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Intesa Fipe-Siae: dal 1° Gennaio la musica nei pubblici esercizi si paga a forfait

Un portale dedicato per chiedere i permessi, Music&Go, e un sistema di calcolo delle tariffe semplificato, basato su volume d’affari e dimensioni del locale

Si chiama Music&Go il nuovo portale che semplifica l’ottenimento dei permessi Siae per la musica nei pubblici esercizi, attivo dal 1° Gennaio 2024. Il lancio del portale fa parte di un’intesa siglata da Fipe-Confcommercio e Siae per facilitare i criteri di calcolo delle tariffe per gli intrattenimenti musicali nei locali. Una cifra che si andrà a basare, sempre dall’inizio del prossimo anno, partendo da parametri oggettivi: volume d’affari e dimensioni del locale.

L’obiettivo dichiarato è incentivare la musica nei locali e contrastare il fenomeno degli eventi musicali abusivi, una pratica dannosa non solo per gli autori che detengono i diritti, ma anche per le migliaia di imprese che da sempre rispettano la normativa del settore. «Con la consapevolezza che una maggiore responsabilizzazione dei Pubblici Esercizi e la semplificazione dei criteri di calcolo dei compensi rappresentino un vantaggio tanto per il settore, quanto per i titolari dei diritti d’autore», si legge nella nota. Siae avrà il compito di effettuare successivamente le opportune verifiche.

Compagnia dei Caraibi ha scelto il nuovo cfo: è Paolo Castagno

Compagnia dei Caraibi Paolo Castagno_Profile
Torinese, classe 1965, con una consolidata esperienza in ambito amministrazione, finanza e controllo maturata presso grandi gruppi internazionali, il manager assumerà l'incarico di chief financial officer dal prossimo gennaio

Prosegue il processo di sviluppo manageriale di Compagnia dei Caraibi. Dopo il riassetto delle aree marketing, comunicazione, operations e innovation realizzato lo scorso anno con la nomina di quattro nuovi manager (leggi Quattro nuovi manager per Compagnia dei Caraibi), ora è la volta dell’area finanziaria. A guidarla, a partire dal prossimo 8 gennaio, è stato scelto Paolo Castagno, con il ruolo di chief financial officer (cfo).

Torinese, classe 1965, laurea in Economia e commercio, Castagno ha acquisito negli anni una consolidata esperienza in ambito amministrazione, finanza e controllo. Ha lavorato con successo presso importanti gruppi internazionali nel settore manifatturiero, tra i quali Cartiere Burgo, Cebi, San Valeriano e Sinterama, dove ha ricoperto ruoli di responsabilità nella gestione aziendale. Il suo percorso professionale è poi proseguito nel settore dei servizi, con l'ingresso in Star7, dove è stato dal 2018 al 2022, ricoprendo diversi ruoli di rilievo, tra i quali quello di cfo, investor relation manager e infine M&A director. Inoltre è stato anche amministratore unico di Star7 Albania e membro del consiglio di amministrazione di Vertere, realtà acquisita durante il suo mandato in Star7.

Rafforzare il percorso di sviluppo

L’esperienza e le competenze strategiche, analitiche e di leadership del neo chief financial officer permetteranno all’azienda di rafforzare ulteriormente la struttura organizzativa, come sottolineato da Edelberto Baracco, ceo di Compagnia dei Caraibi, in una nota stampa che annuncia la nuova nomina. «La nomina di Paolo Castagno come nuovo cfo conferma la crescente volontà del Gruppo di valorizzare le risorse e le competenze interne ha dichiarato il ceo. L’esperienza di Paolo Castagno e la sua expertise consolidata consentiranno all’azienda di proseguire il percorso di crescita in linea con gli obiettivi di sviluppo».

Percorso di crescita e sviluppo che l'azienda sta portando avanti anche con importanti acquisizioni strategiche. Tra le ultime messe a segno, quella di Elephant Gin, realizzata esattamente un anno fa (leggi Compagnia dei Caraibi acquisisce Elephant Gin) e di una quota del liquorificio artigianale Amari & Affini (leggi Nuova acquisizione per Compagnia dei Caraibi).

Molto soddisfatto della nomina e di aprire questo nuovo capitolo nella sua lunga carriera, il diretto interessato. «È con profondo entusiasmo che accolgo la responsabilità derivante dalla mia recente nomina in qualità di chief financial officer presso Compagnia dei Caraibi – ha commentato Castagno nella stessa nota stampa -. Il mio impegno sarà lavorare in sinergia con il team finance e con le diverse unit aziendali per contribuire in modo significativo al posizionamento della società sui mercati finanziari, rendendo ancora più solido il ruolo di Compagnia dei Caraibi come player globale».

 

Le birre di Natale di Incanto e Birranova sul podio XMas Beers di Unionbirrai

Il segretario Unionbirrai, Simone Monetti, tra Ignazio Igo Iavarone del Birrificio Incanto e Roberto Di Palma del Birrificio Birranova
Al concorso XMas Beers di Unionbirrai sono state elette Birre di Natale le specialità Winter Ale 2112 del Birrificio Incanto e Primatia Dubbel ai Fichi del Birrificio Birranova.

Si è conclusa ieri la terza edizione del concorso XMas Beers organizzato alla fiera MediBex (Mediterranean Beer Experience) di Bari da Unionbirrai, l'associazione dei birrifici artigianali, riservato alle birre delle festività di Fine Anno. Due le categorie in gara: Miglior Birra Artigianale e Miglior Abbinamento con il Panettone.

