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Bonus sicurezza, premiati solo i più veloci

Norme&Fisco –

Esauriti in pochi giorni i fondi destinati ad agevolare gli investimenti per videocamere & co. Gli esclusi avranno la precedenza in caso di proroga del provvedimento

Tempo scaduto per il bonus sicurezza. Ma già si guarda al prossimo anno, nella speranza che il provvedimento sia riproposto, magari con fondi anche più sostenuti. Sono stati 15mila, tra negozianti e baristi, coloro che hanno sfruttato l’agevolazione fiscale per rendere più sicuro il proprio locale, acquistando videocamere a circuito chiuso, casseforti, vetrine antisfondamento e altri dispositivi per proteggersi da furti e rapine. Il credito d’imposta, pari all’80% dei costi sostenuti per questo tipo di spese, prevedeva un importo massimo di 3mila euro per ogni beneficiario.

In attesa della proroga
Il bonus (inserito nella Finanziaria 2008, legge 244/2007, articolo 1, commi da 228 a 237) ha coperto i periodi d’imposta dal 2008 al 2010 e ha corrisposto due stanziamenti: uno da 10 milioni di euro l’anno per le Pmi commerciali e di vendita al dettaglio e all’ingrosso, bar e ristoranti; il secondo, da 5 milioni di euro l’anno, per le tabaccherie (con tetto massimo di mille euro annui per beneficiario). I fondi sono andati subito a ruba: ogni anno, le disponibilità vengono esaurite in pochi giorni dopo l’avvio del clic day per “prenotare” il credito all’agenzia delle Entrate via Internet. Come parziale compensazione, il regolamento garantiva agli esclusi la precedenza nell’anno successivo. E ora che il bonus è scaduto? Le associazioni di categoria chiedono a gran voce la proroga, anche alla luce del successo riscontrato e dei benefici in termini di maggior sicurezza per la collettività. Se verrà riproposto, ricordate: per aggiudicarselo serve uno scatto da centometrista.

Con i buoni pasto elettronici la gestione è più snella

Gestione –

Un accordo tra Epam e Qui!Group punta a sviluppare la diffusione dei ticket con microchip. Tra i vantaggi per i gestori, l’eliminazione dei problemi di falsificazione o di buoni scaduti

Per molti gestori di bar i buoni pasto cartacei sono una vera e propria croce, soprattutto sotto l'aspetto della riscossione di quanto dovuto da parte delle società emettitrici. Le provvigioni sono alte su un importo esente da oneri fiscali limitato, fissato in un massimo di 5,29 euro. I tempi di pagamento sono, quando va bene, 30 giorni data fattura. Per non parlare poi delle contestazioni, perché il buono è scaduto o è stato danneggiato o perfino falsificato. Ecco perché l'arrivo del buono pasto elettronico, introdotto ormai da qualche anno, sembrava la soluzione. Anche se finora questo sistema non è ancora decollato, a Milano è partito un esperimento pilota, sulla base di un accordo sottoscritto da Epam, l'associazione provinciale milanese dei pubblici esercizi che fa capo alla locale Camera di Commercio, con Qui!Group, un operatore che sta percorrendo la strada dei buoni pasto elettronici.
L'intesa, appena definita e ora in fase di raccolta delle adesioni da parte degli esercenti, prevede una serie di condizioni migliorative rispetto alla gestione dei buoni pasto cartacei: lo sconto per il ritiro dei buoni pasto è ridotto al 7%, mentre il canone annuale è di solo 14 euro. Inoltre, siccome il buono elettronico funziona con una carta magnetica e richiede un lettore Pos, nell'ambito dell'accordo Qui!Group si impegna all'installazione e alla cessione in comodato dell'apparecchio.

Differenze e vantaggi

Sono molti i gruppi impegnati nel settore che propongono i buoni pasto elettronici, ma pochi quelli che stanno realmente spingendo per la loro diffusione, puntando soprattutto ad accordi con le pubbliche amministrazioni o con grandi gruppi. L'Agenzia delle Entrate, con una risoluzione del 17 maggio 2005, indica una preferenza per i buoni pasto elettronici, il cui servizio si differenzia da quelli cartacei perché «consentono di verificare in tempo reale l'accesso al servizio, non consentono di posticipare nel tempo la fruizione della prestazione e consentono di individuare il dipendente rispetto alla data in cui aveva diritto di ricevere la somministrazione del pasto». Gregorio Fogliani, ad di Qui!Group, enfatizza i vantaggi per l'esercente: «I buoni pasto elettronici eliminano una serie di incombenze che gravano sulla gestione del locale: non si spediscono più i buoni cartacei, la fattura viene prodotta in automatico, non si corrono rischi di falsificazione, non ci possono essere contestazioni su buoni scaduti, la gestione del pagamento viene fatta in tempo reale e processata nell'arco di 48 ore dalla società emettitrice».

Quando la disco si fa spazio relax

Case history –

Riapre il Pascià di Riccione. Con una formula nuova di zecca: un quasi hotel, dove sarà possibile anche sdraiarsi su comodi letti. In più sale riunioni, ristoranti e suite

Simbolo dei fasti di un passato recente che si rinnova, è il maestoso lampadario voluto dal regista Luchino Visconti per il Gattopardo e poi utilizzato anche sul set de Il Barone di Munchausen. Completamente restaurato dalla nuova gestione, il lampadario con angeli d'oro e gocce Swarovski sovrasta la pista da ballo principale del Pascià.
Già, perché il club sulle colline di Riccione, che ha segnato, con la sua miscela di celebrità e di adolescenti, gli anni del grande successo della Romagna come il più famoso distretto al mondo dell'intrattenimento notturno, ha riaperto i battenti lo scorso aprile, presentandosi al pubblico con una nuova formula.
Non solo discoteca, ma una via di mezzo tra un luogo dove scatenarsi con la musica selezionata dai migliori dj del momento e un sofisticato spazio di relax, una sorta di open hotel dove concedersi qualche ora di benessere. Il progetto, innovativo per l'Italia, è già stato sperimentato con successo al Bed Club di Miami e all'Amnésia di Ibiza. All'interno della discoteca fanno la loro comparsa grandi, comodissimi letti a disposizione degli ospiti. Non per dormire, naturalmente, ma per godersi, comodamente, lo spettacolo che va in scena tutto intorno.

