Per Bargiornale Tv, Luca Moroni, brand ambassador di Molinari, ci conduce tra terroir, alambicchi, segreti di produzione e indicazioni sulla miscelazione del gin scozzese The Botanist. Una trasmissione home-made in diretta da L’Aquila. Partiamo insieme per questo viaggio verso l’isola di Islay, terra di grandi whisky e di un ottimo gin.
Fipe: «A rischio 50.000 imprese, serve azione incisiva su liquidità e tasse»
Uno stato di crisi profonda con il rischio di veder chiudere definitivamente 50.000 imprese e di perdere 300 mila posti di lavoro. È quanto denuncia la Fipe - Federazione italiana pubblici esercizi - che in una nota ha denunciato la grave situazione in cui versano le aziende della ristorazione, dell'intrattenimento e del turismo.
«Molti pensano di non riaprire»
L'emergenza sanitaria ha messo in croce il settore dei pubblici esercizi - bar, ristoranti, pizzerie, catene di ristorazione, catering, discoteche, pasticcerie, stabilimenti balneari. La Federazione: «Molti imprenditori stanno maturando l’idea di non riaprire l’attività perché le misure di sostegno per il comparto sono ancora gravemente insufficienti e non si intravedono le condizioni di mercato per poter riaprire.
Fino ad ora solo una risposta parziale
Gli interventi sin qui messi in campo dal Governo sono giudicati come «una risposta parziale: la liquidità non è ancora arrivata, la garanzia al 100% dello Stato per importi massimi di 25.000 € è una cifra lontanissima dalle effettive esigenze delle imprese per far fronte agli innumerevoli costi da sostenere. La burocrazia rimane soffocante appesantendo addirittura le stesse procedure degli ammortizzatori sociali obbligando, di fatto, le imprese ad anticipare i pagamenti. Sulle tasse, inoltre, non ci sono state cancellazioni, ma solo un differimento, per di più con la beffa di dover rischiare di pagare l’occupazione di suolo pubblico stando forzatamente chiusi e la tassa su rifiuti virtuali visto che di rifiuti non ne sono stati prodotti».
La proposte della Fipe per la ripartenza
Queste le proposte che la Federazione ribadisce alle istituzioni, per garantire la sopravvivenza di tutto il settore.
- Risorse vere a fondo perduto per le imprese parametrate alla perdita di fatturato.
- Moratoria sugli affitti: serve una compensazione per il periodo di chiusura e per il periodo di ripartenza.
- Cancellazione imposizione fiscale come Imu, Tari, affitto suolo pubblico e altre imposte fino alla fine del periodo di crisi e sospensione pagamento delle utenze.
- Prolungamento degli ammortizzatori sociali fino alla fine della pandemia e sgravi contributivi per chi manterrà i livelli occupazionali e reintroduzione dei voucher per il pagamento del lavoro accessorio.
- Possibilità di lavorare per asporto, come avviene in tutta Europa.
- Concessione di spazi all’aperto più ampi nel periodo di convivenza con il virus, per favorire il distanziamento sociale e permettere agli esercizi di lavorare.
- Un piano di riapertura con tempi e modalità certe condiviso con gli operatori del settore, per permettere a tutte le imprese di operare in sicurezza.
Stoppani: «Settore trainante, servono sforzi in più»
Dichiara il Presidente di Fipe-Confcommercio Lino Stoppani: «Con la riapertura del Paese gli italiani rischiano di non trovare più aperti né il bar sotto casa, né la trattoria di quartiere. Per questo, chiediamo al governo e alla politica tutta un aiuto e uno sforzo in più per salvare un pezzo del nostro sistema produttivo che, con 85 miliardi di fatturato prodotto e 1.200.000 occupati, è un settore trainante del turismo e dell’economia del Paese».
Pochi zuccheri e niente lattosio nelle nuove creme fredde Foodness
Prosegue l’innovazione in casa Foodness. Il brand dei free from ha rinnovato la sua proposta per i mesi caldi orientandola ancora di più al benessere, con l’obiettivo di offrire al mondo bar soluzioni che soddisfino la crescente domanda di prodotti salutari e contribuire così alla veloce ripresa del settore una volta terminata l’emergenza sanitaria.
