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Italicus: partnership con Pernod Ricard per espandersi sui mercati mondiali

aperitivo Italicus

Una partnership con un grande player globale del beverage per continuare a crescere sul mercato mondiale. È con questo obiettivo che Italicus, il brand del prestigioso Rosolio di Bergamotto creato da Giuseppe Gallo, ha stretto una collaborazione con Pernod Ricard, il colosso francese del beverage e secondo gruppo al mondo nella produzione e distribuzione di vini e spirit.

Una partnership win win, che permette a Italius di proseguire e rafforzare il suo percorso di crescita sui mercati mondiali, potendo beneficiare della rete di distribuzione globale di Pernod Ricard, e al gruppo francese, pronto a investire nel prodotto per supportarne l’espansione, di arricchire il suo portafoglio di spirit premium con un’eccellenza italiana che ha conquistato i mixologist dal suo lancio nel 2016.

In base all’accordo, Giuseppe Gallo continuerà a guidare lo sviluppo del brand, conservando il ruolo di ceo, così la distribuzione in esclusiva di Italicus nel nostro Paese resta affidata a Velier.

Ispirato a un'antica ricetta, reinterpretata da Gallo in chiave moderna, Italicus (alc 20% in vol) è uno spirit fresco, ricco di sentori floreali, agrumati e leggermente speziati. Si caratterizza per la complessità di aromi e sapori, dove le note più delicate di rosa e lavanda si sposano con l’aroma appena aspro degli agrumi maturi (Bergamotto di Calabria e cedro di Sicilia) e il tocco amarognolo delle spezie floreali, che lo rende perfetto sia da proporre da solo, con l’aggiunta di un cubetto di ghiaccio, sia per la miscelazione contemporanea per dar vita a originali creazioni o per la reinterpretazione di classici. Peculiarità che gli sono valsi diversi prestigiosi premi, quali il titolo di Best New Spirit 2017 e l'inclusione tra i 2019/2020 Top-trending liquor brand di Drinks International.

 

Pasticceria Clivati 1969, dolce sospeso per gli ospedali di Milano

Il delivery resta una opportunità, in queste ore incerte, e abbiamo avuto già modo di spiegarlo. Meglio ancora se c'è l'opportunità di sfruttarlo per iniziative di solidarietà. La Pasticceria Clivati 1969 di viale Coni Zugna, a Milano, ha deciso di lanciare l'iniziativa #undolcesospesopergliospedali, replicando lo schema collaudato del "caffè sospeso".

Vassoi con brioche e pasticcini per il Sacco

L'idea è partita ieri, con la consegna omaggio di 10 vassoi di brioche e pasticcini all'Ospedale Sacco. Seguiranno altre consegne, che la pasticceria garantisce come realizzate nel rispetto della normativa vigente. «Per chiunque volesse partecipare e sostenere l'iniziativa, ispirata alla pratica del caffè sospeso napoletano», dicono dalla pasticceria, «basterà realizzare un ordine sui principali vettori di consegne a domicilio e indirizzarla ad uno ospedale milanese o contattare direttamente la Pasticceria Clivati 1969 sui propri canali social o al telefono».

«Siete degli eroi»

«A voi che siete i nostri eroi, va tutto il nostro sostegno in questo momento difficile per l'Italia, per il mondo. Con la speranza di poter tornare presto a sorridere e ad abbracciarci, vi auguriamo una pronta fine di questa battaglia. Nel frattempo, cerchiamo nell'unico modo che possiamo di addolcirvi questi giorni», è il messaggio che accompagna gli omaggi della Pasticceria Clivati 1969, in sostegno a tutte le persone impegnate in prima linea in questi giorni, schiacciati da ritmi di lavoro esasperanti nei nostri ospedali.

Viva il caffè! Francesco Sanapo in diretta con i protagonisti

Viva il caffè!

«Cogliamo il buono anche di questi giorni difficili con qualcosa di interessante e divertente, formativo ma non didattico sul mondo del caffè e sentiamoci ancora insieme, almeno virtualmente»: così Francesco Sanapo riassume ciò che ha ispirato e guida “Viva il caffè”, una serie di appuntamenti in diretta streaming sulla sua pagina Instagram, ogni giorno dalle 15,30.

