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Osservatorio Iei, crescono gli appassionati del caffè

espresso, foto pixabay.com
I coffee lover sono in crescita anche in Italia: sono non solo consumatori, ma veri e propri ambassador del prodotto di qualità

Per molti il caffè è una bevanda da consumare per il tempo di una pausa, come gesto automatico  a colazione o dopo pranzo. Per altri, invece, è un prodotto da capire, studiare, assaporare, sperimentare: si tratta dei coffee lovers, appassionati di caffè e di tutto il mondo che vi ruota intorno di cui l’Istituto Espresso Italiano (Iei) ha stilato il profilo: tra i 20 e i 30 anni, con una scolarizzazione elevata, appassionati di food & wine e con capacità di spesa medio-alta. Persone che, è il nostro auspicio, sapranno accettare quel prezzo equo per l’espresso che da tempo l’Istituto promuove insieme ad altre realtà del settore come Sca Italy.

Secondo l’esperienza di alcune aziende partner dell’Istituto, inoltre, i coffee lover hanno una grande passione anche per i viaggi e amano identificarsi con il prodotto, di cui seguono esperti e brand sulle piattaforme di social media, amano intrattenersi acquisendo informazioni. Una parte frequenta corsi di qualche ora per avere ancora più cognizione; inoltre alcuni talvolta hanno anche più strumenti per preparare il caffè a casa con diversi metodi, e amano provare caffè di varie torrefazioni e discutere con altri amanti del caffè on line. A questo proposito, sono numerose le pagine social dove gli amanti del caffè postano le proprie esperienze legate al caffè.

Secondo il sentiment delle aziende sentite da Iei, la figura dell’appassionato è sempre più importante in un mondo di condivisione social. Ad essa infatti fanno capo non solo dei consumatori “speciali”, ma dei veri e propri ambassador senza secondi fini e quindi ancora più credibili da parte dei propri followers. Ambasciatori non solo del brand unico, ma dell’espresso in generale. In particolare, tante aziende italiane stanno coltivando questo movimento di appassionati con attività interne o in collaborazione con partner. Lo fanno attraverso corsi (da brevi a seminari) in cui non solo si racconta la filiera, ma anche i tipi di miscele, il modo di degustare un caffè espresso e tutto quello che ne è la derivazione. Nello specifico, i corsi sensoriali sono un aspetto molto rilevante in questo lavoro di affiliazione degli appassionati perché di immediata comprensione.

Cavalletti, quando le Millefoglie sono in mostra a mo’ di gioielli

Con velluti, ottone e specchi fumé la pasticceria Cavalletti valorizza il suo dolce più emblematico

ROMA. Nella Capitale c’è un solo un nome di riferimento per assaggiare la torta millefoglie che ha incantato la Regina Elisabetta, conosciuta nel resto d’Europa anche come Napoleon. È la pasticceria Cavalletti, che grazie alla fama del dolce che l’ha proiettata a livello internazionale, ha deciso di espandersi oltre il quartier generale di via Nemorense. Il secondo punto vendita di Roma Nord (il terzo aperto a dicembre è ai Colli Albani) segna un cambiamento profondo di stile rispetto a quello targato 1951. Il restyling su progetto di Maria Elena Andreacchi (Localiarreda) è infatti impostato sulla realizzazione di uno spazio che valorizzi la millefoglie come all’interno di una gioielleria. Al centro del locale (di dimensione ridotta: 3x12 metri), sfavillante d’ottone, è posizionato il bancone refrigerato dedicato al dolce identitario del locale. Tutt’attorno, una serie di espositori impreziositi da doghe in velluto azzurro, il colore del logo storico di Cavalletti. I rivestimenti lungo i lati lunghi sono in materiali a effetto opposto: materico e opaco da una parte, lucido e riflettente dall’altra. Un ambiente elegante che richiama con piccoli elementi il dolce della Casa, interpretato in modo contemporaneo, a dimostrazione dell’innovazione intrapresa dal marchio. Il bancone centrale oltre a svolgere una funzione organizzativa dei flussi interni, dividendo i pasticceri da un lato rispetto la clientela dall’altro, completa la catena di lavorazione e composizione dei dolci, che prendono forma nell’adiacente laboratorio a vista. Fra i materiali, oltre alle doghe in velluto che per forma e tessuto richiamano i rotoli dei portagioie delle gioiellerie, sono stati installati specchi fumé per ingrandire il locale che creano un’atmosfera soffusa ed elegante; largo l’uso di ottone per il piano su cui vengono esposti i prodotti e di legno per aggiungere valore ai prodotti esposti, realizzati anche in formato monoporzione. Su tutto, un soffitto a volta con elementi decorativi come i capitelli, per enfatizzare la storicità del marchio legato alla città di appartenenza.

