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Project Informatica, il partner giusto per la digitalizzazione dell’attività

Project Informatica
Forte delle competenze IT e delle soluzioni Samsung per l'hospitality, il system integrator accompagna le realtà dell'ospitalità nel percorso di digitalizzazione per offrire esperienze memorabili ai loro visitatori

Negli ultimi anni, il numero di viaggi, e quindi dei viaggiatori, è aumentato a livelli record. Con più persone che viaggiano per lavoro e per piacere, le aspettative verso il settore dell’ospitalità sono sempre più esigenti, con viaggiatori che cercano un'esperienza alberghiera che sia allo stesso tempo piacevole e conveniente. Il viaggiatore post-pandemico si aspetta un'esperienza non solo sicura, ma anche personalizzata, su misura per le sue esigenze e desideri personali. Per soddisfare queste aspettative, molti hotel si sono rivolti alla propria struttura IT per migliorare l'esperienza degli ospiti, essere più efficienti e quindi migliorare le performance aziendali. Le soluzioni digitali si rivelano infatti fondamentali per raggiungere questi obiettivi. Project Informatica, grazie alle sue competenze IT e alle soluzioni Samsung per l'hospitality, guida le realtà del settore nel percorso di digitalizzazione per offrire agli ospiti un’esperienza memorabile e di altissimo livello.

SCOPRI LE SOLUZIONI PER RIVOLUZIONARE
L'ESPERIENZA DEI TUOI OSPITI

Le soluzioni Samsung hospitality

Le soluzioni Samsung per l’hospitality sono progettate per assicurare la massima efficienza, tanto agli ospiti quanto al personale delle strutture. Progettate sfruttando tutta la propria competenza nella tecnologia dei display e le ultime innovazioni in campo entertainment, le soluzioni per l'ospitalità di Samsung possono aiutare qualsiasi struttura ricettiva nell’offrire la giusta esperienza ai propri ospiti. Le opzioni di intrattenimento in camera garantiscono un'esperienza memorabile e coinvolgente per i viaggiatori, mentre le funzionalità di gestione scalabili e remote forniscono ai gestori una soluzione centralizzata per organizzare in modo semplice i contenuti in tutto l’ecosistema digital signage.

Superbonus alberghi: un'occasione da sfruttare

Per le attività italiane, il Pnrr prevede contributi a fondo perduto proprio per interventi finalizzati alla digitalizzazione e all'innovazione delle strutture ricettive in chiave tecnologica. Destinatari del bonus sono le imprese del turismo di tipo alberghiero, le strutture che svolgono attività agrituristica e quelle ricettive all’aria aperta (campeggi), le imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, inclusi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici e i parchi tematici. Gli interventi ammissibili alle agevolazioni devono essere realizzati tra la data di entrata in vigore del decreto (7 novembre 2021) e il 31 dicembre 2024.

Inoltre, nel 2022 lo Switch-off TV sarà ultimato con il definitivo passaggio dello standard digitale Dvb-T al Dvb-T2, caratterizzato dall'alta definizione e dai servizi interattivi.

Un'occasione unica per innovare la tua attività e soddisfare le esigenze e le aspettative sempre più elevate dei tuoi clienti.

Project Informatica affianca le strutture nel percorso di digitalizzazione, sfruttando al massimo gli incentivi fiscali e le soluzioni Samsung, creando esperienze memorabili, dal momento del check-in fino all'offerta di contenuti personalizzati in camera.

Riserva 18, il nuovo brandy premium di Vecchia Romagna

Vecchia Romagna_Riserva 18
Raffinata e intensa, la nuova riserva è un raffinato blend di distillati invecchiati 18 anni e poi affinato in botti ex Amarone

Continua ad ampliarsi la gamma di Riserve di Vecchia Romagna. Dopo il lancio nel 2019 di Riserva Tre Botti (leggi Riserva Tre Botti, il nuovo brandy di Vecchia Romagna) seguito lo scorso anno da Riserva Anniversario, la serie limitata per il bicentenario del brand (leggi Vecchia Romagna presenta la nuova Riserva Anniversario per festeggiare il bicentenario), arriva ora Riserva 18: un blend di distillati invecchiati 18 anni e affinato in botti che hanno ospitato vino Amarone della Valpolicella.

Il lancio del nuovo prodotto si inscrive nella di Gruppo Montenegro, proprietario del brand, che mira a valorizzare al meglio e a far conoscere agli amanti del bere bene i grandi distillati del suo storico marchio. E un’alta espressione del sapere fare di Vecchia Romagna è Riserva 18. Un brandy frutto del tradizionale metodo vecchia Romagna, disciplinato sin dal 1820 e che si compone di tre passaggi: la combinazione di acquaviti ottenute con metodo continuo “a colonna” e discontinuo “charentais”, l’invecchiamento nelle storiche cantine di Bologna e, infine, il blending di brandy invecchiati provenienti da diverse botti e barrique.

Nel caso di Riserva 18 i distillati invecchiati per 18 anni in barrique di rovere francese e in grandi botti di rovere di Slavonia e, una volta assemblati il blend è lasciato ad affinare in botti ex Amarone, per regalare al prodotto finale un tocco tannico e vinoso che ne rinforza la struttura e l’equilibrio.

