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Curiosità, premi e anteprime alla nona edizione di ShowRum a Roma

ShowRum 2023
La kermesse romana a tutto rum organizzata da Leonardo Pinto, ha chiuso la nona edizione con qualche assenza e una serie di novità

Due giornate da ottobrata romana hanno accompagnato la nona edizione di ShowRum, il festival che riunisce a Roma produttori e appassionati di distillati a base di canna da zucchero. Rum e cachaça protagonisti della kermesse che si è articolata con banchi di assaggio, con la presentazione di alcune novità, e con una premiazione delle migliori etichette, le cosiddette Best in class, giudicate da un panel di 11 degustatori in modalità alla cieca. Ben 18 le categorie analizzate, che vengono sono andate a distinguere la tipologia di alambicco, il metodo e gli anni di invecchiamento e la materia prima utilizzata.

Le anteprime allo ShowRum

Fra queste, l’anteprima del Three Angels di Ron Abuelo (distribuito da OnestiGroup), la nuova referenza invecchiata 12 anni, con un doppio passaggio, prima in botti ex Bourbon, poi in botti nuove che vengono tostate per dare un aroma più intenso al rum. Destinato alla fascia superpremium di Abuelo, questo prodotto di grande eleganza, è stato fatto assaggiare in anteprima allo ShowRum e attende gli ultimi passaggi burocratici per entrare ufficialmente in catalogo.

È invece una limited edition da 30mila bottiglie quella presentata da Santa Teresa 1796, che ha proposto una versione del celebre rum invecchiato con metodo Solera, che registra un finish in speyside whisky cask: il risultato è un rum che strizza l’occhio agli appassionati di whisky, che riconoscono in questo rum le caratteristiche del loro distillato preferito.

Fra i banchi di degustazione, rum da tutto il mondo

Se in questa edizione di ShowRum si sono notate alcune rumorose assenze di brand importanti, come sempre si è registrato un parterre internazionale di rum e di sicuro la parte del leone l’ha fatta Rinaldi 1957. Fra i banchi dedicati al gruppo bolognese, si sono fatti notare l’ultimo arrivato nel portfolio, il rum giapponese Minoki, invecchiato in botti di Mizunara e filtrato con coralli, ma anche il gusto robusto dell’edizione commemorativa di Pusser’s Rum, il distillato ufficiale che veniva somministrato ai marinai della Royal Navy britannica. Il Deptford Dockyard Reserve è stato realizzato da Pusser’s Rum in occasione del 52° anniversario del Black Tot Day, ovvero la fine delle razioni giornaliere di rum per i marinai, assemblando un blend dei distillati delle ex colonie caraibiche inglesi.

Trend e prospettive

A far gli onori di casa non poteva mancare l’organizzatore della manifestazione, Leonardo Pinto, per gli amici “The rum searcher”, che conferma l’andamento del settore su due binari dicotomici: da un lato il mondo del collezionismo che non si ferma, anzi è in crescita, dall’altro una contrazione dei consumi al bar, a causa della crisi e di una tendenza a bere di meno o drink meno alcolici, se non analcolici.

Va in questa direzione anche il divertente trolley realizzato da Paolo Sanna in collaborazione con Pallini che rispolvera la romanissima tradizione della grattachecca, «ma ovviamente con aggiunta di rum», chiarisce il patron del Banana Republic.

Per quanto riguarda gli stili che si stanno affermando, dal suo osservatorio, Pinto nota come negli Stati Uniti stia prendendo piede il fenomeno degli Spiced rum, ovvero quelli con aggiunta di botaniche, che in Italia sono ancora bistrattati.

I premiati “Best in Class”

  • Rum Agricole Style Blanc (Column still) > HSE Blanc Parcellaire 2016
  • Rum Agricole Style 1-3 yo (Pot Still & Blended)> O’Reizinho 3yo Cognac Cask Finish
  • Rum Agricole Style 4-7 yo (Column still) > HSE VSOP
  • Rum Agricole Style 4-7 yo (Pot Still & Blended) > O’Rezinho 6yo Cask Strength
  • Rum Agricole Style 8-12 yo (Column still)> Montebello Vieux 8 ans
  • Rum Agricole Style >12 yo (Column still) > Barbancourt 15yo Reserve du Domaine
  • Cachaça > Cachaça Fazenda Soledade 5 Madeiras
  • Independent Bottlers/Special Ageing > Rum Plantation Venezuela 2010
  • Traditional rum up to 7 yo (Column still) > Ron Abuelo 7
  • Traditional rum up to 7 yo (Pot Still & Blended) > Rum Mount Gay Black Barrel
  • Traditional rum 8-12 yo (Column still) > Admiral Rodney Royal Oak
  • Traditional rum 8-12 yo (Pot Still & Blended) > Rum Mount Gay XO
  • Traditional rum >12 yo (Column still) > Coloma 15 años
  • Traditional rum >12 yo (Pot Still & Blended) > Pusser’s 15 Years Old
  • Traditional Rum No Age Declared (Column still) > Ron Abuelo Centuria
  • Traditional Rum No Age Declared (Pot Still &Blended)> Hell or High Water XO
  • Traditional Rum Solera Ageing > Ron Centenario Fundación 25
  • Spiced / Flavoured Rum > Plantation Stiggins’ Fancy Pineapple

Apre il temporary store di Panettone Day 2023

Lo spazio in Corso Garibaldi 50 ospiterà i grandi lievitati dei finalisti dell'edizione 2023 del concorso

Il temporary store di Panettone Day riapre i battenti di Corso Garibaldi 50. Come avviene ormai da qualche anno, il locale ospiterà le creazioni dei vincitori e finalisti del concorso dedicato al grande lievitato natalizio. A selezionarli, la giuria capitanata dal maestro Gino Fabbri. Inoltre, per tutto il mese di ottobre, ogni giovedì lo spazio ospiterà una serie di eventi e incontri tematici.

