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Da Open Baladin Cuneo c’è fermento attorno ai beertail

open Baladin
E' quanto accade all'Open Baladin Cuneo, polifunzionale da 400-500 clienti giornalieri dove tutto ruota intorno al mondo della birra, dai cocktail alla cucina

Foro boario. Basta pronunciare la formula, e sembra già di essere in un’atmosfera da chanson di Paolo Conte. È l’antico mercato del bestiame, che in Piemonte si ritrova in tanti paesi di provincia. Anche a Cuneo, che paese non è, ma ne ha le dinamiche, capitale di quella “provincia granda” increspata all’ombra del Monviso, tra la Liguria e le colline di Langa.

Qui dal 2016, dopo un gran lavoro di recupero della struttura ottocentesca, ha aperto Open Baladin Cuneo. Per chi è dentro il mondo della birra artigianale, inutile spiegare cosa significa questa formula. Open Baladin rappresenta il concetto più evoluto e articolato dei locali ideati da Teo Musso (Mr. Baladin) per creare e diffondere la cultura della birra artigianale e promuovere la conoscenza dei birrifici artigianali italiani. “Un progetto nato per dare una scossa forte al mondo delle birre artigianali italiane. Open, come open source, e si basa sulla condivisione”, come racconta lo stesso Teo Musso nella biografia “Baladin. La Birra artigianale è tutta colpa di Teo”. Ma anche Open come la birra nata nel 2008, prima birra italiana open source la cui ricetta, dimensionata per una produzione da homebrewer, venne pubblicata per tutti sul web. Dopo la start-up a Cinzano (To), il 2009 è stato l’anno dell’apertura del primo Open Baladin a Roma, seguito nel 2014 da Torino e, appunto, nel 2016 da Cuneo.

In mescita 32 birre alla spina

Cemento, vetrate, un container che funziona da caffetteria, la cucina a vista, il lungo bancone con 32 birra alla spina. Ma anche uno spazio per show cooking e corsi (con un occhio agli homebrewers). Open Baladin Cuneo si sviluppa su una superficie di 400 mq dedicati alla somministrazione con circa 150 posti a sedere. 25 gli addetti dello staff, una media di 400-500 clienti al giorno e un orario di apertura “stirato “su quasi tutto il giorno: dalle 7 del mattino alle 2 di notte (la domenica dalle 9 alle 2). Numeri importanti, gestiti da Elio Parola e Michele Sola (i responsabili del locale), e poi dai responsabili delle aree (per la cucina Marco Aperlo, per la sala Pierluigi Cellario, per il banco birre Stefano Perrucca, per la caffetteria Andrea Bertaina e per il bar Francesco Parola). La birra è il fulcro sul quale tutto ruota, come una giostra. I 9 m del banco di mescita sono quasi un record, ma serve ogni centimetro per mettere in fila le 32 spine, di cui 2 dedicate alla birra spillata a pompa. La carta offre un’ampia panoramica sulle birre della casa (e non potrebbe essere altrimenti) ma apre le porte alle produzioni di altri birrifici artigianali italiani. L’occhio è particolarmente attento al Piemonte, terra di molte produzioni brassicole di valore.

I beertail, cocktail con la birra

Ma non ci si può limitare alla birra. Aprire al mattino per chiudere la notte comporta un’offerta molto articolata. Al mattino è il turno della caffetteria, realizzata in collaborazione con Caffè Vergnano: tutte proposte preparate in casa, dolci e salate. A pranzo il servizio si concentra per servire un menu di lavoro creato per rispondere alle esigenze dei lavoratori. All’ora dell’aperitivo, il container caffetteria chiude per diventare un ulteriore banco d’appoggio. È l’ora delle birre, ma anche dei cocktail ideati da Francesco Parola. Una delle particolarità di Open Baladin Cuneo è, infatti, la “Beer Cocktail”, la carta dei drink realizzati con la birra. Nove proposte, perlopiù long drink, caratterizzati dalla facilità di beva (la tendenza è low alcohol) e da una netta riconoscibilità della birra utilizzata nella ricetta. Prendiamo il Red Passion, il più gettonato: al vermouth rosso viene aggiunto lo sciroppo alla rosa, ma il vero caratterizzante è la Mama Kriek Baladin con le sue note profonde di amarena e ciliegia.

Lo stesso accade per il Susy Manhattan: un’interpretazione piuttosto libera che vede whisky canadese, vermouth bianco Bordiga e poi la Suzy Dry Baladin, fruit beer caratterizzata dall’uso di susine Flavour King coltivate in Piemonte. O ancora lo Speziale (Amaro Chiot Bordiga, elisir di amarena, birra Wayan Baladin, spray di vaniglia Bordiga), che al naso sembra una torta della nonna appena uscita dal forno, con le sue note di limone, lievito, vaniglia, mentre all’assaggio spicca la speziatura della birra, che rincorre i timbri dell’Amaro Chiot. Alla sera, la cucina a vista predilige l’utilizzo di ingredienti locali e propone un ricco menu da gastro pub che affianca ad un’ampia scelta di hamburger una selezione di focacce farcite, taglieri di salumi e formaggi e carni pregiate cucinate anche in stile BBQ. Per i vegetariani e vegani sono stati studiati dei prodotti specifici. Non mancano le “fatate”: chips di patate preparate al momento e aromatizzate con originali gusti salati e dolci. I dolci fatti “in casa” sono simboleggiati dal “birramisù” e dalle proposte del giorno.

Open Baladin Cuneo non sarebbe la stessa cosa se non avesse un forte legame con la piazza che lo ospita e, allargandosi, con la città. Sulla piazza, infatti, d’estate si allunga il dehors. Ma il locale stesso diventa spesso una piazza aperta per attività culturali e di animazione che vengono pianificate annualmente per creare interesse da parte della comunità cuneese. «Il principio guida è quello di sviluppare un modello di eccellenza d’integrazione fra attività commerciali, sociali e culturali che possa essere portato a livello nazionale dalla pubblica amministrazione e dai soggetti coinvolti come una “best practice” di rivitalizzazione dei centri storici e di partenariato pubblico-privato, promuovendo l’immagine di Cuneo e del suo territorio», raccontano i responsabili.

