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Lavastoviglie Beko con programma Intensive antibatterico

Beko Lavastoviglie DFN28430X

Di particolare interesse per il pubblico esercizio con piccola cucina la nuova Lavastoviglie Beko DFN28430X dispone di otto programmi di lavaggio, in particolare Intensive 70 antibatterico, particolarmente utile in questi momenti di grande attenzione alla sanificazione dei bicchieri e delle stoviglie di servizio. Prodotti anche 5mila respiratori anti Covid-19.

Lavastoviglie Beko DFN28430X ha una capacità di carico di 14 coperti su 3 cestelli, classe energetica A+++, dispone di un pannello di controllo con display Lcd per la gestione delle funzionalità. Il pannello frontale è realizzato in acciaio inox anti impronta. Alta 85 cm, larga 60 cm, profonda 60 cm; rumorosità limitata a 44 dbA.

La grande capacità di carico di questa lavastoviglie Beko è espressa dalla presenza di tre cestelli, di cui il superiore dedicato alle posate e quello intermedio dotato di sistema Acrobat, che consente di regolare il carico in tre posizioni: questo è inoltre ideato per sorreggere delicatamente i cristalli e igienizzarli a fondo senza trascurare la loro sicurezza.
Grazie alla tecnologia AquaIntense, per pentole e piatti con sporco ostinato c'è una potente zona di lavaggio con acqua ad alta pressione, per cui le stoviglie risultano essere perfettamente pulite e non resta senza nessuna macchia, qualunque sia la ricetta o il tempo di cottura.

Il display Lcd presente dà la possibilità di scegliere con un unico tasto dedicato il programma desiderato tra gli 8 disponibili, come ad esempio Intensive 70, Eco 50  e Quick&Shine. Per chi dispone di poco tempo, la funzione Fast+ triplica la velocità del ciclo di lavaggio con ottimi risultati. Inoltre, grazie alla presenza della funzione GlassShield sono assicurati bicchieri senza aloni e brillanti come nuovi. Altre importanti caratteristiche della lavatrice sono: l’opzione mezzo carico, il sistema anti-trabocco Watersafe, asciugatura ad aria attiva, la partenza ritardata 0-24 e l’indicatore fasi di lavaggio. Il motore ProSmart Inverter riduce la frizione ed è due volte più silenzioso. Disponibile in classe energetica fino ad A+++, fa risparmiare acqua e corrente. L’affidabilità della tecnologia ProSmart Inverter è comprovata dai 10 anni di garanzia che Beko offre gratuitamente sui motori di tutte le lavastoviglie dotate di questo dispositivo (previa registrazione sul sito www.beko.it).

C’è un modo facile di lavare i piatti più "difficili": il sistema AquaIntense crea una potente zona di lavaggio con acqua ad alta pressione che non lasciare scampo anche allo sporco più ostinato di pentole e padelle. Qualunque sia la ricetta o il tempo di cottura, i piatti ne escono sempre senza macchia.

Il Programma Intensive 70 è uno dei più indicati per combattere lo sporco e difendere l’igiene all’interno della lavastoviglie, specie di questi tempi. Con questa soluzione Beko offre una potente difesa contro i germi e lo sporco ostinato di stoviglie e posate. Con il Sistema Acrobat 3 Posizioni si può regolare l’altezza del cestello superiore su 3 livelli, per creare più spazio in quello inferiore per i piatti più grandi. Trovare spazio per le stoviglie più ingombranti o per i calici da vino in lavastoviglie non è mai stato più semplice. Ci sono volte in cui non si ha il tempo di aspettare la fine di un lavaggio completo. La funzione Fast+ triplica la velocità del ciclo di lavaggio con risultati eccezionali, così si può lavare e mettere in tavola in men che non si dica.

Un marchio internazionale
Beko è il marchio internazionale di elettrodomestici del gruppo turco Arçelik As ed è il secondo marchio in Europa nel settore del "bianco". Nata nel 1955, il gruppo Arçelik è presente in 145 Paesi, con 30mila dipendenti e 18 fabbriche, distribuendo prodotti a marchio Beko e Grundig. L'azienda crede che il contributo di ogni singola persona sia fondamentale per cambiare in meglio e il marchio Beko cresce di pari passo con i propri clienti.

Main Partner della squadra di calcio FC Barcelona a livello globale, Beko ha recentemente lanciato la campagna Eat like a Pro (Mangia come un campione) che ha l’obiettivo di combattere il sovrappeso e l’obesità infantili nel mondo, attraverso l’esempio dei campioni del club catalano, perché i ragazzini imitano spesso quello che fanno i loro "eroi". In collaborazione con Fondazione Barca e il team dei nutrizionisti della squadra, Beko ha attivato un programma di educazione alimentare “smart e easy” rivolto alle mamme e ai papà per aiutarli a coinvolgere i bambini nella preparazione di cibi sani e ad abituarsi a consumarli in un regime equilibrato, per crescere sani e forti.

Beko sponsor Barcelona Fc

In Italia dal 2006 sotto la direzione dell'ad Francesco Misurelli, Beko fattura circa 150 milioni di euro, con una produzione di circa 1 milione di pezzi. In Italia l’offerta di prodotti include grandi elettrodomestici da incasso e da libera istallazione, piccoli elettrodomestici e condizionatori. Grazie alla tecnologia innovativa impiegata, i prodotti Beko sono particolarmente affidabili, potendo garantire ben 5 anni di garanzia, addirittura 10 anni per il motore ProSmart Inverter. Beko ha come testimonial dal 2014 lo chef Alessandro Borghese, volto molto popolare e amato, che interpreta perfettamente i valori e lo spirito della marca, valorizzando le tecnologie e le caratteristiche esclusive dei prodotti per dare quel “tocco in più” ad ogni ricetta.

In occasione del contrasto alla pandemia, l'azienda Arçelik ha voluto riconvertire parte delle linee produttive per produrre 5mila respiratori meccanici domestici.

 

 

Zumex estende la garanzia sui suoi sistemi di spremitura

Zumex

Sono sempre più numerose le iniziative messe in campo dalle realtà attive nella fornitura di prodotti, tecnologie e servizi per il fuoricasa a sostegno dei loro clienti, costretti a chiudere le porte dei loro locali al pubblico a causa dell’emergenza sanitaria. Anche Zumex, tra i maggiori produttori mondiali di sistemi di spremitura, ha voluto dare il suo contributo alla causa estendendo la validità delle garanzie di tutte le sue macchine a servizio dei locali.