Suite e sale riunioni
Ma la vera novità, quella che davvero potrebbe sancire una trasformazione importante nella filosofia stessa dei locali notturni in Italia, è la presenza di alcune suite a disposizione dei clienti più facoltosi (anche questa un'idea importata dall'Amnésia di Ibiza), con letto, bagno/doccia, tv, frigobar, buffet a base di frutta per rilassarsi e, riprendersi e rigenerarsi prima di mettersi alla guida. In una sarà attivato un servizio permanente di guardia medica. Con il web a giocare un ruolo centrale: per via elettronica si potranno infatti prenotare le stanze e approfittare delle offerte last minute, sull'onda di quei siti di booking on line che vendono camere e servizi. Non solo danza, dunque, ma, piuttosto, un'offerta completa, che rende le discoteche sempre più simili a centri commerciali del divertimento, dove la funzione della musica non è più essenziale. Di qui il nuovo nome Pascià Entertainment Hotel. Nel nuovo locale sarà possibile usufruire di sale riunioni, ristoranti, salotti, hall delle grandi feste, casinò, boutique. Un successo, quello del club romagnolo, che celebra nell'estate 2010 i vent'anni, durante i quali hanno ballato sotto il lampadario del film di Visconti, personaggi come Grace Jones e lo stilista Jean Paul Gaultier, Federico Fellini e Valentino Rossi.
«Per affrontare questa fase caratterizzata da una profonda trasformazione delle esigenze dei frequentatori dei club - spiega Riccardo Bortolotti, maggiore azionista della società che ha rilevato il locale -, abbiamo pensato il nuovo Pascià come uno spazio aperto non solo la notte, sfruttando dunque al massimo le capacità commerciali della struttura e del suo invidiabile panorama sulla Romagna».

Una ristorazione per i grandi numeri
La prima mossa della nuova gestione della Ingen (questo il nome della nuova società) è stata dunque quella di aprire il club ogni giorno a pranzo e a cena e di separare in maniera decisa lo spazio della ristorazione da quello del ballo. Al Pascià, spiegano, l'area ristorante è in funzione tutta la notte e non viene invasa dopo una certa ora da arriva per ballare, come sempre succede nelle discoteche. I clienti del ristorante possono così cenare godendosi lo spettacolo della gente in pista, ma senza esser travolti dal suono e dalle danze. Una ristorazione pensata per grandi numeri, che consente di applicare prezzi molto contenuti.

Tecnologia e design su quattro piani

«Possiamo far mangiare 600 persone contemporaneamente, tra privé, sala ristorante, zona piscina e area buffet, dedicata al finger food. Questa vocazione multifunzionale permette al locale di riconvertirsi anche come sede per convegni e convention aziendali. Le attrezzature tecniche sia audio sia video ci sono, e di altissimo livello. Le metteremo quindi a disposizione di gruppi privati, che già iniziano a prenotare lo spazio per i loro eventi estivi». Il restyling è stato lungo e accurato, il Pascià era chiuso da maggio 2009 e sono stati necessari interventi importanti, come le piccole suite invisibili agli occhi dei visitatori. I pavimenti sono di cemento di riso (industriale) con inserimento di tappeti d'arte, disegnati da artisti e realizzati in vetroceramica di Positano, come i vasi ad anfora. I banchi bar sono in pressofusione in alluminio. Le aree sono così organizzate: pista da ballo principale, privé Priscilla con i drag queen show e il ristorante Forkette affidato allo chef Massimiliano Feraco. Nel seminterrato si aprono i grandi salotti della zona di decompressione dove poter conversare senza la musica ad alto volume della discoteca. Qui c'è anche un trono dove farsi lustrare le scarpe. Sulla terrazza del terzo piano (in funzione solo in estate) si apre la piscina.
Ultima curiosità: al nuovo Pascià i pr sono stati messi al bando. I biglietti possono essere anche acquistati, a prezzi low cost, sul sito del locale

Al bar come in Borsa i prezzi fluttuano

Dal mondo –

Al nuovo Exchange Bar & Grill di New York i costi delle consumazioni variano in funzione della richiesta. E le quotazioni scorrono sul tabellone

Tra i tanti tentativi fatti negli ultimi anni da diversi locali newyorchesi di corteggiare il mondo della finanza (il cui fascino, dopo la crisi, è peraltro in deciso ribasso), cercando di “parlare il loro linguaggio”, quello del nuovo The Exchange Bar & Grill è forse il più riuscito, sicuramente il più originale. Il nuovo lounge, al n. 256 della Third Avenue, a pochi passi dal Gramercy Park, zona ricca di pub, negozi ed hotel di gran lusso, è una vera e propria “borsa” dei drink. L'idea è originale, oltre che divertente: all'Exchange, infatti, il prezzo dei drink è determinato dalla richiesta dei clienti, con un meccanismo simile a quello che avviene per i titoli del mercato azionario, con tanto di quotazioni che scorrono, di continuo, illuminate in rosso, su un tabellone luminoso computerizzato, lungo più di 10 metri, che sovrasta l'intero bar.
Si può anche passare una nota al bartender, con una frase per agganciare una ragazza, per fare gli auguri di compleanno o per qualsiasi altro motivo: il tabellone, oltre alle quotazioni, trasmette infatti i messaggi lanciati dai clienti. A differenza di Wall Street - dove, specie di questi tempi, le quotazioni sono quanto mai “ballerine” - i prezzi delle consumazioni aumentano o diminuiscono con incrementi di soli 25 centesimi per volta. I limiti minimi e massimi sono fissati a più o meno 2 dollari dal prezzo di riferimento: per esempio una Guinness (da listino a 6 dollari) può raggiungere al massimo gli 8 dollari e non può scendere sotto i 4: tutto dipende dalla sua popolarità in quel momento. La richiesta, ovviamente, aumenta il prezzo; ma, nel contempo, fa anche diminuire il valore dei prodotti similari, permettendo così di risparmiare un po' di dollari se si scelgono i drink “meno desiderati”. Ogni tanto i bartender introducono il cosiddetto “reverse market”: diverse persone si raggruppano scegliendo tutte lo stesso drink, per ottenere uno sconto collettivo. E se il barman suona la campana, annunciando improvvisamente “market crash!”, le birre scendono di colpo a 2 dollari, i liquori meno costosi a 3 e le grandi marche a 4. Il listino di borsa comprende tutti i drink e anche alcuni piattini serviti al bar, come le hot wings (le alette di pollo, 7 dollari per 6 pezzi) o i fried calamari (9 dollari).
La curiosa idea è venuta, tre anni fa, a una coppia di amici, ex economisti, entrambi 35enni: Levent Cakar e Damon Bae. «Vogliamo ricreare l'atmosfera dello stock market - spiega Cakar -, con la differenza che qui da noi non ci sono stress o perdite di soldi». Ed aggiunge: «Perché non dovremmo giocare con i prezzi, come succede nello stock market?». E rivela che quando menzionò questo suo progetto ai distributori di liquori, gli risero dietro: «Io risposi: un giorno verrete a cercarmi per mettere i vostri prodotti sul mio tabellone».

