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Arriva a Frosinone ConTeSto Birra, la giornata a tutta birra di Partesa

ConTeSto Birra Partesa
Il 23 marzo allo Stadio Benito Stirpe di Frosinone la giornata di approfondimento gratuito sulla birra dedicata agli operatori del fuori casa. Oltre 40 referenze in degustazione, tra le quali le ultime novità del Gruppo Heineken, ma spazio anche a spirit e food

Torna l’appuntamento con ConTeSto Birra, l’evento sul mondo brassicolo dedicato agli operatori del fuoricasa firmato Partesa. In programma lunedì 23 marzo allo Stadio Benito Stirpe di Frosinone (dalle ore 11 alle 18), l’appuntamento rappresenta un’occasione per i professionisti del mondo dei locali di confronto, approfondimento e aggiornamento sulle tendenze del mercato della birra.

Oltre 40 referenze in degustazione 

Cuore dell'evento è uno schieramento di oltre 40 referenze alla spina selezionate dal portfolio Partesa che saranno proposte in degustazione. Presente tutta la lineup del Gruppo Heineken: dalla classica Heineken alle italiane Birra Moretti, Birra Messina e Ichnusa, passando per le internazionali Affligem, Bulldog Strong Ale, Erdinger, Krusovice, Hop is Back, Lagunitas, Mc Farland, Murphy’s e Schmucker. A queste si aggiungono le referenze targate Beavertown, Busanel, Guinness, Harp, Kilkenny, Paulaner, Riegele, Ritual Lab, Silly, fino alle birre artigianali locali, le brianzole di Hibu e le umbre di Birra dell’Eremo.

Ma non solo, perché nel corso della giornata si potranno provare anche le ultime novità del Gruppo Heineken: Birra Messina Note di Melograno, una variante contemporanea della birra siciliana con delicate note di melograno che conferiscono freschezza, una lieve acidità e un profilo aromatico equilibrato, e Ichnusa Metodo Lento, non filtrata e dal gusto rotondo e armonico, grazie a un processo di maturazione più lungo rispetto allo standard (leggi Arriva Metodo Lento, la nuova nata di Ichnusa).

Spazio anche alle referenze no alcol, con un corner dedicato con protagoniste Heineken 0.0 e Birra Moretti Zero, sempre più centrali nell'offerta dei locali per intercettare una fascia di consumatori in crescita.

Per chi vuole mettere alla prova il proprio palato, inoltre, è in programma un blind test: tre referenze saranno proposte senza i bolli identificativi, sfidando i partecipanti a riconoscere la birra nel bicchiere.

Spazio anche a spirit e food

Ma ConTeSto Birra sarà anche vetrina per Liq.ID, la linea di spirit private label di Partesa, pensata per offrire ai professionisti del fuori casa prodotti di qualità e versatili per la miscelazione. Non mancherà infine un corner dedicato al food: accanto agli snack di Fox Italia e ai taralli di Fiori di Puglia, saranno presentati le farine Polselli e i pomodori Campelia, private label Partesa realizzata con ingredienti selezionati per valorizzare l’offerta gastronomica dei locali e creare abbinamenti vincenti con le birre in degustazione.

La consulenza di Partesa

Al di là dell'evento, ConTeSto Birra racconta l'approccio di Partesa alla valorizzazione della birra nel fuori casa. Con un portfolio di 800 referenze brassicole tra fusto e confezionato, l'azienda affianca i gestori con figure specializzate come i Beer Ambassador: professionisti che offrono consulenza a 360°, dalla selezione delle referenze più adatte al locale alla loro valorizzazione in carta, fino alle tecniche di servizio e alla gestione dell'offerta per migliorare le performance di vendita. Attenzione particolare è riservata anche agli aspetti tecnici della spillatura e alla progettazione e gestione dell’impiantistica, con l’obiettivo di garantire sempre una birra servita a regola d’arte.

Come Partecipare a ConTeSto Birra

ConTeSto Birra si svolgerà il 23 marzo, dalle 11 alle 18, a Frosinone, presso l’area hospitality dello Stadio Benito Stirpe. La partecipazione all’evento è gratuita, ma occorre iscriversi compilando l’apposito form all’indirizzo: https://www.partesa.it/contestobirra-frosinone

Giostra Maremmana, il wine cocktail con Morellino di Scansano che non ti aspetti

Wine cocktail Giostra Maremmana firmato Julian Biondi
Organizzate dal Consorzio di Tutela Morellino di Scansano, Roma, Milano e Firenze sono state le tre tappe del progetto Morellino del Cuore 2025 che ha visto la presentazione dei dieci migliori vino rossi toscani per il 2025 e dell'originale wine cocktail Giostra Maremmana firmato da Julian Biondi.

Nel corso della terza edizione (2025) della selezione di dieci vini rossi Morellino del Cuore, il Consorzio di Tutela Morellino di Scansano Docg ha presentato l'insolito wine cocktail Giostra Maremmana, la cui ricetta è stata messa a punto dal mixologist e nostro collaboratore Julian Biondi.

Il wine cocktail tra ispirazione dalla provocatoria ricetta futurista Giostra d'Alcol firmata negli anni Venti dall'eclettico Enrico Prampolini con il termine italico "polibibita" comprendente vino Barbera, Campari e cedrata, abbinato a un cubetto di formaggio e di cioccolato.

Pur mantenendo l'ispirazione originaria, la ricetta Giostra Maremmana di Julian Biondi permette la realizzazione di un drink fresco e complesso, a bassa gradazione alcolica e di sorprendente e piacevole beva.
Una conferma che un vino rosso rubino, di gusto morbido e rotondo, ricco di tannini dolci come il Morellino di Scansano può essere facilmente impiegabile nella miscelazione.

