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Torna Artisans of Taste, la mixology competition di Rum Diplomático

Artisans of Taste 2023
Riparte il contest ad alto tasso tecnico firmato dal rum del Venezuela che mette alla prova la creatività e l'approccio sostenibile dei bartender

Torna Artisans of Taste, la mixology competition di Rum Diplomático che mette alla prova non solo la creatività ma anche la capacità dei concorrenti di applicare pratiche virtuose e sostenibili in linea con la filosofia distilled consciously del brand. Una gara ad alto tasso tecnico per la quale i partecipanti devono dimostrare di seguire rigorosamente i principi di artigianalità, sostenibilità e servizio rappresentati dal distillato distribuito in esclusiva in Italia da Compagnia dei Caraibi.

Quest’anno la competizione, alla sua terza edizione, si rinnova nella meccanica con 4 semifinali da nord a sud (Trani, Venezia, Milano e Napoli) e una finale prevista il 19 settembre a Roma. I partecipanti prepareranno due ricette inedite con le referenze dalla gamma Tradition Range di Diplomático e dovranno ispirarsi ai tre concept del concorso: utilizzo di ingredienti homemade, filosofia sostenibile e supporto alle comunità locali.

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Nelle semifinali la ricetta dovrà essere accompagnata da un ingrediente fresco e stagionale, mentre per la finale lo stesso deve essere elaborato per la conservazione (per esempio fermentazioni, conserve, ingrediente disidratato, polveri ecc.).

Le tappe della competizione e le date di iscrizione

Le iscrizioni alla prima tappa di Trani, in programma l’8 maggio al Palazzo Ognissanti, sono aperte fino al 1° maggio, al link https://contest.compagniadeicaraibi.com/Diplomatico per essere reindirizzati alla pagina ufficiale della competizione e consultare il regolamento ufficiale.

Per la tappa successiva il 5 giugno all’Experimental Cocktail Club di Venezia è possibile iscriversi dal 2 al 30 maggio. La terza semifinale sarà al Dav Milano il 19 giugno, con iscrizioni aperte dal 10 maggio al 10 giugno. Mentre per la semifinale di Napoli, il 26 giugno all’Anthill Cocktail Bar, ci si può iscrivere dal 29 maggio al 19 giugno.

Vola ad Atene per un percorso di formazione

Più di una competizione, Artisans of Taste è nata per promuovere un approccio coscienzioso e sostenibile della mixology, mondo sempre più attento ai temi della sostenibilità e alla riduzione degli sprechi nei bar. Giudici delle semifinali, oltre al brand ambassador Italia di Diplomático per Compagnia dei Caraibi e un giornalista accreditato del mondo horeca, i bar manager di ogni locale ospitante e Giovanni Ceccarelli di cocktail Engineering, uno dei massimi esperti di mixology e sostenibilità. Alla finale invece, oltre ai bar manager dei locali ospitanti delle semifinali si aggiungerà il vincitore di Artisans of Taste 2022.

Il vincitore riceverà in premio un viaggio ad Atene con un percorso di formazione sui temi della gara all’interno di un locale presente nella prestigiosa classifica dei 50 best.

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Negli Stati Uniti il caffè è la bevanda preferita

Ricerca Nca
L’analisi commissionata dalla National Coffee Association rileva volumi costanti e al contempo un cambiamento dei luoghi di consumo.

Il caffè è ancora la bevande preferita dagli americani, il cui consumo ha superato l’acqua in bottiglia (il giorno precedente il rilevamento): è un dato che emerge dal rapporto National Coffee Data Trends, che ha analizzato i consumi del mese di marzo.

Commissionato dalla National Coffee Association (NCA) sin dal 1959 e aggiornato due volte l’anno, il rapporto è lo studio più longevo sui modelli di consumo di caffè negli Stati Uniti. Osservando i consumi delle diverse fasce di età, si nota un incremento globale di oltre il 6% sul gennaio 2020, con l’aumento più consistente da parte degli adulti di età compresa tra i 25 e i 39 anni (+5%), più contenuto per gli over 60 (+1,5%), mentre per i giovani tra i 18 e i 24 anni è rimasto stabile (lo scorso anno si rilevò un altissimo gradimento tra i giovani).

La pandemia non ha comportato cambiamenti sulla quantità di consumo (1,9 tazze procapite o 2,9 tazze a persona nell’arco della giornata precedente al rilevamento), ma ha avuto effetti importanti e persistenti per quanto riguarda i luoghi di consumo. Così, nell’ultimo periodo l’83% dei consumatori ha bevuto caffè a casa (+4% rispetto al 2020) e il 35% (c’è chi alterna il consumo nell’arco della giornata tra in e outdoor) fuori casa, con un aumento rispetto al valore minimo del 31% del gennaio 2021, ma in calo rispetto allo stesso mese del 2020. A livello demografico, i più assidui bevitori sono gli ispano-americani (73%, in aumento rispetto ai livelli pre-pandemia del 65% nel 2019) e gli afroamericani (62%).

«Il perdurare del caffè quale bevanda preferita d’America è una grande notizia per la nostra economia - ha osservato William "Bill" Murray, ceo della NCA -: è un pilastro della routine quotidiana degli americani, supporta aziende e lavoratori di ogni stato, e apporta numerosi benefici per la salute». 

