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Da Arnaboldi Interiors i pannelli divisori facili da montare e da pulire

pannelli divisori protettivi Arnaboldi Interiors

In vista della tanto attesa riapertura i locali dovranno adottare una serie di misure per garantire la sicurezza di clienti e personale. Misure che richiederanno qualche cambiamento nell’organizzazione dell’attività e anche un ripensamento degli stessi spazi per assicurare il distanziamento sociale, indispensabile per prevenire ed evitare ogni eventuale possibilità di contagio. A soddisfare questa nuova esigenza dei locali ha provveduto Arnaboldi Interiors, azienda con sede a Cantù (Como), specializzata nella produzione di arredi su misura per il mondo del fuoricasa, con una linea di pannelli divisori di protezione pensata allo scopo.

Realizzati in plexiglas trasparente, dello spessore di 5 mm, i pannelli divisori possono essere posizionati sia su tavolo sia su bancone, costituendo un’efficace barriera protettiva a tutele degli operatori e dei consumatori.

Le loro dimensioni, altezza da 60 a 80 cm e larghezza fino a 150 cm, e la possibilità di essere forniti anche su misura permettono di adattarli con facilità a ogni specifica necessità del locale. Altrettanto facile e molto veloce è il loro montaggio e installazione, che possono essere effettuati dallo spesso gestore, grazie ai supporti in legno, con spessore di 19 mm per una maggiore stabilità, nei quali vanno a incastrarsi i pannelli per poi semplicemente da posarli sul tavolo o sul bancone, senza andare a intaccarne le superfici. Tale soluzione, inoltre, consente di rimuovere la barriera protettiva ogni volta che lo si desidera, per esempio, per la pulizia della superficie del tavolo o del bancone, per poi rimetterla al loro posto. A proposito di pulizia, anche quella del pannello è molto agevole e veloce e richiede solo l’uso di detergenti rigorosamente neutri.

Nella messa a punto del sistema, l’azienda ha anche pensato a una serie di accorgimenti per limitarne l’impatto visivo e non ostacolare il lavoro dei baristi. Alla prima esigenza risponde la possibilità di scegliere i supporti tra tre diversi tipologie di design: triangolare, a semicerchio oppure a mezzaluna. Alla seconda il foro passavivande, importante per i pannelli installati su bancone, con misure studiate per rendere agevole il passaggio di tazzine, piatti, taglieri e bicchieri.

I separé autoportanti

Altra soluzione proposta dall’azienda sono i separé autoportanti, da utilizzare per delimitare alcune aree del locale, separare i tavoli tra di loro, o creare dei percorsi all’interno del locale. Il sistema in questo caso è costituito da tre pannelli in plexiglas, delle dimensioni di 150 cm in altezza e 50 cm in larghezza, uniti tra loro da cerniere, e da piedi di appoggio dell’altezza di 15-20 cm, per un facile e veloce posizionamento. Altro plus dei separé è la possibilità di personalizzare il pannello con grafiche a piacimento e la scelta tra diversi telai: in legno, in alluminio anodizzato e n alluminio bronzato.

Possibili scenari e bar alternativi con Gianni Tratzi

Gianni Tratzi

Già QGrader e barista professionista, Gianni Tratzi, dopo dodici anni trascorsi presso alcune aziende del mondo del caffè, di cui quattro in qualità di brand ambassador e consulente interno de La Marzocco, è ora titolare di MezzaTazza Consulting, società di consulenza per il bar retail e la coffee industry. Ha proposto una serie articolata di riflessioni e proposte che volentieri riportiamo. «Possibili scenari si contendono le nostre vite mentre noi le stiamo lì a guardare: così un noto cantautore bolognese inizia una sua canzone. Chi nel settore del caffè, dei locali, e della ristorazione in generale, durante questo periodo di quarantena, non si sente un po' in balia di un futuro che non è chiaro? È sicuramente un periodo di cambiamento, ma essendo un profondo ed eterno ottimista, quando mi confronto con colleghi e amici del settore provo ad analizzare lucidamente la situazione, cercando sempre i pro senza perdere di vista i contro. Le tre categorie sulle quali ci si concentra parlando dei nostri scenari futuri, sono: cosa sarà come prima, cosa cosa sta cambiando e cosa ci si inventerà per ricominciare a scontrinare caffè e cappuccini. Andiamo ad analizzare alcuni concetti.

Voglia di espressoCosa sarà come prima Non avendo mai vissuto un cambiamento del genere, non possiamo essere certi di niente, tranne di una cosa: il cliente continua ad avere voglia di prodotti di caffetteria. Lo dicono le ricerche di mercato e lo confermano le prime giornate della Fase2. Pensando al futuro, possiamo aggiungere che non cambieranno le fasce orarie di consumo (primo mattino, pausa di metà mattina, post pranzo), così come sappiamo per chi tornerà a lavorare (anche se lo smart working sembra avere messo solide radici anche tra le aziende italiane) le giornate lavorative saranno sempre e comunque scandite dalle pause caffè.

