Drink e dessert, che matrimonio

Lei prepara un Martini Cocktail, secco e dal carattere deciso. Lui le risponde con un abbinamento dolce: dessert al cioccolato bianco e fragoline. Lei miscela un Americano e lui replica sfornando una Cheese Cake. Lui rilancia con una mousse alla menta, liquirizia, caffè e cremalatte. Lei non si fa indietro e risponde con un Mojito. La sfida degli abbinamenti, alla Pasticceria Di Dato, finisce pari e patta. Siamo ad Angri, in provincia di Salerno, e assistiamo al primo tempo di una partita tra cocktail e dessert. Le cose in questa pasticceria sono cambiate da quando Gerardo Di Dato (41 anni) ha deciso di affidare il nuovo banco bar della sua rinomata pasticceria a Rita Russo (38 anni), sua moglie. Era un assolato agosto del 2002. «Abbiamo provato con alcune persone, ma siamo incappati in tanti pseudo-barman. Così ho fatto di necessità virtù, iscrivendomi a un corso per bartender. Solo dopo aver iniziato ho capito quanto fosse affascinante il mondo del cocktail. Terminata la prima formazione Aibes, ho seguito lezioni di ogni genere, per crescere e formarmi. Ancora oggi, appena ho la possibilità, cerco di frequentare master e seminari del settore per aggiornarmi. Lo consiglio a tutti». Parola di Rita Russo, una che ha vinto quasi tutto: tre Barfestival di Bargiornale (nel 2005, 2007 e 2008), il Bacardi Martini Grand Prix e Lady Drink nel 2007. Sempre nel 2007 ha trionfato al concorso nazionale dell’Aibes, facendo tripletta: miglior drink, miglior cocktail e migliore decorazione. Un en-plein. La cosa assumerebbe i connotati di un’impresa se la barlady vivesse in una grande città, figuriamoci in provincia.
«Non è stato facile conquistare la fiducia del pubblico. Una barlady dalle nostre parti è rara come una mosca bianca, ma alla fine professionalità e determinazione mi hanno aiutata».
Nella carta dei cocktail della Pasticceria Di Dato c’è spazio per i sessanta classici Iba e tanti altri. Le richieste si concentrano sugli ultrapopolari Mojito e Americano, ma anche i cocktail originali della casa hanno una bella schiera di fan. Gli originali più richiesti sono l’after dinner Zepito (lime, menta, peperoncino, liquore allo zenzero Zen, Bacardi Reserve e crema di cacao scura) e Red Tanqueray, un freschissimo aperitivo con Tanqueray 10, purea di lamponi, succo di lime, Chambord e ginger ale. Ogni drink è proposto per il momento dell’aperitivo a 5 euro. Nel locale non c’è il buffet, ma si fa servizio al tavolo. Della pasticceria dolce e salata si occupa lo chef patissier Gerardo Di Dato, insieme alla sua squadra di otto assistenti. Le sue specialità, tradizionali e non, hanno creato nuovi flussi turistici: un cliente su cinque percorre 40 chilometri per venire da Napoli o 30 per arrivare qui da Avellino. Sulle 60-70 torte vendute nelle giornate migliori, ben dieci sono acquistate da chi viene da fuori Angri. E poi ci sono i vip. Da qui sono passati, tra gli altri, lo 007 Pierce Brosnan e l’attrice Meg Ryan.

Monoporzioni e torte in primo piano
 Nelle vetrine troviamo torte con pistacchio, croccantino al cioccolato con mousse di caramella mou, millefoglie con cioccolato bianco e fragole di bosco, dessert con mandorle e fichi. Specialità che convivono negli otto metri lineari del banco con 20 tipi di mignon e 20 pezzi di pasticceria secca, oltre a mousse, monoporzioni, muffin, sfogliatelle, soffici apolline e occhi di bue. L’elenco sarebbe lungo, ma vogliamo concludere con la partita lasciata in sospeso all’inizio. Gerardo Di Dato – finalista alle gare internazionali del Grand Prix della Pasticceria di Madrid (2006), Berlino (2007) e Bucarest (2009) – elabora un dessert a base di liquirizia e caramella mou, Rita Russo risponde con un cocktail con 2 cl di Grey Goose, 1 cl di Kahlua, 1 cl di Sheridan, 1 cl di crema di menta bianca, 1 cl di liquore di liquirizia, 5 cl di fior di latte con crème caramel. Li hanno chiamati “Di Dato e di fatto”. Tutto rinviato alla prossima sfida in famiglia.

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