Restituire dignità e valore al caffè raccontandolo per ciò che è: «un prodotto agricolo fragile, fatto di bellezza e complessità. Vogliamo costruire una nuova cultura del caffè, più umana, più consapevole, più vera». Questo è l’ambiziosa meta dichiarata da Matteo Beluffi, un volto ben noto della coffee community italiana e ora testimonial e ambassador del progetto Oltre Specialty Coffee, che non si presenta semplicemente quale nuovo brand, ma vuole essere un manifesto culturale. Il logo presenta un volto di donna e vuole rendere omaggio a figure spesso invisibili ma centrali in ogni fase della produzione del caffè, dalla raccolta alla selezione, fino alla gestione delle piantagioni.
Ad oggi l’offerta di caffè in grani, comprende una miscela e monorigini specialty per espresso e per filtro, con tostature differenti realizzate nella microroastery Little Bean di Andrea Lattuada e Mariano Semino, per esaltare il prodotto in relazione al metodo scelto. Si tratta di caffè da gustare con attenzione, piacere e consapevolezza delle storie vere in cui affondano le sue radici: mani che raccolgono, occhi che selezionano, menti che sperimentano.
I quattro valori che accompagnano Oltre sono: Origine di ogni caffè, tracciabile, sezionato in microlotti; dall’Etiopia al Brasile, ogni chicco parla la lingua del suo territorio, della sua
terra, della sua gente. Etica, grazie alla collaborazione con produttori che lavorano rispettando la terra, promuovendo una filiera trasparente e sostenibile, economicamente e socialmente. Eccellenza artigianale: si tratta di caffè specialty, valutati secondo gli standard Sca e tostati al fine di esaltare al massimo il loro profilo aromatico. Esperienza: l’invito è a sentire, non solo a bere, e a compiere un viaggio tra note di frutta, cacao, spezie, fiori, nonché tra culture, storie e identità.
L’invito che fa capo a Oltre è a scegliere il caffè consapevolmente, a sostenere un modello di consumo che rispetti il lavoro, il pianeta e il futuro.
Destinata al mercato dei collezionisti, la moneta è stata rilasciata dalla Zecca di Stato e presentata da Campari Group al Camparino in Galleria di Milano
Dopo il francobollo celebrativo per il 160esimo anniversario dalla fondazione dell’azienda, rilasciato nel 2020, con la nuova moneta commemorativa Campari aggiunge un tassello alla propria bacheca, con una creazione simbolica che ne riconosce la storia e l’impatto sul Made in Italy, sempre più brand vero e proprio esteso ovunque nel mondo.
Nella Sala Gaspare Campari, presso il Camparino in Galleria di Milano e alla presenza del nuovo Ceo di Campari Group, Simon Hunt, è stata infatti svelata la moneta commemorativa rilasciata dal Ministero dell’Economia e Finanza, e battuta dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato: è parte di "un viaggio che sottolinea l'eccellenza di Campari Group nel sistema di produzione nazionale e mondiale, riconoscendo la storia e lo spirito imprenditoriale e visionario che ne hanno da sempre caratterizzato il lavoro".
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«Moneta e francobollo sono i due canali con cui l’Istituto Poligrafico raggiunge gli italiani - racconta Francesco Soro, amministratore delegato e direttore generale dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato -. Campari è storia di Milano e d'Italia, è storia del bello, e questa moneta certifica l’inizio di una nuova fase per la Zecca di Stato, che con le monete vuole intercettare e celebrare le passioni degli italiani».
La moneta, in argento, ha valore nominale di 4€ ed è prodotta in cinquemila pezzi di contingente, destinati al mercato del collezionismo numismatico. Firmata dall’incisore Emanuele Ferretti per la Collezione Numismatica 2025, riporta su un lato il mitico Spiritello, opera del 1921 dell’artista futurista Leonetto Cappiello e da allora simbolo identitario del Bitter Campari. La creazione della moneta coincide inoltre con il 150esimo anniversario della nascita di Cappiello, che ha contribuito alla realizzazione di una delle immagini pubblicitarie più riconoscibili e diffuse del Ventesimo Secolo.