Cosa cambierà (cosa sta cambiando) Lo stiamo vedendo in questi giorni: i flussi di lavoro, non sono più gli stessi. Fino ad ora eravamo abituati a dei momenti della giornata lavorativa dove il flusso di clienti era molto casuale, con la garanzia che a colazione e dopo pranzo si ha il picco di lavoro. Purtroppo, almeno per un po', gli ingressi saranno scaglionati e successivamente si prevede che all’interno del locale il rispetto delle distanze di sicurezza ridurrà i posti a sedere. Aumenterà sicuramente il consumo all’esterno, e resterà una parte di asporto composta da chi ha scoperto che la nuova abitudine non è poi così male. Difficile rivedere i banconi presi d’ assalto come prima della pandemia, e probabilmente ci si abituerà ad avere sempre delle code ordinate. Dunque non si lavorerà meno, ma in modo diverso.

I biccherini biocompostabili di Faro a Roma
I biccherini biocompostabili di Faro a Roma

Anche il modo  di frequentare i locali, e l’esperienza fatta dal cliente non saranno più gli stessi: rendere il proprio locale accogliente e con la giusta atmosfera nonostante le misure di distanziamento sociale, sarà una bella sfida. A questo proposito, fatto già tangibile a lockdown in corso, c’è e ci sarà un decollo del take-away. L’esperienza del bar si evolve, la qualità della bevanda sarà ancora più centrale, e assieme a packaging e customer care, determineranno la qualità del prodotto. Il design e l’attenzione per pulizia e igiene saranno fondamentali per raggiungere la fidelizzazione. Basta bicchierini comprati al discount e coperchi improvvisati con pezzi di carta stagnola, il cliente è sempre più attratto da un packaging curato, con le “cup to go” a rappresentare l’immagine del locale (niente che nei paesi anglosassoni non sia lo standard ormai da qualche decennio). Code in fila indiana e bicchieri monouso, non ci ricordano niente? Ma certo invece: Gli ordinati bar del nord Europa! E se invece provassimo a chiederci, come consumatori e operatori del mondo della caffetteria, se questa per caso non sia un’evoluzione positiva?

Cosa ci si inventerà per ricominciare e adattarsi alle nuove dinamiche? Questa è la parte più divertente, meno scontata, e dove dobbiamo tutti aiutarci per far evolvere il nostro settore. Baristi e camerieri verranno coinvolti nel delivery. Ci sarà da sviluppare una nuova sfumatura della professione, e vincerà chi ha energie personali e finanziarie, competenze in customer care e passione al punto da voler raggiungere i clienti in casa o in ufficio.

Soprattutto nei grandi e medi centri, è probabile che le app di food delivery si evolveranno per fare un servizio door to door appropriato ai bar. Al momento non è così, basti pensare che un’azienda di delivery chiede all’ esercente il 30-33%, cosa impossibile se trasposta ad un bar che vive di caffè o ad un bar pasticceria. È molto probabile che si manterrà una percentuale di delivery anche quando si tornerà alla normalità, soprattutto nelle grandi città e riguardo alle consumazioni veloci, soprattutto su quella fascia di clienti abitudinari come chi lavora in ufficio.

Ci si organizzerà per servire il caffè sulla strada. Proprio dalla finestra, come un tempo (e come Caffè Napoli non ha saputo valorizzare veramente), i baristi potranno servire direttamente le bevande, evitando assembramenti in spazi chiusi. Con il pagamento contactless (con oramai la carta di credito raggiunta da Satispay, Applepay e simili), la transazione sarà velocissima. Si spera che i pagamenti elettronici costino meno agli esercenti, ahimè al momento non si prospetta nessuna riduzione delle commissioni, cosa che dovrebbe avvenire immediatamente.

La Coffee Station di 9Bar
La Coffee Station di 9Bar

Ci sarà più spazio per servire caffè di qualità. Il cambio dei flussi di lavoro ci sarà ed avrà una conseguenza importante: tutto andrà più piano. Avere più tempo, significa poter comunicare di più con i clienti. Detto questo, perché non puntare a preparazioni alternative all’espresso, e magari servendo caffè di qualità più alta? Un caffè espresso si beve in un minuto, un filtrato si sorseggia e la sua bevuta può durare molti minuti, rendendo la consumazione più appagante. Chi fa questo mestiere con entusiasmo può far valere le sue competenze: chi ha coraggio e passione servirà un caffè più buono di prima, valorizzando la ricerca sul prodotto e lo studio dietro ad esso, e potrà così giustificare un prezzo più alto.

Compariranno dei bar setup compatti. Tutti hanno messo all’ ingresso un tavolo per bloccare l’ingresso e servire su strada, ma quanti baristi devono attraversare il locale per preparare le bevande, a causa della posizione obbligata della macchina? Diverso sarebbe se si entrasse nell’ottica di un bar setup compatto, componibile e riposizionabile.

Per entrare nel merito di questo concetto, mi sento di citare qualche esempio.