L’azienda spagnola ha infatti deciso di applicare a tutti i suoi sistemi installati all’interno di bar, caffetterie, juice bar, ma anche ristoranti e hotel, un’estensione della garanzia (che già ha una validità di 5 anni, di due mesi. Estensione applicata automaticamente, senza che i clienti debbano ricorrere ad alcun tipo di tramite. Una misura che rientra nella politica di attenzione al cliente che il gruppo ha voluto ulteriormente rafforzare in questo difficile momento.

Potenziato il servizio di assistenza

Infatti, non è questa l’unica iniziativa adottata. Zumex ha infatti potenziato anche il servizio di assistenza tecnica, che ora viene effettuata anche per via telematica, attraverso la pagina web dell’azienda, il telefono, tramite posta elettronica e videoconferenza. Nello specifico per l’Italia, attraverso il numero di telefono +34 08 118920003 e l’indirizzo di posta elettronica zumexservice@zumex.com, mentre per effettuare gli ordini per la richiesta di accessori o pezzi di ricambio è stato attivato il numero telefonico 02 94755115 (in aggiunta alla possibilità di effettuare la richiesta attraverso il sito.

Assistenza della quale potranno avvalersi le realtà che possono continuare a operare. Ricordiamo che, con l'entrata in vigore dell’ordinanza del ministro della Salute dello scorso 20 marzo, sono stati autorizzati a restare aperti solo gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande presenti negli ospedali e negli aeroporti (con l'obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro) e quelli posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali.

Chiusi ma non fermi

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I consigli di esperti e consulenti per affrontare la situazione in atto e farsi trovare pronti quando tutto ripartirà

L’ora più buia. L’ha citata il presidente del consiglio Giuseppe Conte, facendo riferimento all’emergenza sanitaria che il Paese sta attraversando. «Ho ripensato ad alcune vecchie letture, a Winston Churchill. Questa è la nostra “ora più buia”. Ma ce la faremo», ha scritto Conte su Instagram. Ecco, noi preferiamo aggiungere un’altra citazione, sempre “rubando” a Churchill: «Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: ciò che conta è il coraggio di andare avanti». Questo è un momento che chiede grande coraggio, a tutti. Anche a chi, come tutto il mondo dei piccoli esercizi commerciali, sarebbe tentato dal fissare la serranda abbassata del proprio negozio con grande disagio. Invece no. Spiega a Dolcegiornale Sandro Castaldo, professore di management dell’Università Bocconi ed esperto di retail e distribuzione: «Se nelle situazioni di incertezza siamo in grado di assegnare delle probabilità, e stimare che si verifichino alcuni eventi, qui siamo all’indeterminatezza e non sappiamo proprio come muoverci. In questo settore, lo stop prolungato significa veder saltare il business generato da festività importanti come festa del papà e Pasqua, insomma una parte di stagione primaverile che è normalmente rilevante». Ma è inutile limitarsi a lec­care le ferite: «In situazioni del genere bisogna dare più segnali possibili di fiducia. Oltre che importante a livello centrale - dal governo e dalle istituzioni tutte - è fondamentale anche a livello micro. Come cittadini e come piccoli imprenditori dobbiamo mettere più segnali positivi possibili nel sistema. Ricreare una situazione sociale ed economica favorevole».

Trarre il meglio possibile dalle situazioni

Il primo passo è quello dei comportamenti ineccepibili: «Abbiamo visto molti negozianti non solo seguire direttive, ma addirittura anticiparle in qualche caso, chiudendo spontaneamente. Questo ha inviato un segnale di serietà del commercio, di responsabilità». Stiamo pur sempre parlando di pasticcerie e bar/pasticceria, e di gelaterie: tante piccole realtà, saldamente ancorate al contesto ambientale e locale, “di quartiere”. Si può trovare il modo di restare in comunicazione con i propri clienti. «Usiamo il momento - spiega l’esperto - per fare apprendimento sulle opportunità. Il negoziante ha per molto tempo subito il mercato, ora organizzando il servizio di consegne e imparando la comunicazione digitale può approfittare per raccontarsi, per avere una marcia in più per quando avrà riaperto. Vanno sfruttate tutte le situazioni, a livello locale, di necessità o le strade percorribili per fare della solidarietà, perché sono tutte azioni che incrementano il senso di comunità». A titolo di esempio citiamo la Pasticceria Clivati 1969 di Milano che si è inventata il servizio del “dolce sospeso” per portare delle colazioni di qualità negli ospedali in prima linea nella lotta al coronavirus. Ad Abbiategrasso, in 175 anni, la storica Pasticceria Besuschio non si era mai fermata, nemmeno in periodo di guerra. Ora, lo stop forzato. «Supereremo anche questa - dice Giacomo Besuschio - non ci fermeremo, continueremo a pubblicare sui social e a progettare nuovi prodotti per la riapertura. Mi sono attivato io stesso per le consegne porta a porta, con tutte le accortezze igienico-sanitarie del caso, e ho cercato attivamente i nostri clienti sui social perché ci dicessero di cosa avevano bisogno. Stiamo catalogando tutte le nostre ricette in un programma unico, con accesso anche ai dipendenti, così che ciascuno possa poi cercare quel che serve in maniera molto più efficiente e rapida. E, per la prima volta, proponiamo ricette semplici da fare a casa, spiegate con video e stories sui nostri canali social». Pensare “out of the box”, studiare cosa si può fare sulla comunicazione digitale, studiare i clienti, confrontarsi con altri per preparare il terreno per il dopo. «Al negozio fisico è obbligatorio associare una identità digitale, prendiamoci questo momento per sviluppare questo aspetto - dice Castaldo -. Attivare soluzioni di vendita a domicilio è bene anche perché è un cambiamento molto forte che lascerà qualcosa anche dopo, nelle abitudini di consumo della clientela. Per molti diventa una scoperta nell’emergenza e dicono: “Ok, lo farò anche dopo”». Massimo Rivoltini, presidente di Confartigianato alimentare, sottolinea: «Il saper fare del comparto alimentare-dolciario italiano è un valore assoluto e intoccabile, è un patrimonio immateriale che abbiamo solo noi. Una tradizione che non viene cancellata dal coronavirus. Noi dobbiamo avere l’accortezza di preservarlo, questo patrimonio». Certo, il piccolo artigiano vive della sua attività, non ha le possibilità di accesso al credito e i polmoni finanziari della grande azienda. «Per questo bisogna mettere in campo cure e attenzioni da “Piano Marshall”, ed è compito delle istituzioni - spiega Rivoltini -. Azzeramento degli adempimenti fiscali, messa in atto di tutti gli ammortizzatori sociali possibili, possibilità di avere liquidità di cassa a tassi bassi dopo e con procedure straordinarie per velocizzare la burocrazia. Servirà tutto questo e anche di più, mentre dal lato dei piccoli artigiani, dobbiamo continuare a tenere un legame con i clienti. Fondamentale anche tenere i rapporti con le associazioni. Adesso siamo fermi, peggio sarebbe non cogliere la ripartenza».