Giostra Maremmana
Ingredienti
60 ml Morellino di Scansano Mantellassi Mago di O3
50 ml cordiale di bitter con frutti rossi
80' ml Gazzosa Lurisia
Preparazione
In un tumbler colmo di ghiaccio versare gli ingredienti, mescolare e servire in calice ampio, guarnire con uno spiedino di formaggio pecorino maremmano, fresco o semistagionato.

Il mixologist Julian Biondi prepara il cocktail Giostra Maremmana.

Terza edizione del progetto Morellino del Cuore

Nato dalla collaborazione tra il Consorzio di Tutela Morellino di Scansano Docg e i giornalisti Roberta Perna e Antonio Stelli, il progetto Morellino del Cuore prevede la selezione di una qualificata giuria di esperti attraverso una degustazione alla cieca di dieci vini tra una sessantina di campioni inviati da 30 aziende associate al Consorzio e suddivisi in quattro categorie. Per l'anno 2025 questi i vini classificati.

Categoria Annata
Cantina Vignaioli dii Scansano, Roggiano Bio 2023
Tenuta Agostinetto, La Madonnina 2023
Poggio Argentiera, Bellamarsilia 2023

Categoria Superiore
Provveditore, Provveditore 2023
Le Rogaie, Forteto 2022
Terenzi, Purosangue 2022

Categoria Riserva
Belguardo, Bronzone 2021
Bruni, Laire 2021
Roccapesta, Roccapesta Riserva 2021

Categoria Vecchia Annata
Fattoria di Magliano, Heba 2006.

Le bottiglie selezionate per Morellino del Cuore 2025 dei soci del Consorzio Tutela Morellino di Scansano Docg al ristorante Savini Tartufi di Milano.

«Siamo felici di constatare - ha precisato Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio - una continua adesione da parte delle aziende, segno di un interesse sempre crescente e di un impegno costante nel valorizzare il nostro territorio».

«Tre sono stati gli appuntamenti previsti in giro per l'Italia - afferma Alessio Durazzi, direttore del Consorzio - per promuovere i nostri vini Docg a Roma, Milano (Savini Tartufi) e Firenze, con lo studio anche dei migliori abbinamenti gastronomici locali».

Il presidente Bernardo Guicciardini Calamai con il direttore Alessio Durazzi del Consorzio Tutela Morellino di Scansano

Nato nel 1992 per valorizzare la Denominazione di Origine Controllata (Doc), il Consorzio di Tutela Morellino di Scansano ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (Docg) con la vendemmia 2007.

La zona di produzione copre circa 65mila ettari nella parte sud occidentale della provincia di Grosseto (Maremma), giovandosi delle brezze che arrivano dal mare Tirreno che assicurano una mite temperatura media annuale di circa 15 °C.
Oltre che al Comune di Scansano, i terreni appartengono ad altri sei Comuni come Magliano in Toscana, Manciano, Grosseto, Campagnatico, Roccalbegna e Semproniano.

Secondo il relativo Disciplinare, il vino rosso Morellino di Scansano è ricavato per l'85% da uve Sangiovese, già conosciute e apprezzate al tempo degli Etruschi, alle quali si possono aggiungere per un altro 15% uve nere tipiche toscane come Canaiolo, Ciliegiolo, Malvasia, Colorino e Alicante, alle quali più di recente possono essere aggiunte uve Merlot, Cabernet e Syrah.
Nel 2025 il Consorzio ha approvato l'introduzione della tipologia Superiore Docg caratterizzata da rese più basse, maggiore affinamento e grado alcolico minimo di 13%.

Il Consorzio in numeri

Produttori Soci: 201 (a dicembre 2025) tra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori.
Produttori Non soci: 168.
Ettari vitati: 1.500 (30% bio).
Tipologie Morellino di Scansano: Annata, Superiore e Riserva.
Produzione media annua: 65-70mila hl.
Valore della produzione: oltre 50 milioni di euro.
Mercato: 75% Italia.

 

 

 

 

Sweet&Shake Cup 2025: la vittoria va a Viola Calderini

La premiazione del concorso Sweet&Shake Cup 2025. Foto di Andrea Sturaro
Viola Calderini, bartender del Cocktail Bar L’Olivo dell'Hotel Sangiovanni Terme Rapolano di Rapolano Terme (Si), vince la finale del concorso creato da Debic in collaborazione con Bargiornale

È Viola Calderini, bartender del Cocktail Bar L’Olivo dell'Hotel Sangiovanni Terme Rapolano di Rapolano Terme (Si), la vincitrice della finale dell'edizione 2025 di Sweet&Shake Cup,  il concorso creato da Debic in collaborazione con Bargiornale per valorizzare l'utilizzo della panna al bar, ospitata quest'anno da Costadoro nell'ambito di Horeca Expoforum a Torino.
Tema di questa edizione l'abbinamento tra Panna Spray Debic e caffè in una bevanda analcolica.

Viola Calderini, con il suo drink Poggio Kon Bucha, ha conquistato la giuria di degustazione composta da Antonio Cuomo, culinary advisor di Debic, Andrea Lattuada, titolare della scuola di formazione sulla caffetteria 9bar e coordinatore eventi per Sca Italy e Luigi Paternoster, titolare e head roaster di Pier Coffee Roasters e campione italiano di Cup Tasters.

