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Con i juice Fresco Foodness lancia un nuovo modo di bere la frutta

juice Fresco Natfood

Un nuovo modo di bere la frutta. È quanto propone Foodness, il brand dei free from, con Fresco, una nuova linea, appunto, di frutta da bere pensata e realizzata, come da mission dell’azienda, all’insegna del benessere e della naturalità.

I juice Fresco sono infatti preparati esclusivamente con pura frutta di alta qualità raccolta al giusto momento di maturazione, e quindi sono del tutto privi di zuccheri aggiunti, conservanti, coloranti, aromi e glutine. Altra importante peculiarità è che anche il contenuto di zuccheri naturali è del 50% inferiore rispetto a un succo ottenuto con estrattore, in quanto il processo di lavorazione non ne elimina le fibre. La presenza delle fibre li differenzia inoltre anche da altre preparazioni come la spremitura e la centrifuga, garantendo così la conservazione di altre preziose proprietà delle materie prime, come i polifenoli e gli antiossidanti che si trovano nella polpa degli agrumi e nelle bucce della frutta, sommando così ai benefici di un estratto la funzionalità delle fibre.

Il tutto attraverso una soluzione pratica studiata per consentire al barista di offrire succhi di frutta fresca da gustare in ogni stagione, ma senza tutte le problematiche che la gestione di questa comporta. I juice Fresco sono infatti proposti in comode bustine monodose, da 100 g (in confezioni monoreferenza da 16 bustine) pronte all’uso, da conservare in congelatore (a -18 °C con shelf life 30 mesi).

Alla base delle proprietà qualitative, nutrizionali e di praticità di Fresco il particolare processo di produzione utilizzato, ovvero la frangitura che consiste nel ridurre la frutta fatta in pezzi e surgelata immediatamente dopo la raccolta, per preservarne il contenuto di vitamine e minerali (che diminuisce naturalmente dopo cinque giorni dalla raccolta) in polpa/purea. Un’operazione effettuata con macchinari specifici, senza utilizzo di lame o dispositivi rotanti che potrebbero aumentare la temperatura locale del prodotto alterandone le proprietà nutrizionali.

Quattro le ricette, composte da mix di frutta studiati per garantire un equilibrio sia nel gusto sia nelle proprietà degli ingredienti, che compongono la linea: Habana Dance, un succo dai sapori tropicali fatto con ananas, mango e pesca, Rio Power, per una sferzata di energia a base di arancia, mango e pesca, Chile Beauty, con arancia, lampone, mirtillo, mora, fragola, ribes nero, dedicato a chi ama il contrasto di gusti dolce e acidulo, ma vuole tenere sotto controllo le calorie, e Mumbai Delicious, preparato con banana e fragola, per un cremoso abbinamento gradito anche ai bambini.

Altro plus dei juice Fresco la facilità e velocità di preparazione: è sufficiente versare il contenuto del sacchetto nel mixer aggiungendo 100 ml di acqua bollente e mixare per 40 secondi e il succo è pronto da bere.

Liquori Borbone, la linea premium di Mavi Drink che rivisita la tradizione

Mavi Drink Liquori Borbone

Nasce dalla volontà di reinterpretare in chiave premium la tradizione liquoristica italiana, e meridionale in particolare, il progetto Liquori Borbone, la nuova collezione di liquori di Mavi Drink. Un lavoro di ricerca che si è focalizzato sulla rivisitazione di ricette classiche, reinterpretate in ogni dettaglio a partire da un’accurata selezione delle materie prime, dalla quale hanno preso vita le prime tre referenze che compongono la nuova gamma: Amaro 10 maggio 1734, Limoncello di Procida e Rucola Amaro Nobile.

Il primo è un amaro (alc 30% in vol) che nasce dal sapiente mix di erbe mediterranee, secondo un’antica formula, segretamente custodita, trovata in un ricettario del Settecento, quando fu messo a punto per allietare il palato di nobili, mercanti e viaggiatori che frequentavano il Regno di Napoli. Risultato della rilettura della vecchia ricetta è un prodotto che si caratterizza per una texture consistente, la ricca aromaticità, frutto della lenta macerazione dell’infuso, e un gusto che rivela le diverse note caratteristiche delle erbe mediterranee, esaltandone le tipiche proprietà tonico-digestive. Caratteristiche che si apprezzano al meglio se servito ghiacciato, in modo da esaltare la freschezza delle botaniche e il piacevole contrasto tra il dolce e l’amaro.