Altri dati chiave della ricerca rilevano che latte, espresso e cappuccino sono le tre modalità di consumo preferite tra chi consuma specialty coffee. Circa un terzo dei bevitori di caffè nel periodo considerato ha consumato un caffè aromatizzato, che vede quale gusto più popolare la vaniglia, seguita da mocha (cioccolato e caffè), nocciola e caramello

I formati più consumati variano da 350 a 450 ml (52%), seguiti da 14-25 ml (44%) e più di 600 ml (12%). I metodi di preparazione più popolari sono estrazioni a filtro (41%), monoporzionato (28%), cold brew (11%) ed espresso (9%). Le bevande più popolari a base di espresso sono latte, espresso e cappuccino (tutte con il 16%), café mocha e americano (11%), macchiato (9%), flat white (4%).

Si può richiedere la ricerca completa National Coffee Data Trends Spring 2023 qui.

Secondo incontro dei Coffee Defenders tra arte e sostenibilità

Lavazza Coffee Defenders
Lavazza Coffee Defenders in Triennale
Lavazza ha riunito nell’ambito della Milan Design Week la comunità di baristi impegnati nella promozione del “buon caffè”.

In occasione della Milan Design Week, Lavazza ha organizzato alla Triennale la seconda reunion dei Coffee Defenders per rafforzare il valore dello scambio di conoscenze tra culture diverse ed evidenziare l’importanza delle relazioni umane per un futuro migliore. 

Quello tra Lavazza e il mondo del design è un legame di lunga data e consolidato, condotto attraverso una concezione di arte che riconosce l’importanza della conoscenza e della consapevolezza nell’attivare il cambiamento, con particolare attenzione rivolta ai temi della sostenibilità sociale e ambientale. Di qui l’esigenza di promuovere occasioni di incontro tra arte e sostenibilità, coinvolgendo la community dei Coffee Defenders.

Ha sottolineato questo rapporto l’opera selezionata da Triennale Milano e Lavazza Terra-cotta, Plastic Pots and Chai and Chinese Hibiscus di Lorenzo Vitturi, che inoltre evidenzia l’importanza delle relazioni umane attraverso lo scambio di esperienze e conoscenza tra culture lontane. L’opera è il frutto del passaggio di mano in mano di conoscenza e oggetti che, integrati dall’artista, hanno dato vita a un gioco di colori e luce che unisce elementi appartenenti a culture e Paesi diversi. Al pari dell’artista, Lavazza si fa portavoce dell’importanza delle relazioni umane, individuando nel caffè un’occasione di socialità e di incontro tra culture differenti di tutto il mondo e promovendo pratiche agricole sostenibili. 

Riconoscendo l’importanza di questi valori, vuole trasmettere a tutti gli attori coinvolti nella filiera (dai coltivatori ai consumatori) l'importanza del cambiamento di mano in mano, un passaggio di esperienze e conoscenze in cui ha un ruolo determinante ha la comunità di baristi, i Coffee Defenders, impegnati con il loro lavoro quotidiano a promuovere la consapevolezza che un caffè è davvero buono quando è di qualità eccellente e sostenibile.

A questo fine hanno scelto per i loro locali (anche in Triennale) le miscele Lavazza La Reserva de ¡Tierra!, quale mezzo per diffondere la cultura del “buon caffè” in quanto frutto di un progetto internazionale di responsabilità sociale che vuole migliorare le condizioni ambientali e le tecniche produttive delle comunità dei coltivatori di caffè, una visione che da sempre accompagna l'opera di  Fondazione Lavazza. In particolare protagonista della settimana internazionale del design è la miscela Lavazza La Reserva de ¡Tierra! Cuba.

Renato De Marchi conquista il Trofeo Piazza San Marco

Trofeo Piazza San Marco 2023 podio
Il podio della seconda edizione del Trofeo Piazza San Marco 2023: al centro il vincitore, Renato De Marchi
Con una ricetta a base grappa, il bartender dell'Orient Express, il treno extra lusso del gruppo Belmond, si è aggiudicato la seconda edizione del cocktail contest made in Venice

È Renato De Marchi, bartender attivo sul Venice Simplon Orient Express, il treno extra lusso del gruppo alberghiero Belmond, il trionfatore della edizione 2023 del Trofeo Piazza San Marco. Organizzato dalla sezione Triveneto di Abi Professional e Associazione Piazza San Marco, con Campari Academy come main sponsor, il cocktail contest veneziano rappresenta una gara che mette a dura prova la capacità di reazione e l’inventiva dei professionisti del bancone. La sfida consiste infatti nel creare in pochi minuti (1o in totale) un cocktail originale e replicabile con ingredienti che vengono svelati ai concorrenti solo il giorno della gara stessa.

Teatro della seconda edizione cella competition le prestigiose sale del Caffè Florian, storico caffè in Piazza San Marco, dove i 21 bartender provenienti da tutta la Penisola che hanno preso parte alla sfida, tra i quali la campionessa in carica Giulia Socia della Birreria du Relais di Champoluc (Aosta) che vi partecipa di diritto per difendere il titolo (leggi Giulia Socia vince il primo Trofeo Piazza San Marco Bartender Challenge ABI), hanno dato vita a una gara di altissimo livello qualitativo.

