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Mourad, il re della baklawa è di casa a Milano

Baklawa
I dolci mediorientali della pasticceria Mourad conquistano anche i clienti italiani. Fra le specialità: baklawa, maamoul, tulumba e basbousa

MILANO. La piccola ma raffinata pasticceria orientale Mourad, nel centralissimo corso Buenos Aires, ha festeggiato a novembre 2021 il suo primo anno di attività, sfidando le difficoltà della pandemia. L’ambiente è luminoso, il design minimalista e giocato su due soli colori, tra i più amati nel mondo islamico: il bianco delle pareti e l’oro dei decori orientaleggianti. L’idea di aprire una pasticceria orientale è venuta a Mohamed Mourad, un giovane imprenditore di origine egiziana, che grazie al successo di un’attività precedente e parallela di produzione di dolci arabi per il mercato italiano, indirizzata alle comunità islamiche, ha voluto fare qualcosa per far apprezzare anche agli italiani le turkish delights. «Abbiamo iniziato con la mia famiglia a confezionare dolci turchi, egiziani e siro-libanesi in un piccolo laboratorio di 40 mq a Rozzano - racconta - e nel giro di qualche anno ci siamo ingranditi, arrivando ora a un capannone di 300». Dopo aver consolidato la presenza sul mercato, in tutti quei bazar ed empori di alimenti halal, frequentati dalle comunità islamiche dei piccoli e grandi centri urbani, la famiglia Mourad si è accorta che spesso in questo genere di negozi entravano anche gli italiani. «Così ci siamo convinti a aprire un bel locale che proponesse dei dolci di una qualità più alta per conquistarli», prosegue Mourad. La clientela è variegata; ci sono gruppi di giovani e coppie che vengono per respirare un’atmosfera da Le Mille e una Notte, viaggiatori che desiderano ritrovare i sapori delle vacanze trascorse nel vicino Oriente, ma anche egiziani, turchi e tunisini. Ci sono poi i siciliani, i campani, i pugliesi o i sardi “lombardizzati” che intravvedono in alcuni di questi dolci qualcosa di molto simile alle loro tradizioni. Effettivamente è curioso scoprire come uno dei dolci maghrebini introdotti recentemente da Mourad, come la chebakia marocchina, indispensabile nel mese di Ramadan, sia praticamente una fotocopia delle cartellate pugliesi. La pasticceria orientale ha molto in comune con le nostre tradizioni meridionali; predilige infatti la frutta secca, quella siro-libanese i pistacchi, quella maghrebina le mandorle o la pasta di mandorle, quella turca i pistacchi per la parte asiatica, le noci, in quella europea, quella egiziana le arachidi, mentre il sesamo mette tutti d’accordo.

Ricette rivisitate, con un minor apporto calorico

In generale la pasticceria orientale è molto dolce e questo trova una spiegazione nel fatto che svolge un ruolo fondamentale nel Ramadan. Nei 28 giorni che segnano questo periodo i fedeli non possono mangiare né bere dall’alba al tramonto. Spetta proprio ai dolci e ai datteri, considerati nella tradizione islamica il frutto Sacro del Profeta, il compito di “rompere il digiuno” all’imbrunire, non prima di aver sorseggiato dell’acqua. I dolci nella tradizione islamica hanno dunque un ruolo quasi sacrale, che va ben al di là del loro profilo gastronomico. Frutta secca, zucchero o miele quindi, ma anche tanto burro, per restituire le energie perse durante ore di digiuno. Mourad ha voluto creare, però, dei dolci meno calorici rispetto a quelli tradizionali, sostituendo il burro con margarine vegetali e soprattutto diminuendo sensibilmente il carico glicemico degli zuccheri. Un accorgimento che se da un lato modifica la tipicità dei canoni produttivi dei Paesi d’origine, dall’altra tutela maggiormente la nostra salute.

Le specialità

Baklawa

È il dolce più famoso del mondo arabo. Si tratta di un millefeuilles di pasta sottilissima (yufka) tirata al mattarello, farcita di granella di pistacchio siriano, burro di Urfa e sciroppo di zucchero, talvolta aromatizzato (25-30 €/kg). era il dolce più amato dai sultani che lo avevano adottato nei rituali dell’harem e lo dispensavano ai giannizzeri insieme al salario, come forma di ricompensa. Per questo lo troviamo dalle ex province orientali dell’Impero sovietico al Maghreb, in numerose versioni locali. Da Mourad, anche in versioni creative e contemporanee. Il migliore di tutti, il roll baklawa al pistacchio.

Maamoul

Sono dolcetti siro-libanesi (15-20 €/kg) di pasta frolla ripiena di datteri, pistacchi, noci, talvolta mandorle o fichi. Il Maamoul solitamente ha una copertura di frolla decorata poiché viene montato utilizzando stampi di legno. È uno dei dolci più amati dai libanesi, che lo servono al Ramadan e nelle feste di Eid al-Fitr e Eidal-Adha, insieme al caffé arabo al cardamomo.

Tulumba

Dolce (15 €/kg) che si trova in Turchia e nelle cucine dell’ex impero ottomano, dalla Grecia all’ex Jugoslavia, fino all’Albania e Bulgaria. si prepara a partire da una pastella spremuta dal sac à poche e fritta, in pezzetti da 3 cm, imbevuti di sciroppo di zucchero. Si mangia freddo, accompagnato col té. Alcuni sostengono sia l’antenato dei churros spagnoli e perciò sta bene anche con la cioccolata in tazza.

Basbousa

Torta di semola dolce imbevuta di sciroppo originaria dell’Egitto, ma comune in vari paesi mediorientali (15 €/kg). La pastella di semola viene cotta in una teglia, aromatizzata con acqua di fiori d’arancio, acqua di rose o sciroppo di zucchero. Una volta cotta viene tagliata a quadretti o losanghe. si trova nei Paesi dell’ex impero ottomano, in più varianti.

