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Follador eletto Best Prosecco a The Champagne & Sparkling Wine World Championships

Follador Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry 2019
Il premio del prestigioso concorso internazionale è stato assegnato al Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry 2019

Un grande riconoscimento è arrivato per Follador. Il suo Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry 2019 ha conquistato il titolo di Best Prosecco all’ultima edizione di The Champagne & Sparkling Wine World Championships, il più prestigioso concorso mondiale dedicato alle bollicine.

Il titolo di miglior prosecco celebra un’annata particolare del prodotto punta diamante dell’azienda di Valdobbiadene: il 2019 l’anno in cui la casa ha festeggiato i suoi 250 anni di storia. Era infatti il 1769 infatti, quando il doge di Venezia Alvise IV riconobbe e attestò la qualità dei vini prodotti dall’antenato Giovanni Follador, che in quell’epoca destinò a vigneto tutte le proprie terre.

Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry 2019 FolladorValdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry 2019 (alc 11,5% in vol) è ottenuto da uve Glera coltivate sulle colline di Valdobbiadene, a 280 metri sul livello del mare, pigiate e criomacerate secondo il Metodo Gianfranco Follador, protetto da brevetto. Il sistema prevede l’impiego di un’attrezzatura nella quale convogliare le uve appena fuoriuscite dalla pigiatrice. All’interno del macchinario la temperatura viene ridotta in modo da abbattere drasticamente l’effetto ossidante dell’ossigeno. Il successivo passaggio della criomacerazione consente poi di estrapolare le diverse proprietà delle bucce, dando al vino una maggior struttura e freschezza e una specifica personalità. La presa di spuma è ottenuta in autoclave secondo il metodo Charmat, con una fermentazione regolare seguita da una lunga sosta sui lieviti a 0 °C.

Dal colore giallo paglierino brillante con riflessi verdognoli e con un perlage fine e persistente, questo prosecco spicca per l’aroma fruttato, con note di mela golden, pesca e pera e sentori floreali di glicine. Peculiarità che si esprimono al meglio se servito a una temperatura di 8 °C e che lo rendono, oltre che un perfetto aperitivo, anche indicato per accompagnare piatti a base di pesce e crostacei, o per accompagnare dei biscotti.

La fantasia è la carta vincente di Andrea Villa all’M10Café

Andrea Villa titolare di M10Café
Andrea Villa titolare di M10Café

L’asporto e il delivery sono sostenuti all’M10Café di Lesmo (MB): effettua le consegne il personale, che così ha un buon modo per distrarsi e mantenere il contatto con l’utenza.  Alla riapertura la scorsa primavera i clienti del locale trovarono un’offerta rinnovata con prodotti del luogo e di qualità, una nuova lista dei drink (anche con caffè) e birre artigianali.

M10Café, l'offerta per la colazione
M10Café, l'offerta per la colazione

La ricerca di nuove soluzioni non si è mai fermata. «La fantasia è il nostro lavoro: è importante metterla in moto per richiamare i clienti o suscitare il desiderio di gustare un nostro prodotto, da ricevere a casa o ritirare in take away» - afferma il titolare del locale, Andrea Villa. La proposta ora è suddivisa per fasce orarie: colazioni e brunch dalle 6,30 alle 12,30; merenda e aperitivo dalla 15,30 alle 18,30. A colazione è sostenuto il take away, nonostante questa modalità non sia tra le abitudini degli italiani: si gustano espresso, cappuccino (ogni giorno si consumano 1,5-2 chili di caffè) ed anche la spremuta, serviti in bicchieri di carta con coperchio e posti in un vassoietto; se si aggiunge la brioche il tutto viene posto in un sacchetto logato.

M10Café, l'offerta per l'aperitivo
M10Café,il kit per l'aperitivo

«Organizzarsi per il take away è impegnativo da un punto di vista sia pratico sia economico - riprende Villa -, ma è importante investire: oggi più che mai la qualità fa la differenza». Con il brunch viene offerta un’alternativa al pasto classico, con crêpes, sandwich, avocado toast e numerosi altri piatti sia salati sia dolci accompagnati da filter coffee, cappuccino, latte macchinato, spremute, centrifughe e succhi di frutta: ha il suo picco di richieste nel fine settimana, quando per la clientela è un rito farsi coccolare. A causa soprattutto delle scuole per lo più chiuse non ha un buon riscontro la merenda, mentre è di nuovo positivo il bilancio per l’aperitivo per il quale «consegniamo un kit in bauletto per due persone con il necessario per realizzare il drink - spiega Andrea Villa -: la bottiglietta con gli ingredienti principali, altri da aggiungere in buste, il ghiaccio e un foglietto che spiega come creare il drink. Ne nasce qualcosa di dinamico, che sviluppa il barman che c’è nel cliente». Anche in questa fascia è sostenuto l’asporto al quale si unisce il delivery effettuato dal personale del locale: un buon modo per distrarsi e mantenere il contatto con l’utenza.

