
Fetta di arancia

Sorrento Spritz

Mionetto Sorrento Spritz (3)
Ingredienti:
30 ml Mionetto Aperitivo, 60 ml Mionetto Prosecco, 20 ml gin, 10 ml succo di limone fresco,
30 ml soda al mandarino
Preparazione:
build
Guarnizione:
crisp di mandarino, gel alla menta

Taormina Spritz

Mionetto Taormina Spritz (3)
Ingredienti:
20 ml Mionetto Aperitivo, 30 ml Mionetto Prosecco, 20 ml grappa, 15 ml succo di limone fresco, 10 ml liquore di albicocca, 2 chicchi di caffè
Preparazione:
build
Bicchiere:
coppa
Guarnizione:
schiuma di caffè e bergamotto

Milano Spritz

Milano Spritz (1)
Ingredienti:
30 ml Mionetto Aperitivo, 40 ml Mionetto prosecco, 10 ml succo di limone fresco, 5 ml soluzione salina, 40 ml soda al pompelmo rosa
Preparazione:
build
Bicchiere:
tumbler alto
Guarnizione:
bordo di sale nero maldom e fetta di pompelmo rosa

Capri Spritz

Capri Spritz (1)
Ingredienti:
30 ml Mionetto Aperitivo, 60 ml Mionetto Prosecco, 15 ml limoncello, 30 ml acqua tonica
Preparazione:
build
Bicchiere:
tumbler basso
Guarnizione:
peschiola

Mionetto Spritz Zero Alcohol

Mionetto Spritz Mionetto Alcohol Free (2)
Ingredienti:
una parte di Mionetto Aperitivo Alcohol Free e una parte di Mionetto 0.0% Alcohol Free
Preparazione:
build
Guarnizione:
fetta di arancia
Bicchiere:
calice grande

Assobirra: 2023 con il segno meno per il comparto brassicolo

Brindisi birrario con le low e no alcol
Presentato l’Annual Report di Assobirra: -5% la produzione e -5,85% nei consumi. Segno più per il fuoricasa (+1,86%), attenzione su sostenibilità e prodotti low e no alcol

Un 2023 a tinte fosche per il comparto brassicolo. La presentazione a Roma dell’Annual Report di Assobirra, l’associazione più rappresentativa del settore birrario in Italia, è infatti caratterizzata dal segno meno: una flessione si registra nella produzione di birra (-5,02%), nei consumi (-5,85%), nell’export (-5,36%) e nell’import (-7,5%). Due i fattori chiave dietro a questo calo, secondo il presidente di Assobirra, Alfredo Pratolongo: inflazione e riduzione del potere di acquisto degli italiani, che con l’aumento dei costi e le accise vanno a minare la redditività della birra (700 milioni di euro quelle versate in un anno dal comparto).

Da sinistra, il presidente di Assobirra Alfredo Pratolongo, il ministro del Made in Italy Adolfo Urso, il vicepresidente di Assobirra Federico Sannella

Una filiera, quella brassicola, che crea un valore condiviso di 10,2 miliardi di euro, con una produzione che si attesta sui 17,4 milioni di ettolitri (che è sì in contrazione, ma torna ai livelli pre-pandemia) e consumi per 21,2 milioni di ettolitri. Tra i canali distributivi e di consumo riemerge il fuori casa, che nel 2023 registra un +1,8% rispetto all’anno precedente, bilanciando in parte l’ampia flessione del consumo domestico. Il comparto occupa, inoltre, più di 100 mila operatori in oltre 1.000 aziende (1.012 realtà del settore tra birrifici, microbirrifici e malterie), con un’alta capacità di attrarre investimenti dall’estero.

Prende spunto dal titolo del report annuale, il presidente Pratolongo, per commentare i dati: «Il titolo “Come la birra c’è solo la birra” descrive bene questa bevanda, che intercetta le abitudini di consumo proprie degli italiani, che amano bere durante i pasti, che sono attratti dal localismo, dal tenore alcolico basso e dalla varietà della proposta».

Un settore che non si ferma in ricerca e sviluppo e che, nonostante i volumi ancora limitati dei consumi di birra low e no alcol, nel 2023 hanno rappresentato l’1,86% del totale, punta sull’evoluzione di questi prodotti. Su questo tema si inserisce il vicepresidente di Assobirra, Federico Sannella: «Le birre Low e no alcol sono la nostra rivoluzione del settore, a cui stiamo dedicando investimenti importanti, visto che la tecnologia per la dealcolizzazione è una tecnologia cara, con al centro l’idea di fornire ai nostri consumatori un’alternativa analcolica, con un’attenzione particolare al consumo responsabile e lavorando per rendere la birra zero difficile da distinguere da una birra alcolica».

Altro tema su cui si concentrano gli sforzi della filiera, sia a monte delle coltivazioni che a valle della produzione è la sostenibilità, con il doppio obiettivo di rispondere ad emergenze, come il cambiamento climatico e l’aumento dei costi energetici, ma anche di fare la propria parte per l’ambiente. Su questo tema si è inserito il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha puntato i riflettori sul Piano Transizione 5.0, che, dice «coniuga per la prima volta in Europa transizione digitale, energetica e ambientale, con oltre 13 miliardi di crediti fiscali utilizzabili dalle imprese, comprese quelle brassicole, nel biennio 2023-24».