L’intervista alla progettista Maria Elena Andreacchi

Nello sviluppo del progetto si evince uno stretto rapporto con la committenza. È un rapporto che è cresciuto a mano a mano con lo sviluppo del progetto, tanto da portarci a continuare la collaborazione per la realizzazione di altri punti vendita Cavalletti, alcuni già ultimati, altri in fase di cantiere e di progettazione. L’ambiente è piccolo ma ricco di dettagli, con il banco centrale che spicca su tutti.  Attraverso la cura dei dettagli abbiamo cercato di non far percepire le reali dimensioni dello spazio. Il banco espositivo è circondato da una fascia di ottone di 25 cm per valorizzare i dolci, nel quale è stato incassato un sistema refrigerato rivestito in specchio per creare un particolare gioco di riflessi. La costruzione vetrata diventa una vera e propria teca, con un’apertura elegante - proprio come le cassettiere delle gioiellerie - dalla quale fuoriesce il logo retroilluminato della pasticceria. Il gesto di apertura della teca (con sistema studiato ad hoc) accompagna il ripiano specchiato nello scorrimento per estrarre il prodotto, come se fosse un collier di diamanti. Un unico elemento dalle linee pulite per costruire due ambienti: quello che custodisce i dolci e quello sul quale avvengono incartati, da vera boutique del lusso. Qual è il ruolo dell’illuminazione in uno spazio così ricco di materiali? Le luci sono state fondamentali per dare forza all’architettura del locale. Due linee luminose corrono lungo le pareti parallele, illuminando la volta e creando un vero e proprio percorso. L’utilizzo degli specchi ha accentuato questo effetto, creando dei riflessi suggestivi e un’illuminazione ben diffusa in tutto l’ambiente. Gli unici corpi illuminanti “visibili” sono due lampadari circolari posizionati sopra le due vetrine “gioielleria”, per impreziosire la zona della vendita.

Ricco di ricette e spunti il nuovo Cocktail Program Gamondi

Gamondi Cocktail Program 2022
Tutto Bianco, uno dei nuovi drink del Cocktail Program Gamondi
Firmato da Igor Tulliach e Giorgio Facchinetti, il nuovo ricettario dello storico brand piemontese contiene 16 originali ricette, da proporre nel proprio locale o dalle quali farmi ispirare per realizzare nuove creazioni

Uno strumento agile, ricco di proposte e spunti utili sia al barman alle prime anni sia al bartender in carriera. È il nuovo Cocktail Program Gamondi, il ricettario drink firmato dal brand piemontese di spirit (in fondo all’articolo il link per scaricarlo). La seconda edizione del menu presenta 16 proposte, tra ricette da realizzare con ingredienti facili da trovare e formule più ricercate, che portano la firma di due nomi di rilievo della mixology italiana: Igor Tulliach, brand ambassador Gamondi dallo scorso anno, e Giorgio Facchinetti, mixologist e flair bartender. Un ricettario che guarda alle esigenze di tutti professionisti del bancone, da chi comincia a muovere i primi passi, che vi troverà ricette e gustose da eseguire, e chi invece è un professionista già affermato, che avrà un punto di partenza in più per mettere a punto creazioni originali ed elaborate.

Protagoniste le eccellenze Gamondi

Ricette che interpretano e valorizzano il mix di prodotti che compone la gamma Gamondi. A partire da Aperitivo Fiori di Sambuco, l’ultimo nato della casa, un vino aromatizzato ai fiori di sambuco, di buon tenore alcolico (alc 21% in vol). Un prodotto dal sapore fresco e delicato, con un bouquet aromatico che spazia dalle note floreali alla frutta fresca e agli agrumi, grazie alle note uniche dei fiori freschi di sambuco (leggi Anteprima, da Gamondi il nuovo Aperitivo Fiori di Sambuco). Per proseguire con le altri grande eccellenze del brand: il Vermouth di Torino Superiore Bianco e quello Rosso, entrambi prodotti recuperando un’antica ricetta dell’erborista Carlo Gamondi, il fondatore del marchio, il Bitter Gamondi, l’Aperitivo Agrumi Mediterranei e ancora il Vermouth di Torino Rosso e quello Bianco Vermouth, l’Amaro Gamondi, la Sambuca e la Crème de Cassis. Prodotti espressione dei valori del brand, perfetto mix tra modernità e storia, dove l’artigianalità e la selezione delle materie prime a chilometro zero valorizzano un processo produttivo unico e tradizionale.

Quattro sezioni, tante proposte

Alla stessa filosofia si ispirano anche i drink del Cocktail Program, strutturati in quattro diverse sezioni. Original, che include solo cocktail a base Aperitivo Fiori di Sambuco, come Tutto Bianco, dove il nuovo prodotto si miscela a vodka, Vermouth di Torino Superiore Bianco Gamondi e vino Piemonte doc Chardonnay, dando vita a un drink fresco, delicato e profumato.

Twist on Classic, che contiene rivisitazioni di grandi classici della miscelazione e omaggi ai modern classic, come AmeriCarlo, interpretazione originale dell’Americano preparata con Bitter Gamondi, Amaro Gamondi e uno splash di tonica.

Low Alcohol, la sessione dedicata ai drink a basso tenore alcolico, nuova tendenza della mixology, tra i quali troviamo l’intenso e torbato Beet, fatto con Crème de Cassis Gamondi, succo di barbabietola, succo di lime e completato da un top di ginger ale.

Infine, Ultrapop, che propone drink sodati, sparkling e lunghi che si preparano con due ingredienti e in poche mosse, come Time to be happy, preparato con Aperitivo Gamondi, prosecco rosé e chiuso da un top fatto di aria di Amaro Gamondi.