Raffinato brandy da meditazione, Riserva 18 (alc 43,8% in vol) si presenta con un colore ambrato estremamente luminoso e brillante. All’olfatto fa emergere le note speziate di foglie di tabacco che si legano a quelle eteree della frutta disidratata e a sentori di mallo di noce e fico, accompagnate da note di sharry, porto e marsala che rendono la materia prima: il vino. Morbido, intenso e persistente, conquista il palato con le sue note di frutta gialla candita accompagnate da note speziate di cannella, pimento e chiodi di garofano, facendo emergere complesse note di foglie di noce e tabacco, caffè e di vini liquorosi.

A custodire il brandy un’elegante bottiglia (70 cl) che riprende l’iconica forma triangolare di Vecchia Romagna, ma con una linea slanciata, a sua volta custodita in un astuccio raffinato e contemporaneo.

L’Aperitivo all’Italiana è con Sabatini Gin

Sabatini Gin con Acetaia Giusti firmano la cocktail list Aperitivo all'Italiana presentata recentemente a Milano. Protagonista il mix ModenaCortona

Al Bioesserì di Milano Porta Nuova è stato recentemente presentata in anteprima l'iniziativa Aperitivo all'Italiana a firma di Sabatini Gin, il noto London Dry 100% toscano,  e dell'Acetaia Giusti di Modena con il lancio di un signature drink speciale, il ModenaCortona a base di Sabatini Gin, Vermouth Giusti, shrub al lampone Giusti e succo di limone. il twist è stato proposto in abbinamento a una pizzetta Margherita a lunga lievitazione con drops di Aceto Balsamico Giusti Bio. In lista, anche un signature della casa, il Citrus Negroni a base di Sabatini Gin, Vermouth Giusti, bitter, soda al pompelmo rosa, succo di mandarino e un classico evergreen della mixability come il Sabatonic, a base di Sabatini Gin e acqua tonica dry. «È un'iniziativa - spiega a Bargiornale Chiara Casati, marketing director di Sabatini - che abbiamo creato in collaborazione con l'Acetaia Giusti di Modena e che contiamo di replicare nel 2022 in altri locali top della Penisola con i quali abbiamo uno stretto, in questi anni, un proficuo rapporto di collaborazione. Protagonista della cocktail list tricolore è, ovviamente, il ModenaCortona, un mix davvero originale pensato, grazie anche all'aggiunta dello shrub che gli dona una singolare rotondità e dolcezza, per un pubblico cosmopolita alla ricerca di drink profumati e di facile beva. Un cocktail che per i suoi ingredienti rappresenta l'essenza dell'italianità». Il drink è stato realizzato anche in formato kit per un consumo domestico che si può acquistare sul sito web di Ghilardi Selezioni. A proposito di novità, c'è da registrare anche il recente lancio da parte della distilleria di Cortona (Ar) di Sabatini Gin Barrel, distillato premium risultato dell’affinamento dell'omonino London Dry Gin toscano in botti di rovere ex Chardonnay che esaltano la freschezza e la mineralità del prodotto. Dalla gradazione di 45.5%, è perfetto per essere proposto in purezza accompagnato da frutta secca, dolci lievitati o formaggi.

 

Da barista a bar manager con il Training Center Lavazza

nnovation Center Lavazza
nnovation Center Lavazza
Aperte le iscrizioni ai 6 moduli del corso di formazione in Bar Management che si rivolge a tutti i professionisti dell’horeca

Oggigiorno la gestione di un locale richiede particolare attenzione, oculatezza e conoscenza: per questo il Training Center Lavazza ha deciso di condividere il proprio know-how non solo sulla materia prima, ma anche sull’attività gestionale declinata in tutti i suoi aspetti, al fine di formare un barista in grado di rendere attrattivo e fidelizzare i clienti al proprio locale. Con ciò il Gruppo torinese prosegue il suo cammino di sostegno diretto agli operatori al fine di aiutarli a superare al meglio un periodo complesso.

La nuova proposta è un corso di formazione in Bar Management rivolto a tutti i professionisti del settore horeca che desiderano approfondire alcuni aspetti fondamentali nella gestione di un locale. Il corso, che si svolgerà online dal 17 gennaio al 28 febbraio 2022 è promosso in collaborazione con Università degli Studi di Torino, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Politecnico di Torino, Saa (School of Management) e Spinlab

Attraverso un approccio multidisciplinare e un programma che spazia dalla gestione economica dell’impresa a quella del personale fino a toccare aspetti più pratici come l’ingegneria del menù o il layout operativo del punto vendita, i partecipanti acquisiranno le competenze fondamentali per creare un’offerta commerciale di successo in un contesto così competitivo come quello del fuori casa. L’obiettivo è formare figure di bar manager esperte e preparate tanto sull’aspetto qualitativo del prodotto, quanto su temi gestionali e di comunicazione. Anche la sostenibilità sarà un argomento trattato nel corso al fine di offrire gli strumenti per progettare il funzionamento del proprio locale secondo un approccio sistemico-circolare virtuoso e vincente.

