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Sirvis, il marketplace indipendente dedicato al fuoricasa

Sirvis
Attiva da maggio, la nuova piattaforma è stata pensata per consentire agli operatori della filiera del fuoricasa di acquistare e vendere in modo semplice e veloce prodotti multi-categoria, in ogni momento e con ogni dispositivo

Sarà attivo da maggio Sirvis, il nuovo marketplace indipendente tutto dedicato al comparto del fuoricasa. La nuova piattaforma si propone come uno spazio online evoluto che mette insieme aziende, grossisti, agenti e gestori dei locali, dove è possibile acquistare e offrire numerosi prodotti, in qualsiasi momento e da tutti i dispositivi.

E davvero molto ricco è il portafoglio di prodotti che saranno disponibili sulla piattaforma. Oltre a un assortimento completo di cibi e bevande su Sirvis saranno infatti disponibili anche numerosi prodotti “non food”: dall’arredamento per bar e ristoranti alle attrezzature per la conservazione e la preparazione dei pasti, dai prodotti per pulizia dei locali a molto altro ancora.

Basato su Mirakl Marketplace, tra le più avanzate piattaforme SaaS (Software-as-a-Service) dedicate ai marketplace enterprise, Sirvis si propone come un alleato per gli operatori del mondo del fuoricasa, offrendo un’esperienza di acquisto e di vendita chiara, veloce e personalizzabile. L’obiettivo è infatti di semplificare i processi e potenziare la relazione tra produttore, distributore e punto vendita, che potranno usufruire anche della consulenza e del supporto di un team specializzato per l’accesso e l’uso della piattaforma.

Tanti servizi per i gestori

Configurandosi come una soluzione unica che risponde alle necessità di tutti gli operatori della filiera, la nuova soluzione permette di sfruttare a pieno i benefici della digitalizzazione, semplificando il mercato e superando la frammentazione e la complessità che caratterizza il canale. Ma non solo. Perché a semplificare la vita in particolare dei gestori dei locali concorrono i tanti servizi che la piattaforma mette a disposizione. A partire dalla possibilità di fruizione con i più diversi dispositivi, quali Pc, tablet o smartphone. Per proseguire con una navigazione facile e intuitiva che permette di trovare, grazie ad agili menu e sottomenu, rapidamente i prodotti cercati. Una volta registrato, il gestore gestisce gli ordini in totale autonomia, sicurezza e nel pieno rispetto della privacy. Potrà trovare sul proprio profilo i prodotti preferiti, per un acquisto ancora più rapido e con pochi click, personalizzare la logistica, scegliendo data e modalità di consegna (standard o espressa), la modalità di pagamento. Così come sempre sul suo profilo troverà gli aggiornamenti sui nuovi prodotti in portafoglio, potrà beneficiare di promozioni esclusive riservate a lui, avere lo storico degli ordini sempre a disposizione.

Attivo da maggio, Sirvis nella fase di lancio sarà focalizzato su grossisti, agenti ed esercenti del centro Italia per poi gradualmente integrare tutti gli altri operatori del fuoricasa di tutta la Penisola.

House of Cocktails, la nuova drink list del Bob Milano

Bob Milano
Ispirato al gioco da tavolo House of Cards, il nuovo menu del cocktail bar meneghino presenta 12 signature legati a suggestioni dell'immaginazione e del gioco

Prosegue la ricerca all’insegna dell’alta miscelazione al Bob Milano, cocktail bar che sorge in zona Isola e tra i punti di riferimento per la mixology meneghina. Ultimo frutto di questo lavoro è la nuova drink list House of Cocktails con 12 nuovi signature nati dalla creatività di Cesar Araujo, bar manager del locale.

Il nuovo menu è il risultato di un progetto creativo con il quale Araujo si prefigge di giocare in modo diretto con i clienti, conducendoli in un piccolo universo di fantasia dove ogni drink è legato a suggestioni dell’immaginazione e del gioco.

Fonte di ispirazione della nuova drink list è infatti il mondo del design e del gioco, più nello specifico il lavoro di Charles e Ray Eames, la nota coppia di designer inventori nel 1952 del famoso gioco da tavolo House of Cards: un mazzo di carte scanalate, ognuna delle quali presenta da un lato un’immagine del mondo animale, minerale e vegetale, che possono essere assemblate insieme per formare strutture fantastiche.

Proprio come House of Cards “funziona” anche House of Cocktails: ogni pagina del menu rappresenta graficamente il mood che ha ispirato la ricetta del drink, riportandone le suggestioni suscitate attraverso le 12 illustrazioni pop realizzate dalla giovane graphic artist Cecilia Conti.

Immergersi in un'atmosfera di gioco e creatività

Attraverso la sinergia e l’interazione tra le grafiche artistiche e i drink, rafforzata dal progetto fotografico ideato e curato da Studio Maigiu, il bar manager vuole accompagnare i clienti a immergersi in un’atmosfera di gioco e di creatività. Parte in causa di tale processo sono anche i sottobicchieri sui quali sono riportate le illustrazioni associate a ogni cocktail e che hanno la forma delle carte di House of Cards, Carte che il cliente può portare a casa per continuare il gioco e costruirvi oggetti di fantasia.

«È giocando con mia figlia che la mente ha iniziato a tessere un fil rouge di nuove combinazioni di sapori legate alle sensazioni ludiche dell’infanzia che ho voluto trasportare in un “menu gioco” – racconta Araujo -. Il sottobicchiere diventa anche lui un vero e proprio giocattolo, così come avviene con le card del famoso giocattolo cui mi sono ispirato. L’invito è quello di giocare istintivamente con i sapori dei cocktail e le carte, immaginando una personale realtà estetica».