Nasce il Digital Training Center di Rancilio Group

Digital Training Center Rancilio
Un centro di formazione online per la fruizione di corsi tecnici in modalità e-learning dedicati ai tecnici specializzati che operano nel settore macchine per caffè

Nell’ottica di implementare i propri servizi di after-sales e customer support, Rancilio Group annuncia la nascita del Digital Training Center, il centro di formazione a distanza ideato per i tecnici specializzati che operano nel settore macchine per caffè. Il Digital Training Center offre ai clienti Rancilio Group la possibilità di formare il personale dell’assistenza tecnica con una serie di corsi e-learning, tutti gratuiti e disponibili in diverse modalità di fruizione, dedicati ai prodotti Rancilio, Egro, Rancilio Specialty e Promac.

I clienti che aderiscono ai programmi del Digital Training Center possono personalizzare il percorso formativo, in accordo con il Customer Support Manager di riferimento, e pianificare secondo le proprie esigenze il calendario dei corsi.

Rancilio Digital Training Center«Abbiamo trasferito online tutti i nostri corsi tecnici rendendoli disponibili on demand per tutti i nostri clienti», afferma Davide Beccaglia, head of Customer Support Rancilio Group. «Siamo tra i primi produttori di macchine per caffè che offrono percorsi certificati di formazione a distanza. Abbiamo deciso d’investire sulle persone per formare una rete di tecnici di alto livello in ogni parte del mondo».

Tutti i corsi sono realizzati in forma di webinar e sono condotti dai responsabili della formazione tecnica dei Training Center Rancilio ed Egro. Ideati per fornire tutte le informazioni e illustrare step by step il funzionamento, le regolazioni e le operazioni di manutenzione dei prodotti, i corsi sono organizzati in diversi moduli interattivi, tra teoria e pratica. In parallelo, il team del Customer Support sta già lavorando alla produzione seriale di video tutorial, che saranno caricati prossimamente e resi sempre disponibili agli utenti registrati nella “Rancilio Group video library”.

«Abbiamo allestito un set per realizzare i webinar nelle nostre sale Training e lavoriamo con i nostri migliori tecnici formatori e una troupe video specializzata», continua Davide Beccaglia. «Durante i webinar mostriamo i nostri prodotti, anche con riprese delle componenti interne, condividiamo video e materiali didattici e, in ogni momento, tutti possono interagire con il formatore e confrontarsi con gli altri partecipanti, proprio come succede durante i corsi in presenza».

I webinar possono essere seguiti in diretta, ma è anche possibile registrarli e renderli disponibili solo per il cliente che li ha seguiti, in modo che i partecipanti possano rivederli in un secondo momento.

Per ricevere informazioni o prenotare un corso di formazione online, scrivi a:  service@ranciliogroup.com

Nuovi riconoscimenti per le grappe di Mazzetti d’Altavilla

Mazzetti d'Altavilla premi 2020
Le grappe riserva Segni e Gaia Mazzetti sono state insignite dei 5 Grappoli della Guida Bibenda. Premi che si aggiungono ai tanti riconoscimenti conquistati nel corso dell'anno appena concluso

L’anno appena concluso ha regalato proprio nel finale ulteriori soddisfazioni a Mazzetti d’Altavlla. Due grappe riserva di punta della storica distilleria del Monferrato, la Segni e Gaia Mazzetti, sono state insignite dei 5 Grappoli 2021 della Guida Bibenda, il massimo riconoscimento attribuito ai distillati che concorrono alla selezione firmata della Fondazione italiana sommelier.

Riserva Segni Mazzetti d'AltavillaLa prima è una grappa riserva (alc 43% in vol) che nasce da un blend di vitigni rossi piemontesi, nello specifico Barbera e Dolcetto, lasciato poi riposare per 5 anni in ben sei piccole botti di essenze lignee diverse (rovere, castagno, frassino, ciliegio, gelso e ginepro) e di capacità differenti. Un procedimento che consente di concentrare nel distillato tutti i differenti aromi dei diversi legni dove ha soggiornato e alla base del suo carattere elegante, ricco e complesso, nel quale emergono sentori di marasca, mora, vaniglia ed erbe aromatiche fusi insieme in perfetta armonia.

Gaia Mazzetti_ Mazzetti d'AltavillaElementi aromatici che trovano la loro esaltazione in Gaia Mazzetti (alc 43% in vol), grazie alla presenza nel blend dal quale prende origine del vitigno Moscato, accompagnato dal Cortese. Frutto di un invecchiamento di oltre 18 mesi delle singole Grappe in barriques di rovere d’Allier e di castagno, successivamente unite, si caratterizza poi per la sua estrema morbidezza e per le sue note dolci e fruttate, accompagnate da fini sentori erbacei.

