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The perfect Cocktail lancia due special box dedicate alle donne

special box donne The Perfect Cocktail
Box Wellness e Box Pleasure ft. Lelo uniscono a una selezione di cinque cocktail ready to drink una serie di tool che declinano il tema del benessere, rispettivamente, sull’aspetto del relax e del piacere

Sono dedicate all’universo femminile Box Wellness e Box Pleasure ft. Lelo le novità di The Perfect Cocktail. Due special box che il brand italiano di cocktail ready to drink lancia proprio nel giorno della festa della donna e incentrate sul tema del benessere, declinato, rispettivamente, sull’aspetto del relax e del piacere.

Due box davvero speciali, in un’elegante confezione, che insieme a una selezione di cinque drink, realizzati con ingredienti di alta qualità, miscelati e confezionati in Italia, solo da aprire, versare e degustare, comprendono anche una serie di tool scelti dal brand per soddisfare le due diverse richieste di benessere.

La selezione di cocktail è la stessa per entrambe le proposte ed è incentrata su alcuni grandi classici, italiani e internazionali, della miscelazione: Americano, Negroni, Cosmopolitan, Daiquiri e Long Island.

Ad arricchire la drink experience, nella Box Wellness ci sono poi i giusti ingredienti per rendere la propria casa la cornice perfetta per regalarsi momenti di felice relax: un calice galleggiante per degustare i drink in vasca, tre candele sferiche per creare l’ambiente giusto e, infine, una bomba da bagno premium da lanciare in vasca, con un seducente profumo di gelsomino e ylang ylang, che trasforma il bagno in un’esperienza multisensoriale.

Più piccante la proposta della Box Pleasure ft. Lelo, nata dalla collaborazione tra il brand Lelo, famoso marchio di sex toy, e pensata per ragalarsi momenti di piacere da sole o in compagnia. Insieme ai cocktail, la confezione contiene infatti Sona, pluripremiato stimolatore clitorideo, e un idratante a base acqua, che non unge e non macchia, privo di glicerina, parabeni e profumo, e ideale da usare con altri oggetti del piacere. Infine, Lelo Hex, un profilattico dalla struttura esagonale, che garantisce maggiore resistenza e più sensibilità, pur essendo estremamente sottile.

Con le due nuove proposte il brand, creato nel 2016 da Gianni Merenda, Max e David Razionale, amplia la sua gamma di special box, che comprende anche il Kit Aperitivo, realizzato in collaborazione con Patatas nana (2 drink e un pack di patatine) e Kama Play, dedicata all’amore (5 cocktail e tool), che a loro volta vanno ad aggiungersi alla tradizionale offerta di soli cocktail. Offerta rivolta sia al consumatore finale sia ai locali non attrezzati per la miscelazione che vogliono comunque ampliare la propria proposta con cocktail di alta qualità o per l’asporto e il delivery.

La gamma di cocktail, perfettamente mixati, realizzati con ingredienti premium e solo da versare in bicchiere con ghiaccio, di The Perfect Cocktail conta al momento 10 proposte: oltre a quelle già citate, ci sono Old Fashioned, Manhattan, Dry Martini, Vodka Sour e Margarita. Tutti custoditi in una particolare mini-bag, brevettata, da 100 ml che ne garantisce la conservazione nel tempo, mantenendone inalterate le proprietà organolettiche. Drink che possono essere acquistati sul sito ecommerce del brand, con consegna in tutta Italia nel giro massimo di 3 giorni, o su Glovo (sia nella sezione Drinks sia nella sezione Market), al momento solo a Milano.

227 Standard Recipes – 100 Tropical Recipes, The Modern School of Bartending, 1937 (2° ristampa del 1944)

227 Standard Recipes - 100 Tropical Recipes

“227 Standard Recipes - 100 Tropical Recipes” è il titolo di questo manuale stampato “probabilmente” ad uso didattico dalla “Modern School of Bartending” per i propri studenti. Siamo a Los Angeles, California, un territorio che vanta nella sua storia miscelata nomi importanti quali Jerry Thomas, Harry Johnson e più recentemente Trader Vic e Don The Beachcomber

“Accuracy means uniformity - standardization. There's a good reason to attain this goal. It is the able barman's badge of fine craftsmanship. It is your guarantee that the drink you mix today will taste exactly as good as the one you made last week.”

“Precisione significa uniformità - standardizzazione. C'è una buona ragione per raggiungere questo obiettivo. È il segno distintivo della raffinata maestria del barman abile. È la tua garanzia che la bevanda che mescoli oggi avrà lo stesso sapore di quella che hai preparato la scorsa settimana.”

Queste le parole che il lettore trova nelle prime pagine di questo intrigante documento, aggiornato nel 1944 da una precedente stampa del 1937. Suddiviso in due macro gruppi, i drinks al suo interno si trovano classificati in ordine alfabetico. Nella prima parte si trovano gli standard recipe, identificati con cocktails come il Bronx, il Between the Sheet o il Side-Car per citarne solo alcuni; mentre nella seconda parte possiamo trovare quelli che verranno definiti tropical recipes. E sono proprio questi ultimi, per l’appunto, a rendere questo manuale un testo così interessante. Infatti quelli della compilazione sono anni in cui le bevande tropicali e bevande cosiddette “Tiki”, stavano guadagnando sempre più popolarità negli Stati Uniti d’America, e proprio questo documento ne è la testimonianza riportando drink come l’Hurricane, il Fog il Cutter, il Dr. Funk e il più Tiki dei Tiki: lo Zombie.

Buona lettura dal Bibliotecario.