Le opinioni degli addetti ai lavori

A Gino Fabbri, presidente dell'Accademia Maestri Pasticceri Italiani Ampi abbiamo chiesto: quale messaggio si può trasmettere alla categoria? Anche in passato ci sono stati grandi momenti di crisi, ricordiamo Cernobyl o il momento della crisi energetica e delle domeniche a piedi, che ci sembravano gravissimi e abbiamo superato. Certo qui è diverso, ci troviamo di fronte a una malattia subdola, davanti alla quale non dobbiamo perderci d’animo. Nei confronti dei dipendenti possiamo far prendere le ferie, i permessi o agire utilizzando gli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione in deroga, tutti strumenti su cui le associazioni di categoria sindacale come Ascom o Confesercenti o i dottori commercialisti stessi sono in grado di dare informazioni. E anche le Regioni sono attrezzate con appositi sportelli e possono erogare le informazioni. Come regolarsi con la produzione? In questo frangente la consegna a domicilio può essere una buona opportunità: è vero che la pasticceria non è fra i consumi essenziali, ma può rappresentare un momento di coccola e gratificazione, di cui credo abbiamo bisogno. Certo, il momento psicologico non è dei migliori per affrontare le ricorrenze come Pasqua, che non sarà all’altezza degli anni passati. Oggi il pasticcere, pur non volendo, ha del tempo a disposizione. Meglio non sprecarlo e metterlo a frutto per tempi migliori. Assolutamente sì. Io stesso sto mettendo in campo dei test di produzione e delle novità su cui sto lavorando, così appena ci saranno le condizioni per ripartire nel modo giusto saremo pronti con prodotti nuovi. A tutti i colleghi dico: non siate passivi, ma attivi e tenaci. Sarà il giusto modo per reagire. (Marina Bellati)   A Federico Anzellotti, Presidente Conpait, abbiamo chiesto: quali strategie commerciali ritiene utile adottare? Il momento è particolarmente critico, soprattutto perché non siamo in grado di fare una programmazione del futuro. Una soluzione che suggeriamo è lavorare con le consegne a domicilio; se non siamo già strutturati per il delivery possiamo stringere un contratto con le società specializzate, non solo per garantire un servizio alla clientela, ma anche per garantire la continuità del lavoro e gli stipendi ai nostri dipendenti. Io ho fatto così nella mia azienda in Abruzzo per contenere le perdite. Parliamo proprio dei dipendenti, come comportarsi? In primo luogo suggerisco di fare una riunione con loro, parlando in modo schietto della situazione. E questo non tanto perché le persone non siano informate di quanto sta accadendo, ma per essere trasparenti con i propri collaboratori e per farli sentire parte di una squadra; io personalmente li ho invitati a prendere le ferie, con l’accordo che non appena sarà possibile ripartire a pieno regime saremo tutti qui e ci sarà magari da fare qualche ora in più, ma ben venga quel momento! Se il lavoro è in stallo, cresce il tempo a disposizione del professionista. Come farne buon uso? Può essere un ottimo momento per dedicarsi alla formazione del personale ed eventualmente affrontare quei lavori di organizzazione interna che spesso si rimandano, per mancanza di tempo. Senza dimenticare che si può affrontare la sperimentazione di ricette nuove, per farci trovare pronti nel momento in cui l’emergenza sarà finalmente alle spalle. (Marina Bellati) (illustrazione di Mattia Distaso)

A lezione di pairing con gli ambassador Fabbri 1905

Fabbri ambassador

Fornire idee nuove e originali agli operatori bar per ripartire con una marcia in più quando l’attuale difficile momento sarà superato. È con questo obiettivo che nasce Bartender e Pasticceri, l’iniziativa di formazione virtuale dedicata ai professionisti del fuoricasa firmati Fabbri 1905. Iniziativa che fa incontrare il mondo della miscelazione e quello della pasticceria per dare vita a inediti abbinamenti tra cocktail e dolci, un nuovissimo trend dalle grandi potenzialità che può rivelarsi un un’arma vincente per il rilancio delle attività.

Ad animare l’iniziativa i brand ambassador di Fabbri, il bartender Bruno Vanzan, il maestro pasticcere Ampi (Accademia maestri pasticceri italiani) Francesco Elmi e il coffe trainer dell’Accademia italiana maestri del caffè Gianni Cocco. Tre big nei loro rispettivi campi che, dalle loro case, scambiandosi idee e suggerimenti, danno vita a dei video tutorial, pubblicati sulle pagine Facebook e Instagram di Fabbri 1905, con inedite proposte di pairing facilmente replicabili nei locali.

I primi tre incontri di sapore sono stati dedicati ad abbinamenti a tema Pasquale, incontri che proseguiranno nelle prossime settimane con nuovi tutorial incentrati sulla ricca tradizione delle ricette dolci regionali.

Più nel dettaglio, nel suo appuntamento, Vanzan ha proposto il suo Old Fashioned con Aria di Amarena, preparato con bourbon, Marendry Fabbri e Angostura e completato con un’aria di amarena, in abbinamento a una tipica ricetta pasquale napoletana, il casatiello, una ciambella salata con formaggio e salame.

Non meno stuzzicante la proposta di Emli, che ha presentato una fetta di Colomba di Pasqua con Amarena Fabbri, da lui realizzata, tostata in padella e guarnita con crema diplomatica allo zabaione e amarene Fabbri, che ha abbinato a un drink freddo, un analcolico fatto con latte in ghiaccio con lo sciroppo delle amarene, meringa al caffè e una guarnizione di amarene.