Composta da vari operatori del settore, la giuria ha conferito il Primo Premio per la Miglior Birra a Winter Ale 2112 birra scura (9,2% alc) del Birrificio Artigianale Incanto di Casalnuovo di Napoli.
Il favore della giuria per il Miglior Abbinamento con il Panettone è andato a Primatia Dubbel Ai Fichi birra ambrata (9% alc) del Birrificio Birranova di Triggianello (Bari).

Al secondo e terzo posto della Miglior Birra e del Miglior Abbinamento è andato contestualmente la birra Guastafeste (10% alc) del Birrificio Mukkeller di Porto Sant'Elpidio (Fermo) e la birra Santo Stefano (8,2% alc) del Birrificio Agricolo Pagus di Rogno (Bergamo).

Il segretario generale Unionbirrai, Simone Monetti, ha consegnato i due primi premi a Ignazio Igo Iavarone del Birrificio Incanto e a Roberto Di Palma del Birrificio Birranova (nella foto di apertura).

Come ha dichiarato il titolare Ignazio Igo Iavarone di Birrificio Artigianale Incanto, birra 2112 Winter Ale è dedicata all'anno di fondazione della città di Napoli nel 21 dicembre 475 aC, allora colonia greca con il nome Neapolis. Birra 2112 Winter Ale presenta un colore scuro, (9,2% alc) e viene aromatizzata con noce moscata, fava di Tonka, cannella, albicocca essiccata, scorze di arancia amara.

Il panettone prescelto per l'abbinamento è stato quello di Pompilio Giardino del Panificio Pompilio di Ariano Irpino (Avellino) vincitore nella categoria Miglior Panettone Artigianale Tradizionale alla settima edizione del recente concorso Mastro Panettone di Bari.

Le birre prodotte appositamente per le festività natalizie, pur con diverse origini, hanno tutte caratteristiche comuni come gradazione più alta, aromatizzazioni speciali e colore ambrato, e si distinguono per le più diverse etichette in tema.

 

 

Celebra il Christmas Pickle, l’aperitivo natalizio firmato Hendrick’s Gin

Hendrick’s Gin
Hendrick’s Gin&Tonic e Pan brioche con tartare di vitello, maionese all’aneto e cetriolo pickles
È ispirata al rito del cetriolo di Natale la proposta di aperitivo creata dal marchio di gin con il ristorante Torre di Milano. Che ha il cetriolo come protagonista, sia dei drink scelti dalla brand ambassador Solomiya Grytsyshyn sia degli appetizer realizzati da chef Lorenzo Lunghi

Celebra il Christmas Pickle, curiosa tradizione natalizia di origine tedesca divenuta molto popolare negli Usa, il Christmas Cucumber, la proposta di aperitivo per le festività firmata Hendrick’s Gin. Una proposta che il brand di gin premium scozzese, distribuito da Velier, ha realizzato in collaborazione con il ristorante Torre in Fondazione Prada, a Milano, e dove i drink a base del distillato, scelti da Solomiya Grytsyshyn, brand ambassador di Hendrick’s per l’Italia, si accompagnano agli appetizer gourmet creati dallo chef Lorenzo Lunghi. Protagonista sia dei miscelati sia della parte food un ingrediente insolito: il cetriolo.

Un'antica tradizione diventata fenomeno social

Il motivo di questa scelta è proprio nella tradizione che il brand ha voluto celebrare, quella del “cetriolo di Natale” o Christmas Pickle. Questa vuole che una decorazione a forma di cetriolo sottaceto venga nascosta sull’albero di Natale e il primo bambino che il 25 dicembre riesce a trovarla avrà un anno fortunato e una ricompensa, di solito un regalo in più. Nata pare in Germania, l’usanza si è consacrata negli Stati Uniti e di recente ha assunto il carattere di fenomeno social, con decine di migliaia di posto su Instagram, attirando l’interesse della stampa internazionale.

Il Christmas Cucumber di Hendrick’s

E di Hendrick’s Gin, la cui ricetta prevede proprio un’insolita infusione di essenze di rosa e cetriolo che va a unirsi ad altre 11 botaniche provenienti da tutto il mondo, e che ne ha fatto il fulcro della sua proposta di aperitivo natalizio.

Per quanto riguarda la parte cocktail la scelta di Solomiya Grytsyshyn per il Christmas Cucumber è andata su due super classici della miscelazione: il Gin&Tonic, in versione Hendrick’s, che per l'occasione viene guarnito con tre rondelle sottili di cetriolo, e il French 75, aperitivo semplice e raffinato che nasce dall’unione tra gin, champagne e succo di limone, e decorato con una fetta di cetriolo.

Ad accompagnare i due drink le quattro creazioni di chef Lunghi, che vogliono raccontare la simbiosi di Hendrick’s Gin con il cetriolo attraverso la cucina: Ostrica con cetriolo e olio al tagete, Scampo marinato alla rosa, Tartelletta con cetriolo, panna acida e caviale e Pan brioche con tartare di vitello, maionese all’aneto e cetriolo pickles.

Ricette dove il cetriolo viene declinato in tutta la sua versatilità a livello di texture. Nell’ostrica è impiegato il succo del cetriolo come centrifugato, nello scampo marinato il secondo celebre profumo di Hendrick’s Gin, la rosa, abbracciare il gusto più deciso del cetriolo vaporizzato. Nella tartelletta è usato inntutta la sua naturale croccantezza, semplicemente condito con olio, sale e pepe, per abbinarsi alla cremosità della panna acida e alla sapidità del caviale. mentre nell'ultima ricetta si utilizza il pickles, il cetriolo sottaceto del quale si parla nella tradizione.

