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Wagamama inserisce drink & food korean style

Lucia Nappa di Chef Express brinda alla iniziativa con il cocktail Yuzu Mojito
Dal 19 giugno prossimo la catena di ristorazione Wagamama (gestita in Italia da Chef Express/Gruppo Cremonini) introduce una decina di proposte (riviste e corrette) della gastronomia e della mixability coreana nei suoi punti vendita di Milano City Life, Milano Duomo, Aeroporto di Malpensa e di Orio al Serio.

Ajumma è il termine con il quale si definisce l'originale stile di vita coreano, moderno ma al tempo stesso fedele alle tradizioni. Uno stile che connota molti prodotti Made in Korea (del Sud) dalla moda (colorata e funzionale) alle serie tv (Squid Game) alle auto (Kia, Hyndai) alla tecnologia d'avanguardia (Samsung), alla musica dance (Gangnam Style), alla gastronomia (K-Food), semplice, gustosa, piccante, con pochi grassi, molti fermentati e molte verdure.

Dal 19 giugno prossimo la catena di ristorazione Wagamama (gestita in Italia da Chef Express/Gruppo Cremonini) introduce una decina di proposte (riviste e corrette) di Side (assaggi) e Main (piatto principale) della gastronomia e della mixability coreana nei suoi punti vendita di Milano City Life, Milano Duomo, Aeroporto di Malpensa e di Orio al Serio.

Il nuovo menu arricchisce la categoria Donburi con i gochujang rice bowl, ovvero piatti preparati con riso, verdure fresche e proteine, arricchiti con una deliziosa maionese al gochujang, una pasta di peperoncini rossi fermentati dal sapore denso, dolce e pungente. Un mix di sapori freschi ideali per la stagione estiva.
Tra le nuove proposte anche i crispy soba, noodles di riso preparati con uova, porri, germogli di soia, cipollotti e peperoncino, conditi con salsa teriyaki piccante e guarniti con peperoncino e coriandolo. Arrivano inoltre nuovi extras, come garlic fried rice e coconut rice, e una selezione di dessert dal sapore fresco e deciso.

La proposta estiva è valorizzata dalla prima Drink List Wagamama, studiata da Marcello Dal Farra, bartender e area manager) un’offerta di cocktail artigianali, mixati con spirit di origine asiatica (come Yuzu Sake) e di mindful drink, drink analcolici premium, pensata per incontrare i gusti sia di appassionati di mixology che hanno voglia di provare nuovi abbinamenti drink-piatto, sia di chi cerca opzioni più naturali, senza alcol e meno caloriche. Un esempio:

Yuzu Mojito
Ingredienti
50 ml Ron Barcelò Blanco
25 ml succo fresco di lime
10 ml Yuzu Sake
15 ml sciroppo di zucchero
100 ml soda
Preparazione
Porre sul fondo del tumbler alto 20 g di zucchero di canna e 2 spicchi di lime; frizionare con il pestello il lime per spremere solo il succo; aggiungere il succo di lime e lo sciroppo di zucchero, miscelare con un barspoon; sbattere tra le palme delle mani qualche foglia di menta e aggiungerle nel bicchiere; introdurre qualche cubetto di ghiaccio; versare rum e Yuzu Sake, aggiungere la soda; decorare con una fragola tagliata a ventaglio, uno stelo di menta e una cannuccia. Lanciare il grido kanpai! (in giapponese, vuotare il bicchiere!).

Cocktail Yuzu Mojito

Abbinare con
kokopanko aubergine, tocchi di melanzane impanate e fritte nell'olio di girasole, insaporite con un tocco di cocco, peperoncino e lime rub, guarnite con coriandolo e maionese piccante sriracha.
kokopanco chicken, tocchi di pollo impanato e fritto nell'olio di girasole, insaporito con tocco di cocco, peperoncino e lime rub, guarnito con coriandolo e maionese piccante sriracha.
crispy chilli mushroom, funghi oyster (ostrica) impanati e fritti nell'oilio di girasole, spolverati conpolvere di peperoncino rosso, serviti con salsa piccante e coriandolo.

Altri esempi di Side (assaggi) da abbinare ai drink:
bang bang prawn: gamberi croccanti ricoperti da una maionese piccante, cipollotto, peperoncino e lime fresco.
bang bang cauliflower: pezzetti di cavolfiore croccante ricoperto da salsa piccante alla soia insieme con pezzetti di cipolla rossa e cipollotto, condito con zenzero fresco e coriandolo.

L'executive chef Daniele Amidani con i gamberetti croccanti bang bang prawn

La cucina (a vista) è curata dall'executive chef Daniele Amidani e Stefano Casoli.

Due esempi di Main (piatto principale):
chicken firecracker, pollo a pezzi con taccole, peperoni rossi e verdi, cipolla bianca e scalogno con peperoncini rossi piccanti, servito con cupola di riso bianco, semi di sesamo e anice stellato e spicchio di lime fresco.
crispy beef soba, noodles cotti con uova, porri, germogli di spoia, cipollotti e peperoncino, cnditi con salsa teriyaki piccante, peperoncino e coriandolo.

La Drink List Wagamama

Oltre a Yuzu Mojito (vedi sopra) altri drink proposti dalla Drink List.
Pink Tonic: pink gin e tonica, guarnire con pepe rosa.
Silver Tonic: gin e tonica, guarnire con fetta di cetriolo, bacche di ginepro e scorza di limone.
Positive Panchi: rum al cocco, succo di mela e di spinaci, guarnire con tocco di ananas e fetta di cetriolo, guarnire con scorza di lime.
Mama Spritz: Prosecco, Aperol e ginger beer.
Passion Mojito: zucchero di canna, rum, succo di lime,  menta, succo di passion fruit e soda.

Alla base del nuovo menu c’è la filosofia kaizen tipica dell’attività di Wagamama che, mirando a un miglioramento continuo, porta la cucina a un livello sempre più alto di sperimentazione e innovazione. Tutto ciò tenendo come punto di riferimento il concetto di Itsuraku, la ricerca del piacere, che per Wagamama è associato alla gioia di mangiare buon cibo in compagnia di amici e famiglia.
In vista dell’estate dunque il brand rinnova il proprio impegno nell’educare a mangiare e vivere in maniera positiva, facendo del piacere del cibo e dell'amicizia gli elementi chiave dell’esperienza culinaria Wagamama.

Breve storia di Wagamama Italia

Format di ristorazione che propone piatti ispirati alla cucina asian fusion, in grado di unire una combinazione unica di sapori autentici e standard di qualità e servizio tra i più elevati.
Dall'inaugurazione del suo primo ristorante nel quartiere di Bloomsbury a Londra nel 1992, Wagamama ha introdotto nel Regno Unito un'esperienza gastronomica senza precedenti, portando in Occidente i sapori freschi e nutrienti dell'Asia. Oggi, con oltre 200 ristoranti, Wagamama è presente in 22 paesi in tutto il mondo.
In Italia, Wagamama è presente dal 2017, con 9 locali gestiti da Chef Express, società di ristorazione del Gruppo Cremonini, nell’aeroporto di Malpensa, nella centralissima via San Pietro all’Orto a Milano, all’interno di CityLife, di Merlata Bloom, di Bicocca Village e di OrioCenter di Bergamo, in Designer Outlet di Serravalle, in Valmontone Outlet e nella Stazione Termini di Roma.

