La special release della distilleria guidata da Diego Assandri è prodotta in sole 400 bottiglie numerate ed è un moonshine affinato in botti ex Marsala
È un viaggio dai Monti Liguri alla Sicilia, passando per i monti Appalachi, patria dei moonshine, i "whisky illegali" born in the Usa. Si chiama DiMarsala la nuova special release 2025 del moonshine Il Signor Camillo, firmata dalla distilleria di Sassello (Sv), guidata da Diego Assandri. Questa nuova etichetta, prodotta in sole 400 bottiglie numerate, è realizzato con mais Ottofile selezionato e affina per sei mesi in barrique da 225 litri precedentemente usate per il Marsala. Il risultato è un distillato dal colore ambrato intenso, con note olfattive vinose ed eleganti e un palato setoso, equilibrato tra la dolcezza speziata del Marsala e la struttura impressa dal cereale. «Con DiMarsala abbiamo voluto creare un ponte tra la nostra terra e una delle più grandi tradizioni liquoristiche italiane. È la nostra interpretazione di un viaggio attraverso i sapori che hanno segnato la storia del nostro Paese, mantenendo salda la nostra identità di distillatori agricoli», spiega Diego Assandri.
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La nuova limited edition Il Signor Camillo DiMarsala
Il Signor Camillo Classico
Diego Assandri, fondatore de Il Signor Camillo
Questo nuovo prodotto si aggiunge a una gamma già acclamata, che ai World Whiskies Awards 2025 ha conquistato tre Medaglie d’Oro e tre primi posti assoluti con Il Signor Camillo Classico (non invecchiato e non affinato, come vuole il dna di un vero moonshine, ottenuto da 100% mais), il Cuore di Legno (affinato con chips di rovere) e il Chinotto e Miele (da prodotti locali). Questi successi, che bissano quelli del 2023 e 2024, confermano la validità di un progetto basato sulla filiera corta: mais coltivato in proprio, macinato a pietra nell'antico mulino di famiglia del 1830, acqua locale e una doppia distillazione artigianale.
La filosofia de Il Signor Camillo è chiara: controllo totale della materia prima e un forte legame con il territorio di Sassello, nel Parco del Beigua. Un approccio che si riflette anche nelle precedenti special release, come il diPorto (affinato in botte ex-Porto) e il diCastagno (affinato in botti di castagno), e che culminerà con l'atteso debutto del primo Whisky Il Signor Camillo a inizio 2026. Questo sarà un single grain da farro non maltato, il primo di una serie destinata a valorizzare i cereali italiani. La gamma Il Signor Camillo è distribuita in esclusiva da 1492 Coloniale Group, e la produzione è accessibile anche tramite visite guidate alla distilleria e al mulino.
Together we shake: tutto pronto per la quinta edizione di Roma Bar Show, la prima targata Fiere di Parma e con un buyers program in sinergia con l'Agenzia Ice
"Together we shake": questo il payoff dell'edizione 2025 del Roma Bar Show, che sta per aprire i battenti. Vedere il countdown sul sito della manifestazione per credere: manca davvero poco per la fiera che porterà a Roma il 26 e il 27 maggio il meglio della mixology internazionale, sempre nelle sale dello storico Palazzo dei Congressi dell’Eur. Giunto alla quinta edizione, Rbs 2025 è la prima targata anche Fiere di Parma, entrata pochi mesi fa nel board. In occasione della presentazione, Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma, aveva spiegato le sue intenzioni: «La nostra strategia è chiara - ha detto -: confermare la nostra leadership nel food e replicarla anche nel beverage, completando così il più grande hub fieristico integrato a livello internazionale che comprende Cibus, TuttoFood e la partnership con Anuga. Con il Roma Bar Show rafforziamo il nostro presidio nella spirit industry, settore che vede l’Italia protagonista». L'ingresso di Fiere di Parma nel Board per l’amministratore delegato di Roma Bar Show, Andrea Fofi, «è un punto di arrivo di un percorso identitario forte, consapevole ed emancipato, ma è anche un punto di partenza, per aprirci a nuove opportunità, affinché la bar industry si affermi come leader di un indotto e di un’immagine del made in Italy indiscussa».
Da sinistra, Andrea Fofi, ad di Roma Bar Show, e Antonio Cellie, ad di Fiere di Parma
L'edizione 2025 si prepara ad implementare il suo respiro internazionale: grazie alla sinergia tra Roma Bar Show, Ice e Fiere di Parma, parte il primo Buyers Program internazionale. Un programma strategico nato per facilitare quelle connessioni di valore con stakeholder provenienti da tutto il mondo (lo abbiamo raccontato qui). «Per Roma Bar Show - anticipa Matteo Zoppas, presidente dell'Agenzia Ice - abbiamo selezionato 50 operatori strategici tra buyers e stakeholders, provenienti da 12 paesi differenti. Il nostro obiettivo è chiaro: generare un impulso forte e duraturo per il sistema economico, supportando anche i settori in crescita e favorendo la collaborazione per il successo collettivo».