L’operazione di rinnovamento ha interessato nello specifico la gamma di creme fredde e gelati soft, che ora vengono proposte in una nuova ricettazione a ridotto contenuto di zuccheri, il cui consumo eccessivo provoca innalzamenti del tasso glicemico, oltre che contribuire ad appesantire il corpo, e lactose free, in modo che possano essere consumate anche da quei clienti che hanno intolleranze a questo zucchero presente nel latte. Prodotti già del tutto privi di glutine e realizzati senza utilizzo di grassi idrogenati e di ingredienti ogm che adesso si arricchiscono di ulteriori proprietà salutistiche.
Le novità per i mesi caldi
In versione senza glutine arriva dunque la Crema Fredda Yogurt, cremosa e ricca, da gustare fresca con l’aggiunta di frutta per un momento di pausa, ma ottima anche come alternativa al pranzo nelle giornate di caldo intenso. Lactose free e con una riduzione del 40% del contenuto di zuccheri, rispetto alla versione precedente, la nuova ricetta della Crema Fredda Caffè, grande classico amato da target trasversali di consumatori, ora ideale anche per coloro che devono o vogliono regalarsi una pausa di gusto senza rovinare la linea. Nuova ricetta senza lattosio anche per la Crema Fredda Espressino, che presenta ora il 30% in meno di zuccheri: vellutata e caratterizzata dalle dolci note di vaniglia, è ottima sia proposta con l’aggiunta di un topping al cioccolato e caffè espresso sia come base per altre ricettazioni a base di caffè e cioccolato.

Altra novità riguarda la categoria del gelati soft, con il lancio della referenza Cioccolato Soft, prodotto con una speciale attrezzatura a una temperatura di circa -6 °C ed emulsionato con aria, che si aggiunge allo Yogurt Soft già disponibile. Soffice e cremoso, con un contenuto del 22% di cacao e senza lattosio, è una proposta gustosa e sana per una merenda all’insegna del benessere per grandi e piccini.
A base acqua e proposte in buste da 650 g o da 1 kg, le creme Foodness sono anche facili e veloci da preparare: basta versare il contenuto di una busta la quantità di acqua indicata sulla confezione (1,5 l per busta da 1 kg), e versale la miscela nel granitore e farlo andare per qualche minuto.
Come di consueto, il lancio delle nuove ricette è accompagnato da una ricca gamma di materiali di comunicazione per il bar, che comprende totem, crowner e menu per richiamare l’attenzione del cliente e illustrare i gusti proposti nel locale.
Un successo l’Ape di Vergnano che porta la colazione a casa
Sono state un successo le prime tre giornate della consegna a domicilio della buona colazione del bar in alcune zone del centro di Torino ideata da Caffè Vergnano. Con un gesto semplice è stato dato un momento di normalità, un rito che appartiene alla cultura italiana, con il piacere di un cappuccino e cornetto, di un espresso o di un bicerin realizzati con la miscela 1882 original, delicata e aromatica. E chi ha finito la scorta di caffè ha la possibilità di acquistare la miscela 100% arabica, macinata in lattina da 250 grammo con un’insolita etichetta con tanto di arcobaleno, giocata sui temi del #iorestoacasa e dell’andrà tutto bene. Il servizio è realizzato con l’Ape della Torrefazione attrezzata con un vero coffee shop su tre ruote e gestita dai professionisti Vergnano. «La colazione o il caffè al bar è un rito per molti italiani e crediamo sia una delle abitudini che più mancano in questo momento di quarantena - ha osservato Carolina Vergnano, amministratore -. Per questo, nel rispetto delle norme di sicurezza previste dalla legge, abbiamo pensato di attivare questo servizio a domicilio che potesse, anche se in piccolo, dare un segnale di conforto e di normalità». L’iniziativa ha voluto inoltre essere un gesto di positività e di spinta all’innovazione, con l’auspicio che possa essere di ispirazione per altre realtà dell’horeca.