 

Amaro Montenegro crea le colonne sonore per celebrare l’amicizia con l’Ai

Amaro Montenegro
Con #friendshipsong, lo storico Amaro invita a condidere emozioni e aneddoti sulle serate con gli amici che saranno trasformati in canzoni personalizzate, grazie all'intelligenza artificiale. La call to action è aperta solo il 19 giugno

Il 21 giugno si celebra in tutta Europa la Festa della Musica. Per l’occasione Amaro Montenegro ha lanciato #friendshipsong, iniziativa che permette di creare una colonna sonora, con tutte canzoni personalizzate, dedicata alle serate trascorse con gli amici partendo da un semplice testo. A comporre le canzoni provvederà, infatti, Amaro Montenegro con l’aiuto dell’intelligenza artificiale (Ai).

Realizzato in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Armando Testa, il progetto prevede una call to action aperta solo il 19 giugno sul profilo ufficiale Instagram di Amaro Montenegro. Qui tutti gli utenti potranno condividere ricordi e curiosità sulle serate indimenticabili passate con gli amici che diventeranno composizioni originali grazie all’ausilio di Suno, la piattaforma di creazione musicale generativa con intelligenza artificiale.

Come partecipare

Per partecipare basta inviare un direct message, indicando il nome degli amici, qualche caratteristica divertente, un aneddoto curioso e magari il genere di musica preferito (partecipazione a numero limitato). Attraverso Suno, queste informazioni saranno trasformate in vere e proprie canzoni-dediche dai generi più diversi che i partecipanti riceveranno attraverso una story ufficiale. Coinvolti nel progetto alcuni giovani creator digitali, come Viola, meglio conosciuta come Eleviola, tra le creator musicali più famose del panorama TikTok Italia, e il content creator Luca Sironi, ventenne star di YouTube.

La nuova iniziativa è un inno ai valori dell’amicizia e della condivisione, da sempre parte dell’universo valoriale del famoso Amaro. Valori che questa volta ha scelto di celebrare cavalcando, in modo coinvolgente e innovativo il potenziale creativo dell’intelligenza artificiale. Un progetto che mostra l’attenzione da parte dello storico prodotto verso un ambito tecnologico più innovativo e in forte espansione e la volontà di presidiarlo.

Alberto Polojac guida il nuovo direttivo nazionale Sca

Alberto Polojac
Avvicinare tutti al mondo del caffè specialty con un buon gioco di squadra, rendendolo meno arrogante, più simpatico e democratico: un importante obiettivo del nuovo coordinatore.

Si insedierà ufficialmente il prossimo 1° luglio il nuovo chapter di Sca Italy da poco eletto, che vede tornare quale national coordinator Alberto Polojac, affiancato da Filippo Vidiz, marketing & commmunication, Franesca Bieker, education coordinator, Andrea Lattuada, events coordinator e Fabio Sipione, judges coordinator. Un nuovo direttivo che unisce tradizione e innovazione, figure di grande esperienza e nomi emergenti nel settore, decisi a fare squadra nel segno della crescita del mondo specialty.

Polojac è già stato coordinatore nazionale tra il 2019 e il 2022, che fu un periodo molto difficile a causa del covid e delle restrizioni ad esso legate: «avrei voluto fare molte cose, ma non è stato possibile realizzarle - ci dice -; mi era rimasto il desiderio di portare a compimento alcuni progetti, in primo luogo quello di avvicinare il mondo specialty a tutti, del settore e non». L’obiettivo è prima di tutto di renderlo più “democratico”, alla portata di chiunque, sottolineando ancora una volta che non è necessariamente un prodotto esclusivo, per pochi, ma semplicemente un caffè pulito, senza difetti.

Da persona che ama lavorare in squadra, auspica che il nuovo gruppo possa muoversi compatto, rafforzando le connessioni esistenti e creandone di nuove. Ad esempio partecipando e aprendosi a nuovi eventi e settori, non focalizzandosi esclusivamente sul bar, ma comprendendo anche altri mondi, il settore della gastronomia in generale, allargando le vedute sotto tutti i punti di vista.

«Cercherò di portare avanti uno spirito coeso anche per quanto riguarda il settore interno - riprende Alberto Polojac -, un po’ per smettere di fare pensare che lo specialty sia contro qualcosa o qualcuno. Ad esempio, qualcuno afferma che sia contro l’espresso, quasi ci fosse una sorta di “gruppo politico” che si muove a favore del filtro boicottando l’espresso che, personalmente, anch’io preferisco, ma lo voglio buono; chiedo un cappuccino fatto bene, cosa che raramente si vede nei locali».

L’auspicio dunque è che la community Sca risulti inclusiva e funga da traino per il settore, accettando al suo interno chiunque voglia conoscere e aprirsi a un discorso di qualità.

A tutto il nuovo chapter gli auguri di buon lavoro.

Attenti a quei tre: il team di Sisu e la strategia della semplicità

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La pasticceria di Silvia, Alessandro e Giuseppe (ex Gelsomina), appena aperta a Milano, intercetta tutte le tendenze di consumo che rendono vincente - sulla carta - un locale all day contemporaneo. Dalla colazione salata alla caffetteria... ruffiana

Entriamo da Sisu e ci sembra un locale creato ad hoc per mettere in sequenza tutte le tendenze del fuori casa di oggi. L'offerta anche salata a colazione, gli spazi pensati non solo per consumare ma per vivere del tempo (anche di lavoro) ai tavoli, i piatti per una pausa pranzo veloce ma di qualità, i caffè concreti e buoni, senza esasperazioni lessicali a presentarli.

«I dolci che raccontano i nostri viaggi»

I protagonisti qui sono tre: una arriva dalla Brianza, i due soci e amici e colleghi dalla Calabria. Silvia Dell’Acqua, Alessandro Sanso e Giuseppe Gallello. Volevano allargare gli orizzonti dei milanesi e far conoscere i dolci assaggiati nel corso dei loro viaggi, in tutto il mondo. È nata così Sisu, pasticceria-bistrot aperta da poco in zona Darsena a Milano. Dalla passione (e dalla visione imprenditoriale) di tre giovani già coinvolti nel progetto Gelsomina e ora decisi a sviluppare la loro idea di pasticceria. Molta sostanza in questo locale all day, dietro a un'immagine ben curata.

Contrasto di materiali caldi e freddi

Il locale è in via Gaudenzio Ferrari, circa 200 mq con poco meno di 50 coperti, con laboratorio e punto vendita disposti sullo stesso livello. Nove vetrine, l'ultima delle quali mostra il laboratorio («Volevo la sfogliatrice proprio lì, alla vista di tutti i passanti», spiega Silvia). L’interno è arredato in stile rustico con colori e materiali a contrasto. Marmo, cemento, dettagli in legno e pavimento del bagno colorato, tanto verde e dettagli in stile retrò, come le applique a muro e la rubinetteria in ottone. Lo staff: tre persone in laboratorio, due/tre in cucina, cinque alla vendita.