«Non soltanto un pezzo di oreficeria - commenta Alessandro Morelli, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - ma un manifesto di quello che l’Italia può ottenere quando pubblico e private, arte e business, memoria e future si incontrano». Dal peso di 18g e 32mm di diametro, la moneta è disponibile per l’acquisto al costo di 70€ presso il sito dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Nasce dall'incontro fra il master blender Baldo Baldinini e Francesco Cioria e lo Chef Max Mascia, sommelier e chef del Ristorante San Domenico di Imola
Memoria e innovazione, profondità e leggerezza, radici e slancio creativo: sono questi i pilastri su cui si fonda Sando, il nuovo vermouth chinato presentato da Dibaldo Spirits. Una rilettura poetica di questo vermouth, che fonde la tradizione piemontese con una visione nuova, contemporanea e che strizza l'occhio al mondo della ristorazione stellata. La ricetta nasce da un'amicizia, quella tra il master blender Baldo Baldinini e le due anime del San Domenico di Imola (Bo), Francesco Cioria e lo Chef Max Mascia, rispettivamente sommelier e chef del ristorante che vanta due stelle Michelin. Il nome Sando, infatti, deriva dal nomignolo con cui gli storici clienti hanno soprannominato il ristorante di Imola, per valorizzare le origini di questo vino aromatizzato, che affondano nella tradizione gastronomica italiana.
Sando è un inno ai contrasti: il progetto nasce da un desiderio condiviso, rilanciare questo fine pasto classico della cultura italiana, sotto una luce nuova, viva, capace di parlare anche alle generazioni future. «Con Sando ho voluto risvegliare la memoria olfattiva del Vermouth Chinato - racconta Baldo Baldinini -, trasformandola in un vero e proprio viaggio sensoriale, capace di emozionare fin dal primo sorso. È un vino aromatizzato che racconta la tradizione in forma liquida, ma con lo sguardo rivolto al futuro». Sando Vermouth Chinato si distingue per il suo profilo deciso, dominato dalla presenza della china, una corteccia di origine sudamericana, che aggiunge una componente amaricante di grande intensità. Questa caratteristica rende la degustazione un viaggio profondo tra ricordi di digestivi d’altri tempi e vibrazioni contemporanee. Al palato, il prodotto si svela come una sinfonia di note complesse, che affondano le radici nella struttura robusta del vino rosso piemontese, arricchito dalle sfumature erbacee e amaricanti di assenzio e china.
Con la sua gradazione alcolica che si attesta sul 19,5% Abv, Sando nasce per essere degustato in purezza, con abbondante ghiaccio per un fine pasto di assoluta eleganza. Tuttavia non sfigura se utilizzato in miscelazione: è capace di donare un tocco distintivo ai cocktail classici come Americano o Boulevardier, aggiungendo note amaricanti più intense e decise. «Sando nasce da un desiderio profondo: riportare in luce un classico, vestendolo di eleganza moderna. È una dedica silenziosa alla memoria del gusto», conclude Francesco Cioria.
Le tre specialità Solo Caffè Monorigine Polti, Tanzania, Uganda e Vietnam
Polti è il fornitore ufficiale di caffè del Giro d'Italia 2025, mettendo a disposizione le macchine da caffè Polti Coffea e tre specialty Caffè Monorigine Solo.
La presentazione dell'impegno dell'azienda Polti, sia nel campo sportivo ciclistico sia in quello del caffè di qualità, è di recente avvenuta presso Eroica Caffè di Milano (viale Tunisia), locale dedicato agli appassionati di ciclismo, ricco di cimili in tema, alla presenza di Stefano Polti ad Aroma Polti, di Francesca Polti presidente e ad azienda Polti Spa, dei campioni di ciclismo Ivan Basso e Francisco Contador, animatori del Team Ciclistico Polti-VisitMalta e di Paolo Bellino, ad RCS Sports & Events (gestore del Giro d'Italia/La Gazzetta dello Sport).
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Presentazione Team Polti-VistMalta a Eroica Caffè di Milano
Da sx Francesca Polti, Alberto Contador e Ivan Basso
Francesca e Stefano Polti
Le macchine Polti per Solo Caffè Monorigine
Stefano Polti con le macchine Polti Coffea
Oltre a produrre apprezzate macchine a vapore professionali (circa 1,6 milioni di macchine diffuse in 30 Paesi, per un fatturato 2024 di circa 68 milioni di euro), l'azienda Polti da tempo sponsorizza, insieme a vari sponsor, il noto Team ciclistico Polti-VisitMalta.
