A Milano la pasticceria Gelsomina raddoppia

Ci sono imprenditori che non si lasciano scoraggiare da questo periodo di difficoltà. Anzi investono e si lanciano in nuove attività. Fra questi Ilaria Puddu e Stefano Saturnino, soci che negli ultimi anni hanno lanciato non pochi locali (Pizzium, Marghe, Giolina) tra cui la Pasticceria Gelsomina, inaugurata a fine 2018 e che in breve è diventata una delle pasticcerie più amate, frequentate e instagrammate sui social. La notizia? In giugno Gelsomina raddoppia, con un nuovo punto vendita in piazza Santa Maria del Suffragio, sempre a Milano.

  • “Altro…”

    Spiega Ilaria (nella foto): «Stefano e io abbiamo sempre avuto il pallino della pasticceria, inoltre avevamo a disposizione un grande laboratorio di pasticceria (rilevato a suo tempo per Panini Durini, di cui Saturnino è stato fondatore e titolare, fino alla vendita nel 2018, ndr), dunque abbiamo concretizzato l’idea di creare una pasticceria contemporanea, dove sentirsi come a casa. Tutto è stato curato con grande attenzione e Gelsomina, da subito, ha fatto il boom sui social e il locale è decollato. La nostra produzione dolce è di ispirazione siciliana, come la brioche col tuppo, la granita, il cannolo. Tra le varie proposte abbiamo pensato di inserire anche il maritozzo, che a Milano non faceva nessuno: in brevissimo tempo è diventato il nostro best seller; basti dire che, prima dell’emergenza sanitaria, la vendita si attestava attorno ai 350 pezzi nel weekend».

    Un format collaudato

    Covid o no, i due imprenditori non si fermano e anzi rilanciano: «Mesi fa avevamo già trovato un altro locale adatto per bissare il format di Gelsomina - dice Ilaria Puddu - e avevamo avviato i lavori, interrotti durante il lockdown. Ora però non ci fermiamo, anzi se tutto va come da programma saremo pronti per l’inaugurazione verso la seconda metà di giugno. La nuova Gelsomina (circa 145 mq) riprenderà il format già collaudato: avremo i nostri pavimenti di maiolica, i muri “scrostati” e anche qui salveremo alcuni dettagli del passato, per dare un senso di continuità con ciò che ci ha preceduto. Avremo un laboratorio e una cucina sul posto, anche se parte dalla produzione arriverà dal nostro laboratorio centrale, per essere poi cotta o rifinita nel nuovo pdv. Anche qui saremo aperti dalla mattina alle 7.30 e per certo fino all’ora dell’aperitivo, ma stiamo valutando l’opportunità di restare aperti anche per cena, su prenotazione. Considerando il distanziamento avremo circa 25 coperti a cui si aggiungeranno quelli del dehors. Per noi questa non è solo l’apertura di un nuovo punto vendita, ma anche un modo per lanciare un messaggio positivo a tutto il settore». M.B.

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