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Vetrine Best Cold Arredamenti: funzionalità, design e alte prestazioni

Best Cold apertura
L'azienda marchigiana propone una ricca gamma di vetrine tecnologicamente efficienti, dal design accattivante e che valorizzano al massimo i prodotti esposti. Come le nuove creazioni Flora, Dafne e Kalipso

Negli arredi dei locali, le vetrine espositive svolgono una funzione fondamentale: presentare e conservare alla giusta temperatura e in modo igienico cibi e bevande, giocando così un ruolo strategico nella valorizzazione dell’offerta. Per svolgere al meglio tale ruolo e funzione, le vetrine devono soddisfare due requisiti: essere tecnologicamente efficienti e, al tempo stesso, concepite in modo da esaltare le loro caratteristiche espositive. Il primo è fondamentale per garantire la conservazione dei prodotti, operazione particolarmente delicata per preparazioni di pasticceria e gelateria che richiedono estrema cura per mantenere le corrette temperature. Il secondo lo è altrettanto per conquistare il cliente e spingerlo all’acquisto e al consumo. È tenendo conto di questi due aspetti che Best Cold Arredamenti, specializzata nella produzione di arredamenti per bar, gelateria, pasticceria, gastronomia, panetteria, alimentari e pubblici esercizi in genere, progetta e realizza le sue vetrine espositive.

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Fondata nel 2008 a Talacchio di Vallefoglia, in provincia di Pesaro-Urbino, l’azienda si è infatti subito imposta come una delle più dinamiche e apprezzate realtà italiane del settore, grazie alla qualità delle sue soluzioni. Soluzioni progettate per soddisfare ogni esigenza espositiva di qualsiasi locale, grazie a uno staff di progettisti di primo livello, fatto di professionisti dell’architettura, interior design e dell’edilizia, e nelle quali design, con la massima cura di ogni dettaglio, alte performance e funzionalità sono un tutt’uno. Il tutto, in più, con l’ulteriore valore aggiunto del marchio di certificazione 100% Made in Italy, che garantisce il rispetto delle direttive europee in termini di qualità, origine, status e sicurezza delle attrezzature.

Le nuove creazioni Best Cold

Un esempio dell’eccellenza che caratterizza le vetrine firmate Best Cold sono le tre novità, Flora, Dafne e Kalipso, presentate all’ultima edizione di Sigep, il salone internazionale sulle tecnologie per il caffè, la gelateria, la pasticceria e la panificazione artigianali.

Dal design piacevole e unico, Flora è un’isola espositiva dedicata alla pasticceria e pralineria. La sua caratteristica è di esaltare al massimo il prodotto esposto, grazie alla sua teca in cristallo extra chiaro che lo fa risaltare come se fosse un vero e proprio gioiello. Ulteriore tocco di classe e raffinatezza il cassetto estraibile che, come il piano espositivo, è rivestito in Krion bianco.

Ma, oltre che per valorizzare le preparazioni, le vetrine Flora sono state progettate per preservarne tutta la qualità, in virtù del sistema di refrigerazione ventilata ad alta efficienza delle quali sono dotate. Inoltre, per la versione pralineria è possibile installare il sistema di controllo dell’umidità, in modo da garantire le migliori condizioni di conservazione del cioccolato.

Linee eleganti ed equilibrate caratterizzano il design di Dafne, una vetrina per pasticceria e gelateria, progettata per rispondere alle esigenze del professionista esigente. Il piano espositivo rialzato, realizzato in acciaio verniciato bianco, offre un’ottima esposizione e visibilità ai prodotti, ma al tempo stesso permette anche un facile utilizzo da parte dell’operatore. Alla comodità di quest’ultimo contribuisce anche il ripiano intermedio scorrevole.

Non meno elegante e funzionale è Kalipso, la cui peculiarità è di essere una vetrina professionale compatta. La gamma comprende un’ampia scelta di modelli e sistemi di conservazione, dalla bassa temperatura al caldo fino a 65 °C, tutti caratterizzati dal design minimal e da alte prestazioni, che permettono di esporre praticamente tutto ciò che si produce nel locale. Inoltre, le vetrine possono essere equipaggiate con i montanti e il piano espositivo in alluminio anodizzato nero per dare un tocco industrial al locale.

Vetrine 4.0

Tutte le soluzioni possono essere fornite scegliendo tra una gamma amplissima di finiture, per consentirne un’integrazione perfetta all’interno di ogni locale e, soprattutto, si possono gestire in modo facile e intuitivo tramite app: si tratta infatti di vetrine 4.0 che pertanto beneficiano del credito di imposta sui beni strumentali. L’applicazione BestConnect (per Android e iOS) svilupata da Best Cold consente di operare via Bluetooth sulle vetrine. Dal suo smartphone o tablet l’operatore può quindi scaricare e visualizzare le registrazioni dati, agevolarne il monitoraggio e il supporto tecnico e intervenire sulle impostazioni e sulla configurazione della macchina.

Panino Giusto e Rita, oggi l’aperitivo si organizza in co-sharing

Panino Giusto lancia un nuovo concept di aperitivo pensato in collaborazione con il noto cocktail bar milanese Rita. Edoardo Nono e il suo staff hanno messo a punto una carta di mix semplici, freschi e beverini che include diversi storici cavalli di battaglia della casa. Un modello di partnership sempre più frequente nel fuori casa

Sono sempre più numerose le collaborazioni tra mixologist o cocktail bar di fama e brand o insegne del fuori casa. Un terreno fertile dove s'incrociano competenze e capacità di mondi complementari per dare vita a iniziative che, a livello di marketing, sono in grado di generare, quando ben congegnate, sinergie ed effetti economici positivi per le realtà coinvolte. Una di queste sembra proprio essere l'Aperitivo Giusto, concept di aperitivo lanciato da Panino Giusto, noto brand della ristorazione casual dining, in collaborazione con lo storico cocktail bar milanese Rita. In pratica, tutti i giorni a partire dalle 18, i clienti del flagship store del Panino Giusto in via Malpighi a Milano (Porta Venezia) potranno vivere una cocktail experience originale, ideata da Edoardo Nono, founder e barmanager del Rita, con una carta di drink eterogenea e intrigante, accompagnata da gustose gourmandise (tarallini, olive, mandorle tostate salate, pinzimonio fresco, vinagrette) e da un tagliere che include una selezione di affettati italiani  due formaggi, nodini di origine pugliese e un gnocco fritto. I prezzi dell'aperitivo, gourmandise e tagliere inclusi, variano in base al drink scelto: ad esempio, i cocktail oscillano dagli 8 ai 16 euro. Prezzi, ovviamente, più bassi per le birre artigianali, 6,50 euro, e per quelle alla spina, 5/5,50 euro. «Siamo molto soddisfatti di questa collaborazione con un nome storico della Milano da bere come il Rita - ha dichiarato Antonio Civita, Ceo di Panino Giusto - . Panino Giusto non è solo il luogo ideale per la pausa pranzo o per la cena, ma anche per vivere il momento dell’aperitivo. Ci teniamo a presentare la nostra visione dell’aperitivo milanese, autentica espressione dell’artigianalità italiana che da sempre ci contraddistingue unita alle novità più fresche del bartending contemporaneo».

