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Liquid Ventures: un nuovo player sul mercato del low&no alcohol

Da sinistra, Bob Kunze-Concewitz, Paolo Dalla Mora e Luca Gargano
Paolo Dalla Mora, Luca Gargano e Bob Kunze-Concewitz uniscono le forze e danno vita al venture builder per bevande low&no alcohol Liquid Ventures

Creare, sviluppare e gestire marchi e prodotti nel segmento no&low alcohol nel settore beverage. È questo l'obiettivo di Liquid Ventures, società fondata da tre nomi di primo piano dell’industria beverage internazionale: Paolo Dalla Mora, Luca Gargano e Bob Kunze-Concewitz. Liquid Ventures, che avrà un headquarter nelle Langhe e uffici operativi a Milano, è il primo venture builder europeo dedicato allo sviluppo di aziende e brand nel segmento no&low Alcohol, con l’obiettivo di intercettare una trasformazione strutturale nei consumi globali nel mondo delle bevande, con un occhio in particolare alle nuove generazioni. Il progetto unisce le competenze complementari di Dalla Mora, che da manager in grandi multinazionali è stato il fondatore dei brand di gin Engine e Strucchi, di Bob Kunze-Concewitz che è lo storico ceo del Gruppo Campari, nonché di Luca Gargano, patron di Velier e considerato fra i più grandi conoscitore di Rhum al mondo.

Energy drink, bevande analcoliche funzionali a base di nootropi e adattogeni, proxy wines: sono questi alcuni degli esempi delle tipologie di prodotti nei mirino del trio di supermanager, tutti con una forte vocazione verso le tendenze emergenti tra Millennials e Gen Z, che mostrano una crescente attenzione al benessere, alla moderazione e a stili di vita più equilibrati. «Liquid Ventures - afferma Paolo Dalla Mora, che nell'impresa riveste il ruolo sia di ceo che di presidente - nasce in un momento di cambiamento epocale nel rapporto delle nuove generazioni con l’alcohol e nel pieno della rivoluzione tecnologica guidata dall’intelligenza artificiale, con un set up di due anni per arrivare a questo lancio. Il nostro obiettivo è costruire una società capace di sviluppare prodotti sofisticati e contemporanei e superare l’idea che “senza alcohol” significhi senza esperienza». Dalla Mora non nasconde che il modello è quello di Engine: «vogliamo creare brand globali partendo da nostre start-up e siamo pronti a valutare progetti in early stage sul mercato internazionale». Per rafforzare la componente tecnologica e digitale del progetto, tra i partner della società figura Nana Bianca, l’ecosistema di innovazione e start-up fondato a Firenze da Paolo Barberis.
Nel piano industriale quinquennale Liquid Ventures prevede non solo il lancio di nuovi brand e linee di prodotto, sia in Italia che sul mercato internazionale, ma anche la creazione di Liquid Insight Lab, un osservatorio dedicato ai nuovi trend del beverage. «Liquid Ventures - aggiunge Luca Gargano, board member e socio della nuova impresa - nasce per intercettare un cambiamento strutturale del mercato, non una moda passeggera. In Italia, ad esempio, il consumo quotidiano di alcohol è sceso dal 33,3% nel 1999 al 19% nel 2023, mentre cresce il consumo occasionale e fuori pasto». Gli fa eco l'altro socio e membro del board, Bob Kunze- Concewitz: «La crescita strutturale del mercato low&no alcol rappresenta un’opportunità unica per costruire una realtà imprenditoriale scalabile e innovativa. Liquid Ventures ha l’ambizione di diventare nei prossimi anni un player globale del settore».

Reimmagina lo Spritz, la sfida di Art of Italicus 2026

Art of Italicus 2025 finalisti
I finalisti mondiali dell'edizione 2025 di Art of Italicus
Aperte fino al 15 maggio le iscrizioni del concorso targato Italicus. Creare un twist artistico dello Spritz la sfida di questa ottava edizione del concorso che celebra il decimo anniversario del marchio

Torna la sfida all’insegna del matrimonio di eccellenza tra arte e miscelazione. Si sono aperte le iscrizioni per Art of Italicus Aperitivo Challenge 2026, il concorso internazionale firmato dal pluripremiato Rosolio di bergamotto creato da Giuseppe Gallo, marchio che quest’anno festeggia il suo decimo anniversario.

Trasformare i cocktail in una vera e propria forma di arte contemporanea è da sempre il cuore del concurso, che anche quest’anno pone al centro della sfida lo Spritz, cocktail diventato uno dei simboli dell’aperitivo italiano e che deve la sua popolarità globale al carattere fresco, leggero e versatile.

Un grande classico che i bartender concorrenti dovranno reinterpretare in modo originale e innovativo, esaltando Italicus e le sue note di bergamotto di Calabria. Nell’ideare il nuovo aperitivo in stile italiano dovranno anche ispirarsi a una qualsiasi forma d’arte, come scultura, design, pittura, moda, musica, danza. Lo stesso cocktail dovrà presentarsi come una realizzazione artistica, curata in ogni aspetto, dal gusto alla scelta della tipologia del bicchiere alle guarnizioni

La finale globale: via alle celebrazioni l'anniversario di Italicus

Otto i Paesi coinvolti in questa ottava edizione di Art of Italicus: Italia, Cina, Francia, Germania, Hong Kong, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. Per ognuno ci sarà una finale nazionale e gli 8 vincitori si confronteranno nella finale internazionale, in programma il prossimo settembre a Londra, evento che si inserisce nelle celebrazioni per il decimo compleanno del brand.