SCARICA IL COCKTAIL PROGRAM 2022 GAMONDI

Lab gluten free e scuola di cucina: le due nuove aperture di Fabio Nazzari

Fabio Nazzari (cr. Aromi.group)
Fabio Nazzari (cr. Aromi.group)
Il pasticcere Fabio Nazzari lancia la scuola di cucina e l'Officina Intollerante a Iseo. Ma avverte: «I miei dessert sono per tutti»

Fabio Nazzari vuole portare l'arte della pasticceria a tutti. Per farlo, il già Due Torte Gambero Rosso, titolare di Fabio Nazzari Patesserie Chocolaterie a Iseo (Bs), ha pensato a due nuove aperture: il laboratorio gluten free l’Officina Intollerante e la scuola di cucina FoodIst Academy Iseo. «Non si tratta di mercato, ma di necessità – spiega Nazzari – Il mio essere celiaco mi ha portato a fare costantemente ricerca. Oggi posso proporre prodotti di alto livello anche per chi ha queste esigenze alimentari».

Dalla ricerca all'Officina Intollerante

L'essere celiaco ha portato Nazzari a comprendere le esigenze di chi è intollerante al glutine. La sua anima di pasticcere ha fatto sì che conoscenza ed esperienza potessero concorrere a soddisfare i piaceri del palato di questa fetta di clientela in costante crescita. L'Officina Intollerante sarà un vero e proprio laboratorio di pasticceria gluten free, certificato dall’Associazione italiana celiachia (Aic). Dai primi giorni di giugno, tra queste mura nasceranno prodotti che sarà possibile acquistare direttamente online o con ritiro presso il locale, destinati a chi soffre di intolleranze di vario tipo. Inoltre potrà anche fungere da fornitore per realtà del comparto Horeca interessate. Ma Nazzari avverte: «I dessert che proporremo all’Officina intollerante saranno per tutti, non solo per chi ha intolleranze. Provare per credere!».

Fabio Nazzari (credits: Aromi.group)
Fabio Nazzari (credits: Aromi.group)

FoodIst Academy, scuola di pasticceria

Il bagaglio formativo di Nazzari oggi gli permette di salire in cattedra. Premiato con Due Torte e 83 punti dal Gambero Rosso, vanta grandi esperienze sia nella ristorazione che nella pasticceria, in Italia e all’estero. Ha collaborato infatti con maestri del calibro di Carlo Cracco, Iginio Massari e Gualtiero Marchesi, apprendendo nuove tecniche e ampliando i suoi orizzonti tra New York e l’Olanda. L'esperienza triennale maturata all'estero come insegnante e consulente lo ha spinto al grande passo.

Fabio Nazzari (credits: Aromi.Group)
Fabio Nazzari (credits: Aromi.Group)
FoodIst Academy Iseo è una scuola di pasticceria e cucina, in cui si terranno masterclass e corsi, con la partecipazione di altri importanti docenti ed esperti del settore. «Ho sentito l’esigenza di regalare al mio territorio qualcosa che prima non c’era. I corsi si rivolgeranno sia a principianti che a professionisti e spazieranno per differenti ambiti e tematiche. Non sarò l’unico docente, coinvolgerò alcuni grandi colleghi con cui ho avuto il piacere di collaborare nel corso degli anni», ha dichiarato Nazzari. Tra i nomi finora nel palinsesto, anche quello del maestro Gregory Doyen, creatore di dessert-fashion per famose gioiellerie e case di moda e ambasciatore per Weiss Chocolate, con cui Nazzari ha creato una masterclass su mignon, monoporzioni e torte moderne, tecniche avanzate di decorazione, l’importanza del gusto e delle consistenze in pasticceria.

Uvlogika System di Vortice per sanificare i locali in modo green

UVLOGIKA Vortice lampada germicida
Lampada germicida di Vortice sfrutta i raggi UV-C, una componente della luce solare, potenziandone l'azione purificatrice, per sanificare gli ambienti, senza utilizzo di prodotti chimici

Anche se la fase più dura della pandemia è ormai alle spalle, la regolare sanificazione delle superfici del locale resta un’azione fondamentale per tutelare la salute di clienti e lavoratori. Per rendere questa operazione alla portata di ogni locale, rendendola facile, ma senza perdere di efficacia ed efficienza, Vortice ha sviluppato Uvlogika System, una lampada germicida che sfrutta i raggi UV-C, una componente della luce solare, per la sua azione sanificatrice.

Il sistema è composto da una lampada germicida, con potenza di 36 W, che irradia sulle superfici luce ultravioletta UV-C alla lunghezza d’onda costante di 254 nm, replicando così e potenziando la naturale azione purificatrice dell’irraggiamento solare per sanificare le superfici. Le radiazioni ultraviolette vanno infatti a colpire il Dna e l’Rna, alterandoli, dei microrganismi patogeni, come batteri e virus, rendendoli innocui e non più replicabili.

Un’azione estremamente efficace che neutralizza velocemente fino al 99% di batteri, virus e altri microrganismi, impedendo la diffusione di contagi, malattie o danni, e che rende le superfici disinfettate immediatamente utilizzabili appena la lampada viene spenta. Il tutto in modo green, perché durante il processo non vi è emissione di ozono o di altre sostanze chimiche.

Un'azione sanificante potenziata

Dal design compatto (dimensioni 502 x 138 x 92 mm), Uvlogika System si installa a soffitto o a parete, in posizione orizzontale o verticale, attraverso l’apposita staffa. Il sistema ha un involucro in alluminio estruso anodizzato, con 5 scanalature orizzontali posteriori che permettono di orientare l’apparecchio nel modo più opportuno, in funzione della posizione delle superfici da sanificare. A potenziare l’efficacia della lampada la parabola riflettente in lamiera d’alluminio, lucidato a specchio, appositamente studiata per assicurare un’elevata e omogenea concentrazione della radiazione UV-C e massimizzarne l’effetto sanificante.