Titolo: 227 Standard Recipes - 100 Tropical Recipes
Autore: The Modern School of Bartending
Editore: The Modern School of Bartending
Anno: 1937 (2° ristampa del 1944)
Numero di pagine: 144
Lingua: Inglese
Peso: 8 Mb

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Stanley Tucci, alla ricerca dell’eccellenza italiana, incontra Tencitt

Stanley Tucci, attore hollywoodiano tra i più riconoscibili, ha intrapreso un viaggio, e che viaggio, alla ricerca delle sue origini italiane per conto della CNN con il progetto “Searching for Italy” un acclamato documentario sull’Italia come capitale mondiale dell’enogastronomia andato in onda sull’emittente americana lo scorso 14 febbraio, si potrebbe dire un atto d’amore per il Bel Paese e il suo buon mangiare, e bere, nel giorno di San Valentino. Stanley Tucci ha vestito per un giorno i panni di Virgilio, guidando i telespettatori americani nella selva, più golosa che oscura, dell’enogastronomia made in Italy alla scoperta dei segreti delle cucine regionali dello Stivale. Ed è proprio al suo arrivo nel capoluogo lombardo che per l’attore americano si sono aperte le porte del ristorante storico Cantina Piemontese dove ha potuto sperimentare, in anteprima l’esperienza di Tencitt, un nuovo ed esclusivo speakeasy che, in attesa di poter riaprire definitivamente dopo l'emergenza pandemica, diventerà da aprile 2021 un temporary mixology in cui si articoleranno, rigorosamente su prenotazione e a numero chiuso, alcuni percorsi multisensoriali dove miscelazione e cultura del cocktail classico incontreranno arte, musica e cinema.

Ma tornando proprio al cinema, è lì nelle segrete del ristorante Cantina Piemontese dove nasce Tencitt che Stanley Tucci ha sorseggiato, in esclusiva, un Martini Black Saffron cocktail ideato per l’occasione dal Bartender Morris Mau che dopo un’esperienza pluriennale all’ombra della madonnina ha deciso di mettere la sua visione olistica del bere al servizio di un approccio multisensoriale dell’esperienza cocktail, dove il contesto, l'umore, la musica e lo storytelling non sono meno importanti del drink in sé, dove il cliente è attore principale della scena al bar, e quale miglior cliente allora se non un vero attore di fama come mister Tucci per provare a raccontare, per la prima volta, tutto questo?

Novità Cool head Europe: il tavolo da lavoro si fa più ampio

L'azienda di Borgo Torinese presenta i banchi refrigerati profondi 800 mm, modulari e disponibili in versione da 2,3 o 4 porte

Cool Head Europe punta sulla modularità, per andare incontro alle esigenze di spazio e di funzionalità del mercato. In questa ottica è nata la novità che viene presentata quest’anno a Sigep e che anticipiamo in questa pagina (di altri prodotti dell'azienda avevamo parlato qui). Sono i nuovi tavoli da laboratorio che si caratterizzano per una profondità da 800 mm (più profondi dei modelli convenzionali) con guide ad L, capaci di alloggiare comodamente le teglie Euronorm. I tavoli hanno un design modulare a 2, 3 e 4 porte a seconda delle esigenze del cliente e sono pratici da installare grazie alla tecnologia plug in. Nel rispetto dei valori di sostenibilità, questo prodotto, come tutti quelli della linea, è commercializzato con il nuovo gas eco-friendly R290. Il prodotto si inserisce nella serie di modelli di alta qualità realizzati in acciaio Inox nei corpi esterno e interno. Fra le caratteristiche: refrigerazione ventilata, sbrinamento automatico, termostato digitale, porta autochiudente, ripiani regolabili 600 x 400 mm (6, 2 per ogni porta). Le proposte di Cool Head per la pasticceria e la gelateria includono una vasta gamma di armadi Euronorm ed espositori a temperatura negativa della linea Cool Wise, per i quali è possibile personalizzare il layout adattandoli alle caratteristiche della sala dove verranno posizionati.

La scheda del tavolo positivo da lavoro PA3200

PROFONDITÀ INTERNA 680 mm- ALTEZZA INTERNA 555 mm - LARGHEZZA INTERNA 1465 mm - PROFONDITÀ 800 mm - ALTEZZA 950 mm - LARGHEZZA 2025 mm - KW/24H 2 Kw - CAPACITÀ 561 L - RUMOROSITÀ 42 dB(A) - CONSUMO 210 W - PESO NETTO 141 Kg - TEMPERATURA +2° ~ +8°C.  

UV Cash e Pos, il sanificatore per il denaro inventato da un barista

Un'innovativa soluzione, ideata e brevettata da Marco Rustignoli, titolare del Caffè Copernico di Forlì, che, sfruttando i raggi UVC, in soli 5 secondi sanifica i contanti e dispositivi Pos

Banconote e monete, si sa, sono tra gli oggetti più sporchi con i quali si entra in contatto costantemente, in quanto costituiscono un ricco ricettacolo di microbi, batteri e funghi, che possono trasmettersi di mano in mano e diventare causa di infezioni e malattie. Basti pensare che una ricerca di qualche anno fa della New York University, il Dirty Money project, parte di un più ampio studio finalizzato a individuare i microbi patogeni che vivono intorno a noi, aveva rilevato come su ognuna delle 80 banconote da un dollaro prese in esame nell’area di Manhattan fossero presenti ben 3.000 tipologie di batteri. Purtroppo, però, le banconote non si possono sanificare con i tradizionali prodotti chimici e il cui utilizzo sulle monete risulterebbe poco pratico, così come poco pratici e non in linea con le tempistiche di chi opera alla cassa di un bar risultano i pochi sistemi disponibili al momento. A trovare la soluzione al problema ha infatti provveduto uno che nel bar ci “vive” e lavora quotidianamente: Marco Rustignoli, titolare del Caffè Copernico di Forlì. La sua soluzione, che ha brevettato, si chiama UV Cash e Pos, un sistema innovativo, pratico, estremamente rapido ed efficace per la sanificazione di contante e dei terminali per i pagamenti elettronici.