È nato il primo vermouth bio di Bordiga

Vermouth bio Bordiga Rosso
Il nuovo Vermouth di Torino Superiore Igp Biologico Rosso, disponibile da fine maggio, arricchisce la gamma di vermouth della storica distilleria di Cuneo

Arrivato il primo vermouth bio del Consorzio del Vermouth di Torino. A firmarlo è Bordiga, la storica distilleria di Cuneo, che produce vermouth fin dalla sua fondazione nel 1888. Il nuovo Vermouth di Torino Superiore Igp Biologico Rosso amplia una gamma di vermouth già ricca e pluripremiata (leggi Premiato con l’Excellence Spirits Award il Vermouth Excelsior di Bordiga), tutta realizzata partendo dall’antica ricetta del fondatore, il Cavalier Pietro Bordiga: preziose spezie dell’Africa Orientale miscelate a vino piemontese e a erbe officinali raccolte sulle Alpi Cuneesi rigorosamente a mano.

Da questa formula prende vita anche il nuovo vermouth bio, per la cui produzione vengono però utilizzati ingredienti certificati biologici, guardando a un pubblico di locali e di consumatori attenti a questo tema. Tema che continua a rafforzare la sua carica attrattiva per i valore etici che incorpora, a partire dalla sostenibilità. Valori con i quali del resto Bordiga è in linea da sempre. Basta pensare per esempio alla cura con la quale vengono selezionate e raccolte le erbe utilizzate per tutti i suoi prodotti, che includono non solo vermouth, ma anche vermouth, liquori alpini, rispettando la stagionalità e il tempo naturale di ciascuna fioritura, senza l’ausilio di motori, pesticidi, fertilizzanti e anticrittogamici.

Il nuovo Vermouth di Torino Superiore Igp Biologico Rosso (alc 18% in vol) è composto da una base di barbera bio vinificato in bianco. Bio è anche l’alcol puro di grano, lo zucchero di canna e le ben 56 botaniche complessive utilizzate, che comprendono le botaniche alpine, tra le quali l’assenzio romano e gentile, radici, scorze, bacche, fiori e spezie dall’Oriente.

Frutto di questa combinazione è un prodotto di alta qualità, ben equilibrato dalle ricche note aromatiche sorrette dalle scorze di arancia dolce e amara, dallo zenzero, dalla salvia e dalla achillea. Ad arrotondare e ammorbidire il sorso la vaniglia bourbon, che dona anche una piacevole dolcezza. Il finale è dominato dalle note amaricanti dell’assenzio, rafforzate dall’amaro più terroso della genziana e da quello vibrante del quassio.

In bottiglia da 75 cl, il vermouth bio di Bordiga 1888 sarà in distribuzione dalla fine di maggio.

La colomba pasquale, le proposte di pasticceri, top chef e maestri lievitisti

Classiche o creative, ma sempre realizzate con lunghe lievitazioni e i migliori ingredienti. Ecco alcune delle colombe pasquali più interessanti del 2022.

Non solo i pasticceri, ma anche i cuochi stellati, i pizzaioli, i maestri cioccolatieri e i panificatori si cimentano con un grande lievitato della tradizione come è la colomba pasquale. Vi presentiamo una rassegna di proposte di eccellenza sul tema, accomunate dall'attenzione massima agli ingredienti, alla cura maniacale per lievitazione e conservazione naturale. Per la Pasqua 2022 la tendenza sembra essere quella di voler creare lievitati perfetti, dove non mancano creme, glasse e packaging innovativi. Ecco la seconda puntata della nostra rassegna sulle colombe pasquali più interessanti del 2022.

Burro, burro, burro per Panificio Il Toscano

Marco Lattanzi, owner del Panificio Il Toscano, ha scelto di puntare tutto sulla colomba tradizionale (38 euro). Nel laboratorio di Corato (Ba), tre pani Gambero Rosso, si è scelto di lavorare partendo dalla ricetta di Ronaldo Morandin, rivisitando il processo. Nel primo impasto si è scelto di aumentare la parte grassa e le uova, mentre nel secondo le percentuali scendono a favore delle arance, che salgono al 20%. Il risultato del processo è una colomba dai profumi e dai colori intensi, dalla grande morbidezza e perfetta consistenza. Oltre la versione classica, ci saranno solo due limited edition: alla fragola (fragole candite e cioccolato alla fragola di Valrhona) e al caffè e gianduja di Amedei.

Il lievitato a metà tra uovo e pandoro firmato Andrea Tortora

Andrea Tortora ha dedicato alla Pasqua 2022 il PandUovo, un lievitato soffice, dalle note di burro e vaniglia, con ingredienti semplici ma accuratamente selezionati. L'ultimo nato della collezione AT Patissier, il PandUovo riprende il brevetto del lievitato a forma di mezzo uovo, registrato come Uovo di Tortora, trasformando la forma di volatile pensata da Dino Villani negli anni Trenta. Recuperando antichi stampi, Tortora ha messo l'impasto lievitato simile a quello del pandoro nelle forme da mezzo uovo (700 gr, 40 euro).

Il twist di Roberto Rinaldini

Oltre alla colomba tradizionale (22 euro per 500 grammi), l'offerta di Roberto Rinaldini si arricchisce con golose proposte. Tanti gusti contemporanei per la vetrina del Maestro Pasticcere pluricampione del mondo. Tra questi spicca la ricetta Il sapore della primavera, impreziosito di fragoline di bosco e albicocche semicandite. Chiudono il cerchio le fave di Tonka per un twist aromatico (40 euro). La seconda variante al tema classico è la colomba golosa cioccolato, amarene e pistacchio (45 euro).