I concorrenti in gara

In gara, oltre al vincitore e alla campionessa in carica: Roberto Pellerei del Caffè del Teatro di Biella, Maria Grazia Ferrari de La Tosca di Conegliano (Treviso), Gennaro Florio del Chi Bar della Taverna la Fenice di Venezia, Giada Peveri del Sottozero di Piacenza, Giuseppe Tringali del Gran Caffè Quadri di Venezia, Laura Dalcaldo, Mirko Salvagno de Il cocktellaio, Marco Emiazico del Bar Pasticceria Enoteca Emiazico di Sesto Calende (Varese), Lino Marchese dell’Hotel Metropole di Venezia, Benito Frasca del Caffè Lavena di Venezia, Davide Benvenuto del Bistrot Le Dahu di Courmayeur, Deborah Santoro del Pollina Resort di Palermo, Bianca Bassetti de Il Treppio di Roma, Giacomo Zanetti del Caffè Storico Filippini di Verona, Michael D’Agruma  del De’ Bardi di Firenze, Francesco Gattabria del Bar Vittorio Emanuele di Bologna, Tiziana Cesena, Filippo Reggio  del Ca’ di Dio di Venezia e Alessio Domenico Filici del Bar Duomo di Trento.

Il podio

A spuntarla è stato De Marchi con il suo cocktail Time after time, una creazione con la quale il bartender ha voluto osare, puntando su un ingrediente ancora poco usato in miscelazione: la grappa. Nello specifico la Cleopatra di Poli, che ha unito a whisky Segretario di Stato, Vermouth del Professore Rosso e Amaro Vaca Mora.

Alle sue spalle si è piazzato Lino Marchese, con un drink fatto con Parfait Amour, Espresso Volare, tequila, sciroppo di zucchero, espresso ed Elisir Camomilla. Sull’ultimo gradino del podio è salito Gennaro Florio, con Rendentore, preparato con succo d’ananas, liquore alla pesca, Gin Bulldog, Campari e succo di lime.

A decidere la classifica la giuria composta da Danilo Bellucci, Sebastiano Costalunga, assessore al Commercio del Comune di Venezia, Claudio Vernier, presidente Associazione Piazza San Marco, Massimo Milanese, direttore del Gran Caffè Lavena, in qualità di rappresentante dei quattro locali storici di Piazza San Marco sponsor del contest (oltre al Florian e al Lavena, il Gran Caffè Quadri e al Todaro), Manuel Zambon di caffè Bistrot, Alberto Lupini di Italia a Tavola, e Gabriele Principato, del mensile Cook del Corriere della Sera.

Un contest pronto a spiccare il volo

Il vincitore, insieme al titolo che difenderà nell’edizione del prossimo anno, che l’assessore Costalunga ha annunciato che si svolgerà direttamente sulla piazza San Marco, per farle definitivamente spiccare il volo e farne uno dei contest più importanti del panorama nazionale, ha portato a casa il prestigioso Trofeo: un’opera unica in vetro di Murano realizzata da Aav Barbini Specchi Veneziani su disegno del Consorzio Promovetro (entrambi sponsor del contest). La sua ricetta sarà replicata negli gli hotel e nei caffè che fanno parte dell’Associazione Piazza San Marco (altro sponsor della gara). A ciò si aggiunge infine un voucher vacanza degli sponsor Alpitour Francorosso, Bravoclub ed Edenviaggi, premio quest’ultimo che va anche agli altri due bartender che compongono il podio.

Gli altri sponsor del Trofeo Piazza San Marco sono stati Poli 1898, Volare, Kranebet e Caffè Bistrot, la selezione dei cui prodotti, insieme a quelli Campari, hanno costituito gli ingredienti della gara, le aziende Ceado e Flamigni e la struttura Ca’ di Dio.

Le ricette del Trofeo Piazza San Marco

Time after time di Renato De Marchi
Ingredienti:
3 cl Grappa Cleopatra di Poli, 3 cl Poli Segretario di Stato, 3 cl Vermouth del Professore Rosso, ½ barspoon Poli Vaca Mora Amaro
Preparazione:
stir & strain
Guarnizione:
twist di scorza d’arancia
Bicchiere:
coppetta

Cocktail di Lino Marchese
Ingredienti:
2 cl Parfait Amour, 2 cl Espresso Volare, 2,5 Tequila Espolón Blanco, 2 cl sciroppo di zucchero, 4 tazzine espresso, 2,5 cl Poli Elisir Camomilla
Preparazione:
Guarnizione:
Maraschino Cherry e amaretto sbriciolato
Bicchiere:
tumbler basso

Rendentore di Gennaro Florio
Ingredienti:
4 cl Bulldog Gin, 2 cl Bitter Campari, 6 cl succo d’ananas, 2 cl Volare Pesca, 1 cl succo di lime
Preparazione:
shake
Guarnizione:
petali di rosa, riber, oro alimentare
Bicchiere:
tumbler basso

Il Negroni Bianco in bottiglia firmato Massimo Stronati

Negroni_stronati
Il noto bartender italiano, da anni in prestito alla California, firma per un nuovo ready to drink, anche in formato da litro, per la storica distilleria Rossi d’Angera del Lago Maggiore

Il Negroni Bianco è un ready to drink della storica distilleria del Lago Maggiore, realizzato con la miscelazione dei prodotti premium di Rossi d'Angera - Gin Latitudine 45, Vermouth Bianco Style 31, Spitz Genziana e Doppio Cedro - caratterizzato dalle note delicate di agrumi e sentori speziati. La firma è di Massimo Stronati figlio d’arte, al banco da un quarto di secolo, curioso, appassionato e, sono parole sue, “probabilmente nerd”. È certamente uno dei più noti barman italiani e ha fatto esperienze sia in Europa sia in Russia. Lavora in California dal 2017. Stronati è stato prima bar manager di Vina Enoteca e poi head bartender all’Ettan di Palo Alto. Dal settembre 2022 è il beverage manager di Eataly a Santa Clara. Parallelamente si prende cura come brand ambassador dei prodotti Rossi D’Angera negli Stati Uniti.