Oltre visitare le aree espositive dedicate alla spirit industry, conoscere i brand e i loro prodotti, come ogni anno Roma Bar Show offrirà ai visitatori l’opportunità di incontrare nomi illustri e speaker di fama internazionale. Conferenze, masterclass, workshop, laboratori di ricerca sulle tecniche più innovative: il palinsesto è come ogni anno ricco di tematiche e nomi importanti.
Nel main stage dell'Auditorium il piatto più ricco, con due appuntamenti che vedranno coinvolto Bargiornale: sarà Stefano Nincevich a moderare gli interventi di Tristan Stephenson (26 maggio alle 14), che parlerà della sua esperienza nell'appuntamento dal titolo "The Curious Bartender Live", e quello di Rodrigo Urraca, che racconterà "The Formula behind the success of Handshake Speakeasy", ovvero il segreto del successo dell'Handshake (il 27 alle 14). E ancora, formazione e divulgazione nei seminari dell'Academy del Roma Bar Show, negli spazi Tasting e nei singoli stand, dove le oltre 200 aziende espositrici hanno realizzato un ricchissimo palinsesto di eventi e degustazioni. Nello stand di Amaro Montenegro, sarà sempre Stefano Nincevich a condurre il dibattito, con Edoardo Nono e Alice Musso, sul tema "La miscelazione del futuro by Amaro Montenegro" (26 maggio, h. 15,30, stand S01).
Una festa scintillante per un anno speciale: il 2025 coincide con i 150 anni dello storico liquorificio Pallini, l'unico ancora attivo nella Capitale e l'azienda romana si prepara per un party dal dress code oro. Per l'occasione di questo "Giubileo", a settembre il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) emetterà un francobollo celebrativo dedicato all’azienda che oggi è sinonimo di limoncello: quello di Pallini è il più venduto al mondo.
Micaela Pallini, presidente e amministratore delegato, alla quinta generazione della famiglia di distillatori romani
Presente in 70 paesi del mondo con i suoi oltre 100 prodotti tra cui principalmente distillati e liquori, Pallini nel 2024 ha raggiunto quota oltre 3 milioni di litri di prodotti venduti nel 2024 (+4% sul 2023, qui tutti i dati 2024), mentre in termini di fatturato ha toccato 24,5 milioni di euro (superando i 20 milioni del 2023 con un incremento del +12.5%). Oltre al Pallini Limoncello, che nel 2024 ha registrato un +15%, a trainare questi risultati etichette come l’Amaro Formidabile, il No.3 London Dry Gin (in distribuzione, cresciuto del 20% in Italia), l’innovativo ready to drink Pallini Limoncello Spritz in lattina, Limonzero, primo limoncello analcolico sul mercato. Tra le novità più imminenti, c’è invece il restyling dello storico Mistrà che manterrà la sua identità e riconoscibilità, diventando al contempo più attrattivo per le nuove generazioni. «Celebrare questo anniversario - commenta Micaela Pallini, presidente e amministratore delegato del gruppo, quinta generazione della famiglia di distillatori romani - per noi è un grande traguardo e indica quanto l’azienda abbia contribuito a portare l’eccellenza italiana nel mondo. Il nostro obiettivo è continuare a muoverci verso questa direzione, cercando di fare sempre del nostro meglio».
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150 anni e cinque generazioni: l'avventura comincia nel 1875 ad Antrodoco, comune fra Lazio e Abruzzo, da un'idea di Nicola Pallini. Inizialmente emporio di stoffe e liquori, l’azienda si trasferirà nel centro di Roma nel 1922, a due passi dal Pantheon. È nel 1962, sotto la guida dei nipoti Giorgio e Nicola, che Pallini diventa una vera e propria distilleria, con l'inaugurazione dell’attuale stabilimento di via Tiburtina, che oggi è guidato da Micaela Pallini, artefice di un vero e proprio nuovo corso dell'azienda romana. Da leader sul mercato degli anici, infatti, Pallini ha consolidato sotto la direzione di Micaela Pallini la sua posizione nel mercato del limoncello, che lo ha portato ad essere il limoncello più venduto al mondo, contribuendo alla diffusione internazionale del marchio.
Il caffè Sol de Yungas è un monorigine Bolivia, coltivato a 1.600 metri e lavorato con metodi naturali, è l'ultimo nato in casa 1895 Coffee Designers by Lavazza. Nelle mani di Abi El Attaoui, bar manager di Ceresio 7, diventa ingrediente di due cocktail estivi e freschi, pensati passo passo per esaltarne le note fruttate e di agrumi
Proviene dalla regione dello Yungas, in particolare da Caranavi, in Bolivia. Sol de Yungas, ultimo monorigine della famiglia 1895 Coffee Designers by Lavazza, è un pregiato caffè prodotto in quantità limitatissime, coltivato a 1.600 metri nelle piantagioni della famiglia Los Rodrìguez. Specie arabica, varietà S28 per essere precisi, raccolto a mano dopo che è cresciuto in un ambiente ricco di biodiversità, viene processato con metodo naturale: si lasciano essiccare i frutti al sole sugli african bed - spiega la coffelier Stefania Zecchi che «sono dei letti in legno rialzati da terra, con delle griglie che assicurano la perfetta circolazione dell'aria, per evitare le fermentazioni muffe» - e poi, dopo una settimana sui letti, si procede con l'essiccazione con un processo ideato dalla stessa famiglia Rodrìguez.