Una gestione ottimale del magazzino
Cakar, con alle spalle tanti anni di esperienza nella ristorazione, arrivò a New York dalla Turchia per studiare economia; a un certo momento pensò anche di lavorare a Wall Street. Spiega: «Exchange rappresenta la fusione perfetta delle mie due grandi passioni: l'economia e la ristorazione. Se ci pensate un po', è un modo intelligente di condurre un locale - afferma Cakar -.
Quando un articolo non vende di norma cala di prezzo e in seguito viene eliminato; noi invece, attirando l'attenzione verso i prodotti meno costosi, evitiamo l'esaurimento dei più richiesti e riduciamo l'invenduto. È tutto basato su domanda e offerta: un modo efficiente di gestire il nostro inventario».

Ristorazione Collettiva maggio-giugno 2010

Archivio Cover Horeca –

il punto 9 Se la mensa scolastica diventa campo di battaglia La questione “morosità” chiede soluzioni serie e non ideologiche notizie 10 Panorama 16 Business 18 Techno 20 Food & beverage strategie 24 Così la pausa caffè diventa ecologica Le macchine trituratrici e compattatrici ad alta tecnologia Tritech sono la soluzione concreta per raccogliere e differenziare i rifiuti all’interno delle strutture di ristorazione 26 Certificazioni, il valore aggiunto che fa la differenza Quattro importanti…

il punto
9 Se la mensa scolastica diventa campo di battaglia La questione “morosità” chiede soluzioni serie e non ideologiche notizie
10 Panorama
16 Business
18 Techno
20 Food & beverage
strategie
24 Così la pausa caffè diventa ecologica
Le macchine trituratrici e compattatrici ad alta tecnologia Tritech sono la soluzione concreta per raccogliere e differenziare i rifiuti all'interno delle strutture di ristorazione
26 Certificazioni, il valore aggiunto che fa la differenza Quattro importanti imprese della ristorazione ci raccontano la loro politica in materia, spiegandoci perché il percorso necessario per farsi certificare fa bene prima di tutto all'azienda. E a chi ci lavora
31 Funzionalità e design al servizio del vending
Da oltre 20 anni Lavazza è protagonista del mondo della distribuzione automatica, grazie alla ricerca di soluzioni avanzate e gradevoli. Come hanno confermato le novità presentate a Venditalia
34 A ciascuno il suo
La strategia di Metro Cash & Carry per i prossimi due anni passa per i marchi propri. Rivolti ai clienti professionali, assicurano qualità e prezzi competitivi
38 Nell'ortofrutta c'è una nuova realtà
HFD riunisce cinque aziende specializzate nella fornitura alla ristorazione collettiva e commerciale. Creando una realtà unica per esperienza, logistica, assortimento e servizio
40 In banca la mensa punta su gusto e benessere
Gli istituti bancari sembrano particolarmente attenti alla qualità e alla varietà di quanto offrono ai propri dipendenti. E non trascurano iniziative che li stimolino ad adottare stili di consumo più salutari
44 Milano Ristorazione punta sulla trasparenza
La società che fornisce il servizio di refezione scolastica ai bambini delle scuole comunali apre i suoi centri cucina ai genitori interessati a verificare di persona come mangiano i propri figli
focus
46 Beverage nelle mense
Acque e birre protagoniste. Il parere del sommelier. Idee originali formule
52 Tavole grandi numeri, tra un gioco e l'altro
I parchi divertimenti sono ormai frequentati abitualmente da milioni di visitatori di tutte le età. E la ristorazione si è adeguata sviluppando un'offerta variegata e attenta agli aspetti qualitativi
56 Prendi il pasto e scappa
Le mense potrebbero, in futuro, organizzarsi per erogare servizi aggiuntivi: per esempio, la vendita agli utenti di pasti da portare a casa. Qualche struttura lo sta già facendo: e i risultati sono positivi
58 Manicaretti eclettici
La giovane impresa di Claudio Chieppi e Fabio D'Auria opera nel settore del catering & banqueting, caratterizzandosi per rigorose scelte qualitative e un tocco di originalità. E a questa attività affianca utili soluzioni di servizio per il cliente
62 Mangiare e comprare, due facce dello stesso locale Caffè e ristorante, ma anche farmer's market: è la formula del britannico Bill's Produce Store. Che permette di consumare un pasto e di fare spesa alimentare: con più gusto e in meno tempo
64 Sulla rotta del gusto
Per la ristorazione a bordo dei suoi aerei in classe Magnifica, Alitalia ha avviato un servizio che propone le eccellenze regionali in fatto di cibi e vini, curate da grandi chef
66 I genitori? Studiano ma non si applicano Dalle risposte ai questionari formulati da Fondazione Bonduelle risulta che l'approccio dei bambini in età scolare rispetto a verdure e legumi è migliorato. In famiglia, però, i principi di educazione alimentare vengono insegnati ma non sempre messi in pratica innovazioni
68 Unite per l'ambiente
Le lavastoviglie Comenda di ultima generazione entrano nei locali Ciao e Spizzico di Carugate
spunti & appunti
70 Soluzioni
72 In agenda
76 Leggi
78 Da leggere, da guardare
80 Abbiamo parlato di...

Bargiornale giugno 2010

Archivio copertine Horeca –

LOCALIcase history 8  Pascià, Riccione (Rn) Quando la disco si fa spazio relax 14  Marrakech Cafè, Milano Lo stile Maghreb sbarca a Milano 20  Buddineria Naturalmente Gelateria, Torreglia (Pd). Gelati e budini, coppia vincente 26  Dispensa Emilia, Bologna A colpi di tigella dal mondo 30  Quell’impero fondato sugli smoothie 34  Al bar come in Borsa, i prezzi fluttuano dal mondo30  Quell’impero fondato sugli smoothie34  Al bar come in Bor…