Ma la lampada si caratterizza per tutta un’altra serie di soluzioni studiate per garantirne la massima efficacia. Tra queste lo speciale trasformatore che assicura un flusso costante di elettricità per mantenere costante la lunghezza d’onda delle radiazioni, evitando fluttuazioni di potenza che potrebbero ridurre l’efficacia del processo di disinfezione. O, ancora, il rivestimento protettivo interno, che conserva inalterata nel tempo l’efficacia della radiazione germicida, e il vetro dell’involucro, che filtra l’ozono, evitandone l’emissione in ambiente.

Combinabile con altre soluzioni Vortice

Altro punto di forza di Uvlogika System è la possibilità di combinarla ad altre soluzioni di Vortice, come la lampada scaldante a infrarossi Thermologika Soleil System, che a sua volta può essere dotata di sistema di nebulizzazione per raffrescare nel periodo estivo (leggi Dehors a tutto comfort con la nuova lampada a infrarossi di Vortice). In questo modo, combinando i due sistemi, con un unico sistema di fissaggio e supporto modulare di base si possono sanificare le superfici, riscaldare con gli infrarossi e raffrescare con la nebulizzazione.

Gruppo Montenegro e Bologna, legame storico nel segno dell’arte

L'installazione Nuova Mixage del Gruppo Montenegro per Art City studiata in collaborazione con l'artista Flavio Favelli
Gruppo Montenegro ribadisce il suo legame con Bologna, promuovendo ad Art City un'installazione all'insegna del design applicato al mondo degli spirits e della mixology. E lancia la nuova edizione della cocktail competition The Vero Bartender

Recentemente a Bologna è tornato Art City, progetto di alleanza culturale nato dalla collaborazione tra Comune di Bologna e BolognaFiere per affiancare con mostre, installazioni, eventi e iniziative speciali l'annuale svolgimento di Arte Fiera e proporre un'originale esplorazione di musei e luoghi d'arte in città (dal 7 al 15 maggio). Un’occasione a cui ha voluto partecipare anche il Gruppo Montenegro, che affonda le sue radici proprio nelle terre bolognesi. Da una collaborazione con l’artista Flavio Favelli è nata l’installazione Nuova Mixage. Un’opera che vede protagoniste le storiche bottiglie dei marchi del gruppo: Amaro Montenegro, Vecchia Romagna, Select, Rosso Antico, Coca Buton, Oro Pilla e Grappa Libarna. Bottiglie che sono state "spogliate" dalle etichette per esaltare le loro forme e silhouette e, allo stesso tempo, rendere omaggio alla storia di un’illustre tradizione italiana: quella del design applicato al mondo degli spirits. L’installazione è stata esposta presso il Bar Vittorio Emanuele, locale storico che si affaccia sulla piazza principale di Bologna, piazza Maggiore. Un luogo simbolico del capoluogo emiliano e anche per questo scelto come spazio espositivo privilegiato. D'altronde il legame tra il gruppo e la sua città d'origine è da sempre strategico come conferma a Bargiornale Gianluca Monaco, Marketing and New Businesses Director di Gruppo Montenegro:«La partecipazione ad Art City rappresenta una conferma del forte legame che Gruppo Montenegro ha con la propria città di origine: Bologna. Nel corso degli anni abbiamo sostenuto e promosso, sul territorio, diverse iniziative artistiche, culturali e sportive portatrici di valori in linea con quelli della nostra azienda». Una location, quella del Bar Vittorio Emanuele, legata anche al mondo della mixology: «Gruppo Montenegro investe da anni sul mondo della miscelazione e sul canale Superhoreca. Grazie alla capillarità della nostra rete commerciale siamo in grado di sviluppare, su un parco selezionato di punti di consumo, proposte di collaborazione tailor made, con l’obiettivo di realizzare progetti mirati di visibilità e di supporto alla drink strategy. A partire dall’estate saremo presenti su tutto il territorio nazionale con diverse attivazioni dedicate al nostro brand di punta al fine di promuovere il consumo miscelato. Infine, abbiamo appena lanciato la nuova edizione di The Vero Bartender. Si tratta della cocktail competition di Amaro Montenegro che da diversi anni coinvolge centinaia di bartender di tutta Italia e che, dopo la fase nazionale, vedrà protagonisti mixologist provenienti da quattro continenti».

Parlamisù, il podcast con focus sulla gelateria

gelato
gelato
Roberto Lobrano, esperto, gelatiere e voce degli ultimi episodi del podcast creato da Frascheri, fa il punto sulle criticità del settore

Sono tanti i confronti che, da settembre 2021, si sono creati su Parlamisù. Il podcast creato dall'azienda Frascheri, si rinnova per l'estate. Dopo aver dialogato sul mondo della pasticceria e dintorni, ora arrivano gli episodi dedicati alla gelateria. A condurli c'è Roberto Lobrano, esperto e formatore.

