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Perlecò, il gelato sotto l’ombrellone

cono gelato estate

Quando a fine anno scorso la gelateria e graniteria Perlecò di Alassio ha approntato il suo servizio di delivery, certo non pensava a quale situazione avrebbe trovato in estate. Ora, forte di aver testato e avviato quel servizio in "tempi non sospetti" per la consegna del gelato a casa, lo mette a disposizione anche degli stabilimenti balneari, dei parchi vacanza e residence, con consegne del proprio gelato artigianale fino a sotto l’ombrellone.

«Già a dicembre risultati incoraggianti»

«Già a novembre 2019 abbiamo sviluppato la nostra App», spiegano i titolari in una nota diffusa alla stampa, «per le consegne a domicilio dei nostri prodotti. Guardando alle grandi metropoli abbiamo pensato che i nostri clienti estivi sono gli stessi che normalmente utilizzano i servizi a domicilio. Poi ci siamo anche resi conto che i nostri concittadini, specialmente durante la stagione invernale, avrebbero potuto avere piacere di godersi qualche momento di relax con un ottimo gelato. A dicembre abbiamo iniziato questo servizio con risultati incoraggianti. Poi la pandemia che ci ha costretti tutti a casa ha messo in risalto la comodità di questa iniziativa».

«Evitare complicazioni ai turisti»

Perlecò voleva continuare anche in estate con il servizio di consegna a domicilio. Il passo per arrivare sotto l'ombrellone è breve. «Una logica conseguenza. Inutile nascondersi che quanto accaduto solo pochi mesi fa sta creando difficoltà a tutti i settori. Il nostro compito deve essere quello di fornire un gelato di altissima qualità e di renderlo disponibile nella maniera più sicura e rilassante possibile. Perché il nostro cliente deve poter dimenticare lo stress della coda, della attesa, della "complicazione". I gestori degli stabilimenti balneari che abbiamo contattato sono stati entusiasti della proposta. Altrettanto le altre strutture di accoglienza turistica».

Invitare il cliente a scaricare l'App

Funziona in modo semplice, ma il cliente deve consegnare la App di Perlecò. «Alle strutture aderenti vengono consegnati dei volantini da appendere agli ombrelloni o da consegnare ai clienti. Il volantino contiene le indicazioni per utilizzare il servizio. Si scarica l’App Perlecò e si è già pronti a fare il primo ordine». Gelato, granite siciliane, anche monoporzioni e torte gelato o semifreddi: si può ordinare tutto, anche chiedendo di potere ritirare in gelateria -saltando la coda - direttamente dalla applicazione.

L’espresso italiano viaggia su ruote con Street Coffee Vergnano

L'Ape tra i mezzi di Street Coffee Vergnano

Le ricerche dicono che gli italiani stanno acquisendo fiducia e tornano a frequentare il bar. Ma qualcosa sta cambiando. La lunga chiusura forzata ha portato a immaginare gli scenari futuri e i suoi  effetti sui locali.

Carolina Vergnano, amministratore di Caffè Vergnano
Carolina Vergnano, amministratore di Caffè Vergnano

In questo lasso di tempo «pensiamo siano profondamente cambiati i concetti di spazio e di tempo e che andasse ripensata l’idea di caffetteria anche in relazione all’ambiente circostante - afferma Carolina Vergnano, amministratore -. Era necessario pensare a una soluzione da offrire a baristi e clienti finali che potesse essere flessibile, dinamica e allo stesso tempo iconica e innovativa». Di qui il progetto Street Coffee Vergnano, un concetto di bar del futuro che rispecchia a pieno lo spirito della Torrefazione e reinterpreta in chiave del tutto originale il concetto di street food, applicandolo al mondo del bar.

Dunque, l’espresso viaggia su ruote, declinato in quattro tipologie principali, in base alle differenti esigenze imprenditoriali. Si spazia dalla bici all’Ape (nelle versioni rialzata, a terra o elettrica), dal trolley al camioncino: così il “locale” si sgancia dalle quattro mura e raggiunge in modo rapido e funzionale tante aree di somministrazione. I vari mezzi sono stati pensati con l’obiettivo di rispondere a diverse esigenze di budget e di ingombri; tutti garantiscono eccellenza di progettazione e di allestimento con l’obiettivo di offrire la stessa qualità di un espresso al bar. Su ogni veicolo sono montati macchina per espresso e macinino che utilizzano gli impianti elettrico e idrico o possono operare in modo autonomo con taniche e generatore.

