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Pagamenti digitali e incentivi al personale: iPratico diventa più performante

iPratico
L'azienda che sviluppa soluzioni gestionali per l'horeca native Apple aumenta il livello di sicurezza del gestionale e lo arricchisce di nuove funzioni per rendere più veloci e semplici i pagamenti e più produttivi i dipendenti

Sicurezza, velocità, energia: sono i concetti su cui ha lavorato il team di Domenico Palmisani, amministratore delegato di iPratico, per rendere ancora più performante il proprio sistema gestionale per l'horeca nativo Apple.

«Abbiamo ulteriormente arricchito le funzionalità di iPratico - spiega Palmisani - lavorando su due temi attuali: i pagamenti digitali, oggi sempre più importanti, dal momento che hanno superato i contanti nel valore delle transazioni, e le soluzioni motivazionali per i dipendenti. Il tutto mantenendo le nostre caratteristiche distintive: interfacce user friendly ed estrema semplicità d'uso»

Pagamenti rapidi e sicuri

«Sul fronte dei pagamenti, abbiamo innanzitutto lavorato sul fronte della sicurezza delle transazioni - continua Palmisani - stringendo un accordo con Worldline, leader europeo nei servizi di pagamento garantiti dai più alti standard di sicurezza. Una partnership che ci ha permesso di mettere a punto EatUp, un'App con grande semplicità di utilizzo. Il cameriere può incassare il conto direttamente al tavolo inviando con il suo iPad al cliente lo scontrino digitale via mail, WhattsApp o sms. E il cliente ha la possibilità, scaricando l'App e inquadrando il Qr code posizionato sul tavolo, anche di fare l'ordine in autonomia».

Performance e obiettivi sotto controllo con FitBiz 

La seconda novità di iPratico si chiama FitBiz ed è ispirata all'App Salute di Apple. Il contesto, però, è professionale. L'idea è di aiutare gestore e dipendenti che vogliono raggiungere obiettivi di performance prefissati a tenere sotto controllo l'andamento: «Funziona attraverso notifiche personalizzate - spiega Palmisani -: si può per esempio avvisare il cameriere che ha superato lo scontrino medio della settimana precedente, o suggerire di proporre un buon vino o un dolce per aumentare la battuta. Per chi ha responsabilità di gestione, le notifiche possono riguardare il raggiungimento del break even del giorno o della settimana».

Svelato il nuovo franchising Passalacqua family

Passalacqua family concept store
Passalacqua family concept store
Un ambiente curato nei particolari, dove sono protagonisti tradizione e innovazione. Il caffè sospeso si offre con l’app “Appramm nù café”.

Azienda di famiglia giunta alla quarta generazione, la torrefazione S. Passalacqua apre i festeggiamenti per i suoi 75 anni di attività presentando il franchising Passalacqua family - coffee from Naples since 1948.

Il concept si rivolge agli operatori italiani e internazionali e permette di realizzare un ambiente accogliente e curato che porta il cliente all’interno di una casa nobiliare in cui protagonista è il culto del caffè partenopeo. Inoltre, osserva Paola Passalacqua, presidente, «lo abbiamo messo a punto con l’obiettivo di eliminare i problemi che si accompagnano all’apertura di una nuova attività e di facilitare il barista, soprattutto chi è alle prime armi. Forniamo tutto ciò di cui ha bisogno, dallo studio della location agli arredi, dal dimensionamento dei macchinari alla proposta di food & beverage. Ha un ruolo centrale la formazione che forniamo con un team di docenti altamente specializzati che guidano dalla corretta gestione del concept bar alla preparazione del caffè in più ricette, oltre ai diversi metodi di preparazione del food. Tutto questo grazie anche a partner di alto livello».

Il nuovo franchising è un sistema flessibile e modulare, in grado di adattarsi a qualsiasi ambiente. Lo possono accogliere locali dai 50 mq, dove lo spazio per i tavoli è ridotto e la consumazione avviene per lo più al banco, a 80-120 mq e più (non c’è limite alla grandezza), con ampi spazi per il servizio e le sedute.  Nella sua versione più completa lo compongono tre banchi dedicati rispettivamente alla somministrazione del caffè, alla pasticceria e alla vendita del caffè sfuso, a vini e liquori con particolare vocazione per l’aperitivo.

Già dalla vetrina e poi entrando vogliono colpire la bellezza e la cura dell’ambiente, in cui spicca il banco in marmo che riporta alla preziosità dei monumenti e dei palazzi napoletani, poggiato su una struttura in legno wengé, che richiama il colore del caffè e conferisce calore all’insieme. L’ottone contribuisce a impreziosire gli arredi, mentre tra i colori spiccano il rosso (i frutti della pianta di caffè) dei tessuti e il verde (le foglie e i chicchi) dei marmi e nuovamente dei tessuti.

Viene proposto un classico della prima catena della Torrefazione napoletana, i Bar Mexico: il banco coloniale, che assicura per l’asporto caffè sempre conservati al meglio grazie ai contenitori in vetro sotto azoto, con il sistema Azomico.