Dalla colazione all'aperitivo

Sisu è aperta 8-21, dalla colazione all'aperitivo. Si parte con le colazioni (anche salate) e la caffetteria, poi tra le 12 e le 15 l'offerta per la pausa pranzo (tra i 6 e gli 8 euro gli antipasti, dai 9 agli 11 per dei primi molto classici, secondi che toccano i 20 euro con il filetto di pesce, panini farciti tra i 7 e i 9 euro, insalate da 6 a 10 euro). Sul banco c'è un'offerta super contemporanea di bakery e croissanterie. Si parte dai classicissimi (croissant liscio a 2 euro, farciti a 2,30), poi le proposte vegane, poi si allarga l'orizzonte con kranz albicocca e uvetta o babka all'albicocca e albicocche candite (2,50 euro) o con il cinnamon roll (3 euro). «A colazione ci piace proporre anche il salato, e raccogliamo consensi», spiega Silvia. «C'è sempre una proposta esposta al banco - come il croissant con crudo di Parma o la nostra versione del pain au chocolat salato con prosciutto cotto e fontina in cottura e semi misti - e qualche altra idea calda si può ordinare (quiche, pancakes salati, toast). Diciamo che inclusa la proposta calda il salato è circa il 20% della nostra offerta».

La proposta di Sisu varia di continuo

La strategia dei ragazzi di Sisu (che per inciso significa perseveranza in finlandese) è un bel mix di impeto di gioventù e solide certezze da "navigati" del fuori casa. «Non vogliamo rinunciare a niente», dice Silvia. «Giorno dopo giorno tiriamo fuori tutte le idee e le ispirazioni che ci sono venute o che abbiamo incontrato viaggiando e spostandoci, e proviamo a inserirle nella nostra proposta variandola di continuo. Mercato, social, assaggi all'estero ci portano sempre a scovare idee nuove. Vogliamo che il cliente entri qui e abbia bene in testa che quello che aveva assaggiato ieri, probabilmente domani non ci sarà».

Caffè e cocktail: viva la semplicità

Al banco caffetteria quasi bandita la parola "specialty". Giuseppe Gallello non vuole fare il talebano al contrario, però spiega: «Non tutti i clienti sono pronti a sentir parlare di specialty, quindi non volevamo identificarci così passando per una caffetteria troppo "di nicchia". Abbiamo semplificato la proposta e tenuto standard di qualità alti. Base di partenza una miscela di 6 monorigini 100% Arabica, tutte dal Sudamerica. La definirei ruffiana, con tostatura delicata e apprezzabile da una platea ampia di clientela. A questa affianchiamo una monorigine stagionale, in questo momento abbiamo un Salvador che proponiamo sia in filtro che in espresso, singolo o double». Completa il tutto la drink list, anche qui votata alla semplicità, con cocktail a 8 euro colorati, low alcol, con rigoroso utilizzo di frutta e verdura di stagione.

Cambio di look per gli iconici rum Matusalem

Rum Matusalem
Nuovi pack dallo stile contemporaneo e di tendenza, disegnati dal noto designer Julien Zorzin, vestono due icone della storica hacienda: Matusalem Gran Reserva 15 e Matusalem Gran Reserva 23. Presentati al mercato italiano in un'esclusiva serata al Marchese di Milano

Anche i marchi storici, capaci di attraversare i secoli sempre sulla cresta dell’onda, avvertono ogni tanto l’esigenza di rinfrescare l’immagine dei loro prodotti più iconici. È il caso di Rum Matusalem, che ha rinnovato il look di due pezzi da novanta della sua gamma di distillati: Matusalem Gran Reserva 15 e Matusalem Gran Reserva 23.

Il nuovo vestito dei due prodotti è stato presentato ufficialmente al mercato italiano nel corso di una serata svoltasi al Marchese di Milano, dove erano presenti per il marchio, distribuito in esclusiva in Italia da Gruppo Montenegro, la master blender di Matusalem, Cynthia Vargas, e il global brand ambassador Hector Monroy.

Un'immagine contempoanea per due rum iconici

A disegnarlo il famoso direttore creativo francese Julien Zorzin capace nel suo lavoro di catturare ed esprimere in bottiglie dal design moderno e di tendenza i valori del marchio: buongusto, tradizione, eccellenza ed expertise. Un’opera di restyling che punta a rafforzare il posizionamento di Matusalem come rum super premium, parlando sia agli affezionati del marchio sia ai nuovi consumatori, attraverso un’immagine più contemporanea, senza però tradirne la storia, una storia iniziata nel 1872 a Santiago de Cuba e oggi portata avanti da Claudio Álvarez Salazar e da suo figlio Claudio Álvarez Renaud, rappresentanti, rispettivamente, della quarta e della quinta generazione della famiglia fondatrice.

I dettagli che fanno la differenza

A sottolineare il carattere distintivo dei prodotti sono alcuni dettagli del nuovo design, a partire dalla stessa texture delle bottiglie, che evoca il lavoro artigianale del legno e che includono anche un omaggio gli archi, uno degli elementi più riconoscibili dell'architettura coloniale cubana. A coronare il nuovo look anche un'elegante chiusura in legno e sughero naturale, mentre la spalla delle bottiglie è sollevata in un gesto di orgoglio.

Inoltre, la nuova bottiglia di Matusalem Gran Reserva 15, si distingue per un tocco del caratteristico colore rosso del marchio sull'etichetta del collo e per il suo effetto taglio a mano, che rimanda alla “perfezione imperfetta” dei prodotti artigianali. Mentre quella di Matusalem Gran Reserva 23 si caratterizza per l’effetto diamante trasparente, esaltato dalla colorazione nera al collo e dal sigillo dorato del suo logo e dell’etichetta.

La qualità di sempre

I nuovi pack sono stati studiati per valorizzare ed esaltare in pieno i due prodotti, le cui formule restano invariate, come le loro caratteristiche. L’intenso aroma di spezie come vaniglia e chiodi di garofano con note di caramello, miele e legno tostato proprie di Matusalem Gran Reserva 15, rum icona del marchio, che conquista il palato con il suo sapore intenso e persistente, leggermente speziato e con accenni di legno, caffè e caramello.

E la grande eleganza di Matusalem Gran Reserva 23, che nasce dal blend di una selezione delle migliori riserve di rum invecchiati della hacienda, che negli anni Novanta si è trasferita nella Repubblica Dominicana, e che si distingue per il suo aroma complesso e raffinato, con un forte finale di caramello, caffè e banana, e per il suo gusto piacevolmente morbido e ben bilanciato, dove delicate note di miele si fondono con quelle di vaniglia e melassa per chiudere con un finale speziato e persistente.

Sfiziose idee per l’aperitivo nel nuovo ricettario Surgital

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Riso allo zafferano e carciofi saltati, una delle proposte del ricettario Surgital
Con Soluzioni per l'aperitivo l'azienda propone 12 ricette, facili e veloci da realizzare, ideate con gli chef Apci per creare un menu per un’occasione di consumo sempre più strategica per i locali. Scaricalo gratis

Riflettori puntati sull’aperitivo in casa Surgital.  L’azienda di Lavezzola (Ravenna) ha dedicato a questo momento di consumo il suo secondo volume della collana di ricettari Soluzioni Per, in questo caso Soluzioni per l’aperitivo (da scaricare gratuitamente registrandosi sul sito dell'azienda) in cui si propongono gustose idee per il pre-cena. Un momento di consumo sempre più strategico per il mondo dei locali, come confermato da uno studio di TradeLab presentato lo scorso novembre che sottolineava come negli ultimi 12 mesi in Italia si sono consumati 870 milioni di aperitivi fuori casa, per una spesa pari a 6 miliardi di euro (leggi L’aperitivo sempre nel cuore degli italiani). Altro aspetto importante della ricerca è il rilievo assunto dalla parte food, tradizionale accompagnamento delle bevande, che pesa per il 50% nella scelta del locale da parte dei clienti.

