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A Milano la pasticceria Gelsomina raddoppia

Nella seconda metà di giugno si inaugura il secondo punto vendita milanese della Pasticceria Gelsomina

Ci sono imprenditori che non si lasciano scoraggiare da questo periodo di difficoltà. Anzi investono e si lanciano in nuove attività. Fra questi Ilaria Puddu e Stefano Saturnino, soci che negli ultimi anni hanno lanciato non pochi locali (Pizzium, Marghe, Giolina) tra cui la Pasticceria Gelsomina, inaugurata a fine 2018 e che in breve è diventata una delle pasticcerie più amate, frequentate e instagrammate sui social. La notizia? In giugno Gelsomina raddoppia, con un nuovo punto vendita in piazza Santa Maria del Suffragio, sempre a Milano.

  • “Altro…”

    Spiega Ilaria (nella foto): «Stefano e io abbiamo sempre avuto il pallino della pasticceria, inoltre avevamo a disposizione un grande laboratorio di pasticceria (rilevato a suo tempo per Panini Durini, di cui Saturnino è stato fondatore e titolare, fino alla vendita nel 2018, ndr), dunque abbiamo concretizzato l’idea di creare una pasticceria contemporanea, dove sentirsi come a casa. Tutto è stato curato con grande attenzione e Gelsomina, da subito, ha fatto il boom sui social e il locale è decollato. La nostra produzione dolce è di ispirazione siciliana, come la brioche col tuppo, la granita, il cannolo. Tra le varie proposte abbiamo pensato di inserire anche il maritozzo, che a Milano non faceva nessuno: in brevissimo tempo è diventato il nostro best seller; basti dire che, prima dell’emergenza sanitaria, la vendita si attestava attorno ai 350 pezzi nel weekend».

    Un format collaudato

    Covid o no, i due imprenditori non si fermano e anzi rilanciano: «Mesi fa avevamo già trovato un altro locale adatto per bissare il format di Gelsomina - dice Ilaria Puddu - e avevamo avviato i lavori, interrotti durante il lockdown. Ora però non ci fermiamo, anzi se tutto va come da programma saremo pronti per l’inaugurazione verso la seconda metà di giugno. La nuova Gelsomina (circa 145 mq) riprenderà il format già collaudato: avremo i nostri pavimenti di maiolica, i muri “scrostati” e anche qui salveremo alcuni dettagli del passato, per dare un senso di continuità con ciò che ci ha preceduto. Avremo un laboratorio e una cucina sul posto, anche se parte dalla produzione arriverà dal nostro laboratorio centrale, per essere poi cotta o rifinita nel nuovo pdv. Anche qui saremo aperti dalla mattina alle 7.30 e per certo fino all’ora dell’aperitivo, ma stiamo valutando l’opportunità di restare aperti anche per cena, su prenotazione. Considerando il distanziamento avremo circa 25 coperti a cui si aggiungeranno quelli del dehors. Per noi questa non è solo l’apertura di un nuovo punto vendita, ma anche un modo per lanciare un messaggio positivo a tutto il settore». M.B.

Dal Salento due amari carichi di medaglie

Dal Salento, due amari ricchi di storia, tradizione e botaniche (ben 45). Specialità con una forte anima territoriale vittoriosi all'ultima edizione dei World Liqueur Awards

Il mondo degli amari italiani non smette di stupire e di sorprendere anche in questo periodo di apparente fermo. La conferma viene dal triplice premio, vinto all’ultima edizione dei prestigiosi World Liqueur Awards, dell’Amaro Salento. La versione Classico si è aggiudicata il premio di “Miglior Liquore alle Erbe d’Italia” (Best Italian Herbal) e il premio di “Miglior Liquore alle erbe del Mondo” (World’s Best Herbal). La versione Amarissimo è stata, invece, insignita della Medaglia d’Oro (Gold). Ovvia la soddisfazione del creatore di Amaro Salento, Realino Mazzotta che ha dichiarato: «Tre premi così importanti e autorevoli ci riempiono di immensa gioia e soddisfazione non solo perché i prodotti sono realizzati e imbottigliati artigianalmente da noi in Puglia (a Veglie, in provincia di Lecce) ma perché essi stessi sono espressione di tutte le ricchezze del nostro territorio».