Passalacqua ha poi rielaborato il rito del caffè sospeso in chiave moderna con l’app “Apparamm nù café” che permette di offrire o ricevere un caffè “sospeso” ed anche di potere scoprire chi l’ha offerto, conoscerlo e incontrarlo davanti a una tazzina di caffè fumante della casa, che propone due miscele 100% arabica: Moana e Harem, premiati nella Guida dei caffè e delle torrefazioni d’Italia, che vengono presentate al cliente grazie a un piccolo vassoio per il servizio che accoglie la tazza, il bicchiere d’acqua, il cucchiaino, un piccolo dolce e la descrizione della miscela.

Facile da incorporare e spalmare: Elle & Vire Professionnel presenta Soft Style Cream Cheese

Cream Cheese
Cream Cheese
Il brand francese amplia la sua gamma di cream cheese professionali, presentando un prodotto dal gusto fresco di panna e dalla texture scioglievole

Elle & Vire Professionnel ha presentato Soft Style Cream Cheese, un "formaggio alla panna" che si ispira alla tradizione lattiero casearia francese. Il brand legato alle sue radici normanne ha pensato a un nuovo prodotto adattabile in cucina sia per le preparazioni salate che dolci. Il suo pratico packaging garantisce la possibilità di conservarlo e stoccarlo senza danneggiarne la qualità.

Soft Style Cream Cheese: caratteristiche e vantaggi

Il formaggio spalmabile Soft Style Cream Cheese fa parte della linea dei cream cheese Elle & Vire Professionnel. Preparato solo con latte francese, si presenta con note dolci e fresche, adatte a incontrare altri sapori. Presenta una texture cremosa e scioglievole al palato. Soft Style Cream Cheese è adatto al tartinaggio e alla farcitura di panini, sandwich, brioche e bagel. Si presta ad essere dressato direttamente o come base per altre creme. Funge da base per preparazioni cremose, pensate per biscotti, macaron, mignon, ma anche per la farcitura di quiche, da utilizzare direttamente o come base per appareil. Soft Style Cream Cheese si presta alla composizione di cheesecake dolci e salate, fredde o cotte; per salse a freddo e a caldo. Ideale anche per ricette gluten free. Il suo packaging permette di conservare il prodotto anche una volta aperto.

La gamma Cream Cheese Elle & Vire Professionnel

Il Soft Style Cream Cheese completa la gamma dei cream cheese Elle & Vire Professionnel, ognuno dei quali ha specifiche caratteristiche in termini di gusto, texture e struttura che conferisce al prodotto finito, contenuto di materia grassa e applicazioni consigliate. Original American Cream Cheese è il vero cream cheese americano. Realizzato con la ricetta tradizionale del 1935, ha un gusto caratteristico e leggermente acidulo, ideale per conferire una firma in termini di gusto. French Cream Cheese ha un gusto fresco e cremoso, che non prevarica gli altri ingredienti. Ideale per conferire struttura alle preparazioni, resiste bene alla cottura in forno.

Fonte Plose ripensa il break: arrivano succhi, nettari e l’Alpex Spritz

Fonte Plose
Fonte Plose
I succhi e nettari BioPlose sono prodotti 100% biologici, pensati la proposta di qualità per aperitivo e momenti di pausa a zero alcol.

Riscrivere la pausa analcolica: è l'obiettivo che Fonte Plose si è data con la sua nuova linea di prodotti. I succhi e nettari BioPlose sono perfetti per soddisfare una vasta gamma di gusti in ogni momento della giornata. Inoltre, pasticcerie e caffetterie possono includere nella loro offerta anche l'Alpex Spritz, novità che restituisce nel bicchiere tutto il gusto del classico cocktail Spritz, ma in versione zero alcol.

Una nuova esperienza bio e naturale

Fonte Plose, già nota per la sua Acqua Plose, è sempre più un riferimento per pasticcerie e caffetterie d’eccellenza grazie alla sua linea di prodotti 100% biologici. Sotto il brand BioPlose sono riuniti succhi e nettari di frutta premium, tè freddi e bibite frizzanti, prodotti a matrice naturale e caratterizzati da un alto contenuto di frutta. I succhi sono disponibili nei seguenti gusti: melagrana, mirtillo, mela, pera, pesca, albicocca, arancia-carota, pompelmo, orange, ananas e succo di pomodoro.Le bevande sono 100% biologiche, senza conservanti né coloranti né Ogm. Non contengono zuccheri aggiunti, ma solo quelli contenuti nella frutta stessa.

succhi Bioplose
I succhi Bioplose
Le aziende che forniscono la materia prima per i succhi e le bevande sono selezionate anche sulla base delle pratiche di lavoro eseguite. Si tratta di imprese che operano nel rispetto dell’ambiente e dei cicli della natura, per garantire gli standard qualitativi che caratterizzano tutta la produzione Fonte Plose. Ogni materia prima è studiata con attenzione dai tecnici e utilizzata in modo tale da mantenere quanto più inalterato possibile il gusto e le proprietà nutritive di ciascun frutto. L'ultimo anello della catena di garanzia per i clienti è il marchio Plose.

I soft drink BioPlose

Inoltre, sono disponibili anche le bibite biologiche a marchio BioPlose, che Fonte Plose dedica agli amanti del benessere e dei gusti frizzanti: 11 referenze biologiche di prima qualità, con tanta frutta e ingredienti naturali. Presentate in bottiglia di vetro, non contengono né coloranti né conservanti artificiali. Questa linea di prodotti è pensata per gli amanti dei soft drink effervescenti, rivisitati in chiave bio.