Il servizio è attivo dalle 8,30 alle 11,30: se si abita nella zona interessata in una data, si può prenotare la colazione chiamando o inviando un whatsapp al numero 348 8902014. Il costo di un espresso è 1,50 euro, di un cappuccino 2,00, di un croissant 2,00 e di un bicerin 3,00; il pagamento si può effettuare in contanti o attraverso la piattaforma Satispay.
Le zone coperte in questa settimana sono
Lunedì 20 - San Salvario
Martedì 21 - Crocetta
Mercoledì 22 - Cit Turin
Giovedì 23 Santa Rita
Venerdì 24 Aurora/Lungo Dora Colletta
Sabato 25 - Torino Centro.
Solo nelle prime due ore di servizio di venerdì sono stati serviti 70 espressi e visto il flusso di prenotazioni si consiglia l’ordine entro la mezzanotte del giorno precedente.
Crea la “Buyer Persona” per profilare i potenziali clienti
Usare bene i social network è parte fondamentale della strategia di comunicazione di un esercizio commerciale. Gelateria inclusa. «Facebook soprattutto è un social network sul quale la maggior parte degli utenti, oltre a mantenere un generico contatto con amici e brand, pianifica il proprio tempo libero, cerca informazioni, servizi e prodotti», spiega Monia Taglienti, consulente di comunicazione e marketing che si occupa di strategie digitali per pmi e comunicazione integrata. Usarlo bene significa essere molto solidi sulle basi: «Tutte le informazioni sulla mia attività sono correttamente inserite? Ho prodotto contenuti utili ai fan della mia pagina? So interagire correttamente con loro? Le persone a cui rivolgere la propria comunicazione vanno analizzate per allineare diverse necessità aziendali e comprendere a pieno quali siano le loro aspettative in termini di prodotti o servizi. Creare la strategia di comunicazione significa quindi studiare i clienti prima e poi impostare gli strumenti da utilizzare per raggiungerli».
Web marketing e strumenti gratuiti
Strumento gratuito, tra i molti a disposizione, è Make My Persona, che permette di creare una “buyer persona”, letteralmente un potenziale cliente, che l’azienda può utilizzare per commercializzare, vendere e comunicare i propri prodotti. Un personaggio semifittizio che nasce dall’incrocio di ricerche di mercato e dati reali sui clienti. Si tratta di uno strumento web interattivo che genera la “buyer persona” dopo la compilazione di un questionario sui clienti ideali. Lo strumento, gratuito, guida attraverso domande strategiche a organizzare e comprendere meglio la ricerca del potenziale cliente. Al termine viene presentato un documento completamente personalizzabile e condivisibile che evidenzia dettagli importanti sul pubblico di destinazione. Per utilizzare Make My Persona basta andare su hubspot.com/make-my-persona e selezionare il proprio percorso. La creazione della buyer persona si compone di diverse fasi. Se si è già svolta la ricerca si può andare direttamente allo strumento per iniziare a organizzare i dati personali in un profilo acquirente personalizzabile. Se non si sono ancora effettuate ricerche sulla persona, esiste una guida che aiuta a capire cos’è un acquirente, come condurre ricerche, sondaggi e interviste e come utilizzare questi dati per costruire il proprio personaggio.
Le mascherine a triplo strato di Melitta con la forma del filtro
Accanto alla classica produzione di filtri per caffè, nello stabilimento Melitta di Minden, in Germania, ha preso il via la confezione di mascherine per il viso. L’azienda da molti anni è specializzata nella produzione di materiali filtranti non solo per il caffè, ma anche sacchetti per aspirapolvere e altre carte speciali e materie prime per la filtrazione dell’aria, incluso il settore medico. Per questo la capacità produttiva sarà da subito molto grande. Nella prima settimana è stato realizzato il primo milione di mascherine e la produzione potrebbe arrivare a un milione al giorno, sempre che si possano trovare materie prime sufficienti.