Ritorno, bar e cucina di quartiere, il nuovo all day long ad Acerra

Due dei soci del Laboratorio Folkloristico si lanciano nella nuova avventura di un locale aperto da mattina a sera, con annesso anfiteatro

Un complesso storico dell’Ottocento, il Palartè, che riprende vita ad Acerra, a due passi da Napoli. Qui un gruppo di imprenditori sta creando un vero e proprio ecosistema, che unisce ospitalità, gusto e cultura. Fulcro del progetto, il nuovo all day long nato dalla mente di Vincenzo Pagliara e Francesco Manna, due del trio del Laboratorio Folkloristico di Pomigliano d’Arco, che hanno coinvolto nel progetto anche Biagio Castiello, che sarà il bar manager, e Roberta Della Magna, in veste di general manager.

Ritorno, bar e cucina di quartiere è il nome con annesso payoff di questa nuova avventura, che nasce proprio dall’esigenza di tornare a concentrarsi sul territorio (Acerra è peraltro il comune di nascita di Pagliara). «Sarà un bar con cucina aperto dalle 7 del mattino alle 2 di notte, con caffetteria improntata sugli specialty coffee, che sono una novità per questa zona, un servizio bistrot e cocktail bar che apre le danze dall’ora dell'aperitivo in poi. Il tutto combinato con un’impronta culturale che approfitterà degli spazi dell’anfiteatro, antistante la zona giardino: «Stiamo lavorando alla stagione degli eventi, dalla musica alla stand up comedy», anticipa Pagliara.

Per la parte caffetteria, con divanetti in stile American diner, ci saranno specialty a rotazione, supportati per il quotidiano da una miscela base 70% arabica e 30% robusta, in stile napoletano, che si avvarrà di una macchina XLVI Operai del Vapore: «È una macchina a singolo braccio - aggiunge Pagliara - montata sul banco a vista, in modo da enfatizzare il rapporto con l’ospite». I caffè in linea cambieranno di mese in mese e saranno estratti in modalità filtro, cold brew e aeropress.

Gli spazi sono importanti, oltre 200 metri quadri di sala al coperto, a cui si aggiungono gli spazi esterni, quindi importante anche la zona banco: «Una mezza isola che guarda il giardino, con due station frontali che serviranno le persone standing. A questo si aggiunge un impianto di tap con cinque cocktail alla spina fatti da noi e una birra». E a proposito di station, ha preso posto anche «un tavolo dj per la musica, un vynil shop con dischi selezionati da noi, dedicato a chi ha la passione per la musica e vuole divertirsi a suonarli».

C’è anche una zona experience, che è probabilmente la punta di diamante del progetto: «Una station disegnata da noi che servirà in tutto dodici persone in percorsi di tasting di cocktail in modalità chef’s table. I percorsi saranno da 4, 6 oppure 8 portate: un vero e proprio menu degustazione liquido».

Ultimo cenno lo merita la brand identity, incentrata sulle pietre, frutto di una co-progettazione con l’agenzia di consulenza Orme: «Il concept è il risultato di un percorso di brainstorming, costruito in un workshop con studenti di design, guidati da due formatori. Ognuno faceva le sue proposte e tutti avevamo lo stesso potere di voto, compresi noi soci: eravamo convinti che dare lo stesso peso a tutti avrebbe tirato fuori il meglio e non siamo stati delusi».

Gin Tabar Bergamotto, esplosione di gusto in stile contemporaneo

Gin Tabar Bergamotto
Il carattere fresco e vibrante e l’intenso sapore agrumato fanno di questo gin, frutto dell’arte distillatoria di casa Casoni, un ingrediente perfetto per Gin&Tonic, moderni twist on classic e originali creazioni dei bartender

Laddove tradizione e novità si incontrano ha origine Gin Tabar Bergamotto. Una ricetta nata dalla passione e dall’esperienza della famiglia Casoni, che unisce differenti note aromatiche per creare un distillato dal carattere contemporaneo, dal gusto vibrante e fresco.

Gin Tabar Bergamotto (alc 45% in vol) custodisce un mix sorprendente di gin e agrumi 100% naturali. L’intenso sapore agrumato domina l’intera degustazione, fondendosi perfettamente agli altri botanicals. Le note vivaci di bergamotto, arancia amara e arancia dolce si combinano agli aromi freschi e piacevolmente pungenti di coriandolo e cardamomo. Emergono i sentori balsamici del ginepro e quelli botanici di angelica e camomilla. Chiudono l’esperienza le delicate note aromatiche del rosmarino.

Un viaggio sensoriale

Ogni sorso trasporta in un viaggio sensoriale tra i diversi aromi sapientemente miscelati e studiati per regalare un gin gradevole e morbido. Una nuova espressione di gusto che evoca giardini profumati di agrumi, affacciati sul blu zaffiro del Mediterraneo.

Gin Tabar Bergamotto è ottimo nel Gin & Tonic, in particolare abbinato a toniche delicate per assaporare appieno gli aromi agrumati, per moderni twist on classic e come base per cocktail dissetanti e originali. Dedicato ai gin lovers che amano esplorare nuovi gusti e a chi si avvicina per la prima volta all’affascinante mondo del gin.

La lavorazione, lenta e meticolosa

Omaggio alle specialità del territorio italiano, come il bergamotto, Gin Tabar Bergamotto nasce dall’antica tecnica della distilleria artigianale Casoni. Le botaniche sono lavorate separatamente, messe in infusione in alcol e scaldate a 60 °C per 3 giorni. Dopo sono distillate in alambicchi in acciaio, dove sono lasciate affinare per 3 mesi, in modo che i composti aromatici si uniscano perfettamente tra loro. Il gin distillato viene miscelato con alcol da cereali e viene poi portato a un volume alcolico di 45°. Infine, rimane in affinamento per circa 30 giorni in modo da consentirne il perfezionamento aromatico. Questo procedimento lento e meticoloso è fondamentale per esaltare ogni singolo aroma e renderlo inconfondibile.

