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Giovani e inclusione al centro della Landhausbar Barista Cup di Julius Meinl

Landhausbar Barista Cup
Il 17 maggio al Landhaus Bar di Bolzano la gara tra giovani baristi organizzata dalla torrefazione viennese con due realtà sociali del territorio. Un'iniziativa che vuole promuovere una cultura del caffè orientata alla socialità e all'inclusione

È per venerdì 17 maggio, al Landhaus Bar di Bolzano, l’appuntamento con Landhausbar Barista Cup, una nuova iniziativa ideata da Julius Meinl per valorizzare i giovani baristi e promuovere una cultura del caffè orientata alla socialità e all'inclusione.

Landhausbar Barista Cup è infatti frutto della collaborazione con Renovas, coperativa sociale di Bolzano che offre percorsi di inserimento lavorativo a persone svantaggiate, e l’associazione di Merano Il Sorriso – das Lächeln, attiva nel supporto delle famiglie con bambini e ragazzi con sindrome di Down. Un’iniziativa che rappresenta una ulteriore testimonianza dell’impegno della torrefazione viennese sul fronte sociale e come la tazzina di caffè, oltre che un piacevole rito, possa diventare un potente strumento per favorire l’inclusione.

In gara 20 giovani talenti

Durante il pomeriggio, ad alternarsi dietro al bancone del Landhaus Bar saranno 20 giovani baristi delle due associazioni che si cimenteranno nella preparazione di un espresso e un cappuccino. Ognuno di loro potrà così mostrare le proprie abilità, stile e competenze nell’arte della caffetteria.

A valutarne le performance sarà il pubblico presente, in un clima di condivisione, entusiasmo e formazione, dove a contare davvero sono il valore dell’esperienza vissuta dai ragazzi e la loro capacità di mettersi in gioco.

Gloriette Gold, la miscela bio e Fairtrade, regina della tazza

Protagonista della gara sarà la Gloriette Gold della linea The Originals Bio Fairtrade di Julius Meinl, una miscela di caffè proveniente da coltivazioni biologiche certificate e da filiere Fairtrade, che garantiscono condizioni eque per i produttori locali. Una gamma che esprime i valori dell’azienda, dove attenzione alla qualità, all’ambiente e responsabilità sociale sono saldati insieme.

Oltre a supportare iniziative in ambito sociale, Julius Meinl è impegnata da anni in progetti che tutelano l’ambiente, attraverso l’approvvigionamento responsabile, la riduzione del proprio impatto produttivo e lo sviluppo di miscele biologiche e certificate. E la Landhausbar Barista Cup è un esempio di tutto ciò e di come la tazzina di caffè possa diventare creare momenti di relazione, fiducia e crescita reciproca, coniugando formazione, valorizzazione dei talenti e inclusione.

Un’esperienza immersiva nella botanical mixology con il Pollino Cocktail Camp

Organizzato dall'impresa sociale Catasta, in collaborazione con il Conservatorio di Etnobotanica di Castelluccio Superiore e la casa editrice Rubbettino, il Pollino Cocktail Camp mira a valorizzare la straordinaria biodiversità del Parco attraverso l'arte della miscelazione.

L'evento si propone come un punto di riferimento per operatori del settore, ristoratori, bartender, personale di sala, scuole e appassionati, offrendo un'opportunità unica di formazione e scoperta.

Il Pollino Cocktail Camp si terrà dal 13 al 15 luglio 2025 nel suggestivo scenario del Parco Nazionale del Pollino, precisamente presso l'hub turistico Catasta a Campotenese, Morano Calabro (CS).

Questo evento rappresenta il primo raduno in Italia dedicato alla botanical mixology, unendo formazione, cultura e intrattenimento nel cuore dell'area protetta più vasta del Paese.

Un Progetto Editoriale

A coronamento dell'evento, è prevista la pubblicazione del primo libro dedicato alla botanical mixology del Pollino, in co-produzione con Rubbettino Editore. Il volume raccoglierà i signature cocktail ideati durante il Camp, offrendo una nuova prospettiva sul patrimonio botanico del Parco e valorizzando il lavoro di bartender e aziende locali.

Informazioni e Iscrizioni

Per ulteriori dettagli, iscrizioni e aggiornamenti sul programma, è possibile visitare il sito ufficiale dell'evento: pollinococktail.

 

“Honor your time”: lo short movie con Brigitte Nielsen che presenta RD/19 Dry Gin

Nato da un'idea dei figli Raoul e Douglas Meyer, RD/19 è il premium gin con sette botaniche, pensato per celebrare il tempo trascorso insieme, in famiglia

Loro sono Raoul Ayrton e Douglas Aaron Meyer, i figli di Brigitte Nielsen, nonché due fratelli cresciuti professionalmente nel settore beverage come distributori. Insieme alla mamma, sono protagonisti di uno short movie dal titolo "Honor Your Time", diretto da Mayk Azzato, che fa da lancio per il loro RD/19 Dry Gin. «Un inno al tempo di qualità, alla condivisione e all’eccellenza», spiegano gli ideatori.