Una ricerca a 360°

Realtà estetica che nelle nuove proposte della drink list si traduce in cocktail dai sapori ben definiti, spesso delicati, eleganti e sapientemente strutturati. Frutto della creatività e della tecnica del bar manager e del lavoro di ricerca a 360 gradi, dalle materie prime alle attrezzature alla produzione del ghiaccio, nel quale il bar manager ha guidato il suo team. Molti dei nuovi drink sono infatti realizzati con shrub e cordiali, bevande fermentate homemade, preparazioni prebach, fatti dai bartender del Bob. Un esempio delle nuove creazioni è Yinger Yu, a base di Jack Daniel’s Single Barrel Bob, lavorato con riso tostato e miscelato con acido citrico, zecchero e albume, per un gioco di contrasti di sapori accattivante. Altro esempio è Plic Plac, a base di Pisco Porton Acholado mescolato a Tequila Curado Espadìn, chicha morada, una bevanda tipica del Perù ottenuta a partire da una varietà di mais di colore viola scuro coltivato nella Cordigliera delle Ande. Ingredienti “latini” che si uniscono poi ad acido citrico e al gusto, che rimanda all’infanzia, delle bubble.

Arrivano gli aperitivi analcolici firmati Lurisia

Lurisia aperitivo analcolico
Due nuove referenze, realizzate solo con aromi naturali e ingredienti piemontesi di eccellenza, segnano l'ingresso dello storico marchio nel momento aperitivo

Altre due novità arricchiscono l’offerta Lurisia per il fuoricasa. Si tratta di Lurisia aperitivo analcolico con genziana delle Alpi e di Lurisia aperitivo analcolico con assenzio maggiore piemontese, le nuove referenze che segnalo l’ingresso dello storico marchio piemontese di bibite premium nel mondo dell’aperitivo.

Un ingresso nel momento di convivialità simbolo del life style italiano che il brand di proprietà di Coca-Cola Hbc Italia fa nel pieno rispetto della sua tradizione, puntando sul gusto e la qualità. Entrambi i nuovi aperitivi sono realizzati solo con aromi naturali e con ingredienti che valorizzano alcune eccellenze del territorio di origine del brand: il Piemonte.

Dal gusto avvolgente, inizialmente dolce che lascia spazio all’amaro Lurisia aperitivo analcolico con genziana delle Alpi ha nella Gentiana Lutea, pianta dai petali gialli baciati dal sole delle Alpi il suo elemento distintivo. È infatti un infuso delle sue radici, che va ad aggiungersi a estratti di mela, cartamo, limone, carota e ribes nero e anidride carbonica, che regala al prodotto il suo tratto amaricante e il ricco profumo.

Omaggio al Piemonte che prosegue anche in Lurisia aperitivo analcolico con assenzio maggiore piemontese, dove invece è un infuso di assenzio maggiore, pianta dalla caratteristica nota amara e decisa a conferire a questo aperitivo il suo carattere intenso, arricchito da note agrumate.

Entrambi i prodotti sono perfetti da servire con freddi, con ghiaccio, a una temperatura di 5-8 °C, completando il servizio dell’aperitivo con genziana con una scorza di limone e quello dell’aperitivo con assenzio maggiore con una fettina di arancia.

Disponibili in bottiglia di vetro da 150 ml, si aggiungono a un’altra recente novità del brand per il mondo bar: le 5 referenze di mixer (Acqua Tonica con Ireos Toscano, Ginger Beer con peperoncino calabrese, Gazzosa Amara con Quassia Amara, Acqua Tonica con una nota di Vermouth, Bitter Lemon con estratto di limone Primofiore) per la mixology (leggi Bitter Lemon, il nuovo mixer firmato Lurisia).

La catena Open Baladin apre anche a Ginevra

il bancone di Open Baladin Genève
Dopo i locali italiani, Teo Musso punta sulla Svizzera trovando la collaborazione di otto birrifici artigianali indipendenti. Largo spazio anche a una cucina innovativa.

Dopo i locali Open Baladin di Cuneo, Torino e Roma, Teo Musso ha deciso di passare la frontiera ed aprire un nuovo locale a Ginevra (Svizzera) dedicato anch'esso alla cultura della birra artigianale, promuovendola attraverso i prodotti anche di altre realtà artigianali indipendenti.

Nato nel 2009, il progetto Open Baladin propone un'ampia scelta di birre artigianali alla spina di varie birrifici italiani e, nel caso del locale di Ginevra, anche svizzeri, grazie alla collaborazione con l'imprenditore Giuseppe Montilla che già dispone di altri locali di successo.

Novità assoluta è la presenza in Open Baladin Genève di una sola cotte da 10 ettolitri a vista, con una cantina sotterranea in cui fermentano le due tipologie di birra (Blonde e Blanche Carougeoise) prodotte in esclusiva per il locale e che potrà ospitare collaborazioni con altri birrifici.

Come di consueto la colorata scenografia è stata affidata all'artista francese Marina Obradovic e al suo gruppo di artisti-artigiani. Il locale si compone di una sala principale dotata di 120 posti a sedere con il banco per 30 birre alla spina (più quelle in bottiglia e in lattina), due zone laterali, uno spazio shop e un ampio dehors.