In Poggio Kon Bucha, Viola ha unito un caffè cold brew con un cordial di Barbabietola rossa, pepe di Java e cumino e una Kombucha al caffè per creare una ricetta beverina e contemporanea, dal caratteristico colore rosso dato dalla barbabietola, che la Panna Spray Debic zuccherata, completata da una spolverata di polvere di barbabietola e caffè, ha contribuito a rendere rotondo e piacevole.

Focus sullo specialty coffee per la ricetta del 2° classificato, Giovan Giuseppe "Giò" Curci, head barista della Microtorrefazione Diaz di Napoli, che si è ispirato alla Piña colada per il suo Coffee colada, interessante per l'utilizzo di uno specialty coffee fermentato anaerobico, il  Caturra dal Guatemala, estratto on Ice con cuccumella napoletana e addizionato di Co2 tramite syphon.

Curci ha usato come top la Panna Spray Debic senza zucchero, ingrediente scelto anche dal 3° classificato, "Ciro" Carrozzino, caffè master del Caffè Concerto Paszkowski di Firenze, che l'ha messa nel bicchiere come primo ingrediente per poi colmare con uno sciroppo Tiki homemade e un caffè shakerato senza zucchero.

Tre finalisti, tre modi molto diversi di utilizzare il caffè e di abbinarlo con la panna spray: una dimostrazione di quanto questo abbinamento possa esprimersi al meglio in tantissime preparazioni, adatte a coprire tutti i momenti della consumo della giornata.

A premiare la vincitrice con un percorso di formazione sul caffè personalizzato presso la Costadoro Academy del valore di 1.000 euro è stata Cristina Zucchetti, marketing manager di FrieslandCampina.

Costadoro racconta la cultura del caffè con una tazzina limited edition

Costadoro tazzina limited edition
Per i suoi 135 anni, la torrefazione torinese ha coinvolto gli studenti dell'Istituto Europeo di Design in un progetto creativo che ha trasformato valori e identità dell'azienda in una tazzina in edizione limitata da 10.000 esemplari. A firmare il progetto vincente la ventunenne Beatrice Vaudagna

Un chicco di caffè che si muove, si trasforma e dialoga con l'ambiente circostante: è questa l'idea al centro della nuova tazzina in edizione limitata di Costadoro, nata dalla collaborazione con la sede torinese di IedIstituto Europeo di Design.

Il progetto ha coinvolto gli studenti del Triennio in Illustrazione e ha preso il via alla fine dello scorso anno per celebrare i 135 anni della torrefazione fondata a Torino nel 1890. La nuova tazzina, che sarà prodotta in 10.000 esemplari, nasce come strumento per fare cultura del caffè, mettendo la creatività dei giovani al servizio della storia e dell'identità dell'azienda.

Il percorso creativo

Tutto è partito da una visita in azienda, seguita da un'analisi collettiva dei valori di Costadoro, dalla quale sono emerse parole chiave come passato, rispetto, condivisione e passione. Da lì, gli studenti hanno approfondito il mondo del caffè: dai processi di produzione ai territori di origine delle diverse varietà, con particolare attenzione alla "cintura del caffè", la fascia che attraversa Centro e Sud America, Africa e Asia. Su questa base, ognuno ha sviluppato il proprio concept.

Costadoro tazzina
Giulio Trombetta, ad Costadoro, con Beatrice Vaudagna, la studentessa Ied autrice del progetto vincente

A firmare la proposta vincente è Beatrice Vaudagna, 21 anni, al terzo anno di Illustrazione. Il suo progetto racconta il viaggio del chicco, dalla pianta alla tazza, attraverso un linguaggio visivo contemporaneo che intreccia memoria, territorio e cultura del caffè. Nelle illustrazioni prendono forma la passione per il caffè, il rispetto per la tradizione e l'attenzione verso le persone e la natura: tutto condensato in un oggetto di uso quotidiano.

Sogegross investe 35 milioni nella logistica: nuovo hub robotizzato per la rete GrosMarket e l’horeca

Il Gruppo Sogegross investe oltre 35 milioni nel nuovo hub logistico di Trasta, a Genova: una piattaforma robotizzata e certificata Leed Gold dedicata ai freschi che rafforzerà la rete GrosMarket e la distribuzione verso horeca e retail

Il Gruppo Sogegross accelera sulla modernizzazione della propria rete logistica con un investimento di oltre 35 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo hub a Trasta, alle porte di Genova. Una piattaforma dedicata ai prodotti freschi e freschissimi che avrà un impatto anche sulla rete GrosMarket, insegna cash&carry del gruppo che rifornisce numerosi operatori dell’horeca. Il nuovo polo logistico, attualmente in costruzione, nasce per superare i limiti della piattaforma di Bolzaneto, attiva dal 2002 e oggi non più adeguata ai volumi di attività.
L’hub di Trasta si inserisce in un progetto più ampio che coinvolge l’intera rete distributiva del gruppo tra Cameri, Tortona, Serravalle Scrivia e Genova, capace di gestire complessivamente circa 57 milioni di colli e oltre 20.000 referenze. La struttura sarà dedicata esclusivamente alla gestione dei freschi e freschissimi – ortofrutta, latticini, salumi e formaggi, gastronomia, macelleria e pescheria – con una capacità operativa stimata in 16 milioni di colli e circa 68 milioni di chilogrammi di prodotti all’anno destinati ai 255 punti vendita del gruppo distribuiti tra Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna.
Uno degli elementi più innovativi del progetto riguarda l’introduzione di sistemi di automazione avanzata: Sogegross punta infatti sulla robotizzazione collaborativa con Amr (Autonomous Mobile Robots), applicata alle operazioni di outbound logistico. Dopo una fase di test avviata nella piattaforma di Tortona, dove sono stati impiegati i primi robot per il conferimento della merce alle baie di carico, il progetto prevede l’estensione del sistema con una flotta più ampia per ottimizzare i flussi di uscita, ridurre i tempi di movimentazione e migliorare tracciabilità e affidabilità delle consegne lungo la filiera.
Il nuovo hub nasce inoltre con una forte impronta di sostenibilità ambientale: la struttura ha ottenuto la certificazione Leed Gold e sarà dotata di un impianto fotovoltaico da 860 kW che coprirà l’intera superficie del tetto, oltre a sistemi di gestione energetica avanzati e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. «La decisione di localizzare questo investimento a Genova ribadisce il nostro radicamento territoriale e rappresenta una scelta strategica di lungo periodo - ha commentato Luca Gattiglia, direttore generale del gruppo -. Il nuovo polo logistico non è solo un’infrastruttura operativa, ma un motore di sviluppo che contribuirà a rafforzare la nostra rete distributiva e a sostenere la crescita delle insegne del gruppo».