Al debutto, ma non proprio, visto che si è già fatto notare a livello internazionale (ne avevamo parlato qui), vincendo la medaglia di bronzo Iwsc 2023 nelle categorie Spirits e Gin & Tonic, e la medaglia d’argento al Global Spirits Master - Gin Masters 2024 nella categoria Gin Super Premium, il distillato dei Meyer è prodotto in collaborazione con l’Antica Distilleria Quaglia, nel cuore del Monferrato. Un gin premium caratterizzato da sette botaniche pregiate (di cui tre segrete), selezionate e distillate singolarmente, per preservare integralmente gli aromi, e poi armonizzate in un blend finale unico. Il risultato è un gin dal profilo aromatico sofisticato e distintivo, che combina note resinose di ginepro, la piacevole amarezza della genziana e la freschezza agrumata del bergamotto e del pompelmo, arricchito dalle tre botaniche segrete.

Raoul e Douglas Meyer

«RD/19 è la nostra storia custodita in una bottiglia - affermano Raoul e Douglas Meyer -. Abbiamo voluto creare un gin che non fosse solo un prodotto, ma un vero e proprio omaggio al tempo trascorso insieme, alla famiglia e alla passione che ci unisce».

Brigitte Nielsen, anima e volto del progetto, protagonista della campagna ufficiale del brand, aggiunge: «Ho visto Raoul e Douglas trasformare una passione in una visione concreta. RD/19 Dry Gin è molto più di un progetto imprenditoriale, è il risultato di un legame familiare che si traduce in eccellenza».

 

Mulino Bianco festeggia i suoi 50 anni con un concorso per i professionisti del fuoricasa

Mulino Bianco
Per celebrare i 50 anni del marchio, Barilla lancia un concorso dedicato ai professionisti horeca. In palio 30 tostapane professionali Hendi

Per Mulino Bianco il 2025 è un anno speciale: il marchio che ha saputo ritagliarsi un posto speciale nella quotidianità degli italiani e nei loro ricordi compie i suoi primi 50 anni di vita. Un traguardo che ha deciso di festeggiare con i professionisti del fuoricasa, dove il brand è presente con un’ampia gamma di prodotti, che vanno dagli snack dolci e salati, creme, merende e biscotti ai pani morbidi, grissini, fette biscottate e cracker.

Per l’occasione, infatti, Barilla for Professionals ha lanciato un corso dedicato agli operatori del canale, che mette in palio ogni settimana, fino al 17 agosto, due tostapane professionali Hendi a nastro doppio, per un totale di 30 premi e un montepremi complessivo di oltre 15 milioni di euro. Un’iniziativa con la quale il Gruppo Barilla vuole rafforzare il legame tra il suo marchio e i professionisti dell’horeca.

Come partecipare

Per partecipare al concorso, che ha la formula della lotteria istantanea, ai professionisti basta acquistare almeno 50 euro di prodotti Mulino Bianco in un’unica fattura, nel periodo compreso tra il 7 aprile e il 31 luglio di quest’anno.

Attenzione però, perché non tutte le referenze del brand sono coinvolte, l’elenco completo è sul regolamento, e sono esclusi i prodotti a marchio Pan di Stelle.

Il professionista deve quindi inviare, fino al 17 agosto 2025, un messaggio tramite Whatsapp al numero 02 49962 870 (avendolo prima salvato in rubrica), allegando la foto della fattura e scrivendo nel corpo del messaggio i dati della fattura stessa, separandoli con un asterisco. I dati da indicare sono nell’’ordine: la data di emissione della fattura, il suo numero di emissione, l’importo complessivo dell’acquisto (Iva esclusa), la partita Iva della società partecipante (che deve corrispondere con quella del destinatario della fattura).

Per sapere se si è vinto o meno basta aspettare qualche secondo: dopo l’invio dei dati, si riceverà infatti un messaggio con l’esito della partecipazione.

Per evitare errori nella compilazione e invio del messaggio, il partecipante può inviare un messaggio WhatsApp con scritto “Istruzioni” allo stesso numero telefonico, ricevendo tutte le indicazioni necessarie.

Altri aspetti ai quali porre attenzione è che le fatture valide sono quelle emesse da un punto vendita tipo cash & carry o grossista, e che l’importo di 50 euro va inteso Iva esclusa e al netto di eventuali sconti. Inoltre, ogni fattura può essere utilizzata una sola volta, anche in caso di acquisti multipli, per esempio acquistando 100 euro di confezioni di prodotti nella stessa spesa.

Baritalia 2025 a Salerno: selezionati altri 14 finalisti

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©Riccardo Gallini /GRPhoto
Tanti i professionisti che hanno partecipato alla sua seconda tappa dell'edizione 2025 del laboratorio itinerante di miscelazione, approdato per la prima volta nella città campana. Ecco i nomi dei bartender qualificatisi per la finalissima di Venezia

Ottima anche la seconda per Baritalia 2025. Dopo l’esordio a Firenze, il viaggio lungo la Penisola della decima edizione del laboratorio di miscelazione di Bargiornale è proseguito in direzione Sud, approdando per la prima volta a Salerno. La seconda tappa è andata in scena in uno dei luoghi più iconici della città: la Stazione Marittima, gioiello disegnato dall'architetto Zaha Hadid, presso il Molo Manfredi, in collaborazione con Bahr - il Salotto nel Mare. Grande è stata la risposta dei professionisti del settore, oltre 300, provenienti da tutta la Campania e da altre regioni del Meridione presenti all’appuntamento per prendere parte al programma di sfide, approfondimenti e seminari sul tema cocktail che caratterizza la kermesse.