Il progetto ha un occhio di particolare attenzione all’ambiente e propone un modo più sostenibile di fare impresa con due opzioni differenti: veicoli nuovi in versione elettrica oppure, se sono di proprietà e vintage, si possono riqualificare. I mezzi usati, infatti, possono essere allestiti e riportati a nuova vita e nuova funzione in ottica di economia circolare. La scelta dei veicoli si articola tra Vespa, Ape, 500 e Bulli. È la risposta al bisogno di idee originali e concrete di questo momento e un richiamo al modo di vivere autentico  sano, che unisce al piacere di usare mezzi evocativi di epoche passate, la possibilità di fare nuove esperienze di gusto legate al caffè.Street Coffee Vergnano

Rational allunga la garanzia dei suoi sistemi di cottura evoluti

Rational Service

Si allunga la durata della garanzia sui sistemi di cottura Rational. L’azienda tedesca, fedele alla propria filosofia che la vuole non semplice fornitore di soluzioni evolute per la cucina, ma anche partner dei propri clienti del fuoricasa, ha deciso di prorogare di 3 mesi la scadenza della garanzia biennale dei suoi sistemi SelfCookingCenter, il sistema di cottura combinato, vapore e aria, in grado di svolgere tutte le funzioni di una cucina professionale, CombiMaster Plus e CombiMaster, i forni combi-vapore a impostazione manuale, e VarioCookingCenter, altra soluzione di cottura multifunzione in grado di cuocere, grigliare e friggere.

Un’iniziativa con la quale l’azienda vuole mostrare concretamente la propria vicinanza al mondo del fuoricasa, duramente colpito dall’emergenza sanitaria, sostenendolo in questa non meno complicata fase di ripartenza. La proroga riguarda infatti le garanzie scadute negli scorsi mesi di marzo, aprile e maggio, andando così a coprire interamente il lungo periodo del lockdown.

A ulteriore beneficio degli operatori, l’estensione avviene in modo automatico, oltre che gratuito, così che i clienti che dovessero avere qualche problema con i sistemi Rational non dovranno preoccuparsi dei costi di sistemazione. Basterà contattare i Service Partner Rational, la rete di assistenza distribuita capillarmente su tutto il territorio italiano e attiva tutti i giorni 24 ore al giorno, che, come di consueto saranno pronti a intervenire occupandosi anche della gestione dell'estensione della garanzia.

Lavoratori e imprenditori: stati d’animo a confronto

imprenditori e dipendenti
Foto di ElisaRiva da Pixabay

Tutti sulla stessa barca, con stati d'animo diversi da persona e persona ma abbastanza simili tra imprenditori e dipendenti: è la fotografia dei protagonisti del mondo dell'ospitalità che emerge dalla ricerca "La voce dei lavoratori e degli imprenditori ai tempi del coronavirus" realizzata da LavoroTurismo.it, società specializzata nella ricerca e offerta di lavoro nell'horeca, nel periodo del lockdown (dal 20 aprile al 10 maggio), raccogliendo le risposte di circa 1.500 lavoratori e oltre 400 tra imprenditori e manager.

  • “Altro…”

    Simili i timori, diverse le preoccupazioni. Con una metà che ha concentrato i propri timori sulla perdita del lavoro (i dipendenti) o dell'azienda (gli imprenditori) e un 30% circa, simile tra lavoratori e imprenditori, preoccupati soprattutto della malattia (per sé o per i propri familiari/amici). Sul fronte preoccupazioni, decisamente più teso il fronte degli imprenditori, con il 74% di molto preoccupati a fronte di un 50% dei dipendenti, presumibilmente per il diverso peso della posta in gioco e per la maggior indeterminatezza degli aiuti. Molto diffusa anche la preoccupazione per la situazione economica, propria o dell'azienda: qui, a fronte di un 45% di dipendenti che dichiara di poter resistere anche senza entrate, c'è un 40% di imprenditori che senza aiuti rischia di chiudere (e un ulteriore 15% che sta valutando la chiusura o l'ha già decisa).
    «Una situazione molto difficile - afferma Oscar Galeazzi, fondatore di LavoroTurismo.it e promotore della ricerca, cui Bargiornale ha contribuito come partner - aggravata dal fatto che il tessuto imprenditoriale di piccole e medie dimensioni, nei momenti di forte crisi come questa, rivela tutta la sua debolezza». Infatti, continua Galeazzi «le imprese che chiuderanno per gran parte lo faranno per una loro debolezza strutturale, già presente prima della crisi».
    Gli imprenditori sono molto critici verso le azioni intraprese dal governo: «Gli aspetti più critici evidenziati - afferma Galeazzi - sono stati gli aiuti economici non arrivati e comunque considerati ampiamente insoddisfacenti, le proposte di finanziamenti a debito, la mancanza di coordinamento e di indicazioni chiare da parte dei responsabili».