Soft drink
La gamma dei soft drink BioPlose

Aperitivo zero alcol con Alpex Spritz

L'ultimo nato nel campo zero alcol è Alpex Spritz di Fonte Plose. Pensato per il momento dell'aperitivo, diffuso sempre di più anche nelle caffetterie e pasticcerie, questa bevanda si serve fredda, con ghiaccio e una fetta d'arancia, per garantire al cliente il gusto del classico cocktail Spritz, ma in versione analcolica. Si presta bene a bevute lisce e miscelate, rappresentando la giusta soluzione per tutti i palati e per tutte le pause della giornata. In primavera la linea di aperitivi Alpex si amplierà con altre due referenze ready 2 drink, da proporre in alternativa ai classici cocktail, in linea con le tendenze di consumo low alcol che si stanno rilevando sul mercato.

Un nuovo look e una campagna globale per festeggiare 10 anni da Oscar.697

Oscar.697
Le nuove bottiglie di Oscar.697 Rosso e Oscar.697 Bianco
Il nuovo pack sostenibile per i vermouth Oscar.697 Rosso e Bianco e una campagna globale, che ha tra i pezzi forti il Pop(up)Bar697 con le stelle del bartending internazionale, sono solo alcune delle iniziative del brand creato da Stefano Di Dio per celebrare il suo decimo anniversario

Il restyling del pack in chiave green, accompagnato da un video di lancio, e la prima grande campagna di cross marketing globale. Ce n’è abbastanza, e siamo solo all’inizio, come lascia intendere l’accattivante video teaser lanciato sui canali social, per celebrare come si deve i primi 10 anni di attività. A festeggiarli è Oscar.697, l’azienda produttrice di vermouth creata nel 2013 da Stefano Di Dio, che nello stesso anno presentava la sua prima specialità, Oscar.697 Rosso, con la consegna della prima cassa, il 5 luglio, al Radetzky di Milano. Seguita, qualche mese dopo, per l’esattezza a ottobre, da Oscar.697 Bianco e nel 2014 dall’Extra Dry. Prodotti di eccellenza, che hanno subito conquistato e intrigato il palato di bartender e consumatori di tutto il mondo, grazie alla loro capacità di interpretare con uno sguardo nuovo un pezzo del patrimonio italiano, quello del Vermouth storico di Torino al quale appartengono, e che ne fa un’alta espressione del made in Italy contemporaneo.

Un vestito nuovo per il Rosso e il Bianco

E il primo regalo per i due festeggiati, Oscar.697 Rosso e Bianco, è un bel vestito nuovo, che per quanto riguarda l’Italia il primo indosserà dal primo febbraio e il secondo da aprile, mentre per gli altri mercati il lancio sarà a giugno. Il nuovo look del pack va a rimarcare ancora di più lo spirito fuori dagli schemi dei prodotti e del brand ed è frutto di un importante restyling tecnologico che ha puntato ad abbinare estetica accattivante e sostenibilità, a testimonianza dell’impegno dell’azienda per la salvaguardia del Pianeta. Ecco il video che lo presenta

La nuova bottiglia, da 75 cl, è infatti interamente realizzata in vetro riciclato e pesa soli 450 g, limitando così l’impatto ambientale sia durante la fase di produzione sia la movimentazione del prodotto finito.

La bottiglia del Rosso è in vetro scuro e quella del Bianco in vetro quercia, colorazioni anche queste ottenute in modo amico dell’ambiente. La tecnica utilizzata è la Cmcv (Cambio molecolare del colore del vetro), un metodo brevettato alternativo all’acidatura e alla sabbiatura di solito usate, che permette di evitare l’impiego di acidi, inchiostri, lacche, vernici e solventi. Con questa tecnica viene infatti utilizzata solo polvere di vetro colorata, naturale e riciclabile, composta minerali come il silicio e altri elementi, che nei forni ad alta temperatura si fondono vetro colorandolo.

Inoltre, le polveri di scarto utilizzate vengono recuperate e il 35% di queste utilizzato per la lavorazione delle bottiglie e il 25% destinato ad altri settori per la produzione di graniglie. Ma non solo, perché il 55% della polvere di vetro usata per i pack è composta da materiale recuperato e la parte restante da polvere nuova, necessaria per dare al vetro il colore scuro ma senza coprire la visibilità del prezioso contenuto. Una soluzione brevettata, che rende la bottiglia 100% sostenibile e più resistente.

Sostenibile e brevettato è anche il processo di decorazione in serigrafia che sostituisce l’etichetta. Eseguito anche questo con polvere di vetro, in forni di cottura collegati a un impianto che abbatte le emissioni e con vernici a base di acqua, rende la serigrafia parte integrante del vetro stesso rendendola inscalfibile.

Chiude la nuova bottiglia un tappo in alluminio, ovviamente riciclato, mentre la carta per gli adesivi sui tappi e le scatole di cartone è certificata Fsc.