Infine, la proposta di Cocco, che al drink Nuvola di Amarena, preparato con latte intero, latte condensato e top di spuma di amarena, ha abbinato un finger a base di colomba pasquale, tostata in forno, completata da spuma di amarena e Amarena Fabbri.

Torna Salomone, il pirata pacioccone

Ma le iniziative di Fabbri non finiscono qui. Per alleggerire la tensione del momento, l’azienda si appresta a lanciare 8 nuovi sketch che, uno a settimana animeranno i suoi social. Sketch che hanno come protagonista il mitico Salomone il pirata pacioccone, vera star degli spot Fabbri all’epoca di Carosello.

Pirata Salomone FabbriGrande pancia e baffi all’insù, Salomone il pirata pacioccone, nato nel 1965 dalla matita di Ebro Arletti in collaborazione con l’autore e regista Guido De Maria, coppia alla quale ben presto si unirono anche Franco “Bonvi” Bonvicini e Francesco Guccini, torna dopo un lunghissimo periodo di riposo con il suo celebre motto «porta pasiensa» a esortare piccoli e meno piccoli a stare a casa.

Le ricette

L'abbinamento di Bruno Vanzan

Vanzan Fabbri

Old Fashioned con Aria di Amarena

Ingredienti:

6 cl bourbon whiskey, 2 cl di Marendry Fabbri, una zolletta di zucchero, 3 gocce di Angostura
Preparazione:

stir & strain

Guarnizione:

Aria di Amarena* 
Bicchiere:

old fashioned

*Per preparare l’aria di amarena: versare 3 cl Aria & Velluto Fabbri, 3 cl Sciroppo Amarena Fabbri e 2 cl acqua naturale nel mixing glass e mescolare fino a sciogliere bene tutti gli ingredienti. Poi, applicare un areatore elettrico fino a generare l’aria

Casatiello di Vanzan

Ingredienti (per stampo da 28 cm):

800 grammi di farina “forte” (valore proteico 13), 500 grammi d’acqua, 20 grammi di sale, 5 grammi di lievito, 2 cucchiai di sugna, 600 grammi di salumi, 150 grammi provolone dolce, 150 grammi Parmigiano Reggiano, 50 grammi pecorino romano, 4 uova 

Preparazione:  

mettere la farina in un recipiente e aggiungere 250 g di acqua e mescolare. Aggiungere il lievito, mescolare, e mettere lo strutto e poi, continuando a mescolare, la parte restante di acqua. Aggiungere il sale e lasciare riposare l’impasto per circa due ore a temperatura ambiente nel recipiente chiuso con pellicola e poi in frigo per un’intera giornata. Una volta steso l’impasto a forma di rettangolo su uno spianatoio, passare sulla sua superficie un leggero strato di strutto, aggiungere i salumi e i formaggi tagliati a tocchetti e una spolverata di pepe. Chiudere l’impasto arrotolandolo e riporre in uno stampo per ciambella. Deporre sull’impasto 4 uova intere e coprirle con sottili strisce di impasto disposte a croce e inserire in forno lasciando cuocere per 45 minuti a 180 °C.

L'abbinamento di Gianni Cocco

Nuvola di Amarena

Ingredienti:

60 ml di latte intero, 40 g di latte condensato, top di spuma di amarena*

Preparazione:

stir

Bicchiere:

tumbler basso

*Per preparare la spuma di amarene: versare in un mixer 200 ml acqua, 200 g amarene, 150 g Sciroppo Amarena Fabbri, 50 g Topping Amarena Fabbri, 2 g gomma xantano e frullare. Mettere in un sifone e lasciare raffreddare in frigo

Finger di colomba pasquale

Preparazione:

tostare in forno una fetta di colomba pasquale con una spolverata di zucchero a velo. Una volta pronta, tagliare a strisce e guarnire con la spuma di amarene e un’Amarena Fabbri

L'abbinamento di Francesco Elmi

Elmi Fabbri

Drink freddo

Ingredienti:

latte in ghiaccio, sciroppo di amarene, meringa al caffè, Amarena Fabbri

Colomba di Pasqua con Amarena Fabbri

Preparazione:

Tostare in padella e guarnire con crema diplomatica allo zabaione e Amarene Fabbri.

Gelato, i corsi on line della Carpigiani University

corsi online 1

Altra iniziativa utile per chi vuole usare al meglio questo tempo sospeso, approfittando per approfondimenti e sedute di formazione in vista della ripartenza. Carpigiani Gelato University ha messo a disposizione un catalogo di corsi on line. La scuola di gelateria promossa dell'azienda di Anzola dell'Emilia ha una dimensione internazionale, con 20 campus in 19 Paesi. L'università del gelato ha deciso di mettere a disposizione il know-how dei suoi maestri gelatieri in un catalogo di corsi on line. Mancherà la sperimentazione diretta in laboratorio, ma è comunque una buona dose di formazione utile per i professionisti.

Delivery, gestione e corsi più tecnici

Per i professionisti ci sono sessioni di formazione specifiche. Molto attuale quella dedicata ai servizi di delivery. Si chiama Home Delivery Solution, in italiano e in inglese, per chi vuole affrontare l’emergenza attivando il servizio di consegna a domicilio. Ci sono anche i corsi avanzati e più "tecnici", come quello del Gelato per gli intolleranti al lattosio o sul Gelato con bevande alcoliche. Per chi si avvicina alla gelateria, è a disposizione la serie E-taste in quattro lingue: italiano, inglese, francese e spagnolo. Cinque lezioni da 1 ora e mezza con workbook scaricabile: il riassunto degli elementi fondamentali di un gelato artigianale di alta qualità. «Grazie alla tecnologia riusciamo ad avvicinarci a chi non ha ancora compiuto il passo, ma ha una grande passione per la gelateria e la cucina. Questo progetto permette di entrare nel nostro campus principale e provare la metodologia di insegnamento che dal 2003 ha dato vita a numerose storie di successo in tutto il mondo», commenta in una nota Kaori Ito, direttrice della Carpigiani Gelato University. Per tutte le informazioni sui corsi si può scrivere una mail all'indirizzo info@gelatouniversity.com

La storia della mixology con Luca Picchi sui social di Caffè Gilli Firenze

Luca Picchi Caffè Gilli

Un affascinante viaggio nel tempo, con una guida d’eccezione, per ripercorrere l’intera storia della miscelazione. È quanto propone Caffè Gilli, tempio fiorentino della caffetteria, della pasticceria e dell’alta miscelazione, con la sua serie di incontri virtuali dedicati alla mixology, online ogni sabato alle 18 sulle pagine Facebook e Instagram (Invg) del locale. Un’iniziativa che lo storico locale, fondato nel 1733, ha messo a punto per offrire a bartender e operatori bar, costretti a giorni di pausa forzata a causa dell’emergenza sanitaria, un momento di formazione professionale dedicato all’approfondimento della storia della miscelazione, alla sua evoluzione nel tempo e ai grandi maestri di quest’arte.