Francesco Sanapo finalmente "in radio" a parlare di caffè
Francesco Sanapo

Voglio fare conoscere le facce del caffè, raccontando non solo gli aspetti più tecnici, ma anche la giornata tipo di chi coltiva, a cominciare dall’ora in cui si sveglia… una chiacchierata amichevole - riprende Sanapo -. Oggi saremo in El Salvador con Emilio Lopez, proprietario di Cuarto M. Ovviamente gli chiederò com’è andato il raccolto quest’anno e scopriremo perché ha dato il via al processo di lavorazione naturale, un tempo molto usato in El Salvador e oggi abbandonato a favore del lavato. Come già nella “puntata zero” di ieri, sarò, anzi saremo a disposizione di chi farà domande e osservazioni”.

Ogni giorno si cambierà Paese (domani la diretta sarà con Rebecca Atienza, che racconterà la realtà caffeicola del Porto Rico, dove la sua famiglia è a capo della più grande finca da quattro generazioni, l’Hacienda San Pedro, di cui è Rebecca è general manager.

La programmazione è in fase di strutturazione, ma sono numerosi i volti e i nomi che si alterneranno per parlare ogni giorno di caffè da numerose prospettive.

Emilio Lopez proprietario di Cuarto M - El Salvador
Emilio Lopez proprietario di Cuarto M - El Salvador

Così Francesco Sanapo presenta la realtà di Emilio Lopez proprietario di Cuarto M sul sito di Ditta Artigianale: è un produttore appassionato del suo lavoro e alla ricerca permanente della perfezione, sia nella sua fattoria che in tazza. Il suo modo di lavorare è non tradizionale e gli piace pensare fuori dagli schemi. Trasforma ed esporta non solo i propri caffè, ma anche quelli provenienti da aziende agricole vicine. Emilio appartiene alla sesta generazione di coltivatori di caffè e gestisce Cuatro M dal 2001, un'azienda con una lunga storia nella produzione di caffè. Quando ha assunto la gestione delle aziende agricole di famiglia, voleva creare una nuova società, unica in El Salvador. Nel 2005 con il suo team ha fondato il mulino (beneficio) presso l'azienda agricola El Manzano e oggi possiede una delle più belle strutture produttive in America Centrale e può elaborare i suoi caffè utilizzando una varietà di metodi, sempre con grande precisione e lo stesso obiettivo: raggiungere la perfezione! Vive secondo tre valori chiave, che sono qualità, coerenza e innovazione.

Coronavirus: chiusi bar e ristoranti in tutta Italia fino al 25 marzo

Il premier Giuseppe Conte ha annunciato con una diretta Facebook e sui canali Rai un ulteriore stretta per contrastare l'espandersi del contagio.

Dal 12 marzo fino al 25 marzo è disposta la chiusura per i bar e ristoranti in tutta Italia («ma resta consentita la consegna a domicilio», nel rispetto delle regole igienico-sanitarie e di trasporto), così come per gli altri negozi.

Restano invece aperti gli esercizi di somministrazione nelle aree di servizio lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri, oltre che negli ospedali garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Sono consentite anche le attività di  mense e il catering continuativo su base contrattuale, sempre sulla base della regola della distanza di sicurezza.

Fanno eccezione edicole, tabacchi, benzinai, meccanici, come naturalmente i servizi di prima necessità: farmacie e parafarmacie, negozi di generi alimentari, con la raccomandazione di non fare la corsa ai supermercati per comprare il cibo.

«Saranno garantiti - ha detto il premier - i trasporti, le attività agricole, i servizi bancari, assicurativi e postali». Proseguono anche le attività agricole e zootecniche, così come le attività produttive, nel rispetto delle norme di sicurezza sulla distanza tra i lavoratori.

L'invito, a tutti, è di limitare gli spostamenti allo strettissimo necessario per rallentare il prima possibile il propagarsi del contagio.