Le stelle del bartending internazionale al Pop(up)Bar697

Altro pezzo forte dei festeggiamenti la campagna di cross marketing globale. Tra le iniziative clou del menu il Pop(up)Bar697 che sarà inaugurato il prossimo 6 settembre, data non scelta a caso, ma che rimanda al numero 697 del brand (il giorno 6, il mese 9 e 7 che viene dalla somma dei numeri che compongono l’anno 2023) in una location ancora segreta nel cuore di Milano, città del brand, dietro il cui bancone dieci 10 leggende del bartending internazionale provenienti da altrettanti Paesi proporranno le loro creazioni. Il Pop(up)Bar697 durerà 6 giorni, 9 ore e 7 minuti, con serate a tema intriganti ed esclusive e sarà aperto 6 ore, 9 minuti e 7 secondi a partire dalle ore 6.09.07 del pomeriggio.

Ma non finisce qui: il programma di festeggiamenti proseguirà per tutto l’anno con tutta una serie di iniziative, al momento top secret.

A febbraio a Pordenone debutta Horeca Next

Horeca Next
Credit foto: Shutterstock
È alla Fiera di Pordenone dal 13 al 15 febbraio l'appuntamento con la nuova fiera dedicata alle ultime tendenze nel settore del fuoricasa e dell’hôtellerie. Con un'offerta espositiva completa e un ricco programma di incontri e approfondimenti

C’è una novità nel panorama delle fiere italiane dedicate al settore degli alberghi, ristoranti, bar. Si tratta di Horeca Next, Biennale delle tecnologie e forniture per l’ospitalità in programma il 13, 14 e 15 febbraio alla Fiera di Pordenone. Il titolo sintetizza l'anima di questa manifestazione specializzata che offre grande visibilità a innovazione, tendenze e nuove opportunità di business.

Più di 150 espositori provenienti da tutta Italia presentano le loro migliori offerte per la filiera horeca in circa 10.000 mq nei padiglioni 7, 8 e 9 della Fiera di Pordenone.

Verticalità e completezza dell’offerta espositiva, allestimenti e percorsi di visita finalizzati a creare un clima adatto agli incontri e allo sviluppo di trattative commerciali, un quartiere fieristico moderno e perfettamente collegato alla viabilità autostradale rendono la visita ad Horeca Next veloce, efficace, produttiva per confrontare l’offerta di tanti potenziali nuovi fornitori o partner.

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Un'offerta espositiva completa

Attrezzature, tecnologie e impianti professionali, arredamento, food and beverage, servizi web, app, consulenze professionali sono alcuni dei settori espositivi ai quali appartengono le aziende presenti in fiera che spaziano dai brand più noti fino alle piccole aziende ad alto tasso di innovazione e ai produttori agricoli di qualità. Proprio per dare visibilità a queste categorie Horeca ha creato uno spazio espositivo dedicato alle start-up del settore mentre 24 piccoli produttori locali che rivolgono la loro offerta alla ristorazione professionale si presentano nell’area Io Sono Friuli Venezia Giulia, marchio che testimonia la sostenibilità delle imprese e l’origine delle produzioni agroalimentari.

Tre giornate ricche di incontri e approfondimenti attendono gli operatori in visita a Horeca Next per conoscere le ultime novità e le tendenze del mercato: comunicazione, controllo di gestione, ristrutturazioni dei locali, sostenibilità, andamento del settore sono alcuni dei temi declinati per il settore horeca da professionisti e consulenti.

L'ingresso è gratuito, con registrazione e riservato esclusivamente agli operatori del settore horeca.

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Gabriele Sarritzu è il vincitore di Less is More

Less is More premiati
Gabriele Sarritzu (2° da destra) vincitore di Less is More, con gli altri finalisti ed Eugenio Muraro, fondatore di MeMento (3° da sinistra).
Quattro i bartender che si sono dati battaglia nella finale, svoltasi all'Octavius Bar di Milano, della cocktail competition firmata MeMento, tra le prime livello internazionale interamente alcol free

È Gabriele Sarritzu il trionfatore di Less is More, tra le prime cocktail competition internazionali alcol free. L’atto finale del contest organizzato da MeMento, il marchio italiano di distillati zero alcol creato da Eugenio Muraro, è andata in scena all’Octavius Bar di Milano.

A darsi battaglia, con le loro ricette a base delle referenze MeMento, i quattro bartender che avevano superato le due fasi di selezione: la prima, effettuata dalla giuria tecnica, che ha ridotto il numero dei concorrenti dagli 80 iniziali a 8, e la seconda, attraverso una votazione online aperta al pubblico, che ha decretato i finalisti: oltre al vincitore, Davide Sottile, Kshan Cresta e Noemi Desiree Amato.

Sarritzu si è aggiudicato la vittoria al termine di una bella sfida tutta all’insegna del binomio zero alcol e tanta qualità, come nello spirito di Less is More, nata per stuzzicare la creatività e l’abilità dei bartender mettendone alla prova la capacità di ideare un’originale ricetta di drink analcolico che per ricchezza e complessità aromatica e di sapori nulla abbia da invidiare ai tradizionali cocktail alcolici.

Zero alcol tanta qualità

A dimostrarlo le ricette create dai finalisti e presentate, nella prima prova della finale, alla giuria composta da Luca Angeli del Four Season Milano, Andrea Onesti di OnestiGroup, azienda che distribuisce in esclusiva i prodotti MeMento, Stefano Nincevich di Bargiornale e Andrea Montagnana, brand mixologist specialist di MeMento.