LOCALI
case history

8  Pascià, Riccione (Rn) Quando la disco si fa spazio relax 14  Marrakech Cafè, Milano Lo stile Maghreb sbarca a Milano
20  Buddineria Naturalmente Gelateria, Torreglia (Pd). Gelati e budini, coppia vincente
26  Dispensa Emilia, Bologna A colpi di tigella dal mondo 30  Quell’impero fondato sugli smoothie
34  Al bar come in Borsa, i prezzi fluttuano
dal mondo
30  Quell'impero fondato sugli smoothie
34  Al bar come in Borsa, i prezzi fluttuano
tendenze&progetti
38  Pausa pranzo apparecchiata all’aperto
44  Boom dei bar a tempo attività
48  Il bar delle donne
60  Al via il sindacato per gli immigrati
tecnologia
64  Vendita on the road, affari assicurati
70  Quando il tocco fa la differenza 
giochi
78  Le new slot macinano incassi
il gastronauta
82  Il tè con salumi e formaggi Provare per credere
il protagonista
84  Il cavaliere che ha inventato il fenomeno Lady Drink
il cliente misterioso
86  Long drink fantasia (forse troppa)
PROFESSIONE
norme&fisco
89  Tutto in regola, anche con gli extra
92  Voucher facili in tabaccheria
94   I servizi igienici? Solo per i clienti
95  Nuovo giro di vite in arrivo per l’alcol?
96  Licenziabile il dipendente che non batte lo scontrino
98   Bonus sicurezza, premiati solo i più veloci gestione
100 Niente paura se arrivano i Nas
102 Con i buoni pasto elettronici la gestione si fa più snella Formazione
104 Bar University va in tournée food&drink prodotti
106 Non solo caipirinha con i drink di cachaça
112 Una valanga di novità per i gelati da passeggio ricettario 120 Tutti a scuola di mix caraibici l’angolo del caffè
124 Come mantenere efficiente la macchina per il caffè birra&co
126 Organizza una serata speciale con le birre sponsor degli sport vini al bar
128 Soave, un ritorno alle origini per piacere ancora di più letti al bar
130 Tra Cavour, Verdi e Asburgo il vino italiano racconta che... drink story
132 A Wimbledon trionfa il Pimm’s imprese&mercati top manager
134 Tom Mockridge, ad di Sky Italia. L’Hd è il presente, il 3D il futuro
138 Nicola Fabbri, ad di Fabbri 1905. Oltre cento anni d’innovazione zoom
142 Il cliente va riconquistato. I risultati di un’indagine TradeLab presentata a Cibus giù il cappello
155 Un’amicizia che è un guadagno per tutti agenda
156 Appuntamenti, tour, eventi, fiere per i professionisti del Bar annunci
158 Domande e offerte di lavoro e attività indirizzi
160 Aziende e personaggi in questo numero

Ristoranti – Imprese del Gusto giugno-luglio 2010

Archivio Copertine Horeca –

News 14 Idee Libere ispirazioni al Pontus di Stoccolma, ristorante che punta al bio. 15. Buoni pasto per ristoranti selezionati. Raccolti in un libro. 16 Eventi Vino in Villa brinda alla nascita del piatto unico di nuova generazione. 18 Tipicità Cucina italiana formato esportazione grazie al network di scuole internazionali di Alma. 20 Cultura Due mostre e un libro per celebrare il rito della tavola. 22 Beverage Novità dal mondo del rum. 46 Aziende&mercati La popolazione invecc…

News
14 Idee Libere ispirazioni al Pontus di Stoccolma, ristorante che punta al bio.
15. Buoni pasto per ristoranti selezionati. Raccolti in un libro. 16 Eventi Vino in Villa brinda alla nascita del piatto unico di nuova generazione.
18 Tipicità Cucina italiana formato esportazione grazie al network di scuole internazionali di Alma.
20 Cultura Due mostre e un libro per celebrare il rito della tavola.
22 Beverage Novità dal mondo del rum.
46 Aziende&mercati La popolazione invecchia, cambiano gli scenari del pasto fuoricasa.
47. Formazione in rete per donne imprenditrici.
48. Grossisti verso il cambiamento.
49. Parlamento europeo in linea.
50. Progetti di rilancio per il Consorzio Alta Langa.
51. Onav, alcol e politica. 68 Vino&cantine Frescobaldi crea il formaggio su misura per un suo vino leggendario: Luce.
69 Vino&cantine Moët per Sex and the City.
70 Vino&enologia Solfiti e bio, si litiga in Europa.
71 Vino&cultura Le cantine storiche in un libro.
72 Vino&eventi Prima fiero solo sul web..
Rubriche
9 IL GASTRONAUTA Per Davide Paolini seguire i trend dà nuove idee e rilancia i locali.
15 PERCHÉ Frutta nel menu, occhio per le mode e uso delle tecnologie: riflessioni di Martino Ragusa.
Ristorazione

10 Igiene, esigenza in crescita
Aumenta l’attenzione del consumatore verso pulizia e igiene. Ma i controlli al ristorante scarseggiano.
12 Trattoria di strada, tutto esaurito
L’osteria per camionisti e il ristorante a bordo autostrada per manager in tour non sentono crisi. Ecco perché.
24 Formula eco ristorante
Menu illustrato con insoliti acquerelli, originalità gastronomica, sensibilità ambientale. Al Don Claudio di Jesolo.
28 Formula tradizione
Ai Tre Merli al Porto Antico (Ge) raffinate specialità genovesi ormai introvabili. E tante focacce, lo street food ligure.
Fare impresa
33 Famiglie e bambini, un business È tempo di pensare a come affrontare un target dalle ottime potenzialità. Con formule specifiche o servizi dedicati.
34 Tipicità, la parola alla sala Quattro regole di base per proporre i prodotti del territorio e della tradizione: raccontare, mostrare, esaltare e qualificare.
36 Relazioni esterne fai da te Come sviluppare una profittevole attività di PR con personale interno.
38 Sito web, chiaro e di servizio Indicazioni sui piatti, sui vini e sui prezzi non devono mancare. Così come il modulo di prenotazione.
40 Il magazzino controlla il food cost La gestione delle scorte e delle merci dà il polso della salute finanziaria del ristorante e trasferisce qualità.
42 Vino, teorie del ricarico La politica di prezzo di vendita del vino secondo una logica di differenziazione per tipologie. 43 Birra: conoscerla, gestirla Prende il via un nuovo appuntamento alla scoperta della buona gestione di una bevanda sempre più apprezzata a tavola.
44 Oggi chiuso, non per tutti Come sono regolamentati gli eventi esclusivi e le feste private durante il turno di riposo.
45 Locali balneari verso il 2015 La futura messa all’asta delle concessioni preoccupa il settore.
Made in Italy
52 Sorprendente Balsamico
Tre denominazioni e cinque consorzi per l’aceto più versatile in cucina.
56 La pizza verso l’alta cucina Un libro sdogana il piatto simbolo della cucina italiana.
58 Evoluzione dei calici Nuove forme e materiali per bicchieri da degustazione che valorizzano il servizio.
62 Vini “veri”, l’altra enologia Crescono i vini biologici e biodinamici. Cosa c’è dietro al fenomeno.
64 Villa Sandi e la sfida dei rossi Valdobbiadene, terroir anche di rossi di classe. Firmati Moretti Polegato
66 Gaglioppo, riscoperta per pochi Nel futuro della cantina calabra Statti grandi numeri e rilancio degli autoctoni. Food&Beverage
86 Foodservice, nascita di una ricetta Molto lavoro e mesi di studio da parte di cuochi e team Ricerca e Sviluppo. Ecco come nascono i prodotti commodity.
92 Gelato da bere, nuovi consumi Da Antica Gelateria del Corso, fresche proposte in tema di gelato al calice.
93 Panne funzionali Debic Codice colore e pack rinnovato per le panne specializzate.
93 Gli oli alternativi di Pariani Da nocciole Piemonte, ma anche pinoli, anacardi, pistacchi o mandorle: nuovi condimenti in tavola.
Strumenti
94 Elica, aspiratore multifunzione Luxerion, un solo strumento per aspirare e illuminare. Col tocco del design.
95 Rinfrescatore Perfect Cool Bassi consumi per È Soffio, nebulizzatore su ruote a lunga autonomia.
95 Limoncello versione gelato Da Molinari, kit completo per preparare Crema gelato al Limoncello di Capri.
Drink List
75 Tasting Vino del mese è il Pinot Grigio Impronta del Fondatore di Santa Margherita.
76 Pinot Grigio sempre più richiesto Un vino che non sente crisi: quattro proposte di declinazioni territoriali.
78 Il bouquet del Pinot Bianco Tre etichette da Nord Est, più profumate di quel che ci si aspetterebbe.
79 Le tre età del Lugana Giovane, di medio invecchiamento o longevo, è un vino che fa tendenza.
80 Birre e piatti freddi Una morbida chiara, e due doppio malto chiedono abbinamenti estivi d’elezione.
82 Distillati barricati D’origine, ambrati e dorati, tre spirit che valorizzano il finepasto.
84 La miscela, equilibrio del caffè Stile e personalità in tre blend ottenuti da selezoni di varietà pregiate.