1. Roaster Village nei Coffee Festival di Allegra: chi è stato a Londra, Milano, Amsterdam o New York per questi eventi, ha magari notato decine di postazioni da 1,20 metri, con macchina monogruppo, macinatore, 2 taniche da 25 litri per acqua pulita e scarico, battifondi esterno, con una esigenza energetica di circa 2000 W.

  1. La Coffee Station, ideata da Andrea Lattuada nel 2003 è un vero e proprio minibar attrezzatissimo posizionabile ovunque ci sia un attacco elettrico.
  2. Kohi. Questo è il nome di una caffetteria milanese che ha ritardato la sua apertura proprio per colpa del lockdown. I ragazzi del progetto hanno fatto una scelta coraggiosa ma forse azzeccata: aprire un bar di solo caffè take away nei mezzanini delle metropolitane milanesi, puntando tutto sul bicchiere di carta e sul caffè filtrato. Prossimamente l'apertura della nuova catena KohiMetratura totale meno di 20mq, ma dotato di macchina da caffè, macinini ondemand, macchine per produrre caffè filtro in batch brew (Bunn) e single brew (ModBar Pourover). Infine non dimentichiamo chi fa smart working: probabilmente la maggior parte delle volte si farà una tazza di caffè a casa, con la moka o le capsule e le sue presenze al bar saranno più rade. Un prodotto da spingere è dunque il caffè da asporto in linea con le sue modalità di consumo preferite per tostatura e macinatura. Se poi gradisce il cold brew, perché non farlo trovare in bottiglia da asporto?

Fare delle ipotesi non basta, ma ragionare su nuove soluzioni aiuta a dare una direzione alla ripartenza. La conclusione che ne traiamo è una sola: i baristi e gli esercenti dovranno fare delle scelte per riorganizzare il proprio lavoro, andando oltre le nuove disposizioni di legge con la creatività e il mestiere. Teniamoci pronti ad accogliere una evoluzione obbligatoria del nostro settore, ripartendo da quelli che sono i mantra dei più brillanti ristoratori: innovazione, qualità di prodotto e customer care.

Le nuove iniziative e funzionalità di Facebook a sostegno dei locali

Facebook locali
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Anche Facebook scende in campo a sostegno dei locali. Lo fa arricchendo i suoi social network, la piattaforma Facebook e Instragram, di nuovi strumenti e funzionalità che permettano ai consumatori di sostenere le attività delle piccole imprese locali, comprese le realtà del fuoricasa, e a queste ultime di continuare a mantenersi in contatto con i clienti.

Tra i nuovi strumenti la possibilità per i locali di creare buoni regalo o gift card che i clienti possano acquistare, così da garantire alle attività una preziosa iniezione di liquidità. In pratica, il gestore deve solo configurare il suo buono con uno dei partner Facebook per i pagamenti online (Ecwid o SumUp) che poi gli utenti del social troveranno nello spazio Supporta le imprese locali presente nel loro NewsFeed di Facebook, insieme a tutte le offerte degli altri esercenti della loro città che partecipano all’iniziativa.

Sempre per garantire ai locali un po’ di liquidità per sostenere i costi del lungo periodo di chiusura, è stato ampliato anche lo strumento di raccolta fondi personale in modo da consentire anche agli utenti business di attivare su Facebook raccolte di fondi per la propria attività, raccolte fondi che in più sono anche condivisibili su Instagram.

Via al delivery con Instagram

Novità riguardano anche l’altro grande social del gruppo, Instagram, sul quale è stata lanciata la possibilità di effettuare ordini per il delivery. L’acquisto può essere effettuato tramite il pulsante Ordina cibo nei profili Instagram dei locali o attraverso l’adesivo Ordini di cibo che compare nelle storie. Per l’acquisto finale il consumatore viene poi indirizzato al sito di partner esterni che gestiscono il servizio di consegna e del pagamento, che per il nostro Paese sono Deliveroo e UberEats.

Altra novità di Instagram è lo sticker Compra a km 0, pensato per aiutare gli utenti a mostrare il loro sostegno ai locali e, più in generale, alle imprese del cuore, garantendo a queste ultime molta visibilità e la possibilità di mettersi in contatto con nuovi potenziali clienti. In pratica, quando un utente utilizza l'adesivo Compra a km 0 su Instagram, la sua storia viene aggiunta a una storia condivisa del social così che i suoi follower possano vederla insieme ad altre aziende che le persone che seguono stanno sostenendo. Se, quando utilizzano lo sticker, le persone menzionano un locale, il locale può quindi ripubblicare il contenuto delle loro storie o inviare un messaggio alle persone che le hanno taggate.

Inoltre, per aumentare l'attenzione verso le piccole realtà presenti nel territorio, è stato introdotto il nuovo hashtag #Comprakm0.

Mantenersi in contatto con i clienti

Ma a rafforzare i contatti tra i locali e i loro clienti, così da tenerli aggiornati su nuove iniziative o altro, contribuisce anche il nuovo spazio su Facebook nel quale il consumatore troverà tutti gli ultimi post pubblicati dalle imprese di suo interesse.  Da un messaggio in cima al proprio NewsFeed l’utente verrà indirizzato a una raccolta dei post delle aziende del suo territorio, post che verranno visualizzati anche nell'hub del Covid locali del social. Gli utenti, inoltre, potranno anche iscriversi e ricevere notifiche settimanali.

