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Osservatorio Ristorazione: aumenta la spesa nel fuoricasa, diminuiscono le imprese

La spesa nel fuoricasa cresce e sfiora i 90miliardi di euro (ma pesa l'aumento dei listini), ma le imprese registrano un saldo negativo di -17.693 unità

Luci e ombre di un settore come quello della ristorazione, che, se da una parte vede un aumento della spesa alimentare fuori casa, che sfiora i 90miliardi di euro anche in forza dell'aumento generalizzato dei prezzi, dall’altra si registra un saldo negativo delle imprese di oltre 17mila unità. Sono questi i dati da cui sono partite le riflessioni, nel corso della presentazione, a Padova del Rapporto 2024 dell’Osservatorio Ristorazione, nell’ambito del Forum della Ristorazione, organizzato dall’agenzia RistoratoreTop con il sostegno della software house Passepartout.

Secondo i dati di Unioncamere Movimprese, sono 28.012 le imprese del settore che hanno abbassato definitivamente le saracinesche, mentre le nuove iscrizioni alle Camere di Commercio tornano sopra le diecimila unità (+10.319). Ma il saldo tra iscrizioni e cessazioni rappresenta un altro primato amaro: -17.693 imprese, il più corposo di sempre. Andando sul territorio, a far peggio è Firenze, sul podio delle grandi città che hanno perso più attività (-5,3% sul 2022), seguita da Roma (-3,4%) e Milano (-1,69%). In controtendenza Palermo, che cresce di un +2,42%.

«I due record dell’anno passato - commenta Lorenzo Ferrari, presidente dell’Osservatorio Ristorazione - restituiscono l’immagine di un settore che vede l’utenza spendere di più in un contesto decisamente competitivo, sfiancato da pandemia, crisi del personale, inflazione e rincari energetici. Ciò significa che i ristoratori si trovano di fronte ad un bivio: evolversi, abbracciando le sfide e adeguandosi ai cambiamenti, oppure estinguersi entro pochi anni».

L’evoluzione di cui parla Ferrari passa dalla tecnologia. Si diffonde l’intelligenza artificiale a supporto delle attività, al punto, secondo una recente indagine di RistoratoreTop e Plateform, da spingere 4 ristoratori su 10 a farne uso: «per il 2024, il 73% dei ristoranti farà uso di chatbot e strumenti generativi di immagini». Di pari passo, cresce l’apporto degli strumenti digitali di comunicazione e marketing, a cominciare dai social media, ma si ricordano anche gli strumenti di gestione di newsletter e messaggistica o le piattaforme di delivery. I canali web più utilizzati dai ristoratori per raggiungere nuovi clienti sono Facebook (97%), Instagram (94%) e Google Business (83%). A ritagliarsi sempre più spazio è Tik Tok, usato dal 14% dei ristoratori. Importante anche l’apporto tecnologico in cucina: il 77% ha dichiarato di fare ricorso a supporti in grado di elevare la qualità della produzione, ottimizzando tempi e risorse. Senza contare la fase di prenotazione: oggi 1 cliente su 2 prenota online ed è in crescita la diffusione della prenotazione con carta di credito per combattere la piaga del no-show.

Claudia Ciacci è la nuova general manager di Fratelli Branca Distillerie

Branca Claudia Ciacci
Ingegnere, in Branca dal 2016, la nuova general manager lavorerà con Niccolò Branca a rafforzare la presenza del Gruppo sul mercato italiano

Novità in casa Fratelli Branca Distillerie. L’azienda milanese ha nominato Claudia Ciacci come suo nuovo general manager, una scelta che conferma l’impegno del gruppo verso la crescita e la valorizzazione di talenti interni. Laureata in Ingegneria gestionale all’Università La Sapienza di Roma, Ciacci ha infatti iniziato il suo percorso all’interno di Branca nel 2016, ricoprendo ruoli chiavi e di crescente responsabilità in diversi ambiti aziendali, assumendo la carica di chief operating officer ed entrando a far parte del Consiglio di amministrazione.

In precedenza aveva lavorato come project manager presso Roland Berger Strategy Consultants (dal 2012 al 2016) e, subito dopo la laurea, come analista finanziario presso Procter & Gamble (dal 2008 al 2012).

Nella sua carriera, Ciacci ha sviluppato competenze strategiche e finanziarie che ha poi applicato con successo in Branca International. Durante il suo percorso professionale in Branca, ha guidato progetti strategici a livello globale, contribuendo alla trasformazione digitale e alla sostenibilità dell'azienda, contribuendo con la sua visione e la sua capacità di guidare il cambiamento al rafforzamento della posizione di Branca nel mercato globale.

«Grazie a tanti anni all’interno del Gruppo, ho avuto modo di assimilare i valori di questa azienda storica che saranno parte integrante del mio impegno in questo nuovo ruolo – ha commentato in una nota stampa la neo general manager -. Sono consapevole che le sfide che ci attendono siano tante, ma siamo un’azienda coesa e pronta a dimostrare la nostra forza al mondo, fatta di qualità, tradizione e innovazione».

La nuova nomina arriva in un momento di forte crescita per il Gruppo guidato da Niccolò Branca, come evidenziato dalla terza posizione raggiunta nella classifica delle medie aziende nazionali più dinamiche e profittevoli stilata da Mediobanca a fine dello scorso anno. Proseguire su tale percorso, consolidando la posizione del Gruppo sul mercato italiano, la nuova sfida che attende la manager.