Un 2020 ricco di successi

I due nuovi riconoscimenti vanno a coronare un anno ricco di premi per Mazzetti d’Altavilla. Anno che si era aperto con l’inserimento della distilleria fra le 100 Eccellenze Italiane 2020 selezionate da Forbes Italia. E proseguito con i tre ori conquistati all’Internationaler Spirituosen Wettbewerb (Isw), prestigiosa competizione internazionale che si svolge in Germania, sempre da Segni, Grappa Barricata 7.0 di Ruchè (alc. 43% in vol), a base delle pregiate vinacce del vitigno autoctono del Monferrato, e da Amaro Gentile (alc 30% in vol), il digestivo, ma anche aperitivo se servito con ghiaccio e qualche foglia di menta e scorza di limone, preparato con 13 erbe, parte delle quali fatte macerare per 12 mesi in Grappa di Moscato Invecchiata, e parte infuse in alcol con scorze d’arancia e di limone.

A questi si aggiungono poi l’oro andato allo Special Brandy Invecchiato 35 Anni (alc 43% in vol), creato nell’autunno del 2019 dopo una stagionatura in pregiate botti di rovere avviata sin dal 1984, e la medaglia Best Gold nella categoria Grappa Invecchiata andata ancora alla Grappa Barricata 7.0 di Ruchè conquistati nell’ultima edizione dell’Alambicco d’oro, il concorso nazionale indetto da Assaggiatori grappa ed acquaviti (Anag).

Successi proseguiti in autunno con i tanti premi conquistati a The WineHunter Award del Merano Wine Festival. Manifestazione dove sono state 5 le referenze della casa piemontese premiate con l’Award Rosso: l’acquavite d’uva giovane Ardita (alc40% in vol); la grappa 1786 (alc 43% in vol), una grappa di Moscato affinata in botti che in precedenza hanno ospitato il vermouth di Torino; la grappa Riserva 18.46 (alc 43% in vol), ottenuta dalla distillazione di vinacce di Barbera e Dolcetto, che dopo un invecchiamento di 12 mesi in botti di rovere d’Allier, vengono assemblate e quindi lasciata affinare per altri 6 mesi in botti di castagno; l’Amaro Forte (alc 30% in vol), preparato sulla base di un’antica ricetta proveniente dal monastero benedettino che sorgeva ad Altavilla Monferrato; Grappa di Ruchè giovane. E cinque quelle premiate con l’Award Gold: Grappa Barricata 7.0 di Ruchè, 1789 Grappa Di Barolo Special Cask Finish (alc in vol 43%), invecchiata per oltre 18 mesi in barrique di Rovere e poi affinata in botti utilizzate per l’invecchiamento del bourbon; Gin Mazzetti (alc 42% in vol), un London dry preparato con botaniche piemontesi; Riserva Segni . Conclude la rassegna l’Excellence Spirit Award 2020 andato all’Amaro Gentile al Roma Bar Show.

Il successo dei microroaster italiani al micropanificio Le Polveri

Gianni Tratzi nel dehors del micropanificio Le Polveri
foto: Studio To-Do Milano

Incuriosire, guidare i clienti verso un consumo di caffè di qualità e vederli a ogni appuntamento più numerosi, con la voglia di sperimentare nuove origini e diverse modalità di estrazione, è la sfida lanciata e vinta da Gianni Tratzi, titolare dell’attività di formazione e consulenza Mezza Tazza. Per nove sabati, tra ottobre e dicembre (l’ultimo appuntamento è stato il 19 dicembre) è stato ospitato nel dehors del micro panificio Le Polveri di Aurora Zancanaro, sua moglie. Qui, racconta «ogni sabato ho offerto in modalità take away una monorigine diversa, spiegandola. Le persone si sono incuriosite e a ogni nuovo incontro aumentavano chiedendo cosa ci fosse di nuovo. Le Polveri è un piccolo panificio, al cui interno durante la settimana c’è una macchina Linea Mini de La Marzocco accesa alla quale i clienti possono prepararsi un espresso seguendo le istruzioni. Il sabato intervenivo io preparando estrazioni a filtro, ogni volta con un diverso caffè di un microtorrefattore italiano. Molti, a cominciare da baristi che offrono specialty, pensano che per avere dei caffè di qualità si debba andare oltre frontiera. Ho voluto dimostrare che non è così».

Invito a colazione al dehors de Le Polveri
@lepolveri

Di ogni caffè sono state raccontate le origini, accompagnate da un racconto che le rendeva più interessanti e facili da ricordare. Così l’esperienza ha preso il via dall’Etiopia, dove ha origine l’arabica, per spaziare tra diversi Paesi produttori, tra i quali anche la Cina (il racconto partiva da Marco Polo), che ha incuriosito: pochi sapevano che producesse caffè. L’occhio esperto di chi comprende se l’interlocutore è interessato e vuole saperne di più valutava poi se proseguire con la descrizione della lavorazione, del profilo organolettico e altre informazioni. Più di una persona ha poi acquistato un sacchetto di caffè da consumare a casa, in grani o macinato in base al metodo utilizzato.