Un appello al senso di responsabilità di ognuno

Ecco alcuni passi chiave del discorso del Premier:
«State compiendo dei sacrifici e so che non è facile, ma con le vostre rinunce, piccole e grandi, stanno offrendo un grande contributo prezioso al Paese. L’Italia sta dando prova di essere una grande nazione, una grande comunità». Tutto il mondo ci guarda, ma
«domani ci prenderanno come esempio positivo di un Paese che grazie al proprio senso di comunità è riuscito a vincere la sua battaglia contro questa pandemia».
Difficile che il contagio rallenti da domani: «L’effetto di questo nostro grande sforzo potremmo vederlo tra poche settimane. Dobbiamo essere lucidi, misurati, rigorosi, responsabili».

L'invito più pressante è alla responsabilità individuale: «Se saremo tutti a rispettare queste regole, usciremo più in fretta da questa emergenza. Il Paese ha bisogno della responsabilità di ciascuno di noi. Facciamo parte di una medesima comunità, ogni individuo si sta giovando dei propri e degli altrui sacrifici. Questa è la forza del nostro Paese: una comunità di individui. Tutti insieme ce la faremo».

Coronavirus: chiusi i locali in tutta Italia fino al 25 marzo

Il premier Giuseppe Conte ha annunciato con una diretta Facebook e sui canali Rai un ulteriore stretta per contrastare l'espandersi del contagio. Dal 12 marzo fino al 25 marzo chiudono i bar e ristoranti in tutta Italia, comprese gelaterie e pasticcerie («ma resta consentita la consegna a domicilio», nel rispetto delle regole igienico-sanitarie e di trasporto), così come per gli altri negozi. Restano invece aperti gli esercizi di somministrazione nelle aree di servizio lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri, oltre che negli ospedali garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Sono consentite anche le attività di  mense e il catering continuativo su base contrattuale, sempre sulla base della regola della distanza di sicurezza. Fanno eccezione edicole, tabacchi, benzinai, meccanici, come naturalmente i servizi di prima necessità: farmacie e parafarmacie, negozi di generi alimentari, con la raccomandazione di non fare la corsa ai supermercati per comprare il cibo. «Saranno garantiti - ha detto il premier - i trasporti, le attività agricole, i servizi bancari, assicurativi e postali». Proseguono anche le attività agricole e zootecniche, così come le attività produttive, nel rispetto delle norme di sicurezza sulla distanza tra i lavoratori. L'invito, a tutti, è di limitare gli spostamenti allo strettissimo necessario per rallentare il prima possibile il propagarsi del contagio.

Un appello al senso di responsabilità di ognuno

Ecco alcuni passi chiave del discorso del Premier: «State compiendo dei sacrifici e so che non è facile, ma con le vostre rinunce, piccole e grandi, stanno offrendo un grande contributo prezioso al Paese. L’Italia sta dando prova di essere una grande nazione, una grande comunità». Tutto il mondo ci guarda, ma «domani ci prenderanno come esempio positivo di un Paese che grazie al proprio senso di comunità è riuscito a vincere la sua battaglia contro questa pandemia». Difficile che il contagio rallenti da domani: «L’effetto di questo nostro grande sforzo potremmo vederlo tra poche settimane. Dobbiamo essere lucidi, misurati, rigorosi, responsabili». L'invito più pressante è alla responsabilità individuale: «Se saremo tutti a rispettare queste regole, usciremo più in fretta da questa emergenza. Il Paese ha bisogno della responsabilità di ciascuno di noi. Facciamo parte di una medesima comunità, ogni individuo si sta giovando dei propri e degli altrui sacrifici. Questa è la forza del nostro Paese: una comunità di individui. Tutti insieme ce la faremo».

Dario Comini insegna come usare la pistola a vapore

Approfittiamo di questo periodo di sosta forzata per offrirvi alcuni video-tutorial realizzati (home-made) per Bargiornale da alcuni grandi professionisti del nostro settore. Debuttiamo con Dario Comini, patron del pluripremiato Nottingham Forest di Milano. In questo video inedito, realizzato per i lettori di Bargiornale, il celebre bartender mostra come realizzare le famose bolle di fumo con la pistola a vapore. «Da quando ho introdotto nel mio locale questa tecnica (2014) mi hanno scritto in migliaia perché hanno avuto problemi con la bolla che spesso si scomponeva. Ne approfitto di questo spazio per raccontarvi come centrare l'obiettivo». Così esordisce Comini, pioniere in Italia della miscelazione sperimentale e di ricerca, nel suo tutorial dove spiega step by step come fare la cosa (anzi la bolla) giusta. In attesa di rialzare le saracinesche, prendiamoci il nostro tempo per studiare, apprendere e ripartire come e più forte di prima.