Facebook risorse CovidA proposito di Covid-19, altra novità è la disponibilità direttamente nelle app Facebook e Instagram di uno spazio con tutte le informazioni sugli sviluppi dell’emergenza sanitaria, nel quale i gestori potranno accedere anche agli strumenti di business e alle best practice. Si tratta quindi di un business center unificato pensato per fornire, consigli, suggerimenti, informazioni che aiutino le realtà ad adottare più rapidamente le varie misure che possono contribuire a sostenere il loro business, e che va a integrare e la Piattaforma delle risorse per le imprese già esistente.

Un ulteriore contributo alla causa dei locali, viene offerto da Facebook attraverso il suo supporto al progetto Il negozio vicino, promosso da Gruppo Giovani di Confcommercio-Imprese per l’Italia. Una piattaforma che mette in luce tutti i piccoli esercizi di vicinato e la loro offerta, ordinandoli per tipologia, per località e per zona, offrendo all'acquirente la possibilità di contattarli facilmente e vedersi recapitare gli acquisti a domicilio. Il sostegno di Facebook si concretizza in questo caso con un supporto alla comunicazione e con l’offerta di corsi di formazione gratuiti sul mondo digitale per i gestori delle realtà.

Nastro Azzurro a supporto dei bar con #unabirraperdomani

Logo raccolta fondi Nastro Azzurro Crowd

Birra premium italiana di fama mondiale, Nastro Azzurro (gruppo Asahi Europe) sostiene la ripartenza delle piccole e medie imprese italiane della ristorazione, donando 500.000 euro: un fondo straordinario raccolto grazie anche al contributo di tanti italiani che hanno aderito all’iniziativa attraverso la piattaforma Nastro Azzurro Crowd su eppela.com

Per uscire più forti dalla crisi, fino a domenica 10 maggio, gli Italiani hanno dimostrato il loro sostegno aderendo all’appello di Nastro Azzurro “Offri #UNABIRRAPERDOMANI per supportare chi ieri te ne ha servita una. Ripartiamo insieme allo staff di tutti i locali d’Italia”. Un appello a sostegno di chi non ha mai smesso di credere nel futuro delle proprie attività e che adesso si prepara a ripartire.

Alla campagna hanno aderito nel periodo centinaia di sostenitori tra i quali anche influencer e personalità di spicco del mondo dello spettacolo e del panorama musicale, per rendere “virale” la solidarietà e il piacere di brindare insieme con una birra in mano… virtualmente e a distanza! Anche il celebre pizzaiolo Gino Sorbillo testimonial d’eccezione Nastro Azzurro, si è fatto portavoce di un messaggio di positività e speranza legata al momento della ri-apertura di locali e pizzerie.

Al lancio della piattaforma di crowdfunding, lo scorso 26 marzo, Nastro Azzurro ha versato un contributo iniziale di 250.000 euro, andando poi a raddoppiare le donazioni delle persone, fino a raggiungere l’obiettivo di 500.000 euro che saranno devoluti alla Fipe per l’acquisto di una fornitura straordinaria dei dispositivi di sicurezza individuali (Kit Dpi) necessari a garantire la sicurezza dei lavoratori e dei clienti nei singoli spazi commerciali.

Inoltre, a partire da giovedì 14 Maggio sarà possibile candidarsi per ricevere i Kit Dpi con i dispositivi di sicurezza individuali. Sono stati messi a disposizione in totale 250 Kit Dpi del valore di 2mila € che saranno assegnati a 250 imprese associate gestite da giovani imprenditori italiani, il cui rappresentante legale non deve aver compiuto 39 anni al momento della richiesta. La selezione delle imprese avverrà sulla base dell'ordine cronologico di registrazione al link https://forms.gle/ZwLtJCFEum1h1URu8

«Siamo grati a Nastro Azzurro per l’importante iniziativa a supporto del nostro settore, certamente tra i più colpiti da questa grave emergenza sanitaria - ha dichiarato Matteo Musacci, presidente Gruppo Giovani FIPE - Questa raccolta fondi a sostegno delle nostre imprese è un aiuto concreto per ripartire e, allo stesso tempo un segnale di grande fiducia per il futuro. Proprio guardando al futuro, abbiamo deciso di destinare i Kit di dispositivi di sicurezza individuale agli imprenditori più giovani, entro i 39 anni, per supportare chi magari ha iniziato da poco e si è trovato ad affrontare una situazione difficilissima e certamente senza precedenti».