Una soluzione rapida ed efficace

Pensato per bar e ristoranti, ma anche per tutte le attività commerciali, il sistema sfrutta le proprietà igienizzanti dei raggi ultravioletti di tipo C (UVC), noti per la loro efficacia in tal senso e già comunemente utilizzati, per esempio per la sanificazione di strumenti e attrezzature ospedaliere, dei centri estetici e dei parrucchieri. Tecnologia che, abbinata a un ingegnoso sistema di cassetti, permette di ottenere lo stesso risultato, in modo molto comodo anche per ciò che riguarda le varie forme di pagamento.

UV Cash e Pos è infatti un sistema tanto semplice da utilizzare quanto efficace nella sua azione. È costituito da una lampada UVC e da due cassetti, uno dalla parte del cassiere, l’altro dalla parte del cliente, nei quali si inserisce il denaro. «Con un solo gesto, e con una sola mano, entrambi i cassetti si chiudono e il denaro che contengono finisce sotto la lampada a ultravioletti che lo igienizza, eliminando in soli 5 secondi il 99,9% di germi e batteri – spiega a bargiornale.it Rustignoli -. Terminata l’operazione, l’operatore preleva i soldi del pagamento, perfettamente sanificati, e lo stesso fa il cliente con l’eventuale resto, altrettanto sanificato». Stesso discorso per i pagamenti elettronici, grazie a un cassetto che alloggia il Pos. Il tutto si svolge con rapidità e con un’elevata efficacia, confermata dalle analisi, condotte da un laboratorio di Ravenna, alle quali Rustignoli ha sottoposto le banconote, le monete, e il Pos trattate con il suo sistema.

Una sicurezza in più che piace ai clienti

Progettato e messo a punto la scorsa primavera, UV Cash e Pos ha fatto il suo esordio presso il bar del suo inventore alla riapertura dello scorso maggio, «con un ottimo riscontro da parte dei clienti, soddisfatti di ricevere il resto sanificato, senza che ciò implichi attese alla cassa – racconta -. Un’attenzione a garantire una maggiore igiene a beneficio della sicurezza di chi lavora e dei consumatori che avvertivo già prima dello scoppio della pandemia e valida anche quando l’emergenza sanitaria sarà finita, ma che non trovava risposta soddisfacente su quanto disponibile sul mercato».

Visto il suo carattere innovativo per UV Cash e Pos è stato depositato il brevetto lo scorso giugno, attraverso la Bugnion di Bologna, e a breve sarà concluso l’iter per la registrazione definitiva, dopo la quale la copertura verrà estesa a tutta Europa. Intanto si sta cercando qualche azienda interessata alla sua produzione di serie. «Siamo aperti a tutte le possibilità, anche perché quello che ho realizzato è un sistema che può essere perfezionato, per meglio adattarsi alle esigenze dei vari locali – conclude Rustignoli -. Per esempio, utilizzando materiali diversi dal legno, o riducendone un po’ le dimensioni, in modo da renderne al minimo l’ingombro, e realizzare anche due soluzioni separate per il contante e il Pos, che al momento sono in un’unica struttura, in modo da posizionarle in due punti diversi della cassa o per permettere al gestore di acquistare solo quella che più gli interessa».

Il cloud: i perché di una scelta vincente

cloud
Foto Pixabay

A un anno di distanza dall’inizio dell’emergenza coronavirus, tutte le aziende italiane, a partire da quelle dell'horeca, si trovano a vivere una realtà lavorativa molto diversa da quella cui erano abituate solo pochi mesi fa.

Anche per le realtà più restie ad abbracciare soluzioni tecnologiche, l’ondata di trasformazione digitale comporta un cambio di paradigma indispensabile.

Alcuni termini, prima utilizzati quasi solo da addetti ai lavori, sono diventati di uso comune: il cloud, per esempio, è diventato parte della quotidianità di un gran numero di imprese, che al cloud si affidano per la gestione dei dati, lo scambio di informazioni con i fornitori, soprattutto di macchine, le videochiamate, l'utilizzo dei software per la gestione dell'attività.

Il cloud, infatti è la tecnologia abilitante per eccellenza: di fatto indica una rete di server, tra loro connessi in modo da operare come un unico sistema, capaci di offrire una serie ampissima di servizi a cui la singola azienda cliente può accedere su richiesta, avendoli immediatamente disponibili.

I suoi vantaggi sono così grandi da rendere impensabile un ritorno al passato: significherebbe di fatto arrendersi alla concorrenza di chi è meglio attrezzato e, soprattutto, più deciso a proseguire un percorso digitale premiante anche dal punto di vista della produttività.

Delinearne i confini economici dà un'idea della sua importanza: stiamo parlando di un mercato italiano che nel 2020 è valso ben 3,34 miliardi di euro, secondo l’Osservatorio Cloud Transformation dalla School of Management del Politecnico di Milano. Una cifra ragguardevole e che da sola testimonia la diffusione di questa tecnologia nel Paese.

La gestione dei dati

Impossibile parlare di cloud senza parlare di data center, due mondi strettamente legati. Il Global Cloud Index di Cisco prevede infatti che entro il 2021 il traffico cloud rappresenterà il 95% del totale del traffico Data Center. Un volume impressionante e che potrebbe destare alcune preoccupazioni e anche problemi di policy sulla sovranità dei dati, per esempio se si vuole garantire che i dati dei propri clienti non lascino mai il suolo nazionale.