Le ricette

I cocktail di Solomiya Grytsyshyn

Hendrick’s Gin&Tonic
Ingredienti:
50 ml Hendrick’s Gin, 150 ml acqua tonica
Preparazione:
build
Guarnizione:
3 rondelle sottili di cetriolo
Bicchiere:
highball

French 75
Ingredienti:
30 ml Hendrick’s Gin, 10 ml sciroppo di zucchero, 10 ml succo di limone, top di champagne
Preparazione:
shake & strain
Guarnizione:
una rondella sottile di cetriolo
Bicchiere:
flute

Gli appetizer di Lorenzo Lunghi

Ostrica con cetriolo e olio al tagete
L’ostrica viene servita cruda, con un centrifugato di cetriolo e del cetriolo crudo con olio al tagete. In alternativa al tagete si possono lasciare delle foglie di rosmarino infuse 2/3 giorni in olio.

Scampo marinato alla rosa
Pulire lo scampo e marinato in olio alla rosa, con qualche goccia di lime e zest, per circa 15/20 minuti. Tagliare la testa, pulirla e passarla sulla brace, in modo da utilizzarla come cucchiaio. In alternativa alla brace la testa si può passare in padella. Una volta marinate le code di scampo, tagliarle a cubetti e appoggiarle sulla testa, e poi decorare il tutto con fiori edibili e, se si desidera, con qualche perla di limone caviale.

Tartelletta con cetriolo, panna acida e caviale
Tagliare il cetriolo fine, inserendolo nella tortelletta arrotolato a spirale. Condiamo con olio, sale e pepe e servire il tutto con panna acida e caviale.

Pan brioche con tartare di vitello, maionese all’aneto e cetriolo pickles
Tostare il pane fine a dorarlo e servire con tartare di vitello, maionese all’aneto e cetriolo pickles. Per la maionese: mixare in un frullatore a bicchiere aneto fresco con dell’olio e lasciare maturare 3-4 giorni. Al posto dell’olio extra vergine utilizzare quest’olio per creare una maionese freschissima, con la quale condire la tartare. Guarnire il tutto con dei cetrioli pickles.

10 parole chiave per il bar che verrà

L'editoriale di Andrea Mongilardi e Stefano Nincevich del numero di dicembre 2023 di Bargiornale. Dedicato alle parole che disegneranno l'evoluzione del bar prossimo venturo. A partire da... ieri

Ci siamo immaginati il (bel) bar del futuro. E l’abbiamo costruito attorno a dieci parole chiave. Da memorizzare per lavorarci sopra.
A partire dal termine premium con il quale non intendiamo un concetto legato alla fascia di prezzo, ma un modo per definire tutti i manufatti creati con attenzione e cura artigianali. Quei prodotti pensati per il benessere, nel senso più ampio del termine, nati per soddisfare un consumatore che, nell’era del “call by brand”, sceglie cosa bere (o mangiare) chiamandolo per nome e cognome. Non esiste più il generico Gin Tonic, ma il drink preparato con quel gin e con quella tonica.
All’alba del 2024, è facile prevedere anche un aumento di popolarità dei brand eco o, per meglio dire, etici. Referenze che hanno come comune denominatore valori come la responsabilità sociale, la sostenibilità, la condivisione unita alla convivialità.
L’altro aspetto su cui insistere, e che rappresenta sempre di più il reale motivo per cui un ospite è motivato a uscire, è la teatralità dell’esperienza. Perché se è vero che il banco è un palco e il barman l’attore, al bar tocca offrire uno spettacolo memorabile. Un’esperienza, anche qui premium, che può essere messa in campo solo da chi è in grado di generare un racconto credibile. Una narrazione che identifichi il bar e lo renda unico.
Il tutto corredato da un’immagine che seduca l’ospite ancora prima che varchi la nostra soglia.
Perché nell’era digital ogni locale ha due porte di ingresso: quella fisica e quella social. Due ingressi diversi, ma dall’importanza identica.

 

Cresce l’attesa per Sigep-The Dolce World Expo 2024

Sigep Gelato-SigepFiera
Dal 20 al 24 gennaio alla Fiera di Rimini torna l'appuntamento professionale dedicato al foodservice dolce. Con oltre 1200 espositori già confermati e un fitto programma di eventi, tra workshop, demo e le finali dei maggiori concorsi internazionali del settore

Cresce l’attesa per Sigep -The World Dolce Expo, organizzato da Italian Exhibition Group, la cui 45esima edizione si terrà dal 20 al 24 gennaio alla fiera di Rimini, vetrina per le eccellenze delle filiere artigianali di gelato, pasticceria, panificazione, caffè e cioccolato.

Sigep, l’appuntamento professionale più importante dedicato al foodservice dolce, è in costante crescita, come dimostrano i numeri: 28 padiglioni, all’interno di un layout rinnovato e funzionale alla visita di buyer e operatori, con oltre 1.200 brand espositori già confermati che occuperanno i 129mila metri quadrati in cui si svolgerà la rassegna.

Ultime tendenze e nuove opportunità di business

Grazie alla collaborazione con le associazioni artigiane e industriali di settore, oltre a quelle nazionali e globali dei maestri gelatieri, pasticceri e cioccolatieri, dei panificatori, dei baristi e degli specialisti del caffè, l’edizione 2024 favorirà nuove opportunità di business e networking, fornendo approfondimenti anche sui mercati stranieri.

Un percorso inevitabile considerando la proiezione internazionale di Sigep, confermata dalla recente espansione nei mercati asiatici: quest’anno la grande novità è stata l’apertura al mercato cinese con Sigep China, nella città di Shenzhen (al confine con Hong Kong), oltre al lancio di Sigep Asia su Singapore.

Non mancheranno le novità di settore, per esempio gli ultimi trend delle tecnologie legate al packaging, oltre a una particolare attenzione ai temi che coinvolgono la gestione dell’impresa e del personale. Ampio spazio anche alle tematiche della sostenibilità, cultura del prodotto e sviluppo del marketing, fino all’innovazione digitale.