«Nastro Azzurro è da sempre a fianco di chi guarda al futuro con creatività e positività - ha dichiarato Francesca Bandelli, Marketing & Innovation Director Birra Peroni - di chi non si ferma, ma anzi continua a seguire la propria strada e di fronte alle difficoltà si reinventa e promuove nuove idee. Siamo molto felici che moltissimi italiani hanno aderito alla nostra campagna di crowdfunding, contribuendo alla ripresa di un settore davvero importante per tutti, e spero che questa campagna sia anche uno stimolo verso i ristoratori e gestori a non mollare proprio adesso».

Scheda Birra Peroni
Birra Peroni Srl è un’azienda italiana che fa parte di Asahi Europe Ltd. Nel nostro Paese la produzione annua di Birra Peroni ammonta a 6 mln di ettolitri, prodotti negli stabilimenti di Roma, Bari e Padova - di cui oltre 2 mln esportati. I principali marchi che anno parte della numerosa famiglia: Peroni, Peroni Gran Riserva, Nastro Azzurro, Itala Pilsen, Raffo, Whürer, Pilsner Urquell, Grolsch, St. Stefanus, Meantime, St. Benoit, Fuller's, Dormisch, Asahi Super Dry. Nata a Vigevano nel 1846, Birra Peroni rappresenta uno dei simboli del Made in Italy nel mondo. www.birraperoni.it
#birraperoni
#birraperonichiamalitalia

Scheda Nastro Azzurro
Nastro Azzurro è la birra premium italiana di fama mondiale; presente in oltre 70 Paesi, è particolarmente richiesta nei locali cool delle capitali estere. Nasce nel 1963 con la volontà di creare un prodotto d'eccellenza e con l'ambizione di diventare la birra premium italiana più conosciuta. Oggi è diventata un successo a livello internazionale, evocativo di quello stile tutto italiano che il mondo ci riconosce. Negli anni Nastro Azzurro ha promosso il Made in Italy sostenendo la generazione di giovani che guardano al futuro con curiosità e capacità innovativa, la Moving Forward Generation: quegli italiani che sanno immaginare il futuro, reinventare le tradizioni ed esportare le proprie idee.
#nastroazzurro #unabirraperdomani

Stefano Bolognese nominato Head of International Business Unit Gruppo Sanpellegrino

Stefano Bolognese, Head of International Business Unit Gruppo Sanpellegrino

Azienda di riferimento nel settore delle acque minerali e delle bibite non alcoliche, Gruppo Sanpellegrino (gruppo Nestlé Waters) ha affidato a Stefano Bolognese, 44 anni, milanese, la gestione del business a livello internazionale. Con una carriera ventennale in azienda e una solida esperienza internazionale, assume la qualifica di Head of International Business Unit del Gruppo Sanpellegrino. Per la sua conoscenza del settore è stato chiamato dal neo-amministratore delegato Stefano Marini a contribuire ulteriormente alla crescita delle acque minerali Sanpellegrino e Acqua Panna, che insieme alle bibite Sanpellegrino, sono distribuite in oltre 150 paesi, quali ambasciatrici del Made in Italy.

Stefano Marini_ad Gruppo Sanpellegrino
Stefano Marini, ad Gruppo Sanpellegrino

Laureato in Economia e Commercio all’Università Commerciale Luigi Bocconi, sposato e padre di tre figli, Stefano Bolognese è entrato nel Gruppo Sanpellegrino nel 2000 e ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, occupandosi sia del mercato italiano sia dell’export, contribuendo agli eccellenti risultati raggiunti da Sanpellegrino. Nel 2014 nella posizione di International Business Unit Zone Manager Emena & Latam ha assunto la responsabilità delle vendite in Europa, America Latina, Medio Oriente e Africa, gestendo 90 distributori in 70 paesi.

Nel 2017 è passato in Nestlé con la carica di Business Executive Officer Buitoni Culinary Italia, dove ha contribuito alla crescita dei comparti Frozen e Chilled e si è dedicato alla trasformazione dello stabilimento Nestlé di Benevento in “hub internazionale” e centro di eccellenza per la produzione delle pizze surgelate Buitoni. In questo ruolo, che ha ricoperto fino a oggi, ha guidato lo sviluppo del portafoglio che comprende i prodotti chiave del Gruppo Nestlé in Italia lanciando con successo anche il brand Garden Gourmet nel segmento innovativo dei prodotti a base vegetale.

Gruppo Sanpellegrino
Sanpellegrino è protagonista del campo del beverage in Italia, con acque minerali, aperitivi analcolici, bibite e tè freddi. Ispirati ai concetti di benessere, salute ed equilibrio, i suoi prodotti sono presenti in oltre 150 Paesi attraverso filiali e distributori sparsi nei cinque continenti. Come principale produttore di acqua minerale, è da sempre impegnata per la valorizzazione di questo bene primario per il pianeta e lavora per garantire a questa risorsa un futuro di qualità. Un impegno che passa anche attraverso la promozione dell’importanza di una corretta idratazione: Sanpellegrino infatti sostiene e diffonde i principi di benessere psico-fisico legati al corretto consumo di acqua, facendosi portavoce della ’“educazione all’idratazione” attraverso un programma che promuove il consumo quotidiano della corretta quantità di acqua, a seconda delle diverse esigenze e stili di vita.