Se questo fatto poteva costituire un ostacolo fino a qualche anno fa, oggi non sono pochi i cloud provider che hanno aperto delle region nel nostro paese, e il numero è in continua crescita.

Questo testimonia sia l’importanza dell’Italia nello scacchiere economico e informatico globale, che la maturità del mercato. Aprire una region, infatti, è un investimento tecnico ed economico di grande rilievo anche per i big del settore. Ed è anche un’opportunità in più per numerosi settori economici italiani: le performance in termini di banda e latenza offerte dalla presenza delle region in Italia permettono a Industria 4.0 di sprigionare il proprio potenziale con soluzioni IoT ed edge computing.

È stata soprattutto la componente SaaS (Software-as-a-Service) con oltre 1 miliardo di euro di spesa complessiva, +46% rispetto al 2019, a guidare questa dinamica, con l’esplosione di tutte le categorie che hanno permesso alle aziende di restare operative in fase emergenziale, dai servizi Collaboration e Gestione Documentale ai Portali B2c/eCommerce.

Dall'e-commerce alla gestione clienti

È proprio questa la ragione del successo del cloud: permettere a una serie di tecnologie e soluzioni oggi irrinunciabili di poter sprigionare il proprio potenziale.

Qualche esempio concreto? Primo fra tutti i siti di e-commerce, capaci di affiancare all'identità fisica dell'azienda quella digitale, che nel 2020 hanno registrato tassi di sviluppo fino a un anno fa impensabili.

Inoltre, è doveroso sottolineare il ruolo chiave, per qualsiasi realtà aziendale, dei software ERP e CRM, che grazie alla tecnologia cloud sono fruibili ovunque e in qualsiasi momento e permettono di tenere sotto controllo tutti gli aspetti della gestione aziendale in modo integrato e di utilizzare al meglio le informazioni raccolte sui propri clienti. La gestione economico-finanziaria delle organizzazioni e della customer base sono tasselli irrinunciabili, a maggior ragione in un’epoca storica in cui i rapporti fisici sono giocoforza rarefatti.

In ottica di relazione con i clienti, un'applicazione cloud-based sempre più diffusa sono i chatbot, assistenti virtuali che permettono di fornire una serie di risposte automatiche grazie all'intelligenza artificiale e al e machine learning, snellendo la relazione on line con i clienti.

Con il cloud computing qualsiasi impresa, anche di piccole dimensioni, può dotarsi di chatbot con funzioni più o meno sofisticate, potendo anche contare sulla scalabilità del cloud.

In cloud trovano ampio spazio anche sofisticate soluzioni di formazione a distanza. Moltissime aziende hanno sfruttato le potenzialità delle piattaforme di e-learning per fare attività di formazione, soprattutto nei momento in cui occorreva addestrare i propri dipendenti sulle nuove procedure o tenere aggiornata una squadra non tutta impegnata nell'operatività di tutti i giorni.

Lo storage dei dati

Infine, vale la pena di ricordare che tutti abbiamo iniziato a conoscere il cloud come storage virtuale. Un ruolo di grande rilievo quando vogliamo controllare i dati aziendali in ogni momento della giornata e da ogni luogo, che al tempo stesso garantisce la salvaguardia dei dati: difficile immaginare infrastrutture più affidabili di quelle di un cloud provider.

Per farsi un'idea, sia nei primi approcci al cloud che per ricalibrare la propria infrastruttura, è consigliabile consultare una guida e affidarsi a un servizio di consulenza gratuito come  V-Hub di Vodafone Business, che mette a disposizione un esperto via telefono o chat.

Sabatini Gino°, lo spirit no alcol dal carattere toscano

Con questo distillato analcolico premium, ottenuto dalla distillazione di cinque botaniche toscane, Sabatini entra nel mercato degli spiriti e della miscelazione no alcol

Totalmente analcolico e dal marcato carattere toscano. È così che si presenta Sabatini Gino°, la nuova creazione di Sabatini. Un nuovo prodotto premium con il quale il brand della famiglia Sabatini, dopo il lancio nel 2018 di Sabatini Gin, punta ad affermarsi anche nella categoria degli spirit no alcol. Una categoria “giovane”, ma dal trend in grande ascesa (leggi: Spirit low e no alcol in grande crescita), che risponde alla crescente attenzione alla sfera del benessere da parte dei consumatori, pur senza rinunciare al bere di qualità.

Naturale e artigianale

Domanda alla quale Sabatini Gino°, risponde in pieno. Il nuovo prodotto, distribuito da Ghilardi Selezioni, è infatti 100% naturale e, oltre che a zero alcol, è anche del tutto privo di zucchero, edulcoranti e aromi artificiali, ed è anche certificato VeganOk.  Viene prodotto artigianalmente utilizzando cinque botaniche, timo, salvia, lavanda, foglie di olivo e verbena, tutte raccolte in Toscana, in più per la maggior parte provenienti da Villa Ugo, a Cortona, la tenuta della famiglia. Le botaniche vengono sottoposte a un delicato e attento processo di distillazione per corrente di vapore, processo impiegato anche nell'estrazione degli olii essenziali, che consente di lavorare in totale assenza di alcol e di estrarre comunque tutte le caratteristiche organolettiche e aromatiche delle materie prime impiegate.