Il vento degli Inca soffia a El Porteño Prohibido di Milano

Alessio Gulino, barmanager El Porteño Prohibido di Milano
Nove sono le nuove proposte della drink list stagionale Flores Còckteles Cocktails & Tapas del ristorante argentino El Porteño Proibido di Milano, illustrate dal contitolare Sebastian Bernardez e dal barmanager mixologist Alessio Gulino.

La nuova drink list semestrale di Flores Còckteles Cocktails & Tapas è stata presentata al ristorante-teatro argentino El Porteño Prohibido di Milano dal contitolare Sebastian Bernardez e dal team condotto dal barmanager mixologist Alessio Gulino, ed è stata ispirata al mondo sudamericano Inca.

Rivolto a una clientela milanese e internazionale, lo spazio Flores Còcteles Cocktails & Tapas si trova nell’ampio ingresso del ristorante-teatro El Porteño Prohibido (zona Porta Vittoria) ed è gestito da tre anni dal giovane barmanager e mixologist Alessio Gulino (nato a Ragusa) e dai barman Roberto, Davide e Nicolò.
Originario di Ragusa, Alessio Gulino ha maturato un’ampia esperienza nel settore della miscelazione, con varie esperienze tra Milano e Roma in locali top come Dolce & Gabbana Martini e Just Cavalli Café.

La compilazione dei drink alcolici e analcolici è stata ispirata al mondo Inca, il cui impero si estese per circa trecento anni (fino alla conquista spagnola di fine Cinquecento) dal Perù per tutta la cordigliera delle Ande fino in Argentina. Un territorio ricco di aromi, colori e botaniche ancora alla base di molti prodotti contemporanei.

«Ogni cocktail della drink list è stato pensato come una narrazione autonoma - commenta Sebastian Bernardez, contitolare di El Porteño - ed è frutto di ricerca tecnica, studio degli ingredienti e attenzione al dettaglio. Ma l’alta qualità dei drink caratterizza tutti i nostri cocktail bar Flores Cócteles: con essi abbiamo voluto creare uno spazio dedicato alla mixology contemporanea, dove il bere diventa un’esperienza identitaria dell’universo El Porteño, perfettamente integrata con la nostra proposta gastronomica. Il nostro obiettivo è trasmettere attraverso aromi e simboli la ricchezza culturale della nostra terra d’origine, l’Argentina».

Le nove ricette andine primavera-estate 2026

La drink list Inca si articola in nove ed elaborate ricette Especiales, sette alcoliche (in media 13-14 Abv e 22 €) e due no-alcol, nelle quali sono utilizzati diversi preparati home made e specialità internazionali.
Tra gli altri, Legui Licor de Caña Fino Argentino aromatizzato con erbe (29% alc, distr. Campari Group), il vino spumante Champenois argentino Rosell Boher Brut (13% alc, distr. Vivino), il peruviano Pisco Tabernero Italia acquavite d'uva Italia (40% alc, distr. Velier), Eminente Ron De Cuba Reserva 7 yo (41.3% alc, distr. SpiritAcademy).

Inti (Dio del Sole) dolce, fruttato e speziato, a base di Rum Eminente 7 yo, Amaretto Adriatico, cannella, passon fruit, soda al mandarino home made.

Pachamama (Dea della Madre Terra) cremoso, erbaceo e fruttato, a base di Vodka Ketel One, Sangue Morlacco Luxardo, succo di frutti rossi, succo di cocco, yogurt, soda al fico home made, tè mate.

Apus (Guardiamo delle Montagne), umami, affumicato e secco, a base di Bulleit Bourbon Kentucky Whiskey infuso ai funghi porcini home made, Laphroig Islay Single Malt Scotch Whisky 10 yo, sciroppo di castagna, succo di acero, arancia acidificata.

Supay (Sovrano degli Inferi), piccante, affumicato e amaro, a base di Tequila Casamigos Blanco infusa al jalapeños verde home made, Mezcal Casamigos, Amaro Cynar, estratto di cioccolato bianco e barbabetola, succo di lime.

Mamaquilla (Dea della Luna), floreale ed erbaceo, a base di Tanqueray No. Ten Small Batch Crafted Gin  infuso alla camomilla home made, Aperitivo Venturo, Chartreuse Gialla, ciordiale di pera, Rosell Boher Brut 18 mesi.

Viracocha (Creature del Mondo), amaro e tostato, a base di Tanqueray No. Ten Small Batch Crafted Gin, liquore alla nocciola, Carpano Vermouth Antica Formula 1786, Campari, bitter alla liquerizia, essenza al caffè invecchiato in botti di rovere.