A una ricetta degli anni Quaranta del secolo scorso della famiglia Di Costanzo di Procida si ispira invece Borbone Rucola Amaro Nobile (alc 30% in vol). Per la sua produzione viene utilizzata esclusivamente rucola coltivata nella piana del Sele, in Campania, ricca di vitamina C e di sali minerali, miscelata ad altri aromi naturali. Delicato e raffinato, è da servire a temperatura ambiente, o anche freddo, accompagnato da uno spicchio di limone o di arancia.

Alla base di Borbone Limoncello di Procida (alc. 30% in vo) troviamo un altro ingrediente particolare: i profumati e saporiti limoni di Procida, un agrume coltivato in piccole quantità solo nei pochi limoneti rimasti e nei giardini privati degli abitanti dell’isola. Provenienti dunque da una filiera cortissima, le loro scorze costituiscono il 100% delle bucce in infusione, regalando al prodotto finale tutto il loro raffinato profumo e il pregiato sapore.

A sottolineare il posizionamento premium delle referenze Liquori Borbone la loro elegante bottiglia (da 70 cl), serigrafata su tutti e 4 i lati. Sulla fronte è riportata la frase che la Regina di Spagna Elisabetta Farnese scrisse al figlio Carlo nel 1731 per spingerlo a conquistare Napoli: “Muovi verso le Sicilie, le quali alzate a governo libero, saran tue, va’ dunque e vinci, la più bella corona d’Italia t’attende”, mentre sugli altre lati un disegno stilizzato della Reggia. L’etichetta, in carta pregiata, su tre lati della bottiglia, è impreziosita da lavorazioni in vernice braille alto spessore e lamina a caldo (di colore bianco per Amaro 10 maggio 1734, blu per Limoncello di Procida e verde per Rucola Amaro Nobile), mentre la capsula abbinata riporta la scritta “Selezione del Re”.

Bargiornale e Dolcegiornale: i nostri eventi al Sigep

Sigep
Bargiornale e Dolcegiornale "in trasferta" al Sigep di Rimini: tutti i nostri eventi da non perdere

Con il Sigep - dal 18 al 22 gennaio - Rimini diventa la capitale del gelato, della pasticceria, della panificazione artigianale e del caffè. Un appuntamento che si rinnova anche quest’anno con gare, incontri e dibattiti organizzati dalle nostre testate Bargiornale e Dolcegiornale: una serie di appuntamenti imperdibili da segnare in agenda! Ecco quali. Si comincia il giorno 21: l’appuntamento è alle 11 allo stand Debic-FrieslandCampina Italy per la finale del concorso Sweet&Shake Cup, volto a valorizzare l’uso della panna in miscelazione (Pad. B5 stand 120). Ancora: sempre il 21, alle 14,40 è la volta dell’appuntamento con gli 8 concorrenti della finalissima del concorso Artista del Panino, organizzato da Vandemoortele e Agritech e Bargiornale (Pad B7 stand 080).

  • “Altro…”

    Nella nuova area Vision Plaza (Hall Sud) invece, sono in programma una serie di incontri dedicati a illustrare i macro trend del settore. Sabato 18 gennaio alle 14 è in programma il workshop “Stato dell’arte e prospettive nel mercato spagnolo del gelato: il ruolo delle catene”, un intervento a cura di Sistema Gelato con la media partnership di Dolcegiornale. Sempre il giorno 18, alle 16,30, il dibattito ”Chiediamo un prezzo equo per l’espresso”, a cura di Bargiornale, con interventi di protagonisti del mondo caffè e condotto dalla giornalista di Bargiornale Nadia Rossi. Lunedì 20 alle 14,30, presso lo stand di Bargiornale e Dolcegiornale (Hall Sud - pad 004) si terrà un coinvolgente talk show con i tre vincitori della edizione 2019 di Panettone Day: Francesco Bertolini della pasticceria Casa del dolce, di San Bonifacio (Vr), che ha ottenuto il primo premio nella categoria “Panettone tradizionale”, Matteo Frigeni della pasticceria Capriccio di Presezzo (Bg), vincitore della categoria "Panettone creativo dolce", e Domenico Napoleone della pasticceria F.lli Napoleone di Rieti, vincitore della categoria “Panettone al cioccolato Ruby". Infine, il 21 gennaio, alle 14, “Il gelato delivery, spiegato bene”, un intervento cura di Sistema Gelato con la media partnership di Dolcegiornale (area Vision Plaza, Hall Sud). M.B.

Appuntamento a Sigep con Christina Meinl, presidente Sca

Christina Meinl, presidente di Sca © Katharina Schiffl

Eletta il 10 dicembre scorso e operativa dal 1° gennaio, Christina Meinl è presidente di Sca - Specialty Coffee Association, una carica raggiunta dopo un cammino di anni ai vertici dell’Associazione. Nel gennaio 2017 divenne secondo vice presidente e, ci dice, «già quattro anni fa sapevo che avrei ricoperto questa posizione, per la quale mi sono preparata a lungo. Prima di me abbiamo avuto ottimi presidenti: prendo la guida di un’Associazione in crescita, finanziariamente stabile e molto entusiasmante».