Il pack di Sol de Yungas, monorigine Bolivia di 1895 Coffee Designers by Lavazza
«Si chiama Coco Natural. Pedro, il papà, ha lavorato per tanto tempo con questi metodi con la frutta secca e il cacao, e ha impiegato una macchina utilizzata per l'essiccazione del cacao riproponendo la lenta essiccazione anche con il caffè: i frutti vengono messi in vasche d'acciaio, dove la temperatura non supera i 40 gradi e permette una stratificazione dei sapori. Ci vogliono circa 35 ore e durante il processo i frutti vengono rigirati continuamente, ogni 30 minuti, per garantire uniformità». Una volta essiccati, vengono poi portati a La Luna, moderno impianto di lavorazione secca a La Paz, e vengono decorticati utilizzando i raggi ultravioletti e le luce solare. «Tutto questo porta all'enfatizzazione di gusti e aromi già in piantagione».
Il menu del Ceresio7 chiude con un drink signature
Il risultato è una special edition, un caffè con aroma di frutta dolce e agrumi, con note di frutti di bosco e mandarino, disponibile per i partner di 1895 Coffee Designers by Lavazza. Il brand - lanciato nel 2020 - sta continuando l'espansione su un target alto, sia nella ristorazione che in pasticceria. E proprio a una tavola importante, quella del Ceresio7 Pools & Restaurant a Milano, è stata presentata la nuova referenza. Un menu studiato per l’occasione dagli Chef di Ceresio7, Elio Sironi e Alberto Airaghi accompagnati dalla coffelier Stefania Zecchi.
Eccolo. Estrazione in Chemex con Toast di avocado con salmone marinato, shiso e aceto balsamico. Poi Cold brew e Carpaccio di ricciola. Infine, il Claire de cafè, drink studiato proprio per l’occasione, in abbinamento con frutta fresca.
Claire de cafè, il drink ideato per lanciare Sol de Yuncas
La ricetta di Claire de cafè di Abi El Attaoui
Ingredienti
35 ml taglio di rum (2/3 Appleton Estate 8 Y.O. e 1/3 River Antoine)
40 ml caffè Sol de Yungas estratto in cold drip
30 ml cordiale di lamponi freschi e vaniglia
Preparazione
Chiarificazione con latte di soia. Build in tumbler basso con chunk di ghiaccio e bottone di cioccolato e caffè.
Un drink davvero particolare, che a inizio bevuta esalta il lampone e la vaniglia e che più avanti fa emergere tutto il valore del caffè. Ci racconta Abi El Attaoui, bar manager di Ceresio7: «Perché restasse molto delicato, abbiamo inserito solo un'oncia di rum contro la "normale" oncia e mezza che si utilizzerebbe in un cocktail come questo. Per preparare il cordiale chiudiamo il lampone fresco e le bacche di vaniglia in una busta sottovuoto con una grattugiata di buccia di lime e dello zucchero semolato. Resta sotto vuoto per 12 ore, rilasciando tutti gli oli essenziali, poi apriamo, aggiungiamo succo di lime, blendiamo e filtriamo tutto».
Soraya, cocktail al caffè Sol de Yungas che entra nella carta di Ceresio 7
La ricetta di Soraya, il cocktail che entra nella carta di Ceresio7
Altro cocktail, questa volta pensato per inserimento nella cocktail list della location per l’estate: si chiama Soraya.
Ingredienti
22,5 ml Appleton Estate 12 Y.O.
15 ml Russel Bourbon
Sol de Yungas estratto in espresso
20 ml passion fruit water
5 bacche di vaniglia
15 ml zucchero
10 ml succo di lime
un pizzico di sale
Preparazione
Si ottiene il succo (o "acqua") di passion fruit usando il frutto fresco. Si estrae la polpa, si frulla/scalda in un robot da cucina insieme a un enzima (Pectinex SP Ultra) che aiuta a separare meglio il liquido dalla parte solida. Chiarificazione con 20 ml di latte di soia. Stir & strain, versare su cubo di ghiaccio. All'inserimento in menu verrà servito in bicchiere old fashioned.
Il piacere e l’orgoglio di lavorare o di volere dare il via alla propria realtà lavorativa nel mondo della caffetteria contraddistingue la prima e la seconda classificata alla 33a edizione di Maestri dell’Espresso Junior: Juliana Julet Gonzales dell’Istituto Galdus di Milano e Gaia Crosetti dell’istituto Paire di Cuneo, che si è aggiudicata anche il premio della Giuria Giornalisti per l’originalità e l’equilibrio della proposta presentata, nonché per la conoscenza del settore e la capacità di mettersi in gioco e di sfidare le difficoltà.