Materie prime che, unite al particolare processo di lavorazione regalano allo spirit no alcol le sue peculiarità organolettiche. Al naso risulta fresco ed erbaceo, grazie al timo e alla verbena, mentre al palato la freschezza della verbena si accompagna alle note balsamiche della salvia e della lavanda, che lasciano un finale piacevolmente lungo.

Ideale anche in miscelazione

Una ricchezza di aromi e sapori che ne fanno un prodotto perfetto da servire liscio, ma anche un ottimo ingrediente per la miscelazione, dove garantisce una resa e una persistenza ottimale, grazie alle sue note balsamiche ed erbacee, per la preparazione di drink a bassa o a zero gradazione alcolica. Come i perfect serve Gino°&Tonic e O-Gino°, rivisitazioni analcoliche, rispettivamente del noto long drink e del Dirty Martini: nel primo si unisce a una tonica dry, decorando con una fettina di limone, nel secondo a della salamoia di olive salamoia di olive in abbondante ghiaccio, da completare con un’oliva e servire in coppa.

O come Il Cedratino, Sabagino12, Gino° Fizz e Levante, ricette create per il brand da quattro grandi nomi del barting italiano, rispettivamente: Virginie Docuet, Fabio Arcadipane, Doriano Mancusi e Mattia Lotti (trovate le ricette complete in fondo all’articolo).

Le ricette

Gino°&Tonic

Sabatini GINO°_TONIC spirit no alcol

Ingredienti:

60 ml Sabatini Gino°, top acqua tonica dry

Preparazione:

build

Guarnizione:

fettina di limone

Bicchiere:

highball

O-Gino°

Ingredienti:

50 ml Sabatini Gino°, 20 ml salamoia di olive

Preparazione:

stir

Guarnizione:

una oliva

Bicchiere:

coppa Martini

Il cedratino di Virginie Docuet

Sabatini IL CEDRATINO spirit no alco

Ingredienti:

50 ml Sabatini Gino°, 30 ml miele millefiori, 20 ml succo di lime fresco, top di cedrata

Preparazione:

shake

Guarnizione:

rametto di rosmarino

Bicchiere:

highball

Sabagino12 di Fabio Arcadipane

Sabatini Sabagino 12 spirit no alcol

Ingredienti:

60 ml Sabatini Gino°, 20 ml succo di lime, 10 g zucchero, 3 foglie di salvia, 2 gocce aceto balsamico, top acqua tonica

Preparazione:

shake

Guarnizione:

foglie di salvia e 2 scorze di limone

Bicchiere:

tumbler basso

Gino° Fizz di Doriano Mancusi

GINO° FIZZ spirit no alcol

Ingredienti:

60 ml Sabatini Gino°, 4 lamponi freschi, 30 ml succo di limone, top soda al pompelmo

Preparazione:

shake

Guarnizione:

scorza di limone

Bicchiere:

highball

Levante di Mattia Lotti

Sabatini Levante spirit no alcol

Ingredienti:

60 ml Sabatini Gino°, 15 ml succo di lime, top Coca-Cola

Preparazione:

build

Guarnizione:

scorza di lime

Bicchiere:

highball

Gary Mehigan è il nuovo testimonial di Rancilio Silvia Pro

Rancilio Silvia Pro
Rancilio Group Australasia annuncia la partnership con il famoso chef, ex giudice di Masterchef, imprenditore e star della tv australiana, per raccontare ai coffee lovers la nuova macchina per caffè

È un buon momento per gli amanti del caffè. I chicchi non sono mai stati tostati così bene e i baristi così qualificati e appassionati. Per tutti i coffee lovers che adorano gustare una tazza di caffè nel comfort della loro casa, questo è un momento ancora più felice. Rancilio Group ha da poco lanciato sul mercato la nuova e super performante macchina per caffè per il mercato domestico e per l’occasione ha scelto come testimonial uno dei più famosi e amati chef australiani.

La nuova campagna presentata da Rancilio Group Australasia per il lancio di Rancilio Silvia Pro avrà il volto di Gary Mehigan, ex giudice di MasterChef, star della tv australiana, apprezzato ristoratore, imprenditore di successo e grande fan del caffè.

Grazie al successo ottenuto con la leggendaria Silvia, nel corso degli anni il brand Rancilio ha saputo imporsi anche fuori dal settore delle professionali, conquistando anche gli home barista. Chi oggi, meglio di Gary Mehigan, può raccontare questa macchina per caffè progettata per la casa che offre le performance di una macchina professionale?

Gary ha accettato con grande entusiasmo di sostenere Rancilio in questa nuova avventura e raccontare al grande pubblico la nuova Silvia Pro. Il motivo? Semplicissimo: da più di 17 anni Gary prepara il caffè in casa con una Rancilio Lucy. Questa curiosità è sufficiente a dimostrare sia il legame affettivo che unisce Gary al brand Rancilio sia la straordinaria affidabilità e la qualità delle macchine per caffè come Lucy, Silvia e Silvia Pro.

Inoltre, è risaputo che Gary è anche un grande conoscitore del caffè. Una passione travolgente che l’ha portato, nel 2020, a inaugurare la Gary Mehigan Specialty Range con Veneziano, famoso torrefattore di Melbourne. Ora non resta che scoprire cos’ha ideato per raccontare ai suoi follower e al pubblico la Silvia Pro.

Scopri Rancilio Silvia Pro

Il Cafetero, come far crescere una caffetteria di quartiere

La vetrina di entrata de Il Cafetero di Milano con il titolare Federico Maggiulli
Come ti creo la caffetteria di quartiere. Succede a Milano in via Rembrandt

Federico Maggiulli è l’artefice di un locale di prossimità a Milano che dal 2019 punta tutto (o quasi) sui specialty coffee. In questi mesi non si è mai perso d’animo e si prepara a una ripresa sprint.