Cocktail semplici per un rito tipicamente italiano

«Nel panorama delle catene che vendono un prodotto con un focus sulla qualità, Panino Giusto rappresenta l’eccellenza milanese che ben si presta a sposare il concetto di qualità senza compromessi, che ho da sempre voluto rappresentare nel mio Rita - ha, a sua volta, dichiarato Edoardo Nono, Founder e bar manager del Rita -. Nel progetto Aperitivo Giusto, abbiamo realizzato ricette semplici ma adatte a soddisfare una clientela attenta e sempre più esigente e che vuole celebrare il rito tipicamente italiano dell'aperitivo». A proposito di ricette, la drink list messa punto dal Rita prevede cavalli di battaglia del locale sui Navigli, come il Giulietta by Chiara Beretta, nuovi classici, come il Fusettone, e cocktail studiati e pensati per l'occasione.

 

Tra le proposte, lo spritz, servito in due versioni: lo Spruzzato, che unisce alla classicità di Aperol le note floreali del liquore di sambuco e il Veneziano, preparato con aperitivo Select, liquore di genziana e una punta di rabarbaro. Quindi, il Kentucky Derby, Old Fashioned impreziosito da Cognac infuso alla menta marocchina proposto anche in versione sour, un superclassico come il Per-Me-Un-Martini, e il Giulietta by Chiara Beretta, pre dinner dell'ex barlady del Rita.

In tema di Negroni, due le ricette proposte: il Negroni del Bauscia e il Negroni Mediterraneo. E non mancano, ovviamente, variazioni sull'Americano con tre opzioni: l'Americarlo, l’Aggiustato, lo sbagliato ripensato con Vermouth Carlo Alberto e Prosecco Superiore Jeio Bisol, e il Bianchino, nato da un mix di Bitter Bianco Luxardo, Oscar Bianco 697 e olio essenziale di salvia. La carta include anche mix analcolici come l’Atopia, in cui l’aspro degli agrumi incontra il tocco delicato delle spezie, una selezione di mix freschi e beverini (come il Fusettone, a base di Bitter Fusetti e soda al pompelmo, o il Melabevo, twist del Vodka Gimlet) e una nutrita varietà di Gin Tonic realizzati con una selezione di 20 gin italiani (secchi, fruttati, aromatici, agrumeti ecc.) combinati alle acque toniche premium targate Fever-Tree.

Non solo cocktail, l'Aperitivo Giusto prevede anche una ricca scelta di vini rossi, bianchi, macerati, naturali Triple A, birre in bottiglia e alla spina, artigianali e una selezione di amari delle migliori distillerie italiane. Da segnalare che a controllare la qualità dei miscelati e con mansioni di trainer per la formazione del personale, la catena ha reclutato l'ex Rita Riccardo Tesini, professionista che conosce molto bene la filosofia e il savoir faire del locale fondato da Nono (al di fuori del flagship store di via Malpighi, negli altri locali Panino Giusto sarà disponibile una cocktail list ridotta composta da sette signature firmati Rita). Per il Rita, questa operazione riveste un'importanza particolare anche perché il locale ha da tempo intrapreso una strada di collaborazioni con gruppi di ristorazione: oltre a Panino Giusto, ha in attivo un progetto simile per Basara Sushi, catena di sushi pasticceria per la quale sono state create ricette che utilizzano prodotti tipici della tradizione giapponese.

Foto servizio di Matteo Cremonini Photographer 

 

 

Un tocco di Philadelphia per un panino di tendenza: nuove idee all’Irish pub

Bargiornale ha chiesto a cinque professionisti di elaborare due ricette ciascuno dove il formaggio spalmabile Philadelphia è protagonista: un panino gourmet per la somministrazione e una proposta on the go. Lo staff dell'Old Square di Cagliari ci ha preparato un wrap vegetariano e un hamburger con verdure in pastella e crema ai peperoni. Scorri la gallery e scopri le ricette e i consigli per creare una proposta gustosa e trendy

1. Wrap vegetariano

Il wrap vegetariano di Old Square Pub con crema di Philadelphia
Ingredienti e preparazioni
  • 1 wrap da 90 g
  • 30 g di cipolla caramellata
  • 5 g di zucchero
  • 5 g di aceto di mele
  • 30 g di patè di olive taggiasche
  • 80 g di cime di rapa
  • sale e olio q.b.

Per le cipolle: tagliare a rondelle e mettere da parte. Scaldare una padella con un filo d’olio, disporre cipolle, zucchero, aceto e una tazzina d’acqua e lasciar cuocere circa 20 minuti a fuoco dolce, girando di tanto in tanto con l ‘aiuto di un mestolo.

Per le cime di rapa: lavare le cime sotto acqua corrente fredda ed eliminare i gambi duri e le foglie troppo spesse. Scaldare in una padella un filo d’olio e uno spicchio d’aglio, e saltare per un paio di minuti le cime di rapa.

Per il patè: frullare le olive con l’ausilio di un frullatore a immersione aggiungendo a filo l’olio d’oliva sino a raggiungere una consistenza cremosa e omogenea.

Per il burger di zucca e patate (200 g)

  • 120 g di zucca
  • 70 g di patate
  • 10 g di pane grattato
  • sale e pepe q.b.

Lavare le patate, chiuderle a cartoccio e adagiarle in una teglia da forno. Pulire e tagliare la zucca a spicchi e porla anch'essa su una teglia da forno. Infornare entrambe a 180° C, le patate per circa 30 minuti e la zucca per circa 15 minuti. Una volta cotte schiacciare a mano o con l’aiuto di una forchetta, unire il pan grattato e salare e pepare a piacimento. Formare dei burger e cuocerli 5 minuti al forno a 220 °C.

Per la crema di Philadelphia alle erbe

  • 30 g di Philadelphia
  • mix di erbe fresche (erba cipollina, rosmarino e timo)
  • 5 g di panna
  • sale e pepe q.b.

Tagliare grossolanamente il mix di erbe fresche, unire panna, Philadelphia, sale e pepe e frullare tutto sino a rendere la salsa cremosa.

Montaggio del wrap

Prendere una piadina e spalmare alla base le due salse. Posizionare al centro orizzontalmente le cime di rapa, le cipolle e il burger precedentemente tagliato grossolanamente. Chiudere la piadina avvicinando i due bordi esterni e arrotolandola. Scaldarla in forno per circa 2 minuti per renderla croccante.