Cos'è Parlamisù

Parlamisù “gelato edition” nasce dall'esperienza di Lobrano, che porta con sé tutto il vissuto di chi, da figlio d’arte, ha approfondito e sperimentato tutto ciò che il settore può offrire. Lobrano ha anche realizzato una propria scuola di gelateria, rinomata in Italia e all’estero. Accanto a lui, al microfono, un altro illustre formatore: Marco Scasso. Alle spalle ha oltre 35 anni in laboratorio e nella vendita. Si è messo alla prova nelle più diverse forme di gelateria e da anni è uno dei tecnici ufficiali della Frascheri SpA. L’azienda di prodotti lattiero-caseari per i professionisti del gusto ha voluto creare questo podcast, declinandolo verso la cultura del gelato e della pasticceria, fornendo ai lavoratori del settore un supporto audio allo stesso tempo tecnico, ma leggero e di facile fruizione.

Roberto Lobrano
Roberto Lobrano

Roberto Lobrano: «Il problema del personale? Il nostro settore non lavora per attrarre i giovani»

Com'è nata l'idea di Parlamisù “gelato edition”?

Frascheri mi ha coinvolto, chiedendo di portare la mia conoscenza a un pubblico più vasto, con storie legate alle nostre attività e richiamando professionisti che possano essere di supporto. L'obiettivo è chiarire punti oscuri sia per un pubblico tecnico che generalista.

Un esempio?

Il tema gelato artigianale. Com'è fatto e come riconoscerlo aiuta anche il consumatore. Abbiamo anche lavorato per sfatare un mito. L'artigianalità non è necessariamente legata al non utilizzo di prodotti industriali. Ce ne sono di altissima qualità, nati per aiutare il gelatiere. È anche vero che a volte sostituisce completamente l'artigiano con dei prodotti pronti, in cui l'artigianalità va a perdersi

Quali temi ha deciso di affrontare?

Per ora abbiamo registrato due puntate e non sappiamo quante arriveremo a farne. Si tratta di un progetto istintivo, si cercano temi di interesse e li si porta in studio.

Quali sono i problemi più importanti che il settore che il settore della gelateria sta affrontando in questo momento?

Confrontandomi con i colleghi il tema più importante è la mancanza di manodopera, di lavoratori che possano entrare nel mondo della gelateria. Ora c'è il picco di lavoro, legato alla stagione estiva, ma sembra che manchi proprio la richiesta di lavoro. Sembra che non ci sia voglia di lavorare. Ma non è solo una questione di reddito di cittadinanza, che ha colpito una certa fascia di “non lavoratori”. Il nostro settore non ha mai lavorato davvero per attrarre i giovani, che lo vedono come un lavoro di passaggio. Invece, potrebbe offrire molte soddisfazioni e crescita.

Qual è la causa, secondo lei, di questa mancata attrattiva?

C'è una bassa professionalità in chi crea le gelaterie, troppo spesso non si fanno crescere i banconisti e non trasferiscono la passione per questo lavoro. A volte, è lo stesso gestore che non dà valore al proprio lavoro, non creando l'appeal necessario.

Quali potrebbero essere le soluzioni?

Prima di tutto, trasmettere la passione, così che le persone che entrano in contatto ne vengano attratte, creando team di lavoro. Ciò significa impegnarsi. Nella mia struttura il gelato è solo una delle voci e quindi c'è la possibilità di sviluppare molti tipi di professionalità. Questo aiuta a creare interesse, far crescere le persone che lavorano con me, creando rapporti di lunga durata. Il podcast è disponibile su tutte le piattaforme (Spotify, Google podcast, Amazon) e sul sito www.parlamisu.it

A Nathalie Wenko il titolo di Best bar artist of the year di Italicus

Art of Italicus Aperitivo Challenge 2021-22 - podio N.Rossi - N.Wenko - A.Michalcik
La giovane barlady austriaca è la vincitrice della finale mondiale di Art of Italicus, svoltasi nella Capitale nella giornata di apertura del Roma Bar Show. Premiato quest'anno anche il drink più sostenibile

È Nathalie Wenko la Best bar artist of the year. La 26enne austriaca, barlady del Die Parfuemerie Bar di Vienna, è la trionfatrice della finalissima dell’edizione 2021-22 di Art Of Italicus Aperitivo Challenge, il cocktail contest di Italicus, il Rosolio di bergamotto.

L’atto finale della competizione, che come da tradizione sfida i bartender a creare un originale cocktail da aperitivo a base di Italicus e ispirato a qualsiasi forma di espressione artistica, è andato in scena nella Capitale in occasione della giornata di apertura del Roma Bar Show (leggi Tutto pronto nella Capitale per il Roma Bar Show). A contendersi il titolo 12 bartender di tutto il mondo: i 10 vincitori delle sezioni nazionali del concorso, provenienti da Italia, Danimarca, Francia, Grecia Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, più i due concorrenti selezionati nella wild list, categoria quest’ultima alla quale apparteneva anche Wenko.

Finalisti che hanno presentato le loro creazioni alla giuria composta da Paloma Alos, managing director della Difford's Guide, dal mixologist Marc Álvarez, Barbara Digiglio, vicedirettrice di Elle, e Giuseppe Gallo, fondatore e amministratore delegato di Italicus.