I panettoni in vendita

Per tutto il mese di ottobre, saranno in vendita all’interno dello Store 29 lievitati artigianali provenienti da tutta Italia. Questi prodotti sono stati selezionati dalla giuria guidata da Fabbri e composta da Marco Pedron, Pastry Chef e Direttore didattico dell'area pasticceria di Congusto Gourmet Institute, lo Chef Carlo Cracco, Marta Boccanera, Pastry Chef premiata con Tre Torte nella guida Pasticceri&Pasticcerie 2023 del Gambero Rosso, Adriano Del Mastro, uno dei maestri panificatori più interessanti d’Italia premiato con i Tre Pani dalla Guida del Gambero Rosso, e il vincitore della categoria Tradizionale dell’edizione 2022, Giordano Berettini. Si va dai panettoni tradizionali, glassati e non, ai creativi fruttati e al cioccolato, fino a quelli al cioccolato Gold e gli innovativi lievitati al cubo. Tra questi non possono mancare le creazioni dei vincitori dell’edizione 2023 di Panettone Day. Sarà possibile acquistare il Miglior Panettone Tradizionale di Domenico Napoleone, della Pasticceria F.lli Napoleone di Rieti. Disponibile anche la variante mela e cannella di Bartolo Carbè dell'Antico Forno Carbè di Siracusa, premiata come Miglior Panettone Creativo Dolce e selezionata anche per il premio speciale Panettone per la Prima Colazione. Ci sarà anche il Miglior Panettone al Cioccolato Gold di Francesco Bertolini della Pasticceria Casa del Dolce Bertolini & Figli a base di mela, cannella e cioccolato Gold. Infine, Santo Giarrusso della Pasticceria Pasubio di Catania, vincitore del premio speciale Lievitato al Cubo, proporrà una golosa variante al pistacchio di lievitato nell’inedita forma cubica.

Il calendario degli eventi al temporary store di Panettone Day

Come ogni anno, lo spazio del Temporary Store si animerà con una serie di eventi dedicati al più celebre dei lievitati. Il punto vendita ospiterà diversi appuntamenti in collaborazione con i partner del concorso: Novacart, Callebaut, Vitalfood e 1895 Coffee Designers by Lavazza.

  • giovedì 12 ottobre, dalle 17:30 alle 20:00, serata in collaborazione con Callebaut. Ci sarà l'assaggio dei panettoni al Cioccolato Gold, per scoprire questa deliziosa variante al caramello;
  • giovedì 19 ottobre, dalle 17:30 alle 20:00, evento firmato Novacart. Alla scoperta dei lievitati al Cubo, realizzati con una forma cottura innovativa recentemente lanciata sul mercato dall’azienda;
  • giovedì 26 ottobre, dalle 17:30 alle 20:00. Aperitivo in compagnia di Birrificio Vetra, che delizierà gli ospiti con un abbinamento tra panettone e una birra realizzata esclusivamente per Panettone Day;
  • Inoltre, venerdì 13 ottobre, per tutta la giornata, sarà possibile degustare e acquistare i marron glacés di Vitalfood, insieme a un panettone special edition.

Cos'è Panettone Day

Panettone Day è il concorso nazionale di pasticceria, riconosciuto ormai tra i più autorevoli nel panorama dei lievitati d’eccellenza. La competizione è nata dalla spinta creativa di due aziende leader nel mondo della pasticceria artigianale: Braims del gruppo CSM Ingredients, e Novacart. Le due aziende, forti della collaborazione degli sponsor, si impegnano a scoprire, premiare e valorizzare i migliori panettoni artigianali d’Italia e i pasticceri che si dedicano all’arte dei lievitati.

Info e costi

Il temporary store di Panettone Day si trova a Brera, in Corso Garibaldi 50, (angolo via Palermo) a Milano. È aperto tutti i giorni, dalle 10 alle 20. Tutti i panettone sono proposti in formato da 500 grammi e messi in vendita a 15 euro.

Purity C iQ di Brita, partner smart sempre attivo per la filtrazione dell’acqua

L’innovativo sistema filtrante intelligente e connettivo assicura la massima qualità dell’acqua in uscita dalla macchina espresso. Un partner sempre attivo che elimina gli interventi manuali.

Purity C iQ è il sistema filtrante sempre attivo, che dall’installazione all’esaurimento della cartuccia effettua monitoraggi continui in entrata, regolando automaticamente le impostazioni e il bypass per fornire in ogni momento la stessa qualità dell’acqua in uscita; inoltre facilita lo spurgo.

Il rapido filmato lo presenta in modo efficace. Lo compongono la testata smart Purity C iQ, che monitora l’acqua e interviene al fine di fornire costantemente la stessa qualità in uscita; la cartuccia Purity C iQ, il portale Brita Purity iQ e l’app di servizio Purity C iQ.

Non sono più necessarie analisi manuali dell’acqua e impostazione (e periodica verifica) del bypass: fa tutto il sistema Purity C iQ, che semplifica anche l’installazione e riduce gli errori nel prevenire la formazione di calcare sulle attrezzature. La testata si collega anche al portale Brita iQ dove si possono visualizzare le informazioni a colpo d’occhio e da cui è possibile modificare l’impostazione di una o più testate del filtro Purity C iQ da remoto.

Un sistema che porta numerosi vantaggi, dalla riduzione del rischio di depositi con maggiore affidabilità della macchina espresso, alla qualità costante in tazza che soddisfa al meglio il cliente e una gestione degli impianti semplice ed efficiente.

Per saperne di più visitare il sito brita.it/purity-c-iq

Tattico, l’amaro moderno che guarda alla mixology

Amaro Tattico
I creatori di Amaro Tattico (da sx): Remo Giannattasio, Letizia Lazzaro e Michele Ferruccio (credit foto: Officina Visiva)
Prodotto artigianalmente con soli ingredienti naturali, l’amaro creato da Michele Ferruccio, Letizia Lazzaro e Remo Giannattasio reinterpreta la tradizione in stile contemporaneo. Proponendosi come protagonista della bevuta dall’aperitivo al dopo cena

Si conferma estremamente vivace il panorama dell’amaro italiano. Un mondo ricco e vario, dalla tradizione secolare, dove continuano a comparire etichette che di questa tradizione sondano nuove possibilità espressive per proporne sempre inedite interpretazioni. Interpretazioni che sempre più spesso guardano anche alla miscelazione, dove gli amari negli ultimi anni stanno conquistandosi uno spazio importante e dove vengono utilizzati come base alcolica o come ingrediente aromatizzante dei cocktail. A questo mondo guarda anche Amaro Tattico cha ha fatto la sua comparsa sul mercato alla fine dello scorso anno.