Sarritzu ha presentato il suo Christmas Daiquiri, dove ha miscelato MeMento Blue, con sciroppo di cannella, succo fresco di lime, succo fresco di arancia, zafferano in polvere. Sottile in L’oro in bocca!, ha utilizzato una base di MeMento Green, unendola a un cordiale di mele e zenzero homemade e miele di castagno. Cresta ha scelto MeMento Blue miscelandolo con Luigina’s Cordial homemade e concentrato di carota per dare vita a Granny's Kitchen. Mentre Noemi Desiree Amato per il suo Nel Blue dipinto di Blue ha utilizzato sempre MeMento Blue, unito a estratto di finocchio succo fresco di bergamotto ed essenza di menta, completando con un top di tonica mediterranea.

La giuria ha assegnato i punteggi più alti alle creazioni di Sarritzu e Cresta, che quindi hanno avuto accesso alla prova successiva, che valeva il titolo, la Mistery Box: i due finalisti hanno dovuto creare al momento un inedito drink analcolico con gli ingredienti nascosti nella box. A spuntarla è stato Sarritzu che si è aggiudicato la vittoria e il premio: un volo per Berlino come membro del team MeMento al Berlin Bar Convent 2023, dove presenterà il suo Christmas Daiquiri.

Le ricette di Less is More

Christmas Daiquiri di Gabriele Sarritzu

Christmas Daiquiri di Gabriele Sarritzu 1 Less is More
Ingredienti:
5 cl MeMento Blue, 2 cl sciroppo di cannella, 1,5 cl succo fresco di lime, 2 cl succo fresco di arancia, 1 TBS zafferano in polvere
Preparazione:
shake & strain
Bicchiere:
Nick & Nora

Granny’s Kitchen di Kshan Cresta

Granny’s Kitchen di Kshan Cresta
Ingredienti:
5 cl MeMento Blue, 6 cl Luigina's Cordial homemade, 0,5 cl concentrato di carota
Preparazione:
throwing
Decorazione:
bestolino di bamboo con pomodorino confit
Bicchiere:
tumbler basso

L’oro in bocca! di Davide Sottile

L’oro in bocca! di Davide Sottile
Ingredienti:
6 cl MeMento Green, 5 cl cordial homemade di mele Granny Smith e zenzero, 1 barspoon miele di castagno
Preparazione:
shake & strain
Decorazione:
una striscia di tonalità blu all’esterno del bicchiere fatta con colorante alimentare
Side:
chips di mele con marmellata di mele e zenzero
Bicchiere:
coppetta

Nel Blue dipinto di Blue di Noemi Desiree Amato

Nel Blue dipinto di Blue di Noemi Desiree Amato
Ingredienti:
5 cl MeMento Blue, 3 cl estratto di finocchio, 2 cl succo fresco di bergamotto, 5 drops essenza di menta, top Tonica Mediterranea
Preparazione:
shake & strain
Decorazione:
fetta di pompelmo essiccato, menta, salvia
Bicchiere:
tumbler alto

Engaging Talks, appuntamenti al Campus Simonelli Group

Campus Simonelli Group
L’Azienda di Belforte del Chienti (MC) ha inaugurato uno spazio multidisciplinare che vuole essere stimolo alla crescita del territorio e della sua comunità

È stato inaugurato il Campus Simonelli Group, uno spazio multidisciplinare di mille metri quadri dedicato alla ricerca, alla formazione, all’innovazione, alla cultura di impresa, che si propone come stimolo alla crescita del territorio e della sua comunità. L’ambiente è suddiviso in quattro aree, dedicate all’innovazione, alla formazione, al networking e alla ricerca.

L’evento inaugurale dal titolo La Buona Impresa. Idee e progetti, comunità e ambiente, ricerca e tecnica, ha visto la partecipazione di oltre 80 invitati ed è stato il primo di una serie di incontri che fanno capo al format Engaging Talks, che propone di volta in volta contributi di personalità di spicco in diversi ambiti culturali e settori di business: eventi aperti al territorio.

Per il 3 febbraio è in programma un intervento dal titolo Il nuovo ruolo dell’azienda nel territiorio: come costruire un’impresa di successo, sostenibile, innovativa, a cura di Marina Salamon, imprenditrice seriale e filantropa.

Il Campus rappresenta per il Gruppo di Belforte del Chienti (MC), un ulteriore passo verso una maggiore presenza nel territorio, all’interno del quale rafforzare non solo la propria identità industriale, ma anche quella innovativa, sociale e sostenibile. Un’apertura basata sulla convinzione che per creare valore e rafforzare la propria competitività sui mercati non è più sufficiente basarsi esclusivamente sulle idee e le risorse interne, ma è necessario ricorrere a strumenti e competenze che provengano da più fonti esterne in sinergia tra loro.