Scommettiamo sulla professionalità

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale

Nei primi mesi dell’anno è abitudine consumata darsi alle previsioni più disparate e a ogni sorta di pronostico. Non potevamo dunque esimerci. Così abbiamo dedicato la copertina dell'ultimo numero di Bargiornale al Porn Star Martini di Douglas Ankrah, uno dei cosidetti Modern Classics, cocktail nati dagli shaker di maestri come Sam Ross, Audrey Sanders, Salvatore Calabrese, assai popolari all’estero e che, siamo pronti a scommetterci, approderanno presto nelle drink list dei bar italiani.

Non a caso, sono questi i cocktail sui quali saranno chiamati a cimentarsi dal mese di maggio anche i componenti del nuovo Drink Team. Da febbraio infatti si chiude la militanza della vecchia squadra e si aprono le votazioni on line per i 24 candidati selezionati dai bartender che dal 2012 al 2019 hanno fatto parte del Drink Team. 

D’obbligo il nostro più sentito ringraziamento al team composto da Carola Abrate, Augusto Amaral, Ilaria Bello, Lucian Bucur, Andrea Carlucci e Diego Melorio, Luca Casale, Fabio “Benjamin” Cavagna, Salvatore Longo, Luca Manni, Lucio D’Orsi, Gabriele Tammaro e Massimo Stronati. Tredici assi della miscelazione che hanno svolto il compito affidatogli senza risparmiarsi e che, mese dopo mese, hanno dato prova di inventiva, affidabilità, puntualità e professionalità, nell’accezione più contemporanea del termine.

«Che a volte significa mettere da parte estro, ego, abilità  e servire il bicchiere di vino di cui la persona dall’altra parte del banco ha, magari, davvero voglia». Come ha dichiarato ai nostri microfoni, Flavio Angiolillo, aka piccolo barman. Una provocazione che ben sintetizza la scommessa che più di tutte vorremmo vincere quest’anno: ritornare a mettere l’accento sulla professionalità e sull’ospitalità del bar.

Anteprima: le birre protagoniste a Beer&Food Attraction

Warsteiner Concept Pub a Beer Attraction 2019
Warsteiner Concept Pub a Beer Attraction 2019

Con la nuova insegna Beer&Food Attraction, la sesta edizione del salone di RiminiFiera riservato alle specialità birrarie da quest'anno si allarga ufficialmente a un maggior contributo del settore alimentare. Ecco le principali novità birrarie che verranno lanciate in occasione della fiera:

BAVARIA, SPECIALITA' IN LATTINA
Pad. C5/100 (Radeberger/QBA)
Fondato 300 anni fa ciurca dalla famiglia olandese Swinkles, il birrificio di Lieshout raccoglie oggi una famiglia di marchi e altri birrifici come Bavaria, De Konigshoeven, Palm & De Hoorn, Rodenbach, Habesha.
La pluripremiata Palm Estaminet Premium Pils, birra belga a bassa fermentazione, ora è presentata anche in lattina nera 50 cl, che si aggiunge alla bottiglia 33 cl e ai fusti da 20 e 30 litri (distribuiti da Radeberger Gruppe Italia). Grazie alle materie prime impiegate (malto d'orzo selezionato e luppolo Saaz) maturate almeno 6 settimane, acquisisce un gusto unico, amaro contenuto (21 Ibu), lievemente fruttato e corpo pieno (5,2% alc).

BEHA, LE BIRRE FIRMATE CELLI
Pad.C3/081
Accompagnate dal debutto dell'annesso brewpub Baldoria sulle alture di Rimini (via Santa Aquilina 21), si presentano per la prima volta a Beer&Food Attraction anche le specialità del birrificio artigianale agricolo Beha Brewing Company. Oltre che dal mastro birraio Stefano Occhi, le birre Beha (BeHandcrafted, BeHappy!) sono firmate dal titolare Manuel Celli, figlio dell'imprenditore Goffredo Celli, creatore dell'azienda protagonista mondiale degli impianti di spillatura.
Grazie al moderno impianto tecnologico con una capacità di stoccaggio di oltre 200 ettolitri, ecco le cinque specialità Beha:
Euforia Session Ipa (4,3% alc)
Gaudio Schwarzbier (4,7% alc)
Spasso Vienna Lager (5,4% alc)
Kermesse Blanche (4,5% alc)
Baldoria Keller Pils (4,9% alc) che dà il nome anche al connesso brewpub.

BIRRIFICIO DEL DUCATO, LA RISERVA CHE CI VOLEVA
Pad. C4/008
Il successo di una specialità come Barley Wine ha convinto Giovanni Campari del Birrificio Del Ducato (Parma) a proseguire sulla strada della birra invecchiata. A RiminiFiera quindi sarà presente con una novità come L'Ultima Luna, Riserva Speciale 10 Anni in botti di Scotch Whisky. Realizzata in tiratura limitata (bottiglia 33 e 75 cl), la birra assume un colore marrone tonaca di frate, corposità e complessità con note minerali, vanigliate e torbate (15% alc) con una leggera nota amara (17 Ibu). Le botti impiegate per l'invecchiamento provengono dalla lavorazione di whisky torbati di Islay e di whisky morbidi di Speyside.