    Formazione e aggiornamento

    Mentre, tra i dipendenti, solo una percentuale minoritaria ha utilizzato il lockdown in modo professionalmente produttivo («Gran parte delle persone hanno reagito con un atteggiamento passivo, rinunciatario e di attesa»), nel complesso la maggioranza degli imprenditori «ha investito parte del proprio tempo dedicandolo alla formazione e all’aggiornamento».
    Numerose - rivela la ricerca - le azioni pratiche di contatto con la clientela e i progetti di ristrutturazione o ripensamento delle proposte di servizi, così come sono stati molti i pensieri riservati ai dipendenti e a come cautelare il loro posto di lavoro.«C’è la sensazione che questa crisi - afferma Galeazzi - abbia costretto gli imprenditori a rivalutare il proprio business, a ripensare alle proprie proposte di servizi e ad agire per cercare di trovare non semplici soluzioni. Si prevede una crescita professionale dell’imprenditore e una maggiore predisposizione a una visione innovativa di medio termine».
    «Il coronavirus - conclude Oscar Galeazzi - ci lascerà in eredità, tra le cose positive, un approccio più tecnologico, un maggior ricorso a modalità di interazione a distanza e una maggiore attenzione alle opportunità che la tecnologia e il web ci mettono a disposizione». A.M.

Digitale e internazionale la nuova edizione di Miscelatore Record di Cocchi

miscelazione futurista_miscelatore record digitale 2020

Si rinnova la chiamata agli ardimentosi miscelatori. Torna infatti l’appuntamento con il concorso di Giulio Cocchi dedicato alla miscelazione futurista. Concorso che in questa edizione 2020 si presenta con due grandi novità. La prima è che sarà un’edizione digitale, da qui il nome Miscelatore Record Digitale, scelta che di certo sarebbe piaciuta agli esponenti del movimento, in virtù del loro amore per la modernità e l’innovazione. La seconda è che la gara si allarga a un pubblico internazionale, così da permettere di cimentarsi nella sfida anche agli ardimentosi miscelatori di tutto il mondo.

Il concorso si propone di dare nuovo lustro a un filone della miscelazione italiana, nato negli anni Venti e Trenta del secolo scorso, dove l’uso di prodotti del territorio nazionale, dalla grande tradizione liquoristica agli spiriti, ai vini, attraverso abbinamenti azzardati e provocatori, ma sempre sapientemente elaborati, erano la base per la creazione di polibibite, termine con il quale i futuristi chiamavano i cocktail, concepiti come una forma d’arte che doveva stupire e suscitare commenti in chi beveva.

A questa idea di miscelazione dovranno rifarsi dunque i concorrenti che ambiscono a conquistare il titolo di Miscelatore Record Digitale 2020, realizzando un’originale polibibita nel rispetto del canone dei futuristi, esposto nel NeoManifesto del miscelatore futurista stilato da Fulvio Piccinino, che con le sue ricerche ha contribuito alla riscoperta di questo filone. Un'importante operazione culturale che ha visto particolarmente attiva Giulio Cocchi e che si è valsa anche del contributo di altre case storiche della liquoristica italiana, quali Alpestre, Campari, Fabbri, Luxardo, Nardini, Pallini, Strega, Tassoni e Vecchia Romagna). Per approfondire ulteriormente l’argomento si possono guardare anche i due seminari di racconto e istruzione (disponibili qui in italiano e qui in inglese) trasmessi via etere nei giorni scorsi, realizzati da Piccinino e da Roberto Bava, managing director di Giulio Cocchi.

Per prendere parte alla sfida occorre inviare un video, della durata massima di 3 minuti, all’indirizzo email barcocchi@cocchi.com (completa di nome, cognome, città di residenza, contatto Facebook e contatto Instagram) entro il prossimo 30 giugno. Video (in italiano per i concorrenti italiani e in inglese per i concorrenti dall’estero) che deve essere una vera e propria performance, nella quale si mostra la preparazione della ricetta, gli ingredienti e se ne spiega l’ispirazione.