Un business mondiale

Attività –

Manca pochissimo ai Mondiali di calcio in Sudafrica. Come da copione fiumi di persone si riverseranno nei locali per tifare (e consumare) insieme. Se non siete ancora attrezzati ecco i consigli pratici su tv, luci, audio, allestimenti e food&beverage

Esattamente l'11 giugno avrà inizio a Johannesburg con la partita Sudafrica-Messico l'evento sportivo che, più di ogni altro, coinvolge gli italiani. Sono i Campionati Mondiali di calcio, a cui la nostra Nazionale, detentrice del titolo, si sta avvicinando in tono un po' dimesso e circondata da non poco scetticismo. Ma, c'è da scommetterci, non appena il pallone comincerà a rotolare riprenderà vita quell'euforia collettiva che spinge milioni di concittadini a riunirsi per guardare i match insieme. Gli effetti di questa passione sono tangibili anche sull'economia e sugli affari. Qualcuno ha calcolato che la vittoria della Coppa del Mondo può portare al Paese vincitore un aumento del Pil tra il 2 e il 2,5%. Evento che si è verificato in certa misura anche in Italia, dove nel 2006 e nel 2007 il Pil è cresciuto dell'1,9%, contro lo 0% del 2005 e il -1% del 2008.
Effetti benefici sul mondo dei locali

Non esistono statistiche precise degli effetti dei Mondiali sul mondo del fuori casa, ma c'è da giurare che, durante il mese e oltre in cui si giocheranno le partite, i locali ben attrezzati potranno trarre benefici. Numerosi studi scientifici attestano non soltanto che il tifo per il calcio aggrega, ma anche che lo sport in tv modifica i comportamenti alimentari e spinge a consumare più cibo e a bere più bibite e birre del solito. Non è un caso che molti marchi, come Carlsberg, Heineken, Moretti o Peroni, leghino la loro immagine alla Nazionale o a sponsorizzazioni legate al calcio. Come può predisporsi il barista per trarre il massimo vantaggio dall'evento? Attrezzando il locale o una sua parte per consentire una buona visione ai propri avventori e organizzando il lavoro di conseguenza. Anzi, è meglio pensare a un allestimento non provvisorio, ma stabile, anche alla luce dei nuovi calendari annunciati per la prossima Serie A dalla Lega Calcio: avremo infatti partite spalmate lungo tutta la settimana, con sfide di Serie A in programma venerdì, sabato, domenica in più ore del giorno e anche il lunedì. Sommate ai match delle coppe, queste occasioni garantiranno un offerta di calcio praticamente sette giorni su sette. A tutto ciò si aggiungono le novità tecnologiche legate ai sistemi di broadcasting. I prossimi Mondiali saranno i primi trasmessi interamente in alta definizione. Non solo: 24 partite sulle 64 dell'intero programma saranno anche riprese in tre dimensioni. Purtroppo in Italia non sarà ancora possibile vederle con questa tecnologia: sarà infatti l'emittente americana Espn a programmarle, seguita a ruota da Sky, solo in Gran Bretagna, dove una prima sperimentazione sta interessando proprio a partire da aprile una serie di locali pubblici di Londra e dintorni.

Televisori e tecnologia

Chi decide quindi di puntare all'attrattiva Mondiali per portare più clienti nel proprio locale può farlo dotandosi di un televisore ultimo modello. Parliamo di apparecchi Full HD, ormai presenti su tutti i cataloghi. In particolare da qualche mese stanno prendendo piede i modelli a Led, che rispetto ai più diffusi televisori a cristalli liquidi Lcd tradizionali garantiscono una migliore retroilluminazione generale dello schermo e quindi una percezione dell'immagine più chiara e più nitida. L'utilizzo dei Led consente anche di ovviare a un limite di qualità dei tv Lcd, che sui grandi formati sono meno performanti dei più cari tv al plasma. A introdurli sul mercato sono state Samsung, con formati tra 46 e 52 pollici, LG, Sharp e via via altre marche. L'aspetto delle dimensioni dello schermo è importante, perché in un locale pubblico è necessario assicurare buona visibilità anche a distanze superiori alla decina di metri. Non solo. I nuovi televisori a Led sono caratterizzati anche da una eccezionale sottigliezza, contenuta addirittura in meno di 2,5 cm. Altro fatto importante, perché consente di ridurre l'ingombro del tv e di portare via meno spazio possibile ai clienti. Per quanto riguarda la tecnologia 3D può essere molto interessante per un locale pubblico farci un pensierino. Va tenuto conto però che i programmi trasmessi con questa tecnologia richiedono gli appositi occhialini, e qui si pone il problema già verificatosi nei cinema, per cui bisogna assicurare al pubblico pezzi monouso, confezionati singolarmente e marchiati CE. Il 3D è senz'altro il futuro (le trasmissioni in Italia dovrebbero partire entro fine 2010) e non richiederà, a quanto dicono gli esperti, speciali decoder diversi da quelli necessari per la visione in HD.

