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Andrea Matarangolo, grazie ai formatori e avanti con umanità al banco bar

Andrea Matarangolo

Prosegue la riapertura di bar e caffetterie che ha preso il via il 18 maggio: chi ha potuto ha approfittato di qualche giorno in più per comprendere a fondo l’andamento del mercato, come strutturare il locale e come organizzarsi al meglio con le nuove procedure. Riportiamo di seguito alcune riflessioni che ci ha inviato Andrea Matarangolo, titolare dello spazio culturale per esperti, professionisti e appassionati di food & beverage Chupa ed education coordinator di Sca Italy.

Aula corsi dello spazio culturale Chupa
Aula corsi dello spazio culturale Chupa

«Abbiamo ripreso i corsi in questi giorni con la massima attenzione al distanziamento, all’igiene, alle giuste pratiche per il cupping: ho visto tutti sollevati per questo ritorno alla normalità, oltre che interessati alla didattica. La voglia di normalità è ciò che più ricorre di frequente parlando con colleghi e operatori del mondo del bar. Di recente un amico colombiano mi ha detto In questo momento ci è stata tolta l’umanità, ma è con l’umanità che dovremo uscire e ne usciremo. Penso che abbia ragione e che, magari senza accorgercene, dei passi nel giusto senso li abbiamo fatti e li stiamo facendo.

Il primo gesto importante l’ho riscontrato nei giorni della chiusura totale, quando la maggior parte delle persone ha cercato svago, intrattenimento ed anche formazione sul web. Tanti baristi hanno approfittato della formazione e dell’informazione che numerosi formatori (trainer ed esperti) hanno messo a disposizione gratuitamente. Talvolta si è trattato di brevi tutorial, altre volte di interventi più complessi e articolati, comunque c’è stato modo di apprendere. Ringrazio tutti in qualità di coordinatore della formazione di Sca Italy, ma più in genere da operatore del settore, grato chi ha regalato un poco del proprio sapere in una fase tanto difficile e assolutamente eccezionale.

Riunione AST durante il lockdown
Riunione AST durante il lockdown

Torniamo alla riapertura. La maggior parte degli italiani ha soddisfatto la voglia del “caffè del bar” che covava da tanto tempo. L’ha fatto magari con paura, ma la voglia di bere un buon espresso e di incontrare di nuovo l’amico barista al banco bar - anche se con il dovuto distanziamento - hanno avuto la meglio. Ed è proprio lui, il professionista al banco bar il vero protagonista e  la chiave del successo della riapertura, che riporta al concetto di “umanità”, intesa come disponibilità, accoglienza, ascolto. Una postazione curata, pulita, macchina compresa, conferisce tranquillità al cliente perché gli comunica attenzione all’igiene, oggi più che mai importante. Il barista è da sempre lo psicologo del cliente e ora lo deve essere più di prima! I problemi, i dubbi, i successi e i fallimenti  arrivano immancabilmente al bancone; se poi la consumazione avviene in piedi, il cliente ha più tempo o, almeno, maggiore possibilità di richiamare su di sé l’attenzione.

Infografica igiene e caffè di Sca Italy
Infografica igiene e caffè di Sca Italy

È importante dargli attenzione, ma al contempo è importante raccontargli cosa si sta facendo per la sua sicurezza e offrirgli qualche dettaglio in più su quanto sta consumando se davvero (ma al bar forse la tendenza non è così evidente) la sua attenzione sta crescendo anche nei confronti della qualità di ciò che gli viene offerto. Finalmente, chi ha qualcosa da dire (la composizione della miscela, le caratteristiche della bevanda in tazza, la proposta di più tipi di caffè) ha più tempo per farlo. Come pure di presentare un prodotto particolare che è entrato nel menu. Tutto e sempre con un atteggiamento positivo, attento a cogliere ogni opportunità. Come la disponibilità da parte di molti comuni di concedere gratuitamente più spazio per il dehors. Ci sono amministrazioni che, a fronte della mancanza di spazi esterni, stanno sacrificando porzioni di parcheggi per agevolare i locali, fino ad arrivare alla realtà del gestore che offre parte dei propri spazi esterni al collega/concorrente. La concorrenza va poi fatta spingendo sulla qualità, non sullo sconto, che non fa assolutamente bene al cassetto del locale.