Tantissimi anche i professionisti del bancone che hanno partecipato a Baritalia Lab, la sfida di miscelazione che anche quest’anno ha come tema "Back to Basics”, un inno all’essenzialità che vuole proporre un ritorno alle radici autentiche del mestiere e incentrata su tre punti focali: la riscoperta dei drink essenziali, la valorizzazione degli ingredienti e il senso di ospitalità dei bartender.

Nella tappa campana sono stati selezionati altri 14 bartender, in gara sotto le insegne delle aziende partner, che si sono aggiudicati un posto per la finalissima che si terrà nel Final Show di Baritalia 2025, in programma il 24 novembre a Venezia.

Ecco i loro nomi: Domenico De Carlo (Ancienne Pharmacie), Antonio Maccanico (Bonaventura Maschio), Veronica Spina (Botran), Marco Spallino (Caffo), Rafael Monopoli (Campari Academy), Alessandro Di Palo (Coca-Cola Hbc Italia Barceló), Alessia Esposito (Coca-Cola Hbc Italia Vodka Finlandia), Annamaria Medici (Compagnia dei Caraibi), Antonio Provenzano (Gamondi), Gianluca Massa (Marie Brizard), Giacomo Nicoletti (Montosco), Vittorio Romano (Orsini Soda), Guido Greco (The Organics by Red Bull) e Leonardo Colella (Three Cents).

A meritarsi il Premio Baritalia menzione speciale Back to Basics per il drink più aderente al tema è stata Veronica Spina (Botran).

La giuria di Baritalia Salerno

A valutare le prove dei concorrenti e a decretare i vincitori di tappa una giuria composta dai giudici delle aziende partner: Denny Del Monaco (Ancienne Pharmacie), Steve Righetto (Bonaventura Maschio e Botran), Fabrizio Tacchi (Caffo), Marianna Di Leo (Campari Academy), Egidio Iannicella (Coca-Cola Hbc Italia Barceló e Coca-Cola Hbc Italia Vodka Finlandia), Domenico Dragone (Compagnia dei Caraibi), Igor Tuliach (Gamondi), Terry Monroe (Marie Brizard e Montosco), Antonio Bisceglia (Orsini Soda), Mino Faravolo (The Organics by Red Bull) e Martina Proietti (Three Cents).

Giuria, come ormai da tradizione del format, affiancata in qualità di giudici d’onore da bartender e titolari di alcuni dei migliori cocktail bar della città e della Campania: Carmine Angelone, Antonio Aumenta, Giuseppe Bilotti, Danilo Bruno, Alfonso Califano, Antonio Carta, Andrea Chiocchia, Francesco Conte, Lucio D'Orsi, Giovanni Di Gaetano, Luigia Frezza, Mirko Lamagna, Nicola Leparulo, Ferdinando Longobardi, Damiano Massa, Ivan Mendana Fernandez, Andrea Minerva, Salvatore Mosca, Alessandro Naccarato, Renato Pinfildi, Iolanda Pisco, Pasquale Russo, Renato Salvatore, Salvatore Scamardella, Mirko Sebillo e Gabrio Sessa.

Gli approfondimenti sulla miscelazione

Altrettanto grande è stata la partecipazione dei professionisti anche al programma di masterclass, ben 12 tutte gratuite, altro pezzo forte del menu di Baritalia, dedicate alle tecniche di miscelazione e tenute da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale per conto degli sponsor.

Programma aperto dall’incontro con Mino Faravolo su design e multisensorialità (a cura di The Organics by Red Bull) e proseguito con il seminario di Domenico Dragone sulla vodka finlandese Kooskenkorva (a cura di Compagnia dei Caraibi), di Marianna Di Leo sullo spirito messicano di Espolòn Tequila (a cura di Campari Academy), di Antonio Bisceglia sulla gamma Orsini Soda e la mixology made in Italy e di Igor Tuliach dal titolo Il premium quotidiano (a cura di Gamondi).

Il programma di masterclass è ripreso nel pomeriggio con gli incontri con Terry Monroe sull’importanza del colore nella miscelazione e la matematica degli ingredienti (a cura di Marie Brizard), con Danny Del Monaco, che ha illustrato i segreti di Ancienne Pharmacie, con Gian Maria Ciardulli e Terry Monroe sull’impiego di Sale Maldon e delle spezie in miscelazione (a cura di Montosco) e con Egidio Iannicella e Martina Proietti che hanno parlato della scienza delle bolle dei mixer Three Cents (a cura di by Coca-Cola Hbc Italia).

Sempre nel pomeriggio i partecipanti hanno assistito alle masterclass di Steve Righetto sull’aperitivo 2.0 (a cura di Bonaventura Maschio), di Fabrizio Tacchi su Blood Bitter e il suo uso nella miscelazione contemporanea (a cura di Caffo) e di Carlo Sutto sulle proposte di Lanterna per creare l’aperitivo perfetto.