Protagonista degli incontri un big della materia: Luca Picchi, capobarman di Caffè Gilli e bar manager del gruppo Valenza proprietario del locale, ma soprattutto tra i più grandi bartender italiani e massimo esperto della storia del Negroni.

In ogni appuntamento Picchi, premiato come Bar manager dell’anno nell’ultima edizione dei Barawards di Bargiornale, approfondirà un determinato periodo di questa storia, a partire dagli albori fino ad arrivare ai nostri giorni.

Si comincia sabato 11 aprile con l’appuntamento All’origine del cocktail. L’era del Punch, con tante storie, aneddoti e curiosità sul diciottesimo secolo. La puntata successiva, sabato 18, Dal Punch alle prime guide per Barman, affronterà il momento successivo, soffermandosi in particolare sulla nascita e diffusione dei primi ricettari. La terza puntata, in programma il 25 aprile, si soffermerà sulla Golden Age of cocktail e il Proibizionismo, per proseguire il 2 maggio con Dal New Deal of cocktail alla Tiki Culture passando da Cuba, Londra e Parigi.

Tema dell’incontro del 9 maggio è Dalla Dark Age of cocktail ai giorni nostri. Il Negroni e la sua storia, come si prepara, nel corso del quale Picchi proporrà, tra le altre cose, uno speciale approfondimento sul grande aperitivo nato a Firenze, spiegando anche come realizzarlo a regola d’arte. Gran finale il 16 maggio: l’argomento al centro dell’incontro è però una sorpresa.

Colombe e donazioni: Pasqua di beneficenza per pasticcerie e aziende

La colomba classica di Peck

La gara di solidarietà in tempi di emergenza coronavirus ha coinvolto anche il mondo dolce. Tante le aziende e le pasticcerie che hanno deciso di effettuare donazioni nei giorni precedenti questa Pasqua davvero singolare. Colombe destinate ad associazioni e ad ospedali, ma anche donazioni in denaro.

Dolci pasquali e donazioni in denaro

La colomba classica di Peck
Peck, il tempio milanese della gastronomia, storico brand di ristorazione e pasticceria, ha deciso di donare al Policlinico di Milano tutti i proventi derivanti dalle vendite, durante la settimana di Pasqua, delle colombe che le famiglie scelgono per celebrare la tradizione. Due le varianti del lievitato pasquale: la "Classica" e quella "Ai 3 cioccolati", vendute rispettivamente a 30 e 34 euro. L’importo raccolto contribuirà a potenziare le nuove aree di Terapia Intensiva dell’ospedale milanese, permettendo alla struttura di curare sempre più pazienti affetti da Covid-19. Lo sforzo si aggiunge alla donazione di 100 colombe che Peck ha inviato all’Ospedale San Raffaele di Milano per dare un segno di vicinanza e offrire conforto a medici e infermieri impegnati in turni estenuanti.
La Colomba classica Marchesi 1824
Marchesi 1824, altra cattedrale della pasticceria, di proprietà del Gruppo Prada, ha scelto la via della donazione di colombe per il personale sanitario coinvolto nell’emergenza Covid-19 degli ospedali milanesi. Con un’ulteriore donazione del classico dolce pasquale, Marchesi sostiene anche Pane Quotidiano, l'organizzazione milanese senza scopo di lucro, il cui obiettivo è quello di assicurare ogni giorno cibo alle fasce più povere della popolazione, distribuendo generi alimentari e beni di conforto.
Il dolce pasquale di Giovanni Cova & C.
Giovanni Cova & C. ha contribuito con una donazione alla Fondazione Francesca Rava, già partner dell'industria dolciaria in passate occasioni. Anche in questo caso, il contributo è destinato ad agevolare gli sforzi del Policlinico di Milano, per l'acquisto di attrezzature per fronteggiare l'emergenza sanitaria. L'azienda ha anche annunciato una donazione di 1.000 colombe agli ospedali del Gruppo San Donato.

Uova e maestri generosi

Lindt Italia, dal canto suo, ha deciso di donare 20 mila uova di cioccolato ad alcune strutture ospedaliere della Lombardia: Ospedale Niguarda (Milano), Istituto Clinico Sant’Ambrogio (Milano), Ospedale di Cremona, Ospedale civile di Brescia, Ospedale di Chiari, Ospedale di Desenzano e Ospedale di Bergamo. Perugina (gruppo Nestlè) ha donato 90 mila uova di Pasqua al Banco Alimentare destinate alle famiglie in difficoltà. Dalla Ferrero di Alba sono partiti 180 quintali di uova destinati ai volontari della Protezione civile e al personale sanitario e parasanitario degli ospedali piemontesi. Caffarel ha consegnato alla Protezione civile oltre 9 mila chili di uova di cioccolata e colombe per il personale e gli anziani delle case di riposo. In Sicilia, Dolfin ha donato 11 mila uova di Pasqua ai centri raccolta della Protezione Civile Italiana. Nella brianza lecchese, il produttore di cioccolato Icam ha rifornito le strutture ospedaliera di 15 mila uova di cioccolato. Si sino mossi in tantissimi, anche piccole pasticcerie, per fare beneficenza a livello locale. E anche alcuni dei grandi maestri, come Sal De Riso, che ha deciso di donare 10 euro per ogni acquisto di un pacco da due colombe. A ieri aveva raccolto circa 42 mila euro. Fra i primi a muoversi Iginio Massari, con una donazione di 15 mila euro agli Spedali civili di Brescia.