Pasqua "semplice" per Alessandro Borghese

Dal laboratorio AB – Il lusso della semplicità di Milano, Alessandro Borghese lancia la sua collezione di lievitati pasquali. Due le versioni disponibili la colomba Special e la Classic. La Special ha un impasto arricchito con albicocche candite e pepe della Tasmania, cioccolato bianco e pasta di mandarino. La glassa è composta da farina di mandorla e rosmarino sabbiato. La versione Classic all’arancia ai tre impasti è riservata a chi, a Pasqua, vuole solo la tradizione. Grandi protagoniste di questa versione sono le mandorle grezze di Avola, che fanno da contorno alla pasta insaporita di arance candite, malto e latte in polvere.

Pasqua 2022 secondo Ciccio Sultano

Profumi di Sicilia e tanto lavoro manuale: sono questi i principali ingredienti della colomba targata Ciccio Sultano. Si parte da formati da chilo, proposti al prezzo di 37 euro, creati partendo da lievito madre, zero coloranti, additivi e conservanti. Il primo impasto lievita ventiquattro ore e il secondo altre dodici. Realizzata insieme a Fabrizio Fiorani, pasticcere del Gruppo Sultano e Peppe Cannistrà, cuoco dei Banchi, la colomba di Sultano è farcita con arance candite, limoni canditi, vaniglia, burro di latteria, mandorle siciliane, buccia fresca di arancia e limone, farina italiana di qualità. A proteggere il lungo lavoro di laboratorio, c'è un'elegante scatola.

Exit, colomba urbana

  Nata in piena pandemia, la colomba di Exit è un lievitato dolce ma non troppo. Tra gli ingredienti ci sono burro e mandorle salate e arancia candita al Campari. Questo la rende perfetta per la colazione, ma anche come dolce di fine pasto o accompagnamento per un Negroni al momento dell'aperitivo. Se leggermente scaldata, si affianca anche a una fetta di culatello o a un torchon di foie gras.  

Il Dolce di Pasqua di Palazzo di Varignana

Palazzo di Varignana ha realizzato il Dolce di Pasqua, una reinterpretazione della classica colomba con l’olio evo della sua terra, proposto anche in una gift box insieme al Brut Metodo Classico Villa Amagioia. Per la Pasqua 2022 il resort e azienda agricola dei collai bolognesi ha scelto di devolvere parte del ricavato della vendita alla Fondazione Policlinico Sant’Orsola per aiutare le famiglie vittime della guerra in Ucraina.

Tanti gusti "benefici" per Olivieri 1882

Classica, Tre Cioccolati, Albicocca e Caramello Salato, Amarena, Pera e Cioccolato, Pesca, Mela Uvetta e Cannella (tutte a 38 euro), Cioccolato Bianco e Frutti di Bosco (34 euro): sono questi i gusti su cui Nicola Olivieri, mente e corpo della pasticceria Olivieri 1882 di Arzignano (Vi) ha deciso di puntare per la Pasqua 2022. Nuvole di burro, uova e farina, ricoperte di glassa con mandorle, queste colombe nascono da una doppia lievitazione di oltre 48 ore, con 100% lievito madre. Niente conservanti, semilavorati, aromi o grassi vegetali. In più, ogni colomba venduta online contribuirà a raccogliere fondi per la Fondazione Città della Speranza.

Golosità targate Sal De Riso

Le colombe di Sal De Riso, Presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, sono prodotti artigianali da forno, a lievitazione naturale. Per la Pasqua 2022 sono disponibili in 15 golose versioni, disponibili in 4 differenti dimensioni (500 g, 1k g, 2k g o 3 kg). Si parte con Intenso Fondente, una colomba di soffice pasta lievitata al cioccolato fondente, farcita con crema al cioccolato fondente Guanaja 70%, che saprà mettere d’accordo grandi e piccini. Poi si prosegue con Mandorlata; CremDeRì con gocce di cioccolato e un vasetto da 90 grammi dell'omonima crema; I Tre Cioccolati: la Limoncello; Sinfonia di Agrumi; Sottobosco; l'immancabile Stregata con crema allo Strega Alberti e fragole candite. Per gli sperimentatori incalliti, disponibili anche le varianti Sol Levante, Tiramisù e Smeralda.

Pasqua made in Cerignola con Perrucci

Tradizionale, Triplo cioccolato, Mela annurca, arancia e cioccolato fondente, Amarena: sono questi i gusti che Tommaso Perrucci, maestro cioccolatiere e lievitista di Cerignola, ha scelto di dedicare alla Pasqua 2022. Le colombe del Bar Roma nascono nel rispetto del disciplinare, ingredienti rigorosamente italiani, lenta e lunga lievitazione per arricchire i profumi dell'impasto e un mix di tra agrumi canditi - arancia, mandarino e bergamotto - per dare un ricco profilo aromatico al lievitato.

Tre nuove referenze per Giancarlo De Rosa

Dalla colomba tradizionale (29,90 euro) a quella con frutti di bosco e cioccolato bianco, passando per cioccolato e gianduja: è questa la ricetta del maestro lievitista Giancarlo De Rosa, che ha rivestito tutte le sue creazioni con un pack elegante, esclusivo e contemporaneo. Emblema delle creazioni di Giancarlo De Rosa è la lievitazione. In più, le farine utilizzate provengono da campi coltivati per il maestro nei terreni della sua famiglia, in provincia di Latina. Ciò ha permesso di fare un mix di grani antichi e moderni anche per i grandi lievitati delle feste.

Le colombe di Grué Pasticceria

Dal loro laboratorio di Viale Regina Margherita, Marta Boccanera e Felice Venanzi, anime e braccia di Grué Pasticceria, si preparano a celebrare la Pasqua con le immancabili colombe, realizzate in quattro varianti. la prima è la Classica con arancia candita, baccelli di vaniglia e glassa mandorlata, tipica della tradizione; ancora, in omaggio alla generosa e gradevole stagione in corso, c’è la Colomba Primavera, la più fresca delle quattro, pensata per gli amanti della frutta: l’impasto classico è con fragoline di bosco semicandite, limoni canditi e gocce di cioccolato fondente 60%; la Cioccolosa, invece, è per i clienti più golosi e presenta un impasto al cioccolato fondente 62% Ecuador con gocce di cioccolato al latte monorigine Tanzania e cioccolato fondente 60% Costa d’Avorio. Per quest'ultimo prodotto la parola chiave è morbidezza, una caratteristica complicata da ottenere con tanto cioccolato.