I finalisti della tappa di Salerno e i vincitori per ogni squadra

Ancienne Pharmacie
Domenico De Carlo (vincitore di tappa)
Luca Barone

Bonaventura Maschio
Antonio Maccanico (vincitore di tappa)
Christian Parisi
Angelo Quero

Botran
Veronica Spina (vincitore di tappa)
Chiara Braione
Gabriele Pellegrino

Caffo
Marco Spallino (vincitore di tappa)
Carlo Giardiello
Giovanni Terracciano

Campari Academy
Rafael Monopoli (vincitore di tappa)
Christian Marrazza
Domenico Di Fede

Coca-Cola Hbc Italia Barceló
Alessandro Di Palo (vincitore di tappa)
Pasquale Sessa
Angelo Formisano

Coca-Cola Hbc Italia Vodka Finlandia
Alessia Esposito (vincitore di tappa)
Vincenzo Tortora
Leonardo Scimmi

Compagnia dei Caraibi
Annamaria Medici (vincitore di tappa)
Giovanni Curcio
Gianfranco Vagali

Gamondi
Antonio Provenzano (vincitore di tappa)
Romualdo Montagnaro
Marco Saturno

Marie Brizard
Gianluca Massa (vincitore di tappa)
Patrizia Galasso
Francesco Drago

Montosco
Giacomo Nicoletti (vincitore di tappa)
Fabrizio D'Amore
Andrea Mango

Orsini Soda
Vittorio Romano (vincitore di tappa)
Vincenzo Pagano
Asia Elefante

The Organics by Red Bull
Guido Greco (vincitore di tappa)
Barbara Caserta
Alessio Colucci

Three Cents
Leonardo Colella (vincitore di tappa)
Lorenzo Ianni
Fabio Sorrentino

I prossimi appuntamenti di Baritalia

PADOVA: 23 giugno
TORINO: 29 settembre
CATANIA: 3 novembre
VENEZIA: final show 24 novembre

 

Maison Ferrand spinge sul green con la Eco Pouch, il nuovo pack sostenibile

Eco Pouch Maison Ferrand
Cinque le referenze a marchio Citadelle, Planteray e Dry Curaçao disponibili nel nuovo pack studiato in ottica di sostenibilità e riduzione degli sprechi. Distribuito da maggio da Compagnia dei Caraibi

Innovazione nel segno della sostenibilità per Maison Ferrand. La maison francese, fondata da Alexandre Gabriel, ha sviluppato e lanciato il formato Eco Pouch per tre dei suoi marchi di punta, gin Citadelle, rum Planteray e il triple sec Dry Curaçao: un pack da 2,8 litri, pensato per sostituire le bottiglie in vetro e come sistema di refill pratico e amico dell’ambiente.

Dedicato al mercato del fuoricasa, il nuovo pack offre un importante contributo nel ridurre l’impatto ambientale della filiera del fuoricasa e nella riduzione degli sprechi, ottimizzando la logistica e andando incontro alla domanda sempre maggiore di attenzione alla sostenibilità da parte degli operatori e dei consumatori.

Prodotto in plastica 100% riciclabile, permette una riduzione di vetro di oltre 100 tonnellate. Il suo peso ridotto, 17 volte inferiore rispetto alla bottiglia in vetro vuota riduce i consumi di carburante nella fase di trasporto e la sua maggiore capacità, che corrisponde a quella di 4 quattro classiche bottiglie da 700 ml, riduce il numero di mezzi per la distribuzione dei prodotti e dei rifiuti.

I vantaggi per i locali

Ma la nuova soluzione offre importanti benefici anche ai locali che scelgono di adottarla. Le buste sono leggere, maneggevoli e occupano meno spazio delle bottiglie sul retrobanco. Il tutto preservando la qualità delle specialità che contengono, grazie a una valvola brevettata che impedisce l'ingresso di aria nella pouch durante il servizio, garantendo la perfetta conservazione del prodotto per diverse settimane dopo l'apertura. La stessa valvola permette poi di riempire facilmente le bottiglie direttamente dalla confezione ai gestori che vogliono riutilizzare i vuoti, sempre in un’ottica di riduzione degli sprechi.

Distribuita da questo mese di maggio da Compagnia dei Caraibi, distributore esclusivo per l’Italia dei prodotti della maison francese, la Eco Pouch è disponibile per cinque referenze: Citadelle Original, Pierre Ferrand Dry Curaçao e i rum Planteray Original Dark, Planteray 3 Stars e Planteray Stiggins' Fancy Pineapple.

 

 

 

In Sicilia la seconda tappa del Coffee Grinder Championship

Master Coffee Grinder Championship
Appuntamento a Vittoria (Ragusa) nell’ambito di Scenica Festival. C’è ancora la possibilità di iscriversi alla competizione sul sito.

Dopo Tania Maifredi e Nadia Giacomelli, qualificate al Lingotto di Torino, il 25 maggio a Vittoria (RG) saranno designati altri due concorrenti alla finale italiana della quarta edizione del Master Coffee Grinder Championship, il campionato di macinatura ideato da Fabio Verona.

Sponsor della competizione è la torrefazione artigianale siciliana Brazilcaffè, da tempo impegnata in numerose iniziative legate alla promozione della cultura del caffè. 

Questo nuovo evento si inserisce nel contesto di Scenica Festival, in programma tra il 10 e il 25 maggio, un evento che accoglie mostre, installazioni, laboratori, occasioni preziose che mirano a generare dialogo, integrazione e scambio tra artisti e operatori culturali a livello italiano ed europeo.