Il programma è articolato in 6 moduli di circa 2-3 ore di lezioni online che si terranno sulla piattaforma Webex Meeting di Cisco System. Le classi sono tenute da specialisti della materia appartenenti alle diverse realtà partner. Le giornate saranno così suddivise:

Modulo 1 – Introduzione: panoramica sul “consumo fuori casa” e i trend del food e del caffè a livello globale. Docente: Michele Antonio Fino, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. (Tot. 2 ore.)

Modulo 2 – Il caffè. Dalla pianta alla tazzina: introduzione sulla materia prima, i processi produttivi, la qualità e i sistemi di estrazione. Docente: Alessandro Cocco (Authorized SCA Trainer). Modulo SCA. (Tot. 4 ore.)

Modulo 3 – Comunicazione e marketing: approfondimento sugli elementi del marketing e della comunicazione online e offline, con un’ampia selezione di case study di successo. Docenti: Elena Candelo, Università degli Studi di Torino; Giacomo Pini, GPstudios. (Tot. 6 ore.)

Modulo 4 – Bar Management: approfondimento sulle dimensioni economica, organizzativa e gestionale del bar (lay-out, menù, budgeting, personale), con un’ampia selezione di case study. Docenti: Laura Broccardo, Cecilia Casalegno ed Elisa Truant, Università degli Studi di Torino; Giacomo Pini, GPstudios. (Tot. 8 ore.)

Modulo 5 – Gusto e sensorialità: introduzione sulla percezione del gusto, con focus sul caffè e il suo caratteristico gusto amaro; principi teorici e metodi di analisi sulla valutazione sensoriale. Docenti: Gabriella Morini e Luisa Torri, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. (Tot. 2 ore.)

Modulo 6 – Sostenibilità: approfondimento sulla definizione e gli obiettivi della sostenibilità ambientale, con focus sul packaging e sull’interior design come ulteriore mezzo di comunicazione di messaggi in ottica di sostenibilità. La seconda parte del modulo si focalizza sull’approccio sistemico per un modello di Circular Bar, attraverso l’analisi di case history di successo. Docenti: Paolo Tamborrini, Politecnico di Torino; Franco Fassio, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. (Tot. 6 ore.)

Per iscriversi al corso è necessario compilare la scheda di iscrizione (https://www.saamanagement.it/formazione-executive-bar-management-lavazza/) e inviarla all’indirizzo email silvia.fiorio@unito.it entro il 10 gennaio 2022. Il corso sarà attivato con un gruppo minimo di 15 persone; in caso di mancato raggiungimento del numero minimo le quote di iscrizione versate verranno restituite.

Coppa d’Oro, la prima volta di Milano grazie al gelato a filiera corta

Una gelateria milanese si aggiudica la 51esima edizione di un concorso storico. Tutto merito di un gelato al limone super e di una passione per la frutta a chilometro quasi zero

La prima volta di Milano in cima al mondo del gelato, con la vittoria nella prestigiosa Coppa d'Oro, è merito della gelateria Prossima Fermata e del suo titolare Curzio Baraggi. Si è confrontato con una cinquantina di colleghi nella produzione di gelato al limone a base acqua e ha portato a casa il primo premio nella competizione più importante (giunta alla 51esima edizione) organizzata nell'ambito della fiera MIG di Longarone. Un concorso storico, che dà modo ai maestri gelatieri artigiani di tutto il mondo di mettere in evidenza le proprie capacità professionali.

vincitore coppa doro curzio baraggi
Curzio Baraggi della gelateria Prossima fermata di Milano alza la Coppa d'Oro

«Massima sincerità nei confronti del cliente»

Il laboratorio di Baraggi serve il quartiere della Maggiolina dal 2004. Il suo segreto? Il gelato a filiera corta, per quanto possibile, grazie alla passione per la frutta del titolare e gelatiere e alle sue incursioni, due volte alla settimana alle 5 del mattino, all’Ortomercato di Milano. Lì sceglie con cura i prodotti per i suoi gelati. «La clientela, evolvendosi, ci porta a mutare il nostro lavoro verso la massima sincerità. Sarebbe infatti opportuno invitare il pubblico ad assistere alla preparazione del gelato, rendendolo così pienamente consapevole di cosa sta mangiando», ha spiegato il vincitore della gara storica. Alle spalle di Baraggi si sono classificati nell’ordine: Roberto Galligani della Casa della Gelato di Albenga (SV), Andrea Cabano della gelateria Stella Marina di La Spezia, Maria Kaizer della gelateria Casa di Maria di Assen (Paesi Bassi), Thomas Infanti della gelateria Antiche Tentazioni di Padova, (a Infanti è andato anche il premio per il Miglior classificato Under 35), e infine al sesto posto Davide Pasquale Moretti della gelateria Impero di Verona.

Gelaterie in web: premio a un locale abruzzese

Sempre in chiusura della MIG 2021 sono stati consegnati anche i premi del 19esimo concorso Gelaterie in web, riservato alle gelaterie che si presentano e comunicano meglio sul web. A vincere l'edizione 2021 è stata la Gelateria Duomo de L'Aquila, che ha preceduto Gelato Village di Leicester (Regno Unito) e al terzo posto la Gelateria Rigoletto di Milano.