Tribunale di Genova – Avviso di sollecitazione di manifestazioni di interesse all’affitto d’azienda Trado Srl Procedura N. 61/2024

In seguito a decreto del Tribunale di Genova, la Trado S.r.l. ha stipulato in data 27 febbraio 2024 un contratto di affitto di ramo di azienda avente ad oggetto il commercio all’ingrosso, al dettaglio, l’importazione ed esportazione di acque minerali, bevande liquide, bibite e prodotti alimentari di qualsiasi tipo.

Tutti gli interessati devono trasmettere la propria manifestazione di interesse all’affitto e al successivo acquisto entro e non oltre le ore 12,00 del giorno 19/04/2024.

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Tre italiane e una cubana le vincitrici di Lady Drink 2024

Lady drink 2024 aperturaAna Carla Hernandez Borrego_Cuba in pedana
Tiziana Sata, Linda Cau e Marina Milan le tre vincitrici della sezione italiana della ventesisettesima edizione del concorso ideato da Danilo Bellucci per celebrare le artiste dell miscelazione. Ad Ana Carla Hernandez Borrego il titolo internazionale

È stato il Savoy Beach Hotel and Thermal Spa di Bibione (Venezia) il palcoscenico dell’atto finale di Lady Drink 2024, la cocktail competition per sole barlady, creata e organizzata da Danilo Bellucci per celebrare la creatività delle professioniste della miscelazione.

57 in totale le artiste della miscelazione, abbinate ai diversi sponsor, che si sono alternate dietro il bancone nella ventisettesima edizione della competizione per presentare alla giuria le loro originali creazioni: 45 in gara per le 3 categorie di Lady Drink Italia, After Dinner, Long Drink e Pre Dinner, e 12 per la sezione internazionale del concorso, International Lady Drink Competition.

Le tre vincitrici italiane

La gara Italia è stata presentata da Domenico Sorgente, presentatore ed editore radiofonico, e dal “gustosofo” Michele di Carlo, esperto di mixology e consulente per numerosi brand. Mentre a giudicare le performance delle concorrenti una giuria composta da Terry Monroe, barlady e imprenditrice, Jorge Soratti, Iba World Champion, Ansis Ancovs, World Champion e Iba official host, e dai giornalisti Rodolfo Guarnieri di Bargiornale, Rossella De Stefano e Federica Bucci, e la giuria tecnica formata dai bartender Solindo Soncino, Enrico Chillon e Rocco Bucco.

Giuria che assegnato la vittoria per la categoria After Dinner a Tiziana Sata del T&G di Marsala (Trapani), abbinata allo sponsor Rossi D’Asiago, con il suo cocktail Labbra Rosse, per la categoria Long Drink a Linda Cau, in forza al Prestige di Reggio Emilia, abbinata a Bordida, con il suo Easy Lover, e per la categoria Pre Dinner a Marina Milan, del El Cantinero Again di Pinerolo (Torino) abbinata a Bordiga, con Ancora tu.

Arriva da Cuba Lady Drink International

Ansis Ancovs ha invece condotto la sezione internazionale del concorso, dove a contendersi il titolo di Lady Drink International sono state 12 barlady provenienti da altrettanti Paesi e associazioni Iba: Albania, Belgio, Bulgaria, Cuba, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Portogallo, Svizzera e Italia, rappresentata da Valentina Scuotto.

A trionfare è stata la cubana Ana Carla Hernandez Borrego, abbinata allo sposor Havana Club, che con il cocktail Aroma di donna ha conquistato la giuria composta dall’imprenditrice Xinge Liu, da Valerio Beltrami, presidente Amira, e dal giornalista Giovanni Angelucci.

Anche questa edizione di Lady Drink ha visto la presenza di numerosi ospiti, tra imprenditori, giornalisti e personalità di primo piano nel mondo bartending e delle associazioni di settore. Tra i quali Giorgio Fadda presidente Iba, Angelo Donnaloia, presidente Aibes, Bernardo Ferro, presidente Abi, Paolo Mascarucci, presidente Fib, Giovanni Cernigliaro, presidente Abs. Hanno partecipato all’evento anche tutti i presidenti e delegati delle associazioni Iba internazionali: Mario Butsi dell’Albanian Guild of Bartenders, Serge Guillou della Union of Belgium Bartenders, Pencho Penchev della Bulgarian Association of Bartenders, Sergio Serrano Rivero dell’Asociacion de Cantineros Cuba, Martin Vogeltanz della Czech Bartender Association, René Delvincourt dell’Association des Barmen de France, Marcus S. Siebert della German Bartenders Guild, Dimitrios Zappas della Hellenic Barmen Association, Polish Bartenders Association, Fernando Brito dell’Associacao Barmen de Portugal e Romain Tritsch della Swiss Barkeeper Union.