Trenta birre alla spina: 2 in esclusiva, 12 Baladin più 16 svizzere

Oltre a 12 birre alla spina Baladin, il banco dispone di 16 birre artigianali svizzere a rappresentare 8 birrifici artigianali indipendenti: Bière du Niton, Brasserie Les Barbus, Brasserie du Malt, Brasserie Artsanale Gotan, Hoppy Pug, Brasserie de la Borne, Brasserie FMR, 7Peaks Brasserie.

Oltre alla gamma di bibite Baladin, per gli amanti del bere miscelato è a disposizione la gamma di Beer Cocktail Baladin, più la ricetta "Il Gin Tonic come lo vuoi tu" ottenuta miscelando Gin Baladin con le Toniche Baladin.

Anche il momento food ha ricevuto le dovute attenzioni. La cucina di Open Baladin Genève infatti propone la Focaccia Nazionale (prodotta nel carcere di Cuneo) da farcire con mozzarella o salmone marinato alla birra, più una proposta vegana con zucchine, semi misti, zenzero e pesto di pomodoro. Non mancano anche insalate miste, sfizioserie fritte, ravioli con ripieni golosi, specialità di carne e di pesce, compresi gli Open Burger con carni selezionate.

Come gestire una gelateria: il podcast dedicato ai professionisti

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Microfono
Il nuovo podcast di Cast Alimenti per promuovere il mondo della gelateria artigianale e fornire interessanti consigli per risollevare le imprese

È Alberto Massensini, gelatiere artigiano, consulente e docente in Cast Alimenti, la voce del podcast La gelateria. Gestione d'impresa e organizzazione del lavoro. Come guadagnare di più, salvaguardando la qualità.

Nelle puntate, prodotte da Audiofood e Cast Alimenti con il contributo di Carpigiani, si mettono in discussione scelte operative, si commentano costi d’impresa, tempi di preparazione, senza però mai rinunciare all'attenzione alla qualità del prodotto finale. Le puntate si snodano su 4 aspetti che servono concretamente alla professione e alla gestione ottimale dell’attività: cosa significa scegliere tra metodo diretto e indiretto; cosa differenzia, nella gestione d’impresa, decidere tra gelato fresco di giornata o catena del freddo; come interpretare e valorizzare il concetto di "destagionalizzazione", per far vivere la gelateria 365 giorni all’anno; come gestire al meglio il personale e avere un servizio efficiente in gelateria.

Ascolta i podcast sulla gestione della gelateria

Alberto Massensini, gelatiere e docente: «Il podcast mi ha permesso di ampliare le mie vedute»

Abbiamo chiesto ad Alberto Massensini, voce del podcast di Cast Alimenti, da dove nasce l'idea di un podcast e quali sono i problemi che affliggono le gelaterie e le relative possibili soluzioni.

Da dove nasce l'idea di un podcast ai professionisti della gelateria?

Fino ad ora non esisteva un podcast dedicato a questo argomento e volevamo colmare questo vuoto. Lo spunto viene dal voler portare un po' di cultura di settore attraverso canali nuovi.

Cosa hai scoperto durante la sua realizzazione?

Da un punto di vista operativo, ho scoperto la difficoltà di parlare davanti a un microfono di registrazione. Poi, è stato molto utile fare il punto sui vari problemi delle gelaterie oggi e pensare a delle proposte per risolverli. Inoltre, è stato interessante confrontarsi con altri colleghi, coinvolti nella realizzazione del podcast. Di fatto, il podcast mi ha permesso di ampliare le mie vedute. Ho messo a confronto il mio metodo di produzione con quello di altri, scoprendo che si può far funzionare bene l'attività anche con altri processi.

Quali sono i punti di debolezza delle gelaterie in materia di gestione?

Prima di tutto, il personale. Le gelaterie hanno un problema – enfatizzato dal Covid – legato alla stagionalità del lavoro. Ciò crea l'impossibilità di trattenere del personale valido. Dopo la pandemia, la ricerca si è fatta più complessa perché le persone si sono spostate verso altri tipi di lavoro. L'altro problema è il cash flow. Si fattura bene in estate, ma le disponibilità di cassa diventano più basse in altre stagioni, erodendo i guadagni. Poi ci sono problemi produttivi, legati al sistema. Ci sono gelaterie che fanno gelato fresco di giornata, ignorando la catena del freddo, che permette di ottimizzare il processo produttivo.

Qualche consiglio in pillole per gelatieri e aspiranti tali?

Da formatore, suggerisco di fare un buon corso, con docenti che possano instradare gli studenti nella direzione più corretta. Poi, sul fronte della ricerca del personale, consiglio di attingere da scuole dove si fa alta formazione e dai rispettivi job center, per avere personale preparato e di qualità. Un altro consiglio è legato alla destagionalizzazione, necessaria per far fronte al problema del cash flow.

Come farlo?

Proporre gusti stagionali, legati a frutti anche invernali. E produrre cose affini alla gelateria, allargandosi al settore della cioccolateria, biscotteria e grandi lievitati, oltre naturalmente ai semifreddi. Personalmente, punterei molto sui panettoni, il vero trend del momento.