Successo italiano ai World’s 50 Best Bars

World’s 50 Best Bars 2021_Connaught Bar1
Il team "italiano" del Connaught Bar di Londra, locale al primo posto nella classifica 2021 di The World's 50 Best Bars
Grandi risultati per l'Italia con sette locali in classifica, dei quali ben tre nella top 50: Drink Kong, 1930 e Camparino in Galleria. Al vertice della lista si conferma il Connaught Bar di Londra di Ago Perrone, mentre al 3° posto sale Giacomo Giannotti con il suo Paradiso di Barcellona

È andato in scena la sera del 7 dicembre alla Roundhouse, nel quartiere londinese di Camden Town, il party più atteso dell’anno per il mondo del bartending: il gala annuale dei World’s 50 Best Bars. Nonostante le tante incertezze dovute alla pandemia, tanti i bartender, giornalisti e operatori della bar industry provenienti di tutto il mondo ha preso parte all’evento, tornato a svolgersi in presenza dopo oltre 2 anni e organizzato nel rispetto dei massimi standard di sicurezza, attendendo con ansia, tra cocktail e stuzzichini, di conoscere la classifica dei migliori locali del mondo.

Classifica (che riportiamo in fondo all’articolo) che quest’anno ha regalato grandi soddisfazioni all’Italia, con ben 7 locali entrati nella lista, dei quali 3 nella top 50.

Il Connaught "italiano" ancora primo

Per il secondo anno consecutivo, il Connaught Bar, il locale londinese guidato da Ago Perrone, Giorgio Bargiani e Maura Milia e con un team quasi interamente italiano, si è piazzato al primo posto, confermandosi il gold standard per lo stile italiano di ospitalità, capace di mettere l’ospite al centro dell’esperienza sin da quando varca la soglia dello storico bar. Il servizio del Martini Cocktail, personalizzato sul cliente e preparato direttamente al tavolo, grazie al Martini Trolley, marchio di fabbrica del locale è l’emblema di questa idea di ospitalità.

Il nuovo successo diventa ancora più rilevante se si considera che in 13 anni di storia dei World’s 50 Best Bars solo tre bar, il Milk and Honey, l'Artesian e ora il Connaught Bar, hanno ottenuto il titolo di miglior bar del mondo più di una volta. «Il Connaught resta un locale classico e tradizionale, ma lavoriamo costantemente per spingere sempre più avanti i confini della creatività e sorprendere i nostri ospiti con innovazioni sofisticate ed eleganti», ha commentato Ago Perrone, condividendo la formula vincente del cocktail bar. 

Anche Giannotti sul podio

Altrettanto notevole il risultato ottenuto dal carrarese Giacomo Giannotti, bartender e patron del Paradiso di Barcellona, piazzatosi al 3° posto, dal 19° dell'edizione 2020. Altri connazionali "nel mondo" a lasciare il segno in classifica sono Laura Marnich, bar manager dello Zuma a Dubai e membro del Drink Team di Bargiornale (17°) e Simone Caporale con il suo Sips, aperto lo scorso anno a Barcellona, entra in classifica piazzandosi al 37° posto.

Drink Kong, 1930 e Camparino nei 50 migliori

Non minori soddisfazioni arrivano dai locali della Penisola, con il Drink Kong di Roma di Patrick Pistolesi al 19° posto, seguito dal 1930 di Milano (20° posto), ormai da anni presenza costante in classifica, e l'iconico Camparino in Galleria di Milano, capitanato da Tommaso Cecca, che entra per la prima volta nella lista, piazzandosi al 27° posto.

Senza dimenticare le quattro new entry nella lista dal 51° al 100° posto (leggi Quattro italiani (di 4 città) nei The World’s 50 best bars (dal 51 al 100): perché è una buona notizia): il Locale di Firenze (51°), The Court a Roma, guidato da Matteo “Zed” Zamberlan, L'Antiquario a Napoli (82°) e il Cera a Milano (85°), locale quest’ultimo aperto solo sei mesi fa.

I premi speciali

Nel corso della serata di gala World’s 50 Best Bars sono stati anche assegnati diversi premi speciali. Tra questi The Highest New Entry Award, sponsorizzato da Disaronno e andato all’Hanky Panky di Città del Messico (12° posto), il London Essence Best New Opening Award assegnato all’Insider Bar di Mosca (13° posto), il Michter's Art of Hospitality Award conquistato dal Salmon Guru di Madrid (24° posto) e il Ketel One Sustainable Bar Award andato al Re di Sydney di Matt Whiley.

Il boom dell’Asia

Scorrendo la classifica, altro aspetto da segnalare è la sempre più folta presenza di locali asiatici in lista, con ben 16 cocktail bar nella top 50. Per la prima volta dal 2010, un locale indiano rientra in classifica, il Sidecar di Nuova Delhi (47°), mentre il Coa di Hong Kong, arrivato in settima posizione, è il miglior bar del Continente. Continente dove la parte del leone la fanno i cocktail bar di Singapore, con ben 6 piazzamenti in lista: il Jigger & Pony (9°), il Manhattan (15°), l’Atlas (16°), ai quali si aggiungono le new entry No Sleep Club (26°) e MO Bar (36°), e il ritorno in classifica del Tippling Club (43°).