 

Quando decide di avviare nel 2019 Il Cafetero in via Rembrandt a Milano, Federico Maggiulli ha alle spalle una carriera articolata e densa di esperienze: dal bar di famiglia, dove lavora nella stagione estiva, agli impieghi in numerosi locali (anche a Londra) dove si fa le ossa soprattutto come barman, dopo avere frequentato i corsi Aibes e Planet One. È vice direttore di un bakery bistrot nel centro di Milano quando conosce Chiara Bergonzi e il mondo degli specialty coffee. Da quell’incontro “magico”, la decisione di mettersi in proprio e avviare una caffetteria specialty. Non può permettersi un posizionamento in centro, così sceglie di collocarsi nella zona ovest della metropoli milanese in prossimità della circonvallazione esterna: una zona semiperiferica ma caratterizzata da una buona vivacità commerciale, tanti negozi di vicinato e due mercati ben frequentati.

Maggiulli accetta, dunque, la sfida, creando una proposta che è davvero unica anche in una città cosmopolita e ricca di specializzazioni come Milano. «Ho scelto i caffè di 7Gr (Sevengrams Coffe Studio) e di Lot Zero che per me non sono solo dei fornitori, ma una vera famiglia: con Mary Mauro, ad di Sevengrams, e Chiara Bergonzi, cofondatrice del progetto Lot Zero, mi confronto spesso e ne traggo tanti consigli. Anche se poi prendo le mie decisioni in autonomia. Ad esempio, Mary Mauro non era d’accordo con la location che giudicava troppo periferica. Ma ho visitato il quartiere e l’ho trovato perfetto per il mio target. Certo, non sono partito da purista: ho dovuto e devo fare ogni giorno i conti con una clientela che non conosce il mondo del caffè di qualità. Molti, ad esempio, non sanno che esistono più origini. Lo hanno imparato frequentando il mio locale e, oggi, si stanno appassionando al mondo del caffè».

Il locale ha una sola vetrina che si apre sul marciapiede con tre tavolini esterni. L’interno si sviluppa in lunghezza, con un ampio banco in legno bianco. La parte antistante la vetrina ospita una macchina espresso PB de La Marzocco a due gruppi affiancata da due macinacaffè on demand. Proseguendo, lungo il banco, si incontrano caffè di diverse specie e origini con l’area dedicata alle estrazioni alternative, la piastra a induzione, la moka E&B Lab per tre tazze in bellavista e le alzatine dedicade al dolce (cornetti, pasticciotti, muffin, torte, waffel). Non manca anche una proposta salata con panini, insalate e toast. Dietro il banco si trova una bottiglieria ben assortita. «Appena ho aperto mi sono concentro sul caffè - riprende Maggiulli - e dopo qualche mese ho pensato di avviare l’aperitivo, spostando in avanti l’orario di chiusura dalle 18 alle 21 (lockdown permettendo, ovviamente). Purtroppo non sono riuscito a sfruttarlo se non per brevissimi periodi, ma conto di riavviarlo non appena l’emergenza pandemica sarà superata». Le miscele di base sono due, entrambe a base Arabica. La prima, Time di 7Gr., è composta da caffè provenienti da Colombia, Etiopia e Brasile, venduta a 1,10 euro.

La seconda si chiama *unordinary ed è una miscela specialty di Lot Zero proposta in espresso (1,30 euro) e in moka, composta da origini provenienti da Costarica, Colombia, Perù e El Salvador. «Time è il blend per ogni palato. Con questo porgo il benvenuto ai nuovi clienti - aggiunge Maggiulli -. Grazie all’esperienza di barman, riesco subito a capire se una persona è propensa o meno ad accogliere un nuovo modo di bere il caffè, se è aperta alle novità o meno, se va di fretta. Già se chiama l’espresso col nome esatto è un bel passo avanti, se poi non mette lo zucchero significa che ho di fronte un cliente al quale posso proporre qualcosa di particolare. Più di una persona è entrata nel locale chiedendo “è vero che hai il caffè più buono della zona?”. La sfida è dimostrarlo e dare il via a un cammino di qualità e di fidelizzazione. C’è anche chi ha preso solo un espresso e non si è fatto vedere per un po’, forse perché il prezzo medio di un espresso in questa zona è di 90 centesimi - 1 euro, mentre io parto da 1,10 euro. Ma, di nuovo, è piacevole notare che sono sempre più numerosi i clienti che ritornano e che trovano che la proposta de Il Cafetero abbia una marcia in più».

Cappuccini e macchiati sono sempre serviti con un decoro in latte art. E caffetteria, spremute, lievitati e insalate sono proposti, oltre che in asporto, anche in “formato” delivery attraverso la piattaforma Glovo. Il Cafetero offre alla clientela una variegata proposta di lievitati e dolci come muffin, waffle, pasticciotti e torte. Non manca un menu di specialità salate con panini, toast e insalate.

Come si può immaginare, il lockdown e le limitazioni causate dai vari Dpcm hanno frenato l’avviamento positivo (l’apertura è avvenuta il 23 settembre 2019) di un locale che riusciva a vendere 2-3 kg di caffè al giorno, asporto compreso. Maggiulli non si è, tuttavia, perso d’animo e, in questi mesi, ha continuato a lavorare con il sorristo. È un inguaribile ottimista con tanti progetti per il futuro. In primo luogo vuole portare il banco verso la vetrina, aprendo una finestra sull’esterno per agevolare l’asporto “on the road”. Conta anche di dotarsi presto di di una macchina da caffè Strada de La Marzocco e di un modulo espresso Modbar dedicato esclusivamente agli specialty. Infine, vorrebbe dare il via alla produzione di brioche artigianali in un laboratorio proprio.