Festeggiamenti che andranno avanti per tutto il mese di settembre con le Italicus Weeks, una serie di appuntamenti e menù dedicati con cocktail in stile Spritz.

Tornando al concorso, in palio c’è il titolo di Italicus Bar Artist of the Year 2026 e un prestigioso programma di mentorship, curato da Italicus, presso il Moebius di Milano, locale al settimo posto nella classifica di The World’s 50 Best Bars (leggi Il bar all’italiana conquista il mondo! Trionfa il Bar Leone ai World’s 50 Best Bars 2025). Inoltre, Giovanni Allario, bar director del Moebius, metterà a disposizione il suo approccio contemporaneo alla creazione dei cocktail per ispirare e guidare i partecipanti durante tutte le fasi della competizione, promuovendo lo storytelling, la tecnica e la creatività nell'arte della miscelazione.

Come partecipare ad Art of Italicus

Per quanto riguarda l’Italia, chi vuole partecipare ad Art of Italicus deve iscriversi entro il prossimo 15 maggio, compilando l’apposito form sul sito www.artofitalicus.com (dove è disponibile il regolamento completo), inserendo i propri dati personali e l’originale ricetta del proprio twist dello Spritz. La ricetta, che può avere fino a cinque ingredienti, guarnizione inclusa, dei quali uno può essere homemade, deve contenere obbligatoriamente almeno 40 ml di Italicus e deve essere replicabile e riportare tutti gli ingredienti (con quantità), tecnica di preparazione, tipologia di bicchiere, decorazione. Nel form va inoltre caricata una foto del drink e una breve storia che ne racconti l’ispirazione.

I bartender potranno condividere le loro creazioni tramite i canali social utilizzando i tag: #ITALICUS #ROSOLIODIBERGAMOTTO #ARTOFITALICUS #AOI26 e taggando @italicusrdb @artofitalicus

Inoltre, per supportare al meglio i concorrenti, durante tutto il periodo di iscrizione, sui social di Italicus saranno ospitate delle sessioni mensili di Q&A, pensate per rispondere alle domande più frequenti e aiutare i partecipanti a valorizzare al meglio le proprie candidature.

Tutte le ricette saranno valutate dal team di Italicus che selezionerà i 6 concorrenti che prenderanno parte alla finale italiana, che si svolgerà tra giugno e luglio in una location ancora non svelata.

Baritalia 2026: scopri il nuovo tour

Baritalia 2026 tour
Baritalia Lab 2026 riparte con grande entusiasmo dopo il successo dell’ultima edizione. Al centro della sfida il concetto di Ultra

L’edizione 2026 di Baritalia prende forma attorno al concetto di Ultra, inteso non come eccesso o spettacolarizzazione, ma come ricerca di intensità, precisione e consapevolezza. Ultra è un invito ad andare oltre l’abitudine, a superare formule rassicuranti e automatismi creativi, mantenendo però misura, equilibrio e controllo. Un passo in avanti, non una fuga in avanti.

Il modello di riferimento è solido, storico e culturale: il Punch, la matrice originaria del bere miscelato. Una struttura essenziale e leggibile, fondata su un numero limitato di ingredienti, cinque, capace di dimostrare come la semplicità, se governata con rigore, possa generare complessità, profondità e identità.

Da questa lezione nasce la filosofia di Baritalia in versione Ultra: valorizzare ricette asciutte, coerenti, comprensibili, in cui ogni elemento ha un ruolo preciso e nulla è superfluo.

Il regolamento traduce questa visione in una regola chiara e non negoziabile: massimo cinque ingredienti, nel rispetto della regola aurea del Punch. Pochi elementi, scelti con attenzione, lavorati con tecnica e raccontati con stile. Il cocktail Ultra deve essere ultra gustoso, ultra originale, ultra curato nello stile e ultra nella presentazione, ma sempre sostenuto da un criterio riconoscibile e da una logica solida.

SCOPRI IL REGOLAMENTO

Baritalia Ultra prende vita attraverso tre aree complementari e sinergiche, pensate per restituire una visione completa e concreta del progetto.

Baritalia Lab è il cuore dell’evento: lo spazio in cui i bartender sono chiamati a misurarsi con una ricetta originale, interpretando il tema Ultra e mettendo alla prova capacità di sintesi, visione e precisione.

Le masterclass rappresentano il momento della formazione e del confronto, con sessioni dedicate alle tecniche di miscelazione, alla cultura del prodotto e al servizio, in un dialogo diretto tra aziende sponsor e professionisti.

Il Signature Bar è infine lo spazio dell’assaggio e dell’incontro, dove i prodotti diventano esperienza e il racconto prende forma nel bicchiere.

La nuova sfida di Baritalia Ultra attraverserà cinque città simbolo della scena italiana: Bergamo (30 marzo), Lecce (25 maggio), Treviso (29 giugno), Bologna (28 settembre) e Napoli (9 novembre), tappe di un percorso che metterà alla prova visione, tecnica e capacità di sintesi dei bartender coinvolti. La finalissima del 23 novembre a Milano sarà il punto di arrivo di questo viaggio, dove l’idea di Ultra troverà la sua espressione più compiuta: meno ingredienti, più pensiero, più precisione.