KBirr, a Napoli un hub per lager e prodotti tipici

Kbirr
Kbirr non è solo un microbirrificio, ma un vulcano di iniziative dove le etichette di casa sposano cucina e ospitalità partenopea. Obiettivo: offrire una beer experience fuori dal comune

A Napoli, che pure in passato aveva visto nascere e crescere realtà brassicole poi affermatesi nel mondo, mancava un vero punto di riferimento per la birra artigianale. A colmare il vuoto è intervenuto Fabio Ditto, già general manager dell’azienda di servizi Drink Up (attiva dal 1999, oggi con 300 clienti in tutta la Campania, 15 impiegati e 6 agenti): con l’obiettivo di generare valore nella sua terra d’origine. «Da importatore ho visto per decenni un importante flusso di beni e patrimoni, ma mai una realtà che davvero scommettesse qui». Così, Ditto ha lanciato nel 2016 KBirr, microbirrificio con sede a Giugliano (Na).

Sala cotte fino a 13mila litri al giorno 

Prima di tutto, il lato tecnico-tecnologico: in soli 150 mq si concentra un’altissima capacità produttiva (6500 l a ciclo). L’intera struttura si sviluppa in verticale, comprendendo la cantina, le sale operative, il sistema di scambiatori di calore. La produzione gioca poi su due tini di ammostamento e due di bollitura, che confluiscono nella sala cotte: un’impostazione che permette ampia flessibilità, con risultati che vanno da 500 a 13mila litri al giorno, garantendo quindi freschezza e genuinità a tutti i sei tipi di birra in gamma. Alla dimensione squisitamente produttiva del birrificio, Ditto ha poi affiancato nel tempo quella dell’ospitalità. Nel 2018 ha aperto Casa Kbirr a Torre del Greco (Na), tap room e ristorante che si concentra sulle specialità tipiche del territorio in un menu curato dallo chef Antonio Aliberti (Ciro Scognamiglio è il responsabile di sala): dagli antipasti, come la Parmigiana di melanzane o la Frittatina di pasta ai primi popolari come Ziti alla genovese e l’eterno ragù.

Valorizzare il territorio e i suoi artisti

La carta beverage propone bollicine prima di tutto, oltre ovviamente all’intera selezione di birre del brand, ciascuna peraltro suggerita in abbinamento ai piatti. Il locale si propone anche di valorizzare gli artisti del territorio: KBirr collabora, infatti, con grafici, pittori, scultori campani, che a turno realizzano elementi ispirati ai colori dell’azienda. All’apertura di Casa KBirr era stata, ad esempio, coinvolta l’artista napoletana Roxy in the Box (al momento ospite al PAN di Napoli con una personale), che aveva curato le etichette e alcuni pezzi affissi alle pareti del ristorante. È invece dello scorso anno l’apertura della KBirr Charming House, 5 camere a tema birra nel salotto di Chiaia, in pieno centro a Napoli, “per permettere all’ospite un’esperienza totale con i prodotti KBirr”.

Faema torna partner ufficiale del Giro d’Italia dopo 50 anni

Bicicletta marchiata Faema 1968
Bicicletta marchiata Faema 1968
Un evento denso di ricordi e di soddisfazione per il nuovo accordo ha accompagnato la firma ufficiale della collaborazione triennale al Mumac

La passione comune per la bicicletta e per quella complessa competizione che si perpetua da 90 anni che è il Giro d’Italia, sono stati protagonisti dell’incontro che ha sancito il ritorno di Faema, brandi di Gruppo Cimbali quale partner ufficiale della competizione ciclistica a partire da questa competizione e per i prossimi tre anni.

La presentazione e la firma ufficiale dell’accodo si è tenuta al Mumac alla presenza di Enrico Bracesco, direttore generale di Gruppo Cimbali, Maurizio Cimbali, presidente di Gruppo Cimbali, Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia, alcuni membri della squadra storica Faema come Marino Vigna, Vittorio Adorni e Antonio Bailetti, ex corridori professionisti del Giro.

Tanta emozione e commozione negli sguardi e nelle parole di chi ha ricordato successi e insuccessi, fatiche e aneddoti legati a diversi corridori, tra cui il più citato è stato il belga Eddy Merckx, conosciuto come il Cannibale, in quanto il ciclista più forte e di successo di questo sport, costantemente alla ricerca della fuga; un’immagine della squadra degli anni ’60 si trova sul libro di Mumac Gusto Espresso. Maurizio Cimbali ha sottolineato più volte la soddisfazione per questa nuova partnership vissuta da imprenditore, ma prima di tutto da appassionato e conoscitore profondo del ciclismo e del Giro, di cui ha ricordato un arrivo di corridori stremati a causa del freddo e delle neve fuori stagione nel 1956 sul Monte Bondone.

Erano gli anni della partnership di Faema, come ricorda Mauro Vegni: «Un partner legato a doppio filo con il mondo del ciclismo e la Corsa Rosa con la storica formazione che, tra gli anni 50 e 60, vinse il Giro nel 1956 con Charly Gaul (fu lui l’Angelo della montagna che vinse quella tappa impossibile, ndr) e nel 1968 con Eddy Merckx oltre ad aggiudicarsi la classifica a squadre nel 1961, 1962 e 1968». La storia si rinnova dopo 50 anni: «Una scelta correlata senza dubbio al legame storico di Faema con il mondo del ciclismo, ma voluta per poter raccontare l’evoluzione di un brand straordinario, sempre al passo coi tempi, innovativo e all’avanguardia in grado di regalare ai consumatori di tutto il mondo una coffee experience unica» - ha sottolineato Enrico Bracesco.

Protagoniste di tutte le tappe, saranno le tre macchine per caffè espresso simbolo di Faema oggi, la sempreverde E61, la Faema President e l’ultima arrivata a un gruppo Faemina, che nell’ultima tappa sarà mostrata in versione limited edition Rosa-Giro.