In quest’ultima edizione il concorso promosso da illycaffè, Cimbali Group e Alpro, pensato per scoprire e valorizzare i futuri professionisti della caffetteria, ha visto coinvolti 1056 studenti di 65 istituti e si conferma una delle tappe più attese e formativo nel panorama formativo del settore, nonché un’occasione importante per avvicinare i giovani ai mestieri del gusto con competenza e consapevolezza. Gli otto finalisti hanno vissuto una giornata intensa e sfidante, tra valutazioni pratiche, degustazioni tecniche e l’ideazione di una ricetta signature a base di caffè espresso e bevanda vegetale.
Juliana unisce allo studio il lavoro presso Cafezal in via Solferino a Milano, dove ogni giorno si impegna per offrire il meglio da ogni estrazione, nonché per fare comprendere la ricchezza del mondo del caffè, le diverse origini, le caratteristiche organolettiche da articolare in diversi metodi di estrazione: un compito non semplice che la vede applicarsi con convinzione. Ha vinto uno stage di 10 giorni all’Università del Caffè di illy, dove vivrà un’esperienza immersiva nel mondo della produzione del caffè. Gaia, fieramente cuneese, nella sua gara finale si è fatta ambasciatrice dei prodotti della sua terra, da fare conoscere al mondo; interessante l’opzione offerta al cliente di scegliere tra due aromatizzazioni del suo drink: con cacao per dare dolcezza, con pepe di Sichuan per chiudere con una nota più speziata. Le è stato assegnato un corso di formazione sempre all’Università del Caffè di Trieste.
A completare il riconoscimento, per i primi due istituti classificati una fornitura annuale di caffè illy, attrezzatura professionale LaCimbali e bevande vegetali Alpro.
Gli altri finalisti sono stati Christian Di Pumpo dell’Istituto Bonghi di Foggia, Roberto Bonvicini - Caterina de Medici di Brescia, Erika Poli - Martini di Montecatini terme (PT), Sergio Danieli - Pertini di Brindisi, Gaia Feis - Vanvitelli di Avellino, Marianna Denaro - Varnelli di Macerata.
La formazione produce un vantaggio tangibile nel tempo: lo afferma Moreno Faina, direttore dell’Università del Caffè che aggiunge: «agli studenti degli Ipssar che abbiamo seguito in questi mesi, abbiamo affiancato la formazione sul prodotto e la trasformazione di caffè e cappuccio a quella sul servizio, che sicuramente fa la differenza nell’offerta finale. Questo concorso negli anni ha contribuito a stimolare studenti e professori con tematiche e sfide sempre nuove; stiamo pensando alle prossime».
Da parte sua, Noemi Migliavacca, Mumac Academy communication & learning specialist, ha ribadito il ruolo fondamentale della formazione per il futuro dei giovani, affermando «Maestri dell’Espresso Junior è un’opportunità concreta che arricchisce il bagaglio degli studenti e li prepara ad affrontare il mondo del lavoro con solide competenze».
Il concorso è una valida occasione per apprendere come utilizzare correttamente le bevande vegetali, la cui richiesta è sempre più forte al bar «con quasi un italiano su due che le ricerca - dichiara Yoann Steri, digital & data director Danone Italia -. Alpro Barista for Professional permette di creare un’offerta dedicata, differenziante e di valore».
Selezionato da La Maison & Velier e distribuito in Italia da Fine Spirits, Shakara è rum tailandese invecchiato 12 anni, semplice da approcciare, ma insieme sofisticato, che celebra la patria della canna da zucchero
Chiudi gli occhi, apri i sensi. È questo l'invito alla degustazione di Shakara, rum thailandese fresco di lancio in Italia. Selezionato da La Maison & Velier e distribuito in esclusiva nel nostro Paese da Fine Spirits, apre la strada verso Oriente per i rum. La Thailandia è infatti, storicamente, patria della canna da zucchero, ma non esistono brand forti che hanno saputo varcare i confini locali. Shakara (dal termine sanscrito “shakar”, zucchero) punta a conquistare anche i palati europei e a far conoscere il rum thai.
Credit foto: Filippo Tadei @filippotadei_ph
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Shakara Collins
Thai Punch
Rum di melassa ottenuta da canna da zucchero coltivata localmente, viene distillato da ThaiBev e invecchiato per dodici anni in botti di legni americani ex bourbon sfruttando il clima tropicale di Nakhon Pathom, a un'ora di strada da Bangkok. Dall'inteso colore ramato e con una gradazione di 45,7%, al naso è intenso ma morbido, mentre al palato risulta più secco e vivace, con un attacco che oscilla tra zucchero di canna, frutti esotici e fico fresco.
Semplice e insieme sofisticato
Racchiuso in una bottiglia Caroni, sull'etichetta riporta un danzatore Khon, tradizionale forma di teatro-danza thailandese. «È un rum equilibrato e semplice da approcciare, immediato ma anche sofisticato perché nasconde interessanti complessità tecniche come le fermentazioni medio-lunghe o la distillazione in doppia colonna continua», spiega Daniele Biondi de La Maison & Velier. «È molto versatile e adatto anche alla creazione di drink».