Le ricette di Lady Drink

Labbra Rosse di Tiziana Sata
Ingredienti:
4,5 cl    Kranebet Rossi D’Asiago, 1 cl Volare Liquore ai lamponi Rossi D’Asiago, 3 cl Succo di mela bio del Trentino Plose, 1 cl sciroppo di cannella, 3 lamponi freschi, velluto alla vaniglia cacao e nocciola
Decorazione:
polvere di lamponi disidratati
Bicchiere:
Bormioli Luigi Linea Roma 1960 Martini

Easy Lover di Linda Cau
Ingredienti:
4 cl Grappa di moscato invecchiata Alkemya Bordiga, 1 cl Style 31 Vermouth Bianco Rossi D’Angera, 1,5 cl Amaro Centoerbe Bordiga, 1 cl succi di lime fresco, 0,5 cl honey mix salato, 4,5 cl Ginger Beer The Organics by Red Bull, 8 foglie di menta
Decorazione:
peel di limone, sale Maldon affumicato e polvere di lamponi
Bicchiere:
Bormioli Luigi Linea Roma 1960 “Bibita”

Ancora tu di Marina Milan
Ingredienti:
5 cl Vodka Bordiga, 5 cl Vermouth Bianco Bordiga, 2 cl Pesca Naty’s, 2 cl Elisir Bigorade Bordiga, 4 cl Amaretto Bordiga, 4 cl Prosecco Cà Bertoldo Extra Dry Bonaventura Maschio, 0,5 cl     Fragrantia Rosa Bordiga
Decorazione:
barretta cioccolato bianco e fiori di pasta di zucchero
Bicchiere:
Bormioli Luigi Linea Roma 1960 Coppa

Aroma di Donna di Ana Carla Hernandez Borrego
Ingredienti:
4,5 cl Ron Selección de Maestros Havana Club, 0,5 cl Campari, 2 cl Licor de Mandarina, 3 cl Vermouth Blanco Dulce,
Decorazione:
peel d’agrume
Bicchiere:
Bormioli Luigi Linea Roma 1960 Martini

Rinnovare la proposta restando fedeli a sé stessi: la lezione di La Perla

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La novità di La Perla di Torino, famosa per i suoi tartufi, si chiama Uouo e fonde il prodotto simbolo del brand con la tradizione pasquale

L'uovo di Pasqua incontra il tartufo di cioccolato. La novità per la Pasqua 2024 di La Perla di Torino, famosa proprio per i suoi tartufi, si chiama Uouo. Piccole uova da 100 grammi il cui guscio nasconde una sorpresa: uno strato di morbido ripieno di tartufo, declinato in quattro varianti che riprendono altrettanti gusti dei tartufi. Vale a dire limoncello e meringa (best seller che all'assaggio si conferma molto interessante), pistacchio e lampone, triple chocolate e "latte senza latte", cioè al cioccolato tipo latte ma privo di lattosio.

Personalizzare usando i "toni" del brand

L'idea nasce dalla volontà di personalizzare un prodotto stagionale (La Perla è forte anche sulle uova decorate) unendolo al simbolo del brand, i tartufi appunto. «Da sempre, una volta ideato un nuovo gusto, amiamo sperimentare, trasformandolo e declinandolo in diverse forme e consistenze come creme spalmabili, tavolette e altre specialità per diversificarne le occasioni di consumo», racconta Valentina Arzilli, managing director di La Perla. In questo caso il risultato sono uova decisamente golose, in cui il guscio di cioccolato e la morbidezza della crema inserita a mano con sac-à-poche ben si sposano con una parte crunchy che caratterizza tutte e quattro le varianti. Uouo inoltre si inserisce nel trend delle uova con ripieno di crema spalmabile, esploso negli ultimi anni. «Il doppio strato è un doppio lavoro», spiega Filippo Novelli, pasticciere di La Perla. «E in questo caso una difficoltà in più è data da un cioccolato molto morbido». Ma il risultato vale lo sforzo.

Packaging a prova di scale per Uouo

Le referenze Uouo (in vendita sull'e-shop a 9 euro, nel negozio di via Catania 9 a Torino e nelle Food Hall di Rinascente) si caratterizzano anche per un packaging in cartone colorato e pop, «a prova di caduta dalle scale», come assicura Novelli. Insomma, decisamente resistente e adatto a essere spedito. La scelta della piccola pezzatura poi permette sia di fare un regalo a un prezzo contenuto sia di sperimentare più gusti senza dover aprire più uova di dimensioni maggiori. E a livello aziendale è anche un modo per non «cannibalizzare» le grammature più grandi, quelle delle uova di Pasqua tradizionali di La Perla.

I tartufi in 17 varianti

Proporre più gusti, in modo da andare incontro a ogni palato, è uno dei punti di forza della linea Uouo. E più in generale dei tartufi di La Perla, che esistono in diciassette varianti in continua crescita. Da questo punto di vista la sorpresa dell'ultimo anno è limoncello e meringa, che nel giro di dodici mesi è diventato il best seller con diecimila chili prodotti (e anche per quanto riguarda Uouo è il più venduto). «E dire che non volevo nemmeno farlo: un fornitore mi ha portato un torrone al limoncello dalla Germania dicendo che lì andava fortissimo... Era immangiabile. Ma ha insistito tanto che ho iniziato a fare delle prove», racconta Novelli. Fino a ottenere un risultato davvero interessante, in cui il limone si sente forte e chiaro senza essere stucchevole.