Paolo Sanna è il vincitore italiano della Rémy Martin Bartender Talent Academy

Remy Martin_Catania_2024
Il bar manager del Convivium Bar di Zafferana Etnea ha trionfato nella sezione italiana del concorso che quest'anno celebra i 300 anni della maison francese. In Francia a settembre la finale globale

È Paolo Sanna, bar manager del Convivium Bar, il bar del resort Monaci delle Terre Nere, una villa nobiliare del 1700 che sorge in una tenuta di 25 ettari nel territorio di Zafferana Etnea, ai piedi dell’Etna, il trionfatore italiano della Rémy Martin Bartender Talent Academy, il contest firmato Rémy Martin. Concorso che quest’anno si presenta in un’edizione speciale, perché speciale è l’evento da celebrare: i 300 anni di storia della maison francese, fondata a Cognac nel 1724, i cui celebri distillati sono distribuiti in esclusiva nel nostro Paese da Molinari.

Un'edizione speciale

Per festeggiare degnamente il prestigioso traguardo la maison ha programmato una serie di eventi per l’intero anno in corso. Tra questi il concorso celebrativo, che coinvolge il bartender di alcuni dei migliori cocktail bar di tutto il mondo. Una gara dove la miscelazione, mondo al quale da tempo Rémy Martin guarda con attenzione, ha un ruolo centrale, ma non solo.

Le regole di ingaggio hanno infatti previsto che il concorrente organizzasse una festa di compleanno, indimenticabile e unica, per Rémy Martin, pianificando tutto, dalla creazione di cocktail personalizzati alla location.

Per quanto riguarda l’Italia le feste sono andate in scena in otto tra i più prestigiosi locali delle diverse città e province da Nord a Sud, giudicate su criteri quali food, mixology, animazione e brindisi finale. Feste, con tanto di spettacoli musicali, l’immancabile torta, che hanno onorato la storia della maison con proposte cocktail con protagonisti i cognac della casa francese. Alla proposta di cocktail sono stati affiancati abbinamenti culinari capaci di esaltarne i sapori, in cornici allestite per l’occasione con i colori della maison.

Sapori del territorio

Sanna ha superato la concorrenza con un super party e con una proposta cocktail nella quale ha miscelato i distillati del brand con sapori del suo territorio, come da filosofia del Convivium Bar, ovvero mettere “il territorio in un bicchiere”, progetto nato dalla visione comune del bar manager e dei proprietari Guido e Federica Coffa.

Cinque le creazioni che hanno allietato i palati degli ospiti durante lla serata. Clementine, a base di Rémy Martin 1738 Accord Royal unito a Limone di Monaci delle Terre Nere, miele delle api nere dell’Etna al sale di Trapani, soda al succo di clementine di Monaci delle Terre Nere, guarnito da un fiore di lavanda. Sidecar, fatto con Rémy Martin Vsop, Cointreau e limone dei Monaci. French Negroni, preparato con Rémy Martin 1738 Accord Royal, Vermouth del Professore e Campari. South Side Appidaveru, fatto con Rémy Martin Vsop, menta, zucchero e Limone dei Monaci. E Scieck Neck, dove invece Rémy Martin Vsop è stato miscelato con Citrus mix dei Monaci, Bitter Monastico, ginger beer, decorato con melissa.

In Francia per la finale globale

Con la vittoria, Sanna si è conquistato un posto nella finale globale del contest, dove si confronterà con gli altri campioni provenienti da tutto il mondo, che si svolgerà in Francia il prossimo mese di settembre, e un’esperienza Rémy Martin a Cognac e Parigi.

 

Vodka, caviale e… patatine: il lusso irriverente di Belvedere 10

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Presentazione al Vesta Fiori Chiari di Milano: la nuova referenza di altissimo profilo di Belvedere Vodka racconta di storia, qualità e un sano pizzico di irriverenza

Belvedere Vodka ha una nuova punta di diamante, è il caso di dire. Già lanciata a giugno 2023 come la prima vera vodka di lusso al mondo (leggi Belvedere 10, la nuova espressione della luxury vodka), Belvedere 10 approda al Vesta Fiori Chiari di Milano (uno dei soli nove locali italiani selezionati) per una presentazione che collega paillettes, storia e irriverenza.

Come racconta Flavia Di Giustino, marketing manager Spirits division per Lvmh, si tratta di un salto indietro nel tempo, seguendo lo spirito pioneristico che l'azienda polacca ha dimostrato fin dalla fondazione nel 1910. Il picco fu raggiunto con l'ingresso nel mercato Usa negli anni Novanta, che allora contemplava un mare magnum di brand di vodka tutte uguali, insapori, inodori e incolori, come imposto dal bureau statunitense di alcol e tabacco.

Distintiva fin dalle origini

In un panorama che rendeva difficile differenziarsi, Belvedere sfrutta allora il pochissimo margine di azione concesso nel processo produttivo, intervenendo sulla materia prima: segale polacca, tra le più pregiate al mondo, tanto da rendere la vodka polacca una vera e propria Doc che prevede la totale assenza di additivi e zuccheri aggiunti. Fu la prima vodka al mondo ad assumere un profilo gustativo distinto, e venne lanciata al doppio del prezzo di mercato dell'epoca: un rischio enorme che ha pagato altrettanti dividendi.