Il cocktail in bottiglia è disponibile sia in versione regalistica da mezzo litro sia per il trade in formato da un litro. Negroni Bianco è il nuovo arrivato nella famiglia di ready to drink che include anche il Negroni d’Angera, il Mi.To di Angera e il Negroni Classico.

 

A proposito di Rossi d’Angera

Guidata da Arturo Rossi, erede diretto dei fondatori, e dal figlio Nicola, Rossi d’Angera può vantare una tiratura di 150 mila bottiglie all’anno suddivise tra grappe, gin, bitter, vermouth, amari e altri liquori distribuiti per la maggior parte in Italia e in parte minore, circa il 20%, in Germania, Belgio, Spagna, Svizzera, Inghilterra, Austria, Canada e Nord America e Australia. Con una naturale vocazione sia per la cultura del “bere bene” sia per i prodotti italiani selezionati con gusto, Rossi d’Angera impiega materie prime provenienti dalla provincia di Varese: uve di nebbiolo, barbera, vespolina, croatina, uva rara, bussanello, merlot e chardonnay coltivati sui cosiddetti “ronchi”, i terrazzamenti tipici della zona che definiscono l’indicazione geografica tipica locale che prende appunto il nome di IGT Ronchi Varesini e materie prime provenienti dalle zone vocate del Piemonte, (zone di S.S.Belbo, Canelli, Ovada) e Lombardia (zone dell’Oltrepo Pavese e Garda).

La raffinata ospitalità del Vesta di Milano

Vesta main bar
Il bar principale del Vesta
Con i suoi quattro spazi, il locale aperto in zona Brera offre esperienze raffinate ma versatili. E una drink list con 13 signature, curata dal bar manager Francesco De Cristofaro, che accompagna i piatti di mare dello chef Giorgio Bresciani

Inaugurato lo scorso settembre a Milano, Vesta stupisce i passanti con il suo ingresso: una spettacolare scalinata di marmo travertino che da via Fiori Chiari porta al dehors del bar principale. In questo spazio progettato dall'architetto Stefano Belingardi Clusoni, i gradini di marmo si fondono alla perfezione con una rampa a tornanti e tre panche imbottite, dove gli ospiti possono sostare per ammirare la folla di Brera a passeggio.

Anche il banco bar del dehors, situato in cima ai gradini sulla destra, è realizzato in marmo travertino, in armonia con l'intero spazio outdoor. Al fondo del dehors si può ammirare un suggestivo scorcio dell'abside della chiesa sconsacrata di San Carpoforo, oggi sede dell'Accademia di Belle Arti di Brera, ma in passato antico tempio delle Vestali, da cui il nome Vesta.

Un maestro d'ospitalità alla guida del bar

Il bar manager Francesco De Cristofaro, milanese, è alla guida del team del bar di Vesta. Con la sua precedente esperienza da Carlo e Camilla in Segheria e al Camparino, dove ha fatto parte del team che si è piazzato al 27° posto nella classifica dei 50 migliori bar del mondo, Francesco dà prestigio allo spazio di Vesta con il suo spirito libero e la sua raffinata ospitalità.

Francesco supervisiona i drink non solo nel dehors principale da 57 posti, ma anche all'interno del ristorante da 60 posti, e nel bar più esclusivo, situato al piano inferiore, in uno spazio intimo che può ospitare fino a 30 persone e che viene utilizzato per eventi privati e dopocena animati da dj set. L'area bar al piano inferiore è dotata di un elegante banco bar in ottone con uno strepitoso back bar (bottigliera) retroilluminato e dispone di un sistema di ventilazione di ultima generazione per accogliere i fumatori. Intorno alla postazione del dj si trova un comodo divano a L, ideale per un gruppo numeroso.

La stanza segreta

Con una spesa minima al Vesta si può anche prenotare una stanza segreta, situata al piano principale. Attraverso una porta nascosta nella parete, i fortunati ospiti possono accedere a questo spazio, che è il rifugio ideale per un'esperienza privata lontano da occhi indiscreti. Lo spazio può essere riservato per un numero da 2 a 14 ospiti e solo la persona che l’ha prenotato ha il diritto di aprire la porta nascosta, rendendo ancora più esclusiva l'esperienza.

La drink list che accompagna i piatti di mare

Come accompagnamento ai piatti a base di pesce del ristorante e ai piatti di pesce crudo, ostriche e caviale del dehors bar, sono stati creati 13 signature cocktail. Il programma gastronomico è curato dal giovane chef Giorgio Bresciani, già chef dell'Iyo Milano, una stella Michelin. Uno dei drink più gettonati al Vesta è la rivisitazione in chiave ligure del Cardinale, il Negroni del Golfo con bitter Campari, gin Portofino, vermouth secco Noilly Prat, cordiale al basilico e al limone, con una foglia di basilico e una fragranza di limone come guarnizione. Questo aperitivo aromatico e amaro è il modo perfetto per iniziare la serata al Vesta.