CARLSBERG RINNOVA LE CONFEZIONI
Pad. A5/161
Oltre alla Angelo Poretti 4 Luppoli (con quarto luppolo coltivato in Italia), protagonista dello stand Carlsberg è la birra d'abbazia belga Grimbergen Blanche nella nuova bottiglia da 33 e 75 cl (disponibile anche in fusto DraughtMaster da 20 litri). In etichetta è riportata un'araba fenice, animale mitologico famoso per rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte, a ricordare le date (1142, 1566,1798) dei tre incendi che distrussero l'abbazia dei Padri Nobertini fondata nel 1128. Prodotta con malto di frumento, presenta un colore giallo paglierino velato; all'ofatto si distinguono aromi fruttati, agrumati, di chiodi di garofano e di coriandolo, uniti a note di cereali e vaniglia (6% alc).
Anche la confezione di Tuborg ha ricevuto una nuova veste. Particolarmente indirizzata a un pubblico giovane, la nota lager ha ricevuto un'etichetta più "informale" con lo slogan "Fresca come alla spina" ben in evidenza, ripetuto anche nel collarino. Invariato il tappo a strappo, ideale quando non c'è un apribottiglia a portata di mano. Si caratterizza come sempre per il grado di amaro ridotto (19 Ibu), ma persistente, gusto secco e rinfrescante, moderato grado alcolico (5%).

CERES VALORIZZA ANCORA LE LATTINE
Pad. A5/123
La danese Royal Unibrew punta ancora sulla birra in lattina 33 cl, ritenuta la confezione più in sintonia con l'ambiente e che meglio sposa il ridotto peso da trasportate, la facile riciclabilità delle lattine usate, il grande impatto visivo dato dalle potenzialità grafiche, i costi contenuti di confezionamento. Più conosciuta per il marchio birrario Ceres, dopo Ceres Strong Ale, Mosaic Ipa e Økologisk, l'azienda propone altre specialità come Ceres Extreme Ten e Ceres Unfiltered.
Birra doppio malto (Strong Blonde) Ceres Extreme Ten è realizzata con la tecnica della bassa fermentazione, grazie ai suoi 10% alc sprigiona un gusto deciso e amaro contenuto (35 Ibu), da servire a 8-10 °C.
Grazie al dry hopping (luppolatura a freddo) realizzato con  la varietà americana Citra, Ceres Non Filtrata (Raw Ale) Ceres Unfiltered presenta un profilo organolettico particolarmente fruttato (pesca, litchi, frutti tropicali) e floreale, con un buon grado ai amaro (40 Ibu). La non filtratura inoltre conferisce un aspetto velato al colore giallo scuro originario (6,9% alc). Da servire a 4-5 °C.

COLLESI, LA NUOVA LINEA SPORTIVA
Pad. C5/010
Dopo aver fatto collezione di premi internazionali (oltre 170 in dieci anni) con le sue specialità birrarie dalle eleganti bottiglie in vetro da 75 cl come la Triplo Malto (World Beer Awards 2019), Tenute Collesi punta a un pubblico più giovane con una linea "sportiva" composta da birre "leggere" come Mach Point (in fusto) e Touch Down in bottiglia 33 cl. Differenti confezioni ma unico prodotto: birra chiara non pastorizzata, realizzata con l'alta fermentazione e rifermentata naturalmente in bottiglia o fusto. Dorata e limpida, presenta un aroma bilanciato tra la base maltata, con note di miele, sentori erbacei, floreali e fruttati e gusto secco (5% alc).
Accanto alle birre, sarà presente un nuo distillllato come Pink Gin Collesi che utilizza come aromatizzante il ginepro dell'Appennino Umbro-Marchigiano insieme con un tocco di fragola (da cui il tenue colore rosato). Le birre in bottiglia e i distillati Collesi sono distribuiti da D&C (gruppo Eurofood), mentre le birre alla spina da Dibevit Import (Heineken Italia).

LÖWENGRUBE, CATENA ITALIANA DI BIERSTUBE
Pad. A5/108
Per la catena delle proprie 25 bierstube (destinate a moltiplicarsi grazie a un recente accordo con AB-InBev), l'italiana Löwengrube (La Tana del Leone) propone una gamma di famose birre alla spina come Löwenbrau Original, Löwenbrau Märzen e  Franziskaner Keller, e la gamma di tre birre in bottiglia di uno storico (1.530) produttore bavarese come Flötzinger Bräu (Roseheim, Monaco).
Flötzinger Pils è una classica specialità chiara di gusto leggero (4,8% alc), ideale insieme con primi piatti, verdure e pietanze dal gusto delicato.
Flötzinger Hell è una birra corposa con una leggera nota amara di luppolo e un pronunciato aroma dolce di malto (5,2% alc, bott 50 cl). Ottima abbinata a antipasti di salumi e formaggi, primi piatti.
Flötzinger Roisenheimer Märzen è una birra corposa e maltata (5,6% alc), ideale in abbinamento a grigliate e piatti di carne, in bottiglia 50 cl.

MENABREA, LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI
Pad. A5/005
Per celebrare il profondo rinnovamento tecnologico dell'impianto di cottura dello stabilimento di Biella (molto sensibili i risparmi, energetici -50% e di acqua -30%), Birra Menabrea (gruppo Forst) ha dato dapprima vita alla limited edition La Prima Cotta, Premium Lager di 4,8% alc in bottiglia 33 cl, poi ha deciso di imbottigliare (33 cl) per la prima volta la sua celebre Non Filtrata, con malto d'orzo brassato a bassa fermentazione (5,2° alc), finora disponibile (dal 1996) solo alla spina nel locale di mescita di Biella.
Realizzata a bassa fermentazione con malto d'orzo e mais, acqua e luppoli, La Prima Cotta risulta di corpo rotondo, amaro moderato, con note floreali e fruttate.
Viceversa la "storica" specialità Non Filtrata (imbottigliata subito dopo il processo di maturazione) è stata inserita all'interno della linea "Arte in Bottiglia" caratterizzata da etichette dalla grafica moderna ispirata alla street art. Da segnalare anche il bicchiere abbinato, realizzato in vetro 100% riciclato. Di colore giallo paglierino velato, Non Filtrata ha corpo strutturato e amaro moderato, da consumare a 5 °C.