Qualità assoluta

A distanza di trent’anni, Belvedere 10 ripropone questo spirito dinamico e lungimirante, prendendosi il rischio di immettere sul mercato una novità che punta al raggiungimento di nuovi consumatori: lo fa con il numero dieci, un riferimento plurimo. Un omaggio all'anno di fondazione della distilleria (1910) e al processo produttivo che consta di dieci fasi. Dieci sono i mesi di riposo che il liquido attraversa dopo quattro distillazioni.

Anche l'estetica della bottiglia, di ispirazione brutalista, si sviluppa in dieci livelli e ricalca le linee di un diamante, che richiama qualità assoluta e sottolinea le caratteristiche di una vodka trattata alla stregua di uno champagne. Una sola varietà di segale (Dyamond Rye, la più pregiata al mondo), un solo appezzamento di pochi ettari, una sola raccolta l'anno (con conseguente, enorme rischio di impresa in caso di condizioni climatiche avverse).

Morbida, rotonda, setosa

Alla brand amabassador Elena Airaghi il compito di valorizzare Belvedere 10, dal sorso decisamente più morbido e rotondo di una vodka classica, anche in miscelazione: splendido il Luxury Martini, classicissimo Vodka Martini arricchito da un pizzico di sale e gocce di olio di oliva perfette nel rifinire una bevuta piena, setosa, dai tratti dolci ma non stucchevoli. E per chiudere il cerchio tra irriverente opulenza e scelte che vanno sempre bene, l’abbinamento gastronomico: caviale e patatine fritte. Più lussurioso di così…

 

0.0% Never Ordinary, la drink list per l’estate di Match Tonic Water

MATCH TONIC WATER - BY ADRIAN BRETSCHER
La gamma di Match Tonic Water (Credit foto: Adrian Bretscher)
Quattro mocktail, ispirati ai semi delle carte da gioco napoletane e facili da replicare in ogni locale, la proposta del brand di toniche distribuito da Compagnia dei Caraibi

È tempo di prepararsi alla stagione estiva rinnovando il menu dei cocktail. Menu dal quale non possono mancare le creazioni no alcol, sempre più apprezzate dai consumatori e in particolare dalle giovani generazioni. Qualche suggerimento lo fornisce Match Tonic Water, il marchio spagnolo di toniche premium distribuito in esclusiva in Italia da Compagnia dei Caraibi.

Per l’occasione il brand ha creato una vera e propria drink list, 0.0% Never Ordinary, con quattro ricette di mocktail, ispirate ai semi delle carte da gioco napoletane, tipico passatempo estivo, facili da replicare in qualsiasi locale.

Gusto e sostenibilità

Ricette studiate per esaltare al meglio le caratteristiche delle quattro referenze che compongono la gamma, Indian, Spicy, Floral e Mediterrean, tutte realizzate a partire da estratti 100% naturali, arricchite da superfood e a basso contenuto di zuccheri. Dallo stile giovane e pop, Match Tonic Water, oltre che per la ricerca dell’alta qualità e per la cura di ogni dettaglio nella formulazione dei suoi prodotti, si caratterizza anche per la particolare attenzione al tema della sostenibilità. Le toniche sono infatti custodite in bottiglie da 200 ml in vetro riciclato, ottenuto dal recupero di vetro di bottiglie di vino e fanali di automobili, e si contraddistinguono per l’iconica forma quadrata. Questa è stata scelta per rendere i prodotti facilmente impilabili, occupare lo spazio in maniera più efficiente sia in fase di trasporto sia di stoccaggio e per ridurre al minimo i rischi di rottura.

Inoltre, per ottimizzare anche la filiera produttiva, dallo scorso maggio il marchio ha avviato la produzione della sua linea di toniche anche in Italia nello stabilimento di Bubble, in provincia di Biella, in modo così da ridurre consumi ed emissioni per il trasporto.

I quattro drink analcolici

Passando alla drink list (in fondo le ricette complete), la proposta si apre con Spade, che ha come protagonista Match Spicy Tonic Water, che con le sue note speziate e piccanti, con pepe nero e peperoncino in evidenza, che si fondono con l'affumicatura del legno di ciliegio, e con le note agrumate di limone e arancia che completano l'amarezza della curcuma, va a miscelarsi a succo di cranberry e aun succo composto da un mix di agrumi, ovvero arance, pompelmo, lime.

Si prosegue con Bastoni, dove Match Indian Tonic Water, composta da citronella, arrotondata con un pizzico di ginepro e dagli aromi di pompelmo rosa e scorza d'arancia, si unisce a una base di tè verde e a succo di limone.

In Coppe, la terza proposta, protagonista è Match Mediterranean Tonic Water, preparata con salvia, rosmarino e basilico, le cui fresche note erbacee si mescolano con punte agrumate di pompelmo e scorza di limone, rifinite con un pizzico di cardamomo verde e ginepro, che si va a miscelare con succo di limone e Fee Brother Foamer.

Completa la proposta di drink analcolici Denari, dove a succo di arancia e lamponi si aggiunge Match Floral Tonic Water, una tonica dal profilo aromatico complesso realizzata con açai brasiliane e gelsomino asiatico, bilanciate dalla dolcezza della lavanda, dei fiori d'arancio e dei fiori di sambuco.