Sca board 2020Gli obiettivi che si pone sono ambiziosi. «Quelli a lungo termine riguardano chiaramente il successo dell’Associazione attraverso un servizio eccellente per i nostri membri. Ad esempio tramite la formazione, la ricerca ed eventi a livello locale e globale. Vogliamo realizzare una comunità di professionisti del caffè che sia ascoltata e seguita, formando un network globale. E creare opportunità per il coinvolgimento professionale e la crescita individuale per il settore del caffè. L’obiettivo principale è ovviamente la sostenibilità del mondo degli specialty coffee e dell’intera filiera del caffè. Riguardo gli obiettivi a breve termine, abbiamo incrementato l’eterogeneità all’interno del nostro Consiglio (con lei sono stati eletti sei nuovi membri, ndr) in modo ottimale e continueremo a farlo. La diversità implica un aumento delle competenze e dei punti di vista, che a mio parere, portano a un maggiore successo e una comunità migliore. Grazie alla mia esperienza di donna in un’azienda famigliare con una storia lunga oltre 155 anni, conosco molto bene il valore dell’inclusione e la ricchezza che porta la diversità”. Christina Meinl è infatti responsabile globale innovazioni del Gruppo Julius Meinl, costantemente in viaggio nel mondo per visitare fiere e operatori del settore ed essere sempre aggiornata sulle tendenze e gli sviluppi del mercato.

Sigep, un'occasione per conoscere da vicino ScaAppuntamento a Sigep. Ha un messaggio particolare per Sca Italy? - è la nostra ultima domanda. «Nel mondo l’Italia è vista come il “centro” del caffè. Sca ha molti membri nel vostro Paese e siamo orgogliosi di avere tanti professionisti preparati e competenti nella community italiana. A Sigep offriremo un punto di incontro per i membri Sca: tutti sono invitati a venire e condividere idee, pensieri e spunti, soprattutto a unirsi a Sca come soci e/o volontari per aiutare il mondo ad essere un luogo migliore per e con il caffè. Chiediamo a chiunque un supporto per rendere la filiera del caffè più sostenibile, equa e redditizia: ognuno di voi conta».

Di seguito i nomi dei sei nuovi eletti nel Board di Sca entrati in carica il primo gennaio; il loro mandato durerà due anni:

Burak Alici, Ceo, QVIDTVM Inc

Sarina Prabasi, co-fondaotre Buunni Coffee e autore del libro The Coffeehouse Resistance

Doreen Zankowski, partner, Duane Morris LLP e co-proprietario di Kope Kabana

Konstantinos Konstantinopoulos, Ceo, Coffee Island

David Piza, direttore di National Accounts, S&D Coffee

Cosimo Libardo, Ceo di Carimali Holding.

Cuor di Madre, la nuova gamma di cornetti pronto forno di Cupiello

cornetti Cupiello Cuor di Madre

Sempre più ricca la proposta per la colazione firmata Cupiello. Il marchio dedicato al mondo bar di Fresystem, azienda campana specializzata nella produzione e commercializzazione di prodotti da forno surgelati, ha arricchito la sua offerta di croissanterie con la nuova gamma di cornetti Cuor di Madre.

Una “etichetta pulita”, a ulteriore conferma dell’impegno dell’azienda nella ricerca di ricette preparate con pochi e semplici ingredienti, alta qualità e tanto gusto le principali caratteristiche della nuova gamma. Tutti i cornetti Cuor di Madre sono del tutto privi di grassi idrogenati, materie prime ogm, conservanti e coloranti, e realizzati con ingredienti naturali, come uova allevate a terra, farina, uova, burro, zucchero e, soprattutto, lievito MadreCupiello fresco. Quest’ultimo, sottoposto quotidianamente a un trattamento di rinfresco sino a una completa maturazione di 36 ore, rappresenta un ulteriore valore aggiunto dei prodotti, l’elemento alla base delle loro caratteristiche di friabilità, bontà e alta digeribilità.