Guardo al futuro con ottimismo: noi tutti non vediamo l’ora di tornare alla normalità e la sosta al bar fa parte della nostra routine più consolidata. Impegniamoci per meritare fiducia e per offrire qualcosa in più”.

Da Compagnia dei Caraibi la piattaforma per digitalizzare il menu

I Love Menu Compagnia dei Caraibi

Nuova iniziativa di Compagnia dei Caraibi a supporto dei locali. L’azienda piemontese, specializzata nell’importazione e distribuzione di distillati premium e ultra premium, mette a disposizione dei suoi locali partner I Love Menù, un’innovativa piattaforma che permette di creare e pubblicare online il loro menu. Uno strumento pratico, completamente gratuito, che risponde alle nuove prescrizioni di sicurezza e igiene che impongono l’uso di menu dematerializzati o realizzati su supporti igienizzabili o monouso.

Facile da utilizzare, I Love Menù consente di creare la carta del locale in pochi e semplici passaggi. Una volta collegato alla piattaforma, il gestore accede al profilo del proprio locale, nel quale può mettere a punto la carta, definendone il layout e personalizzandola con il logo del locale, con immagini delle proposte, completandola con gli ingredienti delle preparazioni. La piattaforma consente anche di realizzare e gestire contemporaneamente più menu, sia food sia beverage, differenziandoli per tipologia, giorno della settimana, fascia oraria e gestendone anche la lista allergeni.

Altrettanto immediata è la fruizione del menu per il cliente finale. La piattaforma genera infatti un QR Code che il locale può stampare e mettere a disposizione del suo ospite. Fotografando con la camera del proprio telefono il QR Code, il cliente accede al menu. Ma non solo. Perché oltre a scorrere la carta delle proposte, il cliente può anche effettuare l’ordinazione, scegliendo i prodotti che desidera che alla fine troverà in un riepilogo finale. A questo punto al personale basterà fotografare il QR code per raccogliere l’ordinazione. Una soluzione semplice ed efficace che, oltre a rispondere a una domanda di maggior sicurezza, consente di snellire e velocizzare anche il lavoro del personale. Una soluzione che Compagnia dei Caraibi nel tempo arricchirà con sempre nuove funzionalità.

Vai sul bar sicuro il progetto di Vandemoortele a sostegno dei locali

Vandemoortele ciabattina lievito madre

Si chiama Vai sul bar sicuro l’iniziativa lanciata da Vandemoortele per sostenere i locali nella difficile fase di ripartenza. Un progetto che si concretizza nell’offerta di prodotti, strumenti e servizi pensati per aiutare il barista a riprendere l’attività in modo sicuro, semplificandogli la vita, e, al tempo stesso, mandare un messaggio rassicurante al cliente che nel locale può tornare a vivere la sua esperienza di consumo in totale sicurezza.

Articolato in diversi step, il progetto del gruppo alimentare belga guarda a tutte le necessità del locale, a partire dalla costruzione di un’offerta di qualità per i vari momenti di consumo, capace di soddisfare il cliente e di massimizzare i profitti. A questo scopo Vandemoortele ha selezionato dal suo vasto catalogo di prodotti da forno surgelati una gamma di referenze per la colazione, il pranzo e l’aperitivo secondo i gusti più consolidati, in modo che i gestori possano concentrare gli acquisti sulle referenze altorotanti, privilegiando i prodotti surgelati da cuocere o “scongela e servi” che garantiscono lunga conservazione, alta qualità e zero sprechi.