Ottimo anche per la mixology
Per cogliere tutte le sfumature di Shakara, alla presentazione dell'etichetta (che si è svolta nel suggestivo ristorante thai Bussarakham a Milano) la degustazione è stata introdotta da una sessione guidata di sofrologia, la scienza della consapevolezza che invita alla vivenza, all'esperienza intenzionale tramite tutti i sensi. Così, attraverso una sorta di meditazione a occhi chiusi, l'invito è di assaggiare il rum con vista, tatto, olfatto, udito e gusto.
«Shakara può essere servito liscio oppure on the rocks, ma funziona bene anche nei cocktail», spiega Biondi. Due quelli proposti durante la presentazione, entrambi freschi e low alcol: Thai Punch con Shakara, acqua di cocco e peperoni, semi di coriandolo e lime, e Shakara Collins con Shakara, litchi, lime e birra di zenzero. Perfetti per volare verso la Thailandia, grazie a una chicca scovata da La Maison & Velier.
La studentessa del Liceo artistico Volta – Fellini di Riccione è la vincitrice del concorso, che sfida gli artisti in erba a realizzare un'opera d'arte che esprima l'identità del gruppo attivo nel mercato del gelato artigianale, della pasticceria e del bere miscelato
È Olga Buga l’artista in erba vincitrice della seconda edizione di Making Life Sweeter Together di Casa Optima. Un’iniziativa a cadenza biennale con la quale la realtà italiana attiva nel mercato del gelato artigianale, della pasticceria di eccellenza e del bere miscelato con i suoi otto marchi, Mec3, Giuso, Modecor, Pernigotti Maestri Gelatieri Italiani, Florensuc, Ambra’s, Blend e DOuMIX?, chiama gli studenti di istituti artistici a dare fondo al loro talento per realizzare un’opera d’arte che racconti l’identità del gruppo.
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Dopo l’Accademia di Belle Arti di Rimini al suo esordio nel 2023 (leggi Teresa Bracaloni vince il concorso Making Life Sweeter Together di Casa Optima), il concorso ha coinvolto quest’anno gli studenti del Liceo artistico “Volta – Fellini” di Riccione. 40 i concorrenti che, seguito dai loro docenti, i professori Emanuele Fabrizioli, Rita Seraghiti, Serenella Gennari e Roberto Caldari, si sono cimentati nella sfida, incentrata sulla rivisitazione, in chiave moderna e dinamica, della corporate image di Casa Optima, con l’obiettivo di renderla ancora più ingaggiante.
Il podio
Tutti di ottimo livello i lavori presentati, sia nei contenuti sia nella presentazione, ispirati al mondo delle sweet arts, gelateria, pasticceria, decorazione e beverage, che i concorrenti hanno interpretato per trasmettere la gioia e le emozioni legate al momento di consumo di un cono gelato, una fetta di torta o una bevanda calda o fredda.
Qualità dei progetti che ha reso ancora più difficile il ruolo della giuria, composta da Francesco Fattori, ceo di casa Optima, Matteo Sala, ceo del gruppo, Cristina Tosi direttrice marketing Ice Cream, Daniele Savioli, direttore marketing Pastry, Valerio Quarta, Group HR Director, Valentina Porcile, Group Digital Marketing Manager e Alberto Tivoli, ceo di Life - Independent Thinking.
Alla fine a spuntarla è stata Olga Buga, studentessa della 5C de Liceo, «Per aver saputo catturare interpretare in modo corretto il brief e i valori di Casa Optima, attraverso un visual fresco, dal tratto semplice, declinabile, e grazie all’uso del colore di elementi caratterizzanti come gelato, frutta, dolci e bevande», recita la motivazione della giuria che le ha assegnato il primo posto. Alle sue spalle è piazzata Kovalchuk Ksenia e, terza classificata, Rebecca Arcangeli, entrambe della classe 5F. Alle studentesse salite sul podio è andato un premio in denaro, come previsto dal regomanento del concorso.
Per festeggiare i 100 anni di produzione, Corona Extra ha fatto compilare l'originale guida Corona Beach 100, con le cento spiagge considerate più belle del mondo, delle quali quattro sono italiane (Baia Verde, San Vito Lo Capo, La Pelosa, Cala Domestica) con allegato un concorso a premi per la loro visita.
Marchio di punta del grande gruppo birrario AB-InBev, Corona Extra celebra il proprio 100° Anniversario (1925) rafforzando il proprio legame con il mondo della beachside culture pubblicando nella piattaforma Corona Beach 100 una selezione delle cento spiagge considerate più belle del mondo: Africa (8), Asia (14), Europa (23 delle quali 4 in Italia), Nord e Centro America (25), Oceania (7), Sud America (23).