Per soddisfare un segmento di mercato in continua crescita, Vesta propone anche tre signature cocktail analcolici. Una di queste creazioni è l'Ambroeus Americano, che ha tutta la complessità di un Negroni, ma senza alcol, grazie all'aperitivo Ambroeus con zero alcol, lanciato di recente, con aggiunta di soda ed essenza naturale di limone.

Con i suoi quattro ampi spazi, ognuno separato ma tutti collegati armoniosamente, Vesta offre esperienze raffinate ma incredibilmente versatili, che si adattano a ogni occasione. Inoltre, è aperto tutti i giorni a pranzo e a cena e tutto il giorno nei fine settimana, il che lo rende un luogo di riferimento a Brera per i buongustai locali e i turisti internazionali.

English version

The refined hospitality of the Vesta in Milan

Opened in September 2022, Vesta wows passersby with its entrance, a spectacular travertine marble staircase which leads from Via Fiori Chiari up to the main dehors bar. Conceived by architect Stefano Belingardi Clusoni, the marble steps fuse beautifully with a switchback (a tornanti) ramp and three cushioned benches, allowing guests to hang out on the stoop while admiring the Brera crowd strolling by.

The dehors bar counter, situated at the top of the steps on the right, is also made of travertine marble, in harmony within the entire outdoor space. The far end of the dehors offers a picturesque glimpse of the apse of the deconsecrated church of San Carpoforo, now the headquarters of Brera Academy of Fine Arts but previously an ancient temple of the Vestals, the inspiration for the name Vesta.

A master of hospitality runs the bar

The bar team at Vesta is led by the Milano-born bar manager Francesco De Cristofaro. With previous experiences at Carlo e Camilla in Segheria and Camparino Milano, where he was part of the team that placed 27th in the World’s 50 Best Bars, Francesco lights up the space at Vesta with his free-spirited and refined hospitality. Francesco oversees the drinks not only at the main 57-seat dehors, but inside the 60-seat restaurant, and at a more exclusive bar one floor down in an intimate space that can accommodate up to 30 people, which is used for private events and after-dinner DJ sets. The lower level bar area has an elegant brass bar counter with a breathtaking backlit back bar (bottigliera) and features a latest-generation hidden ventilation system to accommodate smokers. Surrounding the DJ station is a comfortable L-shaped couch, ideal for a large group.

The secret room

For a minimum spend, one can even reserve a secret room at Vesta located on the main floor. Through a hidden door in the wall, fortunate guests can access this space, which is an ideal refuge for a private experience away from prying eyes. The space can be reserved for 2 up to 14 guests, and only the person who has reserved the room has the power to open the hidden door, adding to the exclusivity of the experience.

The drink list that accompanies seafood dishes

13 signatures cocktails are designed to complement the mainly fish-based dishes at the restaurant and the raw fish, oyster and caviar sharing plates at the dehors bar. The food program is overseen by the young chef Giorgio Bresciani, formerly of Michelin-starred Iyo Milano. One of the top selling drinks at Vesta is the Ligurian-twist on the Cardinale, the Negroni del Golfo with Campari bitter, Portofino Gin, Noilly Prat dry vermouth, basil and lemon cordial, with a basil leaf and lemon fragrance garnish. This aromatic and bitter aperitif is the perfect way to begin the evening at Vesta.

To satisfy an ever growing market segment, there are also three no-alcohol signature cocktails at Vesta. One such creation is the Ambroeus Americano, which has all the complexity of a Negroni, but without the alcohol, thanks to the recently launched zero-ABV aperitivo Ambroeus, topped with soda and with lemon natural fragrance.

With its four ample spaces, each distinct but all connected harmoniously, Vesta offers elegant but incredibly versatile experiences that best suits the occasion. In addition, Vesta is open every day at lunch and dinner and all day on weekends, making it a go-to place in Brera for bon-vivants, whether they be locals or international tourists.

Vesta's signature cocktail

Negroni del golfo
Ingredients:
30 ml Campari, 30 ml Portofino Gin, 15 ml Noilly Prat, 15 ml lemon and basil cordial
Technique:
build
Garnish:
basil leaf and lemon essence
Glass:
tumbler

Ambroeus Americano
Ingredients:
90 ambroeus, top soda, lemon essence
Technique:
build
Garnish:
lemon peel orange slice
Glass:
tumbler

 

 

Unseen, il cocktail bar visionario e senza compromessi

Unseen drink
Tavolo centrale come unico luogo di seduta, niente bancone nè bottigliera nel locale milanese nato dal genio visionario di Milo Occhipinti. Che ora presenta la sua nuova drink list con 14 cocktail non derogabili

Fin dalla sua apertura in Lambrate, a Milano, nel 2019, Unseen ha fornito spunti di dibattito praticamente senza sosta. La creatura di Milo Occhipinti, formatosi tra Londra e la Milano del primo dopo-Expo, è andata affermandosi come luogo di visionaria ospitalità, al tempo stesso inclusiva e varia per fruizione, ma senza compromessi per offerta e idea. Il tavolo centrale come unico luogo di seduta, da condividere con altri ospiti; la proposta liquida senza possibilità di modifiche, per un tuffo totale nella filosofia di Occhipinti. Psichedelico e a tratti nostalgico, con il suo corollario di comunicazione social e video proiettati in parete, Unseen ha da subito spinto su una proposta tanto elaborata nelle preparazioni, quanto semplice nel risultato finale: far star bene qualsiasi tipologia di ospite, ricorrendo a una sorta di shock che fonde sapori familiari e ambiente da metaverso.