Un impegno a tutta velocità
Forte di un gruppo di oltre una decina di velocisti di grande valore (su biciclette in fibra di carbonio Aurum Bikes), il Team Polti-VisitMalta parteciperà al prossimo Giro d'Italia, dal 9 maggio al 1 giugno. Suddiviso in 21 tappe, per un totale di 3.413 km, l'evento prenderà il via a Durazzo (Albania) per concludersi a Roma, passando da molte regioni italiane come Puglia, Basilicata, Campania, Abruzzo, Toscana, Emilia e Veneto, prevedendo prove a cronometro e su sterrato.
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cartina del Giro d'Italia 2025
Team Polti-VisitMalta in allenamento
Specialista delle macchine a vapore professionali
Fondata nel 1978 a Olgiate Comasco da Franco Polti, l'azienda è diventata molto nota per diversi brevetti originali nel campo delle macchine a vapore professionali, come il ferro da stiro con caldaia Vaporella, al quale è seguito nel 1983 il Vaporetto per la pulizia a vapore degli ambienti.
Nel 1994 l'azienda si sposta quindi a Bulgarograsso (Como) avviando la produzione di macchine da caffè Polti Coffea. Nel 1999 lancia Lecologico, primo aspirapolvere con filtro ad acqua, (senza necessità di raccolta in sacchetti).
Nel 2005 con la società Aroma Polti entra gradualmente anche nel settore del caffè in grani, capsule e cialde, proponendo oggi tre Caffè Monorigine Solo provenienti da territori vocati come Tanzania, Uganda e Vietnam.
Uno spumamte piacevole e intenso, tra i prodotti di punta degli Speciali Foss Marai, la collezione di etichette che raccontano l’impegno nella ricerca e nella sperimentazione dell’azienda vitivinicola di Guia di Valdobbiadene
Da un lato l’esperienza di una famiglia di spumantisti, dall’altro la riscoperta e la valorizzazione di vitigni autoctoni rari e di alto pregio. È dall’unione di questi due elementi che nasce Roös Brut, spumante rosato di alta qualità di Foss Marai. La famiglia di spumantisti è quella di Carlo e Adriana Biasiotto, che nel 1986 hanno fondato a Guia, nel cuore del Valdobbiadene Docg, la loro azienda vitivinicola, Foss Marai, oggi guidata dai loro figli Andrea, Cristiana e Umberto.
I vitigni di alto pregio sono il Montepulciano, il Bombino Nero, L'Uva di Troia, il Sangiovese, il Cabernet e il Sagrantino coltivati nella tenuta di Masseria La Sorba, sull’altopiano delle Murge nell’entroterra barese, Patrimonio Unesco, acquistata, risanata e trasformata in prestigiosa realtà produttiva dalla famiglia Biasiotto una ventina di anni fa. Vitigni ai quali il terreno, ricco di tufo e di minerali, conferisce note particolari regalando agli spumanti grande mineralità e sapidità, oltre a dare loro corpo e struttura.
Dalla sinergia delle uve a bacca rossa vinificate in biancodi questi sei vitigni, con i primi tre presenti in percentuale maggiore, con l’aggiunta di lieviti selezionati e prodotti appositamente da Foss Marai, prende vita Roös Brut (alc 11,5% in vol), spumante dal colore rosa corallo, dal bouquet dominato da note di fragola e corniolo e dal gusto fresco. Un prodotto di grande raffinatezza, dalla personalità forte ed intrigante con il suo retrogusto deciso e fruttato, ottimo per gli aperitivi primaverili e non solo, da servire fresco a una temperatura di 6,5-7 °C, e molto versatile, accompagnando bene salumi e crostacei, ma anche pesce in zuppa e spiedini di frutta.
GliSpeciali Foss Marai
Proposto in un’elegante bottiglia, la bottiglia “gioiello” millerighe, ideata e brevettata da Foss Marai nei primi anni Novanta, pluripremiata in diversi concorsi mondiali dedicati al design e al packaging, Roös Brut è uno dei prodotti di punta degli Speciali Foss Marai, collezione di etichette che raccontano l’impegno nella ricerca e nella sperimentazione dell’azienda vitivinicola. Collezione della quale fanno parte ancheTilio Dosaggio Zero Extra Brut¸ spumante senza zuccheri che nasce dall’unione di uve: Chardonnay e Bombino Bianco, Surfine Cuvèe Brut,dal delicato bouquet di frutta gialla e fiori di campo, il fresco ed elegante Marai de Marai Extra Dry, il Marai De Marai dal carattere fruttato armonico e leggero, e il raffinato Marai de Marai Ultrabut, frutto di un’antica ricetta rivista in chiave moderna.