 

Vandemoortele trancio focaccia ai cereali
Il trancio focaccia ai cereali

Ne sono un esempio, per quanto riguarda la colazione, la linea di croissant nelle più diverse farciture (crema, albicocca, cioccolato, lampone), ai multisemi con miele e zenzero, con farcitura ai frutti di bosco e fiori di sambuco, o ancora la sfoglia con crema pasticcera, la chiocciola alla crema con perle di zucchero. Per la pausa pranzo, le varie proposte di pani, come la ciabattina ai cereali lievito madre, la ciabattina di grano tenere, il baguettino, il francesino, i pani per hamburger, le focacce (la focaccia ligure, la focaccia toast, entrambe anche ai cereali) e pizze a trancio. Focacce e pizze ottime anche per l’aperitivo, dove vanno ad aggiungersi al maxi toast, al bughy, alla barretta multicereali, al minifrustino.

I kit per la comunicazione e il servizio

totem Vandemoortele
Il totem da banco

Insieme all’offerta mirata di prodotti, l’iniziativa comprende anche un kit per la comunicazione, composto da una locandina per la vetrina del bar e un totem da banco, da esporre sul bancone, che illustrano al consumatore tutte le norme di igiene e di sicurezza adottate dal locale.

Sempre in ottica di garantire la massima igiene e sicurezza, Vandemoortele offre anche materiali di confezionamento da utilizzare per esporre l’offerta, come astucci con finestra per contenere panini farciti con interno idrorepellente per salse e unto, sacchetti in carta antiunto con finestra per croissant e sfoglie e fogli in carta alimentare con pellicola in plastica per fasciare panini e focaccine farcite.

materiali
Le confezioni per il consumo, l'asporto e il delivery

A questi si aggiungono gli adesivi chiudi pacco per sigillare i sacchetti porta croissant, gli astucci per i panini e la carta per alimenti. Strumenti semplici ed efficaci che si possono usare anche per l’asporto o per il delivery, servizi che hanno assunto una nuova centralità nell’attività bar.

Un corso online sulla sicurezza

Infine, il gruppo mette a disposizione anche un corso online sulla sicurezza. Un’ottima occasione per ripassare e aggiornare le nozioni necessarie per garantire un servizio impeccabile sotto questo fronte delicato, sui rischi ai quali sono sottoposti lavoratori e clienti, sulle relative misure di prevenzione e sulle buone pratiche da adottare, al termine del quale il barista riceverà una certificazione da esibire nel bar.

Il bio di Alce Nero entra nei bar pasticceria

Alce Nero è un brand da sempre sinonimo di biologico. Dagli anni '70 (per la precisione dal 1978) l'azienda di San Lazzaro di Savena (BO) si dedica alla produzione con materie prime da campagne libere da erbicidi e pesticidi, un’agricoltura di tradizioni e di rigorosi disciplinari che il biologico impone. Più di 300 referenze sul mercato consumer, ma ora è stata sviluppata una gamma di prodotti dedicati al canale fuori casa.

Bevande d'orzo, creme fredde, smoothies e infusi, snack dolci e salati

Sono bevande d’orzo, caffè al ginseng, creme fredde, tè, tisane e infusi per la colazione o per la pausa caffè. Poi, bevande vegetali, smoothies di frutta per un break sano. La gamma si completa con gli snack salati e dolci, e con le caramelle. Ancora, succhi e puree di frutta in doypack.

«La ripresa passa per una migliore selezione»

Passato il periodo delle restrizioni e delle chiusure dei locali, Alce Nero sta iniziando a presentare i suoi prodotti in queste settimane. Il progetto è di promuovere il biologico quale opportunità di sviluppo per il segmento della pasticceria e della caffetteria. Sostiene Francesco Romano, responsabile del progetto: «L'obiettivo è quello di portare il biologico all’interno dei bar con un assortimento tale da poter coprire i diversi momenti di consumo. Si tratta di prodotti realizzati con la massima attenzione nella scelta degli ingredienti, nell’apporto calorico e nel contenuto di grassi, che ci permetterà di elevare la qualità di quelli già presenti. Sono fermamente convinto che, adesso più di prima, non è necessario inventare nuovi consumi ma migliorare quelli esistenti. Nel periodo storico che il settore sta vivendo, ancor di più l’attenzione dei consumatori va verso la qualità dei prodotti consumati nel “fuori casa” e la ripresa dei locali passa inevitabilmente attraverso una maggiore selezione dei prodotti. Il nostro intento è introdurre nei bar un marchio storico, e sinonimo di affidabilità».