Il progetto è nato dall’iniziativa di tre amici, Michele Ferruccio e Letizia Lazzaro, che fanno coppia anche nella vita, il primo bartender e gestore di importanti realtà del settore food e beverage del panorama romano, la seconda laureata in Chimica e Fisica e da oltre dieci anni impegnata nella ricerca nel campo della drug discovery (farmaci e tecniche innovative), e Remo Giannattasio, da quasi 20 anni attivo nell'hospitality (bar e ristoranti) e da 5 anni F&B manager, fondatori di Mango Drinks, la società proprietaria del marchio, con sede a Roma, dove “Mango” è l’acronimo di Modern approach in gastronomic operations, a sottolineare la spinta a innovativa che caratterizza il loro approccio al mondo del fuoricasa.

«Tutto è cominciato durante la pandemia, quando abbiamo avviato ricerche e studi con l’obiettivo di portare sul mercato un prodotto miscelabile, dallo stile contemporaneo, che rinnovasse la tradizione dell’amaro: un amaro, insomma, che potesse essere protagonista della bevuta dall’aperitivo al dopo cena - racconta Ferruccio -. Dopo lunghe sperimentazioni, abbiamo trovavo la formula giusta che abbiamo sottoposto alla prova di alcuni bartender amici, ottenendo un riscontro molto positivo. Quindi siamo andati avanti con lo sviluppo del prodotto, per poi avviare la sua produzione e lanciarlo sul mercato».

100% naturale

100% naturale, Amaro Tattico (alc 25% in vol) è realizzato artigianalmente da una realtà di Crespano del Grappa, in Veneto, scelta dai tre soci per i suoi alti standard qualitativi e l’attenzione alla sostenibilità, valore centrale per il brand. La sua ricetta prevede il solo uso di ingredienti naturali, senza aromi, conservanti e coloranti artificiali, e approvvigionati dal mercato italiano ed europeo, in modo da garantire la certificazione di tracciabilità dell’intera filiera.

Naturale è anche il colore rosso ramato dell’amaro, ottenuto dalla lavorazione delle bucce della prugna e della patata viola. Queste vengono trattate, da un’azienda specializzata, con un doppio processo di estrazione per evaporazione ed essiccazione: un processo sostenibile che, partendo dagli scarti della frutta e della verdura, che altrimenti andrebbero buttati, produce i pigmenti di colore intenso e pulito che non alterano il gusto finale del prodotto.

Ogni botanica lavorata ad hoc

Una decina sono le botaniche utilizzate, tra erbe, spezie e radici, delle quali le principali sono l’arancio dolce e quello amaro, china, genziana, artemisia, camomilla e zenzero. La loro lavorazione si discosta dalla tradizione, dove solitamente gli ingredienti vengono trattati insieme. «Abbiamo scelto di trattare singolarmente ogni botanica con una lavorazione differente per poi andarle a unire: per alcune, come la genziana, eseguiamo un processo di infusione, per altre la distillazione, come nel caso della camomilla, e per altre, come la quassia, la tintura – spiega Ferruccio -. Questo ci permette di ottenere il meglio da ogni materia prima, ma consente anche di scalare facilmente la produzione, nel caso di forti incrementi della domanda, come ci auguriamo, senza dover intervenire sul bilanciamento della formula».

Un’altra particolarità riguarda l’uso dello zucchero. «Ne utilizziamo una quantità molto bassa, in più non costituta solo dal classico saccarosio: circa la metà è infatti destrosio, che evita l’effetto “dolcione”, cioè non lascia al palato la tipica patina zuccherina del primo, invitando così a una seconda bevuta – continua Ferruccio -. A questo effetto contribuisce anche la presenza nella ricetta dello zenzero, che pulisce e lascia fresca la bocca».

Complesso e delicato

Il risultato di questo lavoro è un amaro equilibrato, rotondo e delicato, grazie anche all’uso di una base di alcol di cereali, che dona struttura ma senza aggredire il palato, di facile bevuta, ma al tempo stesso, dal carattere complesso. Un amaro che si presenta al palato con le note agrumate dell’arancio, seguite dall’amaricante portato da genziana, china e artemisia, e da quelle floreali della camomilla e dell’ibiscus, per un finale pulito e profondo, chiuso dalle gradevoli noti speziate dello zenzero. Un susseguirsi di sensazioni che si ricalca anche al naso.

Un ingrediente per la mixology

Caratteristiche che ne fanno un prodotto versatile, ottimo come classico digestivo dopo i pasti, da servire fresco a una temperatura di 3-6° C per lasciarlo esprimere in tutte le sue sfumature, o con ghiaccio, accompagnandolo con un peel di agrume, ma anche un valido ingrediente per i bartender. «In questa veste Amaro Tattico si esprime al meglio nei cocktail d’aperitivo in stile Negroni, Boulevardier, Americano, dove va a sostituire la parte bitter – spiega Ferruccio -. Lo stesso in Highball rinfrescanti a bassa gradazione, ma anche in un Margarita, impiegandolo al posto dei liquori dry orange, rispetto ai quali unisce alla nota di arancia una maggiore profondità data dalla sua parte speziata più complessa, e lo stesso in un Martinez. È un prodotto sempre più apprezzato dai bartender proprio per la sua complessità e versatilità che permettono anche di sperimentare molto».

La ricchezza e profondità aromatica di Tattico sono alla base anche del signature creato dal marchio, il Tattico Spritz: un’originale versione del classico aperitivo, fresca e leggermente amaricante, preparata semplicemente unendo ad Amaro tattico dell’acqua tonica e completando con una scorza di limone.

In tour nei locali

Per quanto riguarda la distribuzione (l’amaro è disponibile online su Bottega Alcolica), i tre soci hanno stretto accordi con vari grossisti. «Stiamo completando la rete perché preferiamo non avere un distributore unico, ma affidarci a diverse realtà nei vari territori – conclude Ferruccio -. Poi abbiamo avviato una serie di attività nei locali della Penisola per presentare e far conoscere il prodotto e coinvolgere direttamente i bartender, target fondamentale per Amaro Tattico, anche chiedendo loro di inviarci “signature tattici”, ovvero originali creazioni a base dell’amaro che poi pubblichiamo sui nostri social».