El Condor (Uccello Messaggero tra Cielo e Terra), fruttato e speziato, a base di acquavite d’uva Pisco Tabernero; Chica Morada liquore Inca a base di mais, scorza di frutta fresca, spezie, zucchero e succo di limone; sciroppo di mandorla, succo di lime, Angostura Aromatic Bitter.

Non mancano quattro precedenti Masterpieces di grande successo (Martini del Parillero,Tango Caramelo, Fuego del Mate, El Pibe de Oro), diciotto internazionali Clàsicos e sette Soft Drink.
In abbinamento food i Para Picar come il tris di Asado Tacos, il tris di carne giapponese Wagyu Burger, il tris di Empanadas (carne, pollo, verdura), Sushimi Pato, Caesar Salad, Cheviche di Avocado, e l’immancabile Club Sandwich.

Otto locali aperti a Milano, Roma e Porto Cervo

Il format della catena dei ristoranti El Porteño è stato creato dai fratelli Alejandro e Sebastian Bernardez e dall'interior design Fabio Acampora  (Dorrego Company) e si ispira ai locali pubblici Anni Quaranta di Buenos Aires, con largo impiego di legno scuro, tappezzeria e tendaggi rossi appositamente importati dall'Argentina, proponendo un'autentica cucina e atmosfera argentina.

L'insegna riprende il termine porteños (abitanti del porto) visto che Buenos Aires si affaccia sull'estuario del Rio della Plata e contraddistingue otto locali, quattro a Milano, tre a Roma e uno a Porto Cervo.
Il primo El Porteño Darsena è stato inaugurato a Milano nel 2010, al quale sono seguiti nel 2013 El Porteño Arena (zona Porta Volta), nel 2019 El Porteño Prohibido (zona Porta Vittoria) ed El Porteño Gourmet (zona Duomo). Nel 2020 la catena apre a Roma El Porteño Teatro Valle (zona Porta Navona), seguito nel 2022 da El Porteño Gourmet (zona Fontana di Trevi) e nel 2023 dalla panoramica Terrazza Flores by El Porteño. Ultimo in ordine di tempo (2024) El Porteño Porto Cervo (Costa Smeralda, Sassari).
El Porteño Prohibido di Milano costituisce il locale più scenografico della catena visto che, oltre ad essere un prestigioso ristorante argentino di carne alla griglia e un lounge bar Flores Còcteles, grazie al suo ampio palco, propone spesso spettacoli di musica, teatro e danza come il tango.

Esibizione di Tango Argentino sul palco di El Porteño Prohibido

I dispenser Tork per l’igiene femminile nei bagni dei pubblici esercizi

Tork Period Care ambientata
Tork Period Care è un nuovo dispenser a parete rifornito con assorbenti, tamponi e salvaslip Nuvenia, pensato per offrire igiene mestruale gratuita a dipendenti e clienti dei locali pubblici

Guarda alle esigenze del pubblico femminile Tork Period Care, la nuova soluzione di Tork, il marchio per la pulizia e l’igiene professionale del gruppo Essity. Si tratta di un dispenser rifornito con prodotti per l'igiene intima Nuvenia, studiato per rispondere alla domanda di igiene inclusiva nelle aree bagno dei pubblici esercizi.

Tork Period Care consente ai locali di mettere a disposizione di dipendenti e clienti, gratuitamente, assorbenti, tamponi e salvaslip Nuvenia, altro marchio del gruppo, prodotti dermatologicamente testati e senza profumo. Facile da installare e da mantenere, il dispenser si colloca a parete e mantiene i prodotti igienici e protetti. Il suo design elegante, resistente e compatto (h 39,4 x la 12,1 x 32), consente di inserirlo in ogni area bagno e garantisce un'esperienza semplice per le utenti e per il personale addetto alle pulizie e permette di soddisfare svariate esigenze con i diversi prodotti per la cura femminile in un unico dispenser. È inoltre dotato di indicatore di ricarica, in modo da evitare l’esaurimento dei prodotti, e di meccanismo di bloccaggio con chiave per evitare usi impropri.

Un bisogno ancora insoddisfatto

La nuova soluzione colma una grave, quanto frequente, lacuna nell’ambito dell’igiene intima femminile nei posti di lavoro e nei pubblici esercizi.

Tork Period Care

In un sondaggio dello scorso anno realizzato per lo stesso marchio in 11 Paesi del mondo, quasi la metà (46%) delle donne intervistate ha affermato di ritenere che i datori di lavoro dovrebbero fornire prodotti per l'igiene intima femminile gratuiti nei bagni, ma solo nel 14% dei casi questo accade. Le conseguenze di tale situazione sono significative, mettendo le dipendenti e le visitatrici che hanno il ciclo mestruale a disagio e talvolta costrette a lasciare il lavoro in anticipo. Un’altra ricerca, condotta in Svezia, ha rivelato che il 42% delle dipendenti ha fatto ricorso alla carta igienica a causa della mancanza di prodotti per l'igiene mestruale sul posto di lavoro, mentre il 27% è rimasto a casa per i disturbi o fastidi legati al ciclo mestruale, con un impatto diretto, quindi, sia sul benessere sul posto di lavoro sia sulla produttività aziendale.

Ambienti più inclusivi per lavoratrici e ospiti

Di contro, la disponibilità di tali prodotti garantisce benefici misurabili. Secondo lo stesso sondaggio, il 54% delle donne considera l'accesso ai prodotti per l'igiene mestruale fondamentale per un ambiente di lavoro favorevole e il 73% ritiene che rafforzi l'immagine del datore di lavoro, percentuale che sale all'86% tra le donne di età compresa tra i 18 e i 33 anni.