Le date

30 marzo BERGAMO
25 maggio LECCE
29 giugno TREVISO
28 settembre BOLOGNA
9 novembre NAPOLI
23 novembre MILANO - Finale

SCOPRI IL REGOLAMENTO

Nuovi vertici per Acqua Sant’Anna: Fabrizio Bertone presidente e Luca Cheri ad

Varata la nuova governance, dopo la scomparsa del fondatore Alberto Bertone. Nel Consiglio di amministrazione entrano anche Filippo e Giuseppe Bertone, della terza generazione della famiglia proprietaria

Acqua Sant’Anna vara il nuovo assetto societario e organizzativo, dopo la scomparsa, lo scorso novembre, del fondatore Alberto Bertone (leggi Addio ad Alberto Bertone, fondatore di Acqua Sant’Anna). La nuova governance nasce nel segno della continuità e dello sviluppo: per guidare l’azienda il Consiglio di amministrazione ha scelto Fabrizio Bertone, fratello di Alberto, per il ruolo di presidente, e Luca Cheri, già direttore commerciale, per quello di amministratore delegato.

Entrano nel Consiglio di amministrazione anche Filippo Bertone, figlio di Alberto, e Giuseppe Bertone, figlio di Fabrizio, espressione della terza generazione della famiglia, a testimonianza della continuità imprenditoriale e del rafforzamento della governance.

Nuova gorvenance per proseguire la crescita

Sant'Anna stabilimento Vinadio
Lo stabilimento di Vinadio (Cuneo) di Acqua Sant'Anna

La nuova governance ha l’obiettivo di garantire stabilità, coerenza strategica e ulteriore impulso a un percorso di crescita solido e costante avviato fin dalla fondazione dell’azienda, che quest’anno festeggia i suoi trent’anni di storia, e rappresenta uno dei principali operatori del mercato delle acque minerali in Italia. Sant’Anna è infatti una realtà dal fatturato che si aggira intorno ai 320 milioni di euro e una capacità produttiva pari a 20 milioni di bottiglie al giorno, grazie alle sue 16 linee produttive nello stabilimento di Vinadio (Cuneo), dove occupa oltre 130 persone.

«Raccogliamo l’eredità professionale e umana di Alberto Bertone con grande rispetto e senso di responsabilità – ha commentato il nuovo amministratore delegato, Luca Cheri, in una nota dell’azienda -. Il nostro impegno è proseguire nel percorso di sviluppo dell’azienda valorizzando i principi che ne hanno guidato la crescita: le persone, la qualità del prodotto, l’innovazione e la sostenibilità».

Molinari è il nuovo distributore dei whisky Dalmore, Jura e Tamnavulin

Molinari JURA
Grazie all'accordo con Whyte & Mackay, l'azienda romana amplia il suo catalogo di esclusive con i tre prestigiosi marchi di Scotch whisky

Dopo le vodke Stoli ed Elite e il tequila Cenote (leggi A Molinari la distribuzione dei distillati di Stoli Group), il catalogo di esclusive di Molinari continua ad arricchirsi di nuovi arrivi. L’azienda romana, produttrice di Molinari Extra, ha siglato un accordo con Whyte & Mackay per la distribuzione in Italia dei pregiati distillati dell’azienda Glasgow, tra i principali produttori di Scotch whisky. Al centro della partnership tre marchi iconici del panorama whisky: Dalmore, Jura e Tamnavulin.

I nuovi ingressi rafforzano la presenza di Molinari nel comparto degli spirit di alta gamma e risponde alla domanda in crescita di whisky di qualità da parte dei consumatori italiani.

Tre icone dello Scotch whisky

Fondata nel 1839 sulle rive del Cromarty Firth, nelle Highlands scozzesi, Dalmore è rinomata per i suoi distillati di grande carattere e complessità. La distilleria utilizza alambicchi unici e cask rari per creare distillati robusti e fruttati, proposti nelle bottiglie decorate con l’immagine del cervo reale a 12 punte. Prodotti capaci di lunghe maturazioni e che esprimono al massimo l’arte della produzione di whisky.

La distilleria Jura sorge, invece, sull’omonima e remota isola al largo della costa occidentale scozzese: una popolazione di 212 abitanti, una sola strada, un solo pub e un’unica distilleria. Fondata nel 1810 e rilanciata nel 1963 per sostenere la comunità locale, la distilleria produce whisky artigianali dal carattere autentico e distintivo, che incarnano lo spirito e la storia dell’isola, uno degli angoli più selvaggi e incontaminati della Scozia.

Nella regione dello Speyside nascono i distillati Tamnavulin, single malt dal profilo dolce, morbido e fruttato, ottenuto maturando il whisky in due diversi tipi di cask, combinando così due profili aromatici in un’unica esperienza di gusto. Un processo, “Single Malt, Double Flavour”, che ne valorizza la complessità e l’equilibrio.

Distillati di alta gamma per il mercato italiano

«Da oltre un secolo Whyte & Mackay è sinonimo di tradizione, maestria artigianale e qualità senza compromessi – ha dichiarato in una nota che annuncia la collaborazione, Inge Molinari, presidente di Molinari Italia -. Siamo felici di annunciare questa partnership con uno dei principali player internazionali ed entusiasti di ampliare la presenza e la conoscenza della gamma che incarna il carattere distintivo del whisky scozzese, rispondendo così alla crescente domanda di prodotti premium e super premium da parte dei consumatori».