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Il pack di Uouo latte senza latte

Con latte di cocco disidratato

L'altra referenza fruttata di Uouo è quella al pistacchio e lampone, che «smonta» il tartufo proponendo il pistacchio solo nel guscio. Il triple chocolate invece è un'esplosione intensa di cioccolato, con la parte croccante data dalla fava di cacao e da un biscotto (rigorosamente gluten free, come tutta la produzione di La Perla). Ma il gusto più interessante dal punto di vista tecnico è il Latte senza latte, privo di lattosio perché usa il latte di cocco disidratato. «Bianchissimo, fibroso e poco dolce, è perfetto per sostituire il latte in polvere», spiega il pasticciere. Non ha retrogusto di cocco quindi il risultato finale è quello di un cioccolato al latte delicato ed elegante. Pronto a trasformarsi in un uovo di Pasqua. Anzi, in un Uouo.

Coffee Mixology con Ditta Artigianale e Victoria Arduino

Coffee Mixology

Si svolge dal 17 al 19 marzo a Milano presso Superstudio Maxi la terza edizione di Mixology Experience, l’evento dedicato all’ospitalità e alla bar industry organizzato da bartender.it. Una tre giorni ricca di interessi, novità, percorsi tematici, seminari, masterclass e workshop per conoscere da vicino il mondo degli spirit e la miscelazione, al cui interno il caffè ha un ruolo importante.

L’arte della miscelazione incontra i migliori specialty coffee con Ditta Artigianale, la prima linea italiana di caffetterie dedicata al consumo consapevole di caffè e microroastery: nelle tre giornate i suoi esperti spiegheranno come utilizzare le diverse tipologie di caffè e i differenti metodi di estrazione per realizzare drink piacevoli e di altissima qualità. 

Da gustare quattro diversi caffe, ognuno con un proprio profilo organolettico e una personalità che lo rende adatto a particolari abbinamenti e modalità di preparazione e di consumo. 

La miscela One (Honduras) ha quattro diversi processi di lavorazione, miscelati insieme per creare un gusto dolce, rotondo e complesso, ideale per realizzare drink di grande carattere. El diamante (Costa Rica) ha invece un processo di lavorazione anaerobico naturale, che gli conferisce note di cannella e cioccolato e lo rendono ideale come base di drink avvolgenti e raffinati. Tra le preparazioni in filtro il Kenya AA Girchegori si presta bene a drink freschi o da aperitivo, per merito del suo profilo gustativo fruttato, con note di frutta citrica e un retrogusto intrigante di tè nero e vaniglia. Infine il Colombia Finca El Paseo, che con le sue note dolci di frutta a nocciolo è perfetto per la preparazione di drink fruttati e rinfrescanti.

Victoria Arduino si ripresenta con una serie di eventi e sessioni per baristi e mixologist, guidati da Andrea Villa, campione italiano 2024 del campionato di Coffee in Good Spirits del circuito Sca. Sono protagonisti due prodotti innovativi. A cominciare da E1 Prima EXP, macchina espresso professionale in grado di estrarre anche il PureBrew cambiando semplicemente il portafiltro. Ha dimensioni compatte e linee minimal ed è indicata per coffee corner in hotel, uffici e food truck che vogliono offrire un menu ampio fato di espresso,  bevande a base di latte, caffè filtro, tè, cocktail e mocktail.

PureBrew+ è in grado di estrarre fino a 500 ml di caffè filtro, tè e altri ingredienti per realizzare cocktail che anticipano le tendenze e soddisfano e esigenze delle nuove generazioni di consumatori. Questa macchina è indicata per cocktail bar, mixology corner d’hotel e catene, in quanto è in grado di garantire un risultato di alta qualità e costante, per offrire nuove esperienze di gusto ai clienti.

Fatevi conquistare dalla coffee mixology a Mixology Experience.

Al via la Bartender’s Exchange firmata Amaro Santoni

amaro santoni bartender exchange
Creare occasioni di incontro e confronto tra i mixologist di tutto il mondo l'obiettivo della nuova iniziativa dell'Amaro toscano. Si parte al Bar Antoine a Londra che ospita i fondatori del Quantobasta di Lecce

Sarà il Quantobasta di Lecce a inaugurare la Bartender’s Exchange, programma di incontri organizzato da Amaro Santoni con l’obiettivo di favorire il confronto, lo scambio di idee e di esperienze fra esperti bartender e mixologist di tutto il mondo.

La prima tappa unirà il calore del Salento con la nightlife londinese: per una notta, quella del 15 marzo, il cocktail bar che sorge nel centro storico di Lecce, e che ha da poco festeggiato dieci anni di attività, approderà nella City. I due fondatori del locale, Diego Melorio e Andrea Carlucci, porteranno lo stile informale e amichevole del loro servizio al Bar Antoine presso il Four Seasons London Hotel, dove proporranno e racconteranno agli ospiti il loro approccio alla mixology.

Il programma di incontri proseguirà nei prossimi mesi, con altri scambi internazionali che coinvolgeranno bartender provenienti, oltre che dall’Italia, da Francia, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti.

Simone Caporale in tour nella Penisola

Ma Bartender’s Exchange è solo la prima delle attività programmate per quest’anno da Amaro Santoni per far conoscere le sue potenzialità ai professionisti di tutto il mondo. Programma che prevede anche il tour di Simone Caporale, global ambassador partner dell’amaro toscano a base di rabarbaro, che nei prossimi mesi sarà in Italia per visitare alcuni dei più importanti cocktail bar. Ad accompagnarlo la squadra di bartender del Sips, il suo locale di Barcellona aperto con il socio Marc Álvarez e classificatosi al primo posto della lista dei World’s 50 Best Bars 2023 (leggi World’s 50 Best Bars 2023: è ancora un trionfo degli italiani all’estero) e il team del Boadas, storico locale del capoluogo della Catalogna, acquisito da caporale due anni fa (leggi Simone Caporale rileva Boadas Cocktails, il più antico cocktail bar di Barcellona).