Bollicine d'alta gamma per il fuoricasa
Bollicine d’alta gamma, come i Valdobbiadene Docg, storici pezzi forte della produzione dell’azienda, tra i quali l’iconico Superiore di Cartizze Valdobbiadene Docg Dry Millesimato, dall’ampia e complessa struttura aromatica. Una produzione in piccoli volumi, tutta vocata alla qualità, realizzata nel rispetto dei tempi fisiologici della natura e distribuita esclusivamente nel canale fuoricasa.
Guai a chiamarlo gin alla canapa: Massimo Fabbri, co-fondatore di Flower Farm, la realtà dietro il nuovissimo Flower Good Gin, mette le cose in chiaro subito. Della cannabis (variante Holy Grail), questo prodotto appena lanciato e presentato al Ronin di Milano utilizza i terpeni, e gli olii essenziali, combinandoli con cardamomo, liquirizia, coriandolo e ovviamente ginepro. «È un prodotto di alta qualità che spinge sulle parti aromatiche più pregiate della materia prima», spiega Fabbri, proprietario anche delle coltivazioni di canapa da cui origina l’ingrediente, in Puglia.
Ancor meno si consiglia di chiamarlo gin di Joe Bastianich: il figlio d’arte nel mondo della ristorazione e giudice storico del programma Masterchef, infatti, in Flower Good Gin contribuisce con capitale (49%) e volto (per quanto assente alla presentazione ufficiale), ma non ne è il testimonial di pubblicità. Piuttosto, un partner solido, lui che in passato è già stato schierato in difesa dell’utilizzo della cannabis per uso terapeutico, per cui fondamentale nella missione ultima che il gruppo di Fabbri si pone, ovvero portare la pianta «nel mondo dell’enogastronomia, del beauty, del quotidiano».
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La bottiglia di Flower Good Gin
La tonica Flower Good Gin
Il perfect serve del Flower Good Gin: il Gin Tonic
Bottiglia da 500 ml, 42° Abv, ricetta firmata dal bartender-profumiere Oscar Quagliarini e un’etichetta disegnata a china da Sergio Geraci, la mano dietro una leggenda come Dylan Dog. Certo che entrare in un mercato come quello del gin, saturo fino alla superficie, è una bella scommessa, quindi come dovrebbe essere chiamato? «È senza dubbio una competizione importante, ma abbiamo trovato una formula divertente e innovativa, e la nostra posizione beneficia di uno storytelling praticamente unico. È un prodotto nuovo, artigianale, aromatico, buono».
Quanto alla miscelazione, la strategia del brand punta al momento a un utilizzo piuttosto essenziale, in Gin Tonic (ovviamente con la tonica del brand) e London Mule, ma all’orizzonte si prevedono ricette più complesse legate al sour. La produzione si assesta sulle 30mila bottiglie, distribuite in esclusiva da Spirits&Colori che aggiunge in portfolio anche la relativa acqua tonica Tonic Flower Good; il prossimo appuntamento rilevante coincide con la presenza in fiera al Roma Bar Show.
Anche in un anno complicato come il 2024 per il mercato del caffè, il Gruppo torinese ha continuato a crescere, con il fatturato che ha raggiunto i 3,35 miliardi di euro, con un incremento del 9,1% sull'anno precedente. Bene anche le vendite in italia cresciute del 4%
Le turbolenze che hanno caratterizzato il mercato del caffè lo scorso anno, con un incremento del costo della materia prima del 70% sia per l’Arabica sia per la Robusta, non hanno frenato la crescita di Lavazza, che ha chiuso l’anno con risultati molto positivi. A rivelarlo i numeri del bilancio consolidato relativi al 2024, che hanno visto il fatturato del gruppo torinese salire a 3,35 miliardi di euro, con un incremento del 9,1% rispetto al 2023, quando era stato pari a 3,1 miliardi.
Una crescita del fatturato accompagnata da performance altrettanto positive anche per quanto riguarda gli altri indicatori economici, con il margine operativo lordo (Ebitda) pari a 312 milioni, in aumento del 18,6%, rispetto ai 263 milioni di euro del 2023, con l’utile operativo prima degli oneri finanziari e delle imposte (Ebit) attestatosi a 130 milioni, rispetto ai 97 milioni dell’esercizio precedente, e l’utile netto pari a 82 milioni, cresciuto del 20,6% sull’anno precedente, quando era stato pari a 68 milioni di euro.