Dolce Italia, i gusti che fanno beneficenza

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Un giusto per celebrare il Tricolore e l'Italia, in questo momento di difficoltà. Lo propone Gruppo Casa Optima, attraverso i suoi brand MEC3, Modecor, Giuso e Pernigotti Maestri gelatieri italiani. Si chiama Dolce Italia, ed è un gelato solidale che, a ogni acquisto, sosterrà un’iniziativa benefica a favore del nostro Paese. Per i gelatieri è una opportunità di compiere un’azione generosa, ed anche per i consumatori finali. Per questa operazione Optima ha scelto un ente benefico d’eccezione: la Croce Rossa Italiana, in prima linea nella lotta al coronavirus, alla quale sarà devoluto parte del ricavato dell’iniziativa legata al gusto speciale, che si protrarrà per due mesi.

Tre versioni per i gelati e due per la pasticceria

Dolce Italia si presenterà in tre differenti versioni per la gelateria e in due proposte per la pasticceria. Il gelato tricolore di Mec3 metterà in vaschetta una vera e propria bandiera, composta dal bianco della cheese cake, il verde pistacchio, il rosso del variegato fior di lampone. Cioccolato e croccante Torrone, nella ricetta che celebra il 160° compleanno di Pernigotti Maestri Gelatieri Italiani. Amarena e cioccolato per Dolce Italia Choco Amarena, un gusto nel segno della tradizione dolciaria che da sempre caratterizza il brand Giuso. Naked Cake - Golosa Italia e Master Cake - Fresca Italia sono infine le ricette proposte in due kit da Modecor per realizzare e decorare, nel segno del tricolore, le torte che sostengono la ripartenza del nostro Paese.

Branca accelera l’internazionalizzazione e approda su Alibaba.com

spirit Branca Alibaba

Fratelli Branca Distillerie accelera il percorso di internazionalizzazione. Rientra in questa strategia l’approdo della storica azienda italiana su Alibaba.com, la piattaforma globale di riferimento nell’e-commerce B2B e parte del Gruppo Alibaba, una vera e propria fiera digitale permanente, accessibile dovunque, 24 ore su 24.

Un’operazione con la quale il produttore di spirit intende rafforzare la sua espansione sui mercati internazionali, dove i brand Branca sono già presenti in più di 160 Paesi. Una strategia che oggi si adatta a un contesto che vede grande dinamicità nell’ambito della digitalizzazione e del commercio on-line. Fruttando le possibilità offerte dall’e-commerce e da una piattaforma globale B2B quale Alibaba, che vanta oltre 18 milioni di buyer presenti in 190 Paesi con contenuti tradotti in 16 lingue, Branca intende infatti andare incontro alla domanda di un mercato sempre più competente e interessato alle eccellenze del made in Italy, creando una proposta di assortimento nei Paesi dove l’azienda ancora non ha un distributore o ampliandola laddove non sono presenti tutte le referenze. In questo modo, inoltre, anche la platea di bartender attiva nelle varie piazze internazionali avrà più facilmente e velocemente a disposizione tutti i prodotti del gruppo.

Branca è infatti presente sulla piattaforma con tutti i suoi principali marchi premium e luxury, da Fernet-Branca a Brancamenta, dai Vermouth Carpano e Antica Formula, da Punt e Mes a Carpano Botanic Bitter, da Caffè Borghetti al Brandy Stravecchio Branca e Stravecchio Branca XO a Grappa Candolini, per un totale di 24 referenze.

Stock Spirits è il nuovo distributore per l’Italia dei brand Beam Suntory

Stock Spirits Italia

È un colpo importante quello messo a segno da Stock Spirits Italia. La storica azienda italiana, parte di Stock Spirits Group, è il nuovo distributore per il nostro Paese del portafoglio spirit di Beam Suntory, tra i principali produttori al mondo di distillati premium.
Ricco e prestigioso è infatti il portfoglio di brand di Beam Suntory che annovera i bourbon Jim Bean e Maker’s Mark, i whisky Laphroaig, Bowmore, prodotti sull’isola di Islay, i whisky giapponesi Hibiki, Toki, i gin Roku, prodotto in Giappone, e lo spagnolo Larios, e i liquiri Midori e i cognac Courvoisier.

Prodotti che arricchiscono l’offerta di Stock Spirits Italia, principalmente conosciuta per il brandy Stock 84 e prodotti Limoncè e la vodka Keglevich, e che si iscrive nel programma di costruzione di un portfolio aziendale, italiano per stile, qualità e tradizione, ma con una forte vocazione nel mondo degli spirit internazionali. L’obiettivo è di creare un catalogo che allarghi il presidio di Stock Italia a tutti i momenti di consumo, dall'aperitivo al classico dopo cena, dove già l’azienda ha una forte presenza, alla notte, dal consumo liscio alla miscelazione. E proprio al mondo della notte e dei cocktail bar guarda l’accordo concluso, e già operativo, con Beam Suntory, accordo che completa la collaborazione con questa importante realtà che stock Group aveva già avviato in altri Paesi europei, quali Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Croazia.