Inoltre, Amaro Santoni promuoverà le Sips Experiences, dove giovani promettenti bartender saranno invitati a intraprendere delle internship al Sips, e curerà dei talk con autorevoli professionisti nelle Master of Craft bartender.

Red Bull ha “messo le ali” a Beer&Food Attraction

Red Bull
Con un ricco programma di attività, nove special guest e un intero padiglione occupato il marchio ha condotto regalato ai visitatori della fiera riminese una vera e propria esperienza immersiva nel suo mondo. Ciliegina sulla torta il grande party al Peter Pan di Riccione

Un mega stand avveniristico, tante special guest e un super party: è così che Red Bull ha “messo le ali” a Beer&Food Attraction 2024. Il marchio di energy drink anche quest’anno si è confermato tra i grandi protagonisti della kermesse riminese, tra i più importanti appuntamenti internazionali per il settore food & beverage, alzando ulteriormente la qualità dell’esperienza offerta ai visitatori.

Lo stand Red Bull ha occupato un intero padiglione di 900 mq, ricreando diverse aree funzionali per i partner, senza trascurare l’aspetto del divertimento. Giochi di luci, schermi luminosi, un fitto programma di attività e gli appuntamenti con nove big della scena mixology, come Bruno Vanzan, Giorgio Facchinetti, Terry Monroe, Geraldo “Gerry” Mastrogiuseppe, hanno permesso ai visitatori di vivere durante la tre giorni una vera e propria esperienza immersiva nel mondo del marchio e della sua ricca offerta.

Offerta che comprende sia la gamma di energy drink, a partire dall’iconica lattina a rombi blu e argento, disponibile anche nelle versioni Sugarfree e Zero, le Red Bull Edition, ovvero White Edition al gusto cocco-açai, Red Edition al gusto anguria, Green Edition al dragoncello, Apricot Edition, albicocca-fragola, e la gamma The Organics by Red Bull, la linea di soft drink bio che conta otto referenze, in bottiglia di vetro per il bar: Simply Cola, Ginger Ale, Viva Mate, Purple Berry, Tonic Water, Bitter Lemon, Black Orange e Ginger Beer (le ultime quattro anche in lattina), ottime da consumare da sole o come ingrediente per la miscelazione.

Un party da favola

Ma Red Bull è stata la grande protagonista anche degli appuntamenti “fuori fiera”, con un grande party che, per il terzo anno consecutivo, è stato riconosciuto come il più atteso dagli esponenti del settore beverage. L’evento è andato in scena il 19 febbraio al Peter Pan di Riccione, dove 2500 industry driver si sono ritrovati per vivere una notte indimenticabile nella magica atmosfera della favola di Alice nel Paese delle Meraviglie.

L’allestimento a tema ricreato nel locale ha immerso gli ospiti in un mondo incantato, abitato dai personaggi della favola, quali il Cappellaio Matto, Alice, il Bianconiglio, la Regina di Cuori e i gemelli Pinko Panko e Panko Pinko.

Dal parcheggio fino alla sala principale, gli invitati hanno seguito un percorso obbligato fatto di luci viola, strutture luminose giganti a forma di fiori, funghi, guardie della Regina di Cuori, farfalle, conigli, fenicotteri e personaggi reali con i quali scattarsi foto. Un appuntamento che ha riunito personalità del settore beverage da tutta Italia in un evento che ha fuso in modo originale business e svago.

La serata è stata anche l’occasione per Red Bull per presentare in anteprima la nuova Red Bull Summer Edition, la speciale edizione dell’enegy drink dedicata alla stagione calda, che sarà in distribuzione a partire dal prossimo mese di aprile.

Imparare dalla diversità: anche così la squadra può crescere

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I casi di BarConi, gelateria gestita da un gruppo di migranti, e di Frolla, biscottificio che vede operative persone con disabilità: dalla gestione di team "difficili" possono nascere buone pratiche

Non si sono mai visti undici attaccanti o undici portieri vincere un campionato. La forza della squadra è mettere insieme persone con capacità, attitudini, approcci differenti. In modo che ognuno porti la sua peculiarità e la metta al servizio dei compagni. Succede anche nei laboratori di pasticcerie e gelaterie. In alcuni più che in altri: come BarConi, gelateria di Palermo gestita da migranti, o Frolla, biscottificio marchigiano che impiega ragazzi con disabilità.

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Alcuni dei ragazzi che lavorano al progetto BarConi, a Palermo

BarConi, l'impresa sociale punta su coni e coppette

Nata tre anni fa nel quartiere di Ballarò, BarConi fa parte di un progetto più ampio chiamato Moltivolti. Un'impresa sociale volta all'integrazione, che comprende un ristorante, un coworking, una guest house, programmi interculturali e attività con le scuole. Ci lavorano una trentina di persone, da tutto il mondo. «Molti, soprattutto i ragazzi, sono arrivati attraverso il Mediterraneo, sono dei sopravvissuti», racconta Roberta Lo Bianco, una delle fondatrici. Come Malick, ventiquattrenne del Gambia, che ora è il manager della gelateria. «Si vergognava a dire di essere arrivato in Italia con un barcone. Ma insieme abbiamo scelto proprio questa parola per dare il nome all'attività, in modo da trasformarla a livello semantico e darle speranza», dice Lo Bianco.