La ricetta

Tattico Spritz

Ingredienti:
50 ml Amato Tattico, 100 ml acqua tonica
Preparazione:
build
Guarnizione:
scorza di limone

Luca Cioffi è il nuovo direttore generale di Essse Caffè

Luca Cioffi
Luca Cioffi
Con una lunga esperienza nel settore, lavorerà a fianco della famiglia Segafredo con l’obiettivo di proseguire il cammino di sviluppo e crescita aziendale.

La torrefazione bolognese Essse Caffè ha un nuovo direttore generale: Luca Cioffi, una figura di spicco che si inserisce nell’ampia vision aziendale, sempre volta a migliorare la capacità di innovazione interna e «offrire valore ai clienti - sottolinea il presidente Francesco Segafredo . Un processo dinamico che richiede un’attenta strategia e una capacità di risposta efficace». E la nuova nomina va in questa direzione.

Laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Bologna e in possesso di un master in Business Administration presso la Heriot Watt University di Edimburgo, Luca Cioffi vanta una pluriennale esperienza nel mondo delle torrefazioni avendo lavorato per oltre vent’anni presso il Gruppo Coind dove, entrato con il ruolo di export manager nel 2002, ha occupato numerose posizioni in area commerciale sino ad assumere la responsabilità di Ceo nel 2017 e di presidente nel 2020. 

In qualità di direttore generale della Torrefazione bolognese, lavorerà a fianco della famiglia Segafredo con l’obiettivo di proseguire il progetto di sviluppo e crescita di un’Azienda che continua a investire nel futuro, mantenendo le sue radici ancorate alla tradizione, la chiave di successo che le ha permesso di arrivare ad essere un riferimento nel settore horeca nel corso di oltre 40 anni.

Fondata nel 1979 da Francesco Segafredo con le sorelle Chiara e Cristina, Essse Caffè riassume i suoi valori nelle tre “S” che caratterizzano il suo nome: Scienza, Sapienza e Specializzazione ed è un marchio di successo in tutta Italia e all’estero, sinonimo di autenticità ed eccellenza, contraddistinto dall’inconfondibile “family feeling” delle sue miscele. Grazie alle collaborazioni universitarie - Facoltà di Agraria delle Università di Bologna, Cesena e Foggia - l’Azienda ha acquisito elevato spessore scientifico nel proprio settore, con conoscenze su ogni tipologia di caffè, dalla torrefazione al confezionamento, fino al caffè in tazzina.

Ai fondatori, oggi si affianca la quarta generazione della famiglia: Pietro Buscaroli, Agata Segafredo, Riccardo e Ruggero Auteri che condividono la missione imprenditoriale con uno sguardo verso il futuro. 

Ballor 100, il giro del mondo in 100 erbe

Ballor 100
Siamo stati al lancio dell'amaro Ballor 100, il nuovo nato di Casa Bonollo. Questo il resoconto

Incenso, mirra, nella sua formula manca solo l'oro, ma il più è fatto. L'amaro Ballor 100, presentato ieri nella corte dalla cornice arborea dell'Hotel Indigo di Milano, è il buon frutto di un esercizio acrobatico. Quello di un liquorista che, con rare doti da equilibrista, è stato capace di mettere d'accordo, profondità e morbidezza; erbe da tutti continenti; note erbacee e terrose; l'impeto della genziana e del rabarbaro cinese; l'ebrezza dell'artemisia; gli accenti speziati del pepe di cubebe o pepe grigio; la freschezza del lemongrass e della menta di Cuneo. Ballor 100 profuma non di di cento, ma di mille terroir. All'assaggio il gusto è ben definito e distintivo. In miscelazione dona al classico Americano un accelerazione fuori dal comune. Quello preparato dal brand ambassador Mauro Suman è, a tutti gli effetti, un "Ultra Americano", nel senso che va oltre le convenzioni e, paradossalmente, richiama l'Americano delle origini quando il drink consisteva in un mix di note amare (di amaro, appunto) e Vermouth. L'Ultra Americano, così lo abbiamo battezzato, è una aperitivo facile da bere, più che un dopocena. Come un amaro, ma allo stesso tempo oltre l'amaro. Il segreto per mantenere costante negli anni lo standard produttivo? «Principalmente - spiega Elvio Bonollo - la sapienza dei master herbalist e le unione dei botanicals per famiglie». Per concludere, spazio anche per le dediche: Ballor 100 è un omaggio a Henry Freund, che nel 1856 fondò la Freund Ballor & C.IA insieme a Paul Ballor ed Emilie Roussette, a cui sono dedicati invece rispettivamente il Vermouth e il Gin. Infine l'identikit: 32% vol. il tenore alcolico, 70 cl il formato della bottiglia.

LA STORIA di BALLOR

La Freund, Ballor & C.IA fu fondata a Torino nel 1856 da Paul Ballor, Henry Freund ed Emilie Roussette.  Oltre 165 anni di storia e fascino, con aneddoti e reperti storici che testimoniano la tradizione del brand e dei suoi prodotti più riconosciuti.

A fine ‘800 la città di Torino iniziava la sua grande trasformazione verso la modernità, i liquoristi piemontesi godevano di fama internazionale grazie al periodo d’oro del vermouth e i tre amici - facendo proprio questo entusiasmo - crearono una delle aziende più all’avanguardia dell’epoca che velocemente acquisì notorietà per la qualità dei suoi prodotti.

Sulle etichette dei liquori, iniziavano a fare la comparsa le prime locomotive, simbolo della forza trainante dello sviluppo crescente di quel periodo. Già prima della fine del secolo Ballor & C.IA spostò il proprio stabilimento a Cambiano lungo la tratta ferroviaria che collegava Torino a Genova: una mossa strategica per movimentare più velocemente le merci ed accrescere lo sviluppo commerciale.

Non solo Vermouth. Amaro, Gin, Cognac e Vino Chinato, varia era la produzione della Freund, Ballor & C.IA Così iniziò a diffondersi la voce della qualità dei loro prodotti nel Regno di Sardegna e poi Firenze, Londra, Dublino, Chicago, Parigi. La voce arrivò fino a Casa Savoia che nel 1902 nominò l’azienda liquoristica “Sovrintendente del Re d’Italia”, un riconoscimento per pochi.