Gli appuntamenti con il mondo del caffè prendono il via sabato 24 maggio alle 16 presso la Sala della Capriate Gianni Molè, nell’ex convento dei Frati Minori. Qui Marco Randazzo, responsabile commerciale della Torrefazione siciliana, affronterà diverse tematiche legate al caffè con alcuni ospiti: Rossella Alfè, nutrizionista, parlerà della salubrità del caffè e i suoi effetti della salute; a Giovanna De Vecchi e Carmen Stanziola spetta il compito di portare testimonianze sul ruolo della donna nel settore; Andrea Antonelli, brand ambassador di pulyCaff illustrerà l’importanza della pulizia delle attrezzature; Fabio Verona, docente, consulente e giornalista, approfondirà la realtà dell’aumento dei costi del caffè e fornirà strategie per valorizzarlo al bar.

Domenica 25 maggio, l'evento si sposta in Piazza del Popolo, dove dalle ore 10 si terrà una masterclass aperta a tutti gli appassionati e ai concorrenti. Durante l'incontro, verranno presentati il nuovo format della competizione e le innovazioni tecnologiche a disposizione dei baristi.

Alle 14 prende il via la gara, con i migliori professionisti del settore a sfidarsi nell’individuare un’estrazione del caffè certificato Iwca (International Women’s Coffee Alliance) con parametri il più possibile in linea con quelli descritti a inizio gara, sotto gli occhi attenti della giuria composta da Giuseppe Fiorini, Luigi Pillitu, Luca Bernardoni e Alessandro Zengiaro.

Il Master Coffee Grinder Championship continua a promuovere valori di inclusione e responsabilità sociale. Anche quest'anno, le targhe premio saranno realizzate dall'associazione Parallelo Lab, impegnata nel supporto a persone con disabilità. Inoltre, l'evento sosterrà l'associazione Rubens, che si dedica all'assistenza di giovani con disabilità.

Chi desidera partecipare alla competizione, può ancora iscriversi attraverso il sito ufficiale: www.mastergrinderchampionship.it.

Carlo Parmoli è il nuovo amministratore delegato di Italcanditi

Italcanditi Carlo Parmioli
Il manager, in azienda da oltre 30 anni, è stato scelto per guidare l'azienda, tra i principali produttori di ingredienti per la pasticceria, gelateria e industria lattiero-casearia, in una fase di forte sviluppo. Il suo compito proseguirne l'espansione sui mercati internazionali

Novità al vertice di Italcanditi. L’azienda, attiva nella produzione di ingredienti per il mondo della pasticceria industriale e artigianale, della gelateria e dell’industria lattiero-casearia e parte del fondo Investindustrial, tra i principali gruppi di investimento europei, ha nominato Carlo Parmoli come nuovo amministratore delegato.

Laureato in Economia e Commercio, il neo ad è presente in Italcanditi da oltre 30 anni e ha avuto un ruolo centrale nella crescita dell’azienda, fondata più di 60 anni fa a Pedrengo (Bergamo), negli ultimi decenni. Nel corso della sua carriera in azienda ha ricoperto diversi ruoli, tra i quali responsabile del controllo di gestione, per poi diventare, nel 2001, direttore generale, carica che ha mantenuto fino a oggi.

Una realtà in forte sviluppo

La sua nomina arriva in un momento di importante sviluppo per Italcanditi che, lo scorso anno, ha compiuto un passo cruciale nel suo percorso di espansione sui mercati internazionali con l’acquisizione dello stabilimento produttivo di Goes, nei Paesi Bassi. Acquisizione che ha rafforzato la capacità produttiva dell’azienda, oggi pari a 150.000 tonnellate annue, e che conta 500 dipendenti, un portafoglio di oltre 3.000 ricette e serve i settori bakery, fine pastry, dairy, non-gairy e gelato/ice-cream.

Sempre lo scorso anno, un altro passaggio cruciale in questo percorso è stato il lancio globale del brand Vitalfood, creato nel 2022, sotto le cui insegne viene prodotta la gamma di soluzioni, che comprende frutta candita, semicandita, preparati di frutta, preparati salati e marron glacé per la pasticceria e il settore del fuoricasa.

Proseguire l'espansione internazionale

Al nuovo amministratore delegato il compito di portare avanti questo percorso. «Sono onorato di assumere la guida di Italcanditi, realtà di eccellenza con una lunga tradizione di innovazione, qualità e servizio al cliente – ha commentato il manager in una nota che annuncia la nomina -. Il mio impegno sarà quello di continuare a rafforzare il posizionamento dell’azienda in Europa e nel mondo, proseguendo il nostro percorso di crescita e continuando a sviluppare nuove sinergie».

Sostegno alla nuova guida dell’azienda è stato espresso da Gabriele Del Torchio, neo presidente del consiglio di amministrazione di Italcanditi, succeduto nella carica a Maurizio Goffi. «La nomina di Carlo Parmoli rappresenta un passo significativo per Italcanditi. Parmoli vanta una lunga esperienza maturata all’interno dell’azienda, unita a una profonda conoscenza del settore alimentare - ha dichiarato Del Torchio -. Sono certo che saprà guidare la società nel consolidamento della recente acquisizione dello stabilimento di Goes e nell'espansione internazionale, valorizzando al meglio anche il progetto Vitalfood, nato nel 2024».