I video che rispondono ai canoni della miscelazione futurista saranno pubblicati online sulla pagina Facebook di Cocchi in modo che possano essere votati dal pubblico fino al 5 luglio. Dalla somma dei “like” ottenuti dai video e delle votazioni espresse dalla giuria tecnica di selezione, verranno decretati i cinque concorrenti che si daranno battaglia nella finale del concorso. Una gara virtuale, in programma il 21 luglio, nella quale i cinque finalisti, ognuno dalla propria casa, eseguirà in diretta la propria performance davanti a una giuria internazionale composta professionisti e giornalisti del settore.

La ricetta

La ricetta deve contenere tra i suoi ingredienti (non ci sono limiti al loro numero) almeno uno tra i prodotti Cocchi e gli altri di origine italiana, puntando in particolare su prodotti della liquoristica storica nazionale. Sono ammesse decorazioni sia interne sia esterne al bicchiere: le decorazioni interne dovranno essere edibili, quelle esterne possono non esserlo, ma dovranno essere sempre funzionali alla polibibita. È anche ammesso l’uso di un ingrediente “fatto in casa”, sia da decorazione sia nella formula. Secondo lo stile futurista, è proibito l’uso del jigger e del metal pour, ma si possono usare profumi, musica, rumori, luci e oggetti funzionale alla creazione di un’opera d’arte liquida come intesa dai futuristi.

Nicola Fiasconaro nominato Cavaliere del Lavoro

Nicola e Mario Fiasconaro
Nicola Fiasconaro con alle spalle il figlio Mario

Un Cavaliere del Lavoro che fa onore all'arte pasticciera: Nicola Fiasconaro ha ricevuto la prestigiosa onorificienza pochi giorni fa, a ridosso della Festa della Repubblica. E in questo riconoscimento il pasticcere di Castelbuono, in provincia di Palermo, vede un premio allargato a tutta la famiglia. Al padre Mario Fiasconaro - che fondò l'azienda dolciaria nel 1953 -  e ai tre fratelli: Nicola, Fausto e Martino. «Non sono un cavaliere. Siamo cavalieri del lavoro, io e i miei fratelli, che abbiamo portato avanti con passione e amore la visione di nostro padre», dice Nicola. Una visione che ha portato ad una trasformazione e a una crescita per l’azienda, davvero protagonista negli ultimi anni sulla scena della pasticceria italiana.

«Difendiamo il nostro saper fare»

«Questa notizia vuole essere un messaggio di speranza. Non smettiamo mai di sognare e cerchiamo con il lavoro e la passione di difendere il nostro Made in Italy e di portarlo sempre a testa alta nel mondo», dice il Maestro in una nota. Del resto lui ha messo in pratica questa lezione: nel 2019 Fiasconaro ha messo a segno un fatturato che ammonta a 21 milioni di euro con una crescita del 20% nei principali mercati esteri. Solido in Italia, Canada, Francia, Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Australia e Nuova Zelanda, Fisconaro guarda strategicamente al mercato asiatico. In diverse occasioni abbiamo raccontato la fortuna dei prodotti del pasticcere siciliano all'estero. Soprattutto i grandi lievitati, come panettoni e colombe. 

«Ho studiato le ricette dei "grandi" del panettone»

«Avremmo "dovuto" essere famosi per cannoli e cassate, invece la storia dell'attività di famiglia ci ha portati a incrociare la tradizione dei lievitati piemontesi, lombardi e veneti. Ho studiato e tratto ispirazione dalle ricette dei grandi produttori del Nord come Motta e Alemagna», ci ha raccontato Nicola Fiasconaro. «Noi non vendiamo i nostri prodotti alla Grande Distribuzione, siamo presenti solo in negozi specializzati, pasticcerie, hotel di lusso. Per esportare con efficacia bisogna andare nelle fiere - noi siamo radicati negli Stati Uniti e in Canada da 20 anni - e studiare i potenziali buyer per proporsi come prodotto di eccellenza».

illy offre un espresso in una giornata da festeggiare

Il 3 giugno illy offre un caffè all'Italia

Siamo arrivati al 3 giugno, il giorno previsto dal governo per la nuova riapertura della Fase 2 dopo 84 giorni di lockdown. Ha riaperto un simbolo per l’Italia e il mondo qual è il Colosseo, e da oggi è di nuovo consentito spostarsi tra Regioni diverse, viaggiare all’interno dell’area Schengen; solo per cinema e teatri bisognerà aspettare fino al 15 giugno. È insomma una giornata da festeggiare e come gesto di una ritrovata accoglienza, illy insieme insieme ai bar partner offre un caffè a tutti gli italiani. 