«Dietro il banco bisogna parlare, senza sosta - riprende Tratzi -: molte persone sono curiose, ascoltano e fanno domande sia sulle origini sia sulla lavorazione. Molti mi hanno chiesto perché uso il livellatore, la bilancina, come si prepara un V60… ho praticamente fatto dei mini corsi. Ogni sabato è cresciuto il numero dei caffè serviti, fino al picco di 80 filtri il giorno in cui abbiamo raccolto fondi destinati ai coltivatori di caffè in Honduras, che hanno visto distrutti campi e abitazioni a causa dell’uragano Eta lo scorso novembre. Per un locale molto piccolo che fa solo take away è stato davvero un ottimo riscontro».

Protagonista un caffè cinese
@giannitratzi

Gianni è soddisfatto: ha visto confermata la sua convinzione che, lavorando con pazienza e con passione, il cliente viene attratto e incuriosito dal mondo del caffè, che va spiegato con termini semplici, subito comprensibili. Alla riapertura riprenderà il viaggio tra i caffè e le microtorrefazioni italiane; con l’arrivo del caldo al V60 si affiancherà il cold brew. E conclude con un paio di considerazioni. «Questa esperienza dimostra che il caffè ha molto più fascino se non viene nascosto dal brand della torrefazione. Misurando le parole, senza essere prolissi, si può parlare di terroir dei caffè e di artigiani italiani che li valorizzano con la tostatura, facendo comprendere alle persone che, a seconda dei propri gusti, c’è un caffè più o meno affine, come per i vini».

Aurora Zancanaro
Aurora Zancanaro - foto FusilloLab

Le Polveri è un micropanificio di 50mq a Milano, in via Ausonio 7, nel quartiere Sant’Ambrogio. Ogni giorno propone qualcosa di diverso che viene impastato con lievito madre nel pomeriggio, lasciato riposare e sfornato il giorno dopo. Artefice di ogni bontà è Aurora Zancanaro. Le farine provengono da mulini in giro per l’Italia per essere poi trasformate in pane ai cereali e di segale, pane di Altamura, al grano arso, pizze in pala e pan brioche, biscotti e granole, senza dimenticare panettone e colomba.

La riapertura avverrà martedì 12 gennaio.

Decreto ponte: le nuove regole fino al 15 gennaio

Decreto ponte
Foto di StockSnap da Pixabay
Il nuovo provvedimento, in vigore dal 7 al 15 gennaio, permette l'apertura dei locali in tutta Italia fino alle 18 nelle giornate del 7 e 8 gennaio. Le saracinesche tornano ad abbassarsi il 9 e il 10. Dall'11 Penisola nuovamente divisa in fasce di rischio

Due giorni di zona gialla “rafforzata” su tutto il territorio nazionale, dopo l’Epifania, seguiti da un fine settimana nel quale in tutta Italia si applicheranno le regole previste per le regioni arancioni. Per tornare, a partire dal prossimo 11 gennaio, alla suddivisione del territorio in fasce a seconda del diverso livello di rischio. È quanto prevede il nuovo provvedimento, il cosiddetto Decreto ponte, ovvero il decreto legge 5 gennaio 2021 (in fondo all'articolo il testo completo da scaricare), emanato dal governo per contenere i contagi da Coronavirus, in vigore dal 7 al 15 gennaio, quando dovrà essere approvato un nuovo Dpcm che ridefinirà la situazione.

Il Decreto ponte, che conferma fino al 15 gennaio le misure già introdotte dal Dpcm 3 dicembre 2020, prevede una ulteriore stretta sugli spostamenti, pone tutta la Penisola dal 7 all’11 gennaio in zona gialla o arancione, differenziando per date, concedendo quindi una minima, e breve, boccata d’ossigeno ai locali nelle giornate del 7 e dell’8, e rivede i criteri per l’individuazione degli scenari di rischio sulla base dei quali saranno applicate le misure previste per le zone “arancioni” e “rosse”, di fatto rendendo più semplice e immediata la classificazione delle regioni in tale fasce. Vediamo le nuove misure più nel dettaglio.

Vietati gli spostamenti tra le regioni

Il nuovo testo stabilisce il divieto per tutto il periodo compreso tra il 7 e il 15 gennaio, sull’intero territorio nazionale, di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque permesso il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, ma sono vietati gli spostamenti verso le seconde case ubicate in altre regioni o province autonome. Viene confermato il coprifuoco dalle ore 22 alle 5 del giorno successivo, così come la deroga, nei territori in zona rossa, che consente a due persone di andare a trovare, una sola volta al giorno, parenti e amici, ma solo all'interno dello stesso comune.

Italia in zona gialla il 7 e l’8 gennaio

Nelle giornate del 7 e dell’8 gennaio in tutta Italia entrano in vigore le misure previste per la zona gialla. Si tratta però di una zona gialla “rafforzata”, in quanto, sono ammessi solo gli spostamenti all’interno della stessa regione.