Soddisfatto dell’accordo, attraverso il quale punta a rafforzare la presenza in un mercato importante come quello italiano, anche Mike Greggs, managing director per Whyte & Mackay Europa. «La nostra specializzazione nel malt whisky super premium e prestige sarà notevolmente amplificata dalla capillarità e dalla qualità della rete distributiva di Molinari. L'Italia è un mercato chiave in Europa e rappresenta un'opportunità significativa per il portfolio Whyte e Mackay – ha commentato -. Dalmore, Jura e Tamnavulin hanno registrato una forte crescita nei principali mercati europei negli ultimi cinque anni, consolidando posizioni di rilievo in molti mercati e questa nuova partnership sarà un catalizzatore per accelerare rapidamente le vendite e la quota di mercato in Italia».

Aviation American Gin entra nelle esclusive di Rinaldi

Aviation American Gin
L'azienda amplia la proposta gin con il super premium artigianale, made in Usa, della star di Hollywood Ryan Reynolds. Un distillato dal profilo morbido e speziato, a base di sette botaniche, molto versatile in miscelazione

È made in Usa la nuova proposta che amplia l’offerta gin di Rinaldi 1957. Si tratta di Aviation American Gin, distillato artigianale premium nato a Portland, Oregon, nel 2006, e capace da subito di conquistare l’attenzione dei bartender d’Oltreoceano, grazie alla sua qualità e versatilità in miscelazione. E di conquistare anche palati illustri: co-proprietario del marchio, insieme a Diageo, è infatti la star di Hollywood Ryan Reynolds (nella foto in apertura).

Prodotto in piccoli lotti, Aviation prende vita da sette botaniche provenienti da tutto il mondo ginepro, cardamomo, coriandolo, lavanda, sarsaparilla, semi di anice e scorza d'arancia, accuratamente selezionate e lavorate con un processo altrettanto accurato.

Aviation GinLe botaniche vengono sospese in uno spirito di grano puro e neutro per 18 ore in vasche di macerazione. Il macerato viene poi pompato in un alambicco insieme ad acqua pura e riscaldato a vapore. I vapori entrano nel condensatore, che li raffredda dando vita al distillato, che viene trasferito in una vasca di miscelazione dove viene aggiunta acqua pura per portarlo a un volume alcolico del 42%. Processo che si conclude con l'imbottigliamento nell'elegante pack dalle linee ispirate all'estetica dell'Art Déco.

Una formula elegante e bilanciata

Il risultato è un gin dal profilo aromatico elegante e dalla bilanciata complessità, con fresche note di ginepro accompagnate da delicati sentori floreali e da note agrumate arricchite da sentori vegetali e da un tocco speziato. Al palato le note di ginepro restano come sottofondo: a prevalere sono infatti le note speziate, con sentori di cardamomo e cannella, bilanciati dalle dolci note floreali e sentori di agrumi.

Particolarmente morbido, grazie anche alla sensazione cremosa apportata dall’uso di alcol di grano, Aviation si presta bene sia al servizio liscio, un'abitudine sempre più diffusa tra gli amanti del gin, sia alla miscelazione per nuove creazioni o per l’interpretazione di grandi classici a base gin, come il Negroni, che ne esprime l'anima più strutturata, o l’Aviation.

Un ambassador d’eccezione

E proprio una vicenda legata al Negroni pare sia valsa a questo gin il suo ambassador d’eccezione: Ryan Reynolds, che molto ha contribuito alla crescita del brand con numerose iniziative. La storia del suo coinvolgimento è nata durante le riprese del film Deadpool 2, quando l'attore canadese ordinò il grande classico italiano in un bar di Vancouver, restando conquistato dalla qualità del cocktail. Scoprì che era preparato con Aviation Gin e decise di investire personalmente nel marchio, del quale è diventato co-proprietario, mantenendo una partecipazione anche dopo l’acquisizione da parte di Diageo nel 2020.

La ricetta

Aviation


Ingredienti:

50 ml Gin Aviation, 10 ml Liquore Violetta di Distilleria Quaglia, 10 ml Maraschino, 25 ml succo di limone
Preparazione:
shake&double strain
Bicchiere:
coppetta

Metti alla prova la tua creatività con Scrocchiarella Masters

Manda la tua ricetta di Scrocchiarella creativa e Scrocchiarella Sandwich creativa entro il 12 aprile. Saranno in dieci a contendersi il titolo di Scrocchiarella Master nella sfida dell'11 maggio a Milano

Farine di alta qualità, lievito madre italiano, 80% di idratazione, trenta ore di maturazione, stesura a mano e cottura meticolosa. Sono le peculiarità di Scrocchiarella, una base leggera, croccante e digeribile attorno alla quale creare ricette sempre nuove e sfiziose. Asciutta, pulita, mai invadente Scrocchiarella si propone come una tela capace di valorizzare ingredienti e topping, dal più semplice al più creativo.

Per valorizzare la creatività e il talento degli chef di bar e ristoranti nasce così Scrocchiarella Masters, una sfida che mette alla prova la fantasia e la capacità di creare nuovi sapori dei professionisti italiani con i prodotti Scrocchiarella, proposta al mercato in diverse varianti. L’iniziativa, promossa da AB Mauri Italy Spa in collaborazione con Bargiornale e M&T, invita professionisti di bar, ristoranti e locali a mettersi alla prova presentando e gareggiando con ricette originali che abbiano la Scrocchiarella come protagonista assoluta.