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Le botaniche presenti, tra erbe e radici

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La gradazione alcolica della versione Classico

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La gradazione alcolica della versione Amarissimo

  • “Altro…”

    Entrambi gli amari sono ricavati da 45 vegetali: erbe e radici, fiori, rizomi, semi, cortecce, scorze. Tra i vegetali si contano: china, genziana, arancio amaro e dolce, assenzio nelle varietà romano, pontico e gentile, cicoria selvatica, tarassaco, camomilla, colombo, quassio, aloe vera, calamo, ruta, sambuco, anici, finocchio, angelica, sandalo, fava tonka, cannella, chiodi di garofano, salvia sclarea, noce moscata, origano, timo, basilico, coriandolo, cardamomo e tante altre piante officinali e aromatiche. Per quanto riguarda il loro impiego, l’azienda salentina, che ha il suo quartier generale a Veglie (Le), consiglia di proporre l’Amaro Salento Classico (35° vol.) in purezza e, preferibilmente, freddissimo. Per l’Amaro Salento Amarissimo (39° vol.), invece, il consiglio è quello di offrirlo a temperatura ambiente, in ghiaccio o di utilizzarlo come ingrediente per la miscelazione. Completano la proposta dell’azienda salentina anche il Limoncello, liquore premium ricavato anch’esso da una ricetta locale con macerazione di limoni di prima scelta, e la linea dei gin artigianali Duna Gin (Dry, Premium e Cherry). Si tratta, anche in questo caso, di prodotti territoriali frutto di materie prime autoctone. Pochi, ad esempio, sanno che sulle dune sabbiose del Salento cresce il cosiddetto Ginepro coccolone, una sottospecie del Ginepro rosso (juniperus oxycedrus) che, utilizzato in determinate quantità e unite alle bacche del Ginepro Comune (juniperus communis), caratterizzano con la miscelazione di altre botaniche tipiche dei paesi del bacino del mediterraneo il gin salentino. C.B.

20SummerEdition20, le ricette estive per ogni locale di Gianni Cocco

Batista, ricetta di 20SummerEdition20
Espresso, latte e caramello salato in Batista, ricetta di 20SummerEdition20

È il momento di diversificare l’offerta con preparazioni piacevoli e inedite di cui avere un conto economico chiaro: un esercizio che tutti gli operatori devono imparare a fare con attenzione. Oggi più che mai, infatti, è importante sapere applicare i giusti ricarichi (di qui l’importanza di una ricetta precisa con i relativi costi), ridurre al minimo gli sprechi e individuare le fasce orarie o la clientela su cui puntare per aumentare gli incassi.

20SummerEdition20 di Gianni Cocco
20SummerEdition20 di Gianni Cocco

Dalla richiesta di numerosi operatori è nato 20SummerEdition20 - Il Sarto del Gusto messo a punto da Gianni Cocco, consulente e Italian Coffee Trainer di Aicaf. Il suo cuore è formato da 12 ricettati a base di caffè, ma non solo: ci sono composizioni con tè, yogurt, cioccolato ghiacciato. La loro realizzazione ha tenuto conto di più tipi di utenza: le donne, i bambini, gli sportivi, chi vuole una bevanda dolce e cremosa, chi fresca, fredda, alcolica, fruttata, senza dimenticare intolleranti al latte e vegani. Dunque le ricette per l’estate 2020 messe a punto dal Sarto, che le ha realizzate su misura per le diverse esigenze della clientela, dedicando a ognuna il nome di un tessuto. La piacevolezza del drink per estetica e gusto si unisce a facilità di realizzazione con ingredienti semplici da reperire e da lavorare.

Orange Pack, il pacchetto base di 3 ricette
Orange Pack, il pacchetto base di 3 ricette

Dalla proposta globale si può scegliere la formula preferita per il proprio locale, composta da 3, 5 o 8 ricette a piacere (rispettivamente Orange, Blue e Red Pack), di cui si riceverà un vero pacchetto contenente una chiavetta con il video tutorial delle ricette e foto in alta risoluzione delle preparazioni, da inserire nel menu o postare sui social per pubblicizzare la nuova offerta; ricettario, manuale procedure e scheda beverage cost di ogni singolo drink, 2 ore di supporto formativo on line sulla strategia di vendita e il  lancio del menu, infine un gadget a sorpresa). All’acquisto di un pacchetto di può anche unire il Magic Yellow Pack che comprende una giornata di formazione o un evento direttamente nel locale da parte di Gianni Cocco che afferma: «Ho creato preparazioni insolite, piacevoli e anche belle da un punto di vista estetico, che difficilmente passano inosservate. Il loro costo varia tra 50 e 70 centesimi, e al pubblico possono essere vendute a 3,5 a 5 euro e anche più. Il barista non ha neppure il problema della realizzazione di una bella immagine da inserire nel menu, presentare all’interno del locale come novità o postare su Facebook o Instagram: la foto in alta risoluzione gli arriva con il pacchetto. Penso possa essere anche una buona idea regalo per il barista, molto utile e al di fuori dei soliti schemi».

Denim
Denim

Osserviamo rapidamente due preparazioni del pacchetto 20SummerEdition20. Denim è un drink dissetante ed energetico che offre un mix di profumi avvolgenti come quello della curcuma, dell’anice stellato, della fava di tonka e dello zenzero che si avvolgono con armonia al corpo dell’espresso e alla dolcezza del latte intero. Una bevanda energetica e corroborante per le esigenze dei clienti più giovani e sportivi, che amano vestire Denim.