Massimiliano Pogliani , amministratore delegato di illycaffè
Massimiliano Pogliani , amministratore delegato di illycaffè

L’iniziativa è attiva in tutti gli illy Caffè d’Italia diretti e nei bar aderenti e vuole esser un messaggio di vicinanza al Paese e a tutte le attività commerciali che sono state chiuse per oltre due mesi.  Offrire a tutti il meglio: questo è un valore fondamentale che accomuna la Torrefazione triestina e i suoi bar e baristi. « Per la nostra azienda questo significa aspirare al migliore caffè che esista - afferma Massimiliano Pogliani, amministratore delegato -. Possiamo riuscirci solo grazie all’impegno e alla competenza professionale di chi trasforma ogni giorno il nostro prodotto in una tazzina. Per esprimere la nostra profonda gratitudine, abbiamo deciso di collaborare con i nostri migliori bar proponendo insieme un atto concreto e simbolico di grande importanza: offrire nella giornata di mercoledì 3 giugno il caffè della riapertura. Un sorriso di bentornato, un’iniezione di fiducia, un piccolo gesto d’amore per l’Italia e per le persone che ci onorano della loro scelta, per regalare e regalarci un momento di felicità». Offriamo noi, by illy

Nelle ultime settimane i locali e gli shop della rete retail sono stati riaperti, garantendo elevati standard di sicurezza sia per i dipendenti sia per i clienti. Rimane la possibilità di scegliere se consumare sul posto o prenotare un servizio take away via mail o telefono. A tutti i clienti viene offerto più di un espresso, con professionalità e la passione, per condividere insieme l’amore per il gusto.

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I dj set di Joe T Vannelli dalle location più belle d’Italia

In tempi di quarantena, una delle poche cose a non essersi fermata mai è la musica. Grazie alle dirette streaming dei dj set con le quali, in attesa della riapertura delle discoteche, i dj di tutta Italia hanno continuato a far divertire gli appassionati. Tra gli eventi diventati un cult le dirette di Joe T Vannelli, tra i dj più celebri al mondo, che, a volte dalla terrazza della sua casa milanese vista Duomo, a volte dalla Sound Faktory, il suo nuovo hub creativo che sorge sempre a Milano, ha suonato la sua inconfondibile house music. Dirette che registrano un grande successo di ascolti e visualizzazioni, con punte di 1.8 milioni di visualizzazioni a settimana.

Musica che il dj continuerà a suonare da alcuni contesti unici del Belpaese. Ha infatti preso il via i tour che vedrà Joe T Vannelli proporre in diretta streaming la sua musica da spettacolari location mai sperimentate in precedenza. Tour che ha avuto la sua prima tappa nella suggestiva Cava Ruggetta, nelle Alpi Apuane. Una cava di marmo fiore all’occhiello della Calacata Borghini di Carrara, in località Crestola, azienda attiva dal 1979 nell’escavazione e lavorazione del rinomato marmo di Carrara. Un autentico museo naturale, che già in passato aveva ospitato set e anteprima del film Michelangelo – Infinito, andato in onda su Sky due anni fa. Una cava la cui storia si intreccia con quella di Michelangelo, con diversi documenti d’archivio che testimoniano che il grande scultore e artista aveva scelto e lavorato i marmi lì estratti per dare vita ai suoi immortali capolavori.

Tappa, ora disponibile sul canale YouTube di Joe T Vannelli, che sarà seguita da una serie di appuntamenti da contesti altrettanto affascinanti, trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook del dj, dove verranno annunciate, di volta in volta, il giorno e la location del dj set.

Ecco un assaggio del dj set presso la Cava Ruggetta

 

Rum Plantation Xaymaca è Best in Class alla San Francisco World Spirits Competition

Rum Plantation Xaymaca

Nuovo, prestigioso riconoscimento per le eccellenze importate e distribuite in Italia da Compagnia dei Caraibi. Riconoscimento questa volta andato al Rum Plantation Xaymaca Special Dry che si è aggiudicato il titolo di Best Dark/Gold Rum nella valutazione dei Best in Class alla San Francisco World Spirits Competition, tra le più importanti competizioni a livello mondiale dedicate agli spirit.