THE WORLD’S 50 BEST BARS 2021

  1. Connaught Bar - Londra – Regno Unito
  2. Tayēr + Elementary - Londra – Regno Unito
  3. Paradiso - Barcelona - Spagna
  4. The Clumsies – Atene - Grecia
  5. Florería Atlántico - Buenos Aires - Argentina
  6. Licorería Limantour – Città del Messico - Messico
  7. Coa - Hong Kong - Cina
  8. El Copita San Pietroburgo - Russia
  9. Jigger & Pony - Singapore - Singapore
  10. Katana Kitten - New York - Usa
  11. Two Schmucks - Barcellona - Spagna
  12. Hanky Panky – Città del Messico - Messico
  13. Insider Bar - Mosca - Russia
  14. Baba au Rum – Atene - Grecia
  15. Manhattan – Singapore - Singapore
  16. Atlas - Singapore - Singapore
  17. Zuma - Dubai – Emirati Arabi Uniti
  18. The SG Club - Tokyo - Giappone
  19. Drink Kong - Roma - Italia
  20. 1930 – Milano - Italia
  21. Presidente - Buenos Aires - Argentina
  22. Maybe Sammy - Sydney - Australia
  23. Cantina OK! - Sydney - Australia
  24. Salmon Guru - Madrid - Spagna
  25. Handshake Speakeasy – Città del Messico - Messico
  26. No Sleep Club - Singapore - Singapore
  27. Camparino in Galleria - Milano - Italia
  28. Café La Trova - Miami - Usa
  29. Little Red Door – Parigi - Francia
  30. Dante - New York - Usa
  31. Kwānt - Londra – Regno Unito
  32. Bar Benfiddich - Tokyo - Giappone
  33. Tres Monos - Buenos Aires - Argentina
  34. Attaboy - New York - Usa
  35. Lucy’s Flower Shop – Stoccolma- Svezia
  36. MO Bar - Singapore - Singapore
  37. Sips - Barcellona - Spagna
  38. Baltra Bar – Città del Messico - Messico
  39. Sober Company - Shanghai - Cina
  40. Tjoget – Stoccolma – Svezia
  41. Epic - Shanghai - Cina
  42. Charles H - Seoul – Corea del Sud
  43. Tippling Club - Singapore - Singapore
  44. Above Board - Melbourne - Australia
  45. Galaxy Bar - Dubai – Emirati Arabi Uniti
  46. Re - Sydney - Australia
  47. Sidecar Nuova Delhi - India
  48. Union Trading Company - Shanghai - Cina
  49. DarkSide Hong Kong - Cina
  50. Quinary - Hong Kong - China

Due giornate dedicate agli Artisti del panettone

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Sabato 11 e domenica 12 dicembre a Milano si tiene una due giorni dedicata al panettone, con degustazioni e masterclass dei grandi pasticceri

Sabato 11 e domenica 12 dicembre va in scena l'edizione 2021 di Happy Natale Happy Panettone, assieme agli Artisti del panettone, una due-giorni interamente dedicata al dolce simbolo delle feste a Palazzo Bovara a Milano. Saranno i più grandi pasticceri d'Italia a raccontare (e far assaggiare) i loro lievitati nel corso delle due giornate ricche di eventi e approfondimenti.

I nomi top coinvolti per masterclass e degustazioni

Il programma del weekend è pensato per coinvolgere il pubblico di appassionati con masterclass e degustazioni gratuite (fino ad esaurimento posti) dei lievitati artigianali realizzati dai pasticceri. La squadra degli Artisti del Panettone, capitanata da Vincenzo Santoro, è composta da: Luigi Biasetto, Paolo Sacchetti, Salvatore De Riso, Andrea Tortora, Vincenzo Tiri, Maurizio Bonanomi, Andrea Besuschio, Lucca Cantarin, Stefano Laghi, i fratelli Giuseppe e Prisco Pepe, Carmen Vecchione, Francesco Borioli del Laboratorio Infermentum e Mattia Premoli.

Storia, abbinamenti e suggerimenti per una drink list delle Feste

Ognuno di loro sarà protagonista di una masterclass con degustazione. Vincenzo Santoro racconterà la storia del panettone (sabato alle ore 12), Maurizio Bonanomi ne illustrerà gli ingredienti che lo rendono il re delle feste di Natale (sabato alle ore 14.30) e Andrea Tortora creerà degli abbinamenti perfetti a tema caffè (domenica ore 14.30). Tra le novità 2021 la mixology, con le creazioni originali del bartender Giorgio Facchinetti, domenica 12 dicembre alle 17.30, per proporre una drink list natalizia.