Unito
Unito

È stato realizzato pensando soprattutto alle signore Unito, un drink fresco e cremoso che offre lo stacco netto tra il tè aromatizzato al litchi e il velluto fiordilatte, che rimanda alle combinazioni delle tele di cotone Unito.

Per info giannicocco.gc@gmail.com.

La manutenzione dell’addolcitore a sali con Emanuele Tronati

Con Emanuele Tronati, titolare di M.T. Group L’arte dell’Espresso, osserviamo cos’è e soprattutto come si fa la manutenzione dell’addolcitore a sali. Posto a monte della pompa, tra la macchina espresso e la rete idrica, ha il compito di abbassare la durezza dell’acqua in entrata: trattiene le sostanze responsabili della formazione del calcare, sfruttando lo scambio di ioni di calcio e magnesio con ioni di sodio. È tanto semplice quanto trascurato, ma non rigenerare le resine con il sale significa introdurre nella macchina acqua che formerà calcare. La pulizia della camera con il sale è consigliata un volta la settimana; alcuni modelli effettuano la sanificazione delle resine, che è possibile fare anche tramite appositi kit.

Da Pvi Formazione un’offerta di corsi online per l’attestato Haccp

corsi online Haccp
Foto da Pixabay

L’emergenza sanitaria ha riportato al centro dell’attenzione i temi dell’igiene e della sicurezza nei locali e l'Haccp. Temi che rappresentano una priorità per chi opera nel settore e sui quali deve essere adeguatamente formato. A questo scopo Pvi Formazione, società accreditata come provider nazionale per la formazione a distanza dalla Commissione nazionale per la formazione continua (Cnfc) del ministero della Salute per i tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, propone il corso di formazione individuale a distanza Igiene della ristorazione sull’igiene e la sicurezza alimentare. Il corso permette di ottenere l’attestato Haccp, il documento che sostituisce il vecchio libretto sanitario e indispensabile per lavorare in tali attività. Attestato che l’operatore deve esibire in caso di verifica ispettiva, dove deve anche dimostrare di essere preparato sugli argomenti.

Disponibile online (per Pc e Mac) su piattaforma di e-learning o in formato dvd, scelta quest’ultima che consente di fruirne anche a chi non dispone di connessione internet semplicemente utilizzando un televisore con lettore dvd e telecomando, il corso è utilizzabile in quasi tutte le regioni (fanno eccezione Piemonte, Liguria, Toscana e Umbria che per la versione base richiedono una parte di formazione in presenza).

Igiene della ristorazione è proposto in 4 versioni, 8, 6, 4 e 3 ore (quest’ultima solo online), tra le quali scegliere a seconda dei requisiti fissati dalle varie Regioni, alle quali spetta di definire specifici percorsi di formazione per gli addetti alla ristorazione, e al ruolo che si svolge nel locale. Oltre che in italiano, il corso è realizzato in diverse lingue, per permettere anche agli operatori di altre nazionalità di seguirli nella lingua madre, con particolare attenzione all’arabo e al cinese, in considerazione dell’importante numero di lavoratori di tali origini attivi nel settore. Inoltre, comprende anche una forma di tutoraggio, tramite piattaforma e-learning, telefono, e-mail, e questionari di valutazione per accertare l’acquisizione delle conoscenze e quindi ottenere l'attestato.

Gli argomenti

Il corso tratta tutte le tematiche che l’operatore deve conoscere che garantire che tutto il processo di produzione e somministrazione degli alimenti e che il locale e le attrezzature rispondano ai requisiti di igiene richiesti, così da tutelare la sicurezza sua e dei clienti. I temi affrontati comprendono l’analisi del rischio, le buone prassi di lavorazione degli alimenti, dall’approvvigionamento e stoccaggio delle materie prime alla preparazione, esposizione, somministrazione e vendita dei cibi, la somministrazione delle bevande alcoliche, l’igiene ambientale di strutture e attrezzature. Inoltre, vengono approfonditi aspetti quali i requisiti igienico-sanitari delle attrezzature e dei locali di preparazione, somministrazione e vendita, i metodi di autocontrollo e i principi del sistema Haccp, con una guida alla stesura del manuale di autocontrollo, l’igiene della persona, le malattie che si possono trasmettere attraverso gli alimenti e gli aspetti legislativi che riguardano l’attività di somministrazione, con una panoramica della normativa vigente.

Un percorso strutturato in step

Il processo di formazione è strutturato secondo un rigoroso percorso individuale dove il passaggio allo step successivo può avvenire solo dopo aver completato interamente quello precedente. Le materie trattate sono infatti suddivise in capitoli al termine di ognuno dei quali, e solo dopo averlo visionato completamente, l’utente deve sottoporsi a un test di verifica con questionario a risposta multipla. Una volta superato il questionario, si accede al capitolo successivo e, quindi, al nuovo test e così via fino al completamento del corso, in modo da ottenere l’attestato personale. Nel caso non si riesca a superare il questionario, si ritorna a inizio capitolo per il ripasso, per poi affrontare nuovamente il quiz, ma con domande che saranno sempre diverse.