Competizione quest’anno svoltasi presso l’Hotel Nikko della città californiana, e che quest’anno ha visto la partecipazione di centinaia di etichette da tutto il mondo, valutate, con degustazione alla cieca, di un panel di 51 giudici, tutti esperti del settore.

Un grande risultato per questo rum giamaicano, che ne suggella l’alta qualità. Frutto di un’idea di Alexandre Gabriel, fondatore di Maison Ferrand, l’azienda francese proprietaria di Rum Plantation. Xaymaca Special Dry (alc. 43% in vol) è un rum che nasce da una grande sfida: creare un rum giamaicano 100% pot-still, che richiamasse le più antiche origini del rum tradizionale. È ottenuto da una miscela di rum che hanno subito una fermentazione lunga da una fino a tre settimane, distillati in alambicchi John Dore a Long Pond e in Vendome a Clarendon, e infine lasciato invecchiare un anno in botti dove in precedenza era stato contenuto cognac.

Il risultato di questa lavorazione, nella quale si uniscono le competenze di due delle più importanti distillerie dell’isola, è un rum che conquista il palato con le sue note di banana, ananas, buccia di arance amare e un travolgente mix di sapori tropicali, che lasciano poi il posto a un sapore speziato e deciso. Non meno raffinato al naso, grazie ai sentori erbacei, di gradevole affumicatura e a note di frutti esotici. Insomma, un rum elegante, complesso e intenso, che riporta alle origini del Rum Funk giamaicano.

 

Per Iei e Sca Italy la qualità è al centro del prezzo equo dell’espresso

Qualità al giusto prezzo al Costadoro Social Coffee Factory di Torino
Qualità al giusto prezzo al Costadoro Social Coffee Factory di Torino

Con l’incontro “Vogliamo un prezzo equo per l’espresso” che si è svolto a Sigep 2020, Bargiornale ha aperto un importante dibattito per il settore, riunendo per la prima volta i rappresentanti delle principali associazioni del mondo del caffè. Il confronto ha fatto emergere le criticità del comparto e alcune urgenze, tra cui spiccano la necessità di una corretta formazione del barista e della trasmissione delle giuste informazioni al consumatore affinché posa riconoscere e premiare col giusto prezzo un caffè di qualità.

Nei giorni scorsi Iei  e Sca Italy sono tornati sull’argomento attraverso i loro responsabili, rispettivamente Luigi Morello e Alberto Polojac. Perché siamo in questa situazione? Perché nella patria dell’espresso, di cui tutti vanno fieri, ma che la maggior parte degli italiani non conosce a fondo, il prezzo è una mera convenzione, legata a una sorta di prezzo fisso tra i più bassi al mondo e con il minimo incremento (0,84 nel 2011, 1 euro nel 2019 il costo medio a tazza; + 16 centesimi in 8 anni).

Alberto Polojac, segretario Sca Italy
Alberto Polojac, segretario Sca Italy

«Se per altri prodotti alimentari il pubblico può scegliere tra diverse proposte secondo una semplice logica di qualità/prezzo - osserva Alberto Polojac -, per il caffè questa discrezionalità sembra non essere concessa».  L’obiettivo deve dunque essere quella di legare alla qualità il prezzo che oggi è difficilmente sostenibile e limita lo sviluppo del settore sia a monte sia a valle: dai coltivatori nei paesi di origine che non vedono riconosciuto il proprio lavoro, al barista, che si trova senza risorse per l’evoluzione della propria attività a favore della clientela. Dunque, è più che mai urgente restituire all’espresso la sua dignità di prodotto e valorizzare la figura del barista, aprendo il mercato anche a nuove opportunità di consumo come i caffè specialty.

Luigi Morello, presidente Iei
Luigi Morello, presidente Iei

Di qui l’importanza del dibattito avviato dalle due associazioni, che hanno scelto di unire le forze per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema così importante. L’auspicio, ha osservato Morello, è quello di potere entrare in qualunque bar italiano, bere un caffè fatto bene pagandolo il giusto prezzo, per poi salire in una scala di qualità, pagando sempre di più quello che effettivamente corrisponde a una tazza migliore.