Vendite in crescita del 4% in Italia
Numeri ancora più significativi considerando che Lavazza ha continuato ad aumentare le vendite sia nel fuoricasa sia nel canale domestico in un anno cui il mercato del caffè a livello globale ha subito una contrazione del 3,5%. Altro dato di rilievo la tenuta sul mercato europeo, dove più forte è stato l’impatto delle turbolenze, con risultati molto positivi in aree chiave, come l’Italia, dove le vendite sono aumentate del 4%, e la Francia, dove sono cresciute del 2%. A compensare lo stallo sulle altre piazze d’Europa, il forte incremento delle vendite negli Usa, impennatesi del 12%.
«L'industria del caffè si trova ad affrontare sfide sempre più complesse, in un contesto macroeconomico e geopolitico critico ed estremamente volatile che vede un aumento costante dei costi delle materie prime. La qualità per noi è fondamentale e rimane la base del nostro rapporto di fiducia con i consumatori, il che significa continuare a far fronte a costi molto elevati – ha commentato in una nota Antonio Baravalle, ceo del Gruppo Lavazza -. In questo quadro, il Gruppo Lavazza ha dimostrato forza e flessibilità, raggiungendo nel 2024 risultati solidi. Le turbolenze hanno richiesto più che mai una costante capacità di adattamento e di gestione dei costi a tutti i livelli, sia operativi sia di capitale, mantenendo l’azienda su buoni livelli di redditività. Questo ci ha permesso di continuare a preservare e valorizzare le nostre persone e di mantenere la capacità di investimento, necessaria per essere sempre più competitivi nello scenario globale del mercato del caffè».
Le persone al centro
E a proposito della valorizzazione del capitale umano, sono 5500 i dipendenti in tutto il mondo, Lavazza nell’anno trascorso ha continuato a investire per promuovere un clima lavorativo positivo, inclusivo e guidato da merito ed equità, capace di coniugare le esigenze di flessibilità organizzativa e produttiva con quelle di un migliore bilanciamento tra lavoro e vita, grazie a un esteso programma welfare, con possibilità di smart working di 10 giorni al mese, congedi care-giver e di paternità ampliati, “venerdì brevi” nei mesi estivi.
Ma non solo, perché i dipendenti stati coinvolti e hanno beneficiato di sistemi incentivanti, pensati per premiare e favorire una cultura orientata al raggiungimento degli obiettivi. Significative le cifre al riguardo erogate in Italia, con un premio per obiettivi che, sia per gli uffici direzionali sia per le principali unità produttive, ha raggiunto un importo fino a 3.800 euro lordi per ogni persona.
Red Bull Pink Edition Sugar Free ai frutti di bosco
Al gusto dei frutti di bosco, con note di verbena, la nuova arrivata nella gamma di energy drink garantisce una carica di energia a zero zuccheri e zero calorie
Zero zuccheri, zero calorie e un gusto ricercato. È la nuova Red Bull Pink Edition Sugarfree ai frutti di bosco, il cui lancio era stato annunciato nel corso durante il Red Bull Curateslo scorso febbraio (leggi Pinocchio Party by Red Bull “mette le ali” alla bar industry) e ora in distribuzione.
L’ultima nata del marchio degli energy drink si caratterizza per il suo mix di sapori di lampone e altri frutti di bosco, impreziosito dalle note erbacee di verbena e unisce la tradizionale carica di energia all’attenzione al benessere, tema cui Red Bull ha rivolto attenzione da tempo. La sua formula priva di zuccheri ne fa la soluzione ideale per ricaricare le energie mentali e fisiche per chi vuole tenersi in forma, facendo attenzione alle calorie ed evitando di assumere zuccheri.
I benefici funzionali garantiti sono gli stessi della classica Red Bull Energy Drink. Pink Edition Sugarfree è infatti preparata con gli stessi ingredienti principali, ovvero caffeina, taurina e alcune vitamine del gruppo B, importanti stimolanti per il corpo e la mente e per fornire micronutrienti essenziali per il mantenimento delle normali funzioni corporee, e acqua. A dare la nota dolce il sucralosio e l’acesulfame K, i due dolcificanti sostituti dello zucchero più testati e utilizzati.
In lattina color rosa vivace, da 250 ml, la nuova referenza arricchisce la gamma di energy drink di Red Bull che, oltre all’iconica lattina a rombi blu e argento, disponibile anche nelle versioni Sugarfree e Zero, comprende, appunto, anche le Red Bull Edition, che abbinano “le ali” di Red Bull Energy Drink con gusti specifici: White Edition al gusto cocco-açai, Red Edition al gusto anguria, Green Edition al dragoncello, Apricot Edition, albicocca-fragola. A queste si aggiungono le speciali edizioni lanciate a inizio inverno ed estate, ogni anno diverse e diventate un immancabile appuntamento stagionale.