MANDA LA TUA RICETTA

Chi può partecipare e come candidarsi

La partecipazione è aperta a tutti gli operatori horeca maggiorenni domiciliati in Italia. C'è tempo fino al 12 aprile 2026 per candidare la propria ricetta compilando l’apposito form, dove trovate anche un video tutorial per guidare passo dopo passo nella corretta preparazione della Scrocchiarella.

La sfida si articola in due categorie, pensate per lasciare piena libertà espressiva ai partecipanti che per le loro ricette potranno utilizzare ingredienti tradizionali o innovativi, creme, condimenti a loro scelta così da dar vita ad abbinamenti inediti e vincenti.

Le due categorie

  • Scrocchiarella Creativa
  • Scrocchiarella Sandwich Creativa

Ogni partecipante potrà presentare una sola ricetta per ciascuna categoria (in questo caso il form di registrazione andrà compilato una volta per Scrocchiarella Creativa e una volta per Scrocchiarella Sandwich Creativa), scegliendo una tra le diverse basi disponibili.

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Le referenze tra cui scegliere per Scrocchiarella creativa

Ogni partecipante può scegliere 1 tipologia tra le seguenti basi (formato di 38x28 centimetri per 440 grammi di peso).

  • Classica Di grano tenero, dal sapore tipico, si abbina a qualsiasi ingrediente crudo o cotto.
  • Rustica Multicereali Prodotta con grano tenero, segale, avena, orzo e semi di girasole, lino e sesamo: ha gusto pieno e deciso. Si presta ad abbinamenti che esaltano il contrasto di sapori.
  • Riso Venere A base di grano tenero e farina di Riso Venere ha gusto morbido e aspetto rustico ma innovativo. Si presta ad abbinamenti unici e originali.

Le referenze tra cui scegliere per Scrocchiarella sandwich creativa

La Scrocchiarella Sandwich è pretagliata e dalla forma allungata, ideale per farciture creative con ingredienti, creme e condimenti classici e innovative.

Ogni partecipante può scegliere 1 tipologia tra le seguenti referenze.

  • Sandwich Classica Prodotta con grano tenero offre sapore tipico e caratteristico. Si abbina bene a qualsiasi ingrediente crudo o cotto. Misura 12x28 centimetri per 180 grammi di peso.
  • Sandwich Rustica Multicereali A base di grano tenero, segale, avena, orzo e semi di girasole, lino e sesamo offre gusto deciso e intenso. Si presta ad abbinamenti che esaltano il contrasto di sapori. Misura 12x36 centimetri per 220 grammi di peso.

In fase di registrazione, oltre ai propri dati, si dovranno indicare ingredienti, quantità di ogni singolo ingrediente, descrizione del procedimento, una fotografia della ricetta finita e indicazioni di servizio (caldo, freddo o entrambe le modalità).

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Le selezioni

Entro il 15 aprile 2026 saranno selezionate le cinque migliori proposte per ciascuna categoria, valutate in base a originalità, gusto, coerenza e capacità di valorizzare il prodotto.

La sfida finale e i due vincitori

I dieci finalisti accederanno alla giornata conclusiva, in programma l'11 maggio 2026, durante la fiera milanese Tuttofood, dove dovranno realizzare la propria ricetta (la stessa inviata in fase di candidatura).

A giudicare le creazioni una giuria composta da Carlo Meo, Tiziano Casillo e Davide Longoni. Durante la finale, ogni concorrente dovrà preparare la propria ricetta in due esemplari, in un tempo massimo di dieci minuti.

Al termine della sfida saranno assegnati i titoli di Scrocchiarella Master agli autori della miglior Scrocchiarella Creativa e della miglior Scrocchiarella Sandwich Creativa.

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I follower passano, i fellows tornano

L'editoriale del numero di marzo 2026 di Bargiornale a firma dei vicedirettori Andrea Mongilardi e Stefano Nincevich

I social non sono una vetrina. Somigliano di più a un tapis roulant: si corre, si pubblica, si condivide. Il movimento c’è, il fiato pure. Ma la domanda resta: si sta andando da qualche parte o si resta fermi nello stesso punto, in modalità criceto? Molti locali hanno imparato a stare sui social con metodo: tutto in linea, in forma, come nel miglior centro estetico. Ma il contenuto, da solo, non basta. Senza una direzione, si corre molto e si arriva poco. La copertina, dedicata al fenomeno Puok di Napoli, racconta il contrario.


Il progetto di Egidio Cerrone nasce da un’idea chiara: prodotto, linguaggio e immaginario devono coincidere. Il neon all’ingresso della sede di Sant’Antimo - un gomitolo che si scioglie e diventa un panino - è una dichiarazione di metodo. Prima la confusione, poi la forma. Vale in cucina, vale nella comunicazione. Puok oggi conta tre punti di vendita, una struttura produttiva che supera i mille metri quadri tra laboratorio e stoccaggio e oltre 250mila devoti su Instagram. Ma il dato più interessante non è il numero: è il modo in cui quel numero si muove. Egidio non racconta Puok: è Puok. Quando parli di Genovese Astrospaziale o di Braciola Supernova, quando trasformi un panino in una storia che sembra una hit, stai già facendo comunicazione. Video, post e commenti diventano un’estensione naturale di quello che sei. Il panino diventa racconto, il racconto attesa, l’attesa ritorno. È qui che si gioca la partita. I social funzionano quando non sono delegati, ma condivisi. Quando dietro non c’è solo un social media manager - figura sempre più necessaria - ma un sistema di persone: gestori, sala, squadra. Quando il racconto è abitato da chi quel luogo lo vive ogni giorno. Per questo, da due anni, ai Barawards abbiamo introdotto una menzione dedicata alla comunicazione social. Non per premiare chi fa più numeri, ma chi usa i social come linguaggio. Non chi pubblica di più, ma chi costruisce un’identità riconoscibile. Nel 2024 il riconoscimento è andato a B.O.AT.S - Based On A True Story, cocktail bar di Siracusa. Nel 2025 ad Azotea, a Torino. Due contesti diversi, una caratteristica comune: la coerenza. Quello che raccontano online è quello che trovi entrando nel locale. Nella pratica, questa menzione premia cinque elementi concreti: identità, qualità dei contenuti, capacità narrativa, continuità e relazione. Non è una classifica di follower.