Le mascherine hanno la forma di filtro per caffè e sono costituite da un tessuto non tessuto a tre strati, tra cui uno soffiato a fusione che soddisfa lo standard per le maschere chirurgiche con un’efficienza di filtrazione batterica del 95%. È previsto lo sviluppo di ulteriori produzioni con classi di protezione Ffp2 e Ffp3. Inoltre il Gruppo prevede di dare il via a questa produzione anche nei suoi stabilimenti negli Stati Uniti e in Brasile.
Nella ricerca di presidi e prodotti in grado di proteggere e isolare dal Covid-19, dilaga un fai da te spesso senza basi scientifiche ed anche in grado di nuocere. Così, a pochi giorni dal lancio delle nuove mascherine, Melitta ha dovuto sconsigliare l’utilizzo dei suoi filtri per caffè per proteggere bocca e naso in quanto non sono in grado di fermare il virus, di dimensioni di 0,12 - 0,16 µm (la granulometria di un caffè per filtro varia tra 600 e 800 µm). Anzi, ammoniscono i suoi responsabili, è bene non sentirsi sicuri con le mascherine fatte in casa, che portano a distrarsi e non rispettare le giuste distanze o la raccomandazione di frequenti lavaggi delle mani.
Melitta è un gruppo di società che opera a livello internazionale ed è una delle principali aziende familiari indipendenti sia in Germania sia all'estero. Le sue principali attività sono lo sviluppo, la fabbricazione e la vendita di prodotti per l’estrazione del caffè, lo stoccaggio e la preparazione dei cibi e la pulizia della casa.
I brand di Compagnia dei Caraibi in prima linea nella solidarietà
Nonostante le grandi differenze, Dusa, Tito’s Vodka e Maison Ferrand hanno diversi tratti in comune. Sono tutti e tre importanti produttori di spirit premium. I loro prodotti sono eccellenze riconosciute nei mercati di tutto il mondo e vengono importati e distribuiti in Italia da Compagnia dei Caraibi. Sono direttamente impegnate in attività solidali per non fare mancare il loro contributo nell’emergenza sanitaria in corso. Tutte e tre le aziende hanno infatti scelto di dedicare parte dei loro impianti alla produzione di disinfettanti per le mani a base di alcol etilico, fondamentali per limitare la diffusione del contagio e la cui richiesta è letteralmente esplosa nell’ultimo periodo.

Per quanto riguarda Tito’s Vodka, la produzione di disinfettante con una concentrazione di alcol all’80% ha preso il via nella distilleria di Austin, in Texas, non appena la società ha ricevuto l’autorizzazione dall’Alcohol and tobacco tax and trade bureau, l’ufficio del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti che regola e riscuote le tasse sul commercio e sulle importazioni di alcol, tabacco e armi da fuoco. Obiettivo della società è completare la produzione di un primo lotto da 24 tonnellate nelle prossime settimane, per avviarne la distribuzione gratuita a tutte le realtà degli Stati Uniti che ne hanno bisogno.
Ma non solo. L’azienda ha anche annunciato una donazione da due milioni di dollari a favore delle realtà direttamente impegnate nel contrasto al contagio e nel sostegno alle vittime, nel senso più ampio, dell’emergenza. Metà della cifra sarà infatti destinata alle organizzazioni che offrono sostegno ai colpiti dalla crisi, come la Usbg Foundation, la fondazione della gilda dei baristi degli Stati Uniti, che fornisce assistenza agli operatori del settore, la Southern Smoke, un'organizzazione che offre assistenza agli operatori del comparto food&beverage, e al World Central Kitchen, ong che si occupa di fornire pasti a chi è colpito da catastrofi naturali.
L'iniziativa di Diplomático in Venezuela

Un’iniziativa analoga è stata avviata in Venzuela da Dusa (Distelleria Unidas), il produttore di ron Diplomático. L’azienda ha avviato la produzione di alcol etilico destinato alla produzione di gel disinfettante e altri presidi medicali utili per evitare il contagio da Covid-19. I primi 60.000 litri di alcol prodotti sono stati consegnati al ministero della Salute del Venezuela, all’organizzazione no profit CorpoSalud, attiva nel campo pedagogico in tutto il paese, e al Comune di Simón Planas, nello Stato di Lara, lo stesso Stato nel quale sorge anche la distilleria.