Le grandi sfide nelle 6 Arene

Confermate le sei Arene dedicate a workshop, demo e ai più importanti concorsi internazionali del settore. Alla Pastry Arena spazio al Campionato Mondiale di Pasticceria Juniores, riservato ai migliori talenti under 23, mentre i Campionati Italiani di Pasticceria Seniores e Juniores si disputeranno rispettivamente sui temi In viaggio verso l’Oriente e Un futuro sostenibile.

La Bakery Arena ospiterà il concorso Young Ideas, rivolto ai talenti dell’arte bianca delle scuole alberghiere e degli enti di formazione professionale italiani.

Alla Gelato Arena tornerà la Gelato World Cup, la competizione più importante al mondo che annovera prove di gelateria, pasticceria, cioccolateria, ristorazione e scultura di ghiaccio. Giunta alla decima edizione la gara promette alcune novità e sarà coinvolgente e scenografica, un vero e proprio show in cui i partecipanti in gara dovranno affrontare ben 7 prove di produzione gelato, 3 prove artistiche e la realizzazione di un buffet finale dove ogni squadra esporrà tutte le prove sostenute. Inoltre, con Sigep Gelato d’Oro verranno premiati i migliori professionisti italiani del gelato e della pasticceria che competeranno poi nella seconda edizione di Gelato Europe Cup, in programma nell’edizione 2025 di Sigep.

Molto attesi anche gli appuntamenti nella Coffee Arena per la sfida nelle finali dei Campionati Italiani Baristi e Caffè: saranno 7 le competizioni che permetteranno ai finalisti di accedere al circuito internazionale dei World Coffee Events e rappresentare l’Italia nel mondo.

Csm Ingredients, lievitano i consumi di panettone

Presentati i risultati della quinta edizione dell'osservatorio del panettone in Italia. Si stima una crescita del canale artigianale e un aumento dei volumi pari a oltre 26 mila tonnellate

Nonostante le polemiche sorte nel Regno Unito, il panettone piace e continua ad alimentare i fatturati dei pasticceri. Lo confermano i dati della ricerca “L’evoluzione dei consumi del panettone in Italia”, commissionata a Nielsen IQ da Csm Ingredients. Giunto alla sua quinta edizione, l’Osservatorio si pone l’obiettivo di fornire uno spaccato accurato del mercato del panettone nella sua totalità. Obiettivo: supportare sia le realtà industriali sia i pasticceri e i panettieri nell’intercettare la domanda delle famiglie acquirenti, monitorando le dimensioni, le peculiarità e le opportunità di crescita del settore.

Panettone, cosa succederà a Natale 2023

Per la prima volta dalla sua creazione l'Osservatorio del Panettone in Italia ha incluso anche i dati previsionali del Natale dell'anno in corso. Si prevede un aumento dei volumi, che raggiungeranno le 26,7mila tonnellate. Inoltre, si stima che la crescita del mercato verrà trainata soprattutto dai panettoni artigianali, per i quali l’aumento si attesterebbe tra il +3% e il +8%, con al contempo una tenuta del comparto industriale.

Cosa è successo nel 2022

Da sempre Csm Ingredients rappresenta il partner ideale per tutti gli attori del comparto di produzione del panettone grazie alla sua capacità di innovare e realizzare soluzioni su misura, coniugando ottime performance e costanza qualitativa. L'azienda ha deciso di analizzare i trend e le dinamiche del mercato del panettone, dolce iconico italiano per eccellenza e protagonista di un grande sviluppo ed internazionalizzazione, per supportare i suoi clienti nell'investimento clou dell'anno. Per questa ragione, la ricerca CSM Ingredients parte proprio dall’analisi dei dati emersi nell’ultima campagna natalizia. Il mercato del panettone 2022 ha registrato un valore economico pari a 291,1 milioni di euro (+15.7%), di cui il 54% generato dal segmento artigianale (+18%) e il restante 46% dall’industriale (+13%), con una crescita a valore a doppia cifra per entrambi i comparti. I dati confermano, inoltre, come il panettone stia godendo di sempre maggiore notorietà e apprezzamento in Italia. Il numero delle famiglie acquirenti è, infatti, aumentato di 100 mila unità rispetto all’anno precedente, raggiungendo 11,4 milioni di famiglie. Crescono anche i new-adopters nella categoria artigianale: 7 consumatori su 10 hanno aumentato gli acquisti di panettone artigianale rispetto al 2021 (+282.000 famiglie).

Motivazione e tradizione

È interessante constatare come l’autoconsumo casalingo sia entrato quest’anno, per la prima volta, nella Top 3 delle motivazioni per l’acquisto del panettone artigianale. Parallelamente, il comparto industriale ha registrato una sostanziale tenuta, con il Nord Est e il Centro Italia come aree dove questo prodotto trova più consenso e addirittura cresce. Gli italiani restano inoltre fedeli alla tradizione, con il 59% dei consumatori che predilige il panettone tradizionale nell’artigianale e addirittura il 77% nell’industriale, rispetto al farcito e al free-from.

Panettone tutto l'anno

Secondo i dati raccolti dall'Osservatorio del Panettone in Italia il panettone è sinonimo di Natale, di casa e di condivisione. I risultati della ricerca sottolineano il profondo legame tra il panettone ed il periodo delle festività, anche se un importante numero di consumatori acquisterebbero il panettone lungo tutto l’arco dell’anno (il 30% del totale). È soprattutto il panettone artigianale ad essere acquistato prettamente sotto Natale, mentre l’industriale riscuote interesse anche nei mesi precedenti e soprattutto nel mese di gennaio, durante il quale registra più del 10% del fatturato totale. Il panettone, inoltre, si conferma un regalo ideale per la grande maggioranza degli intervistati: sono 10,6 milioni le famiglie che hanno ricevuto un panettone come dono natalizio (di cui 45% industriale, 41% artigianale e 14% entrambi i canali). Di queste, 3 milioni rappresentano le famiglie che non avevano acquistato un panettone. In questo caso, è interessante constatare come quasi la metà di coloro che hanno ricevuto un panettone artigianale l’ha apprezzato talmente tanto da dichiarare di volerne acquistare uno in futuro.