Per quanto riguarda i locali (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, rosticcerie, pizzerie, chioschi, bar mobili), l’apertura durante questi due giorni è dunque consentita dalle ore 5 alle ore 18, con il numero di persone che possono prendere posto al tavolo fissato in un massimo di 4, eccetto che non siano tutti conviventi. Il limite orario delle 18 non si applica gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, che restano dunque aperti anche dopo le 18, e che hanno comunque l’obbligo di assicurare il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Dopo le ore 18, si potrà lavorare esclusivamente con i servizi di asporto (cibi e bevande, compresi alcolici e superalcolici) fino alle ore 22, fermo restando il divieto per i clienti di consumazione sul posto o nelle adiacenze del locale, e di consegna a domicilio, in quest’ultimo caso senza limiti di orario.

Italia in zona arancione il 9 e il 10 gennaio

Nelle giornate del 9 e 10 gennaio, sempre su tutto il territorio nazionale, si applicano invece e misure previste per le zone arancioni. Il decreto consente comunque in questi giorni gli spostamenti dai comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Serrande però nuovamente giù per i locali che in questo fine settimana potranno lavorare solo con i servizi di asporto (cibi e bevande, compresi alcolici e superalcolici) fino alle ore 22, con il divieto per i clienti di consumare sul posto o nelle adiacenze del locale, e di consegna a domicilio senza limiti di orario.

Dall’11 gennaio nuova divisione in zone

A partire dall’11 gennaio, l’Italia tornerà la divisione in zone sulla base dei livelli di rischio che ogni regione presenta, ovvero quali resteranno in fascia gialla e quali invece passeranno in fascia arancione o rossa. Il passaggio verrà deciso sulla base dei nuovi parametri introdotti proprio dal Decreto ponte. I nuovi parametri, validati dal comitato tecnico-scientifico, stabiliscono che quando una regione ha l’indice di trasmissibilità pari a 1 entri in fascia arancione, mentre se è pari a 1,25 in fascia rossa.

Decreto legge 5 gennaio 2021

Tennessee E-campus, la piattaforma per la formazione di Jack Daniel’s

Tennessee E-Campus
Il nuovo strumento comprende un articolato programma di webinar, attività online e tanti contenuti dedicati all'aggiornamento professionale di bartender, bar manager e gestori

Da sempre la formazione professionale e l’aggiornamento del proprio bagaglio di conoscenze sono armi fondamentali per i professionisti del mondo dei locali che vogliono avere successo nella propria attività. Su questi aspetti ha deciso di spingere Jack Daniel’s lanciando Tennessee E-campus, una piattaforma online dedicata alla formazione degli operatori del settore.

Pensato per bartender, bar manager e gestori, lo strumento vuole essere un punto di incontro tra i professionisti e il brand, mettendo a disposizione dei primi webinar, attività online e materiali utili per arricchirne conoscenze e competenze nel campo della miscelazione e della gestione del locale, oltre che per approfondire la storia dell’iconico whiskey del Tennessee, con l’obiettivo di facilitarne e migliorarne il lavoro quotidiano e permettere di raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.

Il tutto in modo facile, comodo e gratuito, grazie alle possibilità e alla libertà concessa dalla tecnologia digitale, che permette di fruire dello strumento da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Basta infatti registrarsi su Tennessee E-Campus per accedere a un sistema ricco di contenuti, suddivisi in 5 diverse sezioni: Brand culture, Mixology, Formazione, Bar management e Tools.

La prima è la sezione ricca di informazioni, aneddoti e curiosità che ripercorrono gli oltre 150 anni di storia di Jack Daniel’s, con tanti approfondimenti sulla famiglia di prodotti e i processi di produzione del Tennessee whiskey. Mixology presenta invece una selezione dei migliori signature cocktail Jack Daniel’s creati dai due master bartender del brand, Stefano Righetti e Francesco Spenuso, presentati e spiegati in ogni passaggio.

La sezione formazione propone invece un articolato calendario di webinar che spaziano sui più diversi temi nodali del mondo bar. Il primo appuntamento in programma è fissato per il prossimo 11 gennaio (ore 15), con l’incontro con Stefano Righetti dal titolo Mr. Jack - Abile distillatore e uomo d’affarii, nel corso del quale si ripercorrerà la storia di Jasper Newton Daniel, il fondatore di Jack Daniel’s, e del suo percorso imprenditoriale che lo ha portato a dare a uno dei brand più noti al mondo. Il programma di webinar, al momento, prevede poi un nuovo appuntamento per lunedì 18 gennaio (sempre alle 15), dal titolo Bar management: come reinventarsi durante il lockdown, tema che sarà affrontato da Francesco Spenuso con un ospite d’eccezione: Luca Marcellin, bartender e patron del Drinc. di Milano.

Completano l'offerta la sezione Bar manager, espressamente dedicata a chi ha un locale e vuole migliorare il tuo lavoro, grazie ai tanti approfondimenti utili per la gestione quotidiana dell’attività, dal problem solving fino alle ultime novità del settore. E Tools, la più creativa del sito, dove si troveranno tanti strumenti utili per arricchire il proprio locale e i canali social: locandine, grafiche, table tend, formati social, quiz per rendere unica la comunicazione.