Lavoro e cultura cambiano insieme

Insieme a Malick lavorano Christine, 24 anni e tre bimbi, e Leslie, 21 anni, entrambe della Costa d'Avorio. «A seconda della stagione sono impiegati da BarConi o da Moltivolti. Il nostro personale arriva da background diversi, per cui facciamo un grande lavoro di comprensione reciproca: i concetti occidentali legati al lavoro non sono paradigmi uguali per tutti», racconta la fondatrice di Moltivolti. A seconda delle culture, si leggono e si intendono in modo diverso il tono della voce, la vicinanza fisica, la formalità e l'informalità. «Molti hanno un modello educativo diverso. Per alcuni guardarsi negli occhi è un segno di rispetto, per altri l'esatto contrario. Questo può portare a grandi incomprensioni, se non si fa lo sforzo di conoscere», spiega Lo Bianco. L'approccio del progetto è infatti «l'integrazione bidirezionale, in cui tutti devono fare sforzi per entrare in contatto con l'altro. È tenendo insieme l'identità di tutti che le squadre funzionano. Anzi, a volte le differenze sono pure utili: per esempio avendo festività religiose diverse è più facile organizzare le ferie».

In progetto un lab per la produzione propria

BarConi, che a primavera inaugura la sua terza stagione, si trova a Ballarò, quartiere multiculturale di Palermo. «Non c'era una gelateria in zona e quindi abbiamo pensato di aprirla noi, per partecipare alla rigenerazione della zona e per dare ai nostri ragazzi un'occasione di nuovi percorsi professionali», racconta Roberta Lo Bianco. Al momento il gelato non viene prodotto internamente, ma questo è uno dei prossimi obiettivi. «Vendiamo il gelato di Cappadonia, che ha creato dei gusti ad hoc per noi. Come il Moltivolti: è a base di burro d'arachidi, come omaggio al maffè senegalese (uno stufato di arachidi, ndr)».

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I pack dei biscotti di Frolla, biscottificio anconetano

Frolla, biscotti buoni contro il pietismo

A poco più di mille chilometri da Ballarò, a Osimo (provincia di Ancona) un'altra squadra ha saputo sfruttare diversità e difficoltà. È quella di Frolla, microbiscottifico con bar che impiega persone con disabilità. «Il primo ingrediente per noi è la condivisione: abbiamo a che fare con persone diverse per competenze, interessi ed età e ognuna ha portato qualcosa», spiega Jacopo Corona, uno dei fondatori e oggi presidente della cooperativa. «Il secondo è la qualità: vogliamo che i clienti ci scelgano perché i prodotti sono buoni. È il solo modo per sconfiggere il pietismo».

Contatto con i clienti: così l'inclusione si fa vera

Il laboratorio di Frolla ha aperto nel 2018. La scelta di puntare sui biscotti è legata alla volontà di fare un prodotto accessibile, che i ragazzi potessero preparare con facilità. «Abbiamo iniziato facendo solo produzione perché pensavamo di avere bisogno di un ambiente protetto per i nostri lavoratori», ricorda Corona. «Ci sbagliavamo: quando l'anno dopo abbiamo aperto anche il bar abbiamo capito l'importanza del contatto per i ragazzi. È stata la soddisfazione più bella: la vera inclusione avviene quando i clienti li cominciano a chiamare per nome». Alla somministrazione lavorano solo ragazzi con disabilità, mentre in laboratorio sono presenti anche lavoratori senza disabilità che si occupano delle fasi di cottura.

«Tantissime le richieste: in pochi fanno questo lavoro»

«In totale impieghiamo trenta persone, di cui ventuno con disabilità di vario tipo: con autismo, con sindrome di Down, con ritardi cognitivi, in carrozzina... Abbiamo anche una stampante alimentare 3D per aiutare chi ha difficoltà fisiche a lavorare», dice Corona. In laboratorio (che serve il bar, il food truck per gli eventi e l'e-shop) i ragazzi si occupano della fase di realizzazione dei biscotti e poi del confezionamento. «Abbiamo una convenzione con l'istituto alberghiero di Loreto e la maggior parte dei dipendenti arriva da lì. Ma abbiamo sempre tantissime richieste, perché ci sono poche strutture che fanno questo lavoro».

I gruppi di lavoro nascono spontaneamente

L'idea di Frolla, che ha anche una squadra di calcio (il Frolla Football Team), è di guardare alla disabilità e alle difficoltà non come un ostacolo, ma un valore aggiunto. «Uno dei nostri lavoratori, che è in sedia a rotelle dopo un incidente, dice che qui in tre fanno una persona. Nel senso che ognuno mette a disposizione le sue capacità in modo da completarsi. Infatti si creano spontaneamente dei gruppetti di lavoro, creasi tra persone che funzionano e diventano anche produttive», spiega Jacopo Corona. Ai biscotti con il tempo si sono aggiunti anche panettoni, colombe, cioccolatini. «Abbiamo fatto corsi di formazione invitando pasticcieri esterni che si sono messi in gioco», dice. A volte di fronte ai modalità di lavoro inusuali gli ospiti sono rimasti straniti. «Ma noi abbiamo adattato la produttività alle persone». E funziona.