Il nuovo menu spinge ancora sull’acceleratore

Il nuovo menu di Unseen è un ulteriore giro di manopola sull’acceleratore: già stabiliti i toni e i desideri con la lista precedente, di estrema coerenza con l’aspetto del locale (divenuti ormai celebri il floppy disk come sottobicchiere e il guscio di chiocciola come garnish), la nuova carta cocktail parla di complessità che diventano semplici, e perché no, anche il contrario.

Si alza l’asticella della bevuta, non necessariamente quella dell’impegno tecnologico, perché come lo stesso Occhipinti segnala, «non servono per forza Rotavapor o agitatori magnetici per poter lavorare ad alto livello». Lontane anche fermentazioni e acidificazioni, già ormai piuttosto ritrite altrove, benvenute invece osmosi e metodologie di estrazione di sapori più spinte.

Quattordici cocktail disponibili e non derogabili, come nello stile di Unseen. Chiare le impronte di miscelazione (si trovano per esempio drink che ricalcano il Martini o il Negroni), ma larghe, controverse e per questo interessanti le interpretazioni: si vedano il 1UP, twist sul Bloody Mary ispirato alle leggendarie vite del videogioco Super Mario (vodka infusa al fungo Shitake, succo di pomodoro, fake lime, spice mix) e il Drifting Love, (vodka, succo di sedano, fruttosio di fragola, Lapsang Suochong, fake lime).

Né bottigliera, né bancone

Rimane importante il lavoro in pre-batch, che porta Occhipinti e la sua spalla Alessia Bellafante (semifinalista all’ultima Diageo World Class) a investire almeno tre ore a settimana nelle varie fasi di preparazione: Unseen non ha bottigliera né bancone, fatta eccezione per una contenuta station dove viene ultimata la costruzione dei cocktail. A questi si è aggiunta una ristretta selezione di snack, novità assoluta in Unseen (che ha sempre permesso agli ospiti di usufruire di delivery esterni), a loro volta orientati alla semplicità e alla condivisione. Motivi in più per unirsi al motto del locale, e definitivamente: “join the aesthetics”.

Secret Nights by Arnolfo di Cambio debutta alla Milano Design Week

Secret Nights al Camparino 1915 con i cocktail Compadre nel bicchiere Cibi e Colada 2.0 nel bicchiere Smoke
In occasione dei 60 anni di attività della vetreria d'arte Arnolfo di Cambio, ha debuttato il 18 aprile al Salone del Mobile/Milano Design Week il tour internazionale Secrets Nights by Arnolfo di Cambio. In concomitanza è stato lanciato il contest di design internazionale The Glass of The Future by Arnolfo di Cambio.

Dopo la prima serata a The Barber Shop di Roma, il tour internazionale Secret Nights è approdato al bancone di Camparino 1915, "tempio dell'aperitivo milanese". L'evento è stato voluto dal ceo Gabriele Bagnasacco della vetreria d'arte Arnolfo di Cambio di Colle Val d'Elsa (Siena) per festeggiare i 60 anni di attività dell'azienda che ha saputo unire l'artigianalità del maestri vetrai senesi alle più note firme internazionali del design.

Al centro dell'iniziativa l'utilizzo per la top mixability dei bicchieri in cristallo (oltre il 24% di PbO) Arnolfo di Cambio come Cibi Double Fashion Glass (disegnato da Cini Boeri e noto come il bicchiere utilizzato più volte dal protagonista Harrison Ford nel film di fantascienza Blade Runner del 1982) e Smoke Highball Glass (disegnato da Joe Colombo).

Organizzato dal team Matiba di Massimo Maestri, l'evento ha visto lo store manager e top bartender di Camparino 1915, Tommaso Cecca, e i bartender Stefano Agostino, Giuseppe Venanzio e Giuseppe Capuano proporre le seguenti ricette:

Compadre
Ingredienti
35 ml Campari
20 ml Mezcal Montelobos Espadin
15 ml Vermouth di Torino Rosso del Professore
15 ml Liquore al Chinotto Quaglia
5 ml sciroppo di agave
Preparazione
Stir & strain, versare nel bicchiere di cristallo Cibi Double Fashion Glass by Arnolfo di Cambio su cubo di ghiaccio, guarnire con fogliolina di kaffir lime.

Colada 2.0
Ingredienti
30 ml Tros Rivières Rhum Blanc Cuvée de l'Ocean
top tepache, bevanda fermentata messicana a base di succo d'ananas e chiodi di garofano
Preparazione
Tecnica build, direttamente nel bicchiere di cristallo Smoke Double Fashion Glass by Arnolfo di Cambio su cubo di ghiaccio.

Organizzato in collaborazione con il giornalista Shane Eaton (collaboratore di Bargiornale), il tour internazionale Secret Nights by Arnolfo di Cambio approderà nei prossimi mesi in altri locali mixability prestigiosi a Londra, Singapore, Barcellona, Parigi, Shanghai e New York.

Contest The Glass of The Future by Arnolfo di Cambio

Contest The Glass of The Future by Arnolfo di Cambio

Parallelamente a Secret Nights by Arnolfo di Cambio, ha preso il via il contest di design internazionale The Glass of The Future by Arnolfo di Cambio, concorso aperto per identificare la forma di bicchiere in cristallo che meglio rappresenta la visione del domani del brand italiano. Le proposte inviate via web entro il 18 giugno saranno prima giudicate da una giuria di esperti di settore quindi da una votazione on line.