SCARICA IL RICETTARIO

12 ricette create dagli chef di Apci

Realizzato con gli chef di Apci (Associazione Professionale Cuochi Italiani), il ricettario propone 12 ricette pensate per aiutare i locali a creare una sfiziosa offerta di appetizer per conquistare la clientela e cogliere le opportunità economiche legate a questo trend. Protagonisti delle proposte le soluzioni dei cinque marchi di punta di Surgital per il mondo del fuori casa: Fiordiprimi, il brand di piatti pronti surgelati, Sugosi, di sughi e salse pronti e surgelati in pepite, Divine Creazioni, di pasta surgelata premium, Laboratorio Tortellini, con le sue 140 referenze sempre di pasta fresca surgelata, e Pastasì, con la sua offerta di pasta secca e riso espressi.

Prodotti versatili e creatività

Obiettivo di Surgital è infatti anche mostrare agli operatori la versatilità della sua proposta che, se ha nel pranzo trova il suo momento di consumo privilegiato, può essere sfruttata anche per altre occasioni, come appunto l'aperitivo, rendendo la proposta del locale gestibile e distintiva. Le ricette di Soluzioni per l’aperitivo, che spaziano dalle più semplici alle più ricercate, vogliono insomma essere anche uno stimolo a reinterpretare i prodotti in maniera originale e profittevole, sperimentando con un po’ di creatività preparazioni meno tradizionali, accattivanti anche alla vista, e studiate per questa occasione per realizzare menu di appetizer sempre nuovi.

Spunti per ogni tipologia di locale

Un esempio di proposta è il Riso allo zafferano e carciofi saltati, da preparare semplicemente facendo rinvenire in padella con un po’ di acqua il Riso Carnaroli Precotto Pastasí e la Salsa allo zafferano Sugosi e poi servendo in ciotoline quadrate adagiandovi sopra i cuori di carciofo saltati in padella. Oppure lo Spiedino di fusillone caprese e pesto alla genovese, realizzare cuocendo i Fusilloni di pasta fresca all’uovo Laboratorio Tortellini e componendo lo spiedino alternando un fusillone, spolverato con un po’ di Pesto alla genovese Sugosi, con un pomodorino datterino tagliato a metà e una mozzarellina.

Possibilità di sperimentare aperta anche al bar meno strutturato e dotato solo di forno a microonde, che può mettere a frutto la versatilità dei piatti pronti Fiordiprimi. Un esempio di sfizioso appetizer suggerito dal ricettario sono i Bocconcini di pollo alla boscaiola e germogli di pepe: basta disporre, una volta scaldata la Salsa ai funghi Porcini Sugosi su un piccolo piattino e poi adagiarvi i Bocconcini di pollo, piselli e prosciutto Fiordiprimi, rinvenuti nel microonde per 4 minuti, e infine guarnire con dei germogli freschi.

Un altro plus: il valore di servizio

Le ricette vanno insomma incontro alle esigenze delle diverse tipologie di locali, con il plus dei vantaggi di utilizzo dei prodotti Surgital, grazie al loro valore di servizio: la comodità di stoccaggio in freezer, che li rende sempre disponibili, la velocità e facilità di preparazione anche per locali che non hanno personale specializzato, con spazi ridotti e attrezzature limitate, le diverse modalità di rinvenimento e cottura, e la riduzione degli sprechi, grazie alla surgelazione Iqf che permette di prelevare solo la quantità di prodotto necessaria e contribuisce a tenere sotto controllo il food cost.

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Gelato Festival World Ranking: è l’ungherese Adám Fazekas il miglior gelatiere 2024

Al secondo posto Giovanna Bonazzi della gelateria “La Parona del Gelato” a Parona (VR); medaglia di bronzo, la statunitense Savannah G. Lee della gelateria “Savannah’s Gelato Kitchen” di San Francisco

Un gelatiere di Budapest sul tetto del mondo del gelato. A premiarlo, la classifica Gelato Festival World Ranking, che ha incoronato Adám Fazekas della gelateria “Fazekas Cukrászda” a Budapest (Ungheria) come miglior gelatiere del 2024, sul podio con 227 punti e 3 corone. Seguono Adám in classifica due donne del gelato: al secondo posto, con 213 punti, troviamo la prima italiana Giovanna Bonazzi della gelateria “La Parona del Gelato” a Parona (VR); medaglia di bronzo, con 208 punti e 3 corone Savannah G. Lee della gelateria “Savannah’s Gelato Kitchen” a San Francisco, California.

Adám Fazekas, primo classificato al Gelato Festival World Ranking
La classifica mondiale di categoria promossa da Gelato Festival World Masters, Carpigiani e Sigep Italian Exhibition Group, si fonda su un complesso sistema di attribuzione dei punti che tiene conto della partecipazione a gare e selezioni, dal 2011 ad oggi. Un sistema estremamente selettivo, che ha preso in considerazione oltre 8.000 gelatieri provenienti da 44 nazioni, ma ad oggi sono 1.278 quelli che hanno un punteggio sufficiente per far parte del ranking (la lista completa), con l’ingresso di ben 681 nuovi gelatieri rispetto al 2022 (qui i premiati dello scorso anno). I gelatieri che hanno raggiunto le ambite “Corone” (il numero di corone va in base ai punti realizzati) sono 61, di cui 5 con 3 corone, 24 con 2 corone e 32 con 1 corona. E c'è anche una “Hall of Fame” di Gelato Festival World Ranking: fra i precedenti vincitori, entra di diritto Marco Venturino della gelateria “I Giardini di Marzo” a Varazze (SV), che nel 2022 aveva raggiunto il primo posto in classifica,  e raggiunge un altro italiano, Eugenio Morrone della gelateria “Il Cannolo Siciliano” a Roma, (primo nel ranking 2020 e che nello stesso anno ha conquistato la medaglia d’oro alla Coppa del Mondo di Gelateria come membro del team Italia). «Negli ultimi due anni – commenta Adriana Tancredi, Project Manager di Gelato Festival World Masters – abbiamo in classifica quasi 700 nuovi gelatieri provenienti da tutto il mondo e abbiamo toccato nuovi paesi, con oltre mille eventi dedicati al gelato. Ma non ci fermiamo qui, perché le selezioni regionali sono già ripartite e abbiamo intenzione di toccare ancora nuovi mercati». Molte cose sono cambiate in 13 anni di competizioni, racconta Giulia Rossi, Project Manager di Carpigiani. «I gelatieri si stanno impegnando sempre di più per offrire prodotti nuovi e qualitativamente migliori. Emerge un impegno sempre crescente dei gelatieri nel fare ricerca sugli ingredienti, studiare le tecniche di bilanciamento e creare il proprio stile unico. Ma noi non valutiamo solo il gelato, ma anche il contesto, il servizio e tutto ciò che è intorno al gelato». Gelato Festival World Ranking: dal 4° al 10° posto 4° posto – Massimiliano Scotti della gelateria “VeroLatte” a Vigevano (PV), con 193 punti e 3 corone; 5° posto – Maurizio Melani della gelateria “Véneta Gelato Italiano” a Valencia (Spagna) con 186 punti e 3 corone; 6° posto parimerito – Fabio Forghieri della “Gelateria dei Principi” a Correggio (RE) con 176 punti e 2 corone; 6° posto parimerito – Leonardo La Porta della “Gelateria Miretti” a Torino con 176 punti e 2 corone; 7° posto – Carlo Guerriero della gelateria “La Cremeria Gelato Italiano” a Cadice (Spagna) con 175 punti e 2 corone; 8° posto parimerito – Paolo Pomposi della “Gelateria Pasticceria Badiani” a Firenze con 169 punti e 2 corone; 8° posto parimerito – Tomasz Szypula della gelateria “Szypula – 1974 –“ a Baboròw (Polonia) con 169 punti e 2 corone; 9° posto – Fabrizio Fenu della gelateria “I Fenu” a Cagliari con 164 punti e 2 corone; 10° posto – Taseer della gelateria “Fabulous Ice Fires” a Londra (UK) con 158 punti e 2 corone. Passati da 1 a 2 corone:

  • Giuseppe Lollino, “Vero Coffee and Gelato”, Illinois (USA), 132 punti
  • Gian Paolo Porrino, “L'arte del dolce”, Vittuone (ITA), 121 punti
  • Andrea Riva, “GelArt”, Sesto San Giovanni (ITA), 117 punti

I 10 nuovi coronati 2024 (1 corona):

  • Francesco Simone Sodano, “Is Pop”, Pomigliano d'Arco (ITA), 90 punti
  • Salvatore Ravese, “Gelateria Garden”, Gioia Tauro (ITA), 78,5 punti
  • Niccolò Caradonna, “Gelateria Genius”, Lastra a Signa (ITA), 78 punti
  • Emanuele Alvaro, “Gelateria-Cioccolateria Maravè”, Roma (ITA), 72,5 punti
  • Oscar Nassa, “Gelateria Lapecoranera”, Brescia (ITA), 72,5 punti
  • Golan Chetrit, “Noi Due Gelato”, New York City (USA), 72 punti
  • Luca Castellucci, “Gelateria Demetra”, Santa Maria degli Angeli (ITA), 72 punti
  • Paolo Macor, “Dolci Emozioni”, Cordovado (ITA), 72 punti
  • Alessandro Cesari, “Sablè Gelato”, Bologna (ITA) 72 punti
  • Gabriele Fiumara, “California Café”, Santa Teresa di Riva (ITA), 72 punti

ODK Fruit Puree, la linea di puree 100% da frutta di Orsadrinks

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L'eccellenza della frutta e l'esperienza di ODK in un'ampia gamma di puree di frutta di altissima qualità

ODK by Orsadrinks, brand di riferimento nel settore delle bevande e della mixology in più di 50 Paesi in tutto il mondo, ha recentemente arricchito la propria offerta con una linea di Fruit Puree 100%.

Al centro della filosofia dell’azienda c'è da sempre una forte attenzione al gusto, alla qualità e alla naturalità: sono questi i valori che contraddistinguono i prodotti Orsadrinks.

Inoltre, da sempre l’azienda valorizza le proprie origini e la filosofia "Made in Italy", perseguendo la selezione di materie prime della migliore qualità da tutto il mondo, per ottenere il gusto più autentico possibile, e ponendo grande attenzione alla ricerca e sviluppo di prodotti innovativi.

Valori questi che si riflettono nell’ultima linea di prodotti lanciata da ODK, un’ampia gamma di puree 100% da frutta, sapientemente arricchite con soli zuccheri derivati dalla frutta stessa, per impartire un boost di dolcezza che va a esaltare il profilo aromatico naturale di ogni frutto per una vera esplosione di gusto!

Gusto autentico e intenso della frutta

Per la produzione delle proprie puree, Orsadrinks seleziona solo frutta di prima qualità perfettamente matura, che viene poi lavorata nel più breve tempo possibile, in modo da mantenere intatte tutte le caratteristiche della frutta appena colta, per un gusto autentico ed intenso.

Vengono selezionate le migliori varietà di frutta per assicurare il miglior colore, profilo aromatico e consistenza: questo garantisce un prodotto il più vicino possibile alla frutta fresca, per un risultato davvero sorprendente in termini di freschezza e gusto.

Le puree di frutta ODK sono racchiuse in comode pouches con beccuccio laterale, perfette per dosare il contenuto ideale di prodotto, e possono essere conservate a temperatura ambiente, rendendo la conservazione del prodotto ancora più facile per i professionisti.

Qualità e versatilità

Grazie alla loro eccellente qualità e versatilità, le Fruit Puree ODK possono essere utilizzate come sostituto della frutta fresca in una moltitudine di applicazioni: dalla preparazione di cocktail, bevande e smoothies, ad applicazioni in ambito culinario per la realizzazione di dessert, coulis e gelati, passando per la cucina fusion.

La gamma di Fruit Puree ODK va ad inserirsi all’interno dell’ambizioso progetto di Orsadrinks di investire costantemente in ricerca e sviluppo, per realizzare e mettere a disposizione del settore un’offerta sempre più interessante e diversificata.

Gelato, le ricette creative dell’estate 2024

Gelato gastronomico, low sugar e proteico, ma anche tanti maritozzi: sono questi i trend che caratterizzeranno vetrine e pozzetti delle migliori gelaterie italiane. Non mancano gusti innovativi su stecco, nonché felici “matrimoni” tra ingredienti difficili come il gelato e gli spirits. Ecco cosa si sono inventati i maestri dell’arte fredda per l’estate 2024.

Iginio Massari Alta Pasticceria

L’estate di Iginio Massari Alta Pasticceria sarà caldissima. Insieme a nove gusti di gelato su stecco, si affiancano i gelati biscotto in tre diversi gusti: Crema Pasticciera, Caffè e Strudel. Arricchiscono l’offerta estiva i sorbetti su stecco proposti in cinque gusti all’insegna della freschezza e della combinazione di frutta di prima qualità: Lampone e Ananas, Passion Fruit, Limone e Yuzu, Fragoline di Bosco e Ananas, Limone e Basilico. Altra novità, in Edizione Speciale Limitata, è il nuovo Maritozzo Pesca e Amarene disponibile fino a domenica 30 giugno presso le Pasticcerie di Brescia, Milano, Torino, Verona, Firenze e Roma. Si tratta di una soffice pasta brioche accoglie al suo interno una farcitura di crema alle pesche con un cuore di amarene candite.

Sottozero Pennestrì Più

Vincenzo Pennestrì, titolare della cremeria Sottozero a Reggio Calabria e della rinnovata Villa Genoese Zerbi, punta su sorbetti e gusti ricercati e, allo stesso tempo, naturali. Infatti, le nuove proposte di Sottozero per l’estate 2024 sono il sorbetto alla mandorla e bergamotto e al pistacchio e limone, senza lattosio e senza glutine. Tra le novità 2024 c’è anche il sorbetto alle arachidi e arance candite, con un alto contenuto proteico.

Pasticceria Gruè

La novità della pasticceria Grué di Roma, di Marta Boccanera e Felice Venanzi, quest’anno è il connubio tra il gelato e il maritozzo. Proposto nella versione dolce, sarà disponibile anche nella sua declinazione gastronomica. Il maritozzo di punta è quello “tricolore” con gelato al pomodoro con datterini, gelato alla robiola e gelato zucchine e menta. Altra novità è il gelato al panettone con una crema in cui è macerato il panettone e l’aggiunta di cubetti di arancia e uvetta australiana. È stata implementata anche l’offerta dei ghiaccioli in stampi conici (in stile Calippo) con gusti di stagione: anguria, melone, fragola, lime, ananas e, last but not least, lampone. Golosi anche gli stecchi con diversi gusti: crema con briciole di biscotto al sale; noisette con cioccolato fondente, pasta di nocciole e scaglie di cioccolato; caramello salato con cremino al caramello e scaglie di arachidi.