2. Hamburger di prussiana con cavolo nero

Hamburger con cavolo nero in pastella e crema di Philadelphia

Ingredienti e preparazioni

  • 1 bun da 80 g
  • 30 g di bacon
  • 30 g di scamorza
  • 200 g di hamburger di macinata di manzetta prussiana

Per il cavolo nero in pastella

  • 40 di cavolo nero
  • 20 g di farina di riso
  • acqua

Lavare le foglie del cavolo nero in acqua fredda. Tagliare e dividere verticalmente la foglia seguendo il centro per poi ritagliarla in parti più piccole e uguali. In un recipiente unire farina di riso e acqua (meglio se molto fredda) e mescolare sino a creare una pastella omogenea. Immergere le foglie di cavolo nella pastella e friggere in abbondante olio caldo sino a doratura.

Per la salsa ai peperoni e Philadelphia

  • 30 g di peperoni
  • 5 g di aglio nero
  • 30 g di Philadelphia
  • olio, sale e pepe q.b.

Lavare i peperoni e disporli in una teglia interi. Cuocere a 180 °C per circa 35 minuti. Lasciar sfreddare leggermente e rimuovere la buccia. Disporre i peperoni in un recipiente e frullare. Successivamente aggiungere Philadelphia, sale e pepe e l’aglio nero schiacciato e privato della buccia. Frullare sino ad ottenere una crema.

Montaggio del panino

Tagliare verticalmente il bun e mettere da parte. Adagiare l’hamburger di manzetta su una teglia e cuocere in forno per circa 4 minuti a 220 °C per una cottura media. Successivamente disporre una fetta di bacon e una fetta di scamorza sopra l’hamburger e infornare nuovamente per 2 minuti con il bun precedentemente tagliato. Assemblare il panino ponendo il burger alla base, due foglie di cavolo in pastella e un abbondante cucchiaiata di salsa ai peperoni e Philadelphia.

3. Il veg dove non te lo aspettavi

Philadelphia nel formato dedicato al canale horeca: Philadelphia regular 1,65 kg

L’Old Square di Cagliari è un Irish pub duro e puro, con 13 linee di birra alla spina – di cui quattro artigianali – un’ampia offerta di etichette di birra artigianale e vini naturali. Quanto all'offerta di ristorazione, una carta lunga – circa 80 prodotti – frutto di uno sforzo di ricerca per garantire alta qualità delle carni e degli ingredienti. C'è anche attenzione alla clientela incuriosita dai piatti vegani e vegetariani. Spiega il direttore del pub cagliaritano Marco Piras: «Abbiamo sposato il progetto internazionale Veganuary, iniziativa che promuove la diffusione dell'alimentazione. L’idea è quella di invitare le persone a provare un’alimentazione vegetale almeno per il mese di gennaio. Noi eravamo già attrezzati, ad esempio con un burger vegetariano fatto con verdure grigliate e macinate da noi, e con l’adesione al progetto abbiamo introdotto panini e burritos nuovi. In seguito abbiamo mantenuto stabilmente in menu due di questi panini. Sono molto apprezzati, accolti benissimo anche da clienti che non sono vegetariani o vegani, ma che vogliono mangiare sano e succulento».

Il formaggio spalmabile Philadelphia diventa un elemento chiave della prima proposta di Old Squadre, pensata per il take away: un wrap vegetariano con burger di zucca. «Mi piace che nei piatti si senta un contrasto marcato», ci spiega Andrea Casu, cuoco dell'Old Square. «In questo wrap c'è tanto dolce, con zucca, carota e cipolla, e tanto amaro con le cime di rapa e il patè di olive. Philadelphia è il perfetto collante tra questi due sapori, diciamo che se li prende per mano e li accompagna al palato».

La ricetta ideata per il consumo al tavolo è, invece, un hamburger di carne sceltissima, con cavolo nero in pastella e una salsa ai peperoni e Philadelphia. «Il formaggio entra prepotentemente nella salsa, conferisce consistenza e cremosità incredibili. E anche qui "lega" sapori molto forti, come peperone e cavolo nero. La base di questa ricetta è la selezione della carne: abbiamo scelto la prussiana proprio per l'intensità che riesce a conferire al panino».

Le colombe pasquali classiche e creative, da Nord a Sud d’Italia

I pastry chef (e non solo) di tutta Italia rendono omaggio al grande lievitato di primavera

Dall'attenzione massima alle materie prime alla cura maniacale per lievitazione e conservazione naturale, i pastry chef italiani – ma anche gli stellati, i pizzaioli, i maestri cioccolatieri e i panificatori – hanno dedicato le loro attenzioni alla colomba. Per la Pasqua 2022 la tendenza sembra essere quella di voler creare lievitati perfetti e di sbalordire con prodotti di grande eccellenza. Non mancano creme, glasse e packaging innovativi. Da Nord a Sud, ecco una rassegna di colombe pasquali 2022 decisamente interessanti.

La colomba artigianale Pasqualina

Riccardo Schiavi, titolare de La Pasqualina di Almenno San Bartolomeo (Bg) ha puntato tutto su origine della materia prima e della trasformazione. Per questo la sua colomba artigianale parte dal lievito madre vivo per creare un lievitato privo di additivi, protetto da una glassa con mandorle e nocciole. Disponibile solo in formato da 1 kg al costo di 39 euro.

Antonino Cannavacciuolo punta sui vegani

Antonino Cannavacciuolo e il suo pastry chef Kabir Godi hanno creato una colomba, che sarà completamente vegan. Ci sarà cioccolato, ma non canditi. Conterrà bevanda di soia, lievito madre, olio extra vergine di oliva, burro di cacao, pasta di scorza d'arancia, pasta di scorza di limone, pasta di scorza di mandarino, curcuma, vaniglia bourbon. Il formato sarà da 750 grammi e costerà 29 euro. Ma se la versione vegan della colomba è la grande novità della vetrina dello chef stellato, saranno presenti anche altre quattro varianti. La prima è quella Classica (29 euro), seguita dalla ricetta a base di Cioccolato e Arancia, Limoncello, fatta con glassa al cioccolato bianco e scorze di limone candito e con cuore morbido con farcitura di crema al limoncello di Sorrento (35 euro). Sarà disponibile anche la versione Esotica, con glassa al cioccolato bianco con perle croccanti di cioccolato bianco e cocco rapè e cuore morbido con farcitura dai sapori esotici (37 euro). Spazio anche per gli amanti della Gianduia, con un lievitato ricoperto di glassa al cioccolato gianduia con pepite di cioccolato al latte e cuore morbido con farcitura di cremoso al Gianduia (39 euro). Infine, sarà disponibile anche la ricetta alla Melannurca e Cioccolato bianco, con glassa al cioccolato bianco e perle croccanti e cuore morbido con farcitura di cremoso al cioccolato bianco Pezzetti di Melannurca Campana IGP candita (35 euro).