Hausbrandt Cold Brew Coffee, freschezza e gusto lisci o miscelati

Cocktail Brew Americano

Con la stagione calda torna la voglia di un buon caffè freddo, che da qualche anno ha tra i suoi protagonisti il cold brew, che Hausbrandt propone in bottiglia da 25 cl, da bere al bar, per strada o portare a casa e tenere in fresco, da gustare in ogni occasione. In concomitanza con la riapertura dei locali arriva il nuovo Cold Brew Coffee 100% monorigine Ethiopia Sidamo, realizzato per infusione con un caffè lavato che presenta profumo di agrumi, fiori e spezie: una combinazione di note piacevoli al gusto e con un gradevole retrogusto di cacao amaro e di spezie.

Il cold brew è perfetto liscio con ghiaccio e, in continuazione con le sue note agrumate, con una scorza d’arancia. Miscelato è la base di numerosi drink alcolici e analcolici, in cui dimostra la sua grande versatilità e il gusto eccellente accompagnati da un basso contenuto di caffeina. Per questo caffè Bruno Vanzan ha realizzato il ricettario Hausbrandt Cold Brew Coffee che comprende numerose ricette alcoliche e analcoliche, curate nei minimi particolari per assicurare una preparazione curata e di sicuro effetto.

Osserviamo la ricetta del Brew Americano che Vanzan ha personalizzato e illustra a questo link su you tube; anche in questo caso le prime note che colpiscono avvicinando il bicchiere alla bocca sono gli aromi di limone e arancio. Gli ingredienti del drink sono 3 cl di Bitter, 3 cl di Vermouth ambrato, 6 cl di Cold Brew Coffee sodato, ovvero versato in un sifone e caricato con 2 bombolette di CO2, scorza di limone e di arancia.

Bruno Vanzan prepara il cocktail Brew Americano
Bruno Vanzan prepara il cocktail Brew Americano

La preparazione procede preparando nel sifone il Cold Brew Coffee; quindi nel mixing glass si versano gli ingredienti aggiungendo ghiaccio e mescolando per 6-8 secondi. Versare in un bicchiere old fashioned filtrando con lo strainer; spremere gli oli essenziali degli agrumi sul bordo del bicchiere, sul quale poi si attaccano con una mollettina le scorze dopo averle ritagliate.

Il cold brew di Hausbrandt ha inizio con la tostatura chiara e prosegue con un macinatura grossolana che entra in contatto con l’acqua a freddo, rimanendo in infusione: in questa fase delicata è molto importante il tempo affinché l’acqua possa estrarre il meglio dal caffè, ottenendo un esito ottimale. Quest’ultimo è una bevanda fresca e piacevole, che avvolge morbidamente il palato con le sue note fiorite e agrumate e sfuma in un retrogusto di cacao amaro e spezie.

Gruppo Caffo 1915 acquisisce lo storico Ferro China Bisleri

Un altro importante colpo di mercato è stato messo a segno da Gruppo Caffo 1915. Il gruppo beverage calabrese ha acquisito da Diageo lo storico marchio Ferro China Bisleri, la specialità a base di ferro e corteccia china.

Un’operazione con la quale Gruppo Caffo riporta in Italia un altro pezzo storico della liquoristica italiana con l’obiettivo di rilanciarlo sul mercato sfruttando tutte le potenzialità del marchio creato nel 1881 da Felice Bisleri, un garibaldino con la passione per la chimica, l’erboristeria e i liquori.