L’Azienda non dimentica la sua prima vocazione: all’interno della struttura sono presenti aule attrezzate per lo svolgimento di corsi di specializzazione specifici sul caffè (sistemi di infusione, latte, acqua), ma anche corsi di formazione manageriale tradizionali e digitali (webinar, podcast, e-learning) e un’ampia area laboratorio dedicata alla ricerca scientifica applicata al caffè. Quest’ultima costituisce il cuore del progetto Rich (Research and Innovation Coffee Hub), il centro di ricerca creato nel 2016 in collaborazione con l’Università di Camerino per realizzare studi scientifici sul caffè e le sue proprietà chimico-fisiche.

È presente anche un’area esperienziale, dedicata agli incontri e al networking, aperta ad aziende, istituzioni e scuole, in cui il fare impresa e il fare cultura possano trovare una sintesi in continua elaborazione.

cameo Professional: da “semplici preparati” a “effetto WOW”!

Mousse al cioccolato cameo Professional
Dolci al Cucchiaio, Creme e Farciture, Mousse e Semifreddi. Ricco assortimento di miscele predosate, validi alleati in cucina per creare con rapidità e semplicità una carta dei dolci irresistibile, senza limitare la fantasia dello chef.

Ma non solo… abbiamo “alzato l’asticella”, qualificando maggiormente la nostra attuale proposta per offrire alla pasticceria da ristorazione prodotti convenience” di qualità superiore sotto ogni punto di vista, primo su tutti il gusto!

Migliorato le ricette, i contenuti tecnici, l’aspetto e la fruibilità del packaging rendendolo ancor più professionale e intuitivo, offrendo formazione e ispirazione attraverso bellissime e moderne immagini.

Tutto questo grazie all’impegno continuo della nostra ricerca e sviluppo, sempre pronta al confronto per migliorarsi, ma soprattutto grazie alla collaborazione di due partners d’eccezione: chef Liubica Komlenic e Cast Alimenti.

Abbiamo lavorato a più mani per realizzare una gamma unica e nuova, che rivoluzionasse l’attuale concetto dei “preparati”, alzando l’asticella appunto.

Il risultato?

  • proposte e soluzioni trendy e innovative
  • dessert freeze stable, ovvero resistenti alla congelazione
  • minori sprechi in cucina e food-cost sempre sotto controllo
  • resa sicura
  • garanzia di qualità cameo Professional

10 dessert attuali, molto richiesti e facili da preparare, perfetti per dare sempre il massimo in ogni occasione.

Lasciati ispirare dall’emozione!

Partita la nuova edizione della Sabatini Cocktail Competition

Sabatini Cocktail Competition 2023
I finalisti dell'edizione 2022 della Sabatini Competition
C'è tempo fino al 15 febbraio per partecipare al contest firmato Sabatini che quest'anno sfida i bartender a creare un drink alcolico e uno no alcol ispirato al tema della condivisione

Sabatini Gin cerca il suo International tour ambassador 2023. E lo fa, come di consueto, chiamando i bartender attivi nella Penisola a sfidarsi un una gara di alta miscelazione: la Sabatini Cocktail Competition. Per questa sua quinta edizione il cocktail contest è incentrato sul tema The new wave of sharing: la sfida posta ai concorrenti è infatti di creare due cocktail originali, uno alcolico e uno analcolico, a base dei suoi distillati ispirati al tema della condivisione.

Creazioni originali, preparate rispettivamente con Sabatini Gin (leggi Ghilardi Selezioni è il nuovo distributore di Sabatini Gin) e con Sabatini Gino° (leggi Sabatini Gino°, lo spirit no alcol dal carattere toscano) attraverso le quali il barteder esprima il suo concetto di condivisione e mostri come un cocktail possa diventare un veicolo per condividere storie identità e progetti.

Le regole della Sabatini Competition

Per partecipare occorre iscriversi entro il 15 febbraio sul sito della Sabatini Competition, compilando l’apposito form con i propri dati, caricando le due ricette ispirate al tema della gara (complete di ingredienti, loro quantità, tecnica preparazione) e le foto dei drink, ognuno dei quali con la bottiglia del distillato Sabatini utilizzato. Entrambe devono contenere essere composte da un massimo di 4 ingredienti, tra i quali obbligatoriamente almeno 40 ml di Sabatini Gin per quella alcolica e 30 ml di Sabatini Gino° per quella analcolica. Sono ammesse le preparazioni homemade (ma descrivendo in ricetta ingredienti e modalità di preparazione), ma attenzioni all’utilizzo di eventuali crusta o altri elementi che entrino a contatto con il cocktail, in quanto saranno considerati ingredienti.

Le fasi della gara

Le proposte saranno valutate da una giuria di selezione e gli autori delle 24 migliori accederanno alla semifinale che si svolgerà in due tappe: il 13 marzo a Torino per i concorrenti dell’area Nord e il 20 marzo a Roma per quelli del Centro Sud. Qui i concorrenti presenteranno i loro due drink alla giuria che per ogni tappa decreterà quattro finalisti.

Gli 8 finalisti si contenderanno il titolo di International tour ambassador nella suggestiva Villa Ugo di Cortona (Arezzo), culla del brand e della dinastia dei suoi creatori, in una due giorni di sfide, in programma l’8 e il 9 maggio prossimi. Sfide delle quali conosceranno il tema sono una volta varcata la soglia della Villa, e che potranno comprendere anche prove di conoscenza del brand, dei prodotti e della capacità di elaborare gli ingredienti, oltre che di verifica della conoscenza della lingua inglese.