Il XIX secolo fu l'epoca d'oro per i liquoristi piemontesi, che diventarono famosi in tutto il mondo grazie al grande successo del vermouth. L'abitudine di bere un bicchiere di vermouth al mattino si diffuse soprattutto perché mediata da contenuti salutari alla fine del XVIII secolo. Nel XIX secolo i liquoristi torinesi cercarono di stabilizzare la ricetta aggiungendo zucchero e alcool. In questo modo le persone iniziarono a consumare il vermouth non solo per i suoi argomenti salutari ma anche per il suo gusto gradevole: fu così che diventò ben presto uno degli aperitivi più apprezzati dell'epoca.

Nella seconda metà del XIX ed all’inizio del XX secolo i prodotti Ballor parteciparono a numerose esposizioni universali in Italia ed all’estero, conseguendo diversi premi e menzioni:

Nel 1861, Medaglia d’Oro all’Esposizione di Firenze

Nel 1863, Medaglia d’Oro all’Esposizione di Londra

Nel 1965, Medaglia d’Oro all’Esposizione di Dublino

Nel 1893, Diploma d’Eccellenza all’Esposizione di Chicago

Nel 1900, Medaglia d’Oro all’Esposizione Universale di Parigi

 

Dal 1920 in poi il marchio passò a diverse proprietà, fino ad arrivare nei tempi recenti ai Bonollo di Padova.

Gelato Festival World Masters, al via la prima semifinale italiana

Il 24 e il 25 ottobre si sfideranno 102 gelatieri per eleggere gli 8 nomi che accederanno alla finale italiana

Gelato Festival World Masters si prepara a eleggere gli 8 nomi dei professionisti che accederanno alla finale italiana. Il 24 e il 25 ottobre a Bologna si terrà infatti la prima semifinale. Ci saranno 102 artigiani del gelato, impegnati a cercare di staccare il biglietto per vincere il titolo del principale torneo internazionale di categoria con partner Carpigiani e Sigep – Italian Exhibition Group.

In attesa del vincitore

Il 24 e il 25 ottobre il campus della Carpigiani Gelato University ad Anzola Emilia diventerà il teatro di un’avvincente sfida di gelateria. In questa occasione saranno selezionati gli 8 vincitori che accederanno alla Finale Italiana di Gelato Festival World Masters nel 2025. Una seconda semifinale è in programma nel 2025. Gli 8 vincitori saranno annunciati il 25 ottobre alle ore 15.00. I 102 gelatieri coinvolti hanno superato un anno di selezioni ed eventi, che hanno visto gareggiare circa 500 partecipanti. Un percorso quadriennale in continuo movimento. Infatti, l’elenco incluso in questo comunicato riporta i 90 partecipanti che hanno diritto a prendere parte alla semifinale, i restanti 12 arriveranno dalle competizioni ancora in corso fino al 12 ottobre. Le regioni con più gelatieri in lizza al momento sono la Campania (16) e la Sicilia (16), seguono Calabria (11), Lombardia (9), Abruzzo (6), Friuli Venezia-Giulia (6), Umbria (6), Emilia-Romagna (5), Piemonte (5), Basilicata (4), Lazio (2), Liguria (2). Toscana (1) e Veneto (1).

Gelato Festival World Masters: un percorso lungo 5 anni

Con l’edizione 2022-25 Gelato Festival World Masters arriva al tredicesimo anno di attività, avendo debuttato a Firenze nel 2010 ispirandosi all’ideazione della prima ricetta di gelato per mano del poliedrico architetto Bernardo Buontalenti nel 1559. Da allora la manifestazione ha allargato i propri confini espandendosi prima nel resto d’Italia, poi in Europa e – dal 2017 – anche negli Stati Uniti, prima di abbracciare tutto il pianeta con il campionato mondiale dei Gelato Festival World Masters che con l’edizione 2018-2021 ha coinvolto oltre 3.500 gelatieri.

Da Torino, cronaca del successo di una giornata a tutto caffè

Fabio Verona
Fabio Verona
Fabio Verona ha organizzato nella Giornata Internazionale del Caffè un evento denso di interesse per professionisti, coffee lover e curiosi: grande la partecipazione.

Realizzare una giornata diversa dal solito, inclusiva e aperta a tutti, in grado di dare stimoli e motivi di interesse al professionista come a chi ogni giorno gusta la bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua, con un focus specifico sulla qualità e la sostenibilità: questa sfida complessa ha spinto Fabio Verona a organizzare un International Coffee Day decisamente insolito e di grande successo.

La giornata “a tutto caffè” si è svolta a Torino presso il Green Pea, il primo green retail park dedicato al rispetto per l’ambiente, una tematica sempre più centrale per il settore: al suo interno, tre piani hanno ospitato le postazioni che hanno accolto i visitatori facendo conoscere a fondo un prodotto che per lo più consumano senza conoscerlo, a partire dai suoi elementi primari: il caffè verde e l’acqua.

Talia Miceli, torrefattrice e vicepresidente di Women in Coffee Italy insieme al tesoriere Alessandro Spiga (coffee trader) hanno spiegato come avvengono la scelta e la selezione della materia prima; accanto, Daniele Marino di Brita, faceva degustare acque con diversi tipi di filtrazione, spiegando l’importanza di questo trattamento per la preparazione del caffè e quanto questa preziosa risorsa vada preservata.

Salendo al primo piano si poteva apprendere come nasce una tazzina attraverso le parole degli esperti di Ipa, mentre accanto Edoardo Fra e Andrea Pilotti del team Costadoro mostravano come preparare una moka perfetta con un caffè biologico e sostenibile; da parte sua Lucio del Piccolo affascinava con una selezione di caffettiere storiche della sua collezione, mentre Stefano Cevenini ne mostrava l’evoluzione, la Moka Pump realizzata da E&B Lab, che permette di estrarre la bevanda a temperature inferiori, senza bruciare il caffè. Per tutta la giornata, l’artista Fabio Ghibaudo ha realizzato opere dipinte con il caffè; il ricavato delle vendite è stato devoluto all’IWCA tramite una iscrizione da coffee lover.