Solidarietà digitale: servizi e soluzioni gratuiti per imprese e professionisti

Foto di Photo Mix da Pixabay

Ridurre l'impatto sociale ed economico generato dalle restrizioni messe in atto per fronteggiare l’emergenza Coronavirus attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali. È con questo obiettivo che è nata Solidarietà digitale, un’iniziativa promossa dal ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, con il supporto tecnico di AgID (Agenzia per l'Italia Digitale), che mette a disposizione di imprese e cittadini, gratuitamente, una serie di servizi basati sulle tecnologie digitali. Un’opportunità aperta a tutte le imprese, i professionisti e i cittadini sull’intero territorio nazionale, grazie al contributo solidale di operatori delle telecomunicazione e dei big, e non solo, dell’innovazione e del digitale che hanno concesso la libera fruizione delle loro tecnologie e soluzioni per un periodo limitato di tempo. Parliamo di realtà del calibro di Tim, Vodafone, Wind3, Amazon, Cisco, Microsoft, Connexia, Ibm. L’iniziativa costituisce anche un’importante opportunità anche per tutte le realtà della filiera della bar industry, che in questo modo hanno la possibilità di dare, almeno in parte, continuità alle loro attività, mantenere i contatti con clienti, fornitori, personale e collaboratori, grazie all’ampiezza dei servizi disponibili. Servizi (il cui elenco in continuo aggiornamento è disponibile a questo link https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/come-funziona dal quale si possono anche attivare) che consentono di lavorare da remoto, per esempio attraverso l’offerta di connettività rapida, di giga per dispositivi mobili o di chiamate illimitate, e l’utilizzo di piattaforme di smart working avanzate, fruibili anche da mobile, senza costi e obblighi per gli utenti. Di queste ultime, in particolare, ve ne sono di diverse tipologie adatte alle più diverse realtà, grandi e piccole, che ruotano intorno all’universo del fuoricasa e che consentono di collegarsi da remoto al proprio computer o server aziendale, di pianificare, organizzare e partecipare a riunioni, attraverso videochiamate o videoconferenze, collaborare e condividere documenti e dati. Ma anche di portare avanti attività di marketing e di fidelizzazione dei clienti, di gestire i rapporti con fornitori, commercialisti, consulenti, di proseguire per esempio le attività di formazione del personale o di fornire tale servizio anche all’esterno, o di informarsi, potendo accedere e leggere gratuitamente giornali e libri. Soluzioni che permettono di continuare a lavorare in team anche a distanza, in un momento in cui è bene limitare spostamenti e assembramenti, e, in definitiva, di continuare a portare avanti la propria attività nonostante la difficile situazione. Clicca qui per l’elenco completo (in aggiornamento) dei servizi e per potervi accedere

Solidarietà digitale: servizi e soluzioni gratuiti per imprese e professionisti

Solidarietà digitale
Foto di Photo Mix da Pixabay

Ridurre l'impatto sociale ed economico generato dalle restrizioni messe in atto per fronteggiare l’emergenza Coronavirus attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali. È con questo obiettivo che è nata Solidarietà digitale, un’iniziativa promossa dal ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, con il supporto tecnico di AgID (Agenzia per l'Italia Digitale), che mette a disposizione di imprese e cittadini, gratuitamente, una serie di servizi basati sulle tecnologie digitali.

Un’opportunità aperta a tutte le imprese, i professionisti e i cittadini sull’intero territorio nazionale, grazie al contributo solidale di operatori delle telecomunicazione e dei big, e non solo, dell’innovazione e del digitale che hanno concesso la libera fruizione delle loro tecnologie e soluzioni per un periodo limitato di tempo. Parliamo di realtà del calibro di Tim, Vodafone, Wind3, Amazon, Cisco, Microsoft, Connexia, Ibm.