Il vincitore della Sabatini Cocktail Competition si aggiudicherà un viaggio di un viaggio di 5 giorni in uno dei mercati strategici per l’azienda, la cui destinazione che verrà svelata durante la finale, ed esperienze e guest shift nei migliori cocktail bar della scena mondiale come Official tour ambassador 2023.

La nuova piattaforma Total Tiki di Jeff “Beachbum” Berry

Total Tiki di Jeff Berry
Da Total Tiki. Coco Palms Hotel grounds, c. 1962. Courtesy of Jeff “Beachbum” Berry
La grande banca dati di ricette Tiki creata dal Beachbum è ora anche online. Un forziere che contiene un vero patrimonio per gli appassionati

Total Tiki è un forziere zeppo di monete d’oro per tutti gli appassionati di cocktail e cultura Tiki. Contiene, per dirla in spiccioli, 300 ricette esotiche ideate dai pionieri Don the Beachcomber e Trader Vic; una selezione di preparazioni meno famose, ma straordinarie, degli anni ‘40-’70; nonché pozioni contemporanee da leccarsi i baffi. Un patrimonio in Technicolor a cui vengono aggiunte a ritmo mensile, nuove ricette vintage e moderne. Il custode di questo forziere è Jeff Berry, conosciuto anche come Beachbum, famoso storico dei cocktail e scrittore che ha dedicato la sua carriera alla ricerca e alla riscoperta dei cocktail perduti della cultura Tiki. Ha scritto diversi libri sull'argomento, tra cui Beachbum Berry's Grog Log, Beachbum Berry's Intoxica! Beachbum Berry Remixed e Potions of the Caribbean di cui esiste anche una bella versione italiana. Beachbum è anche il proprietario del Latitude 29 a New Orleans, un bijoux in stile esotico, arredato con gusto, dove puoi trovare l’eccellente rum di Berry (Hamilton Beachbum Berry’s Navy Grog Blend), oltre a un senso dell’ospitalità davvero fuori dal comune. Se oggi l’universo variopinto dei cocktail Tiki è diventato un argomento mainstream lo dobbiamo alla dedizione di Berry che, nella sua attività di ricerca, ha riportato alla luce non solo le ricette, ma tutta l’allegra complessità di un fenomeno fatto di locali con atmosfera tropicale e dall’estetica retrò, con decorazioni ispirate a templi esotici, sculture di Tiki (divinità polinesiane), immagini di spiagge esotiche e musica lounge, o appunto exotica, di sottofondo. È per questo che diamo il benvenuto all’arrivo del suo nuovo progetto di divulgazione chiamato Total Tiki. Questa piattaforma per professionisti e cultori del genere non è una novità perché Total Tiki è attivo dal 2014. Quello che cambia oggi è la nuova e sicuramente più interessante modalità di fruizione.

Ma riavvolgiamo il nastro. L'applicazione per iPhone Beachbum Berry's Total Tiki è un fenomeno di ricette per cocktail dal 2014. Attualmente è al sesto posto tra le 100 migliori app a pagamento per cibo e bevande nell'App Store di Apple, con oltre 100 recensioni a cinque stelle. Ne hanno scritto in tanti e bene. Dal Wall Street Journal ad Imbibe, da Chilled allo stesso Bargionale. Perché il progetto è davvero ben congegnato. Tanto che la rivista MacWorld l’ha definita "bellissima perché basata su una ricerca instancabile e meticolosa”. Per otto anni l’unico problema è stato che chi non gravitava intorno ad Apple era escluso automaticamente dai giochi e dalla ricerca. Per lo sviluppatore di Total Tiki, Martin Doudoroff, una versione Android era un progetto impraticabile. Doudoroff, per chi non lo sapesse, è il deus ex machina della società MixologyTech. Un tecnico-visionario che ha creato app, di concerto con celebri bar (PDT Cocktails) e personaggi del calibro di David Wondrich. Il tutto con l'obiettivo di perfezionare la portata di ciò che un'app per cocktail può offrire. «Creare una versione dell’app Total Tiki per Android avrebbe richiesto l'assunzione di uno sviluppatore esterno senza alcuna garanzia di rientrare dai costi, ma soprattutto con poche garanzie che la qualità potesse essere mantenuta. Così ho creato una piattaforma sul Web in grado di superare i limiti imposti del formato app». Un luogo digitale da visitare come un museo che include tutte gli oggetti rari collezionati da Beachbum nel corso di tutta la sua vita. L’esploratore ha a disposizione una videoteca, tracce audio e molto altro. Dice Berry: «Ma più di tutto, sono stupito dalla versatilità del sito. È un sistema di gestione delle ricette all'avanguardia e un inventario degli ingredienti, ma è anche un museo digitale in costante aggiornamento con nuove immagini e informazioni su luoghi e persone del passato e del presente». Il meccanismo di ricerca dei drink è intuitivo e racchiude diverse informazioni: grado alcolico, dolcezza e acidità, profilo dei sapori, nomi delle ricette e nomi degli autori. «In pratica sia su desktop sia smartphone Total Tiki fa tutto. Tranne mescolare il tuo drink». Così conclude Jeff Berry.