Tale processo, che avviene in automatico fruendo del corso online, è il medesimo anche per la versione del corso in dvd. In questo caso, però, una volta superato ogni questionario (con domande differenti per ogni copia del dvd), l’utente ottiene un numero di codice che deve segnare su un’apposita scheda: alla fine del percorso i vari codici ottenuti comporranno il “codice soluzione” (unico per ogni dvd) che dimostra il superamento del corso e quindi il diritto a ricevere l’attestato Haccp da Pvi Formazione.

Campari punta sull’online e acquisisce il 49% di Tannico

Campari acquisisce Tannico

Campari punta sull’online e mette le mani su Tannico, la piattaforma specializzata nell’e-commerce di vini e premium spirit in Italia. Il gruppo milanese ha annunciato di aver siglato un accordo con gli azionisti della società, inclusi i principali, ovvero il ceo Marco Magnocavallo e P101 Sgr, per acquisire una partecipazione del 49% del capitale sociale.

Un’operazione che mira rafforzare il percorso di digitalizzazione portato avanti da Campari Group e, in particolare, a sfruttare le enormi potenzialità delle vendite online, letteralmente esplose a seguito dell’emergenza sanitaria, con enormi prospettive di crescita nel corso dei prossimi anni.

Un big dell'e-commerce di vini e spirit premium

Fondata nel 2013, Tannico è il principale operatore nelle vendite online di vini e premium spirit nel nostro Paese, come mostrano i suoi numeri. La piattaforma detiene una quota di mercato superiore al 30% e nel corso degli ultimi 12 mesi ha registrato oltre 7 milioni di visitatori unici.

La selezione di proposte vanta 14.000 vini provenienti da oltre 2.500 cantine italiane ed estere, oltre agli spirit di fascia alta, con vendite per oltre 20 milioni di euro realizzate nello scorso anno. Soprattutto, la società ha registrato un tasso di crescita delle vendite nette negli ultimi anni, ovvero nel periodo 2016-2019, pari al 50%, trend incrementato ulteriormente nel primo trimestre dell’anno in corso, anche a causa dell’emergenza sanitaria.

Inoltre, Tannico ha progressivamente esteso la sua attività al canale B2B, offrendo agli operatori professionali del settore servizi a elevato valore aggiunto sia nel campo della gestione dell’assortimento e del magazzino sia in quello delle soluzioni personalizzate di consegna. E dal 2017 Dal 2017 la sua presenza si è estesa a oltre 20 mercati, tra i quali Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Francia. Buone ragioni che spiegano l’interesse di Campari.

Un'operazione strategica

«Tannico rappresenta una soluzione unica e strategica per i nostri obiettivi di sviluppo commerciale – ha commentato in una nota Bob Kunze-Concewitz, chief executive officer di Campari Group -. Facendo leva sulla sua esperienza, saremo in grado di accelerare i nostri piani di sviluppo nell’e-commerce, canale già in crescita, ma destinato a diventare ancora più strategico a seguito delle probabili durevoli modifiche nel comportamento dei consumatori indotte dall’emergenza Covid-19, migliorando significativamente le nostre competenze in ambito digitale. Con il nostro supporto Tannico potrà inoltre accelerare fortemente il proprio sviluppo internazionale e nell’area dei servizi B2B, incrementando ulteriormente la velocità già estremamente ragguardevole della propria crescita».

La struttura dell’operazione, che sarà perfezionata entro la fine del prossimo mese di luglio, prevede che Campari Group rilevi a fermo il 39% del capitale di Tannico e sottoscriva simultaneamente un aumento di capitale riservato per raggiungere una partecipazione complessiva del 49%, a fronte di un corrispettivo, che sarà pagato in contanti, di 23,4 milioni di euro. In base all'accordo di investimento, inoltre, Campari potrà portare la partecipazione al 100% a partire dal 2025, in base a determinate condizioni.

Panettone e gelato, la collezione di Simone De Feo

panettone gelato de feo

Come mai parliamo di panettone a giugno? Perché quel creativo cronico di Simone De Feo, il maestro gelatiere di Cremeria Capolinea di Reggio Emilia, lancia una collezione di panettoni "limited edition" da gustare insieme al gelato.