Dove si compra il panettone

Per quanto riguarda i canali di vendita, i risultati dell’ultima campagna evidenziano un ulteriore aumento dei consumatori che scelgono di acquistare il panettone industriale presso la GDO (canale già in evidente incremento l’anno scorso). Il 95% degli acquirenti che si rivolgono alla grande distribuzione, nel 73% dei casi come canale esclusivo mentre nel 22% affiancandovi anche altri canali. Il più importante canale d’acquisto del comparto artigianale è, invece, rappresentato dalle pasticcerie, sia che si tratti di acquisti offline che online. Nel web, infatti, i consumatori di panettone artigianale prediligono nettamente i siti web di pasticcerie. La ricerca completa è disponibile online.

È per marzo l’appuntamento con Mixology Experience

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Dal 17 al 19 marzo 2024 al Superstudio Maxi di Milano va in scena il trade show dedicato al mondo della mixology. Ma le nuove date non sono l’unica novità di questa terza edizione

Gira a tutta forza il motore della macchina organizzativa della Mixology Experience. E sì, perché tra le tante conferme, la kermesse dedicata all’hospitality e alla bar industry, organizzata dal circuito Bartender.it e dal suo fondatore Luca Pirola, per l’edizione 2024, la terza, ha in serbo anche diverse novità. A partire dalla data dell’evento stesso, anticipata a domenica 17, lunedì 18 e martedì 19 marzo, rispetto al tradizionale mese di maggio. Non cambia invece la location, gli ampi e funzionali spazi del Superstudio Maxi di Milano, dove si è trasferita dallo scorso anno.

«Lo spostamento da fine a inizio primavera è strategico per favorire le relazioni di business tra gli attori della filiera in vista della bella stagione – racconta Pirola -. E conferma l’orientamento professionale di una manifestazione, che sa parlare anche agli appassionati del bere bene, nata con l’obiettivo di facilitare l’incontro e lo scambio tra i protagonisti del settore e aiutare a instaurare nuove opportunità commerciali».

Appuntamento imperdibile per gli operatori che gravitano intorno all'universo bar, l’evento con i suoi percorsi tematici permetterà ai visitatori di scoprire le novità proposte e di maggiore tendenza in ambito beverage e mixology. E ce ne sarà, alla luce delle prime due edizioni, da vedere, scoprire e provare, tra spirit, che spaziano su tutte le tipologie, caffè e il suo incontro con la miscelazione, soft drink e no alcol spirit, ingredienti indispensabili sia per i nuovi trend nella mixology no/low alcol sia per quella alcolica e ovviamente attrezzature, dalle più classiche alle più di avanguardia, per il bartender. Così come permetterà di incontrare i protagonisti del settore, tra produttori di tutte le regioni italiane, brand ambassador, master distiller, importatori e distributori.

Gli Awards dedicati a grappa, vermouth e amaro

Andando a guardare le novità, dopo le date, ecco gli Awards dedicati a tre categorie di spirit, grappa, vermouth e amaro. «Sull’onda dei Gin Awards, che hanno esordito quest’anno a theGINday (manifestazione sempre firmata Bartender.it, ndr) abbiamo deciso di introdurre un concorso su tre tipologie di prodotto di tradizione prevalentemente italiana – spiega Luca Pirola -. Un concorso che prevede l’assaggio secondo il metodo della degustazione alla cieca da parte di giudici professionisti, selezionati tra Italia ed estero, e che vuole dare risalto ai produttori che lavorano focalizzandosi sulla qualità».

Spazio ai produttori artigianali

Ma non finisce qui. Nuova è anche la Craft Zone, l’area dedicata alle produzione artigianali. «L’obiettivo in questo caso è mettere sotto i riflettori le creazioni dei produttori artigianali, verso le quali è molto forte l’interesse dei mixologist, ma che spesso fanno fatica a farsi conoscere – prosegue Pirola -. Parliamo di piccole produzioni che mettono l’accento sulla territorialità, la ricerca di materie prime particolari e certificate, metodi di produzione e che per qualità e unicità costituiscono un valore aggiunto per la bar industry e che crediamo meritino un palcoscenico».

Sempre in questa ottica, sarà potenziato lo Shop di Mixology Experience, dove professionisti e appassionati potranno acquistare direttamente tutti i prodotti presenti nella manifestazione: un’importante opportunità per le realtà più piccole e per i produttori che si stanno affacciando sul mercato.

A tutta formazione

Perfetto connubio tra una fiera specializzata e un momento di aggregazione professionale, Mixology Experience, che avrà Bargiornale come media partner, come da tradizione prevede nel suo menu un ricco programma di attività di formazione al quale si sta lavorando. Sul main stage, il palco principale, durante la tre giorni i grandi ospiti della beverage industry italiani e internazionali affronteranno gli argomenti di interesse generale per la bar industry e l’ospitalità, i trend e le sfide del settore. Nelle sale seminari, invece, le aziende terranno incontri e workshop con degustazioni per promuovere i loro prodotti.

Non mancheranno, inoltre, visto il successo dello scorso anno, gli Speed Date professionali: gli incontri faccia a faccia di 15 minuti (prenotandosi sul sito della manifestazione) con eccellenze del business dell'ospitalità che saranno a disposizione per offrire consulenza gratuita.