Tra i primissimi liquori a essere realizzato con il sale di un metallo, citrato di ferro, il Ferro China Bisleri sin da subito si impose come emblema dell’amaro aperitivo corroborante, riscuotendo un grande successo che ben presto travalicò i confini del Belpaese, trovando mercato oltreoceano in Sudamerica, a New York e anche in Australia.

Noto infatti per le sue proprietà ricostituenti e salutari, il prodotto era utilizzato come cura per l’astenia, la debolezza, come ricostituente dopo le malattie e persino come rimedio per il corpo durante le epidemie di malaria e di colera, grazie alle virtù dei suoi principali ingredienti, il ferro e la china, dalla quale si estrae il chinino usato per lungo tempo come cura per la malaria.

Antichi fasti che ora Gruppo Caffo intende rinverdire, puntando sulla storicità del prodotto che, caduto nell’oblio dagli anni Ottanta del secolo scorso, è comunque rimasto popolare nella memoria e nell’affezione del pubblico più adulto. Ciò anche grazie all’intraprendenza del suo creatore che, oltre a mettere a punto una ricetta di grande qualità, aveva anche inventato il marketing dei liquori creandone lo slogan che recitava «Volete la salute?». Una domanda di impatto, accompagnata dalla figura di un leone ruggente, simbolo di forza, energia e vigore, che ne rafforzava il messaggio e che per oltre un secolo ha campeggiato sui manifesti e sulle pubblicità.

Un prodotto anche per la mixology

Il Ferro China Bisleri (alc 21% in vol) sarà proposto nella sua formula originaria, una ricetta segreta, della quale è stata trovata la versione manoscritta dello stesso Felice Bisleri, che, insieme ai due ingredienti già citati, prevede una miscela di infusi tutti naturali di erbe rare, erbe benefiche e gradevoli, dalle proprietà digestive e aperitive. Così come orginaria, solo leggermente rivista con un restyling che ne manterrà tutto il fascino della sua storia, sarà la bottiglia che la conterrà.

Nel rilanciare il brand, Gruppo Caffo 1915 si avvarrà della sua capillare rete commerciale con un’attenzione particolare al mercato italiano e, per quanto riguarda l’estero, soprattutto ai mercati sudamericano e australiano. Il prodotto, in questo momento, è disponibile solo sull’e-commerce Caffo.store nella versione da 50 cl. e da fine giugno anche nella bottiglia da 70 cl.

Oltre che come aperitivo e digestivo, Ferro China Bisleri sarà proposto ai bartender come ingrediente per la miscelazione, prestandosi bene anche a questo utilizzo, come mostrano i primi due suggerimenti di Gruppo Caffo: Il Ricostituente, drink corroborante fatto con Ferro China e soda water, e L’Amaricante, dove invece si unisce al chinotto per dare vita a una miscela dal gradevole sapore con proprietà super toniche e digestive.

L’acquisizione di Ferro China Bisleri è la seconda nel giro di pochi mesi conclusa da Gruppo Caffo con Diageo, dalla quale alla fine di marzo aveva acquisito l’amaro olandese Petrus Boonekamp. Le due operazioni sono state gestite separatamente e nel caso di Ferro China Bisleri è stata costituita una new company con lo stesso nome della società originaria, creata a Milano dal fondatore e detentrice del marchio, la Felice Bisleri & C.

Le ricette di Ferro China Bisleri

Il Ricostituente

Il Ricostituente Ferro China Bisleri

Ingredienti:

5 cl Ferro China Bisleri, 5 cl soda water

Preparazione: 

build

Guarnizione:

1 zest di limone

Bicchiere:

old fashioned con ghiaccio

L’Amaricante

 

 

Ingredienti:

4 cl Ferro China Bisleri, 12 cl chinotto

Preparazione:

build

Guarnizione:

1 spicchio di lime

Bicchiere:

tumbler alto con ghiaccio

Slitta al 2021 la nuova edizione della Patrón Perfectionists Competition

Patrón Perfectionists Hacienda
Hacienda Patrón, che sorge nel cuore della regione di Jalisco, in Messico

Slitta al 2021 la sesta edizione di Patrón Perfectionists, il cocktail contest internazionale organizzato da Tequila Patrón. A ufficializzare il rinvio della competizione una nota stampa del brand, nella quale Adrian Parker, global vice presidente marketing di Patrón, ha spiegato che la decisione presa è «la più appropriata al fine di rispettare le norme di sicurezza e sanitarie messe in atto dai diversi Paesi dai quali i nostri partecipanti e collaboratori provengono».