Dal gusto floreale e fresco, con piacevoli note aromatiche, Birra di Pasqua Forst Special Edition 2025 fa parte della famiglia di lager chiare, di colore giallo oro, con una sfumatura in più data da uno speciale luppolo aromatico aggiunto alla tradizionale miscela di malto d'orzo e gritz (macinato) di mais (4,9% alc) .
Da servire fredda a una temperatura di 6-8 °C.
La bottiglia in vetro bruno da 33 cl si caratterizza per l'originale e tradizionale etichetta gialla con il coniglio pasquale, tappo corona, ed è disponibile in confezioni multiple da 6 bottiglie, 12 bottiglie (Souvenir Box) e 24 bottiglie.
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Birra di Pasqua Forst Spoecial Editioin 2025 33 cl con il suo calice
Box da 6 bottiglie 33 cl Bitra di Pasqua Forst Special Edition 2025
Souvenir Box da 12 bottiglie 33 cl Birra di Pasqua Forst
Cartone da 24 bottiglie 33 cl di Birra di Pasqua Forst
Oltre che presso i grossisti Forst, La Birra di Pasqua Forst si può trovare presso: 7 Ristoranti-Birrerie-Bierstube Forst
di Merano, Lagundo, Bolzano e Brunico.
Alla spina Max Dubini capo area Nord Ovest di Birra Forst
11 locali a tema Spiller
di Bologna, Brescia, Milano Duomo, Milano Isola, Milano Sempione, Milano Solari, Padova, Ronchi dei Legionari (Gorizia), Trieste, Verona e Vicenza.
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Esterno del Ristorante Spiller Milano Duomo in via Larga
Banco delle spine Forst allo Spiller Milano Duomo
Spillatura al banco delle spine di Spiller Milano Duomo
Tavolo di giovani nel dehors di Spiller Milano Duomo
A Salerno la seconda tappa di Baritalia 2025 all'Amalfi Coast Cruise Terminal. Verranno selezionati altri finalisti per la finalissima di Venezia. Scopri i prodotti del paniere e candida la tua ricetta
Prosegue il tour nella Penisola di Baritalia. Per la seconda tappa dell’edizione 2025, la manifestazione arriva per la sua prima volta aSalerno. L’appuntamento è per lunedì 12 maggio in uno dei luoghi più iconici della città: la Stazione Marittima Amalfi Coast Cruise Terminal, capolavoro progettato dall'architetto Zaha Hadid. L'evento si terrà presso il Molo Manfredi, in collaborazione con Bahr, il Salotto del Mare, e sarà un importante occasione di aggiornamento per bartender e professionisti del settore.
Ad attenderli una giornata di sfide, arricchita da masterclass e momenti di networking, in cui confrontarsi con colleghi ed esperti del mondo del beverage.
Durante la tappa campana, continua la selezione dei finalisti per Baritalia Lab: in fondo all’articolo c’è il form da compilare per candidare la propria ricetta. Per farlo c’è tempo fino al 22 aprile e in palio ci sono altri posti per la finalissima che si terrà il 24 novembre a Venezia.
Anche questa stagione di Baritalia è incentrata sul tema, mai scontato, del “Back to Basics”: la semplicità nella miscelazione unita all’arte dell’ospitalità. Un invito a ricoprire le fondamenta della miscelazione, a concentrarsi sugli elementi essenziali che rendono grande il mestiere del bartender e che fanno di questa figura un maestro di ospitalità.
I partecipanti sono chiamati a creare cocktail, originali o twist on classic, con massimo quattro ingredienti (garnish esclusa), mettendo in risalto la qualità dei prodotti sponsor.
La giuria premierà non solo l’aspetto tecnico del drink, ma anche l’esperienza che ogni bartender saprà creare con il proprio servizio.
Cocktail Cortina-Venezia Bonaventura Maschio presentato al Moebius di Milano. Foto courtesy Federico Bontempi
La storica distilleria veneta Bonaventura Maschio ha di recente presentato la riedizione di due originali ricette anni '50 come Bitter Maschio e Vermut Bonaventura.