I giovani nell’appello di Iei, le richieste al Governo di Fipe

Tazzina Iei - Istituto Espresso Italiano

Il nuovo decreto che oggi verrà presentato da Giuseppe Conte prevede la proroga delle misure restrittive oggi in atto fino al 3 maggio. A frenare sulla “fase 2” c’è l’Oms che osserva come non ci sia ancora un calo netto dei contagi, ma solo un rallentamento, che suggerisce prudenza. Per la riapertura di bar e ristoranti l’ultima ipotesi al vaglio  è la distanza di 1 metro e 80 (si ipotizza anche 2 metri), oltre a tutte le misure già stabilite a tutela della salute di lavoratori e clienti.

Luigi Morello, presidente Iei
Luigi Morello, presidente Iei

Iei - Istituto Espresso Italiano - lancia il suo appello chiedendo attenzione per il settore attraverso le parole del suo presidente, Luigi Morello: «Questa situazione drammatica riguarda tutti i lavoratori del comparto, ma noi siamo preoccupati soprattutto per i più giovani che negli ultimi anni hanno investito sempre di più energie e risorse in questo settore di tendenza. È naturale che saremo tutti chiamati a rispettare le disposizioni del governo, ma i danni di una riapertura tardiva saranno pagati dalla generazione che rappresenta il futuro dell’ospitalità italiana, tra l’altro quella che ha dimostrato segni di grande vivacità e amore per il proprio lavoro».

Il documento elaborato da Fipe
Il documento elaborato da Fipe

Da parte sua Fipe ha realizzato un articolato documento intitolato Le richieste di 120.000 imprese della ristorazione, bar, intrattenimento, catering, stabilimenti balneari e fuori casa italiano che raccoglie le numerose osservazioni e richieste rivolte alle forze politiche, al fine di dare la possibilità a migliaia di imprese del settore di sopravvivere a questa difficile fase, considerato il fatto che le proposte sino ad oggi messe a punto dal governo sono state giudicate insufficienti e parziali da parte del 96% delle aziende. Frattanto il giudizio su quanto appreso dalla lettura delle bozze del decreto riceve un giudizio negativo: «le misure si rivelano utili per una piccola platea di imprenditori, che chiederanno prestiti sotto i 25mila euro, ma per gli altri permangono i problemi - legge nella nota emessa dall’ufficio stampa -. Chi chiederà cifre superiori deve fare diversi passaggi e rischia di dovere aspettare ancora». Questa situazione rischia di penalizzare chi ha maggiori problemi di liquidità e un tempo di sopravvivenza residua breve. Inoltre, chi riuscirà ad accedere ai crediti li dovrà per lo più destinare al pagamento delle tasse, la cui scadenza è stata prorogata solo fino a maggio. «Non sottovalutiamo lo sforzo fatto dal governo, ma serve velocità, zero burocrazia e certezza dei tempi – conclude la Federazione – e soprattutto servono risorse vere, contributi a fondo perduto per compensare anche solo parzialmente la perdita del fatturato. Indebitandosi si sposta il problema, non lo si risolve».

La guida che Fipe ha realizzato con Adapt
La guida che Fipe ha realizzato con Adapt

Infine, in collaborazione con Adapt - Associazione per gli studi internazionali e comparati sul diritto del lavoro e le relazioni internazionali - Fipe ha realizzato una Guida al fondo d’integrazione salariale - emergenza Coronavirus che sintetizza le prestazioni di sostegno al reddito; si può scaricare dal sito www.fipe.it.

Il ginseng di Foodness ora c’è anche in versione bio

Foodness Ginseng Biologico

Si arricchisce di una nuova referenza la linea di ginseng di Foodness. L’azienda di Curtatone (Mantova), specializzata nella produzione di free form per il mondo bar, ha ampliato la sua proposta con Ginseng Biologico, la versione 100% naturale della classica bevanda.

Un nuovo prodotto con il quale l’azienda vuole offrire ai bar nuove opportunità per conquistare i clienti e accelerare la ripartenza, una volta che si potranno riaprire le attività. La richiesta di prodotti bio continua infatti a registrare una crescita continua e sostenuta e Foodness ha voluto rispondere a tale domanda anche nel fuoricasa con il prodotto di punta della sua gamma di Specialità in Tazzina.

Realizzato interamente con ingredienti di qualità e provenienti da filiera bio certificata, senza additivi, conservanti, coloranti e privo di glutine, Ginseng Biologico presenta inalterate tutte le caratteristiche di gusto e cremosità dei ginseng Foodness. Una unione di gusto e benessere che in questo caso è ulteriormente impreziosita dalla totale naturalità del prodotto.

Crowner Ginseng Biologico
Il crowner da banco del nuovo prodotto

Ultimo nato di una famiglia di bevande al ginseng che comprende Ginseng Life Free Dolcificato Naturalmente, Ginseng Life Free con Zenzero, Ginseng Vegan con Zucchero di Cocco, Ginseng con Collagene e Ginseng Life Free Amaro, il nuovo prodotto è disponibile in capsula Professional, 100% riciclabili e fornite in box da 50 pezzi, e si eroga con Baretto Professional, il nuovo erogatore dalle dimensioni compatte firmato Foodness, in grado di erogare bevande in capsula Professional o in capsula Keurig, anche contemporaneamente. Un sistema, veloce e pratico da utilizzare, dato in comodato d’uso, da sfruttare tutto l’anno, in quanto può erogare bevande sia calde sia fredde, in tazza piccola o grande.

Come di consueto, il nuovo prodotto è corredato dai materiali di comunicazione per il bar, quali il crowner da banco e il menu da tavolo.

Cornetto Stellato Algida al lampone firmato dal maestro Andrea Tortora

Cornetto Algida Firmato Andrea Tortora

Nasce Stellati, nuova serie Limited Edition di Cornetto Algida e a firmarla è Andrea Tortora, noto volto della pasticceria contemporanea e più giovane pastry chef tristellato d’Italia, per una golosa proposta estiva ottima per la ripartenza.

Cornetto Algida è da sempre (1959) un'icona del gelato da passeggio che da oltre sessantanni unisce tradizione, qualità e gusto. Attualmente il marchio Algida è di proprietà Unilever.
Il Cornetto Stellato ideato da Andrea Tortora mostra un involucro nero essenziale ed elegante, per poi svelare all’interno un "cuore rosso". La cialda extra dark al cacao racchiude la classica panna del Cornetto che, in questa versione, accoglie il tocco frizzante e leggermente acido dei cristalli di zucchero al lampone e l’anima di salsa al lampone, per finire con una doppia punta ripiena al cacao per un gusto ancora più intenso.
Questa Limited Edition rappresenta la realizzazione ideale della creatività di Andrea Tortora, da sempre attento ai temi della genuinità del prodotto, dell’etica del cibo e della sua sostenibilità.