L’iniziativa costituisce anche un’importante opportunità anche per tutte le realtà della filiera della bar industry, che in questo modo hanno la possibilità di dare, almeno in parte, continuità alle loro attività, mantenere i contatti con clienti, fornitori, personale e collaboratori, grazie all’ampiezza dei servizi disponibili.

Servizi (il cui elenco in continuo aggiornamento è disponibile a questo link https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/come-funziona dal quale si possono anche attivare) che consentono di lavorare da remoto, per esempio attraverso l’offerta di connettività rapida, di giga per dispositivi mobili o di chiamate illimitate, e l’utilizzo di piattaforme di smart working avanzate, fruibili anche da mobile, senza costi e obblighi per gli utenti. Di queste ultime, in particolare, ve ne sono di diverse tipologie adatte alle più diverse realtà, grandi e piccole, che ruotano intorno all’universo del fuoricasa e che consentono di collegarsi da remoto al proprio computer o server aziendale, di pianificare, organizzare e partecipare a riunioni, attraverso videochiamate o videoconferenze, collaborare e condividere documenti e dati. Ma anche di portare avanti attività di marketing e di fidelizzazione dei clienti, di gestire i rapporti con fornitori, commercialisti, consulenti, di proseguire per esempio le attività di formazione del personale o di fornire tale servizio anche all’esterno, o di informarsi, potendo accedere e leggere gratuitamente giornali e libri.

Soluzioni che permettono di continuare a lavorare in team anche a distanza, in un momento in cui è bene limitare spostamenti e assembramenti, e, in definitiva, di continuare a portare avanti la propria attività nonostante la difficile situazione.

Clicca qui per l’elenco completo (in aggiornamento) dei servizi e per potervi accedere

 

Coronavirus, nuove restrizioni per i locali in Emilia Romagna e Lazio

Foto di CDSchlarb da Pixabay

Entrano in vigore nuove restrizioni per i locali delle regioni Emilia Romagna e Lazio, e sono coinvolte anche le gelaterie e le pasticcerie. I rispettivi consigli regionali hanno infatti emanato due documenti (li trovate e potete scaricarli in fondo all’articolo) che impongono ai pubblici esercizi ulteriori misure precauzionali rispetto a quelle contenute nel Dpcm del 10 marzo per contenere la diffusione del contagio da Coronavirus.

Emilia Romagna, limiti alle aperture nei locali dell'

Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, il decreto presidente del Consiglio Regionale del 10 marzo ha esteso (comma 1), a partire dall’11 marzo e fino al 3 aprile, l’obbligo di chiusura imposto dal Dpcm del 10 marzo a bar e ristoranti dalle 18 alle 6 a tutte le attività che effettuano «il consumo [immediato] e quelle che prevedono l’asporto (compresi preparazione di pasti da portar via “take-away” quali a titolo d’esempio rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio che non dispongono di posti a sedere)». Quindi su tutto il territorio regionale queste attività potranno restare aperte solo dalle 6 alle 18 e sempre garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro. Tali disposizioni, si precisa (comma 3), non si applicano ai servizi di ristorazione erogati all’interno di strutture ricettive, come alberghi, residence, agriturismi, villaggi turistici, campeggi, ostelli e bed & breakfast per i clienti che vi soggiornano.

Prefestivi e festivi, serranda abbassata

Ma non solo. Perché lo stesso provvedimento impone (comma 2) anche la chiusura al pubblico di tali attività e di bar e ristoranti per l’intera giornata nei giorni festivi e prefestivi. In queste giornate, così come durante gli orari di chiusura obbligati, sarà però possibile effettuare il servizio di consegna presso il domicilio o la residenza del cliente.