Gli anni Cinquanta sono stati molto creativi anche per la storica Distilleria Bonaventura Maschio di Gaiarine (Treviso) che di recente ha ripescato nel proprio archivio storico due ricette particolarmente originali e di grande impatto sensoriale come Bitter Maschio e Vermut Bonaventura, adeguandole ai tempi attuali. Tipici prodotti alcolici di Scuola Veneta, si aggiungono al ricco campionario di distillati (Prime Uve, Gin Puro, Ron de Guatemala Botran), grappe (903), liquori (Amaro Pratum Bio, Tiramisù di Casa) e vini (Prosecco Ca' Bertaldo Extra Dry) della casa veneta.
La presentazione alla stampa di settore è stata tenuta di recente nel celebre locale Moebius di Milano, un tapa bistrot e cocktail bar pluripremiato, oltre che ristorante 1 Stella Michelin ricavato in un grande ambiente industrial-chic nei pressi della Stazione Centrale, alla presenza dei vertici aziendali come l'ad AndreaMaschio e la sorella Anna Maschio (quinta generazione) che hanno affiancato nella gestione il "Patriarca" Italo, oltre al Marketing Manager Francesco Zara, all'Horeca Specialist Steve Righetto e all'Area Sales Manager Mauro Solera.
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Brindisi di gruppo nella serra del Moebius con Francesco Zara, Anna Maschio, Andrea Maschio, Mauro Solera e Steve Righetto
Cocktail Cortina-Venezia al Moebius di Milano
Nell'occasione sono stati preparati due cocktail speciali come Cortina-Venezia (3 cl Bitter Maschio e 3 cl Vermut Bonaventura) come twist dello storico Milano-Torino in omaggio alle prossime olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026; Chinotto Sbagliato (1/3 Vermut Bonaventura, 2/3 ginger ale).
Bitter Maschio, il bitter decisamente bitter
Caratterizzato da un vivace colore rosso brillante, Bitter Maschio si caratterizza per note olfattive e gustative molto fresche dovute agli agrumi utilizzati, con un profilo amaricante dovuto in particolare alla infusione in alcol di genziana e rabarbaro, oltre a ben bilanciate note morbide di vaniglia (25 % alc). Disponibile in bottiglia da un litro, dalla rivisitata e vivace etichetta anni Cinquanta.
Bitter Maschio
Vermut Bonaventura, vento e sapori d'Oriente
Fin dal Medioevo la Repubblica di San Marco ha intrattenuto rapporti commerciali con l'Oriente facendo conoscere a tutta Europa, attraverso la prima Via della Seta, materie e ricchezze raffinate come sete preziose e spezie profumate. Da questa tradizione (in particolare dei vini variamente speziati diffusi nei bacari veneziani) nasce Vermut Bonaventura che utilizza come base il vino prodotto con uve Glera, come il Prosecco tipico del territorio veneto, appositamente sovrammaturate per aggiungere densità di gusto, nel quale sono state infuse varie erbe e spezie aromatiche, dall'assenzio al macis, al coriandolo, oltre a maggiorana, camomilla, arance dolci e fiori di sambuco, per finire con note amaricanti date da salvia sclarea e china calisaya (18° alc). Disponibile in bottiglia da un litro con una etichetta "notturna" veneziana che riporta il ponte di Rialto e un cielo stellato di Murrine, tipici decori dei vetri di Murano. Un'ottima base di partenza per la costituzione dell'auspicabile "Consorzio di Tutela del Vermut di Venezia".
Bar che soffrono più dei ristoranti, una crescita del valore aggiunto e dell’occupazione, ma una diminuzione delle insegne, che si fa più grave nel caso dei bar (-3,3% nel 2024, rispetto ai dati dell'anno precedente). Il bilancio annuale tracciato da Fipe-Confcommercio con il Rapporto sulla ristorazione è nuovamente in chiaroscuro, con segnali di ripresa da un lato e timori per il futuro dall’altro. «Il Rapporto 2025 - commenta Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio - restituisce un quadro estremamente composito sul settore della ristorazione, alle prese con un lungo recupero dei livelli pre-pandemia che, tuttavia, non sembra essersi ancora concluso». Gli fa eco Luciano Sbraga, vicedirettore Fipe e “uomo dei numeri” della federazione: «La pandemia ha scavato una fossa che le imprese stanno ancora riempiendo, oggi ci troviamo nuovamente in un quadro di incertezza, che incide soprattutto sul mercato internazionale, ma che si potrebbe riflettere sui consumi interni, specialmente nel turismo».