Il rinvio della gara non ne ha però affievolito lo spirito che la anima. La crescita della competizione nel corso degli anni ha portato infatti al consolidarsi di un’estesa e affiatata rete di bartender che, pur venendo da diverse parti del mondo, si è mostrata pronta a collaborare con il brand per fornire ispirazione e aiuto ai colleghi.

Un’attività che diventa ancora in più importante in un momento nel quale la crisi globale scatenata dall’emergenza sanitaria ha messo in difficoltà molti locali e i professionisti che vi operano. A questo scopo, il brand di tequila super premium del gruppo Bacardi ha utilizzato piattaforme digitali e social per riunire i “Perfectionists” e aiutarli a condividere le loro esperienze e progetti che possono andare a vantaggio di tutta la comunità dei bartender. Un esempio è la #PatrónPantryChallenge, lanciata a fine marzo su iniziativa del finalista canadese dell’ultima edizione del concorso, Jared Schmidt, che ha sfidato i colleghi e compagni del gruppo 2019/2020 a creare e condividere cocktail fatti con i loro ingredienti di casa. Creazioni che sono state condivise sui social e raccolte in una sezione speciale della piattaforma mixology Difford’s Guide. La challenge è poi progressivamente evoluta in una collaborazione con Difford’s Guide per rispondere alle necessità e richieste della più vasta community dei Perfectionists tramite delle sessioni settimanali che hanno permesso di nutrire lo spirito creativo e le iniziative di questi bartender durante il periodo del lockdown.

La #PatrónPantryChallenge avrà a breve un’ulteriore evoluzione con uno sviluppo a carattere e-commerce a partire dal Regno Unito, dove i consumatori potranno acquistare bundle di ingredienti su Amazon per creare ricette di cocktail semplici e gustosi inventati dai finalisti della Patrón Perfectionists.

Nel corso dell’anno Patrón continuerà a lavorare a supporto del mondo del fuoricasa con nuove iniziative, che si aggiungeranno al più ampio programma #RaiseYourSpirits del Gruppo Bacardi che ha visto lo stanziamento di 4 milioni di dollari in attività a favore della bar industry a livello mondiale.

Lo spettacolo non può attendere

Mentre bar e ristoranti aprono, o stanno per riaprire, per i locali di intrattenimento non c’è ancora nulla in vista. Nè una data, né altro genere di conferme. Una situazione grave per un settore che alimenta un giro d’affari pari a circa 4 miliardi di euro, coinvolge 2.500 imprenditori, 50mila dipendenti e 40mila collaboratori. Bargiornale Tv incontra Maurizio Pasca, Presidente del SILB, il Sindacato Italiano dei Locali da Ballo, che associa oltre il 90% delle imprese del comparto a pochi giorni dal flashmob che sarà organizzato davanti a Montecitorio il 10 giugno dalle 9 alle 13. Con Pasca facciamo il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive future. Con gli esempi, e alcuni buoni modelli, che ci arrivano da Germania, Francia e Spagna.

Panettone Day, al via l’edizione 2020

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Il concorso Panettone Day si farà, anche in questo 2020 reso così particolare dall'emergenza sanitaria. La "gara" tra professionisti che si sfidano nella preparazione del miglior lievitato tradizionale, nel 2019 aveva visto partecipare 240 artigiani da tutta Italia, con oltre 500 panettoni in gara nelle tre categorie. Quest'anno sarà l'ottava edizione del concorso, aperto a tutti i pasticceri d'Italia.