Sei le referenze che compongono la nuova linea di Cupiello, pensate per accontentare i gusti più diversi dei clienti bar. Si comincia con le referenze più classiche, quali il Cornetto curvo vuoto con rifinitura “glazing” (77 g), il Cornetto dritto vuoto (75 g), continuando con il Cornetto curvo con confettura all'albicocca (97 g), rifinito con zucchero cristallino ed extra-farcito con confettura di albicocche della varietà "Pellecchiella" del Vesuvio (senza aromi aggiunti) e il Cornetto curvo alla crema chantilly (97 g), rifinito con fiocchi di zucchero, con crema pasticcera e panna. Completano la gamma il Cornetto curvo alla nocciola (97 g), rifinito con crispies al cacao, pensato per i clienti più golosi, il Cornetto dritto multicereali integrale (77 g), fatto esclusivamente con farina integrale e ricco di fibre, dedicato a chi ama a colazione ama coniugare gusto e benessere, e un altro grande classico, il Cornetto dritto vuoto (75 g).

Prodotti pronto forno, i cornetti Cuor di Madre sono anche facili e veloci da preparare. Basta inserirli in forno preriscaldato a circa 170 °C e lasciarli cuocere per circa 23-25 minuti.

Il Gelato Day 2020 si presenta e dà i numeri

01 Gelato Day 2020

Il 2019 si è classificato quarto nella non invidiabile classifica degli anni più caldi in Italia, considerando rilevazioni e stime dal 1800. Effetti? Secondo la Coldiretti, l'aumento delle temperature fa volare i consumi di gelato fuori stagione, che nel 2019 dovrebbero toccare i 6 chili a testa.

Il 24 marzo tutti con il variegato alla fragola

Una buona notizia per la gelateria artigianale italiana, che si vedrà consacrata, nel corso del 2020, a marzo, in occasione del Gelato Day 2020. Si tratta dell'ottava edizione della Giornata europea del gelato artigianale, che si presenterà a Sigep nella Hall Sud, nello spazio dedicato all’interno dello stand di Artglace, l’associazione che, con Longarone Fiere, è stata ideatrice della Giornata stessa. Per i gelatieri presenti in fiera sarà possibile scoprire come partecipare attivamente al Gelato Day – a disposizione per loro anche il “kit Gelato Day” con 250 coppette, cucchiaini, tovaglioli, portatovaglioli e una vetrofania, da ritirare direttamente presso lo stand. I visitatori potranno assaggiare il gelato allo yogurt variegato alle fragole, il gusto dell’anno scelto dall’Olanda per l’edizione 2020.

Il mercato mondiale stimato in 16 miliardi nel 2018

Per l'occasione, l'organizzazione di Gelato Day ha raccolto i dati e le stime di diverse associazioni ed enti che monitorano il mercato del gelato artigianale: Acomag, AIIPA, Coldiretti, Confartigianato, Osservatorio Sigep e Uniteis e.V. - Unione dei Gelatieri Italiani in Germania. Si stima che le 108.000 le gelaterie presenti in 76 diversi paesi nel mondo abbiano generato un fatturato complessivo di ben 16 miliardi di euro nel 2018, con una crescita del +6% rispetto al 2017, migliorando il trend già positivo degli ultimi anni. Vecchio Continente al top: qui si concentra il 60% del giro d'affari. Spagna e Polonia sono i Paesi che hanno registrato i più alti tassi di crescita – rispettivamente del +4% e del +6% -, con la Polonia che si conferma il mercato più dinamico del momento.

Italia sempre prima, con quasi 40 mila gelaterie

E l'Italia? Detiene la leadership mondiale sia per numero di punti vendita sia per fatturato, grazie alle 39 mila gelaterie (10.000 specializzate e 29.000 bar e pasticcerie con gelato artigianale) che danno lavoro a circa 150 mila addetti e realizzano un fatturato di 2,8 miliardi di euro, pari a circa il 30% del mercato europeo. Importanti anche i numeri delle gelaterie artigianali presenti in Spagna (2.200), Polonia (2.000), Inghilterra (1.100) e Austria (900), a cui seguono Grecia (680) e Francia (450).

Cole Torode e l’importanza delle gare per un barista

Cole Torode
Torode è un giovane asso del mondo caffè. Chiama le gare “coffee sport” e grazie a questo sport ha costruito il suo successo imprenditoriale

Cole Torode si avvicina al mondo del caffè nel 2008 mentre frequenta la scuola superiore a Calgary. Tutto inizia in un hotel in cui prepara espressi e cappuccini in elevate quantità. Cole segue le orme di suo fratello maggiore David, titolare di una caffetteria di ispirazione italiana chiamata Caffè Rosso, uno dei primi locali specializzati di Calgary. All’inizio del 2010 inizia a lavorare con suo fratello. I due sentono parlare di gare per baristi ed essendo ragazzi competitivi, decidono di tentare la fortuna, con Cole in gara e Dave come coach. Grazie all’apprendimento e alla conoscenza acquisiti nelle competizioni, Torode si appassiona incredibilmente al caffè e nel giro di pochi anni Rosso diventa un leader nel settore della torrefazione e del commercio diretto di caffè. Mentre Cole Torode è diventato uno dei più importanti baristi del mondo. Detiene il titolo di Canadian Barista Championship e si è classificato terzo classificato al World Barista Championship 2019.