Maison Ferrand a sostegno delle Barbados

Anche Maison Ferrand non ha voluto far mancare il suo contributo. L’impegno n questo caso si è focalizzato in particolare sulle Barbados, attraverso la West Indies Rum Distillery, storica distilleria di proprietà del gruppo francese, che nei giorni scorsi ha cominciato a produrre alcol etilico, utilizzato dalle aziende farmaceutiche del Paese per farne disinfettante per le mani. Un intervento decisivo in quanto i primi 40.000 litri di alcol prodotti hanno permesso di rifornire con il prezioso disinfettante le farmacie e supermercati dell’isole, dai quali era letteralmente sparito.
Wietse Mutters nominato nuovo amministratore delegato Heineken Italia
Søren Hagh, da quattro anni ad Heineken Italia, diventa Regional President Europe di Heineken Holding Nv e lascia il posto il 1 maggio a Wietse Mutters, fino a poco tempo fa ad Brana, società operativa di Heineken ad Haiti. Inoltre Hagh entra nell'Heneiken Executive Team dal 1 giugno prossimo, riportando direttamente a Dolf van den Brink, nuovo ceo Heineken Holding Nv al posto di Jean-François van Boxmeer.
Olandese, 37 anni, alla guida come ad della società Brana di Haiti (gruppo Heinken), Wietse Mutters ha portato al successo le attività della multinazionale olandese nell'isola caraibica, introducendo innovazioni, efficienza e organizzazione e conseguendo un'ottima crescita del profitto. Entrato in Heineken nel 2008 come Project Manager Vendite e Distribuzione presso Brasseries de Bourbon (nell'isola caraibica di Réunion), in precedenza Mutters ha ricoperto l'incarico di direttore generale e commerciale di Pivare Skopje JV in Macedonia, dopo altre esperienze analoghe in Africa (Nigeria e Repubblica Democratica del Congo).
Come componente di Heineken Executive Team e Regional President Europe, Søren Hagh riporta direttamente a Dolf van den Brink, da febbraio nuovo ceo Heineken Holding Nv, subentrato a Jean-François Boxmeer (ceo dal 2005) che ha portato il fatturato della multinazionale all'ottimo risultato di 23,97 miliardi di euro, accrescendo il numero di acquisizioni e di marchi (170). In precedenza Dolf van den Brink è stato responsabile Heineken Usa e dell'area Asia-Pacific.
«In questi mesi - precisa Søren Hagh, ceo uscente di Heinken Italia - la nostra attenzione si è focalizzata sulla gestione dell'emergenza Coronavirus attivando tutte le misure necessarie ad assicurare la sicurezza dei colleghi, mettendo la salute al primo posto, prima del business. Questo periodo eccezionale mi ha fatto apprezzare, se possibile, ancor di più il valore delle persone di Heineken Italia che avranno sempre un posto molto speciale nel mio cuore, insieme a quello per l'Italia, un Paese incredibile, con persone a cui sono legato e dove non vedo l'ora di tornare anche in occasioni non legate al lavoro».