Lazio: mascherine e guanti per la somministrazione di cibi e bevande

Porta la data del 10 marzo anche l’ordinanza del presidente di Regione Lazio (anche questa scaricabile in fondo all’articolo) che prevede per tutti gli esercizi che svolgono «attività di somministrazione di alimenti e bevande e tutti i soggetti che trasformano, producono, tengono in deposito o comunque manipolano per poi vendere o somministrare prodotti alimentari, in relazione all'attività svolta, l’utilizzo obbligatorio di mascherine e guanti». La nuova disposizione è in vigore su tutto il territorio del Lazio dall’11 marzo fino a nuovo provvedimento. Decreto Presidente Regione Emilia Romagna 10 marzo 2020 Ordinanza Regione Lazio 10 marzo 2020

Coronavirus: nuove restrizioni per i locali in Emilia Romagna e Lazio

Coronavirus regioni
Foto di StockSnap da Pixabay

Entrano in vigore nuove restrizioni per i locali delle regioni Emilia Romagna e Lazio. I rispettivi consigli regionali hanno infatti emanato due documenti (li trovate e potete scaricarli in fondo all’articolo) che impongono ai pubblici esercizi ulteriori misure precauzionali rispetto a quelle contenute nel Dpcm del 10 marzo per contenere la diffusione del contagio da Coronavirus.

Emilia Romagna: chiusi bar e ristoranti nel week end

Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, il decreto presidente del Consiglio Regionale del 10 marzo ha esteso (comma 1), a partire dall’11 marzo e fino al 3 aprile, l’obbligo di chiusura imposto dal Dpcm del 10 marzo a bar e ristoranti dalle 18 alle 6 a tutte le attività che effettuano «il consumo [immediato] e quelle che prevedono l’asporto (compresi preparazione di pasti da portar via “take-away” quali a titolo d’esempio rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio che non dispongono di posti a sedere)». Quindi su tutto il territorio regionale queste attività potranno restare aperte solo dalle 6 alle 18 e sempre garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro.

Tali disposizioni, si precisa (comma 3), non si applicano ai servizi di ristorazione erogati all’interno di strutture ricettive, come alberghi, residenza agriturismi, villaggi turistici, campeggi, ostelli e bed & breakfast per i clienti che vi soggiornano.

Ma non solo. Perché lo stesso provvedimento impone (comma 2) anche la chiusura al pubblico di tali attività e di bar e ristoranti per l’intera giornata nei giorni festivi e prefestivi. In queste giornate, così come durante gli orari di chiusura obbligati, sarà però possibile effettuare il servizio di consegna presso il domicilio o la residenza del cliente.

Lazio: mascherine e guanti per la somministrazione di cibi e bevande

Porta la data del 10 marzo anche l’ordinanza del presidente di Regione Lazio (anche questa scaricabile in fondo all’articolo) che prevede per tutti gli esercizi che svolgono «attività di somministrazione di alimenti e bevande e tutti i soggetti che trasformano, producono, tengono in deposito o comunque manipolano per poi vendere o somministrare prodotti alimentari, in relazione all'attività svolta, l’utilizzo obbligatorio di mascherine e guanti». La nuova disposizione è in vigore su tutto il territorio del Lazio dall’11 marzo fino a nuovo provvedimento.

Decreto Presidente Regione Emilia Romagna 10 marzo 2020

Ordinanza Regione Lazio 10 marzo 2020

Massari si ferma e dona tre respiratori agli Spedali di Brescia

massari 01

Responsabilità e solidarietà sono le due parole chiave di questo momento. Per tutti, perché siamo tutti coinvolti in questo impegno a cambiare i nostri comportamenti individuali per arginare l'emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus.

«Per salvaguardare collaboratori, clienti e fornitori»

Ha scelto questa linea anche il Maestro dei maestri della pasticceria italiana, Iginio Massari. «Carissimi amici», ha scritto sulla sua pagina Facebook, «per salvaguardare l’incolumità di tutti i nostri preziosi collaboratori, clienti, fornitori abbiamo assunto la decisione di chiudere tutti i nostri i punti vendita (la storica Pasticceria Veneto a Brescia, Milano e Torino, ndr). Potete trovare i nostri prodotti sullo shop online, stiamo attivando il delivery. Grazie».