La Mixology Week

Anche questa edizione della manifestazione sarà anticipata e accompagnata dalla Mixology Week, la serie di eventi speciali per il grande pubblico che animeranno Milano, con tanti locali coinvolti, fra cocktail bar, ristoranti, pizzerie, hotel e rooftop. Un vero e proprio “bar tour”, che renderà l’evento ancora più ricco e coinvolgente.

Come partecipare

Mixology Experience si svolgerà a Milano, al Superstudio Maxi, in via Moncucco 35, domenica 17 marzo, (ore 11 - 20), lunedì 18 e martedì 19 (ore 10 - 19).

I biglietti si possono acquistare su mixologyexperience.it. Inoltre, fino al 31 dicembre con uno sconto del 10%.

Cinque buone pratiche per il benessere al bar

Benessere al bar
Foto di Victor Salazar da Pixabay
La salute e il benessere dei professionisti del fuoricasa i temi al centro di Re-Up, evento svoltosi a Pompei e organizzato da Fontanella Distribuzione con Martini. Ecco le buone pratiche per migliorarle

Il mondo del bartending e della ristorazione, riconosciuto per le sue sfide impegnative, abbraccia una vasta gamma di responsabilità, che spaziano dalle attività in sala fino a quelle dietro il banco. Turni notturni, prolungate permanenze in piedi e la richiesta di reattività nelle fasi più avanzate della notte delineano le caratteristiche di questo settore, coinvolgendo una forza lavoro che supera il milione e duecentomila individui, secondo le stime della Fipe. Durante l'evento Re-Up, organizzato da Fontanella Distribuzione, specializzata nella fornitura di prodotti per il canale horeca, con la partnership di Martini, sono emerse riflessioni importanti sul tema.

L'evento si è svolto presso Il Circolo a Pompei, lo spazio dedicato a conferenze ed incontri dell'hotel Habita 79 della città pompeiana. Gli intervenuti includono Paola Mencarelli, giornalista e fondatrice e creative director della Florence Cocktail Week, Giovanni Continanza di Bargiornale, Leonardo Ciccarelli di Cookist, il dottor Roberto De Filippis (consulente ortopedico di chirurgia protesica), la nutrizionista dott.ssa Feliciana Fontanella, Eleonora Pasqualini (hr consultant di Reliance Consulting Group), e il brand ambassador di Martini Giacomo Acerbis. Il moderatore dell'evento è stato Andrea Parrella di Fanpage.

Migliorare la qualità della vita e del lavoro

Durante l'incontro sono stati affrontati diversi temi e approcci. Paola Mencarelli ha evidenziato la scarsa attenzione al benessere nel settore, raccontando l'esperienza di una seduta di yoga dinanzi al Partenone, organizzata in occasione di Athens Bar Show, alla quale hanno partecipato solo due persone. Secondo diversi esperti, una seduta giornaliera di yoga può contribuire ad alleviare disturbi fisici e mentali legati alla professione del bartender.

Dal mio lato ho condiviso aneddoti e esperienze, sottolineando l'importanza dell'equilibrio tra lavoro e tempo libero nella creazione di drink list e format suggestivi. Leonardo Ciccarelli ha illustrato buone pratiche nel mondo del bar e della ristorazione, focalizzandosi sull'alta qualità.

Il dottor Roberto De Filippis ha discusso delle implicazioni sulla salute legate alle posture errate dietro il banco, evidenziando i rischi per tendini, dorsali e schiena a lungo termine e sottolineando l'importanza dell'attività fisica costante. La dottoressa Feliciana Fontanella ha sottolineato l'importanza del rispetto degli orari dei pasti e del ritmo circadiano, consigliando un'ottima colazione e una cena alle 18.

Vincenzo Pagliara del Laboratorio Folkloristico di Pomigliano D’Arco ha condiviso la sua routine quotidiana e l'importanza di evitare di spizzicare durante il servizio. Eleonora Pasqualini ha evidenziato l'importanza dei valori umani e del rispetto nell'ambito lavorativo, considerando che la difficoltà nel reperire nuovi talenti è legata a questi fattori. Giacomo Acerbis ha raccontato l'utilizzo dell'app Healthy Virtuoso all'interno di Martini, sottolineando l'importanza di promuovere il benessere attraverso competizioni sane tra dipendenti.

L'iniziativa per i bar campani

L'organizzatore Antonio Fontanella, patron di Fontanella Distribuzione, si è dichiarato soddisfatto dell'iniziativa, annunciando il progetto di realizzare sette giornate dedicate allo sport, al relax e alla solidarietà nel 2024, coinvolgendo 15 bar della Campania selezionati attraverso un contest fotografico sui social. Un passo significativo verso un approccio più sano al lavoro nel mondo del bartending che parte dalla Campania.

Le 5 buone pratiche per il benessere al bar

Attività fisica regolare

Adozione di una pratica costante di attività fisica per contrastare i rischi legati alle posture errate e migliorare la salute fisica complessiva.

Equilibrio lavoro-tempo libero

Consapevolezza dell'importanza dell'equilibrio tra lavoro e tempo libero per favorire il benessere complessivo.

Focus sulla nutrizione

Rispetto degli orari dei pasti e del ritmo circadiano, con particolare attenzione a una colazione nutritiva e una cena alle 18.

Valorizzazione dei valori umani

Promozione di un ambiente di lavoro che valorizzi i valori umani e il rispetto reciproco, riconoscendo l'importanza di questi elementi nel reclutamento di nuovi talenti.

Iniziative di benessere aziendale

Implementazione di iniziative aziendali volte al benessere, come l'utilizzo di app specifiche e l'organizzazione di eventi dedicati allo sport, al relax e alla solidarietà.