«Riguardo agli ultimi quattro anni della mia gestione - ha proseguito Søren Hagh - Heineken Italia ha tenuto un percorso di crescita sostenuto e continuo, guidato dalla passione e professionalità dei colleghi che indistintamente sono stati protagonisti di questa crescita. Oltre al marchio Heineken, ho sostenuto lo sviluppo di marchi italiani come la sarda Ichnusa e la siciliana Birra Messina, facendo diventare Birra Moretti un vero global brand, grazie alle sue molteplici specialità. Questo ha consentito di consolidare la presenza industriuale investendo nei birrifici di Assemini (Cagliari), Comun Nuovo (Bergamo), Massafra (Taranto) e Pollein (Aosta); potenziare la rete distributiva sul territorio e ampliare il portfoglio specialità, grazie anche all'acquisizione nel 2017 delle trenta specialità birrificio lombardo Hibu di Burago di Molgora (Monza Brianza) che sono entrate nella disponibiltà del nostro distributore specializzato Dibevit Import. Inoltre l'azienda ha operato per aumentare la cultura della birra in Italia con molte iniziative, tra cui spicca l'apertura a Milano della prima Università della Birra, con vari corsi dedicati agli operatori del settore e l'impiego delle più aggiornate tecnologie digitali. Heineken è ancora un'azienda di proprietà della omonima famiglia dal 1864 e le persone che vi lavorano si riconoscono nei solidi valori aziendali, una caratteristica riconosciuta da clienti e fornitori. In nome della sostenibiltà, abbiamo messo a punto la strategia Brewing a Better World per conseguire positivi impatti ambientali, stimolando iniziative di salvaguardia del territorio come "10.000 per l'Ambiente" e consentito all'impianto di Massafra di diventare il secondo più grande birrificio del mondo per autoproduzione di energia solare».
«Essere il nuovo amministratore delegato di Heineken Italia - ha dichiarato Wietse Mutters - è motivo di orgoglio, oltre ad essere una bellissima sfida. Questo inc arico arriva durante la più grande crisi della storia recente, un incubo che è diventato realtà colpendo troppe persone, in particolare i membri più vulnerabili delle nostre famiglie. A loro rivolgo il mio primo pensiero. L'Italia è un grande Paese e lo sta dimostrando a tutto il mondo, affrontando questa crisi con coraggio e rigore. Heineken Italia ha fatto tantissimo per la prevenzione sanitaria e la sicurezza delle proprie persone durante questa emergenza, preparandosi alla ripresa. Negli ultimi anni l'azienda ha dimostrato una capacità di accellerare, innovare e ottenere i risultati davvero unica. Tutti insieme sapremo mettere a frutto questa esperienza, continuando ad applicare la nostra unica formula di successo, mantenendo alte le prestazioni, sostenibili nel tempo».
Breve scheda di Heineken Italia
Presente in Italia da 25 anni, Heineken è presente sul territorio con i quattro birrifici di Comun Nuovo (Bg), Assemini (Ca), Massafra (Ta) e Pollein (Ao), con il network distributivo Partesa, specializzatio nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale horeca che opera con 47 centri logistici. La collegata società Dibevit Import opera nella importazione e distribuzione di birre speciali, italiane ed estere. Con più di duemila dipendenti, Heineken Italia produce e commercializza più di 6 milioni di ettolitri di birra, investendo continuamente in innovazione e sviluppo.
#iotidovoce. I protagonisti dell’ospitalità progettano la ripartenza
Siamo dei portavoce. Diamo voce, da sempre, ai protagonisti dell'ospitalità italiana. La vostra voce. Andando a scovare chi, a nostro parere, ha storie interessanti da raccontare, idee utili da cui prendere spunto, modelli cui ispirarsi, soluzioni innovative che varrebbe la pena adottare.
Non riusciamo a dar voce a tutti, purtroppo, perché sappiamo bene che di professionsiti capaci e in gamba, nei nostri locali, ce n'è tantissimo. Sempre di più.
Ma quanti più possibile, sì.
Lo facciamo da sempre, entrando nei locali, parlando con i protagonisti, raccontandone pensieri, filosofie, scelte, soluzioni. Incontrando menti brillanti, sempre all'opera per trovare nuovi modi di conquistare e soddisfare i loro clienti.
La temporanea chiusura dei locali ha un po' offuscato queste voci. Abbiamo allora pensato di ridare loro forza, vigore, attenzione. Di ridarvi voce.
Raccontando cosa state facendo, cosa stanno facendo i vostri colleghi.
Perché anche voi, come noi, siete #semprepresenti, #chiusimanonfermi, avete idee e #buoneregole o ne sviluppate di nuove.
