Bonus sicurezza, premiati solo i più veloci

Tempo scaduto per il bonus sicurezza. Ma già si guarda al prossimo anno, nella speranza che il provvedimento sia riproposto, magari con fondi anche più sostenuti. Sono stati 15mila, tra negozianti e baristi, coloro che hanno sfruttato l’agevolazione fiscale per rendere più sicuro il proprio locale, acquistando videocamere a circuito chiuso, casseforti, vetrine antisfondamento e altri dispositivi per proteggersi da furti e rapine. Il credito d’imposta, pari all’80% dei costi sostenuti per questo tipo di spese, prevedeva un importo massimo di 3mila euro per ogni beneficiario.

In attesa della proroga
Il bonus (inserito nella Finanziaria 2008, legge 244/2007, articolo 1, commi da 228 a 237) ha coperto i periodi d’imposta dal 2008 al 2010 e ha corrisposto due stanziamenti: uno da 10 milioni di euro l’anno per le Pmi commerciali e di vendita al dettaglio e all’ingrosso, bar e ristoranti; il secondo, da 5 milioni di euro l’anno, per le tabaccherie (con tetto massimo di mille euro annui per beneficiario). I fondi sono andati subito a ruba: ogni anno, le disponibilità vengono esaurite in pochi giorni dopo l’avvio del clic day per “prenotare” il credito all’agenzia delle Entrate via Internet. Come parziale compensazione, il regolamento garantiva agli esclusi la precedenza nell’anno successivo. E ora che il bonus è scaduto? Le associazioni di categoria chiedono a gran voce la proroga, anche alla luce del successo riscontrato e dei benefici in termini di maggior sicurezza per la collettività. Se verrà riproposto, ricordate: per aggiudicarselo serve uno scatto da centometrista.

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