Praline, torte, monoporzioni e colazioni: Unica rilancia la formazione con Maurizio Santin

Sempre in cerca di strumenti per migliorarsi e affrontare con competenza le sfide del futuro, oggi quanto mai incerto. Unica, Food Innovation School - la scuola di alta formazione firmata Unigrà e guidata da Maurizio Santin – ha messo a punto un calendario di corsi professionali pensati per le diverse tipologie di artigiani che si svolgeranno, nel primo trimestre dell’anno presso la sua sede di Conselice (RA). Unica è stata presentata a Sigep 2020 dall'azienda di Ravenna (che produce materie prime, semilavorati e prodotti finiti per tutti i canali del settore: industriale, artigianale, retail e ho.re.ca.) e si propone come centro di eccellenza in tema di formazione. I primi corsi 2021 toccano diversi aspetti tecnici della pasticceria. Vediamo le prime date di gennaio e febbraio.

Pralineria a stampo, cioccolato e monoporzioni

Lunedì 18 gennaio via a una tre giorni di corso pratico di cioccolateria dedicato alla pralineria a stampo, a cura della Maestra Carola Stacchezzini. Lunedì 25 e martedì 26 gennaio, un corso pratico di livello avanzato a tema San Valentino, condotto dal Maestro Pasticcere Felice Nichilo, che dimostrerà preparazioni di pasticceria e cioccolateria. Martedì 2 e mercoledì 3 febbraio in campo ci sarà il direttore scientifico della scuola, Maurizio Santin, che terrà un corso dimostrativo in aula magna sulle torte al cioccolato. Giovedì 4 e venerdì 5 febbraio, il Maestro Pasticcere Ampi Alessandro Servida dedicherà un altro corso dimostrativo alle monoporzioni. Mercoledì 17 e giovedì 18 febbraio sarà il turno delle colazioni con un corso pratico di livello intermedio tenuto dal Maestro Pasticcere Nicola Musolino. Martedì 23 e mercoledì 24 febbraio il docente Maurizio Frau terrà il corso pratico di livello avanzato sulla soggettistica di Pasqua. In parziale sovrapposizione, il 24 e il 25 febbraio sarà la volta del Maestro Pasticcere Felice Siccardi con il suo corso di livello intermedio sul tema colombe.

Iscrizioni e informazioni: i riferimenti

Per rimanere aggiornati sulla programmazione e iscriversi al corso di proprio interesse, l'azienda invita i propri partner e clienti a visitare il sito web dedicato. A disposizione degli utenti, anche una mail per richieste: info@unicaschool.it  

San Carlo Légère, la nuova linea di oligominerale di Refresco

Acqua San Carlo Légère
Disponibile in versione naturale, frizzante e leggermente frizzante, in bottiglia di vetro da 40, 70 e 90 cl, Légère è un'acqua oligominerale con un basso residuo fisso e molto leggera

È dedicata al modo del fuoricasa San Carlo Légère, la nuova linea di prodotto di Refresco-Spumador. Un nome che esprime al meglio la principale caratteristica di quest’acqua: la leggerezza. Si tratta infatti di un’acqua oligominerale ottimamente bilanciata in contenuto di sali minerali, che si distingue per il basso residuo fisso (130 mg/L) e un pH alcalino.

A custodirla un’elegante bottiglia dal design contemporaneo, disponibile nei formati da 40, 70 90 cl, realizzata in vetro trasparente e con un profilo sinuoso: una scelta estetica che vuole portare al centro dell’attenzione il prodotto, ovvero l’acqua, e trasmetterne immediatamente le sue peculiarità: limpidezza e leggerezza.

A questo contribuisce anche l’etichetta, ideata dall’agenzia Wacky Weapon, parte del Gruppo Glebb&Metzger, che rispecchia l’anima del prodotto. Anche in questo caso, infatti, il design minimale è ispirato direttamente al nome del prodotto, esprimendo l’essenza di Acqua San Carlo Légère attraverso una linea pulita ed elegante, grazie alla scelta di un font slanciato e delicato, ma dal carattere forte e distintivo. L’utilizzo del nome dell’acqua come elemento grafico principale la rende subito riconoscibile, mentre la forma dell’etichetta, che segue le linee della bottiglia, crea un’elegante armonia tra gli elementi che compongono il pack. L’etichetta, infine, è stata realizzata in tre diverse colorazioni, ognuno corrispondente a una delle tre referenze disponibili: blu per la naturale, rosso per la frizzante e verde per la leggermente frizzante.

Il lancio della nuova acqua è stata accompagnato da una campagna pubblicitaria firmata sempre da Wacky Weapon e sempre incentrata sul tema della leggerezza. La campagna riafferma l’acqua come la protagonista di uno spettacolo che genera grande attesa nel pubblico. È infatti articolata in due momenti, quello di teasing, dove il prodotto è solo accennato attraverso la forma della bottiglia, e quello di rivelazionedella novità.