«Il Cornetto Algida è per me, come per moltissime persone, un simbolo - precisa Andrea Tortora - perché sa di estate, cose buone, momenti speciali, spensieratezza e ricordi unici. Per questo è stato un onore essere coinvolto in questo progetto. Ho trattato Cornetto per quello che è: un prodotto iconico. Non l'ho stravolto, ma solo cercato di renderlo ancora più speciale. Ho scelto ingredienti semplici e buoni che sanno di estate e sono in grado di riempire il quotidiano di meraviglia».

Breve curriculum di Andrea Tortora
Maestro Paticcere Ampi, l’Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani, Andrea Tortora rappresenta la quarta generazione di pasticceri di famiglia. Diplomato all'istituto alberghiero Luigi Carnacina di Valeggio sul Mincio. Prima esperienza dal maestro Maurilio Giacomelli a Verona nel 2003, quindi passa all’hotel Bauer di Venezia al fianco di Giovanni Ciresa, poi alla corte di Antonio Guida, al ristorante Il Pellicano di Porto Ercole, a Parigi da Christian Le Squere, a Londra da Michel Roux e a Singapore accanto a Fabio Cucchelli. Dal 2008 al 2012 è membro della brigata dello chef Norbert Niederkofler del ristorante 2 stelle Michelin “St. Hubertus del Rosa Alpina Hotel & Spa“ di San Cassiano (Val Badia). Una squadra nel quale rientra a far parte nel 2015 e che conquista nel 2017 l’ambita 3 stella Michelin. Vi rimane fino al 2019, nel contempo costituisce AT Patissier, azienda di lievitati d’autore.

Dal decreto liquidità ossigeno per imprese e professionisti

Foto di Steve Buissinne da Pixabay

È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto Liquidità (decreto legge 8 aprile 2020 n. 23), in vigore dal 9 aprile 2020, che contiene le nuove misure messe a punto dal Governo a sostegno del mondo delle imprese colpito dall’emergenza sanitaria. Il nuovo provvedimento (il cui testo trovate e potete scaricare in fondo all’articolo), il sesto adottato d’urgenza per affrontare l’attuale momento di difficoltà, rappresenta una boccata d’ossigeno per tante realtà in difficoltà. In particolare introduce misure per una valore pari a 400 miliardi di euro per sostenere la liquidità di imprese e professionisti attraverso il Fondo centrale di garanzia Pmi e le garanzie rilasciate da Sace, la società di Cassa depositi e prestiti, attiva nell'assicurazione del credito, nella protezione degli investimenti, nelle garanzie finanziarie, e interventi di natura fiscale, prorogando ulteriormente la sospensione dei versamenti tributari e contributivi. Vediamole un po’ nel dettaglio.

Sostegno alla liquidità

Garanzia Sace

Il decreto liquidità prevede garanzie da parte dello Stato concesse attraverso la Sace in favore delle banche che effettuino finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma. Le imprese potranno ottenere una copertura dell’importo del finanziamento sulla base del numero dei dipendenti e del volume del fatturato. Nello specifico:

- imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro: copertura pari al 90% dell’importo del finanziamento richiesto. Per queste imprese è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia;

- imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro: copertura pari all’80% dell’importo del finanziamento e al 70% se hanno un fatturato sopra i 5 miliardi.

L’importo del prestito garantito non potrà essere superiore al 25% del fatturato 2019 oppure al doppio dei costi del personale dell’impresa relativi al 2019.
Per le piccole e medie imprese, anche individuali o partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l’accesso alla garanzia rilasciata da Sace sarà gratuito ma subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Vincoli

L’impresa beneficiaria, o le altre imprese dello stesso gruppo, non potrà distribuire dividendi o riacquistare proprie azioni nel corso del 2020. L’azienda, poi, sarà chiamata ad assumere l’impegno a gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali. Dovrà inoltre rispettare la clausola “made in Italy”, ovvero usare il finanziamento solo per attività localizzate in Italia.

Costi e durata

I prestiti vanno restituiti in sei anni, con preammortamento possibile fino a due anni. Le commissioni sono differenziate. Per le Pmi, in rapporto all'importo garantito, sono pari a 0,25% il primo anno, 0,5% il secondo e terzo, 1% dal quarto al sesto. Per le imprese più grandi sono invece pari a 0,5% dell'importo garantito il primo anno, 1% secondo e terzo, 2% dal quarto al sesto.

Fondo di garanzia

Il decreto rafforza il Fondo di garanzia PMI, potenziandone sia la dotazione finanziaria sia la capacità di generare liquidità anche per le aziende fino a 499 dipendenti e per i professionisti. Per l’accesso al credito il provvedimento ha previsto diversi parametri:

- per richieste fino a 25.000 euro, la garanzia prevista è del 100%, senza la necessità di fare valutazione del merito del credito;

- per richieste superiori a 25.000 euro e fino a 800.000 euro la garanzia prevista è del 100%, ma sarà necessario attendere la valutazione del merito del credito;

- per richieste oltre gli 800.000 euro e fino a 5 milioni la garanzia prevista è del 90%.

È prevista inoltre una garanzia al 90%, che può arrivare al 100% se l'ulteriore 10% è garantito dai consorzi fidi privati per le imprese, fino a 499 dipendenti, che abbiano ricavi fino a 3,2 milioni. E comunque entro il 25% del fatturato, quindi entro un prestito di 800.000 euro. Occorre però un’autocertificazione che attesti i danni da Coronavirus.

Costi e durata

Per le operazioni del Fondo, fino a fine 2020, l'accesso è gratuito. Per i prestiti fino a 25.000 euro è però previsto un tasso di interesse, basso, in rapporto al Rendistato con una maggiorazione dello 0,2%. Per le realtà fino a 3,2 milioni di ricavi, non è invece previsto un tasso minimo né una durata massima del rimborso prefissata.