«Ora è il momento della generosità»

Dopo la scelta di responsabilità, si passa alla solidarietà. Massari ha deciso di fare una donazione per il reparto di Rianimazione degli Spedali Civili di Brescia. Una donazione effettuata tramite l'Associazione La Zebra Onlus. «Non riteniamo bastevole la chiusura dei locali», ha scritto sempre su Facebook. «La doverosa tutela delle persone passa soprattutto attraverso la generosità. Per questo ci siamo sentiti in obbligo di donare tre ventilatori per la rianimazione agli Spedali Civili di Brescia per l’emergenza del coronavirus. Aiutateci a sostenere questa iniziativa». Il messaggio, firmato sia dal Maestro che dalla famiglia, rimanda naturalmente alla raccolta fondi.

La formazione di 9Bar arriva con i social (gratis e per tutti)

Andrea Lattuada titolare di 9Bar

Se gli studenti non possono frequentare la scuola, è la scuola ad andare da loro, almeno virtualmente. Così 9Bar, tra le prime scuole di formazione per baristi e bartender con una specifica vocazione per il caffè di qualità, ha realizzato un corso base online rivolto a Andrea Lattuada spiega la macinaturaoperatori e coffee lover. Nelle prime due parti, che si possono rivedere sulla pagina Facebook dell’academy, si è analizzata la realtà del caffè verde, le sue specie, varietà, i metodi di raccolta e lavorazione, per arrivare quindi all’evoluzione del macinacaffè e della macchina espresso.

Venerdì mattina (la diretta prenderà il via tra le 10 e le 10,30) si proseguirà con pillole sulla pratica della macchina espresso, l’erogazione, la montatura del latte, la pulizia, per finire con il corretto utilizzo della moka.

«Ci troviamo in una situazione piuttosto strana - ha esordito Andrea Lattuada, contitolare con Mariano Semino di 9Bar -; abbiamo quindi deciso di condividere con voi alcune ore all’insegna della formazione e dell’informazione sul mondo della caffetteria e del barista». Prima di tutto ha ricordato che «Bisogna rispettare tutte le norme igienico-sanitarie imposte dal Governo italiano, perché vogliamo uscire da questa situazione a testa alta come l’Italia sa fare in tutti i settori; non molliamo mai! Per questo oggi vogliamo stare con voi, aperti alle vostre domande», che possono ancora essere poste sui social: a tutte verrà data una risposta. Quindi ha preso il via con in lungo viaggio del caffè a partire dalle sue terre d’origine così lontane e misteriose per la maggior parte dei consumatori e per tanti operatori e il dettaglio della filiera del caffè.

Le visualizzazioni sono state numerose: “Abbiamo voluto dare un messaggio, dire “ci siamo” - riprende Lattuada -, ma anche invitare baristi e coffee lover a sfruttare in modo positivo questo periodo in cui la maggior parte della popolazione è chiusa in casa”. Dunque, invece che entrare in depressione, il consiglio è di organizzarsi per il domani, approfondire, studiare, perché alla riapertura bisognerà dimostrare di essere più bravi di prima e non solo riconquistare la clientela consueta, ma farne di nuova. E considerato che le scuole in Italia sono numerose, l’invito è a replicare esperienze come questa, per raggiungere in modo capillare sia i baristi sia i curiosi, sperando confluiscano in un numero sempre maggiore di coffee lover, disposti a spendere qualcosa di più per un espresso o per il caffè da gustare a casa. Anche perché in momenti come l’attuale in cui più che mai si rimane tra le mura domestiche, il cibo è particolarmente curato e con esso deve esserlo anche il caffè: più voci si faranno sentire, più possibilità ci saranno di “convertire” alla qualità chi consuma il caffè senza sapere bene di cosa si tratta, facendogli scoprire un mondo inaspettato, affascinante e con mille declinazioni di gusto.

15 anni di attività di 9BarFrattanto il 25 febbraio 9Bar ha festeggiato i suoi primi 15 anni di attività (i festeggiamenti veri si faranno quando si tornerà alla normalità) o, come sottolinea Andrea Lattuada «di lotta nel mondo della formazione. La nostra passione ci spinge a stare sempre a contatto con la gente, gli amanti del buon caffè. Oggi la parola “contatto” non esiste più; così, per rimanere in comunicazione con tutti, abbiamo utilizzato i social».

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