Per determinare il prezzo equo della tazzina al bar, occorre considerare diversi fattori: la selezione della materia prima, la scelta delle attrezzature, la qualità del servizio e non da ultimo l’investimento nella formazione, fondamentale per potere acquisire le competenze. Un discorso valido in entrambi i sensi, perché se esistono tazzine che non valgono nemmeno l’euro convenzionale che si vorrebbe imporre al prodotto, c’è anche una vasta offerta di miscele di alta qualità fino ad arrivare agli specialty coffee, per i quali quell’euro non è certamente sostenibile, così come non risulta sostenibile l’intera filiera.

Un Harenna allo Jesi Caffè Coffee Shop
Un Harenna allo Jesi Caffè Coffee Shop

Durante gli incontri online sul tema, più volte è stata sollecitata con particolare enfasi la sensibilizzazione alla qualità del consumatore finale. L’auspicio è che operatori e clienti crescano di pari passo dando il via a un dialogo, un confronto sul caffè che vada oltre gli stereotipi della tradizione per entrare finalmente in valutazioni oggettive e nella reale ricerca della qualità, come tale riconosciuta e pagata.

Nicola Fabbri e la sua visione di Barman e Pasticceri

A pochi giorni dalla riapertura Nicola Fabbri, amministratore delegato Fabbri 1905, ci ha accolto virtualmente nel suo giardino di Bologna. Una chiacchierata sul senso di "Bartender e Pasticceri", l’iniziativa di formazione virtuale dedicata ai professionisti del fuoricasa firmata Fabbri 1905, nata nei primi giorni del lockdown per fornire nuovi spunti agli operatori e ripartire con una marcia in più.

A pochi giorni dalla riapertura Nicola Fabbri, amministratore delegato Fabbri 1905, ci ha accolto virtualmente nel suo giardino di Bologna. Una chiacchierata sul senso di "Bartender e Pasticceri", l’iniziativa di formazione virtuale dedicata ai professionisti del fuoricasa firmata Fabbri 1905, nata nei primi giorni del lockdown per fornire nuovi spunti agli operatori e ripartire con una marcia in più.

Nicola Fabbri fornisce un'interessante visione sulla rapporto miscelazione e pasticceria. In particolare sul perché il food pairing dolci-drink non è l'unica cosa che conta ("prevede la supremazia di uno sull'altro, mentre dovrebbero giocare tutti all pari"), ma è molto più rilevante lo scambio prolifico di informazioni e tecniche di lavoro tra il mondo dei cocktail e dei dessert. È da questa relazione che potranno sorgere nuovi spunti e stimoli per uno e per l'altro settore. Gli ambasciatori di questo programma sono stati alcuni professionisti bravi e popolari. Ad animare l’iniziativa i brand ambassador di Fabbri 1905, il bartender Bruno Vanzan, il maestro pasticcere Ampi (Accademia maestri pasticceri italiani) Francesco Elmi e il coffee trainer dell’Accademia italiana maestri del caffè Gianni Cocco. E ancora l'accoppiata vincente Antonio Fiorani e Vittorio Agosti e per concludere in grande bellezza il campione del mondo Antonio dell'Oro (pastry chef) e Cinzia Ferro, grande protagonista del bere miscelato. Tutti big nei loro rispettivi campi che, dalle loro case, scambiandosi idee e suggerimenti, hanno dato vita a dei video tutorial, pubblicati sulle pagine Facebook e Instagram di Fabbri 1905. Con alcune ricette che potete trovare qui.

Il pirata che "porta pasiensa"

Con Nicola Fabbri abbiamo parlato anche del grande ritorno di Salomone, il Pirata pacioccone. «Nei giorni del lockdown, per alleggerire la tensione del momento, abbiamo lanciato 8 nuovi sketch che, uno a settimana hanno animato i nostri social. Sketch che hanno come protagonista il mitico Salomone il pirata pacioccone, vera star degli spot Fabbri all’epoca di Carosello».

Grande pancia e baffi all'insù, Salomone il pirata pacioccone, nato nel 1965 dalla matita di Ebro Arletti in collaborazione con l’autore e regista Guido De Maria, coppia alla quale ben presto si unirono anche Franco “Bonvi” Bonvicini e Francesco Guccini, è così tornato dopo un lunghissimo periodo di riposo con il suo celebre motto «porta pasiensa» a esortare piccoli e meno piccoli a stare a casa.

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