Quanto hanno influito le competizioni sulla tua carriera di barista?

Le gare hanno aperto molte porte a nuove opportunità per me, per Rosso, e ora per Forward, una nuova attività che abbiamo creato e lanciato a lo scorso anno, nata per facilitare l’approvvigionamento sia dei boutique coffee sia di altri torrefattori. E si sono aperte anche delle collaborazioni internazionali di rilievo. Lo scorso ottobre, in occasione del Barista Championships a Host, ho lavorato con Dalla Corte, su una macchina per caffè espresso appena lanciata e potenzialmente rivoluzionaria, chiamata Zero. È stata una settimana incredibilmente piacevole, durante la quale è stato servito a un vasto pubblico italiano e internazionale il caffè acquistato da Forward e tostato al Rosso.

Quindi senza competere non si cresce?

Se si desidera fare carriera con il caffè, le gare sono una piattaforma ideale per ottenere feedback onesti e fare pratica. Ogni volta che addestro baristi, faccio costantemente riferimento sia ai parametri sensoriali sia a quelli tecnici. Per come la vedo io, questi sono i modelli per realizzare l’espresso al massimo livello. Quindi, indipendentemente dal fatto che il barista di oggi voglia o no competere, è sicuramente utile familiarizzare con il mondo del “Coffee Sport”, come mi piace chiamarlo.

A Calgary si è assistito di recente al boom degli specialty coffee grazie ai vari Monogram, Phil & Sebastian, Analog e il vostro Rosso. Quali sono le ragioni di questa forte crescita della third wave a Calgary?

Penso che Calgary stia attraversando un periodo di rinascita per quanto riguarda i prodotti artigianali e l’ospitalità. Stiamo assistendo al momento d’oro delle birrerie, delle distillerie, dei ristoranti. In parallelo sta crescendo la cultura del caffè e penso che ciò sia dovuto in gran parte al lavoro che tutti noi stiamo facendo.
La nostra comunità locale è curiosa di sapere da dove provengono le le loro materie prime e i nuovi torrefattori stanno facendo un lavoro fantastico nel campo formativo. Direi che la scena del caffè a Calgary è in piena espansione e questo grazie a una lunga storia di successi nella competizione dei baristi. Sapevate che quattro finalisti del National Barista Championship degli ultimi 8 anni sono di Calgary e che in città abbiamo tre campioni nazionali?

Cosa distingue Rosso dalla concorrenza?

Sono certo che ci contraddistinguiamo sotto molti aspetti, ma il principale è Rosso Direct, il nostro sistema di contatto diretto con i produttori locali che si fonda su un rapporto equo e solidale. Le nostre pratiche di approvvigionamento del caffè verde sono ben chiare e facciamo in modo che questi valori siano trasmessi anche alla clientela dei nostri locali. Questo processo è destinato a crescere. Al momento stiamo dedicando molto tempo alla valutazione del nostro impatto sull’ambiente e a come intendiamo crescere come azienda. Desideriamo che il nostro lavoro abbia un effetto positivo sulle persone delle nostre comunità non solo per la qualità espressa dalle nostre preparazioni, ma anche in termini etici. Siamo una piccola realtà, ma tante piccole realtà messe insieme possono fare molto.

Come trovi il caffè proposto in Italia?

In Italia ho bevuto il primo espresso preparato con Robusta ed è stato piacevole. Dava una sensazione amara, elegante e pronunciata, subito seguita da un gusto sciropposo al palato e un lungo e piacevole retrogusto. Lo trovo ideale per un cappuccino.
Direi che l’Italia ha bisogno di adottare più caffè filtro. Perché se ci sono tanti fan dell’espresso preparato con Robusta è perché siete “assetati di forza”. I caffè specialty, con una tostatura leggera in un’estrazione di caffè espresso possono essere molto sgradevoli e incredibilmente acidi. Quindi, invece di cercare di cambiare qualcosa di così culturalmente radicato, cercherei di cambiare atteggiamento e promuovere il caffè filtro per apprezzare meglio i caffè specialty.

Le tue previsioni per il futuro?

La tecnologia migliora costantemente e ci darà una grande mano nello sviluppo della qualità. Mi piacerebbe vedere in futuro l’evoluzione di alcuni nuovi modelli di vendita al dettaglio. Come possiamo cambiare l’esperienza del caffè nel suo complesso? Cosa si può fare per cambiare i preconcetti? Su questo, noi di Rosso, siamo già al lavoro.