WARSTEINER RILANCIA LE BIRRE D'ABBAZIA
Pad. A5/C5/020

Dopo la presentazione l'anno scorso della birra d'abbazia Pater Linus Blonde (6,5% alc), quest'anno è la volta di altre due specialità alla spina come Pater Linus Triple e Pater Linus Blanche. Sono state riprendese le ricette originali del priore (a cui sono dedicate) Pater Linus dell'abbazia benedettina di Königmünster (Renania Nord, Germania) edificata nel 1928.
Per brassare questa ricetta originale è stata scelta la vicina e pluripremiata birreria belga Van Steenberge (Ghent, Belgio) una vera e propria istituzione birraria, con la quale l’azienda Warsteiner condivide gli stessi valori di due realtà storiche a conduzione familiare, ingredienti di qualità, passione e dedizione. Pater Linus Triple è una belgian ale dal colore ramato, con note di frutta e cereale, aroma speziato (7,5% alc). Pater Linus Blanche invece, grazie all'aggiunta di frumento, ha un aspetto opalescente, gusto fresco e fruttato,  con note di coriandolo e di scorza d'arancia (5% alc). Le birre saranno presentate allo stand Warsteiner in abbinamento a una serie di proposte gastronomiche tra cui un dessert gourmet realizzato in collaborazione con Callebaut, famoso produttore di cioccolato belga di qualità.

ULTIM'ORA
Segnaliamo altre specialità che saranno presenti a Beer&Food Attraction di RiminiFiera e che compaiono nella galleria delle specialità del numero di febbraio di Bargiornale (pag 62-67), raggruppate in Birre di Ricerca, Birre del Territorio, Birre Stagionali, Birre Aromatizzate.

Birra Forst Analcolica 0,0% (Birra Forst Pad A5/041)
Birra Lucana Premium (Birra Morena Pad A1, sponsor Campionati della Cucina Italiana)
Birra Angelo Poretti 4 Luppoli (Carlsberg Italia Pad A5/161)
Birra Nazionale (Birrificio Baladin Pad C3/109)
Birra Nastro Azzurro Sardegna (Birra Peroni Pad C5/086)
Birra FestBier Märzen Kühbacher (Kühbacher C5/067)
Birra Theresianer Winter Beer (Theresianer Pad C5/074)
Birra Double Jack Double Ipa Firestone Walker (Radeberger/QBA Pad C5/100)
Birra Siren Soundwave Ipa (Ales & Co Pad C5/130).

San Valentino, la proposta di Amedei

amedei PRALINE_5_ORANGE

Per San Valentino la maison toscana del cioccolato Amedei lancia una nuova edizione delle sue praline. L'azienda, specializzata nella produzione di cioccolato artigianale, ha ideato una nuova variante delle Praline 5, una selezione di praline decorate a mano, dagli accostamenti ricercati e frutto di una lunga lavorazione artigianale. Il cofanetto della serie limitata ORANGE dedicato alla festa degli innamorati è arancione, e racchiude piccole gemme di cioccolato create attraverso la lavorazione “al momento” dei semi di cacao, della frutta e delle radici. Questa la combinazione di gusti: 2 praline Supremo (cioccolato al latte e caffè); 2 praline Croccantino (cioccolato fondente con nocciole varietà Tonda Gentile Trilobata e mandorle d’Avola); 1 pralina Mignon (cioccolato al latte e mandrino).

Oltre alla limited edition Orange creata appositamente per San Valentino, sono disponibili la versione RED (mandorla, arancia e pistacchi) e la versione ORO (cremino, tartufo e gianduja). Il orezzo consigliato al pubblico è 14 €.

 

El Arte de Hacer un Cocktail y Algo Mas, 1927

El Arte de Hacer un Cocktail y Algo Mas
El Arte de Hacer un Cocktail y Algo Mas

 

La Compañía Cervecera Internacional S.A., nata nel 1911 per volere di Jesús Rodríguez Bautista, fu una tra le grandi aziende produttrici di birra a Cuba. La sua specialità era la Polar Cerveza, etichetta caratterizzata dalla presenza di un orso polare. Lo stesso orso che fa capolino tra le pagine di uno dei primi ricettari stampati nell’Isola di Cuba. Correva l’anno 1927 quando fu pubblicato a L’Avana “El Arte de Hacer un Cocktail y Algo Mas”, l’arte di preparare un cocktail e anche di più. All’interno racchiude ben 788 ricette suddivise tra le grandi famiglie degli American Drinks e grandi classici della miscelazione cubana come Daiquiri, Bacardi Cocktail, El Presidente o El Presidente Machado (1869-1939), un drink intitolato a Gerardo Machado y Morales, militare e politico cubano che servì come generale dell’esercito cubano durante la Guerra d’Indipendenza della Spagna e quinto presidente della Repubblica di Cuba. Il ricettario merita a tutti gli effetti di essere sfogliato. Primo perché troverete ricette che evocano nomi di locali che hanno fatto (e fanno) la storia come lo Sloppy Joe’s o il Jockey Club, in onore del locale in cui Eddie Woelke, barman a cui si da la paternità del El Presidente Cocktail, esercitò la professione di bartender. Secondo, e non meno importante, è il primo ricettario noto in cui viene menzionato il Mojito. Ricetta che troverete sotto il nome di Mojo Criollo, un mix che al contrario delle formule conosciute non conteneva la menta: “Vasito de ron, gotas de limon, cucharadita de azùcar. Sirvase en vasito mediano con hielo y cucharita (cucchiaino)”. La menta, o meglio la yerbabuena, appare però come ingrediente o guarnizione di oltre 50 ricette. Sotto l’aspetto di accostamento di ingredienti sono interessanti drink come l’Adalor, un mix tra pesca e Champagne che ricorda il classico Bellini e il Favorita, una mistura che ricorda un classico contemporaneo. Quel Gin Gin Mule, noto anche come London Mule, che Audrey Saunders creò in un’altra era: New York, anno 2000.  Buona lettura dal Bibliotecario di Bargiornale.

Titolo: El Arte de Hacer un Cocktail y Algo Mas (Cuba)

Autore: ///

Anno: 1927

Stampato da: Cervecera Internacional, S.A.