La Nuova Colomba Dolcemascolo

Grande Lievitato con soli 30 giorni di scadenza, Dolcemascolo ha presentato la sua Nuova Colomba. Frutto di un lavoro minuzioso e scrupoloso sulle materie prime, su nuove tecnologie che vanno a supporto del sapere artigiano, fino alle nuove tecniche di pasticceria e produzione, questo grande lievitato è il simbolo del percorso di ricerca verso la perfezione dell'artigianato. Novità della Pasqua 2022 è l’introduzione della Colomba Cioccolato e Lamponi, con pepite di cioccolato fondente al 60% e lamponi al naturale.

Caffè Vergnano incontra il Medio Oriente a 5 stelle

Hotel catena Jumeirah
Siglata una partnership tra la torrefazione torinese e il gruppo Jumeirah per la fornitura di caffè nelle principali location di Dubai

Lusso, benessere e customizzazione sono le tre parole che raccontano l’unione di due importanti riferimenti internazionali dell’horeca. L’Italia con Caffè Vergnano incontra il Medio Oriente all’interno delle strutture a 5 stelle del prestigioso Gruppo Jumeirah Hotels fondato nel 1997 a Dubai, oggi proprietario del famoso Burj al-Arab, hotel simbolo di città che ha ridefinito il concetto di lusso, e di 24 proprietà in otto Paesi del mondo.

Sguardo verso il futuro con attenzione per i dettagli a 360 gradi, dagli ambienti, con aree studiate e progettate per suscitare emozioni e per rendere ogni soggiorno davvero indimenticabile, al comparto food & beverage,  elemento di differenziazione e pilastro fondamentale del marchio perché offre esperienze culinarie uniche e ricercate dal sapore internazionale, che con la Torrefazione torinese si unisce anche al rispetto per l’ambiente.

È in questo spazio che caffè Vergnano trova la sua dimensione di eccellenza portando in Medio Oriente le sue miscele, basate sul connubio tra tradizione e innovazione, cifra distintiva della torrefazione. Un traguardo importante per il brand italiano che per i suoi 140 anni nel settore, si è regalato una collaborazione esclusiva all’interno di un mercato che dal 2019, secondo un report di Allegra, è in forte crescita. Gli Emirati Arabi Uniti hanno, infatti, registrato un esponenziale incremento di catene di caffetterie e in particolare, nella zona di Dubai, diversi marchi di prodotti alimentari e bevande artigianali hanno analizzato e osservato l’interesse dei consumatori per esperienze di caffetteria premium.

Un compleanno o meglio un matrimonio di “lusso” tra due eccellenze come afferma la Ceo Carolina Vergnano: «Siamo lieti di entrare in partnership con Jumeirah Hotels, portando la nostra esperienza e il nostro know-how tutto italiano in alcuni dei migliori hotel del mondo. La nostra è la collaborazione di due realtà che rappresentano l’eccellenza estrema, ognuna nel proprio ambito. Un connubio perfetto tra due marchi che ricercano continuamente il meglio da offrire ai propri clienti”.

Mixology Experience, prendi posto al trade show della mixology

Mixology Experience
Ultime disponibilità per esporre a Mixology Experience, il grande trade show dedicato al mondo della miscelazione in scena a Milano dall'8 al 10 maggio. Scopri i vantaggi per chi partecipa

Farsi conoscere, farsi apprezzare, far assaggiare la qualità dei propri prodotti sono le basi su cui le aziende di spirit costruiscono il proprio business. Un compito non facile. Occorre saper scegliere e sfruttare le opportunità giuste, quelle che permettono di massimizzare il numero di contatti in tempi e con budget contenuti.

Dove trovare tanti bartender "di quelli giusti" in un colpo solo? La risposta è: a Mixology Experience, di scena a Milano dall'8 al 10 maggio 2022 al Superstudio Maxi (viale Famagosta 73).

Programmato inizialmente nel maggio 2020, il nuovo trade show mette a frutto l'esperienza ultradecennale del team di Bartender.it nella creazione di eventi trade dedicati al mondo della mixology, a partire da The Gin Day per arrivare a Grappa Experience.

«Mixology Experience nasce da una constatazione, nata dall'osservazione e dal dialogo con i visitatori professionali dei nostri eventi - spiega Luca Pirola, ideatore della manifestazione -. La comunità dei bartender è cresciuta così tanto, sia in termini numerici che di preparazione professionale, da aver bisogno di un nuovo salto di qualità. Una grande manifestazione che riunisce sotto un unico tetto tutto il panorama dei prodotti che compongono il grande mosaico della miscelazione di qualità».

Mixology Experience, infatti, ha fatto convergere sotto un unico tetto gli otto format tematici di Bartender.it che in questi ultimi 13 anni hanno rivoluzionato il mondo del bartending italiano. Il risultato finale sono 12 aree tematiche in cui esporrà il meglio della Bar Industry nazionale: importatori, distributori e produttori tra i più quotati e specializzati del settore beverage.

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Le opportunità per gli espositori

La crescita dei bartender è stata favorita e supportata dal grande lavoro di Ricerca&Sviluppo che le aziende di spirit italiane hanno messo in campo per innalzare la qualità dei prodotti, attualizzare ricette e packaging, riscoprire e valorizzare prodotti della tradizione e lanciare novità in linea con le nuove tendenze del mercato.