Alla fragola, al lime, al pepe o all'albicocca

La proposta di De Feo è un panettone - anzi quattro, uno al mese tra giugno e settembre - da abbinare al gelato o alla granita. Saranno disponibili in gelateria o sullo shop online. Il primo della stagione è alla fragola con gocce di cioccolato bianco e canditi di pesca. Insomma, un modo per far vivere iul lievitato natalizio anche lontano dalle occasioni di consumo tradizionali. Del resto il panettone artigianale ha guadagnato spazio negli ultimi anni, e viene proposto come dessert a fine pasto o come merenda, in piccolo formato e in accompagnamento a un gelato o a una granita. De Feo punta tutto su filiera corta e lievitazione di almeno 24 ore. Questa la "collezione" completa dei panettoni per l'estate 2020. Giugno Panettone profumato alla fragola con gocce di cioccolato bianco e canditi di pesca Luglio Panettone al cioccolato, albicocca candita e cannella Agosto Panettone profumato al lime con mandorla e canditi di zenzero Settembre Panettone profumato al pepe con cioccolato e canditi di pera

A Udine una piazza storica a misura di bar

A Udine due progetti "rivisitano" la centralissima piazza San Giacomo per creare ambienti e percorsi green in grado anche di valorizzare il ruolo dei pubblici esercizi

Per andare incontro alla richiesta di spazi esterni dei pubblici esercizi, a Udine l'associazione commercianti cittadina, in collaborazione con lo Studio Dair, ha messo a punto due speciali progetti di rivisitazione della centrale piazza San Giacomo, armonizzando le strutture da installare. In tutta Italia le associazioni dei pubblici esercizi che fanno capo a Confcommercio (Fipe) e a Confesercenti, ma anche associazioni spontanee o comitati di gestori, stanno concordando e definendo con i relativi Comuni una serie di proposte volte a utilizzare spazi pubblici (con plateatico a canone zero) per ampliare la possibilità dei locali di ospitare dehors, tavolini, ombrelloni per aumentare la capacità di ospitare clienti seduti.

  • “Altro…”

    Tra le iniziative in campo, vogliamo segnalare quella della Confcommercio di Udine che, in collaborazione con lo Studio Studio Dair degli architetti Chiara Bettuzzi e Fabio Passon (tra l'altro consigliere Confcommercio Udine), ha proposto gratuitamente al Comune due appositi progetti all'insegna della green city, strutturati sull'utilizzazione di una piazza centralissima della città friulana. Piazza Matteotti, più conosciuta come San Giacomo dal nome della prospicente chiesa del 1378, presenta un lastricato in pietra di ben 2mila mq, contornata da storiche costruzioni con tanto di porticati. Non a caso vi sono ospitati una quindicina di ristoranti, osterie, wine bar e cocktail bar come Versus, Rebarbaro, Da San Giacomo, Grosmi Caffè, Alò Portello, Caffè Bistrot, Elite, Mezza Libbra, Segreto Italiano, Contro, Caffè Hausbrandt. Tra l'altro lo Studio Dair conosce da tempo le esigenze e le dinamiche dei pubblici esercizi, avendo disegnato format di successo come Square - Cosmopolitan Bar, catena di caffetterie moderne in franchising. La presentazione dei progetti è avvenuta a Palazzo D'Aronco (Municipio) alla presenza del presidente mandamentale di Confcommercio Udine, Giuseppe Pavan, degli assessori alle Attività Produttive Maurizio Franz, alla Sicurezza Alessandro Ciani e alla Cultura Fabrizio Cigolot e del responsabile della Polizia Locale Mario Cisilino.

    Le due proposte
    Nella prima soluzione vengono utilizzati grandi vasi bianchi in materiale riciclabile con piante da fiori ed erbe spontanee, con elementi verticali fioriti per suddividere i settori. Un ampio percorso rosso intorno alla cinquecentesca fontana è messo a contrasto con il tappeto verde erboso su cui insistono le varie zone con tavolini e sedie. Nella seconda soluzione lo spazio è invece scomposto i due settori: quello verso la Chiesa di San Giacomo è definito dal tappeto rosso posto sul sottostante lastricato, l'altro a manto erboso accoglie i vari gruppi di tavolini e sedie. In questo modo lo spazio centrale della piazza viene valorizzato come luogo di aggregazione e rappresentazione di eventuali eventi musicali o teatrali, mentre le ali laterali sono al servizio di bar e ristoranti. In attesa del via libera della Sopraintendenza, non sono mancate opinioni diverse di chi ritiene intoccabile l'attuale enorme lastricato (senza più la funzione di sede del mercato trasferito altrove).