Gli art-cocktail più creativi

Gara che la barlady austriaca si è aggiudicata con il suo Inferno, cocktail che ha creato ispirandosi al Sommo Poeta, Dante Alighieri, e che ha conquistato i giudici per il perfetto equilibrio degli ingredienti tra alcolicità, acidità e dolcezza, impreziosito da un’essenza di coriandolo e foglie di alloro (con una corona di alloro venivano simbolicamente incoronati i poeti) e per il concept che vi è alla sua base. La barlady ha infatti inserito il suo drink in una narrazione tra filosofia e letteratura, richiamando la Divina Commedia, ma atraverso l’opera di un altro artista: Il pensatore di Augustin Rodin, scultura in bronzo che raffigurerebbe Dante davanti alla porta dell'Inferno mentre medita sul suo grande poema. «L’arte ha sempre all’origine un pensiero – ha spiegato Wenko durante la sua prova - e un’opera artistica è il risultato dell’energia mentale che mettiamo in ogni campo. E proprio Rodin ci dice che “Un pensatore non è un sognatore, è un creatore”».

Sul secondo gradino del podio è salito il campione italiano, il bartender e street artist Nicolò Rossi, 32 anni in forza al cocktail bar Barrier nella sua città, con Eclisse, drink ispirato alla famosa lampada di Vico Magistretti, tra i designer più di spicco della “Milano da bere”. Nel bicchiere: liquore e soda con note di agrumi, spuma bianca ed estratto di mela verde e basilico, linee geometriche, luci ed eleganza. Una vera e propria opera di design in forma liquida che innova il modo di fare aperitivo.

Chiude il podio il norvegese Adrian Michalcik, 34 anni, bartender del Pier 42 Amerikalinjen di Oslo con The Smile as Aperitivo, un racconto tutto focalizzato sul concept del sorriso, del suo valore tra le persone e della sua rappresentazione nell’arte con il sorriso più famoso del mondo, quello enigmatico della Monnalisa.

Ma Art Of Italicus quest’anno ha voluto premiare anche la sostenibilità dietro il bancone, con il premio speciale Ewg (environmental, waste, governance) per il drink più green. Premio andato alla campionessa di Svezia, Josephine Sondlo, balday del Nori Bar di Stoccolma. Il suo Michi Cocktail ha espresso in pieno il concetto di sostenibilità, grazie all’utilizzo di ingredienti di recupero, come i ramoscelli di bergamotto per l’infusione e le foglie essiccate dell’alga wakame.

Con la vittoria di questa quarta edizione di Art of Italicus, Wenko, insieme al titolo si aggiudica un’esperienza gastronomica e di mixology unica al Sips Bar di Barcellona con Marc Alvarez, attraverso un programma di mentorship dedicato.

 

 

 

Sciroppi, pre-mix, puree di frutta: DOuMIX? rende più facile la vita del barman

Andrea Bressan, brand manager di DouMIX?, racconta caratteristiche e vantaggi delle nuove linee lanciate dal brand di Mec3 per semplificare il lavoro dei bartender.

DouMIX? è il nuovo brand lanciato da Mec3 per offrire a chi lavora dietro il bancone una serie di prodotti di servizio pensate per velocizzare i tempi di preparazione e di servizio. Da Syrup a Squeeze, a Fruit Elixir una gamma completa e profonda sia per il canale serale che per i bar diurni

Caffèlab, miscele personalizzate e sostegno alle donne

Chemex, Caffèlab
Il laboratorio online del caffè propone oltre 50 referenze tra singole origini e miscele sempre disponibili, anche certificate Women in Coffee Project, e una linea completa di accessori

Il caffè di qualità è l’obiettivo e la passione comune della squadra che opera nel laboratorio online Caffèlab: la sua proposta di caffè comprende oltre 50 referenze tra singole origini e miscele, tra cui numerose certificate Women in Coffee Project, nonché una linea completa di accessori per il professionista e l’appassionato. Per chi desidera un prodotto su misura per i gusti propri o della propria clientela, la sezione Caffè personalizzato ospita un configuratore di caffè, ovvero un programma con cui qualsiasi visitatore può realizzare una o più miscele personalizzate, regolando gusto e flavour, e diventando chef della propria tazza.

Nato nel 2015, è una realtà giovane in cui Robert Brinck, italo/olandese tostatore & coffee expert consultant e Simone Celli, barista trainer di Espresso Academy & coffee expert consultant, si occupano della ricerca, selezione e tostatura di specialty coffee, che si presentano con nuove confezioni con il fondo bianco per i caffè di piantagione e nero per le miscele, sul quale spiccano i colori vivaci di rami con foglie verdi e drupe rosse; sul fronte l’etichetta riporta l’origine e note sintetiche sul caffè; il retro parla del progetto Caffèlab (che fa capo alla torrefazione Mokaflor di Firenze) e invita a visitare il sito e ricercare le informazioni sulla provenienza, la lavorazione e le caratteristiche del prodotto in tazza, attraverso un QR Code. 

Tra gli specialty di Caffèlab, cinque hanno un bollino rosa in etichetta: El Salvador Volcano, Colombia San Alberto, Rwanda Nova Cafe Des Mamas, Myanmar The Lady e Rwanda Nova Café Des Mamas. I bollini rosa sono importanti: sono i caffè coltivati da mani femminili e certificati Women in Coffee Project.