Fabrizio Galla

Il Maestro Pasticcere Fabrizio Galla propone quest’anno speciali coppe gelato gourmet. Disponibili i gusti fragola meringa e vaniglia, nocciola e zabaione, mandorle e albicocche, “Bicerin” in versione gelato e poi i gusti più richiesti singoli tipo pistacchio, cioccolato fondente 75% Tanzania, vaniglia. E ancora: gusti intramontabili, all’insegna della tradizione piemontese, come il Bonet, zabaione e nocciola Piemonte IGP. Poi c'è il gelato al piatto come l’affogato al caffè con gelato alla vaniglia servito con un caffè caldo e una lingua di gatto al cacao, oppure cioccolato fondente Santo Domingo 70% servito con una crema alle tre vaniglie, croccante al cacao e lingua di gatto alla vaniglia. Infine, disponibile l’affogato alle fragole con gelato alla vaniglia e meringa croccante.

Pasticceria Zoccola

Classico della pasticceria piemontese sin da fine Ottocento è il cannoncino di sfoglia farcito di crema diventato un must della produzione dolciaria italiana. Il cannoncino della Pasticceria Zoccola è preparato con burro di alta qualità e farine locali, ma si distingue dagli altri per la forma allungata e la chiusura su uno dei due lati che lo rende simile a una cornucopia. Altra differenza è rappresentata dal numero di giri di sfoglia: sono ben 7 quelli su cui si avviluppa ogni singolo pezzo realizzato rigorosamente a meno. L’estate 2024 sarà l’anno del “Cannolice”, ovvero il cannoncino farcito di gelato soft in diversi gusti.

Gelateria Savoia

in occasione dell’inaugurazione della nuova stagione lirica, la storica Gelateria Savoia di Verona ha presentato un'esclusiva novità: "Arena Savoia", un gelato su stecco a forma di Arena di Verona. Questo inedito dessert sarà disponibile in due gusti destinati a diventare iconici: Gianduia Torino e Mango Alfonso Raro Indiano. Il gusto Gianduia Torino è una variante premium del più classico gianduia, caratterizzato da una quantità ridotta di zucchero e una maggiore concentrazione di pasta di nocciole, offrendo così un sapore autentico e ricco. Il gusto Mango Alfonso Raro Indiano è realizzato con una varietà di mango coltivata in India, rinomata per la sua eccezionale qualità e sapore superiore. Questo tipo di mango, raro in Europa, viene importato con grande difficoltà, rendendo questo gelato un vero e proprio lusso per il palato.

Martesana

Vincenzo Santoro e la sua squadra di Maestri pasticceri trasformano in gelato le creazioni più iconiche della Bottega Storica: la Crema Pasticciera 1966, la Torta Martesana e il Panettone. Disponibili anche i gelati, i sorbetti e l’iconico maritozzo che abbandona la panna per farcirsi di golosissimo gelato. Nel banco estivo ci saranno diciotto gusti, fra i classici della gelateria italiana e quelli ottenuti dalla rivisitazione dei dolci che hanno fatto la storia di questa Bottega Storica. I formati comprendono il cono e la coppetta e le confezioni d’asporto.

Cremeria Capolinea

Per l'estate 2024 Cremeria Capolinea ha sposato il gelato con gli spirits. Non è un ice cream cocktail né un affogato, ma un gelato artigianale preparato con una buona percentuale di liquori, distillati e superalcolici di altissima qualità, selezionati con cura e impiegati all’interno delle ricetta. Per l’estate 2024, nei due store di Reggio Emilia, sarà disponibile a banco la collezione di gelati a base alcolica, uno diverso ogni mese: Fragola, mandorle e Clairin; Cocco, lime e Veritas; Lampone, Gin 'Neve' Terrae e rosmarino; Pesca, cacao e Rum Hampden; Mango, Rum Savanna e basilico, per citarne alcuni.

Fatamorgana

Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com
Dal mese di giugno 2024 la crema classica di Fatamorgana diventerà la 'Crema Pasticcera di Parisi' firmata Fatamorgana, realizzata con le celebri uova di Paolo Parisi. Inoltre, nel nuovo punto vendita di Via della Croce spiccano due new entry: il Fatamisù (un tiramisù espresso realizzato al momento con savoiardi homemade imbevuti di caffè e crema gelato al mascarpone) e il Maritozzo Gelato, una sorta di brioche con il gelato però in versione romana, dove la brioche viene sostituita dall’iconico maritozzo (sempre realizzato homemade rigorosamente in versione gluten free), farcito con gusti gelato a scelta e panna (n.b. la panna non si paga).

Rosamundi

La nuova apertura romana propone un gusto che porta il nome dell’insegna. Il Rosamundi è un gelato a base acqua, un mix tra dolce e salato, che viene fatto con un infuso di rosa canina a 37 gradi per 3 ore, filtrato e unito ai peperoni rossi bolliti e spellati mixati alle fragole, con un’aggiunta di basilico fresco. Questo gelato in bocca sprigiona al primo impatto la fragola, poi emerge il pepe del peperone e, a chiudere, arrivano le note speziate della rosa canina, un gusto inebriante che cattura il palato.

Il Signore di Carbognano

Il Signore di Carbognano, a Palermo, riporta nei coni il candiero, un gelato antico amato anche da Leonardo Sciascia. Pierangelo Chifari crea ogni giorno questo gusto particolare, che altro non è se non il gelato al gelsomino e cannella. La ricetta usata è quella originale pubblicata a Firenze nel 1723. Fra le altre proposte esaltazione del territorio c’è il cioccolato di Modica, fatto con il cioccolato della storica Dolceria Bonajuto, nelle varianti al peperoncino, al cardamomo, all’arancia e allo zenzero.

Romanengo

L’antica confetteria Romanengo lancia nella boutique di Milano i suoi gelati artigianali. Accanto ai classici crema e fiordilatte, i signature fiordilatte al profumo di fiori d'arancio e fiordilatte al profumo di petali di rosa, caratterizzati dall’utilizzo di alcuni ingredienti e lavorazioni che contraddistinguono, fin dalle sue origini, la storia della confetteria. Il fiordilatte al profumo di fiori d'arancio è realizzato con l'acqua distillata di fiori d'arancio presidio Slow Food, coltivati e distillati nella zona di Imperia. Il fiordilatte al profumo di petali di rosa nasce dalla specializzazione, distintiva della produzione di Romanengo, nella lavorazione dei fiori e della rosa in particolare che, trasformata in sciroppo e conserva di petali di rosa, viene utilizzata per aromatizzare il fiordilatte.

Ciacco

Stefano Guizzetti, anima e cuore di Ciacco, continua i suoi studi riguardanti la salubrità del gelato che riesce a ottenere senza mai abdicare al gusto. Per quest’estate ha elaborato nuove ricette che prevedono solo latte per le creme, acqua per i sorbetti, zucchero, proteine e fibre vegetali. Nessun additivo, né naturale né artificiale. No a farina di carrube, no a pectina, no a mono e digliceridi, no a coloranti e conservanti o agenti montanti. No a grassi idrogenati, no a colori esagerati o innaturali.