«Oggi la liquoristica italiana vanta tanti prodotti di eccellenza. Con Mixology Experience vogliamo aiutarle a farli conoscere: sia presso i bartender più attenti alla qualità della propria offerta sia offrendo una vetrina internazionale che apra loro le porte all'internazionalizzazione e all'export verso i mercati con maggiori potenzialità di crescita. Milano, con il suo respiro internazionale e il suo ruolo riconosciuto di capitale italiana del bere bene, è la piazza ideale per mettere in vetrina il meglio della produzione made in Italy».

Il ruolo centrale dell'assaggio

Alla grande area centrale, dedicata alle presenze corporate delle aziende di spirit, si affiancano le diverse aree tematiche:

  • Aperitivi&Co Experience: amari, bitter e vermouth; liquori, elisir e vini fortificati;
  • Agave Experience: tequila e mezcal;
  • Spirits Experience: grandi distillati con focus su materie prime e territori;
  • Juniper Experience: il mondo del gin;
  • Sugarcane Experience: grandi rum da meditazione, rum da miscelazione e cachaça;
  • Malt&Grain Experience: whisky&whiskey dal mondo;
  • Grappa Experience: il grande distillato italiano;
  • Coffee Mixology: caffè e spirits nel mondo della miscelazione.

«Le aree tematiche sono pensate in modo da massimizzare la qualità dell'esperienza degustativa: le aziende espositrici potranno far assaggiare il proprio prodotto in purezza allo stand, mentre i bar tematici - uno per ogni area - proporranno una drink list di grandi classici che i visitatori potranno ordinare con il prodotto che preferiscono, in modo da poterlo provare sia in purezza che in miscelazione».

Party e assaggi in 60 locali

COntestualmente a Mixology Experience, Milano sarà teatro della Mixology Week, in scena dal 5 al 10 maggio. Oltre 60 i cocktail bar coinvolti, tra i più conosciuti e blasonati della città. In ognuno di questi andranno in scena serate speciali, menu dedicati, degustazioni: tutti appuntamenti riservati alle sole aziende espositrici di Mixology Experience.

«Le aziende potranno segnalarci i loro desiderata, in termini di locali, di giorni, di temi. Saremmo noi a comporre il calendario degli eventi della Mixology Week combinando tutte le necessità, dando a ogni azienda partecipante ulteriori opportunità di visibilità sia presso gli addetti ai lavori che nell'ampio pubblico di cocktail lover milanesi».

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Da Bonduelle tre novità grigliate

Bonduelle Zucca Grigliata
Cipolle rosse grigliate, Peperoni Julienne grigliati e Zucca grigliata le nuove referenze che arricchiscono la linea Le Grigliate

I dolci giapponesi di Hiromi Cake nella Gdo grazie alla tecnologia

hiromi cake carrefour
La pasticceria contemporanea giapponese porta i suoi prodotti in Gdo con un corner dedicato grazie a una organizzazione ad hoc e un laboratorio di 500 mq

Hiromi Cake, pasticceria contemporanea giapponese, inaugura il suo corner nel Carrefour Market Gourmet XXI Aprile a Roma. Dopo l'apertura di due punti vendita, uno nella Capitale e l'altro a Milano, il laboratorio nipponico sbarca in Gdo con una collaborazione esclusiva, che durerà un anno.

L'evoluzione di Hiromi Cake

Dopo l'inaugurazione romana, sarà la volta del punto vendita Carrefour Gourmet Bezzi di Milano, a cui faranno seguito altri 10 corner in altrettanti store Carrefour su tutto il territorio nazionale. Il format scelto per il kick-off del progetto è il Gourmet, il punto vendita di Carrefour dedicato ai clienti più attenti al cibo e alla buona cucina, cornice ideale per valorizzare un prodotto artigianale di alta qualità.

I clienti potranno trovare prodotti come i dorayaki farciti con oltre dieci gusti, mochi in quattro declinazioni e altre prelibatezze, tra cui cheesecake matcha o tiramisù al tè verde. Dolci dal sapore orientale ma allo stesso tempo contemporaneo e adatto a tutti. L'idea è nata dall'impegno e perseveranza di Machiko Okazaki, imprenditrice giapponese che, seguendo il pensiero kaizen del continuo miglioramento, non si accontenta dello spazio da laboratorio, ma vuole portare la sua cultura gastronomica sempre più lontano.

L'intervista a Machiko Okazaki: «Adattamento agli standard, la catena del freddo ci aiuta»

Dalla passione per la cucina giapponese a due punti vendita di pasticceria nipponica e ora a un corner presso il Carrefour Gourmet di via XXI Aprile: come si fa un triplo salto imprenditoriale così?

La passione per il Giappone e per la buona cucina ci spinge a sperimentare e a crescere. Abbiamo ottimi collaboratori interni che credono nei nostri progetti e ci supportano. Per noi, far conoscere le tradizioni giapponesi è una missione oltre che un lavoro. Con Carrefour abbiamo avuto da subito un ottimo feeling, è un gruppo dinamico e di mentalità giovane questo ci ha permesso di sperimentare un nuovo modello, che già dai primi giorni mostra di essere molto apprezzato dai loro clienti. Naturalmente, essendo Hiromi Cake una piccola realtà artigianale, non è stato facile adattarci ai loro standard, ma è stato un momento di crescita anche per noi e oggi ne siamo fieri dei risultati raggiunti, pur mantenendo il nostro spirito artigianale.

Quali sono state le difficoltà di chiudere un accordo con un soggetto Gdo come Carrefour?

Tutto viene prodotto nel laboratorio di Roma, che tra poco si svilupperà in più di 500 mq di produzione. Il tutto è supervisionato dalle nostre pastry-chef giapponesi, che con il loro rigore e dedizione garantiscono sempre un ottimo risultato.

Come riuscite a garantire la qualità dei prodotti dai laboratori di Milano e Roma alla Gdo?