Un’importante iniziativa da poco arrivata anche nel nostro Paese che Caffèlab sostiene con convinzione è infatti la fondazione di IWCA (International Women’s Coffee Alliance) Italia, il chapter italiano dell’Associazione internazionale fondata nel 2003. «Il suo obiettivo - spiega Eleonora Bernini, export e marketing manager - è supportare l’empowerment, ovvero la conquista della consapevolezza di sé, delle proprie potenzialità e del proprio agire da parte delle donne lungo tutta la catena del caffè, con focus principale sui Paesi produttori. Vogliamo dare risalto e spazio alle piantagioni condotte da donne e ai loro caffè e sostenere i progetti al femminile da un punto di vista culturale, sociale, economico e lavorativo. Siamo fiere di essere tra i sette soci fondatori di una realtà che vuole contribuire alla divulgazione della conoscenza del caffè di qualità e aiutare le donne lungo tutta la sua filiera: anche in Italia la figura femminile è esclusa da alcuni ruoli e in generale non è considerata e valutata come meriterebbe. Da parte nostra offriremo alle iscritte i corsi di Espresso Academy a un prezzo scontato. Per ora la cosa più importante è fare crescere la base delle iscritte». 

Viene posta inoltre grande attenzione a caffè ai quali si accompagnano progetti di sostenibilità sociale e ambientale, come la permacoltura, un processo integrato che mira a ripristinare l’equilibrio dei sistemi alla base della vita, dando come risultato un ambiente sostenibile ed equilibrato. «Il nostro Perù coltivato nella regione di Oxapampa è coltivato senza l’utilizzo di erbicidi né pesticidi - afferma Bianca Bernini, project e marketing manager di Caffèlab. Cerchiamo anche progetti di agricoltura sperimentale e nuove lavorazioni, come fermentazioni anaerobiche e doppie fermentazioni. Questa ricerca continua ci distingue e raccoglie attorno a noi un crescente consenso, sia in Italia sia all’estero, con importanti incrementi del fatturato».

Infine, una nota su un argomento tornato di grande interesse: il prezzo della tazzina e il riscontro negativo da parte dei consumatori. «Da parte nostra - riprende Bianca Bernini - abbiamo realizzato un sondaggio per sapere cosa i clienti - composti per lo più da 30-50enni open mind, viaggiatori e in cerca di qualcosa di nuovo - ricercano in un caffè specialty. I risultati vedono al primo posto le note aromatiche e al secondo la sostenibilità sia ambientale sia sociale.

L’ultima sfida di Moltivolti: Barconi, la gelateria sociale

Barconi Insegna
Barconi Insegna
L’impresa sociale e ristorante aprirà un punto vendita gestito da migranti nel cuore di Ballarò. Al timone, Antonio Cappadonia

Moltivolti, impresa sociale impegnata con i migranti, si prepara a una nuova sfida. Nel cuore di Ballarò, in Piazzetta Mediterraneo, apre Barconi, un bar e gelateria gestito da donne e uomini migranti. L'inaugurazione è prevista per l'11 giugno, a pochi passi dal ristorante che qualche mese fa è stato quasi distrutto da un incendio.

Antonio Cappadonia al timone di Barconi

Barconi è un bar-gelateria, realizzato grazie al sostegno della Fred Foundation con sede in Olanda e dalla Fondazione Svizzera Haiku Lugano, che si avvale del supporto tecnico di Antonio Cappadonia, uno dei più noti maestri gelatieri in Italia, vincitore di molti premi e riconoscimenti che ha recentemente sviluppato il suo format di gelaterie artigianali a Palermo. Il maestro gelatiere fornirà il prodotto finale nella prima fase del progetto, affidando la vendita e poi la creazione del gelato al personale di Barconi e ai ragazzi. Un giovane pasticcere palermitano si occuperà invece della parte di produzione di dolci, torte e piccoli lievitati pure presente nell'offerta gastronomica.

Una risposta all'impegno dei migranti

Barconi punta a diventare un ritrovo per turisti e avventori del mercato, che qui possono fare colazione o bere un caffè. In un luogo strappato all'incuria, nasce un obiettivo importante: integrare all'interno della comunità economica del mercato giovani palermitani insieme a donne e uomini migranti provenienti dall'Africa centrale e dal Maghreb. Tutti saranno coinvolti in un percorso di empowerment, formazione e apprendistato che li porterà gradualmente a gestire in autonomia la gelateria, dalla produzione alla vendita. La volontà è quella di offrire una risposta e un sostegno concreto a tanti giovani migranti, ricattati da norme e decreti sempre più stringenti, che guardano al contratto di lavoro come unico strumento per vivere in un paese diverso da quello di provenienza. Inoltre, è un modo per delineare modelli di impresa e sviluppo non solo sostenibili, ma che tengano anche in considerazione prospettive di lavoro più eque, più solidali e più giuste.

Ribaltare la negatività

Barconi lancia la sfida sin dal nome del punto vendita, che mira a dare un nuovo significato a una parola finora carica di negatività. «Sappiamo che la decisione di battezzare un bar-gelateria con il nome Barconi attirerà su di noi più di qualche critica – racconta Giovanni Zinna, socio fondatore di Moltivolti – La nostra intenzione è sempre quella di accendere una speranza, creare un’opportunità, promuovere nuove forme di comunità e di impresa, senza rinunciare all’ironia che ci contraddistingue. Questo nome vuole ribaltare la negatività e l’idea di disperazione legata, in questo caso, al mezzo in cui in condizioni disperate i nostri migranti provano ad attraversare il Mediterraneo. Vogliamo trasformarlo in un elemento di gioia e speranza, che si concretizza in un progetto di lavoro capace di offrire a nuovi cittadini percorsi di inclusione lavorativa. L’assonanza tra la parola Barconi e i coni gelato ha fatto il resto. Potrei aggiungere altre mille motivazioni ma la verità è che non ci piace prenderci troppo sul serio, abbiamo a che fare ogni giorno con situazioni drammatiche ma abbiamo imparato che il sorriso è l’unica arma per andare avanti».