Numero di pagine: 212

Lingua: spagnolo

Peso: 15 Mb

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I dipendenti Bacardi “out of office” per Back to the Bar

Bacardi Back to the Bar

Il prossimo 6 febbraio, gli oltre 7000 dipendenti Bacardi abbandoneranno scrivanie e uffici per recarsi al bar e parlare di cocktail e di cultura della miscelazione. Per il terzo anno si rinnova l’appuntamento con Back to the Bar, l’iniziativa internazionale di Gruppo Bacardi, tra i principali gruppi mondiali nel settore delle bevande alcoliche, che prevede per il suo personale una giornata di ricerca sul campo a contatto diretto con bartender e consumatori per scoprire le nuove tendenze nel campo di alcolici e di cocktail. Un evento mondiale che cade nella stessa settimana in cui la società festeggia il 158° anniversario della sua fondazione, avvenuta per la precisione il 4 febbraio del 1862 a Santiago di Cuba, e che coinvolge circa un migliaio di locali in oltre 100 città di tutto il mondo.

Per quanto riguarda l’Italia, l’appuntamento è a Torino, la città di Martini, brand di punta del gruppo, nei due locali il Blanco e La Drogheria, entrambi situati in Piazza Vittorio Veneto, nel centro della città. Qui dalle 19 alle 21, i dipendenti Bacardi intervisteranno i clienti per conoscere le loro preferenze in materia di alcolici, di cocktail e di locali cercando di capirne le esigenze, i criteri che ne indirizzino le scelte, il loro punto di vista e quale pensano saranno le prossime novità. Grandi protagonisti della serata due drink a base dei prodotti del gruppo: il fresco e profumato St-Germain Spritz, preparato con il liquore di fiori di sambuco miscelato con prosecco e succo di limone, e il leggero e agrumato Fiero Tonic, fatto con Fiero Martini e acqua tonica.

Un’iniziativa che nasce dunque per mettere in contatto diretto i lavoratori del gruppo con i protagonisti del mondo bar: i bartender, che lavorano dietro i banconi, e i clienti che li frequentano. Una buona pratica perfettamente in linea con la filosofia Bacardì secondo la quale “i brand si costruiscono nei bar e non nelle sale riunioni”, come sottolineato anche da Jacob Briars, global advocacy director del gruppo. «In un'epoca in cui le persone sono travolte dalla mole di dati, non c'è niente di meglio che scendere in strada e vedere in prima persona ciò che sta accadendo al bar – ha infatti affermato Briars nella nota di lancio dell’iniziativa -. Quando qualcosa entusiasma i bartender, sappiamo che è solo una questione di tempo prima che questo inneschi un cambiamento nella mentalità e nel comportamento dei nostri consumatori».

Le ricette

St-Germain Spritz

St_Germain Spritz

Ingredienti:

4 cl St-Germain, 6 cl prosecco, 6 cl soda

Preparazione:

build

Guarnizione:

twist di limone

Bicchiere: 

Collins

Fiero Tonic

Fiero e Tonic

Ingredienti:

50% Martini Fiero, 50% acqua tonica

Preparazione:

build

Guarnizione:

fetta di arancia

Bicchiere:

ballon

 

Il miglior burger gourmet del 2020? Scoprilo alla finale di Burger Battle

Burger Battle_Lantmännen-Unibake_Pastridor

Anche quest’anno Pastridor brand del gruppo Lantmännen Unibake, secondo gruppo europeo nel settore della panificazione, si è fatto promotore della terza edizione di Burger Battle Italia.

La finale della competizione andrà in scena il 17 febbraio a Rimini durante Beer e Food Attraction (stand 027 HALL A5 C5) e vedrà otto concorrenti da tutta Italia darsi battaglia per conquistare il titolo di Re dell’hamburger gourmet.

Quello dell’hamburger gourmet è un nuovo trend della ristorazione che sta conquistando milioni di consumatori in tutto il mondo. E Pastridor, forte della sua lunga esperienza nella panificazione, vanta in catalogo un ricco assortimento di panini da hamburger di nuova generazione in grado di accontentare ogni esigenza di gusto e in linea con le nuove tendenze alimentari, perfetti per la creazione di proposte gourmet. Il pane è infatti il primo ingrediente che il consumatore nota quando deve scegliere un hamburger e avere una ricca varietà di burger bun nel proprio menu diventa sempre più indispensabile per il locale che vuole differenziarsi dalla concorrenza.

Un’offerta, quella firmata da Pastridor, non solo caratterizzata dall’alta qualità, grazie all’accurata selezione delle materie prime, e dalla praticità d’uso, ma anche in continuo arricchimento. Proprio in occasione della Burger Battle, saranno infatti presentate due gustose novità: i panini per hamburger gourmet Vital Bun con Chia e Quinoa e BBQ Burger, che gli otto concorrenti dovranno utilizzare per creare un hamburger di alta gastronomia, in una sfida dove sarà il pane a fare a differenza.

Durante la fiera, oltre alle novità, sarà possibile assaggiare i cavalli di battaglia dell’assortimento di panini da hamburger Pastridor, ricchi delle più gustose e diverse ricettazioni: Chili, Pepe Nero, Skyr, steakhouse, brioche, rustico, integrale, cereali, solo per citarne alcuni.

Inoltre, scaricando il coupon dal sito www.burgerbattle.it da presentare allo stand, si potrà accedere al famoso Rocket Truck, l’originale Airstream del 1972 trasformato in cucina mobile e specializzato in panini gourmet e mordere una delle gustose creazioni di Antonio Peruzzi e Andrea Bartoccini.

Tornando alla gara, l’evento è organizzato dai tre main sponsor, Lantmannen Unibake Italia, divulgatore del brand Burger Battle in Italia ed Europa, Ham, KraftHeinz Italia, insieme agli amici di Burger Battle: Birra Warsteiner, BM Food e Danish Crown con il brand Tulip. A condurla sarà il foog guru Filippo Polidori, mentre una giuria di esperti del settore della ristorazione valuterà le prove degli 8 chef scelti tra le migliori hamburgherie d’Italia attraverso il Burger Battle tour.