Misure fiscali e contabili

Il decreto liquidità interviene anche in campo fiscale, con misure che si aggiungono a quelle previste dal precedente decreto Cura Italia. Nello specifico dispone:

- la sospensione del pagamento IVA, ritenute e contributi per i soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% dei ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% per chi ha redditi superiori a 50 milioni;

- la sospensione in ogni caso dei versamenti citati per i soggetti che hanno iniziato a operare dal 1° aprile 2019;

- la sospensione del versamento IVA per i residenti delle 5 province più colpite, ovvero Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza, se il calo del fatturato sia di almeno il 33% a prescindere dalla soglia dei 50 milioni di fatturato.

I versamenti sospesi saranno effettuati a giugno, con la possibilità di rateizzazione in 5 rate.

- acconti Ires e Irap: non vengono applicate le sanzioni e gli interessi per insufficiente versamento, a condizione, però, che lo scostamento dell’importo versato rispetto a quello dovuto non superi il 20%.

Inoltre, la sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto Cura Italia viene estesa anche alle scadenze di aprile e maggio. In più, è stato esteso al 16 aprile il termine per i versamenti in scadenza lo scorso 20 marzo, mentre è stata prorogata dal 31 marzo al 30 aprile la scadenza per l’invio della Certificazione Unica è stata.

Altra novità è l’estensione del credito di imposta al 50% già previsto per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro anche all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, mascherine e occhiali.

Misure per la continuità delle aziende

Il decreto ha introdotto anche una serie di misure per garantire la continuità aziendale per le imprese che prima dell’emergenza sanitaria erano in una situazione finanziaria di equilibrio. Nello specifico è stato previsto:

- possibilità in sede di redazione del bilancio in corso, di adottare i criteri di prudenza e di continuità alla luce della situazione emergente dall’ultimo bilancio chiuso;

- eliminazione delle cause di scioglimento societario per riduzione o perdita del capitale sociale;

- coinvolgimento dei soci nell’accrescimento dei flussi di finanziamento verso la società, disattivando in questa fase i meccanismi che in via ordinaria li pongono in secondo piano rispetto ai creditori.

Novità sono state introdotte anche in materia di disciplina del fallimento:

- sottrarre le imprese all’apertura del fallimento e alle altre procedure fondate sullo stato di insolvenza, sino a quando durerà l’emergenza;

- sterilizzare il periodo dell’emergenza per il calcolo delle azioni a tutela dei creditori (quindi quando il periodo emergenziale sarà passato, i creditori potranno se del caso proporre le azioni revocatorie);

- rinvio integrale dell’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14 del 2019) al 1° settembre 2021.

Decreto liquidità

Compagnia dei Caraibi attiva #distantimauniti

logo iniziative Compagnia dei Caraibi

Per aiutare i locali a non chiudere, la società importatrice e distributrice di bevande alcoliche e non alcoliche di pregio Compagnia dei Caraibi ha dato vita alla serie di iniziative #distantimauniti come il proprio supporto all'iniziativa promettoditornare.it, progetto no profit lanciato nelle scorse settimane da due amici, con la finalità di aiutare piccole e medie attività commerciali di tutto il Paese e la partnerhip con i siti Tannico, Winelivery e GinShop.

Come funziona?
Per il proprietario di un'attività basta compilare il modulo di richiesta presente sul sito per apparire sulla mappa ed essere così visibile a tutte le persone che vorranno acquistare un buono sconto e/o un coupon per un bene o un servizio dal proprio locale referito da utilizzare alla riapertura.
In questo modo è possibile per l'esercente mettrere qualcosa da parte in questo periodo di chiusura forzata, in attesa di riprendere l'attività. Le transazioni per l'acquisto "anticipato" di servizi o beni avviene direttamente tra il cliente e l'attività commerciale. Non c'è nessuna commissione trattenuta dalla piattaforma.

Il ruolo di Compagnia dei Caraibi
Compagnia dei Caraibi si impegna ad attivare tutti i propri canali di comunicazione al fine di incentivare le attività commerciali ad iscriversi alla piattaforma e a invogliare i clienti (anche quelli potenziali) a supportare il proprio esercizio commerciale di fiducia. Un aiuto particolarmente utile in questo momento in cui il flusso di cassa che garantisce la sopravvivenza di ogni attività imprenditoriale è stato completamente azzerato e che garantisce un sostegno immediato ai professionisti che torneranno presto a riaprire le attività e a rallegrare le serate di tutti.

Comprare e fare bene con due partnership
Compagnia dei Caraibi non dispone di un e-shop, ma moltissimi prodotti del catalogo 2019-2020 si possono trovare nei digital store che affollano la rete. Così Compagnia dei Caraibi ha stretto una partnership con il suo prodotto di punta Ron Diplomatico e tre enoteche on-line come Tannico, Winelivery e GinShop avviando attività tramite influencer. Con l'impegno di devolvere il 35% dei proventi delle vendite generate da questa iniziativa a tre strutture sanitarie sul territorio nazionale.
Inoltre Compagnia dei Caraibi ha aderito all'iniziativa Survivor Kit Home lanciata da IlGin.it che permette di acquistare online dei kit che contengono, oltre alla bottiglia del gin preferito (con forte sconto), tutto l'occorrente per realizzare il cocktail come tonica, garnish, bicchieri, jigger e barspoon. Una iniziativa che ha ricevuto il sostegno di marchi importanti come Canaïma Gin (born in the Amazon), Caorunn Scottish Gin, Fishers London Dry Gin e Whitley Neill Dry Gin.

I quiz di Ernesto
Da qualche settimana il personaggio di Ernesto "Occhio Lesto" , un superappassionato di spirit che sa riconoscere ogni etichetta dal più piccolo dettaglio, fa capolino nelle storie Instagram del profilo @compdeicaraibi lanciando sfide a tutta la community.

Il personaggio Ernesto Occhio Lesto

Salvia & Limone con i Maestri della Pasticceria
Riconosciuti Maestri della Pasticceria, Sal De Riso e Andrea Tortora sono i protagonisti dello special di Sky Tv "Dolci di Pasqua" alle prese con la presentazione dei dolci tipici pasquali del Nord come del Sud. Con il contributo del liquore Salvia&Limone, è possibile seguirli giovedì 9 e venerdì 10 aprile alle h.19.50 su canali Sky Uno e Now Tv, oltre che su Tv8 l'11 e il 12 aprile alle h.19.

Dolci di Pasqua trasmissione Sky Tv

 

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