Amica Moka
Federico Maggiulli è un esperto nel corretto utilizzo della moka ed è sempre pronto a dare consigli ai propri clienti. A partire dalla materia prima che deve essere di qualità. Per questo ha realizzato pacchetti da 125 g della miscela *unordinary di Lot Zero macinata proprio per questo tipo di estrazione. Nel suo locale, Maggiulli per realizzare l’estrazione con la moka, utilizza 160 g di acqua preriscaldata a 45 °C e 15 g di caffè. Fondamentale l’impiego del termometro, da porre sull’apertura del camino della moka, per cogliere l’esatto momento in cui la temperatura del caffè in uscita raggiunge gli 80 °C (foto in alto): momento in cui occorre togliere la moka dalla fonte di calore, per evitare che il caffè diventi troppo amaro. Tra i suoi maestri di moka, Maggiulli cita Martina Lupi e Lorenzo Baffi.

Il Protagonista
Federico Maggiulli, 31 anni, frequenta la scuola alberghiera e muove i suoi primi passi nel mondo del bar nei locali di famiglia. Studia mixology e si fa le ossa facendo diverse esperienze in Italia all’estero (Londra). Dopo aver incontrato, 5 anni fa, Chiara Bergonzi, si avvicina al mondo degli specialty coffee e ne rimane affascinato. Da circa un anno e mezzo è il patron de Il Cafetero a Milano.

Due Robuste di carattere
A chi richiede un espresso “forte”, o con la cremina, Il Cafetero mette in campo due caffè Robusta: un India Parchment di 7Gr. e un Brasil Conilon di Lot Zero. Quest’ultimo viene estratto con il filtro naked (21 g di macinato). Ma è proposto anche in versione “flat white” (17 g di macinato), utilizzando latte vaccino o vegetale appena montato.

The Dessert Kitchen, la caffetteria che attira grazie al design

Una fetta di formaggio che "scivola" lungo la facciata e si trasforma in appoggio per i clienti nel dehors. È la soluzione di Towodesign per The Dessert Kitchen

Chengdu (Cina). The Dessert Kitchen è un progetto che ben amalgama visual communication e interior design. La pasticceria si trova nella piazza ipogea e vicino all’ingresso principale di un centro commerciale a Chengdu, capitale della provincia Sechuan, con un’area metropolitana di oltre 16 milioni di abitanti. Una posizione priva di richiamo nei confronti dei clienti, che Towodesign ha saputo rivalutare grazie al concept design emozionale, giocato sulla forza attrattiva di un grande tavolo giallo che si estende dall’area pranzo esterna al locale, fino alla vetrina dove svetta il logo. La scultorea superficie gialla di forma irregolare e cosparsa di fori di dimensioni diverse, simili a quelli del formaggio svizzero, diventa facciata e arredo per il dehors, creando nuovi punti di aggregazione tra i commensali. La potenza visiva suscitata dal cibo, in quanto bene fondamentale per la sopravvivenza umana e fonte di energia vitale, così come l’indagine sull’aspetto sacro del nutrirsi, sono utilizzati da Towodesign per dare allo spazio interno un aspetto che richiama una chiesa, un luogo di culto dove consumare il rituale del tè in un’atmosfera di relax e calma. Il soffitto è un susseguirsi di volte in linea con il piano trapezoidale del sito. Il riferimento estetico alle cupole delle chiese sottende a quello funzionale di nascondere le prese dell’aria condizionata e instaura una certa gerarchia visiva, a partire dalla griglia bianca che ritma la parete laterale, dello stesso giallo del bancone bar: un punto prospettico del locale evidenziato dalla parete riflettente di fondo. Il ritmo impresso dalle forme rotonde o curve anche degli arredi (tavoli, divanetti e sedie) rendono lo spazio (69 mq) flessibile e adatto all’intrattenimento visivo e gustativo dei clienti. L’atmosfera rarefatta, ricca di superfici riflettenti e lucide, cattura ed emoziona tanto quanto le ambientazioni culinarie di Charlie e la Fabbrica di Cioccolato, così da azzerare gli originari fattori di scarso appeal: la posizione nascosta e il difficile accesso.

Interior design incentrato su colori brillanti

L’interior design di The Dessert Kitchen è tutto giocato su elementi evocativi che accendono la fantasia e catturano l’attenzione. Così per esempio all’esterno il pannello multistrato giallo che da tavolo diventa facciata senza soluzione di continuità, ripropone il colore del formaggio con i tipici fori, appositamente progettati in base a criteri ergonomici e per far interagire le persone sedute l’una accanto all’altra. Lo studio dei particolari caratterizza anche l’interno, strutturato come un tempio dei dolci. Le soluzioni adottate sono sia ambientali che tecniche e risolvono alcune criticità del sito o aspetti impiantistici (pianta irregolare, occultamento delle bocchette dell’aria condizionata). La predominanza di colori chiari e brillanti, di linee morbide e forme tonde sottolinea quanto il cibo sia strumento di convivialità e condivisione, la cui energia vitale si espande, anche grazie alle superfici riflettenti, oltre i confini del locale. Un concept design dal forte impatto emotivo, costruito per ampliare lo spazio attraverso un uso accorto di forme e materiali: metallo, terrazzo (pavimento), acciaio inossidabile spazzolato.

Who’s who

Towodesign è un gruppo di designer innovativi capace di creare esperienze spaziali attraverso lo studio delle abitudini culturali delle persone, ricostruisce lo spazio commerciale urbano e si impegna a personalizzare la strategia del marchio mettendo insieme arte, concept design, arredo e spazio. Per le start-up crea immagini uniche che ne rispecchiano le caratteristiche; per le aziende consolidate punta sui loro valori incorporandoli nel design complessivo.