    Città che vai ordinanza che trovi
    In molte città italiane il problema più urgente è quello di ricavare spazio in strade e vie strette, specie nei centri storici, riducendo la possibilità di assembramenti (spesso inevitabili) nelle zone di movida. A Napoli, per esempio, l'amministrazione del sindaco Luigi De Magistris ha introdotto nella sua ordinanza due limitazioni ulteriori per l'utilizzo dello spazio pubblico come la capacità operativa del locale (come il numero di bagni a disposizione, 1 per 30 posti, 6 per 150 posti) e la compatibilità con il vicinato, a fronte di una estensione della concessione del permesso gratuito di utilizzo temporaneo emergenza Covid fino al 31 ottobre. L'ordinanza prevede inoltre che tavolini e ombrelloni possono essere installati (come anche a Milano) in aree pedonali o Ztl (Zona Traffico Limitato). In più si potranno utilizzare anche i posti auto su strade dove vige il limite di 30 km/h e, per i locali senza spazi liberi prospicenti, sui marciapiedi opposti o in altra area entro 15 metri dal locale. Complete di planimetria di occupazione e relazione tecnica, le domande possono essere presentate da tutti gli operatori, senza differenza con coloro che siano già titolari di concessioni di suolo pubblico (per ampliamento), con effetto immediato dal 1 giugno.
    Un altro aspetto da chiarire è la responsabilità (oggettiva) che viene imputata al gestore del locale in caso di assembramento (manca ancora una definizione generale) davanti al proprio locale. A Padova per esempio la Polizia Locale ha rifilato una sanzione di 400 euro a cui è seguito un provvedimento di chiusura per 5 giorni (poteva arrivare fino a 30 giorni) al Bar 100% in piazza dei Signori. A Varese un comitato di esercenti del centro storico ha chiesto al Comune di poter organizzare un servizio di sicurezza privata in collegamento diretto con le forze dell'ordine (con elenco di nomi comunicato a Questura e Prefettura) al fine di scoraggiare e segnalare gli assembramenti, senza far ricadere la responsabilità sui singoli gestori. R.G.

Coffee Defenders: il riscatto dei coltivatori colombiani nel docufilm di Lavazza

Locandina Coffee Defenders di Lavazza

Negli ultimi mesi siamo più volte tornati sulla realtà del caffè in Colombia, un Paese che, come abbiamo titolato sull’ultimo numero di Bargiornale, “alza la testa” con i suoi arabica d’altura e soprattutto vede tornare alle terre e alla coltivazione del caffè di chi ne era stato estromesso dai cartelli della droga. In prima fila ci sono le donne, particolarmente attive e determinate. A questa realtà, nella Giornata Mondiale dell’Ambiente, Lavazza dedica dedica il docufilm Coffee Defenders, a Path from Coca to Coffee sul servizio streaming Amazon Prime Video. La regia è del colombiano Oscar Ruiz Navia e la narrazione affidata alla reporter Alexandra Roca, che in oltre 14 paesi del mondo, si è occupata di vari temi, dai diritti delle donne ai movimenti delle comunità indigene. Protagonista è Johana, una ragazza colombiana che durante il conflitto armato causato dalla guerriglia delle Farc ha perso tutto, ma che è riuscita a riprendere in mano la vita sua e dei suoi sei figli, rimanendo con tenacia nella sua comunità e nei territori fertili e incontaminati del Meta, una regione caffeicola ai piedi della Cordigliera delle Ande. Qui, insieme ad altre famiglie, nel 2013 ha ricevuto dal governo i terreni prima usati per colture illegali.

Johana con una piantina di caffè
Johana con una piantina di caffè

Nel documentario Johana  racconta una storia di emancipazione femminile e di coraggio: il simbolo della sua rinascita è una piantina di caffè che la accompagna nel viaggio dalla sua terra fino al Costa Rica, dove sarà conservata nel Centro Agronomo di Cartago. Con il viaggio il racconto si snoda tra le bellezze della natura sudamericana e testimonianze di un percorso di rinascita e di passaggio dalla guerra alla pace. Un racconto toccante della protagonista: “In quel periodo si coltivava la coca. Avevo paura, ma in fondo mi sono detta: torno a casa, perché quella è la mia casa ed è rimasta abbandonata. Non mi importa, se mi vogliono uccidere, che mi uccidano, ma devo tornare a casa mia».

Johana con la reporter Alexandra Roca
Johana con la reporter Alexandra Roca

Non basta tornare alla terra: per ottenere buoni risultati (sia in termini di prodotto sia economici) dalla coltivazione del caffè ci vogliono buone pratiche agricole e tecniche per contrastare i cambiamenti climatici. La Fondazione Lavazza è attiva nel Meta dal 2015 con un programma di sviluppo sostenibile che ha risollevato le sorti di oltre cento famiglie di agricoltori. È stato piantumato oltre 1 milione di piante di caffè e grazie alla guida di agronomi ed esperti è raddoppiata la produttività per ettaro e incentivata la produzione di caffè di alta qualità certificata Rainforest Alliance. Aumentare il benessere significa anche fornire cibo in giusta quantità e variato ogni giorno; per questo le piccole aziende agricole sono state assistite anche nella mesa a dimora di circa 13mila piante da frutto, utili per i contadini per aumentare le entrare e sostenere la sicurezza alimentare delle famiglie. È stato dato un particolare supporto alle donne, che nel mondo della coltivazione del caffè rappresentano fino al 70% della forza lavoro, ma che gestiscono solo il 15% delle attività.

Gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030
Gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030

La Fondazione, nata nel 2004, oggi è presente in 17 paesi di 3 continenti, dove ha promosso 24 progetti e coinvolto otre 97mila contadini. «Con questo documentario desideriamo raccontare una delle numerose storie dei protagonisti dei nostri progetti, attraverso un linguaggio contemporaneo e con un partner di eccellenza come Amazon - afferma Mario Cerutti, chief institutional relations & sustainability officer della Torrefazione -. Il tutto nel pieno spirito del Goal Zero – Diffondere il messaggio, l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile che abbiamo ideato, affiancandolo ai 17 Goals dell’Agenda 2030 dell’ONU, da noi sottoscritta, col fine di coinvolgere le persone sui temi della sostenibilità». I quattro pilastri di sostenibilità che si ritrovano nel filmato sono Uguaglianza di genere (Goal 5), Lavoro dignitoso e crescita economica (Goal 8), Consumo e produzione responsabile (Goal 12) e Agire per il clima (Goal 13).

Il documentario si inserisce nel progetto Coffee Defenders, un’iniziativa che trae ispirazione dalle storie dei produttori che beneficiano dei progetti della Fondazione e mira al coinvolgimento della coffee community ai temi della sostenibilità. «Riteniamo che il docufilm rappresenti un importante asset per raccontare attraverso un linguaggio differente, visivo, autentico e universale il tema della sostenibilità, che è parte integrante del nostro business da molti anni e che ci caratterizzerà da qui in avanti -  dice Lorenzo Giorda, global head of digital marketing Lavazza -. Nel futuro il documentario vivrà sia a livello digitale sia fisico in altri luoghi poiché non si tratta solo di un prodotto di entertainment ma di un veicolo di messaggi forti e contemporanei».

Carpano firma i superclassici dell’aperitivo italiano ready to drink

Carpano cocktail ready to drink

Tutto il gusto di due superclassici dell’aperitivo italiano pronti da bere con tutta la qualità garantita da un brand di prestigio. Sono i nuovi Cocktail ready to drink firmati Carpano, il creatore del vermouth e storico marchio di Fratelli Branca Distillerie.

Una novità pensata per tutti i locali che vogliono offrire ai loro clienti cocktail realizzati a regola d’arte, proprio come se li avessero “fatti i loro bartender”, da poter gustare comodamente e in tutta sicurezza a casa. Pronti da servire freschi oppure on the rocks, la nuova gamma di drink è composta da due ricette storiche dell’aperitivo italiano, il Mi-To e il Negroni. Cocktail preparati secondo la ricetta originale e con ingredienti di alta qualità, tutti firmati Carpano. Il Mi-To è preparato infatti con Punt e Mes e Carpano Botanic Bitter in parti uguali e il Negroni con Carpano Vermouth Classico, Carpano Botanic Bitter e gin sempre in parti uguali.

Altro tratto distintivo dei due drink è il loro pack, un’elegante bottiglietta in vetro da 10 cl, tascabile, bella anche da collezionare.

Sfida a colpi di opere di digital art per Art of Italicus 2020

Italicus Art of Italicus 2020

Creare un’opera d’arte che rappresenti al meglio la tradizione dell’aperitivo italiano. È la nuova sfida di Art of Italicus, il contest internazionale firmato Italicus, il Rosolio di Bergamotto creato da Giuseppe Gallo, che quest’anno si presenta con un carattere diverso, come sottolineato dalla parte finale del nome del concorso, Creative Talent. La particolarità è che si tratta di una gara di opere d’arte, per l’esattezza di digital art, dove a sfidarsi sono gli artisti ideando e realizzando opere che celebrino l’aperitivo italiano. Una scelta con la quale il brand conferma il suo stretto legame con il mondo dell’arte, con il gusto e lo stile made in Italy.

Organizzato in collaborazione con Moniker Art Fair, tra le più prestigiose piattaforme internazionali attive nella valorizzazione dell'arte urban e contemporanea, il concorso è aperto agli artisti emergenti, professionisti e non, under 35, dagli illustratori ai grafici, dai pittori agli artisti di collage e digital artist di 14 Paesi del mondo: Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Grecia, Norvegia, Svezia, Irlanda, Russia, Danimarca e Australia. Artisti chiamati a dare fondo alla loro fantasia per creare un’opera d’arte digitale che rappresenti il momento tradizionale dell’aperitivo italiano, raccontando la storia di Italicus e ispirandosi alle origini del Rosolio di Bergamotto.