La premiazione del concorso domenica mattina

Spazio anche alle interpretazioni salate a cura dei cuochi APCI, come Tommaso Arrigoni, Vincenzo e Salvatore Butticé, Lorenzo Buraschi, Theo Penati, Giuseppe Postorino, Sara Preceruti, Andrea Provenzani e Fabio Zanetello. Matteo Cunsolo, presidente dell’Associazione Panificatori, in collaborazione con gli studenti del Capac realizzerà un panettone innovativo. Gli allievi dell’istituto professionale lombardo presenteranno anche un loro panettone realizzato sotto la guida del pastry chef Giordano Villa e di chef di Apci. Sempre sabato il campione del caffè Gianni Cocco presenta due sue preparazioni: il Panettone Molecolare (analcolico) e il Christmas Drink (alcolico). Domenica mattina alle 11.30 ci sarà la premiazione del concorso Artisti del Panettone. Presidente di Giuria Vincenzo Santoro, vincitore dell’edizione 2020. A condurre la premiazione saranno lo chef Alessandro Borghese e Giulia Salemi.

Federico Casucci è il vincitore di Do it Dry!

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Al bartender dell'Hagakure NōH Samba di Bari la finale del contest di Compagnia dei Caraibi e Maison Ferrand che ha sfidato i professionisti del bacone a creare un originale ready to drink a base di Dry Curaçao

È Federico Casucci, bartender del locale Hagakure NōH Samba di Bari il vincitore di Do it Dry!, la competizione ideata da Compagnia dei Caraibi in collaborazione con Maison Ferrand, che ha sfidato i bartender di tutta Italia ha cimentarsi nell’ideazione di un originale cocktail ready to drink a base di Pierre Ferrand Dry Curaçao, il famoso triple sec di fattura artigianale e di alta qualità della maison francese.

Casucci si è aggiudicato la gara con il suo Kolino, nel quale ha miscelato Pierre Ferrand Dry Curaçao con una soluzione di a base di zucchero e acido citrico, infuso di camomilla e kvass, un fermato a base di pane di segale al coriandolo con timo limonato e arancia. Cocktail che, come chiesto dal regolamento, si è rivelato il più adatto per diventare un ready to drink, tipologia di prodotto in grande crescita negli ultimi anni.

Sei i concorrenti che si sono sfidati nella finalissima della competition, trasmessa sulla pagina Facebook e sul canale YouTube (https://tinyurl.com/YT-CDC) di Compagnia dei Caraibi. Oltre al vincitore, erano in gara Valerio Battistelli del Knock Street Bar di Roma, Gianmaria Ciardulli di Donna di Cuori di Cecina (Livorno), Federico Graziani di Ru.De. Centocelle di Roma, Gianluca Manolio di Dimora Sovrana di Cassano delle Murge (Bari) e Marco Pompilii del FAMA Cocktail Club di Ascoli Piceno.

Finalisti selezionati nelle scorse settimane dai giudici e conduttori della gara, Francesco Pirineo, brand ambassador Italia per Maison Ferrand, e Filippo Sisti, spirits specialist di Compagnia dei Caraibi, che hanno girato l’Italia per assaggiare i ready to drink dei bartender. Un tour nella penisola nel quale i due giudici sono stati accompagnati ogni volta da un ospite di eccezione, in qualità di giudice guest, appartenente al mondo della mixology: Daniele Gentili, Paolo Sanna, Gianni Dell’Olio, Tommy Colonna, Simona Polito e Josif Martelli.

A contribuire alla vittoria del giovane bartender pugliese, oltre alle valutazioni dei giudici giudici Pirineo e Sisti e dei giudici guest, anche il pubblico, che ha potuto esprimere il proprio voto online, garantendo alla ricetta un bonus sul punteggi finale.

Con la vittoria di Do it Dry!, Casucci si è meritato l’ambito premio in palio: un viaggio di tre giorni alla scoperta della distilleria di Maison Ferrand, presso il suggestivo Château de Bonbonnet in Francia.

La ricetta

Kolino di Federico Casucci


Ingredienti:
1 cl Pierre Ferrand Dry Curaçao, 3 cl soluzione a base di zucchero e acido citrico, 9 cl infuso di camomilla, 20 cl Kvass (fermato a base di pane di segale al coriandolo con timo limonato e arancia)
Preparazione:
v
ersare in un mixing glass e poi confezionare in lattina. Servire con ghiaccio

Grappa in pasticceria: nasce il Pandoro alla Grappa Nardini

Pandoro Nardini
Nato dalla collaborazione con la storica pasticceria veneta Olivieri 1882, il lievitato è impreziosito dagli aromi floreali e fruttati dell'iconica Grappa Bianca Nardini

Ingredienti selezionati e una lunga lavorazione artigianale. È così che prende vita la novità di Nardini. Non si tratta però di un distillato, ma di un dolce. Per le imminenti festività la distilleria più antica d’Italia ha infatti deciso di rendere omaggio a uno dei grandi classici del Natale: il pandoro. Per farlo la distilleria più antica d’Italia ha stretto una collaborazione con un’altra eccellenza veneta: la pluripremiata Olivieri 1882, storica pasticceria artigianale di Arzignano (Vicenza). È nato così il Pandoro artigianale alla Grappa Nardini.