Aquazzurra Bar: un tequila bar chic nel giardino segreto del De Russie a Roma

Un corner dell'hotel cinque stelle lusso del brand Rocco Forte Hotels ridisegnato dalla casa di moda Aquazzurra: un tequila bar a tema Dolce Vita

Doveva essere qualche giorno fa, poi l'opening ufficiale di Aquazzurra, con grande festa aperta al jet set della capitale, è slittata al 6 maggio. «La primavera si è fatta attendere, ma questo vuol dire che rosicchieremo qualche giorno in più in autunno», dicono con fiducia dalla direzione del De Russie. Siamo nel pieno centro di Roma, nel secret garden di uno degli hotel più famosi della capitale, che fa parte del gruppo Rocco Forte e che quest'anno celebra i 25 anni sotto questa insegna. Qui un angolo fra terrazze e giardino è stato riservato alla parnership con la casa di moda Aquazzurra, che ha curato il design degli spazi di questo corner allestito come un tequila bar, con drink studiati dal director of mixology del gruppo Roccoforte, Federico Pavan, e interpretati a Roma dal bar manager Mattia Capezzuoli, e tapas pensate dallo chef Fulvio Pierangelini, creative food director di Rocco Forte Hotels.

Lo stilista e patron della casa di moda Aquazzurra e Lydia Forte, figlia di Rocco Forte e proprietaria della catena di hotellerie di lusso di cui fa parte l'hotel De Russie a Roma

Un'idea nata qualche tempo fa, raccontano. Lo scenario è quello di una chiacchiera fra amici, durante una vacanza in Grecia, fra lo stilista Edgardo Osorio, patron di Aquazzurra (brand principalmente di calzature, ma che da qualche anno ha una linea di home decor) e Lydia Forte, figlia di sir Rocco Forte, patron del brand di hotellerie di lusso. «Stavamo degustando un Margarita, Edgardo aveva da poco presentato la sua linea cada denominata secret garden e il mio pensiero è andato subito al giardino del De Russie. Perché non realizzare lì, insieme, un tequila bar?», racconta la padrona di casa Lydia.
Il risultato è un angolo di meraviglia a tema Dolce Vita, che mescola atmosfere capresi («amiamo molto questi posti, trascorriamo spesso le nostre vacanze fra Capri e la Costiera», dice Lydia), date dalle ceramiche portoghesi realizzate su misura a tema limoni, in omaggio ai leggendari agrumeti italiani, a fondo acquamarina. L’ambiente, ideato dallo studio Casa do Passadiço, presenta eleganti mobili da esterno in ferro battuto, con l'immancabile tema dell'ananas, che caratterizza lo stile di Aquazzurra, e colori che fanno pensare alle nuance del mare.
Le sedute alternano sedie capitonné e comodi divani, con tessuti a righe e cuscini con il decoro a tema giardino, che riprende gli ombrelloni. Graticci verdi e alberi di limone, protagonisti nei vasi a righe, incorniciano lo spazio, creando un'atmosfera da giardino incantato, che si integra perfettamente con il monumentale Giardino Storico dell'hotel, progetto dell’architetto Giuseppe Valadier.

La scelta di farne un tequila bar ha una duplice motivazione: una è la passione di Edgardo Osorio, che ha origini colombiane, per la tequila, l'altra la spiega Lydia Forte: «Avevamo intenzione di realizzare un corner che potesse attirare un target più giovane, rispetto agli altri outlet del De Russie». Pochi drink in carta, ma tutti a base tequila, compreso l'Agave Nero, un twist sull'Espresso Martini in salsa messicana. A rotazione mensile, ci sono inoltre un Frozen Margarita e un twist sul Margarita, che al momento presenta un tocco fruttato con frutti rossi). Per il reparto food, una selezione di tapas ideata dallo Chef Fulvio Pierangelini, , il tutto rigorosamente servito sulla pregiata collezione di porcellane Aquazzura Casa. L'aspetto mise en place è stato curato con particolare attenzione: i sottobicchieri in vimini brandizzati Aquazzurra, per esempio, sono una chicca memorabile. «Ho sempre avuto una vera passione per l’interior design e l’arte del ricevere - commenta Edgardo Osorio -. Per me ospitare è un atto d'amore, quando organizzo una cena ci tengo che sia tutto impeccabile e definito in ogni minimo dettaglio, creando un'esperienza unica per i miei invitati: dalla musica al cibo, fino all'allestimento della tavola. È sempre stato un mio sogno traslare il mondo di Aquazzura in uno spazio dedicato all'ospitalità». Gli fa eco Lydia Forte: «Il segreto è nei piccoli dettagli: il saluto cordiale del barman, la linea elegante del bicchiere, il tintinnio del ghiaccio, l'armonia equilibrata del sapore del cocktail, i suoni e i profumi del giardino. Eppure, ciò che davvero rimane è una sensazione che si trasforma, infine, in un bel ricordo di quella sensazione».

Mixology a modo nostro

L'editoriale di maggio 2025 di Bargiornale a firma dei vicedirettori Andrea Mongilardi e Stefano Nincevich

Mixology. Un termine che di solito si associa ai cocktail. Ma oggi possiamo - anzi, dobbiamo - allargarne il significato. Mescolare, sì, ma non solo ingredienti. Anche stili, idee, linguaggi, formule. Una mentalità che parte dal bancone e finisce nel progetto d’impresa. Prendete un locale che fa pizza e teatro, dove i camerieri recitano a copione come fossero al Piccolo. Oppure uno spazio che sembra uscito da una fiera del design scandinavo, ma serve sake in tazzine e playlist jazz da listening bar. O ancora quei mini bar-confetto che sembrano bomboniere minimaliste ma sanno essere punk quanto basta. O gli izakaya giapponesi da 30 metri quadri dove, tra uno spiedino e un highball, ti senti più a casa che nel salotto buono.