L’ideazione di Italicus parte infatti dalla ricetta storica del Rosolio di Torino, una specialità che alla corte dei Savoia veniva servita come bevanda di benvenuto agli ospiti, facendone così l’aperitivo di corte per eccellenza. Ricetta che usa come base una delicata combinazione di camomilla romana, lavanda, genziana, rose gialle e balsamo di Melissa, macerate insieme per diversi giorni. Il passaggio successivo di lavorazione è la “sfumatura” processo nel quale le bucce essiccate del bergamotto di Calabria e del cedro di Sicilia sono infuse in acqua fredda per rilasciare i loro oli essenziali, prima di essere mescolati a uno spirito neutro di grano italiano.

A questa tradizione devono dunque ispirarsi i concorrenti, che hanno tempo fino al prossimo 13 luglio per presentare i loro lavori, tenendo presenti anche le illustrazioni alle quali sta lavorando il graphic designer romano Stefano Egidi, autore dell’immagine creativa del contest (in apertura). Illustrazioni che vogliono stuzzicare l’immaginazione dei concorrenti e ispirate a poster vintage e alle tre aree tematiche dei luoghi simbolo per l’aperitivo italiano legate ad Amalfi, Roma e Torino, che rappresentano, rispettivamente, la bellezza dei paesaggi del meridione dal quale provengono le materie prime caratterizzanti del prodotto, la città della “bella vita”, e la patria del rosolio.

Come partecipare

Per partecipare occorre registrarsi sul sito del concorso, compilando l’apposito form e allegando la propria opera digitale, che si può realizzare con le più diverse tecniche: in stop motion, animazioni, immagini in movimento, illustrazioni digitali, dipinti, video, ricordando che le immagini devono avere un peso massimo di 15 MB, mentre i video una durata massima di 30 secondi.

Una volta chiusa la fase di invio degli elaborati (13 luglio), sarà predisposto un sistema di voto pubblico, aperto dal 20 al 30 luglio, che sulla base del numero di maggiori preferenze decreterà le 10 opere finaliste. Queste saranno valutate da una giuria di esperti e il primo settembre, in occasione del quarto compleanno di Italicus, verrà proclamato il lavoro vincitore. Insieme ai premi in denaro, i tre artisti sul podio parteciperanno a un evento globale dell’edizione 2021 di Art of Italicus.

Inoltre, per ogni opera inscritta al concorso Italicus devolverà un euro a favore di Bergamore, un progetto a sostegno dell’agricoltura del bergamotto in Calabria.

Flavio Angiolillo racconta la corsa a ostacoli dei piccoli bar

A fine maggio è stato introdotto il divieto per bar e negozietti di prossimità di vendere bevande alcoliche e superalcoliche dopo le 19. E questa è solo una delle tante storie strane di un periodo strano. In questa video-intervista Flavio Angiolillo ci racconta dei suoi Mag Café, 1930 e Backdoor 43, locali diversi, ma tutti caratterizzati dalle piccole metrature come la maggior parte dei locali italiani.

In Ripa di Porta Ticinese, a Milano, Flavio Angiolillo e Marco Russo hanno aperto il Backdoor 43 un cocktail take away & whisky bar in appena 4 metri quadrati. Un’idea semplicemente rivoluzionaria. Sono passati cinque anni da quel giorno e così tante cose sono cambiate per il bar più piccolo del mondo. A cominciare dallo scorso aprile quando, terminato il lockdown, è arrivato il momento di ripartire con i cocktail d’asporto. Stava filando tutto liscio quando...

  • “Altro…”

    A fine maggio è stato introdotto il divieto per bar e negozietti di prossimità di vendere bevande alcoliche e superalcoliche dopo le 19. E questa è solo una delle tante storie strane di un periodo strano. In questa video-intervista Flavio Angiolillo ci racconta dei suoi Mag Café, 1930 e Backdoor 43, locali diversi, ma tutti caratterizzati dalle piccole metrature come la maggior parte dei locali italiani. Locali bomboniera, di solito affollati da sciami di clienti, oggi trasformati in qualcos’altro. Il tutto in attesa, o meglio nella speranza, che arrivino tempi migliori. Flavio ci racconta com’è cambiato il suo lavoro, gli ostacoli da affrontare, le giornate sempre più lunghe, il nuovo rapporto con i clienti, la difficoltà di gestire situazioni totalmente inusuali, la speranza di un confronto costruttivo tra operatori del settore e istituzioni. Angiolillo è una voce di quella nightlife che sta imparando sulla propria pelle, giorno dopo giorno, a gestire questa nuova normalità. Una sfida ad ostacoli, comprensiva di caccia alle streghe, per tutti quei pubblici esercizi che non hanno rinunciato a tenere alta la barra. Un'ultima curiosità. Dopo decine di interviste "domestiche" nel periodo del lockdown, questa è la prima video-intervista che realizziamo all'interno di un locale. Anche se realizzato a distanza è sempre un'emozione sentire i suoni, o meglio la musica, che produce un locale in attività. S.N.

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