Al terzo piano protagoniste le notizie sul mondo del caffè nello spazio curato da Bargiornale, che per sottolineare l’importanza dell’economia circolare nel settore, regalava dei pacchettini contenenti fondi di caffè per uso botanico; l’etichetta rimandava a una pagina della newsletter arabica100per100 dove poter trovare molti modi per il suo riutilizzo. Accanto alle riviste, in primo piano, il libro di Fabio Verona Professione Barista – manuale pratico per l’espresso perfetto, con tanti utili segreti per chi si affaccia o opera nel settore.

Poco distante era protagonista la pratica, a cominciare dalla degustazione con differenti metodologie di estrazione di caffè specialty di Little Bean, Caffè Hardy, Costadoro, Eligo coffee e His Majesty the Coffee. Alpro ha offerto bevande vegetali e Keber ha dimostrato l’influenza che le macine hanno sul prodotto in tazza.

Nel pomeriggio si sono svolte due competizioni. Latte Art Throwdown organizzato da Alpro è stato vinto da Giuseppe Campanella. In parallelo si è svolto il Master Grinder Coffee Championship, ideato da Fabio Verona e in questa tappa sponsorizzato da Costadoro i giudici Luca Ventriglia, Luigi Pillitu, Luca Bernardoni e Gilberto Guidi hanno decretato vincitore Francesco Orsi; con lui gareggerà nella finale milanese al Milan Coffee Festival anche Simone Previati.

Numerosi talk hanno toccato diverse tematiche del vasto mondo del caffè, dall’andamento e le previsioni per gli specialty all’intervento di un gruppo di donne impegnate nel settore che hanno dibattuto sul tema Il ruolo delle donne nel mondo del caffè.

Ha offerto una graditissima parentesi dolce il maestro Giovanni Dell’Agnese, che ha proposto dolci realizzati con caffè di qualità.

«Sono stati molti i professionisti che ci hanno raggiunti per far visita all’evento e degustare caffè, ma insieme a loro anche tanti utenti finali - osserva soddisfatto Fabio Verona -. Proprio con questi ultimi si è avuto il rapporto più bello, a partire dai giovanissimi per arrivare a consumatori ai quali sovente si presta meno attenzione, pensando che il mondo specialty non sia per loro: gli anziani. A questo proposito c’è una foto scattata da Federico Pezzetta (CoffeeAndLucas / myMediaStudio) con due persone anziane che degustano un caffè filtro guidate da Paolo Scimone, in cui a mio avviso si riassumere lo spirito con cui è stato pensato questo evento: avvicinare tutti, ma proprio tutti a una nuova consapevolezza. Ringrazio i partecipanti per l’entusiasmo e la disponibilità, Green Pea per avere permesso di sfruttare tutti gli spazi della location e ToBe Events per la gestione dell’evento». L’appuntamento è per il prossimo anno.

Partita la nuova edizione della Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition

Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition
Replicare nelle proprie creazioni l’approccio visionario Alexandre Gabriel, ceo e master distiller di Maison Ferrand, è la sfida lanciata ai bartender in questa edizione del cocktail contest di Pierre Ferrand Dry Curaçao

Si parte con una nuova edizione di Do it Dry! The Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition. Si sono infatti aperte le iscrizioni per il cocktail contest organizzato da Compagnia dei Caraibi in collaborazione con Maison Ferrand, al quale ci potrà partecipare fino al 27 ottobre, data ultima per presentare la propria originale ricetta di cocktail a base di Pierre Ferrand Dry Curaçao.

Contest che si caratterizza per la scelta di un tema ogni anno diverso che deve ispirare la creazione del bartender. Se lo scorso anno il tema era il Classico nel futuro (leggi Luca Bruni vince la Do it Dry! The Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition con il Mai Tai di sintesi) e quello prima la creazione di un cocktail ready to drink (leggi Federico Casucci è il vincitore di Do it Dry!), quello scelto per questa edizione è davvero molto intrigante: Quel gran genio di Gabriel. Dove per Gabriel si intende Alexandre Gabriel, ceo e master distiller di Maison Ferrand.

In pratica, quello che si chiede ai concorrenti di ispirarsi alla figura e alla storia di Gabriel, cercando di replicare nelle proprie creazioni l’approccio visionario e fuori dagli schemi che ha sempre messo al servizio del mondo della mixology. Per esempio, i bartender possono rifarsi alle qualcuna delle diverse tecniche innovative utilizzate dal master distiller nel corso degli anni, come il doppio invecchiamento applicato a tutta la produzione di Plantation Rum, l’infusione con la quale viene realizzato il Dry Curaçao, il particolare assemblaggio impiegato per i cognac. E, ancora, l’invecchiamento dello zucchero usato per Citadelle Gin Old Tom o l’affumicatura utilizzata per i Single Cask di Plantation Rum. Così come un’altra rigogliosa fonte di ispirazione può essere l’approccio “No Waste” che caratterizza l’intera produzione della maison.

Come partecipare

Per partecipare alla sfida occorre iscriversi, entro il prossimo 27 ottobre, compilando l’apposito form sul sito del concorso (dove è disponibile il regolamento completo), inserendo i propri dati personali e la propria ricetta (completa di ingredienti, loro quantità, tecnica di preparazione). L’iscrizione va completata con un video della durata di un minuto, nel quale il concorrente presenta se stesso e l’idea alla base del cocktail.

La ricetta deve essere a base di Pierre Ferrand Dry Curaçao (almeno 2 cl), il triple sec artigianale della maison francese, importato e distribuito in esclusiva, come tutti i prodotti Maison Ferrand, da Compagnia dei Caraibi. Le regole non prevedono limite al numero di ingredienti che si possono utilizzare, tra i quali ci potrà essere anche un homemade (purché tracciabile). Inoltre, si possono utilizzare tutti prodotti appartenenti al portfolio di Compagnia dei Caraibi, mentre l’utilizzo di brand alcolici diversi è ammesso solo nel caso in cui la categoria merceologica ricercata non sia presente nel catalogo dell’azienda piemontese.

Le fasi della Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition

Tutte le ricette verranno valutate da una giuria composta da due giudici dal team advocacy di Compagnia dei Caraibi e due del team advocacy di Maison Ferrand che selezionerà le 6 migliori sulla base di tre criteri: bilanciamento degli ingredienti, originalità, attinenza con il tema della gara, presentazione del cocktail e di se stessi.