La verità? Siamo entrati nell’era dell’ibrido consapevole. Non più luoghi monotematici e solitari, ma ambienti contaminati, evoluti, capaci di accogliere Gen Z e boomers con la stessa spontaneità di un gesto imparato a memoria guardando Karate Kid o Kobra Kai. Locali dove la qualità della musica è curata quanto quella del drink, dove l’interior design racconta una storia ancora prima che lo faccia il menu.

Il mondo dell’hospitality è cambiato: è fatto di spazi unici e multipli insieme. Ci sono bar che sono anche librerie, barber shop che fanno brunch, cocktail bar con accenti da museo, caffè che fanno formazione culturale.

Non esistono più linee nette, ma intersezioni. E nel numero di Bargiornale di maggio vi raccontiamo proprio questo universo variegato. Non si tratta di mode, ma di risposte concrete a nuovi bisogni. L’all day bar, per esempio, non è altro che la versione aggiornata del classico bar italiano: quello che apre alle sette per la colazione e chiude alle dieci dopo l’aperitivo. Il bar che inizia dalla brioche del mattino, passa per il toast del pranzo e arriva all’aperitivo, oggi vero campione di incassi.

Niente di nuovo sotto il sole? Forse. Ma c’è poesia in questo ritorno. Un romanticismo pratico, se vogliamo. La riscoperta del bar di quartiere, del chiosco nel cortile, assediato da bambini col gelato in mano e lo sguardo furbo. Ecco, questa è la mixology che ci piace: quella che parte dal quotidiano per diventare visione. È l’evoluzione dell’homo bartender. Una specie che, contrariamente a quanto dicono certi pessimisti, non è affatto in via d’estinzione. Anzi, si sta rafforzando.

Per difendersi dai dazi, dall’inflazione, dal cinismo, da quella pallaprigioniera dell’algoritmo, c’è solo una strada: giocare d’attacco. Anticipare, essere duttili, malleabili, mettersi in discussione. Serve rigore, certo. Ma anche visione, standard, formazione.

Non lo diciamo solo noi. Lo sostiene anche la protagonista della nostra copertina, Monica Berg, co-fondatrice del Tayer + Elementary di Londra. Icona contemporanea, capace di dispensare parabole alcoliche e parabole di vita. E di farlo nello stesso discorso. In Bargiornale di maggio 2025, ancora una volta, vi offriamo un viaggio tra format che si trasformano, idee che prendono forma e professionisti che non si fermano. Un numero da leggere, consultare, conservare. Magari anche da prestare a un collega in crisi d’ispirazione.

Binario Calmo: la nuova fermata alla stazione centrale di Napoli

Il modo migliore per attendere un treno? Gustando un drink e mangiando cucina partenopea da Binario Calmo, il cocktail bar che non ti aspetti a Napoli

Nel caos della stazione centrale di Napoli, la migliore attesa della partenza del prossimo treno avviene da Binario Calmo, un Cook&Bar, con 40 posti a sedere fra la sala esterna il dehors esterno, che fa parte del complesso Stelle Hotel. Un progetto a conduzione familiare, appartenente alla famiglia Cozzolino e gestito da Salvatore Scamardella, bartender, vincitore dell’edizione italiana di World Class 2019.
Qui l’alta mixology si sposa con una cucina tipicamente partenopea. «Quello che offriamo è quello che mangeremmo e berremo anche noi», spiega Scamardella. Questa filosofia si traduce in una proposta gastronomica e di cocktail lontana dai menu industriali pensati per il turismo di massa, dove si cucina secondo le regole della tradizione prediligendo ingredienti stagionali e si beve con consapevolezza.