Cactus Joe: il Naviglio di Milano a tutto agave

Cactus Joe apertura
La seconda insegna firmata da Stefano Rollo e Niccolò Caramiello guarda al Messico ma non solo: classici della miscelazione agave e cento etichette in degustazione

Per scoprire chi davvero sia il Cactus Joe cui l’insegna fa riferimento, sarà necessario passare in visita e ascoltare i racconti che circondano questo nome. Di certo c’è che a questo oscuro personaggio è dedicato un nuovo indirizzo di miscelazione sorniona e di qualità, sul finire del primo tratto di Naviglio Grande, a Milano. Un saloon contemporaneo, negli arredi color sabbia e nell’espressione di referenze messicane: la firma è quella di Stefano Rollo e Niccolò Caramiello, già genitori dell’indovinatissimo Norah was Drunk in Lambrate, cui si affianca l’imprenditore Simone Filoni.

A tutto agave

Come per l’insegna sorella, che agli antipodi geografici della città si concentra sull’assenzio (ma non solo), Cactus Joe guarderà in larghissima parte a un prodotto specifico, uno dei più caldi degli ultimi anni: l’agave, in tutte le sue forme e con tutti i suoi versatili impieghi. I classici della miscelazione messicana vengono proposti con leggerissimi veli di rivisitazione (il Joe’s Margarita è in realtà un Tommy’s ibrido, con un taglio di mezcal, mentre il Fresh Paloma è proposto alla vecchia maniera, con succo di pompelmo e non soda aromatizzata), e al tempo stesso i cocktail immortali sono contaminati da tequila e cugini stretti.

«Manteniamo la nostra filosofia» racconta Caramiello, il cui curriculum vede ruoli da protagonista al bancone di insegne storiche di Milano, come Lacerba e Rita. «Portiamo avanti un lavoro di selezione e studio su un prodotto in particolare, cercando di proporre anche chicche meno note. Ma rimaniamo un cocktail bar, per cui qualsiasi drink classico e disponibile, non necessariamente a base agave».

Oltre 100 etichette in degustazione

La splendida bottigliera, che percorre la quasi interezza delle pareti, contempla infatti anche i prodotti d’agave meno conosciuti, che stanno iniziando a farsi largo tra le preferenze degli amatori internazionali. Raicilla (simile al mezcal con denominazione d’origine dalla regione di Jalisco), Bacanora (proveniente da Agave Pacifica della famiglia Angustifolia) e Sotol (che origina da tutt’altro prodotto, la spugna del deserto) sono tutti disponibili sia in miscelazione sia in una sontuosa carta alla mescita, raggiungibile tramite QR Code. In tutto sono circa un centinaio le etichette proposte, una sola delle quali non messicana (un sotol texano).

La cocktail list

Protagonista assoluta è ovviamente la lista cocktail, affidata all’esperto bar manager Samuele Lissoni (ex Kanpai e Canaglia, sempre a Milano) sotto la supervisione di Caramiello. Oltre ai cinque classici ripensati alla maniera di Cactus Joe, sono presenti quattordici ricette divise in cinque macrocategorie sensoriali: amaro, sour, dolce, spicy e umami. Ridotto e strategico il comparto food, interamente legato al prodotto tacos: alternative con carne, pesce o vegetariane raccolte in tortillas di qualità (il locale ha impostazione da tavola fredda). Bienvenidos.

Antonio Sabia del Black Pepper di Potenza è il nuovo Artista del Panino

Antonio Sabia, il nuovo Artista del Panino

Un panino a base di pancia di Maiale cotta a bassa temperatura per 10 ore a 80 °C domina la finale e porta Antonio Sabia del Black Pepper di Potenza sul podio più alto del concorso organizzato da Vandemoortele in collaborazione con Bargiornal. È lui, quindi, il nuovo Artista del Panino.

Antonio Sabia, il nuovo Artista del Panino

Questo il risultato emerso dalla finalissima tenutasi ieri a Milano (12 marzo) e che ha sancito la vittoria del professionista potentino che, dopo la sfida nella superfinalissima contro Antonio L'Abbate del MaliKafe di Polignano a mare (Bari), si è aggiudicato il titolo convincendo una giuria composta da Felix Lo Basso, dell'omonimo ristorante milanese, una stella Micheli, Andrea Mainardi, il "cuoco atomico" e Roberto Barat, giornalista di Bargiornale.

Otto i finalisti giunti a Milano, dopo una selezione iniziata alla fine del 2023 che ha visto una prima cernita tra oltre 200 ricette arrivate in redazione e una semifinale a Genova tra trenta professionisti che ha decretato gli otto aspiranti Artisti che si sono sfidati a Milano in questo mese di marzo. Altissimo il livello delle ricette che hanno visto l'utilizzo di una grande varietà di ingredienti come bresaola, mortadella, ma anche gamberi, frutta e appunto pancia di maiale e trippa, protagoniste nei panini dei primi due classificati.

E allora vediamo le ricette vincenti.

La ricetta di Antonio Sabia, Artista del Panino 2023: PBD - Pork Belly Dentro

Barretta ai cereali 1 Agritech, pancetta di maiale da 800g squadrata e con cotenna (da porzionare poi al momento della preparazione del panino), 2 foglie di scarola riccia, aceto di lamponi, maionese, sciroppo di sambuco, cipolla rossa marinata, 1 finocchio fresco, uva passa di moscato, 1 bicchierino di mosto di vino cotto, olio extra vergine di oliva, sale.