I loro autori prenderanno parte alla finale Do it Dry, in programma il 20 novembre a La Fesseria di Chiaia (Napoli). Alternandosi dietro il bancone del locale, i finalisti avranno 5 minuti di tempo per realizzare il loro cocktail in due esemplari e presentarlo alla giuria composta da un giornalista del settore, un representative di Maison Ferrand e un advocacy manager di Compagnia dei Caraibi.

Il vincitore staccherà un biglietto per un viaggio educational in distilleria Maison Ferrand presso Château de Bonbonnet, nella regione del Cognac in Francia.

A Spirits&Colori la distribuzione di Lucano Amaro Zero e Gin Giass

Lucano Spirits&Colori
Gruppo Lucano ha afidato all'azienda di Reggio Emilia la distribuzione esclusiva per l'horeca in Italia del suo spirit alcol free e del London dry milanese, acquisito di recente

Lucano Amaro Zero e Gin Giass entrano nel portafoglio di Spirits&Colori. Gruppo Lucano ha infatti affidato alla realtà di Reggio Emilia, specializzata nell’importazione e distribuzione di bevande di alta qualità, la distribuzione in esclusiva per il fuoricasa e su tutto il territorio nazionale del suo spirit alcol free e del gin milanese acquisito dal gruppo di Pisticci lo scorso anno (leggi Lucano mette le mani su Giass Gin).

L’Amaro analcolico

Lanciato sul mercato sempre nel 2022, Lucano Amaro Zero è la versione analcolica dello storico Amaro Lucano (leggi Amaro Zero, il primo prodotto alcol free firmato Lucano). Un prodotto pensato per inserirsi nel nuovo trend degli spirit a bassa o zero gradazione, che a sua volta risponde alle esigenze di consumatori sempre più attenti al benessere, ma che non vogliono rinunciare al bere di qualità.

Prodotto con la stessa formula del celebre Amaro, con l’eccezione dell’alcol, che prevede l’utilizzo di oltre 30 erbe, conserva tutta l’essenza mediterranea dell’originale: i profumi di mirto, rosmarino e agrumi, che si fondono con eleganza alla nota di camomilla e il gusto intenso e amaricante, con le sue tipiche e gradevoli note agrumate e floreali. Da servire liscio freddo o con ghiaccio, è ottimo anche per a preparazione di analcolici.

Giass London Dry Gin

L’altra new del catalogo di Spirits&Colori è Giass London Dry Gin (alc 42% in vol), un distillato artigianale che reinterpreta in modo moderno la tradizione del London dry. È preparato con 18 botaniche (ginepro, coriandolo, angelica, mela golden, scorza di arancia, rosa, camomilla, violetta, petali di arancio, karkadè, cipero, menta, finocchio, verbena, cardamomo, melissa, cassia e timo) provenienti principalmente dal Nord Italia e in particolare dalla fascia dolomitica, e si caratterizza per il carattere complesso e il perfetto equilibrio tra note floreali, fruttate e speziate.

La via “Verde” di pulyCAFF tra riciclo e zero spreco

Versata pulyGRIND Crystals
Prodotti per la pulizia della macchina espresso e del macinacaffè con ingredienti di origine naturale e pack in R-Pet, materiali riciclati e riciclabil.

Da sempre i prodotti per la pulizia della macchina espresso e del macinacaffè di pulyCAFF uniscono efficacia, facilità d’uso e rispetto per le apparecchiature e per l’operatore. A questi la continua ricerca e la capacità dell’Azienda di Vescovato (CR) di guardare sempre avanti e di anticipare le esigenze future, ha unito l’attenzione all’ambiente con la linea “Verde” di prodotti per la pulizia e con i nuovi pack in plastica riciclata.

Il primo prodotto realizzato con una miscela di ingredienti di origine naturale solubili in acqua e senza fosfati, è stato pulyCAFF Verde Power® nel 2014. Elimina i residui di caffè dal gruppo erogatore, dall’elettrovalvola e da tutti i passaggi d’acqua della macchina espresso, compresi filtri e portafiltri ed è in linea con le normative Comunitarie e normato al nuovo regolamento REACH e CLP. A questo sono seguiti pulyMILK Verde Power®, che elimina l’accumulo delle proteine dentro e fuori la lancia vapore, ideale per la manutenzione quotidiana delle lance dei cappuccinatori automatici. pulyGRIND Hopper® rimuove dalle pareti della tramoggia e del dosatore i grassi rilasciati dal caffè che, se non rimossi, danno il via al processo ossidativo.

Anche i pack sono sempre più amici dell’ambiente. L’ultimo presentato è il nuovo barattolo di pulyGRIND Crystals® da 405 grammi realizzato con una percentuale di plastica riciclata del 30%, evidenziata dal richiamo 30% Recycled Plastic in etichetta. I suoi cristalli a base di amidi alimentari privi di glutine, liberano le macine e la camera di macinatura dai depositi di caffè vecchio e rancido. Ha già un pack rispettoso dell’ambiente tutta la serie pulyCAFF® e pulyMILK®.

«Siamo molto soddisfatti dei risultati sin qui ottenuti e determinati nel proseguire il nostro cammino verso prodotti sempre più in linea con l’ambiente sia come formulazione sia per le confezioni che li accompagnano - afferma Gianfranco Carubelli, responsabile amministrativo di pulyCAFF® con il fratello Marco -. Presenteremo a Host il contenitore 100% R-Pet, plastica riciclata e riciclabile di pulyMILK Plus® e pulyMILK Verde Power®. L’auspicio è che presto tutti i nostri prodotti possano far capo esclusivamente al riciclo. Vogliamo fare la nostra parte nel contribuire alla riduzione dell’inquinamento causato dalla plastica, seguendo tre punti: riciclo, riuso e riduzione».

Rispetto per l’ambiente significa anche utilizzare la giusta quantità di prodotto, senza sprechi; per questo pulyCAFF ha messo a punto il filtro cieco Blindy: al suo interno è disegnato il cerchio giusta-dose, che permette di dosare pulyCAFF nella quantità corretta, rapidamente e senza sprechi: versandolo, si ha il giusto quantitativo quando i granuli raggiungono la riga che delinea il diametro.