Il vincitore sarà proclamato il 29 giugno e sarà premiato con un weekend a Parigi in occasione della fiera Maison&Objet (7-11 settembre)  dove sarano presentati i modelli in 3D dei primi tre finalisti nel contesto della mostra retrospettiva "60 Years of Arnolfo di Cambio Crystal".

La giuria internazionale e multidisciplinare è composta da Gabriele Bagnasacco (ceo Arnolfo di Cambio), Massimo Maestri (fotografo d'arte e ceo Matiba), François Burkhardt (architetto e designer svizzero), Andrea Ruggero (designer, professore presso Parsons School of Design di New York), Frank Millot (direttore della fiera Maison&Objet di Parigi).

Marco Battaglia di Marlà entra in Ampi

battaglia nuovo membro ampi
Con una torta dedicata alla figlia Sofia il titolare della pasticceria milanese Marlà entra in Accademia Maestri Pasticceri Italiani

C'è un nuovo accademico nell'Accademia Maestri Pasticceri Italiani. Marco Battaglia, pasticciere e titolare di Marlà a Milano, ha sostenuto e superato l'esame durante il XXXI Simposio Tecnico Ampi, che si è svolto dal 17 al 19 aprile nella sede di ALMA - La Scuola Internazionale di Cucina Italiana a Colorno (Parma). Il suo ingresso si aggiunge a quello di Luigi Biasetto, maestro pasticciere padovano che è rientrato nell'associazione dopo circa vent'anni.

L'avventura di Marlà con la moglie Lavinia

Nato a Palermo ma milanese d'adozione (nel capoluogo lombardo ha lavorato anche in Pasticceria Martesana), Battaglia ha 32 anni e ha studiato in Cast Alimenti. Poco più di quattro anni fa ha aperto Marlà insieme alla moglie Lavinia: l'insegna è l'unione dei loro due nomi. Il locale in Porta Romana si è ritagliato in poco tempo uno spazio significativo nel panorama milanese con un'offerta dolce, salata e di caffetteria. All'esame, a cui ha partecipato insieme ad altri tre candidati, Battaglia ha preparato una torta dedicata alla figlia Sofia, nata prematura due anni fa. «Abbiamo vissuto due mesi in terapia intensiva», ha raccontato Battaglia. «Da allora ogni anno il 17 novembre, nella G20iornata mondiale della prematurità, facciamo comunicazione sui nostri social su questo tema e devolviamo l'intero incasso alla clinica Mangiagalli, dove sono state seguite Lavinia e Sofia».

torta Sofia Marlà

La torta dedicata alla figlia Sofia

Nella torta Sofia, che da Marlà si trova anche in monoporzione e mignon, si ritrovano gelatina all'albicocca e vaniglia, mousse al cioccolato bianco caramellato, cremoso al caffè («In terapia intensiva abbiamo scoperto che ai prematuri si fanno punturine di caffeina per stimolare l'attenzione», ha raccontato il nuovo membro di Ampi), pan di Spagna alla nocciola e croccantino. Il tutto avvolto da panna cotta. Il risultato è un dolce rosa, con la scritta Sofia e la sua data di nascita, che ha convinto la commissione insieme alla scultura proposta da Battaglia e alle sue risposte alle domande degli accademici.

App Brita Professional Filter Service: scopri come scegliere il filtro per l’acqua giusto

Un rapido filmato illustra le numerose funzioni di un’app che è consulente, assistente e guida per il barista e il tecnico.

Professional Filter Service è l’app di Brita sempre a portata di mano, che guida il barista e il tecnico nella scelta del filtro più adatto per ogni locale, nella fase di montaggio e in quella operativa, inoltre fornisce un utile promemoria per la sostituzione del filtro e molte altre utili funzioni.

Questo rapido filmato la presenta in tutta la sua semplicità: una volta identificato il campo di applicazione, è sufficiente inserire semplici dati quali il settore di applicazione, la durezza dell’acqua e il consumo giornaliero e l’app suggerisce la soluzione di filtrazione su misura per ogni esigenza, insieme a guide per l’installazione, video, schede tecniche e tabelle relative alle capacità.

Scoprite l’app Professional Filter Service e scaricatela subito: potrete sempre contare su un efficiente, preciso e utilissimo consulente dell’acqua tascabile.

Per saperne di più visitare il sito App BRITA Professional Filter Service | BRITA® 

Bibite Sanpellegrino Zero, la gamma senza zuccheri in lattina

Bibite Sanpellegrino Zero
Classica, Chinò e Cocktail le tre referenze che compongono la gamma Zero, di bibite in versione senza zuccheri aggiunti, ora nel nuovo formato da 33 cl

L’attenzione verso uno stile alimentare più sano si manifesta anche nell’orientamento dei consumatori in tema di bibite, con una predilezione già forte e in costante crescita verso prodotti senza zuccheri aggiunti o che li contengono naturalmente. A questa tendenza, confermata anche dall’ultima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, pubblicata lo scorso anno, guarda Bibite Sanpellegrino con la gamma di bibite Zero in formato lattina da 33 cl.

Gamma che raccoglie tre tra le referenze più amate del brand in versione senza zuccheri aggiunti: Classica, Chinò e Cocktail. Tutte realizzate con ingredienti selezionati, a partire dagli agrumi di Sicilia e Calabria, elemento distintivo da sempre del gusto e della qualità dei prodotti del marchio.