I prodotti vengono abbattuti e consegnati ai nostri negozi, ai punti vendita Carrefour e a più di 100 ristoranti partner in tutta Italia che servono i nostri dessert.

La svolta eco di Pasticceria Marisa

Focus sulla sostenibilità per l'azienda di Lucca Cantarin, che lancia il progetto ECO-Marisa: packaging riprogettati nel segno della riciclabilità

Non solo tradizione e passione: Pasticceria Marisa punta alla sostenibilità. Applicando il paradigma all'intero processo produttivo, nasce il progetto ECO-Marisa. L'obiettivo è quello di dare maggiore valore a prodotti, materie e risorse, riducendo la produzione di rifiuti al minimo, per favorire lo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie, a beneficio anche delle future generazioni.

Ridare vita ai prodotti

Per rendere Pasticceria Marisa più eco-friendly, l'azienda guidata dal maestro Lucca Cantarin ha deciso di lavorare alla seconda vita dei prodotti utilizzati. Così, grazie anche all'aiuto della cartotecnica Favini, l'azienda ha deciso di riprogettare i packaging scegliendo la carta Crush Cacao, derivante dalla buccia della fava di cacao, un prodotto che non manca mai nei processi di Marisa.

Cos'è Crush Cacao

Crush Cacao è una carta realizzata con EKOenergia, senza OGM. Contiene il 40% di riciclato post consumo. Fa parte della nuova gamma ecologica di Favini realizzata con sottoprodotti di lavorazioni agro-industriali che sostituiscono fino al 15% della cellulosa proveniente da albero.

Per produrre questo tipo di packaging vengono sfruttati anche i residui di agrumi, cacao, uva, ciliegie, lavanda, mais, olive, caffè, kiwi, nocciole e mandorle, tutte materie prime naturali che, salvate dalla discarica, vivono una seconda vita attraverso questi incarti esclusivi. L'aspetto tattile può apparire insolito, ma la qualità del risultato finale è molto alto in termini tecnici e di performance.

Amarea, il liquore che nasce dal mare

Amarea
La nuova creazione de Il Re dei Re è un liquore premium, perfetto da servire liscio e per la mixology, dal colore celeste (tutto naturale), che contiene tra gli ingredienti acqua di mare

Già al primo sguardo, con la sua tonalità celeste, Amarea manifesta il suo forte legame con il mare. Un legame confermato anche all’assaggio, con quella caratteristica nota salina che sorprende il palato. E sì perché il nuovo nato del liquorificio artigianale Il Re dei Re il mare lo porta dentro ed è uno degli ingredienti che ne caratterizzano il profilo.

Il nuovo liquore (alc 30% in vol) è la creazione con la quale Fabio Elettrico, fondatore de Il Re dei Re, che proprio quest’anno festeggia i suoi primi 10 anni di attività, ha voluto rendere omaggio ai due mari della sua vita: quello di Calabria, sua terra di origine, e quello della Toscana, in particolare di Livorno, la città di adozione e dove il liquorificio ha sede. Un progetto giunto a compimento dopo diversi anni di studio e sperimentazione, gran parte dei quali dedicati a conferire al liquore il tipico colore e sapore del mare, ma in modo rigorosamente naturale. Risultato per quanto riguarda il colore ottenuto grazie al sapiente impiego dell’alga spirulina e di un fiore, il butterfly pea.

Non meno lavoro ha richiesto lo sviluppo della ricetta, per la quale Elettrico è stato aiutato dal figlio Piercristian, cui sta trasmettendo la sua passione e le sue conoscenze sull’arte della creazione degli spirit. Ricetta, come per tutte le produzioni firmate Il Re dei Re, a base sempre e soltanto di ingredienti naturali accuratamente selezionati, senza utilizzo di conservanti, coloranti e aromi artificiali.

La ricerca sugli ingredienti

La ricerca nel caso di Amarea è stata indirizzata da Elettrico su ingredienti di Calabria, andando a rievocare sapori e profumi della sua infanzia e rimasti indelebili nella memoria. La formula del liquore contempla infatti ingredienti tipici della sua terra di nascita: neroli, ovvero l’olio essenziale ottenuto dalla distillazione dei fiori di arancio, bergamotto, agrume simbolo della Calabria, il pregiato cedro di Santa Maria del Cedro, limone, arancia, mandarino, legno di cedro e, ovviamente, acqua di mare. Ingredienti che, attraverso un processo di lavorazione lungo e articolato, che dura fino a 40 giorni, danno vita a un prodotto profumatissimo, dal ricco bouquet agrumato, dominato dai sentori dei fiori di arancio. Sensazioni che tornano al palato, che Amarea conquista con il suo profilo pulito, tutto giocato su un perfetto equilibrio tra dolce e salato, dove la nota sapida marina fa come da sottofondo all’armonia del mix di agrumi. Un ensemble dal quale emerge e si distingue nettamente la nota caratteristica di ogni singolo agrume.

Il blu torna in miscelazione

Perfetto da servire liscio come dopo pasto o dopo cena, ben freddo in modo da lasciar emergere il gusto dei diversi agrumi nella loro pienezza, Amarea è anche un intrigante ingrediente per la miscelazione, non solo per il suo colore celeste naturale, che riabilita una tonalità cromatica solitamente ostracizzata in quanto associata a qualcosa di artificiale, ma anche per la ricchezza di profumi e del suo sapore. Peculiarità tutte che possono essere ben messe a frutto sia per la realizzazione di nuove creazioni sia per la rivisitazione di grandi classici, per esempio sostituendolo al bitter in un Negroni bianco, o impiegandolo come base per uno Spritz.

Presentato in anteprima a Firenze nell'ambito del salone Taste 2022, presso l'Harry's Bar The Garden al Sina Villa Medici, il primo lotto di Amarea sarà disponibile da fine aprile, custodito nella suo elegante pack che ne sottolinea il posizionamento premium: una bottiglia dodecagonale (formato 700 ml) con un'etichetta d’autore realizzata dall’artista campano Alfredo Del Bene.