Iscrizioni entro il 26, poi selezioni a luglio

Le iscrizioni al Panettone Day 2020 sono entro il 26 giugno, seguendo le istruzioni disponibili sul sito del concorso. La prima fase di selezione si svolgerà tra il 6 ed il 10 luglio a cura di una giuria tecnica coordinata dal maestro Iginio Massari che valuterà i lieivtati, tra tutti i panettoni iscritti e pervenuti, scegliendo i 15 migliori panettoni tradizionali, i 5 migliori panettoni creativi dolci e i 5 migliori panettoni al Cioccolato Ruby. Sono dunque riconfermate le tre categorie dello scorso anno. La finale del concorso si svolgerà il 15 settembre presso la Sala Mengoni del Ristorante Cracco. Qui i finalisti verranno giudicati da una giuria d’eccezione della quale, oltre a Iginio Massari, fanno parte anche il vincitore dell’edizione 2019, Francesco Bertolini, la figlia del maestro, Debora Massari, membro AMPI ed il celebre pastry chef Sal De Riso.

In autunno il temporary store a Milano con i panettoni finalisti

Il concorso è ideato dall’azienda Braims in partnership con Novacart ed in collaborazione con Callebaut, Vitalfood, FB e CAST Alimenti. Come da tradizione, i 25 panettoni finalisti avranno una speciale vetrina nel temporary store a loro dedicato, a Milano, in corso Garibaldi 42, dal 12 ottobre all’8 novembre.

La galassia Perbellini riparte anche con un temporary

Giancarlo Perbellini
Lo chef veronese a due stelle Perbellini annuncia che riaprirà il ristorante gourmet a settembre. E da maggio a fine agosto vara il suo primo temporary restaurant, che per qualche mese sarà attivo nella sede nella nuova trattoria Venti&Trenta, sempre a Verona

In tempi difficili bisogna imparare a reagire con prontezza mettendo in campo nuove strategie. E uno chef stellato come Giancarlo Perbellini, vero modello di imprenditore della ristorazione, non ha esitato a cambiare i programmi per la sua nuova trattoria contemporanea Venti&Trenta, che avrebbe dovuto inaugurare a Verona ai primi di marzo. «A Casa Perbellini con le disposizioni odierne possiamo disporre solo di una decina di coperti - dice Giancarlo - quindi il fine dining in questo momento è economicamente insostenibile, anche perché non sappiamo come funzionerà l’economia praticamente senza turisti e senza il solito “giro” di clienti indotto dagli eventi cittadini. Dunque, fino a settembre resteremo chiusi. La nuova trattoria era pronta per essere inaugurata, così abbiamo deciso di trasferirci lì trasformandola in un temporary, che prende il via da fine maggio e a fine agosto termina, per tornare ad essere il locale che avevamo progettato all’inizio, una trattoria con una proposta imperniata sulle ricette tradizionali italiane».

  • “Altro…”

    Così il 30 maggio ha aperto i battenti il Giancarlo Perbellini Pop Up, 28 coperti tra interno ed esterno, 5 persone al lavoro oltre allo chef, che sarà sempre presente, a cucinare piatti unici, ogni giorno diversi e che non verranno replicati. Il locale, aperto a pranzo e cena dal lunedì al sabato, proporrà una linea di drink realizzati con le migliori materie prime e tecniche, grazie alla partnership con Spaccio Spiriti Alimenti & Diversi-American Bar di Senigallia. A ciò si aggiunge anche una collaborazione con la maison de Champagne Ruinart. Aperto a pranzo e cena, Giancarlo Perbellini Pop Up propone tre menu: small (3 portate, 65 euro), medium (4 portate, 80 euro) e large (sei portate, 95 euro). Fra i vari piatti qui sarà possibile assaggiare la Milanese cotta e cruda, piatto brevettato dallo chef lo scorso gennaio e che doveva entrare nei suoi bistrot nel mese di aprile. «Le tre proposte si chiamano “Oggi”, perché cambiano giornalmente - dice Perbellini. Tutto quello che faremo inizierà e terminerà esattamente nei mesi di apertura di pop up: un’esclusiva senza repliche».