Martin Miller’s Gin, una chicca del catalogo Rossi & Rossi

Martin Miller's Gin 1

Precursore della gin renaissance, Martin Miller’s Gin è uno dei distillati di alta fascia distribuito in esclusiva da Rossi & Rossi. Si tratta infatti di un London dry super premium creato alla fine dagli anni Novanta dall’omonimo fondatore del brand, scomparso nel 2013.

Prodotto in Inghilterra nella storica distilleria Langley, Martin Miller’s Gin è distillato in piccoli lotti in un alambicco di rame pot still chiamato “Angela”, costruito oltre 100 anni fa dalla John Dore & Co., una piccola distilleria nota e celebrata per la qualità delle sue produzioni. La sua ricetta prevede l’uso di 10 botaniche: ginepro, coriandolo, radice di angelica, scorza d’arancia, scorza di limone, olii essenziali di lime, radice di iris, corteccia di cassia, noce moscata e liquirizia. Botaniche che vengono distillate separatamente in due singoli lotti, uno dei quali riservato ai botanici agrumati (scorza d’arancia, scorza di limone, olii essenziali di lime), l’altra alle bacche di ginepro insieme ai restanti ingredienti. Successivamente i due distillati vengono combinati insieme. Dopo il blend, il prodotto intraprende il suo viaggio con destinazione l’Islanda, dove si arricchisce di un altro elemento essenziale della sua formula: l’acqua di sorgiva dell’isola.

Questa infatti presenta caratteristiche unica di purezza e morbidezza, che la rendono perfetta per creare spirit ottimamente bilanciati. Ha infatti un contenuto di minerali particolarmente basso che permette di utilizzarla senza doverla demineralizzare e, quindi, senza alterarne la tensione superficiale, proprietà che impedisce la veloce evaporazione dell’alcol, causa della sensazione di bruciore in bocca, e che pertanto regala a questo gin la sua grande morbidezza. Il processo si conclude con il ritorno in Inghilterra, dove il gin viene imbottigliato.

Disponibile in bottiglia da 70 cl, Martin Miller’s Gin (alc 40% in vol), esprime nel suo carattere tutte le peculiarità regalategli dalle materie prime e dal processo con il quale viene realizzato. Si presenta infatti con un gusto pieno di agrumi, con le note di ginepro che emergono in un secondo momento, per chiudersi con un finale morbido e pulito. Peculiarità che ne fanno un prodotto ottimo da degustare liscio, oltre che come ingrediente per la miscelazione dove può essere impiegato sia per la rivisitazione di classici di ogni età (come negli esempi che trovate in fondo) sia per dar vita a nuovi cocktail.

Le ricette

Clover Club

Clover Club Martin Miller's Gin

Ingredienti:

50 ml Martin Miller's Gin, 20 ml succo di limone, 20 ml sciroppo di zucchero, 3 lamponi, mezzo bianco d’uovo

Preparazione:

shake and strain

Decorazione:

lamponi

Bicchiere:

coppetta ghiacciata

Red Snapper

Red Snapper Martin Miller's Gin

Ingredienti:

50 ml Martin Miller's Gin, 120 ml succo di pomodoro, 3 gocce di tabasco, 2 gocce di salsa Worcester, un pizzico di sale aromatizzato al sedano, un pizzico di pepe nero

Preparazione:

build

Decorazione:

un ciuffo di sedano o un peperoncino rosso

Bicchiere:

high ball bordato di sale e pepe

Westbourne Punch

Westbourne Punch Martin Miller's Gin

Ingredienti:

50 ml Martin Miller's Gin, 20 ml liquore al sambuco, 20 ml succo di pompelmo rosa, 10 ml succo di limone, top di soda

Preparazione:

shake and strain

Decorazione:

una fettina di pompelmo rosa e un ciuffo di menta fresca.

Bicchiere:

highball

Università della Birra, un successo firmato Heineken Italia

Lezione di spillatura all'Università della Birra
Lezione di spillatura all'Università della Birra

Dopo una fase esplorativa, l'Università della Birra di Milano, hub di formazione professionale promosso da Heineken Italia, ha presentato a fine 2019 i numeri di un brillante bilancio delle attività, agevolato dal buon momento del settore, secondo le stime di Osservatorio Birra di Fondazione Moretti.

Nella moderna sede postindustriale di Milano (mille mq in via dei Canzi 19, quartiere Lambrate), sono stati organizzati 20 corsi per 2.600 operatori di settore provenienti da tutta Italia, per un totale di 1.150 ore di lezione, in aule e aree tecniche dotate delle più avanzate tecnologie per l'apprendimento. Il 55% dei partecipanti era rappresentato da operatori horeca (oltre 600 punti di consumo) e da distributori attivi nel beverage (100 organizzazioni commerciali), il restante 45% da dipendenti del Gruppo Heineken.