Per Claudio Gatti una Pasqua esoterica

Il Maestro Claudio Gatti, Presidente dell’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e titolare della Pasticceria Tabiano, ha voluto puntare su gusto e benessere, con massima attenzione alla salute del consumatore, preparando colombe con ingredienti bio e a chilometro zero. Si parte con la colomba ai dieci zuccheri naturali biologici, non raffinati (zucchero di canna biologico, zucchero muscovado, sciroppo di agave, miele, sciroppo d'acero, melassa, zucchero di cocco, malto di riso, zucchero cristallino di uva e malto d’orzo). Sarà disponibile in due versioni: con uvetta, arancio e cedro, canditi con zucchero di canna biologico e l’altra nella golosa varietà al cioccolato (33 euro, formato da 1 kg). La colomba Innovazione è realizzata con un blend di farina di grani antichi e farina biologica delle coltivazioni della Food Valley di Parma, a cui si aggiungono zuccheri biologici integrali naturali, burro biologico e uova bio. Presenti anche semi di zucca, di lino, papaveri e girasole, insieme a un ripieno di cioccolato bianco bio aromatizzato alla vaniglia (34 euro, 1 kg). Gatti ha dedicato anche una colomba alla via Francigena, impreziosita dallo zafferano (34 euro al chilo). Infine, chiude l'assortimento la colomba dei Templari, farcita con il caffè dei poveri, cioè la cicoria, e il Centerbe (34 euro al chilo).

Pistì, variazioni di Sicilia

Lievitazione naturale e ingredienti di prima qualità per le colombe Pistì. Il minimo comune denominatore delle creazioni della pasticceria di Bronte è il cioccolato fondente, che si unisce all’impasto, realizzato con acqua surgiva e lievito madre. Disponibile la variante con glassa al cioccolato extra fondente al 70% con una spolverata di granella di pistacchio siciliano e all’interno un morbido impasto farcito con crema al pistacchio di Bronte Dop (20 euro con scatola regalo). Cioccolato, pesca e pistacchio si uniscono nella seconda versione, che mette maggiormente in risalto il frutto prezioso della terra alle pendici dell'Etna (16 euro).

Colombe chic per Vincente Delicacies

Colomba Le Chic al Cioccolato di Modica IGP e la Colomba Jardina sono le due proposte della pasticceria Vincente Delicacies. Nella prima versione la colomba è ricoperta da scaglie di cioccolato extra fondente e di Modica IGP, ripiena di crema al cioccolato (25 euro). Nella seconda, la gustosità del pistacchio di Bronte, terra dove sorge il laboratorio, si lega invece alla freschezza dell’albicocca e dell’ananas (20,50 euro).

La colomba d'oro di Bonfissuto

Per la Pasqua 2022 Bonfissuto, la celebre desserteria siciliana, presenta due colombe artigianali. La colomba 18 carati è un dolce da forno ricoperto di cioccolato fondente, pezzi di cioccolato di Modica e foglie d’oro alimentare 18 carati. Nella confezione è incluso un vasetto di crema di cioccolato di Modica ed uno spalmino che facilita la distribuzione della crema su ogni fetta (30,90 euro). Presente anche la versione tradizionale, dall'impasto morbido e leggero, impreziosito da una farcitura con arance di Sicilia candite (23,90 euro).

La bellezza e la bontà di pasticceria Inglima

Angelo Inglima, pasticcere dal 1964 a Canicattì, ha creato impasti accomunati da una cura maniacale per ogni passaggio e per bellezza del packaging, omaggio alla Sicilia, che custodisce ogni colomba. Ne son nate tre versioni, ognuna con il suo carattere. Si va dalla Classica (25 euro) a quella al Pistacchio (35 euro), omaggio alla Sicilia venduta con un vasetto di crema spalmabile. Infine, c'è anche la colomba Mandorle e Pistacchio (30 euro): un abbinamento inusuale, che coniuga due sapori mediterranei. Ad arricchire la proposta, la crema alle mandorle (30%) dal gusto persistente, da spalmare sulla fetta di colomba. Disponibili anche le versioni Pistacchio e Amarena (30 euro), Cioccolato di Modica (28 euro).

La passione "integrale" di Lorenzetti

In occasione della Pasqua 2022, il Maestro pasticcere Daniele Lorenzetti dell'omonima pasticceria di San Giovanni Lupatoto (Vr), ha dimostrato quanto una farina integrale possa sposarsi bene con un grande lievitato come la colomba pasquale. Ne è nata la versione Colomba con Albicocche, con una base di farina integrale macinata a pietra e zucchero moscovado. Il gusto si ingentilisce e aumenta in contenuto di fibre e macronutrienti, con un indice glicemico più basso di quella tradizionale (37 euro al chilo). Disponibili anche la versione Classica artigianale (37 euro), Gianduia (37 euro), Pere e Cioccolato (37 euro), al Recioto, una ricetta tipica della tradizione veronese (37 euro).

Cremeria Capolinea, la carta pasquale di Simone De Feo

Per la Pasqua 2022 il maestro gelatiere e lievitista Simone De Feo di Capolinea ha studiato tre varianti per il tradizionale lievitato, la colomba. Saranno disponibili le versioni classica, arancia e cioccolato, ma la vera novità è la ricetta al tiramisù, con un impasto al mascarpone, al caffè di Caffè Terzi e al cioccolato di Marco Colzani, capace di stuzzicare la memoria e il cuore di adulti e bambini. Il formato per tutte è da 750 grammi, ad un prezzo di 28 euro cadauna. Tuttavia, la proposta pasquale di De Feo è ricca di sorprese. Infatti, accanto alle colombe, ci sarà anche il Panettone di Pasqua (18 euro). Partendo da un formato da 500 g, De Feo ha creato un impasto profumato alla nocciola, con note di fiori d'arancio e cioccolato bianco.

La Pasqua di Niko Romito

Per la Pasqua 2022 Niko Romito vede in bianco e nero. Infatti, dal suo laboratorio sono venute fuori due varianti: Classica e al Cioccolato. Entrambi gli impasti attraversano tre fasi di fermentazione e quattro lavorazioni d'impasto. Gli ingredienti usati partono dal lievito madre, a cui si aggiungono farina di grano tenero bio, tuorlo d'uovo da allevamento a terra, vaniglia Bourbon, burro di latteria, miele di agrumi biologico, scorze d'arancia candite artigianalmente e una emulsione di mandorla biologica siciliana che sostituisce una parte del burro e conferisce, insieme alla cannella, delicate note floreali. Nella variante al cioccolato, viene aggiunto del cioccolato Tanzania in scaglie. L'assenza di conservanti richiede un consumo che non superi i 50 giorni dalla produzione. Il costo è di 45 euro al chilo.