 

Un cocktail a 100€ nella nuova drink list dell’Amaro bar Il Marchese a Roma e Milano

Il barmanager Fabrizio Valeriani ci racconta in anteprima il nuovo menù cocktail dei due locali ispirati al Marchese del Grillo: con tre drink da vera nobiltà

È sempre un piacere entrare nel mondo de Il Marchese, il primo Amaro bar d’Europa. Partito da Roma nel 2018 per volere dei suoi due fondatori, Davide Solari e Lorenzo Renzi, ma sbarcato a Milano un anno fa con un progetto imprenditoriale ancor più ambizioso. Il progetto si ispira liberamente al celebre film “Il Marchese del Grillo” di Alberto Sordi, con il desiderio di fondere insieme due anime molto diverse tra loro: quella veracemente romana, ovvero quella del carbonaro, tipico popolano dell’epoca, e quella del nobile, che passava le sue giornate nei salotti, sorseggiando grandi vini e liquori sofisticati.

Un locale all day long, dall'anima cosmopolita, aperto sette giorni su sette dal pranzo al dopocena. Ma anche il primo Amaro Bar d’Europa, con una collezione di oltre 600 etichette. A Roma è in via di Ripetta, a un passo dall’Ara Pacis, a Milano stesso format, ma dimensioni ancor più importanti, ben 700mq, fra Duomo e Scala. Quella milanese è perfino una versione più opulenta, rispetto alla sede romana, con una prevalenza dell’anima nobile del marchese e una sala da riservare per eventi privati.

A far da sponda, praticamente una settimana a Roma e una a Milano, non solo i due soci, ma anche le due anime operative di questo progetto: l’executive chef Daniele Roppo, in squadra fin dall’apertura, e il bar manager Fabrizio Valeriani, bartender con una solida esperienza alle spalle, dalla Casina Valadier alle inaugurazioni di Sambamaki, che ormai da qualche anno calca il banco del Marchese e che ha ormai impostato saldamente la sua impronta. E se il primo delizia gli ospiti a suon di Crocchette di bollito e Amatriciana, il secondo ha assunto il compito di bar manager di un amaro bar quasi come una vocazione.

Gli amari per Valeriani sono «l’orgoglio della liquoristica italiana», ma il cliente medio che entra nel bar ne conosce a stento 6 o 7 etichette. E lì c’è la funzione divulgativa del bartender, che ha il compito di aprire la mente di chi si avvicina al banco, facendo conoscere questo enorme patrimonio, che arriva a contare oltre mille versioni sul panorama nazionale. «Noi – racconta il Barmanager – cerchiamo in questo campo di educare il cliente, portandogli al tavolo tre assaggi ripartiti in altrettante categorie: dolce-agrumato, medio amaro e amaro. L’ospite sceglie quello che preferisce, e solo a quel punto arriva il bicchiere. Questo sistema ci serve a fidelizzare il consumatore il quale ogni volta che torna cercherà di provarne uno differente».

Questo è il rito dell’amaro a fine pasto, ma la forza del Marchese è di essere un ristorante-cocktail bar unico, in cui in termini di vendite la drink list pesa più della wine list: «Siamo sul 60-40», afferma Valeriani, a vantaggio del cocktail, a dimostrazione che la moda degli amari è in ascesa, promossa dalla curiosità del pubblico e certamente da una drink list di facile comprensione. A eccezione solo del reparto Spritz, gli altri drink sono twist on classic, in cui Valeriani ha dato identità combinando con un tocco di amaro: troviamo i 6 Americani, i 3 Fizz e i 14 Signature. Inamovibile in carta l’elegante Cavaliere di Franciacorta, un cocktail Champagne dalle note leggermente piccanti, con Tequila Patron, Vermouth Martini Rubino, Amaro del Capo Red, sciroppo mandarino fatto in casa, succo di lime fresco, top di Franciacorta e spray di rosa damascena.

Nella nuova carta i drink prendono i nomi delle principali porte d’ingresso delle due città in cui “vive” il Marchese, da Porta Ticinese dove si beve un Old Fashioned a Porta Portese dove troviamo un Martini; dal Porta Venezia Bloody al Tommy Porta Metronia. Da qualche mese Valeriani ha aggiunto un ulteriore quarto di nobiltà alla drink list, con tre cocktail Luxurious (lussuriosi nel gusto e lussuosi nei costi e negli spirit che contengono), che sono tutti twist on classic, realizzati con ingredienti superpremium: si va dal Silver Old Fashion a 65€ con Cognac Hennessy XO al Gold Rob Roy, con lo stesso Cognac e Single Malt Caol Ila 2011 YO Vintage (75€), fino ad arrivare al Platinum Margarita, con Clase Azul Reposado e Amara Caroni, che viene proposto a 100€.

Un vocabolario sensoriale per la nuova drink list di Oro Whisky Bar a Roma

Il cocktail bar di Andrea Fofi &co. lancia il nuovo menu con 12 signature categorizzati per la nota prevalente di degustazione e ci aggiunge una proposta food veloce e divertente

Vi ricordate le rubriche telefoniche degli anni Ottanta, con le pagine scalari con le lettere? Il nuovo menù di Oro Whisky bar, ambasciata romana del distillato di cereali, è fatto proprio così, ma non c’è l’ordine alfabetico, bensì l’indizio sensoriale attraverso cui scegliere il proprio cocktail ideale. Affumicato, minerale, sulfureo, marino, erbaceo, vinoso, legnoso, fruttato, oleoso, floreale, dolce e cereale: queste le 12 voci, tutte provenienti dal vocabolario di degustazione del distillato, che corrispondono ad altrettanti drink, naturalmente tutti a base whisky, ideati da Francesco Cimaglia con la supervisione di Daniele Gentili, rispettivamente bar manager e general manager di Oro, e “vidimati” dal patron del locale Andrea Fofi, storico ideatore del Roma Whisky Festival e socio fondatore del Roma Bar Show.