Dal punto di vista delle aree didattiche, il 53% degli utenti ha partecipato a corsi di Cultura Birraria, il 29% ha seguito i moduli di Competenze Commerciali e il 18% quelli di Gestione Aziendale.

Nato e cresciuto per opera della filiale italiana della multinazionale olandese della birra, il progetto Università della Birra si è avvalso anche del trend positivo che sta vivendo in Italia il settore della birra con la creazione di un valore condiviso dell'intero settore di oltre 9 miliardi di euro (+17% negli ultimi tre anni) equivalente all'0,52% dell'intero Pil italiano, secondo il 3° Rapporto (2019) di Osservatorio Birra di Fondazione Moretti (partnership Heineken Italia e Partesa dal 2015), realizzato dalla società specializzata Althesys Strategic Consultants.

L'iniziativa Università della Birra è andata a colmare la necessità di una formazione professionale strutturata nelle sue più diverse specializzazioni, divulgando cultura e tecniche birrarie grazie anche all'impiego di simulatori computerizzati per realtà virtuale, completi di visori Window Mixed Reality Acer OJO 500.

«Il settore birrario sta offrendo molte opportunità - ha affermato Søren Hagh, ad Heineken Italia - anche dal punto lavorativo. in termini di occupazione infatti la birra consente di avere una fonte di reddito a 100mila famiglie italiane, assicurando lavoro a oltre 92mila dipendenti distribuiti lungo l'intera filiera, distribuendo salari lori per oltre 2,5 miliardi di euro. Solo negli ultimi tre anni, il settore birra ha offerto ben 4.500 posti di lavoro in più, anche con nuove figure professionali come tecnologo della birra mastro birraio 4.0 con competenze manageriali; commerce specialist in grado di creare partnership con i clienti; brand ambassador esperto nella presentazione del prodotto; beer specialist vendita e consulenza ai punti vendita; sommelier della birra anche per degustazioni guidate e gestione del magazzino».

 

San Benedetto premiata con il Superbrands Award for Authenticity

Vincenzo Tundo San Benedetto

Un nuovo importate riconoscimento per Acqua Minerale San Benedetto. La total beverage company ha ottenuto il prestigioso Superbrands, il premio assegnato dall’omonima realtà internazionale che si propone di riconoscere i brand eccellenti nei diversi mercati, premiando le aziende che hanno dimostrato il coraggio di fare la differenza con un'innovazione rilevante.

Nello specifico, San Benedetto è stata premiata con il Superbrands Award for Authenticity 2019 per il suo costante impegno e la trasparenza nei confronti dei consumatori. «Un premio che ci riempie d’orgoglio a testimonianza dell’impegno che appartiene fortemente alla nostra azienda, che ha come obiettivo quello di unire qualità, sicurezza e capacità innovativa a un profondo rispetto per il consumatore», ha commentato Vincenzo Tundo (a destra nella foto in apertura), direttore marketing e trade marketing Italia del Gruppo, che ha ritirato il premio durante la serata di gala svoltasi presso la Cattedrale della Fabbrica del Vapore di Milano.

Superbrands ha come obiettivo identificare e celebrare i marchi che continuano a credere negli investimenti in innovazione, comunicazione e sostenibilità per costruire un valore distintivo e garantire un’esperienza di eccellenza riconosciuta da clienti e consumatori. Ogni anno, nei paesi dove è presente, vengono assegnati i Superbrands Award, considerati a livello internazionale gli “Oscar” per i brand, ai marchi che abbiano le caratteristiche per essere considerati "super": innovazione rilevante, autenticità nella loro relazione con i clienti e i consumatori e responsabilità di andare oltre il mero obiettivo economico. Premi assegnati sulla base delle nomination proposte dal council, formato da esperti del settore e professionisti, alle quali vengono sommate quelle provenienti dell'iniziativa Superbrands Pop Award (attraverso il coinvolgimento dei consumatori) e alla verifica delle ricerche sul valore di brand disponibili sul mercato.

Caffè Camardo protagonista a Sigep 2020

Caffe Camardo Sigep 2020 Caffè Camardo è Official Silver Sponsor della IX Edizione della Coppa del mondo della Gelateria, la competizione che si terrà dal 19 al 21 Gennaio 2020 presso l’Arena Hall Sud di Rimini Fiera (stand 014) durante Sigep 2020. Sarà l’ingrediente protagonista della Mystery Box nel gelato al caffè durante la competizione di gelateria, con il suo Caraibico Master Baristi®, un espresso dal gusto armonioso e vellutato. Grazie ai suoi profumi ed aromi e alla sua naturale dolcezza, Caraibico Master Baristi® è ideale per accompagnare la degustazione dei dolci, nonché un ingrediente perfetto per il gelato e tutte le preparazioni a base di caffè.