Tork Period Care, rendendo i prodotti per il ciclo mestruale accessibili quanto il sapone e gli asciugamani di carta, aiuta i datori di lavoro a rendere le aziende più inclusive e rappresenta un modo pratico e significativo per dimostrare l’attenzione nei confronti degli utenti dei bagni e per abbattere le barriere al benessere di tutte le persone: attenzioni che acquisiscono ancora più valore nel caso dei luoghi deputati all’ospitalità.

Nuovi arrivi nelle linee di premix e sciroppi di DOuMIX?

DOuMIX
Il marchio beverage di Casa Optima arricchisce l’offerta dedicata a bartender e baristi con tre nuovi gusti della linea Squeeze No Added Sugar e uno della linea Syrup

Quattro nuovi arrivi arricchiscono l’offerta dedicata a bartender e baristi di DOuMIX?, il marchio del beverage del gruppo Casa Optima. Ad ampliarsi sono la linea Squeeze No Added Sugar e la linea Syrup.

La prima è la gamma di premix ai gusti frutta senza zuccheri aggiunti, pensati per la preparazione di cocktail, mocktail e drink aromatizzati come spanish latte, thè o granite, lanciata lo scorso anno per andare incontro alle nuove esigenze di consumo di un pubblico sempre più attento ai temi del benessere e della salute, senza rinunciare al piacere del gusto. Ad arricchirla i tre nuovi gusti Banana, Blood Orange e Sour Cherry, che si aggiungono ai tre già presenti Mango, Maracuja e Strawberry.

Tutte le referenze sono preparate con frutta selezionata, lavorata in modo da preservarne gusto e proprietà e garantire al professionista prestazioni e autencità. A caratterizzarle, oltre all’assenza di zuccheri aggiunti, la consistenza più fluida e l’elevato contenuto di frutta, ben il 70%, rispetto alla gamma standard di premix Squeeze. Gamma che con i nuovi arrivi raggiunge in totale le 28 referenze, tutte proposte nel pratico packaging da 1,1 kg, progettato per facilitare l’uso, con il collo della bottiglia personalizzato con la frutta corrispondente per permettere di riconoscere ogni gusto al primo sguardo.

Il nuovo sciroppo 100% agave

Ad ampliarsi è anche la linea Syrup, la gamma di sciroppi di DOuMIX? dalla formulazione ad alta concentrazione, sviluppata per esaltare con poche gocce cocktail, mocktail, coffee specialty o cold specialty. Il nuovo arrivato è Syrup 100% Agave, preparato con solo succo di agave e si caratterizza per la sua dolcezza naturale e il gusto bilanciato. La nuova referenza porta a 31 i gusti disponibili della linea di sciroppi, tutti in bottiglia di vetro da 70 cl.

Torna la Barista Cup di Julius Meinl: iscrizioni aperte per i Maestri della caffetteria

Espresso, cappuccino e signature drink le tre prove del concorso dedicato ai professionisti del bar, che lavorano nel quotidiano il caffè Julius Meinl

Julius Meinl ai blocchi di partenza per la seconda edizione della Barista Cup, il concorso internazionale dedicato ai baristi che ogni giorno servono il caffè Julius Meinl nei propri locali. I baristi interessati potranno candidarsi fino al 5 aprile 2026, compilando il form online e caricando un video di latte art sul sito ufficiale della competizione. Dalle candidature verranno selezionati 10 finalisti, che si contenderanno il titolo di campione nazionale nella finale italiana prevista a maggio. Il vincitore accederà alla finale internazionale, in programma il 4 settembre 2026 a Vienna, città natale di Julius Meinl e simbolo della storica tradizione delle caffetterie viennesi.
Non una scelta casuale, ma un modo per valorizzare l'heritage della torrefazione austriaca: «Da oltre 160 anni Julius Meinl si impegna a condividere nel mondo la cultura del caffè viennese. Dopo la passione e il talento emersi nella prima edizione della Barista Cup, con la seconda edizione vogliamo valorizzare la professionalità dei baristi e rafforzare il legame con i nostri partner nel mondo», ha commentato Christina Meinl, quinta generazione della famiglia Meinl.
La competizione nasce anche con l’obiettivo creare un importante momento d'incontro tra i concorrenti e locali clienti Julius Meinl, consolidando una vera e propria community internazionale di Maestri della caffetteria. Quest’anno la competizione si amplia a 17 paesi partecipanti – cinque in più rispetto al 2024 – a conferma della crescente attenzione dei baristi a livello internazionale.
I concorrenti si sfideranno in tre categorie, valutate da una giuria di esperti secondo gli standard della Specialty Coffee Association (Sca): espresso, cappuccino e signature drink. Protagonista della competizione sarà la miscela Gloriette Gold, della linea con doppia certificazione The Originals Bio Fairtrade, miscela premiata nel 2025 con due stelle Superior Taste Award dall’International Taste Institute di Bruxelles.
Durante la finale internazionale di Vienna, oltre al titolo di vincitore globale, saranno in palio anche premi per le singole categorie. Tutti i campioni, sia globali che di categoria, avranno l’opportunità di partecipare a un esclusivo viaggio in una piantagione d’origine del caffè, un’esperienza immersiva per conoscere da vicino il lavoro dei produttori e approfondire tematiche legate alla sostenibilità e alla filiera del caffè.