A sfidarsi per diventare ambassador Burger Battle e Re dell’hamburger gourmet, raccogliendo l’eredità di Antonio De Lauro (nella foto a fianco), il vincitore della scorsa edizione saranno: Alfonsina Esposito, vincitrice della tappa di Atena Lucana – Adra, Daniele Barra, vincitore della tappa di Torino – Noval, Giacomo delle Cave che si è aggiudicato la tappa Napoli – Mr Foody, Domenico Rizzardi, che ha trionfato nella tappa di Brescia – Truck Edition, Giovanni Deleo, che si è aggiudicato la tappa Frosinone – Massari Food Service, Marino Gurizzan, che ha vinto quella di Padova – Chef Bertolini, Massimo Grassia, vincitore della tappa di Pescara – Tucano Food Service, e Giancarlo Torreani, vincitore della tappa Milano – Mgm.

La sfida prenderà il via alle ore 10 con le semifinali, per proseguire alle 15 con la finalissima.

Una sfida da non perdere, vi aspettiamo!

L’algoritmo di Morandin e Moretti Forni per i grandi lievitati

morandin_colomba

Durante l'ultima fiera del settore, il Sigep di Rimini, Moretti Forni ha presentato diverse novità. L'azienda di Mondulfo (PU), che produce forni statici per pizzeria, pasticceria e piccola panetteria e grandi lievitati, si concentra su raffinate tecnologie di cottura con i prodotti della serie S.

Si sceglie ogni singolo elemento

Infinite le possibilità di customizzazione del processo di cottura, con oltre 4 milioni di combinazioni possibili che permettono di realizzare preparazioni diverse contemporaneamente. PErsonalizzaizone significa scelta di tutti gli elementi: piano di cottura, camera di cottura - in diverse altezze - numero di camere e specificità (per pizza, pane, pasticceria) e tipologie di cappa di aspirazione. Il design della versione serieS ICON sfrutta materiali scelti e progettazione ad hoc per ridurre il rischio di urti e minimizzare l’irraggiamento verso l’operatore. Tra i plus tecnici, la progettazione pensata per ridurre anche l'impatto ambientale e massimizzare l'efficienza: in ogni istante della cottura il forno regola automaticamente l’energia necessaria in base alla quantità di prodotto infornato, dando così la potenza necessaria senza mai erogarne in eccesso, evitando sprechi di energia.

L'algoritmo del maestro Mauro Morandin

Ma a far notizia è il ciclo di cottura per grandi lievitati studiato con il maestro pasticcere Mauro Morandin. Quello che scherzosamente abbiamo chiamato "algoritmo" è un sistema completo dedicato alla cottura ideale del panettone e dei grandi lievitati. Spiegano dall'azienda che «la distribuzione ideale del calore in camera viene raggiunta grazie alla combinazione di una speciale superficie di cottura "a sandwich" con un set di resistenze dedicate. Viene gestita dall’elettronica intelligente che, come un pilota automatico, a seconda delle variazioni di temperatura determinate dalle variazioni di carico autoregola i settaggi del forno fino alla fine della cottura (minimizzando anche i consumi). Il ciclo di cottura non ha quindi un tempo definito, ma ha invece un curva di temperatura definita. Ad integrazione del sistema è stato concepito il "girapanettoni", che grazie alle apposite teglie permette molto agevolmente ad un singolo operatore di sfornare e girare immediatamente grandi quantità di panettoni».

Distillati e arte in scena ad Affordable Art Fair con Compagnia dei Caraibi

Compagnia dei Caraibi Affordable Art Fair

Si rinnova all’insegna dell’unione tra arte della distillazione e arte contemporanea la partnership tra Compagnia dei Caraibi e Affordable Art Fair, la manifestazione che si propone di promuovere la conoscenza delle opere di artisti affermati o emergenti.

La nuova edizione della manifestazione andrà in scena dal 6 al 9 febbraio presso il Superstudio Più a Milano, dove sarà possibile ammirare una selezione di opere, realizzate da artisti internazionali, provenienti da 83 gallerie tra italiane ed estere. A impreziosire l’evento, il calendario di attività messo a punto da Compagnia dei Caraibi, a partire da Lab, un progetto che punta a valorizzare la creatività dei giovani, voluto dall’azienda di Vidracco (Torino) e Rum Diplomático, che l'azienda importa in esclusiva in Italia. Progetto che coinvolge 8 degli artisti in esposizione, nello specifico Paolo Amico, Elisa Madeo Pitt, Massimo Sirelli, Paz Blandina, Alan Bourguet, Gianluca Patti, Ilaria Franza e Stefano Lupicano, in una serie di performance dal vivo nelle quali, ognuno con il proprio stile rielaborerà e interpreterà l’iconografia del pregiato rum venezuelano. Inoltre, per tutta la durata della manifestazione, un cocktail bar allestito ad hoc in collaborazione con Edoardo Nono, patron del Rita & Cocktails di Milano, proporrà una drink list dedicata a base di Diplomático e Salvia & Limone, liquore premium prodotto da Compagnia dei Caraibi sulla base di un’antica ricetta della tradizione piemontese.

Ma non solo. Molto ricco è infatti il calendario di appuntamenti, tra workshop, degustazioni e speech che regaleranno ai visitatori un piccolo viaggio nel mondo dei distillati.

Si comincia venerdì 7 (ore 18-19) con il laboratorio di Francesco Serra, ambassador Diplomático, su come viene creato e prodotto il pregiato rum del Venezuela, con una degustazione delle principali referenze del brand in abbinamento a diversi cioccolati pregiati. Sabato 8 (ore 18-19) Serra invece affiancherà l’astrologa Ginny in un incontro che condurrà i partecipanti attraverso un percorso immaginifico, nel tempo e nello spazio, facendosi guidare dalle stelle come gli antichi viaggiatori. Un percorso che racconterà i 4 elementi della natura (aria, acqua, terra e fuoco) attraverso l'abbinamento di cocktail ideati per l'occasione e di ingredienti particolari.