La versione al pistacchio secondo Follador

Antonio Follador, titolare dell’omonimo Forno di Pordenone, oggi fra i 35 maestri di fama nazionale e internazionale ad aver raggiunto le fasi finali dell’edizione 2021 di Panettone World Championship, per la Pasqua 2022 presenta la sua versione della colomba in tre diverse varianti, tutte da un chilo. C'è la classica, ma anche la Mora, al cui impasto vengono aggiunte gocce di cioccolato fondente 60% monorigine Perù e delle arance candite (entrambe a 32 euro). Infine, non può mancare la versione al pistacchio (35 euro), farcita da pasta di pistacchio di Bronte DOP pura al 100% e una glassa di cioccolato al pistacchio e granella.

La Pasqua di Casa Manfredi

Giorgia Proia, la pasticcera di Casa Manfredi, ama la tradizione. Per la Pasqua 2022, nel locale romano di viale Aventino, sarà possibile assaggiare le tre versioni della sua colomba: tradizionale (1 kg - 38 euro), Cioccolato al quadrato (1 kg - 38 euro), Arancia e cioccolato (1 kg - 38 euro). In più, tutte le versioni sono disponibili in vasocottura, con un formato da 250 grammi, al costo di 15 euro. Ma la pastry chef ha deciso di esagerare, proponendo anche la sua idea di pastiera napoletana con un twist cremoso (disponibile in diversi formati, € 40 al kg).

La colomba "elite" di Eustachio Sapone

Oltre alla colomba tradizionale (34 euro), il pastry chef pugliese Eustachio Sapone affianca la versione "elite" (33 euro), nome preso dall'omonima associazione che riunisce 80 lievitisti italiani autori di grandi lievitati fatti solo con ingredienti italiani provenienti da tutte le regioni dello stivale. All'interno della versione classica, sono presenti canditi provenienti dalla piana di Palagiano. In più, ci saranno versioni più trendy come la colomba con impasto intriso di pistacchio, ricoperta di cremino e tanti pezzettini di frutto secco (40 euro). Nella confezione è incluso un sac a poche con crema al pistacchio con cui divertirsi a farcire la propria fetta. Dulcis in fundo, ci sono anche le versioni al caramello salato e cioccolato al latte (38 euro) con una morbida crema al suo interno e tanti cubetti di caramello, a cui fa seguito anche la ricetta Intensamente fondente (40 euro).

Svelati gli 11 finalisti italiani di Art of Italicus Aperitivo Challenge

ITALICUS Aperitivo Challenge - Finale Roma
Sono stati selezionati gli autori delle opere d'arte liquida che si sfideranno nella finale nazionale del contest targato Italicus, in programma il 2 maggio presso il Locale di Firenze

È stata definita la rosa dei bartender che si contenderanno il titolo nazionale nella finale italiana di Art of Italicus Aperitivo Challenge, il cocktail contest firmato Italicus. Giunta alla sua quarta edizione, la competition nata per suggellare il matrimonio tra miscelazione e arte, ha fatto il pieno di candidature: ben 1200 le ricette presentate dai bartender di 15 Paesi del mondo che hanno voluto cimentarsi nella sfida di creare un cocktail aperitivo a base del Rosolio di bergamotto creato da Giuseppe Gallo, ispirandosi a una qualsiasi forma d’arte (scultura, design, pittura, moda, musica e danza).

Per quanto riguarda l’Italia, le creazione di arte liquida presentate sono state più di 120, che la giuria di selezione ha passato al vaglio per decretare gli 11 bartender che prenderanno parte alla finale nazionale, in programma il prossimo 2 maggio presso il Locale di Firenze.

Ecco i loro nomi: Giacomo Acerbis del Donkey di Bologna con Opposites Gimlet, nel quale ha mostrato come la miscelazione sia un’arte con infinite possibiltà di espressione, che permette di parlare di sé e di esprimere la propria personalità; Samuel Barlassina di The doping clubdi Milano con Ukiyo-e, ispirato all’opera La grande onda di Kanagawa dell’artista giapponese Hokusai; Marco Favretto de Il Mercantedi Venezia con Queen bee, drink ispirato alla danza delle api con la quale comunicano tra di loro; Marta Fonti dell’Alphonse Club di Livorno con Symposium, che si richiama ai simposi dell’antica Grecia, dove si stava in compagnia, si discuteva e godeva della musica e della conversazione e si beveva vino con spezie e miele: un momento di gioia condivisa come l’aperitivo dei nostri tempi; Amir Mehrdoust del Locale Firenze con 100*45, creato ispirandosi al dipinto Jeanne Hébuterne in maglione giallo di Amedeo Modigliani; Alice Michela Musso del Blind Pig di Roma con Timeless, ispirato all’opera di uno dei più rivoluzionari artisti italiani, ovvero Lucio Fontana; Emilio Pecchioli del Rasputin di Firenze con Tutto quadra, ispirato a Evolution del pittore Armando Pèrez, esponente dell’astrattismo; Emanuele Primavera del Cinquanta - Spirito Italiano di Pagni (Salerno) con Uniti si brinda!, un drink concepito in modo che possa facilmente essere preparato da tutti gli italiani per brindare a una nuova “Unità” all’insegna dell’aperitivo; Nicolò Rossi del Barrier di Bergamo con Eclisse, ispirato a una lampada del famoso designer Vico Magistretti; Valerio Sordi dell’House of Ronin di Milano con Kintsugi, che si si ispira al Kintsugi, un'antica tecnica giapponese, una forma d'arte con cui cristalli e porcellane vengono riparati inserendo polvere d'oro per ridare un’anima agli oggetti; Dario Tortorella di L'Antiquario di Napoli con La Cravatta, che ha come riferimento la moda, ovvero l’arte di rielaborare una materia prima per renderla un prodotto artigianale di stile e alta qualità.

Le finali

Gli undici artisti con le loro creazioni si confronteranno nella finale italiana dalla quale emergerà il campione nazionale di Art of Italicus. Campione che proseguirà la sfida partecipando alla finalissima del contest, che si terrà a Roma il prossimo 29 maggio, in occasione dell’apertura del in occasione dell’apertura del Roma Bar Show. Qui gareggerà con gli altri 9 campioni nazionali (Grecia, Francia, Spagna, Svizzera, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Danimarca, Stati Uniti), più 2 concorrenti selezionati nella wild list, la sezione alla quale sono stati iscritti i bartender dei Paesi non compresi in quelli che hanno aderito al concorso. In palio il titolo di Italicus Bar Artist of the Year 2021-22 e un non meno ambito premio: un’esperienza gastronomica e di mixology unica al Sips Bar di Barcellona con Marc Alvarez, tra i bartender più creativi e innovativi, attraverso un programma di mentorship dedicato.

 

Iei e la colazione al bar, ricerca di nuove strategie

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Confronto a più voci su un momento di consumo che soffre, al quale un innalzamento della qualità dell’offerta può dare nuova carica

Un caffè veloce al banco oppure brioche e cappuccino seduti al tavolo: ogni giorno in Italia prima del covid, 5,5 milioni di persone facevano colazione al bar (dati Fipe 2020). Un’abitudine per alcuni, uno sfizio occasionale per altri, comunque una routine quasi sacra per gli italiani.