    Aperitivi e finger food d'autore

    Si parte alle 18 con l’aperitivo, poi chi vuole può prolungare la serata con la cena. A occuparsi della parte beverage c’è Barbara Manoni, maître di sala ora in veste di bartender: accanto alle rivisitazioni dei Martini Cocktail, Bloody Mary, Manhattan, Moscow Mule, per citarne solo alcuni, c’è l’opportunità di gustare 3 special snack in abbinamento al drink. Il Giancarlo Perbellini Pop Up è una novità che attira. Conclusione: le telefonate di prenotazione hanno cominciato ad arrivare appena si è sparsa la notizia. «Anche se la prenotazione non è obbligatoria - sottolinea lo chef - i posti non sono molti, ci auguriamo che la clientela si abitui a riservare il tavolo».

    Prossima l'apertura in Sicilia, a a Bovo Marina

    Anche altri locali targati Perbellini hanno ripreso l’attività o stanno per farlo: «A fine maggio praticamente abbiamo riaperto un locale al giorno, dal Capitan de la Cittadella alla Locanda 4 cuochi al Tapasotto, alla Locanda Perbellini Bistrot di Milano, dove possibile recuperando posti nel plateatico. Non solo. Da metà giugno dovrebbe anche aprire il nuovissimo ristorante di Perbellini a Bovo Marina (Ag), una struttura acquisita lo scorso anno e completamente ristrutturata. «Stiamo ultimando i lavori e montando la cucina - dice lo chef - avremo il ristorante direttamente sulla spiaggia e 12 di camere, con una bellissima pineta intorno». La “galassia” Xbe continua a crescere. M.B.

Carne, il ristorante apre (in anteprima) su Zoom

Era tutto pronto per inizio di marzo, lista di 450 clienti pronti a partecipare alla serata inaugurale inclusa. Ovviamente, il lockdown ha cancellato tutto. Ora è tempo di ripartire. Ma, almeno a Milano, di eventi con tante persone non se ne parla ancora (per un po'...). E così Andrea Pirotti, Denise Di Meola e Domenico Cannillo, i tre soci che hanno creato Carne (diversamente macellai) - questo il nome completo del ristorante, parentesi incluse -, si sono inventati l’inaugurazione virtuale qualche giorno prima dell’apertura reale.

  • “Altro…”

    Appuntamento su Zoom, con 500 clienti. Tanti, per un ristorante milanese da 30 coperti. Raccolti attraverso post sponsorizzati su Facebook e Instagram e iscrizioni sul sito del ristorante (che significa: un data base di partenza niente male). Per una cerimonia con tanto di presentatore (Gibba di Radio 105), di dj set virtuale (con Pietro Civera e Dj Mayo) e di brindisi reale: «Abbiamo fatto recapitare a tutti i partecipanti - racconta Andrea Pirotti, già ideatore del format Bove's -, nei giorni precedenti all'inaugurazione, una birra creata apposta per l'occasione, "Diversamente Pils", che ci siamo fatti fare dal birrificio artigianale Canediguerra, da cui poi ci serviremo per il ristorante». Inaugurazione a parte, l'originalità di Carne (diversamente macellai) è quella di essere un "one thing restaurant", ovvero un ristorante con un menu - si può dire - ridotto all'osso: un unico piatto, pressoché introvabile nei comuni ristoranti.
    Protagonista indiscusso sarà infatti il lombatello, taglio di carne povero ma pregiato, acquistato da fornitori superselezionati (il consorzio piemontese La Granda) e preparato con lavorazioni da alta cucina. Il risultato si chiama "Love loin", che è il nome del piatto protagonista del menu (sarà affiancato, a rotazione, da due special): ricetta segreta, preparazione dietro le quinte accurata - il lombatello viene marinato utilizzando il fieno dei pascoli di montagna -, finitura e servizio veloci.
    Sostenibilità, alta qualità, prezzi accessibili: che sia la quadratura del cerchio? A.M.

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