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marchio Corona 100
Corona 100 Spiagge Più Belle
Mappa Corona Extra delle 100 Spiagge Più Belle del Mondo
Corona Extra inaugura l'estate
Aperitivo Corona Extra
Corona Cero aperitivo analcolico
«Da un secolo birra Corona Extra incarna l'essenza della spiaggia - ha dichiarato Clarissa Pantoja, Global VP Corona - ispirando le persone a uscire dalla routine quotidiana e a riconnettersi con la natura e gli altri. Amata da milioni di consumatori in tutto il mondo e tuttora in crescita, Corona Extra continuerà a rimanere fedele alla propria essenza: ispirare ognuno a vivere il proprio beach side, abbracciando lo spirito This Is Living, lasciandosi alle spalle la routine, riconnettendosi con ciò che conta davvero e assaporando ogni momento fino in fondo».
Una storia di successo
Nata in Messico nel 1925 a opera della Cerveceria Modelo, Corona Extra si è subito distinta sul mercato per la sua formula speciale: una birra tipo lager di gusto leggero e colore chiaro (4,5% alc), proposta in bottiglia 33 cl (tappo corona) di vetro trasparente ed etichetta serigrafata giallo-blu, con lo slogan "La Cerveza Mas Fina".
Inoltre è sempre stata proposta con una modalità iconica, con un trancio di lime o limone infilato nel lungo collo della bottiglia, sia come bevanda rinfrescante per tutte le ore sia come aperitivo glamour. Da un paio d'anni Corona Extra viene proposta anche nella versione Cero 0.0% Alcohol. Entrata a far parte del portafoglio prodotti del gruppo AB-InBev nel 2013, oggi è distribuita in oltre 180 Paesi del mondo.
Le 4 Spiagge Italiane Top per Corona Beach 100
Baia Verde (Gallipoli, Lecce) San Vito Lo Capo (Trapani) La Pelosa (Stintino, Sassari) Cala Domestica (Buggerru, Sulcis Iglesiente, Sud Sardegna)
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Baia Verde di Gallipoli LE
San Vito Lo Capo TP
La Pelosa di Stintino SS
Cala Domestica di Buggerru Sulcis Iglesiente (Sud Sardegna)
«E' fantastico che l'Italia sia rappresentata da quattro spiagge in questo anniversario globale - dichiara Ief Timmermans, Country Director di AB-InBev Italia - un riconoscimento importante delle bellezze del Paese e del suo legame profondo con la natura».
Per realizzare l'originale guida Corona Beach 100, Corona Extra ha riunito un gruppo di esperti di spiagge, composto da oceanografi, surfisti, apneisti e studiosi della natura che hanno valutato centinaia di spiagge in tutto il mondo secondo criteri ambientali, esclusivi e rigorosi. Ogni spiaggia Corona Beach 100 ha ricevuto il riconoscimento speciale Sun Award con una valutazione da 1 a 3 Soli.
Inoltre Corona Extra offre la possibilità di visitare le spiagge presenti in elenco Corona Beach 100, mettendo in palio ogni settimana uno speciale premio da 3mila euro, semplicemente registrandosi con dati personali e una prova di acquisto di almeno tre bottiglie Corona Extra o Corona Cero 0.0% Alcohol.
Possono iscriversi (gratuitamente) al premio tutti i prodotti/servizi/attrezzature/arredi nuovi o innovativi per il fuori casa lanciati sul mercato italiano tra giugno 2024 e giugno 2025
L’innovazione è il motore dello sviluppo del mercato. Per celebrarla, Bargiornale, Ristoranti di Bargiornale e Hotel Domani, da sempre attente alle evoluzioni del mondo dell'ospitalità, da oltre un decennio organizzano il Premio Barawards Innovazione dell'Anno.
Un premio che ha assunto una grande rilevanza nel settore e che culmina con un evento dedicato all'innovazione e alla premiazione dei prodotti, servizi e attrezzature lanciati nell'ultimo anno sul mercato dell'horeca.
Come funziona il Premio Barawards Innovazione dell'Anno 2025
Fino al prossimo 15 luglio, le aziende produttrici/importatrici/distributrici potranno candidare i prodotti/ attrezzature/ servizi/ tecnologie lanciati sul mercato dell'horeca tra luglio 2024 e giugno 2025.
Per candidarsi, occorre compilare la scheda d’iscrizione dedicata, corredata dei materiali richiesti (scheda tecnica e foto del prodotto/servizio candidato). La partecipazione è gratuita.
Entro il 30 luglio il comitato tecnico verificherà che i prodotti candidati soddisfino i requisiti richiesti (innovazione e data di inserimento in distribuzione). I prodotti validati verranno suddivisi in categorie merceologiche, sottoposti a votazione da un panel di esperti selezionato dalle redazioni e candidati al Premio Barawards Innovazione dell'Anno 2025.
La giuria di esperti voterà i prodotti validati dal comitato tecnico sulla base di 5 parametri: design/packaging, funzionalità/ergonomia, prospettive di vendita, attinenza al mercato e impatto ambientale. La lista dei panelist sarà pubblicata su tutti i nostri media dopo le votazioni.