Ci sarà anche modo di aiutare chi vive nelle terre di produzione del caffè: in ogni villaggio ci sarà una  Technogym Ride, la nuova bike disegnata dai ciclisti per i ciclisti che sarà collegata al Faema club di Strava: pedalando all’interno dello stand si contribuirà al sostegno offerto da Gruppo Cimbali attraverso l’associazione no-profit World Bicycle Relief. La onlus è specializzata in programmi di distribuzione di biciclette su larga scala e completi per aiutare la riduzione della povertà là dove mancano anche i più basilari mezzi di collegamento. Più si pedalerà e più si contribuirà alla causa.

In mostra per l’occasione anche la Maglia Rosa 2022 e il Trofeo Senza Fine del Giro d’Italia, che racchiude la storia di uomini, emozioni, cultura popolare e da sempre simbolo della passione per il ciclismo incisa su un materiale eterno come il rame.

Per celebrare la partnership, inoltre, presso il Mumac è stata allestita la mostra Amore senza fine: Faema per il ciclismo con oggetti, documenti storici e materiali inediti, tra cui la prima maglia rosa della storia vinta Learco Guerra, in prestito dai nipoti Learco e Carlo, e una bicicletta d’epoca di Eddy Merckx, gentilmente concessa dal Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo. Questa esposizione sarà aperta al pubblico dal 15 maggio al 30 giugno 2022.

Contributi Inps: le istruzioni per non sbagliare

contributi Inps
Foto da Pixabay
Cresce la quota contributiva per commercianti e giovani artigiani. Come calcolare l'aliquota, i soggetti interessati, le modalità di pagamento, le scadenze: ecco la guida per non fare errori

Per il settore del commercio aumenta dallo 0,09% allo 0,48% il contributo destinato alla rottamazione degli esercizi commerciali. Inoltre, continua l’incremento progressivo dello 0,45% delle aliquote dei contributi Inps dovuti per i giovani titolari o collaboratori familiari di età inferiore a 21 anni rientranti nel settore del commercio e dell’artigianato.

I contributi sono dovuti dai seguenti soggetti:

1) titolari di impresa individuale, comprese le imprese familiari e le aziende coniugali;

2) collaboratori di impresa familiare o coniuge dell’azienda coniugale;

3) familiari coadiuvanti di soci di società di persone;

4) soci accomandatari operativi di società in accomandita semplice o soci di società in nome collettivo o di fatto che abbiano la piena responsabilità dell’impresa e che ne assumano gli oneri e i rischi relativi. Non rientrano in tale ambito i soci accomandanti di società in accomandita semplice;

5) soci operativi di società a responsabilità limitata, se organizzata e diretta prevalentemente con il lavoro dei soci e dei loro familiari.

L’attività esercitata nell’ambito dell’impresa o società deve essere abituale e prevalente rispetto alla totalità delle attività lavorative, a eccezione dei soci operativi di società a responsabilità limitata, che sono assoggettati ai contributi anche se svolgono prevalentemente l’attività di amministratore della stessa società.

Limponibile è costituito dalla somma di:

1) redditi di impresa individuale, al netto delle eventuali quote per i collaboratori familiari o i coniugi di azienda coniugale;

2) quota di reddito loro attribuita per i collaboratori familiari, coniugi di azienda coniugale o coadiuvanti di soci di società di persone;

3) redditi di partecipazione in società di persone, così come indicati nella propria dichiarazione dei redditi (quadro RH), per i soci operativi o anche per i non operativi se iscritti per altre imprese che comportano l’iscrizione (in quanto titolari o soci operativi di altra società);

4) reddito di impresa della società a responsabilità limitata (risultante dalla dichiarazione dei redditi) moltiplicato per la percentuale di partecipazione alla divisione degli utili, per i soci operativi, indipendentemente dalla distribuzione di dividendi. Non si comprendono gli utili dei soci non operativi o che svolgano esclusivamente l’attività di amministratori sottoposta ai relativi contributi della gestione lavoratori autonomi - Gla).

I redditi sono quelli denunciati ai fini fiscali per l’anno di riferimento, al lordo delle imposte, e dell’aiuto alla crescita economica (Ace).

Se un soggetto possiede più tipologie di tali redditi, il contributo è calcolato sulla somma di tutti i redditi provenienti da impresa o da partecipazione in impresa e non solo sui redditi generati dall’attività che dà titolo all’iscrizione.

Per esempio, se un socio operativo di srl è anche socio accomandante di una sas, dovrà calcolare il contributo sul totale dei due redditi, anche se per il secondo non è iscrivibile alla gestione previdenziale.

ALIQUOTE, MINIMALI E MASSIMALI 2022

Commercianti 2022 Aliquota primo scaglione Primo scaglione fino ad euro Aliquota secondo scaglione Secondo scaglione

da euro 48.279 fino ad euro (MASSIMALE)

Minimale euro
Soggetti con anzianità contributiva ante 1996 Commercianti 24,48%

 

Artigiani

24,00%

48.279

Frazionabile a mese

Commercianti 25,48%

 

Artigiani

25,00%

80.465

Frazionabile a mese

16.243
Soggetti privi di anzianità contributiva ante 1996 105.014

Non frazionabile a mese

Indennità di maternità Euro 7,44 Frazionabile a mese

Gli scaglioni sopra indicati e le indennità di maternità sono ragguagliate a mese se l’attività è iniziata o cessata nel corso dell’anno (a eccezione del massimale per i soggetti privi di anzianità contributiva ante 96 che non è frazionabile).