Le ricette  della 0.0% Never Ordinary

Spade
Ingredienti:
3 cl succo di cranberry, 2 cl succo di mix agrumi arance, pompelmo, lime, top di Match Spicy Tonic Water
Tecnica:
build
Guarnizione:
fetta di zenzero
Bicchiere:
collins con ghiaccio

Bastoni
Ingredienti:
4 cl tè verde, 1 cl succo di limone, top di Match Indian Tonic Water
Tecnica:
build
Guarnizione:
rametto di menta
Bicchiere:
collins con ghiaccio

Coppe
Ingedienti:
3 cl succo di limone  , 5-6 foglie basilica, Fee Brother Foamer, top di Match Mediterranean Tonic Water
Tecnica:
shake& strain
Guarnizione:
foglia di basilico fresco
Bicchiere:
tumbler basso con ghiaccio

Denari
Ingredienti:
3 cl succo di arancia, 2 lamponi , top di Match Floral Tonic Water
Tecnica:
shake& strain
Guarnizione:
slice sottile di cetriolo
Bicchiere:
collins con ghiaccio e metà bordo salato

Antica Formula torna con il tour La Formula dell’Eccellenza

Continua in direzione Sud il viaggio di Antica Formula: serate con ospiti internazionali e masterclass per valorizzare la cultura del vermouth

Lo abbiamo intercettato nella tappa romana al The Court, sorseggiando un aperitivo a base vermouth con vista sul Colosseo. Ma il tour di Antica Formula dal titolo La Formula dell'Eccellenza continua il suo viaggio, con l'obiettivo di puntare sempre più verso Sud e di coinvolgere ospiti internazionali, come Giovanni Gatti e Charles Hardy dello Swift di Londra (n.30 nella classifica The World's 50 Best Bars) che si sono esibiti con i loro drink nella tappa romana nel locale capitolino guidato dal bar manager Matteo Zed.

Summer Solstice

Nella drink list della serata ideati dagli ospiti dello Swift, particolarmente apprezzato il Summer Solstice: un twist sullo Spritz con Antica Formula e un avvolgente aroma di passion fruit.

Giunto alla seconda edizione, il viaggio a tappe di Antica Formula sarà a Lecce il 20 giugno, a Catania il 28, a Napoli il 4 luglio e così via (qui il calendario, in continuo aggiornamento, garantiscono da Fratelli Branca Distillerie, proprietaria del marchio Antica Formula).

Un viaggio che alterna divertimento, con shift di bartender internazionali come i ragazzi dello Swift, che hanno il compito di preparare i loro mix utilizzando Antica Formula (con qualche deviazione ammessa miscelando altre etichette del brand, come per esempio Punt e Mes), con l'obiettivo di valorizzare questo vermouth.

Matteo Bonoli, master herbalist Fratelli Branca Distillerie

«Grazie al boom di Americano e Negroni - afferma il Master Herbalist di Fratelli Branca Distillerie, Matteo Bonoli - il vermouth sta vivendo una nuova rinascita e Antica Formula è il simbolo di questa nuova stagione». Questo prodotto premium, aggiunge l'esperto, «è reso eccezionale dalla ricercatezza, unita a uno stile vintage inconfondibile che caratterizza l'intera gamma Carpano e, soprattutto, un bouquet complesso dalle note di vaniglia e zafferano. Per questo motivo Antica Formula è perfetto sia on the rocks che come ingrediente ideale di cocktail classici, a cui dona un gusto rotondo e distintivo: un vermouth dalle radici antiche, che supera la prova del tempo».

Gli appuntamenti che non sono semplici aperitivi, ma anche occasioni di formazione, come nel caso della tappa romana, la cui serata al The Court è stata preceduta da una masterclass per addetti ai lavori nella terrazza "cugina" del Rhinoceros. «Per Branca - sottolinea Nicol Porta, senior brand manager di F.lli Branca Distillerie - la formazione è un asset importante per far comprendere i prodotti e dare i giusti input per miscelarli al meglio».

Eureka accoglie la seconda tappa del Grinder Championship 2024

Master Coffee Grinder Championship 2024
Appuntamento il 16 giugno presso il nuovo showroom di Conti Valerio, dove saranno designati ulteriori due concorrenti alle finali italiane del campionato di macinatura.

Domenica 16 giugno il nuovo show room di Conti Valerio, produttore dei macinacaffè a marchio Eureka, ospita la seconda tappa del Master Coffee Grinder Championship 2024. Il campionato di macinatura, messo a punto nel 2021 da Fabio Verona, permette a baristi e operatori del settore di mettere in gioco la propria abilità e verificare l’importanza della macinatura nel determinare le caratteristiche del prodotto in tazza.

Orgoglioso di ospitare un evento che mette in risalto la professionalità nell’arte del caffè, Maurizio Fiorani, managing director di Conti Valerio dà il benvenuto a partecipanti e spettatori nel nuovo show room di Eureka che si propone quale spazio polifunzionale e multimediale a disposizione dei professionisti per testare le ultime novità del settore. «In occasione della gara metteremo a disposizione dei baristi le più moderne tecnologie presenti nel settore, il cui simbolo è il macinacaffè di ultima generazione Atom W con cui i concorrenti competeranno». 