Tutti i prodotti ammessi alla fase finale saranno votati on line dall’1 al 30 settembre 2025. La classifica finale sarà il frutto della somma delle votazioni della giuria (peso: 80%) e dei voti online (20%).
Per ogni categoria merceologica sarà assegnato un solo premio.
Inoltre, una Menzione speciale "green" verrà assegnata al prodotto/servizio più sostenibile, ovvero quello che più di ogni altro avrà contribuito, a parere del panel di esperti, alla riduzione dell'impatto ambientale.
I prodotti vincitori potranno ottenere il diritto di utilizzare nella loro comunicazione il logo “Innovazione dell’Anno” per tutto il 2026.
I premi saranno assegnati nel corso dell'evento La giornata dell'Innovazione, in programma a Milano giovedì 4 dicembre 2025. L’accesso alla giornata è su invito o a pagamento.
Con il nuovo macinacaffè Ermes Dual di Casadio, brand di Cimbali Group, un’offerta diversificata di caffetteria, che spazia dall’espresso alle estrazioni a filtro, non richiede più macini dedicati alle granulometrie delle diverse preparazioni. Come osserva Jacopo Bambini, group marketing director, si tratta di «uno strumento che consente di ampliare l’offerta di bevande e, di conseguenza, le opportunità di business. Una soluzione funzionale, pensata per chi cerca flessibilità senza compromessi sulla qualità. Questo lancio segna un ulteriore passo nel nostro percorso dedicato all’arte della macinatura, portando nei coffee bar un alleato affidabile, capace di adattarsi ai ritmi e agli stili del caffè contemporaneo».
Ermes Dual unisce tecnologia all’avanguardia, un design ricercato e un’anima artigianale, e ai professionisti del caffè rivolge l’invito Find your Grind, con l’obiettivo di mettere al centro l’esperienza e la professionalità del barista. E lo fa dialogando con i professionisti più esigenti in tre tra i più importanti appuntamenti internazionali del settore: il London Coffee Festival, il World of Coffee di Jakarta e il NRA Show di Chicago.
Visto da vicino. Dotato di macine verticali in acciaio da 75 mm e di una camera a bassa ritenzione, il nuovo macinacaffè è pensato per rispondere alle esigenze di una caffetteria moderna, dove precisione, versatilità e velocità sono fondamentali attraverso un sistema avanzato di rilevamento della distanza tra le macine in micron. Il barista può salvare fino a sei profili di ricetta e regolare ogni dettaglio con precisione millimetrica, per garantire costanza e qualità a ogni estrazione.
La facilità d’uso è uno degli elementi centrali del grinder: il display TFT a colori da 2,5” semplifica la navigazione e rende ogni operazione intuitiva. L’interfaccia pulita consente ai baristi di monitorare la distanza di macinatura, regolare i parametri e salvare i profili con pochi tocchi.
Con una capacità di erogazione fino a 3 grammi al secondo, è indicato per i locali ad affluenza medio-alta. Il supporto portafiltro hands-free è compatibile con tutti i principali produttori di portafiltri, rendendolo versatile nell’uso quotidiano. Ha una tramoggia da 550 g e un corpo in alluminio disponibile in nero o bianco. Colpisce il design sviluppato da Christopher Flechtner, designer delle macchine Slayer, che mette in risalto viti a vista e condotto trasparente per i chicchi: una sintesi tra forma e funzione pensata per i locali che curano sia l’aspetto visivo sia la performance tecnica.
Nel 2019, Cimbali Group ha rafforzato le sue competenze nel mondo della macinatura con l’acquisizione di Keber, specialista in macine con oltre 30 anni di esperienza. Grazie a un impianto produttivo all’avanguardia l’Azienda di Dolo (Venezia), sviluppa macine su misura con leghe e rivestimenti avanzati, ottimizzando durata e resa aromatica. Questa acquisizione ha permesso al Gruppo di affinare la propria conoscenza dei processi di macinatura, rendendo Ermes Dual un prodotto ancora più preciso e affidabile.
Nella città Padova la terza tappa di Baritalia 2025. Scopri i prodotti del paniere e candida la tua ricetta. In palio altri 15 posti per la finale di Venezia
Continua il tour di Baritalia lungo la Penisola. Per la sua terza tappa dell’edizione 2025, il laboratorio di miscelazione approderà a Padova lunedì 23 giugno: un grande ritorno nella città dove la carovana di Bargiornale aveva fatto sosta nella sua prima edizione dieci anni fa. Un appuntamento da non perdere per bartender e professionisti del fuori casa, che troveranno ad attenderli una ricca giornata di sfide e di masterclass, possibilità di confronto, incontro e networking.
Con la tappa in terra veneta prosegue la selezione dei finalisti di Baritalia Lab: in fondo all’articolo c’è il form da compilare per candidare la propria ricetta. Per farlo c’è tempo fino 2 giugno e in palio ci sono altri 14 posti per la finalissima, che si terrà il 24 novembre a Venezia.