Protagonista dell’appuntamento di domenica 9 (ore 16.30-17.30) lo chef Daniel Canzian, del Ristorante Daniel di Milano, con il suo laboratorio dove affronterà temi quali tradizione, futuro e sostenibilità, partendo da valori come artigianalità, qualità, autenticità e responsabilità, alla base della sua filosofia e della sua cucina, che accosta a ricette della tradizione recuperate con un tocco contemporaneo piatti d’autore. Infine, per tutta la durata della manifestazione nell’area lounge bar verrà proposto uno speciale drink a base Salvia & Limone, studiato in abbinamento alla proposta di merenda del maestro pasticciere Sal de Riso, un monoporzione in formato muffin del suo iconico Panzuppato Salvia & Limone.

The Old Man si condede il bis. A Singapore

The Old Man
Dopo il premiato Old Man di Hong Kong, il brand fa il bis a Singapore, fra rotavapor e centrifughe ultrapotenti da cui escono nove signature drink dedicati allo scrittore

Non perdere tempo con chiese, palazzi governativi o piazze. Se vuoi conoscere una cultura, passa il tempo nei suoi bar. Così diceva Ernest Hemingway, e si discute ancora se sia stato uno scrittore o un bevitore migliore. Anche se il premio Nobel ha sempre scritto da sobrio, verso la fine della giornata era un consumatore seriale di ottimi cocktail, tanto da essere noto anche per i 17 Daiquiri bevuti in un pomeriggio a El Floridita. Ha persino contribuito all’invenzione di due drink: l’Hemingway Daiquiri e il Death in the Afternoon.

Forse è per tutti questi motivi che Agung Prabowo e il suo team dell’Old Man di Hong Kong hanno avuto l’idea di aprire un bar dedicato al genio letterario, aficionado di cocktail. Rifacendosi al nome dal romanzo vincitore del premio Pulitzer “Il vecchio e il mare”, Agung Prabowo ha creato una innovativa lista di cocktail ispirati ai romanzi e alla storia di Hemingway. Così, utilizzando la tecnologia moderna e ingredienti nuovi, il team ha reso omaggio ai liquori e alle bevande adorati dal romanziere.

Un successo...

...tanto che l’Old Man Hong Kong si è imposto nel 2018 con un impressionante quinto posto nella classifica dei World’s 50 Best Bars asiatici. Questo primo traguardo ha spinto il team a espandersi a Singapore, il più importante mercato asiatico dei cocktail. A legare le due realtà - Hong Kong e Singapore - c’è lo stesso tipo di bancone a forma di “I” che favorisce l’interazione sociale, coinvolgendo anche i clienti nell’esperienza del bar, grazie alla stretta vicinanza tra bartender e avventori. Al centro del banco c’è una lunga placca di bronzo che non ha solo uno scopo estetico, ma serve anche a mantenere le preparazioni ghiacciate. I drink all’Old Man Singapore sono gli stessi che si trovano a Hong Kong, ma lo spazio è all’incirca il doppio.

Alla guida del locale di Singapore troviamo Andrew Yap (già al Neon Pigeon), che offre la sua eccezionale ospitalità nel nuovo bar situato a Keong Saik Road. Lanciato ufficialmente durante il Singapore Cocktail Festival nel maggio 2019, il locale è decorato con sobri tocchi tropicali e dispone di un’area bar principale con un banco bar in stile “chef table” e di un’area lounge per un’esperienza più intima. In carta, gli stessi 9 cocktail del menu dell’Old Man di Hong Kong, ispirati a Hemingway e ai suoi romanzi. Una curiosità: il nome di ogni drink è seguito da un hashtag e da un numero di quattro cifre. Per esempio A Farewell to Arms #1929 (Addio alle Armi), dove il numero indica l’anno di pubblicazione del libro ispiratore.

Attrezzature d'eccezione

Per realizzare i suoi signature, oltre a un Rotavapor, Andrew e il suo team utilizzano una centrifuga industriale, una delle più grandi che si possano trovare in un cocktail bar. I moderni bartender sfruttano la forza centrifuga per estrarre la polpa dai succhi o le sostanze solide dal latte di noci, per chiarificare gli sciroppi e miscelare la frutta con gli alcolici. Certo, la difficoltà di adottare una centrifuga fra le attrezzature di un bar sta nel costo e nelle dimensioni dell’apparecchio. La centrifuga CF-FL5M dal costo di 7.000 dollari, ha una capacità di 3 litri, con un peso complessivo di 200 kg e dimensioni di 70 cm x 60 cm x 90 cm, quindi è stato necessario collocarla nel laboratorio del locale; un’attrezzatura che è in grado di raggiungere velocità di rotazione ultraelevate (fino a 5000 giri/minuto) e accelerazioni centrifughe superiori a 4000 g, consentendo un’eccezionale chiarificazione di sciroppi e succhi.

Nel locale di Singapore così come  in quello di Hong Kong utilizzano la centrifuga per preparare specialità come Islands In The Streams, a base di pompelmo rosa chiarificato in centrifuga, gin salato e CO2. Sia per le sue preparazioni sofisticate, sia per la ricerca di sapori ben stratificati, lo stile dei drink Old Man è assimilabile a quello di alcuni grandi protagonisti del bartending internazionale come Luke Whearty di Byrdi (Melbourne), Matt Whiley di Scout (Londra e Sydney) e Nico de Soto di Mace (New York). Old Man Singapore offre anche i classici, ma ovviamente in una versione tutta particolare. Come l’Old Fashioned ultramorbido, ottenuto grazie alla distillazione in Rotovapor, che parte da un tenore alcolico di 70% vol., ma viene diluito fino al 26% vol.