Durante i due anni di pandemia questa pratica ha avuto un drastico calo nei numeri ed ancora oggi fatica a tonare ai numeri pre 2020. In particolare, stando agli ultimi dati divulgati da Fipe a fine gennaio, la colazione al bar perderebbe, in Italia, circa 3 milioni di euro di fatturato al giorno.

Il dato è eclatante e secondo l’Istituto Espresso Italiano (Iei), le restrizioni imposte dal Governo italiano non sono l’unica causa del calo di consumazioni nella fascia oraria della colazione. Al fine di individuare le principali cause di questo calo, ha promosso un confronto tra aziende e professionisti del settore caffeicolo: torrefattori, produttori di attrezzature, baristi e formatori. «Dal nostro confronto interno, dove abbiamo sondato la visione di decine di professionisti, è emerso che è davvero necessario investire sulla qualità del prodotto e del servizio, in particolare rendendo quest’ultimo ancora più flessibile per riconquistare almeno una parte di clientela» ha commentato ', direttore generale Iei.

Infatti, da quanto emerso dal confronto, non sarebbe il prezzo della tazzina la causa di questo calo. Per la maggior parte dei professionisti che hanno partecipato al dibattito le cause che tengono gli italiani ancora lontani dal bar sarebbero altre: paura di frequentare locali affollati, smart working, abitudine alla colazione a casa (con l’acquisto di macchine per caffè di vario tipo durante il lockdown) e per alcuni anche un turismo più mordi e fuggi. A tal riguardo, secondo Iei spesso il cliente non presta attenzione al prezzo della tazzina all’interno dello scontrino colazione, dunque, migliorando la qualità della bevanda, anche con un lieve rincaro, si potrebbero vedere più italiani tornare a consumare al bar.

I consigli e le nuove abitudini sono numerosi: c’è chi ha continuato a dare disponibilità per le consegne a domicilio a orari concordati con i clienti per lavorare sia con persone che non possono uscire, oppure con lavoratori che non possono spostarsi dal luogo di lavoro. Chi consiglia di invogliare il consumatore finale, come Renato Bossi, consulente canale horeca: «luminosità e pulizia del bar sono la base minima per attirare i consumatori. Inoltre c’è bisogno di puntare sulla qualità delle miscele, della pasticceria, dell’accoglienza stessa». Una nuova soluzione:  «studiare abbonamenti e promozioni di fidelizzazione dei clienti e iniziative premianti e perfezionare e ampliare l’offerta di caffetteria da asporto in modo da andare incontro alle esigenze di chi preferisce consumare la propria colazione all’aperto» come suggerisce Elisabetta Milani, marketing manager di Caffè Milani.

Qualità nel prodotto e nel servizio, idee innovative e pulizia del locale e delle macchine possono essere le soluzioni chiave per stimolare gli italiani a tornare a praticare quel rito che è tanto caro a molti di loro.

Per Mamò Gelateria un laboratorio centralizzato, in vista del franchising

Dopo tre punti vendita, i fratelli Monaco aprono a Roma Mamò Lab, gelateria con aula didattica. E pensano a nuovi sviluppi del brand
ROMA. I fratelli Monaco hanno la pasticceria nel dna, ma a un certo punto ha prevalso la passione di Cristian per la gelateria. Nel tempo sono nate già tre gelaterie a marchio Mamò, una delle quali in largo Beltramelli, dove c’è la pasticceria di famiglia. Sta per aprire la quarta in piazza Ragusa, e nel frattempo Cristian ha pensato che un laboratorio centralizzato avrebbe consentito di semplificare il lavoro. Ma non basta, perché una volta trovato lo spazio giusto (250 mq) fra il Pigneto e Centocelle, Cristian ha deciso di riservare un’ottantina di mq per realizzare un laboratorio didattico o, come lo chiama lui, “un salotto del gelato artigianale”.

Lista corta e attenzione alla logistica

Mamò Lab è uno spazio formativo che può ospitare fino a 15 persone e che è orientato soprattutto alla fascia professionale. L’opportunità di realizzare questo laboratorio didattico si è concretizzata grazie alla collaborazione con Ice Team e AP refrigerazioni (distributori dei macchinari Ice Team), che hanno sponsorizzato la sala. E se nell’attrezzatissimo laboratorio troviamo 5 mantecatori e 4 pastorizzatori, dal lato della sala demo Cristian ha scelto una macchina compatta, perfetta per i corsi, perché unisce in un solo elemento tutti i passaggi. Nella zona laboratorio non mancano diversi macchinari per la cottura, come i forni e le planetarie, per la produzione di dolci: «Qui riemerge la mia convinzione che sia meglio produrre in casa che acquistare da terzi, inoltre molti miei gusti sono ispirati alla pasticceria, come la Paradiso, la Sacher, il Profiterole, il Millefoglie». Anche i pralinati sono home made, con un’antica macchina in rame di quelle “da fiera”, eredità della famiglia Monaco. Per Cristian la parola d’ordine è “lista ingredienti corta”: non più di 3-4 elementi in un singolo gusto di gelato. Questo comporta una produzione giornaliera, da distribuire nei vari punti vendita e solo quello di largo Beltramelli viaggia su una media di 300 kg al giorno. In laboratorio oggi sono in 4, a cui si aggiungono i due fratelli di Cristian, Andrea, che segue la comunicazione e le attività legate alla vendita del gelato, e Simone, responsabile della gestione logistica e dell’installazione dei nuovi punti vendita.

L'intervista a Cristian Monaco

Che riscontro ha avuto il laboratorio?

Ottimo, abbiamo già firmato un’esclusiva con la scuola professionale A tavola con lo chef, che d’ora in poi svolgerà qui da noi le lezioni relative alla gelateria. Inoltre abbiamo ospitato molti educational e stage di aziende, che hanno invitato nel nostro salotto i clienti oppure la rete commerciale. Parliamo di Perugina, Caffarel, Babbi, Nestlè, Fabbri 1905, Amedei, oltre ad Ice Team, che è di casa, visto che ha sponsorizzato lo spazio.

Un laboratorio così grande ha potenzialità ampie.

Il nostro obiettivo è di mettere in piedi un franchising, senza royalty e senza spese iniziali, ma con un investimento sul locale in cui io sarò fornitore unico per quel punto vendita. Sono pronto a offrire un servizio completo, perché esco con un tracciamento totale. Inoltre possiamo fare fornitura ad altri tipi di locali, anche di prodotti come i semifreddi; in più c’è la parte didattica, che a sua volta traina la collaborazione con aziende e consulenze.

Parliamo di un investimento importante? Sarà difficile rientrare?