Tra i dati più rilevanti che emergono dal Rapporto c’è la crescita del valore aggiunto, che tocca quota 59,3 miliardi di euro, con un +1,3% sull'anno precedente. In aumento anche i consumi, a oltre 96 miliardi di euro, +1,6% in termini reali sul 2023, ma ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia (-6%).
Sul tema nati-mortalità delle imprese c’è il segno meno, con un calo generale delle imprese dell’1,2% sull’anno precedente. Nel 2024 si è attestato a 328 mila il numero complessivo delle imprese, di cui 127.667 sono bar, la categoria che ha mostrato la maggior contrazione (-3,3%), come risultante della migrazione verso altri modelli di offerta (ristorazione) e delle crescenti difficoltà in cui si imbatte questo format. Luciano Sbraga spiega cosa c'è oltre i numeri: «Abbiamo due aspetti, il primo è che fino alla pandemia c’è stata una bolla, con una superfetazione delle imprese, con molti passaggi da un settore a un altro, quelli che hanno "cambiato vita" aprendo un bar o un ristorante. In parte questi numeri ci dicono che c'è stata una selezione naturale di questo tipo di realtà. Però registriamo anche che molti bar non sono spariti, ma in parte si sono trasformati in ristoranti».
La colazione che cresce di più rispetto all'aperitivo non è del tutto una buona notizia per il bar, perché è lo scontrino medio nei pubblici esercizi rimane molto basso: 2,90 euro la colazione, 1,20 il semplice espresso, si arriva a 7,90 euro per l'aperitivo e si arriva a spendere 17,70 per il pranzo e 23 per la cena (qui il dato è al ribasso per via dell'incidenza delle pizzerie). «Con una spesa media, quella della colazione, che non arriva a 3 euro fare margine è la sfida più grande, a fronte di prezzi degli affitti che aumentano soprattutto nelle grandi città, prezzi della materia prima in salita come nel caso del caffè e un livello di servizio elevato, che di norma è su due turni di lavoro. Per questo rileviamo che sono molti i bar che stanno rimettendo in discussione il servizio, tornando alla chiusura settimanale, oppure chiudendo il pomeriggio o cambiando il modello di business», spiega Sbraga. Una delle strade è estendere o implementare la proposta, per esempio rivedendo il servizio del caffè e abbracciando il mondo specialty, o puntando sulla pausa pranzo.
Focus del Rapporto è stato il tema delle risorse umane: il 2024 è stato l'anno in cui si è consolidato ulteriormente il trend positivo dell’occupazione, che aumenta quasi del 5%. Nel 2024 sono 1,5 milioni gli occupati complessivi (considerando bar, ristoranti, aziende di banqueting e mense), di cui oltre 1,1 milioni dipendenti (+6,7% rispetto al 2023). Di questi, il 39,7% sono lavoratori under 30, un dato che arriva al 61,8% considerando anche gli under 40. Tuttavia, la categoria che registra il maggior incremento è quella degli over 50 (+10% sul 2023), in linea con quanto sta avvenendo nel mercato del lavoro. Un dato probabilmente collegato anche alle difficoltà strutturali nel reperire personale, soprattutto qualificato. Sebbene l'occupazione mostri un segno più, la Fipe nota che il dato è in contrasto con una diminuzione della produttività, che cala di mezzo punto percentuale rispetto al 2023 e soprattutto si mantiene ben al di sotto dei livelli di dieci anni fa. Prosegue inoltre la propensione a investire da parte delle imprese: nel 2024 oltre il 40% delle imprese ha effettuato almeno un investimento, per un valore complessivo stimato in2 miliardi di euro.
Andrea Illy, presidente illycaffè
Nella stessa giornata della presentazione si è rinnovato anche il Consiglio direttivo di Fipe, che ha accolto in squadra Andrea Illy, presidente di illycaffè, con l’obiettivo di contribuire a migliorare i rapporti nella filiera del fuoricasa, aprendosi al contributo di idee e valori di personalità di elevata competenza. «Per i pubblici esercizi il caffè rappresenta una componente strategica, mentre per l’industria i bar italiani promuovono la cultura del caffè italiano, pilastro del nostro stile di vita. Grazie a ciò, negli ultimi decenni, il caffè da commodity è diventato prodotto esperienziale», afferma Andrea Illy. Il consiglio direttivo si rafforza, inoltre, con l’ingresso di Massimo Lauro, direttore risorse umane di Chef Express del Gruppo Cremonini, un’altra importante azienda del settore della ristorazione.