L'allestimento della sala

La scelta del tv è importante e condiziona buona parte degli ulteriori passi a carico del gestore. Ma l'allestimento di un'area adatta alla visione non si limita solo a questo. Occorre disporre tavoli e sedie (preferibilmente impilabili e facili da tenere in magazzino quando non servono) in modo tale da consentire facilità di movimento per il personale di servizio. Va inoltre controllata la luminosità interna per evitare che la luce finisca sullo schermo. Tenete conto per esempio che due partite del girone eliminatorio dell'Italia, quelle contro la Nuova Zelanda del 20 giugno e contro la Slovacchia del 24 giugno, si giocheranno alle 16 e quindi in pieno giorno. Predisponete quindi sistemi di ombreggiamento all'interno del locale, che possono essere favoriti dai classici tendoni da dehors oppure da soluzioni automatiche, governate da telecomando, nel caso in cui l'ambiente abbia molte vetrine o finestre. Nel locale così oscurato si può predisporre un'illuminazione soft, magari con lampade a Led, per consentire comunque piena visibilità ai clienti e al personale. Se avete un locale molto luminoso attenti anche alla scelta del tv. Quello a Lcd, con lo schermo sintetico e non perfettamente liscio, può creare seri problemi di visibilità e non consentire un buon godimento dello spettacolo se osservato da posizioni angolate. Molti locali che basano il loro business sulle partite in tv adottano anche lo stratagemma di moltiplicare i punti di visione. Si crea per esempio un angolo con un megaschermo o un proiettore e poi si collocano dei televisori di dimensioni medio-piccole negli angoli più lontani del locale, soprattutto se questo presenta una pianta non regolare. Questo sistema consente anche al personale di girare tranquillamente tra i tavoli, senza togliere visuale a nessuno, in quanto lo spettatore può agevolmente girare lo sguardo dal megaschermo agli schermi di servizio.

Costi e ricavi per gli operatori
Gli interventi per trasformare gli spazi in luoghi per gli appassionati di calcio non sono quindi particolarmente complessi. Né troppo costosi. Un tv di ultima generazione (HD o anche 3D a Led) e in grande formato si acquista tra i 2.000 e i 2.500 euro, tenuto conto anche del fatto che in questo periodo le offerte dei rivenditori specializzati sono tante. E senza contare le operazioni promozionali messe in campo da Sky e Mediaset per i nuovi abbonati. Se Mediaset promuove condizioni di favore sia sull'acquisto del televisore sia sugli abbonamenti (mediasetpremium.it/club), Sky (bar.sky.it), oltre a offrire il decoder Hd in comodato d'uso gratuito, punta sul fascino della visione in alta definizione delle 64 partite dei mondiali.
Se si pensa di realizzare un impianto più articolato, il discorso si fa più complesso: con televisori diversi, sistemi di oscuramento e illuminazione ad hoc. Occorre predisporre quindi il lavoro di un elettricista per fare in modo di avere tutto a norma ed evitare grovigli di cavi. Per un intervento del genere, in un locale di dimensioni medio-piccole tra i 100 e i 200 metri quadri, va preventivata un'ulteriore spesa tra 2.000 e 3.000 euro. Una spesa tra i 5.000 e i 7.000 euro dovrebbe in definitiva essere più che sufficiente per allestire un angolo tv di tutto rispetto. A meno di voler realizzare opere faraoniche. Ma questo è un altro discorso.

Drink e dessert, che matrimonio

Locali –

Ad Angri, in provincia di Salerno, una coppia vincente. Lei è la bartender Rita Russo, lui, Gerardo Di Dato, è un talento della pasticceria. Insieme fanno faville: un gioco di squadra fatto di abbinamenti tra cocktail e dessert, spirito di innovazione, scuola e mestiere

Lei prepara un Martini Cocktail, secco e dal carattere deciso. Lui le risponde con un abbinamento dolce: dessert al cioccolato bianco e fragoline. Lei miscela un Americano e lui replica sfornando una Cheese Cake. Lui rilancia con una mousse alla menta, liquirizia, caffè e cremalatte. Lei non si fa indietro e risponde con un Mojito. La sfida degli abbinamenti, alla Pasticceria Di Dato, finisce pari e patta. Siamo ad Angri, in provincia di Salerno, e assistiamo al primo tempo di una partita tra cocktail e dessert. Le cose in questa pasticceria sono cambiate da quando Gerardo Di Dato (41 anni) ha deciso di affidare il nuovo banco bar della sua rinomata pasticceria a Rita Russo (38 anni), sua moglie. Era un assolato agosto del 2002. «Abbiamo provato con alcune persone, ma siamo incappati in tanti pseudo-barman. Così ho fatto di necessità virtù, iscrivendomi a un corso per bartender. Solo dopo aver iniziato ho capito quanto fosse affascinante il mondo del cocktail. Terminata la prima formazione Aibes, ho seguito lezioni di ogni genere, per crescere e formarmi. Ancora oggi, appena ho la possibilità, cerco di frequentare master e seminari del settore per aggiornarmi. Lo consiglio a tutti». Parola di Rita Russo, una che ha vinto quasi tutto: tre Barfestival di Bargiornale (nel 2005, 2007 e 2008), il Bacardi Martini Grand Prix e Lady Drink nel 2007. Sempre nel 2007 ha trionfato al concorso nazionale dell'Aibes, facendo tripletta: miglior drink, miglior cocktail e migliore decorazione. Un en-plein. La cosa assumerebbe i connotati di un'impresa se la barlady vivesse in una grande città, figuriamoci in provincia.
«Non è stato facile conquistare la fiducia del pubblico. Una barlady dalle nostre parti è rara come una mosca bianca, ma alla fine professionalità e determinazione mi hanno aiutata».
Nella carta dei cocktail della Pasticceria Di Dato c'è spazio per i sessanta classici Iba e tanti altri. Le richieste si concentrano sugli ultrapopolari Mojito e Americano, ma anche i cocktail originali della casa hanno una bella schiera di fan. Gli originali più richiesti sono l'after dinner Zepito (lime, menta, peperoncino, liquore allo zenzero Zen, Bacardi Reserve e crema di cacao scura) e Red Tanqueray, un freschissimo aperitivo con Tanqueray 10, purea di lamponi, succo di lime, Chambord e ginger ale. Ogni drink è proposto per il momento dell'aperitivo a 5 euro. Nel locale non c'è il buffet, ma si fa servizio al tavolo. Della pasticceria dolce e salata si occupa lo chef patissier Gerardo Di Dato, insieme alla sua squadra di otto assistenti. Le sue specialità, tradizionali e non, hanno creato nuovi flussi turistici: un cliente su cinque percorre 40 chilometri per venire da Napoli o 30 per arrivare qui da Avellino. Sulle 60-70 torte vendute nelle giornate migliori, ben dieci sono acquistate da chi viene da fuori Angri. E poi ci sono i vip. Da qui sono passati, tra gli altri, lo 007 Pierce Brosnan e l'attrice Meg Ryan.