L’investimento è stato di circa 200mila euro, ma lo abbiamo potuto fare perché già le tre gelaterie aperte ce lo consentivano, inoltre abbiamo ne abbiamo un’altra in apertura e tutto quello che verrà in più contribuirà senz’altro al ritorno sull’investimento in tempi ancor più brevi del previsto.

Gatorade: debutto in Italia per la bottiglia tutta in plastica riciclata

Gatorade pack r-Pet
Il nostro Paese è il primo mercato europeo dove è stato lanciato il nuovo pack green per la linea di bevande isotoniche, per contribuire a uno degli obiettivi di sostenibilità del gruppo PepsiCo

Un altro passo è stato compiuto da PepsiCo verso la circolarità degli imballaggi. Un passo che parte proprio dall’Italia: è nel nostro Paese che infatti fa il suo esordio in Europa la nuova bottiglia di Gatorade 100% in plastica riciclata.

A presentarsi nella nuova bottiglia, realizzata in r-Pet (Pet riciclato) è l’intera gamma di bevande isotoniche Gatorade in formato da 500 ml, che comprende il classico Gatorade all’arancia e i suoi fratelli, Gatorade Cool Blue, dal deciso retrogusto al lampone, Gatorade Lemon Ice, dal sapore delicato con una nota rinfrescante di limone, Gatorade Gusto Limone, caratterizzato da un più marcato gusto di agrume, e Gatorade Arancia Rossa, dall’intenso e piacevole gusto agrumato.

Altra novità importante in ottica green della bottiglia è l’eliminazione del colorante, fatta per garantire al pack una migliore possibilità di riciclo. Il nuovo pack, già disponibile nel notro Pese, sarà poi lanciato in tutta Europa, con l’obiettivo di arrivare a una riduzione di oltre 1000 tonnellate di CO2 entro quest’anno e di oltre 4.000 tonnellate entro il 2025.

L’impegno per la trasformazione sostenibile

Il passaggio del marchio alla bottiglia in r-Pet rientra nella più ampia strategia di trasformazione sostenibile di PepsiCo, chiamato PepsiCo Positive (pep+), che si pone in linea con gli obiettivi green già annunciati all’inizio dello scorso anno (leggi PepsiCo spinge forte sulla sostenibilità) e che poggia su tre pilastri. Agricoltura positiva, che vede la multinazionale impegnata a diffondere pratiche agricole rigenerative per restituire alla terra una quantità di terreno pari all'intera sua impronta agricola, ovvero circa 7 milioni di acri, e approvvigionarsi in modo sostenibile di colture e ingredienti chiave. Catena del valore positiva, che punta a creare una catena del valore circolare e inclusiva, ponendosi come obiettivo il raggiungimento del target delle zero emissioni nette entro il 2040, di diventare net water positive, ovvero di reintegrare più acqua di quella utilizzata, entro il 2030, e a introdurre imballaggi più green, riducendo l’utilizzo di plastica vergine del 50% nel proprio portfolio di prodotti alimentari e di bevande entro il 2030. Terzo pilastro le Scelte positive, ovvero continuare a far evolvere i prodotti di tutti i suoi brand in modo che siano migliori per le persone e il Pianeta. Ciò attraverso, per esempio, la scelta di inserire nei prodotti, sia nuovi sia esistenti, una maggiore varietà di ingredienti che offrano benefici nutrizionali e a basso impatto ambientale, come proteine vegetali, cereali integrali, o continuare a ridurre la quantità di zuccheri aggiunti e di sodio.

Tre cocktail a base Champagne di Facundo Gallegos per celebrare l’Earth Day

Facundo Gallegos, bar manager dell’Hotel The St. Regis Venice, firma tre signature cocktail a base Champagne Comte de Montaigne per celebrare la Giornata Mondiale della Terra prevista per il 22 aprile. Drink facili da preparare e, soprattutto, pensati per una mixability attenta all'ambiente e allo zero waste

La maison di Champagne Comte de Montaigne riaccende i riflettori sull’importanza dell’impegno individuale in occasione della Giornata Mondiale della Terrain programma per il 22 aprile con tre speciali mix a base di Champagne ideati da Facundo Gallegos, bar manager del The St. Regis Venice, prestigioso cinque stelle del Gruppo Marriott, frutto del restauro di un complesso di cinque palazzi storici affacciati sul Canal Grande (già Grand Hotel Britannia, punto di riferimento di intellettuali e bon vivant da tutto il mondo a partire dal 1895, anno della prima Biennale). Ebbene, Gallegos per celebrare l'Earth Day, la cui prima edizione risale al 22 aprile 1970 quando 20 milioni di cittadini americani, rispondendo a un appello del senatore democratico Gaylord Nelson, si mobilitarono in una storica manifestazione a difesa del pianeta, ha creato tre cocktail che impiegano garnish zero sprechi con consigli anche per un eventuale riutilizzo di alcuni ingredienti.

Tre cocktail da preparare in poche mosse

Il primo è Il Cavaliere del Comte a base di 2 cl di St. Germain, 1,5 cl di Farmily Mediterraneo, 2-3 gocce di liquore alla camomilla, 3 gocce di Angostura e top di Comte de Montaigne Blanc de Blancs Grande Réserve. Come garnish, scorza di arancia essiccata. La preparazione è molto semplice e prevede di versare direttamente in un cordial glass il St. Germain, il Farmily, aggiungendo l’Angostura e 2/3 gocce di liquore alla camomilla. Dopo aver inserito qualche cubetto di ghiaccio, si completa il cocktail versando lo Champagne. Altrettanto essenziale, l'Honey Lagoon, a base di 30 ml di Select, 30 ml di vermouth in infusione con carciofi di Sant’Erasmo e top di Brut Grand Réserve Comte de Montaigne. La garnish anche in questo è essiccata e si tratta di frutti di bosco essiccati in forno. La preparazione prevede di versare il Brut in un calice già colmo di ghiaccio e, quindi, di aggiungere il vermouth e il bitter. Il consiglio green di Gallegos è che i carciofi "inebriati" dalle note liquorose del vermouth, possono essere "riciclati" come accompagnamento per un secondo piatto di carne bianca.

 

Infine, il terzo cocktail è il Red Knight a base di 30 ml di Amaro Venesian, 10 ml di Agresto da uva glera, 15 ml di miele, 2 gocce di amaro ai frutti rossi home made e top di Rosé Comte de Montaigne. Anche in questo caso bastano poche mosse per preparare il mix. Si shakerano tutti gli ingredienti, ad eccezione dello Champagne. Quindi, si versa il contenuto dello shaker in un bicchiere da vino rosso ghiacciato, già riempito di cubetti di ghiaccio, e si completa con lo Champagne. Si mescola per qualche secondo e il drink è pronto. Per la decorazione, Gallegos suggerisce di usare  l’isomalto, un sostituto naturale dello zucchero ricavato dalla barbabietola, che si può acquistare in polvere o granuli per poi scioglierlo e modellarlo nella forma desiderata. E ottenere il classico effetto WOW!