Sweet & Shake Cup 2025: sfida a tre per la vittoria

Va in scena a Torino lunedì 16 marzo alle 15, presso lo stand Costadoro all'interno di Horeca Expoforum, la finale del concorso organizzato da Debic in collaborazione con Bargiornale dedicato al connubio caffè e panna spray. Protagonisti Viola Calderini, Ciro Carrozzino e Giovan Giuseppe Curci

Sfida a tre per la finale di Sweet & Shake Cup, il concorso creato da Debic in collaborazione con Bargiornale.

I tre finalisti dell'edizione 2025 di Sweet & Shake Cup. Da sinistra: Viola Calderini, Ciro Carrozzino e Giovan Giuseppe Curci

A contendersi la vittoria, lunedì 16 marzo alle 15 allo stand Costadoro dentro Horecaexpoforum a Torino, ci saranno  Viola Calderini, Ciriaco "Ciro" Carrozzino e Giovan Giuseppe Curci con le loro creazioni analcoliche a base di caffè e panna spray Debic, rappresentative dei tanti modi di utilizzare il caffè come ingrediente in una bevanda.

Viola Calderini, bartender del Cocktail Bar L’Olivo dell'Hotel Sangiovanni Terme Rapolano di Rapolano Terme (Si) con il suo Poggio Kon Bucha combina cold brew e kombucha la caffè, con la panna spray a dare sostanza e struttura.
Ciriaco "Ciro" Carrozzino, caffè master da oltre vent'anni dietro il bancone di uno dei bar iconici di Firenze, il Caffè Concerto Paszkowski, con il suo Tiki Caffè ribalta la costruzione classica della ricetta partendo dalla panna Spray e aggiungendo un caffè shakerato insieme a uno sciroppo Tiki homemade creato con un concetto di antispreco.
Giovan Giuseppe Curci, head barista della Microtorrefazione Diaz di Napoli, mette a frutto la sua profonda conoscenza del mondo specialty e la tradizione napoletana proponendo nel suo Coffee Colada uno specialty coffee fermentato anaerobico estratto on ice con cuccumella napoletana con la panna spray on top.

Una giuria d'eccezione

A stabilire chi si aggiudicherà il premio finale, un percorso di formazione personalizzato sul caffè del valore di 1.000 euro presso la Costadoro Academy, ci sarà una giuria d'eccezione composta da Antonio Cuomo, Andrea Lattuada e Luigi Paternoster.

Antonio Cuomo, chef professionista con oltre vent'anni di esperienza nella ristorazione d'hotel di fascia alta, è oggi culinary advisor di Debic.
Andrea Lattuada, titolare della scuola di formazione sulla caffetteria 9bar e della Micro torrefazione artigianale Little Bean, è coordinatore eventi per Sca Italy. Tra le sue qualifiche, è Ast Trainer e Q Grader per la Specialty Coffee Association.
Luigi Paternoster, microtorrefattore specializzato nello specialty coffee, titolare e head roaster di Pier Coffee Roasters, è campione italiano di Cup Tasters.

Blackery: da Molino Dallagiovanna un nuovo colore per dolci e lievitati

È l'ora di Blackery, il nuovo blend di farina e cacao lanciato da Molino Dallagiovanna in partnership con Barry Callebaut, per una bakery in black

Croissant, tartellette, focacce, volendo anche la pizza: non ci sono limiti alla fantasia, quando si utilizza un mix di farina e cacao. La prima serve per dare struttura all'impasto, il secondo dà il colore, naturale, ma anche un profilo aromatico distintivo, con una nota lontana di cioccolato, che non eccede nella parte dolce. A creare un mix di questo tipo, già strutturato e pronto per l'utilizzo in alta pasticceria e nelle bakery e pizzerie, ci ha pensato Molino Dallagiovanna, in collaborazione con Barry Callebaut. Il risultato è la linea Blackery, presentata in anteprima ufficiale a Sigep World 2026 e oggi in tour in una selezione di laboratori che la stanno testando sul campo.

Abbiamo avuto modo di intercettare questo tour a Roma, in un tripudio di lievitati dolci e salati, realizzati dal pastry chef Federico Prodon, nel suo laboratorio in zona Parioli. Due le referenze, disponibili in formato da 10 kg: Blackery Debole, ideale per frolle, paste friabili, masse montate, cracker e grissini; Blackery Forte, indicata per grandi e piccoli lievitati di pasticceria, panificazione, pizza e pasta fresca, dove sono richieste struttura, elasticità ed estensibilità. Le due versioni possono essere utilizzate singolarmente, oppure in combinazione, in funzione delle esigenze tecniche e creative del laboratorio.
È il risultato di un’attenta selezione di grani di alta qualità e cacao pregiato, verificato da Cocoa Horizons, programma di sostenibilità volto a migliorare le condizioni di vita delle comunità di coltivatori e a promuovere pratiche agricole responsabili.
Il colore scuro intenso è decisamente quello del cacao, la sfida comunicativa, ammettono, potrebbe essere far capire al pubblico che non si tratta di carbone vegetale, bensì di un colore totalmente naturale, perfetto sia per essere utilizzato in dolci al cioccolato, in perfetta concordanza, sia per un contrasto cromatico e di sapori. Ma il pubblico sembra pronto, secondo il pastry chef Federico Prodon: «Questa linea di croissant black stanno avendo un grande riscontro, perché crea curiosità, anche in versione salata».