 

Flor de Caña festeggia i 130 anni con un’edizione limitata

Flor de Caña 130th Anniversary
Lo storico traguardo è stato celebrato con il lancio di una special release del rum nata dalle riserve della famiglia fondatrice del brand e invecchiata 20 anni in botti ex bourbon

Quello appena concluso ha rappresentato un anno speciale per Flor de Caña. Il rum super premium del Nicaragua, distribuito in esclusiva in Italia da Velier, ha infatti spento le sue prime 130 candeline, traguardo festeggiato con il lancio, alla fine dello scorso mese di dicembre, di Flor de Caña 130th Anniversary, un’edizione limitata nata dalle riserve della famiglia fondatrice e, ancora oggi, proprietaria dell’azienda: i Pellas.

Una lunga storia che porta con sé anche un bel pezzo d’Italia. Dal nostro Paese, più precisamente da Genova, proveniva infatti Alfredo Francisco Pellas Canessa, un giovane avventuriero che, nel 1875 lasciava la sua città per recarsi nel Paese centroamericano, dove nel 1890, a Chichigalpa, alle pendici del vulcano San Cristóbal, il più alto e attivo del Paese, centoventi chilometri a Nord di Managua, costruiva la distilleria Flor de Caña. Intenzione iniziale di Alfredo Pellas Canessa era di creare una vasta piantagione di canna da zucchero, sfruttando il terreno di origine vulcanica particolarmente propizio a questo tipo di coltivazione. Dà così vita all’Ingenio Azucarero San Antonio, azienda agricola che produce sia zucchero sia la melassa, materia prima per il suo rum. Per rafforzare la produzione del distillato, nel 1937 viene fondata, all’interno della piantagione, un’azienda indipendente, la Compañia Licorera de Nicaragua, dedicata alla produzione e vendita dei rum Flor de Caña, che qualche anno dopo cominciano a essere esportati, inizialmente negli altri paesi dell’America Centrale e poi nelle piazze più esigenti di tutto il mondo.

Altra peculiarità del brand, insieme alla ricerca dell’alta qualità, la costante attenzione alla sostenibilità delle sue produzioni e alla salute e al benessere dei lavoratori. I rum Flor de Caña sono infatti certificati Carbon Free e Fair Trade: vengono distillati utilizzando 100% di energia generata da fonti rinnovabili e l’azienda da oltre 12 anno ha lanciato il programma Adotta un albero, attraverso il quale, ogni anno, vengono piantati 50.000 alberi in Nicaragua, mentre fin dal 1913 ha un programma di formazione gratuito per i suoi dipendenti, oltre a un servizio medico, anche questo gratuito, dal 1958.

A tutta questa storia rende omaggio Flor de Caña 130th Anniversary, un rum ultra premium invecchiato per ben 20 anni in botti di ex bourbon alle pendici del vulcano. Un distillato (alc 45% in vol) da meditazione, da servire liscio, dal colore rame intenso, che si caratterizza per il suo carattere complesso, dal corpo pieno e avvolgente, dal quale emergono sentori di frutta secca, spezie calde, legno e vaniglia. Ogni bottiglia (700 m), disponibile in un numero limitatissimo di esemplari, numerata e firmata singolarmente dal maestro ronero, è presentata in un’elegante cofanetto viola, la cui forma è ispirata al vulcano San Cristóbal.

La crescita dell’Asia orientale del caffè fotografata da Allegra

Logo World Coffee Portal

Il report di Allegra sull'Asia orientaleRallenta, ma non si ferma il settore delle caffetterie a marchio nell’Asia orientale, con 13 mercati su 17 che hanno raggiunto una crescita dei punti vendita nel 2020. Così si apre il report East Asia: A nexus of oppourtunity for global café brands del World Coffee Portal di Allegra. Globalmente il vasto mercato delle caffetterie nella regione è cresciuto di 3630 punti vendita negli ultimi 12 mesi arrivando a 74.353 punti vendita, con una crescita del 5,1% concentrata soprattutto in Corea del Sud (8,3%), Cina (2,9%) e Giappone (2,3%); i primi due sono i mercati più grandi che sommano il 62% dei locali.

Osserviamo la realtà di alcuni mercati.

Corea del Sud. In questo Paese si trovano ben 482 locali a marca per milione di abitanti: con 24.905 caffetterie è il mercato più grande e sviluppato dell’Asia orientale e ha registrato una crescita impressionante dei punti vendita nell'ultimo anno.

(foto Allegra)
(foto Allegra)

Cina. Il 59% degli operatori ha dichiarato una crescita delle vendite negli ultimi 12 mesi e il 67% dei leader del settore ritiene che le attuali condizioni commerciali siano positive. Le opportunità abbondano nel fiorente mercato cinese delle caffetterie, che avanza a grandi passi in un mercato relativamente sottosviluppato che ospita 21.464 punti vendita. Sottolineando le forti opportunità per le catene internazionali di caffè nel paese più popoloso del mondo, il 54% dei leader del settore intervistati ritiene che la Cina diventerà una nazione prevalentemente bevitrice di caffè nei prossimi cinque anni. Con marchi globali come Starbucks, McCafé e Costa Coffee, nonché un segmento nazionale in rapida crescita, che investe pesantemente nell'espansione cinese, la concorrenza sembra destinata a diventare agguerrita nel 2021. Frattanto, spinta dalla pandemia, avanza l’e-commerce, guidato dalla catena nazionale Luckin Coffee; l’86% dei consumatori cinesi afferma di avere ordinato caffè in delivery e più della metà 2-3 volte la settimana.