Con Alta Caffetteria Fabbri 1905 rivoluziona il consumo di caffè

Cocco caffetteria Fabbri 1905

Prenderà ufficialmente il via entro il prossimo mese di marzo Alta Caffetteria Fabbri, la nuova proposta di consumo pensata per esaltare la fantasia e la qualità della caffetteria italiana, firmata da Fabbri 1905.

Cuore del progetto le nuove ricette, gustose ed eleganti, a base di caffè e di tè, esaltati dai prodotti Fabbri, messe a punto da Vittorio Agosti e Gianni Cocco (nella foto in apertura), due dei massimi esperti di settore in Italia. Proposte espressione della creatività, della fantasia e della maestria italiana nel mondo del caffè miscelato e delle bevande a base di tè, ma anche uno strumento per ampliare la gamma di offerta di bar e caffetterie, all’insegna della qualità e dello sviluppo del business.

Una piccola rivoluzione all’insegna di quella che Nicola Fabbri, amministratore delegato dell’azienda bolognese, ha definito Italian Wave, l’onda italiana, e che segue alle altre “onde” che hanno modificato la proposta di caffetteria negli anni: la First Wave, ovvero il caffè come commodity, la Second Wave, innescata dall’emergere delle grandi catene e della convivialità nel consumo, e la Third Wave, caratterizzata dall’arrivo dagli specialty.

Una rivoluzione che viene da lontano, è infatti frutto della expertise accumulata da Fabbri 1905 in lunghi di lavoro nel settore, e che guarda altrettanto lontano. Il progetto si svilupperà a partire dalle più importanti caffetterie, pasticcerie e gelaterie della Penisola, per poi essere proposto anche all’estero.

Passando alle ricette, svelate le prime due: Choco Amarena e Nuvola Fabbri, due originali creazioni di Cocco pensate per andare incontro alla domanda delle famiglie con bambini, un target dalle forte potenzialità, in particolare per quanto riguarda la fascia pomeridiana dei consumi, il momento solitamente meno intenso dell’attività bar.

La prima è dedicata alla coppia mamma-figlia ed è composta da quattro distinte creazioni: un bicchierino espresso 100% Arabica e un bicchierino con un cubetto di cioccolato fondente abbinato a un’Amarena Fabbri per la mamma; un bicchierino con una spuma calda al cioccolato fondente, con un cuore di spuma fredda all’amarena e un ultimo bicchierino composto da una piccola nuvola di zucchero filato alla fragola per la bambina.

Per la coppia papà-figlio è invece pensata Nuvola Fabbri, anche questa composta da quattro creazioni: un latte scremato montato a freddo chiuso in superficie da pop corn glassati con il Chocokroccant Fabbri per il papà; un bicchierino con topping Fabbri allo zucchero filato, un cono gelato di zucchero filato celeste, e pop corn glassati con Chocokroccant posizionati dentro una piccola cloche per il bambino.

Sul podio Solobirra salgono Darf e Malti da Legare

Brindisi Solobirra al salone Hospitalty di Riva del Garda (Trento)
Brindisi Solobirra al salone Hospitalty di Riva del Garda (Trento)

Sono state 303 le birre artigianali non pastorizzate, suddivise in 27 categorie ufficiali, ad essere iscritte al concorso Solobirra di Hospitality, il Salone dell'Accoglienza (2-5 febbraio) di Riva del Garda (Trento), nuova versione dello storico Expo Riva Hotel. A convincere la giuria tecnica di esperti, biersommelier, degustatori Ais e mastri birrai, presieduta dal sommelier Ais Romano Gnesotto, è stata la Doppelbock del Birrificio Artigianale Darf di Darfo-Boario Terme (Brescia) che ha ricevuto il titolo di Best Beer 2020 per il miglior gusto e profilo organolettico.
Birra doppio malto, colore rosso ambrato, Doppelbock Darf è ispirata alle robuste specialità che i monaci bavaresi brassavano durante la Quaresima (7% alc). Di corpo morbido e schiuma compatta, la specialità della Val Camonica presenta un gusto dolce e maltato (Ibu 20), con note di cacao e caffè. Il nome riprende quello del comune di Darfo-Boario Terme vicino al lago d'Iseo, famoso per le incisioni rupestri camune di epoca preistorica.
Ricordiamo che Doppelbock Darf aveva l'anno scorso vinto il primo premio per la categoria Bock sempre a Solobirra. Al primo posto di Doppelbock, il Birrificio Darf di Alberto Soardi e Simone Ravelli ha conseguito quest'anno altri cinque riconoscimenti per altrettante categorie: Keller (3° con Helles), Hoppy Lager (1° con Keller), Bock (1° con Doppelbock), Weizen (3° con Weizen), Birre alla frutta (3° con Session Pale Ale).

Come attirare l'attenzione
Sono state 98 invece le etichette originali a competere per il titolo di Best Label 2020: al primo posto si è classificata la pluripremiata agenzia Basile Adv di Andrea Basile (Bonito, Avellino) per birra Stout Boom della beer firm (produzione presso terzi) Malti da Legare di Milano.
Ispirata alle forti specialità Imperial Stout russe, Stout Boom presenta un'etichetta in lamina autoadesiva di grande aggressività e impatto visivo con effetto specchio che avvolge interamente la bottiglia in vetro da 33 cl avvolta in una carta rossa. L'etichetta riporta il muso di uno scimpanzè (con il motto "Tu sei per il 98% scimmia") intento ad aspettare l'esplosione di un candelotto (di dinamite?) inserito nel suo cranio (dopo una bevuta esagerata?). Il tappo corona è rivestito in ceralacca rossa a protezione della "miccia".
Secondo riconoscimento per la graphic factory ceka Jana Benesova per la Richard Svetàk Pivo della birreria Richard di Brno (Repubblica Ceka); terzo classificato Dario Frattaruolo per birra Balena Bianca del Birrificio sul Mare di Camaiore (Lucca) di Riccardo Fausto. Sono state assegnate anche sette menzioni speciali, tra cui un'altra sempre a Dario Frattaruolo per la Brand Identity della gamma di specialità Birrificio sul Mare.

 

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