È una misura di coerenza. Lo vediamo anche nei nostri canali. La pagina Instagram di Bargiornale ha superato 2,5 milioni di visualizzazioni al mese. Un numero importante, ma conta la qualità della relazione. Più che follower, ci piace pensare a fellows: persone che partecipano, commentano, tornano. Perché il punto non è stare sui social. Il punto è essere riconoscibili. Da sei mesi questo lavoro ha accelerato con un lavoro di make up e concretezza sono stati tradotti i contenuti del giornale nel linguaggio dei social, mantenendo il nostro Dna. E allora torniamo al tapis roulant. Correre serve, ma non basta. Se non c’è un’idea di partenza, si resta fermi. Se invece c’è sostanza - prodotto, persone, identità - quel movimento diventa direzione. E si vincono le maratone…

Segnali positivi per il 2025 di Campari: chiude l’anno con ricavi a 3 miliardi e aumenta i dividendi

Campari Bartender Competition
L'utile di Campari Group nel 2025 è stato pari a 386 milioni di euro, con un +2,7%. Ottime le performance degli aperitivi, nonché di Tequila e Champagne

I dati finanziari del 2025 di Campari Group superano le aspettative, con le vendite che vanno oltre quota 3 miliardi, segnando una robusta crescita organica delle vendite nette, pari al 2,4% e un calo complessivo dello 0,6%. Positivo anche il dato relativo all'EBIT-rettificato, pari al +5,4%, nonostante il contesto operativo sfidante, e aumentano pure i dividendi del 54% rispetto all’anno precedente, corrispondente a un payout ratio del 35%. Tale incremento è consentito da una solida conversione della cassa e da una traiettoria di riduzione della leva finanziaria accelerata. L'utile del gruppo è stato pari a 386 milioni di euro, +2,7%. L'utile del gruppo rettificato è stato pari a 346 milioni di euro, con un +71,7%.
«Il nostro team di Camparisti ha fatto sì che i nostri brand sovraperformassero e guadagnassero quote di mercato in quasi tutti i mercati a livello globale, con crescita in 24 Paesi e in tutte le nostre brand house», commenta Simon Hunt, Chief Executive Officer di Campari Group. A fronte di complessità globali affrontate, come dice il cfo "con resilienza" nel 2025 si rafforza la direzione strategica, in vista di un 2026 altrettanto impegnativo sul piano internazionale, nel quale si vedranno anche i risultati sul lungo periodo della campagna di razionalizzazione del portafoglio, che ha portato alla vendita degli amari storici, annunciata a fine 2025 (ne abbiamo parlato qui). «Guardando al 2026 - prosegue Hunt - , ci attendiamo il proseguimento del ritmo di crescita organica delle vendite e un ulteriore miglioramento della redditività. Guidati dalla nostra missione di ‘conquistare il primo drink condiviso, ogni giorno, dappertutto’, ci concentriamo su nuovi formati per nuove occasioni di consumo, su un maggior focus sui brand strategici e su un’accelerazione dell’espansione geografica, garantendo al contempo una continua disciplina a livello di bilancio».
Andando a guardare il dettaglio del bilancio 2025, l’Italia ha mostrato una performance resiliente, con una variazione del -1%, con netti segnali di miglioramento nel quarto trimestre, che ha registrato una solida crescita  pari al +5%. Guardando alle House of brand, il mercato degli aperitivi, che compone il 44% delle vendite del gruppo, ha registrato una solida crescita pari al 2% nel 2025, principalmente guidata da Sarti Rosa, e da CrodinoAperol ha registrato una crescita resiliente del +1%. Più 2% anche per la House of Whiskey and Rum, ma sono agave e Champagne a dare le migliori soddisfazioni: si fanno notare il +3% di Espolòn Tequila e in particolare il +8% del Reposado; meglio di tutti ha fatto lo Champagne Lallier (+14%).

Alfredo Premolini vince la Barista Challenge 2026

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Alfredo Premolini, primo classificato alla finale italiana della Barista Challenge 2026
Il cagliaritano Alfredo Premolini vinci le finali italiane della competizione organizzata da Lavazza. Appuntamento a fine marzo per le finali internazionali, alle quali parteciperanno i rappresentanti di 20 Paesi

Con un drink ispirato alla sua Sardegna, «ma non quella "da copertina", bensì quella della vera convivialità, che non si racconta altrettanto spesso», il cagliaritano Alfredo Premolini ha vinto l'edizione di quest'anno della Barista Challenge.