Legàmi, la nuova collezione di brandy limited edition di Distillerie Berta

Distillerie Berta _Legami
Tre raffinati distillati di differenti annate, invecchiati rispettivamente 38, 45 e 51 anni, compongono la nuova collezione della distilleria del Monferrato

I legami intessuti attraverso 75 anni di storia, festeggiati lo scorso anno (leggi Riserva 75 anni, la grappa esclusiva per i 75 anni delle Distillerie Berta); l’arte della distillazione, tramandata da tre generazioni; lo scorrere del tempo, ingrediente fondamentale per impreziosire i grandi distillati. Tutto questo ha voluto celebrare Distillerie Berta con la nuova limited edition chiamata, appunto, Legàmi: una linea di tre raffinati brandy di altrettante differenti annate, invecchiati rispettivamente 38, 45 e 51 anni.

Un viaggio attraverso sapori e profumi unici che per tutti e tre i brandy comincia da un mix di uvaggi rossi sapientemente distillati con distillazione a vapore, come da tradizione dell’azienda di Casalotto Mombaruzzo (Asti). E prosegue con il lungo invecchiamento, la prima parte all’interno di grandi botti di rovere francese, per poi continuare per almeno 20 anni in barrique a Casalotto Mombaruzzo, dove Distillerie Berta ha trasferito la sua sede agli inizi degli anni Duemila.

Tre alte espressioni di brandy italiano

Il risultato di questo processo sono tre alte espressioni di brandy (tutto alc 43% in vol) ognuno dei quali con caratteristiche di sapore e sentori proprie, regalategli dal tempo diverso passato a riposare.

Più nello specifico, Legàmi +38, creato nel 1986 e invecchiato 38 anni, si caratterizza per il suo profumo complesso, ampio e avvolgente, e per il concerto di sensazioni al palato, dove spiccano la ciliegia matura, la rosa canina, la vaniglia.

Legàmi +45¸ realizzato nel 1975 e invecchiato 45 anni, si distingue per il suo carattere equilibrato e di grande personalità, dal quale emergono calde note di cacao, nocciola tostata e speziate di cannella.

Infine, Legàmi +51, nato nel 1973, è un brandi di grande eleganza, dai sentori di smalto, cuoio e tabacco che si confermano anche al palato, dove è ricco e avvolgente.

I tre prodotti sono custoditi all’interno di bottiglie (70 cl) impreziosite da eleganti legature di vetro in rilievo lungo tutto il pack, a loro volta contenute in non meno eleganti cassette in legno, a sottolineare l’alto posizionamento dei tre brandy.

Sigep cambia nome e aggiunge uno spazio dedicato alla pizza

La quarantaseiesima edizione della manifestazione organizzata da Italian Exhibition Group si terrà a Rimini dal 18 al 22 gennaio 2025, con un nuovo pay-off: Sigep World – The World Expo for Foodservice Excellence

Sigep cambia nome e punta sulla pizza. La prossima edizione della manifestazione, che si terrà a Rimini dal 18 al 22 gennaio 2025, avrà un nuovo pay-off: Sigep World – The World Expo for Foodservice Excellence. Inoltre, estenderà la superficie espositiva su 140mila metri quadrati, aggiungendo ai padiglioni già presenti due nuovi contenitori. In più, la fiera da sempre punto di riferimento per il gelato confermerà altre quattro filiere: pasticceria, cioccolato, caffè e panificazione. Grane novità sarà lo spazio dedicato alla pizza, un business che nel mondo vale 153 milioni di dollari.

Sigep World: numeri mondiali

Tante novità, dunque, per quello che d'ora in poi sarà per tutti Sigep World. Il nuovo nome rimarca la centralità globale dell’evento riminese, affiancato recentemente da due nuovi show satellite in mercati di grande potenzialità come la Cina meridionale e l’area di Singapore. Inoltre, durante l'ultima edizione sono arrivati visitatori da 160 paesi, anche grazie ai 1.200 brand espositori provenienti da 35 nazioni. E nell’ultima edizione Sigep ha ospitato oltre 500 buyer da 84 paesi creando più di 5.200 business meeting. IEG, in collaborazione con l’Agenzia ICE, ha portato a Rimini lo scorso gennaio numerose presenze estere provenienti da Europa, Area Balcani, Africa, Nord America, Centro Sud-America, Asia e Sud est asiatico. L’impegno per l’edizione 2025 sarà raddoppiato con un road show europeo previsto in autunno per coinvolgere giornalisti e buyer, anche grazie alla collaborazione dei regional advisor del gruppo. Ci sarà un particolare focus su importatori, distributori, catene foodservice e alberghiere. Per quanto riguarda le singole filiere, saranno naturalmente confermate le Arene e le competizioni internazionali che lo scorso gennaio hanno visto partecipare ben 25 paesi.

I focus di Sigep World

La quarantaseiesima edizione di Sigep manterrà l'attenzione su 5 grandi filiere. Ci sarà il gelato, ovviamente. Sigep, del resto, è la fiera numero al mondo per il gelato, con l'offerta più completa e la partecipazione di tutti i produttori dalle tecnologie agli ingredienti, dai semi-lavorati alle attrezzature. E a fianco del gelato ecco pasticceria, panificazione, cioccolato e caffè. Ma tra le novità ci sarà indubbiamente il grande spazio dedicato alla pizza. Sigep World sarà quindi la vetrina più importante per il prodotto e le sue tecnologie, diventando un vero e proprio punto di riferimento. Italian Exhibition Group inoltre amplierà l’area fieristica, potenziando il settore espositivo con due nuovi padiglioni nella zona est fino a toccare i 140mila metri quadrati di superficie espositiva, a sostegno della crescita del grande evento. Grande spazio sarà dedicato come sempre ai più importanti talk di tutte le communities presenti. In particolar modo, quello di apertura sarà incentrato sulle più aggiornate tendenze del foodservice, sia nazionali che soprattutto internazionali. Ciò confermerà Sigep World come la voce più autorevole del settore grazie al lancio di Sigep Vision, l’Osservatorio globale sui trend del gelato e del foodservice. Infine, sarà data forte attenzione alle nuove tendenze su scala mondiale che saranno presentate a Sigep World. Nello specifico, le ultime tecnologie delle macchine automatiche per il caffè, con un evidente miglioramento anche sul fronte sostenibilità, i lievitati e i nuovi trend della pasticceria, oltre naturalmente alla gelateria del futuro, con l’evento di Rimini che è il volano principale per la diffusione della cultura del gelato italiano in tutto il mondo.

Dieci domande ad Alessandro D’Alessio, vincitore della decima edizione della Campari Bartender Competition

Alessandro D'Alessio
La nostra intervista a Mister X, ovvero Alessandro D’Alessio, bartender del Rita’s Tiki Room di Milano trionfatore della decima edizione del contest Campari

Alessandro D’Alessio, da noi ribattezzato Mister X, è il vincitore della decima edizione della Campari Bartender Competition. Per celebrarlo, Campari ha organizzato l’11 giugno una festa memorabile in suo onore al Rita’s Tiki Room di Milano.