Sodamore, in arrivo anche un bitter e un amaro

Sodamore Beerlover Whitelover
Sodamore Beerlover Whitelover
La gamma di sode lanciata nel 2024 dall'attore Luca Argentero e dai suoi soci si allarga: dopo le birre analcoliche e un vino bianco fermo dealcolato, entro fine anno arrivano anche un bitter e un amaro no alcol, oltre a un vino frizzante

Scherziamo un po’, con Luca Argentero, e gli chiediamo se il modello a cui si ispirano lui e i suoi soci in Sodamore sia quello di Tequila Casamigos, fondata dalla star di Hollywood George Clooney e due suoi amici di lunga data nel 2013, quasi per gioco, e poi venduta a Diageo nel 2017 per una cifra vicina al miliardo di dollari. «Io e un altro socio ci consideriamo inguaribili startupper e siamo molto contenti dei risultati di questo primo anno – racconta l’attore quando Bargiornale lo incontra a Beer & Food Attraction -. Nella nostra idea c’è anche la scalabilità del progetto, abbiamo anche appena chiuso un round di finanziamento con un fondo. Quanto ai miliardi, non so…. (sospira, ndr)».

Sodamore è stata lanciata sul mercato a ottobre 2024; è una sparkling soda con cinque ingredienti (sambuco, camomilla, mirtillo, succo d'uva e rabarbaro) e una immagine di marca che ammicca ai consumatori più giovani e attenti a un consumo consapevole e no alcol. L’idea dei fondatori è di proporre una bevanda «pensata per chi sceglie lucidità, equilibrio e autenticità come forma d’amore verso sé stessi e verso gli altri, rompendo lo stereotipo che il “senza alcol” equivalga a “noioso”».

Cola Spark e Summer Crush
Cola Spark e Summer Crush, ultime novità in casa Sodamore

La gamma si allarga

La gamma si è poi ampliata e oggi comprende anche un vino bianco dealcolato, Whitelover, le birre analcoliche Beerlover (La Bionda e la referenza appena lanciata, l’ambrata Beerlover La Rossa). Fresche di presentazione anche Summer Crush, un’altra soda a base di limone, mango, salvia e sciroppo di dattero, e Cola Spark, con ginseng e sciroppo di dattero. Argentero e soci (la sorella Francesca Argentero, Giovanni Rastrelli, Emanuele Boero e Michele Corino) hanno iniziato a sondare il mercato del fuori casa partecipando a Beer & Food Attraction in febbraio, e per l’occasione Luca ci ha anticipato i lanci dei prossimi mesi. Ci sono anche un bitter e un amaro.

Luca Argentero
Luca Argentero, socio di Sodamore con la sorella Francesca, Giovanni Rastrelli, Emanuele Boero e Michele Corino

Luca Argentero: «Entro l'anno un bitter e un amaro»

A che cosa state lavorando tu e i tuoi soci?

A un vino frizzante dealcolato, con l’obiettivo di evitare di sopperire alla mancanza di alcol con una dose extra di zucchero. Stiamo andando in una direzione molto interessante. Arriverà un’altra referenza di birra e un amaro, che sarà un infuso d’erbe senza alcol. Anche qui stiamo lavorando per ottenere un'esperienza più simile possibile a quella di un amaro alcolico, ed è tutta questione di viscosità del prodotto. Ultimo nostro obiettivo è il bitter, prodotto su cui crediamo molto perché con la bolla e il bitter possiamo arrivare a proporre uno spritz anacolico. Quest’ultimo al momento è in stand by, mentre con amaro e vino frizzante siamo a buon punto. Per la fine del 2026 vogliamo arrivare ad avere il listino completo.

Beerlover - La Bionda e La Rossa
Beerlover, La Bionda e La Rossa: le due birre analcoliche "firmate" Argentero e soci

Ci racconti come è nata l’idea di Sodamore?

Nasce da un'esperienza personale, stavo prendendo farmaci per una brutta ernia alla schiena e per tre mesi non ho potuto bere alcol. Davanti allo scaffale dei soft drink e degli analcolici non trovavo quello che cercavo. E quindi, un po' per ridere, un po' per scherzare, ho iniziato a fare da solo, mischiando sciroppo di zenzero e acqua gasata. Poi, con l’amico Giovanni Rastrelli che si è occupato per un periodo della sua vita di un birrificio artigianale, abbiamo iniziato a ragionare sul prodotto. All’inizio avevamo sottostimato l’impegno, lo sforzo necessario in fase di ricettazione si è rivelato enorme perché volevamo creare un gusto che non esisteva e farlo con pochissimi ingredienti.

Quanto ci è voluto?

Un anno, e poi sono arrivati tutti gli altri aspetti da affrontare: logistica, distribuzione, gamma, marketing… Ora finalmente ci presentiamo, per la prima volta, a una fiera con un listino strutturato, pronti a sederci al tavolo con i distributori sapendo di cosa parliamo, sostenibili, finanziati, quindi con dei soldi da investire. Abbiamo dato rotondità al progetto.

Il brand è costruito tutto attorno al concetto di amore…

Noi vendiamo l’idea di prendersi cura di sé. E di innamorarsi delle persone per quello che sono, non di una loro versione edulcorata o alterata dall’alcol. Se ti vuoi innamorare di me, ti devi innamorare di Luca alle dieci del mattino, che va a lavorare, è arrabbiato, ha tutti i problemi del mondo. Non voglio demonizzare l’alcol, però nella nostra cultura la narrativa sul consumo dell'alcol è un po' fallace o molto vecchia. Se io mi presento a un evento con in mano dell'acqua, mi chiedono se sto male. Se sono una donna, chiedono se sono in gravidanza. È ancora poco accettato, culturalmente, essere in socialità e non bere. Ecco, noi vogliamo rompere lo schema per cui se rinunci all’alcol rinunci al gusto. Per questo abbiamo lavorato tanto sui prodotti.

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