Le regole di pulyCAFF per la corretta pulizia di attrezzature e superfici

Andrea Antonelli pulyCAFF pulizia

L'attenzione alla pulizia e all'igiene è da sempre una priorità per l'operatore bar. Lo diventa ancora di più in vista della riapertura delle attività nel nuovo scenario rivoluzionato dall'emergenza sanitaria, nel quale l'esecuzione ancora più corretta e accurata della pulizia di superfici, attrezzature e ambienti diventa fondamentale per garantire condizioni ottimali di sicurezza per il personale e per la clientela desiderosa di tornare a frequentare i locali. A fornire agli operatori supporto su questi temi ha provveduto pulyCAFF con dei rapidi tutorial, pubblicati sulla pagina Facebook dell'azienda, che forniscono tutte le giuste indicazioni su come procedere in modo corretto ed efficace.

Le Pillole di pulito, realizzate dal brand ambassador di pulyCaFF e trainer Sca (Speciality coffee association) Andrea Antonelli, affrontano diversi aspetti legati alla pulizia e sanificazione, con un focus particolare sulle attrezzature per il bar, sempre in modo semplice e chiaro, ma al tempo stesso completo dal punto di vista tecnico, per dare risposte competenti ai tanti dubbi e incertezze degli operatori.

Non a caso, la serie di filmati ha preso il via con la risposta al quesito sulla capacità di disinfettare le superfici da parte dell’alcol denaturato. In questo periodo infatti molti si sono lanciati nell’inutile ricerca di un “pulito più pulito”, con il risultato di sbagliare o di fare danni, per cui importante è fare chiarezza sui prodotti da utilizzare. Uno dei più comuni errori, per esempio, è di aggiungere alla candeggina altre sostanze diverse dall'acqua, l'unica permessa. La candeggina, inoltre, non è un detergente, ovvero non ha la capacità di rimuovere lo sporco, dunque svolge il suo ruolo di disinfettante solo su superfici ben pulite. Bene, invece, l'alcol denaturato, che agisce da disinfettante su molte superfici come vetri e piastrelle, ma è sconsigliato su superfici di legno o per pulire il frigorifero, così come per disinfettare mani e ferite.

Meglio, pertanto, ricorrere a prodotti sicuri, bilanciati e conformi alla procedura Haccp, come pulyBar Igienic Green Power, efficace e sicuro nell’igienizzare le superfici: un pulente/igienizzante spray indicato per trattare attrezzi e superfici in acciaio inox, laccati o verniciati, come la carrozzeria della macchina espresso e del macinacaffè, le affettatrici, taglieri e coltelleria, piani di lavoro, banchi, frigo, lavelli e lavandini, carrelli porta bicchieri, vetri, specchi, infissi, cappe di aspirazione professionali.

La pulizia delle apparecchiature di caffetteria

Grande attenzione è stata rivolta alla pulizia della moka, per i locali che propongono questo rito, del filtro cieco, della lancia a vapore, da eseguire ognuna con l'apposito detergente, e del macinacaffè, apparecchiatura che ha un posto di primo piano accanto alla macchina espresso.

Su quest'ultimo tema, Antonelli, oltre a illustrare il corretto utilizzo di pulyGRIND Green Power, il pulitore per macinacaffè dell'azienda di Vescovato (Cremona), ha dedicato un’intera “pillola” a sfatare un altro falso mito: l'impiego di pane e pasta per la loro pulizia. Un grave errore, in quanto pane e pasta non solo non puliscono, ma rischiano di danneggiare le macine. Il riso, per esempio, potrebbe fare inceppare la macchina perché è tropo duro per le macine e per il motore. Inoltre ha un contenuto di umidità del 12-13% di umidità, a fronte dell'1-2% del caffè tostato: se le macine riescono a rompere i chicchi, solitamente le lame vengono danneggiate in una tale operazione, su queste si riversa un composto che “cuoce”, per via del calore che si genera durante la macinatura. Composto che si attacca ai loro denti, invece di pulirli, rendendo impossibile ottenere macinature calibrate e le corrette granulometrie.

Guarda la Pillola sulla pulizia del macinacaffè

Guarda la Pillola sulla pulizia della lancia vapore

Guarda la Pillola su come utilizzare la candeggina

MIG di Longarone, verso una fiera digitale

Dal 29 novembre al 2 dicembre, per ora restano queste date ufficiali per la 61esima edizione della MIG - Mostra internazionale del gelato artigianale di Longarone. A causa dell'emergenza sanitaria, tutte le manifestazioni fieristiche in questo periodo sono sospese o rinviate in attesa di poter valutare l’evolversi della situazione e delle modalità di svolgimento che saranno previste per la riapertura. Difficile dire con certezza cosa si potrà fare in novembre, e questo vale sia per chi organizza le fiere sia per le aziende che vorrebbero partecipare come espositrici.