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Il podio della finale: da sinistra Alessandro Calderone, 2° classificato; Alfredo Premolini, 1°; Mauro Suman, 3°

La finale italiana della competition promossa da Lavazza e rivolta ai professionisti italiani del caffè - quest'anno alla sua seconda edizione in Italia - si è svolta a Torino, nella sede del Training Center Lavazza. Più di 50 le candidature ricevute, 10 i finalisti che hanno passato una prima fase di selezione e che si sono sfidati il 3 marzo per il primo posto. Sul podio, dietro il vincitore Alfredo Premolini che lavora come bar manager nel cinque stelle Hotel Palazzo Tirso Cagliari - MGallery, si sono piazzati Alessandro Calderone, secondo, freelance di Genova, e Mauro Suman, terzo, bar manager di Moro Venice a Venezia.

La sfida: un signature drink analcolico al caffè

I concorrenti dovevano preparare un perfetto espresso utilizzando la miscela Trastevere della collezione Tales of Italy di Lavazza, per poi utilizzarlo come ingrediente in un "coffeetail" originale, un drink caldo o freddo e senza alcol, arricchito da un ingrediente regionale a scelta. Avevano 15 minuti ciascuno per presentare la loro proposta davanti a una giuria di esperti coffee trainer: a Fabio Sipione, Events & training manager Lavazza, era affidato il giudizio tecnico, mentre a Luciano Di Mauro - Senior coffee trainer - e ad Alessandro Cocco, Italy training manager, il giudizio sensoriale.

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Alfredo Premolini durante la sua presentazione presso il Training Center Lavazza, davanti alla giuria

Questa la ricetta vincente, firmata da Alfredo Premolini.

No potho reposare

  • 25 ml espresso Trastevere Lavazza
  • 20 ml Tanqueray 0.0
  • 10 ml sciroppo al miele fiori d'arancio e oleo saccharum di bucce della pompìa
  • top con spuma realizzata con bucce di arancia, succo di pompìa e zafferano
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Il drink al caffè che è valso la vittoria al cagliaritano Alfredo Premolini, No potho reposare, servito con una piccola pardula - dolce tipico sardo - e un lollipop ottenuto dall'albedo di pompìa, agrume endemico della Sardegna

Come è nato il drink del vincitore

«Nell'ideare il cocktail - spiega a Bargiornale il neo vincitore - ho ricordato un momento che mi ha segnato: il pomeriggio a casa di nonna, anzi con i miei nonni; lei faceva un dolce che era la pardula (piccole tortine con ripieno di ricotta o di formaggio, ndr). Infatti la spuma del cocktail richiama il gusto della pardula, ossia agrumi e zafferano. Ho voluto dare un altro tocco di Sardegna con un gin analcolico per richiamare il ginepro. Poi, come ulteriore  ingrediente regionale, la pompìa, che è un agrume che abbiamo solo in Sardegna. Non si riesce a mangiarlo crudo, è amaro, acidissimo, quindi andiamo a cuocerlo. L'ho utilizzato tutto senza sprecare nessuna parte: ho preparato un cordiale di bucce. Ho candito totalmente la parte bianca, servendo ai giudici un lollipop di albedo di pompìa candita».

L'idea ha richiesto tre settimane di lavoro per diventare una proposta completa, degna di una gara. Per di più la prima per Premolini, che a 37 anni ha deciso di mettersi in gioco in una competizione per la prima volta. «Avevo un'idea in testa e non volevo cambiarla, ho pensato solo a svilupparla bene. Non ho neanche preparato lo speech prima, mi piace vivere il momento. Volevo trasmettere in modo genuino quel ricordo lì: il caffè di nonna e il profumo della pardula. Il nome del mio coffeetail è No potho reposare, richiama un canto della tradizione popolare sarda, significa "non posso riposare" ed è un richiamo alle punizioni che prendevo perché non volevo riposare in quei pomeriggi, mentre come spesso capita il pisolino era quasi un dovere assoluto per i bambini».

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Il momento della premiazione. Da sinistra: Marcello Arcangeli, Lavazza Training Center Director; Carmela Maresca, vincitrice della scorsa edizione della Barista Challenge; Alfredo Premolini, vincitore 2026; Marco Barbieri, Marketing Director Italy Lavazza Group; Giulia Di Gregorio, Italy Food Service Marketing Manager Lavazza

Verso la finale internazionale

Ora Premolini - che ha ricevuto il premio dalle mani della prima detentrice, Carmela Maresca, Barista dell'anno ai Barawards 2024 - rappresenterà l'Italia nella finale internazionale, che si terrà dal 23 al 27 marzo 2026 sempre a Torino, presso l'headquarter Lavazza, e dovrà confrontarsi con baristi provenienti da tutto il mondo: ben 20 i Paesi coinvolti nell'edizione internazionale della Barista Challenge.

«Mi piacerebbe riportare la stessa proposta, ma visto che è possibile cambiare ricetta per la finale parlerò con i trainer e con Carmela e vedremo insieme come possiamo andare a migliorare. Il livello della finale internazionale è molto alto, ma anche oggi in gara con me c'erano dei ragazzi fenomenali».

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I dieci finalisti italiani della Barista Challenge 2026

I dieci baristi finalisti

Questi i nomi degli altri finalisti della Barista Challenge: Eric Venturi, del Caffè del Teatro di Longiano (Fc); Arianna Rimondotto, del Sinatra Lounge Bar di Torino; Cristian Carriere, del Miriam's Café di Rivoli (To); Daniela Castelli, della Pasticceria Maritani a Staranzano (Go); Debora Bertocchi, del bar La Piazzetta di Alzano Lombardo (Bg); Giulia Cavalli, Giuly in wonderbar di Valdilana (Bi); Francesca Pedretti, del Flagship store Lavazza in Piazza San Fedele a Milano.