Gli importi dei minimali e massimali sopra indicati sono rivisti ogni anno in funzione dell’andamento del costo della vita.

Riduzioni

Sono previste:

  • riduzioni al 23,28% per i commercianti e al 22,80% per gli artigiani delle aliquote per i giovani titolari o collaboratori familiari di età inferiore a 21 anni, fino al mese di compimento di tale età; tale aliquota aumenterà ogni anno dello 0,45% fino al raggiungimento dell’aliquota ordinaria;
  • riduzione del 50% dei contributi per i pensionati Inps con più di 65 anni, su domanda, che quindi pagano la metà degli importi indicati nella tabella più l’intero contributo di maternità;
  • per i contribuenti nel regime forfettario, la base imponibile è ridotta, su richiesta, del 35%, da presentare tempestivamente all’inizio dell’attività o, se con validità successiva, entro il 28 febbraio di ciascun anno, con validità anche per gli anni successivi (salvo rinuncia). Per chi si avvale di tale riduzione, non si applicano le riduzioni delle aliquote per i giovani e i pensionati.

VERSAMENTI MINIMI

Il minimale dell’ultima colonna a destra della tabella in alto rappresenta il reddito minimo sul quale va calcolato il contributo e corrisponde a un contributo minimo annuo di euro:

2022 Previdenza Maternità Importo annuo Importo trimestrale
Commercianti 3.976,29 7,44 3.983,73 995,94
Artigiani 3.898,32 7,44 3.905,76 976,44

 

MINIMI PER I COLLABORATORI DI ETÀ INFERIORE A 21 ANNI

2022 Previdenza Maternità Importo annuo Importo trimestrale
Commercianti 3.781,37 7,44 3.788,81 947,19
Artigiani 3.703,40 7,44 3.710,84 927,72

I contributi per i collaboratori familiari, per il coniuge di azienda coniugale e per i coadiuvanti sono calcolati e pagati direttamente dal titolare dell’impresa o dal socio che ne espone i dati nella propria dichiarazione dei redditi (quadro RR).

Nessun obbligo di dichiarazione e versamento spetta quindi al collaboratore, coniuge o coadiuvante di soci di società di persone.

LE QUOTE ASSOCIATIVE

L’Inps può essere delegato a incassare le quote associative da parte delle associazioni imprenditoriali alle quali l’imprenditore ha aderito.

In questo caso le quote trimestrali possono essere più elevate di alcune decine di euro, in funzione del valore della quota.

Qualora la quota associativa sia inclusa per errore o se l’associazione è stata disdetta, il contribuente deve segnalarlo per chiedere la rettifica degli importi dovuti.

MODALITÀ DI VERSAMENTO

Quote fisse minime

Nessuna novità per i tempi di versamento, i contributi sul reddito minimo dovranno essere versati con le usuali quattro rate, entro il 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2022 e 16 febbraio 2023.

I modelli precompilati o la lettera contenente i codici di versamento devono essere prelevati dal sito www inps.it, nella sezione “Cassetto previdenziale artigiani e commercianti”, tramite l’opzione “Dati del mod. F24”. Per la richiesta è necessario essere in possesso di un apposito Pin richiedibile attraverso i “Servizi on line” del medesimo sito o dello Spid.

Quote variabili

Se il reddito supera l’importo minimo stabilito vanno versate le quote variabili in funzione del reddito in tre parti scadenti il:

  • 30 giugno la prima metà dell’acconto;
  • 30 novembre la seconda metà;
  • 30 giugno dell’anno successivo il saldo dovuto per l’anno precedente.

Le scadenze di giugno sono rinviabili di trenta giorni (30 luglio) con una maggiorazione del quattro per mille dell’importo dovuto.

Se le date indicate scadono di sabato domenica o festività sono rinviate al primo giorno feriale successivo.

L’acconto è calcolato sulla base del reddito dell’anno precedente e delle aliquote dell’anno in corso e suddiviso in due quote uguali.

Qualche vantaggio fiscale

I contributi previdenziali sono deducibili, nell’anno di pagamento, dall’imponibile Irpef dovuta. Per chi è in un normale regime fiscale di impresa (ordinario o semplificato), ciò comporta una riduzione di Irpef che può consistere, considerando anche le addizionali, fino a un massimo di circa il 45-46% dell’importo pagato. Dal 2022, tale valore massimo viene raggiunto se si possiedono redditi imponibili di qualsiasi tipo che superano complessivamente i 50.000 euro.

Ilsa, Goppion e pulyCaff nel registro Marchi Storici

Logo Marchio Storico
Hanno oltre cinquant’anni di attività industriale continua i tre marchi, noti nel mondo, la cui attività è incentrata sul mondo del caffè

Sono 400 i Marchi Storici iscritti nell’apposito Registro Speciale, di cui 192 legati al food in base ai dati del Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione generale per la tutela della proprietà industriale - Ufficio Brevetti e Marchi - aggiornati al 15 aprile scorso. Le ultime segnalazioni dal mondo del caffè (a questa voce fanno capo 27 aziende) sono Goppion Caffè, Ilsa e pulyCaff, che hanno dimostrato di avere i requisiti richiesti per entrare nell’elenco, primo tra tutti quello di avere almeno cinquant’anni di attività industriale continuativa.