Le tre referenze Zero

La Classica Zero Sanpellegrino contiene solo lo zucchero naturalmente presente nel succo degli agrumi, arancia e in parte limone, con i quali è preparata. Dal colore arancione vivace e dalle fini bollicine, ha una dolcezza media che ben si bilancia con le sottili note amare degli agrumi e regala un finale di arancia caramellata piacevole al palato.

Chinò Zero Sanpellegrino è la versione zero zuccheri di uno dei prodotti cult formati Bibite Sanpellegrino. Dal gusto aromatico e pieno dei chinotti siciliani, provenienti da filiera controllata, dal colore tra il marrone limpido e l’arancio mattone, con la sua frizzantezza conduce il palato in un viaggio verso i sapori del Sud Italia. L’aroma degli oli essenziali di chinotto, si unisce al profumo dei boccioli di fiori d'arancio, mentre il suo gusto bilancia perfettamente dolce e amaro, facendo emergere leggeri sentori di cannella e rabarbaro.

Completa la gamma Cocktail Zero Sanpellegrino, il drink dal gusto intenso e piacevolmente amaro e dal colore arancio mattone, vivace e brillante. Un prodotto che conquista con il suo sapore speziato e intenso, dato dalle note di cannella e chiodi di garofano, che lascia spazio a un’esplosione di zenzero e leggere note agrumate, che ne fa un perfetto aperitivo analcolico.

Brazzale mette insieme naturalità e scienza in due nuovi prodotti

Il più antico burrificio d'Italia, specializzato nella produzione professionale, porta sul mercato BurroAroma Naturale e Gelato Fratelli Brazzale

Brazzale, il più antico burrificio d'Italia, porta sul mercato due nuovi prodotti dedicati ai professionisti della pasticceria, panificazione e gelateria. Si tratta di BurroAroma Naturale e Gelato Fratelli Brazzale. Presentati durante Sigep 2023, sono due prodotti che mettono insieme scienza e naturalità, per supportare i professionisti alla ricerca di nuovi strumenti per l'arte bianca.

Le due novità di Brazzale

BurroAroma Naturale Brazzale e Gelato Fratelli Brazzale sono due prodotti totalmente naturali e senza additivi, frutto del lavoro del nuovo ramo d’azienda dedicato ai burri d’alta gamma e per professionisti e dell’attività del Brazzale Science Nutrition & Food Research Center (Bsc), il centro di ricerca interno. A dirigerlo, il professor Fernando Tateo e la professoressa Monica Bononi. Ciò che accomuna le due nuove preparazioni alimentari per il food service di Brazzale sono la qualità del latte e le attività di ricerca e progettazione.

BurroAroma Naturale Brazzale: caratteristiche

BurroAroma Naturale Brazzale è una preparazione alimentare che contiene il burro da latte di fattoria della filiera Panna Brazzale, frutto di proprie panne selezionate e miscelate per ottenere le migliori caratteristiche, e gli aromi naturali creati da Bsc esclusivamente per questo prodotto. Il suo obiettivo è permettere al professionista di aggiungere aromi totalmente naturali agli impasti destinati alla cottura, risolvendo uno dei più grandi problemi, cioè quello di conservare l’aroma nel prodotto finito. Inglobare gli aromi in un impasto, infatti, è un lavoro che richiede tempo e fatica, spesso senza garantire i risultati sperati e costringendo al sovradosaggio degli aromi stessi. Grazie alla ricerca Bsc, BurroAroma Naturale Brazzale svolge questo compito per il professionista, offrendogli anche la possibilità di innovare e creare prodotti nuovi dalle infinite qualità nutrizionali e con un aroma naturale perché derivato solo da processi di estrazione di origine fisica. «Questa preparazione alimentare è un aiuto all’operosità del pasticcere - spiega Fernando Tateo, direttore del Centro Bsc - Ma non è solo questo. Ciò che offriamo è una tecnologia frutto di una filiera di produzione con garanzie superiori a quelle che comunemente si adottano. Inglobare nel burro l’aroma in modo uniforme non è una cosa semplice dal punto di vista tecnologico, ma è essenziale. Se l’aroma è mal disperso nella massa, infatti, è più disponibile per degradazioni di gusto e ossidazioni. Ed è ciò che accade con gli aromi liquidi, che utilizzano sostanze diluenti capaci purtroppo di coadiuvare l’azione di strippaggio compiuta dall’acqua e tanto temuta dai professionisti, perché trascina via gli aromi dall’impasto durante la cottura».

Gelato Fratelli Brazzale: caratteristiche

Il Gelato Fratelli Brazzale è il frutto di una nuova visione di questo prodotto, che combina l’utilizzo di soli aromi naturali alle fibre, senza l’utilizzo di additivi. L'obiettivo: realizzare un gelato con funzioni nutrizionali, utilizzando le caratteristiche funzionali del Burro Superiore Fratelli Brazzale. Disponibile nei gusti Bitter, Nilla, Ciokocoffee, Ciokomilk e Fiordilatte, la preparazione Gelato Fratelli Brazzale richiede solo l’aggiunta di 40 grammi di Burro Superiore Fratelli Brazzale e 700 ml di Latte Ps. In questo modo sarà possibile ottenere un chilogrammo di gelato nutrizionale senza additivi, con solo aromi naturali e fonte di fibre.

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