Chi è Mimmo Banana? Chiedetelo al bancone del Banana Republic

Da sinistra, Bruno Rocco, Paolo Sanna e Valerio Vernillo
Le avventure di un personaggio da fumetto targato Banana fanno da sfondo alla nuova drink list del cocktail bar guidato da Paolo Sanna

"Laggiù nel paese dei tropici / dove il sole è più sole che qua", comincia così la canzone Banana Republic di Dalla e De Gregori, che ha dato il nome allo storico locale di Prati aperto da Paolo Sanna e compagnia nel lontano 1993. E ci chiediamo: Mimmo Banana sarà andato anche nel paese dei Tropici? Ma facciamo un passo indietro, domandandoci: chi è Mimmo Banana? Un personaggio immaginario e fumettistico, ispirato a "La Linea" di Osvaldo Cavandoli, con ai piedi le mitiche scarpe di Forrest Gump. «A Roma succede così: non ci si ricorda come si chiama quel tale? - “Coso, quello, Mimmo!”. Ecco nato un Mimmo, fratello di Tizio, Caio e Sempronio». Classico stile guascone alla Paolo Sanna, senatore del Drink Team (a proposito, le candidature sono aperte per essere nella prossima squadra di miscelazione di Bargiornale), fra i fondatori del decano dei cocktail bar cittadini, che non cessa di essere punto di riferimento per la nightlife romana e che oggi esce con una nuova drink list, ispirata appunto alle avventure di Mimmo Banana.


Nel nuovo menu, ideato dallo stesso Paolo Sanna, Bruno Rocco e Valerio Vernillo, questo protagonista immaginario “fa cose”: attraversa paesi, scopre panorami e tanto altro, portando con sé l’immancabile ironia romanesca in perfetto stile Banana Republic.
Un giro del mondo, come quello dei marinai della canzone di Dalla e De Gregori, che "spendono più di una lacrima / su un bicchiere di vino e di Rhum". Mimmo Banana va dall'Italia, dalla sua casa a due passi dal Vaticano, e passa per la Sicilia, la Francia, la Scozia e l'Inghilterra, il Messico, il Giappone e così via. Fa Er Bagnetto in un sour con Gin Mare, si scola un Vodka Fizz e dice Arigatò in Giappone, canta con Gin Lennon (non è un refuso, è il nome del cocktail) e mangia Pop Corn sorseggiando un Margarita cinematografico. C'è anche un Mimmo a luci rosse, che cerca compagnia su Escort Advisor e sorseggia Pornstar Martini. Ma quello magari in seconda serata.

Arriva Metodo Lento, la nuova nata di Ichnusa

Ichnusa
In distribuzione da primavera, la nuova proposta de marchio con i Quattro Mori è una lager chiara a fermentazione prolungata, dal corpo pieno, ma dal gusto fresco e accessibile

Ha un nome che ne evidenzia la caratteristica principale la nuova specialità firmata Ichnusa: Metodo Lento. L’ultima nata dello storico birrificio è frutto di una scelta tecnica ben precisa: una lunga fermentazione, in modo che i lieviti abbiano più tempo per lavorare ed esprimere al meglio e in modo più chiaro il profilo organolettico della birra. Una scelta che non rende una birra migliore in assoluto, ma che rappresenta la soluzione che ha consentito di trovare l’equilibrio perfetto per la ricetta della nuova proposta.

Ichnusa Metodo Lento

Metodo Lento è una lager chiara (alc 4,3% in vol), filtrata, leggera e rinfrescante. Prodotta con acqua, malto d’orzo, granoturco, estratto di luppolo, la fermentazione prolungata le garantisce un corpo pieno, conservando la facilità di bevuta e freschezza. Alla vista, colpisce per il colore brillante, valorizzato dalla distintiva bottiglia in versione trasparente, e per la schiuma bianca e compatta. Conquista il naso con il suo bouquet di note erbacee, speziate e vegetali del luppolo, mentre al palato presenta una moderata amarezza, bilanciata dalle note più delicate del malto.

Un nuovo lato del marchio

Metodo Lento amplia la famiglia Ichnusa, che tra le referenze per l'hoteca distribuite in tutta Italia già comprende la Non Filtrata e Anima Sarda (disponibili in bottiglia e spina). Una proposta complementare, dal gusto più accessibile, pensata per coprire nuove occasioni di consumo e far scoprire un nuovo lato del marchio. Da servire a una temperatura tra i 3 e i 5 °C, sarà distribuita nel fuori casa dalla prossima primavera in bottiglia da 33 cl.

Come tutte le altre referenze, è prodotta nello storico stabilimento di Assemini, in provincia di Cagliari. il più antico della Sardegna e dove oggi lavorano circa 140 persone.

Con la nuova proposta, il marchio con i Quattro Mori, dal 1986 di proprietà del Gruppo Heineken, punta a rafforzare la propria diffusione nazionale, un percorso avviato dal 2017, che gli ha consentito di farsi spazio nei locali di tutta la Penisola, ottenendo importanti riconoscimenti internazionali, tra i quali le Tre stelle d’oro ai Superior Taste Award di Bruxelles, il premio come Miglior birra per rapporto qualità/prezzo e il titolo di Birra più amata dagli italiani secondo un sondaggio dell’istituto di ricerca di mercato londinese YouGov.

 

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