 

 

 

A Molinari la distribuzione dei marchi premium di Britvic Teisseire

Molinari_London Essence_Tonics_Group
Grazie all'accordo con il colosso britannico del beverage, Molinari amplia la sua offerta con mixer e sciroppi premium per la miscelazione sinergici alla tradizionale proposta spirit

Si amplia il portafoglio di Molinari. La storica azienda italiana produttrice di Molinari Extra ha siglato un accordo di collaborazione con Britvic Teisseire, assicurandosi la distribuzione per il nostro mercato di alcuni brand premium del colosso britannico dei soft drink e dei succhi. Accordo che interessa la distribuzione, già attiva da questo mese di aprile, della linea completa delle toniche premium London Essence, di una capsule delle toniche Britvic e degli sciroppi Mathieu Teisseire.

La nuova partnership risponde all’obiettivo di espansione di Molinari, che mira a rafforzarsi ulteriormente sul mercato italiano attraverso un ampliamento dell’offerta a categorie di prodotti affini dal punto di vista dei consumi a quelle degli spirit. Le new entry, rivolte in particolar al mondo della mixology, sono infatti sinergiche ai marchi già presenti nella proposta Molinari che, oltre alla famosa Extra, è proprietaria di Limoncello di Capri, dei marchi Vov e Ceschia e distribuisce in Italia il gin super premium The Botanist, i rum delle Barbados Mount Gay, i whisky di Islay Bruichladdich, il liquore Cointreau, i grandi cognac della linea Rémy Martin e il luxury cognac Louis XIII.

Da parte sua Britvic Teisseire con questa collaborazione mira a ritagliarsi uno spazio importante sul mercato della Penisola, potendo contare sulla rete di distribuzione di Molinari, capillarmente diffusa su tutto il territorio e l’heritage dell’azienda italiana.

Mixer e sciroppi per la mixology

Tra i prodotti che rientrano nell’accordo la collezione premium di toniche, ginger e sode dell’azienda inglese London Essence.

Molinari mixer London Essence
La linea di toniche, ginger ale e sode di London Essence

Un’ampia gamma di referenze, ottenute da selezionate botaniche distillate delicatamente, caratterizzate da un basso contenuto di zuccheri e di calorie, dalle bollicine in stile champagne e pensate per esalare al massimo il gusto degli spirit con i quali vengono miscelate. Gamma che comprende le toniche Indian Tonic Water, GrapeFruit & Rosemary Tonic Water, Blood Orange & Elderflower Tonic Water e Pomelo & Pink Pepper Tonic Water. Le sode Soda Water, Roasted Pineapple e White Peach & Jasmin. Infine le ginger Delicate Ginger Ale e la Spiced Ginger Beer.​

Le referenze Britvic in distribuzione comprendono invece i mixer Indian Tonic Water, Soda Water, Ginger Ale e Ginger Beer, ai quali si aggiunge il juice Tomato.

Altro fiore all’occhiello dell’accordo la linea di sciroppi e purée Mathieu Teisseire, azienda francese con 300 anni di storia che sorge a Crolles (Grenoble), nel cuore delle Alpi, rinomata per la qualità delle sue produzioni, realizzate con un’elevata quantità di frutta e che restituiscono tutto il gusto della prima materia prima fresca. Per quanto riguarda gli sciroppi, anche in questo caso si tratta di una linea molto ricca di referenze che comprende i gusti Lime, PescaMenta, Granatina, Mandorla, Passion Fruit, Lampone, Sciroppo di Zucchero di Canna.

Mentre per la linea di purée le referenze che rientrano nell'accordo sono tre: Mango, Cocco e Fragola.

Marchesi 1824 alla Cerimonia del caffè

La mitica insegna milanese adotta le miscele di alta qualità di 1895 Coffee Designers by Lavazza e costruisce la Cerimonia del caffè. Diego Crosara: «Serve grande attenzione nel creare abbinamenti dolci»

Marchesi 1824 e 1895 Coffee Designers by Lavazza hanno intrecciato i loro saperi, creando una partnership all’insegna dell’eccellenza italiana, tra l’alta pasticceria e il rito del caffè. Per l’occasione, la collezione di Specialty Coffee by Lavazza ha aggiunto tre miscele inedite, create in esclusiva per la storica pasticceria milanese con l'obiettivo di accompagnare e valorizzare la proposta dolce, curata dal Maître Pâtissier Diego Crosara. Sarà possibile vivere l'intera esperienza presso le insegne di Via Montenapoleone 9 e Galleria Vittorio Emanuele II, a Milano.

Gli inediti della Cerimonia del caffè

La Cerimonia del caffè propone caffè realizzati con Panama Geisha, Maravilla e Milano Heritage Blend. Il Panama Geisha è un microlotto in edizione limitata, 100% arabica, proviene da una piantagione situata a Panama, nella Regione di Quiel, da cui si ricava uno dei caffè più rari e pregiati al mondo. L’aroma floreale della pianta di gelsomino si fonde con le note agrumate del bergamotto e con quelle della pesca. Dalla regione colombiana di Cauca proviene Maravilla, monorigine 100% arabica, caratterizzata da un aroma di frutta dolce con note spiccate di prugna. Infine, sarà proposto Milano Heritage Blend, uno Specialty Blend - 60% Brasile, 30% India, 10% Colombia - che si distingue per l'aroma di cioccolato con note speziate di cannella e zeste di arancia.

Diego Crosara

L'intervistaDiego Crosara di Marchesi 1824

Come ha calibrato la sua offerta dolce nella Cerimonia?

Dopo aver esaminato i caffè scelti per la Cerimonia, ne ho analizzato i sentori, abbinandoli a un prodotto che esaltasse sia il dolce che la bevanda.

Quali sono le difficoltà nell'abbinare un dessert al caffè?

Il caffè è un prodotto difficile sotto il profilo aromatico: ha sentori acidi e amari. Quindi abbinando un dolce, bisogna stare molto attenti, altrimenti si rischia un effetto distruttivo sul caffè. Anche se gli italiani sono dei grandi bevitori di questa bevanda, usarla come ingrediente non è molto facile. C'è poca apertura a questo accostamento, anche se su un gelato sta molto bene. Noi abbiamo creato un cornetto italiano mignon con polvere di caffè, usando l'estratto nell'impasto e nel burro per sfogliare.

Com'è stato lavorare a un progetto con il lato più "artigianale" di Lavazza?

È stata una bella esperienza perché la filosofia di 1895 Coffee Designers by Lavazza (che sta lavorando con molti pasticceri di alto livello, ndr) è molto vicina alla mia. Usano materie prime eccezionali, cosa che ha reso molto semplice il nostro affiancarci al loro lavoro. Oggi, che la colazione al bar è diventata una coccola e non più una necessità, la Cerimonia del Caffè diventa un momento speciale per gustare la bevanda nel modo più giusto.

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