Orecchiette integrali alle cime di rapa, la new entry della linea Fiordiprimi

Orecchiette Fiordiprimi Surgital
È la ricetta della tradizione pugliese la novità della gamma di piatti pronti surgelati monoporzione di Surgital, che già conta oltre 40 referenze

È un piatto della tradizione pugliese la novità che rende ancora più ricca la gamma Fiordiprimi¸ la linea di monoporzione pronte surgelate di Surgital. New entry della gamma sono le Orecchiette integrali alle cime di rapa, referenza che comporta un ulteriore elemento di novità, in quanto è la prima pasta integrale della linea dell’azienda di Lavezzola (Ravenna) per il bar.

Una specialità che strizza l’occhio agli amanti della tradizione e della genuinità. Le orecchiette sono fatte con grano integrale 100% coltivato in Puglia e completate da un condimento preparato secondo la ricetta originale: cime di rapa rese ancora più gustose dalla salsa di acciughe e da un pizzico di peperoncino.

Disponibili in formato da 350 g, la nuova referenza (shel life 18 mesi conservata a -18 °C) amplia il già ricchissimo assortimento Fiordiprimi, che ormai conta oltre 40 proposte tra primi piatti di paste (lunghe, corte, ripiene, da forno), zuppe e risotti, contorni e secondi piatti.

Proposte dove la qualità si lega indissolubilmente alla praticità. La prima è garantita dall’accurata selezione delle materie prime e dal processo di lavorazione che prevede l’immediato surgelamento del piatto appena pronto, in modo da preservarne al meglio gusto e caratteristiche organolettiche e assicurare una conservazione sicura senza uso di conservanti. La praticità è assicurata dalla facilità e velocità di preparazione: un breve passaggio in microonde all’interno dello stesso pack riciclabile e sono pronte da servire. Per il servizio si può sfruttare lo stesso pack, perfetto e comodo per proporle anche per l’asporto e il delivery, oppure impiattarle per dare maggiore personalizzazione.

Il tutto, altro plus della gamma, evitando sprechi, grazie al formato monoporzione, e avendo ben sotto controllo il food cost. Inoltre, le stesse referenze, oltre che come proposta per la pausa pranzo, opportunamente porzionate e impiattate si prestano bene anche come stuzzichini accattivanti per il momento dell’aperitivo.

Relais Desserts in Italia a maggio, Luigi Biasetto detta la linea: «Confronto su tecnologie e persone»

Seminario Relais Dessert aprile 2016
Il seminario mondiale della pasticceria torna nel nostro Paese dopo 14 anni: si terrà a Padova dal 15 al 18 maggio. Abbiamo intervistato il padrone di casa Luigi Biasetto

Dal 15 al 18 maggio Relais Desserts International torna in Italia. L'associazione nata in Francia nel 1983, attualmente presieduta da Vincent Guerlais, riunisce l’élite mondiale della pasticceria per la terza volta nel nostro Paese. Saranno presenti 85 tra pasticceri e cioccolatieri, provenienti da 19 paesi. Insieme si confronteranno sui temi più caldi del settore, con l’obiettivo di favorire scambi, con seminari tecnici e workshop, esploreranno la relazione con i clienti, il marketing 4.0 e le nuove tendenze gastronomiche.

Ritorno in Italia dopo 14 anni

Per l’Italia questo è il terzo meeting Relais Desserts International. Il primo si è tenuto a Brescia nel 1998. È stata poi la volta di Venezia, che ha ospitato il seminario nel 2008. Ora tocca a Padova, dove l’onere e l’onore di coordinare l’appuntamento non poteva che essere riservato al campione del mondo e membro di Relais Desserts, Luigi Biasetto. Oltre al maestro padovano, gli italiani parte dei Relais Desserts International sono Andreas Acherer, Fabrizio Galla, Luca Mannori, Iginio Massari e Roberto Rinaldini.

Luigi Biasetto
Luigi Biasetto

L'intervista a Luigi Biasetto: «Aggiorniamoci su tecnologie, canali di vendita e gestione delle persone»

Di cosa si parlerà in Relais Dessert? Ci sarà anche una riflessione su materie prime e caro energia?

Sì, ma speriamo che questi temi siano argomenti in grado di rientrare dal livello emergenziale in cui sono, nel giro di pochi mesi. In questa edizione di Relais Dessert International daremo grande importanza a 4 paradigmi che stanno interessando i mercati, tra cui ci sono ecosostenibilità ed evoluzione del mercato verso il segmento e-commerce. A parlare di quest'ultimo tema ci sarà Davide Comaschi, vincitore del World Chocolate Masters (nel 2013, ndr). Con il tempo è emerso in modo chiaro quanto negozio ed e-commerce possano convivere senza danneggiarsi.

Qual è la posizione del settore sull'ecosostenibilità?

Su questo fronte non c'è solo l'esigenza di allinearsi, ma la consapevolezza che questa è l'unica strada possibile per far sì che le cose migliorino. Infine, come in tutti i seminari, vogliamo condividere le nostre eccellenze. Siamo fieri che il seminario arrivi per la terza volta in Italia.

Pasticceria Biasetto Padova
La Pasticceria Biasetto a Padova

Si parlerà anche di marketing e industria 4.0: come dovrebbe essere integrato dai professionisti nelle proprie attività?

Abbiamo notato che le risorse e la loro permanenza in azienda mutano con facilità. In passato, c'erano persone che sposavano la filosofia dell'azienda e rimanevano nel team per 18, anche 20 anni. Oggi non si va oltre i 16 mesi. Questo aspetto ci obbliga ad avere un sistema molto più aggiornato, con tecnologie che ci aiutino a dipendere non dalle persone, ma dalle idee. In più, gli strumenti del marketing 4.0 ci hanno fatto capire quanto sia necessario avere expertise per  muoversi nell'online.