In formato da 830 grammi, dalla tipica forma a stella, il nuovo lievitato è un dolce raffinato che conserva tutte le caratteristiche del tradizionale pandoro artigianale, ma che unisce in sé l’arte della pasticceria italiana all’arte della distillazione. A renderlo esclusivo sono i caratteristici aromi floreali e fruttati dell’iconica Grappa Bianca Nardini (alc 50% in vol), nata nel 1779 e frutto della distillazione, con tre metodi differenti, di vinacce plurivitigno, processo che le regala il suo gusto pieno e complesso e, appunto, la sua ricchezza aromatica.

Ricchezza aromatica che va a impreziosire la ricetta di questo pandoro, realizzato dal team di Olivieri 1882, guidato dal titolare Nicola Olivieri, che rappresenta la sesta generazione di pasticceri della famiglia, utilizzando esclusivamente ingredienti di primissima qualità: farina di grano tenero, burro, uova, zucchero, lievito naturale, pasta di scorza di limone candito, acqua, burro di cacao, latte intero in polvere, sale, vaniglia Bourbon Tahiti e Grappa Nardini.

Ogni pandoro viene lavorato singolarmente a mano, dal rinfresco del lievito madre alla pirlatura, per garantire la massima qualità, con un lungo processo di lavorazione della durata di 4 giorni che assicura al prodotto finale grande leggerezza e digeribilità.

Il tutto, infine, racchiuso in un’elegante confezione dedicata al Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa, il luogo di nascita della Distilleria Nardini.

Mumac apre le porte alla Prima Diffusa e al Fai

Gruppo Cimbali, Macbeth, foto Brescia e Amisano
Scena di Macbeth, foto Brescia e Amisano
Tutto esaurito per la diretta in streaming del Macbeth di Giuseppe Verdi. Prosegue la mostra su Giorgio Strehler. Il 13 dicembre il Museo apre al Fai

Il Mumac è sempre attivo e vicino agli operatori, ai coffee lover e a chi ama le arti e il bello. Così, sono ormai esauriti i posti per Prima Diffusa, giunta al decimo anno, con la quale l’opera inaugurale del 7 dicembre, viene trasmessa in streaming in diversi luoghi della città di Milano e dell’hinterland, tra cui Museo delle macchine da caffè di Gruppo Cimbali, che tra poche ore ospiterà un centinaio di persone per assistere in diretta all’opera inaugurale della stagione scaligera 2021/2022, il Macbeth di Giuseppe Verdi con la regia di Davide Livermore. Il supporto all’ente lirico e al suo museo è iniziato nel 2016 con la sponsorizzazione, attraverso LaCimbali, della mostra Madama Butterfly, l’Oriente ritrovato. Foujita e Asari per Puccini presso il Museo Teatrale alla Scala, e proseguita negli anni: dall’evento concerto al Mumac con gli allievi dell’Accademia, alle dirette della Prima Diffusa del 7 dicembre nelle edizioni 2017-2018-2019, fino alla condivisione di molti altri momenti di spettacolo e cultura, dentro e fuori dal Teatro.

La collaborazione con il Teatro milanese vede inoltre il supporto di LaCimbali e Mumac per la mostra Giorgio Strehler alla Scala, che proseguirà fino al 30 aprile 2022. Si articola in due sezioni: Strehler, il gesto e lo spazio è la parte fisica della mostra, curata da Vittoria Crespi Morbio e visitabile nelle sale del museo. Il soffio del vero poetico è invece un racconto online in sette scene in cui i visitatori possono ripercorrere i tanti spettacoli-capolavoro che il regista ha messo in scena dal dopoguerra fino alla sua scomparsa.

Un altro appuntamento presso il Museo di Binasco (alle porte di Milano) è inoltre previsto per il 13 dicembre in occasione dell’evento Tutto ciò che racconta una tazzina di caffè… lo si può apprendere al Mumac, organizzato dai Fai, la fondazione che si occupa di diffondere la cultura del bello nel suo significato più profondo. Qui, a iscritti e non è offerta l’occasione did vivere un’esperienza completa, un viaggio nel tempo di oltre un secolo in cui si intrecciano storia, società, tecnologia e design di un made in Italy, la macchina per espresso, vero e proprio brand della cultura italiana nel mondo. Prenotazione obbligatoria al link.

Crea un’opera d’arte da bere: riparte Art Of Italicus Aperitivo Challenge

Art of Italicus 2021
Iscrizioni aperte fino al 28 febbraio per la nuova edizione del contest firmato dal Rosolio di bergamotto che sfida a creare un drink aperitivo ispirato al mondo dell'arte

Miscelare bene arte e creatività per dare vita a un originale cocktail per l’aperitivo in stile italiano. Si parte con una nuova edizione di Art Of Italicus Aperitivo Challenge, la cocktail competition targata Italicus, nata per suggellare il matrimonio di eccellenza tra mixology e arte.