Gli otto concorrenti in gara (gli interessati si possono iscrivere tramite questo link) hanno 15 minuti a disposizione, per ottenere in tazza un espresso dal profilo sensoriale il più aderente possibile a quello descritto dal torrefattore sponsor della tappa, ovvero La Tosteria, attraverso ripetuti interventi sulla macinatura e sulla dose, accompagnati da assaggi di verifica. In campana ci sarà uno specialty coltivato da una cooperativa di donne, per dare seguito al progetto etico del campionato che sostiene l’Iwca Italy, l’International Womens Coffee Alliance Italia che si impegna ad offrire supporto e implementare l’empowerment femminile nella filiera del caffè. Nel corso della gara è stata introdotta una nuova difficoltà: il dialogo con i giurati, che nel corso della prova impersonavano il cliente al banco bar.

Protagonisti accanto ai concorrenti la macchina espresso multiboiler Studio di Dalla Corte che si caratterizza per la grande facilità d’uso e la temperatura d’esercizio costante e il macinacaffè Atom W75, che eroga una dose costante grazie al sistema di pesa brevettato Instant Grind Weighing Technology, mentre la regolazione della granulometria si effettua in modo intuitivo tramite un pomelllo per la regolazione micrometrica continua. Ogni concorrente ha poi a disposizione diversi filtri di Ims, che permettono di ampliare la possibilità di estrazione da effettuare in tazzine prodotte da Ipa Porcellane. Ad assicurare la costanza nella qualità dell’acqua si pensano i sistemi di filtrazione di Brita, mentre la pulizia delle apparecchiature è affidata agli Esperti del Pulito di pulyCaff. Da parte loro, Metallurgica Motta e Dvg De Vecchi mettono a disposizione attrezzature per lavorare al meglio.

La tappa fiorentina permetterà di effettuare una full immersion tra gli strumenti per la macinatura e l’estrazione di Conti Valerio, con la possibilità di provare le diverse attrezzature e degustare gli specialty coffee de La Tosteria. I tecnici di Keber sono a disposizione per spiegare l’importanza delle macine utilizzate per la macinatura del caffè. 

Vincitore della prima tappa che si è svolta a Lingotto Fiere di Torino, è risultato Fabio Ferrara, barista presso la caffetteria Tiziano a Torino, seconda Ilaria Izzo, titolare della Caffetteria dei Fiori a Moncalieri (TO): entrambi parteciperanno alla finale nazionale insieme ai due vincitori fiorentini. È prevista una terza tappa in terra di Sicilia.

X-Food, le nuove sfide nella comunicazione del cibo

I relatori di X-Food 2024 Marco La Rosa, Fabiana Alcaino, Francesco Lancia, Michele Rinaldi, Vincenzo Cosenza, Elisabetta Rotolo
Organizzato da Soluzione Group, la seconda edizione di X-Food ha delineato le attuali e prossime tendenze nella comunicazione del cibo.

Dopo la prima edizione 2023, il nuovo appuntamento X-Food organizzato dall'agenzia Soluzione Group (Pr e Digital Mkt) di Flero (Brescia) è stato di recente tenuto al Teatro Elfo Puccini di Milano. Sul palco dei relatori si sono avvicendati esperti e operatori nel campo del marketing alimentare sulla tema del saper raccontare i cibi, anche alla luce dell'impiego dei nuovi social, a cominciare da quelli che utilizzano AI (Intelligenza Artificiale) per le app.

L'introduzione è stata affidata a Stefania Lorusso, giovane e brillante direttrice editoriale di DM (Distribuzione Moderna, testata digitale BtB, media partner evento)

Sono seguiti i seguenti interventi:

Michele Rinaldi, Head of Strategy e AD di Soluzione Group, ha parlato di meccanica di relazioni umane alla base del costrutto di marca che da “nota” deve saper diventare “rilevante”. Ha suggerito un cambiamento radicale di visione e necessariamente di linguaggio: non si può più parlare di target – che letteralmente è un bersaglio da colpire e affondare –, ma di pubblico, un insieme di persone cui chiedere consenso, attenzione, fiducia, prima che denaro. Proprio in questo substrato di relazione c’è la necessità di raccontare piuttosto che di trasferire semplicemente notizie, perché è nella narrazione che si crea la percezione (storytelling is the king). Il racconto sarà il punto fermo per esplorare il futuro del marketing alimentare.

Elisabetta Rotolo, CEO e founder di MIAT (Multiverse Institute For Arts and Technology) si è focalizzata sul cambiamento di mindset delle generazioni alfa che vivono, comprano, si comportano in modo diverso dalle precedenti: unicamente digitali, crescono con gli AI companion. Mettersi in relazione con loro significa spogliarsi di pregiudizi e paure, conoscere i linguaggi, gli strumenti, le potenzialità dello storyliving, fatto di esperienze interattive e completamente coinvolgenti. È necessario per i brand adottare una logica immersiva, creare communities of interest fondate su valori condivisi e da condividere.
In particolare ha citato i seguenti Tech Trend: Web3 Loyalt; Co-creation; Game for Good; Immersive Transmedia; Immersive Restaurants; Communities of Interest and Belonging.
Ha citato gli esempi di utilizzo dei social di Starbucks Odyssey Web3 che utilizza una serie di giochi e quiz successivi per creare fidelizzazione (1,5 milioni di membri attivi 2023 con entrate annue di circa 500 m di dollari), al pari di Coca-Cola Company con mix immersive storytelling ha fatto creare dagli utenti del suo sito un prodotto "ideale". Altro esempio di gaming il sito Lavazza Arena, gioco per riforestare il campo virtuale o il Paese delle Meraviglie dell'inglese Wonderland Immersive Dining Experience o ancora la miniserie tv Behind The Dish (Dietro il piatto) nel quale tre donne chef fanno conoscere ricette di tutto il mondo. Infine The Future of Immersive FoodTech nel quale i punti di forza sono immersivity, gaming, multilanguage, live stage.
Per finire ecco i punti chiave della comunicazione Key Takeaways: interattività, storyliving, transmedialità, centralità della GenZ, connettività con i creatori del sito.