Monoporzioni e torte in primo piano
 Nelle vetrine troviamo torte con pistacchio, croccantino al cioccolato con mousse di caramella mou, millefoglie con cioccolato bianco e fragole di bosco, dessert con mandorle e fichi. Specialità che convivono negli otto metri lineari del banco con 20 tipi di mignon e 20 pezzi di pasticceria secca, oltre a mousse, monoporzioni, muffin, sfogliatelle, soffici apolline e occhi di bue. L'elenco sarebbe lungo, ma vogliamo concludere con la partita lasciata in sospeso all'inizio. Gerardo Di Dato - finalista alle gare internazionali del Grand Prix della Pasticceria di Madrid (2006), Berlino (2007) e Bucarest (2009) - elabora un dessert a base di liquirizia e caramella mou, Rita Russo risponde con un cocktail con 2 cl di Grey Goose, 1 cl di Kahlua, 1 cl di Sheridan, 1 cl di crema di menta bianca, 1 cl di liquore di liquirizia, 5 cl di fior di latte con crème caramel. Li hanno chiamati “Di Dato e di fatto”. Tutto rinviato alla prossima sfida in famiglia.

Lo show è alla casa del flair

Formule –

Al Flairhouse di Villafranca di Verona l’esecuzione acrobatica dei drink è una calamita per attrarre clienti che fa girare consumazioni e fatturato. Il tutto condito da musica, dj set e tanta professionalità

American style, musica allegra, pareti colorate e una buona dose di cocktail eccellenti: shakerate il tutto ed ecco il Flairhouse, un contenitore di serate a sorpresa che apre le porte tre notti alla settimana, il lunedì “Crazy Monday”, di venerdì e al sabato. I murales e i graffiti di questo moderno saloon, realizzati dalla scenografa veronese Cristina Bighelli, compongono una cubitale e variopinta anticipazione della straordinaria carta dei cocktail e dello show con la spettacolare esecuzione acrobatica dei drink. Flairhouse nasce nel 2004 grazie a Stefano Righetti e Nicola Bailo, già titolari di Barman Service (società che propone corsi di freestyler e tradizionali). Il concept di base è quello di un luogo votato al bere di qualità, dove il bancone costituisce un perfetto palcoscenico per i bartender e le loro spettacolari creazioni. Barman Service si occupa infatti della formazione di barman e barman-frestyler, puntando alla massima professionalità in materia di “american bartending”. I corsi multilevel della scuola uniscono alla didattica di base e alla conoscenza del mondo del beverage, quelle tecniche e i movimenti che creano sensazionali acrobazie nella preparazione e nel servizio dei drink. La genesi del locale è maturata dopo un'attenta analisi del mercato che ha dapprima individuato quattro zone appetibili: Villafranca, Verona, la sponda veronese del lago di Garda e l'est veronese. Villafranca è apparsa subito l'area più interessante per la floridità economica e il vasto bacino d'utenza che, con la periferia, raggiunge una cifra considerevole di potenziali clienti (90/100.000). Ulteriore criterio di scelta, l'assenza di concorrenza dopo le 2 di notte.
La location ideale è stata identificata in una vecchia birreria che risponde ad altre necessità: si trova nello stesso stabile della scuola Barman Service ed è situata lungo un'arteria principale di traffico. Essa dispone inoltre di un ampio parcheggio (oltre 200 posti auto) e di un vasto plateatico esterno.

Formazione continua per il personale
Nel 2004 la prima prova sul campo da titolari di un locale dei due soci della Barman Service trae immediatamente beneficio della loro decennale esperienza che li avvantaggia in vari ambiti, a iniziare dalla selezione degli arredi. Tavoli, divani e sedute di vario tipo sono stati realizzati dalla Casa del Bambù di Affi (Vr) nei colori dominanti degli interni: mogano, rosso mattone e nero. Il lunghissimo banco bar a forma di L (12 metri!) è stato ideato in casa per rispondere alle specifiche necessità del flair che, se comporta un investimento inferiore rispetto alla tipica struttura del bar normale, prevede costi aggiuntivi di usura delle attrezzature, valutabili in circa 200 euro annui per postazione di lavoro. La scelta del personale viene eseguita tra i migliori corsisti della scuola, soprattutto uomini tra i 25 e i 40 anni che poi frequentano puntualmente corsi di aggiornamento. A dirigerli nel locale sono entrambi i soci, impegnati a tempo pieno tra scuola e locale, ai quali si uniscono due addetti full time e altri due part time. Il Flairhouse si avvale della professionalità di Gianpaolo Posata (master trainer) e di altri 4 flair bartender che, a turno, seguono anche il servizio in sala, oltre a 2 addetti alla security e un dj (libero professionista).
I drink sono un solido punto di forza dell'offerta, molto ampia e raccolta nel listino che elenca oltre 200 preparazioni, compresi i classici cocktail Iba, le proposte internazionali e 100 creazioni esclusive. Long drink, frozen, muddled sono offerti in molte varianti di gusti e l'elenco comprende una variegata scelta di cocktail analcolici, per soddisfare tutte le esigenze della clientela.
I drink più richiesti dal pubblico sono il Mojito, il Long Island Ice Tea, il Sex on the Beach e il Flairhouse's Nightmare a base di vodka, Blue Curacao, sweet&sour mix e purea di fragola. Il flair accompagna ogni istante del servizio, arricchendolo con una serie di movimenti che coinvolgono i presenti al ritmo della musica. A seconda delle esigenze si utilizza lo speed-flair, il working-flair o l'exhibition-flair. Lo “speed” viene realizzato durante tutto l'orario di servizio, velocizzando i tempi di esecuzione dei cocktail con bicchieri, shaker, bottiglie, versaggi spettacolari e multipli. Il “working” si alterna allo “speed” ogni 10 minuti, con brevi sequenze di movimenti che utilizzano uno o più oggetti (bottiglia, shaker e bottiglia, due shaker e bottiglia ecc.). Il culmine dello spettacolo avviene con l'exhibition-flair in cui le routine si fanno più complesse e nelle acrobazie volteggiano due, tre o più oggetti.

Una comunicazione a tutto tondo

All'originale concept del locale risponde un pubblico tra i 18 e i 40 anni, che si concentra soprattutto dalla mezzanotte alle 3 del fine settimana e dalle 23 alle 2 del lunedì notte, richiamato dalla formula accattivante che comprende ingresso gratuito, spettacolo, musica, animazione e prezzi accessibili.
Intorno al marchio Flairhouse, creato da Stefano Righetti, ruota la strategia promozionale che, oltre al sito internet  Barmanservice e al gruppo in Facebook, appare nel portale di 2Night (www.2night.it), in eventi e quotidiani locali, free press e flyer, per un investimento totale che incide per il 5-7% nel fatturato annuo. A sei anni dall'apertura, il riscontro positivo del pubblico ha suggerito ai titolari buoni propositi per il 2011: un secondo locale, magari all'estero.