In attesa di linee guida ufficiali

I vertici dell'esposizione storica del mondo del gelato hanno inviato una nota alle aziende. A Longarone si sta operando anche per mettere a disposizione una piattaforma di "fiera virtuale" che consenta di rimanere in contatto tutto l’anno con gli operatori. Uno sforzo per integrare virtualmente ciò che fino a ieri si faceva solo fisicamente. «Mentre auspichiamo che ritorni quanto prima una certa normalità – ha sottolineato il presidente della società, Gian Angelo Bellati, nella nota – riteniamo tuttavia doveroso, nell’interesse di tutti, attendere di avere maggiori certezze su come potremo muoverci, su come accogliere gli operatori e soprattutto riguardo alle nuove misure di sicurezza da adottare che potrebbero comportare modifiche all’attuale articolazione dell’esposizione. Per questo motivo abbiamo preferito posticipare di qualche settimana la definizione delle adesioni».

Gelatieri, macchinari e servizi

Line guida e indicazioni organizzative già sono state individuate dall’associazione nazionale di categoria, Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane), ma si attendono precise direttive ufficiali che dovrebbero essere emanate a livello nazionale. Le aspettano non solo gli organizzatori, ma anche i gelatieri e le aziende fornitrici di prodotti, macchine, attrezzature e servizi che ogni anno si ritrovano a Longarone per questo storico appuntamento.

Fare luce sui numeri del gelato

Altro fronte su cui si è mossa Longarone Fiere quest'anno è quello dei numeri. È stato infatti siglato un accordo tra MIG e il Centro studi della Cgia di Mestre, per realizzare una indagine approfondita sul settore delle gelaterie artigianali. Un comparto attorno al quale si crea spesso confusione proprio sui numeri, dal fatturato al numero di addetti, anche a causa del sistema dei codici ATECO con i quali l’attività artigianale viene inquadrata in Camera di Commercio. Commistione tra laboratori di gelateria e di pasticceria, e trasversalità dell'attività di gelateria, che può essere una attività secondaria all’interno di un diverso esercizio di somministrazione di alimenti o bevande (bar, pasticcerie, ristoranti) da sempre contribuiscono a creare sfumature poco chiare. Ora di cercherà di andare in profondità con il contributo degli esperti della Cgia. «Riteniamo che questo studio sarà estremamente utile anche per una valutazione delle ripercussioni sul settore a seguito della grave crisi dovuta a Covid-19», ha spiegato il presidente Bellati. Si punta a costruire un quadro attendibile riguardo al numero di laboratori artigiani e dei relativi addetti, dei potenziali punti vendita di gelato artigianale e le stime economiche e di fatturato.  

Delimita di Arrigoni, la rete che ferma i vettori di virus

La rete Delimita di Arrigoni

Dalla protezione delle piante a quella degli uomini. Arrigoni da circa 90 anni produce tessuti tecnici per l’agricoltura, tra cui schermi protettivi che difendono le coltivazioni dai parassiti senza l’uso della chimica, le fa vivere in un ambiente favorevole e crea microambienti favorevoli al loro benessere. Un team di ricerca e sviluppo studia da anni il tema del passaggio dell’aria attraverso i tessuti a rete, anche con la funzione di bloccare il flusso di vettori di virus per la protezione dei vegetali. Tra questi una si è rivelata indicata anche alla protezione delle persone: Delimita. Si comporta come un filtro e costituisce una protezione dalle goccioline d’acqua (droplet) proiettate nell’aria da colpi di tosse o starnuti. Assicura la giusta permeabilità, facendo passare una corretta quantità d’aria e al contempo scherma le goccioline potenziali vettori di carica virale. Dunque risolve il problema di una frequentazione sicura di spazi comuni da parte di più persone in un ambiente confortevole. Prove di permeabilitàRispetto al plexiglas, ha il vantaggio di offrire una buona ventilazione e di avere un costo inferiore, pari a circa 2 euro al metro quadro. Si installa facilmente a doppio strato in barriere verticali su apposite palificazioni, dunque è facile sia da installare sia da rimuovere o rimodellare in base alle particolari esigenze delle aree esterne di locali pubblici, centri sportivi, spiagge, lidi, aree gioco per l’infanzia, sale riunioni d’albergo e in tutte le zone frequentate da più persone. Si può utilizzare anche come schermo ombreggiante per le code all’esterno. Disponibile in versione trasparente e opaca, è facilmente lavabile e sanificabile, e garantisce una lunga durata.

Arrigoni, fondata nel 1936, ha la sede centrale a Uggiate Trevano (Como) e tre sedi produttive, di cui la principale a Putignano (Bari). Dà lavoro a 160 dipendenti a ha una capacità produttiva annua di 6 milioni di tonnellate di tessuto a rete. Riguardo l’ultimo ritrovato, il presidente Paolo Arrigoni dichiara: «La nostra protezione si comporta come un filtro inerziale, in grado di ridurre quasi completamente il passaggio di vettori di cariche batteriche e virali. Al tempo stesso crea un ambiente gradevole, difende dal caldo e dal vento e costa mediamente dieci volte in meno del plexiglas».

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