Per fare qualche esempio, alla voce Affumicato troviamo l’Oro Highball, a base di whisky giapponese Toki, soda affumicata ed Earl Grey. Sofisticato e avvolgente il Kaori, categorizzato come “vinoso”, anche grazie alla presenza di Sherry e Sake. È “legnoso” invece il Five Pm, in cui troviamo su una base di Blended scotch whisky una forte nota di mango, impreziosita da spezie come noce moscata e zenzero e reso legnoso da un woody bitter.

Nella lista ingredienti non è specificato il nome del whisky in questione perché da Oro di rigore ogni drink è proposto in tre diverse varianti con una diversa etichetta di whisky. «Ci piace che assaggiando lo stesso miscelato con basi diverse il cliente riesca ad apprezzare le differenze fra un distillato e l’altro anche in un cocktail», afferma Cimaglia. D’altra parte Oro Whisky Bar nasce proprio con l’intenzione di promuovere e diffondere la cultura del whisky, sia liscio che miscelato.

Altra novità è l’introduzione di un menù food in abbinamento alla bevuta, veloce e divertente. Una piccola proposta di accompagnamenti gastronomici, che comprende il bao con baccalà mantecato e cipolla caramellata, le ribs con salsa bbq ed erba cipollina o un flan di carote infornate. «Apriamo comunque a partire dalle 22, quindi non abbiamo l’intenzione di offrire una proposta per la cena, tuttavia abbiamo voluto andare incontro alla necessità di chi voleva stuzzicare qualcosa da mangiare insieme al drink», spiega Andrea Fofi. E ancora, interessante la proposta di abbinamento whisky&cioccolato studiata dall'esperta Chiara Marinelli, che vede 8 distillati delle varie categorie, già selezionati in pairing con un particolare tipo di cioccolato artigianale: «sommando gli elementi si ottiene un risultato nuovo e diverso».

La pasticceria classica si fa contemporanea da Dolcemascolo a Roma (e punta sull’aperitivo)

Aperitivi e colazioni con caffè specialty: il back to basics del bar pasticceria all’italiana a firma di Matteo Dolcemascolo, da Frosinone a Roma

Elogio di una pizzetta: riparte da questo Matteo Dolcemascolo. Il pasticcere di Frosinone diventato internazionale grazie ai suoi pluripremiati panettoni, apre a Roma in zona Prati e rilancia il vecchio concept di bar pasticceria all’italiana. E lo fa puntando tutto sulla pizzetta e su un cabaret di pasticceria salata coloratissimo che fa capolino in vetrina: è questa la prima cosa che si vede entrando nel nuovo punto vendita di viale Mazzini, a due passi dalla mitologica sede della Rai. «L’idea – racconta il pasticcere – era di portare a Roma tutto quello che facciamo nella nostra sede di Frosinone, dove siamo punto di riferimento per la città. Da noi si viene la mattina per la colazione, per una pausa pranzo e poi per l’aperitivo. E sì, siamo famosi per le pizzette di sfoglia».

Lo schema è questo: la lunga vetrina orientata frontalmente rispetto alle due uscite del locale, è concettualmente suddivisa in due sezioni. Quella davanti all’ingresso principale, che la mattina sarà piena di lievitati per la colazione, sia dolci che salati, e che di pomeriggio diventa il regno della pasticceria salata. La vetrina poi continua, con l’esposizione della pralineria, dei macaron e della pasticceria all’italiana, che contempla soprattutto una selezione di mignon vecchio stile (cannoli, babà, pesche, aragostine e così via), ma realizzati con tutta la cura per l’estetica e le materie prime di base che esige una pasticceria contemporanea. Completano l’offerta alcune torte da credenza vendute a fette e la vetrina delle torte moderne, queste più di ispirazione francese, oltre alla parte di rivendita di dolci confezionati, compresi i grandi lievitati per cui Dolcemascolo è famoso, e una selezione di prodotti di aziende ciociare.

«Quasi tutta la produzione proviene dal laboratorio centralizzato di Frosinone – spiega il pasticcere – qui è prevista solo la rifinitura e alcuni prodotti espressi, come i piatti veloci per la pausa pranzo». Il locale è di circa 100 metri quadri per ciascun livello: al piano di sopra sono quasi tutti riservati alla vendita, mentre al piano di sotto c’è la zona operativa. Circa una decina i posti a sedere, che serviranno per una sosta più rilassata a tutte le ore, ma soprattutto per la proposta colazione, pranzo e aperitivo, i tre momenti caldi su cui è concentrata la proposta. «Puntiamo moltissimo soprattutto sull’aperitivo – ammette Dolcemascolo – per il quale abbiamo selezionato una drink list che spazia dai cocktail classici a una selezione di vini naturali in mescita».

Altra punta di diamante del nuovo punto vendita è la parte caffè. Collocata strategicamente alle spalle della vetrina d’ingresso, troviamo la macchina del caffè ad estrazione manuale, nella quale si lavora il caffè specialty della Diemme di Padova, con la collaborazione di Simone Giordano come trainer manager del caffè. «La nostra miscela per l’espresso si chiama Naturalmente dolce ed è un blend 90% arabica e 10% robusta, da Brasile, Etiopia e Nicaragua, caratterizzato appunto da una naturale dolcezza. Poi avremo uno speciale a rotazione e inoltre c’è la possibilità di assaggiare i monorigine, che al momento sono Brasile, Guatemala e Rwanda».

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