L’evoluzione del fuori casa in quattro parole chiave

evoluzione fuori casa
Courtesy Peggy&Marco Lachmann-Anke da Pixabay
The Npd Group ha individuato i mega trend che ridefiniranno i confini del fuori casa in Europa. Un mercato che nel 2023 tornerà ai fatturati pre-Covid., ma con un numero di visite inferiore

Consumi a casa, digitalizzazione, voglia di socialità, ricerca di un maggior benessere: sono i quattro elementi chiave che guideranno l'evoluzione dei consumi fuori casa in Europa: a raccontarli è stato Jochen Pinsker, senior vice president e Industry Advisor di The Npd Group Europe in occasione di Sigep a Rimini.

Tra ripresa e incertezza

Analizzando i cinque maggiori mercati europei (Germania,Gran Bretagna, Francia, Italia e Spagna), il 2023 mostra situazioni molto diverse: l'Italia è l'unico mercato dove la spesa ha superato i livelli pre Covid (+2% il trend dei primi undici mesi dell'anno), con la Spagna subito sotto, avendo uguagliato il fatturato 2019. Ben diversa la situazione in Francia (-12%) e Germania (-9%), mentre la Gran Bretagna chiude con un -4%.

Il motivo è principalmente legato alla mancata ripresa di due segmenti chiave del fuori casa: il leisure (-14%) e soprattutto i consumi legati a motivi di lavoro (-20%). «Il calo del business travel e lo svliuppo dello smart working, da un lato - spiega Pinsker -, e la crescita degli investimenti nella casa e dello shopping on line dall'altro hanno spostato parte dei consumi dal fuori casa alla casa».

Una serie di elementi incontrollabili pongono serie incognite sul futuro: la guerra in Ucraina, il Covid, l'incertezza sulle prospettive economiche e l'inflazione come fattori macro, le difficoltà di approvvigionamento e la carenza di personale nei locali come fattori micro rendono il quadro confuso e incerto. «Il risultato - spiega Pinsker - è che la preoccupazione sulla propria situazione finanziaria, da parte dei clienti, è alta: il 46% pensa che peggiorerà, contro un 17% che prospetta un miglioramento».

A questo si assomma un livello di fiducia dei consumatori mai così basso nemmeno durante il lock down e la diffusa percezione (oltre 7 su dieci) di un aumento dei prezzi superiore a quanto ipotizzato. Senza dimenticare che il Covid è ancora un elemento che condiziona le scelte delle persone: nella rilevazione dello scorso settembre, il 36% giudicava i ristoranti un posto dove era pericoloso andare per il rischio di contrarre il famigerato virus.

Nonostante tutti questi nuvoloni neri all'orizzonte, le prospettive del mercato secondo Pisnker sono tutt'altro che catastrofiche. «Le uscite al bar e al ristorante sono le prime voci che le persone dichiarano di dover tagliare - spiega -. Ma, come è già avvenuto in passato, per esempio durante l'ultima grande recessione nel 2008, probabilmente a un enunciato di principio non corrisponderà un comportamento conseguente. Nel 2018 il 51% dei consumatori dichiarò di voler tagliare le spese, ma il calo del mercato poi rimase sotto i tre punti percentuali».

Ripresa (quasi) completa

«Nel 2023 - afferma Pinsker - ci aspettiamo un fatturato complessivo nei 5 maggiori Paesi europei superiore ai 309 miliardi, di poco superiore ai livelli del 2019 (era 308,8), anche se con un numero di visite inferiore rispetto ad allora.

Il primo elemento chiave per interpretare l'evoluzione del mercato, per Pinsker il consumo a casa: «I consumi domestici di piatti acquistati nei locali del fuori casa sono esplosi, tanto che nel 2023 arriveranno a essere un pasto su cinque, quasi il doppio rispetto al 2019. Le crescite maggiori sono previste per la modalità click&collect, che dopo aver sfiorato un fatturato di 9 miliardi di euro (erano poco più di tre nel 2019), per il 2023 ci aspettiamo arriverà a 10 miliardi».

Gli ordini digitali sono in forte crescita, anche dopo la fine delle restrizioni. La comodità di far tutto dal telefonino sta conquistando sempre nuove schiere di clienti, tanto da aver raggiunto una spesa di 30 miliardi di euro nel 2022.

Sul fronte delle motivazioni, la fine delle restrizioni ha fatto esplodere la voglia di socializzare rimasta a lungo compressa: i bar e ristoranti che puntano sull'esperienzialità sono quelli che ne hanno beneficiato di più, mentre la necessità di risparmiare - causa minore reddito disponibile - si concentra sulla riduzione delle occasioni funzionali.

«Si rinuncia alle occasioni di consumo funzionali - riassume Pinsker - mentre per quelle esperienziali la scelta è piuttosto quella di contenere la spesa, scegliendo locali di livello inferiore o rinunciando a qualche ordinazione per tenere sotto controllo il valore dello scontrino».

Il quarto elemento che Pinsker sottolinea è la crescente attenzione delle persone ai temi del benessere e della salute: non solo la propria - considerata importante per il 60% degli intervistati - ma anche dell'intero pianeta. La sostenibilità, infatti, è un aspetto chiave per il 69% delle persone».

 

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