Tendenze gastronomiche: dove va la pasticceria?

La pandemia ci ha dato la certezza assoluta che, ciclicamente, c'è un grande ritorno al classico e alla tradizione. Se la cassata siciliana resiste, non è solo per il legame con una regione o una tradizione, ma per la sua bontà intrinseca. Possiamo supporre che si arriverà a giocare con contaminazioni che arrivano da lontano, dal Perù o dal Giappone. Ma è più facile che avvenga il contrario. Da sempre, l'Italia ha impresso drastici cambi di direzione all'alimentazione mondiale. Sento che abbiamo ancora molto da raccontare. Un Babà fatto bene può fare molto di più di tante altre preparazioni.

Approda in Laguna il Prosecco Bar by Bottega

Venezia Prosecco Bar Bottega
Nuova apertura nell’area partenze dell’aeroporto di Venezia per il format che si richiama alla tradizione dei bacari veneziani e tutto giocato sul perfect match tra i vini Bottega e le eccellenze gastronomiche italiane

Approdo in Laguna per Prosecco Bar, il concept sviluppato da Bottega per valorizzare le eccellenze italiane nel mondo, ma anche nella stessa Penisola, a partire dal buon vino. Il nuovo locale, che si estende su una superficie di 80 metri quadri, sorge nell’area partenze dell’aeroporto di Venezia. La sua apertura ha un sapore molto particolare, in quanto segna l’arrivo del format nella sua patria d’origine. La fortunata formula del Prosecco Bar è stata infatti creata dalla cantina e distilleria veneta traendo spunto dalla tradizione dei bacari, le tipiche osterie veneziane, dove si serve principalmente vino accompagnato da “cicheti”, ovvero piccoli stuzzichini. Di questa tradizione il Prosecco Bar rappresenta l’evoluzione moderna, ripensata per essere proposta in contesti internazionali, sia in senso geografico vero e proprio sia aperti a un pubblico internazionale, come appunto come in questo caso lo spazio aeroportuale di una città come Venezia, coniugando qualità e informalità.

Uno dei punti forti dell’offerta è la proposta di vini, che raccoglie una selezione delle produzioni di Bottega, a partire dal prosecco, come il Bottega Il Vino Dei Poeti Prosecco Doc, Bottega Il Vino Dei Poeti Prosecco Bio Doc, Bottega Il Vino Dei Poeti Prosecco Doc Brut, e grandi rossi, quali il Valpolicella Doc Classico, Brunello di Montalcino Docg, Acino d’Oro Chianti Docg, Il Vino dei Poeti Bolgheri Rosso Doc e bianchi e rosè come il Pinot Grigio Rosè Doc delle Venezie.

Il perfect match

Ma vero asse portante del progetto è il perfect match, ovvero l’abbinamento ideale tra i cibi tipici delle cucine regionali italiane e i diversi vini proposti da Bottega. Per quanto riguarda le prime, la filosofia non è offrire una selezione di ricette stellate difficilmente riproponibili, ma un ensemble di piatti della tradizione, preparati con materie prime selezionate, tra le quali molte dop e igp, in grado di regalare grande soddisfazione ai palati di ogni latitudine.

Per il Prosecco Bar di Venezia tra i gustosi abbinamenti troviamo per esempio quello tra i tramezzini veneziani, tipico street food della città, con tonno e olive, o gamberetti e rucole, o prosciutto e uova, accompagnati da Vino Dei Poeti Prosecco Doc. Oppure le polpettine croccanti di carne e un calice di Acino d’Oro Chianti Docg, o, altri sfiziosi cicheti, il crostino con baccalà mantecato abbinato a Il Vino Dei Poeti Prosecco Bio Doc, e il crostino con soppressa veneta accompagnato dal Pinot Grigio Rosè Doc delle Venezie. E, ancora, il tagliere di formaggi, composto da Asiago Dop Fiordimaso, stracchino e Parmigiano Reggiano Dop serviti con mostarda e Amarone Valpolicella Doc Classico.

Abbinamento che prosegue anche nell’offerta del dessert, come per il tiramisù accompagnato da Petalo Moscato Il vino dell’Amore.

Insieme ai vini, completano la proposta beverage i drink per l’aperitivo e non solo, come il Bottega Spritz rivisitazione dello Spritz (proposto anche nella ricetta classica), fatta con Il Vino Dei Poeti Prosecco Doc Brut, Limoncino Bottega e soda, il Gin&Tonic preparato con Bottega Gin Bacur, e i grandi classici dell'aperitivo italiano, come Americano, Negroni. Non manca, infine, una selezione di distillati della casa, con una selezione di grappe bianche e barricate, insieme all’ampio ventaglio di liquori a base frutta e a base crema.

Nuove aperture in programma

Inaugurato nel 2014 a bordo della nave Cinderella del gruppo Viking, che opera sul Mar Baltico, il format Prosecco Bar con quella di Venezia ha raggiunto la 34a apertura. Nel corso degli anni è stato introdotto all’interno degli aeroporti internazionali di Roma Fiumicino, di Dubai, di Birmingham (leggi Bottega fa il bis a Birmingham con Prosecco Bar), di Bologna, di Milano Malpensa e dei due scali bulgari di Burgas e Varna, a Londra presso il Bokan 38th & 39th Rooftop Bar, a Guernsey (Channel Islands) sulla terrazza dello Slaughterhouse, all’interno del Grand Hyatt Hotel di Muscat in Oman, negli ippodromi inglesi di Bath e Windsor e, con formula diversa, presso la stazione di Belluno. Format che Bottega vuole continuare a portare in tutto il mondo: le prossime aperture in programma sono a Barcellona e a Johannesburg (Sudafrica).

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