Fondata nel 1948, Goppion è forte dei suoi oltre settant’anni di storia: «da sempre crediamo nelle cose fatte bene, nella ricerca dei migliori caffè da proporre ai baristi, che scelgono le nostre miscele per il loro lavoro, e al consumatore che lo preferisce a casa - afferma Paola Goppion, responsabile marketing e comunicazione della torrefazione veneta -. Il rito del caffè è espressione del genio italiano, riconosciuto come modello di socialità in tutto il mondo, esempio di quel saper fare le cose a regola d’arte che ha fatto nascere il mito del Made in Italy. Questo storico riconoscimento dà maggiore valore al nostro lavoro in Italia e all’estero, alla nostra esperienza e tradizione, e si aggiunge al patrimonio della nostra cultura aziendale».

L’attività di Ilsa - Industria Laminazione e Stampaggio Alluminio, prende il via a Torino nel 1946 ad opera dell’intraprendente agente di commercio Alfredo Rosso, come fabbrica per la produzione di caffetterie. I suoi 74 anni di attività sono testimoniati da una collezione di “memorabilia” di prodotti e persone che hanno scritto la storia dell’azienda.

È nel pieno dei festeggiamenti dei suoi 60 anni di attività pulyCAFF, nata - spiega Gianfranco Carubelli, Ceo responsabile qualità e sicurezza  - «nel 1961 per risolvere il problema legato alle macchine espresso con l’innovativo sistema di erogazione E61 che dava finalmente quello che conosciamo oggi: il classico espresso erogato in modo automatico. Tuttavia nella valvola di scarico, con l’acqua passavano anche caffè e particelle fini che bloccavano l’ingranaggio e ostruivano la fuoriuscita della pressione. Fu allora che a mio padre Gianni un concessionario di una nota marca di macchine da caffè, chiese “qualcosa” che liberasse lo scarico. La soluzione è stata (ed è tutt’oggi) pulyCAFF, il primo “concetto applicato” per la manutenzione delle macchine espresso, che subito si è imposto - prima in Italia e il suo raggio di azione si allarga nel mondo - quale complemento indispensabile ad un costante e corretto funzionamento della macchina espresso».

Nel Registro dei Marchi Storici ci sono molti altri grandi marchi che hanno fatto la storia dell’industria italiana e che hanno contribuito a diffondere la conoscenza e il valore del made in Italy nel mondo.

Torte a parete e vasocottura: Pasticceria Alfieri si rifà il look per valorizzare il prodotto

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Luca e Cinzia Alfieri
Da vent'anni, Luca e Cinzia Alfieri preparano prodotti dolci e salati. Ora hanno deciso di rinnovare il negozio mettendo in primo piano i loro bestseller

Sotto i portici di Correggio, da vent'anni, Luca e Cinzia Alfieri preparano prodotti dolci e salati. La loro pasticceria è il luogo dove trovare la Friabilina, una torta secca, che può conservarsi a lungo. Non mancano i mignon, che popolano un ricco assortimento di oltre 40 tipi di pasticcini. Quest'anno la Pasticceria Alfieri ha deciso di rifarsi il look, per dare una vetrina ancora più bella a ciò che è naturalmente buono, come i grandi lievitati e la cioccolateria realizzata partendo da solo cioccolato Valrhona.

L'intervista a Cinzia Alfieri

Perché avete deciso di ristrutturare il negozio?

Ho deciso di rinnovare il locale per mettere colori e freschezza nel negozio. La nostra principale esigenza era cambiare il banco, rendendolo più moderno e tecnologico. Ma poi abbiamo deciso di rinnovare tutto.

Chi vi ha seguiti nella ristrutturazione?

Due architetti, Rita Lasagni e Sara Fattori. In più, tutti i lavori sono stati eseguiti da artigiani locali.

Su cosa avete puntato maggiormente per il rinnovo del vostro punto vendita?

Sul banco. È la parte principale del locale. Inoltre, alle spalle, abbiamo creato un'esposizione particolare: un retrobanco con dei cerchi in cui poter esporre torte secche come la nostra Friabilina. In più, sempre lì esponiamo dei prodotti in vasocottura.

Quanto conta per un'impresa storica “rifarsi il look”?

Tanto, perché ci ha dato più voglia di fare. In più, quando la gente entra, lo fa con uno spirito diverso. Hanno apprezzato tutto, anche i colori. Abbiamo voluto lampadari rosa, insieme a pareti e complementi d'arredo azzurri verde acqua e rossi.

Il 28 aprile il webinar (gratuito) sull’innovazione nell’esperienza di consumo del gelato

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Il caso TooA che ha rivoluzionato l'esperienza di consumo del gelato artigianale al centro del nuovo incontro gratuito online organizzato da POLI.design e M&T. Registrati per partecipare

È dedicato al tema dell’esperienzialità di un nuovo modo di consumare il gelato artigianale il nuovo webinar gratuito organizzato da POLI.design e Marketing & Trade (M&T), laboratorio milanese di idee strategiche e di soluzioni operative per retailer, brand e start up. Il nuovo appuntamento online è per giovedì 28 aprile, con l’incontro dal titolo L’innovazione nelle esperienze di consumo: il gelato artigianale a casa pronto in 3 minuti. Il caso TooA, live su Zoom alle ore 17 (per partecipare basta registrarsi cliccando sul bottone qui sotto).

REGISTRATI PER PARTECIPARE AL WEBINAR

L’appuntamento fa parte dei nuovi webinar a cura del Corso di alta formazione in Brand and Retail Experience Design ideato da POLI.design per insegnare a progettare spazi esperienziali per brand, aziende dell'intrattenimento e dell'ospitalità, delle fiere e dei servizi. Corso che prenderà il via il prossimo 16 giugno (leggi Progettare spazi esperienziali: il nuovo corso di POLI.design).