Masterclass e tasting: gli appuntamenti firmati Gamondi al Roma Bar Show

Gamondi Roma Bar Show
Gli incontri con Mirko Meneghello e la presentazione del nuovo nato, l'Aperitivo Fiori di Sambuco, tra gli eventi clou dello storico marchio piemontese alla kermesse romana

C’è Gamondi tra i protagonisti di Roma Bar Show, la kermesse della bar industry in programma nella Capitale il 30 e 31 maggio (leggi Tutto pronto nella Capitale per il Roma Bar Show). Durante la due giorni il pubblico di professionisti potrà conoscere e degustare l’ultimo nato dello storico brand piemontese, l’Aperitivo Fiori di Sambuco Gamondi: un vino aromatizzato ai fiori di sambuco.

Un prodotto realizzato con i fiori che vengono raccolti freschi nel fondovalle tra le colline delle Langhe, nei pressi del sito di produzione, durante i mesi di aprile e maggio utilizzando semplicemente forbici e cestino. Un processo completamente manuale che consente di scegliere solo i fiori più profumati e rigogliosi, che vengono poi sapientemente infusi in alcol in modo da ottenere una base fresca e dal ricco bouquet aromatico. Ne nasce un prodotto di buon tenore alcolico (21% vol.) dal sapore fresco e delicato, con un bouquet che spazia dalle note floreali alla frutta fresca e agli agrumi. Ottimo all’ora dell’aperitivo, perfetto liscio, il nuovo prodotto è perfetto anche come base in miscelazione, ideale per la preparazione dello Spritz Bianco o dell’Hugo.

La gamma Gamondi: l'eccellenza di un mix tra tradizione e modernità

Allo stand del brand sarà poi sempre possibile testare l’intera gamma di prodotti del marchio, vera eccellenza della tradizione liquoristica piemontese recuperata da Casa Toso. Gamma che si compone di vere eccellenze, come il Vermouth di Torino Superiore Rosso Gamondi (alc 18% in vol), dal profumo aromatico, con note di china, coriandolo e arancia amara, e dal sapore intenso e persistente, con un piacevole retrogusto amaro, e il Vermouth di Torino Superiore Bianco Gamondi (alc 17% in vol), fine ed elegante al palato e dal bouquet carico di profumi, con note floreali di assenzio e sambuco che si aggiungono a quelle speziate di cardamomo, pepe e cannella e a quelle dolci della vaniglia, entrambi prodotti recuperando un’antica ricetta dell’erborista Carlo Gamondi, il fondatore del marchio.

A questi si aggiungono il Vermouth di Torino Rosso (alc 18% in vol) e quello Bianco (alc 16% in vol), preparati secondo l’antica formula della casa e che hanno nell’artemisia piemontese il loro elemento distintivo. E ancora, il Bitter Gamondi (alc 25% in vol), un aperitivo tradizionalmente amaro che si caratterizza per l’aroma forte e deciso, l’Aperitivo Gamondi (alc. 13,5% in vol), frutto di un elegante blend di vini bianchi e infusi di scorze di arance e piante aromatiche, che gli donano un gusto pieno, fresco e agrumato e un profumo dalle tipiche note dolci-amare delle scorze di arancia.

Completano la gamma l’Amaro Gamondi (alc 27% in vol), anche questo realizzato con un’originale ricetta del fondatore, che spicca per l’equilibrio di gusto dolce-amaro, che ne fanno un prodotto perfetto anche per la mixology, la Sambuca (alc. 40% in vol), grande classico della liquoristica italiana dal vivace profumo di anice stellato, e la Crème de Cassis (alc. 15% in vol), liquore cremoso ottenuto dall’infusione di frutti freschi di ribes nero e dal finale piacevolmente dolce ed equilibrato.

Prodotti autentici, genuini e freschi che rappresentano al meglio i valori Gamondi, perfetto mix tra modernità e storia, dove l’artigianalità e la selezione delle materie prime a chilometro zero valorizzano un processo produttivo unico e tradizionale.

Scoprila al Bar Show

Una gamma di eccellenze ricca e variegata che permettono al marchio di approcciare il mondo bar come fornitore one-solution: scegliere Gamondi significa infatti avere la possibilità di creare un ampio range di cocktail, la soluzione ideale per non limitare l’estro e il palato di chi sta da entrambe le parti del bancone, come ampiamente dimostrato con l’iniziativa Benvenuti in casa Gamondi (leggi Benvenuti al Bar Gamondi!).

Ad approfondire tutti questi aspetti durante la kermesse romana saranno le masterclass dal titolo Gamondi e il rituale dell'aperitivo di Mirko Meneghello, in programma il 30 e 31 maggio, entrambe alle ore 13 presso la sala Sweet Room Masterclass. Inoltre, allo stand del brand nelle due giornate sarà presente il flair bartender Giorgio Facchinetti.

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