Marco La Rosa, scrittore ed esperto di neurocopywriting ha affrontato il tema delle neuroscienze e il loro legame, antichissimo in realtà, con il food storytelling. Tanti i riferimenti scientifici che sono diventati spunti molto pragmatici su come raccontare il cibo, verbalmente e visivamente. Dall’importanza dei fattori preverbali (colore, forma, disposizione, ordine, punto di vista, prezzo) per la percezione sensoriale degli alimenti, al ruolo delle parole scelte per descrivere il cibo (“gli aggettivi sono tutto”); dal valore del “made in” a quello dei veicolatori di qualità che nascondono potenzialità e insidie etiche e legali; dalla sequenza delle parole di grado diverso per generare un determinato effetto alle grandi potenzialità che umanizzare un prodotto/un brand/un’azienda ha negli spot.
Autore del libro "Neuroscienza della narrazione" (Hoepli editore), in particolare Marco La Rosa ha ricordato lo studio (2003) del prof. Read Montague sui brand Pepsi e Coca-Cola che ha già allora dimostrato come la narrazione di un brand modifica la nostra percezione del gusto a livello neurofisiologico (attesa influenzata dal nostro personale ricordo del brand ndr). Inoltre anche il colore, la forma del piatto, l'ordine e disposizione del cibo nel piatto possono influenzare in un modo o nell'altro la nostra percezione del gusto (si giustifica così l'attenzione quasi maniacale degli chef nell'impiattamento del cibo ndr). Fondamentale poi il contesto: una foto dove il cibo viene afferrato convince di più; la musica a bassa frequenza può rendere il sapore più amaro; il prezzo elevato fa percepire più buono il cibo (viceversa se il cibo non piace ne aumenta il dissapore ndr).
Per la formazione dei menù, il priming semantico dimostra che la parola che viene prima influenza la percezione di quella che viene dopo: dire insalata e pasta fa percepire il piatto più salutare rispetto a pasta e insalata.

Di AI e GENAI, ChatGPT e Metaverso ha parlato Vincenzo Cosenza, consulente di marketing e fondatore dell’Osservatorio Metaverso. Un panorama estremamente complesso, affollato di strumenti funzionali, se correttamente impiegati, ad aumentare la produttività: meno tempo (-25%), performance quantitativamente e qualitativamente superiori (+40%). Attraverso una serie di case history di grandi aziende che tramite l’uso sofisticato e creativo di questi tools hanno costruito mondi ed esperienze immersive e coinvolgenti, Cosenza ha mostrato alla platea come oggi si debba “abbandonare il marketing pigro” per esplorare il marketing aumentato che adotta questi strumenti per mettersi in relazione profonda con le persone, rendendole protagoniste.
In particolare, Vincenzo Cosenza ha citato vari casi. Mulino Bianco che ha creato ambientazioni diverse dei propri spot. Coca-Cola che ha realizzato il sito Create Real Magic (integrando CPT-4 e Dall-E) che permette agli utenti di di usare la potenza text to image per giocare con l'immaginario dell'azienda; oltre a invitare gli utenti a creare una edizione speciale della bibita al "sapore di futuro". Mc Donald's ha costruito diverse esperienze in Roblox pensate per il pubblico GenZ di Latam con 5 land tematiche (Central, French Fries, Ice Cream, Soda, Burger) predisponendo una collezione virtual coin per comprare skin brandizzate: +55% l'aumento delle vendite via app.
Unilever ha portato il mondo dei gelati Magnum nel Metaverso di Decentraland con Pleasure Museum, un museo pieno di opere d'arte con la possibilità di acquistare il gelato con apposite vending machine virtuali, con consegne reali a casa con Deliveroo. Anche Vincenzo Cosenza ha citato il caso Lavazza Arena in Roblox lanciato in occasione  della Giornata Mondiale d'Azione per l'Amazzonia (2022).

Fabiana Alcaino, Chief Digital & Business Data Unit di RETEX, ha iniziato il suo intervento sottolineando quanto l’industria alimentare sia penalizzata da un gap tra i grandi volumi e la bassa marginalità. L’AI ha grandi potenzialità: può abbracciare tutta la catena del food e incidere sul suo miglioramento, a vantaggio di tutti. È possibile oggi raccogliere, elaborare, usare in forma di insight funzionali alle aziende, tutti i dati che partono dai campi e arrivano allo scontrino del consumatore (marketing predittivo).
Un esempio? Con l’AI è già possibile analizzare frequenza, modalità e tipologia di acquisti per ottimizzare le scorte sul punto vendita, abbattendo lo spreco e dando una svolta sostenibile. Non solo, è possibile analizzare informazioni dal mondo social per tracciare con il dovuto anticipo i nuovi food trend e indirizzare così la ricerca e sviluppo delle aziende. E ancora, è in grado di ottimizzare e personalizzare la customer experience mettendo in relazione informazioni inerenti gli acquisti e formulando un’offerta raffinatamente personalizzata in grado di generare un senso di soddisfazione del cliente.
In particolare, ha citato i riposizionamenti di prodotti come Buondì Motta, Consorzio della Mozzarella, Starbucks, Campbell's, Heinz e Mc Donald's.