Cambogia. È un mercato piccolo, ma che registra la crescita più rapida, passando da 259 a 331 punti vendita nell’ultimo anno, con una crescita del 27,8%.

Il Brunei ha registrato la maggiore contrazione (-5%), mentre Singapore e Taiwan si sono contratte rispettivamente del 3,3% e del 2,2%.

Giappone. In questa società tradizionalmente incentrata sul contante, molti operatori hanno abbracciato le transazioni digitali, gli ordini online e le piattaforme di e-commerce, con i leader del settore intervistati che hanno previsto profondi cambiamenti strutturali nel terzo mercato dei caffè di marca dell'Asia orientale.

Dunque, «l’Asia orientare sta rapidamente diventando una potenza globale del 21° secolo e non sorprende che questa vasta e vivace regione stia diventando anche uno dei punti luminosi dell'industria globale del caffè - conclude Jeffrey Young, fondatore e Ceo di Allegra -. Una popolazione in crescita, insieme a un crescente interesse per la cultura del caffè, in particolare tra la fascia d’età sotto i 30 anni, rende questa vasta area una grande opportunità per le attività di caffè locali e internazionali».

Donne Fipe: più colpite dalla crisi, ma con tanta voglia di ripartire

Donne Fipe
Foto di shooterbenjamin da Pixabay
Imprenditrice e lavoratrici del fuoricasa stanno pagando il prezzo più alto alla crisi. Tutti i numeri dello studio presentato alla prima assemblea annuale delle Donne Fipe

La crisi generata dall’emergenza sanitaria sta colpendo duramente il mondo del fuoricasa. All’interno del comparto, però, c’è una categoria di imprenditori e lavoratori che stanno pagando ancora di più il difficile momento: le donne. A svelarlo lo studio presentato durante la prima assemblea annuale del gruppo Donne Imprenditrici di Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi.

Report che ha evidenziato come, rispetto al 2019, il numero di attività gestite da donne si sia ridotto di 705 unità, lo 0,7% in meno, nel corso di quest’anno. Un dato in netta controtendenza con le imprese maschili, cresciute complessivamente dello 0,4%. Calo effetto della sfiducia determinata dalla pandemia e, soprattutto, dall’obbligo per molte donne di far fronte ad altre necessità, in particolare quelle familiari, prima tra tutte la cura dei figli costretti alla didattica a distanza, soprattutto durante la prima parte dell’anno.

Non migliore la situazione delle lavoratrici. Queste nel complesso rappresentano la quota maggiore di addetti nel settore, pari al 51,5% del totale, quota che sale addirittura al 77,8% nelle imprese di catering e banqueting. Ma proprio queste ultime attività sono state, e continuano a essere, anche le più penalizzate dalla crisi, con una perdita di fatturato media registrata quest’anno del 90%. Un disastro destinato a tradursi in un crollo dell’occupazione nel corso del nuovo anno.

Proprio la voglia di non mollare e di reagire a tale situazione è alla base della crescita di adesioni da parte di imprenditrici al gruppo donne di Fipe registrata negli ultimi mesi.  «A ottobre eravamo in 22 a dicembre già 70 – ha infatti sottolineato la presidente del gruppo Valentina Picca Bianchi –. Segno che le imprenditrici hanno sempre più voglia di contare, dentro e fuori la Federazione, e dare il loro contributo alla rinascita del settore. Le idee non mancano, a cominciare dal potenziamento del marketing territoriale che vedrà le donne diventare vere e proprie ambasciatrici dell’eccellenza enogastronomica locale. Abbiamo le qualità e le capacità per guidare il settore verso un rilancio culturale ed economico. Quello che a volte manca è la consapevolezza».

Del resto, nonostante la maggior percentuale di chiusure, la presenza di locali gestiti da donne rappresenta una bella realtà ormai consolidata nel settore, sebbene con forti differenze territoriali. I numeri dello studio dicono infatti che i pubblici esercizi gestiti da imprenditrici nel terzo trimestre 2020, erano pari a 100.043, rappresentando il 29,4% del totale. A livello geografico il tasso più alto di imprese femminili si registra nel Nord-est, con una quota del 31% del totale delle realtà attive nell’area. Solo nel Mezzogiorno la quota scende al di sotto della media italiana, attestandosi al 27,7%. A livello regionale è la Valle d’Aosta a piazzarsi in testa alla classifica, con il 36,4%, mentre la maglia nera va alla Campania, dove la quota di pubblici esercizi “rosa” scende al 27,2%. Guardando invece al numero assoluto, sono la Lombardia, con 14.352 realtà, e il Lazio, con 11.085, le regioni nelle quali si concentra il maggior numero di imprese gestite da donne.

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