Ai professionisti di questi settori si rivolgono anche i webinar, con l’obiettivo di sviluppare la cultura e le competenze sul tema dell’esperienzialità, ovvero di un approccio incentrato sulla valorizzazione dell’esperienza di consumo del cliente. Una dimensione che ha assunto una rilevanza cruciale in questi ambiti e che rappresenta un forte elemento per la competitività. Dopo un primo ciclo di appuntamenti online, conclusosi lo scorso mese di marzo, che ha affrontato alcuni punti focali del tema su un piano teorico, i nuovi incontri presentano degli esempi di successo di come quei concetti vengono trasposti nella pratica.

Al centro del nuovo webinar sarà infatti il caso di TooA, esempio di innovazione che tocca tutti gli aspetti esperienziali di un nuovo modo di consumare il gelato a casa. Il brand ha infatti rivoluzionato questo tipo di consumo, puntando su tecnologia e artiginalità, con una macchina mantecatrice domestica, all’avanguardia e di design, che consente la rapida preparazione in ogni momento del gelato utilizzando le genuine ricette, in bicchierino monoporzione, realizzate dall’azienda con ingredienti freschi e genuini e materie prime di eccellenza dei vari territori della Penisola. A completare l’universo esperienziale TooA l’app per la gestione del gelato, il temporray store a Milano, i tanti accessori e gusti da scegliere.

A illustrare Il webinar vedrà la partecipazione di Carlo Meo, Direttore Tecnico del Corso, e Giulio Camillo Zuccoli, Amministratore Delegato di TooA. L’incontro sarà moderato da Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale.

Prenderanno parte all’incontro, moderato da Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale, Carlo Meo, direttore tecnico del Corso, e Giulio Camillo Zuccoli, amministratore delegato di TooA.

Canaïma Gin protagonista a cena: a lezione di pairing da Simone Caporale

Canaïma gin donne indigene Simone Caporale
A Identità Golose i drink del peso massimo della miscelazione Simone Caporale incontrano i piatti Made in Usa dello chef Michele Casadei Massari

Il bartender deve essere un viaggiatore e deve saper cogliere gli elementi chiave del suo percorso, raccontandoli poi nei cocktail. Parola di uno che ha viaggiato davvero, con le sue gambe e anche con la creatività. Simone Caporale, bartender comasco e una delle più prestigiose firme nel panorama mondiale della mixology, per diversi anni è stato al top della classifica dei 50 Best Bars alla guida dell'Artesan di Barcellona e oggi è lanciatissimo nel suo nuovo progetto - il Sips, sempre nella città catalana, il "bar senza bancone del bar", come lui stesso lo ha definito.

Il viaggiatore italiano e lo chef che ha fatto fortuna in America

Simone ha presenziato all'ultima edizione di Identità Golose a Milano, dal 21 al 23 aprile. Ha anche dato una piccola lezione di pairing durante una cena organizzata presso l'hub di Identità Golose in via Romagnosi, presentando due abbinamenti ricercatissimi (e altrettanto efficaci) a base di Canaïma Gin, distillato prodotto in Amazzonia e distribuito da Compagnia dei Caraibi. I drink di Simone Caporale, in collaborazione con Canaïma, hanno accompagnato i piatti di Michele Casadei Massari, chef e imprenditore di stanza a New York dal 2009 e intervenuto al congresso in collaborazione con il Consorzio del Parmigiano Reggiano.

Un drink inedito "ispirato" dall'albero della meditazione

Acqua amazzonica ha accompagnato il piatto Parmigiano Reggiano Tricolore Flight - pera, scampi, battuta di carne e Parmigiano Reggiano Bianca Modenese. Un drink preparato con il Canaïma Gin e con decotto di Paolo Santo. Per quest'ultimo si tratta di un impiego inusuale: il Palo Santo, infatti, è un un albero tropicale che cresce in alcune zone dell'America Centro-Meridionale e il cui olio essenziale viene utilizzato in aromaterapia, come metodo per placare ansia e alleviare disturbi respiratori e mal di testa, ma che per la meditazione e per il rilassamento. «Ho osato un po' con questa idea, preparando un decotto con una pianta normalmente non utilizzata a scopo alimentare come il Palo Alto e mescolandolo con il gin Canaïma, un distillato che porta con sé tutto il patrimonio botanico di un luogo di produzione rimasto incontaminato», ha spiegato Simone.

Oloroso e acqua di quercia per il fine pasto

Il fine pasto ideato dallo chef Michele Casadei Massari - uno Spaghettone Monograno Felicetti all'Alfredo con pera, anice stellato e grappa spray - ha trovato in abbinamento il secondo drink di Simone Caporale, chiamato Legno millenario: Canaïma Gin, oloroso e quercia. Esaltato, in questo caso, l'apporto del vino liquoroso, in un particolare accostamento con un fine pasto marcatamente salato come lo spaghettone.

Riforestazione: vicini al traguardo dei 5mila alberi

«Abbiamo portato qui l'identità dell'Amazzonia», ha spiegato Simone, molto coinvolto nel progetto di Canaïma. «La produzione di questo gin dà lavoro a 120 famiglie e sfrutta la collaborazione delle comunità indigene locali, per la raccolta a mano di botaniche molto difficili da trovare. L'intero progetto punta a salvaguardare l'ecosistema: il 10% dei ricavi delle vendite viene investito nella riforestazione e a fine anno arriveremo a 5mila alberi piantati».

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