Nelle prossime settimane realizzeremo allora una serie di interviste e videointerviste per conoscere come voi e i vostri colleghi stanno passando questi momenti di forzata chiusura, cosa progettano, cosa auspicano. Per dare voce, nuove forze, nuova energia, nuovo vigore a chi non vede l'ora di ricominciare.
Abbiamo cominciato con la videointervista a Tommaso Arrigoni, chef di Innocenti Evasioni a Milano.
#semprepresenti #chiusimanonfermi #buoneabitudini #iotidovoce
Gruppo Sanpellegrino dona fondi alle strutture sanitarie dei suoi territori
Sempre più numerose le iniziative solidali delle realtà della bar industry a sostegno delle strutture sanitarie impegnate nell’emergenza sanitaria. Anche il Gruppo Sanpellegrino ha voluto fare la sua parte stanziando donazioni per un totale di 450.000 euro a favore delle strutture sanitarie dei territori dove opera.
Più nello specifico il Gruppo ha effettuato una donazione di 250.000 euro all’Agenzia di tutela della salute di Bergamo, in prima linea in un territorio particolarmente colpito dalla diffusione dell’epidemia. La donazione andrà a sostenere le attività sociosanitarie extra-ospedaliere che l’Agenzia sta mettendo in campo, come le strutture di accoglienza per la gestione dei pazienti usciti dalla terapia intensiva o di pazienti con altre patologie, in modo da lasciare più spazi possibile ai posti di terapia intensiva all’interno degli ospedali, e degli operatori sanitari che svolgono anche attività di assistenza domiciliare nel bergamasco e in particolare nella Val Brembana.
Sanpellegrino, inoltre, ha ordinato una fornitura di 10.000 mascherine e altri dispositivi di protezione individuale, come camici monouso, occhiali e visiere, che verranno distribuiti al personale sanitario territoriale e domiciliare dell’intera area. Ma non solo, perché il Gruppo si è anche impegnato a garantire la fornitura di acqua nella zona al personale sanitario, a che è impegnato nelle attività di assistenza e ai pazienti colpiti dall’infezione.
Levissima per la Valtellina
Una ulteriore donazione di 200.000 euro è stata effettuata da Levissima, brand del Gruppo Sanpellegrino storicamente presente in Valtellina, all’Agenzia di tutela della salute della Montagna e all’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Valtellina e Alto Lario.
I 100.000 euro donati all'Ast della Montagna andranno a supporto delle attività sanitarie e socio-sanitarie che l'Agenzia svolge in Alta Valtellina, con particolare riferimento ai comuni di Valdisotto, Valdidentro, Bormio, Sondalo, Livigno e Valfurva. Mentre la quota andata all'Asst Valtellina e Alto Lario andranno al Morelli di Sondalo, presidio ospedaliero di riferimento per l’Alta Valle e per la gestione dell'emergenza sanitaria da Covid-19 per l’intera provincia di Sondrio. L'ospedale, centro di riferimento internazionale per la cura delle patologie polmonari, si occupa del trattamento ospedaliero intensivo e sub-intensivo degli affetti da Coronavirus e si sta dotando di posti letto per gestire la fase successiva all’emergenza, prendendosi cura dei pazienti che hanno superato la fase acuta, ma sono ancora contagiosi e necessitano, quindi, di rimanere in isolamento. Levissima garantirà, inoltre, la fornitura di acqua ai pazienti e al personale di queste strutture e alla popolazione più fragile dell’Alta Valle.
«Dall’inizio dell’emergenza stiamo seguendo l’evolversi della situazione, collaborando da subito a stretto contatto con le autorità locali e nazionali per dare il nostro contributo nell’aiutare a limitare la propagazione del contagio – ha commentato Stefano Marini, amministratore delegato di Gruppo Sanpellegrino -. Monitorando uno scenario in continua evoluzione, abbiamo voluto prendere ulteriori iniziative di sostegno concreto alla comunità nelle quali operiamo, raccogliendo le esigenze emerse dal territorio».