Seguite ogni iniziativa alla pagina Facebook PULYCAFF Enjoy Your Espresso

Chocolate Culture debutta a Host Milano: gli eventi in programma

Il cioccolato dei grandi maestri sarà protagonista di masterclass, degustazioni, talk e presentazioni

Dal 13 al 17 ottobre Chocolate Culture sarà a Host Milano. L'associazione guidata dal maître chocolatier Davide Comaschi organizzerà per la prima volta uno spazio eventi dedicato al cioccolato durante la fiera internazionale più importante nel settore Ho.Re.Ca. Dal focus sul tiramisù all'accostamento tra tè e kombucha al cioccolato, il programma sarà ricco di incontri stimolanti.

Il programma di Chocolate Culture a Host23

Il 13 ottobre si inizierà con un “Tiramisù senza esagerare”, incontro firmato da Matteo Beluffi, campione italiano di LatteArt. A seguire si entrerà nel mondo della fermentazione con il focus “Dal Tè alla Kombucha al Cioccolato”. Il seminario sarà curato dall’enologo Ciro Fontanesi, lo chef Fulvio Vailati Canta della Scuola Internazionale di Cucina Italiana Alma e Alberto Simionato direttore di Chocolate Academy Milano, centro di formazione dedicato al mondo del cioccolato firmato da Barry Callebaut. Ciro Fraddanno, gelato chef dell’academy milanese, dimostrerà come fare “un gelato al cioccolato senza compromessi”. Il maître chocolatier piemontese Fabrizio Galla dell’associazione Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana (Apei), realizzerà e farà degustare il suo “Peccato” al cioccolato. “Cioccolato leggerissimo” è il titolo della masterclass condotta a quattro mani da Alberto Simionato e Marta Giorgetti.

Il programma del 14 ottobre

Il 14 ottobre sarà dedicato alla conoscenza del prodotto e delle tecniche di lavorazione. Si partirà con una lezione con degustazione di Frank Haasnoot, maître chocolatier olandese World Chocolate Master 2011. Condurrà una masterclass su come si possano realizzare le migliori creatività grazie alla tecnica di lavorazione del cioccolato. L'educazione del palato può cambiare il punto di vista produttivo professionale. Lo dimostreranno Monica Meschini, Direttore Europeo International Institute of Chocolate and Cacao Tasting, e Guido Castagna, maitre chocolatier di Apei esperto nella lavorazione del cioccolato e noto al grande pubblico per i suoi giuinotti. Saranno loro a condurre due ore immersive dedicate all'approccio Iicct nella degustazione del cacao e del cioccolato. Il chocolate lab sarà poi dominato da due grandi maestri dell’arte italiana del cioccolato: il super tecnico Gianluca Fusto e Andrea e Giacomo Besuschio della storica pasticceria di Abbiategrasso. Porteranno sul banco il loro Risotto Crunchy alla milanese. Alle 14.30 il Maestro elvetico Giuseppe Piffaretti di Apei, presidente della Coppa del Mondo del Panettone, farà vivere al pubblico di Host l’emozione del giurato con la degustazione dei migliori panettoni italiani al cioccolato. La giornata si chiuderà con il Maestro Luigi Biasetto di Ampi. Sarà protagonista di un approfondimento dedicato al cioccolato in pasticceria ed un’altra masterclass firmata da Frank Haasnoot.

Gli eventi del 15 ottobre

Il 15 ottobre inizia con una masterclass di Francisco Moreira. Il pasticcere e volto televisivo portoghese, condurrà un incontro dal titolo “cacao fruit in a bonbon”. Il tema della creatività in pasticceria sarà poi approfondito con Moreira e Comaschi per dare una visione sul futuro della pasticceria nel mondo. Lo chef Roberto Carcangiu, presidente Apci partner di Chocolate Culture, presenterà la sua ricetta “Risotto al cioccolato, cacio affumicato e crema di zucca infornata al miele e peperoncino”. Il cooking show sarà l’occasione per scoprire la versatilità del cioccolato anche in cucina. Il gelato al cioccolato verrà spiegato poi dal Maestro Roberto Beria, consulente prodotto Astori Group, e dal Maestro Vittorio Lucco gelatiere di Torino specializzato in pasticceria gelata. “Le Praline anidre a lunga conservazione” è il titolo della masterclass che il Maestro Stefano Laghi, vicepresidente dell’Accademia dei Maestri del Lievito Madre, condurrà nella terza giornata di Host Milano.

Il programma del 16 ottobre

Lunedì 16 ottobre lo spazio eventi di Chocolate Culture inizierà le sue attività con il Maestro del gelato Paolo Brunelli. A seguire ci si soffermerà sul tema della destagionalizzazione delle gelaterie grazie al cioccolato. Inoltre, si approfondiranno i prodotti al cioccolato che in gelateria generano più business. A guidare le riflessioni, Andrea Zingrillo della gelateria Wally e i fratelli Riva di Gelart. All’ora di pranzo si esibiranno gli chef della scuola internazionale di cucina italiana Alma Matteo Papa e Luigi Margiovanni. Il primo presenterà una masterclass con degustazione dal titolo "Dalla tradizione all'evoluzione in cucina". Margiovanni condurrà l'incontro "Dessert al piatto". A seguire i maestri Apei Denis e Andrea Buosi porteranno il loro cioccolato liquido, offrendolo al pubblico. Francesco Maggio, Irca Ambassador, illustrerà "Il cioccolato nella pasticceria Vegan". Il programma della giornata si chiuderà con un talk sulla ristorazione 3.0. Protagonisti lo chef Chicco Cerea e Davide Comaschi. Alle 17.30 si terrà una masterclass sul gelato al cioccolato con il Maestro Mauro Crivellaro, rappresentante della Mostra Internazionale del Gelato di Longarone.

Il programma del 17 ottobre

L’ultimo giorno sarà dedicato alla formazione delle generazioni future con una lectio magistralis condotta da Davide Comaschi, Roberto Beria e Matteo Berti per una classe del Politecnico del Commercio e del Turismo Capac di Milano. Il tema sarà “Il cioccolato è una ricchezza”. Oggi più che mai è necessario studiarne le qualità per poterne capire le molteplici applicazioni. Infine, Davide Comaschi condurrà una degustazione con abbinamento cocktail dal titolo "Gli spirits perfetti con il cioccolato". Alle 18 ci sarà il Closing party laboratorio per salutare e ringraziare tutti coloro che avranno seguito le attività di Chocolate Culture. Clicca qui per il programma completo.

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