Uno degli eventi più attesi di Sigep 2020

 

Caffe Camardo Sigep 2020La Coppa del mondo della Gelateria, a cadenza biennale, è uno degli eventi più attesi del 2020. Giunto alla IX edizione, si rivolge ai professionisti della gelateria, pasticceria ed alta gastronomia, selezionati tra i migliori professionisti nei 5 continenti - divisi in 12 squadre - ed offre un’occasione di confronto e stimolo delle singole professionalità. La competizione anticipa le esigenze del mercato e valorizza le eccellenze del Made in Italy. La presenza di Caffè Camardo è duplice a Sigep 2020: oltre allo stand #rossocamardo - Arena Hall Sud - Stand 014 - l'azienda è anche presso il Padiglione A1 - stand 004, dove gli appassionati e i professionisti del settore potranno apprezzare tutte le novità proposte per questa edizione del Salone internazionale della gelateria, pasticceria, panificazione artigianale e caffè, in programma dal 18 al 22 gennaio 2020.

Caffè Camardo, torrefattori dal 1951

L’intera filiera produttiva di Caffè Camardo viene seguita con dedizione, dalla tostatura lenta alla sapiente miscelazione, fino al confezionamento. Le singole origini che fanno parte dei blend provengono dai più importanti Paesi produttori del mondo. La gamma di prodotti è suddivisa nelle linee: Ho.Re.Ca, Retail, Cialde e Capsule compatibili, Camardo System, Prodotti gourmet. Una particolare attenzione viene rivolta, da sempre, al settore Ho.Re.Ca., a cui è dedicata l’ ACademia Master Baristi®, con l’obiettivo di diffondere la cultura dell’espresso di qualità tramite una formazione teorica e pratica. Ulteriore obiettivo della formazione è comunicare a pasticceri e pastry chef l’importanza della caffetteria di qualità per un business di successo.

Baya Roja: monorigine di eccellenza

Tra le eccellenze di Caffè Camardo si inserisce il progetto Baya Roja®, Arabiche selezionate provenienti dalle migliori aree di coltivazione del caffè Arabica al mondo, dove i coltivatori lavorano con i più alti standard qualitativi per assicurare questa pregiata risorsa. L’aroma avvolgente del caffè Arabica coltivato in Brasile, l’armoniosità e la dolcezza del monorigine Costa Rica, il gusto sorprendente con note fruttate della singola origine Etiopia e l’armonioso equilibrio con note mandorlate del Colombia, queste sono alcune delle tappe del viaggio intorno al mondo delle pregiatissime monorigine di eccellenza. Insomma, tradizione, passione, eccellenza, rispetto, relazioni umane, sono i valori in cui l’azienda crede e che trasmette nel lavoro quotidiano. Tutto questo è racchiuso in ogni tazzina di Caffè Camardo.

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Baritalia 2019

Ladies and gentlemen all’ascolto, dopo le tre entusiasmanti tappe dell’edizione 2019, ecco a voi le 33 hit che entrano nella Carta delle Carte  di Baritalia Top of the Pops.

I drink sono stati suddivisi in sei sezioni con ricette abbinate a pezzi forti, anzi gettonatissimi, della musica Pop. Le Spice Girls e la loro Wannabe fanno da colonna sonora agli Speziati; Bitter Sweet Symphony dei Verve è la musica ideale per i Dolceamari; i Kool & The Gang vi trascineranno in pista con Fresh abbinata alla categoria dei Freschi; i Fool’s Garden, meglio noti per il loro riempipista Lemon Tree, suoneranno e canteranno i drink Agrumati; per gli Alto Volume niente di meglio che gli immortali Rolling Stones con la loro Sympathy for the Devil. La Carta di Baritalia si conclude in dolcezza con Sweet Drink degli Eurythmics abbinata ai Dolci.


Un cocktail menu unico che raccoglie solo il meglio dei drink presentati nelle tappe di Roma, Bari e Milano di Baritalia 2019. Da leggere, stampare e (non fate i gelosi) da condividere con il vostro staff e i clienti più affezionati. Ah, dimenticavamo, tutte le ricette complete di ingredienti, dosi, garnish e metodo di preparazione le trovate su
Bargiornale Cocktail Pro, la nostra app pensata non solo per i professionisti, ma per tutti i cultori delle misture.

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