La seconda edizione di X-FOOD ha offerto quindi agli ospiti un menù stellato, con contributi di grande spessore, riflessioni alte ed esempi concreti e replicabili, una fotografia dello stato dell’arte e un disegno del futuro con cui dobbiamo già fare i conti. Per chiudere, un dessert che ha avuto come ingredienti principali la sagace ironia e comicità di Francesco Lancia, autore e voce di Radio Deejay che ha provato a immaginare la carta di un ristorante stellato del futuro, con un’offerta varia e variopinta per accontentare vegetariani fatalisti o karmici, fruttariani, fiorani e disadratisti. Tra un quiz per capire come potrebbero descrivere i loro piatti gli chef del futuro e la rivelazione di un inedito canto di Dante, che avrebbe collocato i profanatori di cibo in un terribile girone infernale, Lancia ha saputo mettere in luce quanto noi italiani possiamo sopportare. In particolare, ecco alcuni suoi scoppiettanti aforismi:
Il futuro è nelle stelle! (Michelin)
Ci piace sputare nel piatto dove mangi!
Pericolo! Panna nella Carbonara!
Prima la pasta nell'acqua fredda, poi bollire!
Vino rosso con il pesce!
Chi è l'inventore delle Fettuccine all'Alfredo? Alfredo!

 

 

 

Yuntaku, l’amaro italiano dal cuore giapponese che esalta il concetto di food pairing

La tappa romana delle Yuntaku Dinner Series, dal titolo Sabotage, ha messo insieme una cucina fusion italo-giapponese e i cocktail di Gregory Camillò
Quando un gruppo di fuoriclasse si incontrano vengono fuori serate memorabili. Situazione: una cena dal titolo Sabotage organizzata per dare un assaggio, in tutti i sensi, dell'amaro Yuntaku (anima italiana, ma ingrediente principale giapponese). Fa parte delle Yuntaku Dinner Series, che servono a presentare al pubblico questo amaro "giapponese" a base di Goya (le virgolette sono perché è prodotto dalla storica Distilleria Paolucci di Sora, in provincia di Frosinone) e questa sua doppia anima, metà asiatica e metà italica.
Yuntaku nasce, infatti, da un viaggio a Okinawa di Benedetta Santinelli e Simone Rachetta, che qui conoscono questa specie di zucca amara, dall'aspetto di un cetriolo bitorzoluto, con cui in Giappone si realizza un estratto amarissimo, dalle forti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie (non a caso gli abitanti di Okinawa sono fra i più longevi del mondo), che viene consumato come medicamento. Simone ne porta alla mamma alcuni semi e lei li pianta.
Da sinistra Giuseppe Lo Iudice, Gregory Camillò, Alessandro Miocchi e Yoji Tokuyoshi
E quando si dice il destino, la pianta cresce e fruttifica durante la pandemia, quando Simone e Benedetta hanno il tempo di "giocare" a produrre il loro amaro. Il resto è la storia di questo distillato, che è stato apprezzato dal team di Velier e inserito in portfolio.
Tornando al tour di promozione dello Yuntaku, la tappa di Roma è stata una vera e propria jam session fra due fra le cucine fra le più interessanti l'Italia e i cocktail del bravissimo Gregory Camillò, bar manager del Jerry Thomas Bar Room, che grazie al suo background asiatico ha perfettamente interpretato quest'identità fusion italo-asiatica.
In cucina, i padroni di casa di Retrobottega, Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice, hanno ospitato la cultura giapponese di Yoji Yokuyoshi della Bentoteca di Milano, per una cena a sei mani. Risultato? Un mix straordinariamente equilibrato di cocktail e cucina, con una lezione gustativa di food&drink pairing e fusion fatta bene, nonché un'esaltazione ben riuscita del protagonista della serata, l'amaro a base di goya.

Il menu

Un'insalatina non convenzionale a base di erbe amare e asparago bianco ha aperto le danze, accompagnata da un twist sul Bloody Mary di rara eleganza, per poi lasciar spazio alla grassezza delle ventresca di tonno che farciva un Katsusando che sembrava un fratello giapponese di un tramezzino buonissimo, da mangiare rinfrescando il palato con lo Spumonish di Camillò. Il Cherry Blossom con Yuntaku, visciole e Barolo chinato chiudeva la degustazione alcolica di Camillò, accompagnando con grazia i due piatti a base di volatili: i Gyoza in brodo dashi, con ripieno di anatra croccante e mandarino cinese il Piccione ubriaco marinato nel Sake e grigliato con salsa sardella e sukiyaki. E se il primo è un cocktail internazionale interpretato con un tocco asiatico, gli altri due sono stati scelti da Camillò pescandoli nelle sue esperienze a Singapore e fra i drink più bevuti in Asia.
Finale con un gelato al Tè Matcha e spuma di yogurt a dare la spinta acida. Naturalmente, con assaggio conclusivo di Yuntaku in purezza: d'altra parte l'amaro non è il fine pasto per eccellenza?

La ricetta di Gregory Camillò

Spumonish
(Ispirato al classico giapponese Spumoni)
Ingredienti:
35 ml Yuntaku infuso con Sansho pepper (14 g Sansho pepper in 2100 ml Yuntaku, infusione a temperatura ambiente di 24 ore, mettere 700 ml alla volta in un sifone, caricare con una cartuccia di nitrogeno, filtrare per eliminare il pepe e conservare in frigo)
45 ml Succo di pomelo
10 ml Tonica
20ml Grapefruit soda
Tecnica Built
Bicchiere Collins
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