Fasi e modalità di preparazione

Tagliare a fiammifero la cipolla rossa marinata e il finocchio e aggiungerli alla maionese insaporita dallo sciroppo di sambuco e dall’uva passa di moscato. Adagiare la coleslaw sulla base del panino. Tagliare a bocconcini longitudinali la pancetta di maiale precedentemente cotta in busta a bassa temperatura per 10 ore a 80 °C, poi glassata con mosto di vino cotto e finita in forno per cauterizzare la carne e rendere croccante la cotenna. Posizionare in sequenza 3/4 bocconcini con cotenna rivolta verso la parte esterna del panino. Sormontare la carne con foglie di scarola riccia marinata con olio extra vergine di oliva e aceto di lamponi.

La ricetta di Antonio L'Abbate, 2° classificato: Non c’è trippa per gli altri

180 g trippa di bovino, 300 g cime di rape, 1 spicchio d’aglio, 1 foglia d’alloro, 1 peperoncino, 50 ml acqua di cottura di fagioli, 6 pomodori secchi, 400 ml olio di semi +100 per maionese, 50 g farina di semola, 1/2 limone, sale q. b, olio Evo q.b

Asciugare la trippa precedente cotta. Pulire le rape e cuocerle in acqua bollente dolce. Scolare tenendo l’acqua da parte dove immergeremo per qualche minuto i pomodori secchi. In una padella calda con olio, aglio, alloro e peperoncino spadellare e salare le rape. In un recipiente stretto e alto versare l’acqua faba dei fagioli (ben fredda) qualche goccia di succo di limone, sale e mixare versando l’olio di semi a filo. In un altro contenitore lavare i

Antonio L'Abbate

pomodori secchi con abbondante acqua, strizzare, asciugare e frullare i pomodori con l'olio Evo. Infarinare e friggere la trippa di bovino e  comporre il nostro panino con il seguente ordine: baguelino leggermente tostato, cime di rape saltate, trippa fritta, maionese di fagioli. Spalmare infine il patè di pomodori secchi sotto al coperchio del nostro panino e servire.

Claudio Torresan regional sales director Italy di Gruppo Cimbali

Claudio Torresan, nuovo regional sales director Italy di Gruppo Cimbali
La nuova nomina è stata annunciata nel corso di un evento presso il Museo Teatrale alla Scala di cui il Gruppo e Mumac sono partner dal 2016

All’interno della suggestiva cornice del Museo Teatrale alla Scala, di cui Cimbali e Mumac sono sponsor dal 2016, è stata ufficializzata la nomina del nuovo regional sales director Italy del Gruppo, Claudio Torresan. 

Ha espresso soddisfazione  Enrico Bracesco, direttore generale di Cimbali Group, che lo ha definito «un professionista esperto che ha guidato per cinque anni i nostri uffici di Dubai con risultati sorprendenti. Ha già accolto con entusiasmo le nuove sfide ed è un privilegio per noi averlo in squadra. Abbiamo voluto presentarlo alla Scala, un luogo ricco di storia che sentiamo come una casa, vista la partnership che ci lega a questo teatro ormai da otto anni». 

Dal 2017 Claudio Torresan lavora nel Gruppo di Binasco (MI), dove è stato general manager della sede di Dubai con responsabilità anche dei mercati di Medio Oriente, India e Africa, ottenendo positivi risultati di crescita costante. Laureato all’University of Sussex in Ingegneria meccanica e business, ha maturato la sua esperienza professionale in ambito commerciale, con ruoli di crescente responsabilità sempre in contesti multinazionali. 

Il legame tra le due realtà si esprime anche con la presenza delle nuove macchine LaCimbali M200 nei foyer del Teatro: il parco macchine è stato completamente rinnovato quest’anno con apparecchiature che uniscono eleganza e artigianalità made in Italy a una tecnologia che assicura espressi eccellenti.

I convenuti hanno potuto partecipare a una visita guidata della mostra Fantasmagoria Callas dedicata alla Soprano in occasione del centesimo anno dalla sua nascita: ne emerge il ritratto di un’artista completa, profondamente legata alla storia del Teatro che l’ha vista interprete di 23 titoli d’opera in 28 spettacoli tra il 1950 e il 1961. Il suo esordio fu nel 1950 quale interprete di Aida in sostituzione di Renata Tebaldi e in quell’anno venne presentata al mercato la macchina per caffè a leva LaCimbali Gioiello, in grado di erogare la crema caffè e di estrarre il meglio in quanto a gusto, aroma e corpo. Da parte sua la Callas fu una grande consumatrice di caffè: alcune fotografie dell’epoca, infatti, la immortalano nel back stage del teatro che sorseggia un espresso mentre le sarte sistemano gli ultimi dettagli di un abito. 

Il supporto di Cimbali Group al Teatro e al suo museo è iniziato nel 2016 con la sponsorizzazione della mostra Madama Butterfly, l’Oriente ritrovato. Foujita e Asari per Puccini e prosegue ancora oggi con la creazione interessanti sinergie: dall’evento concerto al Mumac con gli allievi dell’Accademia della Scala del 2017, alle dirette della Prima Diffusa del 7 dicembre nelle edizioni 2017-2023, fino alla condivisione di molti altri momenti di spettacolo e cultura, dentro e fuori dal Teatro. 

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