Fare del cocktail una vera e propria forma di arte contemporanea è la sfida che il contest pone ai bartender. I concorrenti dovranno infatti creare un drink originale a base del Rosolio di bergamotto creato da Giuseppe Gallo, ispirandosi a una qualsiasi forma d’arte: scultura, design, pittura, moda, musica e danza. Ma non solo, perché lo stesso cocktail dovrà presentarsi come un vero pezzo d’arte, curato in ogni aspetto, dal gusto alla scelta della tipologia del bicchiere alle guarnizioni, in modo che l’insieme di stile, linee e colori degli elementi scelti esprimano l’eleganza e l’armonia che caratterizzano il made in Italy moderno.

Giunto alla sua quarta edizione, Art of Italicus è aperto ai bartender di Italia, Danimarca, Gran Bretagna, Grecia, Norvegia, Russia, Spagna, Stati Uniti, Svezia e Svizzera. Ma possono prendervi parte anche i concorrenti di altri Paesi del mondo: questi potranno iscriversi a una speciale "wild list” che costituirà un accesso diretto al contest. Contest si articola due fasi: le gare nazionali e la finale globale. In ogni Paese in gara si svolgerà una finale, in programma tra il 21 marzo e il 30 aprile del prossimo anno, tra gli otto concorrenti che hanno superato la fase di selezione.

I 10 campioni nazionali più il bartender selezionato tra quelli iscritti nella "wild list" si affronteranno nella finale globale del contest, che si terrà nel mese di maggio, per contendersi il titolo di Italicus Bar Artist Of The Year 2021 e il premio in palio: un’esperienza gastronomica e di mixology unica a Barcellona al Sips Bar con Marc Alvarez, riconosciuto come uno dei bartender più creativi e innovativi al mondo, attraverso un programma di mentorship dedicato.

Come partecipare

Per quanto riguarda l’Italia, per partecipare al concorso occorre iscriversi entro il prossimo 28 febbraio, compilando l’apposito form sul sito www.rosolioitalicus.com/aperitivo-challenge (dove è disponibile il regolamento completo), inserendo i propri dati personali e l’originale ricetta di drink da aperitivo. Il regolamento non prevede limiti al numero di ingredienti da utilizzare, ma deve contenere obbligatoriamente almeno 40 ml di Italicus e deve essere completa di descrizione della preparazione, tipologia di bicchiere, decorazione (è consigliato anche suggerire un abbinamento di cibo), di foto del drink e accompagnata da una breve storia che ne racconti l’ispirazione (in inglese).

Infine, il concorrente deve anche condividere la ricetta sui propri social media, utilizzando gli hashtag della competizione: #ITALICUS #ROSOLIODIBERGAMOTTO #ARTOFITALICUS #AOI21.

Tutte le ricette saranno valutate dal team di Italicus, che selezionerà gli 8 concorrenti che parteciperanno alla finale nazionale.

Giuseppe Amato, ritratto del Meilleur Patissier 2021

Giuseppe Amato, pastry chef La Pergola di Roma
Il pastry chef de La Pergola a Roma ha ricevuto il prestigioso riconoscimento dalla Association des Grandes Tables du Monde

Riconoscimento prestigioso per Giuseppe Amato, Maestro Ampi e pastry chef del ristorante 3 stelle Michelin La Pergola di Roma: è stato premiato a Parigi come Meilleur Patissier 2021 dall’Association des Grandes Tables du Monde. È la prima volta che il premio va a un pasticcere impegnato nella ristorazione.

«Merito di chi per anni mi ha sostenuto e incoraggiato»

Giuseppe Amato gioisce con il premio fra le mani
Giuseppe Amato è nato nel 1981 a Taormina (ME) ed è pastry chef del ristorante stellato dello chef Heinz Beck. Provo immensa felicità e gratitudine perché se ho raggiunto questo risultato lo devo a chi per tutti questi anni mi ha sostenuto e incoraggiato: lo chef Heinz Beck, i miei collaboratori e tutto lo staff della Pergola. E ancora i colleghi e gli amici che con i loro apprezzamenti e soprattutto con le critiche costruttive mi hanno permesso di crescere professionalmente e umanamente», ha dichiarato a caldo il pastry chef. Il talento siciliano ha dedicato la sua vittoria alla sua famiglia, la moglie Manuela e i figli Salvatore e Ginevra. Ha ricevuto il premio da Sang Hoon Degeimbre e da Antonio Santini, chef rispettivamente 2 e 3 stelle Michelin.

Un ruolo di primo piano in Ampi, nella commissione Pastry Chef

Ancora da bambino, durante la sua infanzia nel comune di Gaggi, in provincia di Messina, Amato si è avvicinato al mondo della pasticceria lavorando in un ristorante del paese. Ha fatto esperienza con Michelino Gioia a La Posta Veccha di Palo Laziale, poi con Alain Ducasse, a Londra. Infine il rientro in Italia e l'avventura a La Pergola, che dura da 17 anni. Giuseppe è anche coinvolto in Pass 121, collettivo di professionisti che si impegnano, dal 2016, nel far conoscere la professione del pasticcere da ristorazione. Rappresenta proprio quel ruolo nell'ambito della Accademia maestri pasticceri italiani (Ampi), dove coordina coordina la commissione Pastry Chef. E dove ora porterà il valore aggiunto di un riconoscimento internazionale di altissimo livello.

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