Tante connessioni nel cammino di Alberto Polojac, nuovo coordinatore Sca Italy

Nelle parole del nuovo Coordinatore e titolare di Imperator, un gioco di squadra capace di creare legami rafforzando quelli esistenti, di dare il via a nuove iniziative e portare Sca a essere un “traino” positivo per tutto il settore.

Da pochi giorni è stato eletto coordinatore di Sca Italy e dopo il Turin Coffee farà il primo incontro con gli altri membri del direttivo nazionale: Fabio Sipione - coordinatore eventi, Daniela Mauro - marketing e comunicazione, Stefania Zecchi - membership, Andrea Matarangolo - education. Abbiamo chiesto ad Alberto Polojac di delineare le prime linee guida del suo nuovo mandato.

«Personalmente nasco come uomo di squadra, dunque il primo auspicio è che il nuovo gruppo possa lavorare compatto. Il mio obiettivo è di rafforzare quelle esistenti e di creare nuove connessioni. Ad esempio realizzare un legame culturale con il consumatore finale, trasmettendogli la realtà del mondo specialty: cos’è, perchè è utile e qual è la sua parte nel dare valore al prodotto finale. In questo come in qualsiasi ambito voglio pormi quale realtà credibile, seria, ma senza salire su alcun piedistallo. Un altro legame fondamentale è quello tra i paesi produttori e l’Italia del caffè: troppi operatori non sono mai state nelle terre d’origine, non hanno mai visto una piantagione. Se conoscessero quelle realtà, se toccassero con mano ciò che c’è dietro il prodotto che importano, probabilmente sarebbero disposti a pagare di più un caffè curato e selezionato. C’è poi chi è nel settore da una vita e non sa cosa sia un’estrazione a filtro… la mia idea è di riunire i “puntini” che sono dispersi e creare la community di cui tanto si parla, ma che vedo molto scollegata».

Tra gli obiettivi c’è una maggiore connessione tra Nord e Sud del nostro Paese, con eventi rivolti ai baristi e ai consumatori finali, come i festival; visto il successo di Torino li vorrei promuovere anche a Roma, a Napoli, tornando con maggiore forza nel Salento. «Sarebbe meraviglioso portare a Napoli un evento che parli di caffè di qualità e di specialty, dialogando con una realtà che oggi come oggi sembra molto distante, ma da parte sua ha delle cose da raccontare».

Alberto Polojac è autore con Andrej Godina del volume Caffè verde in un libro.

Tornando alle connessioni con le realtà del settore, ha un ruolo di primo piano la pianificazione di un progetto rivolto agli istituti alberghieri, in cui Sca si può porre quale riferimento per la formazione e la promozione di una profonda cultura del caffè. Altri interlocutori privilegiati saranno Fipe e tutte le realtà che ruotano attorno al caffè da un punto di vista associazionistico e istituzionale. «Sca viene spesso percepita come una voce fuori dal coro, un’entità un po’ astratta che parla di cose lontane, mentre, al contrario, la realtà specialty è molto concreta e deve porsi quale parte innovatrice del mondo del caffè. È un messaggio che il comparto delle macchine ha colto a pieno, sviluppando innovazioni molto interessanti che catalizzano l’attenzione di tutto il mondo. Il mio auspicio è che la community Sca funga da traino per tutto il settore. Per risultare efficace ritengo che debba essere prima di tutto inclusiva, accettando al suo interno chiunque voglia conoscere e aprirsi a un discorso di qualità. Penso si debba affrontare anche il problema lavorativo: non è giusto che chi si forma, cresce, magari vince una competizione sia costretto ad andare all’estero per vedere premiata la sua professionalità».

Un appello finale? «Mi rivolgo a chiunque faccia parte della nostra community: fatevi avanti, collaborate, date un contributo costruttivo che aiuti non solo il mondo specialty, ma tutto il settore del caffè a crescere. Chiunque voglia dare il suo piccolo o grande contributo, non come voce solista, ma unendosi al gioco di squadra, è il benvenuto».

 

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