Cominciamo proprio dal reparto cucina di Binario Calmo: semplice, genuina, identitaria, in sintesi, un omaggio al territorio. Il menu fisso, volutamente ristretto, permette di preparare ogni piatto espresso, senza basi precotte, garantendo freschezza e qualità assoluta. Tra gli antipasti spiccano bruschette anche con con Scarole ripassate (6 euro), Crostone con alici marinate in casa (8 euro), e Polpette di baccalà (8 euro). Nei primi piatti alla carta, gli Gnocchi alla sorrentina fatti in casa (10 euro), i Rigatoni con tonno fresco (13 euro). Il menu, poi, si arricchisce di piatti del giorno in base alla disponibilità di pesce e verdure fresche: ad esempio, una tagliatella di calamaro cotta a bassa temperatura con acqua di pomodoro o un carciofo ripieno con lardo stagionato. «L’obiettivo è sempre lo stesso: offrire varietà e qualità a chi torna anche più volte a settimana», sottolinea il bartender.
Binario Calmo non è solo pranzo e cena. Dalle 5:30 del mattino si accendono le luci della caffetteria, dove si può gustare una colazione completa: dai croissant ai baba, dalla pastiera napoletana ai ciambelloni casalinghi. Una proposta dolce realizzata direttamente in cucina, che affianca una linea di frutta fresca e pasticceria da banco. Durante la giornata, il locale accoglie studenti, pendolari, lavoratori solitari e abitanti del quartiere. Una realtà trasversale che punta a diventare un punto di riferimento stabile nel tessuto urbano, anche grazie alla scelta di mantenere alta la qualità, pur con un posizionamento leggermente superiore alla media dei bar di zona.
Se la cucina è il cuore di Binario Calmo, la cocktail list, firmata da Scamardela, è l’anima creativa del locale. Il menu drink comprende 10 cocktail classici e 10 signature (tutti 9 euro), con una formula che lascia spazio anche a richieste fuori carta. I drink sono pensati per accompagnare tutto l’arco della giornata: dai più leggeri, adatti a un aperitivo pomeridiano, ai più strutturati per un dopocena. Fra i signature spiccano Cucurucucù…Paloma, con tequila con fiori d’ibisco, soda al pompelmo rosa e sale all’arancia: «È un twist leggerissimo e profumato del classico Paloma. Qui si gioca con note agrumate e fresche, servito con un bordo di sale all’arancia». Sai chi ti saluta?...sto Conte, con Select aperitivo, vermouth Belsazar, infuso alle fragole, Cedrata Tassoni, guarnito con marshmallow fatto in casa al St.Germain. Perché mi hai ghostato è il whisky cola che non ti aspetti. «Un whisky e cola chiarificato con yogurt magro, limone e semi di sesamo. Un long drink elegante, dalle note tostate e leggermente cremose». Butter or Better Old Fashioned, invece, è un twist sul Old Fashioned che prende corpo da un whisky infuso con burro nocciola, arricchito da agave al posto dello zucchero e completato con bitter all’arancia e amarena. «Il burro, lavorato lentamente fino a diventare dorato e aromatico, regala una morbidezza rotonda, avvolgente. È affumicato, dolce, profondo», Oro colato, invece, è una rivisitazione della Piña Colada: dentro rum bianco infuso con cannella, ananas fresca, lime, mandorla e foglie di pandan. La guarnizione? Un cucchiaino commestibile di sfoglia, con crema di pistacchio e una spolverata di durian, frutto tropicale dal sapore pungente. Infine, Hai detto Pane? Forse il più concettuale della lista. Una vodka infusa con pane cafone e poi ridistillata, miscelata con vermouth dry e rifinita con una goccia di olio extravergine d’oliva. Servito con una cipollina agrodolce sott’olio fatta in casa. «È un cocktail per amanti del Martini, ruvido e diretto, ma delicato».
Accanto ai cocktail, Binario Calmo offre una selezione curata di vini (sia al ristorante che al bar), bollicine da Valdobbiadene e Trento, e una linea completa di birre artigianali del territorio. Un’attenzione particolare è rivolta alle bottiglie da 0,33 cl, ideali per un consumo veloce ma di qualità. Ma non è tutto qui, perché Binario Calmo è un progetto ambizioso, con l’idea chiara di costruire una clientela fedele, non solo di passaggio. In un luogo come una stazione ferroviaria, dove tutto corre veloce, è una scelta controcorrente.

Lattine, allubottle, tetrapack e vetro: Sant’Anna punta sul fuori casa

Sant'Anna
Alubottle, lattina, tetrapack e vetro: Sant'anna lancia per mondo di bar e ristoranti un'ampia gamma di formati dedicati all'insegna della riciclabilità dei contenitori

Un’intera nuova gamma di formati dedicati: così acqua Sant’Anna, player di riferimento del mercato delle acque minerali in Italia, punta ad ampliare la propria presenza nel mercato fuori casa: «Oggi l’horeca per noi rappresenta il 15% dei nostri 340 milioni di fatturato – spiega Luca Cheri, direttore commerciale di Sant’Anna -. L’obiettivo è arrivare al 25% entro due anni».
Una strategia resa possibile dalla recente acquisizione dell’azienda francese Eau Neuve, che le ha permesso di disporre di nuova capacità produttiva sul fronte dei pack sostenibili e riciclabili, vero filo conduttore della proposta dedicata al fuori casa.

Un'offerta all'insegna della riciclabilità

Quattro le tipologie di pack di cui si compone l’offerta per il mondo dei bar e dei ristoranti, tra cui l’innovativa alubottle richiudibile – simile a una borraccia – nei formati da 33, 50 e 75 cl.
Oltre alla bottiglia in alluminio ci sono le lattine da 33 cl, i tetrapack da 33 e 50 cl e le bottiglie in vetro da 75 cl.

Luca Cheri, direttore commerciale di Sant'Anna

«Abbiamo creato una vera e propria piattaforma d’offerta – spiega Cheri -  pensando soprattutto alle nuove generazioni e alla loro attenzione sulle tematiche della sostenibilità. Tutti i nostri contenitori sono in materiali interamente riciclabili».

Altre due strade perseguite sono quelle della valorizzazione del prodotto, attraverso le frigovetrine per l'esposizione, e della personalizzazione: «Offriamo la possibilità di brandizzare sia le confezioni in tetrapack che quelle in alubottle – racconta Cheri – con quantitativi che partono da 100mila pezzi. Un’opportunità interessante per quelle realtà che vogliono distinguersi sul mercato, alla portata anche di piccole catene».

La linea Sanfruit

Nel fuori casa, l’altra recente novità è la linea Sanfruit Sant’Anna, bevande al gusto di frutta in bottiglie in Pet richiudibili da 33 cl con il 25-30% di succhi di frutta, senza zuccheri aggiunti, con edulcoranti. Tre i gusti: Arancia Carota Limone, Frutti Rossi e Frutta Mix.

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