Perché Alessandro, Mister X, col suo stile Tiki e le sue “bombette” in formato cocktail ha conquistato, dopo il pubblico e la giuria della gara, varie categorie di persone. Amici e addetti ai lavori accorsi a festeggiarlo, amanti di storie esotiche, appassionati di miscele in rosso e, in generale, tutti quelli che “Se la pioggia fosse di Bitter Campari”. E quella sera la pioggia a Milano si è fatta sentire.

Presenti alla festa in onore di Alessandro anche i suoi compagni di podio: Edoardo Cipriani del The Soda Jerk di Verona e Andrea Pace del Drink Kong di Roma. Si celebrava un successo importante che va ad aggiungersi nella bacheca al Premio Barawards Campari Academy Bartender Under 30 dell’Anno conquistato ad inizio anno all’Alcatraz di Milano (leggi Barawards 2023: scopri tutti i vincitori). È un anno d’oro per Mister X, non c’è che dire.

Innanzitutto, ti dispiace se ti chiamo Mister X?

Sarebbe fantastico essere paragonato a un personaggio dei fumetti così iconico! In effetti, considerando che questa era la decima edizione della Campari Competition, il confronto non sarebbe affatto male. Devo dire che il vero Mister X, quello dei fumetti, è stato creato proprio nel 1964, seguendo il successo di Diabolik. E il Linea Rossa, il cocktail vincente della finale, prende il nome dall'inaugurazione della prima linea metropolitana di Milano, “la rossa” che è stata aperta proprio nel 1964! Assurdo, vero? Quindi, perché no, chiamami pure Mister X! Che bello!

La cosa più importante che ti porti dietro da questa vittoria?

Porterò con me tutto da questa vittoria. La possibilità che mi sono dato di rimettermi in gioco, nonostante i ritmi intensi di lavoro e gli impegni quotidiani. Le persone che mi sono state accanto, in primo luogo tutto lo staff del Rita's Tiki Room. I colleghi che ho incontrato lungo il percorso, con i quali ho avuto la possibilità di confrontarmi e scambiare anche solo un sorriso, tutti gli addetti ai lavori, l'organizzazione e tutto ciò che l'azienda Campari mette a disposizione per questo evento così importante ed emozionante, che per noi giovani bartender è un grande trampolino di lancio. È stato un grande onore per me ricevere un riconoscimento di questa importanza.

E il ricordo più bello dalla serata di festeggiamenti, promossa da Campari Academy, al Rita's Tiki Room?

È stato tutto meraviglioso, soprattutto poter ospitare al Tiki, a casa mia, Edoardo Cipriani del The Soda Jerk di Verona e Andrea Pace del Drink Kong di Roma. Due colleghi e professionisti con i quali ho condiviso un percorso così significativo.

Fare bar è soprattutto fare team. Al Rita's Tiki Room lo sapete bene. Mi sembra che si sia creata una bella affinità anche coi tuoi compagni di podio, o sbaglio? A vedervi sembravate un trio super affiatato.

Al Rita's Tiki Room il team è tutto. I principi fondamentali della scuola del Rita e di Edoardo Nono si basano su un forte senso per l’ospitalità: l'armonia del team è essenziale per offrire al cliente un'esperienza memorabile. Edo e Andrea lo hanno capito immediatamente martedì e si sono lasciati andare, rendendo l'esperienza divertente, che era uno degli obiettivi principali.

E ora facci un’analisi del tuo drink, punto per punto, come farebbe un cronista sportivo?

Linea Rossa è il nome della ricetta con cui ho vinto la X edizione della Campari Bartender Competition. Il tema della finale era il food pairing: dovevamo creare un aperitivo in stile Negroni abbinato a un piatto. Il mio piatto, "Profumi e Sentori di Sottobosco”, è stato creato dallo chef Nicholas Lentini di Carico Milano. Si trattava di un controfiletto di manzo al sangue, servito su un fondo bruno al caffè, funghi, pak-choi (cavolo cinese) e un purè di castagne. Un piatto caldo, autunnale, ricco e terroso.

Ho pensato subito a un drink che potesse pulire il palato e richiamare i sapori della pietanza, ma soprattutto che fosse comprensibile a tutti i palati. Così è nata Linea Rossa, una linea che collega l'epicentro del consumo del Campari Bitter (il Camparino in Duomo) all'azienda di Sesto San Giovanni.

Linea Rossa

Gli ingredienti sono:
- 4,5 cl di Campari
- 2 cl di Appleton 12
- 2 cl di limone
- 4 cl di Lievre'r Mix #4 (lamponi freschi, vermouth Cinzano Extra Dry 1757, zucchero)
- Foamer e una fogliolina di Vene Cress come decorazione.

Il risultato è un drink fresco, grazie alla nota acida e alla forte persistenza del lampone, che si sposano perfettamente con le caratteristiche del Campari. La consistenza differente, data anche dalla shakerata, completa l'esperienza.

Lo stile esotico fa ormai parte da anni del tuo quotidiano. Cosa significa svegliarsi la mattina e sentirsi Tiki?

Passo ormai più tempo al Tiki Room che altrove. Non mi sento ancora completamente Tiki, perché il Tiki è uno stile di vita, ma in parte so di esserlo.

Qual è secondo te l’attualità della cultura Tiki oggi?

Il Tiki è un tema attualissimo. In Italia, stiamo cominciando a conoscerlo e apprezzarlo solo negli ultimi anni, almeno nell'ambito della ristorazione e dei bar. In America, invece, la patria del Tiki, è pane quotidiano. Se parliamo di cultura Tiki, affondiamo le radici in una storia molto più antica. Se dovessimo paragonare gli anni del Covid al Proibizionismo americano, e se le cose fossero davvero cicliche, allora una nuova era Tiki potrebbe essere davvero alle porte. Staremo a vedere! Intanto... #staytiki!

Con questa vittoria vai ad aggiungerti a una schiera di grandi bartender che ti hanno preceduto. Cosa consiglieresti a un giovane che vuole affrontare questa competizione?

È stato un grande onore avere la possibilità di scrivere il mio nome in quella lista. Sto ancora cercando di metabolizzare le emozioni di quella serata. Se dovessi consigliare ai giovani di partecipare a una gara, direi... Non è facile dedicare parte del poco tempo libero a una gara, ma vi consiglierei di farlo. Vi dà la possibilità di conoscere nuovi colleghi, confrontarvi con loro e soprattutto con voi stessi, spingendovi un po' oltre i vostri limiti. La parola chiave di tutto deve essere il divertimento. Se in gara puntate a divertirvi, tutto vi sembrerà più semplice.

Il tuo cocktail preferito con Campari?

Il mio cocktail preferito con Campari è il Lavorato Secco del Camparino in Galleria. Verdi, Toscanini e Marinetti, tre protagonisti della storia, erano soliti sorseggiarlo prima di esibirsi alla Scala. È un aperitivo a base di Campari, Rabarbaro, liquore Cent'erbe e soda.

A chi lo dedichi?

Quasi scontato, dato che lavoro in un Tiki bar, ma a chi potrei dedicare un drink se non al più grande di tutti, Donn? Gli dedicherei, come ho già fatto, il Maramao, il drink con cui ho partecipato alle selezioni per la Campari Competition. Un drink servito ed eseguito con stile e tecnica che strizzano l'occhio alla sua miscelazione, ma in stile aperitivo, una tipologia di drink che raramente comparirà nelle sue liste. Il nome Maramao prende ispirazione dal soprannome "Il Marama", che in tahitiano significa "Il lungimirante".

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