Con il Monopoly crescono i Gratta e vinci

Giochi&Scommesse –

Costa 3 euro e permette di vincerne fino a 200mila l’ultimo nato tra i “grattini”. Sono oltre 17 milioni gli italiani che hanno acquistato almeno un tagliando nei primi mesi del 2010

Gli ormai famosi “grattini” che, mese dopo mese, continuano a conquistare ampie fasce di mercato, rappresentano una delle maggiori voci nel bilancio annuale dei giochi. Un fenomeno in crescita costante, nonostante la concorrenza agguerrita in un settore in piena evoluzione. Tanto per comprendere meglio il concetto, nel 2009 l'insieme di lotterie tradizionali e di Gratta e vinci ha incassato 9,4 miliardi di euro, con una crescita dell'1,7% sul 2008. Incremento trainato principalmente dal persistente successo dei tagliandi - già disponibili - da 5 e 10 euro e dall'introduzione di un nuovo tagliando da 20 euro nello scorso ottobre.
Ancora nel 2004, quindi appena cinque anni fa, lo stesso comparto incassava “soltanto” 594 milioni di euro. Una crescita esponenziale dovuta alla passione degli italiani e alla costante capacità di proporre sul mercato novità in grado di solleticare i clienti. Il Gratta e vinci, con i suoi 24 tagliandi oggi disponibili presso la rete di vendita, continua così a essere il gioco preferito dagli italiani. Nel 2009 ne sono stati venduti circa 2,4 miliardi di pezzi, con un prezzo medio di 3,9 euro rispetto ai 3,6 dell'anno precedente.

Oltre 6 miliardi di vincite

Le lotterie istantanee nel 2009 hanno regalato vincite per oltre 6 miliardi di euro e hanno distribuito 580 milioni di biglietti vincenti, mentre nei primi mesi del 2010 sono stati elargiti in premi oltre 1,7 miliardi di euro tra i circa 17 milioni di appassionati che hanno acquistato un tagliando. E tra i dati non va dimenticato l'aggio, fissato all'8%, spettante ai rivenditori sparsi sul territorio. Sfornare novità, in un settore a elevata concorrenza come quello dei giochi, è d'obbligo. Per questo, dopo il biglietto milionario Turista per sempre, è stato recentemente presentato Monopoly, il nuovo tagliando ispirato al classico gioco del Monopoli, che quest'anno compie 75 anni di vita e vanta milioni di appassionati in tutto il mondo.
Il nuovo biglietto, dal costo di 3 euro, permette vincite fino a 200mila euro. «Il Monopoli è un gioco da tavolo molto amato - afferma Marzia Mastrogiacomo, direttore del Consorzio Lotterie Nazionali -. Il nuovo Gratta e vinci, per le sue peculiarità, pensiamo sarà particolarmente apprezzato soprattutto da quel pubblico che è cresciuto nel suo mito e ne ricorda la formula originale e avvincente».

Vietato ai minori

Monopoly introduce un'importante novità per quanto riguarda le iniziative del Consorzio Lotterie Nazionali in termini di tutela dei minori. Infatti, per la prima volta, sul retro del biglietto è stampato il logo “18+” per indicare, in modo ancora più evidente, che il gioco è riservato ai maggiorenni. Per questo motivo il bollino “18+” sarà presto introdotto anche su tutte le prossime stampe dei biglietti.
Monopoly, come tutti gli altri biglietti della gamma Gratta e vinci, riporta sul retro i segni distintivi dei tagliandi originali: i loghi Aams e Gioco Sicuro - bollino di garanzia dei giochi autorizzati dall'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato -, il logo del Consorzio Lotterie Nazionali, il codice a barre per la validazione delle vincite e le modalità di riscossione dei premi.

A Ibiza, i bar e le disco sono “soci in affari”

Sinergie –

Alleanza nel nome del business tra i djbar e le megadiscoteche dell’isola spagnola: i primi promuovono le serate e vendono con lo sconto i biglietti d’ingresso delle seconde. Per la gioia dei (tanti) clienti

Cuore di un'economia interamente basata sul fascino della notte, il centro di Ibiza, un'area compresa tra La Marina e Dalt Villa (la città fortificata), è affollato di innumerevoli disco bar che hanno trovato la maniera perfetta per interagire, con successo, con il sistema delle discoteche.
Basta aggirarsi, una sera qualsiasi, tra le viuzze che costeggiano il porto e salgono verso la città alta per imbattersi in tantissimi bar, in sequenza, uno dopo l'altro, che gestiscono con abilità il servizio di prevendita dei costosi biglietti di ingresso dei club.
La clientela non manca: ogni estate (e qui la stagione inizia a maggio e finisce a ottobre) sbarcano sull'isola folle di ragazzi da ogni angolo del pianeta, italiani in testa.
Nonostante l'idea della discoteca sia sempre associata a un immaginario in veloce trasformazione, Ibiza da oltre 30 anni a questa parte dimostra il contrario. I superclub, quelli che hanno fatto la storia della notte, sono sempre qui. Dal Pacha, con le sue famose ciliegie rosse incrociate, al Privilege (ex Ku), dove Montserrat Caballé e Freddy Mercury cantarono insieme “Barcelona”, all'Amnesia del film di Gabriele Salvatores, sino allo Space, il club che apre la domenica mattina, i luoghi di riferimento hanno attraversato i decenni e continuano a riproporsi, a ogni stagione, con le loro gettonatissime feste.
Tutti questi club (e altri, naturalmente) hanno stretto un'interessante alleanza con i disco bar. Questi ultimi ne anticipano la programmazione, invitando i dj in cartellone nelle disco a esibirsi nelle ore del lungo aperitivo, promuovendo così il party notturno. Ma, soprattutto, gestiscono la prevendita dei biglietti per entrare nelle discoteche. Il meccanismo, in fondo, è semplice: i bar acquistano, a inizio stagione, stock di biglietti dalle società che gestiscono i club a un prezzo molto contenuto, per poterli poi rivendere a una cifra più bassa di quella che pagherebbero alla cassa della discoteca.

Un sistema che rende tutti felici

I vantaggi per tutti sono evidenti. I club hanno la garanzia di un'ampia circuitazione dei biglietti al di fuori dei loro spazi, i bar attraggono nuovi clienti che li visitano per acquistare gli ingressi scontati (in molti casi diventando clienti fidelizzati per tutto il tempo di permanenza sull'isola), gli acquirenti hanno una serie di benefit: il prezzo più basso, l'eliminazione della coda alla cassa della discoteca la notte e, in più, come gadget per confermare il rapporto con il bar, molto spesso, una consumazione.
L'offerta è vastissima e tutto si svolge in un clima di pacata concorrenza nella quale un posto d'onore è riservato a El Chupito, il più famoso di questi ticket disco bar ibizenchi, gestito da Oreste Carpi, un italiano che, tra i primi, ha intuito le potenzialità enormi della prevendita degli ingressi delle discoteche. Nel suo affollatissimo bar, come allo Zoo, al Tango e al Base Bar, si mescolano ogni sera dj famosi, ragazzi in vacanza a caccia di biglietti scontati e celebrity.

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