Pomotto, il nuovo pomodorino confit 100% italiano di Robo

Pomotto pomodorino confit Robo
Un pomodorino confit, disponibile nelle due varianti Rosso e Giallo, che aiuta l'operatore a donare un tocco di gusto e colore in più alle preparazioni per il pranzo e l'aperitivo

Gustosa e versatile. È così che si presenta la prima novità per quest’anno di Robo. Lo storico marchio alimentare per il canale del fuoricasa del gruppo D’Amico ha ampliato il suo catalogo di prodotti, già forte di oltre 600 referenze, con Pomotto, un pomodorino confit pensato per aiutare gli operatori bar a realizzare creative proposte per la pausa pranzo e l’aperitivo, regalando loro un tocco in più di gusto e colore.

Realizzato con ingredienti di qualità, Pomotto è fatto con pomodorini rossi e gialli, che danno vita alle due versioni, Pomotto Pomodorino Rosso Confit e Pomotto Pomodorino Giallo Confit, di sola provenienza italiana, pelati e conservati in olio, senza aggiunta di additivi, e coloranti. Intero, privo di buccia e con una forma allungata, in entrambi i casi si caratterizza per le sue note agrodolci e la consistenza morbida e carnosa e il colore deciso e uniforme.

Un ingrediente per tante preparazioni

Caratteristiche che lo rendono perfetto per realizzare e completare una vasta gamma di preparazioni, permettendo all’operatore bar di sbizzarrire la sua creatività giocando su gustosi contrasti di sapore e su invitanti effetti cromatici. Le possibilità di impiego sono infatti infinite, dalla preparazione di panini gourmet, per esempio con verdure grigliate e formaggio di capra, alla farcitura di pizze e focacce, dai primi piatti, per esempio per completare una pasta, ai piatti unici, come una caprese particolare con mozzarella di bufala, dai secondi alle insalatone, alle sfiziosità per l’aperitivo, come una semplice bruschetta o per creare uno spiedino vegetariano con melanzane grigliate e feta, solo per citarne qualcuna. Pomotto è disponibile in formato da 770 g.

Più ricchezza nei variegati e nelle creme: le novità di Giuso per il 2021

Napolitaner_2021_Giuso

Nuovi prodotti e ottimismo verso il futuro, questa è la ricetta di Giuso per affrontare i prossimi mesi. Con un corposo evento online lo storico brand di semilavorati per gelateria e pasticceria - sempre pronto a sfoderare interessanti novità di prodotto - ha presentato le sue novità per il 2021.

Cuzco dà il benvenuto ai nuovi variegati

La prima novità 2021 è nei variegati al gusto di cioccolato firmati Cuzco, una linea che è ormai realtà consolidata sul mercato, da 10 anni. Cuzco variegato bianco con Grue di cacao è un prodotto preparato con la parte più pregiata della fava di cacao, dalla consistenza croccante e il sapore intenso. La ruvidità del cioccolato simbolo della tradizione siciliana è, invece, l’essenza di Cuzco variegato con granella grezza a base di Cioccolato di Modica IGP, un variegato al gusto di cioccolato fondente.

Napolitaner, nuove e "ricche" proposte 

Con Napolitaner, Giuso crea una linea studiata per i gelatieri che amano accostare alla tradizione proposte sempre nuove. A Napolitaner Classico, l’iconico gelato al gusto di crema gianduia arricchita di wafer a pezzetti, si affiancano due nuove referenze: Napolitaner Vaniglia e Napolitaner Noir, creme ricche e vellutate che si sposano con la friabilità dei wafer presenti all’interno.

Creme fredde, si punta sulla delicatezza di cioccolato e frutta

Ci sono anche due new entry nella linea delle Creme Fredde targata Giuso: Crema Mango con pezzi e Crema Amarena con pezzi, nate dall’incontro tra la delicatezza del cioccolato bianco e la croccantezza della frutta liofilizzata.

Anche nocciola e pistacchio possono rinnovarsi

I gusti gelato alla nocciola e al pistacchio sono due grandi classici della gelaterie, e Giuso li ripropone attraverso due nuove paste di frutta secca, risultato di un’attenta selezione delle materie prime e di accurati processi di trasformazione. Sono Pasta Nocciola Delizia per creare un gelato dal colore marrone, dal gusto mediamente tostato e dal profumo intenso e deciso. Pasta Pistacchio Delizia, invece, ha solo pistacchi della California selezionati da coltivazioni ecologicamente sostenibili. Vale anche per la stracciatella: qui la novità si chiama Stracciatella suprema, che con la nuova copertura al gusto di cioccolato fondente, sviluppata senza grassi idrogenati.

Variegati, spazio al Bergamotto candito

La linea di Variegati Amordifrutta, contraddistinta dalla qualità e dalla quantità della frutta candita e semicandita presente all’interno, si amplia con una nuova referenza. Si chiama Variegato Amordifrutta Bergamotto di Calabria ed è arricchito dal 15% di letto di scorza di Bergamotto candito, sia intero che frullato.

L'Amarena si fa più intensa

Tra le frutte semicandite, l’amarena è l’emblema della tradizione di Giuso. Amarena Intensa è la new entry 2021 tra le semicandite in sciroppo, da usare in gelateria ma anche in pasticceria moderna, per decorazioni e farciture di pasticceria fresca e secca, nei lievitati da ricorrenza e da colazione, cake e muffin, e in cioccolateria.  

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