Anche questa stagione di Baritalia è incentrata sul tema del “Back to Basics”: la semplicità nella miscelazione unita all’arte dell’ospitalità. Un invito a ricoprire le fondamenta della miscelazione, a concentrarsi sugli elementi essenziali che rendono grande il mestiere del bartender e che fanno di questa figura un maestro di ospitalità.
A questa filosofia dovranno ispirarsi i concorrenti, dando vita a drink innovativi attraverso un approccio semplice o a originali rivisitazioni dei classici, reinterpretandoli in modo da esaltarne la purezza e la sobrietà, senza però alterare il fascino intramontabile delle loro storie. In ogni caso i cocktail dovranno essere creati utilizzandomassimo 4 ingredienti (garnish esclusa) ed esaltando le qualità dei prodotti sponsor.
Bartender maestro di ospitalità
Ma i concorrenti dovranno dare prova anche della loro arte dell’ospitalità. I giudici premieranno infatti non solo l’abilità tecnica e la qualità del drink, ma anche la capacità di trasformare il servizio in una performance memorabile, dove ogni dettaglio contribuisce a far sentire il cliente il vero protagonista.
Ecco i nomi dei sei bartender che si contenderanno il titolo di Miglior Bartender della Penisola nella finale nazionale della World Class. L'evento si terà il 9 e 10 giugno ad Acerra. Il vincitore accederà alla finale mondiale di Toronto, in Canada
La maratona verso la gloria è entrata nella sua fase calda. Ci riferiamo alla Diageo World Class, tra le più prestigiose competizioni internazionali dedicate all’arte della mixology. Una maratona vera e propria che sottopone i concorrenti a una serie di prove di alto livello che ne testano le qualità a 360°. Per quanto riguarda l’Italia, si avvicina l’appuntamento con la finale nazionale della competizione, in programma il 9 e 10 giugno al Ritorno bar e cucina di quartiere di Acerra (Napoli), locale aperto dal mixologist Vincenzo Pagliara, tra l’altro campione italiano World Class 2022, con altri soci.
Appuntamento per il quale sono stati selezionati i partecipanti, ovvero i 6 top bartender che si contenderanno il titolo di Miglior Bartender della Penisola e quindi un postonella finale mondiale, che incoronerà il World Class Bartender of the Year e che si terrà a Toronto, in Canada.
Talento, tecnica e visione i talenti che i top 6 hanno messo in mostra nelle sfide lungo il percorso che li ha portati alla finale, superando la concorrenza di altri 14 bartender. Ora ad attenderli un’altra girandola di sfide, che ne metterà alla prova capacità, esperienza, creatività e personalità, sotto l’attento occhio di una super giuria composta da big della mixology italiana e internazionale, quali Giulia Cuccurullo, Ian Mcpherson, Luca Bruni, Vasilis Kristizis, Francesco Bonazzi e Honorio Oliveira di Diageo Portugal.
La finale prevede infatti altre 4 challenge: alle prime 3 prenderanno parte tutti e 6 i finalisti e determineranno i tre sfidanti che si contenderanno il titolo.
Una nuova girandola di sfide
La finale sarà aperta dalla Speed round challenge che testerà la capacità dei bartender di lavorare sotto pressione. Protagonisti della prova 6 referenze di altrettanti marchi chiave del portafoglio Diageo Reserve: Tanqueray No. Ten, Ketel One Vodka, Zacapa Reserve Ron, Johnnie Walker Black Label Whisky, Bulleit Rye Whiskey, Don Julio Blanco Tequila. A ogni prodotto è associato un classico della miscelazione e i bartender dovranno riprodurli tutti a regola d’arte nel minor tempo possibile.
La prova successiva, Hyper-Local è una sfida di creatività che parte dall’elemento locale per proiettarlo in una dimensione globale. I finalisti devono creare e presentare un cocktail originale a base di tequila Don Julio, che contenga almeno un ingrediente locale, coltivato o prodotto entro un raggio di 16 km dal cocktail bar dove lavora, e un ingrediente che renda omaggio alla cucina e alla cultura canadese. Il drink, inoltre, deve essere preparato utilizzando tecniche innovative.
Chiude le prime tre prove Industry legends extended, nella quale i finalisti devono creare un menu, composto di tre originali cocktail con Tanqueray No. Ten, che propongano un viaggio nell’arte del bartendig, tra passato, presente e futuro. Con il primo cocktail devono rendere omaggio a un grande bartender del passato, con il secondo a una figura che rappresenta l’avanguardia del settore nei nostri giorni e con il terzo offrire la propria visione di drink esperience di alto livello del futuro.
Il gran finale
I tre finalisti che avranno fatto meglio nelle tre prove si giocheranno il titolo nell’ultima sfida, Sense the moment: get the party started, dove dovranno ideare un luxury cocktail da condivisione a base di Ketel One, regalando un’esperienza multisensoriale ai giudici e al pubblico: un drink facile da preparare e da servire, accompagnato da una colonna sonora scelta dal concorrente. Un cocktail che sia ideale per dare il via a una festa, in questo caso la festa che celebrerà il vincitore della World Class Italia 2025.